Cronache del 29 gennaio 2026

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INCENDIO CONI menTre L’AnTImAfIA IndAGA, cronAche TV ApprofondIsce

Vigilante: «presentata interrogazione»

Bolognetti: «si scandagli il passato». Lombardi: «Attuare protocolli di legalità»

LA poLITIcA fAccIA un pAsso IndIeTro e TroVI unA soLuzIone dI sInTesI

mATerA, fATe presTo

Basta sprecare i soldi dei cittadini con sedute che alla fine non eleggono il presidente del consiglio solo per la corsa alla poltrona

Il civismo diviso non conta

d I dI no Q uAr AT I no

Il civismo nasce come risposta sana a una crisi profonda.Crisi di fiducia, di rappresentanza, di linguaggio.Crisi di una politica che, negli anni, ha smesso di parlare alle persone e ha iniziato a parla- re solo a se stessa. È il tentativo di rimettere al centro la partecipazione, i territori, le relazioni reali, le competenze diffuse. Le persone, prima delle (...)

■ continua a pag 10 La vignetta di Bochicchio Dellapenna a pag 15

LA SINISTRA COME OBLOMOV

Non per essere pessimisti alla maniera di Leopardi e guardare la felicità come un bicchiere sempre vuoto, ma se ci si gira attorno tra patrioti di centrodestra ed anime belle della sinistra è uno sconforto e non solo per l’ordine dei protagonisti di non essere quasi mai all’altezza delle loro fortunose poltrone, ma per la loro capacità di rivaleggiare nelle cose peggiori. Ora lasciamo stare che a destra, alla faccia dell’estetica che si dovrebbe abbracciare con l’etica, almeno secondo il solito governatore Bardi, si faccia a gara per avere avvisi di garanzia e processi da Procura della Repubblica e Corte dei Conti, ma dopo che la formidabile armata rossa di PD, BCC, M5S ha diviso la Basilicata in buoni e cattivi, discettato su ciò che è giusto e, bontà loro, ingiusto è davvero scandaloso che si stia zitti dinnanzi alle fiamme date ad un escavatore, guarda caso nel bel mezzo del cantiere dell’ex Palazzetto Coni a Potenza. Tutto questo per dire che per difendere l’onore della giustizia e tenere in salute la legalità non bisogna fare come Oblomov, protagonista del romanzo di Goncarov, simbolo d’ignavia perché uomo che dorme col libro aperto sempre sulla stessa pagina. Canta Mark The Red: “Come Oblomov, Oblomov…”

VIABILITÁ Con i fondi Fsc finanziate le strade in 24 Comuni. Il plauso della Fazzari

coppA deLLe reGIonI Bardi alla Camera dei Deputati a Roma per la presentazione dell’evento sportivo: «È il simbolo di un Paese che corre unito»

■ Servizio a pag 4 poTenzA È polemica dopo gli episodi di intolleranza verso gli studenti durante le celebrazione della Giornata della Memoria

prodotti pericolosi: la Gdf sequestra 1mln di pezzi

■ Servizio a pag 13 referendum GIusTIzIA Assemblea della Cgil Basilicata: «La Riforma Nordio è un attacco alla democrazia, sbagliata nel merito e nel metodo»

■ Menonna a pag 9 sporT

Coppa Italia, è finale! Il Potenza batte la Ternana ai rigori: Selleri, De Marco, Maisto, Castorani segnano

■ Nigro alle pag 20 e 21

effeTTuATI conTroLLI A TAppeTo neL poTenTIno
Servizio a pag 8
LA rIfLessIone
Nel tondino Fazzari
Servizio a pag 2
Tammariello a pag 6
Con i fondi Fsc, la Regione finanzia le strade in 24 Comuni. Il plauso della Fazzari

Viabilità comunale, Pepe: «Assegnati 45 milioni €»

La Regione Basilicata rafforza il proprio impegno sulla viabilità locale con l’assegnazione di 45 milioni di euro del Fondo di sviluppo e coesione destinati alle strade comunali “strategiche”. Un risultato che arriva al termine di un lavoro istruttorio complesso della Direzione Infrastrutture, dopo l’avviso pubblico dello scorso maggio, concluso con la redazione di una graduatoria delle candidature avanzate dai Comuni che punta a migliorare in modo strutturale sicurezza, accessibilità e qualità della mobilità nei territori lucani.

Le risorse FSC, nell’ambito dell’accordo Governo-Regione, finanziano interventi su collegamenti ritenuti essenziali: strade che connettono i centri urbani tra loro, li mettono in relazione con la rete viaria principale e con le strutture che erogano servizi di interesse pubblico. L’avviso, rivolto ai Comuni, ha consentito di candidare anche strade appartenenti a soggetti terzi (come, per esempio, ex Comunità montane o Consorzi di bonifica) prevalentemente, se non esclusivamente, percorse dagli utenti, ma spesso prive di una manutenzione costante, favorendone il trasferimento nella proprietà comunale e il loro inserimento in una programmazione ordinaria di controllo e ripristino.

Il lavoro svolto ha portato al finanziamento di 7 interventi, che coinvolgono 24 comuni per un’estensione complessiva di circa 110 chilometri di strade. «È stata ultimata un’istruttoria molto articolata – ha commentato il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe – per la quale ringrazio gli uffici e i tecnici che hanno consentito questo risultato rilevante. Ora è possibile sostenere interventi concreti e mirati su una rete viaria che rappresenta una risorsa fondamentale per la vita quotidiana delle comunità».

Le misure finanziate riguardano progetti candidati da Comuni proponenti capofila con i Comuni aggregati. Ecco l’elenco, con gli importi finanziati: Adeguamento e messa in sicurezza della viabilità di collegamento dei centri abitati di Rapone e San Fele. Soggetto proponente: Comune di Rapone. Comune aggregato: San Fele. Assegnati 4 milioni di euro; Interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento del collegamento tra i centri abitati di Garaguso, Salandra e la frazione Montagnola con lo scalo

delle Ferrovie dello Stato e la SS 407 Basentana. Soggetto proponente: Comune di Salandra. Comune aggregato: Garaguso. Assegnati 3 milioni di euro; Lavori di messa in sicurezza della strada di collegamento tra i centri abitati di Albano di Lucania-Tricarico e la ex SS 277. Soggetto proponente: Comune di Albano di Lucania. Comune aggregato: Tricarico. Assegnati 3,3 milioni di euro; Messa in sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico sulla strada Cancellara-Ponte Tiera. Soggetto proponente: Comune di Cancellara. Comuni aggregati: Acerenza, Oppido Lucano, Vaglio Basilicata. Assegnati 8,4 milioni di euro; Manutenzione straordinaria e adeguamento della strada Serrapotina. Soggetto proponente: Comune di Chiaromonte. Comuni aggregati: Calvera, Carbone, Castronuovo Sant’Andrea, Fardella, Senise, Teana. Assegnati 14,4 milioni di euro; Riqualificazione funzionale e adeguamento della strada di fondovalle del Racanello. Soggetto proponente: Comune di Castelsaraceno. Comuni aggregati: Armento, San Chirico Raparo, San Martino d’Agri. Assegnati 8 milioni di euro; Interventi di ammodernamento della strada CamastraPierfaone. Soggetto proponente: Comune di Abriola. Comune aggregato: Anzi. Assegnati 3 milioni di euro.

La graduatoria non esaurisce il fabbisogno emerso dai territori, in considerazione delle ulteriori 48 istanze ammissibili che non hanno trovato copertura finanziaria in questa tornata di assegnazioni. La Regione ne ha preso atto e vuole trasformare in opportunità lo strumento del-

la graduatoria, dietro la quale c’è stata una importante progettualità proposta dai primi cittadini, che potrà essere una leva infrastrutturale decisiva per la viabilità interna. Intanto, dello stanziamento previsto di 45 milioni di euro, c’è una somma residua pari a circa un milione di euro. Gli uffici regionali valuteranno, d’intesa con il Comune capofila del primo progetto tra quelli non finanziati, la possibilità di assegnare le risorse e procedere alla realizzazione dell’opera per stralci funzionali. Si tratta dell’intervento di adeguamento della viabilità principale a servizio dei comuni di Miglionico, Montescaglioso (soggetto proponente) e Pomarico, per il quale è stato richiesto un finanziamento di 5,1 milioni di euro.

«L’intera graduatoria è uno strumento straordinario - ha spiegato Pepe - perché nasce da una pianificazione condivisa e sarà utile per attrarre risorse future per finanziare gli altri progetti. I sindaci, sentinelle sul territorio e interlocutori istituzionali preziosi, si sono messi insieme e hanno indicato alla Regione quali sono le strade prioritarie e strategiche sulle quali intervenire».

Uno schema operativo che valorizza il ruolo degli amministratori locali e rafforza la capacità di programmazione.

L’obiettivo dichiarato resta quello di una viabilità efficiente e inclusiva, in grado di sostenere sviluppo e coesione in Basilicata.

«Questo percorso – ha concluso Pepe – mette a disposizione della Regione e dei Comuni un metodo di lavoro solido e replicabile, costruito sul confronto

istituzionale e sulla condivisione delle priorità. Un approccio che va oltre la singola misura e diventa una base credibile per la programmazione futura, utile a orientare nuovi investimenti e a dare continuità a una strategia infrastrutturale coerente con le esigenze reali dei territori».

«La destinazione di 45 milioni di euro del Fondo di sviluppo e coesione alla viabilità comunale rappresenta un segnale concreto dell’attenzione che il governo regionale riserva ai territori e alle esigenze quotidiane delle comunità locali» dichiara la vicepresidente del Consiglio regionale, Maddalena Fazzari, commentando il programma di interventi approvato dalla Regione Basilicata a favore delle strade comunali strategiche. «Si tratta di risorse importanti –prosegue Fazzari – che arrivano al termine di un lavoro istruttorio serio e articolato portato avanti dalla Direzione Infrastrutture e dall’assessore Pasquale Pepe, che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto, fondato sul confronto costante con i sindaci e con gli amministratori locali».

Tra gli interventi finanziati, la vicepresidente del Consiglio sottolinea quello che riguarda la Val Camastra e in particolare il comune di Abriola capofila, per il quale sono stati assegnati 3 milioni di euro per l’ammodernamento della strada Camastra–Pierfaone.

«È un’opera – evidenzia Fazzari – che collega i centri urbani dell’area migliorando la qualità della vita dei cittadini. Un intervento che dimostra come la programmazione regionale sappia tenere insieme visione d’insieme e attenzione ai singoli territori».

Nel complesso, i finanziamenti consentiranno di realizzare 7 interventi, coinvolgendo 24 comuni, rafforzando una rete viaria essenziale per collegare i centri urbani, i servizi pubblici e le principali arterie regionali. «Il valore di questa misura –conclude Fazzari – non sta solo nelle risorse stanziate, ma anche nel metodo di lavoro costruito dall’assessore Pepe e dal governo regionale: una pianificazione condivisa, che valorizza il ruolo dei sindaci e crea le basi per attrarre nuovi finanziamenti in futuro. La graduatoria approvata è uno strumento prezioso, che potrà continuare a produrre risultati e a sostenere lo sviluppo e la coesione della Basilicata».

Pepe e Fazzari

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E COORDINATORE DELLA COMMISSIONE SPORT DELLA CONFERENZA DELLE REGIONI È INTERVENUTO

Bardi alla “Coppa Italia delle Regioni 2026”: «Simbolo di un Paese che corre unito»

LaCoppa Italia delle Regioni 2026 di ciclismo professionistico, presentata oggi alla Camera dei Deputati, somiglia a una grande rammendatura del tessuto nazionale. E la Basilicata, in questo disegno che profuma di asfalto e di identità, non vuole più restare a guardare il gruppo che passa. Il Presidente della Regione, Vito Bardi –coordinatore della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome – lo dice con la schiettezza di chi sa che lo sport è una leva di sviluppo, un’occasione di visibilità che il Mezzogiorno deve afferrare con i denti. L’edizione 2026 segna un cambio di passo netto. Si passa da 11 a 17 Regioni coinvolte, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a 21 nel 2027 per abbracciare l’Italia intera. Di riflesso, esplode il calendario: le gare salgono da 32 a 52. «Siamo davanti a un salto di qualità che

è anzitutto politico – commenta Bardi -. Grazie al lavoro di squadra tra Governo, Regioni e il costante impegno dell’onorevole Pella, abbiamo ridotto quei divari storici tra Nord e Sud che spesso hanno relegato il Mezzogiorno al ruolo di spettatore. Nel 2026 saremo protagonisti». Per il territorio lucano, il passaggio della carovana significa attivare filiere locali: turi- smo, accoglienza, servizi. È quella “economia circolare” dello sport che trasforma il racconto del paesaggio in ricchezza concreta. Ma Bardi non dimentica il tema che sta a cuore a chiunque monti in sella: la sicurezza. «Non possiamo parlare di promozione del ciclismo se non garantiamo la vita di chi lo pratica», sottolinea il Presidente, richiamando l’urgenza della proposta di legge sulla sicurezza dei ciclisti: «È una priorità civile, non un dettaglio tecnico».

In vista degli 80 anni della Repubblica, la

Coppa Italia delle Regioni diventa così il simbolo di un Paese che corre unito. Una competizione che quest’anno spinge forte anche sull’equiparazione di genere, rafforzando le gare femminili per dare un segnale di pari dignità e opportunità. «Quando le istituzioni fanno sistema, i risultati arrivano – conclude Bardi -. La Basilicata è pronta a fare la sua parte in questa corsa verso il futuro, convinta che lo sport sia il miglior collante per una nazione che non vuole lasciare indietro nessuno».

Il segretario dei Radicali lucani: «Sui vitalizi hanno sbagliato le modalità, ma senza di essi la politica sarà solo per i ricchi»

Vitalizi, Bolognetti: «Il ritorno

della casta che si fa anti-casta»

D I MAUR I ZI O BOL OG NE T TI *

Se non fossero quelli che sono, gliele farei avere io le risposte dovute sull'utilizzo dello strumento referendario. Ma purtroppo sono quel che sono e cioè solo un troncone della tenia partitocratica, dotato, tranne eccezioni, del dono di Mida al contrario. Per me ingaggiare una battaglia in difesa della legalità, non può ridursi a un mero scambio di lettere. La lotta, per essere tale, deve essere alimentata quotidianamente.

A me pare che questa tragicomica storia dei vitalizi sia nata grazie all'indubitabile contributo di chi non vede oltre il proprio naso, per offrire un incredibile assist a chi non vede l'ora di aprire un'altra perniciosa stagione anti-casta, guidata dalla casta grillinchiorazziana. Stagione che servirà solo ad evitare di parlare dei reali problemi. Chi vincerà questa volta tra Orazi e Chiorazzi? L'ho detto e senza alcun timore lo ripeto: sui vitalizi hanno sbagliato nelle modalità, ma in linea di principio ritengo che il vitalizio (senza eccessi) sia cosa giusta, salvo non voler riservare la politica ai soli

Paperoni, cosa che aborro. Grazie al manganello pentastellato abbiamo già trasformato in bivacco/parcheggio il Parlamento. E qui mi fermo per carità di patria, anche se mi piacerebbe sapere quanti di quelli che non volevano i due mandati, e poi si son scannati per fare i deputati a vita, hanno rinunciato al vitalizio. Ipocriti, farisei, buffoni. Acrobati e parvenu che volteggiano sempre ben protetti.Buffoni le cui parole sono state amplificate ad arte e a reti unificate per anni interi. Una di fatto opposizione designata, che poi, ahinoi, ha assunto il sorriso di Toninelli e di altri improbabili e improponibili personaggi. E questo

mentre chi vorrebbe alimentare e nutrire la nobilità della politica non a caso viene silenziato dal disservizio pubblico, senza nemmeno potersi rivolgere al sedicente organo di controllo denominato "Commissione di Vigilanza sui servizi radiotelevisivi". Vorrei di nuovo poter chiedere: ma siete sicuri che questo sia il 2026? O stiamo assistendo alla fondazione dell'Opera Balilla, mentre Stalin tra qualche anno giocherà al gatto e al topo con Chamberlain e Daladier, per poi spartirsi la Polonia con Hitler, non prima di aver siglato il patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop(1939)? Tranquilli, non sto paragonando

Floridia, Montaruli e Boschi ad alcuni dei sopra citati, ma di certo sono un lampante esempio di banalità del male in una democrazia morente e sempre più oligarchica. A loro, il trio Lescano Bicamerale, sembra assolutamente normale che la Commissione che presiedono non si riunisca da un anno e mezzo e che tutto ciò avvenga in un silenzio tombale che ho provato a scardinare. Se dico Bicamerale, e spero non la prenderà come fatto personale, mi viene in mente il buon Mario Polese, al quale, dopo settimane di pressing, sembra normale che la Boschi si limiti a scrivere una lettera burocratica e dal tragicomico sapore del non giustificabile interna corporis. La Boschi scrive, ma non divulga e ben si guarda, quindi, dal diffondere i contenuti. Come se, giunti a questo punto di degrado istituzionale, la questione potesse riguardare solo una importante Istituzione e non i cittadini tutti.

Credo che sia più che lecito chiedersi se la lettera fantasma sia stata realmente scritta e inviata alla Commissione fantasma. Intanto, fidatevi, grazie al-

la complicità di tanti, troppi, sta evaporando la stessa democrazia con le sue istituzioni e noi stessi, tra poco, non saremo che fantasmi e qualcuno una povera anima in pena. Ricordate il libro della Genesi? "Polvere siamo e polvere ritorneremo". Per essere precisi: "Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché non ritornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere ritornerai!" (Genesi 3,19).

A volte mi piacerebbe chiedere a un ceto politico, straccione e impegnato solo a collezionare figurine, dove pensa di portare quel poco o tanto di potere che ha accumulato in vita. Non sarebbe meglio, amici, compagni, camerati, far tornare mezzo anche ciò che mezzo deve essere e non fine? Allora sì, con grande convinzione, sfiderei ancora una volta l'impopolarità per affermare che chi serve davvero non sé stesso, ma il Paese, deve essere tutelato con un vitalizio e questo - lo ripeto - anche per evitare che la politica diventi solo roba riservata a ricchi, satrapi e intrallazzatori senza idee e senza ideali.

A

CUCINA

GIOVEDÌ A ANTE MANI IN

INCENDIO CONI Mentre l’Antimafia indaga, Cronache Tv approfondisce. Bolognetti: si scandagli il passato

Vigilante: «Presentata interrogazione», Lombardi: «Attuare protocolli di legalità»

DI A NN A TA M M AR IE L L O

L’8 gennaio viene incendiato un escavatore nel cantiere per la riqualificazione dell'ex-coni di Montereale, a Potenza. Il cantiere è di proprietà della Pace Rocco Costruzioni s.r.l. Poco chiaro chi si nasconda dietro questo incendio, ma ad indagare ora c'è l'antimafia.

Ad attrarre il caso nella competenza dei PM vi sarebbe il sospetto del coinvolgimento della criminalità organizzata. Riflettori ora puntati sui trascorsi giudiziari del titolare dell'impresa danneggiata, il cinquantanovenne Rocco Pace. Il suo nome era comparso in fascicoli giudiziari che approfondivano contesti di competenza della procura antimafia. Da chiarire poi c'è il tempismo dell'episodio, arrivato pochi giorni dopo la decisione degli uffici comunali di dar seguito alla sentenza del Consiglio di Stato, che ha disposto l'avvicendamento nel cantiere da 5 milioni di euro per la riqualificazione dell' ex Coni tra la Pace Rocco Costruzioni SRL e la Cosentina Simea. Il mezzo giace ancora lì, testimone silente di quanto accaduto.

Le fiamme hanno divorato la base, la cabina dell'operatore, il cilindro ed una sezione del braccio di sollevamento dell'escavatore. Questo il focus della nuova puntata di “CronaChi?”, il programma di Cronache Tv condotto dal giornalista Fabio Amen-

dolara.

Ospiti in studio Carmine Lombardi, segretario regionale della Feneal Uil, Antonio Vigilante, consigliere di opposizione del comune di Potenza e in collegamento Maurizio Bolognetti, giornalista.

«Ricordo veramente pochissimi casi di mezzi incendiati ed atti intimidatori di questo tipo nella città di Potenza, episodi che invece erano più comuni in altre aree di questa regione. Sei d’accordo?» chiede il conduttore al segretario regionale della Feneal Uil.

«Hai ragione Fabio. Su 106 province in Italia Potenza è al penultimo posto nella classifica relativa agli atti intimidatori -spiega Lombardi- . Sono episodi ai quali noi non siamo abituati e sui quali accendere i riflettori. Anche un singolo episodio va monitorato e io colgo l'occasione, indipendentemente dai fatti che emergeranno, di esprimere solidarietà innanzitutto all'imprenditore».

«Come gruppi di opposizione abbiamo voluto sottolineare l'importanza delle istituzioni nel tenere alta l'attenzione, nel chiedere il più possibile chiarezza e trasparenza - ha invece aggiunto Antonio Vigilante- al fine di garantire che la nostra città continui ad avere quella serenità grazie alla quale si è sempre contraddistinta».

«Proprio a proposito di chiarezza, Maurizio, non è un po' strano che questo fatto accada quando la questione burocratica e

giudiziaria di quell'appalto fosse ormai risolta?» chiede Amendolara al giornalista Bolognetti.

«Certo che è un po' strano. Però sarebbe interessante anche fare un focus su quanto è avvenuto in passato nella città. Certo, una cosa me la consentirà, è una battuta , ma possiamo escludere un caso di auto-

combustione. L'altra cosa che però mi lascia un po' perplesso è la presenza delle due telecamere. Io mi auguro che quelle due telecamere abbiano consentito di identificare qualcuno. Ma questo cantiere è sottoposto a una vigilanza costante?».

«Si, è una domanda che mi sono posto anche io –

afferma il consigliere di opposizione- . Non ho visto delle attività di vigilanza rispetto a questo cantiere ma ho sicuramente visto che alcune attività sono anche proseguite dopo gli eventi, sicuramente per motivazioni che posso immaginare siano dovute alla messa in sicurezza dello stesso sito».

Lombardi e Vigilante a Crona-chi? e sotto alcune immagini del cantiere

«Ma come si protegge un cantiere di questo tipo?» domanda Amendolara a segretario della Feneal Uil. «Ci sono diversi strumenti, partiamo da quelli più burocratici. Su molte stazioni appaltanti abbiamo condiviso dei protocolli di legalità che ci consentono di monitorare costantemente l'andamento dei lavori ma anche di sorvegliare sul rapporto tra l'impresa e le ditte appaltatrici, e tra impresa e lavoratori. Questo per evitare che poi le figure più deboli, i lavoratori delle ditte subappaltatrici, possano in qualche modo subire i danni. E' uno strumento, ma è chiaro che poi è il contesto che fa la differenza per questo tipo di episodi. Quanto accaduto a Potenza è un episodio isolato, però forse oggi anche il nostro approccio nei confronti dei cantieri e dei lavori pubblici deve cambiare». «Questo controllo si innesca quando il cantiere è già in corso. Ma a monte, quando si parte con la gara, l'affidamento e quant'altro, che strumenti ci sono per mantenere una sorta di bilanciamento tra gli interessi?» domanda Amendolara a Bolognetti.

«Mi sembra intanto di aver capito che prima del-

l'assegnazione di questo appalto ci sia stata un'impugnativa, ci sia stata una sospensiva, ci sia stata una revoca da parte del Tar, per cui colui il quale si sia visto in prima istanza assegnare l'appalto ha visto sfumare il tutto -sottolinea Bolognetti- . In Basilicata sono arrivati un bel po' di milioncini per quanto riguarda il PNRR, io credo che con le prefetture bisogna stabilire invece che su certi cantieri ci sia vigilanza, ci siano telecamere adeguate che siano in grado di mettere poi eventualmente gli inquirenti in condizione di acquisire degli elementi ».

«Si vince una gara, poi c’è un ricorso ma nulla si ferma, il cantiere era già avviato» incalza il conduttore. «Questa è stata una delle motivazioni che ci ha mosso per presentare una formale interrogazione in Consiglio Comunale rispetto a questa faccenda -sottolinea Vigilante- che è stata giustificata in ragione del fatto che questo intervento, essendo un intervento PNRR, è soggetto a delle scadenze. Quindi si è preferito procedere comunque nonostante una sospensiva legata al ricorso presso il Consiglio di Stato riguardo a quest'opera. Noi ab-

biamo mosso i nostri dubbi sulla tempistica: l'avvio dei lavori è stato autorizzato nella fine di novembre e la sentenza è stata fissata per il 2 dicembre, quindi sostanzialmente tra le attività che sarebbero state messe in campo e tutto quanto c'era un lasso di tempo di diciannove giorni, un tempo assolutamente irrisorio. Adesso il Consiglio di Stato si è pronunciato, ha accettato l'incidentale presentata dal ricorrente e quindi sostanzialmente andrà via l'azienda che ha iniziato a lavorare e subentrerà l’altra».

«Approfitto della presenza del consigliere Vigi-

lante per sottolineare quanto sia necessario condividere dei protocolli di legalità - aggiunge Lombardi- questo per garantire che le imprese ,di qualsiasi regione, rispettino tutte le regole, contributive e di legalità all'interno del cantiere. Quindi questa può essere l'occasione per stabilire un protocollo e assicurare, all'interno del cantiere, la massima trasparenza, che penso sia una garanzia per tutti». «Maurizio, in conclusione, so di toccare un argomento che ti sta a cuore, hai fatto tantissime battaglie sull'autorevolezza della magistratura. Un'indagine di questo tipo può

prendere non tantissime strade se la parte offesa, noi parliamo in astratto e andiamo per ipotesi perché non si conoscono effettivamente quelle che sono state e che sono le attività in corso, affermasse di essere vittima. Ma se non lo ha fatto diventa più complicato, bisogna quindi andare a verificare il contesto. Tu cosa ti aspetti?» domanda in conclusione Amendolara. «Io mi aspetto che, in base a tutti gli elementi che hai elencato tu, non dovrebbe essere poi così difficile tentare di incrociare una serie di dati e di arrivare alla verità» sottolinea Bolognetti.

Bolognetti e Amendolara e a Crona-chi? e sotto alcune immagini del cantiere

Controlli a tappeto in molti Comuni del Potentino, la merce non indicava né i materiali di realizzazione né la provenienza

Un milione di prodotti pericolosi Merce sequestrata dalla Finanza

POTENZA. Oltre un milione di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute pubblica sono stati sequestrati nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Potenza, al termine di una serie di controlli mirati al contrasto dell’illecita commercializzazione di merci non conformi agli standard di sicurezza.Le operazioni hanno interessato aziende ed esercizi commerciali situati nei comuni di Potenza, Lauria, Pietragalla, Brienza, Baragiano, Genzano di Lucania, Tramutola, Senise, Marsicovetere, Trecchina e Rivello. Le ispezioni sono state condotte dai finanzieri del Gruppo di Potenza, della Compagnia di Lauria e delle Tenenze di Maratea e Viggiano.Nel corso dei controlli sono stati individuati e sottoposti a sequestro soprattutto articoli privi delle informazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo. Tra i prodotti ritirati figurano decorazioni, materiale per bricolage, bigiotteria, cosmetici e maschere di Carnevale, risultati sprovvisti delle necessarie avvertenze d’uso e delle indicazioni sulla composizione e sulla provenienza.

La normativa stabilisce infatti che i beni destinati ai consumatori, commercia-

lizzati sul territorio nazionale, debbano riportare la denominazione legale o merceologica, l’identità del produttore, l’eventuale presenza di sostanze potenzialmente dannose per la salute, nonché i materiali impiegati e i metodi di lavorazione. L’assenza di tali informazioni rende i prodotti non conformi e potenzialmente rischiosi.Al termine delle attività ispettive, i militari hanno segnalato alla competente Autorità amministrativa i titolari di undici esercizi commerciali. Dall’inizio dell’anno, il numero complessivo dei prodotti considerati non sicuri e seque-

strati sale a oltre 2,1 milioni di unità.L’attenzione delle Fiamme Gialle è ora concentrata sulla ricostruzione dell’intera filiera illecita, con l’obiettivo di individuare i canali di approvvigionamento e i centri di distribuzione all’ingrosso delle merci, oltre agli altri soggetti eventualmente responsabili. L’attività di controllo, sottolinea il Comando provinciale, contribuisce a tutelare la salute dei consumatori e a garantire un mercato equo, nel quale gli operatori economici rispettosi delle regole possano operare in condizioni di leale concorrenza.

«VANNO DIFESE LE ATTIVITÀ REGOLARI»

Plauso di Confcommercio

«Così

territorio tutelato»

POTENZA. Confcommercio Potenza esprime apprezzamento per l’azione del Comando provinciale della Guardia di Finanza che, con recenti controlli sul territorio, ha sequestrato oltre un milione di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute pubblica. «Un intervento importante per tutelare i consumatori e garantire un mercato corretto, nel quale chi rispetta le regole non venga penalizzato», sottolinea l’associazione.Richiamando i dati della Giornata della Legalità 2025, Confcommercio evidenzia come il 59,8 per cento delle imprese del terziario si senta danneggiato da abusivismo e contraffazione. Nel Mezzogiorno, quasi un consumatore su quattro ha acquistato prodotti contraffatti o servizi illegali, spesso attraverso canali online.Secondo l’associazione, tali fenomeni producono gravi effetti economici e sociali: riduzione del fatturato delle imprese oneste, alterazione della concorrenza, rischi concreti per la salute dei cittadini e danni alle casse pubbliche dovuti a evasione fiscale e contributiva.Il presidente Angelo Lovallo invita però a distinguere chiaramente tra illegalità e commercio regolare. «Nessuna confusione con gli ambulanti in possesso di licenza, che svolgono una funzione essenziale soprattutto nei piccoli comuni», afferma, ricordando che in Basilicata sono circa millequattrocento. «I recenti provvedimenti del Governo sulle concessioni rappresentano una tutela per il lavoro regolare e per una ripresa fondata sulla legalità».

Il prefetto Campanaro detta le linee operative a sindaci e forze dell’ordine per tutelare l’incolumità nei luoghi di intrattenimento

Sicurezza nei locali, controlli rafforzati nel Potentino

POTENZA. Rafforzare i dispositivi di vigilanza e controllo nei locali di pubblico spettacolo e nelle attività di intrattenimento presenti sul territorio provinciale. È l’obiettivo della circolare inviata dal prefetto di Potenza Michele Campanaro ai sindaci della provincia, alle forze di polizia e al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, con indicazioni operative mirate alla tutela della pubblica incolumità.Nel documento viene evidenziata la necessità di un monitoraggio costante per verificare la conformità delle attività alle misure di prevenzione incendi, alla gestione delle vie di esodo e delle emergenze, nonché la congruenza tra l’assetto strutturale dei locali, i materiali e le installazioni presenti, la capienza autorizzata e l’affollamento effet-

tivo. Particolare attenzione dovrà essere riservata anche al rispetto delle disposizioni che regolano l’uso di fuochi di artificio e fiamme libere all’interno delle strutture.Il prefetto richiama inoltre il ruolo centrale delle Commissioni comunali di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, chiamate a verificare la piena e perdurante corrispondenza tra le condizioni che hanno consentito il rilascio delle autorizzazioni e quelle di effettivo esercizio delle attività.Fermo restando quanto previsto dagli articoli 68 e 80 del Tulps, l’azione di controllo sarà estesa anche ai pubblici esercizi nei quali siano presenti ambienti destinati, anche occasionalmente, a feste danzanti, intrattenimenti musicali o eventi che comportano la presenza di numerosi avventori. Analo-

ghe prescrizioni troveranno applicazione anche nei locali privati, come circoli e sedi associative, qualora vi si svolgano iniziative con un’elevata partecipazione di pubblico.Nella circolare viene ribadito il divieto di utilizzare bar e ristoranti come sale da ballo, discoteche o locali di pubblico spet-

tacolo in assenza delle specifiche autorizzazioni previste dalla normativa vigente, nonché in violazione delle disposizioni in materia di sicurezza, ordine pubblico e tutela dell’incolumità delle persone.Per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro, viene ricordato che il rispetto delle disposizioni del Decreto legislativo 9 aprile 2008, numero 81, è posto in capo ai datori di lavoro, tenuti ad adottare e garantire tutte le misure di prevenzione e protezione previste. In materia di safety e security, saranno applicate le direttive del Ministero dell’Interno per le manifestazioni pubbliche. Il prefetto ha infine annunciato la convocazione di una specifica riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicata all’argomento.

La segretaria Scarano: «Una riforma sbagliata nel merito e nel metodo che colpisce la Magistratura»

Cgil: «Riforma sulla Giustizia è un attacco alla democrazia»

Un secco no al referendum sulla giustizia e tanta preoccupazione per il futuro della Basilicata e delle aziende che vivono un momento particolarmente critico. E' quanto emerso ieri mattina al termine dell'assemblea generale della CGIL Basilicata svoltasi nella Sala Conferenze del Museo Provinciale di Potenza. Una tavola rotonda importante che ha visto la partecipazione di Giuliana Scarano, della Segreteria CGIL Basilicata, Fernando Mega, Segretario Regionale CGIL, Rosa Larocca, Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati di Potenza, Massimo Oriolo, Portavoce per il Distretto della Corte di Appello di Potenza e di Christian Ferrari, Segretario Nazionale CGIL. Un netto no alla riforma della giustizia è partito dalla tavola rotonda di ieri e le preoccupazioni circa il lavoro, i salari dei lavoratori lucani tengono con il fiato sospeso i rappresentanti della CGIL che hanno parlato delle due questioni evidenziandone le carenze e le criticità che sia la riforma costituzionale voluta dal Guardasigilli Nordio che la questione lavoro in Basilicata stanno fornendo all'opinione pubblica regionale. Sul tappeto le questioni Stellantis, Smart Paper e indotto di Tito Scalo tanto per fare un esempio costi-

tuiscono i maggiori motivi di preoccupazione del sindacato. Una tavola rotonda caratterizzata da un dibattito articolato e coordinato che ha visto tanti interventi tesi alla comprensione delle due situazioni in atto.

Bocciato Nordio con la sua riforma rimandata la Regione con le vertenze in atto. Giuliana Scarano ha parlato delle due questioni sul tappeto: «Le ragioni del no sono quelle che la CGIL ha vissuto come proprie perché riteniamo che questa riforma, la Magistratura, ventilata come riforma, mirata all'efficacia, all'efficienza alla riduzione dei tempi dei processi, abbia in realtà un solo scopo, quello di colpire la Magistratura, attraverso il suo organo di autogoverno sancito dalla Costituzione, tant'è che si arriva a un referendum conservativo. Una riforma sbagliata nel merito e nel metodo che mina le fondamenta della nostra architettura costituzionale e del sistema dei pesi e dei contrappesi propri del nostro ordinamento democratico. La vertenza Basilicata è una vertenza che non può essere confinata solo nell'ambito regionale ma deve essere come abbiamo richiesto come CGIL Basilicata portata sul tavoli dei Ministeri competenti perché è un tema che va affrontato. La Basilicata non è da meno rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno. Rischia i

suoi principali insediamenti industriali la desertificazione demografica. Sono due elementi che insieme rischiano di cancellare la nostra regione». Fernando Mega ha detto la sua sul dibattito di ieri: «Oggi si apre, si inaugura la campagna referendaria, per il no e contrari alla nostra organizzazione e allo smantellamento e soprattutto all'autonomia che viene messa in discussione con questa cosiddetta riforma della giustizia che non risolve certamente il problema dei problemi, i tempi della giustizia. E poi si rimette al centro la questione economica e regionale in un contesto meridionale che non è quello che si racconta, avendo la CGIL programmato tra marzo e aprile una grande manifestazione che mette al centro le questioni me-

ridionali dello sviluppo economico e sociali e quindi lo sviluppo della Basilicata. Stellantis è lo specchietto delle allodole della grave crisi che attanaglia il Mezzogiorno. Stellantis e il triangolo Melfi-Pomigliano-Taranto è un triangolo micidiale, fatto di crisi e di smantellamento industriale». Christian Ferrari ha sostenuto l'iniziativa di Potenza sottolineando: «La CGIL rispetto al referendum sulla legge Nordio sostiene convintamente le ragioni del no. Non è una riforma della giustizia, non migliorerà in alcun modo la qualità e l'efficienza del servizio giustizia ai cittadini ma colpirà un principio fondamentale della nostra costituzione, l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura che non è il privilegio di una casta ma

la garanzia più importante affinché tutti i cittadini e tutte le cittadine siano uguali davanti alla legge. Non vogliamo una giustizia di serie A fatta apposta per i potenti, magari con l'indebolimento del controllo di legalità e una giustizia di serie B, rigorosa e repressiva nei confronti di tutti gli altri. Vogliamo che tutti siano uguali. Per quanto riguarda l'altra questione, siamo in Basilicata anche per rilanciare l'emergenza Mezzogiorno. La CGIL pensa che la questione meridionale siala grande assente dall'agenda e dal dibattito pubblico nazionale, vuole rilanciarla come grande questione nazionale. Se non riparte il Mezzogiorno non c'è alcuna speranza che riparta tutto il Paese. E' questa è una convinzione che porteremo avanti concretamente a partire da questi territori, ma ripeto per farne una grande battaglia nazionale”. Rosa Larocca ha chiuso la carrellata di pareri: “Ringrazio per questa occasione di confronto, spero con il mio intervento di chiarire alcuni punti la riforma del disegno di riforma costituzionale, ripercorrendo da un lato l'iter parlamentare e dall'altro quelle che potrebbero essere le prospettive ove dovesse prevalere l'istanza del si».

LA RIFLESSIONE Dall’idea alla concretezza: il civismo deve superare frammentazione e moralismo per incidere davvero

Il civismo diviso non conta: tra ideali alti e incapacità di incidere

Il civismo nasce come risposta sana a una crisi profonda. Crisi di fiducia, di rappresentanza, di linguaggio. Crisi di una politica che, negli anni, ha smesso di parlare alle persone e ha iniziato a parlare solo a se stessa.

È il tentativo di rimettere al centro la partecipazione, i territori, le relazioni reali, le competenze diffuse. Le persone, prima delle sigle.

È la scelta di non delegare più tutto.

Di non rassegnarsi all’idea che la politica sia un affare per pochi addetti ai lavori, chiusi in cerchie autoreferenziali.

È la reazione di chi non vuole limitarsi a lamentarsi, ma prova a fare un passo in avanti, mettendoci tempo, energie, faccia. In questo senso, il civismo è una conquista culturale importante. Forse una delle più significative degli ultimi anni.

Non nasce contro qualcuno, ma per qualcosa. Per il diritto di contare. Di incidere. Di prendersi cura della cosa pubblica senza passare necessariamente dai partiti tradizionali, spesso percepiti come distanti, logori, incapaci di rinnovarsi davvero. È un’idea nobile.Spesso animata da persone competenti, oneste, radicate nei contesti locali. Persone che conoscono i problemi perché li vivono. Che non parlano per slogan, ma per esperienza diretta. Che non cercano carriere, ma soluzioni. E tutto questo va detto con chiarezza, senza ironia né sufficienza: il civismo non è il problema. È parte della risposta. Ma ogni conquista culturale, se non evolve, rischia di restare incompleta. E, col tempo, di trasformarsi nel suo contrario.

QUANDO L’IDEALE

INCONTRA LA REALTÀ Il problema non è il civismo in sé. Il problema è come viene praticato. Nella realtà concreta, quella fatta di elezioni, amministrazioni, bilanci, scelte impopolari, conflitti di in-

teresse, vincoli normativi, il civismo mostra spesso un limite evidente: fatica a trasformarsi in forza efficace. Denuncia molto, costruisce meno. Testimonia, ma governa raramente. Non perché manchino le idee. Non perché manchi l’impegno. Ma perché manca una struttura capace di reggerle nel tempo. La buona volontà è fondamentale, ma non basta. La competenza è necessaria, ma non è sufficiente. Quando ci si confronta con sistemi di potere organizzati, rodati, abituati a vincere anche senza convincere, servono strumenti adeguati. Servono metodo, continuità, visione strategica. La politica, piaccia o no, non premia solo chi ha ragione. Premia chi sa incidere.

Chi riesce a trasformare un’idea in una decisione, una proposta in una norma, una visione in un atto amministrativo. Senza questo passaggio, il civismo resta sul piano dell’intenzione. E l’intenzione, da sola, non cambia nulla.

LA FRAMMENTAZIONE COME LIMITE STRUTTURALE

Il vero nodo è la frammentazione. Il civismo si presenta spesso come un arcipelago di gruppi, liste, comitati, associazioni, ciascuno convinto di essere portatore della visione più autentica, più pura, più coerente.

Micro-identità forti. Macro-irrilevanza politica. Ognuno difende il proprio spazio, il proprio nome, il proprio simbolo, il proprio perimetro morale. Ognuno teme di perdere visibilità, autonomia, riconoscibilità.

E così si moltiplicano le sigle, le liste civiche, le piattaforme parallele, spesso simili nei contenuti e divise solo da dettagli o da personalismi mai dichiarati.

Il risultato è prevedibile: dispersione di energie, sovrapposizione di proposte, concorrenza interna. E mentre il civismo si divide, chi governa ringrazia. Perché non serve contra-

stare ciò che si auto-indebolisce. Divisi non si è alternativi. Divisi si è innocui. Ed essere innocui, in politica, significa non spostare nulla. Non cambiare equilibri.

Non incidere sulle scelte. Al massimo, commentarle.

L’EQUIVOCO

DELL’ANTI-POLITI-

CA

C’è poi un equivoco che continua a fare danni: l’idea che il civismo sia l’opposto della politica. Non lo è. Non lo è mai stato. Il civismo è politica. Solo che pretende di praticarla meglio. Rifiutare la politica in quanto tale significa rinunciare a capirne i meccanismi. E chi non li capisce, finisce per subirli.

Illudersi di restare “puri” evitando il confronto con il potere non è una virtù: è una rinuncia. Governare non è una colpa. È una responsabilità. Senza strategia, senza alleanze, senza capacità di stare dentro i processi decisionali, il civismo resta una protesta elegante. Eticamente ineccepibile, forse. Ma strutturalmente inefficace. E l’inefficacia, alla lunga, logora anche le migliori intenzioni.

IL MORALISMO COME RIFUGIO

Un altro limite, più sottile ma altrettanto pericoloso, è il moralismo.

L’idea che la purezza valga più del risultato. Che il compromesso sia sempre un tradimento. Che sporcarsi le mani equivalga a perdere l’anima. Ma la politica non è il luogo dei puri.

È il luogo di chi decide.

Chi non decide, subisce. Chi non governa, commenta. Chi resta fuori per principio, spesso lascia che altri decidano al posto suo.

Il moralismo diventa così un rifugio comodo. Permette di sentirsi dalla parte giusta senza assumersi il peso delle conseguenze. Di criticare senza esporsi. Di mantenere una superiorità etica che, però, non produce cambiamento. E intanto le decisioni passano. E intanto le occasioni si perdono.

PRENDERE SUL

SERIO IL CIVISMO

Prendere sul serio il civismo significa accettare una verità scomoda: da soli non si va lontano. Serve una visione comune. Pochi punti chiari, riconoscibili, condivisi. Serve la capacità di fare sintesi. Di rinunciare a una parte di visibilità personale per costruire qualcosa di più grande. Di accettare che l’unità non è uniformità, ma direzione condivisa. L’unità non cancella le differenze. Le orienta. Senza questo passaggio, il civismo resta testimonianza. Nobile, sì. Ma sterile. E la testimonianza, se non diventa proposta di governo, finisce per essere ignorata.

DALLA DENUNCIA

ALLA RESPONSABILITÀ

Il civismo ha tutte le carte per essere una forza trasformativa: competenze, radicamento, credibilità. Ma deve decidere cosa vuole essere. Continuare a denunciare è legittimo. Ma non è sufficiente. Governare è difficile. Espone. Logora. Costringe a scegliere. A scontentare qualcuno. A prendersi responsabilità anche quando le decisioni non sono popolari. Ma è l’unico modo per cambiare davvero le cose. Tutto il resto è narrazione.

UNA PROVOCAZIONE NECESSARIA Il civismo oggi è davanti a una scelta chiara e non più rinviabile: restare una bella idea o diventare una forza capace di incidere. Continuare a dividersi in nome della coerenza, o costruire alleanze in nome dell’efficacia. Perché c’è una verità che va detta senza ipocrisie: un civismo che non vince non corregge il sistema, lo rafforza. Forse la vera domanda non è se il civismo sia giusto.Lo è. La domanda è se sia disposto a crescere. Perché in politica, prima o poi, arriva sempre il momento in cui bisogna scegliere: avere ragione o avere effetto. E continuare a confondere le due cose, oggi più che mai, rischia davvero di essere solo una riflessione a tempo perso.

Gianni Rosa: «Dalle Istituzioni un impegno concreto su diagnosi precoce, informazione e corretti stili di vita per salvare vite»

Melanoma, ecco la Giornata nazionale per la prevenzione

POTENZA. Il Senato ha approvato, con alcune modifiche, il disegno di legge che istituisce la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma e introduce ulteriori misure per la prevenzione e la diagnosi precoce della malattia. Il provvedimento passerà ora all’esame della Camera per il completamento dell’iter parlamentare.«L’istituzione della Giornata rappresenta un impegno collettivo verso la diagnosi precoce, che è fondamentale per salvare vite», sottolinea il senatore Gianni Rosa, evidenziando il ruolo centrale delle Istituzioni nel promuovere la cultura della prevenzione. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sui fattori di rischio, sull’importanza dei controlli dermatologici periodici e sull’adozione di comportamenti responsabili, a partire dalla protezione dai raggi ultravioletti.Nel corso

dell’esame a Palazzo Madama, il testo è stato rafforzato con l’introduzione di nuove disposizioni. «Il provvedimento è stato reso più incisivo», spiega Rosa, «prevedendo, tra l’altro, il consenso informato per l’esecuzione dei tatuaggi e norme specifiche sugli screening». Le campagne regionali di prevenzione dovranno infatti rivolgersi anche alla popolazione over cinquanta e potranno avvalersi di strumenti di telemedicina e teleconsulto.Un ruolo chiave viene attribuito anche al mondo della scuola. Il Ministero dell’Istruzione, in accordo con il Ministero della Salute, promuoverà attività informative e campagne di sensibilizzazione negli istituti di ogni ordine e grado, con la diffusione di buone pratiche di prevenzione come l’autoesame della pelle.La Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma

sarà celebrata ogni anno il primo sabato di maggio e slitterà al sabato successivo qualora coincida con il primo maggio. «Ricordare l’importanza della prevenzione –

conclude Rosa – significa rafforzare una responsabilità condivisa tra cittadini e Istituzioni, affinché la diagnosi precoce diventi una prassi diffusa».

I primi cittadini del Lagonegrese: «Il confronto istituzionale ha sbloccato scelte attese da anni, ora una fase operativa»

Rilancio ospedale di Lagonegro, «Dai sindaci soluzioni concrete»

LAGONEGRO. «Il lavoro svolto in questi mesi dimostra che il dialogo istituzionale produce risultati quando è fondato su proposte concrete e su una vi- sione condivisa». È da questa valutazione, espressa dai sindaci dell’Unione del Lagonegrese, che prende forma il percorso di rafforzamento del Presidio ospedaliero di Lagonegro, oggi al centro di una fase operativa dopo anni di attese e rinvii.Negli incontri istituzionali dedicati alla sanità territoriale, svolti nei mesi scorsi a Lagonegro, Rivello e Castelluccio Inferiore, le amministrazioni locali hanno ribadito il ruolo strategico dell’ospedale per un’area interna vasta e complessa. Alla presenza dei vertici dell’Azienda Ospedaliera San Carlo e dell’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico, i sindaci hanno avanzato proposte puntuali su potenziamento dei reparti, rafforzamento degli organici, continuità dei servizi e investimenti strutturali.Tra le priorità condivise, centrale è stata la richiesta di superare definitivamente lo stallo pluriennale dell’appalto per il nuovo ospedale. Una sollecitazione che ha trovato riscontro nell’azione regionale e che oggi si tra-

duce nell’attivazione concreta delle procedure di gara per il Polo Unico della Salute, segnando il passaggio dalla programmazione agli atti amministrativi. Nel comunicato diffuso dall’assessorato, Latronico ha evidenziato come il completamento del riassetto delle Unità Operative Complesse rappresenti un risultato coerente con le istanze del territorio. Nel 2025 sarà assicurata la piena operatività delle Uoc di Internistica multidisciplinare, Chirurgia generale e Area intensiva, con l’imminente avvio delle procedure per Laboratorio Analisi e Radiologia, elevate a strutture complesse dal nuovo Atto aziendale.Parallelamente, si registra il potenziamento di servizi

strategici, dalle urgenze mediche alla cardiologia, dall’endoscopia digestiva all’urologia, fino all’Obi e al Centro trasfusionale. Nel biennio 2024 2025 è cresciuto anche il personale, con nuove assunzioni e l’aumento degli operatori sociosanitari da 43 a 52 unità.Sul piano infrastrutturale, l’investimento complessivo superiore a 60 milioni di euro per il nuovo ospedale rappresenta un passaggio decisivo. «Lo sblocco dell’appalto segna l’ingresso del Presidio in una fase nuova», sottolineano i sindaci, che annunciano un monitoraggio costante affinché il rafforzamento si traduca in servizi pienamente operativi, sicuri e accessibili per i cittadini del Lagonegrese.

«Pnrr, allarme sui fondi subito tavolo tecnico»

POTENZA. «Un Tavolo tecnico permanente per rafforzare il monitoraggio degli investimenti del Pnrr Salute e imprimere un’accelerazione a misure decisive come Ospedali e Case di Comunità». Lo chiede il capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, Giovanni Vizziello, commentando l’iniziativa del Governo svoltasi ieri a Palazzo Chigi.Secondo Vizziello, si tratta di «una evidente tirata d’orecchie del Governo Meloni» alla Regione Basilicata, ferma nell’attuazione degli interventi sanitari. «Dei cinque Ospedali di Comunità previsti non ne è operativo nessuno, così come nessuna delle diciannove Case di Comunità programmate», sottolinea, ricordando che a livello nazionale, a giugno dello scorso anno, risultavano già attivi 153 Ospedali di Comunità e 660 Case di Comunità.Il capogruppo rivendica l’iniziativa politica portata avanti in Consiglio regionale. «Avevamo denunciato ritardi inaccettabili, certificati da Agenas e Ufficio parlamentare di bilancio, con una mozione depositata il 17 giugno e mai discussa», afferma, richiamando la richiesta di un Piano straordinario per accelerare gli interventi su medicina territoriale e assistenza ospedaliera.«L’iniziativa dei ministri Foti e Schillaci conferma la fondatezza delle nostre preoccupazioni», conclude Vizziello, avvertendo che la Basilicata, a pochi mesi dalla scadenza finale, rischia di perdere oltre 150 milioni di euro destinati alla sanità regionale.

VIZZIELLO: «COSÌ SI PERDONO RISORSE PER LA SANITÀ»

«Il dissenso pacifico è un valore da tutelare»

Memoria e libertà di espressione: a Potenza si accende la polemica

POTENZA. La Giornata della Memoria, istituita per ricordare le vittime dell’Olocausto e per riflettere sugli orrori del passato, si sarebbe trasformata in un’occasione di tensione e repressione in due episodi distinti avvenuti ieri a Potenza, sollevando interrogativi sulla libertà di espressione e sul ruolo delle istituzioni scolastiche e pubbliche. Almeno secondo quanto raccontato da Osa Potenza e altre associazioni. Il primo episodio si sarebbe verificato durante l’incontro istituzionale organizzato dalla Prefettura presso il Teatro Stabile di Potenza, rivolto a studenti e cittadinanza. «L’evento, che avrebbe dovuto rappresentare un momento di riflessione critica e attuale, - si legge nel comunicato delle associazionisi è configurato come una commemorazione rituale e priva di un reale legame con l’attualità». Nel corso della cerimonia, un giovane studente del liceo “W. Gropius”, L., ha pacificamente manifestato il proprio dissenso sventolando una kefiah da uno dei palchetti del teatro. «Questo gesto simbolico è stato accolto con ostilità: il ragazzo è stato trascinato fuori da agenti della Digos e della Polizia, che lo hanno trattato con toni aggressivi e intimidatori. - continua il comunicato - Secondo il racconto dello studente, gli è stato

detto che il suo gesto non era appropriato al contesto e che qualcuno avrebbe potuto sentirsi offeso. Nonostante il carattere non violento dell’azione, L. è stato identificato verbalmente e sottoposto a una notevole pressione psicologica, lasciandolo in uno stato di disagio e timore». Parallelamente, un altro episodio si sarebbe verificato presso il liceo classico “Q. Orazio Flacco” di Potenza, dove gli studenti avevano organizzato un presidio pacifico nel cortile della scuola per riflettere sull’attualità della Giornata della Memoria. Durante l’iniziativa, sono stati esposti striscioni e pronunciati discorsi contro ogni forma di imperialismo e genocidio, con un focus particolare sulla situazione in Palestina.

Nonostante il presidio si fosse svolto in modo ordinato e si fosse concluso

prima dell’inizio delle lezioni, il preside dell’istituto avrebbe reagito con toni violenti e intimidatori. «Gli studenti coinvolti sono stati identificati e convocati individualmente, subendo pressioni per rivelare i nomi dei partecipanti. - continuano le associazioni - Uno degli studenti, R., autore di un discorso al megafono, è stato trattenuto per oltre un’ora davanti all’ufficio del preside, che lo ha ricevuto con atteggiamenti aggressivi, minacciandolo di sanzioni disciplinari. Anche il rappresentante d’istituto, G., che aveva cercato di assumersi la responsabilità dell’iniziativa, è stato minacciato di espulsione». Gli episodi descritti hanno sollevato forti critiche.

OSA Potenza, Potenza Basilicata Pride e Matera Rumore hanno espresso preoccupazione per «l’abuso

di potere esercitato dalle autorità scolastiche e dalle forze dell’ordine», sottolineando come «la libera espressione del pensiero sia stata trattata come un problema di ordine pubblico». «Ci chiediamo come sia possibile che, ancora nel 2026, le scuole e i luoghi di cultura possano trasformarsi in spazi di controllo e intimidazione», si legge nel comunicato. «La Giornata della Memoria dovrebbe essere un monito universale contro ogni forma di oppressione e violenza, ma quanto accaduto dimostra una pericolosa tendenza alla repressione delle voci critiche».

IL COMMENTO

DI SMALDONE

«La Giornata della Memoria rappresenta un momento di altissimo valore civile e democratico, che chiama tutte e tutti, Istituzioni comprese, a un esercizio autentico di riflessione critica, di responsabilità storica e di attualizzazione dei valori su cui si fonda la nostra Costituzione. La memoria non può essere ridotta a un rito formale, né può prescindere dal confronto con il presente e con le ingiustizie che attraversano il nostro tempo» afferma il presidente del Consiglio comunale di Potenza Pierluigi Smaldone.

«A Potenza, in occasione della Giornata della Memoria, da quanto raccontano gli studenti, si sareb-

bero verificati episodi spiacevoli, che non aiutano a costruire quel leale e proficuo interscambio generazionale sul quale dovrebbe basarsi la nostra società. - prosegue - Le scuole e i luoghi della cultura devono restare spazi di dialogo, partecipazione e libertà di espressione, soprattutto quando questa si manifesta in forme pacifiche e rispettose. Ogni azione che venga percepita come intimidatoria o repressiva nei confronti di giovani che esercitano il proprio diritto al dissenso non può che destare preoccupazione e interrogativi profondi sul clima democratico che siamo chiamati a garantire».

«Oggi più che mai, dobbiamo evitare di relegare i giovani al ruolo di meri spettatori e renderli protagonisti nei fatti, non solo a parole. - sottolinea - Le Istituzioni, tutte insieme, hanno il dovere di accompagnare i percorsi di crescita critica delle nuove generazioni, non di ostacolarli».

«A tutte le ragazze e i ragazzi coinvolti va il mio incoraggiamento a continuare a partecipare alla vita pubblica con senso critico, responsabilità e passione civile, sempre nel rispetto della legge e del buon senso. È anche grazie al loro impegno che la memoria resta viva e che la democrazia si rafforza» conclude il presidente del Consiglio comunale.

POTENZA La Caritas diocesana: «È uno spazio rivolto alle persone e alle famiglie che attraversano una temporanea difficoltà economica»

A Bucaletto si inaugura la bottega della solidarietà “A casa di Leo”

POTENZA. La Caritas Diocesana di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo inaugura questo pomeriggio alle ore 17, la Bottega della Solidarietà “A casa di Leo” presso il locale ex Poste in contrada Bucaletto a Potenza.

La Bottega della Solidarietà “A casa di Leo” è uno spazio rivolto alle persone e alle famiglie che attraversano una temporanea difficoltà economica. Si configura come un piccolo market solidale, rifornito di beni alimentari a lunga conservazione, prodotti per l’igiene personale e della casa, cancelleria e materiale scolastico. I beni

sono gratuiti e vengono acquisiti dalle famiglie beneficiarie attraverso una card a punti, all’interno di un percorso personalizzato di accompagnamento. L’accesso alla Bottega rappresenta uno strumento concreto per riordinare e valorizzare le risorse familiari, favorendo il raggiungimento di una maggiore autonomia.

La benedizione dei locali sarà officiata dal Vicario Episcopale Don Antonio Savone e parteciperanno all’inaugurazione: Francesco Giuzio, Assessore del Comune di Potenza. e Pasquale Pepe, Vicepresidente della Regione Basilicata.

Associazioni denunciano episodi di intolleranza verso gli studenti durante le celebrazioni. Il presidente Smaldone:

Persistono ancora comportamenti scorretti da parte dei cittadini che non sempre differenziano correttamente

Rifiuti abbandonati, è allerta tra i Comuni del Potentino

Spesso dalle colonne di Cronache ci occupiamo di ambiente, e purtroppo troppo spesso riportiamo episodi di abbandono di rifiuti, trasversalmente in tutto il territorio regionale. Questa volta siamo a Montemurro, dove l’Amministrazione Di Leo ha reso pubblico lo scempio perpetrato da alcuni, non solo in località in cui il verde e i boschi dovrebbero regnare incontaminati, ma persino in pieno centro abi- tato. È così che tra alberi e arbusti, compaiono centinaia di sacchetti e spazzatura sparsa. C’è di tutto, dall’immancabile plastica, a lattine, stracci, pneumatici, materiali antiaderenti, flaconi di detersivi, contenitori, e molto altro, nascosto tra la vegetazione. Uno scenario tutt’altro che bucolico, deturpato dalla mano dell’uomo. Ma ciò accade anche in centro urbano, dove basta un lampione per

rendere il punto un nuovo “luogo di raccolta” della spazzatura. Il Sindaco mostra i luoghi prima e dopo la pulizia, e commenta: «L’abbandono dei rifiuti è un danno a tutti. Strade, parchi e spazi comuni puliti sono un diritto, ma anche una responsabilità condivisa – asserisce Di Leo con tono fermo- Abbandonarli significa deturpare il nostro territorio, aumentare i costi per la collettività e mancare di rispetto alla comunità in cui viviamo. Ricordiamo che l’abbandono dei rifiuti è vietato e sanzionato dalla legge. Esistono servizi di raccolta e conferimento pensati proprio per evitare questi comportamenti – e si avvia a concludere il Primo cittadinoL’abbandono degli stessi è un reato penale, pertanto saranno intensificati i controlli sul territorio mediante fototrappole. I comportamenti illeciti saranno perseguiti secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Rispettiamo l’am-

biente. Rispettiamo il nostro paese. Un piccolo gesto corretto da parte di ciascuno fa una grande differenza per tutti». Vale dunque la pena ricordare che oltre a ciò che si vede in superficie, c’è anche il danno arrecato al sottosuolo: i materiali lasciati nell’ambiente infatti, deteriorandosi lentamente (alcuni impiegano da decenni fino a centinaia di anni), rilasciano microparticelle che finiscono nel terreno, infiltrandosi fino alle falde acquifere, con risultati devastanti, le cui conseguenze oggi si conoscono bene. Anche la Protezione Civile di Montemurro interviene sul tema: «La tutela dell'ambiente e del territorio è una responsabilità collettiva, prevenire l'abbandono dei rifiuti significa proteggere la salute, il decoro e la sicurezza della nostra comunità. Invitiamo tutti i cittadini a collaborare, segnalando situazioni di degrado e utilizzando correttamente i servizi di conferimento disponibili. -e incalza la PC- Solo con il rispetto delle regole e l'impegno di ciascuno possiamo evitare danni al territorio e interventi straordinari che ricadono su tutta la collettività. Il decoro urbano è strettamente legato alla sicurezza territoriale. Discariche abusive e rifiuti abbandonati possono ostruire il corretto deflusso delle acque o diventare inneschi per incendi, creando pericoli evitabili. Noi volontari siamo in prima linea per monitorare il territorio, ma la prima forma di protezione civile è il

senso civico di ogni abitante. Proteggere il nostro paese oggi significa garantirlo domani». Sempre in tema di rifiuti, ma stavolta in ambito di raccolta differenziata, ci spostiamo nella provincia di Potenza, a Bella, dove il Comune segnala invece comportamenti anomali sulla stessa. «Sono in corso i controlli sui conferimenti –spiegano dalla Casa comunale- A seguito di un aumento rilevante della frazione indifferenziata». Così si è provveduto ad intensificare l’attività di controllo «necessaria per contrastare il conferimento errato. Come più volte sottolineato, l’aumento della produzione di indifferenziato incide notevole sui costi di smaltimento, determinando tariffe più alte a carico delle utenze».

Sono sempre più numerosi i paesi in cui si effettua la raccolta differenziata, che prevede come primo passaggio una loro suddivisione da parte dei cittadini in base alla natura del singolo elemento o delle sue parti costitutive. Il fine ultimo è dunque la separazione degli scarti in modo tale da reindirizzare ciascun tipo verso il rispettivo trattamento di smaltimento o recupero. Tornando dunque a Bella, «i sacchetti non conformi non sono stati ritirati dagli operatori ecologici -per una giornata- e le utenze interessate dovranno effettuare un nuovo frazionamento prima di esporre nuovamente i rifiuti per la raccolta».

Scoperti dai militari stupefacenti, esplosivi artigianali e strumenti per il confezionamento

Blitz antidroga dei Carabinieri: arresti e sequestri a Potenza e provincia

Nell’ambito di una più ampia e coordinata strategia di contrasto alla recrudescenza dei reati in materia di stupefacenti, disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di Potenza, i militari della Compagnia Carabinieri di Acerenza hanno portato a termine, sul finire della scorsa settimana, una rilevante attività di polizia giudiziaria.

L’operazione, ha visto la sinergica collaborazione dei Carabinieri della Stazione di Vaglio Basilicata e Trivigno e il supporto tecnicospecialistico del Nucleo Cinofili di Tito, in un piccolo comune alle porte del Capoluogo. L’attività di ricerca, condotta con l’ausilio determinante dell’unità cinofila, si è concentrata inizialmente presso l'abitazione di un 37enne, già noto alle Forze dell'Ordine. L’accurata perquisizione ha consentito di rinvenire un variegato assortimento di sostanze, tra cui Cocaina e Hashish già frazionate in dosi, oltre a modiche quantità di “Crack” e flaconi di metadone.

A testimonianza di un’attività di confezionamento ben strutturata, sono stati sequestrati quasi 300 grammi di sostanza da taglio (mannitolo e bicarbonato), ben sei bilancini di pre-

cisione e vario materiale atto al confezionamento. L'uomo è stato tratto in arresto in flagranza di reato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, associato alla Casa Circondariale di Potenza. Arresto convalidato in data odierna dal GIP del tribunale di Potenza il quale disponeva a suo carico la misura della custodia cautelare in carcere. Il contesto operativo è stato successivamente esteso all'abitazione di un secondo soggetto, un imprenditore agricolo di 30 anni, dove i Carabinieri hanno rinvenuto due grossi ordigni artigianali (petardi di fattura illegale dal peso di circa 50 grammi) detenuti senza alcuna autorizzazione, oltre a strumenti riconducibili all’uso di stupefacenti. Quest'ultimo è stato deferito in stato di libertà alla locale Procura della Repubblica per la detenzione dei manufatti esplosivi e contestualmente segnalato alla Prefettura di Potenza quale assuntore di sostanze stupefacenti. Tutti i reperti sono stati sottoposti a sequestro probatorio in attesa di essere versati presso i competenti uffici.

Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini prelimina-

ri e che per entrambi gli indagati vige il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino all’emissione di una sentenza definitiva di condanna. Questo intervento, che ha visto operare in perfetta sintonia le varie componenti territoriali dell’Arma, sottolinea la costante attenzione e la proattività del dispositivo di sicurezza nel monitorare i centri della provincia, garantendo una risposta ferma e tempestiva a tutela della legalità e della salute pubblica

Senza un accordo politico sarà fumata nera. Basta sprecare i soldi dei cittadini, si trovi soluzione

A Matera non perdete tempo

Oggi ennesimo tentativo di elezione del Presidente del Consiglio Comunale

AS S IM O DE L L AP E N N A

Si riunisce oggi il Consiglio Comunale di Matera. Si riunisce per l'ennesima volta per eleggere il Presidente del Consiglio e l'ufficio di Presidenza. Noi confidiamo nel fatto che i consiglieri comunali materani e i maggiorenti dei partiti siano dotati del bene dell'intelletto e, quindi, della correlata e subordinata capacità di agire secondo razionalità e capacità di adattamento.

Una capacità di adattamento e una razionalità che spingerebbe tutti gli attori in campo a rimuovere dall'ordine del giorno l'elezione del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza fino a quando non ci sia stato un accordo politico in grado di superare lo stallo.

TRA POLITICA E MOSTRO BUROCRATICO

Non è che siamo nati ieri. Abbiamo studiato, visto e commentato per anni la politica e l'attività istituzionale. Siamo sufficientemente smaliziati da sapere che l'attività politica è sempre il giusto punto di incontro tra la forma amministrativa e la mediazione tattico-strategica. In questo quadro a noi poco interessa se l'interpretazione che il segretario comunale stia fornendo delle regole per l'elezione siano corrette o meno. Non siamo nella commissione del Ministero dell'Interno, non abbiamo

rapporti con l'agenzia dei segretari comunali, non siamo magistrati della Corte dei Conti.

Quello che noi sappiamo è che il Segretario Comunale è scelto dal Sindaco e che, davanti ad un ostacolo, la nobile arte della politica è quella di comprendere se esista la possibilità di trovare una soluzione per aggirare l'ostacolo o se è necessario fermarsi prima di inciampare sull'ostacolo.

Dopo l’ennesima convocazione del terzo tentativo per l'elezione del Presidente del Consiglio Comunale, gli attori (se dotati di logica e razionalità) dovrebbero essere in grado di comprendere se ci sono i numeri per completare l'elezione o se non ci sono.

Tornare per l'ennesima volta con il nome di Toto quale unico candidato Presidente per la maggioranza senza che si sia trovata una quadra con l'opposizione riuscendo nella formidabile impresa di far rinviare nuovamente il punto all'ordine del giorno sarebbe una dimostrazione di inettitudine cui nessuno dei protagonisti dovrebbe aspirare.

Otto Von Bismark sosteneva che “la politica è l'arte del possibile”, evidenziando che detta attività non debba svolgersi nel mondo dell'utopia né in quello della fantasia ma nel brutale e volgare regno della realtà.

La realtà ci dice che, stabilita come insuperabile l'interpretazione regolamentare fornita dal Segretario Comunale, o si trova una maggioranza capace di superare il limite numerico imposto per la validità della terza votazione o si ritirano i candidati in campo e si cerca un'altra sintesi. Esiste, in realtà, anche l'alternativa di prendere atto che un accordo politico in grado di superare i numeri per la validità della seduta è impossibile. A quel punto meglio togliere la discussione all'ordine del giorno.

TRA COSTI E DIGNITÁ

Abbiamo perso il conto delle sedute convocate per eleggere il Presidente del Consiglio che sono andate deserte. Con esso abbiamo perso il conto dei soldi dei contribuenti sprecati per

sedute che si sapevano già essere inutili. Con esso abbiamo perso il conto della dignità perduta da tutti i personaggi che si stanno agitando per una cosa che appare irraggiungibile. Ieri abbiamo lodato la capacità tattica di Fratelli d'Italia materana di essere perno e guida della coalizione verso vittorie che fino a poco tempo fa apparivano irraggiungibili. Oggi siamo costretti a dire che, in questa occasione, il partito di Giorgia Meloni non sembra avere la forza di esercitare realmente questa leadership.

Un leader non si impone. Un leader deve prendere atto anche dell'impossibilità di raggiungere l'obiettivo e di provare a virare.

Il grande Eduardo De Filippo in una delle sue opere più importanti “Il Sindaco del Rione Sanità” dice che “l'uomo è uomo

quando non è testardo. Quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa. Quando riconosce un errore commesso se ne assume le responsabilità, paga le conseguenze, e non cerca scuse. Quando amministra e valorizza nella stessa misura tanto il suo coraggio quanto la sua paura”.

Se non dovesse riuscire oggi l'elezione del Presidente del Consiglio Comunale, se ci fosse l'ennesima ridicola e già prevista fumata nera noi ci auguriamo che Nicoletti, Toto, Giordano, Melodia e tutti gli esponenti di FDI e della maggioranza provino a comportarsi da uomini comprendendo che in alcuni casi si deve prendere atto che è venuto il momento di fare marcia indietro senza essere testardi.

DI

Materdomini e Pilato: «Occorre un confronto pubblico per dare risposte strutturali a famiglie e soggetti fragili»

«Emergenza abitativa a Matera Serve programmare nuovo Pep»

MATERA. «È arrivato il momento di programmare un Piano di Edilizia Economica e Popolare per la città di Matera». Parte da qui l’appello lanciato da Antonio Materdomini ed Emanuele Pilato, presidente e vice presidente dell’Associazione Matheraclea, che richiamano l’attenzione su una difficoltà abitativa ormai strutturale. «Molte famiglie materane – spiegano – non riescono più nemmeno a sostenere i costi di un affitto».Un quadro confermato dai numeri: nell’ultimo avviso pubblico per l’assegnazione degli alloggi Ater sono state presentate circa novecento domande, segno di un disagio diffuso che richiede risposte urgenti. «Non si tratta più di situazioni marginali, ma di una fascia ampia della popolazione», sottolineano Materdomini e Pilato.Accanto agli alloggi in locazione, l’associazione evidenzia la necessità di puntare anche sull’edilizia convenzionata. «Occorre pensare a soluzioni rivolte a giovani coppie e nuclei familiari che aspirano legittimamente a diventare proprietari di una casa, senza essere esclusi dal mercato», affermano.Per affrontare il tema in modo trasparente, Matheraclea propone l’av-

vio di una discussione pubblica sulle aree da destinare ai nuovi interventi. «Matera potrebbe tornare a essere una città pilota, lanciando un avviso pubblico per la ricerca di terreni disponibili», spiegano, «consentendo a chiunque di proporre suoli, anche in diverse zone della città, per edilizia sovvenzionata, convenzionata e, se necessario, privata».Un percorso che potrebbe essere sostenuto anche da risorse già presenti nel bilancio comunale. «Nelle casse del Comune risultano disponibili almeno un milione e mezzo di euro –ricordano – fondi che po-

trebbero servire ad abbattere i costi di costruzione o a realizzare direttamente abitazioni comunali per le emergenze, come le case parcheggio».L’attenzione è rivolta in particolare alle categorie più vulnerabili. «Genitori separati, single, anziani e giovani coppie attendono risposte concrete», concludono Materdomini e Pilato. «È indispensabile prevedere modelli abitativi più flessibili e aprire subito un confronto pubblico con amministrazione, ordini professionali, associazioni e cittadini per costruire insieme una politica abitativa equa e condivisa».

ANDRÀ IN PENSIONE, IL SALUTO COMMOSSO

Il questore di Matera domenica si congeda

MATERA. Giunta all’ultimo tratto di un percorso professionale iniziato nel 1988, la Questora della provincia di Matera ha voluto salutare il territorio con un messaggio di riconoscenza. «Desidero ringraziare tutti coloro con i quali ho condiviso questi tre anni da Questore della Provincia di Matera», afferma, richiamando le relazioni umane costruite e consolidate nel tempo, fondate sul rispetto e sulla stima reciproci. Il pensiero va alle autorità religiose, politiche, civili e militari, ma anche al mondo del lavoro, della stampa, della cultura e del volontariato, oltre ai cittadini. «Dare sicurezza è un lavoro complesso, un lavoro di squadra», sottolinea, ricordando l’impegno profuso «con passione, orgoglio e sacrificio». Nel suo saluto emerge anche il legame con la comunità locale. «Mi sono avvicinata a questa realtà con grande attenzione e curiosità, imparando ad amare il suo fascino antico e ad apprezzarne la garbata accoglienza», evidenzia, riferendosi alle tradizioni e ai valori del territorio.Il ringraziamento più intenso è rivolto alle donne e agli uomini della Polizia di Stato e dell’Amministrazione Civile dell’Interno della provincia di Matera. «Avete rappresentato una grande, straordinaria famiglia, parte integrante e insostituibile della mia vita», conclude, estendendo il saluto ai colleghi ancora in servizio, a chi ha concluso il proprio percorso e a chi è venuto a mancare troppo presto.

Si è insediato il nuovo organismo, il presidente Mancini: «Centralità alle sfide che riguardano il territorio senza barriere ideologiche»

«Massima collaborazione nel nuovo Consiglio provinciale»

MATERA. La sala consiliare di via Ridola ha ospitato la seduta di insediamento del nuovo Consiglio provinciale di Matera, un debutto caratterizzato da una forte sintonia istituzionale e dalla volontà condivisa di inaugurare una stagione amministrativa fondata sul dialogo e sulla concretezza.

Il Presidente Francesco Mancini ha espresso grande soddisfazione per l’approccio costruttivo dimostrato dai componenti dell’assise, sottolineando come il senso di responsabilità abbia prevalso sulle logiche di schieramento.

«Respiro un clima di massima collaborazione – ha dichiarato Mancini – e per questo voglio ringraziare tutti i consiglieri. Hanno dimostrato di aver com-

preso appieno la funzione di questa assemblea: un luogo di sintesi e di lavoro per il bene delle nostre comunità, capace di superare i perimetri delle appartenenze partitiche in favore di una visione territoriale unitaria».

A conferma della ritrovata coesione, l’assemblea ha deliberato all’unanimità il rinvio del punto all’ordine del giorno relativo alle linee programmatiche di mandato. «Una scelta condivisa – ha sottolineato il Presidente - che consentirà di approfondire ulteriormente gli obiettivi strategici dell’Ente, garantendo che il documento finale sia il risultato di un contributo realmente corale e partecipato. Il superamento delle barriere ideologiche e la centralità delle sfide che attendono il territorio – dalle infrastrutture al-

l’edilizia scolastica, fino alla transizione ecologica – rappresentano le direttrici lungo le quali si muoverà l’azione amministrativa, con l’obiettivo di restituire alla Provincia un ruolo pienamente riconoscibile e autorevole nel panorama regionale». Per quanto riguarda i gruppi, infine, solo “Insieme per la Provincia di Matera” e “Uniti per la Provincia” hanno indicato i rispettivi capigruppo: Carlo Ruben Stigliano e Claudio Scarnato.

Matera e provincia

Il sindaco: «Un bando per investire sul futuro di Irsina»

IRSINA. Domani alle 17.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Irsina, si terrà la presentazione pubblica del bando comunale a sostegno delle micro, piccole e medie imprese. L’incontro rappresenta un’importante occasione per illustrare le opportunità di finanziamento previste dal bando, finalizzate a interventi di tutela, valorizzazione e rigenerazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico del territorio comunale, con particolare riferimento al

borgo fortificato di Montepeloso e al sistema museale turistico-culturale della città. L’Amministrazione comunale intende, attraverso questo strumento, promuovere uno sviluppo economico sostenibile, capace di coniugare sostegno alle attività produttive e valorizzazione delle identità locali, rafforzando il ruolo delle imprese come protagoniste della crescita del territorio. «Con questo bando – dichiara il Sindaco di Irsina, Giuseppe Candela – vogliamo offrire un

sostegno concreto alle imprese che scelgono di investire nel nostro patrimonio, trasformandolo in una leva di sviluppo economico, culturale e turistico. Montepelloso, il nostro sistema museale e l’intero centro storico rappresentano risorse straordinarie: valorizzarle significa creare opportunità, lavoro e futuro per la comunità di Irsina». L’invito a partecipare è rivolto a imprenditori, professionisti e cittadini interessati. Informarsi e confrontarsi oggi significa

costruire insieme lo sviluppo di Irsina di domani.

Il presidente Guidotti: «Dall’incendio alla crescita, innovazione e lavoro condiviso possono creare sviluppo anche nell’entroterra lucano»

Coserplast, 35 anni di resilienza

«Una coop radicata nel territorio»

MIGLIONICO. Compie trentacinque anni di attività la cooperativa Coserplast di Miglionico, realtà produttiva che oggi impiega quarantacinque dipendenti, con ventisette soci lavoratori, ed è riconosciuta a livello nazionale per la produzione di infissi. Un traguardo che racconta una storia di resilienza, innovazione e forte legame con il territorio lucano. Fondata il 29 gennaio 1991 su impulso della cooperativa Alternativa, Coserplast nasce con l’obiettivo di creare occupazione per le giovani generazioni. Grazie al supporto del Ccpl e della rete Legacoop, e alle opportunità offerte dalla legge De Vito sull’imprenditoria giovanile nel Mezzogiorno, l’iniziativa di undici soci prende forma e avvia un percorso di crescita costante.Oggi la cooperativa opera con due stabilimenti che si estendono su

una superficie complessiva di circa dodicimila metri quadrati: il sito storico di Miglionico, dedicato alla produzione di infissi in pvc e alluminio, e il nuovo stabilimento di Pomarico, specializzato negli infissi in legno. Una struttura industriale avanzata che ha consentito all’azienda di posizionarsi stabilmente sul mercato nazionale, investendo in tecnologia, progettazione e qualità estetica.Il cammino non è stato privo di difficoltà. Coserplast ha attraversato le crisi cicliche del settore edilizio e ha affrontato il momento più duro nel 2018, quando un incendio distrusse lo stabilimento. Una prova che ha messo a rischio la continuità aziendale ma che la base sociale rimasta ha trasformato in occasione di rilancio, ricostruendo un’azienda più solida e innovativa.Con un fatturato che supera

i dieci milioni di euro, la cooperativa ha ottenuto le certificazioni Iso 9001, 45001, 18000, il modello 231 e il massimo rating di legalità. Di recente ha depositato anche un brevetto industriale per un sistema di aerazione integrato nei profili delle finestre. «La formula cooperativa con-

sente il radicamento con il territorio e valorizza lo stare insieme», dichiara il presidente Innocenzo Guidotti. «Il nostro trentacinquesimo compleanno è un messaggio di futuro per la comunità: anche qui è possibile realizzare il proprio sogno lavorativo».

Mario Incudine con l’Orchestra Ico Magna Grecia in scena domani all’Auditorium Gervasio per la Stagione Eventi Musicali

Matera riscopre la canzone italiana del Novecento

MATERA. Un viaggio nella memoria musicale del Paese, tra parole, melodie e storia collettiva. Venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 21.00, l’Auditorium Gervasio di Matera ospita lo spettacolo “Parlami d’amore – Quando la radio cantava la vita”, interpretato da Mario Incudine e accompagnato dall’Orchestra Ico Magna Grecia, nell’ambito della Stagione Eventi Musicali 2025 2026 promossa dall’Associazione Musicale Luis Bacalov.Scritto da Costanza DiQuattro, lo spettacolo intreccia teatro, musica e racconto storico, conducendo il pubblico dentro la canzone italiana

tra le due guerre. Un periodo in cui, tra il 1918 e il 1940, la diffusione della radio trasformò profondamente il modo di ascoltare musica, portandola nelle case e rendendola parte della vita quotidiana. Accanto alle canzoni ufficiali, legate alla propaganda e ai valori del tempo, si affermarono però anche sonorità nuove, spesso osteggiate dal regime, come lo swing e il jazz, che raccontavano un’Italia più inquieta e moderna.In scena, Incudine è voce narrante e interprete, capace di alternare ironia e commozione, accompagnando gli spettatori in un percorso di amarcord eriflessione.

ne musicale è affidata a Valter Sivilotti, mentre la regia porta la firma di Pino Strabioli. Completano l’ensemble Antonio Vasta al pianoforte e alla fisarmonica e Pino Ricosta al suono.Il repertorio spazia da “Non ti scordar di me” a “Mille lire al mese”, da “Maramao” a “Parlami d’amore Mariù”, restituendo fascino e attualità a brani entrati nel patrimonio emotivo nazionale. Uno spettacolo che non è solo un omaggio alla canzone d’autore, ma anche un racconto di storia patria, in cui la musica diventa chiave di lettura di un’epoca e di un’identità condivisa.

Sul podio, la direzio-

La rubrica di Cronache esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Appunti di realtà del 29 gennaio Il mondo non è rotto, è distratto

DI D INO Q UARATINO

Non stiamo vivendo un’epoca cattiva. Stiamo vivendo un’epoca distratta. Distratta da sé stessa, dalle proprie possibilità, dal peso reale delle scelte quotidiane. Una distrazione collettiva, elegante, ipertecnologica, piena di parole giuste usate nel modo sbagliato. Siamo concentrati su tutto tranne che su ciò che possiamo davvero governare.Ogni giorno ci viene spiegato cosa temere, chi odiare, da che parte stare.Molto raramente ci viene chiesto: che tipo di persona stai diventando mentre fai tutto questo? È qui che il discorso si fa scomodo. Ma anche utile. Perché il degrado non ini-

zia dai grandi eventi. Inizia da micro-cedimenti accettati come normali: una verità piegata, una responsabilità evitata, un silenzio scelto per non complicarsi la vita. Nulla di drammatico. Nulla di eclatante.

Ed è proprio questo il problema. Abbiamo scambiato la furbizia per intelligenza e l’adattamento per saggezza. Funziona nel breve periodo. Poi presenta il conto. Eppure, non tutto è perduto. Non perché il sistema cambierà, ma perché l’essere umano non è finito. È solo sottoutilizzato. Esiste una forma di forza che oggi non fa tendenza: la coerenza interiore. Non fa rumore. Non genera consenso immediato. Ma è

L’INTERVENTO

D I VI NCEN ZO MAIDA

Èsufficiente approfondire un poco o osservare con occhi disincantati la realtà odierna per verificare che gli orrori sono, purtroppo, “patrimonio dell’umanità”. Chi ha vista le immagini dei bambini feriti o mutilati, trasferiti da Gaza all’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova, non può non aver provato un moto di sdegno e di compassione, né di più e né di meno di quello provato di fronte alle immagini dei bambini israeliani il 7 ottobre del 2023 o alle immagini dei lager nazisti. Ma quanti sanno che il primo lager fu quello dei sabaudi a Fenestrelle, sopra Torino, in alta montagna. Lì trovarono la morte migliaia di giovani che si erano rifiutati di dismettere la divisa dell’esercito borbonico per indossare quella sabauda. Tra essi uno dei più giovani, appena ventenne, c’era Antonio Maria Mosetti. Era nato a Montalbano Jonico il 19 novembre del 1843 e morì a Fenestrelle il 5 luglio del 1864. Non aveva ancora compiuto 21 anni ed era stato lì deportato per essersi rifiutato di tradire il giuramento fatto al Re delle Due Sicilie Francesco II (Re Franceschiello) e di passare armi e bagagli con l’esercito piemontese.

A Matera qualche anno addietro è stato inaugurato, alla presenza delle massime autorità locali e provinciali nella villa comunale, un busto in bronzo dedicato a Giambattista Pen-

contagiosa. Quando una persona smette di recitare il ruolo che ci si aspetta da lei e inizia a vivere in accordo con ciò che sa essere giusto, succede qualcosa di concreto: lo spazio intorno cambia. Le relazioni cambiano. Le possibilità cambiano. Non serve essere puri. Serve essere radicati. Radicati abbastanza da non oscillare a ogni vento. Radicati abbastanza da non delegare il proprio valore al giudizio esterno. Radicati abbastanza da capire che il vero potere non è controllare gli altri, ma non essere controllati dalle proprie paure. Questo tempo premia l’apparenza, ma ha fame di sostanza. E chi sceglie la sostanza, oggi, compie un atto silenziosamente rivoluzionario. Non è necessario convincere nessuno. Non è necessario vincere discussio-

ni. È sufficiente incarnare una direzione. Essere affidabili in un mondo instabile. Essere lucidi in mezzo alla confusione. Essere umani dove conviene diventare cinici. Se stai cercando un segnale, forse è questo: non sei chiamato a fare di più. Sei

chiamato a fare meglio, a partire da dove sei. Il mondo non ha bisogno di nuove parole. Ha bisogno di persone che non si distraggano da ciò che conta davvero. E questa, oggi, è una possibilità reale. Non teorica. Non lontana. Tua.

Il Lager di Fenestrelle con vittime anche lucane

tasuglia, un lucano ad aver preso parte alla spedizione dei mille. Nessuno ha sentito la necessità di ricordare quei giovani che dall’altra parte della barricata attestarono con la vita la fedeltà a quella che era allora la loro patria. Tra i primi nomi emersi dai documenti della fortezza di Fenestrelle vi è stato anche quello di un altro lucano: Giuseppe Masareca di 22 anni. La fortezza nella quale Antonio Mosetti e Giuseppe Masareca esalarono l’ultimo respiro era posta a duemila metri d’altezza, sulle montagne piemontesi. Gli internati furono circa ventimila. Erano militari borbonici che non volevano ultimare il servizio militare obbligatorio nell’esercito sabaudo, cioè tutti quelli che avevano apertamente dichiarato la loro fedeltà a Francesco II e quelli che avevano giurato resistenza ai piemontesi.

Il più anziano tra essi non aveva che 32 anni. La naturale asperità dei luoghi ed il clima freddo rendevano quel posto un vero e proprio campo di concentramento disumano. Il 22 agosto del 1861 i detenuti tentarono una rivolta ottenendo solo l’inasprimento della pena ed i più furono costretti ad una palla al piede di circa 16 chili, a ceppi e catene. Erano senza pagliericci, senza coperte, senza luce. Vennero smontati gli infissi per farvi entrare aria e rieducare con il freddo i segregati. Denutriti e con dei cenci come abbigliamento, di giorno si trascinavano nei punti più assolati per catturare qualche timido raggio di sole e riscaldarsi. E’ facile immaginare che nella loro mente in quei momenti prendeva corpo la voglia e la nostalgia del tepore degli assolati meriggi mediterranei.

La liberazione avveniva solo con la morte ed i corpi venivano disciolti nella calce viva in una immensa vasca scavata nel retro della chiesa, all’ingresso della fortezza.

“Questi soldati - ha scritto Maurizio Di Giovine – finirono i loro giorni in terra straniera ed ostile, certamente con il commosso ricordo e la struggente nostalgia della Patria lontana. Erano poco più che ragazzi: il più giovane aveva 21 anni, il più vecchio 32. Se non fossero stati relegati a Fenestrelle, probabilmente sarebbero divenuti “briganti”, e forse anche per questo motivo, furono relegati nella fortezza del liberale Piemonte, dove entrando su un muro è ancora visibile l’iscrizione “Ognuno vale non in quanto è ma in quanto produce”. Motto antesignano del più celebre e sinistro slogan che si poteva leggere nei lager nazisti : Arbeitmachtfrei” (il lavoro rende liberi). Non deve destare meraviglia l’abbinamento perché la guerra del Risorgimento, come ha giustamente osservato Ulderico Nisticò, fu una guerra ideologica. E la guerra ideologica non può che concludersi con lo sterminio del nemico.”Abbiamo rintracciato l’atto di nascita di Antonio Mosetti e la registrazione del suo battesimo. La madre aveva appena vent’anni quando lo diede alla luce, il padre ventisette. Erano ancora giovani quando non ebbero più notizie del loro figlio e con ogni probabilità non vennero a conoscenza dell’orrenda fine che era stata a lui riservata dai liberatori piemontesi. Dopo un’immane sofferenza, a Fenestrelle non si riusciva a sopravvivere più di tre mesi, era morto senza una tomba, sciolto non in un forno crematorio, ma nella calce viva. A Fenestrelle non si furono sopravvissuti.

COPPA ITALIA Dal dischetto D’Auria sbaglia. Selleri, De Marco Maisto, Castorani segnano. Sbagliano pure Meccariello e Dubikas

È finale! Il Potenza batte ai rigori la Ternana

POTENZA (4-3-3): Cucchietti7, Adjapong 5,5, Riggio 6, Loiacono 6, Rocchetti6 (all’88 Balzano 6) , Ghisolfi 5 (all’88 Maisto 6),Felippe 5 (al 70’Castorani 6,5), De Marco 6,5, D’Auria 5, Murano 5,5 (al 46’Anatriello 5), Schimmenti 5,5 (al 1’sts).

A disp. Franchi,Rocco, Anatriello, Castorani,Camigliano, Balzano, Ragone, Bachini,Erradi, Maisto, Bura,Selleri Gabriele. All.: De Giorgio

TERNANA CALCIO (3-4-1-2): D'Alterio 6, Donati6 Capuano 6,5, Maestrelli 6,5(al 5’ pts Meccariello 5),McJannet7 (al 61’Panico 6) Vallocchia 5,5, Majier 6,5 (al 79’Kerrigan 6), Garetto 6 (all’11sts.),Ndrecka 6, Pettinari 6,5 (al 61’Proietti 6) Leonardi 6 (al 61Dubikas 5,5).

A disp. Morlupo, Pagliari, Tripi,Dubikas,Meccariello,Kerrigan,Panico,Bruti,Proietti, Martella. All.: Liverani

ARBITRO: Sig. Dario Di Francesco (Ostia Lido)

ASSISTENTI: Sigg. Marco Sicurello (Seregno); Pio Carlo Cataneo (Foggia) IV Ufficiale: Sig. Giuseppe Maria Manzo (Torre Annunziata)

MARCATORI: al 50’Mcjannet RECUPERO: 2’ pt e 4’ st SUPPLEMENTARI RECUPERO: pt.2’; st 1’

NOTE: Rigori: Selleri, De Marco Maisto, Castorani (Pz); Capuano, Panico Spettatori: 2518 di cui 98 ospiti per un incasso di 38.600 euro Ammoniti:Panico,Vallocchia(Te)Loiacono, Addjapon(Pz) Espulsioni:. Angoli8 – 6per il Potenza

POTENZA. È finale !. Il Potenza batte ai rigori la Ternana e va a giocarsi la finale di Coppa Italia Regionale contro il Latina che ha battuto per due reti ad uno il Renate. Due parate di Cucchietti alla fine chiudono definitivamente una gara giocata nel complesso non al meglio dai ragazzi di De Giorgio. Di contro invece la squadra di Liverani ha messo in campo tutte le forze necessarie per fare il colpaccio e passare il turno. Alla fine non è stato così perché questa volta colui che scriverà la sto-

ria calcistica del Potenza potrà annotare per la prima volta il Potenza tra le squadre che hanno disputato una finale di Coppadi Coppa Italia. Per andare in gara i due tecnici si presentano al “Viviani” con almeno tre cambi per il Potenza di De Giorgio che schiera in difesa l’ex Loiacono e Riggioed centrocampo al posto dello squalificato Siatounis entra Ghisolfi. Anche mr.Liverani mischia le carte rispetto alla gara di andata al “Liberati” di Terni. Schiera in una sorta di schema a rombo Maestrelli in difesa ed a centrocampo il neo acquisto Majier ed in avanti preferisce la coppia Pettinari – Leonardi. La gara inizia sotto una pioggia insistente. Quasi cento i sostenitori delle “fere” umbre presenti sugli spalti. Circa duemilacinquecento gli spettatori potentini. La tensione sugli spalti è alla stelle, la compagine di Liverani è arrivata al “Viviani” per portare a casa una vittoria di peso che gli consente di passare il turno. Partono bene entrambe le compagini.Al 14’ arriva il primo squillo per i padroni di casa. D’Auria servito da Adjapongcostringe D’Alterio a respingere in angolo. La risposta della Ternana al 20’ con un tiro “telefonato” di Maestrelli. La palla termina fuori.Poi, il pallino del gioco passa tra i piedi degli umbri che fanno un grandissimo possesso palla con Majer padrone del centrocampo. Sul “Viviani” spiove, ma è un vento fastidioso che rende difficile il controllo della palla a farla da padrone. Al 40’i rosso-blù difendono il risultato di andata. Al 43’Pettinari servito da McJanet manda la palla di poco al lato la porta di Cucchietti. Nel secondo minuto di recupero Schimmenti fa tutto bene con ripartenza ve-

locissima ma al momento del tiro a tu per tu con D’Alterio manda la palla fuori. La prima frazione di gioco si chiude con il risultato ad occhiali. La ripresa si apre con l’entrata in campo di dell’ex Messina e Trapani Anatriello al posto del “samuray” che al 36’aveva accusato un brutto colpo alla spalla. Neppure il tempo di battere il calcio di inizio che il Potenza va vicino alla rete del vantaggio sempre con uno straordinario Schimmenti servito da Rocchetti. D’Alterio blocca la palla sul palo della porta. Tre minuti dopo Cucchietti si deve allungare su un tiro dalla distanza di Leonardi. Poi al 50’ la Ternana va in vantaggio con lo scozzese Mcjannet servito da Majer. Sul “Viviani” cala il gelo. Le speranze di giocarsi la finale contro il Latina si allontanano. Liverani vuole partire da Potenza con un risultato pieno. Al 61’ richiama in panchina l’autore della rete McJannet, Leonardi e Pettinari per Dubickas, Panico e Proietti.De Giorgio risponde con Castorani al posto di Felippe. I rosso-blu non sono nel momento migliore della gara. La Ternana pressa ed è padrona della trequarti. Al 78’su azione di calcio d’angolo Anatriello di testa sfiora la traversa di D’Alterio. Liverani richiama in panchina Majer, al suo esordio con la maglia rosso-verde per Kerrigan. A scadere di tempo regolamentare De Giorgio cambia Chisolfi alle prese con un infortunio per Maisto e Rocchetti per Balzano. Al 90’ la gara si chiude con il vantaggio della Ternana. Il direttore di gara concede 4’di extra time. Si va ai supplementari con i rossoblùcercare di trovare l’imbucata giusta per pareggiare i conti.Al 5’ del primo tempo supplementare Liverani chiama in panchina Maestrelli per Meccariello.Il primo tempo supplementare si chiude senza grosse emozioni. La ripresa si apre con un cambio nelle file del Potenza. Fuori Schimmenti per Selleri.All’11 Liverani richiama Garetto per Tripi.Mancano treminuti ai rigori che decreteranno la vincente che affronterà il Latina prima squadra finalista. Dal dischetto vanno uno dopo l’altro D’Auria, Meccariello, Selleri, Dubiskas, De Marco, Capuano, Maisto e Panico. Alla fine sarà Castorania chiudere definitivamente la semifinale e portare il Potenza a giocarsi il 18 marzo prossimo l’andata della finale contro il Latina. Tra la gioia di un “Viviani” in visibilio .

MomentI della partita (foto Mattiacci)
Momenti della partita ( foto Mattiacci)

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