COPIA OMAGGIO
DISTRIBUITO NEI LOCALI PUBBLICI DI RAVENNA E PROVINCIA DA:
IL DIARIO DELLA
SETTIMANA
n° 36
mercoledì 7 settembre 2022 - sett. 36 - anno XIII
Attesa di 9 ore al Pronto Soccorso di Ravenna, la risposta dell’Ausl: “numero eccezionale di pazienti”
IN COPERTINA
Dopo il racconto sulle lunghissime attese subite dal padre della bagnacavallese Milena Pagani, arriva la risposta dell’Azienda Sanitaria. Era il 24 luglio scorso quando Milena Pagani, residente a Villanova di Bagnacavallo, ha accompagnato al Pronto Soccorso di Ravenna suo padre, malato oncologico terminale. “Ha dovuto attendere 9 ore prima di essere visitato”. “Dispiaciuti per i disagi, in quei giorni un numero eccezionale di pazienti”, ha tra l’altro risposto l’Ausl, che rileva il “codice azzurro” del paziente e parla di “accertamenti e rivalutazione oncologica prima del ricovero”, “è avvenuto effettivamente dopo 24 ore dalla sua accettazione al Triage”. “Nella giornata del 24/07/2022 sono stati accolti nelle 24 ore n.238 pazienti di cui n.170 trattati e dimessi e n.28 ricoverati”. Nella giornata del 25 accolte 285 persone. (articolo completo su Ravenna24ore.it)
Legambiente torna a dire no al rigassificatore
“Infrastruttura inutile, incoerente e pericolosa” Legambiente ribadisce il no al al nuovo impianto di rigassificazione (FSRU, Floating Storage and Regasification Unit). Nelle osservazioni presentate è evidenziato “un giudizio ferreamente negativo” da parte dell’associazione ambientalista, sia al netto della strategia energetica della regione e nazionale, sia rispetto agli aspetti specifici del progetto. Legambiente ravvisa l’incoerenza delle motivazioni stesse per la necessità dell’impianto, che sarà collocato davanti alla costa ravennate. “Sebbene l’impianto venga proposto come panacea all’attuale emergenza gas e per scongiurare il freddo nelle case nel prossimo inverno non si tiene in conto che il rigassificatore non entrerà in funziona prima di settembre 2024”. Inammissibile, secondo Legambiente, la richiesta di SNAM, il proponente del progetto, di autorizzare il mantenimento dell’infrastruttura per 25 anni: “di fronte a
un quadro normativo europeo che punta alla neutralità climatica al 2050, e ad un impegno regionale con il Patto per il Lavoro e il Clima che punta al 100% di consumi da fonti rinnovabili al 2035 (...)”. “L’unica via d’uscita alla situazione emergenziale attuale è un massiccio investimento sulle fonti rinnovabili, il grande elefante nella stanza della strategia energetica”. Legambiente lamenta inoltre una presunta carenza di analisi approfondite sull’impatto ambientale e sull’analisi del rischio (...). Legambiente ha quindi chiesto che, qualora l’impianto venisse autorizzato, la durata del permesso sia decisamente ridimensionato rispetto alla richiesta di SNAM: “Riteniamo che l’impianto, se dovesse essere installato e messo in funzione, non debba permanere oltre un periodo temporale di massimo 3 anni al termine del quale sarà fondamentale aver raggiunto una quota equivalente di produzione di energia da fonti rinnovabili. Qualsiasi proroga dovrà necessariamente essere sottoposta alla normale procedura di Valutazione di Impatto Ambientale”. Per queste ragioni, Legambiente Emilia-Romagna ha aderito alla marcia per il clima “Contro i Rigassificatori”, svoltasi a Ravenna. (articolo completo su Ravenna24ore.it, nella foto grande un esempio di rigassificatore, foto Shutterstock.com)
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