Cronache del 26 gennaio 2026

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PERCHÉ APRIRE LA “ENRICO MATTEI” NON È UN SOGNO, MA UNA SCELTA DI RESPONSABILITÀ

La pista che può cambiare il destino della regione

La Basilicata è ferma mentre il mondo accelera

Gli ex vertici dell'azienda materana davanti al giudice Onorati il 10 Marzo

Caso Cristallo, Ater sott’accusa

Avrebbero perseguitato chi denunciò il sistema “allattamento”

OROGOGLIO LUCANO

Il dottore De Bonis al San Raffaele di Milano

C’è una Basilicata che incide, cura e scala le vette della medicina in Italia. È la Basilicata dei talenti che portano nel Dna la tempra della propria terra e la trasformano in eccellenza scientifica. L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, esprime il suo più vivo compiacimento per lo straordinario percorso professionale del professor Michele De Bonis, luminare(...)

■ continua a pag 11 Cronache del 22 luglio 2022 Dellapenna a pag 7

IL MANCAMENTO DEL PD

Non perché come il beato Angelico Chiorazzo spertichiamo lodi a quella buon’anima di Andreotti, vista peraltro la sua collusione con la mafia accertata fino al 1980 dalla Cassazione con sentenza definitiva, ma bisogna riconoscergli che quel suo “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina” è davvero un capolavoro d’ermeneutica democristiana con cui si lasciano sfilare gli enigmi intricati e segreti anche della nostra piccola politica regionale. Ora lasciamo stare il socialismo d’astensione alla Bochicchio maniera e pure la sceneggiata scusologica di Sinistra Italiana, anche questa altrettanto surreale e fantasiosa, manon ci pare possibile che la congiuntura statistica sia tanto capestra da contemperare l’assenza congiunta dei dem Lacorazza, Cifarelli e Marrese proprio nella seduta del vitalizio day con cui la povera Basilicata grazie ai suoi indomiti consiglieri è salita, si fa per dire, agli onori della cronaca scandalistica d’Italia. Così pare un gioco al ribasso e tutto intriso di tragica comicità se il commissario che s’appella Manca ricompaia sulla scena indignato dalla norma vitalizia, ma non dall’improvviso mancamento del suo PD. Canta Famasound: “Non sembra vero, ma mi è venuto un mancamentooo…”

RefeRendUM GIUSTIZIA A Matera snocciolati i temi cruciali su un voto che impatta sul futuro del sistema giudiziario

consapevolezza per scegliere»

Un momento dell’incontro Calabrese alle pag 2 e 3

Dopo

Baragiano Scalo, furto anche nella tabaccheria di via Ciccotti

CRISI IDRICA

Sui lavori alle dighe, Araneo e Verri (M5S) denunciano ritardi e chiedono Commissione di verifica sui dati e gli interventi

■ Servizio a pag 5

GARANTE DISABILITÀ

A Cronache, Marika Padula racconta le tante iniziative messe in campo per «migliorare i servizi e il sostegno alle persone con disabilità»

■ Menonna a pag 11

VIABILITÀ

Il consigliere provinciale di opposizione Restaino contro Giordano: «Basta, servono interventi urgenti sulla Sp 6»

■ Servizio a pag 15

POLICORO

Terza edizione del Premio Buccolo: riconoscimento a 3 giovani talenti che portano lustro alla città

■ Maida a pag 20

Servizio a pag 14
Quaratino a pag 9

A Matera il “si” e il “no”a confronto: «Serve consapevolezza per scegliere»

“Referendum sulla giustizia 2026. Le ragioni del Sì e del No a confronto”. È stato questo il tema del confronto pubblico promosso nella giornata di sabato da Confindustria Basilicata, con il patrocinio degli Ordini degli Avvocati di Potenza e Matera. Un incontro che in modo puntuale, attraverso esperti autorevoli e cultori della materia, ha snocciolato le ragioni di un tema che porterà gli italiani ad esprimere la propria preferenza in merito al referendum popolare confermativo sulla Riforma della Giustizia, il 22 e 23 marzo.

BARDI: «QUESTA È LA TERRA CHE HA DATO I NATALI A GIGANTI DEL DIRITTO»

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali del Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e del Presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma.

«Non è un caso che questo dibattito si svolga qui

– ha asserito Bardi- Questa è la terra che ha dato i natali a giganti del diritto come Mario Pagano, che ci ha insegnato il valore delle garanzie costituzionali. Impossibile dimenticare Emanuele Gianturco che ha saputo coniugare la dottrina giuridica con l'impegno dello Stato. La nostra regione possiede nel suo DNA una cultura giuridica profonda che oggi ci impone di guardare a questo referendum con la serietà e il rigore che la storia ci richiede».

La riforma, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025, modifica gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione.

Si è trattato dunque di un momento importante che ha offerto una informazione oggettiva e scevra da condizionamenti ideologici.

SOMMA: «BISOGNA SOTTRARRE UN TEMA COSÌ IMPORTANTE A

STRUMENTALIZZA-

ZIONE ANCHE POLITICA DI PARTE»

Per il Presidente di Confindustria Basilicata Somma, «bisogna sottrarre un tema così importante, quale la riforma della giustizia, alle opposte tifoserie, a qualche strumentalizzazione anche politica di parte. E credo che invece bisogna, almeno dal nostro punto di vista, siamo cittadini e poi imprenditori -ha sottolineato Somma- rispondere a delle domande semplici e essenziali. Questa è una riforma che renderà la giustizia più equilibrata e più giusta? È una riforma che renderà più rapidi i processi e quindi più effi- cienti? È una riforma che costruirà quel sentimento di fiducia fondamentale tra le istituzioni e i cittadini? Riteniamo – conclude Somma- che comunque non debba essere vista con timore, ma vada letta e studiata. Ripeto, la coscienza deve essere guidata dalla consapevolezza, ovvero se questa riforma darà o meno la risposta ai quesiti». Efficienza, garanzie per i

cittadini, tempi dei processi e problemi concreti della giustizia sono stati perno del dibattito. D’ALEMA:  «LA BASILICATA VIVE UN TESSUTO IMPRENDITORIALE

DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE SOFFRONO I TEMPI

LUNGHI DELLA GIUSTIZIA»

Ad introdurre i relatori della tavola rotonda il Vice Presidente Francesco D’Alema, il quale ha verbalmente scattato «una fotografia su quello che è lo stato dell'arte della giustizia in Italia, in particolar modo in Basilicata. Il nostro punto di vista sulla riforma mira a migliorare i tempi della giustizia, ad avere una riforma in grado di poter dare giustizia al nostro Paese, alle nostre imprese. Ricordiamo che dove c'è una buona giustizia c'è sicuramente un vantaggio competitivo da poter acquisire per le nostre imprese».

«Pertanto – si avvia a concludere D’Alema- su questo come Associazioni abbiamo sempre detto che lasciamo liberi i nostri as-

sociati, sulla riforma in particolar modo. Quello che ci interessa è se la riforma davvero incida su quello che è il modello della giustizia italiana, in particolar modo della Basilicata che vive di un tessuto imprenditoriale di piccole e medie imprese, le quali soffrono i tempi della giustizia molto lunghi, per esempio sulla giustizia penale e civile. Ovviamente questi sono i temi che ci interessano e questo è il nostro punto di vista».

BASENTINI:  «OCCASIONE PER METTERE NELLE CONDIZIONI DI ESPRIMERE UNA PREFERENZA IN MANIERA DEL TUTTO INFORMATA» A moderare le diverse posizioni del dibattito, il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Potenza, Francesco Basentini, per il quale «c'è il bisogno di dare informazione innanzitutto perché di qui a qualche settimana siamo tutti chiamati a esprimere una preferenza sul Sì e il No. Quello che si sente in televisione o sulle piattaforme, in realtà è un contrasto abbastanza disorientante di opinioni e idee, per cui il comitato organizzatore ha pensato di creare questa occasione per informare e mettere nelle condizioni di esprimere una preferenza per il Sì o per il No in maniera del tutto informata».

Entrando nel vivo dell’incontro, per il “No” sono intervenuti il Procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi e il Procuratore della Repubblica di Matera, Alessio Coccioli.

DI E M A N UE LA C A LA BR ES E
Somma e Bardi e alcuni momenti del confronto pubblico

ROSSI: «PER I CITTADINI E PER LA LORO DIFESA OCCORRE AVERE UN GIUDICE INDIPENDENTE»

«Il cuore di questa riforma per il quale andremo a votare al referendum -dove non c'è quorum e quindi è importante che tutti vadano a votare- è l'introduzione all'interno del Consiglio Superiore del sorteggio per i Magistrati -spiega Rossi- E cosa vuol dire questo in concreto? Un cittadino che si trova di fronte a un Giudice ha bisogno che questi sia indipendente, sia autonomo. Se l'Organo, cioè l'Ente che deve difenderlo, che è il Consiglio Superiore della Magistratura, vede i Magistrati che sono al loro interno, non eletti e quindi rappresentativi, ma sorteggiati, al contrario di quelli eletti della politica, sarà sicuramente meno forte. E quindi questo è il motivo fondamentale per cui noi diciamo che per i cittadini e per la difesa dei cittadini occorre avere un Giudice indipendente. Per tali ragioni diciamo di votare “no”».

COCCIOLI: «LO STATO RIPRISTINA UN VULNUS ALLA SOCIETÀ, ALLA CONVIVENZA CIVILE DEI CITTADINI»

«Abbiamo un sistema unico, un sistema che garantisce che PM e Giudici siano entrambi Giudici, ma anche il PM è garante della Costituzione, garante dei diritti di tutti, che abbia una sua autonomia e sia soggetto soltanto alla Legge -asserisce Coccioli- Questo sistema va preservato perché è una garanzia per i cittadini, assolutamente per tutti i cittadini che devono vedere sempre lo Stato, sia nel Magistrato del Pubblico Ministero che nel Magistrato giudicante. Lo Stato che garantisce i diritti e che interviene con il PM requirente e poi con il Giudice eventualmente,

che può assolvere o condannare, ripristina un vulnus alla società, alla convivenza civile dei cittadini. Questo è fondamentale».

A sostegno del “Sì”, invece, gli Avvocati penalisti Giuseppe Valentino e Leonardo Pace. VALENTINO:

«MI MERAVIGLIA

CHE CI SIANO LE RAGIONI DEL “NO”, L'ATTUAZIONE DI UN PRINCIPIO

COSTITUZIONALE È OBBLIGO DEL LEGISLATORE»

«Le ragioni del “Sì” dal mio punto di vista sono quelle previste dall'Articolo 111 della Costituzione, che dice quale debba essere il compito delle parti nel processo e quale debba essere il compito

del Giudice».

«C'è un livello di pariteticità fra le parti processuali e poi il Giudice deve essere terzo. Terzietà -rimarca Valentino- non è un'espressione priva di contenuti, è una espressione formale. Terzo rispetto agli altri due, quindi appartenere a un'altra corporazione. Questa Legge esegue praticamente un principio costituzionale. Dà vita a un principio costituzionale che noi facemmo in epoca lontana, nel 1998. E poi ci sono state tutta una serie di norme, anche la Costituzione si è uniformata a questi principi. Mi meraviglia che ci siano le ragioni del “No”, perché l'attuazione di un principio costituzionale è obbligo del Legislatore. Il Legislatore l'ha

fatto anche un po' in ritardo. Questa è la cosa che andrebbe sottolineata».

PACE: «QUESTA RIFORMA

PROBABILMENTE

DARÀ ANCHE AL CITTADINO MAGGIORE PERCEZIONE DI SENTIRSI

PIÙ GARANTITO»

«La riforma di cui ci occupiamo oggi nasce probabilmente sotto un auspicio non corretto -asserisce Pace- che è quello di una lotta di potere tra la magistratura che rivendica la sua autonomia e la politica che cerca di mettere le mani sulla magistratura. A noi sembra invece che la separazione delle carriere abbia un altro obiettivo: quello di mettere al centro il Giudice, di cercare di dare più forza alla sua autonomia,

all'equidistanza rispetto alle parti e le parti davanti al Giudice. Non viene compromessa la libertà di iniziativa penale del Pubblico Ministero che conserva la sua autonomia e si cerca di dare più forza alle garanzie e alla tutela dei diritti e anche di libertà del cittadino indagato nel processo penale». «In sostanza crediamo per chi vota Sì -conclude il penalista- che questa riforma abbia un obiettivo nobile e cerca di dare più forza a questi valori. Tra l'altro la giustizia, sappiamo, deve anche apparire giusta oltre che esserlo e questa riforma probabilmente darà anche al cittadino maggiore percezione di sentirsi più garantito quando il Giudice è separato dal Pubblico Ministero nell'esercizio dei suoi diritti».

Alcuni momenti del confronto pubblico

LUNEDÌ

ANTE MANI IN CUCINA

Le consigliere regionali denunciano ritardi e annunci disattesi e chiedono Commissione di verifica su dati, lavori e capacità reale degli invasi

Araneo e Verri (M5S) sulle dighe: «Crisi idrica tutt’altro che finita»

POTENZA. La crisi idrica in Basilicata non può essere archiviata come un’emergenza superata dalle piogge recenti. A sostenerlo sono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, che hanno depositato una richiesta di Commissione consiliare per fare chiarezza sullo stato di avanzamento dei lavori e sulla reale funzionalità delle principali infrastrutture idriche lucane. «Continuare a raccontare una crisi risolta – spiegano – non corrisponde alla realtà dei fatti e rischia di essere fuorviante per cittadini, agricoltori e territori più esposti».Secondo Araneo e Verri, quella lucana è una crisi strutturale, «figlia di anni di ritardi, promesse mancate e assenza di pianificazione», che si riflette oggi sulle grandi dighe regionali. L’attenzione è rivolta in particolare a Monte Cotugno, Marsico Nuovo e Rendina, infrastrutture sulle quali negli ultimi mesi si sono susseguiti annunci di fondi e programmi senza però un corredo di cronoprogrammi certi, date di conclusione e dati chiari sull’effettiva quantità di acqua invasabile e utilizzabile.Sulla diga di Monte Cotugno, ricordano le consigliere, i lavori procedo-

no da anni senza che si riesca a recuperare in modo significativo la capacità di invaso. Per Marsico Nuovo, invece, «è stata disattesa la promessa del presidente Bardi di completare gli interventi entro novembre 2025», con il rischio concreto che l’Alta Val d’Agri affronti anche il 2026 senza una soluzione strutturale. Ancora più incerta appare la situazione della diga del Rendina, dove «a fronte di risorse annunciate da tempo, manca un quadro pubblico chiaro sull’avvio dei cantieri e sullo stato reale degli interventi».Da qui la richiesta di audizione in terza Commissione dell’as-

sessore Pepe, chiamato a riferire «quali lavori siano stati avviati e conclusi, quali risorse impegnate e realmente spese, quali criticità stiano rallentando gli interventi, qual è oggi la capacità di invaso disponibile e quale il cronoprogramma per l’ultimazione».«L’acqua non può essere oggetto di narrazione ottimistica – concludono Araneo e Verri – ma una risorsa strategica che richiede programmazione, manutenzione e assunzione di responsabilità. Chiediamo al governo regionale di uscire dalla logica degli annunci e confrontarsi finalmente con dati, tempi e realtà dei territori».

L’ASD SENTIERI: «SARANNO MOTORE DI CRESCITA»

«Legge sui cammini d’Italia opportunità per Basilicata»

POTENZA. Il 22 gennaio 2026 segna una data storica per l’Italia con l’approvazione all’unanimità della Legge sui Cammini d’Italia. Un provvedimento che riconosce ai cammini un ruolo centrale, trasformandoli da semplici percorsi a vera e propria infrastruttura strategica nazionale, capace di promuovere il turismo lento e sostenere la rinascita dei piccoli borghi.La legge istituisce una Rete nazionale dei cammini attraverso un catalogo ufficiale presso il Ministero del Turismo, che garantirà standard di sicurezza e una segnaletica uniforme sull’intero territorio. Un passaggio decisivo per migliorare l’esperienza dei camminatori e rafforzare il turismo sostenibile. Centrale anche il recupero e il riuso di immobili pubblici dismessi, come case cantoniere, stazioni ferroviarie e scuole chiuse, destinati a diventare ostelli e punti di sosta per i viandanti, valorizzando il patrimonio esistente e ampliando i servizi.Particolare attenzione è riservata alle aree interne, con fondi specifici per la valorizzazione dei borghi, il contrasto allo spopolamento e la creazione di nuove opportunità occupazionali legate all’accoglienza. «L’approvazione di questa legge rappresenta un passo decisivo verso un modello di turismo più responsabile e sostenibile», sottolinea Michele Miglionico, presidente dell’Asd Sentieri, auspicando che il provvedimento favorisca una nuova stagione di cura e riconoscimento dei cammini, «rendendoli un vero motore di crescita anche per la Basilicata».

Il segretario generale lucano Colucci attacca il Consorzio: «Chiede fondi senza trasparenza, irrisolti controlli, salari e diritti»

Trasporto pubblico lucano, la Fit Cisl accusa Cotrab

POTENZA. La Fit Cisl Basilicata torna a puntare il dito contro il Cotrab e la gestione del trasporto pubblico locale in regione. In una dura presa di posizione, il segretario generale Sebastiano Colucci denuncia l’ennesima richiesta di risorse avanzata dal Consorzio alla Regione Basilicata, giudicata come un tentativo di «scaricare sulle istituzioni e sull’intera collettività lucana le conseguenze di anni di scelte sbagliate, assenza di controlli e gestione opaca», mentre diverse imprese consorziate continuerebbero a non rispettare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di categoria i comunicato Stampa 4 febbraio ….Secondo Colucci, il Cotrab giustifica la richiesta di ulteriori fondi facendo riferimento a presunti mancati introiti da traffico, sostenendo che tra il

2018 e il 2025 gli incassi, al netto dell’Iva, sarebbero diminuiti di circa il 27 per cento, passando da oltre 9 milioni di euro a poco più di 6,6 milioni, con un coefficiente di esercizio fermo a un inaccettabile 10 per cento, ben distante dal 35 per cento previsto. «Il Consorzio – afferma – eviti però di raccontare verità parziali».Per il sindacato, infatti, il calo degli incassi non può essere attribuito esclusivamente a una minore affluenza dell’utenza, ma va letto anche come conseguenza diretta dei mancati controlli sistematici sui titoli di viaggio, dell’assenza di verificatori e della tolleranza verso l’evasione tariffaria. Una situazione che, invece di essere affrontata strutturalmente, avrebbe prodotto scelte giudicate «inermi e ingiuste», come il licenziamento di lavoratori dichiarati

inidonei. «Ancora una volta – sottolinea Colucci – a pagare sono i lavoratori del trasporto pubblico locale e i cittadini lucani».La Fit Cisl ricorda inoltre come da anni il Cotrab benefici del lavoro quotidiano degli addetti del settore, mentre l’integrativo regionale dei lavoratori resta bloccato da decenni, nonostante le richieste avanzate unitariamente da Fit Cisl, Filt

Cgil e Uilt Uil di Basilicata. Una condizione definita «ormai intollerabile».Da qui l’appello alla Regione Basilicata, chiamata a interrompere il sostegno a un sistema privo di adeguate garanzie. «Non si può continuare a finanziare senza pretendere trasparenza, controlli e rispetto delle regole», ribadisce il sindacato, chiedendo verifiche puntuali sulle linee effettivamente svolte, su quelle non effettuate, su quelle che viaggiano vuote e sull’organizzazione complessiva del servizio.«Basta scaricare il peso di una cattiva gestione sui lavoratori – conclude Colucci –. Le risorse pubbliche devono servire a migliorare il servizio e a garantire salari dignitosi. Il salario, la dignità e i diritti dei lavoratori del trasporto pubblico locale devono tornare al centro delle scelte».

Caso Cristallo, Ater sott’accusa

Avrebbero perseguitato chi denunciò il sistema “allattamento”

ALLATTAMENTO Dopo il Comune di Matera, la fissa fatale dell’ex Dirigente per l’Ente per l’edilizia residenziale

Ater,

Il Gip che ha vagliato

l’inchiesta della Procura di Matera su incarichi e appalti pilotati, ha ravvisato per l’ex Dirigente dell’Ufficio comunale Opere Pubbliche, Francesco Paolo Gravina, un concreto rischio di inquinamento probatorio soprattutto, ma non solo, per via delle emergenze investigative relative alla vicenda Ater, dove lui, che era stato nominato, nel 2017, Direttore, «anche dopo aver cessato le funzioni ha cercato di influire sui successivi dirigenti per far salve le sue determinazioni».

Dato, per il Gip, che, in riferimento al Comune di Matera, «rende assai probabile che pur se andato

delle dipendenti favorite che sperava che riuscissero a fare un periodo minimo all’Ater in vista di futuri benefici». Le “gole profonde” dell’Ater, hanno raccontato agli inquirenti come avesse «continuato a “manovrare” il personale», anche, ma non solo, allo scopo di far ottenere l’incarico a tempo indeterminato in particolar modo a 2 dipendenti: quella che chiamava «la bionda», Vincenza Ferrara, e Perrone, con la quale, dato lo «stretto rapporto di amicizia», si «confidava e nel contempo raccoglieva notizie sulle questioni dell’Ater, pur se egli ne era ormai fuori». Secondo il teorema accu-

denunciato nel 2018. A Cristallo, Gravina contestava la mancanza del «rispetto gerarchico»: «Stai molto attento... questa cosa ti costerà caro». Prima, da Gravina, «pur incompetente funzionalmente a emanarli», vari addebiti disciplinari e poi, ad agosto del 2018, per l’accusa non casualmente, in danno di Cristallo la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione per 15 giorni. Causa vinta, però, da Cristallo dinanzi al Giudice del Lavoro di Matera. Per Gravina, fatale l’atto sulla programmazione del fabbisogno del personale per il triennio 2018-2020. «priva di nuova relazione

economica C4 a quella C5». Gravina fallì, per «il rifiuto opposto da Cristallo». Ci provò Gravina a “agevolare” l’amica, adottando «autonomamente» l’atto

delle prove scritte con preavviso di 13 giorni, anziché 15, e senza che nemmeno fosse pubblicata la data sul portale istituzionale. La procedura concorsuale

L’edizione di Cronache del 23 luglio 2022

Si terrà il 10 Marzo davanti al giudice Angelo Onorati l‘udienza preliminare a carico di Pasquale Lionetti e Angela Continisio.

I due, nelle rispettive qualità di amministratore unico dell'Azienda per l'edilizia residenziale di Matera e di direttore della medesima azienda, sono accusati di aver posto in atto condotte ritorsive e moleste nei confronti di Massimo Cristallo, funzionario ATER nonché segretario generale della CGIL Funzione Pubblica di Matera.

La Procura della Repubblica di Matera, tra gli atti a sostegno della propria tesi accusatoria mette an-

che gli elementi del procedimento “allattamento” che colpì i vertici dell'ATER di Matera.

UNA CONDOTTA PERSECUTIVA

La vicenda prende le mosse nel maggio del 2022. In quel periodo Cristallo otteneva dal Lionetti un nuovo incarico con una riduzione delle precedenti competenze e la contestuale riduzione della retribuzione connessa all’incarico da euro 12.500,00 ad euro 7.851,90. Successivamente il 29.06.2023 veniva attivato un procedimento interno da parte del Responsabile Anticorruzione dell’Ater a carico del Cristallo nel quale si chiedeva allo stesso di rimuovere l’in-

compatibilità tra l’incarico di Responsabile della posizione organizzativa nell’unità operativa “Personale” dell’Ater e la carica di Segretario Generale Fp-Cgil della provincia materana, in virtù dell’art. 15 c.1 d.lgs. 39/2013. In pratica l'ATER chiedeva a Cristallo di rinunciare ai suoi incarichi sindacali per continuare a svolgere la sua attività e conservare la posizione organizzativa.

La norma indicata dall'ATER per sollevare l'incompatibilità, però, non era applicabile al caso concreto. L'incompatibilità con le cariche sindacali, infatti, riguarda solo i dirigenti delle amministrazioni dello Stato, casistica che non riguardava

né soggettivamente il Cristallo (che non ricopriva incarichi dirigenziali) né l'ATER (che non è un'amministrazione dello Stato). Non a caso, nel chiedere un parere sulla vicenda alla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento della funzione pubblica, Lionetti descriveva Cristallo quale dirigente con il probabile tentativo di ottenere un parere favorevole ad una decisione già assunta. Successivamente, con deliberazione n. 86 del 25.09.2023, a firma Guida, si procedeva alla sospensione dell’efficacia della deliberazione n. 33 del 17.04.2023, che riconosceva al Cristallo, in distacco sindacale al 50%, il trattamento economico complessivo delle competenze fisse e variabili di cui all’Art. 47 del CCNL 14.09.2020 e succ, mod., sospendendo retroattivamente dal 01.09.2023 il pagamento della retribuzione di posizione, che già nel maggio 2022 gli era stata ridotta. Infine, adottando la deliberazione del 29.12.2023, a firma Guida, su proposta e parere di Lionetti, si procedeva alla soppressione della posizione organizzativa del Personale, che all’epoca era assegnata al Cristallo.

INDAGINE

ALLATTAMENTO

Per comprendere la genesi del rapporto conflittuale tra Cristallo e i vertici dell'Ater di Matera è ne-

cessario ripercorrere gli elementi che hanno fatto scaturire l'indagine chiamata “allattamento” e ricostruire il ruolo dello stesso Cristallo come granello di sabbia nell'ingranaggio della macchina costruita dai manager dell'azienda materana. Il processo “allattamento” riguarda, infatti, tra le altre cose ipotesi di favoritismi e di appalti pilotati gestiti da Francesco Paolo Gravina che nel 2017, su indicazione del segretario del PD Muscaridola, era stato nominato Direttore dell'ATER continuando ad esercitare, secondo la prospettazione accusatoria, un ruolo di dominio sull'ente anche dopo la fine del suo mandato e l'attribuzione dell'incarico alla Guida. In quello che era, secondo l'accusa, il progetto di favoritismi Gravina trovò un ostacolo insormontabile proprio nella ferma determinazione di Cristallo che, all'epoca dei fatti era proprio il responsabile dell’ufficio “risorse umane” e che, dopo una serie di scontri, lo denunciò segnalando, tra le altre cose, che il bando di concorso per un dirigente a tempo pieno e indeterminato per l'ufficio tecnico fosse cucito addosso al Lionetti. Da qui, secondo l'accusa, le ritorsioni effettuate nei confronti dello stesso Cristallo per le quali oggi sono rinviati a giudizio lo stesso Lionetti insieme alla Continisio.

DI
Gravina

LA RIFLESSIONE Perché aprire la “Enrico Mattei” non è un sogno, ma una scelta di responsabilità

La pista che può cambiare il destino della Basilicata

DI D INO Q UARATINO

Ci sono territori che restano

indietro non perché manchino di risorse, intelligenze o bellezza, ma perché restano intrappolati nell’attesa.

Attesa di un finanziamento, di una decisione, di un via libera che sembra sempre vicino e invece non arriva mai.

La Basilicata, da troppo tempo, vive anche di questo: di un futuro annunciato e continuamente rinviato. In un Paese che parla ossessivamente di connessioni, competitività, attrattività turistica e sviluppo sostenibile, esiste ancora una regione intera priva di un aeroporto operativo. Non per scelta ideologica, non per vincoli geografici insormontabili, ma per una lunga sequenza di indecisioni.

La pista “Enrico Mattei” di Pisticci è il simbolo più evidente di questa contraddizione: un’infrastruttura reale, già esistente, che potrebbe cambiare il destino di un territorio e che invece resta incompiuta, sottoutilizzata, quasi sospesa nel tempo.

LA PISTA MATTEI:

CIÒ CHE C’È E CIÒ

CHE POTREBBE ESSERE

La pista Mattei non è una suggestione futuristica né un progetto sulla carta. Esiste, è lì, nel cuore della fascia jonica lucana. Dispone di una torre di controllo, di hangar, di un’aerostazione.

Non è un campo improvvisato, ma una struttura che ha già superato molte delle soglie infrastrutturali necessarie per un salto di qualità.

Eppure oggi è confinata a un ruolo marginale: un’aviosuperficie su cui possono atterrare solo piccoli aeromobili, con pochi posti, servizi discontinui e una fruizione episodica. Un utilizzo che non risponde né alle esigenze del territorio né alle potenzialità dell’opera. È come avere una porta già montata e decidere di non aprirla mai del tutto. Trasformarla in aeroporto di aviazione generale non

significa inseguire un’utopia, ma completare un processo logico. Significa dare funzione a ciò che già esiste, rendere produttivo un investimento pubblico, restituire senso a una infrastruttura che oggi è ferma a metà del guado.

UNA POSIZIONE CHE

PARLA DA SOLA

Chi continua a liquidare la pista Mattei come un capriccio locale ignora, o finge di ignorare, un dato fondamentale: la sua collocazione geografica. Pisticci dista poco più di quaranta chilometri da Matera, meno di novanta da Potenza, settantasette da Taranto, circa ottanta da Trebisacce e un centinaio da Sibari.

Non è un punto periferico, ma un nodo potenziale al centro di un’area interregionale vasta. Questo significa una cosa molto semplice: la pista Mattei non servirebbe solo la Basilicata, ma anche ampie porzioni delle aree joniche di Puglia e Calabria.

Un bacino di oltre un milione di persone, che oggi si muovono con difficoltà, tra strade lente, collegamenti ferroviari insufficienti e aeroporti lontani. In un’epoca in cui si parla di reti e sistemi territoriali, ignorare questa evidenza equivale a rinunciare consapevolmente a una leva di sviluppo.

TURISMO, AGRICOLTURA, IMPRESA: UN MOLTIPLICATORE DI OPPORTUNITÀ

Un aeroporto non è solo un luogo di arrivi e par- tenze. È un moltiplicatore economico. È un acceleratore di relazioni. È una porta che si apre verso l’esterno. Per una regione come la Basilicata, che vive di turismo culturale, ambientale ed enogastronomico, la questione dei collegamenti è cruciale. Matera ha dimostrato cosa può accadere quando un territorio diventa accessibile e riconoscibile. Ma senza infrastrutture adeguate, ogni successo rischia di restare isolato, non replicabile, non strutturale.

La pista Mattei potrebbe

intercettare flussi turistici anche fuori stagione, collegare il territorio a città italiane strategiche e, in prospettiva, a destinazioni europee.

C’è poi l’agricoltura di qualità: produzioni che faticano a competere non per mancanza di valore, ma per difficoltà logistiche. Un aeroporto efficiente significa tempi ridotti, mercati più ampi, nuove possibilità di esportazione. E lo stesso vale per l’impresa, per la capacità di attrarre investimenti, per la credibilità complessiva di un’area che vuole presentarsi come moderna e aperta.

L’ALLUNGAMENTO

DELLA PISTA: LA SCELTA CHE FA LA DIFFERENZA

Il nodo tecnico è noto e non aggirabile: la lunghezza attuale della pista, circa 1.500 metri, è insufficiente per consentire l’operatività di aeromobili commerciali a pieno carico. Portarla almeno a 2.300 metri non è un dettaglio, ma la condizione necessaria per rendere l’aeroporto realmente funzionale. Solo così sarà possibile attrarre compagnie low cost, attivare collegamenti nazionali e internazionali, garantire continuità e sostenibilità economica.

È un investimento che richiede risorse, certo, ma che va valutato per ciò che può generare, non solo per ciò che costa. Ogni anno di rinvio è un anno perso in termini di sviluppo, oc-

cupazione, competitività. E il conto, alla fine, lo paga il territorio. UNA RESPONSABILITÀ POLITICA CHE NON PUÒ PIÙ ESSERE ELUSA

Arriva un momento, nella vita di una comunità, in cui le domande diventano inevitabili. Esiste davvero la volontà di puntare sulla pista Mattei come nodo strategico della mobilità regionale e interregionale?

Oppure si continuerà a oscillare tra annunci e prudenza, lasciando che l’infrastruttura resti incompleta? La Regione Basilicata ha una responsabilità diretta. È chiamata a fare una scelta chiara, a definire una strategia, a passare dalle parole agli atti. Non servono proclami, ma cronoprogrammi.

Non servono convegni, ma bandi. Non servono rassicurazioni, ma decisioni. Il tempo degli alibi è finito. E ogni ulteriore rinvio rischia di trasformarsi in una scelta implicita: quella di accettare l’isolamento come destino.

NON UN FAVORE, MA UN DIRITTO ALLO SVILUPPO

Chiedere l’apertura dell’aeroporto “Enrico Mattei” non significa chiedere un privilegio. Significa rivendicare un diritto allo sviluppo equilibrato, alla mobilità, all’accessibilità. Significa affermare che anche la Basilicata ha diritto a infrastrutture adeguate, a opportunità concrete, a una visione di lungo periodo. In un Paese

che investe miliardi in grandi opere, lasciare incompiuta una struttura già esistente è uno spreco che non può più essere giustificato. Soprattutto quando le condizioni per renderla operativa sono chiare e tecnicamente definite.

UNA SCELTA CHE PARLA AL FUTURO

Aprire la pista Mattei non risolverà da sola tutti i problemi della Basilicata. Nessuna infrastruttura è una bacchetta magica. Ma può essere un segnale forte, un cambio di passo, una dichiarazione di intenti credibile.

Può dire ai giovani che restare non è una follia. Può dire agli imprenditori che investire ha senso. Può dire ai visitatori che questa regione non è un luogo remoto, ma una destinazione accessibile, viva, connessa.

LA PISTA NON ASPETTA*: *SIAMO NOI IN RITARDO

La pista “Enrico Mattei” non ha bisogno di altre parole. Ha bisogno di aerei che atterrano e decollano. Ha bisogno di luci accese, di personale al lavoro, di rotte tracciate. Ogni giorno in più di attesa non è neutralità: è una scelta contro il futuro. La vera domanda, ormai, non è se la Basilicata possa permettersi di aprire questo aeroporto.

La domanda è se possa ancora permettersi di non farlo. E la risposta, a guardare i cancelli chiusi e le occasioni perdute, è sotto gli occhi di tutti.

La

Garante per la disabilità a Cronache racconta le iniziative poste in essere «per migliorare i servizi e supportare le famiglie»

Padula: «Inclusione e dialogo, il mio impegno per la disabilità»

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I F R ANC ES CO MEN ONN A

Impegno, passione e programmi. Tre elementi per partire con il piede giusto per la garante alla disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula. Dopo un 2025 di assestamento nell'agenda della responsabile regionale ci sono tante cose da fare. I programmi sono tanti ma Marika Padula sembra avere le idee chiare in merito alle iniziative.

Tanta carne al fuoco per un 2026 che si preannuncia quanto mai intenso e pieno di iniziative. Avvicinare il mondo dei fanciulli a quello della Chiesa rappresenta uno dei punti di forza valoriali e di credibilità della programmazione, Marika Padula ha parlato delle iniziative da mettere in campo puntando tutto sulla qualità dell'offerta formativa: «Già da questa primavera partiranno delle iniziative mirate all'inclusione. La prima riguarda la presentazione di un libro, affidato all'autrice Annatonia Margiotta che ha raccontato la sua storia, lei è mamma di un ragazzo con disabilità. Pagina dopo pagina emergono tutte quelle che sono le difficoltà e i disservizi ancora legati a questo mondo, ma soprattutto ciò che maggiormente mi ha colpito è l’aspetto psicologico, cosa si scatena in queste famiglie e quindi sarà mia premura lavorare anche su questo aspetto. Sarebbe bello intraprendere un progetto che punta ad av-

vicinare le famiglie a dei percorsi, dei percorsi con degli specialisti, affinché possano sentirsi sempre meno soli. Poi il 12 marzo c’è l'iniziativa che si terrà all'interno della Cattedrale di Muro Lucano, con la presenza del Vescovo Carbonaro. Si tratta di portare in Cattedrale, i bambini della scuola elementare e o ragazzi delle scuole medie sia normodotati che con disabilità affinché possano parlare e dialogare tra loro e lo faremo con tante attività e con la benedizione del Vescovo».

Ma le iniziative in programma non sono terminate: «L’Ordine dei Cavalieri di Malta, con a capo il Gran Cavaliere, Gerardo Mariani che devo dire è stato colui che mi ha lanciato questa idea, - continua Padula - consegnerà circa 500 completini civili che verranno donati a tutti questi bambini e ragazzi. Una manifestazione che ancora una volta vuole esaltare l'inclusione ma soprattutto si vuole avvicinare anche il mondo dei bambini a quello che è il mondo ecclesiastico. Vogliamo avvicinare sempre di più alla Chiesa e quindi ai veri valori di inclusione».

Alla domanda come è cambiato il rapporto con la disabilità in questi mesi, Padula dichiara: «Il rapporto è sempre uno a uno con le famiglie con le quali, abbiamo ormai avviato un dialogo costante. Tutto nato sempre da istanze, perché non ci dimentichiamo che i

disservizi legati alle disabilità sono sempre tanti e quindi quando si apre la porta dell'ufficio del garante spesso purtroppo ahimè bisogna parlare di problemi. Ma devo dire che grazie alle istruttorie avviate, grazie all'ufficio che cerca di essere sempre tempestivo, tante di queste istanze hanno avuto un esito positivo e questa diciamo è la gratificazione più grande mia personale come garante perché spesso quando si riesce a rendere felici le famiglie che vivono una grande difficoltà come quella legata alla disabilità è un grande risultato che ti riempie il cuore».

Pensando al futuro la Garante per la disabilità sidice fiduciosa: «Sono sempre abituata a guardare il bicchiere mezzo pieno, sono soprattutto molto entusiasta di ciò

che sta avvenendo anche a livello nazionale perché non dimentichiamoci che abbiamo un disegno di legge che è stato approvato qualche giorno fa, con il quale la Ministra Locatelli ha posto le basi innanzitutto per il riconoscimento dei caregiver, figure che da sempre sono rimaste invisibili. Sono i cosiddetti assistenti familiari che purtroppo non sono stati mai riconosciuti dall'ordinamento giuridico e che finalmente oggi hanno innanzitutto un nome vero e proprio ma soprattutto saranno persone alle quali saranno riconosciute delle tutele e questo secondo me è un passo grandioso. Poi naturalmente è tutto perfettibile e si dovrà lavorare per far si che si possano migliorare tutte le strade che si pensano di intraprendere a livello giuridico».

Il medico lucano chiamato a guidare l’Unità di Cardiochirurgia delle Terapie Avanzate e di Ricerca del San Raffaele di Milano, soddisfatto l’assessore

Latronico: «Michele De Bonis un’eccellenza lucana»

C’

è una Basilicata che incide, cura e scala le vette della medicina in Italia. È la Basilicata dei talenti che portano nel Dna la tempra della propria terra e la trasformano in eccellenza scientifica.

L’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, esprime il suo più vivo compiacimento per lo straordinario percorso professionale del professor Michele De Bonis, luminare della cardiochirurgia originario di Pietragalla.

«Il professor De Bonis – sottolinea Latronico – rappresenta la punta di diamante di quella lucanità operosa che onora la nostra regione nei contesti internazionali più prestigiosi. Vedere un figlio della nostra terra guidare l’Unità di Cardiochirurgia delle Terapie Avanzate e di Ricerca del San Raffaele di Milano non è solo un motivo di vanto accademico, ma una testimonianza di speranza e di merito».

L’assessore Latronico guarda oltre il semplice riconoscimento formale, auspicando che

l’esperienza di De Bonis possa tradursi in un valore aggiunto concreto per il territorio. «L’obiettivo della nostra amministrazione –sottolinea Latronico – è accorciare le distanze tra le eccellenze lucane nel mondo e i nostri presidi territoriali. In quest’ottica, auspico che si possa avviare una proficua collaborazione con il professor De Bonis: le sue competenze di altissimo profilo nel settore sanitario sarebbero fondamentali per rafforzare il sistema regionale della Basilicata, portando innovazione e visione scientifica a beneficio di tutti i cittadini lucani».

Il profilo di De Bonis parla la lingua dei fatti: centinaia di interventi ad alta complessità, una produzione scientifica che conta oltre 140 pubblicazioni e una maestria riconosciuta nell’uso della robotica e delle tecniche mininvasive. Dalle valvole cardiache al trattamento dello scompenso, la sua mano ha saputo coniugare il rigore della ricerca con la precisione del bisturi. «Oltre ai numeri e ai traguardi scientifici –

prosegue l’assessore – a colpire è l’equilibrio tra l’innovazione tecnologica e la dedizione clinica. A Michele De Bonis va il ringraziamento della comunità lucana: il suo esempio dimostra che le radici in una piccola comunità come Pietragalla non sono un limite, ma il trampolino di lancio per traguardi senza confini».

Intervenuto al convegno a Potenza, l’assessore alla Salute Latronico: «Il Piano Sanitario Regionale istituirà l’Osservatorio Epidemiologico

Giornata Prevenzione Veterinaria, De Filippis: «Un valore strategico per la salute collettiva»

Si è celebrata per la prima volta in Italia la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, voluta dal Governo e proposta dalla Senatrice Cantù con la finalità di promuovere, riconoscere e valorizzare il ruolo della medicina veterinaria nella tutela della salute pubblica, e quindi nel pieno concetto di ‘One Health’. Una data non casuale ma che si lega all’anniversario di fondazione dell’Omsa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale, nata il 25 gennaio di 102 anni fa.

La giornata è stata istituita dalla legge 49/2025 e, in questa prima edizione, interessa anche l’Azienda Sanitaria di Potenza che partecipa a due distinti eventi, organizzati dall’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata e dalla Regione Basilicata.

L’evento pugliese, in collaborazione con l’Università degli Studi ‘Aldo Moro’ di Bari, ha una tematica unica comune a tutti gli eventi nazionali sulla ‘Forza della diversità per una salute unica’, con particolare riferimento alla ‘professione veterinaria tra competenze e prevenzione’. Partecipa il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Sanità e Benessere Animale della Asp Basilicata Vito Bochicchio che incentra il suo intervento su ‘Epidemiologia e sociologia come binomio per la salute pubblica’.

A Potenza, invece, presso la sede dell’Ordine dei Medici Veterinari provinciali, la relazione sul contributo della Sanità Veterinaria Pubblica in materia di Controllo, Prevenzione e Sicurezza è affidata al Responsabile dell’Unità

Operativa Semplice Dipartimentale ‘Banche dati e flussi LEA’

Donato De Nozza che fa capo al Dipartimento Prevenzione Sanità e Benessere Animale dell’azienda sanitaria potentina.

Il settore veterinario resta sempre un po' in sordina quando si parla di salute pubblica, ma si rivela di fondamentale importanza per la salvaguardia e protezione della salute collettiva oltre che della tutela delle filiere agroalimentari. Il ruolo e le azioni poste in essere dal servizio veterinario, mediante questa Giornata nazionale, permettono di far acquisire ulteriore consapevolezza sull’incidenza delle azioni attuate non solo nel campo dell’alimentazione ma dell’intero campo sociale ed economico. Per quanto attiene la Asp, essendo azienda territoriale pura, attua la prevenzione primaria con una squadra di oltre cinquanta professionisti tra veterinari e tecnici della prevenzione dislocati nei distretti che coprono tutta la provincia, ponendosi al servizio di una vasta area composta da 101 comuni.

Per il Direttore Generale della Asp Basilicata Giuseppe De Filippis, «questa giornata voluta a livello nazionale ed a cui la Asp partecipa aderendo a varie iniziative, è di grande valore simbolico perché rende visibile un’area che a livello sanitario governa invece processi complessi che si ripercuotono sull’aspetto sanitario globale della società di una intera regione. E’ per questo che si parla sempre più di One Heath, salute unica che comprende aspetti e competenze differenti mirati a proteggere la salute collettiva e a

prevenire le malattie. In questo ambito, la medicina veterinaria e le sue strutture rappresentano un valore strategico del Servizio Sanitario Nazionale, un pilastro fondamentale che sorregge sanità animale, ecosistema e sicurezza alimentare che, avendo un impatto diretto sulle abitudini dell’uomo, diventano la base fondante della salute pubblica».

L’assessore alla Salute Cosimo Latronico che, intervenendo al convegno presso la sede dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Potenza. Secondo Latronico la salute umana è oggi «indissociabile da quella degli animali e dell’ambiente. Per affrontare sfide globali quali pandemie, zoonosi emergenti e cambiamento climatico, è necessario superare approcci frammentati in favore di risposte coordinate e scientificamente fondate». In questo contesto, Latronico ha annunciato che il «Piano Sanitario Regionale, di prossima emanazione, introdurrà la pre-

venzione veterinaria nell’ambito delle attività di protezione civile per le emergenze non epidemiche e istituirà l’Osservatorio Epidemiologico Veterinario, uno strumento strategico per integrare dati sanitari, ambientali e produttivi. L’approccio “One Health” ha già trovato applicazione concreta in Basilicata nella gestione della Peste Suina Africana, un’emergenza che ha interessato 29 comuni della provincia di Potenza». L’assessore ha ricordato come la sinergia tra i dipartimenti Salute, Agricoltura e Ambiente sia stata determinante per contenere il rischio sanitario e tutelare il comparto produttivo. In conclusione, l’assessore ha ribadito che «la prevenzione è una responsabilità condivisa che richiede il contributo di istituzioni, professionisti e cittadini. Investire nella formazione continua e nell’innovazione rimane la strada maestra scelta dall’Assessorato per rafforzare il sistema sanitario e rendere il territorio lucano più resiliente».

Mezzi obsoleti, guasti frequenti e coper- tura insufficiente. È questo il quadro preoccupante denunciato dalla Fials di Potenza, che torna a sollevare il problema del parco ambulanze in Basilicata, già segnalato nel 2024. Una situazione che compromette il servizio ai cittadini e mette in difficoltà operatori sanitari e autisti.

«Un parco mezzi invecchiato riduce la dispo-

nibilità proprio quando la domanda di soccorso aumenta», dichiara Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale della Fials. «Il cittadino misura il tempo. Se l’ambulanza è ferma, il sistema perde tempestività. E in emergenza questo conta». Secondo la Fials, i mezzi attualmente in servizio presentano chilometraggi elevati, tecnologie superate e allestimenti non più in linea con gli standard mo-

derni.

L’appello è rivolto alla Regione Basilicata e alla nuova dirigenza dell’Asp, affinché si intervenga con urgenza per rinnovare il parco macchine e garantire un servizio di emergenzaurgenza affidabile.

«È tempo di chiudere la stagione delle soluzioni episodiche e riportare l’emergenza-urgenza su un livello di affidabilità coerente con un servizio essenziale», conclude la nota della Fials.

POTENZA

Dopo il furto a Baragiano Scalo, svaligiato anche il locale nel capoluogo. Rubate sigarette e gratta e vinci. Sul caso indagano i Carabinieri

Continuano i furti: presa di mira la tabaccheria in via Ciccotti

POTENZA. Non solo Baragiano Scalo. Nella stessa nottata tra il 22 e il 23 gennaio, la scia dei furti si è allungata fino a Potenza, dove una tabaccheria è stata presa di mira da ignoti malviventi tra le 2:30 e le 3:00. Dopo il colpo messo a segno nel paese non molto distante dal capoluogo lucano, dove i ladri sono riusciti a rubare migliaia di euro in sigarette e gratta e vinci, una

banda ha agito in città. Nel mirino anche in questo caso una tabaccheria in via Ciccotti, nei pressi della Caserma Lucania. Qui i malviventi, una volta sfondata la porta d’ingresso, hanno agito con rapidità e precisione, portando via soprattutto sigarette e biglietti “gratta e vinci”, lasciando gli scaffali vuoti. Sul posto è immediatamente intervenuta una pattuglia dei Carabinieri, che ha avviato le indagi-

ni per ricostruire l’accaduto e risalire ai responsabili. Al momento non è chiaro se si tratti della stessa banda che ha colpito poche ore prima a Baragiano Scalo, ma gli investigatori stanno valutando ogni elemento utile per capire se esista un collegamento tra i due episodi. All'indomani del colpo, i proprietari dell’attività commerciale hanno pubblicato sui social le foto di come era stato ridotto il locale.

POTENZA Il Comitato chiede una corsa dedicata agli studenti o una rimodulazione del tragitto: «Quattro km, un’ora di viaggio e arrivano anche in ritardo»

Trasporto pubblico, Rossellino e il paradosso della linea 5A

DI ROSAMARIA M OLLICA

POTENZA. Quattro chilometri e oltre un’ora di viaggio. Sono questi i numeri della linea 5 A delle ore 7:10 che da Rossellino, zona periferica alle porte della città, porta gli studenti nei vari istituti scolastici secondari di Potenza. Una situazione inaccettabile per i ragazzi che, nonostante la partenza anticipata arrivano comunque tardi a scuola.

A denunciare il disservizio sono i referenti del movimento rionale, denominato “Noi Rossellino”: «Il problema riguarda soprattutto gli studenti delle scuole superiori che dal rione Rossellino e dalle zone limitrofe devono raggiungere l’area di Poggio

Tre Galli, Malvaccaro e le altre sedi scolastiche. Il servizio di trasporto pubblico, così com’è organizzato oggi, non risponde alle loro esigenze. Un autobus che percorre appena quattro chilometri impiega oltre un’ora, effettuando un giro inutilmente lun-

go della città, e costringe poi i ragazzi a percorrere anche un ulteriore tratto a piedi». Al danno la beffa, nonostante si parta presto la mattina, si arriva tardi a scuola: «I ragazzi arrivano sistematicamente in ritardo a scuola. Dopo quattro ritardi scatta l’assenza e, con le attuali regole, il rischio è quello di compromettere il voto di condotta o addirittura l’ammissione all’anno successivo. Per questo molti ge-

nitori sono costretti ad accompagnare i figli in auto, pur avendo sottoscritto l’abbonamento al trasporto pubblico». Una criticità che ha portato il Comitato di quartiere a rivolgersi al Comune e al gestore del servizio, Miccolis per provare a trovare una aoluzione: «In estate abbiamo incontrato l’assessore competente, presentando anche una proposta concreta. Non siamo un gruppo che fa polemica sterile: abbiamo

portato un piano, chiedendo il ripristino di una corsa bis dedicata agli studenti, come esisteva negli anni passati, o in alternativa una rimodulazione degli orari. L’assessore Giuzio si è mostrato disponibile all’ascolto e ha riconosciuto la criticità, ma nei fatti nulla è cambiato». La rimodulazione del trasporto pubblico effettuata dal Comune di Potenza ha infatti portato alla soppressione di alcune corse, ritenute secondo gli amministratori poco utilizzate ma evidentemente fondamentali per l’utenza. «È stata soppressa la corsa delle 7.35 ed è rimasta solo quella delle 7.10, che attraversa mezza città senza intercettare realmente l’utenza studentesca. Una corsa diretta, passando dalla Fondovalle e servendo le principali aree scolastiche, consentirebbe agli studenti di partire anche più tardi e arrivare comunque puntuali» afferma il Comitato che aggiunge: «La nostra richiesta non comporta un aumento dei

costi per il Comune. Al contrario, una linea più efficiente aumenterebbe l’utenza e renderebbe il servizio più sostenibile. Lo stesso gestore del trasporto ha riconosciuto che far circolare autobus quasi vuoti non conviene a nessuno». «Come movimento rionale “Noi Rossellino”, che rappresenta anche altre zone periferiche, - incalzano i referenti- ci facciamo portavoce non solo di questo problema, ma di diverse criticità legate alla sicurezza e ai servizi. Abbiamo presentato esposti e segnalazioni su situazioni potenzialmente pericolose, come pali dell’illuminazione pericolanti, senza ottenere risposte risolutive».

E concludono: «Chiediamo semplicemente di essere ascoltati e di trovare soluzioni concrete. Il trasporto pubblico deve essere un’opportunità reale, soprattutto per gli studenti, che rappresentano la principale utenza. Oggi, purtroppo, così non è».

Il con sigliere provinciale di minoranza chiede interventi urgenti alla Provincia: «La mancanza di manutenzione è una minaccia per la sicurezza»

Restaino: «La SP 16/3° Tronco, una strada abbandonata al degrado»

Il Consigliere provinciale di opposizione, Gianmichele Restaino, ha sollecitato interventi urgenti dell’Ente sulla SP 16/3° Tronco.

«Si tratta di un’arteria – spiega il consigliere di Forza Italia Restaino – importante e molto transitata che conduce all’Ospedale san Pio da Pietrelcina e che collega Villa d’Agri a Marsicovetere. Una strada che necessità di interventi urgenti di manutenzione sia in termini di sistemazione del manto sia in termini di realizzazione della segnaletica orizzontale che, attualmente, risulta assente».

«Le criticità e i problemi che si riscontrano sulla SP 16/3° Tronco – continua Restaino –rappresentano un elemento di rischio e di minaccia per la sicurezza e l’incolumità degli automobilisti. Va sottolineato che l’arteria è molto frequentata ed è transitata anche da numerosi mezzi pesanti».

«Negli ultimi anni anche il Sindaco di Marsicovetere, Marco Zipparri, ha chiesto e invocato interventi sulla strada in questione ma i suoi appelli ancora non hanno avuto risposte concrete. Credo sia giunto il tempo di intervenire perché la Provincia deve saper raccogliere le istanze di tutti i territori»continua

il consigliere.

«Penso sia giusto ricordare – conclude il Consigliere provinciale forzista – che i Comuni rientranti nel Programma Operativo Val d’Agri hanno destinato alla Provincia oltre 6

L’Uglm Basilicata: « I presìdi dei lavoratori continueranno senza arretramenti»

Vertenza Pmc e Tiberina, «Urgenti accordi concreti per tutela occupazionale e rilancio produttivo»

«Dopo gli incontri al Ministero, l’UglM Basilicata ha informato i dipendenti delle aziende dell’indotto PMC e Tiberina per aggiornarli sullo stato delle vertenze e sui prossimi passaggi. Rammentiamo che entrambe le aziende hanno operato nella zona industriale di San Nicola di Melfi, producendo per lo stabilimento Stellantis». È quanto affermano la Segretaria Regionale dell’Ugl Metalmeccanici Basilicata Florence Costanzo e il Segretario Provinciale della federazione Potenza, Giuseppe Palumbo.

«Per PMC è in corso una procedura di salvaguardia produttiva e occupazionale, legata alla possibile presenza di investitori. Tale prospettiva potrà concretizzarsi solo a condizione che Stellantis, proprietaria dell’immobile, conceda il benestare al rilascio dello stabile. Il nuovo investitore garantirebbe il pieno riassorbimento dei lavoratori. L’UglM Basilicata, come sempre, è pronta ad aprire immediatamente una trattativa e a sottoscrivere un accordo per il passaggio di tutti i lavoratori. È però indispensabile conoscere pubblicamente il nome del nuovo investitore per poter sottoscrivere un contratto normativo, senza che venga rimosso né tantomeno movimentato alcun asset (PMC1 e PMC2). Restano forti criticità sugli ammortizzatori sociali: è non più rinviabile la proroga della cassa integrazione e deve essere garantito l’anticipo da parte dell’azienda, per evitare che i lavoratori restino senza reddito». «Per quanto riguarda Tiberina – proseguono Costanzo e Palumbo -, la situa-

zione appare meno critica rispetto a PMC, grazie anche alla forte pressione esercitata dall’UglM e dal Ministero, che hanno portato l’azienda a una maggiore disponibilità al confronto. Tuttavia, non può esistere uno stabilimento con una saturazione di sole 30 persone, soprattutto in presenza di una prevista salita produttiva. È necessario, nel medio-lungo periodo, portare nuove e ulteriori attività a Melfi. Questo passaggio è imprescindibile; successivamente la UglM è pronta a discutere anche un accordo complessivo, definendo eventuali regole chiare per uscite incentivate. Occorre fare presto: si convochi anche per un tavolo dedicato per giungere a un’intesa generale che garantisca certezze e prospettive».

«I presìdi dei lavoratori continueranno senza arretramenti – concludono Palumbo e Costanzo -, perché solo accordi concreti, orientati al futuro del lavoro e alla piena tutela dei lavoratori, possono dare risposte reali e portare alla risoluzione delle due vertenze».

milioni di euro per la manutenzione di strada di competenza provinciale. Si agisca in favore anche di questi territori invece di fare la caccia alle streghe e di scaricare puntualmente le colpe sulla Regione».

Giorno della Memoria, allo Stabile consegna medaglia d’onore a Rocco Possidente

Domani, in occasione del “Giorno della Memoria”, presso il Teatro Comunale “Francesco Stabile” di Potenza, con inizio alle ore 10.00, la Prefettura di Potenza, in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata, l’Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata, Unicef Basilicata e Consulta provinciale degli studenti, ha organizzato un momento di riflessione sulla Shoah, sulle leggi razziali e sugli italiani che hanno subito la deportazione. Nel corso dell’evento, il Prefetto di Potenza Michele Campanaro consegnerà la medaglia d’onore conferita dal Presidente della Repubblica alla memoria di Rocco Possidente, militare originario della provincia di Potenza, deportato dopo l’8 settembre 1943 e costretto al lavoro coatto nei campi nazisti, sino alla sua morte.

LA CERIMONIA È ORGANIZZATA DAL PREFETTO CAMPANARO
Il consigliere provinciale Restaino

Gentilesca: «È stato capace di elevare la Basilicata a laboratorio accademico d'avanguardia per studio e tutela di minoranze linguistiche e dialetti»

Ruoti propone sinergia tra istituzioni locali per assicurare un futuro al Cid

Anche dal Comune di Ruoti è partito il documento, a firma del Sindaco Franco Gentilesca, ed indirizzato alla Regione, con oggetto “Istanza di salvaguardia e continuità del Centro Internazionale di Dialettologia della Basilicata”.

Gentilesca nello scrivere si fa «interprete del profondo sentimento di preoccupazione che investe la mia comunità e, più ampiamente, l'intero territorio regionale in merito alle sorti del Centro Internazionale di Dialettologia (CID). Il patrimonio linguistico della nostra regione non rappresenta una mera testimonianza del passato, bensì un'infrastruttura culturale viva, un codice identitario che lega le nostre comunità e definisce l'essenza stessa del popolo lucano. In questo contesto, il CID si è distinto negli anni come un'eccellenza scientifica di respiro internazionale, capace di elevare la Basilicata a laboratorio accademico d'avanguardia per lo studio e la tutela delle minoranze linguistiche e dei dialetti».

Il Primo cittadino prosegue a ricordare l'importanza del Progetto A.L.Ba. (Atlante Linguistico dellaBasilicata), nato nel 2007 su iniziativa della Prof.ssa Patrizia Del Puente, che «ha visto riconosciuto il proprio valore scientifico nel marzo 2018 con la costituzione in Centro Internazionale di Dialettologia (CID). Evoluzione, quest'ultima, che ha sancito la natura interateneo della struttura con

l'Università di Palermo e il prestigioso partenariato con gli atenei di Cambridge, Oxford e Pisa. In oltre un decennio di attività, il Progetto A.L.Ba. ha consolidato un ecosistema di ricerca e divulgazione unico nel panorama europeo, articolato su tre pilastri fondamentali: Eccellenza Scientifica con la pubblicazione di quattro volumi dell'A.L.Ba. - unico atlante regionale esaustivo in Italia che mappa integralmente i 131 comuni lucani - e di sei volumi di atti derivanti dai prestigiosi Convegni Internazionali di Dialettologia; Alta Formazione e Reti Accademiche con l'istituzione della Scuola Internazionale di Dialettologia, un unicum in Europa; Impatto Territoriale e Tute-

la dell’Identità con l'ideazione dell'Alfabeto dei Dialetti Lucani, l'avvio di progetti pilota di alfabetizzazione nelle scuole e una costante attività divulgativa volta a promuovere la consapevolezza del patrimonio linguistico locale».

Gentilesca incalza: «L’Amministrazione comunale di Ruoti, da sempre impegnata nella valorizzazione delle radici culturali del territorio, con delibera n. 42 del 9 settembre 2022 ha aderito alla proposta di legge di iniziativa dei Consigli comunali per l’istituzione del Centro Internazionale di Dialettologia. In continuità con tale impegno, il 16 novembre 2022 a Ruoti i sindaci della Basilicata si sono riuniti per ribadire

Melfi riscopre la sua centralità: “Basilicata” nasce qui, nel 1231

MELFI. Un evento molto partecipato, un pubblico attento e un finale capace di cambiare prospettiva. La presentazione del libro “La Basilicata federiciana nella toponimia medievale” di Antonio Vito Boccia, promossa dal Lions Club Melfi presso la Sala della Società Operaia “F.S. Nitti”, si è trasformata in una serata di cultura viva: non una semplice cerimonia, ma un incontro capace di generare riflessione collettiva e identità.

Dopo i saluti istituzionali – con gli interventi del Sindaco Giuseppe Maglione, del Presidente della Società Operaia Sandro Signorelli e della Presidente del Lions Club Melfi Ivana Pipponzi – il momento più atteso è arrivato con il dialogo tra l’autore e l’On. Nicola Pagliuca, socio Lions. Ed è proprio qui che si è prodotto il vero “colpo di scena” della serata: Boccia ha rivelato, con un passaggio che ha letteralmente sorpreso la platea, che non solo il nome “Basilicata”, ma anche l’assetto istituzionale della regione come “Giustiziariato di Basilicata” sarebbero nati a Melfi nel 1231, in un anno simbolico e straordinario: lo stesso in cui furono emanate le Costituzioni federiciane. Infatti, si legge testualmente nell’Epistola 14 di Pier delle Vigne: “Tu giudice Jacopo Sinibaldi dovrai indire una assem-

blea a Melfi finalizzata ad organizzare i Giustizierati di Basilicata e di Capitanata”. Non solo il nome Basilicata, ma il giustizierato, che era una grande circoscrizione amministrativa e giudiziaria: una sorta di “regione” del tempo, creata per organizzare il territorio e far funzionare giustizia, ordine pubblico e controllo dello Stato. Sotto Federico II, con la grande riorganizzazione dello Stato e le Costituzioni di Melfi (1231), questo sistema si inserisce in un progetto più ampio: rafforzare l’amministrazione centrale, ridurre arbitri locali e rendere più uniforme il governo del Regno attraverso strutture territoriali stabili. Il giustizierato di Basilicata accorpò quello del Sinni con quello di Mefli, Matera entrerà molto più tardi. La notizia – dal forte impatto storico e identitario – ha innescato immediatamente un dibattito acceso e partecipato, rimarcando un punto che a Melfi è più che memoria: è consapevolezza. La città non è stata soltanto un luogo “importante” del Medioevo meridionale; è stata, in senso pieno, un centro generatore di istituzioni, norme e visione, con una centralità che oggi chiede di essere riconosciuta e valorizzata.

Da qui le riflessioni emerse in sala: se il pas-

l’importanza della salvaguardia del Centro, riconosciuto come presidio culturale essenziale per la tutela dei dialetti e dell’identità linguistica lucana, nonché simbolo della memoria e delle radici della regione da trasmettere alle future generazioni». Ecco perché oggi il Sindaco rivolge «un accorato appello alla Regione Basilicata e a tutti gli organi competenti affinché vengano messe in campo, con estrema urgenza, le soluzioni tecnico-amministrative necessarie a garantire la certezza dei fondi e la stabilita dei ricercatori impegnati nel progetto. La mobilitazione corale registrata nelle ultime settimane testimonia quanto il Centro sia percepito non come un Ente isolato, ma come un patrimonio condiviso dell'intera comunità lucana e del panorama culturale europeo. II sostegno unanime giunto da ogni parte d’Italia, dalle reti delle Pro Loco ai circoli culturali, fino ai vertici della ricerca linguistica dimostra che la difesa del CID e una battaglia di civiltà. Ruoti si unisce a questa rete di solidarietà istituzionale – si avvia a concludere Gentilesca- e la nostra Amministrazione si rende disponibile a sostenere ogni iniziativa di coordinamento tra le istituzioni locali per assicurare un futuro stabile a questa eccellenza, affinché la voce delle nostre radici continui a risuonare nel mondo della ricerca e della cultura».

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sato consegna a Melfi una funzione cardine nella storia della Basilicata, allora è legittimo – e necessario – chiedersi come recuperare quella vocazione anche nel presente, almeno per esercitare con più forza un ruolo di guida nel Vulture-Alto Bradano, territorio che ha bisogno di scelte, indirizzi, capacità di rappresentanza e di costruzione di futuro.

La serata si è chiusa con l’intervento conclusivo di Massimo Maria Molinari, Presidente Lions VIII Circoscrizione, suggellando un appuntamento che ha fatto molto più che presentare un libro: ha riaperto una domanda pubblica sul destino di un territorio. E, soprattutto, ha ricordato che identità e sviluppo non sono parole astratte: cominciano dal riconoscere ciò che si è stati, per decidere con maggiore coraggio ciò che si vuole essere.

Un colpo di scena alla presentazione del volume di Antonio Vito Boccia accende il dibattito sul ruolo guida della città nel Vulture-Alto Bradano

Partecipazione ampia alla Segreteria cittadina, Bigherati: ««Fase di crescita organizzativa, puntiamo a proposte concrete»

«La Lega Matera ora più forte sul territorio e tra i cittadini»

MATERA. Partecipazione ampia e sentita per la Segreteria cittadina della Lega che si è svolta a Matera, presieduta dal referente cittadino Marco Bigherati. All’incontro hanno preso parte militanti, simpatizzanti e nuovi aderenti, a conferma di un movimento politico che intende consolidare il proprio radicamento in città e rafforzare il rapporto con il territorio. «Registriamo una presenza viva e in crescita, segno di un interesse reale verso un progetto politico che vuole ascoltare e dare risposte concrete», ha sottolineato Bigherati.Nel corso della riunione è stato fatto il punto sulla situazione organizzativa del partito e sulle principali questioni politiche e amministrative che riguardano Matera, con un confronto aperto sui temi che incidono maggiormente sulla vita quotidiana dei cittadini. Tra i passaggi ritenuti più rilevanti per il futuro del movimento, è stato condiviso l’arrivo della sede cittadina della Lega, che rappresenterà un riferimento stabile per militanti, sostenitori e cittadini. «La sede sarà uno spazio di incontro, ascolto e organizzazione politica, utile a rendere più efficace la nostra azione sul territorio», ha

spiegato il referente cittadino.Nel percorso di crescita delineato dalla Segreteria, è stata ribadita anche la volontà di raggiungere un obiettivo significativo sul piano del tesseramento, inteso non come semplice adesione formale ma come partecipazione attiva alla vita del movimento.

«Il tesseramento è per noi uno strumento di coinvolgimento e di costruzione di una comunità politica solida», ha aggiunto Bigherati, evidenziando l’importanza di un impegno diffuso e condiviso.Ampio spazio è stato dedicato inoltre al confronto sui lavori del Consiglio Comunale, alle criticità legate alla gestione di alcuni progetti strategici e alle segnalazioni provenienti dai diversi ambiti territoriali della città. Particolare at-

tenzione è stata riservata al tema dell’emergenza abitativa, su cui la Lega di Matera ha presentato una proposta articolata finalizzata a favorire l’accesso alla casa, sostenere l’affitto residenziale e riequilibrare l’offerta abitativa. «Serve un approccio serio e strutturato per affrontare un problema che riguarda sempre più famiglie», ha affermato il referente cittadino.

Dalla riunione è emersa la volontà di proseguire un percorso politico basato su serietà, concretezza e lavoro di squadra. La Lega di Matera conferma così l’intenzione di essere una forza politica organizzata, presente e capace di avanzare proposte operative, partendo dal confronto diretto con il territorio e dal dialogo costante con i cittadini.

SODDISFAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE LOCALE

Fondi

per 100mila euro rinasce borgo Timmari

MATERA. L’Associazione Verde Colle Timmari esprime soddisfazione per il finanziamento ottenuto e ringrazia l’amministrazione comunale, nella persona del sindaco Antonio Nicoletti e dell’intera Giunta, per il sostegno riconosciuto al progetto presentato. L’assegnazione del contributo rappresenta il raggiungimento di un obiettivo perseguito da tempo dall’associazione: offrire alla comunità l’opportunità di riscoprire le potenzialità naturalistiche, storiche, archeologiche e religiose del Colle Timmari.Il risultato è frutto di un dialogo costante con le istituzioni, dal Comune alla Provincia fino alla Regione, che, messe di fronte alla proposta progettuale «Alla riscoperta del Colle Timmari, natura storia e tradizione», hanno potuto apprezzare il valore del sito e il potenziale che esso può offrire all’intero territorio materano e non solo. L’avvio della riqualificazione, reso possibile dal contributo ottenuto, segna l’inizio di un percorso strutturato di valorizzazione, coerente con l’idea progettuale e attento alle esigenze delle numerose famiglie che negli ultimi anni stanno ripopolando l’area.L’associazione conferma infine la propria disponibilità a collaborare attivamente con le istituzioni, garantendo partecipazione e impegno nelle attività di riqualificazione previste.

I segretari di Cisl Basilicata e Cisl Fp salutano l’intesa tra Regione, Provincia, Comune e Università che assicura risorse strutturali

Cavallo e Bollettino: «Biblioteca Stigliani, rilancio stabile»

MATERA. I segretari generali della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo e della Cisl Fp Basilicata Pino Bollettino esprimono grande soddisfazione per l’intesa istituzionale sottoscritta tra Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Matera e Università degli Studi della Basilicata per il rilancio della biblioteca provinciale Tommaso Stigliani di Matera. L’accordo, che prevede un finanziamento strutturale di 550 mila euro all’anno per la gestione, il funzionamento e la manutenzione della struttura, segna un momento storico per la città e per tutto il territorio lucano, mettendo fine ad anni di incertezze che avevano compromesso la piena operatività della biblioteca. «Come

Cisl confederale e di categoria –spiegano Cavallo e Bollettino –abbiamo ripetutamente denunciato con determinazione lo stato di colpevole abbandono in cui versava questo fondamentale presidio culturale, portando all’attenzione delle istituzioni regionali e locali la necessità di un intervento risolutivo e duraturo, degno di una capitale europea della cultura, per la difesa di un bene collettivo di immenso valore culturale e sociale».

Per Cavallo e Bollettino «è stata una battaglia doverosa in quanto la biblioteca Stigliani non è soltanto un luogo di conservazione di libri e documenti, ma un presidio di democrazia, memoria e partecipazione che rappresenta l’identità culturale della città e

del Mezzogiorno. Il riconoscimento raggiunto oggi, dopo anni di pressing istituzionale, è il risultato di un impegno costante e di un dialogo continuo con la so-

cietà civile materana e con le istituzioni locali, a dimostrazione che la pressione sindacale e l’azione collettiva sono premianti quando si fondano su proposte serie e sul senso di responsabilità. Il nostro impegno continuerà nei prossimi mesi per vigilare sui punti dell’intesa sottoscritta affinché le risorse stanziate siano utilizzate in modo efficace. Un ringraziamento speciale va a tutte le realtà associative, ai cittadini e alle rappresentanze della società civile di Matera che hanno partecipato attivamente alle iniziative di sostegno alla causa, consolidando la consapevolezza che difendere i presìdi culturali significa difendere l’identità della città e investire nel futuro stesso della comunità».

La rubrica di Cronache esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Appunti di realtà: il 26 gennaio

DI D INO Q UARATINO

La vita non chiede di essere

forti a tutti i costi. Chiede di non smettere di crederci, anche quando pesa.

C’è una forza gentile che vive dentro ogni persona. Non urla, non spinge, non pretende. Ma quando le diamo spazio, sa trasformare anche i momenti più difficili in qualcosa che nutre.

La sofferenza non viene negata, viene accolta. E proprio così inizia a cambiare forma. La vita non elimina gli ostacoli con violenza. Li attraversa. Li ammorbidisce. Li rende parte del cammino. Come il vento che trova sempre una via, come l’acqua che scorre e pulisce senza sforzo apparente,

come la terra che sostiene senza scegliere chi merita di essere accolto.

Tutti, prima o poi, attraversiamo zone d’ombra. Stanchezza, smarrimento, dolore, senso di inadeguatezza. Non sono segnali di fallimento. Sono passaggi. E in quei passaggi non serve fare grandi cose: serve restare presenti, un passo alla volta.

Dentro ogni vita esiste una capacità profonda di rigenerarsi.

Anche quando sembra lontana, anche quando crediamo di averla persa. Basta poco per riattivarla: una scelta gentile verso se stessi, un gesto di cura, una decisione presa con onestà.

La trasformazione non na-

sce dall’obbligo di cambiare, ma dal permesso di farlo. Dal concedersi tempo. Dal riconoscere che anche oggi, così com’è, può essere terreno fertile. Ogni giorno offre occasioni semplici e concrete: ascoltare invece di reagire, muoversi invece di

chiudersi, costruire invece di trattenere, esserci invece di sparire.

La vita, nella sua forma più autentica, sostiene. Abbraccia. Nutre. Non chiede perfezione, ma partecipazione. Non chiede di correre, ma di camminare con sincerità. E og-

gi è già abbastanza fare una cosa sola: un gesto che genera valore, una scelta che ti assomiglia, un passo che va nella direzione della vita.

Perché ogni volta che scegli di prenderti cura di ciò che vivi, stai già creando luce.

Premiati tre giovani talenti locali che portano lustro alla città con il loro impegno e la loro dedizione

A Policoro terza edizione del Premio Nicola Buccolo

Il Premio è stato istituito dal regolamento della Consulta delle associazioni e della scuola della Città di Policoro, per ricordare la figura del compianto giornalista policorese, che premia tre cittadini o associazioni che si siano distinti nel campo dello sport, della cultura e della scuola. Ma chi era Nicola Buccolo? Uno dei primi giornalisti della Basilicata, per molti anni ha curato la comunicazione del comune di Policoro ed è stato corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno. Vicino alla Democrazia Cristiana per una legislatura fu anche eletto al consiglio provinciale. Fece parte dell’organismo dirigente dell’Ordine dei Giornalisti della Basilicata, dove era considerato un veterano. S i ricordano altresì alcune sue pubblicazioni sulla storia del comune di Policoro. La cerimonia si è svolta alla presenza di un numeroso pubblico nella sala consiliare del Comune di Policoro.

Per il 2025, in seguito alle segnalazioni pervenute dall’assemblea e alla determinazione del Consiglio Direttivo, il premio è stato assegnato al giovane portiere di calcio, Rocco Dente, per l’area sport,

alla cantautrice e compositrice Tatiana Tarsia per il settore cultura e alla studentessa Sanya Bonelli per il mondo scuola.

«I premi di quest’anno - a differenza di quelli del 2024 che hanno visto protagonisti tre grandi personalità del nostro territorio che hanno contribuito, ciascuno per la propria area di competenza, a determinare la crescita e la storia della nostra comunità sono stati assegnati a tre giovani virtuosi concittadini che per talento e dedizione si stanno distinguendo con grande professionalità nei tre settori di competenza della Consulta, portando lustro alla nostra Città – ha commentato il Pre-

sidente della Consulta, Cristian Miccoli».

«La serata – ha continuato- prevede anche l’assegnazione di due menzioni speciali: una all’ex campione di futsal Osvaldo Stigliano e una al Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro e al Parco Archeologico di Herakleia, rappresentati dal direttore Carmelo Colelli».

Soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa anche dal sindaco di Policoro, Enrico Bianco, che ha sottolineato l’importanza di iniziative come il Premio Buccolo, capaci di valorizzare le eccellenze locali e di investire sui giovani come motore di crescita

culturale e sociale della comunità. Alla cerimonia erano presenti anche il vicesindaco Massimiliano Padula e gli assessori Cinzia Mastronardi e Giuseppe Montano, a testimonianza della vicinanza dell’amministrazione comunale a un evento ormai centrale nel panorama culturale e civile della città. Sanya Bonelli é studentessa dell’ultimo anno dell’istituto ad indirizzo classico, riconosciuta per il suo straordinario impegno nella rappresentanza studentesca, nella partecipazione giovanile e nelle politiche educative e digitali a livello nazionale ed europeo. Per il settore cultura, premiata la cantautrice e compositrice Tatiana Tarsia, che nel suo percorso artistico ha affiancato Damiano David sui palchi più prestigiosi del mondo durante l’ultimo tour, portando con sé talento, passione e il calore della Basilicata. «Crederci sempre» è l’augurio che l’artista ha rivolto a chi sogna di intraprendere questo cammino. Nel corso dell’intervista, Tatiana Tarsia ha anche raccontato se e come abbia conosciuto Dove Cameron, artista di fama mondiale e compagna di Damiano David. Rocco Dente è invece uno promessa del calcio nel ruolo di portiere.

D I VI NC EN ZO M AID A

Continua il nostro percorso dialogico avviato nelle 131 agorà della nostra terra lucana. In questa seconda edizione lo facciamo attraverso una visione duale e della differenza (maschile-femminile). Il modello resta sempre quello socratico, di ricerca e di indagine “critica”, per un confronto e dialogo costruttivo sulle questioni e sui problemi, senza sopraffazioni e forme di dominio. La differenza esperita apre a percorsi di alterità e di rispetto delle diversità influenzando positivamente l’intero tessuto sociale. Nessuno “scimmiottamento”. Differenti identità per costruire qualcosa di buono nei luoghi dove si vive, “un mondo nuovo e migliore”, come direbbe Virginia Woolf.

DI M ARIA D E C ARLO *

Sulla copertina giallo ocre accompagnata dalle righe tortuose, come ad indicare piste da percorrere, il titolo “La musica del cuore” e nel sottotitolo “Vent’anni co l’Associazione Famiglie in cammino: un viaggio che si intreccia con la nostra storia di salvezza”. È il volume che in questi giorni gli autori, Franca Macellaro e il marito Gerardo Viggiano mi han- no inviato. È stato un piacevole tuffo nel passato, quando ancora ragazza li ho conosciuti ed ammirati quale coppia modello senza sbavature, nella loro autenticità di chi con fatica ha conquistato la scoperta della bellezza di incontrarsi come dono reciproco e pur nelle mille difficoltà, ha ripreso in mano l’origine della propria storia nella scoperta della vita matrimoniale, di coppia, di genitori, di nonni, e soprattutto di scelta che si conferma giorno dopo giorno con l’aiuto di Dio. Ecco, sintetizzerei così la testimonianza di Gerardo e Franca e l’ammirazione per il loro desiderio di organizzare, attraverso il volontariato, incontri che potessero aiutare tante coppie a “ritrovarsi” e a “reinnamorarsi” nel cammino a due. Le chiacchierate con loro, conosciuti attraverso la figlia Cira, e anche l’onore di moderare alcuni appuntamenti, nonché tra i primi testimoni dell’intento di “mettere a sistema”, attraverso la fondazione dell’associazione (nel 2005), di un percorso già avviato nel 1999 in modo informale, e poi in aps nel 2023.

Il percorso che hanno tracciato in questi anni riporta la famiglia a scoprirsi “chiesa domestica” e soggetto di pastorale.

LA RUBRICA Appuntamento con la ricerca dialogica sulla comunità con occhi di

“La musica del cuore” di Franca e Gerardo: una guida per “famiglie in cammino”

Nello sfogliare il volume da subito resto affascinata dalle parole che Gerardo rivolge alla moglie Franca (pag. 13) “mio lume nella vita e nel percorso di fede, senza la quale oggi non sarei qui a scrivere queste pagine, senza la sua incondizionata fiducia nei miei confronti, fiducia che non è mai mancata e che continua ad essere data senza riserve e limiti: Franca ha sempre creduto in me...”. Sono una dichiarazione d’amore e di profondo rispetto e riconoscimento che fanno a pugno con le tante notizie di spavaldo maschilismo o sopraffazione, senza dire poi della cronaca nera.

Una testimonianza che ogni uomo dovrebbe poter dire alla compagna incontrata lungo il proprio percorso; sono parole che liberano e non castrano, cariche di ammirazione e di stupore.

Inoltre, in tempi in cui le famiglie si “sfasciano” e si “allargano” Franca e Gerardo possono sembrare un po’ fuori dal contesto contemporaneo, coniugi da 42 anni. Invece gli oltre vent’anni di attività dimostrano che l’incontro tra due persone se supportato dalla presenza di Dio, può essere una felice riscoperta del primo incontro, non avvenuto per caso. A ragione nella prefazione, fra Marcello Bonforte ofm, li descrive come “persone coraggiose e disponibili per ricostituire il tessuto ecclesiale e umano in cui soprattutto le storie d’amore coniugale possano manifestarsi come un’autentica benedizione per tutti”.

Nelle prime pagine la dedica della coppia ai figli Cira e Lucio nonché ai nipotini Miriam, Giovanni, Chiara e Francesco. Ma come spesso dico che “le cose più belle si fanno insieme”, intorno a Franca e Gerardo si sono mosse tante coppie, famiglie, volontari, sacerdoti, guide spiritua-

li e amici, e tra questi un luogo “caro” francescano, il Convento dei Cappuccini di Vietri di Potenza che, con i suoi frati, ha accolto ed assistito a tanti momenti formativi, di preghiera e di convivialità. Ma forse tutto è partito dalla spiritualità francescana, presenza silenziosa e feconda che è entrata nella loro vita attraverso i figli (nel gruppo degli araldini) e con loro l’invito fatto a papà Gerardo al Convento a suonare durante la Messa domenicale. In questo anno dedicato all’ottavo centenario della morte di Francesco, mi piace sottolineare come dal poverello d’Assisi sempre scaturisce uno stile di vita nuovo possibile.

Un fondamento chiaro per gli autori Gerardo Vigginao e Franca Macellaro che pensando alla loro associazione e guardando al futuro sperano “che la strada sia lunga e ricca di fede sui passi di S. Francesco e in aderenza alla sua vita”. E non a caso scelgono di chiudere il volume con la “Preghiera semplice” di San Francesco.

La loro è una testimonianza di riscoperta di sé come coppia attraverso la fede. Franca lo afferma con consapevolezza: “…dopo aver riflettuto sull’opera del Signore nella nostra vita e nella nostra relazione, decidemmo di rivolgere la nostra attenzione alla famiglia…” e così prende il via un meraviglioso percorso che ha coinvolto famiglie dall’intera regione ma anche da fuori. Nelle 154 pagine potrete avvicinarvi alla loro storia, e con loro a tante altre storie di coppia. Nei nove capitoli l’iter del percorso negli anni, compresa la narrazione del periodo del Covid (cap VII) con le dirette streaming e le videoconferenze. Tante le testimonianze e tante le attività svolte. Dal format Alpha Italia e al percorso “The marriage course”

pensato per favorire l’ascolto reciproco, il dialogo, la crescita personale e rafforzare il legame, “uno strumento formativo – come si legge a pag. 104 -, capace di accompagnare con delicatezza i partner nella riscoperta della bellezza del “noi”, mantenendo sempre uno stile accogliente”. E ancora: il percorso di crescita emotiva e relazionale “Io e l’altro” e i cammini di luce a Battipaglia e Potenza; Il cammino delle 12 cene. Tanta roba ancora da promuovere non lasciando fuori nessuno: coppie giovani e fidanzati, genitori con figli adolescenti, coppie in difficoltà, vedovi e vedove, anziani e nonni. Franca e Gerardo si possono contattare presso la sede legale a Vietri di Potenza (cel. 329.7481118), o inviare una email a associazionefamiglieincammino@gmail.com e magari visitare il sito dedicato (https://www.associazionefamiglieincammino.it/).

Un invito accorato inoltre lo rivolgo a coloro che conoscono coppie in formazione, in crisi o pronte per una vita insieme. Regalate questo libro alle coppie giovani e adulte -il volume si può acquistare direttamente su Amazon.

Sarebbe bello se in ogni parrocchia durante la preparazione e l’organizzazione matrimoniale si facesse riferimento all’associazione “Famiglie in cammino” come “luogo” che non lascia soli ma che si fa comunità accompagnatrice e di sostegno. E sarebbe altresì bello se nel giorno del “sì” il parroco consegnasse, come regalo, questo piccolo volumetto, preziosa guida, ispiratrice testimonianza di chi attraversa giardini fioriti e campi deserti ma “insieme” nella buona e nella cattiva sorte.

* COUNSELORFILOSOFICA

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