ANNO 21 Numero Uno Domenica
MEETING
PRIMO PIANO SANTA MESSA Celebra Sua Eccellenza Monsignor Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini. Auditorium B7 ESPERIENZE ALLA PROVA. INCONTRO CON… Partecipano: Raffaele Pugliese, direttore del dipartimento chirurgico polispecialistico all’ospedale Niguarda Ca’ Granda; Stefano Scaringella, responsabile Hospital St. Damien, Madagascar. Introduce Davide Perillo, direttore di Tracce Sala A3
10.00
15.00
O N A I D I T O U Q
21
AGOSTO 2011
Il concerto di Sparagna pag. 5
Ramadan in Fiera pag. 7
PRIMO PIANO 150 ANNI DI SUSSIDIARIETÀ Incontro in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà. Partecipa Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana. Intervengono Enrico Letta, vicesegretario del Pd; Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati; Giorgio Vittadini presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. Introduce Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting per l’Amicizia fra i Popoli Auditorium B7
17.00
Social Meeting pag. 17 Benedetto XVI e Napolitano. Dal loro scambio di messaggi in occasione del 17 marzo ha preso corpo l’idea della mostra «150 anni di sussidiarietà» che oggi il capo dello Stato viene a inaugurare.
Libero Stato in libero Meeting La benedizione del Papa a Rimini Pubblichiamo il messaggio inviato dal Segretario di Stato Cardinal Bertone al Vescovo di Rimini Monsignor Francesco Lambiasi con il saluto di Papa Benedetto XVI al Meeting 2011 ccellenza Reverendissima, anche quest’anno ho la gioia di trasmettere il cordiale saluto del Santo Padre a Vostra Eccellenza, agli organizzatori e a tutti i partecipanti al Meeting per l’Amicizia tra i Popoli, che si svolge in questi giorni a Rimini. Il tema scelto per l’edizione 2011 - «E l’esistenza diventa un’immensa cer-
E
tezza» - suscita vari profondi interrogativi: che cos’è l’esistenza? Che cos’è la certezza? E soprattutto: qual è il fondamento della certezza senza la quale l’uomo non può vivere? Sarebbe interessante entrare nella ricchissima riflessione che la filosofia, fin dai suoi albori, ha sviluppato attorno all’esperienza dell’esistere, dell’esserci, giungendo a conclusioni importanti, ma spesso anche contraddittorie e parziali. Possiamo tuttavia essere condotti direttamente all’essenziale partendo dall’etimologia latina del termine esistenza: ex sistere. Heidegger, interpretandola come un «non permanere», ha messo in evidenza il carattere dinamico della vita dell’uomo. Ma ex sistere evoca in noi almeno altri due significati, ancora più descrittivi dell’esperienza umana dell’esistere e che, in un certo senso, sono all’origine del dinamismo stesso
analizzato da Heidegger. La particella ex ci fa pensare a una provenienza e, nello stesso tempo, a un distacco. L’esistenza sarebbe dunque uno “stare, essendo provenuti da” e, allo stesso tempo, un “portarsi oltre”, quasi un “trascendere” che definisce in modo permanente lo stesso “stare”. Tocchiamo qui il livello più originario della vita umana: la sua creaturalità, il suo essere strutturalmente dipendente da un’origine, il suo essere voluta da qualcuno verso cui, quasi inconsapevolmente, tende. Il compianto mons. Luigi Giussani, che con il suo fecondo carisma è all’origine della manifestazione riminese, ha più volte insistito su questa dimensione fondamentale dell’uomo. E giustamente, perché è proprio dalla coscienza di essa che deriva la certezza con cui l’uomo affronta l’esistenza. Il riconoscimento della propria origine e la “prossimità” di questa stessa origine a tutti i momenti dell’esistenza sono
la condizione che permette all’uomo un’autentica maturazione della sua personalità, uno sguardo positivo verso il futuro e una feconda incidenza storica. È questo un dato antropologico verificabile già nell’esperienza quotidiana: un bambino è tanto più certo e sicuro quanto più sperimenta la vicinanza dei genitori. Ma proprio rimanendo sull’esempio del bambino capiamo che, da solo, il riconoscimento della propria origine e, conseguentemente, della propria strutturale dipendenza non basta. Anzi potrebbe apparire - come la storia ha ampiamente dimostrato - un peso di cui liberarsi. Ciò che rende “forte” il bambino è la certezza dell’amore dei genitori. Occorre, dunque, entrare nell’amore di chi ci ha voluti per poter sperimentare la positività dell’esistenza. Se manca una delle due, la coscienza dell’origine e la certezza della meta... segue a pagina 3