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D A E N E R G I E D I V E R S E, U N’E N E R G I A U N I C A.
ANNO 46 N° 5 EDITORIALE
Volti e storie di speranza di Alessandro Banfi
Obiettivo Europa
Il futuro dell’Unione sotto i riflettori. In arrivo Roberta Metsola, Raffaele Fitto ed Enrico Letta
I sopravvissuti
“V
olti che costruiscono” dice una newsletter di questo Meeting 2025. Sono le pietre vive di queste giornate riminesi. Giornate iniziate dall’incontro con le due madri “per la pace”: Layla ed Elana. E con suor Aziza, com’è conosciuta suor Azezet Habtezghi Kidane, religiosa comboniana di origine eritrea. Passate per la straordinaria testimonianza dei sopravvissuti della bomba atomica, gli Hibakusha. Oggi è di scena Diane Foley, una madre che ha avuto James, il figlio, ucciso a Raqqa nel 2014 dopo un lungo rapimento dell’Isis in Siria. La sua storia è stata raccontata da un grande scrittore come Colum McCann nello stupendo libro Una madre (edizione Feltrinelli), titolo originale An American mother. La sua storia è quella di una donna che ha pervicacemente voluto capire meglio, dopo la tragedia della morte violenta del figlio, chi fosse il suo assassino. Alexanda Kotney, questo il nome del terrorista inglese dell’Isis (parte del feroce gruppo chiamato “Beatles”), ha poi accettato di incontrarla in una prigione americana. Durante quegli incontri in un angolo c’era Colum McCann a prendere nota di tutto. E lo stesso scrittore sarà presente oggi a parlare di questa storia. La madre lo ha perdonato, anche se il giovane militante Isis non si è mai davvero pentito. «Una grazia», dice oggi Diane Foley. C’è un filo rosso che passa attraverso i diversi incontri e appuntamenti del Meeting. Lo si capisce quando Diane racconta che papa Francesco l’ha chiamata al telefono, subito dopo la decapitazione, per dire che suo figlio era un “martire”. Volti, testimoni, storie che sono la speranza di costruzione nel deserto contemporaneo. Un deserto fisico, come quello provocato dalla bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki. Un deserto mentale come quello creato dall’abuso della rete e dei telefonini. Un [Continua a pagina 6]
Mai più bombe nucleari A pagina 5
Il futuro
AI, una sfida all’uomo A pagina 7
La mostra
Nicea: un fatto di nome Gesù
U
n cambiamento d’epoca sempre più rapido, dagli sbocchi imprevedibili, ci consegna in continuazione scenari nuovi che rendono urgenti le risposte ai problemi emergenti. Di fronte a tale situazione l’aspettativa verso le istituzioni è grande, ma spesso esse rivelano una condizione di fragilità e la necessità di profonde riforme. È il caso dell’Unione europea, al
centro anche qui al Meeting di una serie di confronti che proseguono oggi con gli interventi della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, con il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e con Enrico Letta, autore del rapporto sul futuro del Mercato comune europeo. A pagina 3
A pagina 13
La ristorazione
Giro d’Italia seduti a tavola A pagina 15