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Accusati di omicidio colposo, esprimono soddisfazione per la sentenza
Apt promuove gli
Educational tour
Sono undici gli educational e press tour finanziati dall'avviso pubblico promosso dall'assessorato allo Sviluppo economico e dall'Apt e che verranno realizzati dai tour operator della Basilicata a cui l'avviso si rivolgeva. Gli undici tour compongono un programma di incontro-conoscenza del territorio che, a partire dal primo educational di questi giorni, si svilupperà fino al prossimo ottobre (...)

■ continua a pag 19 La vignetta di M. Bochicchio Dellapenna a pag 3


PASQUALE PEPE
Con intelligenza politica e capacità del fare si sta meritando i galloni di miglior assessore tra i patrioti che siedono alla destra del governatore Bardi. È vero che può contare su un DG bravo e che su quel tavolo campeggiano le facce anche di Cicala, Cupparo e di Latronico e di cui non si può essere certo contenti per quello che fanno, ma la sua giornata è davvero piena di belle cose, a partire dalla destinazione di 45 milioni d’euro dal Fondo di sviluppo e coesione alla viabilità comunale, piena zeppa di criticità.


PIERO LACORAZZA
Manco fosse il Grillo parlante e per ogni cavolo di cosa fa sempre il pistolotto morale agli altri, ma guarda caso l’evita sempre a sé stesso. Eppure se paghiamo in Consiglio regionale gente come Galella, Fanelli e Picerno, pur avendo avuto la secca bocciatura dei lucani lo si deve principalmente alla sua genialata costituente con cui s’è inventato la figura, pensate un po’, del consigliere supplente dell’assessore, poi ribattezzata, dal giornalista Edmondo Soave e con una certa fortuna mediatica, scaldapoltrona.
AUTOMOTIVE L’assessore Cupparo al Tavolo al Mimit: chiesta un’attenzione concreta verso l’indotto




EMERGENZA IDRICA
Tavola rotonda di Cia, Legambiente e Cgil: «Necessario investire in infrastrutture e snellire la governance per un futuro migliore»
■ Menonna a pag 6
CAPOLUOGO Tenta di uccidersi in carcere: l’intervento dell’agente salva detenuto, la Garante Silletti: «Non basta evitare la tragedia»
■ Servizio a pag 11
MATERA
In Consiglio l’Odg a sostegno della cultura bocciato, insorge l’opposizione: «È un atto politicamente grave»
■ Servizio a pag 17
SPORT
Domani pomeriggio torna il derby tutto lucano: al 17:30 al Curcio si gioca
Picerno-Potenza
■ Nigro a pag 21


AUTOMOTIVE IL SENATORE DI FDI CHIEDE AL MINISTRO DELLE IMPRESE INTERVENTI PER
presentato un’interrogazione al Ministro Urso, sulle intenzioni del Governo in merito al rilancio del settore auto in Italia ed in particolare sulle tutele dello stabilimento di Melfi e del suo indotto, che sta subendo un impatto durissimo in seguito alla crisi dell’automotive e della riduzione della produzione da parte dell’azienda Stellantis» afferma il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa.
«Secondo Confindustria Basilicata circa il 50% delle aziende che fanno parte dell’indotto Stellantis di Melfi non ha avuto commesse per i nuovi modelli oppure ne ha ricevute in misura ridotta. - afferma il senatore - Per questo motivo ho presentato un’interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, anche a valle della risoluzione approvata il 13 gen-
naio scorso dal Consiglio regionale di Basilicata».
«Nell’interrogazione, infatti, chiedo di sapere se, nell’ambito del Tavolo Automotive nazionale, si ritiene opportuno richiedere all’azienda produttrice degli impegni che siano verificabili, con il fine mantenere i livelli di occupazione e se vi sono le condizioni per chiedere all’Unione Europea l’attivazione di un quadro temporaneo di sostegno» dichiara Rosa. «La crisi dell’automotive è conclamata non solo in Italia ma anche a livello europeo e comporta un grave turbamento dell’economia nazionale. L'art. 107, par. 3, lett. b) TFUE consente, in queste circostanze straordinarie, l’adozione di misure utili a sostenere investimenti, riconversioni e stabilità occupazionale nei territori più esposti allo shock industriale» spie-

ga Gianni Rosa. «Non dobbiamo dimenticare, infatti, che in Regione Basilicata, Stellantis e il suo indotto rappresentano circa il 7% del PIL regionale e il 7,5% dell’occupazione, con oltre 14.000 addetti. - conclude Rosa - Con questi numeri sono certo che il Governo Meloni ed il Ministro Urso in particolare sapranno agire nell’interesse dei lucani».
L’assessore Cupparo ha partecipato presso il Mimit al Tavolo: «Chiesta un’attenzione concreta verso l’indotto locale»
Nel corso del tavolo di ieri presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicato all’automotive –con la presenza dell’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo e del direttore generale dello stesso Dipartimento Giuseppina Lo Vecchio –è stato ribadito il forte impegno dell’Italia a sostegno del settore automotive, anche in sede europea, dove il nostro Paese ha svolto un ruolo incisivo nel processo di revisione delle normative legate alla transizione del comparto, promuovendo un approccio orientato alla competitività, alla neutralità tecnologica e alla tutela della base produttiva e occupazionale. Il Governo ha inoltre richiamato le ingenti risorse già messe in campo a livello nazionale per accompagnare la trasformazione dell’industria automobilistica, sostenere gli investimenti, l’innovazione e il rafforzamento dell’intera filiera.
In questo quadro si inserisce il confronto con Stellantis sulla situazione produttiva dello stabilimento di Melfi, con particolare riferimento alla nuova linea legata alla Jeep Compass. I dati illustrati confermano una significativa salita

produttiva, accompagnata da una riorganizzazione dei turni nelle diverse aree dello stabilimento. Questa fase rappresenta oltre il 50% della forza lavoro complessiva del sito e segna un passaggio industriale rilevante per il rilancio produttivo di Melfi. È stato inoltre ricordato che, dopo l’avvio della Jeep Compass, sono previsti ulteriori step produttivi con l’introduzione dei modelli DS7 e Lancia Gamma, rafforzando il ruolo strategico dello stabilimento nel piano industriale del gruppo. Nel corso del confronto è
stata posta particolare attenzione alla situazione dell’indotto. Se alcune aziende risultano prossime alla piena saturazione grazie all’assegnazione completa delle commesse, sono soprattutto le imprese che operano con volumi ridotti o con assegnazioni parziali a soffrire maggiormente l’attuale fase, con ripercussioni sulla stabilità occupazionale e sulla sostenibilità produttiva. È stata quindi evidenziata la necessità di un riequilibrio dei carichi di lavoro per garantire maggiore continuità a tutta la filiera locale.
Nel suo intervento, l’assessore Cupparo, ha sottolineato che l’area San Nicola di Melfi continua a registrare una sofferenza strutturale del sistema produttivo, con ampio ricorso agli ammortizzatori sociali e prospettive industriali in molti casi in fase di forte ridimensionamento o cessazione. Le aziende dell’indotto Stellantis attualmente interessate da ammortizzatori sociali coinvolgono complessivamente 1.883 lavoratori . Le vertenze di maggiore criticità seguite anche a livello ministeriale risultano PMC, Brose, Tiberina e Transnova .Nel corso del 2025 risultano interamente utilizzate le risorse assegnate alla Regione per la CIG in deroga nelle aree di crisi industriale complessa (7,5 milioni di euro). La Regione ha già richiesto al Ministero del Lavoro ulteriori 13 milioni di euro per il 2026, sulla base della stima del fabbisogno connesso al perdurare delle crisi aziendali. Parallelamente, sono state attivate misure regionali di: politica attiva del lavoro; percorsi di formazione per lavoratori a rischio disoccupazione; strumenti in via di definizione per incentivi all’assunzione destinati a lavoratori provenienti da crisi industriali
irreversibili Cupparo ha evidenziato il ruolo strategico della Regione Basilicata a supporto del sistema Stellantis, ricordando le misure adottate per contribuire alla riduzione dei costi energetici per le imprese, gli interventi a favore dei lavoratori in cassa integrazione e le azioni messe in campo per la loro formazione e riqualificazione professionale. L’assessore ha dichiarato di aver appreso con soddisfazione i dati relativi alla risalita produttiva dello stabilimento, alla progressiva riduzione delle ore di cassa integrazione e ai segnali di ripresa dell’indotto, pur evidenziando che tali benefici non risultano ancora diffusi in modo uniforme tra tutte le aziende della filiera. L’Assessore ha infine ringraziato Stellantis per la nuova fase produttiva avviata, ribadendo tuttavia la necessità di un’attenzione concreta verso l’indotto locale e auspicando che una parte significativa delle forniture e delle lavorazioni collegate ai nuovi modelli venga destinata alle imprese dell’area di Melfi e della Basilicata, al fine di rafforzare la filiera territoriale e consolidare le ricadute occupazionali sul territorio
Il Partito di Giorgia Meloni si assume la responsabilità politica della scelte. Almeno c’è il coraggio
Quarto e Galella unici ad uscire pubblicamente in difesa della norma impopolare
venerdì 30 g gennaio 2026 www.lecronache.info


OLTRE IL GIARDINO In studio il coordinatore regionale FdI Quarto, il giornalista Molinari e il sindaco Troiano
Nell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento di Cronache Tv e condotto da Paride Leporace, Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, ha fatto il punto su alcune delle questioni più rilevanti che riguardano la Basilicata. Tra i temi trattati, i presunti vitalizi regionali, la crisi industriale e agricola, e le prospettive politiche del territorio. La questione dei presunti vitalizi per gli ex consiglieri regionali è stata al centro del dibattito. Quarto ha chiarito che non si tratta di privilegi, ma di diritti legati ai contributi differiti, come avviene per qualsiasi lavoratore. «Non parliamo di vitalizi o buonuscite, ma di un sistema che garantisca la politica come accessibile a tutti, non solo ai benestanti. La Basilicata ha commesso errori in passato, ma è necessario recuperare un equilibrio tra diritti e giustizia sociale», ha affermato. Ha inoltre riconosciuto che la comunicazione su questo
tare una struttura funzionale per il trasporto passeggeri. «Non basta allungare una pista o costruire un’aerostazione. Il problema principale è trovare compagnie aeree disposte a operare voli profittevoli», ha spiegato. Molinari ha sottolineato come manchino i numeri per garantire un riempimento sufficiente degli aerei e ha citato esempi di aeroporti in difficoltà, come Forlì e Foggia, che hanno investito senza ottenere risultati significativi. Secondo il giornalista, la Basilicata dovrebbe concentrarsi su soluzioni più concrete e sostenibili, come il potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Matera e Bari. «Un treno veloce su binari adeguati permetterebbe di raggiungere l’aeroporto di Bari in 30 minuti, offrendo una soluzione pratica e realizzabile», ha aggiunto. Molinari ha suggerito un’alternativa per la pista Mattei: trasformarla in una struttura a uso militare. «La Basilicata non
L’edizione di Cronache di ieri e il consigliere Galella
Per formazione e cultura noi amiamo i coraggiosi. Noi abbiamo sempre una particolare ammirazione e stima per chi ha il coraggio di metterci la faccia nelle vicende più scomode senza nascondersi. Non la stessa stima nutriamo per chi tira il sasso e nasconde la mano. Non lo apprezziamo nella vita, non lo apprezziamo nelle vicende umane, ancora meno lo stimiamo valido nelle storie politiche.
La politica, quando è responsabile, ha la capacità di mettere la faccia, di non inseguire soltanto le scelte più comode e più agevoli ma di affrontare anche le sfide più difficili sostenendo anche le scelte più impopolari se ritenute giuste.
In questo caso parliamo della vicenda dei vitalizi. Da quando la norma è stata approvata in Consiglio Regionale è stato un fuggi fuggi generale. Una fuga immonda che si è caratterizzata con l’emendamento senza firma e si è rinforzata mano a mano che aumentava l'indignazione popolare.
QUARTO E GALELLA
CI METTONO
LA FACCIA
Dobbiamo riconoscere, al contrario la grande coerenza e la grande forza d'animo di Galella e Quarto. Il giovane consigliere regionale di Fratelli d'Italia non è stato mai esentato da critiche da parte nostra. Lo abbiamo fatto quando ha detto o fatto co-
se che non abbiamo condiviso. Lo faremo ancora quando rifarà cose simili. Siccome noi giudichiamo azioni ed idee e non uomini, non possiamo non evidenziare che in questa vicenda Alessandro Galella è stato più coraggioso di tutti.
Non appena approvata la Legge e, mentre montava la polemica, il leader potentino di Fratelli d'Italia ha difeso la Legge tanto contestata.
Sulla sua pagina facebook ha spiegato il sistema, ha motivato sul fatto che non fossero dei vitalizi ed ha esplicitamente detto che non ritiene giusto che «nel periodo in cui ha fatto l'as-


sessore non gli siano stati versati i contributi». Poteva nascondersi come tutti. Non sarà l'unico a beneficiare della norma. Ha deciso di metterci il petto intestandosi così una decisione impopolare. Lo stesso coraggio e la stessa forza d'animo l’ha avuta Piergiorgio Quarto. Il Segretario Regionale di Fratelli d'Italia non è Consigliere Regionale, intervenuto ai microfoni di “Oltre il Giardino” avrebbe potuto glissare sulla domanda postagli da Paride Leporace. Ha preferito rispondere dando così una qualificazione politica alla scelta compiuta dal Consiglio Regionale e

ascrivendola all’azione di Fratelli d’Italia.
IL PARTITO GUIDA IN REGIONE Fratelli d’Italia dovrebbe essere il partito guida in Regione. È' il primo partito in Basilicata, il più forte della coalizione. Molte volte abbiamo sottolineato il suo silenzio e la sua non sempre sufficiente verve nel fare le cose e nel trascinare il Governo Regionale. Questa volta siamo chiamati ad ammirare la capacità di assunzione di responsabilità che, tramite Quarto e Galella, Fratelli d'Italia carica su di se. Nell'assemblea delle mani invisibili, del silenzio che
si trasforma in speranza di oblio, nello scarica barile di chi fugge dalle proprie scelte brilla per contrasto la capacità di Fratelli d'Italia di assumersi le proprie responsabilità anche nelle scelte più impopolari. Noi non sappiamo e non sapremo mai chi materialmente ha scritto quell’emendamento per le pensioni ai Consiglieri Regionali. Sappiamo, però, che Fratelli d'Italia ha avuto il coraggio di intestarsene, almeno parzialmente ma senza nascondersi, la responsabilità politica. Una scelte coraggiosa che solo i grandi politici sanno fare.

POTENZA. Oltre 55.000 lavoratrici e lavoratori che negli ultimi anni hanno aderito a misure di uscita anticipata dal lavoro rischiano, a partire dal 1° gennaio 2027, di ritrovarsi senza reddito e senza contribuzione a causa dell’adeguamento automatico alla speranza di vita. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio
Previdenza della Cgil nazionale, che tiene conto delle modifiche introdotte dall’ultima Legge di Bilancio e dall’aggiornamento del Rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario del Mef.«Nonostante le ripetute promesse del Governo sul blocco dell’aumento dei requisiti pensionistici –commenta il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa –l’effetto concreto è quello di dover inseguire requisiti pensionistici che continuano a spostarsi in avanti, con una nuova platea di

la.Parliamo di persone che hanno lasciato il lavoro nel pieno rispetto delle regole vigenti, firmando accordi con le aziende sulla base di date certe di accesso alla pensione. L’aumento dei requisiti deciso oggi dal Governo cambia quelle regole a posteriori e scarica interamente sui lavoratori il costo dell’adeguamento alla speranza di vita.Il Governo – attacca Summa –aveva promesso il blocco dell’aumento dei requisiti pensionistici e il superamento della legge Fornero, ma nei fatti ha scelto di peggiorarne gli effetti: ha incrementato i requisiti, cancellato ogni forma di flessibilità in uscita e non ha previsto alcuna salvaguardia per chi ha già lasciato il lavoro con strumenti di accompagnamento alla pensione. Serve subito un intervento immediato di tutela e un rafforzamento degli strumenti di accompagnamento alla pensione, come chiediamo da anni», conclude Summa. L’allarme
esodati. A partire dal 2027 il nuovo quadro normativo prevede, come sancito nell’ultima Legge di Bilancio, un incremento di 1 mese nel 2027, un ulteriore aumento di 2 mesi nel 2028 e un incremento complessivo stimato in 3 mesi a decorrere dal 2029, rispetto ai soli due mesi precedentemente previsti per il bien-
nio 2029-2030. Un cambiamento che modifica radicalmente lo scenario su cui erano stati costruiti migliaia di accordi di uscita dal lavoro attraverso isopensione, contratti di espansione e Fondi di solidarietà sottoscritti fino al 31 dicembre 2025, quando non erano previsti aumenti né nel 2027 né nel 2028 ed
era più contenuta la stima per il 2029. Se il Governo non interverrà, oltre 23.000 lavoratori in isopensione, circa 4.000 con contratto di espansione e altri 28.000 usciti tramite i Fondi di solidarietà bilaterali rischiano di trovarsi con periodi di vuoto previdenziale senza assegno, senza contributi e senza alcuna tute-
Presentato a Potenza il documento programmatico: visione pluriennale per transizioni industriali, aree interne e nuovo welfare in Basilicata
POTENZA. Non una piattaforma rivendicativa, ma una visione organica per affrontare le trasformazioni economiche e sociali che attendono la Basilicata dopo la conclusione del Pnrr. È questo il senso di «Partecipare X Decidere», il documento programmatico presentato alla stampa dal segretario generale della Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, affiancato dai segretari Luana Franchini e Carlo Quaratino.Nel suo intervento Cavallo ha indicato il 2026 come uno snodo cruciale per la regione, sottolineando come la valutazione delle politiche pubbliche non possa limitarsi alla spesa delle risorse, ma debba misurarsi sulla capacità amministrativa e sulla coesione sociale che resteranno nei territori. «La partecipazione – ha affermato – diventa una condizione indispensabile per governare le transizioni in atto e per rigenerare una democrazia che rischia di svuotarsi se non è capace di includere».Il segretario ha richiamato la legge di iniziativa popolare promossa dalla Cisl e approvata con la Legge 76 del 2025, spiegando che sono già in corso interlocuzioni con la Giunta regionale e con esponenti del Consiglio regionale

per arrivare a una proposta normativa lucana. L’obiettivo è sperimentare gli strumenti di partecipazione nelle società partecipate regionali e incentivare le imprese che adottano modelli di cogestione, considerati dal sindacato una leva per prevenire crisi industriali e sostenere processi di innovazione con adeguate garanzie sociali.Il documento affronta anche le principali vertenze produttive che interessano la regione, dal comparto automotive alle crisi industriali storiche e più recenti. Per superare una gestione frammentata, la Cisl propone l’istituzione di una Cabina unica sulle crisi industriali, pensa-
ta come organismo permanente di monitoraggio e coordinamento delle politiche industriali. Secondo Cavallo, solo una strategia di medio-lungo periodo può accompagnare la transizione verso la mobilità sostenibile e l’economia verde, evitando nuovi shock occupazionali.Un capitolo centrale è dedicato alle aree interne, indicate come asse strategico per il futuro regionale. La progressiva riduzione dei servizi essenziali ha accentuato lo spopolamento e le disuguaglianze territoriali. Da qui la proposta di portare il tema all’attenzione nazionale, convocando in Basilicata una seduta della Confe-
renza delle Regioni e delle Province autonome. Per il sindacato, garantire sanità, istruzione e mobilità nei piccoli comuni non è solo una questione di sviluppo, ma di pieno esercizio della cittadinanza. In quest’ottica viene proposta anche l’introduzione di un indice di marginalità territoriale per orientare in modo più equo le risorse pubbliche.Ampio spazio è riservato infine al welfare e al capitale umano. La Cisl evidenzia la necessità di rafforzare la medicina di prossimità, i servizi socio-assistenziali e le infrastrutture digitali, in risposta all’invecchiamento della popolazione e alle nuove fragilità sociali. Centrale è anche il tema della formazione continua, considerata essenziale per ridurre il divario tra sistema educativo e fabbisogni produttivi, contrastare la dispersione scolastica e accompagnare le transizioni professionali.«La Basilicata ha bisogno di una programmazione che parta dai territori e li accompagni – ha concluso Cavallo –. Il patto sociale che proponiamo non è un elenco di richieste, ma una visione condivisa affinché il dopo Pnrr apra una nuova fase di sviluppo equo e duraturo».













POTENZA. Quali prospettive per l'acqua in regione, quale governance e quali sono i problemi attuali della risorsa idrica?
Tutte domande emerse nel corso della tavola rotonda svoltasi ieri mattina nel Park Hotel di Potenza dal titolo: “Acqua infrastrutture e governance” che ha visto tra gli organizzatori la CGIL, Legambiente e Cia Agricoltori.
Una tavola rotonda promossa per comprendere, capire e mettere a sistema il comparto idrico mediante proposte e indirizzi grazie alla firma di un nuovo documento che eviti nuove problematiche legate alla risorsa idrica. Un tavolo di confronto a più voci quello di ieri che ha visto la partecipazione degli enti partecipanti alle infrastrutture idriche teso a migliorare la gestione e scongiurare una crisi idrica. Pianificare la gestione della risorsa idrica, proseguire con i venti interventi della risorsa idrica come quelli della Diga del Rendina che vede i coltivatori impegnati nella messa in sicurezza e nella richiesta di nuove garanzie da parte della Regione. Previsti interventi sul servizio idrico e tante iniziative di settore capaci di contrastare la crisi provocata anche e soprattutto dalla carenza di nevicate sul territorio.
Proprio la carenza di neve preoccupa non poco gli operatori chiamati al tavolo oltre ovviamente alle implicazioni legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Dunque, Regione, Sindacati, comparto agricolo impegnate per dare rispo-

ste ai tanti agricoltori e alla cittadinanza lucana.
Dal canto suo Antonio Lanorte, Presidente di Legambiente Regionale ha parlato della tavola rotonda: «Siamo in un momento in cui abbiamo la necessità di cambiare registro sulle politiche dell'acqua e questa alleanza fra queste tre organizzazioni vuole in qualche maniera significare questo. Ci sono questioni che riguardano l'adattamento alla crisi climatica e che impattano molto il settore dell'acqua.
Abbiamo la necessità proprio di cambiare politiche e di capire che gestire al meglio l'acqua non solo attraverso le infrastrutture classiche è un elemento essenziale e importante. Adesso siamo in un momento in cui diciamo fortunatamente l'acqua c'è, le precipitazioni ci sono. Il problema è che il regime delle precipitazioni, lo abbiamo capito non è regolare, non è costante purtroppo non ci sono precipitazioni nevose e questo

è un elemento essenziale perché non garantirà la disponibilità dell'acqua fornita dalla neve in futuro quindi comunque affronteremo probabilmente un periodo estivo difficile così come è stato in passato, proprio per questo dobbiamo cambiare registro». Donato Di Stefano a nome della Cia ha parlato delle problematiche idriche in Basilicata: «In Basilicata siamo al punto in cui il grande passaggio che è quello della nascita di Acqua Sud Spa assorbe patrimoni infrastrutturali di grandi risorse di acqua che era Ex Epli. Abbiamo bisogno di completare questo processo di assestamento di uno dei gestori più grandi d'Europa con una partecipazione molto ma molto più rilevante da parte di Regione Basilicata. E' un luogo nel quale si decide il futuro della risorsa, la sua governance, il suo utilizzo e noi come mondo agricolo abbiamo bisogno di certezze. Un autorevole soggetto che è


deputato alla governance non può non tenere luogo i luoghi in cui si produce la risorsa e la Basilicata è una regione che produce acqua e ha bisogno di avere ritorni intorno a questa grandissima risorsa per le attività economica a partire dall'agricoltura. I condizionamenti climatici sono una componente ormai strutturale. Noi dobbiamo avere la capacità anche qua attraverso una governance autorevole e soprattutto una capacità di grandissimo controllo dei fenomeni, a partire dai bi-

lanci economici dare risposte ai fatti di natura produttiva anche territoriale ma anche tenendo conto della cura dell'acqua a fini ambientali».
Fernando Mega della CGIL ha parlato della tematica acqua sottolineando quanto segue: «Discutiamo della governance dell'acqua ma non soltanto della governance, Discutiamo di quelli che sono i problemi che affliggono la gestione delle risorse idriche in un paradosso regionale una regione con le dighe più grandi d'Europa. In un emergenza idrica permanente. Discutiamo di quelle che dovrebbero essere gli investimenti e in questo ovviamente abbiamo posto il problema di una governance più snella altrimenti non si capisce chi deve fare cosa. Le procedure legislative sono lente e non sono rispondenti all'emergenza in atto. È un emergenza continua per cui bisogna snellire e noi oggi sollecitiamo questo aspetto qui e arrivare ad una diversa operativitè per non trovarsi in una continua emergenza».
F RANCESCO M ENONNA
per il suo impegno
Anni di lotte in difesa della legalità e della libertà di informazione, un «giornalista integerrimo, cittadino esemplare, alfiere della giustizia, della verità e del- le libere istituzioni». È questa la motivazione che ha accompagnato l’attestato di benemerenza conferito a Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani e giornalista, dalla Reale e Imperiale Casa Medievale di Kamchadal e Transnistria per volontà di S.A.S. il Principe Mauro VIII Antinolfi, Capo di Nome e d’Arme del Casato Antinolfi, Principe di Capua e Benevento e Gran Maestro degli Ordini Cavallereschi Dinastici della Casa. La consegna dell’attestato si è svolta quale atto formale e solenne, espressione della volontà del Casato di mantenere vive le proprie tradizioni storiche, fondate sulla tutela della giustizia, della dignità umana, della verità e del-

le libere istituzioni. Un gesto che intende valorizzare l’impegno civile e morale di chi, nel proprio operato quotidiano, ha dimostrato coerenza, coraggio e senso delle istituzioni. Nella motivazione ufficiale, la Casa Antinolfi sottolinea l’alto valore
umano e civile dell’opera di Bolognetti, riconoscendone il ruolo di difensore della legalità e del diritto all’informazione, anche a fronte di sacrifici personali e rischi significativi. L’attestato viene conferito come segno di onore e memoria, «affinché resti agli
atti ad perpetuam rei memoriam» così come si legge nella lettera di accompagnamento. Un attestato che ha commosso e lusingato Maurizio Bolognetti che ha così commentato: «Con grande commozione - non intendo certo nasconderlo - ho
ricevuto un attestato di benemerenza da parte di S.A.S. Mauro Antinolfi VIII e del nobile Casato Antinolfi che egli rappresenta e, verrebbe da dire, custodisce».
«Nel dirmi onorato per le preziose parole che S.A.S Mauro VIII ha voluto rivolgermi, posso solo aggiungere che è un riconoscimento che per me vale tantissimo, perché giunge da una persona che oltre ad avere un nobile lignaggio, ha sempre dimostrato di avere nobiltà d'animo» ha continuato Bolognetti. «Un riconoscimento che giunge da un Galantuomo che apprezza e conosce il valore e l'importanza della storia e sa quanto sia importante la memoria. Questo per non dire che S.A.S Mauro VIII ha onorato, nel corso della sua lunghissima carriera, la gloriosa divisa che ha indossato. Grazie davvero per questo riconoscersi. Ad maiora semper!» ha concluso Maurizio Bolognetti.
POLICORO L’assessore ha partecipato alla presentazione del progetto. La città smette di pensarsi periferia per riscoprirsi baricentro
Dietro al progetto di Policoro Capitale italiana del mare c’è l’ambizione di un territorio che ha deciso di smettere di pensarsi “periferia” per riscoprirsi baricentro. L’assessore regionale alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronico, delegato dal Presidente Vito Bardi, ha partecipato oggi all’incontro di presentazione ufficiale della sfida lucana.
«Saluto il sindaco Enrico Bianco, i docenti e i partner di questo percorso – ha esordito Latronico – ma sia chiaro: oggi non presentiamo solo dei documenti, rivendichiamo un’identità. Policoro non finisce dove finisce la sua spiaggia. Questa è la voce della Costa Ionica Metapontina che si alza all’unisono, coinvolgendo il Basso Sinni, i borghi dell’interno, le valli. Il mare, per noi, non è un confine geografico ma un ponte di civiltà che collega l’entroterra alle rotte del Mediterraneo».
Nel solco di un’analisi che guarda alla concretezza dei numeri, Latronico ha sottolineato la maturità raggiunta dal centro ionico: «Policoro ha la muscolatura di un capoluogo. Lo dicono i servizi, l’ospedale, i poli scolastici, i presìdi di legalità. È una città-cerniera che già oggi esercita una funzione di guida per l’intera area. Questa solidità rende la candidatura credibile agli occhi del Ministero: abbiamo la forza strutturale di una città e il cuore antico di una comunità radicata».

Il cuore del progetto batte forte tra le rovine di Siris ed Heraclea.
L’assessore ha lodato il coinvolgimento delle Università e del professor Martorella: «Il marketing territoriale senza la ricerca scientifica non decolla. Noi puntiamo sulla storia millenaria che da Metaponto arriva ad Anglona. Chi viene qui per il sole deve ‘inciampare’ nella bellezza della Magna Grecia. Vogliamo un turismo dove l’esperienza culturale sia totale, un itinerario di benessere che curi l’anima e lo spirito”. Ma la cultura deve farsi pane, lavoro, prospettiva. “Rafforzare il brand ‘Costa Ionica’ – ha proseguito Latronico – significa dare più valore alle nostre eccellenze ortofrutticole, l’oro ros-
so e bianco della nostra terra. Significa dare certezze alle maestranze e combattere lo spopolamento. Come assessore alla Salute, vedo in questo progetto una missione sociale: una comunità consapevole della propria bellezza è una comunità più sana, più coesa e più inclusiva».
Il messaggio finale è un impegno solenne: la Regione Basilicata non resterà a guardare. «Rispondiamo alla sfida nazionale con tremila anni di storia e una capacità organizzativa moderna. La vittoria di Policoro – ha concluso Latronico – sarebbe il riconoscimento della dignità di un intero distretto mediterraneo. Il lavoro è appena iniziato, ma l’approdo è vicino».
Entreranno di diritto nel modello case di comunità per rispondere ai bisogni del cittadino
Il Direttore Generale della Asp Basilicata Giuseppe De Filippis, ha incontrato il Presidente Regionale di Federfarma Antonio Guerricchio ed il Presidente di Federfarma Provinciale di Potenza Carlo Claps per discutere delle evoluzioni della farmacia dei servizi e del ruolo attivo che l’Azienda Sanitaria del capoluogo ha da offrire nell’immediato futuro. Il sistema delle farmacie, anche alla luce del Decreto Semplificazioni e del Dm 77, rientra in una fattiva progettazione del modello delle case di comunità e nella risposta ai bisogni del cittadino. Riconosciuta da De Filippis l’importanza della farmacia dei servizi che in alcuni territori, soprattutto quelli periferici ed interni della regione, diventa l’unico presidio sanitario presente, rivelandosi di fondamentale importanza per la salvaguardia della salute pubblica. Motivo per cui, un coinvolgimen-
to attivo del sistema farmacia nella progettazione del modello di medicina di prossimità, diventa di primaria importanza per dare risposte certe. Il Direttore Generale della Asp Basilicata ha gradito «la piena collaborazione espressa da Federfarma fin dalla fase iniziale della programmazione della medicina territoriale, offrendo all’associazione la possibilità di diventare attori protagonista di un ambito sempre più in evoluzione, mettendosi al pari dei medici di medicina generale e degli operatori sanitari». Per il Presidente regionale di Federfarma Guerricchio, «la collaborazione che si instaura con l’Azienda Sanitaria di Potenza è carica di aperture che rendono positiva la capacità di una programmazione a medio e lungo termine che premia anche i risultati ottenuti dalla Basilicata nella sperimentazione della farmacia dei servizi». Una sperimentazione che, pur volgendo al

dirigenti medici dell’Ospedale civile di Policoro, il Dr. Nicola Aiello, radiologo, e il Dr.Marco Settimelli, medico del Pronto Soccorso, difesi dall’avvocato Domenico Ranú, sono stati assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste, dal Tribunale di Matera. La vicenda che li vide, loro malgrado, protagonisti, risale a circa dieci anni fa ed ebbe un'eco mediatica anche a livello nazionale, come un presunto caso di “malasanità”.
Se ne occupò, infatti, anche la nota trasmissione Uno Mattina, programma di Rai uno ancora attivo, e gli organi di stampa locali diedero ampio spazio alla notizia, nonostante le perizie del CTU avessero evidenziato in sede autoptica, l'estraneità ai fatti dei sanitari.
Ma cosa era successo? Una giovane donna, moglie di un medico di medicina generale, tra l’altro buon conoscente di uno dei sanitari indagati, di ritorno da Roma, dove le era stato posizionato un pallonci-

termine, ha permesso di tracciare le linee della sanità territoriale. «Il Decreto Semplificazioni e la legge di bilancio- ha aggiunto Guerricchio- permettono all’ambito delle farmacie di entrare a pieno regime nel Servizio Sanitario Nazionale e Regionale di cui sono vere e proprie appendici. Iniziative come quelle proposte da Asp- ha poi concluso- si tramutano in concretezza e certezza per i residenti nei vari territori, soprattutto nel-
l’area del potentino che è parecchio vulnerabile per la presenza elevata di popolazione over 65 ed è soggetta ad un forte indice di spopolamento». Anche il Presidente Provinciale di Federfarma Potenza, Claps, ha espresso soddisfazione per «una convocazione che ha avuto il sapore dell’innovazione e che trova pronti i farmacisti lucani a partecipare al modulo organizzativo che si appresta a partire» con il coinvolgi-
mento a vario titolo di differenti stakeholders. Con questa collaborazione- ha aggiunto Claps- «si renderà più agevole e concreta la soluzione alle varie problematiche del sistema sanità che vede alcuni centri penalizzati dalla carenza di presidi sanitari. Per i farmacisti lucani, rendere un servizio completo al cittadino, è una vera e propria ‘missione’ che permette di avvicinare l’utenza alla sanità lucana».
dopo 10 anni assolti 2 dirigenti medici dall’accusa di omicidio colposo
no Intra Gastrico, al fine di farle perdere peso, lamentava disturbi e conati di vomito che richiedevano un accesso al Pronto Soccorso .
Giunse a quello di Policoro in codice verde e venne sottoposta ad una serie di esami clinici, strumentali e radiografici, tra l'altro dopo aver sentito il medico che a Roma aveva effettuato l’intervento. Le indicazioni del medico specialista romano furono seguite pedissequamente e il suo consulto era avvenuto anche su richiesta del marito della paziente che, come abbiamo già evidenziato, è anche lui un medico e fu presente in ogni fase degli accertamenti.
La paziente dopo sei ore di scrupolosa osservazione, in assenza di fattori critici, fu dimessa e affidata al marito, che era, tra l’altro, il suo medico curante.
Fu fatto anche presente che laddove avessero ravvisato l’opportunità di rimuovere il palloncino gastrico, avrebbero potuto recarsi all'Ospedale di Villa D'Agri. Lì c’è l’unica struttura in zona in grado di operare in sicurezza e che era già stata allertata, anche se non c’erano indicazioni per una rimozione d’urgenza . Dopo circa dieci ore, la paziente veniva riportata al Pronto soccorso, dove consta-
tarono il decesso.
Il giorno seguente i familiari sporgevano denuncia per omicidio colposo nei confronti dei due già citati sanitari. L’autopsia, disposta dalla Procura della Repubblica, escluse ogni responsabilità a carico dei due medici, mentre il Gip chiese l’archiviazione del caso. Ma i familiari si opposero.
Cominciò così un’estenuante vicenda giudiziaria. I due medici assolti sono ora entrambi in pensione ed hanno espresso la loro soddisfazione per una sentenza che restituisce serenità anche alle loro famiglie.
La tecnica per dimagrire del palloncino gastrico si è evoluta nel corso degli anni. Oggi è: “un dispositivo in silicone o poliuretano che viene introdotto nello stomaco attraverso una procedura endoscopica o, nel caso del palloncino Elipse, tramite la semplice deglutizione di una capsula collegata a un sottile catetere. Una volta posizionato, il palloncino viene riempito con soluzione fisiologica o gas, occupando spazio all’interno dello stomaco e riducendo la quantità di cibo necessaria per sentirsi sazi”. Ma, a prescindere dal caso in questione, come ogni trattamento medico, non è privo di rischi. Ospedale Policoro,
Più di 200 pazienti sono stati monitorati a distanza dai medici, è stato possibile individuare ben 42 eventi clinici critici
MATERA. Si è conclusa con risultati molto positivi la prima fase sperimentale del progetto di monitoraggio remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili, pacemaker e defibrillatori, attivato presso l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, diretta da Giandomenico Tarsia. L’attività, avviata il primo maggio e conclusa il 31 dicembre 2025, conferma come la telemedicina rappresenti ormai una pratica clinica consolidata, capace di incidere in modo significativo sulla sicurezza e sulla qualità di vita dei pazienti.Il report finale fotografa un impegno rilevante: 202 pazienti sono stati seguiti costantemente dalle proprie abitazioni grazie a sistemi di controllo a distanza. Il monitoraggio ha consentito di individuare tempestivamente 42 eventi clinici critici, permettendo interventi mirati come nuovi impianti di pacemaker e defibrillatori, procedure di ablazione e modifiche della terapia farmacologica. In assenza di questa tecnologia, tali criticità sarebbero emerse solo in occasione delle visite ambulatoriali programmate, con tempi di risposta inevitabilmente più lunghi.Il progetto è nato su impulso del

personale infermieristico, coordinato a livello dipartimentale da Antonia Gatti, e si fonda su un ambulatorio dedicato gestito dagli infermieri, elemento centrale di un percorso assistenziale innovativo. Un contributo determinante è arrivato anche dal coordinatore dell’Emodinamica
Giuseppe Lolaico, che ha curato i rapporti con le aziende fornitrici e la complessa organizzazione dei flussi di dati, affiancato dall’infermiere di elettrofisiologia Cosimo Piumini, responsabile delle piattaforme e dei dispositivi utilizzati per l’arruolamento e il monitoraggio dei pazienti.La direzione clinica è stata affidata a Francesca Cortese e Nicola Bozza, referenti per la valutazione dei dati tecnici e clinici. In particolare, Cortese ha coordinato l’attività di telemedicina, ga-
rantendo lo svolgimento da remoto di oltre il 95 per cento delle 149 visite effettuate, trasformando l’innovazione tecnologica in una risposta assistenziale concreta.«I vantaggi per i pazienti sono evidenti», sottolinea il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria di Matera Andrea Gigliobianco. «Si riducono in modo significativo gli spostamenti per i controlli di routine e aumenta la sicurezza di essere seguiti ventiquattro ore su ventiquattro. Il monitoraggio remoto non sostituisce il rapporto umano, ma lo rafforza». Con 56 pazienti già in lista di attesa per l’inserimento nel sistema, l’obiettivo è ora rendere strutturale un modello capace di ridurre le liste di attesa e di intervenire in modo preventivo sulle patologie cardiache, contribuendo a salvare vite umane.
TAVOLO TECNICO PER LE AUTORIZZAZIONI
POTENZA. Ieri pomeriggio, nella Sala Inguscio, confronto con i gestori delle residenze socio-assistenziali per anziani sulle criticità del settore e sugli aumenti delle rette segnalati da alcune famiglie. L’incontro è stato promosso dall’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr Cosimo Latronico, con la partecipazione del direttore generale Domenico Tripaldi e del dirigente dell’Ufficio Sistemi di Welfare Antonio Corona.Gli uffici regionali hanno presentato una prima ipotesi di intervento in chiave pluriennale, fondata sulla verifica dei dati sugli ospiti e sulle tipologie di strutture, per rafforzare stabilità e programmazione.«Gli aumenti delle rette derivano da scelte autonome delle strutture e non da decisioni regionali – ha dichiarato Latronico – ma la Regione non può ignorare le ricadute sociali, soprattutto per le famiglie più fragili».Dal confronto è emersa l’eterogeneità tra Rass, Rass uno e case di riposo, con differenze che incidono sulla determinazione delle rette. Richiamata la necessità di riattivare un tavolo tecnico per aggiornare il manuale di autorizzazione e arrivare a regole più omogenee.

Il sindacato sollecita l’ospedale: «Confronto urgente su fondi contrattuali, assunzioni, concorsi e mobilità per tutelare personale e assistenza»
POTENZA. La Uil Fpl Basilicata torna a sollecitare l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza chiedendo «risposte immediate, atti concreti e un confronto vero» sulle principali criticità che interessano il personale e che incidono sulla qualità dei servizi. La richiesta è contenuta in un comunicato firmato dal segretario generale Giuseppe Verrastro, dal segretario regionale organizzativo Gerardo Sarli e dal segretario aziendale Francesco Gamma.Il sindacato ha formalmente chiesto la convocazione delle organizzazioni sindacali per avviare il confronto sulla contrattazione integrativa 2026 e per fare chiarezza su una serie di questioni definite «non più rinviabili», a partire dall’adeguamento del fondo contrattuale al nuovo Ccnl 2022-2024,
indicato come «un passaggio indispensabile».Al centro delle criticità viene posta anche la gestione delle risorse economiche dei fondi contrattuali. «È necessario programmare fin dall’inizio dell’anno i budget per il lavoro straordinario – evidenzia la Uil Fpl –evitando di arrivare a fine esercizio con fondi insufficienti». Una condizione che, secondo il sindacato, «penalizza i lavoratori, limita l’erogazione dei Dep e impedisce di estendere tali istituti a una platea più ampia, nonostante l’impegno quotidiano del personale».Resta centrale il tema delle carenze di organico. «Il piano assunzionale 2026-2028 è stato approvato – sottolineano i firmatari – ma occorre accelerare concretamente le procedure di stabilizzazione, mobilità e scorrimento

delle graduatorie vigenti». In particolare viene richiesta «l’immediata assunzione degli operatori socio sanitari attingendo dalla graduatoria vigente», oltre all’assunzione di infermieri e delle altre figure del comparto oggi insufficienti rispetto ai carichi di lavoro reali.«Non si può continuare a parlare di nuove assunzioni
senza considerare quante unità vanno via ogni anno per pensionamenti e dimissioni», avverte la Uil Fpl, segnalando come le stesse difficoltà si registrino anche nei presidi ospedalieri, dove «la carenza strutturale di personale rischia di compromettere la tenuta dei servizi».A questo si aggiunge «la forte preoccupazione per i ritardi del nuovo bando del concorso unico regionale per infermieri», annunciato come imminente ma «ad oggi ancora assente». «Non è più accettabile continuare a rimandare decisioni che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dell’assistenza», concludono Verrastro, Sarli e Gamma, ribadendo che la Uil Fpl continuerà a tutelare le lavoratrici e i lavoratori del San Carlo.

Osapp: «Intervento decisivo della Penitenziaria». Silletti: «Non basta evitare la tragedia, serve prevenzione e tutela della dignità»
POTENZA. Nel tardo pomeriggio del 28 gennaio, nella Casa circondariale «Antonio Santoro» di Potenza, si è sfiorata una tragedia che solo la prontezza e il sangue freddo di un assistente di Polizia Penitenziaria hanno permesso di evitare. Intorno alle ore 19:15, un detenuto di nazionalità straniera ha tentato di togliersi la vita mediante impiccagione, utilizzando un lenzuolo legato alle inferriate della finestra della propria camera di pernottamento, al piano terra del reparto penale.A dare l’allarme sono stati gli altri detenuti presenti nella stessa stanza, che hanno iniziato a gridare attirando l’attenzione dell’operatore in servizio. L’assistente di Polizia Penitenziaria è intervenuto immediatamente, avvisando con tempestività la Sorveglianza generale e il preposto di turno, giunti in reparto nel giro di pochi istanti. Nel frattempo, l’operatore ha agito con lucidità e determinazione, riuscendo a salvare la vita del detenuto.L’episodio si è verificato in un contesto operativo particolarmente complesso. L’assistente era infatti impegnato su due piani detentivi per garantire la fruizione della mensa di servizio a

un collega, una condizione che evidenzia le difficoltà organizzative e la cronica carenza di personale che caratterizzano quotidianamente l’istituto penitenziario potentino. Nonostante ciò, l’intervento è stato immediato ed efficace, a conferma dell’elevato livello di preparazione e del forte senso del dovere che contraddistinguono il personale.Sul caso è intervenuto il sindacato Osapp. «L’intervento dell’assistente di Polizia Penitenziaria è stato determinante per salvare una vita», ha dichiarato Teodosio De Bonis, vice segretario regionale Osapp Basilicata.
«Chiediamo formalmente all’Amministrazione il giusto riconoscimento per l’assistente e per tutto il personale intervenuto. Nonostante il personale di Polizia Penitenziaria sia spesso completamente abbandonato, continua a svolgere con responsabilità le proprie funzioni, e quanto accaduto alla Casa circondariale di Potenza lo dimostra in modo inequivocabile».Alla vicenda ha dedicato attenzione anche la garante delle vittime di reato, della salute e degli anziani della Regione Basilicata, Tiziana Silletti. «La notizia del tentato suicidio avvenuto il 28 genna-
io nella Casa circondariale di Potenza scuote profondamente le coscienze e impone una riflessione che non può lasciarci indifferenti», ha affermato, sottolineando come quando una persona privata della libertà arriva a desiderare la fine della propria vita emerga «un dolore silenzioso che interpella tutti noi».Accanto allo sgomento, ha aggiunto la garante, vi è però la consapevolezza che una tragedia è stata evitata grazie al tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria. «Nel loro gesto vi è il senso più autentico dello Stato che protegge, che vigila, che non
abbandona», ha dichiarato, rivolgendo un ringraziamento agli operatori intervenuti.Silletti ha però rimarcato come non ci si possa fermare al sollievo per l’esito dell’intervento. «Ogni tentativo di suicidio è una ferita che attraversa il sistema penitenziario e ci ricorda quanto fragile possa essere l’equilibrio umano dietro le sbarre», ha spiegato, ribadendo la necessità di rafforzare l’ascolto, intensificare la prevenzione del disagio, potenziare il supporto psicologico e garantire condizioni tali da evitare che la sofferenza resti invisibile.L’episodio richiama infine l’attenzione sulle difficoltà operative in cui è chiamata ad agire quotidianamente la Polizia Penitenziaria, spesso impegnata a gestire situazioni di estrema complessità con risorse limitate. «Prendersi cura di chi è affidato allo Stato significa anche prendersi cura di chi quello Stato lo rappresenta ogni giorno, con professionalità e umanità», ha concluso la garante, assicurando che continuerà a seguire con attenzione quanto accade negli istituti penitenziari lucani affinché, anche dietro le sbarre, possa continuare ad esistere uno spazio per la speranza.
Arrestato 38enne del posto dopo la fuga nel centro di Potenza: positivo ad alcol e droga, era senza patente e assicurazione

POTENZA. Un inseguimento nel cuore della città, concluso con un violento schianto e l’arresto di un trentottenne del posto. È quanto accaduto nella notte tra il 29 e il 30 gennaio a Potenza, durante un servizio di controllo del territorio condotto dai militari della Sezione Radiomobile del Comando provinciale dei Carabinieri.L’episodio si è verificato in via della Pineta, dove i militari hanno intimato l’alt a un’autovettura di grossa cilindrata nell’ambito delle attività finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio. Il conducente, invece di fermarsi, ha improvvisamente accelerato tentando di sottrarsi al controllo. La manovra è stata particolarmente pericolosa: nel tentativo di fuggire, l’uomo ha rischiato di investire uno dei carabinieri operanti, che solo grazie a una pronta reazione è riuscito a evitare l’impatto.Considerata la temerarietà della condotta e il potenziale pericolo per la sicurezza pubblica, l’equipaggio si è posto immediatamente all’inseguimento del veicolo. La fuga si è conclusa poco dopo in via Bonaventura, dove il conducente, a causa
dell’elevata velocità, ha perso il controllo dell’auto andando a impattare violentemente contro cinque veicoli regolarmente parcheggiati lungo la carreggiata.Dopo l’incidente, sono stati gli stessi carabinieri a prestare i primi soccorsi all’uomo, richiedendo l’intervento di un’ambulanza del 118. Trasportato all’Ospedale San Carlo, il trentottenne è stato sottoposto agli accertamenti sanitari di rito. Le verifiche hanno evidenziato la positività all’uso di sostanze stupefacenti e un tasso alcolemico largamente superiore ai limi- ti consentiti dalla legge. È inoltre emerso che l’uomo era privo di un valido titolo di guida e che il veicolo risultava sprovvisto di copertura assicurativa.Alla luce della condotta tenuta e degli esiti degli accertamenti, il conducente è stato dichiarato in arresto e piantonato presso il nosocomio
potentino, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, in attesa del rito direttissimo. Successivamente, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza ha convalidato l’arresto operato dai carabinieri.L’operazione si inserisce nella più ampia e quotidiana attività di vigilanza svolta sull’intero territorio provinciale dall’Arma, in stretta sinergia con le altre Forze di polizia e le Autorità competenti. Un impegno costante volto a garantire la sicurezza urbana e la tutela dei cittadini attraverso servizi ordinari e straordinari di controllo, soprattutto nelle ore notturne.Come precisato nel comunicato, il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, per l’indagato, vige il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
F RA N CE S C O ME N ON N A
POTENZA. Cordoglio negli ambienti religiosi, civili e sociali di Potenza per la scomparsa di don Peppino Nolè. Il parroco potentino si è spento all'età di 83 anni. Personaggio carismatico in città e nella comunità rionale di Chianchetta, meglio conosciuta come Rione Lucania ha avviato la mensa, è stato pastore vero, simbolo di una fede che parlava alla gente con messaggi semplici, teneri e densi di significato.
L’esperto parroco si è spento presso l'Ospedale San Carlo dove è stata sistemata la camera ardente nella Cappella vicina all'Obitorio. Una vita spesa per i giovani, i poveri, la Caritas di cui è stato Presidente, un pastore che ha evangelizzato il credo con elementi di liturgia sobria e mai sopra le righe. Amante della vita ecumenica ha rappresentato per Chianchetta uno straordinario punto di riferimento. Grazie alla sua opera missionaria e pastorale è stata avviata la mensa per i poveri che ha dato cibo e dignità a tanti indigenti nel segno dell'amore, della sofferenza, della pace e del dialogo. Un pastore sincero che ha saputo unire i fedeli e la comunità attraverso il linguaggio semplice e moderno al tempo stesso. Nel corso dei 40 an-

ni di missione pastorale nella Chiesa di San Giuseppe a Rione Lucania ha avviato percorsi sociali, culturali, sportivi mettendosi in evidenza per la lucidità del pensiero e per la sua incredibile voglia di dare ai giovani speranze di pace e benessere morale e religioso. Bussate e vi sarà aperto, questo era il motto prevalente della sua vita cristiana.
La comunità di San Giuseppe Lavoratore ora affidata alle cure di don Giovanni De Carlo, darà l'ultimo saluto a don Peppino Nolè nel corso dei funerali in programma questa mattina alle 12 nella “sua” Chiesa, quella che don
Peppino amava da impazzire e che è stata la sua casa, la casa dei poveri, dei bisognosi in cerca di speranza.
Da massimo responsabile della Caritas Diocesana ebbe il merito di far sottoscrivere un protocollo d'intesa tra il Comune di Potenza e l'Università di Girocastro. Il sorriso di don Peppino e la disponibilità sincera mancheranno ai tanti fedeli di San Giuseppe Lavoratore e all'intera cittadinanza potentina che perde un uomo, un parroco e un fedele interprete del Vangelo e della Bibbia quello che parla ai poveri con parole eleganti e mai sopra le righe.
IL CORDOGLIO DELLA CARITAS DIOCESANA
«Don Peppino - afferma il direttore Marina Buoncristiano - è stato a lungo parroco della chiesa di San Giuseppe Lavoratore a Potenza, lasciando un segno indelebile nella vita spirituale e sociale. Pastore umile e uomo instancabile, ha incarnato il Vangelo non solo con le parole, ma soprattutto con i gesti concreti dell’accoglienza e della carità. Da direttore della Caritas Diocesana di Potenza ha svolto il suo servizio con discrezione, passione e profondo amore per gli ultimi». «La sua eredità morale - precisa Buoncristiano - è una traccia viva e feconda: uno stile di Chiesa capace di farsi prossima, di ascoltare senza giudicare e di servire senza clamore. Don Peppino ci ha insegnato che la carità non è un gesto straordinario, ma una carezza quotidiana con rispetto, mitezza e responsabilità. La sua eredità è un patrimonio umano e spirituale che ci impegna, oggi più che mai, a continuare il suo esempio con coraggio e coerenza. Il seme da lui piantato è oggi un germoglio vivo, che continua a crescere nelle buone azioni e nei cuori di chi ha incontrato». «Affidiamo don Peppino alla misericordia del Padre», conclude Buoncristiano.
La storia di Micaela e dell’IC Don Milani: quando l’inclusione diventa eccellenza civile e un modello per il territorio
POTENZA. Esistono storie che non hanno bisogno di parole per essere raccontate, perché usano il linguaggio universale del cuore e, in questo caso, quello dei segni. Ieri, presso l'Aula Magna dell’IC Don Milani di Potenza, si è celebrato un esempio di inclusione che ha trasformato la quotidianità scolastica in un modello per l’intero territorio. Al centro della cerimonia la piccola Micaela, una bambina sorda che per anni ha vissuto in un isolamento silenzioso. La svolta è arrivata grazie a un “patto d'amore” tra famiglia e scuola: la determinazione della madre, Rosa Ierardi, e la competenza dell'assistente alla comunicazione Rosanna Parente, hanno fornito a Micaela le chiavi per aprire le porte del mondo attraverso la Lingua dei Segni (LIS). Il vero prodigio, tuttavia, è avvenuto tra i banchi di scuola. Sotto la guida lungimirante della Dirigente Scolastica, Marcella Anna Marsico, l’inclusione non è rimasta confinata ai protocolli burocratici. Le maestre e gli stessi compagni di classe hanno scelto spontaneamente di imparare la LIS. Oggi, i bambini giocano, scherzano e comunicano direttamente con Micaela senza bisogno di intermediari, abbattendo ogni barriera

comunicativa.
A premiare questo percorso straordinario è intervenuto il Consigliere Regionale di Forza Italia, Fernando Picerno, che ha voluto sottolineare il valore civile dell’iniziativa, «Crediamo che questa vicenda rappresenti un esempio luminoso di eccellenza scolastica e civile», ha dichiarato il Consigliere Picerno. «Vedere bambini che 'parlano' con le mani è un'immagine di immenso impatto emotivo che
lancia un messaggio di speranza profonda per la nostra comunità. È la prova che, quando le istituzioni e le famiglie collaborano, non esistono limiti insuperabili».
L'evento si è concluso con la consapevolezza che Micaela non è più una spettatrice, ma la protagonista consapevole del proprio futuro, in una scuola che ha imparato non solo a insegnare, ma ad ascoltare con gli occhi e con il cuore.
Dopo 35 anni di servizio, il Primo Dirigente lascia Potenza per far ritorno a Reggio Emilia, tra attestati di stima e riconoscimenti
Tanta commozione oggi al saluto del Vicario del Questore, dott. Antonio Stavale, che dal 1° febbraio 2026 andrà in pensione per raggiunti limiti di età.Dopo trentacinque anni di servizio nella Polizia di Stato, il Primo Dirigente Stavale ha voluto incontrare colleghi e tutto il personale della Questura di Potenza e delle articolazioni territoriali prima di lasciare il capoluogo lucano e far rientro nella sua città natale, Reggio Emilia.Arrivato a Potenza nel dicembre 2023 con l’incarico di Vicario del Questore, Stavale aveva precedentemente svolto funzioni analoghe a Fermo. In passato ha diretto la Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale pres-
so la Questura di Modena e la Divisione della Polizia Anticrimine a Reggio Emilia.
Nel corso della sua carriera, il dirigente si è distinto nella direzione di importanti servizi di ordine pubblico, nelle indagini patrimoniali su esponenti della criminalità organizzata e nella conduzione di operazioni di polizia giudiziaria in materia di stupefacenti e crimine diffuso.Il Questore Gargiulo ha avuto parole di elogio per Stavale, definendolo «un prezioso e valido collaboratore» e sottolineandone le indiscusse qualità professionali e le innate doti umane, che lo hanno reso punto di riferimento per colleghi, personale della Questura e istituzioni territo-

riali.Numerosi gli attestati di stima e affetto da parte del personale, accorso in gran numero per l’occasione.
Durante la cerimonia, il
Questore ha consegnato al dott. Stavale la medaglia di commiato conferita dal Capo della Polizia – Direttore Generale della P.S., Prefetto Vittorio Pisani.
Al dott. Stavale sono stati rivolti i più sinceri auguri per questa nuova fase della vita, da parte del Questore e di tutto il personale della Polizia di Stato.
POTENZA Tra chiavi, autoradio e clienti sempre più esigenti, a Potenza una professione che unisce esperienza, competenza e passione
La tecnologia, la produzione di chiavi, la sistemazione di autoradio e una clientela sempre più esigente. Un modo per coniugare professionalità e impegno.La professione dell’elettrauto è una di quelle che non ha mai perso il proprio stile, legato alla cortesia, alla cordialità e all’impegno dei rivenditori, al servizio di una vasta gamma di clienti che quotidianamente affrontano problemi come la perdita delle chiavi dell’auto o la necessità di riparare lo stereo. Un lavoro che richiede conoscenza, professionalità e tanta passione da parte di chi lo esercita. Una professione bella, atipica e sempre al passo con i tempi e le mode del momento.Internet è la nuova frontiera, ma con competenza e preparazione si può affrontare anche questo cambiamento.
A Potenza, Giuseppe Telesca, nato il 7 aprile 1956, lavora in via Complanare Varco d’Izzo e vanta ormai una lunga esperienza nel settore. L’imprenditore racconta la sua attività, puntando sul rapporto con i clienti e sulla competenza tecnologica.Alla domanda se «Elettrauto si nasce o si diventa?», Telesca risponde: «Elettrauto si nasce e si diventa. Tutte e due insieme, si nasce o si diventa perché se non hai la scuola, se non hai formazione, devi studiarci sopra per poter lavorare».Quando gli si chiede da quanto tempo ha aperto a Varco d’Izzo, risponde: «Sono 40 anni di attività. Noi ci occupiamo di elettronica nel-
l’auto e quindi di tutto quello che riguarda il multimediale, le chiavi delle auto, le persone che le perdono, tutto questo settore dove noi lavoriamo molto».
Sull’evoluzione dell’offerta negli ultimi anni, spiega: «Dunque l’offerta è cambiata perché chiaramente oggi le persone cercano di fare qualcosa da sole. Siccome l’aiuto di internet è molto utile, spesso arrivano persone che rimangono a metà e non riescono a completare il lavoro per qualche dubbio». Il rapporto con clienti e fornitori, aggiunge, «Oggi i fornitori sono sempre online. Non ci sono più i rappresentanti che venivano a commissionare il materiale da vendere e la clientela è cambiata nel senso che si dedica molto agli acquisti online. Poi per l’installazione hanno bisogno di noi per poter sistemare tutto, e noi lo facciamo».Ai giovani che si avvicinano a questo settore, consiglia: «Io consiglio a questi giovani, però faccio una nota. Non viene nessuno che chiede di lavorare e quindi automaticamente non c’è richiesta. Manca un continuo sviluppo e una continuità negli anni perché questi settori stanno sempre più in difficoltà con la manodopera. Manodopera vuol dire persone appassionate di elettronica, appassionate di queste cose. Non c’è questa passione, per cui muore, quindi fino a quando riusciamo è bene».
Infine, sul momento più difficile della sua carriera, confessa: «Il momento più difficile è

stato quando ho realizzato la struttura per la nuova attività. Li c’è stato il momento difficile. Non sai come muoverti, i fornitori, le imprese hanno bisogno di velocizzare i tempi di guadagni».
F.M ENONNA
DI D INO Q UARATINO
C’erano luoghi che non avevano bisogno di insegne, né di slogan turistici, né di rendering patinati. Luoghi che vivevano perché erano necessari. Perché servivano. Perché lì, semplicemente, la città accadeva. La piazza Duca della Verdura, per i potentini piazzetta “du pesc”, era uno di questi.

Da don Michele, però, non si andava solo a fare la spesa. Si andava a confermare un patto. Le nostre mamme, quelle del popolo, entravano e dicevano con naturalezza: «Don Michele, segna… a fine mese saldiamo». E don Michele segnava. Senza sospiri, senza garanzie, senza bisogno di firme.
Non un angolo qualunque del centro storico, ma il punto di riferimento.
Il cuore pulsante di una Potenza che oggi si fatica perfino a raccontare senza sembrare nostalgici. Eppure nostalgia non è: è memoria civile. La piazzetta stava lì, davanti alla Trinità, con quella sua forma irregolare e vissuta, come certe mani segnate dal lavoro che non hanno mai preteso di essere belle, ma solo utili. Di giorno era mercato. Di sera era piazza. Di notte restava odore, umidità, voci appiccicate ai muri. Era un habitat, non un semplice spazio urbano.
Attorno, come in un quadro neorealista, convivevano mondi diversi. La salumeria del popolo di don Michele Oliveto, dove entravi per comprare e uscivi per parlare, e quella della borghesia di Metastasio, più composta, più silenziosa, ma parte dello stesso organismo. Il bar di Natalino, luogo di sosta, di commenti a mezza voce, di caffè che sapevano di abitudine quotidiana.
La pasticceria Cammarota, con i dolci che segnavano le feste e i riti familiari, senza bisogno di hashtag.
Perché a fine mese, puntualmente, a casa arrivava lo stipendio dei nostri padri. E bastava la parola. E poi c’eravamo noi, ragazzini. Il pomeriggio entravamo per farci fare il panino con il tonno o con la mortadella. E con la stessa serietà degli adulti dicevamo: «Don Michele, segna sul conto di mamma». E anche lì, nessuna domanda. Segnava. Quella non era povertà romantica. Era fiducia organizzata. Era una comunità che funzionava perché si conosceva, si guardava in faccia, si assumeva responsabilità reciproche. Una lezione di economia e di civiltà che nessun corso di marketing territoriale riuscirà mai a spiegare. E poi loro: i venditori di frutta e verdura, gli ambulanti di contrada, facce cotte dal sole, mani sporche di terra buona. E soprattutto i pescivendoli barlettani, che arrivavano puntuali il lunedì, il mercoledì e il venerdì, portando il mare in una città che il mare lo aveva solo nell’immaginazione.
Portavano il pesce fresco, lo urlavano, lo esponevano sui tavoli di marmo, lo difendevano come una promessa mantenuta. Quel pesce non era solo merce. Era evento. Era rito. Era

notizia. E lo so perché lo ricordo sulla pelle. Letteralmente. Perché in quei giorni, la sera, rientrando a casa, mia madre mi aspettava davanti alla porta.
Non per un rimprovero, ma per trascinarmi direttamente in bagno. E aveva ragione. Ero intasato di puzza di pesce, come se fossi stato imbarcato su un peschereccio invece che cresciuto in una piazzetta di città. Quell’odore non andava via. Si infilava nei vestiti, nei capelli, nell’infanzia. Di giorno mercato, sì. Ma di sera la piazzetta diventava nostra. Di noi ragazzini. Si giocava a pallone dribblando i tavoli di marmo, usando i muri come sponde, le cassette come porte improvvisate. E puntualmente si cadeva nelle “tonze” d’acqua, pozze sporche, inquinate dal residuo del pesce, scivolose come la vita vera. Ci rialzavamo ridendo, bestemmiando sottovoce, con le ginocchia sbucciate e l’odore addosso.
Era educazione civica senza manuali. Quel miscuglio di voci, odori, urla, richiami, battute gridate da un banco all’altro, sembrava uscito da un quadro di Giocoli o di Raffaele Sanza: chiaroscuri netti, volti segnati, scene popolari senza compiacimento. E sopra tutto, come una voce narrante ideale, Lucio Tufano, con quel tono imperioso, capace di raccontare Potenza senza addomesticarla.
La piazzetta “du pesc” era il punto di incontro di una città divisa ma non separata.
Da una parte le tradizioni contadine, ancora fortissime, dall’altra le prime, emergenti domande di una classe impiegatizia in crescita, sempre più numerosa, sempre più invadente, sempre più convinta che la modernità fosse una questione di ordine e silenzio. Ma lì, in quella piazza, nessuno vinceva davvero. Si conviveva. E poi c’era la regina della piazzetta. La trattoria Trimmniedd. Fino a prima del terremoto dell’80, era il luogo degli intenditori. Del vino fatto in casa, bevuto senza etichette e senza pose. Frequentata dal

popolo, certo, ma anche da una borghesia esclusivamente maschile, che lì si concedeva una trasgressione controllata. Si andava per l’uovo fritto con la cirasella, per la pasta e fagioli, “piatti che solo lì avevano il gusto dell’autenticità potentina”, così dicevano. Ma soprattutto si andava per lei: la trippa al sugo piccante di Cettina Trimmniedd. Un piatto che non ammetteva compromessi, come certe verità.
Era una cucina che non chiedeva recensioni. Non cercava consensi. Esisteva e bastava. Poi arrivò il terremoto del 1980. E non portò via solo muri, travi e tetti. Portò via un mondo intero.
Dopo, tutto sparì. Il mercato si spense. I tavoli di marmo scomparvero. Le voci si dispersero. I barlettani non tornarono più come prima. La piazzetta restò lì, fisicamente presente ma socialmente vuota. E così di quel luogo rimasero solo i ricordi. Ricordi che non si cancellano dalla mente di chi, come me, quella piazza l’ha vissuta davvero. Non come racconto, ma come quotidianità. Il momento più bello? Il Natale. A Natale i barlettani facevano i padroni della scena.
Sui banconi di marmo, oltre al pesce fresco, comparivano anguille e capitoni. Vive. Scivolose. Ribelli. Sgusciavano dalle cassette e venivano rincorse in tutta la piazzetta, tra urla, risate, imprecazioni, bambini che scappavano e uomini che cercavano di afferrarle come se fosse una caccia primordiale. Era teatro popolare allo stato puro. Nes-
suna rievocazione storica potrà mai eguagliarlo. Oggi, invece, quella piazza è vuota. Non silenziosa nel senso nobile del termine. Vuota di senso. Abbandonata. Uno spazio che non racconta nulla, che non serve a nessuno, che non produce relazioni. E allora la domanda non è nostalgica. È politica. È urbana. È civile. Perché oggi, lungo i vicoli e le strade del centro storico, ci sono ancora persone che vendono verdura e legumi. Disperse, isolate, tollerate più che integrate. Perché non concentrarle, come una volta, proprio lì? Perché non far rivivere un pezzo di città che sta lentamente morendo?
Non si tratta di tornare indietro. Si tratta di andare avanti usando la memoria. Di ripristinare un mercato all’aperto nel rispetto di tutte le norme vigenti, sanitarie, urbanistiche, di sicurezza.
Di restituire funzione a uno spazio oggi inutile. Di rimettere in circolo economia minuta, socialità, presidio umano. Una piazza vive se è abitata. Non se è solo lastricata. Agli amministratori questa riflessione non chiede miracoli. Chiede visione. Chiede coraggio. Chiede di smettere di pensare il centro storico come un problema e iniziare a pensarlo come una possibilità. Perché Potenza non ha bisogno di inventarsi un’identità: ce l’ha già, basta avere il coraggio di rimetterla in piedi. E magari, un giorno, qualche ragazzino tornerà a casa puzzando di pesce. E sua madre lo manderà direttamente in bagno. E senza saperlo, starà vivendo di nuovo la città.
Al Sindaco delega all’Ambiente, «in considerazione dei tavoli che mi vedono coinvolto per svolgimento di funzione, a partire dalla bonifica SIN
DI EMANUELA CALABRESE
Al Comune di Tito si lavora anche attraverso «una nuova ripartizione che consente una più chiara definizione dei campi di azione amministrativa» spiega il Sindaco Fabio Laurino, che annuncia le nuove deleghe, per sé e per due Assessori.«Ho assunto anche la delega all’Ambiente, in considerazione dei tavoli e delle vicende che mi vedono coinvolto per svolgimento di funzione, a partire da quello della bonifica SIN».
Sul fronte ambientale e della tutela del territorio infatti il Comune è vigile ed at- tento. È ad esempio convocata il prossimo 25 febbraio la conferenza di servizi per la realizzazione di un impianto di idrogeno verde nell’area industriale di Tito. «Continueremo ad approfondire la questionesottolinea il Sindaco- comprese le controdeduzioni dell’Azienda alle Osservazioni presentate dal Comune di Tito. Un punto però rimane fermo ed è la necessità di presentazione di una nuova istanza per la valutazione di un nuovo progetto, alla luce del parere negativo dei Vigili del Fuoco. Manteniamo alta l’attenzione e non arretriamo di un millimetro sulla

tutela del nostro territorio».Non è tutto, proprio in questi giorni Laurino in una nota indirizzata al Presidente della Giunta Regionale Bardi, ha «reiterato la richiesta di un incontro per fare chiarezza sul progetto Green Digital Hub. Richiesta già formalizzata nei mesi scorsi, a nome dell'intero Consiglio Comunale di Tito -spiegaLa preoccupazione è legata alle notizie comparse nelle ultime ore su alcuni organi di stampa in cui si parla di un finanziamento PNRR per il recupero dell'ex zuccherificio Eridiana di Policoro. Il finanziamento a cui si fa riferimento, pari a 32 milioni di euro, coincide con quello riconosciuto al progetto Green Digital Hub a valere su un avviso dell'Agenzia per la Coesione Territoria-
le e che vede il recupero dell'ex zuccherificio posizionato subito dopo il progetto presentato dal C.N.R». Pertanto, il Primo cittadino di Tito chiede «chiarezza sulle risorse di cui si parla: se sono quelle previste per il progetto Green Digital Hub oppure si tratta di risorse aggiuntive.Nella nota, si ricorda che il progetto Green Digital Hub rappresenterebbe un'occasione di sviluppo, di rifunzionalizzazione e di riqualificazione di un'area che oggi merita un rilancio produttivo. Necessità oggi più che mai impellente, considerate le numerose crisi aziendali da cui l'area industriale di Tito non è immune». Aggiunge ancora Laurino che «qualora le risorse destinate a tale progetto, di cui è utile ricordare lo stato avanzato del-

la progettazione compresa la validazione con i relativi costi economici già sostenuti, dovessero confluire in nuove progettualità, si prenderà atto dell'ennesima mancata volontà di rilancio di un'area che, oltre a essere deficitaria di interventi ordinari, risulta deficitaria anche di seri progetti e programmi di sviluppo produttivo. Si tratterebbe, nel caso, dell'ennesima occasione persa non solo per il territorio comunale ma per l'intero sistema di sviluppo regionale».Tornando alle deleghe degli Assessori comunali invece, Laurino ha conferito quella all'Istruzione, in aggiunta a quella dei Servizi scolastici, all'Assessore Antonio Carlucci.«Accolgo questo incarico con senso di responsabilità, consapevole dell'importanza strategica
Il WWF Italia segue con attenzione le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, sugli interventi programmati nell’ambito dei fondi nazionali destinati all’emergenza idrica. In particolare, l’associazione ambientalista guarda con interesse e cautela alle risorse previste per il Lago Pantano di Pignola, area di elevatissimo pregio naturalistico e paesaggistico, fondamentale per la tutela della biodiversità e per l’equilibrio ecologico del territorio.Secondo le informazioni ufficiali, oltre sei milioni di euro saranno destinati a opere di efficientamento dello sbarramento, alla valutazione sismica e alla realizzazione di impianti per rendere potabile l’acqua del lago, nell’ambito del rafforzamento com-
plessivo del sistema idrico Basento–Camastra.Pur riconoscendo l’urgenza di affrontare gli effetti della crisi idrica e la necessità di rendere più resiliente il sistema idrico regionale, il WWF sottolinea come qualsiasi intervento che incida su un’area naturale di tale valore debba essere preceduto da un’attenta valutazione degli impatti sugli habitat e sulle specie tutelate. In questo senso, l’associazione ribadisce la necessità che i progetti siano sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale e a Valutazione di Incidenza (VIncA), così come previsto dalla normativa nazionale e comunitaria.Il Lago Pantano di Pignola, infatti, non è solo una Riserva Naturale Regionale, ma è anche riconosciuto come area RAMSAR, zona umida di importanza in-
ternazionale, e Zona Speciale di Conservazione appartenente alla Rete Natura 2000 dell’Unione Europea. Si tratta di un ecosistema delicato, in equilibrio tra funzioni ecologiche, fruizione naturalistica e ruolo idrico. Eventuali modifiche strutturali, in particolare variazioni del livello del lago, anche se motivate da esigenze di gestione della risorsa idrica, potrebbero avere effetti diretti e indiretti su flora, fauna e habitat, rendendo necessarie valutazioni condotte con il massimo rigore scientifico.Il WWF ricorda inoltre il proprio impegno nell’area fin dal 1989, anno in cui il Lago Pantano di Pignola è stato inserito nel sistema delle Oasi. Un’attività portata avanti grazie al contributo dei volontari del territorio e a un’intensa opera di educa-
della scuola per il presente e il futuro della nostra comunità -ha commentato Carlucci- Il mio impegno sarà costruire una vera comunità educante, lavorando in stretta collaborazione con la dirigenza scolastica, i docenti, le famiglie e tutti gli attori del territorio».Infine Laurino ha ringraziato l’Assessore Loredana Bruno, (già con con delega alle Attività produttive, commercio, sviluppo sostenibile, protezione civile e legalità) «per il lavoro svolto fino ad ora e per il supporto che continuerà a dare su vicende cruciali per il nostro territorio. Lei continuerà ad occuparsi delle deleghe già conferite a inizio mandato e dei progetti di sviluppo sostenibile, come quello delle comunità energetiche e non solo».

zione ambientale che ha permesso di far conoscere e apprezzare il sito a migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia.L’associazione conferma infine la disponibilità a proseguire la collaborazione con le istituzioni regionali e locali per individuare strategie di gestione capaci di conciliare la tutela ambientale con le diverse esigenze in gioco. In questo quadro, il WWF rivolge un nuovo appello ai soggetti competenti, in particolare ad APIBas e alla Regione Basilicata, affinché vengano completati i necessari passaggi amministrativi per avviare senza ulteriori ritardi i lavori di ristrutturazione del centro visita, previsti dal 2020, e restituire così l’area alla piena fruizione della cittadinanza.

Insorge la minoranza in Consiglio: «Risorse già dovute bloccate, autonomia del settore culturale messa in discussione»
MATERA. La bocciatura dell’Ordine del giorno a sostegno degli operatori culturali e dello spettacolo dal vivo rappresenta «un atto politico grave e irresponsabile» che rivela «una visione distorta del ruolo delle istituzioni e una preoccupante noncuranza verso chi produce cultura sul territorio». È la dura denuncia dei consiglieri comunali di opposizione del Comune di Matera, intervenuti dopo il voto con cui la maggioranza ha respinto l’atto in Consiglio comunale.
L’Ordine del giorno, precisano i firmatari, «non chiedeva nuovi finanziamenti né interventi discrezionali», ma puntava esclusivamente allo sblocco di risorse pubbliche già dovute, anche riconducibili ai meccanismi Cipess. «Si trattava solo di rendere effettivi fondi esistenti», sottolineano, respingendo ogni tentativo di lettura strumentale del testo.Nel corso del dibattito consiliare, il consigliere di maggioranza Saverio Acito ha parlato della necessità di «telefonare in Regione per chiedere i soldi», affermazione che, secondo l’opposizione, dimostra «la mancata comprensione del senso politico e amministrativo dell’Ordine del giorno», che si limitava ad auspica-

re un intervento tempestivo della Regione.Ancora più grave, per i consiglieri di minoranza, è la sovrapposizione tra i fondi strutturali destinati alla produzione culturale e le risorse straordinarie per Matera 2026. «Quei tre milioni di euro – ricordano – sono stati recuperati anche grazie a una pressione istituzionale che lo stesso sindaco Antonio Nicoletti aveva sollecitato, invitando anche l’opposizione a fare la propria parte». Oggi, aggiungono, «quelle stesse interlocuzioni diventano improvvisamente un tabù».I consiglieri contestano inoltre il collegamento improprio tra l’Ordine del giorno e le dinamiche legate all’elezione della Presidenza del Consiglio comunale. «È un ricatto politico infantile e inaccettabile», affermano, «che tiene in ostaggio la città per meri equilibri di
potere».Il passaggio giudicato più offensivo riguarda infine la definizione del sostegno pubblico alla cultura come “assistenza”. «Così si delegittima il lavoro di centinaia di professioniste e professionisti», denunciano, «riducendo anni di progettazione e occupazione a una forma di carità istituzionale». La presa di posizione è firmata dai consiglieri comunali di minoranza Luca Colucci, Roberto Suriano, Paolo Grieco, Domenico Schiavo, Saverio Tarasco, Marina Rizzi, Vincenzo Santochirico, Domenico Bennardi, Tommaso Perniola, Nunzia Antezza, Roberto Cifarelli, Angelo Lapolla, Angelo Rubino, Angelo Raffaele Cotugno e Adriana Violetto, che assicurano: «Continueremo a batterci affinché la cultura non venga umiliata, soprattutto nella nostra città».
MATERA. A seguito dei disagi segnalati dall’Asd Roller Matera e da altre associazioni sportive che utilizzano la tensostruttura di Via dei Sanniti, l’Amministrazione comunale di Matera è intervenuta per chiarire l’accaduto e le azioni avviate. La segnalazione di una rilevante perdita d’acqua è giunta nella mattinata di lunedì 26 gennaio e ha attivato immediatamente l’Assessorato allo Sport e gli uffici comunali competenti, che hanno disposto un sopralluogo tecnico del Settore Opere Pubbliche.Dalle verifiche è emersa la natura occulta della perdita, risultata complessa da individuare. Per questo motivo sono stati avviati saggi tecnici e richiesti preventivi a società specializzate. La diagnosi ha evidenziato un avanzato stato di corrosione delle tubazioni, dovuto alla mancanza di attività di monitoraggio negli anni passati, rendendo inadeguato un semplice intervento di riparazione.«Comprendiamo il disagio delle associazioni sportive e degli atleti – ha dichiarato l’assessore allo Sport Giuliano Paterino –ma è necessario intervenire in modo responsabile e definitivo». In attesa dell’affidamento dei lavori, gli uffici stanno valutando soluzioni tecniche alternative per consentire una parziale ripresa dell’utilizzo dell’impianto. L’obiettivo, ribadisce il Comune, è restituire alla città una struttura sicura ed efficiente a servizio dello sport locale.

Il progetto espositivo diffuso approda il 5 febbraio a Palazzo Ducale con una sezione su terra, lavoro e pane nel mondo rurale lucano
“Le dee del grano” fanno tappa al museo di Tricarico
TRICARICO. “Le dee del grano” arrivano a Tricarico il 5 febbraio alle ore 17 al Museo di Palazzo Ducale con la sezione «Terra, lavoro e pane. Forme dell’abitare nel mondo rurale». La nuova apertura si inserisce nel tempo del vuoto vegetativo, seguendo la scansione del ciclo del grano avviato il 20 dicembre 2025 con la semina e con le prime inaugurazioni nelle sedi di Matera, Metaponto, Policoro e Potenza.La mostra è concepita come un progetto corale e diffuso che mette in relazione musei e territori lucani secondo i ritmi della natura. Le aperture e le chiusure delle sedi si alternano seguendo i cicli vegetativi del grano, costruendo una narrazione condivisa che si sviluppa in parallelo su più luoghi. Il percorso è iniziato con sezioni
dedicate alle radici mitiche e simboliche del rapporto tra l’uomo e la terra, declinate nei diversi contesti territoriali della regione.La tappa di Tricarico approfondisce il tema dell’abitare rurale come esperienza totale, in cui la terra non è solo risorsa economica ma spazio vitale, intreccio di fatica, appartenenza e memoria. Gli attrezzi del lavoro raccontano un legame profondo tra uomo, animale e paesaggio, mentre l’ingresso nello spazio domestico rivela una cultura della parsimonia, scandita dai gesti quotidiani della trasformazione del cibo. Al centro emergono pane e vino, non semplici alimenti ma simboli di giustizia e condivisione, capaci di segnare il passaggio dalla dimensione privata a quella comunitaria dei forni e dei riti collettivi.Il

percorso approda infine alla dimensione del sacro, diffusa e quotidiana, fatta di ex voto, amuleti e immagini che testimoniano una religiosità arcaica, nata per proteggere la vita dall’incertezza. Questa visione unitaria tra materia e spirito trova una potente eco nelle cinquanta fotografie in bianco e nero di Luigi Spina, dedica-
te in particolare ai marchi del pane, i timbri in legno che per secoli hanno segnato l’identità delle famiglie materane. Nelle sue immagini, forme, superfici e volumi dialogano con il paesaggio, restituendo una memoria ancora viva.In coerenza con la filosofia del progetto, la visita alla mostra sarà accompagnata da un momento conviviale, pensato per celebrare attraverso una degustazione il valore del pane e del vino come segni di appartenenza culturale. Dopo Tricarico, il cammino dell’esposizione proseguirà verso Melfi nella stagione dei germogli, Grumento nel tempo della mietitura e il Museo Diocesano di Matera, che accompagnerà l’avvio di una nuova semina, chiudendo e riaprendo simbolicamente il ciclo del grano.


Dai borghi al mare, parchi e siti archeologici: i tour operator lucani protagonisti di un programma che racconta il territorio regionale
Sono undici gli educational e press tour finanziati dall’avviso pubblico promosso dall’Assessorato allo Sviluppo economico e dall’Apt e che verranno realizzati dai tour operator della Basilicata a cui l’avviso si rivolgeva.Gli undici tour compongono un programma di incontro-conoscenza del territorio che, a partire dal primo educational di questi giorni, si svilupperà fino al prossimo ottobre. Ai tour prenderanno parte agenzie di viaggio italiane, content creator, giornalisti e blogger internazionali, dirigenti scolastici, professionisti del turismo esperienziale, del lusso e del MICE, fino ai rappresentanti del Club Alpino Italiano.Gli itinerari, dedicati a differenti target, toccheranno diverse destinazioni turistiche della regione: Matera, il Parco Nazionale del Pollino, l’area del VultureMelfese, la Costa Ionica, Maratea e i borghi come Brienza, Sant’Angelo Le Fratte, Satriano di Lucania, Sasso di Castalda, fino al Metapontino con i siti archeologici della Magna Grecia.«Siamo contenti della varietà e della qualità delle proposte ricevute perché abbracciano quasi l’intero territorio regionale e si rivolgono a diversi segmenti turistici, a testimonianza della professionalità dei nostri t.o.» – dichiara il direttore generale dell’Apt, Margherita Sarli – «Ogni segmento ri-
chiede linguaggi, competenze e interlocutori diversi: è per questo che abbiamo scelto di affidare ai tour operator lucani il compito di costruire itinerari su misura, creando una rete qualificata. Il programma» – conclude – «sarà integrato naturalmente dalle iniziative dirette dell’agenzia e sarà seguito da noi per rafforzare virtuosismi e cogliere opportuni- tà».«È una misura opportuna e condivisa con gli operatori» – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo – «per far conoscere le bellezze paesaggistiche e culturali della nostra terra, grazie alla quale si creeranno ricadute positive sull’economia delle aree interessate, permettendo di mettere in circolo risorse fondamentali anche per i Comuni più marginali».Tra le iniziative già in calendario, oltre al «Basilicata Easy» in programma in questi giorni, «Lucania da vivere» di Marmo Melandro, dedicato al Pollino con cooking lesson e tradizioni popolari; «Basilicata anima autentica» di Martulli Srl, che porterà content creator internazionali tra borghi e Matera; «Nel Regno della Bramea» nell’area del Vulture; il «Grand Tour della Basilicata» dedicato al trekking; «Maratea Mice Discovery» per operatori congressuali; educational sul turismo scolastico legato alla Magna Grecia.



La rubrica di Cronache esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
Viviamo in un tempo curioso: siamo ossessionati da ciò che appariamo e sempre più distratti da ciò che siamo. Misuriamo il valore delle persone in base a come vengono percepite, non a come vivono davvero. Costruiamo identità come vetrine: curate, illuminate, spesso vuote. E intanto la coscienza, quella voce silenziosa che non chiede consenso, viene trattata come un optional, qualcosa da sistemare più avanti, quando “ci sarà tempo”. Il problema è che quel tempo non arriva mai.Ci preoccupiamo della reputazione come se fosse una moneta di scambio universale. Temiamo il giudizio altrui più della nostra incoerenza. Preferiamo essere approvati piuttosto che essere veri. E così, giorno dopo giorno, impariamo a tradirci con eleganza.La coscienza, invece, non fa sconti. Non applaude. Non concede scorciatoie. Non si impressiona. La coscienza sa. Sa quando diciamo sì per paura. Sa quando restiamo in silenzio per convenienza. Sa quando scegliamo ciò che conviene invece di ciò che è giusto. E soprattutto sa quando stiamo vivendo una vita che non ci somiglia più.La reputazione è rumorosa. La coscienza è discreta. Ma è la discrezione a durare.Oggi siamo educati a “gestire” l’immagine, non a coltivare il carattere. A difendere una posizione, non a migliorare una condi-

zione interiore. A spiegare tutto agli altri, tranne a noi stessi. Eppure la verità è semplice, quasi disarmante: non siamo ciò che gli altri raccontano di noi, ma ciò che facciamo quando nessuno guarda.C’è una grande illusione moderna: pensare che la felicità passi dall’approvazione. Ma l’approvazione è instabile: cambia umore, cambia pubblico, cambia algoritmo. La coscienza, invece, resta. Ti accompagna quando sei solo. Ti parla quando spegni tutto. Ti guarda negli occhi quando non puoi più distrarti. E no, non è sempre una voce gentile. A volte è scomoda. A volte ti mette davanti alle tue responsabilità senza alzare il tono. Ed è proprio per questo che fa paura.Perché ascoltare la coscienza significa assumersi il peso delle proprie scelte. Significa smettere di recitare. Significa riconoscere che il cambiamento non parte da fuori, ma da dentro. E che nessuno può farloal posto tuo.Ed è proprio qui che vale la pena fermarsi un istante. Ascoltare la coscienza non significa giudicarsi senza pietà, ma iniziare a prendersi cura di sé. Nessuno è in ritardo sulla propria vita. Nessuno è definitivamente sbagliato. Ogni scelta consapevole, anche piccola, è già un atto di cambiamento.Non serve avere tutto chiaro. Serve solo il coraggio di fare il prossimo passo nella direzione che senti vera. Anche imperfetto. Anche lento. Ma tuo.La crescita vera non è elegante. È spesso scomoda, lenta, invisibile. E soprattutto non fa notizia. Ma è

l’unica che trasforma davvero.Chi lavora sulla propria coscienza non diventa automaticamente migliore degli altri. Diventa però più responsabile di sé stesso. E questo cambia tutto. Cambia il modo di parlare. Di scegliere. Di stare nelle relazioni. Di affrontare i conflitti. Di guardarsi allo specchio senza abbassare gli occhi.Perché quando inizi a mettere al centro la coscienza, succede una cosa semplice e potente: il giudizio degli altri perde forza. Non perché non faccia più male, ma perché smette di comandare. E allora puoi permetterti di essere meno perfetto e più autentico. Meno allineato e più coerente. Meno applaudito e più in pace.Forse è questo il punto che continuiamo a rimandare: non serve cambiare il mondo per stare meglio. Serve iniziare a non mentire più a sé stessi. Senza eroismi. Senza maschere nuove. Con la pazienza di chi sa che ogni causa produce un effetto.Il resto, reputazione compresa, si sistema da solo. O non si sistema affatto. Ma, finalmente, non è più il problema principale.E tu, oggi, stai vivendo per essere approvato o per essere vero?


Selleri ed Erradi tornano a disposizione. Out per Murano e Ghisolfi. Nel Picerno tre giornate di stop per Kanoute
POTENZA.Messa in cassaforte la finale di Coppa Italia regionale, il pallone adesso si trasferisce al “Curcio” di Picerno dove Felippe e soci domenica pomeriggio alle 17:30 incontreranno in campionato i “cugini” di Picerno. Questa volta, la carovana del presidente Macchia non dovranno fare troppi chilometri per giocare una gara in trasferta di campionato. Per l’esattezza la ventiquattresima. Difatti, anche se a pochissimi chilometri dal “Viviani” sarà una trasferta vera e propria, una di quelle che in questa stagione hanno fatto scendere e non poco il rating dei risultati per il club di viale Marconi. Tanto per non andare lontano ricordiamo solo le due ultime, quella di Cerignola dove il Potenza è uscito dal Monterisi con quattro pive nel sacco e quella di Cosenza dove le reti subite sono state due. Insomma, un’andamento che il Potenza si porta avanti ormai da due campionati e che forse sarebbe l’ora di invertire la rotta. Ad iniziare proprio da domenica pomeriggio al “Curcio” e da un Picerno. Certo non sarà cosa facile perché dopo la semifinale di Coppa Italia regionale la stanchezza è tanta. Giocare 120’ non è cosa semplice, per di più l’infermeria mentre sembrava essersi svotata, ora si è nuovamente riempita di altre due pedine importanti: A Petrungaro si sono aggiunti Murano (problema alla spalla) e Ghisolfi (un possibile stiramento). Anche se la rosa rosso-blù è lunga e qualche buona notizia ogni tanto pure arriva. Selleri ed Erradi tornano a disposizione. Inoltre, il diesse Di Bari sembra aver regalato a De Giorgio l’ex difensore del Trapani Niko Kirwan che

andrà a sostituire Novella sulla corsia di destra. Il calciatore neozelandese si legherà alla società di patron Macchia con un contratto fino a giugno 2028. Poi, c’è la questione Camigliano. Il giocatore che a dire il vero non ha demeritato in questa prima parte di stagione avrebbe chiesto la cessione. Una scelta quest’ultima dettata principalmente dalla volontà di trovare maggiore continuità e minutaggio in questa seconda parte di stagione. L’arrivo di Giuseppe Loiacono, rinforzo di esperienza per il reparto arretrato, e il rinnovo triennale di Raul Alessandro Bura rischiano infatti di ridurre ulteriormente lo spazio a disposizione del centrale classe '94. Questi gli aspetti societari. Per ritornare al “derby lucano” di domani sera saranno 639 i biglietti a disposizione dei tifosi del Potenza. Immaginiamo tutti già venduti.
QUI PICERNO
Diversamente dal passato glorioso e pieno di soddisfazioni, quest’anno la squadra del presidente ame-
ricano Donato Curcio ha disputato una prima parte di campionato piuttosto negativa. Ultimo posto in classifica con il diesse Greco pronto ad assumersi tutte le responsabilità ed a rimboccarsi le maniche pur di raddrizzare il tiro e salvare la categoria. In questo mese di mercato nel piccolo centro del Melandro c’è stato un via via di giocatori. Sono arrivati fin ora il portiere Richard Marconi, Del Fabro, Rillo, Guadagni, Franco , Bassoli e Kanoute. Come pure sono tantissimi i giocatori che in qualche modo hanno rescisso il contratto ed hanno preferito altri lidi. Ad iniziare da Cortese, Ragone Petito , Energe , Graziani , Perri e per finire a Veltri. Ma la “rivoluzione” Greco non finisce qui perché a pochi giorni dalla chiusura del mercato di riparazione altri elementi sembrano essere pronti per la partenza. Fra tutti Santaniello e Santarcangelo. In uscita anche Granata, Vimercati e Marino e valutazioni in corso ci sono anche su Bocic che non ha confermato le atte-

se avute nei suoi confronti con sole 13 presenze e un gol messo a segno. Sul taquino di Greco ci sarebbero in entrata i nomi di Vazquez del Trapani, Santini del Sorrento, ed Ekuban del Latina. Insomma, un antirivieni di giocatori che dovranno sposare la “filosofia” di Greco: “arrivare a Picerno e dare tutto per salvare la categoria”. Intanto sotto il profilo della presenza nel derby contro il Potenza, domani sera non ci sarà Mamadou Kanoute appiedato dal giudice sportivo per tre giornate. E in questa giostra di giocatori in entrata ed in partenza diventa difficile ipotizzare la formazione che mr. Bertotto schiererà in campo contro i “leoni” del Potenza. Infine, diamo notizia della direzione arbitrale affidata ad un fischietto pugliese. Si tratta di Dario Acquafredda di Molfetta coadiuvato da Giovanni Celestino di Reggio Calabria e Andrea Galluzzo di Locri. Quarto ufficiale Leonardo Mastrodomenico di Matera. Al monitor FVS Steven La Regina di Battipaglia.
A Potenza il lancio del nuovo progetto dedicato alle discipline meno visibili: storie, sacrifici e risultati degli atleti del territorio
Il prossimo mercoledì 4 febbraio, a partire dalle ore 10.00, nella sede di Casa BCC Basilicata in via del Gallitello a Potenza, il Comitato Orienta Sport presenterà ufficialmente il suo nuovo progetto, «Press Corner. Viaggio nel mondo dello sport locale».Raccogliere le voci dei protagonisti di sport diversi e non convenzionali, attraversarne i risultati, i sacrifici e i successi, comprenderne le difficoltà e gli ostacoli: questi gli obiettivi dell’idea progettuale di Orienta Sport e della referente, la giornalista Virginia Cortese.Quest’ultima ha sottolineato: «Press Corner, in perfetta continuità con i
processi culturali, pedagogici, sportivi e sociali già avviati dal Comitato Orienta Sport, è idealmente un percorso analitico nelle discipline i cui risultati solitamente non riempiono le colonne dei giornali, ma che hanno un portato di esperienze umane, professionali e quindi sportive che non poteva non essere esplorato. Ne è emerso un quadro di grandissimo interesse, primo nel suo genere, che vorremmo continuare a percorrere nel tentativo di ricostruire una narrazione reale e inedita del mondo dello sport locale».Tutti i dettagli del format verranno proposti nel corso dell’iniziativa.

