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OLIMPIADI 2026: GLI AGGIORNAMENTI

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MARMOLADA

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Corriere dell’Alto Adige | 2 marzo 2022

p. 4

Olimpiadi e impianti. «No a traffico aggiuntivo» Giochi 2026, allarme degli ecologisti. La Provincia: saranno sostenibili. Il punto su Anterselva

Francesco Mariucci BOLZANO Chiuso il sipario sui Giochi di Pechino, il testimone è passato a Milano-Cortina in vista del 2026. Un’edizione che toccherà anche l’Alto Adige: ad Anterselva, casa del recente bronzo olimpico Dorothea Wierer, saranno disputate le gare di biathlon. Già oggi il paese ospita abitualmente una delle tappe della Coppa del mondo di disciplina, ed è stata più volte sede dei Mondiali, l’ultima nel 2020. Nel 2006 è stata ultimata la ristrutturazione dell’Arena Alto Adige, che sarà teatro di gara anche ai Giochi del 2026. Per l’occasione sono previsti impianti di innevamento, un poligono, una struttura indoor, rinnovate tribune per i media, e il prolungamento delle piste. Tra gli obiettivi più volte dichiarati, c’è quello di realizzare un’edizione ad impatto zero, sostenibile e rispettosa dell’ambiente: «Una priorità anche per l’Alto Adige — sottolinea l’assessore provinciale all’ambiente Giuliano Vettorato — da portare avanti utilizzando e valorizzando unicamente impianti e infrastrutture già esistenti, rinunciando a costruirne di nuovi». Parole che, per ora, non convincono le associazioni ambientaliste altoatesine. A preoccupare sono i lavori che interesseranno la zona: la circonvallazione di Perca, un ampliamento e un nuovo collegamento tra la statale della Pusteria e la valle di Landro, e nuovi svincoli verso Valdaora, Anterselva e Sesto. Fa discutere anche la costruzione del bacino idrico per l’innevamento programmato, proprio nella zona di Anterselva. Previsto poi l’ampliamento del collegamento tra San Cassiano e Cortina, così come di molte strade che attraversano passi dolomitici e aree naturali altamente tutelate a livello europeo in quanto parte della rete Natura 2000. «Tutti gli investimenti infrastrutturali resteranno fruibili — continua Vettorato —. No ad impianti impattanti, anche per questo è stata scelta Anterselva, dove c’è già un’ottima base di partenza. Con i Giochi all’insegna della sostenibilità raggiungeremo un doppio obiettivo: da una parte faremo conoscere meglio il territorio, e dall’altra lo riqualificheremo». Sulla stessa linea anche il sindaco di Anterselva, Thomas Schuster: «Rinnovare i nostri impianti ci consentirà di restare presenti come meta di manifestazioni internazionali — afferma —. È un’occasione importante sia dal punto di vista ecologico che da quello sociale, dato che poi le infrastrutture saranno utilizzate dalla popolazione». Secondo le associazioni ambientaliste però, le opere sarebbero poco funzionali, soprattutto una volta passate le due settimane olimpiche: «Strade nuove e più ampie generano nuovo traffico — spiega Albert Willeit, presidente dell’Heimatpflegeverband per la val Pusteria —. Non abbiamo bisogno di velocizzare il passaggio delle auto, ma di diminuirlo. Nei prossimi anni un aumento del trasporto individuale motorizzato, con tutti gli effetti collaterali negativi per persone e ambiente, non sta venendo solamente messo in conto e accettato, ma pianificato e favorito. Noi non siamo contro le Olimpiadi, ma vogliamo che i fondi vengano investiti in modo sostenibile». Intanto il confronto con le istituzioni continua: fra dieci giorni tavolo con l’assessore provinciale alla infrastrutture Daniel Alfreider per analizzare i progetti stradali.

Corriere del Veneto | 3 marzo 2022

p. 10, edizione Treviso – Belluno

«Per le Olimpiadi la Vas è necessaria» Gruppo d’intervento giuridico in pista

Tommaso Moretto

cortina d’ampezzo Dalla Sardegna per mettere i bastoni tra le ruote alle Olimpiadi invernali a Cortina del 2026. Ci si è messa l’associazione di protezione ambientale «Gruppo d’intervento giuridico». Sul loro sito web si legge che si sono costituiti a Cagliari nel 1992 e che puntano tutto sulle competenze legali. Dichiarano di aver promosso oltre 3.500 azioni e iniziative. Secondo l’associazione sarda, per i Giochi, è necessario una procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas). «Eppure finora — scrivono — nessuna procedura di Vas è stata attivata». E, dicono, si sono già rivolti a tutti gli enti competenti: ministeri della Transizione Ecologica e della Cultura, Regioni Lombardia e Veneto, Province autonome di Trento e di Bolzano. Ma non solo, anche alla Commissione europea. Nel mirino, per esempio, la pista di bob. Il «Gruppo giuridico», osserva: «Risulta esterna ai siti della rete Natura 2000 e in generale al sistema delle aree protette e tutelate. Tuttavia l’area di Cortina è oggetto di diversi interventi connessi alla realizzazione della

infrastrutturazione necessaria allo svolgimento dei Mondiali di sci e delle Olimpiadi invernali del 2026, molti dei quali con impatto significativo sui siti Natura 2000».

Gazzettino | 9 marzo 2022

p. 2, edizione Belluno

«Olimpiadi, 90 milioni per rinnovare gli hotel»

BELLUNO Il tempo scorre macinando l'attesa per le Olimpiadi di Milano - Cortina 2026. Le aspettative per i Giochi sono altissime. Non solo sul fronte delle infrastrutture viabilistiché e degli impianti sportivi ma anche per quanto riguarda il rinnovo dell'accoglienza che deve essere moderna e inclusiva. Gli albergatori bellunesi hanno più volte manifestato i loro timori di non riuscire ad adeguare e rimodernare le strutture per tempo. Ieri a rassicurarli è stato l'assessore al Turismo, Federico Caner, che ha annunciato che in vista dell'evento iridato arriveranno 90 milioni destinati proprio al miglioramento delle strutture ricettive. Ma non solo. Caner si è anche soffermato sui timori che più volte arrivano dalla provincia: «Spesso sento il lamento ha affermato Caner, raccogliendo una parola suggerita in sala dal profondo delle Dolomiti».

FONDI PER LA RICETTIVITÀ

L'assessore ha fatto riferimento ai fondi per la ricettività, a quelli più specifici come i Por Fesr (comunitari) che nel Bellunese sono arrivati in maniera cospicua «con non pochi mugugni dalla Pianura» ha tenuto a precisare. «Ci sono poi gli interventi per i maestri di sci con 3,5 milioni di euro e così via. Per la questione dell'area interna, invece, precisiamo senza polemiche che il ritardo dei 3 anni per le risorse in Agordino non è dipeso dalla Regione ma le comunità montane ci hanno impiegato tre anni a inviarci i report. La Regione, al massimo, ha un ritardo di tre mesi perché, per valutare tutti i criteri che abbiamo applicato per la suddivisione dei 34 milioni e 80 mila euro». Caner, inoltre, ha evidenziato come «ci siano problemi con Avepa per la gestione del bando perché l'agenzia è intasata per la richiesta di istruttorie».

FONDI POR FES

Ma che ne è dei milioni promessi in vista delle Olimpiadi per rimodernare gli alberghi? «Abbiamo una programmazione finita con i Por Fesr e i fondi direttamente erogati dalla Regione, ora si apre un nuovo settennato fa sapere l'assessore Caner -. Siamo riusciti ad avere il doppio, si parla di quasi 90 milioni di euro. Un buon risultato rispetto ai 40 milioni di prima». Denaro che però starebbe trovando qualche resistenza ai piani alti dell'Unione europea. «Dall'Europa ci chiedono di comunicare quali siano le priorità e come si pensa di utilizzare le risorse. Penso sia necessario mantenere la formula della ristrutturazione alberghiera». La giunta e il consiglio regionale hanno già approvato la proposta. Ora essa è soggetta alla valutazione della Commissione europea «che aveva detto che avevamo messo troppi soldi ha spiegato ieri l'assessore regionale - Noi abbiamo fatto presente che in Veneto il settore turistico frutta 18 miliardi di fatturato. Abbiamo quindi fatto capire che quelle risorse erano incentrate su questo: siamo la prima regione turistica in Italia. Ma abbiamo dei problemi di arretratezza, sia digitale che di infrastrutture». I bandi usciranno nella seconda parte di quest'anno.

GLI ALBERGATORI

Walter De Cassan, il presidente di Federaberghi Belluno, ha portato i saluti della collega di Cortina d'Ampezzo, Roberta Alverà, che solo poco tempo fa aveva chiarito un concetto: «In questo momento, così come siamo strutturati, abbiamo difficoltà, perché ci sono alberghi centenari, con tante barriere architettoniche. Serve un cambio strutturale, che deriva da un cambio di mentalità. Sarà indispensabile che tutti i progetti di ammodernamento dei nostri alberghi, da qui al 2026, siano fatti nell'ottica della accessibilità». Walter De Cassan ha aggiunto che «in riferimento all'arrivo dei 90 milioni, sappiamo che i soldi ci sono ma non bisogna sottovalutare il fattore tempo. Il problema sta qui. Fra quattro anni saranno già finite le Olimpiadi». E il presidente di Federalberghi ha sottolineato come il periodo per eseguire manutenzioni strutturali negli hotel e negli alberghi bellunesi è limitato, d'inverno le nevicate non permettono di iniziare lavori e poi ci sono le alte stagioni. Federica Fant

Corriere delle Alpi | 15 marzo 2022

p. 16

Dal carosello alla pista da bob: Legambiente boccia Cortina 2026

la protesta Ancora quattro rotondi no di Legambiente ai collegamenti da Cortina ad Arabba (o Armentarola), da Cortina a Cima Fertazza (leggi Civetta), da Padola a cima Colesei (o poco sotto) e alla pista di bob, a Cortina. Un tentativo di stop che arriva dal dossier "Nevediversa

2022" , pubblicato ieri, che aggiorna l'elenco degli impianti sciistici dismessi, di quelli chiusi dal futuro incerto e di quelli che rimangono aperti grazie ai cosiddetti accanimenti terapeutici. Il dossier si sofferma anche sui progetti di infrastrutturazione localizzati in aree di grande pregio naturalistico o comunque non idonee alla pratica sciistica. E proprio questa sarebbe l'area del Carosello delle Dolomiti (Cortina - Arabba; Cortina - Civetta; Cortina - Val Badia). Questi i siti minacciati: Monte Pelmo, Mondeval, Formin, Dolomiti di Ampezzo, Col di Lana, Settsas, Cherz, Gruppo del Sella, Marmolada.Come caso simbolico di impianti dismessi Legambiente cita quello di Staunies, a Cortina, con un'ovovia e una seggiovia non più operativi dal 2016, ma di recente la Regione ha dato il via libera a una nuova struttura. «È una montagna alle prese con le trasformazioni provocate dai cambiamenti climatici e con una transizione ecologica che fatica a decollare, soggetta a forme di "accanimento terapeutico" dovuto a progetti di sviluppo», denuncia Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto. «Ma l'esempio più sconcertante in questo senso noi veneti ce l'abbiamo in casa, a Cortina, dove la neve è fioccata sulle piste da sci con l'elicottero o meglio trasportata dall'elicottero: è successo a gennaio nel comprensorio di Socrepes e Tofana, per la precisione sulla Tofonina. Da chi si è candidato ad ospitare i prossimi giochi olimpici invernali ci aspetteremo maggiore intelligenza e competenza nell'affrontare e governare gli effetti generati dalla crisi climatica, se questo è l'esempio di come intendono governare le Olimpiadi 2026, è più che lecito allarmarsi».Il dossier rileva che in Italia "fioccano" gli impianti ma senza neve. Sono 150 i nuovi i progetti che minacciano i siti protetti da Rete Natura 2000, 234 gli impianti dismessi (54 in più rispetto all'edizione 2021), 135 le strutture dal futuro incerto e 149 i casi di "accanimento terapeutico". Dall'indagine emerge un quadro problematico, con numerose proposte di impiantistica a quote molto basse, in contesti dove la neve sarà sempre più rara e gli inverni sempre più brevi, con il rischio concreto che i buoni intendimenti delle direttive europee per la tutela di aree di grande pregio naturalistico e la loro estensione dall'attuale 22% al 30% vengano clamorosamente disattesi. A complicare il tutto c'è l'arrivo imminente dei fondi europei previsti dal Pnrr: da tempo auspicati ma che, in un clima di poca chiarezza, possono trasformarsi in un facile volano per la realizzazione di progettazioni molto impattanti. -- F.D.M.© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corriere delle Alpi | 18 marzo 2022

p. 31

Opere olimpiche: persi due anni Il governo avvia il tavolo permanente

Irene Aliprandi Cortina «Abbiamo perso due anni e le criticità sono numerose, ma il governo considera le Olimpiadi del 2026 una priorità assoluta che deve avere una corsia preferenziale». Alessandro Morelli, viceministro delle Infrastrutture, ha un approccio schietto e non cerca alibi rispetto ai ritardi accumulati dalle opere olimpiche e da quelle previste per i Mondiali del 2021 e mai realizzate. Ieri Morelli ha incontrato in Prefettura a Belluno i sindaci della valle e il presidente della Provincia, alla presenza anche dei nuovi vertici di Anas. E sono proprio le opere viarie quelle a impensierire di più.«Questo è il primo incontro di un tavolo che sarà periodico», spiega il viceministro, «per condividere il percorso e segnalare le potenziali criticità». La prima arriva proprio da Morelli, perché si registra un aumento dei prezzi delle materie prime del 20-25%, con ripercussioni che dureranno a lungo e che potrebbero portare a dover aumentare il già notevole budget stanziato: 600 milioni di euro solo per la vallata, ma con le altre opere si supera il miliardo. «Se serve il governo garantirà anche questa copertura», afferma Morelli, «perché ci interessa migliorare le condizioni di questa valle, oltre che fare una bella figura a livello internazionale».I ritardi, però, sono clamorosi: «Dall'assegnazione delle Olimpiadi, nel 2019, alla costituzione della società per le infrastrutture sono passati due anni. Stiamo recuperando tempo oggettivamente perso», ammette il viceministro che ha chiesto anche sostegno politico alle istituzioni locali affinché facciano pressione sui ministeri dell'Ambiente e della Cultura attraverso mozioni e ordini del giorno che sollecitino tempistiche burocratiche più rapide possibili. «Questo evento si porta dietro opere che avrebbero dovuto essere pronte per quello precedente (i Mondiali del 2021)», osserva il presidente di Anas, Edoardo Valente. «Ora il nostro impegno è quello di essere presenti sul territorio in maniera assidua». Valente spiega che, finalmente, i progetti definitivi esecutivi delle varianti di Tai, Valle e Venas sono pronti: «Ma ci sono ancora alcune valutazioni da fare».Dunque, la situazione non si può definire compromessa, ma le difficoltà non mancano e a questo punto serve un piano B «che non possiamo non considerare», dice Morelli. Il tavolo permanente, quindi, dovrà individuare criticità e priorità dove concentrare le forze, ma di tempistiche non si può ancora parlare. Perché se gli iter burocratici si possono comprimere, il limite tecnico imposto dalla costruzione delle strade è invalicabile.A farsi portavoce dei sindaci presenti al tavolo è il presidente della Provincia, Roberto Padrin: «Siamo in una fase delicata che ci preoccupa, ma apprezziamo il dialogo instaurato. Oltre alle tre varianti ereditate dal 2021 ci auguriamo che si riescano a realizzare almeno in parte anche quelle di Longarone e Cortina. Lavori che causeranno qualche disagio, ma che rimarranno con ricadute permanenti e positive per il nostro territorio e che senza le Olimpiadi non sarebbero mai state finanziate».Risorse mai viste in 50 anni di storia, come evidenzia il sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina: «È giunto il tempo di fare sintesi e concretizzare i progetti. Come dice il viceministro serve una "corsia olimpica" per arrivare nei tempi corretti a vedere realizzate tutte le opere previste». Ghedina è ottimista e apprezza il cambio di passo dato da Morelli e dai nuovi vertici di Anas, contando anche sul lavoro dell'amministratore delegato della società Infrastrutture Milano Cortina 2026 Luigi Valerio Sant'Andrea.«Le nostre comunità attendono da tempo opere infrastrutturali importanti

e necessarie, su cui questo governo e il precedente hanno creduto fortemente», ricorda il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, nel saluto inviato al tavolo della Prefettura: «per Milano-Cortina sono state destinate considerevoli risorse, a partire dal miliardo di euro stanziato sotto il governo Conte, ai 145 milioni aggiuntivi e agli ulteriori 324 milioni. Dai Giochi invernali del 2026 passerà lo sviluppo dei territori, una crescita di lunga visione che consentirà ai cittadini e a intere famiglie di costruire ancora un futuro nel bellunese: sarà possibile con interventi che rendano la viabilità più agile, con l'ottimizzazione dei servizi e nuove infrastrutture, anche digitali, che migliorino la vita delle comunità e le rendano più competitive».«Quando lanciai la candidatura di Cortina alle Olimpiadi invernali 2026 dicendo che avrebbero portato sviluppo e investimenti, quelli che sanno sempre tutto risero. Oggi a Belluno, il viceministro Morelli ci ha dato conferma che le cose stanno andando per il verso giusto», conclude il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. --© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corriere delle Alpi | 19 marzo 2022

p. 15

Le Olimpiadi accendono Cortina Crescono gli investitori stranieri

Gianluca De Rosa Cortina Cortina è sexy agli occhi degli investitori internazionali. Vecchi e nuovi, attratti dalla prospettiva olimpica ma votati ad un progetto a più lungo termine. Convinti da un potenziale fin qui inespresso, appena rinvigorito dall'assegnazione dell'evento a cinque cerchi dopo settant'anni trascorsi cullandosi su allori nel frattempo scoloriti.È questo il quadro emerso al termine della giornata di incontro e confronto Winter Games, tenutasi all'ombra delle Tofane, concentrata attorno a due macro aree, ospitalità e sviluppo, ed un comune denominatore: la necessità di dover cambiare passo per garantirsi quella pioggia di milioni in grado di trasformare Cortina in destinazione di prima fascia a livello mondiale. Non solo d'inverno grazie allo sci ma tutto l'anno nel nome del buon vecchio piano di destagionalizzazione che rappresenta, oggi, una "piaga" per il turismo del Belpaese. Qualcosa sta cambiando, tanto che Cortina è annoverata dagli esperti come la località alpina italiana sulla quale stanno convergendo le maggiori attenzioni da parte degli investitori internazionali. Nuova meta "place to be", denominazione corroborata dai numeri: il 65% delle strutture ricettive situate a Cortina è oggi in mano a capitali stranieri. L'obiettivo, entro il 2026, è aumentare la forbice arrivando a toccare quota 75%. È il turismo del lusso quello che traina di più, in linea con la vocazione della destinazione. Gli hotel di prima fascia, quelli per i quali servono anche mille euro per un pernottamento, sono tutti in mano ai grossi capitali stranieri, con la conduzione familiare interessa che quasi esclusivamente i tre stelle.Tutto bene? Non proprio. La disamina parte da un altro dato. Cortina, oggi, garantisce al turista 4.800 posti letto, un quinto rispetto alla vicina val Gardena che di posti letto ne vanta 25mila oppure alla confinante val Badia che ne ha 15mila. Serve accelerare, ma come? Riqualificando gli alberghi dismessi, che sono una decina, rappresenta un primo passo peraltro già avviato ma per allinearsi ai competitor stranieri come Zermatt e Sainkt Moritz in Svizzera oppure Courchevel in Francia serve altro. Ad esempio meno intoppi di natura burocratica, altra tematica che da sempre attanaglia il Belpaese.«Nello stesso arco di tempo con cui in Austria abbiamo avviato e completato sette progetti, in Italia stiamo ancora aspettando una risposta», ha sottolineato, visibilmente contrariato Otmar Michaeler, ceo del colosso altoatesino Falkensteiner che aspetta il via libera istituzionale per iniziare i lavori di realizzazione di un nuovo complesso ricettivo a cinque stelle proprio a Cortina nelle vicinanze del palaghiaccio.«Sarà una struttura di ultima generazione, contenuta nelle dimensioni e caratterizzata da quattro mini complessi, tutti rispondenti alle principali normative ambientali. Le Olimpiadi non c'entrano niente con questo intervento, lo avevamo pensato già prima dei Mondiali di sci del 2021. Risale a cinque anni fa ma se non è stato ancora realizzato è solo per colpa dei tempi burocratici. Noi siamo pronti ad iniziare i lavori anche domani».Michaeler ha reso noto un progetto di investimento innovativo. Interessa direttamente i clienti del colosso Falkensteiner che acquistando una quota pari a diecimila euro ne diventano soci. «In Germania questo prodotto innovativo concentrato nella fidelizzazione del cliente sta andando molto bene, ma prima di poterlo perseguire serve creare un brand molto forte», ha concluso Michaeler. --© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corriere delle Alpi | 19 marzo 2022

p. 32

Ghedina tuona contro gli ambientalisti «Far saltare le opere va contro la gente»

Francesco Dal Mas CORTINA

Si può immaginare un convegno sostenibilità sociale, economica ed ambientale a Cortina e non fare riferimento alle Olimpiadi? Evidentemente no. Ecco dunque che quando il sindaco Giampietro Ghedin ha portato ieri il saluto della città olimpica ai giovani industriali del Nordest e dell'Emilia Romagna, intenti ad interrogarsi su cosa significa essere sostenibili in presenza di una crisi energetica come quella attuale, ha abbandonato per un istante il suo aplomb e ha puntato il dito contro quegli ambienti che rischiano di far saltare le infrastrutture olimpiche, a cominciare dalla pista di bob. «Non si può declamare la sostenibilità», ha detto, «solo con l'intento di non far fare le opere. Anche perché così si va contro la nostra gente che vuol continuare a lavorare, restando in montagna e da qui competere».Reduce dal vertice in Prefettura col viceministro Morelli e i vertici Anas, il sindaco si è reso conto che i ritardi sono addirittura più gravi di quelli temuti: rischiano di saltare le circonvallazioni, il tunnel di collegamento tra il centro Apollonio e la stazione Faloria e anche la realizzazione del villaggio olimpico ha bisogno di una decisa accelerazione, oltre alla pista di bob. È andata a nozze, su questi temi, Maria Cristina Piovesana, affermando che: «Non si può essere ostaggi dei Comitati, la politica abbia il coraggio di decidere. Una non decisione oggi sarà un disastro domani». Il suo riferimento era ai più diversi temi ambientali. Ma specificatamente sulle Olimpiadi è tornato Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto, ribadendo tutto l'affetto per quella che considera la "sua" città. Non si può, secondo Carraro, perdere la sfida olimpica, per cui, contro i ritardi nell'infrastrutturazione, sarà opportuno costituire una task force di tutte le forze in campo, ma in particolare di Confindustria, per tallonare chi non sa decidere o ritarda nel farlo. «L'Olimpiade invernale 2026 è un obiettivo estremamente importante», ha dichiarato Carraro. «Per questo ci candidiamo come imprenditori a collaborare con il pubblico, per creare una task force condivisa per il monitoraggio dei tempi e delle infrastrutture in fase di sviluppo».Il sindaco Ghedina ha subito raccolto la proposta. Ad ospitare il 34° Meeting dei Giovani Imprenditori del Nord Est dal titolo "Evoluzione (in)sostenibile" è stata una struttura trasparente piazzata in centro a Cortina, all'ombra del duomo. Organizzato dai Giovani Imprenditori di Confindustria Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, l'incontro, al quale hanno partecipato giovani imprenditori provenienti da tutt'Italia, ha voluto lanciare un messaggio provocatorio: parlare di sostenibilità focalizzandosi solo su aspetti contingenti ed interessi specifici equivale a privarla del suo valore globale e della sua capacità di cambiare il mondo.Non si poteva non parlare anche del Pnrr e della corsa ai progetti che si sta facendo anche ai piedi delle Dolomiti. Ma tutto cambia con la crisi energetica. «Bisogna rivedere il Pnrr, con quello che c'è stato, non possiamo pensare che il paletto messo sul 2026 possa essere mantenuto», ha detto il presidente Carraro. «Ci saranno alcuni aspetti da rivedere, ma non quello della transizione energetica, anche se ci stiamo accorgendo dei limiti che aveva, con una road map fatta a tavolino da parte di qualche tecnico che non si era reso conto della necessità di altri elementi». Carraro si è detto convinto che: «Saranno le energie rinnovabili il futuro del paese ma», ha concluso, «dobbiamo rimodulare i tempi ed avere un supporto dal legislatore». --© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gazzettino | 23 marzo 2022

p. 12, edizione Belluno

Perenzin attacca le Olimpiadi green “Sono impossibili, no alla pista da bob”

«La Provincia spinga per delle olimpiadi davvero sostenibili. Caratterizziamo l'evento su questo aspetto fondamentale». Sono le parole, appassionate e approfondite con dati alla mano, del sindaco di Feltre e consigliere provinciale, Paolo Perenzin, che ha pronunciato ieri in consiglio provinciale, prima di astenersi dall'approvazione dello schema di accordo di programma per la realizzazione ed il cofinanziamento dell'intervento di riqualificazione dell'impianto di bob Eugenio Monti. Come è noto il comitato organizzatore ha inserito la pista nel programma ufficiale: A Cortina d'Ampezzo, stando alle previsioni, si terranno le gare di bob, di slittino, di skeleton e si pensa anche di parabob, durante le paralimpiadi.

COSTO DI 61 MILIONI DI EURO

Il progetto iniziale proposto dalla Regione Veneto prevedeva una spesa da 85 milioni di euro per la demolizione e il rifacimento della pista, oltre alla costruzione di un parco ludico sportivo che sarebbe servito a sostenere economicamente la gestione dopo le Olimpiadi. Alla fine di ottobre, la Regione ha annunciato che si rifarà solo la pista con un progetto da 61 milioni di euro. Un cantiere complesso e costoso con conseguenze rilevanti per un ambiente particolarmente delicato come la montagna. Molte persone a Cortina si stanno chiedendo se ne valga davvero la pena. Ne è nato un dibattito appassionato e rispettoso tra i sostenitori di due modelli inconciliabili: il primo, quello dello sviluppo a qualsiasi costo, che non si ferma di fronte a questioni concrete come la sostenibilità economica e la tutela dell'ambiente; il secondo, più prudente, punta a lasciare tutto com'è, arrivando a suggerire di spostare le gare da un'altra parte o di non farle proprio. E anche ieri Perenzin ha suggerito di rivolgersi alla vicina pista di Innsbruck (di Igls in particolare), ma non prima di aver bene reso l'idea del perché.

«SONO FUORI DAL CORO»

«A me dispiace, sarò una voce fuori dal coro, questo è il primo atto che arriva in consiglio provinciale sulle olimpiadi, che sono il più grande evento sportivo. Ma la formula grandi eventi e impatto zero non funziona, e per come è impostato il lavoro non mi pare ci sia un segnale incoraggiante». Il sindaco di Feltre ne fa una questione di metodo e di merito: nessun atto è passato per Palazzo Piloni sulla pista da bob «e non ci possono essere scelte che ci passano sopra la testa». Nel merito Perenzin sarebbe stato «più incisivo:

che tipo di evento olimpico vogliamo organizzare nel 2026? Quanto può essere di esempio per la sostenibilità un evento di questa caratura? Se davvero prendiamo in considerazione lo stato di grande malattia del pianeta dobbiamo essere disponibili, se davvero vogliamo dare una svolta rilevante, a far sì che le olimpiadi tornino ad essere più sobrie, non avere lo show finale, per esempio. O ragionare se ha senso costruire una pista da bob o se magari sostarci a Innsbruck. Non avrei visto come scandalo se avessimo fatto un ragionamento simile».

REGOLE DA CAMBIARE

«La concentrazione di Co2 atmosferica si attesta sui 421 quando erano 330 nel 1960 - prosegue -. E la soglia di estinzione dell'uomo è prevista a 460. Noi siamo nelle condizione di stabilizzarlo il pianeta, come si fa con un paziente. Per fare operazione di questo tipo dobbiamo dare uno scatto fortissimo. Dobbiamo incidere. Dobbiamo cambiare il modo di vivere, produrre e consumare, altrimenti non ce la facciamo». L'idea che ha quindi lanciato Paolo Perenzin, e che a parole ha ricevuto il placet di tutti (anche se è stato lui l'unico a dare un segnale con il voto) è di «pensare di poter organizzare un evento radicalmente diverso». Il sindaco della città di Tancredi ha anche parlato del villaggio olimpico: «mettiamoci al lavoro e cambiamo le regole consolidate (che lo vogliono tutto unito e non a ranghi dispersi Ndr), c'è bisogno di un intervento per lanciare un messaggio che vada nel segno della sostenibilità». Federica Fant

Corriere del Veneto | 23 marzo 2022

p. 10, edizione Treviso – Belluno

Bob, la Provincia dice sì alla pista olimpica «Ma chiarezza sul master-plan dei Giochi» Firmata l’intesa con Regione e Comune di Cortina: l’ente partecipa alle spese per l’opera con 500 mila euro. Critiche sui piani olimpici: «Serve più coinvolgimento del territorio»

Moreno Gioli BELLUNO Olimpiadi invernali del 2026? Sì, ma attenzione alla sostenibilità. Non solo associazioni ambientaliste e comitati di cittadini: la preoccupazione per l’impatto che potrà avere il grande evento sportivo in calendario tra meno di 4 anni raggiunge anche Palazzo Piloni, sede della Provincia di Belluno. In particolare l’aula consiliare, dove ieri è stato approvato l’accordo di programma con Regione e Comune di Cortina per la riqualificazione della pista di bob sulla quale la Provincia investe 500 mila euro (sui sessanta milioni complessivi di costo dell’opera). Si trattava dell’ultimo punto all’ordine del giorno del consiglio nel quale sono state approvate pure le linee programmatiche del terzo mandato firmato Padrin. Ma il tema è caldo (lunedì il masterplan olimpico è stato visionato a Cortina alla presenza della vicepresidente della giunta regionale, Elisa De Berti) e la discussione, così, sale di tono. Le preoccupazioni sono trasversali, mettono d’accordo Centrosinistra e Centrodestra. Ad innescare la miccia il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin. Che non ci è andato leggero, astenendosi poi nel voto finale: «Non esistono grandi eventi ad impatto zero, questo è inutile che ce lo nascondiamo. Ci possono essere però molti diversi per organizzarli, puntando a ridurre l’impronta ecologica. Ma dalla piega che stanno prendendo le cose, non vedo in questo senso segnali incoraggianti». Il primo cittadino uscente ne fa una questione vitale. «In un convegno, sabato, è stato illustrato che nell’aria al momento ci sono 422 parti per milione di Co2. Negli anni sessanta erano 330, il limite per la sopravvivenza è 460. Per salvare il pianeta e noi stessi serve una svolta. Le olimpiadi non si possono più fare come nel recente passato, devono essere più sobrie. E nonostante i proclami iniziali mi pare che non si vada in questa direzione». C’è poi una questione di metodo. Ancora Perenzin: «Ci chiedono di approvare un masterplan, ma qui in Provincia non sono ancora arrivati atti ufficiali». Al sindaco di Feltre arriva la sponda di Serenella Bogana (Fratelli d’Italia, dall’altra parte dell’emiciclo): «Nemmeno io sono ottimista su questo evento, partito all’insegna della sostenibilità, anche economica. Sono molto perplessa». Scinde Masterplan e pista da bob il sindaco leghista di Cibiana, Mattia Gosetti: «Sono preoccupazioni legittime, nessun evento è sostenibile al 100%. La pista da bob va fatta, Cortina ne è la patria, ma per quanto riguarda il masterplan, invece, vorrei avere più tempo di studiare meglio le opere». Ancora dal Centrosinistra la voce di Simone Deola, assessore a Borgo Valbelluna: «La mia posizione è favorevole riguardo al progetto della pista, presentatoci giovedì scorso, perché si tratta di rigenerazione di uno spazio già occupato. Ma concordo sul metodo. Vogliono la partecipazione della Provincia? Allora devono coinvolgerci di più». C’è poi il tema della gestione. Che costerà, secondo i calcoli, un milione e trecento mila euro all’anno. «Sappiamo che la gestione comporterà perdite per 400 mila euro all’anno – scandisce il sindaco di Alleghe, Danilo De Toni (Lega), spalleggiato dall’assessore del capoluogo, Walter Cibien (Centrosinistra) – quindi sarà necessario che il Comune di Cortina, una volta entrato in possesso dell’opera, la affidi a dei veri professionisti».

Corriere delle Alpi | 23 marzo 2022

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Olimpiadi, Provincia tra dubbi e timori «La sostenibilità non va dimenticata»

Irene Aliprandi Belluno Quanto rimane dei proclami sulla sostenibilità ambientale e finanziaria nei progetti per le Olimpiadi del 2026. Dubbi e preoccupazioni non arrivano più solo dagli ambientalisti, ma entrano anche nell'aula e nel dibattito di Palazzo Piloni. L'accordo di programma tra Provincia, Regione e Comune di Cortina sulla riqualificazione della pista da bob ha infatti sollevato riflessioni attente da parte dei consiglieri provinciali. Ad innescare il dibattito è stato il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin (centrosinistra), che si è anche astenuto nel voto finale. «È inutile nasconderci che i grandi eventi a impatto zero non esistono, ma si può fare molto per la sostenibilità e in questo momento non mi pare che ci siano segnali incoraggianti». Perenzin contesta il metodo «stiamo approvando un masterplan che non abbiamo agli atti e senza garanzie», ma anche il merito: «Che tipo di evento vogliamo realizzare e quanto siamo convinti della necessità che sia sostenibile? Per salvare il pianeta serve una svolta. Le Olimpiadi non si possono più fare come in passato. Serve più sobrietà. All'inizio ho creduto alle buone intenzioni dichiarate nella candidatura di Milano e Cortina, ma ciò che vedo non va in quella direzione». Il sindaco di Feltre teme anche per il villaggio olimpico: «Io non approverò atti per il villaggio a Fiames», preannuncia. «È ora di cambiare le regole, proprio con la potenza simbolica delle Olimpiadi».La preoccupazione arriva anche dal lato opposto del consiglio provinciale. «Le parole di Perenzin sono condivisibili», sottolinea il sindaco di Alano di Piave, Serenella Bogana (Fratelli d'Italia), «su queste Olimpiadi vorrei essere ottimista ma la vedo difficile. Erano partite come Olimpiadi della sostenibilità, ma quanto ne rimane? L'aspetto ambientale mi preoccupa molto e sono perplessa anche sulla sostenibilità economica della pista da bob. Mi riservo di attenzionare la questione». Nel riconoscere l'importanza dell'evento, anche il sindaco di Cibiana Mattia Gosetti (Lega) parla di: «Preoccupazioni legittime. Nulla è sostenibile al 100% e non finirà come a Torino, ma chiedo la massima attenzione rispetto a ciò che dovremo approvare in futuro. Il masterplan contiene molte opere e vorrei avere il tempo di studiarle meglio». Tornando nel centrosinistra, l'assessore di Borgo Valbelluna, Simone Deola, aggiunge: «Le Olimpiadi saranno una grande opportunità, ma bisogna blindare la visione iniziale. Il no al consumo di suolo sia vincolante. Se vogliono la partecipazione della Provincia ci devono coinvolgere di più, fornendoci i progetti per tempo». «No a progetti calati dall'alto per fare in fretta», incalza il sindaco di Alleghe, Danilo De Toni (Lega). «Bisogna riflettere sul metodo. La pista da bob è un'opportunità importante, ma sappiamo già che la sua gestione comporterà perdite di 400 mila euro all'anno. Serve una gestione più che capace». Chiude il presidente, Roberto Padrin: «Serve un metodo di confronto più efficace. Tutti abbiamo a cuore la tutela del territorio e, se serve, anche con scelte controcorrente». --© RIPRODUZIONE RISERVATA

Corriere delle Alpi | 24 marzo 2022

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Pista da bob, firmato lo schema di accordo per il rifacimento

CORTINA Dopo il via libera del consiglio provinciale, il presidente Roberto Padrin ha sottoscritto con Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, e con il sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, lo schema d'accordo per la realizzazione della pista da bob "Eugenio Monti".«La Provincia e il Comune, consapevoli dell'importanza dell'opera, daranno il loro contributo affinché la nostra regione sia protagonista ai prossimi Giochi invernali», ha commentato Zaia, che sulla pista non vorrebbe sentire tentennamenti di sorta, essendo l'opera-simbolo dei Giochi 2026. Opera che richiede un investimento di 61 milioni. Con l'intesa sottoscritta, la Provincia di Belluno e il Comune di Cortina destinano 500mila euro ciascuno per la riqualificazione dell'infrastruttura. Un'opera recentemente apprezzata anche da Ivo Ferriani, presidente della federazione internazionale bob e skeleton.«La pista di Cortina non sarà solo un'infrastruttura, ma diventerà l'emblema di questi giochi a cinque cerchi», insiste Zaia, «ricordo che il rifacimento della pista avverrà su un'area già dedicata a funzione sportiva, senza aumento del consumo di suolo e permetterà di recuperare un'area centrale per il comune di Cortina, oggi dismessa e abbandonata». Come ricorda ancora il presidente, la "Eugenio Monti", inoltre, sarà l'unica pista a norma in Italia per gare nazionali e internazionali, ma anche la prima pista al mondo per le Paralimpiadi. «Avevamo promesso di ridare vita a un cadavere eccellente, che 70 anni dopo la prima Olimpiade a Cortina tornerà a splendere», conclude Zaia, «e con questo schema d'accordo appena firmato facciamo un grande passo in avanti verso questo obbiettivo. La sinergia con Provincia e Comune sta a indicare che in Veneto siamo più che mai pronti a recitare un ruolo da protagonista, consapevoli che la vetrina olimpica darà più risalto alla nostra montagna tutta».La vecchia infrastruttura sarà quasi completamente smaltita e bonificata, mentre le parti con una valenza storica verranno mantenute e valorizzate. L'intervento di riqualificazione dell'impianto è stato finanziato con un emendamento del Governo

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