Rassegna Stampa Dolomiti UNESCO | Marzo 2022

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MARMOLADA Corriere delle Alpi | 4 marzo 2022 p. 29, segue dalla prima

Lorenzo Soratroi LIVINALLONGO Confini contestati sul Portavescovo, la palla passa nelle mani dei tecnici. L'amministrazione comunale di Livinallongo ha affidato al geometra Dino Bellumat, dello studio associato Bellumat e Paniz di Belluno, l'incarico di avviare gli studi e le verifiche tecniche e storiche per individuare puntualmente la linea di confine tra il Comune di Livinallongo e quello trentino di Canazei nella zona di Portavescovo.La questione nasce nel settembre del 2018 quando ai Comuni di Livinallongo e Canazei arriva una comunicazione del catasto di Trento nella quale «si evidenzia l'impossibilità di concludere un accatastamento di fabbricati su terreni proprietà della Sofma a cavallo tra le province di Belluno e di Trento». La questione è legata alle pratiche avviate dalla società che gestisce gli impianti di Portavescovo a seguito dei lavori di ristrutturazione del rifugio Gorza. A Canazei, sembra a seguito di una segnalazione, si sarebbero accorti che una parte della stazione del Funifor Arabba-Portavescovo e del vicino rifugio ricadrebbero in realtà nel suo territorio. Con tutte le conseguenze amministrative. Come ad esempio quella ghiotta economicamente dell'Imu, che la Sofma dovrebbe quindi in proporzione versare nelle case del comune fassano.Dalla comunicazione del Catasto si evince che in quell'area tra le rocce della Mesola c'è una situazione dei confini decisamente indefinita e piuttosto confusa. Si parla infatti di linee di confine non coincidenti tra le carte in mano a Trento e quelle in mano a Belluno. Ed addirittura di vere e proprie "terre di nessuno": intere parti di terreno che non vengono attribuite né a un comune né all'altro.Secondo le carte presentate da Canazei, più di metà della stazione del Funifor ricadrebbe nel suo territorio. Più chiara invece la situazione del rifugio Gorza, che sarebbe invece quasi interamente in comune di Fodom: Canazei ne reclamerebbe invece solo una piccola parte. Da parte su la Sofma avrebbe risposto ai due Comuni, avanzando i problemi di doppia applicazione dei tributi che questa situazione comporterebbe. Cosa che - ricorda la Sofma - è anticostituzionale. Le due amministrazioni e la Sofma si sono già incontrate più volte, anche con un sopralluogo in zona, con la piena volontà di dirimere la questione. Di comune accordo hanno deciso ognuna di incaricare un tecnico specializzato per fare le verifiche e definire una volta per tutte il confine esatto.L'incarico affidato allo studio Bellumat e Paniz, costo 15.200 euro, prevede la ricerca storica negli Archivi di Stato di Belluno, Canazei e Trento per acquisire le cartografie sia delle mappe Teresiane che quelle del Catasto italiano, la ricognizione in loco per una valutazione dello stato dei luoghi, il rilievo con ricevitori satellitari Gnss e con droni ed infine, sovrapporre i dati acquisiti con le mappe esistenti per trovare eventuali errori nella formazione delle mappe del catasto. Al Comune infine i tecnici presenteranno un'analisi critica dei dati elaborati circa la più probabile posizione della linea di confine. --© RIPRODUZIONE RISERVATA


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