COPIA OMAGGIO
DISTRIBUITO NEI LOCALI PUBBLICI DI RAVENNA E PROVINCIA DA:
IL DIARIO DELLA
SETTIMANA
n° 35
mercoledì 27 agosto 2025 - sett. 35 - anno XVI
Successo e declino del gruppo Ferruzzi: il ruolo di Serafino Ferruzzi e Raul Gardini
IN COPERTINA
Il ruolo e le figure di Serafino Ferruzzi e Raul Gardini ancora al centro del dibattito, specie dopo la pubblicazione del libro di Luciano Segreto - docente di Global economy all’università di Firenze e di Storia dell’impresa italiana alla Bocconi di Milano - dal titolo “Il costruttore e il giocatore. Serafino Ferruzzi, Raul Gardini e la fine di un grande gruppo industriale” (Feltrinelli). Il volume, con l’autore e Carlo Sama, cognato e braccio destro di Raul Gardini, responsabile delle relazioni esterne del gruppo Ferruzzi, è stato presentato il 21 agosto in piazza San Francesco a Ravenna, con una platea di circa 500 spettatori, su iniziativa di Tessere del 900. Incontro condotto dal giornalista Giorgio Costa. L’obiettivo del lavoro editoriale è quello di scrivere la storia del Gruppo Ferruzzi sulla base dei fatti, cioè degli archivi Sama-Ferruzzi (a breve consultabili alla biblioteca Oriani di Ravenna) e delle carte delle imprese coinvolte. I documenti “parlano” di quello che, all’apice, è stato il secondo gruppo industriale italiano. (nelle foto: Serafino Ferruzzi e la figlia Alessandra; Raul Gardini;)
Una strada per Mauro Dragoni: un gesto doveroso
Ma il debito morale resta aperto Una strada è solo l’inizio: a Dragoni, uomo integerrimo travolto e abbandonato, Comune e PD devono ancora il vero risarcimento della memoria. Il 10 settembre, Ravenna intitolerà a Mauro Dragoni una via che costeggia il nuovo palazzetto di via Canale Molinetto, conducendo al Parco Commerciale dove sorge il supermercato Aldi. Un atto simbolico che segna, forse, l’avvio di un tardivo riconoscimento. Nato a Fusignano il 14 aprile 1951 e scomparso a Riccione il 14 gennaio 2006, Dragoni fu segretario provinciale del PCI e ultimo sindaco comunista di Ravenna (1987-1992), guidando la città nella delicata transizione verso il PDS. Sotto la sua amministrazione presero forma il Pala De André, Mirabilandia, il Ravenna Festival, il rilancio della Darsena e dei Lidi, con una visione aperta al mondo imprenditoriale e industriale, anche verso il Gruppo Ferruzzi.
Fu sindaco in un’epoca irripetibile: dalla protesta di piazza Tienanmen alla caduta del Muro di Berlino, dalla nascita del World Wide Web all’avvio di “Mani Pulite”. La sua parabola politica fu spezzata da un’accusa di corruzione che si rivelò infondata: “il fatto non sussiste” stabilì il tribunale nel febbraio 1993, restituendogli l’onore. Ma la verità giudiziaria non cancellò la ferita dell’isolamento e della mancata difesa politica. Fu grazie alla lealtà di pochi amici e al sostegno di figure come l’arcivescovo Ersilio Tonini che Dragoni trovò la forza di ripartire. Abbandonata la scena locale, si dedicò con due amici fraterni alla cooperazione internazionale e al commercio estero, operando a Cuba, in Cina, Russia, Argentina e, con particolare prestigio, come Console onorario della Mongolia. Uno di loro lo ricordava come “un uomo capace di unire fermezza e gentilezza, di negoziare con leader e imprenditori senza mai rinunciare alla propria onestà, e di vedere, oltre i contratti e i protocolli, la dignità delle persone”. Parole che trovano eco in un ricordo funebre: “La sua lezione non fu mai gridata, ma praticata giorno dopo giorno, con coerenza e rispetto”. Dragoni rimane il simbolo di un uomo di moralità ferrea ed etica cristallina. Intitolargli una strada è un segnale importante, ma non basta. Il Partito Democratico, ereTutte le ultime news su Ravenna24ore.it de della storia politica che egli contribuì a mantenere coesa, dovrebbe dedicargli una sezione e/o una scuola politica; il Comune di Ravenna dovrebbe intitolargli un corso universitario o un luogo di grande prestigio. Sarebbe il modo più autentico per formare nuove generazioni nel segno della competenza e dell’onestà, affinché la sua storia resti un esempio e non un ricordo sbiadito. (RH)