Rassegna Stampa Dolomiti UNESCO | Marzo 2022

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NOTIZIE DAI RIFUGI Corriere delle Alpi | 1 marzo 2022 p. 25

p. 6 Dalle spedizioni alla vita in rifugio: l’alpinista umano che divenne leggenda TRENTO Nella terza puntata della serie dedicata a Bruno Detassis, insieme alla guida alpina Omar Oprandi, ricostruiremo quei tratti che lo hanno reso un uomo straordinario non solo nell’alpinismo e nello sci, ma anche nella capacità di ispirare un modo diverso di vivere la montagna. Un nuovo capitolo della sua esistenza iniziò nell’immediato dopoguerra, quando tornò in Brenta dopo due anni di prigionia.«Fisicamente e mentalmente un’esperienza di questo tipo richiede tempo per essere superata, e anche Bruno tornò indebolito, ma non vuol dire che smise di arrampicare o aprire vie». L’ardore giovanile fece spazio a una consapevolezza adulta «che tra l’altro in lui era sempre stata presente. Diceva spesso che scalare non doveva mettere a repentaglio la vita e che, dove non sarebbe riuscito a passare, sarebbe tornato indietro, lasciando la montagna a chi sarebbe venuto dopo. Anche se Bruno ha sempre finito le sue vie». La sua seconda stagione alpinistica è ben rappresentata dal ruolo di capo spedizione nel tentativo trentino al Cerro Torre, del 195758. Alla partenza, Detassis si impegnò a nome del gruppo da lui guidato a fare tut quel che podem , mettendo in chiaro come il valore della vita sarebbe stato al di sopra delle possibili conquiste e rovesciando così la retorica nazionalistica degli eroismi a ogni costo, tanto in voga in quel periodo. «In quella spedizione, dove c’era un giovane leone come Cesare Maestri, tenne fede alla propria parola


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