Rassegna Stampa Dolomiti UNESCO | Marzo 2022

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Il Rifugio Dal Piaz sarà al centro anche di alcuni investimenti da parte del Cai di Feltre. Una cifra di 20mila euro è stata destinata al rinnovo degli elettrodomestici presenti nella struttura. Questi soldi potevano essere ricavati dai Fondi di confine? Alla domanda risponde De Simoi: «Se il bando dei Fondi fosse ben strutturato sì. Purtroppo oltre un milione di euro è destinato alle imprese e il Cai non può partecipare. In un affitto di un locale di solito affitti l'immobile e non il contenuto, il Cai fa un contratto di affitto di azienda e consegna tutto, anche le forchette, al gestore. Una cosa non prevista dal bando. I fondi di confine vanno in aiuto ad alcuni soggetti, ma al prima voce rifugi di montagna non corrisponde a realtà o meglio, aiuta solo quelli privati e ce ne sono. Strutture più simili ad alberghi che a rifugi e che non praticano i prezzi e gli sconti dei rifugi Cai». L'appello arriva spontaneo: «Chi di dovere dovrebbe controllare come sono scritti i bandi, a chi sono dedicati e soprattutto alle varie realtà dei rifugi di montagna, perché un finanziamento a fondo perduto potrebbe salvare una struttura che opera in alta quota». Il riferimento è ai politici che operano in montagna e che forse involontariamente non conoscono la struttura di chi la vive e mette le energie a disposizione del territorio. Daniele Mammani

Alto Adige | 25 marzo 2022 p. 21 Nuovo rifugio passo Santner Dovrebbe aprire in estate Nuovo rifugio passo Santner, sul Catinaccio. Lo si vede a occhio nudo da chilometri di distanza, per esempio da Carezza o da malga Frommer. Ma ora stanno arrivando le prime foto, nello specifico postate sui social dall'impresa Sparer Gerüstebau di Appiano, che sta montando i ponteggi. Anche grazie alle scarse precipitazioni nevose e alle temperature accettabili di queste settimane, i costosi lavori, eseguiti anche con l'ausilio di gru ed elicottero, stanno procedendo velocemente. Lo conferma il sindaco di Tires Gernot Psenner: «Magari non subito per dormire, ma per fermarsi a mangiare e a bere dovrebbe aprire per il mese di giugno».

NOTIZIE DAI PARCHI Corriere delle Alpi | 5 marzo 2022 p. 19 L'archivio di Piero Rossi in un'App Al Parco la gestione del Bianchet Marcella Corrà / BELLUNO La presentazione di una web app dedicata all'archivio di Piero Rossi, il "padre" del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, è stata l'occasione per fare il punto sulla progettualità dell'area protetta. L'ente Parco è impegnato su più fronti, con investimenti che arrivano a dieci milioni di euro, lavori che non è facile seguire dal punto di vista burocratico e progettuale per una struttura così piccola. Per questo, ha spiegato il presidente Ennio Vigne, sono state attivate collaborazioni, ad esempio con l'Unione montana Longaronese per la realizzazione della nuova caserma dei carabinieri forestali e per un ufficio informazioni. O con Veneto Strade, per la ciclabile dell'Agordino. A Belluno si sta lavorando con il Comune per l'ampliamento del museo naturalistico che ha sede in poche sale del Centro Piero Rossi e per il quale il Parco ha da tre anni un finanziamento statale di 1,2 milioni. Già il primo stralcio progettuale è pronto, ora si cerca un accordo con Palazzo Rosso per un supporto operativo, non facile comunque in un periodo in cui anche il Comune ha un bel pieno di progetti legati alla rigenerazione urbana. «Il nostro scopo è di riuscire a non rallentare l'iter - ha spiegato Vigne - per poter realizzare quanto prima l'obiettivo del Parco, del Comune e della Provincia di realizzare un museo naturalistico provinciale». In questa ottica, l'attuale bar verrebbe spostato sulla parte sinistra dell'edificio a ferro di cavallo di Piazza Piloni, per dare continuità alle attuali sale e a quelle nuove del museo. IL PARCO E BELLUNO Altro obiettivo è quello di far entrare il Parco dentro la città capoluogo: «Sono stati creati i presupposti perché la nuova amministrazione comunale di Belluno nel dopo elezioni possa inserire nell'area del Parco il corridoio dell'Ardo, che nell'attuale Pat è indicato come riserva naturale». C'è poi la Schiara, la montagna di Belluno, dove per l'estate saranno sistemate, con un intervento del valore di centomila euro, le ferrate Sperti e Zacchi, mentre con il Settimo Alpini si sta ragionando sulla sistemazione delle altre due ferrate, Berti e Marmol. Infine il rifugio Bianchet, Malga Varetta e Malga Vescovà passeranno in gestione al Parco «e così potremo fare dei ragionamenti sulla promozione di quel territorio a confine tra Belluno, Sedico e Zoldano». L'ARCHIVIO DI PIERO ROSSI Il prossimo anno l'ente compie 30 anni e tutto quello che si sta realizzando porta l'impronta


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