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DOLOMITI IN TV

L’Adige | 7 marzo 2022

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Veri “falegnami ad alta quota” I Curzel ristrutturano il Brentei

Dmax vola sulle Dolomiti con la nuova serie «Falegnami ad alta quota», in onda da mercoledì alle 21.25 (e in anteprima streaming su Discovery+). Protagonista, la famiglia Curzel, falegnami trentini specializzati in ristrutturazioni di rifugi ad alta quota e nella realizzazione di baite in bioedilizia. Ovvero, Germano, il fondatore, detto anche "Il supremo", e i suoi due figli, Paolo e Giovanni, che oggi portano avanti l'azienda: tre generazioni di uomini e i loro collaboratori. Lo scenario, quella frontiera verticale che sono le vette delle Dolomiti, rocce e scenari mozzafiato sulle quali pionieri hanno fondato rifugi leggendari. Produzione originale EiE film per Discovery Italia, diretta da Katia Bernardi e realizzata con il sostegno di Trentino Film Commission, la serie racconta quanto costruire lassù sia una sfida estrema tra uomo e natura. Ma anche una corsa contro il tempo, in cui servono organizzazione perfetta e sangue freddo, perché ogni centimetro è da sudare, ogni chilo pesa il doppio. E l'errore non è ammesso. «Una cosa non difficile, di più», dice Giovanni, lo sportivo di famiglia. D'altronde, per lavorare qui, come spiega la serie, servono creature speciali, che devono volare come aquile, arrampicarsi come stambecchi, avere il carattere di un orso, ma essere uniti come un branco di lupi. Per oltre sei mesi la troupe di Dmax li ha seguiti in alcune delle location più spettacolari del Trentino, tra le Dolomiti di Brenta, Lagorai, Valsugana, Val dei Mocheni e Vigolana, a partire dal mitico rifugio Brentei (nella foto), costruito nel 1938. Il Cai ha commissionato ai Curzel una ristrutturazione completa. «Che è quasi come andare a rifare San Pietro», commenta Germano.

Corriere del Trentino | 10 marzo 2022

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«Falegnami in alta quota» Nuova serie action in tivù La regista trentina Katia Bernardi e il film su DMax canale 52

Roberto Brumat Due fratelli di Caldonazzo, il padre di 80 anni e il giovane capo carpentiere che odia la montagna, sono i protagonisti di Falegnami ad alta quota , serie tivù scritta e diretta dalla trentina Katia Bernardi, regista e scrittrice di Levico. Sei puntate in onda ogni mercoledì alle 21,25 su DMax per raccontare difficoltà e perizia di professionisti che sanno costruire dov’è quasi impossibile. «Una troupe, quasi tutti trentini, due telecamere e droni, ha vissuto da giugno a novembre a stretto contatto con i carpentieri dell’azienda Curzel dei fratelli Paolo e Giovanni, per ristrutturazioni di rifugi in quota», spiega la regista Katia Bernardi, che ha scritto la serie durante il lockdown. Bernardi è autrice anche del documentario Inedita e del celebre film Funne- Le ragazze che sognavano il mare . «Nessuno dei protagonisti di questa serie recita, sarebbe stato impossibile preparare testi per situazioni impreviste e imprevedibili. Partivamo alle 3,30 del mattino per prendere l’elicottero che ci portava a destinazione, dove il lavoro finiva alle 7 di sera. E abbiamo lavorato e vissuto per sei mesi nei rifugi Brentei, Tosa Pedrotti, Tuckett, Cima D’asta, Bivacco Vigolana, Bivacco Fravort, in condizioni climatiche proibitive, soffrendo il freddo e dormendo anche per terra». I suggestivi scenari, ripresi anche al tramonto con i droni, sono quelli delle Dolomiti di Brenta, di Lagorai, Valsugana, Val dei Mocheni, Vigolana. Con i fratelli Curzel c’è il patriarca Germano, che fondò la falegnameria nel 1963, specializzata negli anni in costruzione di case in legno chiavi in mano e in ristrutturazioni in luoghi impossibili. E ci sono Bruno il capo carpentiere con i falegnami Oscar e Roberto, ma anche Valentino, Martin, Samuel, Jona, nipoti del capostipite, che anche a microfoni spenti chiamano «Supremo». Prodotto da Davide Valentini della EiE fil, ha il sostegno di Trentino Film Commission. Costruire sopra i duemila metri dove ogni cosa pesa il doppio e tutto va portato in elicottero, è un’impresa che merita di essere raccontata. «C’è stato pure un bivacco che poteva essere raggiunto solo a piedi – precisa Katia Bernardi - . Ecco perché chi lavora dev’essere alpinista. Con il direttore della fotografia Alex D’Emilia, operatore alpinista free climber, fondamentale è stata la troupe trentina formata tra gli altri dal direttore di produzione Vanni Furlani, dal fonico Francesco Parolari e dalla società ex Format di Corrado Measso e Sara Parisi». In ogni episodio compare il rifugio Brentei a quota 2182 metri, realizzato nel 1938 e ora affidato per la ricostruzione alla Legno House Curzel. Ma ci sono anche l’allestimento del trono gigante per il rifugio Tuckett. Magie umane e incanti della natura. E il lato umano, come Giovanni Curzel che si trasforma in cuoco per 40 persone.

Gazzettino | 21 marzo 2022

p. 2, edizione Belluno

«Dolomiti in televisione e il nostro turismo vola»

BELLUNO L'industria cinematografica assume sempre maggior importanza in ottica turistica. Film e fiction, infatti, hanno la capacità di essere un efficace veicolo di comunicazione, capace di rafforzare o addirittura di creare l'immagine di una località, inducendo molti spettatori alla visita e alla scoperta dei luoghi in cui sono stati ambientati i lungometraggi. Il cosiddetto cineturismo, che fa sì che sia il cinema a far conoscere un territorio, ma anche di promuoverlo originando nello spettatore la volontà di esplorare e conoscere nuovi luoghi, nuove culture e nuove usanze. Così sta capitando anche in provincia di Belluno dove si odono ciak di fiction nazionali e internazionali. Ma non solo. Anche film e trasmissioni televisive. La ripartenza post covid parte anche da qui.

LA PROMOZIONE

«La presenza del Bellunese in tv è sia uno strumento formidabile di promozione turistica e territoriale, sia il riconoscimento del valore dei luoghi - afferma il presidente della Provincia Roberto Padrin -. Un valore riscoperto non solo dalla televisione e dal cinema, ma anche da diverse persone, specialmente durante il lockdown. I mesi di chiusura totale del 2020 hanno ingenerato un cambio di visione rispetto alla montagna, vista come luogo sicuro, salubre e di grande libertà, soprattutto da chi viveva in città ed era costretto a rimanere chiuso in casa, senza poter uscire, senza un giardino e senza quelle piccole cose che noi bellunesi abbiamo a due passi da casa, e spesso diamo per scontate. Questo genere di visione è fondamentale per poter valorizzare la nostra montagna non solo a fini turistici, ma anche in una prospettiva anti-spopolamento». «Per quanto riguarda le serie tv - penso soprattutto a Un passo dal cielo, che ha indici d'ascolto straordinari - il ritorno è stato poderoso - prosegue il presidente Padrin -. A San Vito un albergatore mi ha raccontato di turisti che non erano mai stati in zona e sono arrivati appositamente per vedere i luoghi della serie tv. Questo significa ampliare la promozione e anche poter allungare la stagione turistica. Dovremo essere bravi a sfruttare queste occasioni: da una parte costruendo un sistema di accoglienza e ricettività, in sinergia con gli operatori turistici che devono pensare in grande e tornare a investire; dall'altra portando nuovi servizi e ampliando sempre di più i flussi turistici, anche in zone che oggi ne sono toccate solo marginalmente. Il turismo può essere un motore economico della nostra provincia, con il vantaggio che i nostri luoghi, i nostri paesaggi e le Dolomiti non delocalizzano».

LA SPINTA

Un passo dal cielo, girato sul lago di Mosigo a San Vito di Cadore è stato emblematico in questo senso. «Un'esperienza racconta l'ex sindaco di San Vito di Cadore, Franco De Bon che si è rivelata una grossa promozione turistica». Tutto ha avuto inizio quando la sceneggiatrice, cercando nuove location, ha parlato con l'allora sindaco De Bon. Era l'inverno a cavallo tra il 2019 ed il 2020. «Abbiamo avuto subito ripercussioni- prosegue De Bon -: non appena sparsa la voce che la troupe sarebbe venuta è stato calcolato che il nome di San Vito di Cadore era aumentato del 1000% nelle ricerche sul web. Quell'estate abbiamo registrato il tutto esaurito, nonostante fosse la prima estate del Covid». Una cosa fondamentale, che segnala De Bon, anche consigliere provinciale delegato: «avevo chiesto che della presenza della troupe ne beneficiassero anche le altre località non solo in termini economici (alberghi), ma anche come location. E così è stato. Un passo dal Cielo è stato girato anche alla Villa Miari a Belluno, per fare un esempio».

OPERATORI TURISTICI

Anche gli operatori turistici sono rimasti soddisfatti dell'esperienza, basta parlarne con Gildo Trevisan del Consorzio Cadore Dolomiti. «La Regione Veneto pone, da anni, un accento e un'importanza sulla film commission», che si pone come riferimento per lì industria cinematografica. «Comunicare i nostri valori e le nostre tradizioni è molto importante e genera una grande risonanza mediatica con grandi ritorni a livello d'immagine. Questi sceneggiati ne sono la prova pratica: molti villeggianti chiedevano dove si trovavano i luoghi di riferimento nella fiction». E benché ora «bisognerà stare attenti a governare i flussi per la salvaguardia della nostra montagna chiude Trevisan va detto che la regia quest'anno è aperta ad accogliere suggerimenti per luoghi e per essere aiutata a meglio rappresentare le frazioni e la nostra storia. Ben vengano questi sceneggiati, contiamo molto su questo tipo di turismo». Federica Fant

Gazzettino | 21 marzo 2022

p. 3, edizione Belluno

Ciak, San Vito come Cortina il cinepanettone si gira qui

La serie continua. Un passo dal cielo 7. I guardiani tornerà per le riprese della nuova stagione a San Vito, a Cortina e in altre località dell'alto Bellunese. Ma bolle anche altro in pentola per San Vito di Cadore: tra aprile, maggio e molto probabilmente anche giugno si girerà un film.

TOP SECRET

I dettagli sono ancora da chiarire ma è certo che si tratta di una importante produzione italiana che lavorerà su una sorta di Vacanze di... con attori di richiamo. Nei mesi passati, quando la neve ha imbiancato San Vito, sono state già girate delle scene, quelle utili per il racconto nel periodo invernale.

PERIODO MAGICO

Il paese della valle del Boite vive un momento che, se non è magico, poco di manca. Ne è consapevole il sindaco Emanuele Caruzzo che non aggiunge nulla sul film assicurando che i dettagli saranno svelati dalla produzione stessa al più presto. Quanto alla settima serie della fiction televisiva di Lux Vide avrà ancora come cornice il lago Mosigo e le Dolomiti. Una notizia, la conferma del ritorno, che ha entusiasmato gli appassionati delle avventure del commissario Nappi, con Daniele Liotti ed Enrico Ianniello. Ma soprattutto una grande notizia per il territorio interessato visto che nell'ultimo anno le visite turistiche ai luoghi della serie sono cresciuti.

«ESTATE ECCEZIONALE»

E San Vito con il lago dove insiste lo chalet palafitta, che diventa la stazione di Polizia, è stata la località più gettonata, il sindaco Caruzzo: «Per noi quella passata è stata un'estate eccezionale, straordinaria, tanti sono venuti a vedere i luoghi dove era stata girata la fiction, tanti si fermavano a chiedere dove andare per vedere dal vivo quanto ammirato in televisione». Una promozione fondamentale grazie alle puntate tanto amate de Un passo dal cielo, I guardiani in grado di registrare ascolti da oltre 5 milioni di media, con punte di share del 25-26%.

LA PROSSIMA STAGIONE

Nel vertice fra l'amministrazione, con il sindaco Emanuele Caruzzo e il vice Alfonso Sidro, il presidente del Consorzio Cadore Dolomiti Gildo Trevisan, il direttore di produzione e organizzatore generale Mirco D'Angeli ha confermato il ritorno di attori, regista e cast. Confermate anche le location principali e definito il programma di massima: attori e regista dovrebbero arrivare per le riprese a fine estate. La serie arriverà su Rai 1, salvo modifiche, per la trasmissione nella primavera 2023. Novità per la regia affidata all'attore Enrico Ianniello, che vestirà ancora i panni del commissario Vincenzo Nappi e Daniele Liotti interpreta ancora Francesco Neri, già forestale, ora amico e collaboratore, in borghese, della Polizia.

I PREPARATIVI

A San Vito di Cadore si stanno programmando lavori per rendere ancora più attrattiva l'area del lago Mosigo, «ci teniamo a migliorare il sito -assicura il sindaco- abbiamo già iniziato con piccoli interventi ora pensiamo a qualcosa di ben più importante». Fra le idee in questo momento si pensa ad una spiaggia, ad un nuovo chiosco, ad una ristrutturazione generale, «per ridare il lustro che merita al nostro lago» assicura Emanuele Caruzzo. Quanto al primo ciak della fiction, che ha lasciato l'Alto Adige per le Dolomiti di Ampezzo e Cadore, è previsto per fine agosto, e poi avanti con settembre che in montagna, tradizionalmente, è il miglior periodo con giornate terse per panorami straordinari. Giuditta Bolzonello

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