Indice 8
Premessa Fondare il pensiero, orientare il costruire
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Intervista a Paolo Portoghesi
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Un’architettura per una nuova alleanza tra l’Uomo e la Terra Paolo Portoghesi
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Brevi e semplici note sul ruolo dell’architettura e sul ruolo dell’architetto Franco Purini
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Pensare l’architettura
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Materia: ascoltare, guidare, trasformare La sostanza viva del costruire
42
Luce: rivelare, misurare, trasfigurare L’anima visibile dello spazio
45
Peso: sostenere, equilibrare, liberare La gravità come misura del pensiero
49
Struttura: ordinare, comporre, espandere L’armatura invisibile della forma
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Tipologia: ricordare, interpretare, innovare La memoria disciplinare come invenzione
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Funzione: servire, dialogare, significare L’etica dell’uso e del senso
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Simbolo: custodire, rappresentare, trasmettere Memoria, significato e linguaggio della forma
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Linguaggio: nominare, tradurre, creare La parola costruita dell’architettura
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Tradizione e innovazione: continuare, trasformare, rigenerare L’evoluzione della forma tra memoria e futuro
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Appendice Mappe di pensiero
I CICLO DI SEMINARI PENSARE L’ARCHITETTURA Prima edizione | 10 marzo 2021 - 26 giugno 2021 Con riletture critiche a cura di Mariangela Turchiarulo 78
Franco Purini | Brevi e semplici note sull’architettura e sul ruolo dell’architetto
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Materia, luce e peso. La scrittura dello spazio
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Gino Malacarne | Architettura e spazio scenico
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La piazza come scena urbana. Rappresentazione, memoria e teatralità negli spazi della città
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Giuseppe Strappa | La morfologia processuale come metodo generativo del progetto
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Architettura in trasformazione. Dalla pratica alla teoria: il progetto come organismo in divenire
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Anna Bruna Menghini | Architettura e costruzione. Un dialogo tra muro e colonna
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Anche i muri hanno un’anima. Memoria e materia del costruire
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Attilio Petruccioli | Le radici dell’architettura
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L’architettura non si inventa
108
Bruno Messina | Architettura, tipo e città
110
Luoghi dell’anima: “piccole case”
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Carlo Moccia | Stare / Attraversare
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Soglie e Sequenze. Lo spazio tra sosta e attraversamento
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Andrea Sciascia | Necessità della Teoria
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Scrivere l’Architettura: progettare con le parole
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Michele Beccu | Aggiungere una frase a un testo già scritto | ABDR_progetti e restauri 2004/2020
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Costruire nel costruito
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Loredana Ficarelli | I luoghi di Dedalo. Discorso sulla teoria
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L’arte del vedere. Teoria come mappa del progetto II CICLO DI SEMINARI PENSARE L’ARCHITETTURA Seconda edizione | 10 marzo 2022 - 26 giugno 2022 Con riletture critiche a cura di Mariangela Turchiarulo
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Paolo Portoghesi | Un’architettura per una nuova alleanza tra l’Uomo e la Terra
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L’alleanza necessaria. Per una Teoria aperta tra memoria, tecnica e Terra
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Alberto Ferlenga | Ricostruzioni
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Dal frammento al paesaggio. La Teoria come cura e responsabilità
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Aldo Aymonino | Dalla geografia all’oggetto
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Tecnica come linguaggio: dalla topografia alla forma
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Francesco Cacciatore | Afferrare lo spazio. Didattica, ricerca, opere, progetti
160
La misura del vuoto. Per una teoria dello spazio tra luce e limite
164
Edoardo Narne | La lezione delle città, la lezione dei Maestri, la lezione della vita
166
L’architettura e la vita. Le città che insegnano, i Maestri che restano
170
Antonello Monaco | Progettare antico
172
Antico in atto. Il progetto come dialogo operativo con le rovine e le città stratificate
176
Carlo Moccia | Per una Teoria della Formatività
178
La forma che si affina. Architettura come ricerca del senso
182
Carlo Ravagnati | L’uomo che si smarrì nell’Architettura della città e che si ritrovò nell’Architettura della Terra
184
Restare sulla terra. Figure per una geografia del suolo
188
Marco Trisciuoglio | Iuxta propria principia. Topografia, Tipologia, Tettonica
190
Il principio delle cose. Per una Teoria fondata sul luogo, sulla costruzione e sulla forma
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Jörg H. Gleiter | Progetto di Teoria
196
Oltre l’equivoco: la Teoria come pratica critica del progetto
200
Sylvain Malfroy | Capire gli oggetti composti alla luce della logica del tutto e delle parti
202
Comporre significa prendere posizione. Traduzione, misura e responsabilità nel pensiero del progetto
206
Luigi Franciosini | Oltre la rovina
208
Radici e misura. Il suolo come principio di forma e di continuità
212
Loredana Ficarelli | Il progetto di architettura come strumento di conoscenza
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Ricostruire i ponti della conoscenza. La Teoria come pratica di connessione tra memoria e progetto
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Appendice fotografica Fotografie di Cosimo Rubino
Premessa Fondare il pensiero, orientare il costruire
La Teoria è necessaria. Non come insieme di regole o formule statiche, ma come lente attraverso cui osservare, comprendere e orientare il costruire. È la mappa che permette di leggere ciò che appare e ciò che resta nascosto, il filo che collega l’esperienza del progetto alla memoria della disciplina. Pensare l’architettura significa non solo insegnarla o analizzarla, ma abitarla con uno sguardo critico e creativo, restituendo al pensiero architettonico la sua funzione più viva: orientare il costruire, custodire valori, trasmettere significati. Il volume prende forma all’interno di un percorso di ricerca sviluppato attraverso due cicli di seminari intitolati Pensare l’Architettura, organizzati presso il Dipartimento DICAR (oggi ArCoD¹) del Politecnico di Bari, nell’ambito del corso di Teoria dell’Architettura. I seminari hanno visto la partecipazione di studenti universitari e dottorandi, docenti, professionisti e studenti delle scuole superiori, creando uno spazio di confronto aperto all’intera comunità accademica e al pubblico più ampio2. La prima edizione, nel 2021, si aprì con la Lectio Magistralis di Franco Purini, Brevi e semplici note sull’architettura e sul ruolo dell’architetto. Purini richiamò la lezione vitruviana di firmitas, utilitas, venustas, sottolineando come la professione richieda di coniugare tecnica, funzione e bellezza in un atto indivisibile e come il linguaggio personale dell’architetto debba essere al contempo riconoscibile e comprensibile. La sua riflessione mise in luce la centralità dello 8
Pensare l’architettura
studio dei materiali, della luce, del peso, della storia, della tipologia urbana e delle altre arti: strumenti fondamentali per creare opere significative e durature. Per Purini, la Teoria non è semplice apparato critico, ma guida nella pratica del progetto, capace di trasformare il costruire in un atto consapevole e profondamente legato alla memoria e ai valori della disciplina. La seconda edizione, nel 2022, fu inaugurata dalla Lectio Magistralis di Paolo Portoghesi, Un’architettura per una nuova alleanza tra l’Uomo e la Terra. Registrata nel suo studio a Calcata3, la lezione delineò la Teoria come pensiero che precede e accompagna il progetto, non una codifica prescrittiva, ma un linguaggio capace di comunicare valori simbolici nascosti. Sfogliando gli antichi volumi sparsi sul pavimento e accatastati sulla scrivania, Portoghesi ripercorse le teorie architettoniche dal mondo greco al Novecento: da Vitruvio a Palladio, dal Barocco alle utopie moderne. La Teoria, mostrò, non è norma ma interpretazione del passato e strumento per affrontare le sfide del presente, inclusa la responsabilità ambientale. L’incontro a Calcata fu un’esperienza intensa e suggestiva. Risalendo i tornanti, la rupe del borgo acropolico emergeva tra le nuvole, come un Olimpo sospeso. Giunti in anticipo, fotografai la chiesa progettata da Portoghesi, facendo spostare l’unica auto della piazza, per coglierne la luce e la forma senza interferenze: un gesto che preannunciava la cura e l’armonia con cui ogni elemento a Calcata dialoga con il contesto. Portoghesi ci accolse con l’eleganza di sempre e ci consentì di visitare la sua casa dei sette fienili, emblema del suo modo di abitare poeticamente il mondo, trasformata in un microcosmo in cui architettura, natura e vita si fondono armoniosamente. Attraversammo i giardini, la Biblioteca dell’Angelo, il Temenos, la Radura del Silenzio: spazi dove ogni elemento dialoga con la luce, le stagioni e il paesaggio circostante. La sua casa era per lui una conchiglia, che accoglieva la calda vita dei suoi abitanti: memorie, sogni e fantasie che si depositano e si cristallizzano nello spazio, intrecciandosi con la natura in un equilibrio vivo e poetico4. Al termine della visita, Portoghesi mi donò il volume Abitare poeticamente la Terra. La casa, lo studio e il giardino di Calcata 5, quasi Premessa
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Intervista a Paolo Portoghesi a cura di Mariangela Turchiarulo (MT) Calcata, 2 marzo 2022
Svoltasi nella casa di Paolo Portoghesi a Calcata, il 2 marzo 2022, subito dopo la registrazione della sua Lectio per il Ciclo Pensare l’Architettura, l’intervista ripercorre le radici del suo pensiero teorico e del suo insegnamento. Attraverso il racconto della formazione, dei Maestri, del rapporto con la città e con la natura, Portoghesi riafferma la dimensione civile e poetica dell’architettura. Secondo la sua prospettiva, l’architettura nasce dal dialogo con gli altri, dal rispetto per la Terra e dal bisogno di costruire luoghi di convivenza: temi che attraversano tutta la sua ricerca – dalla continuità con la storia alla responsabilità verso il tempo, fino all’esigenza di una misura etica del progetto. ______ MT: Professore, la ringrazio per questa opportunità e per la lezione illuminante. L’excursus con cui ha ripercorso la storia dell’architettura può costituire l’indice di un futuro corso di Teoria. Grazie anche per l’ospitalità in questa casa meravigliosa, che ci ha dato modo di conoscere Calcata e di toccare con mano il suo rapporto vivo con i libri. Vorrei approfittare di questa occasione per raccontare agli studenti del primo anno, attraverso la sua voce, alcuni aspetti del suo pensiero di architetto, teorico e progettista. Se me lo consente, vorrei porle alcune domande di carattere generale. MT: Innanzitutto, se dovesse dare una definizione, che cos’è l’Architettura? 12
Pensare l’architettura
PP: Da una parte l’architettura è la tecnica del coprire e organizzare lo spazio; dall’altra rimanda a radici antiche: arché come principio, regola, misura, linguaggio e comunicazione. Per me l’architettura è una disciplina che riassume la responsabilità che ciascuno ha nei confronti degli altri. Chi progetta influisce direttamente sulla vita di chi abiterà gli spazi progettati. In questo senso l’architettura è un fatto civile e politico: implica l’essere cittadini e considerare la città – o meglio, oggi, il territorio – come riferimento. Parlo di tutti gli insediamenti umani e della loro complementarità con le strutture con cui sono in relazione. L’architettura è disciplina, ma anche mestiere e vocazione: bisogna sentirsi adatti a questo compito, cioè responsabili. Un architetto non può dimenticare il confronto con gli altri, con le idee, con i bisogni e persino con i desideri più profondi, spesso nascosti. Deve aiutare le persone per cui lavora a riconoscere quel bisogno interiore che conduce all’architettura. Quando e perché ha deciso di fare l’architetto? Sono nato a Roma, in una strada del centro storico, Via dei Monteroni. Ho intuito presto quanto l’architettura fosse importante nella vita quotidiana. Vivevo in una casa con corte: vedevo la gente al lavoro, una donna che si pettinava, un’altra che suonava il pianoforte. Uscendo per andare a scuola incontravo il Pantheon, la cupola di Sant’Ivo, la Chiesa della Maddalena. Quegli edifici erano per me punti interrogativi. Ho capito che l’architettura è essenzialmente una domanda. È un dovere, quasi, domandare. Ho scelto l’architettura per provare a rispondere alle domande che l’architettura stessa mi poneva. Quali sono stati i suoi punti di riferimento? Perché li ha scelti e in cosa l’hanno influenzata? Il mio Maestro “fuori dal tempo” è Borromini: ho sempre avuto l’impressione che le sue opere parlassero alla modernità – o a ciò che sentiamo come attuale – e che non fossero state ascoltate abbastanza Intervista a Paolo Portoghesi
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Un’architettura per una nuova alleanza tra l’Uomo e la Terra Paolo Portoghesi
La parola “teoria” (θεωρία) allude, nella sua origine greca, all’azione dei teori (θεωροί), ovvero ambasciatori sacri inviati dai cittadini per consultare un oracolo o per occuparsi degli aspetti religiosi di un evento comunitario, come ad esempio, i giochi. Le radici etimologiche potrebbero essere rintracciate sia nelle parole θεός (theós, “dio”), ὥρα (óra, “cura”), che in una derivazione del verbo theáomai (θεάομαι), che significa “guardare, osservare”. Oggigiorno, il termine ha assunto un significato diverso: indica qualcosa che è all’opposto della pratica e ha poco a che fare, nel campo dell’architettura, con la costruzione. Riguarda, invece, il pensiero che viene prima della realizzazione, ossia il modo di progettare e il significato del progetto stesso. Quindi, parlare di “Teoria dell’Architettura” vuol dire esprimere il significato che l’architettura può avere, non soltanto come soluzione di un problema concreto (come quello di ospitare un certo numero di persone); vuol dire considerare l’architettura come un linguaggio che comunica. Le parole sono sicuramente una fonte straordinaria di riflessione e, per comprendere meglio il significato autentico della Teoria stessa, risulta utile una considerazione di Heidegger: «Le parole non sono simili a secchi da cui si possa far uscire un contenuto esistente, le parole sono sorgenti, sorgenti che di continuo devono essere cercate e scavate, e che facilmente franano, ma che a volte anche sgorgano all’improvviso. Senza il continuo rinnovarsi dell’accesso alle sorgenti, i secchi restano vuoti e ciò che le riempie resta qualcosa di stantio». 20
Pensare l’architettura
Questa riflessione rivela che quando si parla di “Teoria dell’Architettura” si corre il rischio di parlare di qualcosa di stucchevole e di regole artificiali che hanno poco a che fare con l’architettura stessa. La teoria ha dedicato molto spazio al valore simbolico dell’architettura, ovvero al fatto che essa non rappresenti solo ciò che si vede, ma costituisca un’allusione a qualcosa di non concreto o, comunque, di un valore in gran parte nascosto. Dal punto di vista storico, l’architettura è nata essenzialmente come una pratica, uno strumento utilizzato da parte dell’uomo per risolvere alcuni problemi. Vitruvio fa risalire la nascita dell’architettura alla scoperta del fuoco perché, attraverso quest’ultimo, gli uomini si sono riuniti e hanno iniziato a vivere in comunità, producendo un elemento sostanziale: la comunicazione che si esprime attraverso la volontà di ripararsi dalle intemperie. Si può parlare di “Teoria dell’Architettura” quando quest’ultima ha già maturato una propria logica e regole connesse con il modo di costruire. Dal mondo greco, si sono ereditate regole precise, come quelle relative all’ordine architettonico, il quale costituisce una riflessione sugli elementi costruttivi fondamentali che consentono di racchiudere lo spazio. Durante il Medioevo, la “Teoria dell’Architettura” ha acquisito delle caratteristiche legate alle corporazioni degli architetti, i quali difendevano “gelosamente” il loro sapere. Il Trattato di Vitruvio è stato uno dei testi più ammirati dagli architetti del Rinascimento ed è stato considerato come la base sopra la quale andava costruita una nuova cultura, un nuovo modo di affrontare i problemi dell’architettura. Il primo libro stampato sull’architettura è costituito dal De partibus aedium, che descrive le diverse parti di una casa, intesa nel suo senso più complesso. La prima edizione italiana è stata curata, a Milano, dall’architetto Cesare Cesariano, un esponente della cultura milanese del Quattrocento. La bellezza del libro di Cesariano è racchiusa nel fatto che assume l’inizio, sempre, come il momento migliore. Infatti, l’inizio della cultura vitruviana rappresenta un momento estremamente creativo. Un’architettura per una nuova alleanza tra l’Uomo e la Terra
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Franco Purini
Brevi e semplici note sull’architettura e sul ruolo dell’architetto Lectio Magistralis del 10 marzo 2021 Parole chiave: Materia, Tettonica, Linguaggio
MAPPA CONCETTUALE 1. Materia, luce e peso L’architettura si riconosce attraverso tre elementi fondamentali: la materia, che assume forma e significato; la luce, che la modella e la trasfigura; il peso, che la radica e insieme la eleva. In questa triade si manifesta la dimensione poetica e conoscitiva del costruire. 2. Architettura come sistema unitario L’architettura è arte complessa che unisce dimensioni estetiche, tecniche e sociali. La sua frammentazione in discipline autonome ne impoverisce il senso. Solo una visione unitaria del sapere può restituire coerenza e libertà all’abitare. 3. Abitare come compito dell’architetto Abitare è un gesto creativo, attraverso cui desideri e progetti di esistenza trovano forma concreta. Migliorare l’abitare diventa così un atto etico e civile. 4. Triade vitruviana come fondamento Purini riafferma la centralità di firmitas, utilitas e venustas come categorie inscindibili. Solidità, funzione e bellezza devono coesistere in equilibrio, evitando il riduzionismo tecnico del funzionalismo moderno. 5. Ripetizione, simmetria e continuità L’architettura è arte della ripetizione e della variazione. Gli elementi seriali trovano equilibrio nell’insieme, instaurando un dialogo tra ordine e trasformazione, tra memoria e invenzione. 6. Il progetto come tempo lungo Ogni progetto attraversa un tempo lungo: nasce, cresce, si trasforma. È un “segmento di vita” che accumula esperienze, memoria e senso. 7. Il disegno come atto conoscitivo Il disegno è strumento di analisi e di riflessione. Permette di comprendere la struttura dell’edificio e di mettere in relazione le parti con il tutto. È insieme rappresentazione e atto di conoscenza. 78
Pensare l’architettura
Ascolta la Lectio completa https://youtu.be/IEcIgNLLYjk
8. Teoria e progetto Teoria e progetto sono due momenti di un unico pensiero. La teoria orienta l’azione, il progetto la verifica e la rinnova. Nessuna delle due può esistere senza l’altra. 9. Musica e architettura Come la musica, l’architettura organizza ritmo, armonia e proporzione. La promenade architecturale è il tempo reso visibile: un’esperienza di ritmo, luce e movimento nello spazio. 10. Etica e linguaggio personale Ogni architetto deve costruire un linguaggio personale, ma aperto alla collettività. Il progetto è atto di responsabilità culturale e civile, capace di unire tecnica e poesia, individuo e comunità. 11. Livelli di lettura dell’architettura Ogni opera può essere letta su tre livelli: letterale, metaforico e invisibile. È in quest’ultimo che la bellezza trascende la forma e rivela la sua essenza poetica.
Franco Purini
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Materia, luce e peso. La scrittura dello spazio Rilettura critica della Lectio di Franco Purini a cura di Mariangela Turchiarulo
Che cos’è l’architettura? Secondo Franco Purini essa si lascia riconoscere attraverso tre elementi fondamentali: la materia, la luce e, soprattutto, il peso. La materia conosce un processo alchemico: la pietra estratta dalla cava diventa concio, lastra, elemento capace di assumere forma e significato. La luce, con le sue vibrazioni e i suoi chiaroscuri, altera e trasfigura lo spazio, modificando le proporzioni e rivelando la dimensione trascendente delle cose. Il peso, infine, supera la propria condizione fisica per farsi apparizione, evento che oltrepassa il corpo e si mostra come pura immagine. In questa triade si riverbera l’eredità vitruviana di firmitas, utilitas e venustas, i tre principi che, se in equilibrio, generano l’essenza stessa della scrittura architettonica. Purini sottolinea come l’architettura sia ciò che consente di migliorare l’abitare umano, ampliando le possibilità di libertà e di apertura delle comunità. Abitare, in questa prospettiva, è un gesto creativo, attraverso cui desideri e progetti di esistenza trovano una forma concreta. La teoria assume qui un ruolo decisivo: non è semplice strumento operativo, ma orientamento del pensiero, energia che precede e accompagna ogni progetto. Senza teoria, il progetto rischia di restare insignificante, e un’architettura priva di senso non è solo inutile, ma una perdita per la città e per chi la abita. La teoria in architettura diventa allora un metodo e al tempo stesso una fonte di ispirazione, luogo in cui si radica la volontà di rappresentare l’universo. Ogni edificio è, consapevolmente o meno, un tentativo di tradurre in forme le logiche cosmiche che reggono la vita. In questo senso, l’architettura si avvicina alla musica, come aveva intuito Goethe: un’armonia che nella musica si dispiega nel tempo, mentre nell’architettura si incarna nello spazio. Tuttavia, per Purini, l’architettura appartiene insieme allo spazio e al tempo. Non può esistere senza spazio, ma non può nemmeno essere compresa senza il tempo del suo attraversamento. L’esperienza fisica dell’architettura è una promenade, un percorso fatto di scoperte, aperture e tagli visuali, in cui lo sguardo e il corpo incontrano continuamente nuove dimensioni. Le opere che raggiungono questo livello non invecchiano mai: piramidi, rovine, cattedrali rimangono vive perché capaci di Materia, luce e peso
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Pensare l’architettura
Appendice
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