


REFERENDUM GIUSTIZIA ORGANIZZATO DA CONFINDUSTRIA A MATERA PER STIMOLARE IL DIBATTITO SUI QUESITI REFERENDARI
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REFERENDUM GIUSTIZIA ORGANIZZATO DA CONFINDUSTRIA A MATERA PER STIMOLARE IL DIBATTITO SUI QUESITI REFERENDARI
A moderare il Procuratore generale della Corte d’Appello di Potenza, Basentini

Il presidente di Confindustria considera l’accordo un’opportunità cruciale per le imprese
Somma: «Applicazione
A breve il pagamento
Una schiarita, un tavolo di confronto positivo e di grande interesse per il futuro dei 180 lavoratori dell'Aias. La sospensione dello stato di agitazione e la ripresa dei pagamenti dei dipendenti da parte della Regione Basilicata, grazie al Fondo Sociale costituiscono un motivo in più per avere fiducia sul futuro dei dipendenti della struttura (...)
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Pepe



FRANCESCO DI CIOMMO Si può essere davvero qualcuno ed avere un profilo volutamente sobrio quanto silenziosamente laborioso come in fin dei conti è fatta anche l’indole dei lucani, a cui s’è sempre ispirato con un legame forte e bello e che continua felicemente a rinnovare. E così a dispetto della fatalità geografica di cui parlava Giustino Fortunato è la riprova che se si ha talento da vendere si può nascere a Lavello, arrivare a scalare i vertici della Luiss, di Cdp SpA, dell’Ilva di Taranto per non parlare di Widiba SpA e per giunta essere uno dei maggiori esperti di diritto civile.


SALVATORE FALABELLA
Non bastava che la Basilicata fosse campionessa d’abusivismo edilizio con 39 punti sopra la media italiana, ma ci voleva pure lo psicodramma del sindaco di Lagonegro e delle anime belle della sinistra combattente e, si fa per dire legalitaria, a dargli man forte e finanche solidarietà, scordandosi quello che vanno rimproverando agli altri e cioè che nelle istituzioni l’esempio è tutta sostanza anziché forma. Per adesso, invece, la demolizione dell’abuso villesco è solo annunciata e mai eseguita, manco fosse l’indennità differita che tanto piace ai consiglieri regionali.
chiama a raccolta i sindaci e le categorie per affrontare le criticità del litorale lucano: riunione convocata per martedì

«L’AI al servizio degli studenti per un’università più moderna»

SERVIZI D’EMERGENZA Giornata formativa della Protezione civile dedicata agli strumenti fondamentali per i cittadini più fragili: app “Where are U” e Nue 112
■ Servizio a pag 10
FURTI A BARAGIANO
Presa di mira dai ladri una tabaccheria: trafugati soprattutto sigarette e gratta e vinci
Paura anche a Muro Lucano e Picerno
■ Calabrese a pag 17
CAPOLUOGO
A Cronache Vita
Genovese racconta la sua passione per i capelli e le sfide del suo salone a rione Cocuzzo
■ Menonna a pag 16
SPORT
Questa sera il Potenza sfiderà il Crotone allo “Scida”, il Picerno invece giocherà
contro il Casarano
■ Servizi pag 21

Il presidente di Confindustria Basilicata Somma chiede una applicazione provvisoria dell’intesa per evitare effetti negativi
POTENZA. «C’è solo un modo per limitare i danni economici derivanti dal freno all’accordo commerciale Ue-Mercosur ed è la sua applicazione immediata provvisoria»: il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, commenta così il rinvio dell’entrata in vigore dell’accordo dopo il voto dell’Europarlamento di mercoledì scorso che ha investito la Corte di giustizia dell’Unione europea.Dopo venticinque anni di negoziati, all’inizio dell’anno era stato finalmente raggiunto l’accordo preliminare dei Paesi membri che aveva fatto sperare in una rapida e positiva evoluzione. Confindustria ha fortemente spinto in questa direzione, considerandola una opportunità cruciale per le imprese italiane. La nuova sospensione allunga i tempi di ratifica e indebolisce le politiche commerciali europee, con possibili effetti negativi sulla fiducia degli operatori e sulle relazioni con partner economici di peso.
«È surreale – spiega il presidente Somma – la scelta di congelare l’apertura a nuovi mercati strategici in questo particolare momento storico, nonostante i risultati importanti conseguiti fino a ora in termi-

ni di adeguate garanzie e meccanismi di salvaguardia per il mondo agricolo. Avanzamenti raggiunti anche grazie al confronto costruttivo che il mondo dell’industria ha garantito. Le barricate ideologiche a oltranza e le strumentalizzazioni politiche non sono pertanto tollerabili. Dovremmo convergere tutti sull’urgenza che l’Europa ha di rafforzare rapporti commerciali e capacità competitiva».
«Ritardare le ricadute di un accordo in grado di generare opportunità per la nostra industria, con il raggiungimento di nuovi mercati significativi per l’ex-
port e il rafforzamento delle catene globali del valore, ha conseguenze negative per imprese e cittadini. È necessaria, da parte di tutti, una seria assunzione di responsabilità per superare in fretta questa situazione di stallo. Auspichiamo che tutte le istituzioni europee lavorino in sinergia per questo obiettivo. Se siamo tutti convinti che serva una Europa più competitiva, alla prova dei fatti non si può remare nella direzione opposta, con scelte che penalizzano soprattutto l’industria italiana. La tutela degli interessi generali del Paese deve venire prima di tutto».
IL SENATORE ROSA: «MISURE ANTICAOS»
«Alta velocità Sa-Rc, tutele tratto lucano»
POTENZA. Rassicurazioni dal Governo sugli impatti del traffico legati ai lavori dell’alta velocità ferroviaria Salerno–Reggio Calabria, nel tratto lucano. Nella seduta del Senato di giovedì 22 gennaio, il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Antonio Iannone, ha risposto all’interrogazione del senatore di Fratelli d’Italia Gianni Rosa sulla gestione dei flussi di mezzi pesanti durante i lavori, in particolare lungo la strada statale 585. La SS585 rappresenta l’unica arteria di collegamento verso Maratea e Praia a Mare ed è una infrastruttura strategica anche sotto il profilo turistico. Secondo le stime, sono previsti oltre 500 transiti giornalieri di mezzi pesanti, ai quali si sommano il traffico locale e quello stagionale. Nella risposta del Governo è stato confermato che, nell’ambito della procedura di valutazione ambientale, la movimentazione dei mezzi di cantiere è stata affrontata con particolare rigore. Sono previste misure di mitigazione da adottare prima dell’avvio dei lavori, in coerenza con le prescrizioni Via e con gli strumenti di coordinamento istituzionale, con l’obiettivo di ridurre al minimo i disagi e garantire una gestione sostenibile della mobilità.Il senatore Rosa ha sottolineato come l’intervento confermi l’attenzione dell’Esecutivo verso i territori e l’impegno a coniugare sviluppo infrastrutturale e tutela delle comunità locali.

In Commissione Ambiente la risposta all’interrogazione di Mattia:«Pareri acquisiti e iter in corso per il completamento dell’infrastruttura»
«Diga del Rendina, Governo accelera su sicurezza e lavori»
POTENZA. Le strutture tecniche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono in stretto contatto con la Regione Basilicata per accelerare le procedure necessarie al completamento e alla messa in sicurezza della diga del Rendina, nel territorio di Lavello. Lo ha riferito il sottosegretario Antonio Iannone, rispondendo in Commissione Ambiente all’interrogazione del deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia.Iannone ha ricordato che il Governo ha stanziato quasi 114 milioni di euro per l’opera e che nel dicembre 2024 il Consorzio di Bonifica della Basilicata ha trasmesso la revisione del Progetto di fattibilità tecnicoeconomica, elaborata sulla base delle indicazioni del Mit e del parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. L’istruttoria mi-
nisteriale si è conclusa nel marzo 2025, dopo l’acquisizione del parere regionale sulla portata di piena del nuovo scarico di superficie, con un parere tecnico vincolante favorevole, corredato da prescrizioni da recepire nelle fasi successive.L’iter autorizzativo è stato nel frattempo avviato: il Mase ha escluso il progetto dalla Valutazione di impatto ambientale, mentre la Commissione tecnica Via-Vas ha indicato specifiche condizioni ambientali da rispettare in fase progettuale ed esecutiva. Sono inoltre in corso ulteriori indagini geotecniche e prove su modello fisico idraulico, insieme alle modellazioni geotecniche tridimensionali affidate al Politecnico di Milano. «Si tratta di verifiche necessarie – ha precisato Iannone – e non di ostacoli buro-

cratici».Mattia si è detto soddisfatto, assicurando che l’attenzione resterà alta sull’avvio dei lavori, che consentiranno alla diga di raggiungere un volume di
invaso di 20 milioni di metri cubi, rendendola strategica per l’agricoltura e l’approvvigionamento idrico del Lavellese e del Vulture-Melfese.
Organizzato da Confindustria Basilicata e con esperti autorevoli mira a stimolare un confronto sui temi attinenti ai quesiti referendari

sulla Riforma della Giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo prossimi.








Si tiene oggi a partire dalle ore 10.30, presso l’UNAhotels Mh Matera, il confronto
pubblico promosso da Confindustria Basilicata in vista del referendum popolare confermativo
L’iniziativa ha l’obiettivo di approfondire le novità introdotte dalla legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. La riforma, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 253 del 30 ottobre 2025, modifica gli articoli 87 comma 10, 102 comma 1, 104, 105, 106 comma 3, 107 comma 1 e 110 comma 1 della Costituzione.
Il dibattito odierno si avvale dei contributi di autorevoli esperti e professionisti del settore, che si confrontano sulle ragioni del “Sì” e del “No”, con l’intento di offrire un momento di informazione oggettiva e privo di condizionamenti ideologici. L’efficienza del sistema giudiziario, tema centrale della riforma, viene ribadita come un fattore imprescindibile per Confin-
dustria e per le imprese, rappresentando un pilastro fondamentale per la stabilità economica, la pianificazione degli investimenti e la fiducia nel mercato. L’introduzione è affidata al vicepresidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, mentre il dibattito è moderato dal procuratore generale della Corte d’Appello presso il Tribunale di Potenza, Francesco Basentini. Tra i relatori, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Roberto Rossi, e il procuratore
della Repubblica presso il Tribunale di Matera, Alessio Coccioli, che intervengono a sostegno delle ragioni del “NO”. A rappresentare le ragioni del “Sì” sono invece gli avvocati penalisti Giuseppe Valentino, del Foro di Roma, e Leonardo Pace, del Foro di Potenza. Un appuntamento di grande rilevanza per il territorio lucano, che oggi si pone al centro di un dibattito cruciale per il futuro del sistema giudiziario e per il suo impatto sull’economia e sulla società.


POTENZA. Il consigliere regionale di Forza Italia, Fernando Picerno, rivolge le più sentite congratulazioni e gli auguri di buon lavoro al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, per la prestigiosa nomina tra i nove membri effettivi della delegazione italiana presso il Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa. «Si tratta di un incarico di altissimo profilo istituzionale che rappresenta un importante riconoscimento personale per il presidente Bardi e, al tempo stesso, un risultato di grande valore per l’intera Basilicata, che grazie a questa nomina ottiene maggiore visibilità e autorevolezza oltre i confini nazionali, rafforzando la propria presenza nei principali contesti europei di confronto e coo-
perazione istituzionale.Il Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa è un organismo fondamentale del Consiglio d’Europa, chiamato a rappresentare e dare voce a oltre 200 mila collettività locali e regionali dei 47 Stati membri, con l’obiettivo di promuovere la democrazia locale e regionale, l’autonomia degli enti territoriali, la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e il rispetto dei principi democratici e dei diritti fondamentali. Un contesto di grande responsabilità e prestigio, nel quale siedono rappresentanti istituzionali di comprovata esperienza», afferma il consigliere Picerno. «La nomina del presidente Vito Bardi, per un mandato quinquennale, testimonia il riconoscimento delle sue capaci-
tà istituzionali, della credibilità del percorso politico e di governo intrapreso alla guida della Regione Basilicata. In un momento storico in cui il ruolo delle autonomie locali e regionali è sempre più centrale nelle politiche europee, la presenza del presidente Bardi in questo organismo rappresenta un’opportunità strategica per il nostro territorio», prosegue Picerno. «Siamo certi che il presidente Bardi saprà svolgere questo importante incarico con competenza, equilibrio e spirito di servizio, contribuendo in modo concreto ai lavori del Congresso e rappresentando con autorevolezza non solo la Basilicata, ma l’intero sistema delle autonomie locali italiane, valorizzando le specificità, le potenzialità e le istanze delle

comunità regionali.In qualità di consigliere regionale di Forza Italia, esprimo grande soddisfazione per questo traguardo e rinnovo al presidente Vito Bardi i migliori auguri di buon lavoro, nella convinzione che tale incarico potrà tradursi in nuove opportunità di crescita, di confronto internazionale e di sviluppo per la Basilicata, rafforzando il ruolo della Regione nel panorama istituzionale europeo».
Il capogruppo di OL-IV si congratula con Bardi per la nomina nella delegazione italiana del Consiglio d’Europa
POTENZA. «Rivolgo le mie più vive congratulazioni al presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, per la prestigiosa nomina tra i nove membri effettivi della delegazione italiana presso il Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa».
Lo dichiara il capogruppo di Orgoglio Lucano–Italia Viva in Consiglio regionale, Mario Polese, che aggiunge: «Si tratta di un riconoscimento di assoluto rilievo istituzionale che proietta la Basilicata in un contesto internazionale strategico, nel quale si definiscono politiche fondamentali in materia di autonomia locale, sussidiarietà, decentramento amministrativo e cooperazione tra territori».
Secondo il capogruppo, «la presenza del presidente Bardi in un
organismo che rappresenta oltre 200 mila collettività locali e regionali dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa conferisce alla nostra regione una visibilità e una capacità di interlocuzione senza precedenti».
«Il mandato quinquennale, fino a marzo 2031 – sottolinea ancora Polese – testimonia la fiducia riposta nella figura istituzionale del presidente e nel ruolo che la Basilicata è chiamata a svolgere nel rafforzamento della governance multilivello europea».«È un’opportunità importante per portare sui tavoli internazionali le istanze dei territori, delle comunità locali e delle regioni che, come la nostra, chiedono maggiore attenzione, autonomia responsabile e strumenti efficaci di cooperazione transfrontaliera». «Siamo cer-

ti che il presidente Bardi saprà rappresentare con autorevolezza e determinazione gli interessi della Basilicata, rafforzandone il
profilo istituzionale e il peso politico nello scenario europeo», conclude il consigliere regionale.
La permanenza del presidente lucano nella delegazione italiana del Consiglio d’Europa durerà fino al 2031
MATERA. Soddisfazione e orgoglio per la nomina del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, tra i nove membri della delegazione italiana presso il Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, incarico che resterà in carica fino a marzo 2031. A esprimerli sono i rappresentanti del gruppo consiliare Forza Italia Matera, che sottolineano il valore istituzionale della
designazione e il rilievo internazionale dell’organismo.«Questo incarico – dichiarano i consiglieri Lisurici e Niglio insieme agli assessori Buccico e Draicchio – consentirà di portare le istanze della Basilicata all’attenzione di Strasburgo e rappresenta un riconoscimento alla figura istituzionale del presidente, oltre a confermare il ruolo strategico che la Regione intende svolgere nelle politiche di

governance europea».Per Forza Italia Matera, la presenza di Bardi nel Congresso rafforza la capacità di interlocuzione del territorio a livello europeo. Da qui gli auguri di buon lavoro al presidente, con la convinzione che nei prossimi cinque anni saprà rappresentare al meglio la Basilicata, traducendo l’incarico in benefici concreti per cittadini, imprese e comunità locali.














L’assessore Pepe chiama a raccolta i sindaci e le categorie per affrontare le criticità del litorale lucano: riunione convocata per martedì

Le violente mareggiate che hanno interessato il Sud Italia hanno provocato danni anche sulla costa lucana. Pertanto, il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, di intesa con il pre-
sidente Bardi, ha convocato per martedì 27 gennaio una riunione operativa con i sindaci, le associazioni di categoria dei balneari, l’Ufficio del Demanio Marittimo, l’Ufficio Difesa del Suolo, l’Ufficio di Protezione Civile
e il Commissario per il dissesto idrogeologico.
L’incontro avrà l’obiettivo di illustrare e condividere le attività che l’assessorato intende intraprendere alla luce degli eventi meteomarini che hanno colpito il litorale regionale, generando criticità rilevanti per il comparto balneare. La riunione rappresenterà un primo momento di confronto strutturato per verificare puntualmente la situazione, raccogliere le segnalazioni degli operatori e individuare le misure più efficaci per sostenere il settore.
«Abbiamo ritenuto necessario convocare tempestivamente questo tavolo –dichiara l’assessore Pepe –per affrontare in modo coordinato gli effetti del-
Il consigliere: «Presentata interrogazione su danni e azioni da mettere in campo»
Marrese: «Vicinanza agli operatori balneari e alle comunità colpite dal ciclone Harry»
«Le immagini e le testimonianze arrivate dagli stabilimenti balneari della costa Jonica Metapontina, duramente colpiti dal ciclone Harry, raccontano una situazione di grande difficoltà e preoccupazione» afferma il consigliere regionale Piero Marrese.
«I danni alle strutture balneari sono ingenti, molte spiagge sono state erose, numerosi operatori si trovano nuovamente costretti a quantificare le perdite riportate, nel mentre si registrano anche dissesti e deterioramenti su alcune arterie stradali e su segmenti di patrimonio pubblico» continua il dem.
«Esprimo la più sincera vicinanza agli imprenditori balneari e alle loro famiglie, che con passione e sacrificio contribuiscono ogni giorno allo sviluppo turistico ed economico della nostra regione, e alle comunità colpite che vedono ancora una volta erosi preziosi pezzi di arenile e compromessa la bellezza del loro territorio. - continuaQuesta emergenza mette in evidenza la necessità di una programmazione più attenta e di interventi strutturali e organizzativi adeguati alla tutela delle nostre coste».
cretamente in questa fase difficile. - proseguono Marrese - In particolare, condivido la richiesta formulata dal dirigente di Confindustria, Giuseppe Ferrara ,di esenzione dal canone demaniale per gli operatori colpiti, misura che può rappresentare un primo segnale di attenzione e supporto verso chi oggi si trova a fronteggiare danni ingenti e difficoltà operative».

«È opportuno, inoltre, che si accelerino i tempi per i pareri ambientali e si favorisca l’adozione di soluzioni innovative e sostenibili per la protezione delle strutture balneari, affinché si possa guardare al futuro con maggiore serenità e sicurezza. - dichiarano Marrese - Per queste ragioni- insieme ai colleghi consiglieri regionali del Pd, Lacorazza e Cifarelli- abbiamo presentato una interrogazione urgente alla Giunta regionale affinché si attivi subito per fare la conta dei danni e per mettere in campo ristori per gli operatori balneari e azioni pe la difesa delle spiagge e degli arenili».
le mareggiate e per dare un segnale concreto di attenzione agli operatori balneari. L’ascolto delle categorie e il lavoro sinergico tra uffici e istituzioni sono passaggi fondamentali per definire interventi adeguati». Nel corso dell’incontro saranno illustrate le azioni su cui si sta lavorando, a cominciare dall’adozione di misure compensative a sostegno dei concessionari, valutando in particolare una riduzione dei canoni demaniali, al fine di alleviare l’impatto economico dei danni subiti e venire incontro alle esigenze delle imprese.
«Abbiamo dato mandato ai tecnici competenti –prosegue Pepe – di studiare ogni iniziativa possibile per attenuare le ricadu-
te economiche sugli operatori nella consapevolezza che occorre accompagnare il comparto verso una ripresa rapida e sostenibile».
Le mareggiate hanno inoltre determinato l’accumulo, lungo l’intera costa e sugli arenili, di ingenti quantità di detriti e residui vegetali di varia natura spiaggiati.
Al riguardo, sono già state avviate le necessarie verifiche per programmare gli interventi utili al ripristino dello stato dei luoghi, con l’obiettivo di garantire condizioni adeguate in vista della prossima stagione balneare. Non si mancherà, inoltre, di verificare la sussistenza dei presupposti per richiedere lo stato di emergenza.
ASSISE CONVOCATA PER MARTEDÌ ALLE 15
su crisi Distretto mobile imbottito
IlConsiglio regionale della Basilicata tornerà a riunirsi martedì alle ore 15:00, nell’aula Dinardo del Palazzo della Giunta regionale. Al centro dei lavori, la crisi industriale del Distretto del mobile imbottito, settore strategico per l’economia lucana, che sarà il primo tema affrontato dall’Assemblea.
A seguire, i consiglieri esamineranno tre proposte di legge: la Pdl n. 3/2024, che prevede sostegni finanziari al sistema sanitario nazionale e incentivi fiscali per il personale sanitario; la Pdl n. 48/2025, volta a modificare la Legge Regionale 25/2009 per promuovere il rilancio economico e la riqualificazione edilizia; e la Pdl n. 87/2025, che propone aggiornamenti alla normativa sull’Ente Parco Naturale Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane.
Tra i temi in agenda, anche l’estensione al 2027 del programma per la protezione delle acque dall’inquinamento da nitrati di origine agricola e il Disegno di legge n. 20/2024, che introduce modifiche allo Statuto regionale in merito alla nomina dei sottosegretari.
«È fondamentale che il Governo centrale e la Giunta Regionale ascoltino le richieste degli operatori, sostenendoli con-
«La costa Jonica lucana è un patrimonio ambientale di enorme pregio e volano di sviluppo turistico: nessuno deve essere lasciato solo e si garantisca una pronta ripresa delle attività balneari e turistiche» conclude il consigliere Marrese.

Ampio spazio sarà dedicato alle problematiche del Servizio Sanitario Regionale e alla realizzazione del nuovo Ospedale Unico per Acuti di Lagonegro, oltre che all’organizzazione attuale della struttura. La seduta si concluderà con l’analisi di mozioni e l’attività ispettiva, in una giornata che si preannuncia cruciale per affrontare le principali sfide della Basilicata.

Il sindacato sollecita la Basilicata ad aprire un tavolo sul lavoro agile: superare i limiti attuali e garantire equità tra uffici e dirigenti
La Fp Cgil di Potenza chiede alla Regione Basilicata l’apertura di un tavolo di confronto sull’utilizzo dello smart working e, in particolare, sulla sospensione del lavoro agile per i dipendenti il cui accordo individuale è giunto a scadenza. L’obiettivo è rivedere alcune indicazioni operative contenute nel Regolamento n. 3 del 26 maggio 2023, ritenute non più rispondenti alle attuali esigenze organizzative dell’Ente e poco coerenti con le previsioni del contratto collettivo nazionale di lavoro.La richiesta non è nuova: già con una nota del 30 luglio 2025 la Fp Cgil aveva sollecitato l’attivazione del tavolo, esigenza ribadita anche nel corso delle più recenti riunioni della delegazione trattante. Al centro delle rivendicazioni sindacali c’è innanzitutto il superamento del limite percentuale del 40 per cento per l’accesso al lavoro agile, soglia che non trova riscontro nel contratto nazionale, il quale definisce lo smart working come una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro e ne subordina l’applicazione al-
l’individuazione di criteri generali per i processi e le attività cosiddette «smartabili».Secondo la Fp Cgil, tali criteri dovrebbero contemperare le esigenze di benessere e flessibilità dei lavoratori con gli obiettivi di miglioramento del servizio pubblico. Particolare attenzione viene richiesta per il personale pendolare che, alla luce delle recenti assunzioni, necessita di ulteriori strumenti di flessibilità per rendere sostenibile l’organizzazione del lavoro. Analoga richiesta riguarda le situazioni di salute personale ofamiliare di grave natura e temporanea, per le quali il sindacato propone l’autorizzazione al lavoro agile per almeno 30 giorni consecutivi.Il sindacato chiede inoltre che il lavoro agile possa essere attivato anche in deroga agli accordi individuali in presenza di calamità naturali o di altre circostanze che rendano impossibile la prestazione in presenza, come lavori di manutenzione, interruzioni della viabilità o difficoltà oggettive nel raggiungere le sedi di lavoro. Un’opzione che, secondo la Fp Cgil, consentirebbe di evi-
tare il ricorso a ferie o permessi personali, come dimostrato dalla recente chiusura degli uffici regionali di Matera.Non manca, infine, la denuncia di un utilizzo del lavoro agile «a macchia di leopardo» tra le diverse direzioni regionali e all’interno del Consiglio regionale, situazione che sta generando disparità di trattamento e crescente malcontento tra i lavoratori.Nel documento, la Fp Cgil richiama anche il tema dell’accesso al lavoro agile per la dirigenza. L’istituto, sottolinea il sindacato, rappresenta una modalità ordinaria di organizzazione del lavoro nella pubblica amministrazione e coinvolge anche l’area delle funzioni locali, il cui contratto non prevede alcun divieto per i dirigenti. Al contrario, l’articolo 11 disciplina espressamente il lavoro agile, demandando alle amministrazioni la definizione delle modalità attuative attraverso regolamenti e atti organizzativi.In vista dell’aggiornamento del Piano integrato di attività e organizzazione (Piao) 2026–2028, la Fp Cgil propone dunque di prevedere un

esplicito riferimento all’applicabilità del lavoro agile anche al personale dirigente, nel rispetto delle esigenze organizzative e dei sistemi di valutazione della performance, con valutazioni caso per caso legate alle funzioni esercitate.Secondo il sindacato, una simile previsione garantirebbe maggiore coerenza tra il quadro contrattuale nazionale e la programmazione organizzativa regionale, oltre a riconoscere che anche la dirigenza, pur nella specificità del ruolo, può trovarsi in condizioni di pendolarismo, carichi familiari ed esigenze di conciliazione tra vita professionale e privata.In assenza di adeguati strumenti di
flessibilità, avverte la Fp Cgil, tali condizioni potrebbero incidere nel medio periodo sulle scelte di permanenza del personale, favorendo il ricorso alla mobilità o l’orientamento verso altre amministrazioni, con il rischio di dispersione di competenze e investimenti professionali.Per il sindacato, un percorso di ammodernamento dei modelli organizzativi e delle politiche del personale, che coinvolga comparto e dirigenza, rappresenta una leva strategica per la crescita della Regione Basilicata, fondata sulla qualità delle competenze, sulla solidità organizzativa e sulla capacità di attrarre e trattenere professionalità qualificate.
La nota inviata ai vertici regionali propone revisione del regolamento e rete di postazioni di co-working sul territorio
«Restiamo in attesa di una convocazione urgente» per modernizzare
La Cisl Fp Basilicata ha inviato oggi una nota ufficiale ai vertici della Giunta regionale per richiedere con urgenza una revisione del regolamento sul lavoro agile e l'attivazione di una rete territoriale di co-working. L’iniziativa del sindacato muove dalla necessità di rispondere alle sfide di una transizione digitale ormai irreversibile, in cui l’efficienza deve coniugarsi con la sostenibilità organizzativa. Nella nota il segretario regionale Vincenzo Pernetti e i componenti della Rsu Carlo Gilio, Benedetta Rago e Pietro Mastroluisi rilevano che l'attuale gestione del lavoro agile presenta criticità significative, aspetti emersi anche durante la recente assemblea con i nuovi assunti della Regione Basilicata, con particolare riferimento alla mobilità e alla difficile conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Nonostante l'esistenza del regolamento n. 3/2023, i rappresentanti della Cisl Fp denunciano «inaccettabili disparità applicative nel ricorso allo smart working tra i dipendenti, con richieste inevase pur in presenza di condizioni tecniche favorevoli». Per ovviare a queste problematiche, la Cisl Fp sollecita l'apertura immediata di

un tavolo tecnico volto a definire con precisione il numero di giorni di lavoro agile concedibili, eliminando la discrezionalità ingiustificata e uniformando le modalità di accesso per tutti i profili professionali. L'obiettivo, dichiarano i rappresentanti sindacali, è promuovere una «visione moderna della pubblica amministrazione che punti alla produttività per obiettivi piuttosto che al mero controllo della presenza fisica».Una delle proposte più innovative avanzate dalla Cisl Fp
nella nota indirizzata ai vertici regionali riguarda l’istituzione di una rete di postazioni di co-working su tutto il territorio regionale. Tale rete, secondo la sigla sindacale, non dovrebbe limitarsi alle sedi periferiche della Regione Basilicata, ma svilupparsi attraverso protocolli d'intesa con enti locali e altre amministrazioni per l’utilizzo di spazi comuni attrezzati. Pernetti, Gilio, Rago e Mastroluisi sottolineano che «l'integrazione di un lavoro agile ben regolamentato e di una rete di co-working territoriale genererebbe benefici immediati», come il miglioramento del benessere organizzativo tramite la riduzione dello stress da pendolarismo e l’abbattimento dei costi ambientali ed economici. Inoltre, tale modello permetterebbe di valorizzare le sedi periferiche come presidi attivi dell'amministrazione sul territorio. I rappresentanti della Cisl Fp ribadiscono pertanto la necessità di un confronto di merito sulle questioni: «Restiamo in attesa di una convocazione urgente, fiduciosi che l’amministrazione regionale voglia cogliere questa sfida per modernizzare realmente il lavoro pubblico in Basilicata».


La Provincia di Matera guida l’intesa con Regione, Comune e Unibas per il rilancio di uno dei principali presìdi culturali del Mezzogiorno
«U
n risultato di portata straordinaria che nasce da una chiara visione politica e dall’impulso della Provincia di Matera, che ha ideato e strutturato l’intero impianto dell’intesa per garantire il futuro di uno dei presìdi culturali più importanti del Mezzogiorno».Con queste parole il presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha commentato lo storico accordo di collaborazione e valorizzazione della Biblioteca provinciale “Tommaso Stigliani”, siglato dall’Ente di via Ridola con Regione Basilicata, Comune di Matera e Università degli Studi della Basilicata.Un’intesa che sancisce il ruolo guida della Provincia nel rilancio della storica istituzione culturale materana. L’accordo è infatti il risultato di un lavoro tenace portato avanti dal presidente Mancini, che ha inserito il rilancio della Stigliani tra le priorità del proprio mandato, credendo con determinazione nel progetto e svolgendo un ruolo di mediazione costante tra le diverse amministrazioni coinvolte.«Il successo dell’iniziativa si deve a un imponente lavoro di squadra condotto dai funzionari della Provincia di Matera. La base tecnico-giuridica dell’accordo, al-

la quale le altre istituzioni hanno aderito con convinzione, è stata minuziosamente predisposta da un team d’eccellenza».Mancini ha quindi voluto ringraziare e valorizzare il contributo della Segretaria-Direttore generale Mariella Ettore, del Capo di Gabinetto Michele Pizzolla, del Dirigente dell’Area I Vincenzo Pierro, della Direttrice della Biblioteca Antonella Nota e della funzionaria dell’Ufficio di Presidenza Giusy Dmuccio. «Questo staff ha lavorato ininterrottamente per coordinare le esigenze di quattro diversi enti, garantendo la salvaguardia delle funzioni della Biblioteca e la continuità dei servizi».Entrando nel merito dell’inte-

sa, il presidente ha sottolineato come uno degli elementi cardine sia rappresentato dalla stabilità finanziaria. «La Regione ha accolto la nostra richiesta di superare la logica dei contributi una tantum. L’articolo 10 dell’accordo sancisce un impegno finanziario strutturale di 550mila euro annui che la Regione trasferirà alla Provincia per garantire il funzionamento, la manutenzione e l’organizzazione della struttura».L’accordo prevede inoltre una collaborazione strategica con l’Università degli Studi della Basilicata, che metterà a disposizione personale e risorse digitali, integrando i servizi bibliotecari attraverso la creazione di una sezio-
ne universitaria all’interno del Palazzo dell’Annunziata. Importante anche la sinergia con il Comune di Matera, che si impegna a inserire la Biblioteca nelle politiche culturali cittadine, dal Patto locale per la lettura alla promozione della digitalizzazione del patrimonio documentale.In chiusura, i ringraziamenti del presidente Mancini: «Al presidente Bardi, al rettore Mancini e al sindaco Nicoletti per aver condiviso questa sfida e riconosciuto la validità del percorso da noi ideato e strutturato. Con questo accordo garantiamo a Matera e agli altri 30 Comuni un futuro di alta divulgazione, ricerca e servizi innovativi per cittadini e studenti».
Dati Demoskopika confermano il boom delle piccole comunità: i Borghi Eccellenti Lucani pronti alla sfida del 2026
Il turismo italiano cambia volto e guarda sempre più ai borghi, alle aree interne e alle esperienze autentiche. A certificarlo sono i dati dell’istituto Demoskopika, secondo cui nel 2026 oltre 2.600 borghi con meno di 5.000 abitanti potrebbero accogliere circa 21,3 milioni di arrivi, con un incremento del 5,3% rispetto al 2025, e raggiungere quasi 80 milioni di presenze, in crescita del 6,9 per cento. Un trend che evidenzia non solo l’aumento della domanda, ma anche la capacità di queste località di attrarre soggiorni medio-lunghi, con una permanenza media di 3,7 giorni.In questo scenario si inserisce con forza la Basilicata, candidata a essere una delle regioni protagoniste del turismo diffuso italiano. Il territorio lucano, caratterizzato
da una fitta rete di piccoli Comuni a vocazione turistica, offre un patrimonio naturale e culturale che spazia dal Parco nazionale del Pollino al Parco dell’Appennino Lucano, fino alle coste adriatica e ionica. Un mosaico di paesaggi, borghi storici e tradizioni che rappresenta un’alternativa concreta alle mete turistiche più affollate.Con oltre il 55 per cento del territorio costituito da piccoli borghi, la Basilicata si conferma una regione fortemente accreditata nel turismo rurale e sostenibile. Un modello che non si limita alla promozione delle bellezze paesaggistiche e storiche, ma che punta a coinvolgere attivamente le comunità locali, valorizzando tradizioni, prodotti tipici e saperi artigianali. La relazione tra visitatori e residenti diventa così parte in-
tegrante dell’esperienza turistica.«Da tempo siamo impegnati nella costruzione di una rete di cooperazione tra le piccole realtà locali e siamo pronti a cogliere le sfide future», sottolineano i Borghi Eccellenti Lucani, che negli ultimi dodici mesi hanno lavorato al rafforzamento delle strategie già avviate. «È fondamentale che le politiche turistiche siano condivise e strutturate in coerenza con gli obiettivi regionali e con quelli dell’Agenzia di Promozione Turistica della Basilicata».Il 2026 rappresenta un passaggio chiave per consolidare questo percorso e posizionare i borghi lucani come meta privilegiata per un turismo autentico e responsabile. «La nostra visione è integrata: non puntiamo solo ad aumentare i numeri, ma a creare valore duraturo per le co-

munità e per l’ambiente, rispettando il patrimonio culturale, naturale, gastronomico e artistico», evidenziano ancora i promotori.Raccontare i territori diventa, in questo contesto, uno strumento strategico. Storie, identità locali e tradizioni rappresentano un elemento decisivo per attrarre un pubblico sempre più ampio e diversificato, alla ricerca di esperienze vere e non
standardizzate.Il turismo dei borghi italiani si avvia così verso una nuova fase di crescita e la Basilicata appare pronta a cogliere l’opportunità. I Borghi Eccellenti Lucani intendono giocare un ruolo centrale nella promozione di un turismo capace non solo di generare sviluppo economico, ma anche di costruire legami profondi e duraturi tra persone e territori.

Incontro formativo con la Protezione civile e organizzato dalla Regione. La Garante alla disabilità: «Strumenti fondamentali per i più fragili»

Ieri matt ina si è svolta a Potenza una giornata formativa dedicata al Numero Unico Europeo per le Emergenze 112, promossa dalla Regione Basilicata e dalla Protezione Civile regionale, con un focus sull’accessibilità ai servizi di emergenza e sull’utilizzo dell’applicazione “Where Are U”.
Nel corso dell’iniziativa è stata evidenziata l’importanza del 112 come canale unico e immediato per la gestione delle emergenze, affiancato dall’app “Where Are U”, che consente di richiedere soccorso in modo rapido e sicuro, garantendo la localizzazione automatica e modalità di comunicazione alternative.
«L’accesso ai servizi di emergenza - ha dichiarato Marika Padula, Garante per le Persone con Disabilità della Regione Basilicatadeve essere garantito a tutte e a tutti, senza distinzioni. Per molte persone con disabilità, in partico-
lare per chi vive disabilità sensoriali, la chiamata vocale può rappresentare una barriera. In questi casi, strumenti come l’app ‘Where Are U’ diventano fondamentali, perché permettono di chiedere aiuto anche quando parlare non è possibile».
Nel corso dell’intervento è stato inoltre sottolineato come l’applicazione non rappresenti uno strumento utile esclusivamente per le persone con disabilità, ma una risorsa preziosa per l’intera comunità. «Può fare la differenza in tutte quelle situazioni in cui non è sicuro o non è possibile parlare - ha aggiunto Padula - basti pensare alle donne vittime di violenza, a persone in stato di shock, a minori o a chi si trovi in condizioni di grave pericolo».
Un ringraziamento è stato rivolto ai relatori intervenuti, che con competenza e chiarezza hanno illustrato il funzionamento del Numero Unico 112 e dell’app “Whe-


re Are U”, contribuendo a rafforzare la consapevolezza sull’importanza di un sistema di emergenza accessibile, efficiente e inclusivo.
L’iniziativa ha ribadito come informazione, formazione e diffusione di strumenti accessibili siano elementi centrali per garantire il diritto alla sicurezza e per co-
struire un sistema di emergenza sempre più efficace. «L’accessibilità - ha concluso la Garante - non è un’opzione, ma un indicatore di qualità del servizio pubblico. Informare la cittadinanza sull’esistenza e sul funzionamento di questi strumenti significa salvare tempo prezioso e, in molti casi, salvare vite».
LaGarante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Basilicata, Rossana Mignoli, ha partecipato, presso la Camera dei Deputati, a un’importante conferenza promossa dalla Commissione per le adozioni internazionali e dall’Istituto degli Innocenti, dedicata alla presentazione delle Linee operative per i percorsi pre-mandato degli aspiranti genitori adottivi. Nel corso dell’iniziati-
va, la Garante Mignoli ha incontrato la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, avviando un primo confronto sui temi della tutela dei minori e delle adozioni internazionali. «È fondamentale – ha dichiarato la Garante – uscire dai confini regionali e rafforzare il dialogo a livello nazionale per innalzare le competenze su temi così delicati, garantendo percorsi sempre più
qualificati a tutela del superiore interesse del minore».
La partecipazione all’incontro ha rappresentato un’occasione significativa per ribadire l’impegno della Regione Basilicata nel promuovere politiche e azioni concrete a sostegno dei minori e delle famiglie che intraprendono il percorso adottivo, rafforzando il coordinamento istituzionale e la qualità dei servizi sul territorio.

La dirigente di Confartigianato: «Interventi positivi per liquidità e lavoro, ma restano nodi irrisolti per le attività»
«La Legge di bilancio 2026 mostra un’impostazione complessivamente responsabile con attenzione ai conti pubblici e scelte mirate, ma restano alcuni nodi ancora da sciogliere per le nostre imprese» così Rosa Gentile dirigente nazionale e regionale Confartigianato. «Una Legge di bilancio –aggiunge - con effetti espansivi limitati e sostanzialmente neutra che presenta però alcuni interventi positivi per il mondo delle imprese e del lavoro, ma anche nodi ancora irrisolti per le piccole e medie imprese. C’è apprezzamento per la cancellazione dei limiti alla compensazione tra debiti contributivi e crediti fiscali, considerati una piccola boccata d’ossigeno per la liquidità delle im-
L’INTERVENTO

prese, così come per la correzione della norma sui contratti collettivi dell’artigianato con la detassazione degli aumenti salariali».
«Tra gli altri segnali incoraggianti - continua Gentile - vi sono il rifinanzia-
mento della Nuova Sabatini per gli investimenti delle micro e piccole imprese, la rimodulazione dell’Irpef con l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sulle persone, la proroga delle detrazioni per la riqualificazione edilizia, il ritorno dell’iperammorta-
mento. La misura sulla nuova rottamazione prevede una definizione agevolata dei carichi residui affidati alla riscossione, limitata ai contribuenti che hanno regolarmente dichiarato le imposte ma non hanno potuto versarle per difficoltà economiche. Positiva la scelta di tutelare chi ha manifestato volontà collaborativa. Al contrario, risulta ingiustificata l’esclusione da un numero maggiore di rate per i contribuenti in regola con i pagamenti previsti dalla “rottamazione quater”». Per Confartigianato si tratta di «misure attese e necessarie, anche se per alcune di queste sarebbe stato meglio prevedere un’estensione anche oltre all’anno in corso». «Ci sono inoltre misure che, intervenendo anche sul costo del lavoro a carico del-
le imprese – sottolinea Gentile - possono favorire la partecipazione delle donne, comprese le lavoratrici autonome, al mercato del lavoro ed altre che sostengono la genitorialità e la conciliazione vitalavoro attraverso interventi di agevolazione organizzativa, economica e normativa utili a conciliare le esigenze genitoriali con quelle proprie dell’attività aziendale. Sono questi elementi che Confartigianato sostiene da sempre». «Critica la valutazione sull’introduzione della ritenuta d’acconto nelle transazioni tra imprese e sull’aumento delle accise sul gasolio. «Sono scelte – dice Gentile – che drenano liquidità e aumentano i costi di produzione. In una fase fragile, servirebbe l’esatto contrario».
Idati resi noti a fine anno, non hanno né sollevato un dibattito e neanche sollecitato proposte per contenere il fenomeno. Anzi nelle ultime settimane l’attenzione della politica è stata assorbita dai mini-vitalizi. La qualcosa rivela, se ce ne fosse bisogno, il livello di attenzione alle problematiche sociali.
A fine anno la Caritas, in occasione del Giubileo degli Amministratori e dei volontari ha presentato a Potenza, il Rapporto Povertà ed Esclusione Sociale 2025.
Si tratta del documento annuale con cui la Caritas diocesana restituisce una fotografia aggiornata dello stato di salute sociale del territorio.
Un’analisi approfondita che, come suggerisce il titolo “Spes contra spem – Speranza contro ogni speranza”, narra di una realtà sempre più difficile.
I dati provengono dai 26 Centri di Ascolto (CdA) distribuiti sul territorio diocesano, punti di incontro e accoglienza in cui volontari ed operatori ascoltano ed accompagnano le persone in difficoltà offrendo supporto, orientamento e risposte concrete ai bisogni più urgenti.
Sono state 4.442 le persone incontrate, con un incremento del 19,7% rispetto al triennio precedente. Il 56% di chi chiede aiuto è donna, il 74% italiano. Due i profili prevalenti: persone sostenute da anni, con fragilità strutturali, difficili percorsi di reinserimento e scarso bagaglio formativo e nuovi poveri con lavori discontinui, instabilità familiare e redditi insufficienti. Inoltre, il 32% delle famiglie soste-

nute ha un componente che lavora in nero. Insomma la Basilicata vive una fase di crescente povertà, con il 23,6% della popolazione a rischio (oltre la media nazionale) e il 14,5% in povertà relativa, specialmente tra i minori (36,7%)
Il fenomeno è strutturale, con salari bassi e alta disoccupazione giovanile, che a differenza del passato, quando emigravano le braccia, ora sottrae i cervelli.
I dati diffusi dall’ISTAT a livello nazionale, invece, nel 2025 fanno registrare un quadro sostanzialmente stabile sia della povertà assoluta che di quella relativa. E non è comunque una buona notizia.
Oltre 5,7 milioni di persone (circa il 9,8% della popolazione) in povertà assoluta, dato stabile rispetto al 2024. Più di 2,2 milioni di fa-
miglie non possono permettersi beni essenziali, con un impatto devastante su minori e nuove forme di disagio come la povertà sanitaria, che colpisce oltre 500.000 persone. Per quanto riguarda la spesa delle famiglie, fa sapere l’ISTAT che nel 2025, secondo la spesa media mensile è cresciuta in termini correnti del 3,9% rispetto all’anno precedente. In termini reali invece si riduce dell’1,8% per effetto dell’inflazione (+5,9% la variazione su base annua dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo), senza particolari differenze tra le famiglie più o meno abbienti. E infine nel Nord, dove le persone povere sono quasi 136mila in più rispetto all’anno precedente, l’incidenza della povertà assoluta a livello familiare è sostanzialmente stabile (8,0%), mentre si osserva una crescita dell’incidenza individuale (9,0%, dall’8,5% del 2024). Il Mezzogiorno mostra anch’esso valori stabili e più elevati delle altre ripartizioni (10,3%, dal 10,7 del 2022), anche a livello individuale (12,1%, dal 12,7% del 2022).
Questi i dati su cui bisogna ragionare per individuare delle soluzioni che possano tentare di invertire la tendenza.Tutte le politiche fin qui messe in piedi hanno sostanzialmente fallito l’obiettivo e si sono rivelate dei semplici palliativi. Dal reddito di cittadinanza al reddito minimo di inserimento, dal contributo per il fitto dell’abitazione a quello per il sostentamento alimentare, il risultato conseguito è stato unicamente quello di tamponare le situazioni di indigenza, ma non hanno rappresentato una inversione di tendenza.
I dati della Basilicata la qualificano, insomma, come il Sud del Sud. Come noi e peggio è messa soltanto la Calabria.
Il dg Giuzio: «Ardsu Basilicata lancia un assistente digitale attivo h24 per migliorare accessibilità e comunicazione»
L’Ardsu Basilicata compie un passo concreto verso il futuro, investendo in soluzioni tecnologiche avanzate e attivando un servizio di Intelligenza Artificiale sul sito web e sui canali social ufficiali Facebook e Instagram. Un’innovazione significativa che rende Ardsu Basilicata tra le prime in Italia e tra le pochissime realtà pubbliche ad adottare un Assistente Digitale attivo 24 ore su 24 e in grado di fornire informazioni immediate su bandi, borse di studio, alloggi e servizi. L’assistente guiderà gli studenti nella compilazione dei modelli, risponderà in tempo reale alle richieste più frequenti, affiancherà il lavoro degli uffici migliorando l’accessibilità ma senza sostituire il personale. Più servizi, meno costi, maggiore efficienza: questa scelta strategica del Consiglio dell’Ente di DSU che consente di ab-

battere i tempi di attesa, di superare i limiti del contatto telefonico e di garantire supporto continuo h24, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso di richieste. Il progetto, condiviso dal Consiglio, curato e implementa-
to in particolare dal dottor Giulio Ruggieri, fa parte della programmazione dell’Ente con l’obiettivo di rafforzare il diritto allo studio e far crescere l’Università della Basilicata attraverso innovazione e servizi concreti. L’Intel-
ligenza Artificiale non sostituisce il capitale umano ma lo affianca e lo supporta, rappresentando una risposta moderna ed efficace alle difficoltà strutturali, con l’obiettivo di mettere lo studente sempre al centro. «Le attività programmate dal Consiglio - sostiene il Direttore Generale Giuseppe Giuzio – si muovono nella direzione di mettere in campo nuove progettualità e servizi innovativi, con l’obiettivo di costruire un sistema universitario più efficiente, inclusivo e al passo con le sfide che ci attendono. Snellire la comunicazione tra gli Uffici e gli studenti era uno degli obiettivi prefissati ma a breve diverse saranno le attività che vedranno la luce a partire dal nuovo software per le borse di Studio fino ad arrivare a tutta una serie di attività collaterali di diritto allo Studio a favore degli studenti di Basilicata».
Un riconoscimento nazionale per culto, pietà e tradizione popolare. Il presidente Epli Francioso: «Orgoglio per tutto il popolo lucano»
La Festa della Bruna, che il prossimo 2 luglio celebrerà i suoi 637 anni di storia, continua il suo percorso di crescita e consolidamento come uno degli appuntamenti simbolo delle tradizioni lucane e del patrimonio culturale italiano, rafforzando una riconoscibilità che va ben oltre i confini regionali.
Un cammino che oggi si arricchisce di un nuovo prestigioso traguardo. La Rete Associativa di Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps ha conferito all’Associazione Maria SS. della Bruna il Marchio di Qualità ad honorem per “Culto, Pietà e Tradizione Popolare”, riconoscendo il valore storico, religioso e identitario della Festa della Bruna.
Un conferimento di alto valore culturale e simbolico, assegnato a celebrazioni che rappresentano un patrimonio immateriale autentico delle comunità locali. Il Marchio valorizza eventi che affondano le proprie radici nella storia, esprimono una profonda devozione popolare e custodiscono riti, saperi e pratiche tramandate nel tempo, riconoscendone il ruolo identitario e la fun-
zione di coesione sociale.
Ad annunciare ufficialmente il riconoscimento è Pasquale Ciurleo, Presidente nazionale della Rete Associativa di Terzo Settore Ente Pro Loco Italiane Aps, che spiega: «Il Consiglio Nazionale dell’Ente Pro Loco Italiane su segnalazione del Comitato regionale Ente Pro Loco Basilicata Aps ha deliberato all’unanimità questo conferimento, riconoscendo l’impegno costante e il profondo attaccamento alla pietà popolare lucana espresso attraverso la Festa della Bruna».
La consegna ufficiale del Marchio di Qualità avverrà nel corso di una Cerimonia Ufficiale il 18 marzo 2026 presso la Camera dei Deputati, in un contesto istituzionale che vedrà premiate, accanto all’Associazione Maria SS. della Bruna, altre eccellenze delle tradizioni religiose italiane, dalla Sicilia al Veneto.
Un risultato che assume anche un valore simbolico importante nel percorso avviato per il riconoscimento della Festa della Bruna come Patrimonio Immateriale UNESCO, iter sostenuto dalle istituzioni materane e regionali
e da una rete sempre più ampia di soggetti culturali.
A sottolineare il ruolo decisivo della Rete Pro Loco è Rocco Franciosa, Presidente regionale Rete Ente Pro Loco Basilicata Aps: «Nel novembre 2023 abbiamo deliberato ed espresso pieno sostegno alla proposta di candidatura a Patrimonio mondiale dell’umanità delle celebrazioni della Madonna della Bruna, e nel luglio 2024, a nome di tutte le Pro Loco italiane, abbiamo donato alla Santa Patrona dell'Arcidiocesi di Matera-Irsina un dipinto della Madonna della Bruna con foglia d’oro realizzato dall’artista Maria Teresa Romeo di Pisticci in arte Oemor, nonché Vicepresidente regionale Epli Basilicata e Presidente Pro Loco Pisticci. La segnalazione al nostro Ente nazionale della Festa della Bruna per l’assegnazione del marchio di qualità Pietà, Culto e Tradizione Popolare rafforza il legame con l’Associazione Maria Santissima della Bruna impegnata nella custodia e promozione del patrimonio culturale che rappresenta un orgoglio per tutto il popolo lucano».

Soddisfazione e gratitudine nelle parole di Bruno Caiella, Presidente dell’Associazione Maria SS. della Bruna: «Desidero innanzitutto ringraziare la Rete delle Pro Loco italiane per il riconoscimento del Marchio. Un ringraziamento particolare va alla Pro Loco della Basilicata, da sempre vicina alla Festa della Bruna e al nostro lavoro, con cui negli anni si è costruita una relazione solida e preziosa». «Questo sigillo di qualità – conclude Caiella – rappresenta per noi un tassello importante: un riconoscimento che porta ancora
una volta la Festa della Bruna all’attenzione nazionale e che è, al tempo stesso, uno stimolo a continuare a far crescere una manifestazione plurisecolare, autentica espressione della cultura popolare e religiosa, guardando con fiducia anche al traguardo del riconoscimento come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO». Un nuovo capitolo si aggiunge così alla lunga storia della Festa della Bruna, fatta di fede, tradizione e partecipazione collettiva, in un dialogo sempre più stretto tra memoria e futuro.
I 180 dipendenti tirano un sospiro di sollievo. Regione Basilicata pronta a fare fronte all'emergenza economica

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Una schiarita, un tavolo di confronto positivo e di grande interesse per il futuro dei 180 lavoratori dell'Aias. La sospensione dello stato di agitazione e la ripresa dei pagamenti dei dipendenti da parte della Regione Basilicata, grazie al Fondo Sociale costituiscono un motivo in più per avere fiducia sul futuro dei dipendenti della struttura facente capo al terzo settore che si occupa del trasporto dei pazienti. I lavoratori attendono il pagamento della tredicesima e della mensilità di dicembre e ieri mattina hanno fatto visita alla Prefettura, accolti dal dirigente Gerardo Quaranta e accompagnati dai vertici di ASP, Regione Basilicata e sindacati, uniti nel dare man forte ai lavoratori impiegati appunto per dare sostegno in diverse aree della regione a 600 pazienti che quotidianamente stazionano nelle strutture di Aias. I pazienti sono accuditi quotidianamente nelle strutture regionali sia di mattina che di pomeriggio. Dunque dal tavolo di ieri si è giunti a una soluzione positiva grazie all'impegno delle parti sociali convocate al tavolo che hanno garantito in tempi brevi l'erogazione dei fondi necessari al pagamento delle spettanze. Un risultato importante che testimonia la volontà di Aias di continuare spedita nell'ambito dell'assistenza sanitaria e giornaliera dei degenti e che consolida almeno momentaneamente le speranze dei 180 dipendenti dell'indot-
to condizionati negli ultimi mesi nell'adempimento delle proprie mansioni, Un risultato importante figlio di una brillante azione comune messa in campo con i sindacati e le parti datoriali, pronti a dare una mano ai dipendenti.
Giuseppe De Filippis, direttore generale dell'Asp di Potenza ha parlato del tavolo di confronto: «Il tavolo è stato di dialogo, costruttivo in cui le parti hanno manifestato le proprie esigenze Gli impegni presi, la Regione ha definito i criteri di trasferimenti dei fondi sul sociale per il pagamento della struttura, ovviamente l'impegno preso dall'Asp è che nel momento in cui c'è il trasferimento immediatamente faremo il trasferimento facendo dei calcoli di quanto è dovuto quindi portandoci avanti di quanto è dovuto. Nel frattempo stiamo mandando avanti gli arretrati nel 2025 legate all'adeguamento delle tariffe per il 2025 trattate dalla Regione. Quindi gli impegni presi sono che in tempi molto rapidi, in tempi tecnici andremo a pagare il trasferimento dei fondi all'Aias. Il tavolo si è concluso in questo modo con ovviamente attenzione da parte di tutti al rispetto degli impegni presi».
Sandra Guglielmi della Funzione Pubblica CGIL ha apprezzato i contenuti dell'incontro sottolineando: «Stiamo uscendo con la sospensione dello stato di agitazione del personale, perché abbiamo avuto delle risposte da parte della Regione e da parte dell'Azienda Sanitaria. Quindi arriveranno nuove ri-

sorse a breve all'Aias sia per quanto riguarda il trasporto, sia per quanto riguarda il centro diurno il Fiore oltre che a breve verranno pagati gli arretrati per l'incremento delle tariffe che la Regione ha fatto ad agosto ed erano ferme dal 2009. Quindi l'Aias si è impegnata non appena avrà queste risorse non solo a pagare questi stipendi arretrati ai lavoratori ma a dare applicazione a ben due contratti che non avevano visto gli incrementi contrattuali e gli arretrati. Quindi abbiamo sospeso lo stato d'agitazione, attendiamo questi pagamenti nella speranza di risolvere in maniera definitiva questa situazione finalmente dopo quasi 20 anni». Rocco Faraone, coordinatore regionale CISL funzione Pubblica ha parlato del risultato ottenuto in Prefettura: «La questione Aias sono anni che i lavoratori pretendono giustamente quelle che sono le loro spettanze. Da questo tavolo prefettizio noi usciamo consapevoli del fatto che la Regione ha adempiuto a quelli che erano i loro doveri. Ma soprattutto sul fatto che avendo fermo il contratto da decenni i lavoratori devono avere il giusto ristoro perché la CISL funzione pubblica Regione Basilicata è anche sul tavolo nazionale per l'ulteriore rinnovo contrattuale quindi per noi Regione Basilicata teniamo ancora più a cuore questa situazione. Di conseguenza noi parliamo di 170 lavoratori, è una realtà nel nostro panorama regionale abbastanza ampio. E' un panorama che interessa delle persone e


degli utenti molto sensibili e molto particolari, soprattutto perché danno un ristoro vero e concreto a quelle che sono le famiglie».
Dal canto suo Mario Sarli della UIL Funzione Pubblica ha apprezzato il risultato raggiunto in Prefettura: «Noi l'intento di questo tavolo era proprio questo. Quello di far capire, prima di tutto abbiamo apprezzato che al tavolo erano presenti sia la Regione e sia il nuovo direttore generale dell'Asp, in modo da poter dare a loro diamo la consapevolezza del disagio che negli ultimi
15-20 anni i lavoratori dell'Aias di Potenza stanno subendo, ovviamente dico quotidianamente. Ritardi ripetuti sui pagamenti degli stipendi, rimborsi spesi non pagati, quindi utilizzare questo disagio come un punto di partenza per l'Asp e di garantire da qui al prossimo futuro ovviamente una situazione migliore fino a quella degli ultimi giorni. I servizi che offre questa struttura sono fondamentali. Servizi alle famiglie in situazioni particolari. Ovviamente va dato giusto riconoscimento economico e la giusta dignità lavorativa».
L’assessore Latronico: «Investire sugli screening significa diagnosticare prima e migliorare gli esiti clinici»
POTENZA. Un riconoscimento di rilievo nazionale arriva alla Regione Basilicata sul fronte della prevenzione oncologica maschile. Nel report del Tavolo interregionale «Tumore della prostata e Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea. Prevenzione e diagnosi precoce», Fondazione Onda ETS indica la Basilicata tra le prime Regioni in Italia, insieme alla Lombardia, ad aver attivato un programma strutturato e gratuito di screening per il tumore della prostata, nonostante l’assenza di un piano nazionale organizzato.Il dato si inserisce in un quadro epidemiologico rilevante: con 40.192 nuove diagnosi stimate in Italia nel 2024, il tumore della prostata è la neoplasia più frequente nella popolazione maschile. In questo contesto la Basilicata ha scelto un approccio anticipatorio, avviando dal 3 giugno 2025 un percorso pubblico strutturato di prevenzione e diagnosi precoce che, al dicembre 2025, ha già coinvolto circa 6.500 cittadini, chiamati a compilare il questionario di primo livello del programma.Rispetto ad altre esperienze regionali, lo stato di avanzamento lucano risulta particolarmente significativo. In alcuni casi, infatti, il percorso diagnostico ha già condotto all’intervento chirurgico su pazienti nei quali lo screening ha evidenziato la presenza di una patologia neoplastica, a conferma di una efficace integrazione tra prevenzione, diagnosi e presa in carico clinica.«La prevenzione non è uno slogan, ma una politica sanitaria concreta – ha sottolineato Cosimo Latronico, assessore alla Salute, Politiche per la Persona e Pnrr della Regione Basilicata –. I risultati riconosciuti da Fondazione Onda ETS dimostrano che investire sugli screening consente di intercettare prima la malattia, migliorare gli esiti clinici e rendere più sostenibile il sistema sanitario».Il programma regionale si fonda su

un percorso clinico integrato, supportato da una piattaforma informatica dedicata dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, che assicura la tracciabilità degli esiti e l’integrazione operativa tra urologi e radiologi, anche attraverso strumenti di innovazione tecnologica. L’esperienza lucana è inserita nel report promosso da Fondazione Onda ETS, che dal 2023 riunisce Regioni e stakeholder con l’obiettivo di contribuire alla definizione di un modello nazionale coordinato e sostenibile di prevenzione e diagnosi precoce, nell’ambito di un impegno più ampio sulla salute maschile e sulla medicina di genere.In questo quadro trovano spazio anche ulteriori iniziative di prevenzione oncologica promosse a livello regionale, come la recente campagna dedicata al tumore del polmone, integrate in una strategia complessiva che individua nella lotta al tumore della prostata un progetto pilota e un modello organizzativo di riferimento. «Stiamo costruendo una sanità che non rincorre le emergenze – ha concluso Latronico – ma che lavora in modo programmato sulla prevenzione, sulla presa in carico precoce e sulla qualità dell’assistenza, con uno sguardo rivolto al futuro».
LA REGIONE: «PUNTIAMO SU SERVIZI TERRITORIALI»
«Vogliamo una sanità a misura di cittadino»
POTENZA. «La sfida della sanità lucana si vince fuori dagli ospedali, portando prevenzione e specialistica direttamente nelle comunità». Lo ha affermato Cosimo Latronico, assessore regionale alla Salute e al Pnrr, intervenendo a un incontro con i pensionati Cisl della Val d’Agri. Al centro il piano di potenziamento dei servizi sanitari territoriali, finalizzato a ridurre i tempi di attesa e garantire risposte rapide e di qualità in tutta la Regione Basilicata.Secondo Latronico, il percorso avviato mira a decongestionare i grandi ospedali attraverso un investimento strutturale sulle Case di Comunità e su una maggiore integrazione tra assistenza domiciliare e nuove tecnologie. «Non parliamo solo di numeri o di bilanci, ma della vita delle persone», ha sottolineato, evidenziando il lavoro svolto con Asp e Asm per monitorare le prestazioni e intervenire sulle principali criticità.Telemedicina e rafforzamento del personale sanitario sono indicati come pilastri della nuova programmazione regionale. «Il capitale umano è la vera forza del sistema sanitario», ha aggiunto l’assessore, annunciando per le prossime settimane incontri nei distretti sanitari per verificare l’avanzamento dei cantieri e l’attivazione dei nuovi presidi. «Il diritto alla salute – ha concluso – non deve conoscere distanze o barriere burocratiche».

Assemblea promossa con istituzioni e operatori sanitari per valorizzare il ruolo della prevenzione nella tutela della salute collettiva
MATERA. Domani si celebra la prima Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, istituita con la Legge numero 49 del 2025, una ricorrenza che riconosce il ruolo centrale della medicina veterinaria nella tutela della salute pubblica. Un passaggio significativo che rafforza l’attenzione istituzionale verso un ambito strategico della sanità, chiamato a operare all’intersezione tra uomo, animali e ambiente.In questo contesto, lunedì 26 gennaio, a partire dalle ore 10 e 30, nella Sala Cinema dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera, in via Montescaglioso, si terrà l’assemblea dal titolo «One Health superare i confini professionali». L’iniziativa è promossa dal Sindacato Italiano Veterinari Medi-
cina Pubblica e dalla Federazione Veterinari Medici e Dirigenti Sanitari e vedrà l’apertura dei lavori affidata al direttore generale dell’Asm, Maurizio Friolo.«L’istituzione della Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria rappresenta il più alto riconoscimento che il Parlamento abbia mai riservato alla professione veterinaria», ha sottolineato Friolo, evidenziando come i medici veterinari del Servizio sanitario nazionale siano quotidianamente impegnati nella tutela della salute collettiva. Un’azione che si traduce nella garanzia del benessere animale, nella sicurezza degli alimenti di origine animale e nella gestione dei rischi sanitari legati all’interazione tra uomo, animali e ambiente.Se-

condo il direttore generale dell’Asm, l’iniziativa del 26 gennaio intende valorizzare il ruolo
strategico della prevenzione veterinaria quale presidio essenziale di salute pubblica e rappresenta un momento di confronto e approfondimento aperto alle istituzioni, agli operatori sanitari e alla cittadinanza. L’azienda sanitaria materana, ha ribadito Friolo, è fortemente impegnata nella promozione di iniziative di sensibilizzazione su questi temi, nella consapevolezza che la prevenzione costituisca il primo e più efficace strumento di tutela della salute pubblica.L’assemblea si inserisce così in un percorso di crescita culturale e istituzionale che mira a rafforzare l’approccio One Health e a valorizzare il lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della sanità veterinaria.


POTENZA La professoressa dell’Unibas Di Maio: «Analisi e soluzioni per le aree critiche, ma serve un impegno condiviso»
POTENZA. Si è svolta ieri la seduta congiunta della V e della VI Commissione consiliare del Comune di Potenza, presiedute rispettivamente dai consiglieri Attilio Giuliani e Gianmarco Guidetti, dedicata al tema del dissesto idrogeologico e della mitigazione del rischio sul territorio cittadino.
All’incontro hanno preso parte la professoressa Caterina Di Maio, docente dell’Università degli studi della Basilicata, l’assessore all’Ambiente Michele Beneventi, la dirigente dell'Unità di direzione Ambiente Angela Laurino e il responsabile della Protezione civile comunale Pino Brindisi, dando vita a un confronto tra istituzioni, strutture tecniche e mondo accademico.
Nel corso della seduta, la professoressa Di Maio ha illustrato in maniera divulgativa i contenuti e i risultati del progetto “MITIGO”, presentando alle Commissioni dati scientifici aggiornati sul rischio idrogeologico e sulle prin-

cipali criticità presenti in alcune aree della città di Potenza.
Particolare attenzione è stata rivolta all’area di Costa della Gaveta, caso studio centrale delle attività di ricerca, interessata da una frana di notevole entità che incide direttamente sulla vita dei residenti, costretti a convivere quotidianamente con condizioni di rischio idrogeologico.
Il confronto ha consentito di approfondire le possibili azioni di mitigazione del rischio e di avviare una riflessione sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra Comune e Università, al fine di supportare le scelte amministrative con dati scientifici aggiornati.
In chiusura, i presidenti Guidetti e Giuliani hanno ribadito la vo-
lontà dell’Amministrazione comunale di porre al centro dell’azione amministrativa le criticità idrogeologiche del territorio, valutando anche eventuali modifiche ai regolamenti comunali per rendere più efficaci le politiche di prevenzione e mitigazione del rischio, anche al fine di tutelare l’incolumità e la sicurezza dei cittadini.
POTENZA A Cronache la storia della parrucchiera che ha dedicato la vita all’estetica delle donne
Messa in piega, doppie punte e tinta unita fanno parte del linguaggio tipico delle parrucchiere. Un modo di pensare, di generare nuova linfa al volto, ai capelli e all'estetica che trova sempre più riscontro tra le clienti e la vasta gamma di fruitrici delle artigiane sopra citate. Un mestiere antico ma reso attuale dai cambiamenti odierni, legati al look da mille e una notte e dall'inconfondibile charme che vede le donne brillanti protagoniste di se stesse e della società civile.
La professione di parrucchiera fa parte del ramo artigianale, un vero e proprio punto di riferimento per tutte le donne e per quante vivono la bellezza con intensità e senso pratico.
A Potenza prima in via dei Ligustri e dal 19 marzo
2007 in via Tirreno opera e lavora in una struttura a conduzione familiare, Vita “Titina” Genovese.
La titolare insieme alle sue instancabili collaboratrici ha svolto e continua a svolgere un duro lavoro per servire al meglio la clientela che chiede un taglio di grande effetto e fascino. Vita Genovese è nata ad Avigliano il 26 gennaio 1962 e ha parlato della sua attività.
Ha avuto difficoltà iniziali?
« No. Devo dire la verità non ho mai avuto difficoltà ».
Come è cambiato il rapporto con la clientela considerato il trasferimento della struttura da via dei Ligustri a Cocuzzo?
«Diciamo bene perché poi oltre tutto da Montereale mi hanno seguito quasi tutti devo dire che sono
contenta ».
Come è cambiato il gusto delle donne per quanto riguarda il taglio di capelli?
« Tanto, tantissimo, l'evoluzione delle tinte, dei colori, diciamo che le donne sono più all'avanguardia oggi » Con i fornitori come è cambiato il rapporto?
« Con il fornitore non abbiamo lo stesso rapporto di una volta. I prodotti sono aumentati e anche noi ci adeguiamo all’aumento dei prezzi » La saracinesca che si apre la mattina e si chiude la sera è l'emblema dei sacrifici di una carriera?
« Sacrificio, certo che c'è. Adesso il lavoro va in maniera completamente diversa rispetto a tanti anni fa. È cambiata la tipologia di lavoro ». Lo consiglia ai giovani

che puntano a trovare occupazione?
« Se piace veramente si. Deve essere un secondo amore per i figli ». Una passione nata da giovane, tanta cordialità e rispetto nei confronti di clienti e fornitori. Vita “Titina” per gli amici ha raccontato la sua passione per l'estetica delle donne. Ora sotto a chi tocca.
Paura a Muro Lucano, Picerno e Baragiano dove i malviventi
entrano in casa senza scrupoli
DI E MA N U ELA C AL AB RE S E
La lunga mano dei malviventi continua a far razzia nel potentino. Questa volta ad essere presa di mira è stata una attività commerciale, nell’esattezza un tabacchino a Baragiano Scalo, dove i ladri sono riusciti ad entrare indisturbati, nonostante il locale si trovi in pieno centro abitato.
All’incirca verso le ore 3:00 di venerdì notte, i malfattori sono riusciti a forzare la saracinesca, infrangere il vetro ed entrare nell’attività. Tuttavia il sistema di allarme ha funzionato correttamente, tanto da avvisare i titolari del negozio, che però all’arrivo si sono trovati davanti al fatto compiuto. L’abilità dei ladri è stata tale che in poco tempo e a sangue freddo, sono riu-
sciti comunque a portare a termine la rapina. Il bottino sarebbe cospicuo, considerando che avrebbero portato via soprattutto gratta e vinci e sigarette.
Si tratta, sfortunatamente, di un secondo grave furto nella stessa tabaccheria, già presa di mira qualche anno addietro. Sul fatto indagano i Carabinieri della locale Stazione, intervenuti sul posto.
Si tratta di una escalation di eventi che sta colpendo i paesi dell’area: tra Baragiano, Picerno e Muro Lucano, non si contano più i colpi in appartamento. I residenti sono preoccupati. Molti non si allontanano da casa per paura dell’amaro rientro, o cercano di uscire a turno, lasciano sempre qualcuno “di guardia”. Eppure neanche questo sembra bastare; proprio a Muro Lucano sono
ormai svariate le rapine in casa, alla presenza dei proprietari. Nei loro bottini rientrano soprattutto oro, dispositivi tecnologici e abiti firmati. Neppure allarmi e telecamere, sembrano bastare a porre limite a queste bande di malavitosi. Senza scrupoli prendono ciò che vogliono, mettono a soqquadro le stanze, scassinano cassaforti. Spesso, dagli stessi cittadini vengono avvistate auto sospette, persone in attesa, probabilmente i cosiddetti “pali” che restano in auto in allerta, mentre i complici mettono a segno i furti. Ad essere prese di mira inoltre, non sono solo abitazioni isolate, ma in pieno centro, tra appartamenti a schiera e case molto vicine tra loro. Alcuni, come a Muro Lucano, persino in pieno giorno, con persone all’interno

dell’abitazione. Neppure il rischio di essere visti frena la loro avidità. I cit-
tadini sono preoccupati, i Carabinieri in allerta non abbassano la guardia.
Il sindaco De Maria: «Vogliamo dare un segnale chiaro di attenzione verso le nuove generazioni e verso tutte le famiglie»

La Giunta Comunale di Latronico ha deliberato in data 22 gennaio 2026 l’avvio di tutti gli atti necessari per fornire i libri di testo agli studenti che si iscriveranno al primo anno del Liceo Scientifico di Latronico, e che inizieranno il percorso scolastico nel mese di settembre. Si tratta di una misura concreta e immediata che nasce da una visione precisa dell’Amministrazione: mettere la scuola e i gio-
vani al centro delle politiche pubbliche, sostenendo le famiglie e rafforzando i servizi essenziali presenti sul territorio.
«Con questa decisione –dichiara l’Amministrazione Comunale – vogliamo dare un segnale chiaro di attenzione verso le nuove generazioni e verso tutte le famiglie che, ogni anno, affrontano costi importanti per l’avvio dell’anno scolastico. Garantire i libri di testo ai ragazzi che iniziano il primo anno signi-
fica alleggerire una spesa significativa e, allo stesso tempo, creare le condizioni per favorire la scelta di studiare a Latronico». L’iniziativa si inserisce inoltre in un obiettivo più ampio: valorizzare e sostenere il Liceo Scientifico di Latronico, considerato un presidio fondamentale di crescita culturale, educativa e sociale. In un contesto in cui i piccoli comuni rischiano spesso di perdere servizi e opportunità, l’Amministrazione

intende promuovere azioni capaci di contrastare lo spopolamento e rafforzare la presenza della scuola sul territorio. «Difendere e rendere più attrattiva la scuola – prosegue l’Amministrazione – significa difendere il futuro della nostra comunità. Ogni scelta che porta un giovane a restare, a formarsi qui e a vivere il paese, è una scelta che costruisce stabilità, coesione e prospettive per Latronico». Nei prossimi giorni
saranno completati gli adempimenti tecnici e amministrativi necessari per rendere pienamente operativa la misura, nel rispetto delle procedure previste. L’Amministrazione Comunale ribadisce infine che continuerà a lavorare per implementare interventi e politiche a sostegno dell’istruzione, della qualità dei servizi e del diritto allo studio, perché investire nella scuola è investire nella crescita dell’intera comunità.


Daniele Manca: «Commissariamento atto di responsabilità per ristabilire regole, trasparenza e restituire la parola agli iscritti»
MATERA. Il Partito Democratico di Matera attraversa una fase complessa, ma tutt’altro che immobile. A chiarirlo è il commissario regionale del Partito Democratico di Basilicata, il senatore Daniele Manca, che respinge l’idea di una paralisi politica e rivendica il senso del commissariamento deciso nei mesi scorsi come atto di responsabilità. Una scelta necessaria, spiega, per fronteggiare una conflittualità interna che aveva compromesso il normale funzionamento democratico del circolo cittadino.Il commissariamento, viene sottolineato, non è stato pensato per sospendere la vita politica del partito, ma per ristabilire regole, trasparenza e condizioni di partecipazione. «Parlare di paralisi significa non cogliere il senso di una fase di transizione indispensabile», afferma Manca, ribadendo come l’obiettivo sia quello di restituire la parola agli iscritti in modo serio, ordinato e inclusivo, evitando forzature e scorciatoie.
In questo quadro assume un valore politico rilevante il dato del tesseramento 2025, che registra una partecipazione ampia e significativa. Un segnale che, secondo il commissario, impone rispetto e cautela

nei tempi, proprio per non riprodurre quelle divisioni che negli ultimi anni hanno indebolito il Partito Democratico a Matera. Da qui la scelta di costruire un percorso fondato su pari diritti e regole certe, anziché accelerazioni improvvisate.Un passaggio centrale di questo cammino sarà l’assemblea degli iscritti convocata per il 5 febbraio. L’incontro rappresenterà un momento di confronto aperto sulla situazione politica locale, sulle iniziative referendarie e sulle prospettive future del partito in città,
confermando la volontà di rimettere al centro la comunità degli iscritti.Nei prossimi mesi, inoltre, sarà avviata la fase congressuale secondo il regolamento nazionale, con l’obiettivo di restituire piena titolarità delle scelte agli iscritti e di eleggere una classe dirigente legittimata democraticamente. «Il Pd di Matera ha bisogno di ricostruzione, non di polemiche», conclude Manca. È dal confronto e dalla partecipazione che, a partire dall’assemblea di febbraio, il lavoro politico può e deve ripartire.
MATERA. Dal 29 gennaio partono i sopralluoghi presso le famiglie che hanno aderito al compostaggio domestico nell’ambito della campagna «DifferenziAmo – Chi Ama fa la differenza». I tecnici verificheranno l’uso corretto delle compostiere e offriranno indicazioni pratiche per migliorare la gestione dell’organico e la qualità del compost.L’iniziativa è promossa da Cosp Tecno Service e Cns – Consorzio Nazionale Servizi, con Erica Società cooperativa, e il supporto del Comune di Matera e dell’Egrib. Le visite non hanno finalità sanzionatorie: sono un’attività di accompagnamento pensata per consolidare buone abitudini e rendere più efficace la raccolta differenziata.Le verifiche serviranno anche a confermare il diritto alla riduzione del 20 per cento sulla Tari per chi pratica correttamente il compostaggio. Trasformare scarti di cucina e residui vegetali in fertilizzante naturale riduce i rifiuti avviati al servizio pubblico, limita trasporti ed emissioni e restituisce sostanza organica ai suoli: piccoli gesti quotidiani che rendono la città più sostenibile.

Il sindaco Bianco: «Un percorso condiviso che rafforza identità e rilancia la vocazione di approdo e dialogo per tutto il Mezzogiorno»
POLICORO. Lo scorso 20 gennaio, presso il Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata consegnata la proposta progettuale di “Policoro Capitale Italiana del Mare 2026”. Un passaggio formale che conclude una fase intensa di lavoro e apre una sfida ambiziosa per la città jonica, al centro di un’alleanza territoriale ampia e strutturata, costruita attraverso un vero patto multilaterale.La candidatura nasce infatti da un percorso corale che ha visto il coinvolgimento di enti pubblici, organismi di ricerca, associazioni nazionali, realtà del terzo settore e soggetti privati. Ottanta i soggetti che hanno partecipato alla manifestazione di interesse promossa dal Comune, contribuendo a delineare una pro-
posta condivisa, fondata sulla cooperazione e sulla visione di uno sviluppo marittimo sostenibile e inclusivo.Il progetto, intitolato “Policoro, Approdo del Futuro”, è stato voluto dall’Amministrazione comunale insieme all’Università degli Studi della Basilicata e all’Università del Salento, rappresentata dal professor Fabio Pollice. Al centro vi sono capisaldi chiari e condivisi: Policoro come luogo di elaborazione e diffusione di nuove visioni fondate sulla pace, sul dialogo tra i popoli, sulla cooperazione e sull’uso responsabile delle risorse marine.Le azioni previste integrano lo sviluppo dell’economia marittima sostenibile con la valorizzazione del mare come patrimonio culturale e ambientale, la tutela della biodiversità costiera

e la promozione di pratiche partecipative capaci di coinvolgere comunità e visitatori. La candidatura mira così a superare l’idea di una semplice località turistica, proponendo Policoro come punto di riferimento nazionale per le politiche del mare.Un ruolo che affonda le radici nella storia stessa
della città. Qui, secoli fa, approdarono gli esuli greci dopo aver attraversato il mar Ionio, dando vita a una nuova civiltà. Oggi Policoro intende rinnovare quella vocazione, valorizzando anche la sua posizione di crocevia geografico e sociale tra Basilicata, Puglia e Calabria.«Si sono messe in moto tante energie a sostegno di questa candidatura, frutto della vivacità delle associazioni, degli operatori turistici e di enti importanti come la scuola e l’università», ha commentato il sindaco di Policoro, Enrico Bianco. Un percorso che, ha aggiunto, rafforza la consapevolezza e l’identità della città, chiamata a ripartire dalla propria storia per affermare sempre di più la sua vocazione di approdo e di dialogo per l’intero Mezzogiorno.
Continua la rubrica di Cronache che esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà
Epoi c’è quel momento, sottile, quasi invisibile, in cui smetti di chiederti cosa non va fuori e inizi a sospettare che il vero rumore sia dentro. Non un rumore drammatico, da film apocalittico. Piuttosto un brusio costante: giudizi automatici, reazioni prevedibili, vecchie ferite che parlano come se fossero attuali, convinzioni che si spacciano per verità assolute. Viviamo convinti che esistano esseri “arrivati” e altri “in eterno transito”. Illuminati da una parte, comuni mortali dall’altra. Come se l’evoluzione interiore fosse una questione di pedigree spirituale o di curriculum morale. In realtà, e qui casca il palco, la distanza non è tra persone diverse, ma tra due stati della stessa persona. Non esiste un altro da diventare. Esiste solo un modo diverso di stare. Lo dico senza romanticismi: l’illusione non è peccato, è abitudine. È quella modalità automatica che ci fa reagire prima di capire, difenderci prima di ascoltare, attaccare prima di sentire. È vivere con il freno a mano tirato, con-

vinti che sia colpa della strada. Il risveglio, invece, non arriva con le luci soffuse e la musica mistica. Arriva mentre lavi i piatti, mentre rispondi a un messaggio che vorresti ignorare, mentre scegli se restare nel vittimismo o fare un passo laterale.
Arriva quando smetti di chiedere che il mondo cambi tono e inizi a cambiare frequenza tu. Trasformare la mente non significa diventare buoni, né mansueti, né tantomeno finti sereni. Significa diventare responsabili del proprio stato vitale. È un atto radicale, quasi scandaloso: non delegare più il tuo equilibrio agli eventi, alle persone, alle aspettative. La verità, quella che non piace, è che restare illusi è comodo. Ti assolve. Ti giustifica.
Ti permette di dire: “Io reagisco così perché tu sei fatto cosà”. Il risveglio, al contrario, ti mette davanti allo specchio senza filtri.
Ti dice: “Guarda che puoi scegliere”. E la scelta, si sa, pesa. Eppure è lì che accade la magia concreta. Non quella dei miracoli da raccontare, ma quella delle trasformazioni silenziose. Quando

smetti di sentirti separato dalla vita e inizi a dialogarci. Quando la rabbia non scompare, ma smette di guidare. Quando il dolore resta, ma non comanda più.
C’è una pratica quotidiana, semplice, ostinata, a volte scomoda, che serve esattamente a questo: spostare l’asse. Non cambia il mondo in superficie, cambia il modo in cui tu lo attraversi.
È come passare da una stanza buia a una illuminata: i mobili sono gli stessi, ma smetti di sbatterci contro.E a quel punto succede una cosa strana: scopri che non eri “meno” di nessuno. Non eri difettoso, incompleto, sbagliato. Eri solo immerso in una nebbia mentale che ti faceva scambiare le
ombre per muri. Questa consapevolezza non ti rende superiore. Ti rende umano in modo nuovo. Ironico, persino. Perché inizi a sorridere delle tue vecchie rigidità, delle battaglie inutili, delle identità difese come fortezze. Capisci che il vero coraggio non è vincere, ma svegliarsi. Se leggendo senti una lieve irritazione, una voglia di controbattere, o quel pensiero che dice “sì, ma non è proprio così”, fermati un istante. Non è disagio: è movi- mento. È il punto esatto in cui qualcosa smette di essere teoria e inizia a chiederti spazio dentro. Perché il risveglio non chiede consenso. Chiede onestà. Il resto, finalmente, viene dopo.
Sabato 24 gennaio al Teatro Stabile il seminario del Rotary 2120 su leadership ed etica civile e servizio
Sarà il Teatro Francesco Stabile di Potenza a ospitare, sabato 24 gennaio 2026 a partire dalle ore 9.00, il Seminario distrettuale «Leadership & Valori», promosso dal Rotary International Distretto 2120 Puglia e Basilicata in partnership con l’Amministrazione comunale di Potenza, Assessorato alla Cultura.L’iniziativa, fortemente voluta dal Governatore del Distretto 2120 Puglia e Basilicata, Antonio B. Braia, si configura come un momento di alto profilo culturale e civile, dedicato al confronto sui temi della leadership etica, del servizio e della responsabilità. Valori che rappresentano il fondamento dell’azione rotariana e che trovano sintesi nel principio «Servire al di sopra di ogni interesse personale».Il seminario vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del mondo dell’impresa, della ricerca, dell’università, dello sport, della sicurezza e delle istituzioni. Tra i relatori annunciati figurano Cristina Chiuso, già capitano della Nazionale italiana
di nuoto; Pasquale Preziosa, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare; Francesco Di Ciommo, Prorettore dell’Università Luiss «Guido Carli»; Roberto Vavassori, Presidente di Anfia; Gaetano Scamarcio, Direttore nazionale dell’Istituto di Nanoscienze del CNR; Antonio Uricchio, Presidente dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.Nel corso della mattinata è prevista anche una tavola rotonda dal titolo «Leadership e Servizio», che coinvolgerà il presente e il futuro del Rotary Distretto 2120, dando spazio a esperienze e testimonianze legate ai progetti e ai service realizzati dai Club a beneficio delle comunità di Puglia e Basilicata.I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali e si concluderanno con l’intervento del Governatore Antonio B. Braia. Il seminario si inserisce nel messaggio internazionale dell’anno rotariano 2025-2026: «Uniti per fare del bene», e nel motto del Distretto 2120, «We Are One».

Allo “Scida” questa sera ore 17:30 si diputa Crotone-Potenza. Squadre quasi al completo. Nel Crotone non ci sarà Cargnelutti passato al Catania
DI ROCCO NIGRO
POTENZA .A quattro giorni dal match clou tra Potenza e Ternana per il passaggio alla finale nazionale di Coppa Italia Regionale, la carovana di mister De Giorgio si è trasferita in quel di Crotone dove, questa sera inizio ore 17:30 allo “Scida” affronterà i “Pitagorici” in un buon momento di forma. Sia Potenza che Crotone vengono da due vittorie importanti ai fini della classifica nel campionato. I rosso-blù lucani hanno sconfitto domenica scorsa in una delle migliori gare stagionali i “falchetti” della Casertana; gli “squali” calabresi si sono imposti con un secco due a zero lunedì scorso nel derby contro il Cosenza. Anche questo match non sarà facile per entrambe le compagini che, lo ricordiamo, quest’anno si sono affrontate già due volte; in campionato all’andata sul sintetico del “Viviani finì tre pari, mentre in coppa il Potenza ha vinto per tre reti ad uno. Insomma, si tratta di due compagini “amiche” che si conoscono abbastanza bene. E non solo, per i trascorsi da calciatore nel Crotone proprio del tecnico potentino De Giorgio, quanto per la permanenza di molti giocatori che hanno rivestito e che tutt’o-

ra rivestono la casacca del Crotone e del Potenza. Ad iniziare da Murano che nella prima parte di campionato ha calpestato il terreno dello “Scida” per poi ritornare da qualche settimana nella sua città e per finire a Cargnelutti, quest’ultimo dato ormai in partenza certa per Catania, Sandri, Felippe solo per citare alcuni. A questi va aggiunto il mister Emilio Longo che ha visto forse i suoi migliori risultati sulla panchina del Picerno. Ma vediamo come queste due squadre hanno preparato la gara. Come dicevamo,
il Potenza di De Giorgio viene da due vittorie importanti e con il morale altissimo. Nonostante il tecnico nel pre-gara ha parlato di avere ancora qualche giocatore ai box, la “tempesta” infortuni e virus influenzali sembra essere passata. La rosa, soprattutto in difesa ed a centrocampo è abbastanza nutrita. Manca invece, qualche ricambio in attacco con il tridente Schimmenti-Murano-D’Auria in buona forma L’obiettivo che De Giorgio vorrà centrare è quello di scavalcare proprio i “Pitagorici” in clas-
sifica.. Tra i pitagorici, in caso di partenza del centrale difensivo Cargnelutti, il testimone passerebbe a Cocetta, chiamato ad una prova di personalità e concentrazione in una sfida tutt’altro che semplice. Tra l’undici titolare mancherà Zunno, fermato dal giudice sportivo. Si tratta di un’assenza molto importante in termini di dinamismo, qualità tra le linee e imprevedibilità offensiva, che apre inevitabilmente il ballottaggio per il ruolo sulla trequarti. Al suo posto potrebbe essere utilizzato Maggio, oppure si potrebbe dirottare Piovanello sulla corsia di sinistra, inserendo Energe dal primo minuto sulla destra. A centrocampo, invece, viste le risposte positive emerse nel derby contro il Cosenza, dovrebbero essere confermati Gallo, Vinicius e San-dri, chiamati ancora una volta a garantire equilibrio, intensità e qualità nella gestione del gio co. Infine, come sempre diamo notizia della direzione arbitrale affidata ad un fischietto siculo. Si tratta di Enrico Gemelli di Messina coadiuvato da Alessandro Marchese di Napoli e Manuel Marchese di Pavia. IV ufficiale sarà Andrea Palmieri di Brindisi e all’ monitor FVS ci sarà Stefania Genoveffa Signorelli di Paola.
I melandrini fanno visita ai pugliesi nella quarta giornata di ritorno di Serie C: Bertotto conferma il 4-3-3 e punta su intensità e carattere
Derby appulo-lucano per l’AZ Picerno nella quarta giornata di ritorno del campionato di Lega Pro Serie C Now 2025-2026. La formazione allenata da Valerio Bertotto è attesa questo pomeriggio allo stadio Giuseppe Capozza dal Casarano. Fischio d’inizio alle 17.30, con la direzione di gara affidata ad Andrea Mazzer di Conegliano, coadiuvato dagli assistenti Andrea Romagnoli di Albano Laziale e Giuseppe Scarpati di Formia. Quarto uomo Antonio Di Reda di Molfetta, operatore FVS Davide Fedele di Lecce.Data l’importanza del match, che arriva in un periodo particolarmente delicato della stagione, la squadra lucana è partita già giovedì alla volta del Salento per preparare al meglio la sfida contro la formazione allenata da Vito Di Bari. Alla vigilia dell’incontro, dunque, nessuna conferenza stampa per il tecnico Valerio Bertotto.Se il Picerno vive una fase di lieve ripresa, i pugliesi sono invece reduci
dalla pesante battuta d’arresto rimediata nel turno precedente allo stadio Ciro Vigorito di Benevento, dove sono stati sconfitti per 3-0. Ne consegue che la gara di questo pomeriggio può rappresentare per la formazione melandrina — che in settimana ha salutato Vittorio Graziani, ceduto alla Paganese — un’occasione importante per dare nuova linfa alla classifica e migliorare la propria posizione.Resta comunque necessario alzare il livello sotto alcuni aspetti, in primis l’approccio alla gara e il rendimento complessivo, elementi sui quali Bertotto ha lavorato con intensità e abnegazione nel corso della settimana. Al Capozza non è escluso l’inserimento dal primo minuto di Konaté, che potrebbe garantire all’attacco picernese un mix di soluzioni tecniche e fisicità utile a scardinare la retroguardia salentina.La sfida contro il Casarano andrà affrontata e sfruttata nel migliore dei modi, pur tenendo conto della forza dell’avversario e con lo sguardo già rivolto all’at-

teso derby di domenica prossima allo stadio Donato Curcio contro il Potenza di Pietro De Giorgio.Tutti i giocatori melandrini si sono allenati con intensità e profitto, mostrando quella determinazione necessaria per da-
re soddisfazioni allo staff tecnico e alla dirigenza. Bertotto dovrebbe confermare il modulo adottato nelle ultime uscite, il 4-33. Nessuna delle due squadre dovrà fare i conti con squalifiche, aspetto che rende ancora più interes-
sante la vigilia del match.Da Picerno, salvo sorprese dell’ultim’ora, partirà alla volta di Casarano anche un manipolo di tifosi, pronto a sostenere Marcone e compagni nella sfida di questo pomeriggio. FRA MEN
