COPIA OMAGGIO
DISTRIBUITO NEI LOCALI PUBBLICI DI RAVENNA E PROVINCIA DA:
IL DIARIO DELLA
SETTIMANA
n° 45
mercoledì 5 novembre 2025 - sett. 45 - anno XVI
Riconoscimento Unesco:
Faenza è “Città Creativa”
IN COPERTINA
Nella giornata di venerdì 31 ottobre, il Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco, ha ufficialmente reso noto che la Città di Faenza, a seguito della candidatura presentata lo scorso febbraio e supportata dal relativo dossier, è stata riconosciuta Città Creativa Unesco per l’Artigianato e le Arti Popolari. Faenza dunque entra ufficialmente nella rete mondiale delle Città Creative UNESCO, al fianco di altre realtà italiane già riconosciute nei diversi ambiti disciplinari. Il sindaco Massimo Isola (nella foto) ha parlato tra l’altro di “un riconoscimento straordinario per Faenza e per tutta la Romagna”. “Il risultato premia l’intera città e testimonia la resilienza e la forza di un’intera comunità che ha saputo non solo preservare il suo patrimonio, ma anche rinnovarlo, superando momenti di grande difficoltà”.
Ravenna rinuncia al legato Tempioni: 24 opere rifiutate Le ragioni
Il Museo: “Autori già presenti e costi di restauro eccessivi” Con la delibera N. 443 del 28 ottobre 2025, la Giunta Comunale di Ravenna ha formalizzato la rinuncia al legato testamentario della signora Giovanna Tempioni. Decisione presa all’unanimità. La signora Tempioni, deceduta a Bologna nel 2023, aveva disposto nel suo testamento olografo che una parte del suo patrimonio mobiliare fosse destinata al Museo d’Arte della città: per formare “una collezione a nome Giovanna e Giovanni Tempioni”. L’inventario: N. 14 incisioni e n. 1 disegno attribuiti a Vittorio Guaccimanni. Il testamento identifica Guaccimanni (Ravenna 1869-1938) come “già Direttore ed insegnante della Accademia di Ravenna”. N. 3 pastelli e n. 5 dipinti ad olio attribuiti a Domenico Miserocchi. Il testamento descrive Miserocchi (detto il Pastorino, Ravenna 1862 - Imola 1917) come “già insegnante della Accademia Ravennate”. N. 1 pastello attribuito a Nasica, con la caricatura dell’ Arch. Giovanni Tempioni. Nasica: Augusto Majani, Budrio 1867-1959.
La Direzione del Museo ha fornito alla Giunta una valutazione tecnica dettagliata che ha motivato la rinuncia. Primo punto critico: è stato rilevato come i suddetti autori “risultino già ampiamente rappresentati nell’attuale patrimonio museale” , sottolineando una particolare abbondanza di opere di Vittorio Guaccimanni. Il secondo, e più determinante, è lo stato di conservazione. L’esame preliminare, sul materiale fotografico, ha evidenziato che diverse opere, in particolare incisioni e pastelli, presentano “segni di degrado cartaceo e depositi di polveri”. Come attestato dalla conservatrice del museo, l’eventuale accettazione avrebbe reso necessarie “onerose operazioni conservative e di pulitura”, indispensabili per “evitare pregiudizi alle collezioni già custodite”. Il 18 marzo 2025, il Tribunale di Bologna ha notificato al Museo un “atto di citazione per chiamata in causa del terzo”, per “contestare la validità del testamento”. L’Ufficio di Mediazione della Camera di Commercio di Bologna ha convocato le parti per il 25 settembre 2025. Data la “mancanza di Tutte le ultime news un effettivo interesse pubblico, culturale e patrimoniale” e la su Ravenna24ore.it necessità di “prevenire l’insorgere di contenziosi”, la Giunta ha deciso di formalizzare la rinuncia ai sensi del Codice Civile. Delibera immediatamente eseguibile, per comunicare tempestivamente la decisione all’Ufficio di Mediazione di Bologna, così da “evitare le spese a carico del Comune”. (Sopra: Nobile Ravennate, un pastello di Domenico Miserocchi | A sinistra: il MAR di Ravenna, repertorio)