INCENDIO NEL LONGARONESE Corriere delle Alpi | 24 marzo 2022
p. 2., segue dalla prima Rogo a Longarone notte di allerta Le case di Fortogna sorvegliate a vista LONGARONE Ieri sera sembrava l'apocalisse. Difficile pensare che quel rogo furioso con un fronte di oltre quattro chilometri sia partito da tre colonne di fumo che ieri mattina salivano sulle crode sopra Becola, zona Rio dei Frari, sopra Fortogna. Tant'è. Più che per l'eventuale corrispondenza ad altrettanti tre inneschi, il sospetto dolo viene dalla quota del territorio interessato. Troppo alta: solo una sbadataggine grossa come una casa o una volontà incendiaria avrebbero potuto ferire l'area così in alto, alimentando un incendio che solo i mezzi aerei han potuto provare a domare. E alle porte di un Parco nazionale che per ora non è stato interessato. Fortogna ieri sera era osservata speciale: si temeva che il fronte del fuoco si abbassasse alle porte della frazione, aggredendo qualche edificio sulla costa della montagna. «Fortogna va sorvegliata», spiegava il sindaco Roberto Padrin ieri sera: dalle 18 è andato a rendersi conto di persona di quanto stava succedendo. «Abbiamo fatto un giro su alcune case per tenerle in preallarme», continua Padrin, «quelle più vicine alla montagna. Perché l'incendio sembrava lato, ma a un certo punto è sceso molto velocemente: la preoccupazione c'è, quindi bisogna vigilare e stare attenti. Non c'è motivo per evacuare ma la situazione va tenuta sotto controllo, il fronte è molto vasto e le fiamme sono scese molto». Case e casere da controllare: di una sicuramente non si sa che fine abbia fatto, la casera comunale gestita da un comitato di Becola: «Non sappiamo se si sia salvata perché non abbiamo elementi per dirla», riprende Padrin. «Poi tutto il paese ho avvisato e protezione civile e vigili del fuoco faranno i presidi di notte». Il sentiero per Becola viaggia molto alto: zone difficili da raggiungere a piedi: le squadre antincendio e i vigili del fuoco hanno operato nelle aree basse. Per tutto il giorno i Canadair impiegati sono andati avanti e indietro. Ma il rogo continuava a ingigantirsi e a mangiare territorio. Ieri sera il fumo aveva invaso Agordino, Valbelluna, la stessa Belluno aveva il tramonto oscurato come quando, qualche giorno prima di Vaia, andò in cenere la valle di San Lucano in Agordino. Là, sopra Fortogna, le fiamme si sono sprigionate intorno alle 9 del mattino. Sembrava che si potessero arginare con l'ausilio di uno dei due elicotteri della protezione civile regionale ma così non è stato: le squadre a terra di vigili del fuoco permanenti di Belluno e volontari di Longarone, le squadre comunali e dell'antincendio boschivo regionale, potevano fare poco. Ma vento e aria hanno alimentato le fiamme, ingigantendo il fronte: nel primo pomeriggio sono entrati in azione i Canadair che hanno continuato a