Cronache del 30 gennaio 2026

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Portavoce Asp, il bando ambiguo

La seconda versione del testo viola trasparenza e dignità professionale

VITALIZI, QUARTO SHOCK

«Caro Paride, parliamone!»

Caro Paride, come sempre chapeau per il tuo stile. Adesso, però, spero vorrai consentirmi alcune considerazioni. La prima: dal 1994 non c'è stato più in Italia un accidenti di dibattito sui perniciosi effetti del proibizionismo che, oltre ad aver arricchito le narcomafie di tutto il mondo, ha trasformato una questione sociosanitaria in questione (...)

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C’È VITALIZIO E VITALIZIO

Al netto della svista legislativa di M5s e BCC che a rigor di regolamento avrebbero dovuto eccepire che un emendamento non firmato come quello sulla famigerata indennità differita non può essere approvato nemmeno alla chetichella e dunque vale praticamente carta straccia ed al netto del mancamento del PD, guarda caso, proprio nel “vitalizio day” è un buon segnale d’etica pubblica che il centrosinistra si sia svegliato per abrogare gli articoli 16 e 17 così tanto incriminati del Collegato alla stabilità 2025. Ora lasciamo stare che alla faccia della trasparenza e dell’onore del centrodestra il governatore Bardi non abbia voglia e coraggio di cacciare fuori i nomi dei segreti estensori della porcata legislativa, ma fuor giri di parole andrebbe però ricordato alle anime belle della sinistra che anche il ripescaggio inglorioso da scaldapoltronisti assessorili di Fanelli, Picerno e Galella è una specie di vitalizio mascherato, visto che in barba alla bocciatura elettorale avuta dai lucani sono comodatemene appoltronati in Consiglio regionale, per via d’una norma capestro peraltro d’ingegno sinistro e lacorazziano. Canta Tak: “Mo’ dammi il vitaliziooo…”

MARATEALE IN WINTER Lina Paterna di Cronache premia “La Remuda” e annuncia il premio Postiglione

Presidenza del Consiglio: è di nuovo fumata nera

RAPPORTO SPORT 2025

Premiato il modello lucano con crescita record e impianti all’avanguardia, Bardi: «Ogni euro investito genera valore»

■ Servizio a pag 2 POTENZA

Apre i battenti a Bucaletto, la Bottega della Solidarietà: un servizio della Caritas per aiutare le famiglie più bisognose

■ Menonna a pag 14

AUTOMOTIVE

Oggi al Mimit il Tavolo nazionale sulla crisi del settore, una delegazione di lavoratori e sindacati in presidio a Roma

■ Servizio a pag 3

MARATEA

Completato finalmente lo scavo della galleria

Acquafredda, Pepe: «Passaggio decisivo per un’opera strategica»

■ Servizio a pag 2

Mollica a pag 17
LA RIFLESSIONE
Paterna sul palco del Marateale in Winter Dellapenna alle pag 4 e 5
Servizio a pag 10
Servizio

Crescita record e impianti all’avanguardia. Bardi: «Ogni euro investito genera valore per i cittadini»

La Basilicata «corre»: il Rapporto Sport premia il modello lucano

Inumeri raccontano di una Basilicata “sportiva” che sta diventando modello di dinamismo e sostenibilità energetica. A certificarlo è il Rapporto Sport 2025 realizzato dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e da Sport e Salute, d’intesa con il Ministro per lo Sport e i Giovani. Il dossier è stato presentato ieri a Roma nel corso di un incontro al quale è intervenuto il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, in qualità di coordinatore della Commissione Sport della Conferenza delle Regioni e delle Province au-

tonome. Nella sua relazione Bardi ha tracciato la rotta di un territorio lucano che sta trasformando le sue fragilità in punti di forza. I numeri raccontano una Basilicata che scala le classifiche. Se l’Italia fatica a scuotersi di dosso la polvere della sedentarietà, la terra di Orazio fa registrare un balzo in avanti che sa di record: nel 2024, infatti, il 31,4% della popolazione lucana ha praticato sport in modo continuativo. È il dato più alto degli ultimi dieci anni, una crescita che stacca nettamente la media nazionale e che

«L’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Acquafredda rappresenta un passaggio decisivo per un’opera strategica, attesa da tempo e fondamentale per la sicurezza e la continuità della viabilità lungo la Tirrena Inferiore», ha dichiarato il vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, intervenendo ieri mattina a Maratea.

L’evento ha segnato il completamento dello scavo della galleria “Acquafredda”, lunga oltre 390 metri, nell’ambito dei lavori in corso sulla strada statale 18 tra Acquafredda e Cersuta. L’intervento si inserisce nel primo stralcio Acquafredda (lotti 1 e 2), che prevede la realizzazione di due nuove gallerie in variante al tracciato storico, più volte interessato dalla caduta di massi dal costone roccioso sovrastante.

Alla cerimonia erano presenti, oltre all’assessore Pepe, i rappresentanti di Anas Basilicata, con il responsabile Giancarlo Luongo e la direzione lavori, il sindaco di Maratea Cesare Albanese, le Forze dell’Ordine e la Capitaneria di Porto.

vede la regione allinearsi ai parametri delle regioni del Nord.

«Lo sport – ha sottolineato Bardi – è una politica pubblica trasversale che incide sul benessere e sulla coesione sociale». E i lucani sembrano averlo capito, popolando gli 841 impianti sportivi disseminati sul territorio, l’85% dei quali è di proprietà pubblica, a dimostrazione di un impegno delle istituzioni che non ha eguali (la media italiana si ferma al 70%).

Ma la vera medaglia d’oro la Basilicata la vince sul campo della sostenibilità.

I dati del Censimento Nazionale rivelano che il 13% degli impianti sportivi lucani utilizza fonti rinnovabili, superando la media nazionale dell’11%. È questo il cuore della “sfida Bardi”: legare il diritto allo sport alla tutela dell’ambiente. Un risultato figlio di una programmazione che punta tutto sull’efficientamento energetico, trasformando vecchie palestre in moderni hub sostenibili. Non è un caso che la regione presenti un Rating ESG (Environmental, Social, and Governance) solido, a dimostrazione di una gestione oculata

Procede intanto lo scavo della seconda galleria, “dei Crivi”, lunga circa 540 metri, attualmente in fase avanzata. Il completamento potrà avvenire solo dopo la conclusione delle opere di consolidamento della parete rocciosa in corrispondenza dell’imbocco sud, che prevedono l’installazione di reti di protezione su una superficie superiore ai 20mila metri quadrati. Per garantire la sicurezza degli interventi, saranno necessarie temporanee interdizioni al traffico lungo il tratto sottostante, compatibilmente con le condizioni meteo.

Una volta concluse queste fasi, si procederà con i rivestimenti definitivi delle gallerie, l’installazione degli impianti tecnologici e il completamento degli allargamenti della piattaforma stradale nei tratti a cielo aperto. L’investimento complessivo ammonta a circa 47 milioni di euro, di cui 20 milioni finanziati con fondi regionali.

«Stiamo portando avanti un intervento complesso, in un contesto logistico e geomorfologico delicato, cercando di coniugare l’avanzamento dei cantieri con l’esi-

e attenta al futuro. Non sono solo fredde statistiche. Ogni euro investito nello sport lucano produce un valore che torna ai cittadini. L’indicatore SROI (Social Return on Investment) certifica che per ogni euro speso in infrastrutture il territorio riceve un beneficio sociale misurabile, riducendo i costi sanitari e aumentando la qualità della vita.

«Garantire pari opportunità di accesso è una scelta di sistema – ha concluso Bardi nel suo intervento parlando anche a nome della Conferenza delle Regioni -. Le Regioni non sono un livello intermedio, ma il motore di una visione che non lascia indietro nessuno, nemmeno i piccoli comuni in difficoltà amministrativa».

La Basilicata del 2025, dunque, si presenta come un laboratorio a cielo aperto: dove lo sport è inclusione (con 1.171 società sportive attive) e dove l’energia pulita è molto di più di uno slogan. È la realtà di un campo da gioco con i lucani che hanno deciso di giocare da titolari.

genza di garantire la transitabilità della SS18”, ha concluso Pepe.

«È un impegno concreto per Maratea, per il turismo e per tutti i cittadini che ogni giorno percorrono questa arteria fondamentale, e che conferma l’attenzione della Regione verso le infrastrutture strategiche della Basilicata».

Alcuni momenti dell’incontro

In occasione del tavolo nazionale: una delegazione di lavoratori lucani sarà presente davanti la sede del Ministero

Crisi del settore Automotive

Presidio sindacale al Mimit

POTENZA Questa mattina, in occasione della convocazione del tavolo sull’automotive alle 10 presso il Mimit, una delegazione dei sindacati lucani dei metalmeccanici sarà presente in presidio sotto il Ministero, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori del settore. L’iniziativa è volta a denunciare la grave crisi che attraversa il comparto automotive, settore strategico e fondamentale per l’economia del Paese e, in modo particolare, per il tessuto produttivo e occupazionale della Basilicata. Attraverso il presidio, i sindacati dei metalmeccanici lucani intendono sollecitare risposte concrete e immediate da parte del Governo, dell’Unione Europea e del sistema delle imprese, affinché vengano garantite prospettive industriali, occupazione e tutela del lavo-

ro in una fase di profonda trasformazione del settore.

In questo contesto, le organizzazioni sindacali della Basilicata esprimono il pieno sostegno all’azione delle Segreterie Nazionali, impegnate in una vertenza automotive che è vitale per il futuro industriale del Paese. È necessario un confronto serio e responsabile e una strategia nazionale ed europea che accompagni la transizione del settore con investimenti certi, continuità produttiva e salvaguardia dell’occupazione, evitando che i costi dei cambiamenti ricadano ancora una volta sulle lavoratrici e sui lavoratori.

La presenza al Mimit rappresenta un segnale chiaro di attenzione, mobilitazione e responsabilità, a difesa del lavoro e del futuro industriale dei territori.

PARTITO DEMOCRATICO E BASILICATA DEMOCRATICA SI SCHIERANO A DIFESA DEL MONDO DEL LAVORO

Salario minimo, dumping e sicurezza: proposte Pd-Bd

POTENZA Si è tenuta ieri mattina, presso la sede del Consiglio regionale della Basilicata, la conferenza stampa dei consiglieri regionali del Partito Democratico Piero Lacorazza e Roberto Cifarelli e di Basilicata Democratica Piero Marrese, nel corso della quale sono state illustrate tre proposte di legge sui temi del lavoro, della sicurezza e della concorrenza: “Misure per la sicurezza del lavoro e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori nei contratti pubblici regionali”; “Proposta di legge di iniziativa regionale rivolta alle Camere (comma 2, art. 121 della Costituzione) concernente le disposizioni per l’istituzione del salario minimo”; “Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Basilicata”, quest’ultima sottoscritta da tutti gli esponenti del centrosinistra.

In apertura di conferenza stampa, il capogruppo del Pd Piero Lacorazza ha dichiarato: «Abbiamo scelto di fare questa conferenza stampa come momento di rendiconto del lavoro che stiamo svolgendo e dell’avvio di questo anno, concentrandoci in particolare sul tema del lavoro, a partire da un contesto preciso, quello delle crisi industriali. In Consiglio regionale abbiamo messo ‘la spalla sotto la statua’ per unire il Consiglio regionale e, da quella unità istituzionale,

è nata anche un’unità delle forze sindacali e delle istituzioni». Lacorazza ha quindi evidenziato: «Ora attendiamo che il Governo nazionale e il Governo regionale traducano in fatti questo nostro supporto responsabile e concreto alle vertenze industriali. Siamo stati davanti ai cancelli di Stellantis e dell’indotto, così come sotto le tende della Tiberina e della PMC. Abbiamo guardato le operaie e gli operai negli occhi, andando nei luoghi del lavoro e della protesta. Siamo stati anche su quel pullman che impiega due ore da Melfi a Ferrandina, andata e ritorno, prima e dopo le ore di fabbrica, scomodo, senza sedili reclinabili. Abbiamo condotto una battaglia per cambiarlo che ha avuto esito positivo. Insom-

ma – ha aggiunto – siamo stati nei luoghi dove il lavoro c’è ma è in crisi. Abbiamo prodotto proposte, non siamo rimasti nel “salotto”, ma siamo stati nelle fabbriche. Abbiamo aperto tavoli e iniziative, da ultimo quello sul settore del mobile imbottito. E non vorrei che sfuggisse un altro tema, stiamo seguendo con molta attenzione la vicenda industriale legata all’attività estrattiva petrolifera. Nel 2029 scade la concessione Eni, la produzione è ridotta e cresce l’attenzione su quel fronte. Stiamo conducendo una battaglia che andrà avanti fino al raggiungimento dell’obiettivo, perché la postazione del 118 in Val d’Agri deve stare vicino alle lavoratrici e ai lavoratori, in un’area industriale a rischio di

incidenti rilevanti, come previsto dalla direttiva Seveso. Questo è il contesto nel quale ci muoviamo».

«Ed in questo contesto – ha spiegato – abbiamo proposto leggi che sono state approvate e ne proponiamo altre. Sul tema del lavoro è stata approvata la legge sul Centro di monitoraggio per gli appalti della Regione Basilicata, a quel tavolo, che speriamo venga nominato subito, siedono insieme il mondo delle imprese e il mondo del lavoro e la norma sullo smart working. Ora portiamo nuove proposte, a partire da quella sul salario minimo. Il meccanismo è semplice, si è aperto un varco con la sentenza n. 188 del 2025 della Corte Costituzionale, che individua uno spazio di competenza per le Regioni. Il sistema – ha concluso Lacorazza – funziona così, nelle gare d’appalto della Regione Basilicata, soprattutto in quelle con l’offerta economicamente più vantaggiosa, si introducono criteri di premialità per chi investe in sicurezza, per chi garantisce un salario minimo non inferiore a 9 euro lordi l’ora e per chi contrasta il dumping salariale. Queste proposte non sono solo per il lavoro, ma anche per le imprese che vogliono fare leale concorrenza. Sono misure concrete che esprimono una visione di futuro per questa Regione».

Tra grandi nomi dello spettacolo e del cinema, Lina Paterna premia "La Remuda"

Il grande successo di Timpone

Il “Marateale Award in Winter” sbarca a Roma. Cornice d’eccezione il teatro di Villa

In che condizione di salute sta il Cinema italiano? È una risposta complicata da dare e si presta alle più disparate risposte non sempre coerenti tra di loro.

Quello che è assolutamente chiaro è lo stato di salute del Marateale. Il grande evento del cinema che Timpone organizza da anni nella Perla del Tirreno anche quest'anno è sbarcato a Roma. Cornice d'eccezione il teatro di Villa Torlonia dove, alla presenza di grandi uomini di spettacolo e del cinema, si è svolto il Marateale Award in Winter che, anche questa volta ha messo al centro del cinema la Basilicata.

Per cogliere l'importanza della manifestazione basti pensare alla presenza in sala del vice presidente di Medusa Letta, del direttore della mostra del cinema Barbera, di Martina Colombari, di Ricky Memphis, Andrea Howe e tanti altri.

LINA PATERNA PRE-

MIA LA REMUDA

Consentiteci, ancora prima di raccontare tutto l'evento, di prenderci una piccola soddisfazione editoriale. In una squadra così di alto livello come quella messa in campo da Timpone, è stata la "nostra" Lina Paterna a consegnare il premio per "La Remuda", il docu-film finanziato dal Parco Nazionale dell'Appennino Lucani, prodotto da Arya di Alessandra Relmi con l'importante partecipazione dell'associazione portatori della sindrome di down Miryam Talucci il cui Presidente e fondatore Lello Talucci era in sala.

Una soddisfazione multipla sia per il grande ruolo sociale svolto dal docufilm che racconta la transumanza coinvolgendo nello staff dei portatori della sindrome di down, sia perché è stato annunciato che nell'edizione estiva del Marateale "La Remuda" riceverà il premio internazionale "Nino Postiglione".

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Torlonia
Lina Paterna mentre premia i protagonisti de “La Remuda” e alcuni momenti della serata

CAIATA, POLESE

E RAMUNNO

Sul palco anche Donato Ramunno, Mario Polese e Salvatore Caiata.

Il Direttore Generale di Arpab ha premiato Antonia Liskova, mentre il Parlamentare potentino di Fratelli d'Italia ha consegnato il premio a Sara Lazzaro, il vicepresidente del Consiglio Regionale ha premiato Ricky Memphis

IL GRANDE LAVORO

DI TIMPONE

Nel mondo dei grandi eventi che possono promuovere un territorio tutto ciò che ruota intorno al Marateale è sicuramente la dimostrazione della possibilità di mettere la Basilicata al centro di una visione internazionale capace di superare i confini della nostra terra.

Se è vero che il cinema è l'arma più potente, la Basilicata non è soltanto un set naturale ma anche il luogo dove grandi mentori come Timpone sono in grado di costruire non solo narrazioni ma anche grandi management.

Caiata e Polese che premiano rispettivamente Sara Lazzaro e Ricky Memphis e alcuni momenti della serata

VENERDÌ

ANTE MANI IN CUCINA UN VULCANO DI ESPER

RIENZE

LA RIFLESSIONE L’arte e il pensiero critico di Corrado come guida per una cultura lucana autentica e radicata

Gerardo Corrado, il rigore che racconta la Basilicata

DI D INO Q UARATINO

Il 28 gennaio 2026, a Roma, si è spento Gerardo Corrado, artista, pittore e saggista nato a Potenza nel 1936. Con lui se ne va una delle voci più lucide e meno accomodanti della cultura lucana. Non un intellettuale da celebrazione rituale, né un cantore nostalgico del passato, ma un uomo capace di osservare la propria terra senza indulgenze, con affetto e severità insieme.Nel ricordarlo, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha parlato di una figura capace di unire la bellezza dell’arte alla precisione della ricerca storica. Un ritratto che coglie un punto essenziale: Corrado non ha mai separato l’estetica dalla responsabilità, né la cultura dalla verità. Il suo lavoro, pittorico e saggistico, è sempre stato attraversato da una domanda semplice e radicale: come raccontiamo questa terra senza tradirla? Una domanda che non cercava consenso, ma onestà intellettuale.Anni fa, in un’intervista rilasciata a Rai3 Basilicata, Corrado espresse una riflessione che oggi suona sorprendentemente attuale. Osservava come, nel tentativo di pro-

muovere il territorio a fini turistici, molti comuni finissero per inventare tradizioni che non esistono, costruendo narrazioni basate su presunte glorie paesane, spesso più retoriche che autentiche, richiamando con lucidità il pensiero di Giustino Fortunato. Non era una provocazione né un rifiuto del turismo. Era una critica culturale precisa: la tradizione non è un oggetto da fabbricare, ma un processo che nasce dal tempo, dalla pratica condivisa, dalla memoria vissuta.

Quando la si costruisce a tavolino, perde il suo significato più profondo.Corrado metteva in guardia da un rischio chiaro: confondere il racconto con la storia, la promozione con la conoscenza, la visibilità con il valore. Ogni comunità ha il diritto di raccontarsi, ma raccontarsi non significa inventarsi.

Esiste una differenza netta tra costruzione culturale e invenzione culturale. La prima interpreta e rende leggibile una memoria reale, la seconda crea simboli e rituali senza radici, funzionali più al marketing che all’identità. La costruzione rafforza il senso di appartenenza, l’invenzione lo impoverisce.Corrado non negava la

possibilità di creare eventi o narrazioni contemporanee. Contestava l’idea che basti chiamare “tradizione” qualcosa perché lo diventi. La tradizione, per lui, è tempo sedimentato, riconoscimento collettivo, continuità vissuta. Tutto il resto è scenografia.Applicata alla realtà culturale potentina e lucana, questa riflessione resta di straordinaria attualità. La Basilicata è una terra ricchissima di storia, stratificazioni e contraddizioni, ma è anche una regione che, talvolta, sembra avere fretta di raccontarsi prima ancora di conoscersi davvero.

Negli ultimi anni sono nate numerose iniziative culturali e turistiche. Alcune di esse, come il cinespettacolo “La Storia Bandita”

al Parco della Grancia, rappresentano esempi di narrazione storica consapevole, basata su eventi reali come il brigantaggio postunitario e costruita con rigore artistico e documentazione.La riflessione di Corrado non mette in discussione esperienze di questo tipo. Al contrario, invita a distinguere tra ciò che nasce da una ricerca seria e ciò che rischia di ridursi a una messa in scena priva di memoria. Il problema non è lo spettacolo, il problema è lo spettacolo senza radici.

Qui il pensiero di Corrado assume una dimensione profondamente civile. La cultura non è un ornamento, né un settore accessorio da attivare quando serve attrarre visitatori. È una responsabilità pubblica. Raccontare male una comunità significa indebolirla. Offrire un’identità semplificata, folkloristica, addomesticata, significa rinunciare alla complessità che rende un territorio vivo e riconoscibile. In questo senso, le parole di Corrado non accusano, ma interrogano. Non puntano il dito, ma chiedono un salto di qualità. Chiedono di non confondere la quantità degli eventi con la qualità della visione. La cultura non si inventa, si custodisce.Ricordare Gerardo Corrado non significa celebrarlo con rituali di circostanza, né usare il suo nome come sigillo di autorevolezza. Significa accettare la scomodità del suo sguardo, la sua insofferenza per la retorica, la sua richiesta di rigore. La cultura non è ciò che si costruisce in fretta per piacere. È ciò che resiste nel tempo perché ha radici vere.Se oggi quella sua riflessione ci appare ancora attuale, è perché non parlava del passato, ma del nostro modo di stare nel presente. Ed è forse questo il suo lascito più importante: averci ricordato che un territorio cresce davvero solo quando smette di raccontarsi favole e inizia a riconoscersi per ciò che è. Questo è l’omaggio più autentico che si possa rendere a Gerardo Corrado: continuare a pensare, senza scorciatoie.

La riflessione del segretario dei Radicali Lucani Bolognetti su un articolo del giornalista di Cronache Tv Leporace

Narcomafie e giustizia sociale, «Caro Paride, parliamone!»

Le riflessioni di Paride Leporace offrono spesso spunti che meritano di essere approfonditi e discussi, anche quando risultano scomodi o divisivi. L’intervento di Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani, che pubblichiamo integralmente di seguito, nasce proprio da questa esigenza: riprendere il contributo e affiancarlo a considerazioni critiche, nella convinzione che il confronto aperto, fondato sulle idee e non sugli automatismi ideologici, rappresenti ancora uno strumento indispensabile per comprendere la complessità del presente.

DI M AURIZIO B OLOGNETTI *

Caro Paride, come sempre chapeau per il tuo stile. Adesso, però, spero vorrai consentirmi alcune considerazioni.

La prima: dal 1994 non c'è stato più in Italia un accidenti di dibattito sui perniciosi effetti del proibizionismo che, oltre ad aver arricchito le narcomafie di tutto il mondo, ha trasformato una questione socio-sanitaria in questione di ordine-pubblico. Il proibizionismo, con la sua lunga storia di inutili war on drugs, è una legge criminogena. Questo per non dire che demolisce un principio giuridico di fondamentale importanza in ogni moderna liberaldemocrazia: "Quando non c'è vittima, non c'è reato". A Napoli, sul finire degli anni '90, contammo quasi 500 supermarket della droga. Alcuni di questi erano aperti h24. Era il periodo del grande lancio dell'eroina. La offrivano gratis per guadagnare di più e avere una manovalanza a costo zero nelle mani del crimine organizzato. Adesso ci sono anche i nigeriani sul mercato e i bene informati di-

cono che siano una mafia peggiore della camorra e della ndrangheta, di certo in quanto a violenza.

Ho provato in tutti i modi a porre questo tema, ragionando, ma a quanto pare spesso la ragione non è di questo mondo o forse all’umana stupidità si aggiungono anche inconfessabili interessi. Il fiume di denaro regalato alle narcomafie corrompe i mercati (termine che detesto) e corrompe le anime. Ma di avere un approccio razionale e ragionato al problema non se ne parla. Le responsabilità? A sinistra come a destra. Fatto sta che anche in questo caso è proibito capire, discutere, ragionare e magari scontrarsi. Parlo di uno scontro positivo, che aiuta a crescere perché basato su idee e non su istinti primordiali. Non starò ad evocare il film di Sergio Leone "C'era una volta l'America". Non voglio abusare del tuo spazio di tribuna social e quindi non evocherò la mitica scena dei gangster che fanno il funerale al proibizionismo. Una scena che racconta tutto, molto. In questi anni alcune tradizionali piazze di spaccio, dobbiamo dirlo, sono diventate appannaggio di immigrati clandestini che in qualche caso non lavorano sotto un padrone (vedi mafia Nigeriana). Hai voluto farti delle domande su un noto spacciatore che circolava con una pistola caricata a salve e hai fatto bene. Io, però, e fino a prova contraria, do credito alla versione delle forze dell'ordine, in un Paese perso alle ragioni del diritto. Un Paese in cui prendere la metropolitana a Roma come a Milano significa rischiare di farsi derubare e magari malmenare quando provi a difenderti. Un Paese in cui un cittadino, per aver deciso di farsi carico di difendere i suoi connazionali da borseggiatori e borseggiatrici seriali, è stato prima picchiato e poi, paradosso dei paradossi, invitato a non utilizzare i suoi filmati per questioni di “privacy”.

Facciamo tutte le analisi socio-antropologiche che vuoi, ma, consentimelo, non si può leggere quel che il cugino di un ladro morto dichiara a un giornale: “Stava facendo il suo lavoro”. Quindi adesso scippi, rapine e furti sono un lavoro? Pagano anche le tasse? Si può tollerare che giovani donne o anche meno giovani debbano temere di frequentare zone anche centrali di una città come Milano? Possiamo continuare a guardare crescere il preoccupante fenomeno delle Baby-gang senza far nulla? Non so se la proposta di Salvini possa essere una soluzione; francamente non credo. Ma so, o credo di sapere, che abbiamo let-

teralmente legato le mani a coloro che vorremmo ci difendessero. Ci sono centinaia di padri che dopo un divorzio si ritrovano a vivere in macchina e magari perdono tutto. Sono italiani, ma la cosa non fa notizia. Quello che non sopporto più da tempo, carissimo Paride Leporace, è un soffocante e conformistico "politicamente corretto", che serve ad uccidere il pensiero nella culla. E non sopporto, mai sopportato, pure la schiatta dei "radical chic" che vivono fuori dal mondo, mentre qualcuno rischia la vita per non farsi derubare il portafogli. Vogliamo parlare di fame e povertà in Calabria, Sicilia e Campania? Facciamolo, dobbiamo farlo. Vogliamo rispolverare due paroline cadute in disgrazia quali "giustizia sociale"? Facciamo anche questo. Quanto al fenomeno dell'immigrazione, sono dell'avviso che essa debba essere contingentata. Certe anime belle producono solo disastri. Ho detto contingentata, sia chiaro. Quindi non ho detto che dobbiamo lasciar morire uomini, donne e bambini in mare. Ma una domanda, accidenti, me la farei sul costo enorme che migranti economici pagano per venire in Italia o altrove. Chi paga per davvero? È un mondo difficile e le cose a volte sono complesse e di non facile soluzione, ma per me le immagini di Lampedusa rappresentano la sconfitta di un mondo in cui i cinesi si accaparrano terre fertili in Africa e in particolare in Angola. Un mondo dove a farla da padrone è un capitalismo illiberale, cannibale, finanziario, che erode quotidianamente democrazia. E questo mentre vecchi e nuovi totalitarismi incombono. La politica? Non pervenuta. Incapace di visioni. Solo nasi corti che pensano alla prossima elezione e fanno del potere un mero fine e non

un mezzo. Stereotipi e schemi la fanno da padrona. Sedicenti esperti parlano di "bolle" e prodotti finanziari che nemmeno loro comprendono. Io, che son matto, manderei in onda a reti unificate e per una settimana il film di Michael Moore "Capitalism a love story". Basta, mi fermo, ma non prima di averti detto che un lampo mi è balenato nella mente: la ragionevolezza di Ernesto Rossi che emerge nel suo "Abolire la miseria" e il volo dei Fratelli Rosselli che illuminò la "notte" di Milano. E già, amico mio, è notte, quasi buio pesto. E quando la "notte" cala abbiamo il dovere di tenere accesa una fiammella. Tornando al fenomeno immigrazione clandestina, scafisti legalizzati e affini, ne son convinto, scaricano sulle nostre spiagge anche frotte di criminali, che non vengono a cercare pace, pane, lavoro e nemmeno villeggiatura, ma altro. Prima di chiudere questa mia, lasciami dedicare un pensiero a quegli uomini e donne in divisa che provano, con pochi mezzi, a garantire sicurezza. Credo che tranne rare eccezioni essi rappresentino una delle parti migliori di questo Paese. Un Paese, aggiungo, dove incredibilmente su alcuni gravi reati si può procedere solo su querela di parte.

Buona giornata, caro Paride Leporace, e grazie per avermi ospitato. La tua penna, per fortuna, è sempre tagliente e, come è necessario fare, su certi temi "spacca". Chiudo con un auspicio: spero che quanto prima un po' di questi temi avremo modo di affrontarli nella tua piazza digitale, che va in onda su Cronache Tv, magari iniziando proprio dal dibattito sul proibizionismo che viene negato almeno dal 1994 (32 anni!!!). Con stima.

* S EGRETARIODEI R ADICALI L UCANI

«Sui vitalizi serve chiarezza, non sono privilegi ma diritti»

Nell’ultima puntata di Oltre il giardino, il talk di approfondimento di Cronache Tv e condotto da Paride Leporace, Piergiorgio Quarto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, ha fatto il punto su alcune delle questioni più rilevanti che riguardano la Basilicata. Tra i temi trattati, i presunti vitalizi regionali, la crisi industriale e agricola, e le prospettive politiche del territorio. La questione dei presunti vitalizi per gli ex consiglieri regionali è stata al centro del dibattito. Quarto ha chiarito che non si tratta di privilegi, ma di diritti legati ai contributi differiti, come avviene per qualsiasi lavoratore. «Non parliamo di vitalizi o buonuscite, ma di un sistema che garantisca la politica come accessibile a tutti, non solo ai benestanti. La Basilicata ha commesso errori in passato, ma è necessario recuperare un equilibrio tra diritti e giustizia sociale», ha affermato. Ha inoltre riconosciuto che la comunicazione su questo tema è stata insufficiente, lasciando spazio a fraintendimenti e polemiche.

Tra le preoccupazioni principali del coordinatore di Fratelli d’Italia spicca la crisi occupazionale che sta colpendo la Basilicata, con particolare riferimento ai casi Stellantis e Smart Paper, oltre alle difficoltà dell’indotto di Tito Scalo. Quarto ha sottolineato l’importanza di salvaguardare l’occupazione locale e di attrarre nuove imprese per rilanciare l’economia regionale. «Il lavoro è la cosa più importante. Non possiamo dimenticare i lavoratori, né quelli delle grandi aziende né quelli delle realtà più piccole. Dobbiamo impegnarci per mantenere i posti di lavoro e favorire la ricollocazione, dove necessario», ha dichiarato.

Un altro tema cruciale affrontato è stato quello dell’agricoltura, settore strategico per la Basilicata. Quarto ha elogiato il lavoro del governo Meloni e del ministro Lollobrigida nell’ambito dell’accordo Mercosur, pur riconoscendo le preoccupazioni degli agricoltori locali. Ha poi sottolineato l’importanza delle infrastrutture idriche regionali, come le dighe e i consorzi di bonifica, che garantiscono l’irrigazione e la produttività agricola. «La Basilicata è un esempio virtuoso nel Sud Italia per la gestione delle risorse idriche. Tuttavia, dobbiamo continuare a investire in infrastrutture e innovazione per affrontare le sfide climatiche e garantire un futuro sostenibile per l’agricoltura», ha detto. In chiusura, Quarto ha affrontato il tema della crisi del comparto industriale, citando il caso del distretto del salotto di Matera e dei lavoratori di Stellantis a Melfi. Ha assicurato che la maggioranza regionale è al lavoro per trovare soluzioni concrete, in collaborazione con il governo nazionale, per sostenere le imprese e i lavoratori. «Non possiamo permetterci di perdere posti di lavoro. È fondamentale che la Regione Basilicata continui a sostenere le aziende in difficoltà e a promuovere politiche che favoriscano lo sviluppo industriale e sociale», ha concluso. Si cambia argomento ad Oltre il giardino con Gianni Molinari, giornalista de Il Mattino, ha affrontato alcune delle principali questioni infrastrutturali e urbanistiche che interessano la Basilicata. Tra i temi discussi, la possibilità di un aeroporto a Pisticci, il miglioramento dei collegamenti ferroviari e la riqualificazione del centro storico di Potenza. Molinari ha espresso scetticismo sulla possibilità che l’aeroporto di Pisticci possa diven-

tare una struttura funzionale per il trasporto passeggeri. «Non basta allungare una pista o costruire un’aerostazione. Il problema principale è trovare compagnie aeree disposte a operare voli profittevoli», ha spiegato. Molinari ha sottolineato come manchino i numeri per garantire un riempimento sufficiente degli aerei e ha citato esempi di aeroporti in difficoltà, come Forlì e Foggia, che hanno investito senza ottenere risultati significativi. Secondo il giornalista, la Basilicata dovrebbe concentrarsi su soluzioni più concrete e sostenibili, come il potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Matera e Bari. «Un treno veloce su binari adeguati permetterebbe di raggiungere l’aeroporto di Bari in 30 minuti, offrendo una soluzione pratica e realizzabile», ha aggiunto. Molinari ha suggerito un’alternativa per la pista Mattei: trasformarla in una struttura a uso militare. «La Basilicata non ha una presenza significativa delle Forze Armate, né scuole di formazione per Carabinieri, Polizia o Guardia di Finanza. Un reggimento o uno stormo dell’aeronautica potrebbe portare benefici economici e sociali, ripopolando i territori e creando opportunità di lavoro», ha proposto. L’idea prevede anche la riqualificazione del villaggio Mattei, che potrebbe essere utilizzato per ospitare le famiglie dei militari.

Un altro tema centrale del dibattito ha riguardato il centro storico di Potenza, che negli ultimi anni ha subito un progressivo spopolamento. Il giornalista ha criticato la chiusura della scala mobile più lunga d’Europa, definendola un’infrastruttura «non idonea al servizio per cui era stata progettata». Ha inoltre evidenziato come la riorganizzazione del traffico e la mancanza di parcheggi abbiano ulteriormente penalizzato l’accesso al centro cittadino.

«Il centro va ripopolato, non solo con attività commerciali, ma anche riportando uffici e servizi pubblici. È necessario trovare soluzioni che rendano il cuore della città più vivo e accessibile», ha affermato. Molinari ha citato l’idea di trasferire gli uffici comunali attualmente situati in periferia nel centro storico, proposta che potrebbe incentivare la presenza di cittadini e lavoratori.

Ultimo ospite in studio è Mosè Antonio Troiano, sindaco di San Paolo Albanese , il comune più piccolo della Basilicata che però rappresenta un simbolo delle sfide che affrontano le comunità più piccole in una regione sempre più colpita dallo spopolamento.

Il dibattito nasce dal Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne, pubblicato nel 2025, che ha generato allarme tra i piccoli comuni. «La dicitura che parla di accompagnare verso la morte i comuni in stato irreversibile di spopolamento è inaccettabile», ha dichiarato il sindaco Troiano. «I piccoli comuni non sono realtà da abbandonare, ma luoghi vivi, ricchi di storia, cultura e tradizioni. San Paolo Albanese, ad esempio, è un’oasi linguistica arbëreshë che merita di essere preservata». Troiano ha sottolineato la necessità di un cambio di approccio da parte del governo. «Non servono analisi, di quelle ne abbiamo già tante. Servono soluzioni concrete per evitare che le città si riempiano di abitanti, mentre le aree interne vengono lasciate morire». Troiano ha proposto una rete dei comuni me-

ridionali per ottenere maggiore rappresentanza e visibilità, sottolineando la necessità di soluzioni concrete per servizi essenziali, sanità e infrastrutture.

Troiano ha ricordato che il Mezzogiorno è stato penalizzato anche nella distribuzione dei fondi del PNRR. «Secondo i parametri europei, il Sud avrebbe dovuto ricevere il 68% delle risorse, ma ne ha ottenuto solo il 40%. Questo è il risultato di una visione che continua a ignorare le reali esigenze delle aree interne e del Mezzogiorno».

«La dignità dei nostri cittadini deve essere uguale a quella delle grandi città», ha concluso, invitando il governo a intervenire per evitare il definitivo spopolamento delle aree interne.

Quarto a Oltre il giardino
Molinari a Oltre il giardino
Troiano a Oltre il giardino

Requisiti ambigui e compensi inadeguati: l’avviso pubblicato rischia ricorsi e annullamenti

Portavoce Asp, un bando che viola trasparenza e dignità professionale

Nelle scorse settimane è stata pubblicata la D.D.G. n. 2026/00023 del 20/01/2026, ad oggetto "Avviso di selezione pubblica, mediante comparazione dei curricula ed eventuale colloquio, per il conferimento dell’incarico di lavoro autonomo di natura occasionale per prestazione d’opera intellettuale di Portavoce del Direttore Generale dell’ASP ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs. 150/2000", poi rettificata con D.D.G. n. 2026/00034 del 26/01/2026.

Di conseguenza, i testi degli allegati Avvisi pubblici sono stati modificati, eliminando requisiti fondamentali per una selezione nella P.A. Le due versioni mostrano palesi incongruenze, che analizzeremo. L’avviso è pubblicato solo nella home page del sito www.aspbasilicata.it, sulle pagine social (Facebook, Instagram, canale WhatsApp) — accessibili ma insufficienti — violando l’obbligo di legge di pubblicazione sul portale www.inpa.gov.it, unico mezzo per presentare candidature.

L’avviso dichiara testualmente la pubblicazione su inPA, che deve essere contestuale e permettere domande entro le ore 23:59 del quindicesimo giorno successivo. Ricordiamo all’ASP di Potenza che inPA, gestito dal Dipartimento della Funzione Pubblica, è obbligatorio dal 2022 (D.Lgs. 80/2021; DPR 20/2011). Citiamo ad onerem di legge anche la 190/2012 e l’art. 35 D.Lgs. 165/2001 per imparzialità e concorrenza. In sostanza, l’avviso dell’Asp viola gravemente le norme sulla trasparenza e il re-

clutamento pubblico, impedendo l’accesso alle candidature. È chiaro che questa omissione grave esclude potenzialmente candidati qualificati, per cui ci sia da chiedersi se questo bando non sia solo “su misura” per pochi. Come verranno accettate le domande a tal proposito non è dato sapere, considerando che si tende ad eludere un canale ufficiale.

Ma ci sono, oltre alla pubblicazione limitata al Sito Aziendale, anche altri vizi di forma e motivazioni che possono portare all’annullamento dell’Avviso. Parliamo quindi dei requisiti: richiede l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti -di cui all’art. 26 della legge 03.02.1963, n. 69- ed esperienza in PA e/o come portavoce e/o capo ufficio stampa ma non contestualizza i periodi; quindi, di fatto non quantifica esattamente quanti anni di esperienza si debbano avere nel ruolo né quanti anni minimi di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti. È prassi, in avvisi simili, indicare un minimo di almeno 5 anni di iscrizione all’ordine, essendo tra l’altro il ruolo di Portavoce della sanità pubblica delicato e quindi non affidabile a chi ha poca esperienza nel settore. Allo stesso modo dicasi dell’esperienza nel medesimo ruolo in ambito P.A. Per cui il requisito della pluriennalità che quindi non è numericamente definito, appare vago, potenzialmente discriminatorio e in violazione della parità di accesso (art. 35 D.Lgs. 165/2001). Va per tanto precisato che requisiti vaghi su anzianità espongono a ricorsi per indeterminatezza (vedasi

TAR: eccesso discrezionalità), rafforzando la nullità dell’atto per mancata pubblicazione sul portale inPA. Bisogna sottolineare che nella prima delibera e quindi nel primo testo, il requisito dei 5 anni per l’iscrizione all’ordine dei giornalisti ed i 3 anni minimi di esperienza nella P.A. erano contemplati. La settimana dopo sono stati rettificati in luogo di una indefinita pluriennalità. Possiamo immaginare che un giornalista appena iscritto all’albo, ipotizziamo da un periodo di due anni, sia già in grado di rappresentare un ente in ruoli così importanti? Ogni cosa è possibile, ma quando si opta per scelte simili, bisognerebbe sapere chi ci si mette in casa e soprattutto su quanta professionalità si vuole fare leva. Torna quindi il nostro dubbio su un avviso cucito ad personam, solo che quella persona potrebbe di fatto non avere alcuna esperienza.

Il consiglio spassionato per non incorrere in ricorsi e annullamenti è giustappunto quello di apportare modifiche sostanziali all’avviso che, se pur amplia la platea di partecipanti per mezzo della ‘pluriennalità, di fatto perde oggettività, violando il principio di tipicità dei requisiti.

Anche qui c’è un sostanziale motivo di annullamento legato a cambi non preavvisati mediante nuova pubblicazione sul portale inPa, che rafforzano nullità per difetto di forma e trasparenza (L. 241/1990). Parimenti è

contestabile il requisito della “conoscenza della lingua inglese” e non ammette equivalenti comunitarie né deroga per contesti locali.

Nelle P.A. italiane, la L. 150/2000 non prevede obblighi linguistici specifici per portavoce; la Direttiva UE 2018/858 e la giurisprudenza del TAR consentono contestazione se il requisito è sproporzionato rispetto alle funzioni reali che per un’Azienda Sanitaria come quella di Potenza implicano solo rapporti con media italiani e regionali non avendo la ASP Basilicata stakeholders esteri strutturali. Anche qui si rischia l’annullamento se consideriamo l’art. 97 Cost. che impone proporzionalità e che comporterebbe nullità per irrilevanza e requisiti inutili. Quanto al compenso, 1.500€ lordi mensili, appare inadeguato per un ruolo con esclusiva operativa. Considerando che trattasi di una cifra lorda mensile con un netto pari a 1.100-1.200€, l’importo per Portavoce è estremamente basso soprattutto perché rapportato ad una "esclusiva" (divieto giornalismo regionale) e ad una presenza continuativa, serale/festivi senza extra, fino a fine mandato del Direttore Generale. Negli standard nazionali il Portavoce di una ASL o enti simili percepisce compensi variabili tra i 2.500 e i 4.000 euro lordi. Tali cifre inserite nell’avviso Asp sono lesive della professionalità. L'art. 7 della Legge 7 giugno 2000, n.

150 (Disciplina della comunicazione nelle PA) regola il Portavoce come figura di “diretta collaborazione” con l'organo di vertice per rapporti istituzionali con i media. Non fissa compensi minimi, ma implica un trattamento equo e proporzionato alla professionalità richiesta che spesso si riferisce a giornalisti esperti con esclusiva operativa, in linea con principi generali di trasparenza e imparzialità (D.Lgs. 165/2001). Nell’avviso, invece, si configura palesemente quel ‘dumping sociale’ fatto di retribuzione sottocosto, con condizioni lavorative sleali come salari inferiori ai minimi contrattuali, assenza di contributi previdenziali, violazioni di norme su sicurezza e orari. Un fenomeno che, rapportato a tale avviso scoraggia candidati qualificati deprezza il ruolo e viola la dignità lavorativa favorendo, di contro, solo chi accetta condizioni precarie e senza garanzie, attirando solo disperati del settore in cerca di un primo lavoro “serio”.

In conclusione, l'Avviso ASP Potenza accumula irregolarità gravi—mancata pubblicazione su inPA, requisiti vaghi e sproporzionati, compenso dump— che violano trasparenza, parità e dignità professionale, esponendo a nullità ex art. 21-octies L.241/1990. Si sollecita l'Azienda ad annullare immediatamente in autotutela, ripubblicando su inPA con i criteri oggettivi indicati.

Il 10 febbraio a piazza Don Bosco la campagna

“Prevenzione è salute”: controlli per tutta la popolazione femminile

Malattie vascolari e cardiache Screening gratuiti a Potenza

POTENZA Il 10 febbraio, in Piazza Don Bosco a Potenza, arriverà “Prevenzione è Salute”, campagna nazionale dedicata alla prevenzione in ambito cardiovascolare, cardiometabolico e di salute femminile, con screening ed educazione alla salute. Nel 2026 la tappa luca-

na, a cui sono state invitate le istituzioni, è la seconda delle 19 previste nei principali capoluoghi di regione. L'obiettivo è quello di portare la prevenzione direttamente tra i cittadini, favorendo informazione, consapevolezza e accesso a controlli gratuiti. Nel corso della

giornata saranno allestiti stand informativi e ambulatori mobili, dove i cittadini potranno accedere ad attività di sensibilizzazione, misurazioni cliniche di base e consulenze specialistiche, con l’obiettivo di promuovere stili di vita sani e favorire la diagnosi precoce.

Universo Salute, i lavoratori chiedono più tutele

POTENZA La Uil Fpl ha svolto l’assemblea congressuale in vista del prossimo congresso presso la struttura Universo Salute, realtà convenzionata con il Servizio Sanitario Regionale, che quotidianamente svolge un ruolo fondamentale nell’erogazione dei servizi sanitari e assistenziali sul territorio. L’assemblea ha registrato una partecipazione numerosa e sentita dei lavoratori, i quali hanno rappresentato con grande senso di responsabilità le principali criticità che vivono quotidianamente nello svolgimento delle proprie attività lavorative. Tra le problematiche emerse, riveste un’importanza centrale la questione contrattuale, da tempo oggetto di rivendicazione sindacale. Attualmente, infatti, ai lavoratori di Universo Salute viene applicato il Ccnl Aiop Rsa, mentre gli stessi rivendi-

cano con forza l’applicazione del Ccnl Sanità Privata, contratto che garantirebbe maggiori tutele, migliori condizioni economiche e normative, nonché un più adeguato riconoscimento della professionalità e delle responsabilità assunte. Il contratto di lavoro non rappresenta solo uno strumento formale, ma è il principale presidio di dignità, tutela e valorizzazione del lavoro, soprattutto per chi

opera quotidianamente in ambito sanitario con spirito di sacrificio, abnegazione e grande senso del dovere, spesso in condizioni di carenza di personale e con carichi di lavoro elevati. I lavoratori di Universo Salute, infatti, continuano a garantire servizi essenziali alla collettività, dimostrando professionalità e dedizione anche nei momenti più complessi, senza mai far venir meno l’assistenza ai pa- zienti. È quindi doveroso riconoscere concretamente il valore del loro lavoro, a partire dall’applicazione di un contratto più equo e coerente con l’attività realmente svolta.

La Uil Fpl è impegnata da tempo nella rivendicazione dell’applicazione del Ccnl Sanità Privata e ribadisce la propria determinazione nel perseguire ogni iniziativa utile a tutela dei lavoratori. In

tal senso, nelle prossime settimane saranno messe in campo azioni sindacali e iniziative mirate, finalizzate al riconoscimento dei diritti contrattuali e al miglioramento delle condizioni di lavoro all’interno della struttura. Nel corso dell’assemblea è stato inoltre eletto il Segretario aziendale Uil Fpl, nella persona di Antonio Perretta, insieme alla squadra che lo affiancherà nello svolgimento del mandato, con l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza sindacale e dare continuità all’azione di tutela e di ascolto dei lavoratori. La Uil Fpl continuerà a essere al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Universo Salute, sostenendo con determinazione le loro legittime rivendicazioni e promuovendo il rispetto dei diritti, della dignità e del valore del lavoro sanitario.

Gli studenti di Grassano a scuola di nutrizione

GRASSANO È iniziato il progetto di educazione alimentare: “Costruire il benessere attraverso la nutrizione”, promosso dalla Fidas Grassano in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Grassano. A tenere le lezioni toriche e i successivi laboratori la dottoressa Lorenza Venezia, esperta in Scienze della Nutrizione per la Salute Umana coadiuvata dalla dottoressa Marino Annalisa, entrambe prestano Servizio Civile Universale alla Fidas Grassano. Il percorso si svilupperà attraverso attività didattiche, momenti di confronto, questionari e il coinvolgimento di professionisti del settore. «Siamo certi che

questa collaborazione tra scuola e territorio rappresenti un’importante occasione di riflessione per i nostri studenti», ha dichiarato il Dirigente Scolastico Carlo Massaro. «L'alimentazione è un pilastro della crescita e fornire ai ragazzi gli strumenti per sce-

gliere bene oggi significa investire sulla loro salute di domani. Un ringraziamento speciale va alla Fidas Grassano nella persona del suo Presidente Giovanni Spadafino per il loro supporto costante e la sensibilità dimostrata verso la nostra comunità scolastica. Con questa iniziativa, l’IC Grassano-Miglionico conferma la propria missione di “scuola aperta”, capace di dialogare con le eccellenze del territorio per offrire agli alunni un’offerta formativa che guardi al benessere integrale della persona». Lo scopo dell’iniziativa è contrastare le scorrette abitudini alimentari che si instaurano nei bambini sin

dai primi anni di scuola e possono ripercuotersi in età adulta. «Il progetto - ha spiegato il presidente Spadafino - mira a promuovere uno stile di vita equilibrato e a garantire uno stato di salute duraturo nel tempo. Educare i ragazzi oggi significa infatti avere adulti più sani domani, capaci di compiere scelte consapevoli per il proprio benessere e per quello della collettività soprattutto se diventeranno da maggiorenni dei donatori. Un corretto stile di vita e sani abitudini alimentari sono i presupposti per una donazione consapevole sia per il benessere del donatore che del ricevente».

Il punto del dirigente sui percorsi partecipati, formazione e interventi per rafforzare coesione e cittadinanza attiva

Una rete solidale prende forma a Potenza: parla Romaniello

Per il terzo anno consecutivo l’Amministrazione comunale di Potenza ha scelto di progettare il percorso LGNET3, un programma di azioni a sostegno dei cittadini stranieri finalizzato a favorire l’integrazione sociale e a rafforzare i progetti di decoro urbano attraverso la partecipazione attiva.Il progetto si sviluppa lungo due segmenti principali. Il primo è dedicato all’inclusione sociale, con laboratori ricreativi e culturali pensati per rafforzare il legame dei cittadini migranti con la città di Potenza e con l’intera comunità del capoluogo. Il secondo riguarda la civic engagement, ovvero attività di utilità collettiva come la manutenzione del verde pubblico e la cura degli spazi comuni. Socializzazione e valorizzazione ambientale sono dunque alla base di un intervento articolato su più fronti, capace di rafforzare la vocazione inclusiva di Potenza e di incidere concretamente sulla qualità degli spazi urbani.Il percorso è stato realizzato grazie al lavoro dell’Assessorato ai Servizi Sociali di Palazzo di Città,

guidato da Anna Grieco, e coordinato dal dirigente dell’Ufficio Politiche Sociali, Giuseppe Romaniello. Il progetto è cofinanziato dall’Unione Europea e vede la collaborazione del FAMI, di Leganet e del Ministero dell’Interno.In questo contesto Giuseppe Romaniello ha delineato gli scenari del percorso progettuale, la cui scadenza del bando è fissata al prossimo 31 gennaio. Nei primi due anni di attuazione, il Comune di Potenza ha accolto complessivamente sessanta giovani migranti.Quali sono le motivazioni e le finalità del progetto? «LGNET3 è un progetto di inclusione sociale rivolto a cittadini di Paesi terzi, quindi a cittadini migranti che vivono e permangono nella città di Potenza. Siamo alla terza edizione di un percorso costituito da una rete di circa 25 comuni in tutta Italia, che hanno uniformato le modalità di inserimento e di sostegno all’inclusione».Il progetto si articola in tre grandi filoni di intervento. «Il primo è l’équipe di strada, una squadra di specialisti che inizierà a operare a marzo e che lavora sui rischi di devianza o di difficoltà di inseri-

mento all’interno della comunità. Attraverso un’azione capillare e una metodologia definita “di strada”, intercettiamo i bisogni dei cittadini migranti andando direttamente a incontrare le persone».Il secondo filone riguarda le azioni di public engagement. «Si tratta di attività di inserimento sociale che consentono ai cittadini migranti di vivere in condizioni di prossimità con i cittadini potentini e italiani. Lo facciamo attraverso progetti di utilità collettiva, i cosiddetti PUC, presentati dalle associazioni del terzo settore ai Servizi sociali, approvati e successivamente attivati. Riguardano la cura del verde, l’animazione nelle ludoteche e altri servizi alla comunità.

Ogni progetto prevede l’inserimento di due, tre, fino a un massimo di sei cittadini migranti, che ricevono un piccolo rimborso per le spese sostenute».Quanto ai tempi di attivazione della terza annualità, Romaniello spiega: «La seconda annualità si è conclusa a novembre. A gennaio pubblichiamo il nuovo avviso per ripartire a marzo con i servizi formativi, che rappresentano il terzo filone del

progetto. In genere puntiamo su competenze pratiche: quest’anno abbiamo scelto la formazione in ambito cucina, sala bar e servizi, con attività molto operative».Potenza si inserisce così in una rete nazionale di grande rilievo. «Parliamo di comuni importanti, praticamente tutti i capoluoghi di regione: Milano, Palermo, Roma, Bologna. Con loro ci confrontiamo per sviluppare modalità sempre più efficaci di inclusione. Crediamo che prevenire e intercettare i bisogni dei cittadini migranti prima che possano scivolare nella sfera dell’illegalità sia fondamentale. Consideriamo i cittadini migranti cittadini a pieno titolo, con gli stessi bisogni di sostegno»

Workshop per docenti e studenti: l’Istituto “Da Vinci–Nitti” condivide esperienze e competenze

Potenza, la scuola si apre all’Europa tra laboratori e viaggi formativi

Si è svolto questa mattina, dalle 9.30 alle 11.00, l’evento di disseminazione dei progetti PNRR Erasmus+ dell’Istituto di Istruzione Superiore “L. Da Vinci–Nitti” di Potenza, organizzato in forma di workshop laboratoriali nelle due sedi della scuola, a Potenza e Brienza.L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di restituzione e condivisione delle esperienze maturate da docenti e personale ATA coinvolti nelle diverse mobilità europee, con l’obiettivo di diffondere buone pratiche, metodologie innovative e ricadute concrete sulla didattica quotidiana.I laboratori, condotti dai docenti dello staff Erasmus, hanno affrontato temi di grande attualità: l’uso dell’intelligenza artificiale nella didattica, con applicazioni pratiche per l’insegnamento; le attività di job shadowing presso istituzioni scolastiche europee; i cor-

si strutturati di lingua inglese e francese per potenziare le competenze linguistiche e comunicative; e metodologie didattiche volte a sviluppare capacità pratiche e problem solving.Nel 2025, i progetti Erasmus+ dell’Istituto hanno coinvolto complessivamente 26 tra docenti e personale ATA e 69 studenti, impegnati in esperienze di mobilità e formazione in Spagna, Francia, Germania e Belgio. Tra queste, ha suscitato particolare interesse la mobilità a Bruxelles, realizzata presso le sedi istituzionali dell’Unione Europea.Bruxelles: la scuola dentro le istituzioni europeeLa mobilità Erasmus+ a Bruxelles, nell’ambito del progetto PNRR_2024-1-IT02-KA121-SCH000226787, ha visto la partecipazione di 14 studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto, insieme a un gruppo di studenti spagnoli partner del progetto.Tra le attività

più significative il role play al Parlamentarium, che ha simulato il lavoro dei gruppi politici del Parlamento europeo, permettendo agli studenti di sperimentare concretamente il processo legislativo, il confronto democratico e la negoziazione; il laboratorio alla Casa della Storia Europea, dedicato ai pionieri dell’UE, che ha favorito una riflessione critica sui valori fondanti dell’Unione attraverso metodologie cooperative; la visita al Parlamento Europeo e all’Emiciclo, con momenti di dialogo diretto sul funzionamento delle istituzioni e sulle opportunità di carriera europea; e l’incontro con due funzionari del Consiglio dell’Unione Europea, per comprendere i meccanismi di coordinamento tra gli Stati membri.Di grande valore anche i laboratori svolti con gli studenti spagnoli: lavori di gruppo misti, scambi linguistici in inglese

.Fondamentale anche il ruolo dei partner territoriali. «Si tratta di partner storici, già parte del nostro distretto dell’inclusione e della rete sociale di intervento. Stiamo lavorando affinché aderiscano anche alla rete “Potenza per Tutti”, dedicata al contrasto alla povertà. L’obiettivo è costruire risposte condivise per le persone in situazione di bisogno».Positiva, infine, la risposta dei migranti coinvolti nei progetti. «Hanno reagito molto bene, percependo il progetto come una chiave concreta per una migliore inclusione. Alcuni hanno frequentato corsi di cucina, altri hanno collaborato alla nostra campagna di comunicazione, raccontando storie personali spesso difficili e drammatiche».

e la creazione di un blog multilingue di viaggio, che ha integrato competenze civiche, linguistiche e digitali.Una scuola aperta all’EuropaLe mobilità Erasmus+ hanno prodotto un impatto significativo sul piano educativo e formativo: maggiore consapevolezza della cittadinanza europea, uso autentico delle lingue straniere, sviluppo di competenze digitali, autonomia personale e spirito di collaborazione.L’evento di oggi ha confermato il ruolo dell’IIS “L. Da Vinci–Nitti” come scuola aperta all’Europa, capace di coniugare innovazione, inclusione e qualità educativa, trasformando le esperienze internazionali in valore condiviso per l’intera comunità scolastica

POTENZA Sorge a Bucaletto ed è un servizio della Caritas diocesana per aiutare i più bisognosi

Bottega della Solidarietà, apre i battenti «il locale cuore di tutta la comunità»

POTENZA. Un nuovo punto di riferimento per gli indigenti e i bisognosi. Un modo per confermare la programmazione rivolta alle fasce deboli della popolazione che vivono quotidianamente sofferenze economiche legate alla povertà.

È stata inaugurata infatti ieri pomeriggio a Bucaletto la bottega della solidarietà che consentirà ai bisognosi di ricevere pane, pasta, zucchero, detersivi e altro materiale facendo leva sulla programmazione avviata da tempo da Marina Buoncristiano e dall'entourage della Caritas Diocesana di Potenza.

Al taglio del nastro e all'apertura della nuova sede hanno preso parte l'Assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, il Consigliere Regionale di Forza Italia, Fernando Picerno, il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, l'Assessore alla Mobilità del Comune di Potenza, Francesco Giuzio e don Antonio Savona in rappresentanza della Diocesi di Potenza-Muro LucanoMarsico Nuovo.

La sede è stata scelta dalla Caritas facendo leva sui bisogni e prende il posto degli uffici postali che per anni hanno rappresentato nella Cittadella di Bucaletto un punto di riferimento per quanto riguarda l'aggregazione e lo stare insieme. Un modo per dare una mano ai bisognosi, aprendo di fatto un mini market della solidarietà. Tutto questo grazie all'acquisto di una card concernente un percorso di accompagnamento diffuso e razionato nel tempo. Una nuova sfida, quella avviata dalla Caritas di Bucaletto che punta a dare un sostegno concreto alle famiglie in affanno economico.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte i responsabili dei Magazzini Sociali Io Potentino, Francesco Romagnano e Valentina Loponte e la componente dell'Associazione Monsignor

Francesco Nolè, Maria Lucia Nolè, nipote del Vescovo e componente dell'associazione nata il 10 dicembre che ha deciso di devolvere il ricavato della prima serata del libro di appunti scritto da Monsignor Nolè alla Caritas nel segno della vicinanza e del rapporto di stima reciproca che anima le due strutture.

In questo contesto l'Assessore alla Mobilità del Comune di Potenza, Francesco Giuzio ha parlato della nuova sede della Casa di Leo: «Questo luogo è un po' il simbolo della rigenerazione urbana, queste erano le vecchie poste di Bucaletto. A Poste Italiane questo locale non serviva più e allora sia io che il sindaco abbiamo pensato di far diventare questo luogo un punto nevralgico per l’azione della Caritas diocesana». Il Sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca ha apprezzato l'idea della Caritas Diocesana: «Il Comune è stato vicino alla Caritas, vicino ai tanti cittadini che chiedono assistenza proprio mettendo a disposizione questo locale. Grazie alla Caritas, questo diventerà il locale di tutti, il locale della comunità, dove trovare un momento di aiuto per le tante persone in difficoltà. Siamo felici di questa inaugurazione. Il locale viene donato alla Caritas proprio per svolgere questo ruolo, un ruolo di vicinanza alla cittadinanza un ruolo di aiuto costante e continuativo per i tanti che purtroppo hanno tante difficoltà per sbarcare il lunario». L'Assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe ha parlato dell'iniziativa: «Questa è una di quelle iniziative che devono inorgoglire una comunità intera. La comunità potentina, la comunità lucana. La Caritas merita tutta l'attenzione e la stima da parte delle istituzioni. La Regione oggi è qui attraverso la mia persona proprio per significare questo momento di gratitudine. Poi questa bottega della solidarietà è qualcosa di magnifico perché tende la mano a chi pur-

troppo ha bisogno e però lo fa nella logica di conservare una logica di normalità nella conduzione della vita ordinaria. Davvero una bellissima esperienza. Ringrazio Marina Buoncristiano, la Caritas, tutti coloro i quali hanno contribuito all'ottima iniziativa, ma voglio anche attestare l'attività dell'associazione dedicata a Monsignor Nolè inaugurata soltanto qualche settimana fa che ha elargito come promesso tempo fa ha già messo in pratica un atto di solidarietà concreto donando una somma alla Caritas. Una bella giornata, una bella serata, un bel momento che deve rendere i lucani sempre orgogliosi di questo sentimento profondo». Marina Buoncristiano ha fatto gli onori di casa e ha rimarcato: «Di-

ciamo che questa è la terza bottega che apriamo in diocesi, in più apriamo l'emporio. Stiamo costruendo una rete di servizi di aiuto alimentari che superano il concetto di assistenzialismo ma che promuovano progetti generativi di benessere. La Caritas da sempre ha l'attenzione alla promozione dell'uomo e della sua autodeterminazione per cui la bottega è un tassello che si inserisce in un quadro più ampio di servizi già offerti aggiungiamo questo nuovo servizio. A Bucaletto è evidente, perché Bucaletto è un rione fragile della città e li dove ci sono i fragili è presente una Chiesa che cammina accanto a loro. Ecco il senso della presenza della Caritas e dei nostri servizi qua nel quartiere».

DI F RANCESCO M ENONNA
Alcuni momenti dell’inaugurazione
(foto Mattiacci)

distribuzione

Sorpreso con droga addosso Preso 40enne a Sant’Arcangelo

SANT’ARCANGELO

Prosegue l’impegno nel contrasto al traffico illecito di sostanze stupefacenti sul territorio, secondo le linee d’indirizzo e il coordinamento strategico impressi dal Comando Provinciale Carabinieri di Potenza in costante sinergia con la Procura della Repubblica di Lagonegro. Tale attività, finalizzata a monitorare le dinamiche delittuose e a garantire un costante presidio di legalità nell’intera provincia, ha portato a un significativo risultato operativo nel Comune di Sant’Arcangelo. Nello scorso weekend, i militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Senise, nell’ambito di una mirata attività di controllo del territorio specificamente finalizzata alla repressione dei reati in materia di stupefacenti, hanno tratto in arresto un 40enne extracomunitario, già noto alle Forze dell’Ordine. L’intervento è scaturito dall’osservazione

dei movimenti del soggetto lungo una via non lontana dal centro senisese che hanno spinto gli investigatori ad attenzionarlo con particolare interesse. L’approfondimento investigativo, concretizzatosi in una perquisizione personale, successivamente estesa al domicilio, ha consentito di rinvenire 27 grammi di Marijuana, già suddivisi in 23 dosi pronte per la distribuzione. Contestualmente, gli uomini dell’Arma hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro 26 bustine in plastica dotate di chiusura ermetica, materiale ritenuto idoneo, quale sua naturale destinazione nelle circostanze di luogo e di fatto, al confezionamento della sostanza. Lo stupefacente e il materiale recuperato sono stati posti sotto sequestro e l’uomo, dichiarato in stato di arresto in flagranza di reato, è stato portato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, a disposizione del-

l’Autorità Giudiziaria competente. A seguito dell’udienza di convalida tenutasi presso il Tribunale di Lagonegro, il GIP convalidava l’arresto operato dai Carabinieri disponendo nei confronti dell’indagato, per il quale si precisa vigere il principio costituzionale di presunzione di

innocenza fino all’emissione di una sentenza definitiva di condanna, la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Il risultato operativo conseguito dalle donne e dagli uomini dell’Arma sottolinea l’importanza cruciale del lavoro svolto dalle Compagnie e

dalle Stazioni Carabinieri sul territorio. La loro costante presenza e la profonda conoscenza delle realtà locali si confermano pilastri fondamentali per assicurare, nel loro quotidiano agire, una risposta di legalità pronta e aderente alle esigenze di sicurezza delle singole comunità.

Calcio femminile, l’Avigliano non conosce ostacoli

POTENZA Che gli abitanti di Avigliano definiscono la propria cittadina come “la capitale” era noto da tempo. Già perché la comunità alle porte della città capoluogo di regione oltre ad aver dato lustri ad importanti personalità si è pure distinta per la passione che nei riguardi dello sport. Chi ha qualche capello bianco ricorda i trascorsi dell’Avigliano calcio in serie D. Ed anche oggi, questa laboriosa comunità guarda al proprio futuro investendo nello sport, quello sano fatto di crescita, di correttezza e valori sportivi, caratteristiche

che poi si trasmettono nella vita quotidiana. Esattamente il percorso che vuole fare i promotori della Polisportiva Atletico Avigliano i quali, hanno voluto dare spazio al “gentil sesso” dando vita ad una squadra di calcio femminile che milita nel campionato di Eccellenza Femminile della Basilicata di calcio a 11. Con dei risultati e dei numeri molto incoraggianti. Qualche giorno fa si è concluso il girone di andata ed in cinque gara le ragazze di Avigliano

hanno ottenuto cinque vittorie. Ventiquattro gol segnati, nessuno subito. Altro che record. C’è di più perché queste ragazze affrontano ogni partita con rispetto, correttezza e spirito sportivo, senza mai rinunciare all’intensità e alla voglia di vincere. In una sorta di percorso costruito giorno dopo giorno, con lavoro, sacrificio e passione alla guida di un tecnico del posto, Giannantonio Romaniello che con competenza e sapienza tattica prepara ogni incontro.

Poi ci sono loro, le ragazze che scendono in campo e che condedizione, serietà e l’impegno costante hanno dimostrato che è possibile raggiungere questo tipo di risultati. Infine, c’è il pubblico e gli sponsor che li seguono e non fanno macare il loro supporto. Sognando che un giorno la comunità di Avigliano possa con orgoglio assistere ad incontri di livello nazionale. Un sogno che visto i risultati fin qui ottenuti possa realmente concretizzarsi.

DI ROCCO NIGRO

L’Aula non riesce ad uscire dallo stallo politico in cui è piombata: mancano i numeri e il tentativo di eleggere Toto fallisce di nuovo

A Matera è ancora fumata nera: il Consiglio resta senza Presidente

MATERA. Ieri pomeriggio il Consiglio comunale di Matera si è riunito e ancora una volta, ha provato ad eleggere il Presidente del Consiglio comunale e dell’Ufficio di Presidenza.

Ancora una volta, il tentativo si è rivelato inutile.

Ancora una volta, la politica cittadina ha dato prova di essere prigioniera di uno stallo che non è né tecnico né regolamentare, ma tutto politico.

Come più volte da queste colonne, abbiamo provato a dire la politica non può nascondersi dietro il regolamento quando manca il

coraggio di ammettere che non esistono i numeri per andare avanti.

Il Segretario comunale applica le regole. La politica dovrebbe governare la realtà. E la realtà, ieri come oggi, dice che senza una maggioranza qualificata non si elegge alcun Presidente.

Riproporre per l’ennesima volta la candidatura di Augusto Toto, senza aver costruito una minima intesa con l’opposizione, significa perseverare in un errore già dimostrato tale. Non è determinazione: è ostinazione.

Ma andiamo a ciò che è successo in Aula. La seduta si è aperta con 26 consiglieri. Presentate le candidature per l’elezione dell’UdP: Augusto Toto alla Presidenza, Raffaele Cotugno Vicepresidente, Antonio Elettrico Vicepresidente vicario. Nominati gli scrutatori, l’opposizione ha scelto di abbandonare l’aula. Restano solo tre consiglieri di minoranza. Il risultato è matematico: in aula sono presenti 20 consiglieri, ben lontani dai 22 necessari per la validità della votazione.

L’appello del sindaco Nicoletti all’opposizione arriva tardi, quando l’aula è ormai vuota. Il primo punto all’ordine del giorno viene rinviato. Di nuovo. Il Consiglio riesce però a discutere due ordini del giorno: quello a firma Toto sulla solidarietà alla popolazione iraniana,approvato all’unanimità e quello a firma Colucci sul sostegno al settore dello spettacolo dal vivo in Basilicata. Proprio su quest’ultimo si consuma un dibattito che dimostra come, quando si vuole, il Consiglio sappia discute-

re. Ma alla fine l’ordine del giorno viene bocciato: 17 contrari e 11 favorevoli. La politica c’è. Funziona. Ma solo su ciò che non tocca gli equilibri di potere. E qui torniamo all’elezione del Presidente del Consiglio. È evidente che Fratelli d’Italia e l’intera maggioranza non è in grado di costruire una convergenza su Toto e allora sarebbe il caso che si fermino a riflettere e si aprano alle opposizioni. Basta perdere tempo, la Città dei Sassi di tempo ne ha perso già abbastanza.

R.M.

Alcuni momenti del Consiglio comunale

Obiettivo della Giunta Nicoletti individuare nuove aree edificabili a fronte di una necessità stimata di 500-600 alloggi

Edilizia popolare per Matera

Confronto Sindaco-cooperative

MATERA Si è svolto mercoledì nel Palazzo di Città, l’incontro promosso dall’Assessore alle Politiche Abitative, alle Relazioni con gli Ordini professionali, alla Protezione Civile e COC e all’Urbanistica, Giuseppe Sicolo, con gli organismi e le cooperative operanti nell’ambito dell’Edilizia Economica e Popolare. L’iniziativa si inserisce pienamente nel solco delle linee programmatiche del Sindaco Antonio Nicoletti, che pongono al centro dell’azione amministrativa il diritto alla casa, la rigenerazione urbana e la costruzione di quartieri inclusivi, sostenibili e integrati nella vita cittadina. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Confcooperative, Legacoop, AGCI Basilicata e numerose cooperative edilizie storicamente attive sul territorio, confermando l’importanza del momento di confronto avviato. Nel corso dei lavori, l’Assessore Sicolo ha sottolineato come l’individuazione di nuove aree da destinare all’edilizia economica e popolare rappresenti un passaggio strategico per rispondere alle crescenti esigenze abitative della città, in un contesto in cui i prezzi del mercato immobiliare privato risultano sempre meno accessibili a una larga fascia di cittadini. Le associazioni di categoria hanno evidenziato un fabbisogno stimato, allo stato attuale, tra i 500 e i 600 alloggi, ribadendo il ruolo

«Matera,

centrale dell’edilizia cooperativa quale strumento di inclusione sociale e di risposta concreta alla domanda abitativa non soddisfatta dal mercato. È emersa inoltre la necessità di progettare nuovi quartieri non limitandosi alla sola residenzialità, ma integrando servizi di vicinato, spazi sociali, attenzione alle diverse fasce d’età, soluzioni temporanee come le cosiddette “case parcheggio” e modelli ispirati alle migliori esperienze europee. L’Assessore ha richiamato le indicazioni già contenute nel Documento

Unico di Programmazione, ribadendo l’impegno dell’Amministrazione a promuovere quartieri organici, vivi e funzionali, in piena coerenza con la visione strategica del Sindaco Nicoletti e con una programmazione urbana partecipata e condivisa. Ampio consenso è stato espresso anche sulla necessità di evitare gli errori del passato nella localizzazione delle aree e di costruire il nuovo piano partendo dall’ascolto dei bisogni reali dei cittadini e degli operatori del settore. L’Amministrazione comunale ha annunciato la volontà di proseguire il confronto in tempi rapidi: entro dieci giorni sarà convocato un nuovo incontro, con il coinvolgimento dell’Ater Matera, per condividere eventuali programmi già in essere e avviare la redazione di un piano di edilizia economica e popolare realmente efficace e rispondente alle esigenze del territorio. Il prossimo appuntamento è fissato per l’11 febbraio 2026.

Marzano: «Interventi urgenti per Scanzano»

MATERA Nella cornice

della Sala Consiliare della Provincia di Matera, martedì 27 gennaio si è svolta la cerimonia di proclamazione dei nuovi Consiglieri Provinciali eletti lo scorso 11 gennaio. Come risaputo Scanzano Jonico è l’unica cittadina che può vantare, peraltro dopo diversi anni, la presenza di ben due consiglieri, Claudio Scarnato e Alberto Marzano, quest’ultimo consigliere e capogruppo di maggioranza dell’Amministrazione Cariello. «Il mio impegno sarà quello di occuparmi di tutte le zone della mia provincia, di lavorare insieme con gli altri consiglieri neo eletti

per portare in consiglio criticità e problemi da risolvere che riguardano tutte le nostre zone, con un occhio di riguardo al Metapontino. Poi, voglio impegnarmi per la mia città - asserisce Marzano - Sono consapevole che Scanzano Jonico ha bisogno di essere seguita perché ci sono difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti. La prima - prosegue il Consigliere neo eletto - riguarda le infrastrutture, la strada che collega la città al mare, ad esempio, ha bisogno di interventi urgenti e occuparmi di questa sarà la mia priorità anche in vista della prossima stagione estiva». Un impegno importante

per il Consigliere che conosce perfettamente le esigenze della sua città ma anche quelle dei suoi cittadini e proprio su questo afferma: «L’altro tema fondamentale che porterò in Provincia è legato al Liceo Sportivo, un Istituto che ha bisogno di

turismo volano di ripresa economica»

MATERA A fronte del dato pubblicato dall’associazione Confesercenti Nazionale, rispetto alla moria di piccoli negozi verificatesi negli ultimi anni, il consigliere comunale Lisurici di Forza Italia lancia un grido d’allarme, cercando di ridisegnare la tipologia di attività su cui investire nei prossimi anni. «Il dato pubblicato da Confesercenti Nazionale ci porta a conoscenza che tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi, in Italia, circa 103 mila negozi di piccole dimensioni. Non viene risparmiata la Basilicata né Matera - spieg Lisurici - vi-

sto il numero sempre più crescente dei locali commerciali vuoti, che determinano minore sicurezza per la Città, oltre ad una crisi economica oggettiva», A tal proposito, per quanto riguarda la Città di Matera, Lisurici anche sulla scorta dell’esperienza maturata fino al 2023, quale componente di giunta della Camera di Commercio di Basilicata con delega al Turismo, è sempre più convinto che sia arrivato il momento di investire su politiche rinvolte al settore turistico culturale, oltre a valorizzare il settore artigianale al fine di struttu-

rare tali settori, capaci di attirare un numero crescente di turisti di qualità e dare la possibilità ai giovani lucani di poter investire e lavorare in città, sfruttando anche le misure agevolative messe a disposizione dalla Regione Basilicata e dal governo Nazionale. «Il 2026sostiene Lisurici - anno in cui Matera si accinge a vivere da Capitale Mediterranea della Cultura e del dialogo, potrà rappresentare, sicuramente, il punto di partenza per poter attuare misure strutturali a supporto del settore turistico culturale».

attenzione e cure e non uso questa parola casualmente». Con deliberazione del Consiglio Comunale n.38 del 31.07.2025, infatti, fu approvata all’unanimità la concessione in comodato d’uso gratuito di un’area di 2.700.00 mq, adiacenti al Palazzetto dello Sport in Viale Magna Grecia, per consentire una collocazione dell’Istituto più adeguata di quella attuale. «Io sono consigliere comunale, prima ancora che provinciale, con delega allo Sport - continua Marzano - il benessere dei miei ragazzi e di tutti quelli che si iscriveranno in futuro è una cosa a cui tengo molto. Ci tengo da consigliere e ci tengo anche da padre, perché capisco e conosco le esigenze degli studenti. La delibera di Consiglio dello scorso luglio deve avere risposte certe e il mio impegno sarà quello di portare soluzioni, nel più breve tempo possibile».

Marzano con il presidente Mancini
Il sindaco Nicoletti L’assessore Sicolo

Turismo outdoor e mercati esteri, la regione rafforza la propria strategia puntando sulla

La Basilicata debutta a FESPO 2026: natura e avventura in vetrina a Zurigo

La Basilicata si affaccia per la prima volta su FESPO, la principale fiera svizzera dedicata al turismo outdoor, in programma a Zurigo fino al 1° febbraio 2026. L’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata sarà presente all’interno del Padiglione Italia dell’ENIT, insieme alla Regione Sardegna e al Ministero del Turismo, con l’obiettivo di valorizzare il ricco patrimonio naturalistico e l’ampia offerta di turismo attivo che caratterizzano il territorio lucano.FESPO rappresenta la più grande piattaforma di viaggi della Svizzera. L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di circa 500 espositori provenienti da tutto il mondo, distribuiti in cinque padiglioni su una superficie complessiva di 25.000 metri quadrati presso la Messe Zurigo. Ogni anno la manifestazione richiama circa 45.000 visitatori provenienti dall’area metropolitana di Zurigo, dal Mittelland e dalla Svizzera centrale e orientale, per un bacino potenziale di oltre 2,5 milioni di abitanti. In contemporanea si svolgerà anche la Fiera del Golf, ampliando ulteriormente le opportunità di promozione per le destina-

zioni turistiche presenti.La scelta di rafforzare la presenza sul mercato svizzero è supportata dai dati dell’Area CED dell’APT

Basilicata. Nel 2024 la regione ha registrato 11.184 arrivi dalla Svizzera, con un incremento del 7,87% rispetto all’anno precedente, e 22.770 presenze, in crescita del 9,07%. Un trend positivo che trova conferma anche nei primi mesi del 2025, con 12.661 arrivi (+13,21% rispetto allo stesso periodo del 2024) e 24.902 presenze (+9,36%).A rendere sempre più attrattiva la Basilicata per il pubblico elvetico contribuisce anche il miglioramento dei collegamenti aerei. Attualmente sono operativi voli diretti dalla Svizzera verso gli aeroporti di Napoli e Brindisi, principali porte di accesso alla regione.

Dal 29 marzo 2026 si aggiungeranno inoltre i collegamenti diretti con l’aeroporto di Bari, ampliando in modo significativo le possibilità di accesso e riducendo i tempi di viaggio per i turisti provenienti dalla Confederazione Elvetica.Il format di FESPO prevede una prima giornata, il 29 gennaio, dedicata agli incontri B2B con operatori e professionisti del settore, un momento strategico per la costruzione di relazioni commerciali e partnership. Dal 30 gennaio al 1° febbraio la fiera aprirà invece al grande pubblico, consentendo alle destinazioni di intercettare direttamente la domanda turistica individuale del mercato svizzero, particolarmente sensibile alle esperienze all’aria aperta e a contatto con la natura.Con i due parchi nazionali del Pollino e dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, i tre parchi regionali, le riserve naturali, i percorsi tra i Calanchi, le Dolomiti Lucane e un’offerta che spazia dal mare alla montagna fino ai borghi storici, la Basilicata si propone come meta ideale per chi cerca autenticità, paesaggi incontaminati e turismo esperienziale.

Matera e il dialogo con gli USA: cooperare su formazione, turismo e innovazione

Matera si conferma città aperta al dialogo internazionale e alle opportunità di cooperazione. Ieri mattina, nel Palazzo Municipale, il sindaco Antonio Nicoletti ha ricevuto il Console Generale degli Stati Uniti a Napoli, Terrence Flynn, in visita ufficiale nella città dei Sassi.Il confronto, svoltosi in un clima cordiale e costruttivo, ha evidenziato il reciproco interesse a rafforzare i rapporti di collaborazione tra il territorio materano e il mondo statunitense. Al centro del colloquio, in particolare, le opportunità legate alla formazione universitaria, al turismo, all’innovazione e al polo di ricerca dell’ASI, oltre agli scambi commerciali e industriali, considerati ambiti strategici per lo sviluppo e l’internazionalizzazione della città e del suo tessuto economico.Nel corso dell’incontro, il sindaco Nicoletti ha

ribadito la volontà dell’Amministrazione comunale di svolgere un ruolo attivo di facilitatore e promotore di iniziative di cooperazione tra Matera e gli Stati Uniti, anche alla luce della notorietà internazionale della città, riconosciuta sia per il suo patrimonio culturale sia per le grandi produzioni cinematografiche che l’hanno resa celebre nel mondo.Disponibilità e apertura sono state espresse anche dal Console Flynn, che ha manifestato l’intenzione di fornire informazioni e supporto alle imprese del territorio interessate a sviluppare relazioni e progetti con partner statunitensi.«Questo incontro rappresenta un ulteriore passo nel percorso di apertura internazionale di Matera, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze locali e creare nuove opportunità di crescita per la città», ha affermato il sindaco Nicoletti.

La rubrica di Cronache esplora le piccole verità della vita quotidiana, invitando a riflettere su come affrontare le difficoltà

Appunti di realtà del 30 gennaio quando non c’è più nessuno davanti

DI D INO Q UARATINO

Arriva un momento, nella vita di ciascuno, in cui smette di esserci qualcuno davanti a indicare la direzione. Niente più esempi da imitare, parole da seguire, mani a cui aggrapparsi. Non è un abbandono. È un passaggio. All’inizio spaventa. Perché siamo cresciuti pensando che la forza stia sempre altrove: in chi guida, in chi sa, in chi sembra più solido. Poi scopriamo una verità più scomoda e più autentica: ciò che tiene insieme le cose non è mai ciò che si vede di più. È ciò che resta. Resta quando le certezze si consumano. Resta quando le relazioni smettono di essere facili. Resta quando non possiamo più delegare

a nessuno la responsabilità di ciò che siamo diventati. La maturità non è arrivare da qualche parte. È accettare di reggere la tensione senza spezzarsi. E questa tensione non riguarda solo noi stessi. Riguarda le relazioni che scegliamo di abitare davvero. Una coppia, per esempio, non si mantiene unita grazie all’entusiasmo iniziale o alla forza di uno solo. Si tiene insieme quando entrambi smettono di aspettare di essere guidati e iniziano a rispondere. Rispondere alle fragilità dell’altro, ai silenzi, ai cambiamenti. Rispondere anche quando sarebbe più comodo sottrarsi. Non si tratta di sacrificio. Si tratta di presenza.

Tenere insieme non significa evitare gli strappi. Significa attraversarli senza trasformarli in ferite definitive. Ci sono momenti in cui uno regge di più. E momenti in cui tocca all’altro. Ma quando uno solo porta tutto il peso, non è amore: è resistenza che logora. La forza vera nasce quando entrambi accettano che non esistono più ruoli fissi. Nessuno salva. Nessuno viene salvato. Ci si tiene insieme scegliendo, ogni giorno, di non mollare il filo invisibile che lega. Questo vale per le coppie, ma vale per ogni ambito della vita. Per il lavoro, per le amicizie, per il modo in cui stiamo nel mondo. Arriva un tempo in cui non possiamo più dire: “mi hanno insegnato così”. Possiamo solo chiederci: cosa sto facendo io, ora, con ciò che ho ricevuto?

È lì che la vita smette di essere apprendimento e di- venta testimonianza. È lì che ciò che abbiamo interiorizzato prende forma nei gesti, nel linguaggio, nelle scelte piccole ma decisive. Non serve più dimostrare nulla. Serve restare. Restare quando è scomodo. Restare quando non c’è applauso. Restare

quando nessuno guarda. Perché ciò che tiene insieme il mondo non fa rumore. Ma senza di esso, tutto si sfalda. E quando lo capisci, non cerchi più qualcuno davanti a te. Cammini. E nel modo in cui cammini, qualcuno, senza che tu lo sappia, troverà la forza di restare a sua volta.

L’INTERVENTO La causa è sicuramente multifattoriale, ma l’alimentazione ha un ruolo fondamentale. L’uomo più longevo d’Italia è di Avigliano

D I VINCENZO MAIDA

Non passa settimana senza che sul web non appaia la notizia di un lucano che festeggia il secolo di vita. Nel 2024 e nel 2025 l’uomo più anziano d’Italia viveva di Sarnelli, una frazione del comune di Avigliano: Vitantonio Lovallo aveva raggiunto i 110 e poi i 11 anni. Montalbano Jonico ogni anno festeggia un centenario, l’ultima è stata una donna: Antonietta Mastronardi. Le statistiche ci dicono che la nostra regione è ai primi posti per aspettativa di vita. Ci supera un’area della Sardegna dove c’è una incredibile percentuale di centenari.Ovviamente le ragioni vanno ricercate su più fronti e quello dell’alimentazione è uno dei fattori determinanti.Quante volte abbiamo ascoltato esperti e non, disquisire sul rapporto tra alimentazione e salute e che quest’ultima inizia a tavola, che mangiare sano ed in modo appropriato è indispensabile per conservare lo stato di salute o per recuperarlo?Forse non è un caso se spesso molti centenari vivono in realtà di provincia, lontani dalle grandi catene commerciali di distribuzione dei prodotti alimentari, per quanto esse siano ormai pervasive e onnipresenti. La conferma arriva da un’ allarme della Coldiretti: l’86% dei prodotti alimentari importati risultano, sia pure con gradazione diversa, inquinati.“Dai fichi turchi ai pistacchi iraniani contaminati dalle aflatossi-

In Basilicata si vive piu’ a lungo

ne, dalle spezie indiane ai litchi cinesi con livelli di pesticidi oltre il limite, c’è una black list dei cibi più pericolosi che rischiano di finire nel carrello della spesa degli italiani alla ricerca del risparmio a tavola. Oltre otto prodotti inquinati su dieci provengono dall’estero.” Il dato è stato tratto dal “sistema di allerta Rapido (Rassf), in occasione della seconda giornata del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato proprio dalla più importante associazione di coltivatori, con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti. In Italia su 317 allarmi rilevati nel 2022, 106 scaturivano da importazioni da altri Stati dell’Unione Europea (33%) e 167 da Paesi extracomunitari (53%) e solo 44 (14%) hanno riguardato prodotti con origine nazionale.Tra i pericoli rilevati per la salute c’è anche il pesce spagnolo per l’alto contenuto di mercurio, la carne di pollo polacca contaminata da salmonella, ma non mancano neppure le ostriche francesi con il norovirus che provoca violente gastroenteriti. Un’emergenza quindi che non riguarda solo i Paesi in via di sviluppo ma, per effetto della globalizzazione, anche quelli più ricchi. A fronte di questa situazione è sempre più importante percorrere la strada della trasparenza sull’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta che a oggi ha raggiunto i 4/5 della spesa.” Un capitolo importante che riguarda l’alimentazione è legato al grano ed a tutti i prodotti che ne derivano: il 30-40% di grano duro proviene dall’estero. Le granaglie importate da Francia, Canada, Stati Uniti e altri paesi hanno un’elevata percentuale di glutine. Solo miscelando questo grano con quello italiano si ottiene la pasta che esportiamo in tutto il mondo. L’Italia, come il resto del-

l’Ue, non è dunque dipendente dalle importazioni dei due ex Paesi dell’Urss, a differenza di quanto avviene con gas e petrolio. I nostri maggiori fornitori di grano sono Francia (19,9%), Canada (14,4%) e Ungheria (13%). Il nostro paese ha un fabbisogno di importazione che si attesta intorno al 55% per il grano duro, che arriva dal Nord America, Australia, Francia, Spagna, Grecia e al 40% di grano tenero, importato dalla Francia che ne detiene il primato in Europa, ma anche dall’Austria, Germania, Ungheria e Stati Uniti. La maggiore area d’Italia in termini di produzione di grano è la provincia di Foggia, nota come il Granaio d’Italia.Pur senza voler riproporre modelli come quelli della mitica campagna del grano degli anni ’30, anche in considerazione del fatto che in alcune aree molti terreni agricoli sono stati purtroppo abbandonati, alcuni provvedimenti mirati relativi a questo settore, oltre a rilanciare economicamente il mondo agricolo, che da diversi anni vive una profonda crisi, sarebbero fondamentali anche per prevenire molte patologie e risparmiare sulla spesa sanitaria.Non sarebbe il caso di mettere insieme uno dei pochi dati positivi della nostra regione, quello appunto della longevità, con una mirata campagna di produzioni autoctone, la riscoperta della cucina tradizionale, la vita salubre dei nostri piccoli centri, il recupero di un patrimonio edilizio e l’ offerta di un basso costo della vita, per intercettare la crescente richiesta di coppie anziane che vivono nei grossi centri urbani? Molte di esse infatti stanno emigrando verso i paesi dell’area mediterranea, come impietosamente ci dicono le statistiche. Servirebbe però una classe dirigente all’altezza delle difficili sfide odierne.

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