Cooperativa Migros Ticino
SocietĂ e Territorio La tecnologia al servizio della disabilitĂ : lâattivitĂ e i progetti dellâAssociazione REACT
Ambiente e Benessere Fra i tumori piĂš frequenti, con circa 2500 nuovi casi diagnosticati allâanno, il melanoma in Svizzera detiene il primato del tasso di incidenza piĂš alto dâEuropa
G.A.A. 6592 SantâAntonino
Settimanale di informazione e cultura Anno LXXX 10 luglio 2017
Azione 28 Politica e Economia Corea del Nord: Trump chiede sanzioni Onu ma Russia e Cina si oppongono
Cultura e Spettacoli A Colmar unâopera difficilmente dimenticabile: lâaltare di Issenheim di GrĂźnewald
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Vincenzo Cammarata
Un cielo quasi sereno su Smirne
Uno, due o tre candidati? di Peter Schiesser La corsa alla successione di Didier Burkhalter in Consiglio federale entra nel vivo. Le eventuali candidature si fanno un poâ meno eventuali, anche se â al momento in cui scriviamo â ufficiali non sono ancora, ma la sensazione è che questa volta le probabilitĂ che lâAssemblea federale scelga un ticinese siano alte. Unâoccasione che secondo molti osservatori e politici non si ripresenterebbe tanto presto, se venisse sprecata. Ma come fare a non sprecarla? Presentando una candidatura unica che raccolga il consenso e lâappoggio di tutte le forze politiche ticinesi? Da piĂš parti si dice che solo mostrandosi unito il Ticino può sperare di farcela, solo cosĂŹ saremmo credibili di fronte al resto del paese. Eppure ci si può chiedere: una cosa simile viene richiesta anche ai candidati di altri cantoni? Nutro forti dubbi che un socialista zurighese trovi il supporto dellâUDC e viceversa (Blocher ha mai avuto il sostegno pieno del suo cantone?), ma nessuno si sognerebbe di imporre agli zurighesi una simile condizione di ÂŤunanimitĂ Âť. Inoltre, trovare un candidato che faccia lâunanimitĂ in Ticino è forse
unâillusione, si può invece mettersi lâanimo in pace e riconoscere di essere un cantone litigioso, avendo però il coraggio di presentare delle candidature forti, anche se non piacciono a tutti. A questo punto, sorge il secondo interrogativo: uno o piĂš candidati? Lâufficio presidenziale del PLR è propenso a presentarne uno solo, la discussione allâinterno del partito però forse non è ancora chiusa, perchĂŠ anche una doppia candidatura può avere i suoi vantaggi. Un solo candidato segnala al PLR nazionale e ai deputati a Berna che il PLR ticinese vi concentra tutta la sua forza e convinzione. Dâaltro canto, una doppia candidatura (doppia o addirittura tripla, come suggerisce Fabio Pontiggia nel suo editoriale sul ÂŤCorriere del TicinoÂť del 4 luglio), espressione di sensibilitĂ e orientamenti diversi, offrirebbe ai gremi nazionali e ai deputati alle Camere la possibilitĂ di valutare quale candidato/a abbia le migliori possibilitĂ di essere eletto/a. Non è per forza un segnale di debolezza o di indecisione presentare piĂš di un candidato, a patto che gli sia riconosciuta la statura politica per svolgere il ruolo di consigliere federale. Nel caso specifico, supponendo che vogliano candidarsi il capogruppo PLR alle Camere Ignazio Cassis, lâex consigliera di Stato Laura
Sadis (che si è detta disponibile, ma dĂ ad intendere di aspettare una ÂŤchiamataÂť dal partito), come pure il consigliere di Stato Christian Vitta (che ha annunciato di concorrere nel caso non si optasse per una candidatura unica), una doppia candidatura avrebbe ancora piĂš senso, in particolare se mettiamo a confronto Cassis e Sadis. Il primo potrebbe pescare piĂš voti a destra, la seconda a sinistra (anche in quanto donna). Tuttavia, queste valutazioni facili facili possono scontrarsi con molte altre variabili, anche di natura tattica (come ci ha suggerito un membro influente del PLR ticinese, Oltralpe câè chi vorrebbe una donna liberale radicale in Consiglio federale, ma non ora, bensĂŹ quando se ne andrĂ Johann Schneider-Ammann, e questa sarebbe Karin Keller-Sutter). Per cui oggi è troppo presto per capire quali e quanti candidati ticinesi possano farcela. E infine, come è stato detto da piĂš parti in queste settimane, attenti alle aspettative: un consigliere federale ticinese non è un rappresentante del Ticino, deve fare gli interessi nazionali, e la sua carica gli permette una libertĂ dâazione limitata. Di certo può portare nel gremio una sensibilitĂ diversa, necessaria per la coesione della Svizzera, ma non può fare miracoli per il (solo) Ticino.