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Lavoro in Basilicata, oltre 12 mila assunzioni previste nel primo trimestre 2026 ma restano precarietà e carenza di competenze
Ilmercato del lavoro in Basilicata apre il 2026 con segnali di dinamismo concentrati in alcuni settori, ma continua a fare i conti con problemi strutturali legati alla precarietà dei contratti e alla difficoltà di reperire profili qualificati. È quanto emerge dal nuovo bollettino mensile di Excelsior Informa, il Sistema Informativo realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.Secondo le ultime rilevazioni, per il solo mese di gennaio 2026 le imprese lucane hanno programmato circa 3.870 nuove assunzioni. Allargando l’orizzonte temporale al primo trimestre dell’anno (gennaio-marzo 2026), il numero complessivo delle entrate previste sale a 12.720 unità.Il mercato del lavoro regionale resta tuttavia fortemente orientato verso rapporti a durata pre-
definita. L’87% delle assunzioni previste sarà infatti a termine, tra contratti a tempo determinato e altre forme con scadenza, mentre solo il 13% riguarderà occupazione stabile, suddivisa tra tempo indeterminato (12%) e apprendistato (1%).Dal punto di vista delle figure professionali richieste, la quota maggiore riguarda operai specializzati e conduttori di impianti, che rappresentano il 41% delle entrate previste. Seguono le professioni commerciali e dei servizi (18%) e i profili generici (18%). Più contenuta, pari al 16%, la domanda di dirigenti, specialisti e tecnici.Resta elevata la difficoltà di reperimento dei profili richiesti: in 46 casi su 100 le imprese dichiarano di prevedere ostacoli nel trovare le competenze necessarie. Nonostante ciò, il requisito dell’esperienza continua a essere centrale:

per il 71% delle assunzioni è richiesta un’esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore.Per quanto riguarda i livelli di istruzione, l’11% delle entrate è destinato a personale laureato, il 24% a diplomati di scuola secondaria superiore, il 33% a profili con qualifica o di-
ploma professionale e il 30% a lavoratori in possesso della sola scuola dell’obbligo.Tra i settori più attivi nel mese di gennaio si segnalano i servizi alle persone con 450 assunzioni previste, seguiti da commercio e costruzioni con 440 entrate ciascuno, e dal turismo (servizi di alloggio
e ristorazione) con 340 assunzioni.Infine, il bollettino evidenzia che il 20% delle nuove assunzioni sarà riservato a giovani under 30, mentre il 23% riguarderà lavoratori immigrati, confermando il ruolo di queste componenti nel mercato del lavoro regionale.
Il rapporto UIL evidenzia come la Zes Unica sostenga investimenti, semplificazione e sviluppo del tessuto produttivo
Alla fine del 2025 sono 32 le autorizzazioni di progetti che riguardano la Basilicata concesse dalla Struttura di missione Zes Unica: 18 per ampliamenti, 11 per nuovi insediamenti e 3 per altri interventi. Un dato che evidenzia come lo strumento sia stato utilizzato soprattutto come leva per l’estensione di siti produttivi già esistenti, più che per nuovi investimenti greenfield.È una delle principali conclusioni del rapporto che la UIL – Servizio Stato Sociale, Politiche economiche e fiscali, Mezzogiorno e Immigrazione, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, ha dedicato alla Zes Unica, analizzandone gli sviluppi più recenti e i possibili scenari futuri nel quadro del dibattito nazionale ed europeo.Secondo la UIL, i dati forniti dalla Struttura di missione rappresentano un indicatore oggettivo dell’efficacia dello strumento. Tra il 2024 e le prime settimane di gennaio 2026 sono state concesse quasi mille autorizzazioni uniche a livello nazionale. Un risultato che non va letto solo in chiave quantitativa, ma anche come segnale di riduzione dei tempi amministrativi e di una crescente fiducia delle imprese nella capacità della pubblica am-
ministrazione di fornire risposte rapide e certe, elemento cruciale per l’attrazione degli investimenti.L’analisi evidenzia inoltre un doppio livello di impatto della Zes Unica: da un lato l’interesse di grandi gruppi industriali e logistici, attratti da incentivi e posizione geografica; dall’altro un utilizzo crescente da parte delle piccole e medie imprese locali, che vedono nella Zes un’opportunità per modernizzare gli impianti e rafforzare la competitività.Più articolato il giudizio sull’ipotesi di una estensione generalizzata delle Zes. Secondo la UIL, una simile scelta rischierebbe di attenuare la funzione compensativa dello strumento, nato per sostenere territori caratterizzati da svantaggi strutturali, riducendo il vantaggio competitivo del Mezzogiorno e accentuando le disuguaglianze territoriali. Pur riconoscendo la necessità di semplificazioni amministrative in tutto il Paese, il sindacato mette in guardia dal rischio di un’omologazione che finirebbe per penalizzare le aree più deboli.Centrale resta il tema della semplificazione amministrativa, considerata una priorità strategica. Tuttavia, avverte la UIL, una semplificazione generalizzata non accompagnata dal rafforza-
mento delle capacità amministrative locali potrebbe favorire soprattutto i territori già più efficienti. Per questo la leva amministrativa deve essere parte integrante della Zes Unica e non una sua alternativa, puntando su formazione del personale pubblico, standardizzazione delle procedure e governance multilivello, nel rispetto della qualità del lavoro e della legalità.Rilevante anche l’integrazione con il Pnrr, che ha contribuito a creare un contesto più favorevole agli investimenti. Ma la Zes Unica, secondo la UIL, deve guardare oltre il Piano: la credibilità dello strumento dipende dalla sua stabilità nel tempo, condizione indispensabile per investimenti industriali e logistici di medio-lungo periodo.In questo quadro assume particolare importanza la nascita del nuovo Dipartimento per il Sud, chiamato ad accorpare competenze strategiche, comprese quelle oggi esercitate dalla Struttura di missione Zes. Un passaggio delicato che, se ben gestito, potrebbe rafforzare una governance stabile delle politiche per il Mezzogiorno, evitando però rallentamenti operativi o un indebolimento del rapporto con i territori.Per Santo Biondo, segretario confederale UIL, «serve una nuova strategia

economica capace di garantire semplificazioni reali e certezza delle regole, senza penalizzare i territori strutturalmente più deboli. La Zes Unica nasce per colmare i divari, non per livellare verso il basso. Rafforzarla significa investire nella coesione territoriale e nella competitività del Paese nella fase post-Pnrr».Sulla stessa linea Vincenzo Tortorelli, segretario generale UIL Basilicata: «La Zes Unica è uno strumento fondamentale per lo sviluppo regionale. Funziona se resta ancorata ai territori, tutela la qualità del lavoro e diventa un pilastro strutturale della strategia di crescita del Mezzogiorno e dell’Italia».

OLTRE IL GIARDINO In studio l’ex sindaca di Lagonegro, il segretario UilP Vaccaro e la maestra gelatiera Caruso
Nell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento di Cronache Tv condotto da Paride Leporace, si torna a parlare del sindaco di Lagonegro Salvatore Falabella e lo si fa con Maria Di Lascio, consigliera comunale di opposizione e già sindaca di Lagonegro. La vicenda che coinvolge il primo cittadino, sta scuotendo l’opinione pubblica locale e non solo. Al centro della questione, la demolizione di una casa di famiglia costruita su un terreno privo dei requisiti di conformità urbanistica. L’abitazione, realizzata in un’area agricola senza rispettare i parametri del lotto minimo previsto dalla normativa, è stata oggetto di un’ordinanza di demolizione.
Una situazione complessa che, come sottolineato dallo stesso primo cittadino, non riguarda solo questioni tecniche o legali, ma tocca anche corde umane e sentimentali. «Dover demolire la propria casa natale non è mai una vittoria per nessuno, ma una perdita», ha dichiarato Falabella durante un intervento pubblico in piazza, dove ha ricevuto la solidarietà di molti cittadini e del già consigliere regionale Vito Santarsiero. Tuttavia, la vicenda ha scatenato un acceso dibattito politico. L’opposizione, rappresentata da quattro consiglieri comunali, ha criticato duramente il sindaco, accusandolo di anteporre gli interessi personali a quelli della comunità. «Lagonegro ha problemi ben più gravi», ha dichiarato l’ex sindaco Maria Di Lascio, che ha puntato il dito contro la gestione amministrativa di Falabella, elencando una serie di problematiche irrisolte: dalla carenza di medici di base ai ritardi nei lavori pubblici, fino alla questione della gestione dei rifiuti.
Le accuse si sono fatte ancora più pesanti quando, durante il confronto pubblico, sono stati evocati termini come «atteggiamenti mafiosi» da parte di alcuni esponenti politici. Un’accusa che ha ulteriormente esacerbato gli animi, con Maria Di Lascio che ha invitato Santarsiero pubblicamente a scusarsi per aver accostato i comportamenti dell’opposizione a quelli della criminalità organizzata. L’ex sindaca poi annuncia di querelare Santarsiero e Falabella perché «è corretto da parte mia tutelare quei pochi o tanti cittadini che hanno creduto di potermi votare nonostante la bufera giudiziaria. Io non sono stata accusata né indagata mai per mafia, quindi chi continua a darmi della mafiosa mi diffama e io credo sia giusto dovermi difendere».
Di Lascio poi, ha rivelato di essere ricorsa al TAR e successiva-
mente al Consiglio di Stato per ottenere accesso ai documenti relativi alla casa di Falabella, smentendo le dichiarazioni di trasparenza del sindaco. Inoltre, ha denunciato l’esistenza di una delibera comunale che impedirebbe all’ente di costituirsi nei giudizi su abusi edilizi, definendola «un vulnus gravissimo». Nel frattempo, il sindaco Falabella ha difeso la sua posizione, sostenendo che la questione dell’abusivismo edilizio è stata strumentalizzata per attaccarlo politicamente.
La comunità di Lagonegro appare profondamente divisa: da un lato, chi esprime solidarietà al sindaco per la perdita della casa; dall’altro, chi lo accusa di non occuparsi adeguatamente dei problemi del paese. Si passa poi ad un altro argomento che sta tenendo banco tra l’opinione pubblica che è quella dei vitalizi per i consiglieri regionali. Arriva in studio Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil Pensionati che ha definito il provvedimento «inopportuno» e poco sensibile rispetto alle reali esigenze della regione. «In una terra colpita da una crisi profonda e da una povertà dilagante, dove molti pensionati sopravvivono con meno di 600 euro al mese, è impensabile proporre misure di questo tipo», ha dichiarato.
Ha poi aggiunto: «La politica dovrebbe dare il buon esempio, mostrando parsimonia, serietà e oculatezza. Invece, si continuano a ignorare le vere priorità: i giovani che non trovano lavoro, i pensionati che non riescono a pagare le bollette, e le famiglie che faticano a mantenersi».
In risposta alla situazione, la UIL Pensionati ha avanzato una proposta per istituire un fondo regionale che garantisca un sussidio annuale di 350 euro ai pensionati in difficoltà economica. «Non è una cifra enorme, ma sarebbe un segnale di attenzione verso chi oggi deve scegliere se mangiare, curarsi o pagare le bollette», ha spiegato il segretario.
La proposta ha già trovato terreno fertile tra alcune forze politiche, tra cui esponenti del centrosinistra e di Forza Italia, e sarà presto presentata in Consiglio Regionale.
Il segretario della UIL Pensionati ha poi sottolineato la drammatica situazione socio-economica della regione: «In Basilicata ci sono oggi 212mila pensionati a fronte di 196mila lavoratori attivi. I pensionati sono più dei lavoratori, e questo mette a rischio lo stato sociale. Se non si interviene, il sistema non reggerà». Nel frattempo, il Movimento 5 Stelle ha annunciato una battaglia per chiedere l’abolizione del provvedimento, coinvolgendo tutte le



forze di centro-sinistra. Dall’altro lato, alcuni esponenti della maggioranza difendono la misura, sottolineando che strumenti simili sono già in vigore in altre regioni. Il dibattito resta aperto, ma una cosa è certa: in una regione che affronta sfide economiche e sociali sempre più pressanti, l’approvazione di provvedimenti come quello sui vitalizi rischia di alimentare ulteriormente il malcontento popolare e la sfiducia nei confronti della politica. Infine arriva in studio la maestra gelatiera Pina Caruso che ha conquistato il Sigep di Rimini con i gusti ispirati alle tradizioni lucane. Tra i più apprezzati, il gusto “Acheruntino”, a base di vin cotto e pane tipico di Acerenza. La storia di Pina Caruso inizia nel 1956 ad Acerenza, dove i suoi ge-
nitori avviarono un bar artigianale. Oggi, con il marchio Caruso Gelati, l’azienda è presente a Potenza, Matera, Castelmezzano e Maratea, unendo tradizione e innovazione. «Voglio che il mio gelato racconti il territorio», spiega Pina Caruso, che non rinuncia al laboratorio: «Il contatto con le materie prime è la mia passione». Con un team che arriva a 20 dipendenti in estate, Caruso Gelati punta su qualità e inclusività, con linee senza zucchero e senza lattosio. «Ogni anno cresciamo, perché il gelato artigianale è un piacere per tutti», conclude la maestra gelatiera, pronta a passare il testimone alla nuova generazione della sua famiglia. Un esempio di eccellenza lucana che continua a conquistare palati e cuori.


Una delle piaghe del sistema è quella delle liste di attese che in Basilicata raggiunge, per alcune prestazioni, livelli assurdi.
Sul tema il governo ha provato a fare qualcosa e la Camera dei deputati ha approvato nel 2024 in via definitiva il disegno di legge di conversione, recante misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa per le prestazioni sanitarie.
Le sanzioni contro gli abusi e le inefficienze nella gestione delle liste tornano in capo alle Regioni, mentre il Ministero della Salute dovrebbe intervenire con poteri sostitutivi in caso di ritardi e inadempienze regionali. Ad oggi di queste disposizioni non si ha più notizia. I punti essenziali sono i seguenti. Se le prestazioni non vengono erogate nei tempi previsti dalle classi di priorità, le aziende sanitarie garantiscono al cittadino la prestazione in intramoenia oattraverso il privato accreditato. Il cittadino pagherà solo il ticket se già dovuto. Visite ed esami potranno essere erogati anche il sabato e la domenica, prolungando la fascia oraria. Per evitare abusi dell’attività in intramoenia, le

ore di attività libero-professionale dei medici non dovranno eccedere quelle dell’attività ordinaria. Il direttore generale dell’Asl verificherà il rispetto fino alla sospensione dell’intramoenia. Nasce presso l’Agenas (l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) la Piattaforma Nazionale per le liste d’attesa. L’obiettivo è disporre per la prima volta di un monitoraggio in tempo reale dei tempi di erogazione prestazione per prestazione in tutte le Regioni. Scatta poi il divieto di sospendere o chiudere le agende delle prenotazioni (con tanto di
sanzioni aumentate), mentre i direttori generali saranno valutati anche in base alle performance delle Asl sui tempi di attesa. Prevista anche una flat tax al 15% sugli straordinari di medici e infermieri (oggi il fisco preleva oltre il 40%).
Scatta l’obbligo di un Cup (il Centro unico di prenotazione) unico regionale o intraregionale con tutte le prestazioni disponibili del pubblico e del privato convenzionato (oggi è presente in poche Regioni). Divieto per gli ospedali di sospendere o chiudere le attività di prenotazione (agende). Il Cup attiva un sistema di recall al cittadi-
no per evitare il fenomeno delle prestazioni prenotate e non effettuate (accade nel 20% dei casi). Il cittadino che non effettua la visita o l’esame prenotato senza preavviso, dovrà pagare ugualmente il ticket.
Un emendamento approvato in commissione Sanità del Senato riscrive l’articolo 2 sui controlli nella gestione delle liste d’attesa da parte delle Asl. Il Ministero della Salute non potrà infatti più intervenire direttamente sanzionando gli ospedali che fanno aspettare troppo i cittadini per ricevere le cure. I controlli sulla corretta gestione delle liste d’attesa re-
steranno infatti in capo alle Regioni – in particolare ai “Ruas”, i nuovi responsabili unici regionali dell’assistenza sanitaria – e solo in caso di ritardi e gravi inadempienze potranno scattare i poteri sostitutivi di Roma, con il nuovo Organismo di vigilanza da istituire al Ministero che non potrà più svolgere funzioni di polizia. In alcune regioni, come in Basilicata, il Cup unico è già presente, così come le prestazioni in intramoenia, etc., ma i tempi di attesa sono ugualmente lunghissimi.
Nessun accenno è contenuto nel provvedimento all’appropriatezza delle prescrizioni da parte dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, né al fatto che molto spesso i medici specialisti ospedalieri utilizzano il loro ruolo pubblico per drenare utenza per i loro studi privati, dove molto spesso svolgono attività al “nero”. L’unico ad essere ancora una volta sanzionato e penalizzato è il cittadino che, se per un motivo qualsiasi è impedito il giorno fissato a recarsi presso la struttura sanitaria dove ha prenotato, dovrà ugualmente pagare il ticket. Ma, ci chiediamo, nel caso in cui è esente, è prevista una sanzione?
Stato di agitazione confermato: i sindacati chiedono garanzie sui pagamenti e un cronoprogramma certo per evitare ritardi
POTENZA. È fissato per oggi alle ore 10 l’incontro in Prefettura richiesto dalle organizzazioni sindacali per la vertenza che coinvolge il personale di Aias Potenza, ancora in attesa della tredicesima mensilità e della retribuzione relativa al mese di dicembre. La convocazione rientra nella seconda fase della procedura di raffreddamento e conciliazione attivata nell’ambito dello stato di agitazione proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Ugl e Fials.Secondo quanto riferiscono le sigle sindacali, Aias avrebbe ricondotto il mancato pagamento al ritardo nel trasferimento delle somme da parte dell’Asp. Una spiegazione che, pur evidenziando criticità nei rapporti tra enti, non può in alcun modo giustificare l’assenza di certezze sui tempi di corresponsione delle spettanze ai lavoratori. «Le difficoltà tra enti – sottolineano i sindacati – non possono tradursi in mancata retribuzione».Il problema, spiegano, non riguarda solo il “quando” verranno pagati gli arretrati, ma una dinamica che si ripete nel tempo e che finisce per

scaricare sui lavoratori il peso delle tensioni finanziarie del sistema. In questo quadro, la Prefettura viene indicata come sede di garanzia chiamata a riportare la vertenza su un piano di stabilità, evitando che il personale diventi, di volta in volta, l’ammor-
tizzatore finanziario delle criticità gestionali, con ricadute inevitabili sulla qualità e sulla continuità dell’assistenza rivolta a utenti fragili.Per queste ragioni è stata chiesta la convocazione urgente di un tavolo che coinvolga Aias, Asp e la Regione Basilicata, con l’obiettivo di definire gli adempimenti immediati e un cronoprogramma certo e verificabile per il pagamento integrale delle spettanze arretrate. I sindacati chiedono impegni formalizzati a verbale e l’adozione di misure idonee a impedire il ripetersi della medesima crisi retributiva.In attesa dell’incontro in Prefettura, le organizzazioni sindacali confermano lo stato di agitazione e annunciano che si riservano ogni ulteriore iniziativa di tutela dei lavoratori, nel pieno rispetto della normativa vigente.



POTENZA. Condividere il quadro tecnico e normativo e individuare le azioni da intraprendere per mettere finalmente in sicurezza e rendere nuovamente fruibile il ponte di via Grippo. È questo il motivo dell’incontro tra i responsabili dell’U.D. Viabilità, della Protezione Civile, di Rete Ferroviaria Italiana e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, presso gli uffici comunali dell’unità di viabilità che si è tenuto ieri mattina così come annunciato da Cronache nelle scorse ore.
L’Amministrazione comunale conferma l’impegno a procedere con la massima celerità agli interventi di manutenzione straordinaria necessari per il ripristino della circolazione ferroviaria, già messa a dura prova dal cedimento del viadotto Tiera, oltre che del passaggio pedonale e veicolare. È quanto ribadito nel corso dell’incontro dal Comune. Al termine



della riunione il sindaco Telesca e l’assessore Giuzio hanno affermato: «Come Amministrazione comunale ci siamo impegnati nel procedere celermente con gli interventi di manutenzione straordinaria necessari a ripristinare la circolazione ferroviaria e il passaggio pedonale e veicolare. Tali interventi saranno posti in essere a breve, come previsto dalla normativa che consente al proprietario del manufatto di procedere all’esecuzione di interventi urgenti
e indifferibili di messa in sicurezza, qualora necessari a tutela della pubblica incolumità». Parallelamente agli interventi immediati, l’Amministrazione guarda già oltre l’emergenza, annunciando l’avvio di un percorso progettuale finalizzato alla realizzazione di una nuova infrastruttura in grado di rispondere alle esigenze di mobilità del territorio. «Contestualmente avanzeremo proposte progettuali per la realizzazione di un nuovo attraversa-
Via libera del Ministero all’installazione dei dispositivi nelle aree sensibili. Soddisfatto Giuzio

POTENZA. L’assessorato alla Viabilità del Comune di Potenza annuncia di aver ricevuto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’autorizzazione all’installazione sperimentale dei cuscini berlinesi, dispositivi di moderazione del traffico già diffusi in numerose città europee e italiane. I cuscini berlinesi sono progettati per ridurre la velocità dei veicoli, in particolare delle automobili, senza penalizzare il transito dei mezzi di soccorso, del trasporto pubblico e delle biciclette.
«La loro installazione rappresenta un intervento mirato a migliorare la sicurezza stradale soprattutto in prossimità di scuole, attraversamenti pedonali e zone residenziali, contribuendo a rendere la città più vivibile e attenta alla tutela degli utenti più vulnerabili della strada. Il risultato ottenuto è frutto dell’impegno del sindaco Vincenzo Telesca e della stretta collaborazione tra l’ufficio Viabilità e la Polizia locale, che hanno lavorato con determinazione per portare a

termine un percorso tecnico e istituzionale complesso ma strategico per la città» sottolinea l’assessore alla Viabilità Francesco Giuzio.
«Un ringraziamento particolare va al parlamentare del Partito Democratico Enzo Amendola per l’interessamento dimostrato e per la preziosa collaborazione istituzionale, che ha contribuito in modo determinante al rilascio dell’autorizzazione ministeriale. Nei prossimi mesi partiranno i lavori di installazione, che saranno realizzati nel pieno rispetto delle indicazioni tecniche e normative previste dal Ministero. L’Amministrazione comunale provvederà a informare costantemente la cittadinanza sull’avanzamento delle attività e sugli esiti della sperimentazione. L’intervento si inserisce in una visione più ampia di mobilità sostenibile e sicurezza urbana, fondata su azioni concrete e non su annunci, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e la sicurezza di tutti» conclude l’assessore Giuzio.
mento, agevole e sicuro, che possa finalmente garantire un flusso veicolare adeguato all’importanza delle zone che collega. Questo procedimento richiede tempi tecnici legati sia alla definizione della proposta progettuale sia alla successiva fase di realizzazione. È arrivato il momento di risolvere una questione che si trascina ormai da oltre trent’anni. Abbiamo già dimostrato di essere risoluti nel perseguimento dei nostri obiettivi e non abbiamo dubbi sul fatto che questa Amministrazione saprà risolvere anche questo annoso problema di viabilità» hanno concluso gli amministratori. Nel frattempo il Comitato di quartiere è fiducioso nella tempestiva risoluzione del problema e ringrazia l’Amministrazione per quanto fatto ma ribadisce: «Non abbassiamo la guardia, attendiamo l’incontro con l’assessore qui in quartiere. Noi non ci fermiamo».
ROSMOL
POTENZA La decisione del Questore per un locale del centro
Alcol ai minori e malamovida:
POTENZA. Il Questore della provincia di Potenza ha emesso un provvedimento di chiusura, per la durata di sette giorni, nei confronti di un esercizio pubblico, ubicato nel centro cittadino, per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
In particolare, gli agenti della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura hanno constatato, a seguito di segnalazione da parte della Polizia Locale, che all’interno dell’esercizio commerciale venivano somministrate “bevande alcoliche” a minori, senza alcuna verifica dell’età dei consumatori. Il Questore ha disposto la sospensione dell’attività, attesa la gravità dei fatti e considerata la ratio della norma, che mira, oltre che alla salvaguardia della salute dei minori, alla tutela della sicurezza pubblica, in un contesto, nel caso specifico, caratterizzato anche da fenomeni di “malamovida”, con particolare riguardo alla fascia oraria serale nel centro cittadino.
Il Questore di Potenza invita «la cittadinanza, ed in particolare i genitori, a segnalare questi episodi di somministrazione di bevande alcoliche ai minori anche utilizzando l’applicazione YouPol, strumento molto efficace per comunicare, anche in maniera anonima, situazioni che creano maggiore allarme sociale».


I consiglieri di cdx contro Giordano: «La Regione si è mossa, il Ministero ha trovato i fondi e l’Ente è rimasto a guardare. Solo ritardi e alibi»

«La Provincia di Potenza smetta di fare Ponzio Pilato e si assuma fino in fondo le proprie responsabilità». È quanto affermano i consiglieri di opposizione, Giovanni Barbuzzi, Barbara Quatti, Giovanni Setaro e Gianmichele Restaino, che indicano nel caso del ponte Tiera l’esempio più evidente del disimpegno dell’ente provinciale.
«A fronte del crollo di un
ponte di competenza provinciale, che ha determinato l’interruzione di una linea ferroviaria – ricordano – la Regione si è fatta parte attiva e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha consentito di recuperare oltre 1,2 milioni di euro per gli interventi necessari. La Provincia, invece, è rimasta a guardare».
«Lo stesso schema – proseguono i consiglieri di opposizione – si ripropo-
ne oggi sulla viabilità: la Provincia dispone di numerose risorse proprie per ponti e strade e deve intanto provvedere con quelle, senza continuare a scaricare responsabilità su altri livelli istituzionali».
Quanto ai fondi FSC, pari a 41,5 milioni di euro, i consiglieri chiariscono che «i cronoprogrammi sono stati rivisti in modo condiviso tra Regione e le due Province per evitare che fossero proprio queste ul-

time ad anticipare risorse, tanto più alla luce del dissesto finanziario alle porte della Provincia di Potenza, situazione determinata da anni di cattiva gestione». Una rimodulazione tecnica, spiegano, «avvenuta senza polemiche», dopo la quale «si è ora in attesa dell’approvazione del Dipartimento per la Coesione, così da procedere speditamente alla sottoscrizione dell’accordo e al tra-
sferimento delle risorse». «Dunque – concludono i consiglieri Barbuzzi, Quatti, Setaro e Restaino – prima la Provincia utilizzi le risorse che già ha, poi, completati gli adempimenti sugli FSC, si andrà avanti rapidamente. Piagnistei e polemiche non servono a nessuno: è sempre il solito Partito Democratico, tra i responsabili dello stato in cui oggi versa la Provincia».
DAL COMUNE: «UN LUOGO STORICO OGGETTO DI UN INTERVENTO MIRATO A UNA DIVERSA DISTRIBUZIONE DELLE ACQUE SU PIÙ LIVELLI»
aver seguito i lavori della storica scalinata di Santa Sofia ad Acerenza, il Sindaco annuncia che «l’opera viene riconsegnata alla comunità con un intervento strutturale interamente finanziato dalla Regione Basilicata finalizzato all'attenuazione del rischio idraulico».
Non solo porta d'accesso al centro storico ma anche per decenni punto nevralgico di scarico delle acque piovane dell'intero borgo, il luogo oggi torna agli acheruntini «senza alcuno stravolgimento della sua storicità ma solo con un intervento che consente una diversa e più efficace distribuzione delle acque su diversi livelli, con arredi e piantumazioni che hanno l'obiettivo di rallentare il deflusso delle acque piovane, spesso impetuose. Infine, un'adeguata illuminazione scenografica
che la rende davvero affascinante e suggestiva» spiega Scattone.
La gradinata di “Santa Sofia”, prende il nome dall’antica chiesetta intitolata all’omonima santa, situata anticamente nei pressi della sommità. Menzionata già nel 1543 durante la visita di Mons. Saraceno, nel prospetto frontale presenta una protome leonina reimpiegata nella facciata che, secondo recenti studi, è da attribuire al periodo romano. Entro i primi dieci gradini della scalinata si trova anche uno stipite di portale decorato con un giglio. Il Sindaco Fernando Scattone spiegava già che si tratta di opere rientranti nei «lavori di mitigazione del rischio idrogeologico. I tecnici hanno realizzato un buon progetto di riqualificazione». Un lavoro che parte da lontano, quando nel 2023 si ebbe la firma del decreto di finanziamento regionale per la riqualificazione della storica scalinata.

L’analisi critica di Salvatore Di Trana sui buoni spesa comunali: «Più comunicazione che sostegno reale a famiglie e imprese»
CALVELLO. I buoni spesa annunciati dal Comune di Calvello sollevano più di una perplessità. Dietro una comunicazione dai toni enfatici, il provvedimento appare infatti fragile nella sostanza e poco incisivo nei risultati attesi. A evidenziarlo è Salvatore Di Trana, cittadino attento alle problematiche della comunità locale, che invita a distinguere tra iniziative di immagine e politiche pubbliche realmente efficaci.Secondo l’analisi, l’intervento si configura come una misura episodica, priva di una visione strutturata. Premi, concorsi e buoni con scadenze ravvicinate non costituiscono una strategia di sostegno duratura, ma un insieme di azioni estemporanee che rischiano di esaurire il proprio effetto in tempi molto brevi. In assenza di un disegno complessivo, l’impatto sul tessuto sociale ed economico del paese appare limitato.Un ulteriore nodo riguarda la rete degli esercizi convenzionati. Senza criteri chiari e trasparenti, i buoni spesa potrebbero risultare difficili da utilizzare o concentrarsi su poche attività, riducendo così il beneficio per l’economia locale. A questo si aggiunge il tema delle scadenze rigide, che finisco-

Buoni spesa,



no per penalizzare proprio i cittadini che dovrebbero essere sostenuti: un aiuto che rischia di scadere prima di essere speso perde gran parte della sua utilità. Non meno critico è il richiamo alla cosiddetta compensazione ambientale. Il collegamento tra buoni spesa e ambiente, privo di spiegazioni concrete, appare come un tentativo di attribuire valore aggiunto a un’iniziativa che, nei fatti, non presenta un
reale legame con politiche ambientali misurabili e verificabili.
«Se l’obiettivo è sostenere davvero famiglie e imprese – sottolinea Di Trana –servono interventi solidi, continui e controllabili nel tempo». Il territorio, conclude, non ha bisogno di misure spot destinate a durare lo spazio di un titolo, ma di politiche capaci di accompagnare lo sviluppo locale con coerenza e prospettiva.
TERRANOVA DI POLLINO. Ancora disagi a Terranova di Pollino, dove anche oggi i pullman non sono riusciti a lasciare il parcheggio comunale a causa di un leggero strato di ghiaccio, lasciando studenti e pendolari nuovamente a piedi. Una situazione che non rappresenta un episodio isolato, ma si ripete per la seconda volta in meno di quindici giorni, sollevando interrogativi sulla capacità dell’amministrazione di garantire servizi essenziali durante l’inverno. Quando condizioni meteo prevedibili bloccano un’area di sosta comunale, il problema non può essere attribuito alla sfortuna, ma a carenze organizzative.A pagare il prezzo più alto sono soprattutto gli studenti, costretti ogni giorno a percorrere decine di chilometri per raggiungere Policoro, Sant’Arcangelo e Senise. Il diritto allo studio, si sottolinea, non può trasformarsi in una lotteria legata al ghiaccio o alla neve di un paese di montagna.Mentre i pullman restano fermi, l’Amministrazione del Comune di Terranova di Pollino continua, secondo i consiglieri di opposizione, a diffondere messaggi autocelebrativi, descrivendo la neve come scenario suggestivo e minimizzando i disagi. Ma qui, ribadiscono, non si chiede una «puntualità svizzera»: si chiede semplicemente che i mezzi possano uscire da un parcheggio comunale e portare i ragazzi a scuola. Una richiesta di normalità che sta alimentando il malcontento delle famiglie, sempre più in attesa di prevenzione e programmazione, non di rincorse e giustificazioni.

Conclusi i lavori di messa in sicurezza e riqualificazione sull’arteria finanziata con fondi Fsc, attesa da tempo dalle comunità locali
EPISCOPIA. Riaprirà nella giornata odierna la strada provinciale Ex Ss 104 “Episcopia –Fardella”, al termine di un articolato intervento di riqualificazione e messa in sicurezza. A comunicarlo è il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, che sottolinea l’importanza strategica dell’opera per la mobilità locale e per il collegamento tra le aree interne.Il progetto, finanziato con un milione di euro a valere sui fondi Fsc 2021–2027, ha interessato il consolidamento del corpo stradale, lo sfalcio di erba e arbusti, la pulizia delle cunette e il rifacimento del manto stradale. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza, con l’installazione di nuovi guard rail e con interventi di protezione su alcuni trat-

ti dei costoni rocciosi mediante reti metalliche e tessuti tecnici.«Restituiamo un’opera molto attesa dalle amministrazioni comunali, che siamo felici di aver portato a compimento», ha evidenziato Giordano, ricordando come l’intervento rientri in un più ampio programma di lavori av-

viato sull’intero territorio provinciale per affrontare criticità storiche, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rafforzare la connettività tra i comuni.Il presidente ha inoltre espresso ringraziamenti ai consiglieri provinciali, al dirigente Enrico Spera, al responsabile unico del pro-
cedimento ingegner Leonardo Colangelo, all’ingegner Giuseppe Iannibelli e all’architetto Pie- tro Sabia. «È un’ulteriore dimostrazione – ha concluso – di come la Provincia, quando messa nelle condizioni di intervenire, sappia farlo in maniera tempestiva e virtuosa».


I consiglieri di Matera in Azione chiedono conto alla Giunta dei 300mila euro «stanziati da mesi, ma senza risposte operative»
MATERA. Chiarezza sull’utilizzo dei fondi destinati alla manutenzione straordinaria dei parchi urbani. È quanto chiedono i consiglieri comunali Roberto Suriano, Angelo Lapolla e Adriana Violetto, del gruppo Matera in Azione, che hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta e orale al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, all’assessore e al dirigente del settore Opere pubbliche del Comune di Matera.
L’atto richiama lo stanziamento di trecentomila euro previsto con l’assestamento e la salvaguardia del bilancio di previsione 2025–2027, approvati il 25 luglio 2025, attraverso una variazione in aumento dell’avanzo di amministrazione del bilancio 2024. Risorse destinate alla manutenzione straordinaria dei parchi cittadini, illustrate anche in una commissione congiunta Ambiente e Opere pubbliche, con riferimento alla sostituzione dei giochi e al rifacimento delle aree verdi.«Le somme risultano disponibili già dai primi giorni di agosto – scrivono i consiglieri firmatari – ma a oggi non si registrano interventi concreti, se non la rimozione di giochi e pavimentazio-

ni in un solo parco». Una situazione che, sottolineano, rischia di vanificare un investimento approvato dal Consiglio e atteso da tempo dalle famiglie.Nell’interrogazione si evidenzia inoltre che tali risorse devono essere utilizzate entro il 31 dicembre 2025. «Proprio per questo – affermano i consiglieri –chiediamo di sapere se siano state adottate le determinazioni necessarie per l’acquisto dei giochi e delle pavimentazioni, se i
lavori siano stati appaltati e se siano state individuate le ditte incaricate».Ulteriori quesiti riguardano l’individuazione dei parchi interessati dagli interventi e l’eventuale definizione di un cronoprogramma. «I parchi urbani sono spazi fondamentali di socialità e inclusione – concludono – e meritano interventi programmati, trasparenti e tempestivi, non ritardi che rischiano di compromettere l’utilizzo delle risorse pubbliche già stanziate».
MORFINI CHIEDE IL CONGRESSO SUBITO
MATERA. Il Partito Democratico di Matera attraversa da mesi una fase di paralisi politica e organizzativa che rischia di incidere sul ruolo del partito in città. A denunciarlo è Alfredo Morfini, iscritto e militante, che parla di una situazione «grave e ingiustificabile», destinata a trasformarsi in una forma di «complicità politica».Il riferimento è al commissariamento del circolo cittadino, avvenuto nell’agosto 2025 dopo le dimissioni del segretario Luigi Gravela e affidato al commissario regionale Daniele Manca. Una fase che avrebbe dovuto essere transitoria e finalizzata a riportare il partito a un congresso cittadino. «A distanza di sei mesi – scrive Morfini – nulla di tutto questo è accaduto».Il silenzio del Pd pesa anche alla luce delle elezioni amministrative del 2025, che hanno consegnato la città a un sindaco di centrodestra senza una maggioranza politica solida. «In un contesto simile – si legge – sarebbe stato necessario un partito visibile e capace di opposizione».Particolarmente significativo il dato del tesseramento 2025, chiuso con 528 iscritti. «Un segnale di fiducia che non ha trovato alcuna risposta politica», sottolinea Morfini, che chiede la convocazione urgente del congresso o la nomina di un commissario cittadino. «Una comunità politica non può restare senza guida mentre la città affronta sfide decisive».

Il sindaco Nicoletti: «Con questo finanziamento vogliamo restituire dignità e futuro a un luogo simbolo della comunità»
MATERA. Un finanziamento di centomila euro, inserito nella legge di bilancio dello Stato, consentirà al Comune di Matera di avviare un percorso di riqualificazione e rivalorizzazione del borgo di Timmari, uno dei luoghi più significativi dal punto di vista paesaggistico, storico e culturale del territorio comunale.Le risorse, ottenute grazie all’interessamento del senatore Gianni Rosa, rappresentano un primo tassello di una strategia più ampia che l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Nicoletti sta portando avanti sui borghi e sulle periferie. Colle Timmari viene così inserito in una visione che mira a rafforzarne il ruolo non solo come luogo di villeggiatura, ma come spazio identitario e di spiritualità, in connessione con il Santuario di Pic-
ciano e con altri borghi del territorio.Nei mesi scorsi l’assessora ai Borghi e Periferie Stefania Draicchio ha effettuato diversi sopralluoghi, confrontandosi con associazioni e cittadini per individuare priorità e criticità. Il Comune sta lavorando a una strategia complessiva che, attraverso un lavoro di rete con realtà associative, religiose e soggetti del territorio, possa tradursi in interventi operativi e duraturi.Il progetto di riqualificazione potrà partire dallo stanziamento governativo e prevede, tra gli interventi principali, la riqualificazione dell’ex scuola, da restituire alla collettività come spazio dedicato a giovani, famiglie e attività socio-educative. Sono inoltre previsti il miglioramento dell’accesso diretto dalla Strada provinciale numero otto, il

recupero del vivaio, la valorizzazione dell’area naturalistica e del laghetto, oltre all’adeguamento della Chiesa di San Salvatore e alla realizzazione di un’area picnic e di un parco giochi.«Timmari è un luogo simbolo in cui si intrecciano storia, natura e tradizione –dichiara il sindaco Nicoletti –. Con questo finanziamento voglia-

mo restituire dignità e futuro a un borgo che fa parte dell’identità più profonda della nostra comunità».Sulla stessa linea l’assessora Draicchio, che sottolinea: «La nostra visione è una riqualificazione capace di mettere insieme spiritualità, paesaggio e nuove funzioni, costruendo un progetto condiviso e duraturo per il territorio».


Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
Epoi c’è quel momento, sottile, quasi invisibile, in cui smetti di chiederti cosa non va fuori e inizi a sospettare che il vero rumore sia dentro. Non un rumore drammatico, da film apocalittico. Piuttosto un brusio costante: giudizi automatici, reazioni prevedibili, vecchie ferite che parlano come se fossero attuali, convinzioni che si spacciano per verità assolute. Viviamo convinti che esistano esseri “arrivati” e altri “in eterno transito”. Illuminati da una parte, comuni mortali dall’altra. Come se l’evoluzione interiore fosse una questione di pedigree spirituale o di curriculum morale. In realtà, e qui casca il palco, la distanza non è tra persone diverse, ma tra due stati della stessa persona. Non esiste un altro da diventare. Esiste solo un modo diverso di stare.

tomeno finti sereni. Significa diventare responsabili del proprio stato vitale. È un atto radicale, quasi scandaloso: non delegare più il tuo equilibrio agli eventi, alle persone, alle aspettative. La verità, quella che non piace, è che restare illusi è comodo. Ti assolve. Ti giustifica.
Ti permette di dire: “Io reagisco così perché tu sei fatto cosà”. Il risveglio, al contrario, ti mette davanti allo specchio senza filtri.
Ti dice: “Guarda che puoi scegliere”. E la scelta, si sa, pesa. Eppure è lì che accade la magia concreta. Non quella dei miracoli da raccontare, ma quella delle trasformazioni silenziose. Quando smetti di sentirti separato dalla vita e inizi a dialogarci. Quando la rabbia non scompare, ma smette di guidare. Quando il dolore resta, ma non comanda più.
Lo dico senza romanticismi: l’illusione non è peccato, è abitudine. È quella modalità automatica che ci fa reagire prima di capire, difenderci prima di ascoltare, attaccare prima di sentire. È vivere con il freno a mano tirato, convinti che sia colpa della strada. Il risveglio, invece, non arriva con le luci soffuse e la musica mistica. Arriva mentre lavi i piatti, mentre rispondi a un messaggio che vorresti ignorare, mentre scegli se restare nel vittimismo o fare un passo laterale.
Arriva quando smetti di chiedere che il mondo cambi tono e inizi a cambiare frequenza tu. Trasformare la mente non significa diventare buoni, né mansueti, né tan-
C’è una pratica quotidiana, semplice, ostinata, a volte scomoda, che serve esattamente a questo: spostare l’asse.
Non cambia il mondo in superficie, cambia il modo in cui tu lo attraversi. È come passare da una stanza buia a una illuminata: i mobili sono gli stessi, ma smetti di sbatterci contro.
E a quel punto succede una cosa strana: scopri che non eri “meno” di nessuno.
Non eri difettoso, incompleto, sbagliato. Eri solo immerso in una nebbia mentale che ti faceva scambiare le ombre per muri.
Questa consapevolezza non ti rende superiore. Ti rende umano in modo nuovo. Ironico, persino. Perché inizi a sorridere delle tue vecchie rigidità,

delle battaglie inutili, delle identità difese come fortezze. Capisci che il vero coraggio non è vincere, ma svegliarsi.
Se leggendo senti una lieve irritazione, una voglia di controbattere, o quel pensiero che dice “sì, ma non è proprio così”, fermati un istante.
Non è disagio: è movimento. È il punto esatto in cui qualcosa smette di essere teoria e inizia a chiederti spazio dentro. Perché il risveglio non chiede consenso. Chiede onestà. Il resto, finalmente, viene dopo.
La Basilicata di Federico II raccontata dai nomi dei luoghi: a Melfi la presentazione del volume di Boccia
Un viaggio nella storia medievale della Basilicata attraverso i nomi dei luoghi e le tracce lasciate dall’età federiciana. È questo il filo conduttore dell’incontro in programma sabato 24 gennaio 2026, alle 17.30, presso la Sala della Società Operaia “F.S. Nitti” di Melfi, dove sarà presentato il volume di Antonio Vito Boccia, «La Basilicata federiciana nella toponimia medievale –Origini e aspetti pregiuridici del territorio».L’iniziativa, promossa dal Lions Club Melfi – Lions International, si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione della
memoria storica e dell’identità culturale lucana. Al centro dell’incontro, la toponimia medievale come strumento di lettura del passato: nomi, luoghi e denominazioni territoriali diventano chiavi interpretative per comprendere l’evoluzione storica, sociale e istituzionale della Basilicata nel periodo legato alla figura di Federico II. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco di Melfi Giuseppe Maglione, del presidente della Società Operaia “F.S. Nitti” Sandro Signorelli e della presidente del Lions Club Melfi Ivana Pipponzi.Il cuore
dell’appuntamento sarà il dialogo con l’autore, affidato all’onorevole Nicola Pagliuca, socio Lions, che accompagnerà il pubblico nell’analisi dei contenuti del volume, soffermandosi su metodo di ricerca, fonti e prospettive di studio, con particolare attenzione al legame tra storia e territorio. A concludere l’incontro sarà Massimo Maria Molinari, presidente della VIII Circoscrizione Lions, a sottolineare il valore culturale dell’iniziativa e il ruolo dell’associazionismo nella diffusione della conoscenza storica.La presentazione è aperta al pubblico, con posti dispo-

nibili fino a esaurimento, e rappresenta un’ulteriore occasione di confronto e approfondimento per la
comunità melfitana e per quanti sono interessati alla storia medievale della Basilicata.
