Un fascio di lettere nella buca della posta. Buste di colori diversi, loghi diversi, firme diverse. Ma il messaggio è sempre lo stesso: “Vieni da noi. Sceglici. Portaci la tua dichiarazione.” È la campagna reddituale dei patronati, la stagione della caccia, il tempo in cui ogni pensionato diventa preda e ogni sportello un’arma di conquista.
Non è informazione, è assalto. Non è servizio, è conquista di punti che si tramutano in soldi. Una gara a chi arriva prima, a chi spaventa meglio, a chi promette di più. Si infilano nella quotidianità delle persone come un rumore insolito, come un fastidio che non puoi spegnere. Entrano nelle case senza bussare, usando la posta come grimaldello.
Povera signora Maria di Haberfield. Ottantadue anni, mani stanche e vista incerta. Apre una busta, poi un’altra, poi un’altra ancora. Legge parole che non capisce del tutto: scadenze, obblighi, rischi, controlli. Ogni lettera sembra dire: “Se non vieni da noi, sei in pericolo. Ti tagliano la pensione” E la paura, quando trova terreno fragile, cresce in fretta. Maria non vuole scegliere. Maria vuole solo stare tranquilla, andando dal patronato che da ormai un decennio la segue, senza chiedere nulla cambio. Ma la tranquillità le viene rubata a colpi di carta intestata. Le fanno credere di essere in ritardo, di essere sbagliata, di essere a rischio. La trasformano da persona in pratica, da vita in punteggio. Questo non è aiuto sociale. È marketing travestito da solidarietà. È concorrenza mascherata da tutela. È una corsa sporca sulle spalle dei più deboli, di chi non ha gli strumenti per difendersi da un linguaggio aggressivo e ambiguo. L'atteggiamento, ricorda quasi certe operazioni di controllo del passato. Un sistema d’assalto degno della Stasi ai tempi della DDR: non per spiare, ma per conquistare numeri, punti, quote, fondi.
Povera signora Maria. Non ha bisogno di dieci lettere. Le basterebbe una mano e non chi fa caccia della sua umile fragilità.
A l lor a!
La parola al Console
L'incontro con la stampa di inizio anno presso il Consolato d'Italia a Sydney, lo scorso 28 gennaio, è voluta essere un momento di confronto diretto e senza filtri tra istituzioni e stampa, con il Console Dr Gianluca Rubagotti che ha tracciato un bilancio dell’attività svolta e delineato le priorità per i mesi a venire. Davanti a giornalisti e rappresentanti dei media locali, il capo della sede consolare ha ribadito il ruolo centrale dell’informazione nel rafforzare il legame tra le istituzioni e la comunità italiana, sottolineando l’importanza di “una comunicazione chiara, tempestiva e trasparente”. Nel suo intervento introdutti-
attacca: Musulmani ai ripari
Scoppia la polemica dopo le dichiarazioni dell’ex primo ministro Scott Morrison, accusato dal Consiglio Nazionale degli Imam Australiani (ANIC) di aver suggerito la responsabilità collettiva dei leader musulmani per gli attacchi di Bondi.
Per gli imam, i responsabili avrebbero agito da soli. L’ANIC parla di parole “irresponsabili e divisive” e invita i leader politici a evitare linguaggi incendiari, difendere la coesione sociale e promuovere unità nazionale, ricordando che sicurezza e fiducia si costruiscono rispettando tutte le comunità religiose.
vo, il Console ha posto l’accento sui servizi consolari, definendoli “la prima linea di contatto tra lo Stato e i cittadini all’estero”. Tra i temi principali, la riduzione dei tempi di attesa per passaporti e pratiche anagrafiche, il potenziamento delle prenotazioni online e il rafforzamento del dialogo con le associazioni territoriali. “Sappiamo che la domanda di servizi è cresciuta – ha affermato – e stiamo lavorando per rendere il sistema più efficiente e accessibile, soprattutto per le fasce più fragili della nostra comunità”. Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della partecipazione civica. Il Console ha richiamato l’attenzione
Vannacci launches political symbol
Roberto Vannacci has registered the trademark “Futuro Nazionale,” featuring a tricolour wing emblem, fueling speculation about a possible new political movement.
The filing was submitted to the EU Intellectual Property Office, while the League party was meeting in Abruzzo. Vannacci, a League MEP and deputy leader, downplayed the move, calling it “just a symbol.” However, the registration covers political activities, events, publications and merchandise, intensifying tensions within the League and the General's future ambitions.
sulle prossime scadenze elettorali e sull’importanza di un’informazione corretta e capillare, ribadendo che il Consolato “non è solo un ufficio amministrativo, ma un punto di riferimento culturale e civico per gli italiani all’estero”.
La sessione di domande ha animato l’incontro, con i giornalisti che hanno sollevato questioni concrete: dai tempi per il riconoscimento della cittadinanza alle difficoltà legate agli appuntamenti, fino al ruolo delle istituzioni italiane nel sostenere i giovani e le nuove generazioni. Il Console ha risposto punto per punto, riconoscendo le criticità e invitando la stampa a farsi “ponte” tra i cittadini e l’amministrazione consolare. “Le segnalazioni – ha detto – non sono un problema, ma uno strumento per migliorare”.
Non è mancato un riferimento al valore della collaborazione con le realtà locali, dalle scuole alle associazioni culturali, considerate fondamentali per mantenere viva la lingua e l’identità italiana. “La nostra comunità è forte quando lavora insieme”, ha sottolineato, annunciando nuove iniziative culturali e incontri pubblici nel corso dell’anno.
L’incontro si è chiuso con un messaggio di continua apertura, dialogo e responsabilità condivisa. Un’impostazione che, nelle intenzioni del Console Rubagotti, punta a trasformare le sfide burocratiche in occasioni di crescita per un’intera comunità.
Per la stampa locale, la riunione ha rappresentato non solo un appuntamento istituzionale, ma un segnale di rinnovata volontà di collaborazione, in un anno che si preannuncia cruciale per i servizi e la rappresentanza degli italiani all’estero.
Associazione Trinacria
Carnevale in Maschera Five Dock RSL Sab. 7 Febbraio 2026, 6:30pm Biglietti: $90 soci, $95 n/soci
Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 5 - Venerdì 30 Gennaio 2026
di Marco Testa
Padre Fregolent CS Cittadino dell’Anno
Meritato OAM per la Sig.ra Nunziata Basile
Rebekka Battista Citizen of the Year
Barbero e giustizia: Medioevo diventa alibi
Open Day Marco Polo, vetrina di italianità
Avanza Sinner, per Musetti il ritiro
Diretto da Marco Testa
Il Dr. Rubagotti incontra la stampa italiana per rafforzare il dialogo con la comunità
Meloni: Condanniamo la complicità fascista
Il Quirinale ha ospitato lo scorso 27 gennaio la cerimonia ufficiale per il Giorno della Memoria, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della premier Giorgia Meloni, della senatrice Liliana Segre e dei sopravvissuti Edith Bruck e Sami Modiano.
Nel suo intervento, Mattarella
Allora!
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ha sottolineato l’urgenza di un’azione rigorosa da parte delle autorità europee contro il razzismo e l’antisemitismo, fenomeni che, secondo il Capo dello Stato, continuano a rappresentare un “indice di alta pericolosità”.
Il Presidente ha ricordato la Shoah come risultato di una menzogna storica che, partendo dai circoli fascisti e nazisti, ha trasformato l’antico pregiudizio
antiebraico in una catena di persecuzioni e stermini, culminata nei campi di Auschwitz.
“Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la deportazione e la morte dei nostri concittadini ebrei, vittime delle leggi razziali fasciste e della complicità di tanti cittadini”, ha aggiunto Mattarella.
Il Presidente ha ricordato che la Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate proprio per respingere ideologie disumane e sanguinarie e ha ribadito che “nella Repubblica non c’è posto per chi coltiva odio e violenza”.
La premier Meloni ha riaffermato l’impegno del governo nel contrastare ogni forma di antisemitismo: “Purtroppo, a distanza di molti anni, questo morbo torna a diffondersi. Oggi ribadiamo il nostro impegno per difendere libertà e rispetto, valori fondamentali della coesione sociale”.
ICE at Milan-Cortina Olympics
US Immigration and Customs Enforcement (ICE) agents will assist with American security during the Milano Cortina 2026 Winter Olympics, sparking criticism in Italy.
ICE’s Homeland Security Investigations (HSI) will support the US State Department and work with Italian authorities to address transnational crime risks. The agency stressed that operations remain under Italian control and are separate from US immigration enforcement.
The announcement drew
strong reactions: Milan’s mayor Giuseppe Sala said ICE was “not welcome,” while MEP Alessandro Zan called it “unacceptable,” citing human rights concerns. Italian officials initially downplayed ICE’s role, suggesting it would only protect US dignitaries, including Vice President JD Vance and Secretary of State Marco Rubio. Interior Minister Matteo Piantedosi later reaffirmed that ICE “will never operate in Italy,” leaving the issue politically charged as the Games approach.
La storia sia monito quotidiano
«La Giornata della Memoria ci richiama a una delle pagine più buie della storia dell’umanità. Ma ricordare non basta: la memoria deve essere un atto vivo, un impegno quotidiano». Così il senatore Francesco Giacobbe in occasione della Giornata della Memoria. «Anche gli eventi che ci hanno scosso negli ultimi tempi – prosegue Giacobbe – dimostrano quanto odio, pregiudizio e violenza possano ancora trovare
Assegni per i figli, criticità da un rapporto Ombudsman
Le agenzie governative devono rispettare la legge in ogni loro attività. È il messaggio centrale del rapporto pubblicato oggi dal Commonwealth Ombudsman sulle condotte di Services Australia e del Department of Social Services (DSS) in materia di assegni di mantenimento per i figli. L’indagine ha rilevato una prolungata non conformità alla normativa, nota internamente già dal 2019 e segnalata al DSS nel 2020, ma mai affrontata in modo efficace. Al centro del problema vi è una discrepanza tra la legge sul child support e le pratiche operative di Services Australia, che in alcuni casi hanno impedito a genitori con meno del 35% di assistenza di ricevere assegni a cui avevano pieno diritto.
Una situazione generata da modifiche legislative introdotte nel 2008 e nel 2018, definite dallo stesso dipartimento come “conseguenze non intenzionali”, che hanno creato un vuoto tra l’impianto normativo e la politica governativa di lungo corso.
Secondo l’Ombudsman Iain Anderson, la scelta di continuare consapevolmente a non applicare correttamente la legge mina gravemente la fiducia dei cittadi-
ni nelle istituzioni, richiamando alla memoria il caso Robodebt. Il rapporto evidenzia inoltre carenze nell’escalation del problema, nella richiesta di pareri legali e nella comunicazione con i ministri competenti, informati in modo dettagliato solo in una fase avanzata della vicenda. La situazione ha suscitato preoccupazione tra le organizzazioni di tutela dei genitori, che chiedono maggiore controllo e trasparenza sulle procedure.
L’Ombudsman ha formulato sei raccomandazioni per una rapida correzione e una maggiore trasparenza. Services Australia e DSS ne hanno accolte cinque, mentre il governo ha annunciato un intervento legislativo retroattivo per sanare la situazione. Secondo le stime, almeno 16.600 persone potrebbero essere state coinvolte, con importi contestati che variano da poche decine di dollari fino a diverse migliaia. Il governo ha assicurato che le nuove norme saranno presentate al Parlamento nella prossima sessione, ribadendo l’impegno a tutelare l’interesse superiore dei minori e a ristabilire la piena fiducia nel sistema di sostegno alle famiglie.
spazio se abbassiamo la guardia. Per questo la storia deve essere sempre un monito: non solo da studiare, ma da vivere ogni giorno nei nostri comportamenti e nelle nostre scelte». «No all’antisemitismo. No all’odio. No alla violenza. Senza se e senza ma. La memoria non è solo passato: è lo strumento con cui costruiamo il futuro. Ricordare significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare», conclude il senatore Giacobbe.
L’Italia se ne va (e la politica finge di non vederla)
di Emanuele Esposito
Non è un’Italia che invecchia quella che cresce oltreconfine.
È un’Italia giovane che scappa. E non scappa per spirito d’avventura, ma per legittima difesa. I numeri non sono neutri, non sono freddi, non sono “tecnici”. Sono un atto d’accusa. Gli italiani che partono hanno meno di 33 anni. Studiano, lavorano, parlano lingue, si adattano. Sono la parte migliore del Paese, quella che dovrebbe costruire il futuro e che invece viene spinta fuori dai confini come un corpo estraneo.
Oltre 156 mila partenze in un solo anno. +36,5% rispetto al 2023. Più di 6,3 milioni di italiani residenti all’estero: massimo storico. E davanti a questo dato la politica fa quello che sa fare meglio: normalizza. Cambia le parole, addolcisce il racconto, parla di “mobilità”, di “internazionalizzazione”, di “cittadini del mondo”.
È una bugia elegante per non dire la verità: l’Italia non trattiene più i suoi figli. A rendere il quadro ancora più ipocrita ci ha pensato lo Stato stesso. Con le sanzioni sull’AIRE ha scoperto improvvisamente milioni di italiani che già vivevano all’estero da anni.
Non li ha cercati per aiutarli, ma per multarli. Un obbligo amministrativo trasformato in strumento punitivo, utile solo a gonfiare statistiche e far finta di “monitorare” il fenomeno. Prima li ignori, poi li sanzioni. È così che uno Stato perde credibilità.
Le rotte sono chiare: Europa soprattutto, Germania in testa. Spagna in forte crescita. Svizzera, Francia, Regno Unito. Poi gli Emirati Arabi Uniti, nuova frontiera di chi cerca lavoro vero, stipendi veri, prospettive vere. Non è il mito dell’estero a spingere via i giovani: è il fallimento del sistema Italia.
A svuotarsi sono le province piccole, interne, meridionali. Enna, Agrigento, Potenza, Vibo Valentia, Campobasso. Il Mezzogiorno profondo.
Le aree interne. I territori già fragili. Perdono chi studia, chi innova, chi potrebbe restare se solo avesse un motivo per farlo. È una selezione naturale al contrario: chi può parte, chi non può resta.
Le grandi città tengono solo perché hanno massa critica. Roma ha centinaia di migliaia di iscritti AIRE, ma il dato “regge” perché è grande. Non perché
stia funzionando. È la differenza tra sopravvivere e guarire: l’Italia oggi fa solo la prima cosa. E mentre tutto questo accade, il dibattito politico resta fermo a slogan vuoti. Si parla di “fuga dei cervelli” come se fosse una calamità naturale. Ma la verità è più scomoda: è una scelta politica protratta nel tempo, trasversale, bipartisan. Salari bassi. Precarietà strutturale. Carriere bloccate. Nessuna politica industriale per i giovani. Zero valorizzazione del merito. Nessuna strategia seria per il rientro. Poi ci si stupisce se a 28 anni uno fa le valigie. Gli italiani all’estero non sono un problema da censire: sono una risorsa che lo Stato non ha saputo trattenere né accompagnare. L’AIRE serve, certo. Il portale “Dove siamo nel mondo” è utile, specie nelle emergenze. Ma sapere dove sono gli italiani non basta più. La vera domanda è: che progetto politico ha l’Italia per loro?
Non bastano bonus spot, non bastano annunci, non bastano tavoli tecnici. Serve un cambio di paradigma, netto, dichiarato.
Primo: rientro vero, non simbolico. Fiscalità agevolata stabile per almeno 10 anni per chi rientra. Non misure a tempo, non bandi incomprensibili. Casa, lavoro, servizi: chi torna deve sapere cosa trova.
Secondo: lavoro dignitoso, non retorica. Salari minimi reali, contratti stabili, incentivi alle imprese che assumono giovani qualificati in Italia, non all’estero. Basta competere al ribasso.
Terzo: aree interne come priorità nazionale. Chi va a vivere e lavorare nei piccoli comuni deve avere vantaggi reali: fisco, servizi, infrastrutture, sanità. Non slogan sul “borgo”, ma politiche di popolamento.
Quarto: italiani all’estero come parte della nazione, non come appendice. Rappresentanza vera, servizi consolari funzionanti, voto sicuro, politiche di collegamento economico e culturale con l’Italia. Non solo quando servono i numeri. Se non si fa questo, il resto è propaganda. E un Paese che perde i suoi giovani non perde solo abitanti: perde tempo, futuro, potenza, identità.
L’Italia non ha un problema demografico. Ha un problema politico. E continuare a fingere che non sia così è la forma più elegante di resa.
Barbero e la giustizia: il Medioevo diventa alibi
di Emanuele Esposito
Alessandro Barbero è un grande narratore del Medioevo. Ma quando parla della riforma della giustizia smette i panni dello storico e indossa quelli dell’opinionista politico. Nulla di scandaloso, in sé. Il problema nasce quando un’opinione viene presentata come se fosse un’analisi tecnica.
Nel video contro la riforma, Barbero non ricostruisce un assetto istituzionale né interpreta un testo costituzionale. Tiene piuttosto un comizio elegante, rassicurante, fortemente emotivo, mettendo il proprio prestigio accademico al servizio di una tesi politica già decisa: quella del No promosso dall’ANM. Chiarirlo non è un attacco personale, ma un dovere civile.
«Sono uno storico e un uomo di sinistra, quindi voterò No». Benissimo. Ma allora cessi ogni pretesa di neutralità. Dichiarare la propria identità ideologica e poi presentarsi come voce “razionale” o “oggettiva” è una contraddizione evidente. Qui non siamo in una lezione universitaria: siamo su una piattaforma politica. Il problema non è essere di parte, è fingere di non esserlo.
Quando Barbero afferma che il referendum “non è sulla separazione delle carriere” perché “di fatto esiste già”, entra nel territorio della mistificazione. Oggi giudici e pubblici ministeri entrano con lo stesso concorso, appartengono allo stesso ordine, sono governati dallo stesso CSM, fanno carriera nello stesso circuito e possono perfino scambiarsi di ruolo. Questa non è separazione delle carriere: è unificazione ordinamentale con funzioni diverse. La riforma fa esattamente l’opposto, separando in modo istituzionale, definitivo e strutturale. Dire che “è già così” significa affermare qualcosa di falso, o quantomeno gravemente fuorviante.
Il punto non è se il cambio di ruolo sia raro. Il punto è che chi accusa e chi giudica cresce nello stesso sistema di potere, viene valutato dallo stesso organo e risponde alle stesse correnti. Questo non implica processi truccati, ma una terzietà strutturalmente debole. Ed è proprio ciò che la riforma tenta di correggere.
Quando si chiede ai contrari di indicare una norma precisa che introdurrebbe autoritarismo, la risposta non arriva mai. Arrivano solo paure, evocazioni e sug-
gestioni. Qui Barbero passa dalla storia alla mitologia. Il CSM non viene abolito, ma riformato, perché è stato travolto da scandali, è percepito come lottizzato e ha perso credibilità. Difendere l’assetto attuale come se fosse ancora quello del 1948 è romanticismo costituzionale, non analisi. E non è un caso che giuristi di primissimo piano, tutt’altro che “pericolosi autoritari”, sostengano la riforma.
Sostenere che due CSM separati, entrambi a maggioranza togata, indeboliscano l’autonomia della magistratura è un’affermazione non dimostrata. È una tesi ideologica. Da qui il discorso diventa prevedibile: il fascismo viene evocato come clava morale. Peccato che sia stato proprio il fascismo a unificare le carriere; che la separazione completi il processo accusatorio; che l’articolo 104 resti intatto; che il ministro non riacquisti alcun potere.
Dire che “il governo potrà dare ordini ai magistrati” non è un allarme fondato, ma una sceneggiatura. Buona per i social, pessima per un dibattito serio.
Il sorteggio non serve a scegliere incapaci, ma a rompere le correnti. È selezione più sorteggio, non una lotteria. Ed è francamente surreale sostenere che magistrati chiamati a decidere arresti, condanne ed ergastoli non siano idonei a sedere in un organo di autogoverno.
Il problema non è la competenza, ma il sistema. Il peso della politica non aumenta; quello delle correnti sì che diminuisce. Ma questo è il vero tabù, quello che non si può dire.
E allora la domanda resta, semplice e brutale: dov’è, nel testo della riforma, l’autoritarismo di cui Barbero parla? Finché la risposta non arriva, tutto il resto è solo retorica, anche se pronunciata con la voce più rassicurante d’Italia.
Giacobbe incontra il Liceo Visconti
Un confronto diretto con i giovani sul valore della cittadinanza attiva e delle istituzioni. Francesco Giacobbe ha incontrato venerdì gli studenti del Liceo Classico Statale “Ennio Quirino Visconti” di Roma, insieme ai giornalisti Simone Gambino e Stefano Mentana, per un dialogo aperto sull’educazione civica. Un momento di scambio autentico, segnato da domande puntuali, curiosità e spirito critico da parte dei ragazzi. L’interesse dimostrato dagli studenti per il funzionamento della vita pubblica rappresenta, secondo Giacobbe, un segnale incoraggiante per il futuro del Paese. Il Visconti, storica fucina di personalità politiche e culturali, si conferma così luogo di formazione della classe dirigente di domani. Un incontro che lascia speranza e responsabilità.
Carabinieri italiani minacciati in Cisgiordania
Sale la tensione diplomatica tra Italia e Israele dopo il grave episodio avvenuto nei pressi di Ramallah, in Cisgiordania, dove due carabinieri italiani in servizio presso il consolato generale d’Italia a Gerusalemme sono stati minacciati da un uomo armato, presumibilmente un colono israeliano.
I militari stavano effettuando un sopralluogo operativo in vista di una prossima visita di una delegazione di ambasciatori dell’Unione europea, tra cui rappresentanti italiani, in un villaggio situato in territorio sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese.
Secondo le ricostruzioni, un uomo in abiti civili avrebbe fermato i due carabinieri, intimando loro di inginocchiarsi e puntando contro di loro un
fucile mitragliatore. I militari, che viaggiavano su un veicolo diplomatico ed erano in possesso di regolare documentazione, hanno seguito scrupolosamente le regole d’ingaggio, evitando qualsiasi reazione e rispondendo alle domande poste dall’uomo e, successivamente, anche telefonicamente a una terza persona. Quest’ultima avrebbe sostenuto che l’area fosse una zona militare interdetta, circostanza poi smentita dalle verifiche ufficiali.
Dopo alcuni minuti di stallo, la situazione si è risolta senza conseguenze fisiche e i due carabinieri sono rientrati al consolato di Gerusalemme, informando immediatamente i vertici diplomatici e dell’Arma. L’ambasciata italiana a Tel Aviv, in coordinamento con la Farnesina, ha avviato accertamenti con l’esercito
Cartone animato manda
israeliano tramite il Cogat, il comando militare responsabile dei territori palestinesi, che ha confermato come l’area non fosse soggetta a restrizioni militari. Alla luce della gravità dell’accaduto, l’Italia ha inviato una nota formale di protesta al ministero degli Esteri israeliano e l’ambasciatore italiano a Tel Aviv ha ricevuto istruzioni di presentare rimostranze ai massimi livelli del governo israeliano, coinvolgendo anche lo Stato maggiore dell’esercito, la polizia e lo Shin Bet.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inoltre disposto la convocazione a Roma dell’ambasciatore israeliano Jonathan Peled, per esprimere il disappunto del governo e ribadire la necessità di garantire l’incolumità di diplomatici e cittadini italiani. L’episodio si inserisce in un quadro di crescente instabilità in Cisgiordania, dove negli ultimi mesi si è registrato un aumento degli attacchi di coloni armati contro civili palestinesi e stranieri. Solo nelle ultime ore sono state segnalate aggressioni contro famiglie cristiane nei pressi di Ramallah, mentre precedenti episodi di violenza hanno coinvolto anche cittadini italiani, alimentando le preoccupazioni della comunità internazionale.
in tilt il parlamento
La nuova satira animata firmata da Pauline Hanson accende lo scontro politico e culturale in vista dell’Australia Day. Il film, versione cinematografica di 90 minuti della serie animata Please Explain, è finito nel mirino dell’ente di classificazione australiano per i suoi contenuti giudicati “crudi” e potenzialmente offensivi, tanto da essere vie-
tato per una proiezione al Parliament House della capitale. Secondo un rapporto interno, il cartone animato — ispirato allo stile di South Park — fa largo uso di umorismo volgare, violenza slapstick, allusioni sessuali e riferimenti espliciti a temi sensibili come la transizione di genere, il trauma generazionale e i diritti delle minoranze. Particolarmen-
te critiche le osservazioni su alcune scene considerate offensive nei confronti delle comunità First Nations e LGBTQIA+, oltre a episodi di violenza su animali, seppur in forma animata.
I funzionari parlamentari hanno motivato lo stop alla proiezione sostenendo che l’evento avrebbe potuto “causare offesa a parte della comunità australiana”, in contrasto con la policy del parlamento. Nonostante ciò, il film ha avuto la sua première pubblica online il 26 gennaio. Hanson ha respinto le critiche, parlando apertamente di “cancel culture” e rivendicando il diritto alla satira politica senza censure. “Non abbiamo mai pensato a un film per famiglie”, ha dichiarato, difendendo l’opera come una denuncia della “cultura del vittimismo” che, a suo dire, starebbe danneggiando la società occidentale e la società australiana.
Svizzeri non sempre?
C’è un’immagine rassicurante, quasi mitologica, della Svizzera: rigore, precisione, una giustizia che funziona come un orologio. La scarcerazione di Jacques Moretti dopo la tragedia di Crans-Montana incrina però quel cliché, almeno agli occhi di chi ha perso figli, amici, una notte intera di futuro.
Qui non si tratta di invocare processi sommari né di mettere in discussione la separazione dei poteri. Il garantismo resta un pilastro dello Stato di diritto. Ma, come ha sottolineato Antonio Tajani, anche dichiarandosi “ipergarantista”, il garantismo non può trasformarsi in un automatismo che ignora il contesto: il rischio di fuga, i tentativi di inquinamento delle prove, la responsabilità diretta dei proprietari del locale.
Il richiamo dell’ambasciatore deciso dal governo italiano, fortemente sostenuto da Tajani, è un gesto politico netto, forse inevitabile. Non è un’ingerenza
nella giustizia svizzera, ma un segnale diplomatico e morale: il dolore delle famiglie, soprattutto di quelle italiane, non può essere liquidato come un dettaglio procedurale. Dire “la politica non interferisca”, come ha fatto il presidente Parmelin, è corretto in linea di principio, ma rischia di suonare come un rifugio formale quando una decisione giudiziaria produce indignazione e smarrimento.
La vera domanda non è se Roma stia alzando troppo i toni, ma se Berna stia sottovalutando il peso umano e internazionale delle proprie scelte. La giustizia non è solo rispetto delle regole: è anche percezione di equità. E in questa vicenda, come ha detto Tajani parlando anche da genitore, quella percezione oggi vacilla. Svizzeri, efficienti e neutrali? Spesso sì. Ma non sempre basta esserlo: a volte serve anche dimostrare di comprendere fino in fondo il peso delle proprie decisioni.
Per alcuni, il trumpismo riflette le profonde divisioni dell’America e l’insicurezza dell’“americanismo”, più che le caratteristiche personali di Trump stesso.
Non minaccia il diritto internazionale, ma ne mette in luce la fragilità, mentre il suo linguaggio diretto rispecchia le paure, le frustrazioni e le insicurezze profonde dei suoi elettori.
Il fenomeno non è nuovo: capi forti emergono quando la società cerca punti di riferimento contro nemici chiari, reali o simbolici.
Trump combina l’isolazionismo storico con la tradizione egemonica americana, eliminando sfumature diplomatiche e consenso internazionale.
Il vero nodo globale non è lui, ma la struttura internazionale instabile, con alleanze indebolite e un ordine mondiale estremamente incerto.
In questo contesto, l’Europa dovrà assumere un ruolo autonomo, rafforzare la propria coesione politica e strategica, e costruire finalmente una propria realtà
politica credibile, senza contare sull’America come garante. Chissà ancora quante ne vedremo...
Annuncio Comunitario
Gruppo Pensionati di Fairfield organizza una gita in pullman nella Hunter Valley, sabato 28 febbraio 2026. Partenza ore 6.30am dal Club Marconi. Giornata di relax, buon cibo e compagnia. In programma: morning tea e sosta in una fabbrica di cioccolato. Poi tappa a Pangallo Estate con pranzo al sacco nel verde. Degustazione di prodotti locali: olio, olive, formaggi e vino. Possibilità di raccogliere l’uva in vigna. Costo: $55 pp. Rientro ore 19.30 al Club Marconi.
Info e prenotazioni: Rosa 0401 270 703 Tina 0405 002 714 Adelaide (02) 9728 6269
Trumpismo malattia senile?
Coburg, in arrivo una nuova Medicare Urgent Care Clinic
di Tom Padula
Un nuovo presidio sanitario è pronto a rafforzare l’offerta di servizi medici a Coburg e nei sobborghi limitrofi. Il governo federale guidato da Anthony Albanese annuncerà a breve l’apertura della Medicare Urgent Care Clinic di Coburg, che sorgerà al numero 444 di Sydney Road, una delle arterie principali del quartiere.
La nuova struttura rientra nel piano nazionale di potenziamento delle cure urgenti finanziate da Medicare e sarà gestita da ForHealth, lo stesso gruppo che già opera la Medicare Urgent Care Clinic di Carlton. Il centro sarà aperto sette giorni su sette, con orari estesi, e inizierà le attività nei prossimi mesi, una volta completate le ultime fasi organizzative.
L’obiettivo delle Medicare Ur-
gent Care Clinics è quello di offrire un’alternativa concreta ai pronto soccorso ospedalieri, garantendo assistenza immediata per condizioni urgenti ma non tali da richiedere il ricovero. Secondo i dati ufficiali, sono già oltre 118 le strutture di questo tipo operative in tutta l’Australia, che hanno registrato circa 2,4 milioni di accessi dall’apertura dei primi centri nel giugno 2023. L’annuncio è stato accolto positivamente a livello locale. Tom Padula, figura attiva nella comunità, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa per Coburg e le aree circostanti, evidenziando come l’apertura della clinica rappresenti “un’aggiunta fondamentale ai servizi sanitari della comunità”, soprattutto in un contesto di crescente pressione sul sistema ospedaliero.
Tassa sui camion dei rifiuti
Un piano della City of Melbourne, presentato come soluzione alla congestione del centro città, sta suscitando forti critiche dall’industria dei rifiuti.
Save the Date in Melbourne
By Tom Padula
Italian Pensioner Club Allegra
Mercoledì, 10:00–14:30
Coburg Library, sala riunioni
Tombola e giochi di carte
Caffè e biscotti
Quota annuale: $10
Tino Modica: 0475 433 868
Coburg Italian Seniors Club
Venerdì, 10:00–14:00
Harry Atkinson Reserve, Lake Grove, Coburg North
Caffè, tè e biscotti
Quota d’iscrizione: $10
Salvo La Rosa: 0407 556 626
Filippo: 0438 995 273
A partire dal 1° luglio, i camion della raccolta dovranno pagare un permesso annuale di 3.750 dollari per veicolo, ridotto dai 5.500 iniziali dopo le proteste del settore.
L’obiettivo del consiglio comunale è ridurre il numero di mezzi in circolazione, alleviando traffico, rumore e competizione per lo spazio pubblico.
Ma i leader del settore avvertono che la misura rischia di avere effetti contrari. Timothy Piper, della Waste Industry Alliance, teme che i costi aggiuntivi ricadano sui clienti, spingendo piccoli operatori e aziende a ridurre o abbandonare il riciclo. «Il rischio è che le imprese dicano: “Non mi servono più tutti quei cassonetti”», spiega Piper, sottolineando un possibile passo indietro per l’ambiente.
Documenti ottenuti tramite Freedom of Information mostrano che il consiglio era consapevole che la politica potrebbe favorire la concentrazione del mercato ed espellere i piccoli operatori, riducendo la concorrenza.
Accuse per motivi di potere, non di governance
Una consigliera di Kingston ha accusato il governo Labor dello Stato di Victoria di aver orchestrato un vero e proprio “colpo politico” contro il consiglio comunale, avvertendo che la nomina di osservatori governativi rischia di zittire le voci indipendenti proprio mentre decisioni urbanistiche controverse si avvicinano alla fase di realizzazione.
Caroline White, consigliera indipendente, sostiene che la decisione dello Stato di imporre e poi estendere la presenza di monitor municipali presso il Kingston City Council non sia motivata dal miglioramento della governance, ma piuttosto dal tentativo di riaffermare il controllo politico su un consiglio ormai non più dominato da esponenti vicini al Labor.
“Da quello che capisco, si tratta di un vero e proprio colpo politico”, ha dichiarato White, sottolineando come l’attenzione dei monitor si sia concentrata in modo sproporzionato sul comportamento e sulle dichiarazioni dei consiglieri indipendenti, trascurando invece problemi di governance profondi e di lunga data all’interno dell’ente.
L’intervento arriva in un contesto di forte malcontento della comunità per le decisioni urbanistiche di Kingston, in particolare dopo che, poco prima di Natale, il consiglio ha mancato una scadenza del VCAT relativa a un progetto di sviluppo di 900 abitazioni al Kingswood Golf Club. Questo errore procedurale ha di fatto aperto la strada alla realizzazione del progetto, nonostante l’ampia opposizione locale.
Le poste in gioco sono elevate. Kingston ospita almeno cinque importanti campi da golf, rappresentando centinaia di ettari di terreni ben posizionati, sempre più considerati dagli sviluppatori come potenziali opportunità di riqualificazione e “casseforti” redditizie, soprattutto alla luce della crescente pressione sul mercato immobiliare di Melbourne.
I residenti seguono con attenzione anche la recente vendita dell’ex Capital Golf Course della Crown alla famiglia Fox per circa 100 milioni di dollari, con timori crescenti che ulteriori sviluppi su larga scala siano imminenti in
tutta la municipalità.
White sottolinea come la preoccupazione improvvisa dello Stato per la governance appaia poco credibile, considerata la storia di Kingston. Ricorda infatti numerose precedenti accuse di cattiva gestione, soprattutto in ambito urbanistico, che furono oggetto di indagini dell’Ombudsman del Victoria, su segnalazione della Independent Broad-based Anti-corruption Commission diversi anni fa. Quegli accertamenti criticarono processi decisionali carenti e mancanti di governance adeguata, problemi precedenti all’attuale consiglio comunale.
All’epoca, Kingston era saldamente sotto il controllo del Labor, incluso il periodo in cui Steve Staikos ricopriva il ruolo di sindaco. Staikos è oggi segretario statale del Partito Laborista del Victoria e cugino del ministro degli Enti Locali Nick Staikos.
Non vi sono accuse di illecito nei confronti di entrambi, ma White e alcuni critici della comunità sottolineano come il nome Staikos sia da tempo associato alla dominanza del Labor a Kingston e che solo ora, con gli indi-
pendenti che pongono domande scomode su pianificazione, governance e responsabilità, il consiglio sia finito sotto monitoraggio. Il ministro Staikos ha difeso l’intervento, citando preoccupazioni relative alla governance, al comportamento dei consiglieri e alla cultura del consiglio. Il suo ufficio precisa che i monitor non hanno alcun ruolo nelle decisioni urbanistiche e servono esclusivamente a supportare buone pratiche di governance e i processi decisionali.
White contesta queste rassicurazioni, avvertendo che l’uso dei monitor spesso precede l’amministrazione completa del consiglio. “A quel punto, il consiglio diventa semplicemente un’estensione dello Stato”, ha dichiarato. La consigliera indipendente intende presentare al prossimo incontro del consiglio una mozione per chiedere una revisione indipendente del mancato intervento del VCAT sul Kingswood Golf Club e la pubblicazione del “Stop Line Report”, a lungo tenuto nascosto, sulle accuse storiche di cattiva condotta, un passo destinato a intensificare lo scontro tra Kingston e Spring Street.
La sede comunale di Kingston
La consigliera Caroline White
Ritorno insieme per il Senior Group di Nowra
di Maria Di Carlo
Una sala piena di sorrisi, voci che si intrecciano e profumo di dolci appena serviti: così si è aperta la prima giornata d’incontro del gruppo di Nowra dopo la pausa delle festività natalizie.
Un appuntamento molto atteso, coordinato con la consueta dedizione da Maria Stella Vescio, che ha saputo ancora una volta creare un’atmosfera accogliente e familiare, facendo sentire tutti immediatamente a proprio agio. Fin dai primi minuti si percepiva la gioia autentica di rivedersi
dopo alcune settimane di assenza.
I partecipanti, felici di ritrovarsi, hanno dato vita a un vivace scambio di racconti, condividendo come avevano trascorso il Natale e il Capodanno, tra momenti in famiglia, viaggi, pranzi conviviali e tradizioni che si rinnovano ogni anno.
Tra aneddoti divertenti e ricordi pieni di calore, non sono mancati i discorsi dedicati alla cucina delle feste: c’è chi ha preparato pasta fatta in casa, chi dolci tradizionali tramandati di
generazione in generazione e chi ha sperimentato nuove ricette da condividere con figli e nipoti. Ogni racconto era accompagnato da sorrisi complici e da quell’intesa che nasce solo nei gruppi uniti da tempo e da esperienze condivise.
La mattinata è stata resa ancora più speciale da una colazione deliziosa, con una varietà di dolci che hanno deliziato tutti i presenti, trasformando il momento in una vera festa dei sapori.
Il clima sereno e conviviale ha favorito nuove conversazioni e rafforzato legami già profondi, confermando quanto questi incontri siano importanti non solo come attività ricreativa, ma anche come preziose occasioni di socializzazione e sostegno reciproco.
A rendere la giornata ancora più festosa ci ha pensato la celebrazione di un compleanno, festeggiato con una bellissima torta condivisa tra applausi, canti e auguri calorosi.
Il pranzo, con un gustoso piatto di pasta, ha poi concluso l’incontro in perfetto stile italiano, tra chiacchiere, risate e la promessa di rivedersi presto.
Un sentito ringraziamento va a Maria Stella Vescio per l’organizzazione impeccabile e per l’impegno costante con cui sostiene il gruppo, regalando a tutti momenti di autentica gioia e comunità.
Prima di congedarsi, qualcuno ha proposto di coinvolgere nuovi membri della comunità, affinché anche loro possano scoprire il valore di questi momenti condivisi e sentirsi parte di una rete accogliente.
Tirocinio per i due giovani italiani
L’Ambasciata d’Italia in Australia ha dato il benvenuto ai nuovi stagisti Miriam Forno e Francesco Salimbeni, studenti della laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, campus di Forlì. Miriam, 23 anni, originaria del Piemonte, intraprenderà un tirocinio della durata complessiva di nove mesi grazie al programma di scambio universitario Overseas.
La giovane studentessa ha scelto l’Australia per approfondire la sua conoscenza della posizione geopolitica e della sicurezza della regione Asia-Pacifico. “Questo tirocinio rappresenta per me un banco di prova fondamentale per una futura carriera diplomatica”, ha dichiarato Miriam durante la prima settimana di esperienza a Canberra.
Francesco, 25 anni, residente a Ravenna, porta con sé una forte passione per la politica estera. Il suo obiettivo è comprendere il funzionamento quotidiano delle rappresentanze italiane all’estero e testare le dinamiche del mondo
diplomatico. “Voglio osservare da vicino come l’Italia interagisce a livello internazionale e acquisire competenze pratiche che completino la mia formazione accademica”, ha spiegato.
Durante il loro percorso, i due stagisti avranno l’opportunità di partecipare a incontri istituzionali, eventi culturali e attività di networking con ambasciatori e funzionari italiani e internazionali. L’esperienza offrirà loro un’ampia visione delle relazioni bilaterali tra Italia e Australia e delle strategie diplomatiche adottate in contesti globali complessi.
L’Ambasciata italiana, situata nel cuore di Canberra, continua così a svolgere un ruolo chiave nella formazione dei giovani talenti italiani, rafforzando il legame tra i due Paesi e promuovendo una nuova generazione di professionisti capaci di operare con competenza nel contesto internazionale. Con un caloroso benvenuto, l’Ambasciata augura a Miriam e Francesco un’esperienza ricca di opportunità, crescita professionale e scoperte culturali.
Rebekka Battista Lismore’s Citizen of the Year
Rebekka Battista has been named Lismore City Council’s 2026 Citizen of the Year, in recognition of her decades-long dedication to children’s health and family-centred care across the Northern Rivers.
Through her work with Our Kids and Our House, Battista has made a lasting impact on countless families, offering practical support and advocacy where it is needed most. Her initiatives have included pro grams addressing mental health, early childhood development, and access to essential services, ensuring families receive holistic and compassionate care. She has also mentored emerging community leaders, inspiring others to engage in meaningful volunteer work and advocacy.
Lismore Mayor Steve Krieg praised her efforts, saying Battista “captures the best of Lismore’s spirit, which is people seeing a need and getting on with fixing it.” He added, “I congratulate her on this honour and thank her for the care, resilience, and commitment she has shown to improving
children’s health and family support across our region.” The recognition of Battista’s work comes as part of Lismore’s annual Australia Day celebrations, which also honoured other community champions across various categories.
“I also want to acknowledge all winners and nominees,” Mayor Krieg said. “Each of them is proof that community does not just happen; it is built by people who show up.”
The ceremony was also a moment of welcome and celebration for new Australians, with 52 new citizens (including 12 dependants)
from 20 countries taking their oaths. The event highlighted both the strength of Lismore’s existing community and the diversity that continues to enrich it.
Attendees enjoyed speeches, performances, and opportunities to connect with neighbours and local organisations, reinforcing the city’s shared commitment to inclusivity, service, and a brighter future for all residents.
The celebrations served as a reminder that community spirit thrives when people dedicate time, energy, and compassion to the wellbeing of others.
Gruppo dei partecipanti di Nowra al primo incontro del 2026
Maria Stella Vescio e Maria Di Carlo in compagnia
Australia Day al Club Marconi: festa, sapori e comunità a Bossley Pk
Camden Celebrates Its 2026 Australia Day Award Winners
Camden has honoured its local heroes at the 2026 Australia Day Awards and Citizenship Ceremony, held on Friday 23 January at the Camden Civic Centre.
Long-time resident Daryl Sidman was named Camden’s Citizen of the Year, recognised for nearly five decades of dedication to the Camden Show Pavilion.
As Chief Steward for 47 years, Sidman has transformed the Pavilion into a vibrant showcase of tradition and innovation, introducing new sections including Sugar Art, Home Brew, and 3D Printing, while continuing to champion arts, crafts, and cooking.
His leadership saw the Pavilion record 3,625 entries in 2025, with more than 40 per cent from young people, fostering community spirit and encouraging local
di Marco Testa
Bossley Park si è animata, lunedì 26 gennaio, con la tradizionale celebrazione dell’Australia Day al Club Marconi, un appuntamento atteso da soci e famiglie della comunità italiana e locale. Dalle 12 del mattino il cortile del club ha accolto residenti e visitatori con un profumo invitante di carne alla griglia: il barbecue ha servito il classico “sausage sizzle” e il tradizionale steak sandwich, accompagnando la festa con il calore di un evento conviviale e accessibile a tutti.
La giornata è stata scandita da musica dal vivo, che ha accompagnato l’intero pomeriggio, creando un’atmosfera di festa condivisa. I soci, grandi e piccoli, si sono riuniti in attesa del panino con carne e cipolla o delle salsicce, scambiando chiacchiere e sorrisi, dimostrando quanto questo evento rappresenti un momento di unione e radicamento nella comunità.
Uno dei momenti più attesi è stata la raffle da 2.500 dollari, organizzata presso Michellini’s, con in palio cesti di carne e gift card. I biglietti sono stati messi in vendita a partire dalle 16:30, mentre l’estrazione è iniziata alle 17:30, suscitando entusiasmo tra i partecipanti desiderosi di tentare la fortuna e contribuire al sostegno del club.
Tra i presenti, Giovanna Pellegrino, uno dei direttori del Club Marconi, ha partecipato attivamente all’evento, sottolineando il valore della tradizione e dell’inclusione che il club promuove da decenni. Il cuoco Riccardo Grasso, affiancato da Jay, ha guidato la preparazione dei piatti, mentre Ross Trimboli, al centro della scena, ha festeggiato l’Australia Day insieme a due amici, immortalando il momento in foto che catturano il calore della comunità.
Non sono mancati gesti di affetto e celebrazione privata: Tony e Lina Mancini hanno colto l’occasione per festeggiare i loro 59 anni di matrimonio, ricevendo gli auguri calorosi di amici e soci presenti.
tà per tutta la comunità. Ma l’Australia Day ha anche una lunga storia che rende questa giornata più di una semplice festa. Celebrato il 26 gennaio, ricorda l’arrivo della First Fleet a Sydney Cove nel 1788 e l’inizio della colonizzazione britannica in Australia.
participation across all ages.
Charlotte Lasica was awarded Young Citizen of the Year for her inspiring advocacy on bowel cancer after being diagnosed herself.
Sports Achievement Award went to para-athlete Indyana Wedderburn, who won 15 gold medals and one silver in athletics and cross-country events in 2025.
The Camden Country Women’s Association received the Community Group Award for decades of fundraising and skill-sharing, while Murray Bishop, leader of the Camden Community Band for 22 years, earned the Arts and Cultural Award.
Mayor Cr Therese Fedeli praised all winners, highlighting their commitment, generosity, and positive impact on the Camden community.
L’evento ha così unito la dimensione collettiva della festa nazionale a momenti personali e significativi, rendendo l’Australia Day al Club Marconi non solo un’occasione di svago, ma anche un simbolo di legame e continui-
Con il passare degli anni, la giornata è diventata un’occasione per riflettere non solo sul patriottismo e le conquiste del Paese, ma anche sulle sfide e le ferite della storia, comprese le difficoltà affrontate dalle popolazioni aborigene e dei Torres Strait Islanders. Negli ultimi decenni, l’Australia Day ha assunto un significato più inclusivo, diventando un momento di riconciliazione, celebra-
zione della diversità culturale e valorizzazione delle comunità che contribuiscono al tessuto sociale del Paese, ricordando a tutti l’importanza di costruire un futuro condiviso.
Al Club Marconi, questa combinazione di festa, tradizione e consapevolezza storica si è tradotta in una giornata viva, dove cibo, musica e sorrisi hanno incontrato la memoria e il significato della ricorrenza.
Dalle grigliate alle note della musica dal vivo, dalla lotteria ai sorrisi dei soci, la celebrazione ha ricordato come l’Australia Day possa essere un momento di gioia, riflessione e convivialità condivisa, in pieno spirito comunitario.
Riccardo Grasso e Jay
Soci club marconi in attesa del tradizionale BBQ
Il tavolo di Giovanna Pellegrino, insieme alle famiglie Da Roit e Gigliotti
Tony e Lina Mancini, festeggiano 59 anni insieme
Ross Trimboli con amici
Un folto gruppo di soci del club marconi
Grande festa per Australia Day al Community Garden della CNA
• Padova • assisi • San Giovanni rotondo • Cosenza
• Siracusa • Palermo • napoli • Pompei • roma
Altre tappe principali del tour:
• breslavia • innsbruck • agrigento • reggio Calabria
Maria azzolina
di Maria Grazia Storniolo
In un clima di gioiosa partecipazione e autentico spirito comunitario, il Community Garden di Bossley Park si è trasformato in un vivace palcoscenico di colori, sapori e tradizioni in occasione dei festeggiamenti per l’Australia Day. L’evento, organizzato con cura e dedizione dalla CNA Care Service, ha richiamato numerosi per celebrare insieme l’identità nazionale e la ricchezza culturale che caratterizza l’Australia contemporanea. Fin dall’ingresso, i visitatori sono stati accolti da un’atmosfera festosa e coinvolgente: bandierine australiane e palloncini sventolavano nella sala del Community Garden, tovaglie decorate con la sagoma del continente ornavano i tavoli e dettagli a tema patriottico impreziosivano ogni angolo.
La giornata si è aperta con un momento di socialità molto atteso, il tradizionale gioco del bingo, che ha subito acceso sorrisi e complicità tra i presenti. Ad accompagnare le cartelle e i numeri estratti, un profumato caffè italiano e dolcetti tipici, gustati in un clima di chiacchiere e racconti. Poco prima del pranzo, tutti si sono raccolti per un momento solenne e sentito: l’esecuzione dell’inno nazionale
“Advance Australia Fair”, cantato con partecipazione da Caterina Mauro e da tutti i presenti in un simbolico abbraccio collettivo. Il cuore della celebrazione è stato il pranzo, dominato da un autentico barbecue australiano preparato con passione dai volontari
PELLEGRINAGGIO MARIANO
20 luGlio-13 aGoSto 2026 con Maria azzolina
Tappe principali del viaggio:
• Fatima • avila • Segovia • Saragozza • lourdes
• Genova • Cinque terre • Padova • Medjugorje
• San Giovanni rotondo •loreto •Cascia • assisi
• roma
Altre tappe principali del tour:
• toledo • Carcassonne • avignone • dubrovnik
LA TERRA SANTA CON
28 SetteMbre-15 ottobre 2026 con Padre Pasquale Pizzoferro
Tappe principali del viaggio:
• Petra • Mar Morto • amman • Monte tabor
• nazareth • Cana • Haifa • Jericho • betlemme
• Gerusalemme • luxor • il Cairo • Museo egizio • Giza
Altre tappe principali del tour:
della
Care
alla griglia servite con cipolle dorate e patatine, fragranti mini meat pies e una ricca selezione di dolci hanno soddisfatto ogni palato. Tra le specialità più apprezzate, le iconiche lamington al cioccolato ricoperte di cocco, vero simbolo della tradizione dolciaria australiana. La sua musica ha invitato molti a cantare, battere le mani e lasciarsi trasportare dall’allegria. Tra i partecipanti, ha suscitato emozione la presenza della centenaria Ca-
terina Mauro, esempio vivente di entusiasmo e partecipazione alla vita comunitaria. Grande soddisfazione è stata espressa da Maria Grazia, coordinatrice delle attività della CNA Care Services, che ha ringraziato volontari e ospiti per aver contribuito alla riuscita dell’iniziativa. Prima dei saluti finali, ha invitato tutti al prossimo appuntamento: la festa di San Valentino, in programma mercoledì 11 febbraio al Community Centre di Carnes Hill.
• Madaba • Wadi rum • Jerash • tabgha Padre Pasquale Pizzoferro
Per prenotazioni e informazioni rivolgersi a: iatour t ravel primo piano 125 ramsay Street, Haberfield (02) 9799 3222 - Melbourne tel. tony i nzerra 0407 056 021 www.viatour.com.au oppure viatour@viatour.com.au
Padre Savino bernardi
V. Maimone, G. Auteri, S. Maimone, M.G. Storniolo
M. Amendolea, R. Volona., R. Marando, R. Iogha, C. Costantino, G. Perre
I partecipanti intonano l'inno nazionale "Advance Australia Fair"
C. Mauro, T. Castriani, A. Rinaldi, G. Battaglia, E. Bonvino, M. Di Natale
Coniugi La Rosa, Coniugi D'Angora, F. Cignarella
CNA
Services. Salsicce
Padre Anthony Fregolent CS Cittadino dell’Anno a Fairfield
Il Comune di Fairfield e il sindaco Frank Carbone hanno annunciato che Padre Anthony Fregolent, missionario scalabriniano, è stato insignito del titolo di Cittadino dell’Anno 2026. Il riconoscimento premia la sua straordinaria dedizione pastorale e il contributo offerto per oltre cinquantacinque anni alla crescita spirituale e sociale della comunità di Fairfield e dell’Australia multiculturale.
Nato a Sernaglia della Battaglia, un piccolo villaggio nella provincia di Treviso, circa 60 chilometri a nord di Venezia, Father Fregolent entrò in seminario negli anni Sessanta. Dopo aver completato gli studi di filosofia in Italia, fu inviato negli Stati Uniti per quattro anni di formazione teologica. A soli 25 anni venne ordinato sacerdote a Venezia da Monsignor Albino Luciani, allora Vescovo di Vittorio Veneto e futuro Papa Giovanni Paolo I, il “papa del sorriso”. Dopo un periodo pastorale a Wollongong, servì come cappellano nelle parrocchie multiculturali di Fitzroy e Carl-
ton, nell’Arcidiocesi di Melbourne. In quegli anni iniziò anche la sua collaborazione con la nuova emittente SBS Television, dove condusse programmi religiosi e celebrò la Messa domenicale in diretta, guadagnandosi l’affettuoso soprannome di The Radio Priest.
Nel 1992 si trasferì ad Adelaide e, dal 2003, ha continuato la sua missione nel western Sydney, operando nelle parrocchie di Mount Pritchard, Cabramatta (Sacred Heart Church) e Punchbowl (St Jerome’s).
Il 1° giugno 2008 fu nominato primo parroco a Mount Pritchard, dove continua a servire come cappellano degli italiani, con immutato entusiasmo, promuovendo iniziative sociali, dopo aver rinnovato le strutture parrocchiali e accompagnato con compassione le comunità migranti della zona.
“La dedizione di Father Fregolent rappresenta lo spirito autentico di Fairfield – ha dichiarato il sindaco Carbone – una città fondata sulla solidarietà, l’accoglienza e l’impegno reciproco.”
Sam Volpe a Radio Maria
Sam Volpe, storico barbiere italiano trapiantato in Australia, ha visitato recentemente gli studi di Radio Maria a Leichhardt, condividendo la sua esperienza di vita e di fede con Felice Montrone, rappresentante in loco della storica emittente cattolica.
Durante l’incontro, Volpe ha letto alcune preghiere del mattino e ha raccontato il suo percorso personale, partito dal piccolo paese lucano di Marsico Nuovo, in provincia di Potenza.
Arrivato in Australia nel 1964, Volpe ripercorre il viaggio in nave che lo ha portato da Napoli, passando per Messina, Malta e il Canale di Suez, fino a Sydney. Già esperto barbiere in Italia, ha dovuto adattarsi ai nuovi strumenti e stili locali, imparando l’uso della macchinetta e conquistando rapidamente una clientela affezionata. Dopo aver completato l’apprendistato e il Technicollege locale, nel 1970 ha acquistato il
Two Italians Citizens of the Year at Canada Bay
The 2025 Citizen of the Year Awards, presented on 26 January 2026, shone a spotlight on two outstanding Italian-Australian community figures whose dedication has left a lasting mark across Sydney’s inner west and sporting landscape: Natalino “Nat” Bongiorno, named Citizen of the Year, and Santino Grieco, awarded Sports Citizen of the Year.
Recognised for their quiet leadership, tireless volunteerism and unwavering commitment to others, both men exemplify the values of service, solidarity and community spirit that sit at the heart of the awards.
For many years, Nat Bongiorno has worked behind the scenes to support those facing hardship, often without seeking recognition. As a founding committee member of the Foundation for A Bloody Great Cause, he has played a pivotal role in backing the Haematology Clinical Research Unit at Concord Hospital. Serving as a volunteer committee member, Director and Secretary, Bongiorno’s planning skills and hands-on approach have helped the Foundation raise more than $1.8 million for blood cancer clinical trials, delivering hope and life-saving opportunities to patients and families.
His commitment extends well beyond healthcare. Bongiorno has been a driving force behind regular feeding programs in Sydney’s CBD and locally, bringing together volunteers, food suppliers and community partners to ensure people experiencing homelessness receive not only meals, but dignity and human connection.
A strong advocate for collaboration between business and community, he has also served as Vice President of the Majors Bay Chamber of Commerce for eight years, helping guide strategic direction and encouraging local businesses to play an active role in community life.
Honoured as Sports Citizen of the Year, Santino Grieco has devoted more than 30 years to grassroots football, ensuring young people can participate in a safe, inclusive and well-run sporting environment.
tion and high standards. His contribution also spans many years with the Canterbury District Soccer Football Association, where he has volunteered with fairness, integrity and a deep focus on player wellbeing and development. Beyond the formal roles, Grieco’s true legacy lies in the lives he has touched—mentoring gener-
ations of young players, instilling values of respect, teamwork and discipline that extend far beyond the field.
Together, Bongiorno and Grieco stand as powerful examples of how dedication, compassion and service can strengthen communities and inspire future generations.
Di Pasqua segretario ombra
Stephanie Di Pasqua MP, Member for Drummoyne, has been appointed as NSW Shadow Parliamentary Secretary for Health and Shadow Parliamentary Secretary for Jobs and Small Business. The appointment strengthens her role in supporting the NSW Opposition and advocating for better outcomes across communities statewide.
Di Pasqua, who has long been motivated by a commitment to serve her constituents, said the role allows her to expand that focus.
qua will collaborate with The Hon. Sarah Mitchell MLC, Shadow Minister for Health; Mr Gurmesh Singh MP, Shadow Minister for Small Business; and Ms Eleni Petinos MP, Shadow Minister for Jobs. She emphasised her commitment to developing practical, credible policies, strengthening frontline health services, supporting employment, and easing pressures on local businesses.
primo negozio, gestendolo con successo per trenta anni. La sua carriera è proseguita fino al 2000 con un secondo salone, totalizzando oltre cinquant’anni di attività sulla Paramatta Road.
Volpe ha espresso grande apprezzamento per gli studi di Radio Maria, trovandoli “ben attrezzati e organizzati”, scoprendo che le trasmissioni locali coprono Sydney e Melbourne, mentre in varie fasce orarie avviene il collegamento diretto con l’Italia. La visita è stata anche l’occasione per ricordare la sua esperienza di fede condivisa con amici in Italia, da sempre ascoltatori dell’emittente.
L’incontro con Sam Volpe ha offerto agli ascoltatori uno spaccato vivido della storia dell’emigrazione italiana in Australia e del ruolo che la fede, la comunità e le radici culturali continuano a svolgere nella vita quotidiana degli italiani all’estero.
For over 25 years, Grieco has served as Secretary of Inter Lions Football Club, earning a reputation as the first to arrive and the last to leave. His steady presence and meticulous care have been central to the club’s smooth opera-
“At a time when cost-of-living pressures are placing real strain on household budgets, people expect a government that focuses on what matters most: accessible healthcare, secure jobs and a strong small business sector that supports local communities,” she said. In her new position, Di Pas-
Highlighting challenges under the Labor government, Di Pasqua pointed to hospital strains, rising business costs, and missed infrastructure opportunities. She said she will ensure community feedback is central to policy work, contributing to a strong, united Opposition under the leadership of Kellie Sloane and offering a credible alternative government for NSW families and small businesses.
a scuola
Open Day della Marco Polo una vetrina di lingua e la cultura
italiana
Si è svolto lo scorso sabato 24 gennaio l’Open Day della Marco Polo – The Italian School of Sydney, un appuntamento pensato per le famiglie e gli studenti interessati a conoscere da vicino una delle realtà educative più rappresentative della comunità italiana nel Nuovo Galles del Sud. La giornata ha offerto un’occasione concreta per esplorare l’approccio didattico della scuola e il suo ruolo nella promozione della lingua e della cultura italiana in un contesto scolastico moderno e inclusivo.
Fin dalle prime ore del mattino, i visitatori sono stati accolti negli spazi della scuola da docenti e volontari, pronti a guidarli in un percorso alla scoperta dell’offerta formativa, dei programmi linguistici e delle numerose attività culturali proposte durante l’anno. Le famiglie hanno potuto assistere a dimostrazioni pratiche in aula, incontrare gli insegnanti e dialogare direttamente con lo staff amministrativo, ricevendo informazioni sui corsi per bambini, ragazzi e adulti, nonché sulle certificazioni linguistiche riconosciute a livello internazionale.
L’Executive Officer Giovanni Testa ha sottolineato come la Marco Polo continui a rappresentare “un punto di riferimento per la promozione della lingua italiana e per il rafforzamento del legame culturale tra l’Italia e l’Australia”. Un impegno che si riflette non solo nella qualità dell’insegnamento, ma anche nella capacità della scuola di creare una vera e propria comunità educativa, aperta e multiculturale. Particolare attenzione è stata dedicata alla presentazione delle iniziative legate al Marco Polo Award for Excellence in Italian Language and Culture in NSW Schools, un progetto che valorizza l’impegno degli studenti delle scuole del New South Wales nello studio dell’italiano e che negli anni ha contribuito a rafforzare la presenza della lingua italiana nel panorama educativo statale. Non sono mancati momenti conviviali, con uno spazio dedicato alla socializzazione tra
famiglie, studenti e staff, accompagnato da un rinfresco che ha richiamato i sapori della tradizione italiana. Un’occasione informale ma significativa per consolidare rapporti e creare nuove connessioni all’interno della comunità.
In vista del 2026, la scuola ha inoltre presentato in anteprima l’articolazione dei nuovi corsi, pensati per rispondere alle diverse esigenze della comunità. L’offerta includerà programmi di italiano per la prima infanzia, corsi per la scuola primaria e secondaria, percorsi di potenziamento linguistico per studenti delle High Schools, nonché classi
serali per adulti e professionisti. Particolare rilievo sarà dato ai corsi di preparazione alle certificazioni CILS e agli esami HSC in italiano, affiancati da laboratori di conversazione, cultura, storia e tradizioni italiane.
L’Open Day del 24 gennaio si è così confermato come una vetrina dell’offerta didattica della Marco Polo e come un momento di valorizzazione dell’identità culturale italiana a Sydney, sottolineando l’impegno continuo della scuola nella formazione linguistica e culturale delle nuove generazioni, con uno sguardo rivolto al futuro.
Firmato Protocollo Dante -MIT
Presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministro Giuseppe Valditara e il Presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi hanno siglato un Protocollo d’intesa che impegna le due istituzioni per la promozione e la diffusione congiunta della lingua, della letteratura e della cultura italiana nel sistema educativo nazionale e internazionale.
“Il Protocollo d’intesa con la Società Dante Alighieri – ha dichiarato il Ministro Valditara a margine dell’incontro – è stato da me fortemente voluto per rafforzare l’impegno alla divulgazione e alla diffusione della lingua e della cultura italiana nelle scuole, in Italia e all’estero. La lingua italiana è un elemento fondamentale della nostra identità.”
“Con il Protocollo d’intesa che abbiamo firmato il 15 gennaio – ha commentato il Presidente Riccardi – la Dante e il Ministero dell’Istruzione e del Merito promuovono una nuova diplomazia della scuola e della cultura; non solo attraverso valori già condivisi, per esempio con la formazione degli insegnanti, ma anche su basi nuove per diffondere l’italofonia e i suoi valori in Italia e nel mondo.”
L’accordo nasce con l’idea di consolidare il legame tra scuola e patrimonio culturale nazionale, rafforzare l’inclusione e la cittadinanza linguistica e creare opportunità di crescita professionale per i docenti, per una scuola più aperta al confronto internazionale e meglio attrezzata per rispondere alle sfide educative contemporanee. Tra gli obiettivi del documento ci sono il rafforzamento delle competenze linguistiche degli studenti, attività per la formazione degli insegnanti e per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Tra le azioni culturali spicca il Dantedì che si celebra il 25 marzo di ogni anno, quando le scuole di ogni ordine e grado aderiscono con progetti e iniziative alla giornata dedicata al Sommo Poeta, padre della lingua italiana e figura altamente rappresentativa della cultura e dell’identità del nostro Paese. Oltre all’organizzazione congiunta di concorsi sulla lingua italiana, di azioni didattiche e formative letterarie e culturali italiane e di promozione interculturale, l’accordo prevede anche gemellaggi scolastici Italia-estero, attività formative e informative per docenti e istituti.(Inform)
Una famiglia di italo-australiani che investono su lingua e cultura
Docenti e amici della Marco Polo presenti all'Open Day
Una coppia interessata ai corsi della Marco Polo
Il Maestro Tony Gagliano allieta i partecipanti all'Open Day
Emilia Adorna, Emma Giudice e Marcus Igual
Al lora! a scuola
NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 151
Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni semplici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.
L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’anno la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.
1 Lo Specchio di
Wisława Szymborska
1. Ho pochi amici.
2. Ho poche amiche.
3. Vado sempre in chiesa con la bicicletta.
4. Chiamami domani sera perché ti devo dire una cosa.
5. Metti le caramelle nella cesta. Cerchia ge e gi e sottolinea ghe e ghi
1. Gennaro fa una gita in campagna.
2. Noi paghiamo le tasse.
3. Le margherite sono bianche.
4. Faccio un giro in motorino e mangio il gelato.
Sì, mi ricordo quella parete nella nostra città rasa al suolo. Si ergeva fin quasi al sesto piano. Al quarto c’era uno specchio, uno specchio assurdo, perché intatto, saldamente fissato. Non rifletteva più nessuna faccia, nessuna mano a ravviare chiome, nessuna porta dirimpetto, nulla cui possa darsi il nome “luogo”. Era come durante le vacanze: vi si rispecchiava il cielo vivo, nubi in corsa nell’aria impetuosa, polvere di macerie lavata dalla pioggia, lucente, e uccelli in volo, le stelle, il sole all’alba. E così, come ogni oggetto fatto bene, funzionava in modo inappuntabile, con professionale assenza di stupore.
The Mirror
di Wisława Szymborska
Yes, I remember that wall in our demolished town. It jutted almost up to the fifth floor. A mirror hung on the fourth, an impossible mirror, unshattered, firmly attached. It didn't reflect anybody's face, no hands arranging hair, no door across the room, nothing you could call a place. As if it were on vacation— the living sky gazed in it, busy clouds in the wild air, the dust of rubble washed by shining rains, birds in flight, stars, sunrises. And like any well-made object, it functioned flawlessly, with an expert lack of astonishment.
La poetessa polacca Wisława Szymborska, (1923–2012) Premio Nobel per la Letteratura, 1996, è diventata un’autrice di culto anche in Italia, grazie alle sue opere pubblicate da ADELPHI.
La sua poesia affronta temi universali come l’amore, la morte e la vita quotidiana, esplorando spesso ciò che appare insignificante e trasformandolo in versi di sorprendente lucidità e delicatezza. Lo stile colloquiale, apparentemente semplice, nasconde una profondità riflessiva unica. Un esempio emblematico è
la poesia “Lo Specchio”, in cui Szymborska descrive un oggetto comune trasformato in simbolo di memoria e assenza. Lo specchio non riflette più volti o luoghi familiari, ma cattura il cielo, le nuvole, le macerie e il tempo che passa, mostrando la realtà in modo poetico e straniante.
La poesia rivela la capacità della poetessa di cogliere l’essenza nascosta delle cose e trasmettere con leggerezza e ironia una riflessione sulla vita, sull’assenza e sulla persistenza della bellezza. Mariano Coreno
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Terre rare e geopolitica: l'Australia in Groenlandia
Una miniera di terre rare nel sud della Groenlandia è diventata il punto di intersezione tra interessi industriali, tensioni diplomatiche e nuove dinamiche dell’ordine globale. Al centro della vicenda c’è Energy Transition Minerals (ETM), società australiana quotata all’ASX, che punta a sviluppare il progetto Kvanefjeld, descritto dall’azienda come potenzialmente il più grande produttore di terre rare del mondo occidentale.
Questi minerali sono considerati strategici per l’elettronica avanzata e la mobilità elettrica, settori su cui gli Stati Uniti cercano di ridurre la dipendenza dalla filiera cinese. Non a caso, ETM ha ingaggiato lobbisti a Washington e ex diplomatici in Danimarca e Australia per muoversi in un contesto definito dalla stessa azienda “complesso e volatile”.
La Groenlandia, territorio semi-autonomo della Danimarca con una popolazione di circa 57 mila abitanti, è finita sotto i riflettori anche per le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump. Una presa di posizione
CAPRICORNO
22 Dicembre - 20 Gennaio
che ha alimentato il dibattito internazionale e accresciuto la sensibilità politica attorno al progetto minerario.
Lo sviluppo di Kvanefjeld è bloccato dal 2021, quando un governo socialista groenlandese, eletto su una piattaforma contraria alla miniera, ha sospeso l’iter autorizzativo avviato dall’esecutivo precedente. ETM ha reagito avviando un’azione legale presso un tribunale a Copenaghen, sostenendo che una legge retroattiva abbia fermato ingiustamente il progetto. La prima udienza, secondo l’amministratore delegato Daniel Mamadou, non è ancora stata fissata nella capitale Nuuk.
Mamadou ha riconosciuto che la controversia geopolitica ha inciso sulla volatilità del titolo in Borsa, collocando Kvanefjeld “all’incrocio tra minerali critici, capitali e politica internazionale”. Pur evitando di commentare direttamente le mosse di Washington, il dirigente ha lanciato un appello al Ministero groenlandese delle Materie Prime per riaprire il dialogo e trovare una soluzione negoziata.
La settimana si chiude con risultati concreti, frutto di impegno e disciplina. Sul lavoro puoi tirare le somme e valutare i prossimi passi. In amore serve più presenza emotiva. Il fine settimana è ideale per rallentare e ricaricare le energie, senza sensi di colpa.
ACQUARIO
21 Gennaio - 19 Febbraio
Clima più leggero e stimolante. Le relazioni sociali portano spunti interessanti, anche sul lavoro. In amore cresce il bisogno di libertà e autenticità. Il fine settimana favorisce incontri, idee nuove e conversazioni fuori dagli schemi. Segui l’istinto, ma resta coerente.
PESCI
20 Febbraio - 20 Marzo
Sensibilità accentuata, ma anche maggiore consapevolezza. La chiusura di settimana invita a lasciare andare ciò che pesa. In amore è il momento di chiarire emozioni non dette. Il weekend favorisce il riposo, la creatività e il contatto con ciò che ti fa stare bene e ti rende felice.
Rialzo dei interessi RBA, le banche in allerta
Le principali banche australiane iniziano a muoversi sul fronte dei tassi di interesse, anticipando una possibile stretta da parte della Reserve Bank of Australia (RBA) già nella riunione di febbraio. Commonwealth Bank (CBA) e National Australia Bank (NAB), due dei “Big Four”, hanno infatti annunciato aumenti sui tassi dei depositi a termine e, in alcuni casi, sui mutui a tasso fisso, segnalando che il mercato si sta preparando a un rialzo del tasso ufficiale di riferimento.
NAB ha portato il rendimento del deposito a un anno al 4,25 per cento, con un incremento di 0,15 punti percentuali, segnando il secondo aumento nel giro di poche settimane. A questa mossa si è affiancata Commonwealth Bank, che ha innalzato la propria offerta speciale per i depositi a termine annuali allo stesso livello, rafforzando al contempo i rendimenti per scadenze comprese tra i 18 e i 23 mesi.
Non solo risparmiatori, ma anche mutuatari iniziano a sentire l’impatto delle nuove aspettative sui tassi. Commonwealth Bank ha recentemente ritoccato verso l’alto i tassi fissi per i mutui destinati ai proprietari di casa, con aumenti fino a 0,70 punti percentuali. Il tasso fisso più basso offerto dalla banca si attesta ora al 5,79 per cento per un periodo di due anni.
Secondo Sally Tindall, direttrice degli insight di Canstar, si tratta di un cambio di passo significativo rispetto allo scorso anno, quando le offerte a due anni scendevano sotto la soglia del cinque per cento, sottolineando come negli ultimi trenta giorni ben 34 istituti abbiano aumentato almeno un tasso fisso e 33 abbiano ritoccato i rendimenti dei depositi. Lo sguardo ora è puntato sulla
ARIETE
21 Marzo - 19 Aprile
Settimana intensa che si conclude con maggiore chiarezza. Sul lavoro alcune risposte arrivano, anche se parziali. In amore torna il dialogo dopo qualche tensione. Il fine settimana invita al movimento e allo svago, ma senza esagerare. Recupera energie prima di ripartire.
TORO
20 Aprile - 20 Maggio
riunione della RBA del 2 e 3 febbraio. Sia CBA che NAB prevedono un aumento di 25 punti base, che porterebbe il tasso di riferimento dal 3,60 al 3,85 per cento.
Gli economisti di Commonwealth Bank stimano che i dati sull’inflazione di dicembre mostreranno un’accelerazione al 3,8 per cento su base annua, raffor-
zando l’ipotesi di un intervento della banca centrale.
Le ricadute per le famiglie potrebbero essere immediate. In caso di rialzo e di trasferimento dell’aumento sui mutui, un proprietario con un debito di 600.000 dollari e 25 anni di durata residua vedrebbe crescere la rata mensile di circa 90 dollari.
MPS Power Struggle Deepens
Tensions are rising at Monte dei Paschi di Siena as chief executive Luigi Lovaglio and prominent investor Francesco Gaetano Caltagirone clash over the bank’s strategic direction. According to the Financial Times, the dispute centres on a proposed full merger between MPS and Mediobanca, a move that would place Mediobanca’s 13 per cent stake in
dal 30 Gennaio al 2 Febbraio 2026
CANCRO
22 Giugno - 23 Luglio
Le emozioni si fanno più intense, ma anche più chiare. È il momento di ascoltarti senza giudizio. Sul lavoro rallenta e osserva dove stai andando. In amore, un gesto sincero rafforza il legame. È tempo ideale per stare con chi ti fa sentire al sicuro e goderti un po di pace.
La stabilità torna protagonista. Sul lavoro senti di avere maggiore controllo delle situazioni. In amore prevale il desiderio di tranquillità e sicurezza. I prossimi giorni sono ideali per dedicarti alla casa, agli affetti e a piccoli piaceri che ristabiliscono l’equilibrio interiore.
GEMELLI
21 Maggio - 21 Giugno
Chiusura di settimana vivace, con scambi e contatti stimolanti. Le idee sono tante, ma vanno selezionate. In amore evita parole impulsive. Un buon tempo per socialità e leggerezza, ma cerca anche un momento di silenzio per fare chiarezza prima di riprendere una settimana frenetica.
LEONE
24 Luglio - 23 Agosto
La settimana si chiude con un ritrovato senso di fiducia. Sul lavoro puoi ricevere conferme o apprezzamenti. In amore la passione cresce, ma va gestita con equilibrio e rispetto. Il prossimi giorni ti serviranno a divertirti e a riscoprire il piacere della condivisione.
VERGINE
24 Agosto - 22 Settembre Chiusura ordinata e produttiva. Riesci a sistemare questioni rimaste in sospeso. In amore potresti essere più riflessivo del solito il che non è male di tanto in tanto. Il weekend favorisce il riposo mentale e la cura del corpo. Concediti una pausa senza pensare agli impegni futuri.
insurer Generali under MPS control. The shift could significantly weaken Caltagirone’s influence within Generali while strengthening Lovaglio’s hand, including the option to sell the holding. The standoff has also raised governance concerns ahead of the board’s mandate expiry in April, with regulators closely monitoring developments.
BILANCIA
23 Settembre - 22 Ottobre
Le relazioni tornano al centro. È il momento giusto per ristabilire armonia e dialogo. Sul lavoro evita decisioni affrettate. In amore, equilibrio e ascolto fanno la differenza. Tempo per dire di sì ad incontri piacevoli e momenti di leggerezza condivisa con chi ti vuole bene.
SCORPIONE
23 Ottobre - 22 Novembre
Settimana intensa che si chiude con maggiore lucidità. Sul lavoro comprendi meglio le dinamiche intorno a te. In amore, emozioni profonde richiedono sincerità. Il weekend invita a lasciar andare tensioni e a rigenerarti, anche attraverso il silenzio. Una gita fuori porta sarebbe l'ideale.
SAGGITTARIO
23 Novembre - 20 Dicembre
Desiderio di evasione e nuove prospettive. La chiusura di settimana porta idee stimolanti. In amore senti il bisogno di libertà, ma senza rompere equilibri importanti. Il fine settimana favorisce movimento, viaggi brevi o attività che allargano gli orizzonti per ragionare meglio sul futuro.
Dottrina cristiana fondamento per l'occidente
Nel suo messaggio all’Europa, Papa Leone XIV ha lanciato un forte richiamo al valore della Dottrina cristiana come fondamento imprescindibile per il futuro dell’Occidente. In un testo firmato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il Pontefice ha indicato con chiarezza che la pace, la giustizia e la prosperità non possono essere costruite prescindendo da verità condivise e da valori radicati nella tradizione cristiana.
Leone XIV ha messo in guardia
da una crisi culturale profonda che attraversa oggi l’Occidente, segnata dalla crescente difficoltà di riconoscere l’esistenza di valori universali.
Una difficoltà che, secondo il Papa, nasce dalla diffusione del relativismo e dalla tendenza a ridurre la verità a una semplice opinione soggettiva. In questo contesto, ha sottolineato, la religione viene spesso relegata ai margini del dibattito pubblico, come se non avesse nulla da offrire al bene comune.
Savina, nobildonna
Il Pontefice è stato netto: nessuna società, e ancor meno un intero continente, può vivere in pace senza riferimenti condivisi che orientino le scelte politiche, sociali ed economiche. Senza una verità riconosciuta, ha osservato, anche i concetti di giustizia, dignità umana e solidarietà rischiano di svuotarsi di significato e di diventare strumenti mutevoli, piegati alle convenienze del momento.
Richiamando l’insegnamento di san Giovanni Paolo II nell’enciclica Centesimus annus, Papa Leone XIV ha ribadito che non esiste vero progresso senza il rispetto del diritto originario dell’uomo a conoscere la verità e a vivere secondo essa. È questo, ha lasciato intendere il Pontefice, il contributo decisivo che il pensiero cristiano può offrire all’Occidente contemporaneo.
Il messaggio di Leone XIV si configura così come un appello a riscoprire le radici cristiane dell’Europa e dell’Occidente, non per nostalgia del passato, ma per ritrovare basi solide su cui costruire un futuro di pace autentica e duratura.
milanese custode di fede
Santa Savina Matrona è una figura luminosa del cristianesimo delle origini in area ambrosiana, esempio di fede coraggiosa e di carità vissuta nel silenzio e nel rischio. Nata a Milano tra il 260 e il 267 d.C., apparteneva alla nobile famiglia dei Valerii, una delle più illustri della città. In età adulta andò in sposa a un patrizio di Laus Pompeia (l’attuale Lodi Vecchio), forse appartenente alla famiglia dei Trissino, ma rimase presto vedova.
La sua vita cambiò radicalmente durante l’ultima e più dura persecuzione contro i cristiani, voluta dall’imperatore Dioclezia-
no all’inizio del IV secolo. Profondamente cristiana, Savina si dedicò con generosità alle opere di religione e di carità, sostenendo i fedeli perseguitati e offrendo rifugio e sepoltura ai martiri. Tra questi, i santi Nabore e Felice, soldati della legione tebana, decapitati a Laus Pompeia tra il 300 e il 304 per aver rifiutato di rinnegare la fede cristiana.
Con grande rischio personale, Savina fece seppellire di nascosto i corpi dei due martiri nella propria casa. Cessata la persecuzione, organizzò solennemente la traslazione delle loro reliquie a Milano. Il trasporto, avvenuto
probabilmente il 18 maggio 310, si svolse alla presenza dei figli dell’imperatore, segno del mutato clima politico e religioso. I corpi di Nabore e Felice furono deposti nella cappella gentilizia dei Valerii, divenendo presto oggetto di venerazione.
Secondo una tradizione popolare, Santa Savina avrebbe traslato anche altre reliquie dei martiri della legione tebana nascondendole in una botte. Fermata alle porte di Milano dalle guardie, dichiarò che la botte conteneva miele; quando le guardie la controllarono, vi trovarono davvero del miele. Da questo episodio deriverebbe il nome di Melegnano.
Dopo una vita spesa nella preghiera, nelle veglie e nella carità, Santa Savina morì tra il 311 e il 317 e fu sepolta accanto ai “suoi” martiri. Nel 1798 le sue reliquie, insieme a quelle dei santi Nabore e Felice, furono traslate nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, dove a Santa Savina è dedicata una cappella. La Chiesa ambrosiana ne celebra la memoria il 30 gennaio, ricordandola come modello di fede operosa e di silenzioso eroismo cristiano.
Bp. Suetta on Abortion Law
By Ermes Dovico @La Nuova BQ
Every evening at 8 p.m., a bell rings atop the Curia of San Remo, a solemn reminder of the lives lost to abortion. Installed on December 28, 2025—the Feast of the Holy Innocents— the “bell for unborn children” was initiated by Monsignor Antonio Suetta, bishop of Ventimiglia-San Remo. The initiative is both a spiritual call to prayer and a public statement against Italy’s Law 194, which regulates abortion.
The bell serves primarily as a call to prayer: for unborn children, for mothers, and for all those involved in abortion, whom the Church calls to conversion. Suetta stresses that the initiative is not intended to condemn women but to help them recognize the weight of their choices and to open a path toward spiritual healing. As he explains, a woman facing abortion often carries a heavy burden, sometimes without full awareness of it. The bell, he says, can help her acknowledge this reality, fostering reflection and the possibility of renewal and liberation from guilt.
Supporting the bishop, Don Giorgio Bellei, parish priest in Modena, has launched a parallel initiative. Since January 16, his parish bell rings daily at 8 p.m., accompanied by prayers for the unborn. Bellei has called on the faithful to recite three prayers each evening: the Angel of God, a Gloria Patri, and an Ave Maria. These prayers honor the angels of the aborted children, reaffirm God’s exclusive authority over life, and ask for the intercession of the Virgin Mary, who knows human suffering and can guide souls toward conversion. Bellei stresses that the Church must speak truthfully, even when its message challenges political correctness, noting that clear teaching attracts and forms committed believers.
The initiative has drawn mixed reactions. Mons. Suetta reports receiving hundreds of emails expressing solidarity and heartfelt testimonies.
At the same time, he acknowledges sporadic opposition, often from young people he describes as misinformed or ill-prepared to engage with the issue. Among Italian bishops, only a few—mostly emeriti— have publicly expressed support. Mons. Vincenzo Paglia, former president of the Pontifical Academy for Life, has
distanced himself from the initiative, prompting Suetta to respond wryly: “To keep the fire of true fraternity burning, you need good, solid wood—not straw, or the flame dies quickly.”
Mons. Suetta emphasizes that opposition to abortion transcends religious belief. “That abortion is homicide is not a question of faith; it is an incontrovertible fact,” he says. Life begins at conception, he insists, and no medical authority can deny it. From this perspective, the state has no legitimate authority to decide over the lives of innocent, defenseless humans. He calls for a reconsideration of laws that permit abortion, describing Law 194 as “unjust and inequitable.”
The bishop also highlights the dual dimension of abortion: personal and societal. Individual cases require pastoral care through confession, spiritual direction, and formation of conscience. Societal approval, however, represents an attempt to supplant God, turning moral wrong into legal right. When this occurs, the moral gravity is compounded, as the law legitimizes what is intrinsically harmful. Suetta likens such laws to cancer in society, treatable only through adherence to divine and natural law. Ideologies that manipulate human conscience, whether under revolutionary communism, Nazism, or early Soviet abortion policies, illustrate the destructive potential of such legal frameworks.
The bell in Sanremo has thus become more than a memorial. It is a symbolic act of cultural and moral resistance, a public call for reflection, and a reminder of the Church’s duty to proclaim uncomfortable truths. For Mons. Suetta, defending the unborn is not only a religious obligation but a universal ethical imperative. “Protecting life from conception is a duty for all, believers and non-believers alike,” he asserts. “The natural right to life is universal and inviolable.”
Through the daily tolling of the bell, Suetta and his supporters hope to awaken conscience, encourage repentance, and inspire society to reconsider its stance on abortion. In doing so, they aim to turn mourning into a call for justice, prayer, and moral accountability, reaffirming the Church’s commitment to defending life at its most vulnerable.
Cinguetti, una voce gentile che conquistò l’Europa
Nata il 20 dicembre 1947 a Verona, Gigliola Cinquetti è una delle figure più eleganti e riconoscibili della musica italiana. Il suo nome è legato indissolubilmente a una delle pagine più luminose della nostra canzone, ma la sua carriera racconta molto di più: talento precoce, sensibilità interpretativa e una presenza scenica capace di attraversare le epoche con grazia.
Il grande pubblico la scoprì nel 1964, quando, appena sedicenne, vinse il Festival di Sanremo con “Non ho l’età (per amarti)”. Il brano, delicato e romantico, colpì per la purezza della voce e l’interpretazione intensa ma misurata della giovane cantante.
Nello stesso anno, Cinquetti portò la canzone all’Eurovision Song Contest, conquistando il primo posto e diventando la prima artista italiana a vincere la competizione. Fu un trionfo che la rese celebre in tutta Europa e segnò l’inizio di una carriera internazionale.
“Non ho l’età” divenne un simbolo di innocenza e sentimento in un’epoca di profondi cambiamenti sociali. La figura di Gigliola Cinquetti, con il suo stile sobrio e la sua voce limpida, rappresentava una femminilità diversa da quella più audace che si sarebbe affermata negli anni successivi:
una femminilità dolce, ma non fragile, capace di emozionare senza eccessi.
Negli anni seguenti, Cinquetti consolidò il suo successo con brani come “Dio, come ti amo”, presentato a Sanremo nel 1966, e partecipò a numerosi festival e trasmissioni televisive in Italia e all’estero. La sua carriera non si limitò alla musica: divenne anche conduttrice televisiva e giornalista, mostrando una versatilità rara e una costante voglia di mettersi in gioco.
Nel 1974 tornò all’Eurovision con “Sì”, classificandosi seconda e confermando il suo legame speciale con la manifestazione europea. La sua voce, nel frattempo maturata, manteneva quella cifra stilistica fatta di eleganza, controllo e profondità emotiva.
Oggi Gigliola Cinquetti è considerata una vera ambasciatrice della canzone italiana nel mondo. La sua carriera, iniziata in giovanissima età, è diventata un esempio di longevità artistica costruita su qualità, coerenza e autenticità.
A distanza di oltre sessant’anni dal suo debutto, il suo nome continua a evocare un’idea di musica sincera e senza tempo, capace di parlare a generazioni diverse con la stessa, disarmante dolcezza.
Mango, ritratto di una voce
Angelina Mango, nata a Maratea nel 2001, è una cantautrice italiana cresciuta tra musica e palcoscenici. Figlia del cantautore Pino Mango e della cantante Laura Valente, ha respirato fin da bambina l’atmosfera dei concerti e delle sale di registrazione, sviluppando una sensibilità artistica personale e contemporanea. Dopo gli studi a Milano, ha iniziato a farsi conoscere dal grande pubblico nel 2022 partecipando al talent show Amici, dove ha colpito per la sua voce duttile e la forte presenza scenica.
Nel 2023 pubblica i primi singoli di successo, che la portano rapidamente nelle classifiche e nei principali festival estivi italiani. Il suo stile mescola pop, elettronica e cantautorato, con testi che raccontano identità, emozioni e crescita. La vittoria al Festival di Sanremo segna una tappa fondamentale nella sua carriera, consacrandola come una delle nuove protagoniste della musica italiana e aprendo la strada a progetti discografici e tournée di respiro internazionale.
Caterina Caselli, 60 anni di libertà in musica
Sono passati sessant’anni da quando una giovane ragazza dai capelli biondi a caschetto salì sul palco del Festival di Sanremo e cambiò, senza forse rendersene conto fino in fondo, il volto della musica leggera italiana. Era il 1966 e Caterina Caselli cantava per la prima volta “Nessuno mi può giudicare”, un brano destinato a diventare non solo un successo discografico, ma un vero simbolo generazionale.
All’epoca Caselli aveva appena vent’anni. Non era ancora la raffinata talent scout e produttrice che oggi tutti conoscono, ma una giovane interprete con una voce intensa e un’immagine moderna, lontana dagli schemi tradizionali della canzone melodica italiana. Quel caschetto biondo, ispirato alle mode inglesi, e quell’aria determinata la resero subito riconoscibile. Ma fu soprattutto la canzone a colpire nel segno.
Scritta da Daniele Pace, Mario Panzeri, Lorenzo Pilat e Miki Del Prete, “Nessuno mi può giudicare” raccontava una storia semplice ma rivoluzionaria per l’epoca: una donna che, dopo aver lasciato l’uomo che amava per seguire un’illusione, tornava sui suoi passi rivendicando il diritto di essere capita, non giudicata. In un’Italia ancora fortemente legata a rigi-
di codici morali, quel messaggio suonava audace. Per la prima volta, una voce femminile nella musica popolare chiedeva comprensione invece di perdono.
Il brano non vinse Sanremo, ma conquistò il pubblico in modo travolgente. Divenne uno dei singoli più venduti dell’anno e consacrò Caterina Caselli come una delle protagoniste della nuova stagione del pop italiano, insieme a nomi come Mina, Patty Pravo e Gianni Morandi.
La sua interpretazione, intensa ma misurata, univa eleganza e forza emotiva, aprendo la strada a un modo diverso di essere donna sul palco: più autonomo, più consapevole.
Sessant’anni dopo, “Nessuno mi può giudicare” continua a vivere. È stata reinterpretata, citata
al cinema, usata in spot pubblicitari e cantata da nuove generazioni che magari non conoscono tutta la storia, ma ne percepiscono ancora l’energia. Il suo titolo è entrato nel linguaggio comune, diventando quasi un motto, un’affermazione di libertà personale che va oltre la canzone stessa.
Anche il percorso successivo di Caterina Caselli sembra riflettere quello spirito.
Dopo una carriera di successo come cantante, ha saputo reinventarsi dietro le quinte, fondando una delle case discografiche indipendenti più importanti d’Italia e scoprendo talenti come Andrea Bocelli ed Elisa. Una donna che non ha mai smesso di credere nella forza delle scelte personali, proprio come diceva quella canzone del 1966.
Patty Pravo, La bambola panorama d'Italia
Nel 1968 una canzone cambiò per sempre l’immagine della donna nella musica leggera italiana.
Quel brano era “La bambola” e a interpretarlo fu una giovane artista destinata a diventare un’icona: Patty Pravo.
All’epoca Patty Pravo, nome d’arte di Nicoletta Strambelli, era già nota per il suo stile sofisticato e fuori dagli schemi, nato tra le atmosfere del Piper Club di Roma, tempio della musica beat.
Ma fu proprio “La bambola” a consacrarla definitivamente al grande pubblico. Presentata a Canzonissima nel 1968, la canzone esplose immediatamente, scalando le classifiche e vendendo oltre un milione di copie in poche settimane.
Scritta da Franco Migliacci e Bruno Zambrini, colpiva per un testo semplice ma potentissimo: una donna che rifiuta di essere trattata come un oggetto, come una “bambola” da usare e mettere da parte. “Tu mi fai girar, tu mi fai
girar / come fossi una bambola…” cantava Patty Pravo con un misto di dolcezza e fermezza, trasformando una storia d’amore finita in una dichiarazione di dignità e indipendenza.
In un’Italia ancora legata a modelli femminili tradizionali, quel messaggio suonava moderno, quasi rivoluzionario. Patty Pravo, con il suo sguardo magnetico, la voce sensuale e l’immagine elegante ma anticonformista,
divenne il volto di una nuova femminilità: libera, consapevole, padrona delle proprie scelte.
A distanza di decenni, “La bambola” resta uno dei brani più rappresentativi della musica italiana degli anni Sessanta. Non è solo un successo discografico, ma un simbolo culturale di emancipazione, che ha contribuito a rendere Patty Pravo una delle artiste più amate e riconoscibili della nostra canzone.
la pagina di Palmerini
L'Effetto farfalla e quella riflessione sulla teoria del caos
di Gabriella Izzi Benedetti
Presidente della Società Vastese di Storia Patria
Edward Lorenz, meteorologo e matematico statunitense, tenne nel 1972 una conferenza rivoluzionaria: “Può il batter d’ali d’una farfalla in Brasile provocare un tornado nel Texas?” Brasile e Texas appartengono, come sappiamo, a emisferi differenti e contrapposti.
La teoria del caos, derivata in gran parte dagli studi che Lorenz iniziò negli anni '60, diede origine alla suggestione dell’effetto farfalla; farfalla non come energia in sé, ma per quell’infinitesimo del calcolo matematico che una volta inserito nella sua totalità può modificare in modo imprevedibile la dinamica di situazioni ambientali, biologiche e perfino economiche; provocare in una scansione pressocché ripetitiva, interagendo con altre forze, alterando l’equilibrio atmosferico, perturbazioni di grossa portata.
Una delle tesi della teoria del caos, uno studio complesso che include l’effetto farfalla, è legata al concetto che il tempo atmosferico è parte dei sistemi caotici, non controllabili come un esperimento di laboratorio, con una cadenza influenzabile da perturbazioni lievissime in sviluppo, nel tempo. Il clima è un sistema articolato con una dipendenza sensibile alle condizioni iniziali che la determinano, tali da produrre crescenti variazioni; viene sconvolta la complessità dell’apparato climatico stesso. La teoria del caos trova risposte emblematiche in tragedie come quella di Hiroshima e Nagasaki, o della diga del Vajont, o la deforestazione dell’Amazzonia, ma gli esempi sono infiniti. Partendo da questo assunto gli esseri umani dovrebbero essere molto attenti a rispettare i ritmi dell'ambiente, quelli biologici, nella coscienza oramai acquisita dell’insieme, detto ecosi-
stema, che accomuna ogni formula terrestre, dagli organismi viventi a elementi non viventi come acqua, aria, luce, temperatura e non solo; un groviglio che determina scambi di materia ed energia, costruendo una struttura dinamica, in continuo equilibrio. È chiaro che molti eventi esulano dal nostro comportamento, ma sottovalutarne i segnali risulta sempre un grande errore.
Nella tarda primavera del ‘15 il vulcano Tambora, nell’isola Sumbawa nelle Indie olandesi, eruttò in forma così violenta da causare uno sconvolgimento climatico tra i più potenti, secondo i vulcanologi, dalla fine dell’Era glaciale. Un’esplosione, circa sessantamila morti. Da aprile a giugno circa 150 miliardi di metri cubi di roccia, cenere, lapilli, proiettati, si diffusero in tutto il globo. La nostra penisola non fu indenne, a Napoli freddo inusuale e nevicate anomale, a Vasto per le nevicate eccessive e i rapidi scongelamenti ci fu uno slittamento del terreno, una terribile frana. In Europa in particolare disastrate furono la Svizzera, la Germania sud occidentale e l’Irlanda. Il rentier cittadino spremeva il contadino lasciandogli solo quel che gli necessitava per sfamarsi … Quando un raccolto andava male se c’erano scorte a cui attingere queste si trovavano per lo più in città, nei granai pubblici o nelle case dei benestanti. … Ne derivava che in caso di carestia si assisteva al rifluire verso la città di turbe di miserabili contadini, affamati, cenciosi e sudici, che venivano a chiedere l’elemosina e magari a morire d’inedia sui selciati e sotto i portici cittadini”.
Situazioni diffuse in tutta Italia.
A Firenze il numero dei mendicanti era tale che il Comune istituì un ricovero di mendicanti. Il medico bergamasco Benaglio così scrive
(Della carestia, pp. 419 – 22): “Al principio di marzo crescendo la carestia vennero in città da tre mille poveri, la maggior parte de’ quali neri, arsicci, estenuati, deboli e mal condizionati … E questi poverelli che andavano vagando per la città, essendo distrutti dalla fame, deboli e mal condizionati, morivano di quando in quando per le strade, per le piazze, sotto il palazzo”. Chi non era disposto a mendicare vendeva il poco che aveva. E le giovani contadine si recavano dai parrucchieri a vendere le lunghe chiome, in un tempo in cui esisteva la sacralità della chioma femminile. Scrive lo storico Palma (Discorso eucaristico e coronale p. 11): “Chi non rimane colpito al numerare, su la bottega di un sol parrucchiere, trenta e più chiome, altre nere, altre bionde, recise dal capo d’inconsolabil villanelle, a picciol compenso?”. Viti e olivi erano divenuti infruttiferi. A Vicenza, Bergamo, Livorno e non solo la gente prese ad ammalarsi di pellagra. La mancanza di biade, erbe, ghiande, paglia fu nefasta per pecore capre e maiali. Le insufficienze proteiche, vitaminiche, di calcio, influirono pesantemente sul processo auxologico, diffondendo la piaga del rachitismo. La popolazione suppliva alla carestia del grano con il mais, o miscelando orzo, fave, ceci e altri tipi di legumi. Un miscuglio indigesto che provocava infiammazioni; talora in mancanza d’altro si univa al tutto la cicuta!
Il 1817, l’anno della paura, coniugò carestia ed epidemia di tifo esantematico, la cui origine restava oscura, anche se appariva sempre più chiaro il collegamento fra igiene, carenza alimentare, sovraffollamento. Dalla fine del 1816 il tifo petecchiale iniziò a diffondersi in alcune zone d’Italia. A Porto Recanati ne fa testimonianza il padre di Giacomo Leopardi, Gonfaloniere. La Capitanata ne fu infestata, Teramo non da meno. In particolare l’esercito di Napoleone allo sbando, dopo la sconfitta di Waterloo, fece strage: i soldati, con igiene scarsissima, spesso ammucchiati fra loro, divennero vittime e portatori. Il loro passaggio fu una vera calamità. Scrive Giuseppe Liberatore (Cenno storico medico di malattie epidemiche del 2° Abruzzo, p. 305) “… A’ poveri era rimasta la sol’acqua …e l’occupazione militare rapì i beni ch’eran de’ poveri … onde lo sterminio della povera gente per mezzo delle petecchie, pidocchi e fame”. Ecco dunque come un
evento singolo (anche se notevole) ha innescato un’immane tragedia, assemblando nella sua circolarità concause e relativi effetti. E noi, in questo momento così difficile e, diciamolo, caotico, di guerre e ribaltamenti politici, possiamo applicare lo stesso concetto di Lorenz? Può una guerra attivare un effetto a catena di cui non si può prevedere il finale? Per quel che stiamo vedendo, sì, poiché i conflitti si innestano in un groviglio di questioni economiche, interessi, ideologie che sfuggono al calcolo matematico, e se l’effetto farfalla in fisica, biologia, evolve in sistema caotico ma con all’interno scansioni amplificate ma replicanti, e con una deterministica conclusiva, essendo fenomeni naturali (perfino le peggiori epidemie come la peste si sono alla fine concluse), affidato alla mente umana ha una imprevedibilità difficile da model-
lare matematicamente. Perfino l’IA, ho letto, non è stata in grado di chiarire la situazione.
La geopolitica parla di “Caoslandia” per descrivere il caos creato da guerre, terrorismo e non solo. In sostanza se la teoria del caos si basa su calcoli matematici, le situazioni sociopolitiche sono anch’esse calcolabili? Il caos è andato oltre, si è innestato nelle relazioni internazionali. Il problema è gravissimo. Come anticipare il caos totale: con strategie preventive e diplomazia? Nella mia semplice logica sarebbe la strada giusta, unita al recupero dell’etica e della cultura; al rispetto dei diritti e doveri interpersonali, nazionali, internazionali, alla non violenza, al freno di appetiti di potere, profitti, e sarebbe lungo l’elenco, prima che qualcuno preso da raptus (ed elementi predisposti non ne mancano) inneschi lo sterminio globale.
Punto Invisibile: thriller psicologico-investigativo
di Goffredo Palmerini
Il punto invisibile, romanzo fresco di stampa di Francesca Lippi, è un thriller psicologico e investigativo che si apre con la morte improvvisa di Svetlana Orlova, una giovane donna trovata morta in una casa isolata del Mugello.
Quello che a prima vista sembra un delitto passionale nasconde invece un intreccio di segreti ed omissioni a livello internazionale. È questo evento ad innescare la spirale narrativa che trascina il lettore dentro un’indagine complessa, fatta di verità taciute e dettagli che sfuggono allo sguardo comune.
A raccogliere i primi fili della vicenda è Federica Filippi, giornalista dal carattere forte e determinato, capace di unire intuito, sensibilità ed una certa ostinazione che la porta a non accontentarsi mai delle versioni ufficiali. Federica non è un’eroina infallibile, è una donna che osserva, ascolta, collega, e soprattutto sente. La sua voce interiore è uno degli elementi più forti del romanzo. Accanto a lei si muove il capitano Berti, figura solida, concreta, con un senso del dovere che spesso si scontra con le zone grigie dell’indagine e con superiori che sovente gli mettono i bastoni tra le ruote. Il rapporto tra Federica e Berti è fatto di rispetto, tensione professionale e una sottile corrente emotiva che non invade mai la trama, ma la sostiene. Sono due sguardi diversi sul mondo,
due modi opposti di cercare la verità, che proprio per questo si completano.
La morte di Svetlana diventa così il punto di partenza per un percorso che attraversa fragilità personali, dinamiche di potere e, soprattutto, quel “punto invisibile” che ciascun personaggio porta dentro di sé: ciò che non si vede, ciò che non si dice, ciò che determina tutto.
La scrittura di Francesca Lippi è limpida, attenta ai dettagli, coinvolgente, capace di creare atmosfere sospese e di dare profondità psicologica ai personaggi, senza mai rallentare il ritmo narrativo. Il romanzo si muove con eleganza tra indagine e introspezione, costruendo una tensione che cresce pagina dopo pagina. Il punto invisibile è un’opera che intriga, unendo mistero, umanità e una forte capacità di osservazione. Un thriller che non si limita a raccontare un caso, ma esplora ciò che resta nascosto dietro le scelte, le paure e i silenzi. Francesca Lippi, senese, vive a Firenze. È insegnante, giornalista pubblicista ed autrice. Da anni si occupa di narrazione, educazione e progetti culturali dedicati prevalentemente alle donne e ai bambini. Ha pubblicato articoli, racconti e contributi editoriali, coniugando rigore professionale e sensibilità umana.
Il punto invisibile è il suo nuovo romanzo, un thriller psicologico che intreccia indagine, memoria e profondità emotiva.
IL REFERENDUM
Molto si sta parlando di questo “referendum”, del “SÌ” o del “NO”. Il pericolo è: in che modo la sinistra può influenzarci? Ogni appiglio può essere utile.
La sinistra è alla totale disperazione su come poter convincere il Popolo al “NO”.
Una vittoria del “SÌ” taglierebbe ogni appoggio della magistra-
TABÙ
SULL'ALBANIA DI SKANDERBEG
In Italia, di questi tempi, parlare di Albania è diventato motivo di accese discussioni, soprattutto quando il tema viene affrontato da pulpiti politici che si autoproclamano depositari di una superiore intelligenza giudicante, ma che spesso, nei fatti, si rivelano piuttosto terra terra.
Purtroppo l’Albania è oggi sulla bocca della politica italiana, quasi fosse un territorio da contendersi: “no è mia”, “no tu non ci vai”, “non ce li puoi mandare”, “te li rimandiamo indietro” e così via.
tura ai voleri della sinistra; quindi sperano molto nel voto degli italiani all’estero, facendo leva sul possibile disinteresse di chi non è molto legato alle problematiche italiane.
Attenzione, perché in qualche modo, prima o poi, anche chi vive all’estero potrebbe aver bisogno di una giusta Giustizia.
TARQUINIA , CITTÀ ETRUSCA
Volevo parlarvi del meraviglioso Palazzo Vitelleschi, ma trattandosi di Tarquinia mi è venuto spontaneo chiedermi cos’altro potesse racchiudere questa città, se non la memoria di uno dei sette re di Roma.
Pensate che Lucio Tarquinio Prisco, quinto re di Roma, nacque proprio a Tarquinia in una data imprecisata. Sappiamo che morì nel 579 a.C. e, secondo Tito Livio, si può ipotizzare una nascita intorno al 616 a.C., all’età di circa 37 anni. Del resto, sembra che in quei tempi non si vivesse molto a lungo.
Anche Tarquinio il Superbo, settimo e ultimo re di Roma, morì nel 495 a.C. a Cuma. Di lui non conosciamo la data di nascita, ma si suppone possa essere nato intorno al 535 a.C.
In mezzo a tutte queste date è impossibile non ricordare Romolo, fratello di Remo, che nell’anno 753 a.C. tracciò con un solco il perimetro della futura città di Roma. Io naturalmente non c’ero, ma cerco comunque di invogliare a conoscerne la storia.
E Cuma, dove si trova? Non molto lontano: siamo in Campania, nell’area di Pozzuoli, nel cuore dell’attuale e “movimentata” zona vulcanica dei Campi Flegrei, dove sorge l’importante sito archeologico di Cuma.
Fondata nell’VIII secolo a.C., presumibilmente intorno al 740 a.C., da coloni greci provenienti da Calcide, sull’isola di Eubea,
Cuma passò nel 421 a.C. sotto il controllo dei Campani, diventando, potremmo dire, “italiana”.
Oggi il parco archeologico conserva i resti dell’antica città, l’Acropoli con l’Antro della Sibilla, i templi di Giove e Apollo, le Terme e la Crypta Romana.
È possibile visitarla? Certamente: tra una scossa tellurica e l’altra, l’accesso è consentito previa prenotazione. Ma torniamo a Tarquinia e a quel palazzo di cui parlavo all’inizio. Palazzo Vitelleschi fu commissionato dal cardinale Giovanni Maria Vitelleschi e costruito tra il 1436 e il 1439 su preesistenti fondazioni ancora più antiche. I lavori si protrassero fino alla fine del Quattrocento, ma ne valse la pena: è oggi uno dei principali esempi di architettura rinascimentale ancora esistenti.
Dopo la morte del cardinale, il palazzo passò sotto il controllo della Chiesa e fu utilizzato da vari pontefici, tra cui Leone X e Sisto V. Vi fu poi un passaggio di proprietà alla famiglia fiorentina dei Soderini, di cui non sono del tutto chiare le circostanze del loro arrivo a Tarquinia.
Nel 1924 l’edificio divenne sede del Museo Archeologico Nazionale. Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1944, fu gravemente danneggiato da un bombardamento, ma venne successivamente restaurato, restituendo alla città uno dei suoi simboli più preziosi.
È vero, nel contesto politico attuale c’è un po’ di maretta, ma forse vale la pena andare oltre la cronaca e guardare alla storia, che spesso aiuta a capire meglio il presente. Nel lontano 1405 (data non del tutto certa) nasce in Albania colui che sarebbe diventato l’eroe nazionale del Paese: Giorgio Castriota, noto come Skanderbeg. Il suo nome corretto era Gjergj Kastrioti di Kruja e apparteneva a una delle più importanti famiglie feudali dell’epoca, già allora legata a Venezia da rapporti di amicizia e di affari. Skanderbeg è ricordato per aver guidato per decenni la resistenza albanese contro l’invasione dell’Impero Ottomano.
Da giovane fu ostaggio presso la corte ottomana, dove divenne un abile e stimato militare. Sfruttando le conoscenze acquisite, nel 1443 disertò e tornò in patria, organizzando, con la Lega di Lezhë, una lunga serie di azioni di guerriglia contro le forze turche, fino alla sua morte nel 1468.
Ancora oggi Skanderbeg è l’eroe nazionale dell’Albania: a Tirana e in molte altre città è celebrato con statue, lapidi e memoriali. È ricordato anche in Italia per il suo viaggio del 1459, quando, durante una tregua con i turchi, venne in aiuto del re Ferdinando nella lotta contro i D’Angiò.
Tra Italia e Albania il rapporto è sempre stato complesso, oscillante tra vicinanza e diffidenza, anche a causa di vecchie ruggini risalenti al periodo bellico.
Non tutti sanno, inoltre, che in Italia, soprattutto in Calabria, esiste una minoranza etnico-linguistica albanese: gli Arbëreshë, circa 60.000 persone, distribuite in diversi comuni della provincia di Cosenza.
Originari dell’Albania e della Grecia, arrivarono tra il XV e il
XVIII secolo per sfuggire alle invasioni ottomane. Oggi sono pienamente integrati nel tessuto so-
ciale ed economico italiano, pur conservando lingua, tradizioni e identità culturale.
L'ALLORA!!!
Mi sono precipitato all’edicola per prendere l’ultimo numero (si fa per dire) uscito mercoledì 21 gennaio, dato che dal 27 si parte con due uscite. Non che questo sia importante, ma è una dimostrazione che si cresce.
Do una rapida lettura a tutti gli altri articoli per avere un’idea delle varie cose che succedono o sono successe.
Dedico un occhio anche alla politica, anche se è meglio starci lontano, e noto che ultimamente i vari onorevoli scrivono più del passato: chi dalla lontana Mongolia e chi un po’ più attento alle cose di attualità, rammentandomi vecchi adagi dei nonni: «Non lasciare a domani quello che potresti fare oggi».
Ci sono volute un paio di legislature per fare, o meglio richie-
dere, quello che si poteva richiedere un decennio fa. Meglio tardi che mai sarebbe l’altro adagio. Peccato che ora ci si accanisca alla ricerca di qualche cavillo che possa servire a giustificare la tenenza di quel biglietto da visita tanto utile… a cosa?
Ma forse non ne hanno colpa: è così che funziona la politica da quella parte dell’emiciclo. Basta dire “NO” e vediamoci al bar della buvette per parlarne. Purtroppo da ben tre anni sono stati ripuliti i due specchi nella sala delle donne, al Transatlantico, e lucidati così bene che è impossibile arrampicarcisi.
Beh! Quel che è stato è stato. Quando si sceglie un cammino, lo si sceglie perché si è convinti e non per comodità.
A risentirci al 2027.
Una pagina di ceramesi illustri degni di ricordo
Tra costoro, l’intellettuale Filippo Filagato (Kerameus) e il valente eroico patriota Francesco Schifano
di Carmelo Loibiso
L’antico e bel paesino di Cerami, luogo pieno di storia millenaria, ha visto nascere e crescere individui eccellenti che ne hanno plasmato la sua storia nel campo letterario, religioso, politico, artistico e patriottico, dando lustro al proprio paese natio. Ma a parte le vie a loro dedicate, non si sa il perché questi illustri cittadini, talvolta disconosciuti, non abbiano goduto di lodi, né di tutta quella ammirazione e gratitudine loro dovuta.
Sottostimato, ad esempio, Serlone (o Sarlone), l’ardimentoso condottiero, nipote di Ruggero, distintosi nella famosa battaglia di Cerami del 1063 che segnò la liberazione dell’Isola dai Saraceni. Ignorato, il religioso Filippo Filagato (Kerameus), straordinaria
figura intellettuale, noto per la sua eloquenza oratoria, nato a Cerami in provincia di Enna verosimilmente alla fine dell’XI secolo. In epoca normanna, sotto i regni di Ruggero II e Guglielmo I, il monaco Filagato (al secolo Filippo il Cerameo o Filippo il filosofo) fu elevato e divenne il Predicatore ufficiale della Capella Palatina (Pa).
La sua opera principale dal titolo “un Omiliario”, è un'opera di grande interesse letterario e religioso che ebbe una vasta diffusione manoscritta, contenente settantasette omelie e frammenti vari. Delle diverse altre opere scritte, delle numerose prediche e manoscritti, per lo più andati dispersi, alcuni sono stati ritrovati nella Biblioteca Apostolica Vaticana (Rm) e nella National di Madrid.
Il dimenticatoio degli illustri ceramesi potrebbe continuare con: il taumaturgico beato Fra’ Luca Nicastro; con lo scrittore Gabriele Angelo Schillaci, titolare della cattedra di Italiano e Storia all’istituto I.T.C.G, di Messina, autore del testo monografico “La Terra di Cerami”.
Poi ancora, nell’elenco degli sconosciuti che ci vengono a mente troviamo: Epifanio Tricani, critico saggista, stimato scrittore dei Diritto ed Economia, nominato Direttore del Tesoro nel 1931; il noto avv. Vito Cona; il dottor Antonino Occhipinti, valente medico chirurgo; Bonaventura Stivala, capo dei Carbonari di Cerami; Calogero Catania, medaglia d’argento al valor militare dimostrato nella battaglia di San Martino Castrozza, in seguito chiamato a ricoprire la carica di Federale provinciale di Enna (oggi presidente a capo della Provincia). Si deve a lui la costruzione dell’acquedotto, della villa comunale, dell’edificio scolastico Elementare in piazza Marconi.
Poco ricordato anche il prof. Gabriele Angelo Scillaci, il primo ceramese ad interessarsi delle origini del paese, che tanto amava, autore della dotta monografia “La terrea di Cerami”. Uomo di cultura anche Nino Schillaci, insigne agronomo e cultore della storia locale ceramese, autore del libro “Cerami, antico paese dei Nebrodi”.
Ci piace segnalare ancora Sebastiano Schillaci, alto dirigente servitore dello Stato con la qualifica di Questore di Trieste, la cui dedizione al dovere fu pagata con la propria vita ad appena 54 anni, a causa del gesto assassino (11 novembre 1929) di un suo collaboratore.
Tra le figure insigni che attraverso l’operosità e il loro grande ingegno hanno segnato la storia sociale, culturale, politica del paese, meriterebbero maggior stima: il fulgido avv. Ernesto Saggio che, agli inizi del 1900, con l’istituita società automobilistica ISEA tolse il paese dall’isolamento.
La memoria ci riporta inoltre al compianto preside prof. Nuccio Sciacchitano, figura supremamente colta, scrittore, promotore e fondatore di scuola.
Il concetto di "senza gratitudine” si adatta all’encomiabile dr. Luigi Anello, fecondo scrittore della storia locale, autore di meticolose e faticose ricerche storiche (da ricordare il libro “I Fego”, “La battaglia di Troina”, sanguinoso scontro armato della 2^ guerra mondiale, “Storia di Cerami”). Spesso, per varie ragioni che possono includere la pigrizia, "pigri-
zia istituzionale" o culturale, molte storie straordinarie restano sepolte in archivi o in biblioteche di provincia, semplicemente perché nessuno ha avuto la voglia rispolverarle. La memoria di questi individui non è solo un omaggio al passato, ma un bisogno attivo per comprendere il presente e plasmare il futuro.
Solo valorizzando il passato, capire quali sono state le nostre origini e chi erano in nostri antenati, è possibile edificare una comunità mai stanca di nutrirsi di cultura e senso all’educazione civica.
Tale contesto ci sembra fondamentale per preservare la memoria di una figura del Risorgimento siciliano dominante nella narrazione contemporanea di questi anni.
Parliamo dell’ardente mazziniano, ricordato nelle cronache recenti con la presunta identità di Francesco Schifani.
A scanso di equivoci, si tratta in verità del concittadino ceramese FRANCESCO SCHIFANO e non SCHIFANI. È certamente insolito che un cognome, anche nell’intitolazione di vie pubbliche di Cerami e Troina, possa essere alterato in Schifani! Invero la sua nascita risulta registrata (vedi foto) presso gli atti del comune di Cerami, col numero di repertorio 86, in data 5 agosto del 1829, col nome Francesco SCHIFANO, nato da Anna Scialfa e da Salvatore Schifano, abitante ed esercitante il mestiere di “aromatario” (farmacista) nella Strada Purgatorio. “Paolo Francesco, denunciato all’anagrafe con il solo nome di Francesco, nome già di suo fratello maggiore morto dopo pochi mesi il 16 agosto 1926, quando era poco più che adolescente – è scritto nei libri di Luigi Anello e di Nino Schillaci– si trasferì, per motivi di studio, a Palermo per quivi poi dedicarsi alla professione presso la farmacia Florio in piazza S. Giacomo La Marina. Divenne un ardente repubblicano.
Inflessibile seguace del Mazzini, condivise le attività della “Giovane Italia” partecipando ad arrischiate cospirazioni contro i Borboni. Di fede puramente repubblicana, pronto a sacrificar la vita per l’amor patrio sofferse le prigionie (1849, 1850, 1854) affinché rivelasse i nomi dei suoi “fratelli” cospiratori. Lo Schifano non parlò e per tale motivo fu torturato. Finito il fervore rivoluzionario, il patriota Francesco Paolo Schifano si ritirò a Troina (città natale della moglie Maria Sotera) dove proseguì la sua attività professionale di farma-
cista, continuando a mantenere contatti col Mazzini dal quale riceveva lettere e corrispondenza da diramare in codice ai mazziniani siciliani. Morì ancora giovane il 2 ottobre 1873”. La sua inaspettata scomparsa fu rimpianta da tutti, soprattutto nell’animo degli amici di Catania che gli dedicarono un manifesto affissato in tutti cantonali della città etnea. “Con lui si spense –fu scritto tra le righe del manifesto– uno fra i migliori amanti dell’Itala libertà ed una luce delle patrie glorie. Cittadini! Specchiatevi il lui, copiate i suoi plecari esempi e tributategli una lacrima, e spargete mesti fiori sul di lui freddo avello”.
transport
La frana che ha colpito Niscemi nelle ultime settimane riporta alla memoria una ferita mai del tutto rimarginata. Nel quartiere Sante Croci, infatti, la comunità ricorda ancora il terribile dissesto del 12 ottobre 1997, che squarciò la fascia collinare sud della città, distruggendo abitazioni, attività produttive e l’antica chiesa, senza fortunatamente causare vittime.
Nel 2022, in occasione del 25° anniversario, il vescovo mons. Rosario Gisana sottolineò durante l’omelia il valore dell’unione e della memoria
come elementi fondanti della comunità. Dal punto di vista scientifico, anche l’attuale movimento del versante non è un evento improvviso. Il territorio di Niscemi è dominato da argille e marne che assorbono lentamente l’acqua e la trattengono nel sottosuolo. Le piogge prolungate aumentano la pressione interna dei terreni, riducendone la resistenza e favorendo frane lente di tipo roto-traslazionale, riconoscibili da crepe arcuate, abbassamenti del suolo e deformazioni di strade e infrastrutture.
Dipinto sulla storica Battaglia di Cerami (1063)
L'eroico patriota Francesco Schifano
Atto di nascita di Francesco Schifano
Rispetto che passa dalle parole
di Luigi De Luca
C’è una forma di rispetto che non si insegna nei manuali, ma si riconosce immediatamente quando viene a mancare. È il rispetto che passa dal linguaggio, dal tono della voce, dal modo in cui ci si rivolge a una persona fragile. Nelle strutture per anziani, la cura non è fatta solo di assistenza sanitaria, terapie o procedure corrette. È fatta soprattutto di gesti quotidiani, di parole scelte con attenzione, di silenzi che proteggono la dignità.
Negli ultimi tempi, molti residenti – e spesso anche i familiari – manifestano disagio per una pratica che sta diventando sempre più frequente: porre domande intime ad alta voce, davanti ad altri residenti, come se si trattasse di informazioni neutre, prive di impatto umano. Tra queste, una in particolare colpisce per la sua invasività: chiedere pubblicamente, uno per uno, se una persona “ha fatto la cacca”. È indubbio che alcune informazioni siano importanti per il monitoraggio della salute. Ma la necessità clinica non giustifica la perdita di pudore, né l’esposizione pubblica dell’intimità.
Una domanda posta davanti ad altri residenti: mette in imbarazzo, mortifica, riduce la persona a una funzione fisiologica, e soprattutto nega il diritto alla riservatezza. Per chi proviene dalla cultura italiana, questo non è un dettaglio secondario.
È una ferita alla dignità.
Nella tradizione italiana, il pudore non è mai stato un tabù, né una vergogna. È sempre stato una forma di rispetto profondo verso sé stessi e verso gli altri.
I nostri anziani sono cresciuti in un contesto in cui certe cose: non si dicevano in pubblico, non si condividevano davanti a estranei, venivano trattate con discrezione e delicatezza. Non perché il corpo fosse “proibito”, ma perché era intimo.
E l’intimità, soprattutto nell’età fragile, va protetta. Essere anziani non significa perdere il diritto al pudore. Anzi: significa averne ancora più bisogno.
In un Paese multiculturale come l’Australia, è naturale che esistano approcci diversi alla comunicazione. Proprio
Inchiesta sugli inchiostri per tatuaggi
Sostanze tossiche e cancerogene nei prodotti in Australia, esperti chiedono controlli più severi
Una recente ricerca dell’Università del New South Wales (UNSW) ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dei tatuaggi in Australia. Lo studio, che ha analizzato 15 inchiostri neri e colorati di marchi internazionali venduti nel Paese, ha rilevato la presenza di sostanze potenzialmente dannose e cancerogene.
per questo, la cura dovrebbe includere anche una sensibilità culturale, soprattutto quando si lavora con persone di origine italiana. Chiedere informazioni è parte del lavoro. Ma come, quando e dove lo si fa fa la differenza tra assistenza e umiliazione. Una domanda posta: in privato, con un tono basso e rispettoso, lontano da altri residenti, non è solo più educata: è più professionale. Educare alla cura, non solo assistere Questo non vuole essere un atto d’accusa verso il personale sanitario, che spesso lavora in condizioni difficili e con grande impegno.
È piuttosto un invito alla riflessione. Curare una persona anziana significa anche prendersi cura della sua storia, della sua cultura, della sua sensibilità. Significa ricordare che davanti a noi non c’è un “caso”, ma una persona che ha vissuto una vita intera.
Il rispetto non rallenta il lavoro. Lo nobilita. Un piccolo gesto che fa una grande differenza A volte basta poco: abbassare la voce, spostarsi in uno spazio riservato, scegliere parole più delicate, ricordare che l’intimità non è mai un dato pubblico.
Sono piccoli gesti, ma costruiscono un ambiente in cui l’anziano non si sente esposto, bensì protetto. E forse è proprio questo il cuore della vera cura: non solo fare bene le cose, ma farle con umanità.
Questo intervento nasce dall’ascolto di anziani e familiari che, con rispetto e senza polemica, hanno espresso un disagio reale.
Non si tratta di mettere in discussione la competenza degli operatori, ma di ricordare un principio fondamentale: la dignità della persona viene prima di ogni procedura. Chiedere informazioni intime davanti ad altri, soprattutto in modo diretto e pubblico, non è solo una questione culturale: è una questione di rispetto umano.
Un rispetto che, nella cultura italiana, passa anche dal pudore, dalla discrezione e dalla tutela dell’intimità. Riflettere su questi aspetti non significa tornare indietro, ma andare avanti con maggiore consapevolezza. La qualità della cura si misura anche da come parliamo alle persone.
I ricercatori hanno scoperto metalli tossici come cromo, cadmio, piombo e arsenico, tutti presenti in concentrazioni superiori ai limiti stabiliti dall’Unione Europea (UE). “Questi metalli hanno proprietà tossiche note e la loro presenza in concentrazioni così elevate solleva importanti questioni tossicologiche”, ha spiegato il dottor Jake Violi, uno degli autori dello studio. Alcuni pigmenti contenevano anche titanio fino a 10.000 parti per milione, oltre ad alluminio e zirconio, sostanze comunemente usate per migliorare colore e stabilità.
Lo studio ha inoltre rilevato la presenza di toluidina, un’amina aromatica cancerogena, in tre degli inchiostri testati, e di acido solfanilico, non idoneo all’uso umano, in nove. Entrambe le sostanze sono vietate dalle normative UE sugli inchiostri per tatuaggi.
A differenza dell’Europa, l’Australia non dispone di una regolamentazione nazionale vincolante in materia, affidandosi a controlli volontari e a studi governativi occasionali. Il professor William Alex Donald dell’UNSW sottolinea l’urgenza di una maggiore vigilanza: “La composizione chimica degli inchiostri venduti qui rimane in gran parte sconosciuta. È fondamentale allineare gli standard australiani alle migliori pratiche internazionali”. Secondo le stime, oltre il 20% degli adulti australiani ha almeno un tatuaggio. Gli esperti avvertono che non si tratta di demonizzare i tatuaggi, ma di evidenziare la necessità di controlli più rigorosi e studi mirati per comprendere i potenziali effetti a lungo termine sull’organismo, anche considerando fattori come esposizione solare, invecchiamento e rimozione del tatuaggio. Il Cancer Council Australia consiglia a chi desidera tatuarsi di chiedere informazioni sulla conformità degli inchiostri agli standard europei. La ricer-
ca UNSW funge da campanello d’allarme per l’industria e per i consumatori, invitando a una
maggiore attenzione e regolamentazione nel mercato australiano dei tatuaggi.
Ictus: conoscenza carente nelle comunità multiculturali
Nuovo sondaggio rivela scarsa conoscenza dei segnali F.A.S.T.
Un nuovo sondaggio nazionale rivela che le comunità multiculturali in Australia sono a maggiore rischio di subire danni gravi a causa di ictus, a causa di una scarsa conoscenza dei segnali d’allarme e della necessità di una risposta immediata. Il sondaggio F.A.S.T. 2025 della Stroke Foundation, che ha coinvolto circa 5.000 adulti in tutto il Paese, evidenzia che chi parla una lingua diversa dall’inglese a casa (LOTE) conosce meno i sintomi comuni dell’ictus e i fattori di rischio modificabili, come ipertensione, fumo, eccesso di peso o sedentarietà.
I dati mostrano che solo il 21% dei partecipanti LOTE è in grado di riconoscere due o più segni F.A.S.T., rispetto al 39% degli anglofoni. Inoltre, meno di due terzi dei rispondenti LOTE (61%) dichiarano che chiamerebbero immediatamente il numero di emergenza 000 in caso di ictus, il livello più basso tra tutti i gruppi analizzati.
Più di un terzo degli intervistati non ha visto alcuna campagna informativa sull’ictus nella propria lingua nell’ultimo anno, nonostante l’ictus sia una delle principali cause di disabilità in Australia.
“Questi dati evidenziano l’urgenza di interventi educativi culturalmente mirati, nelle lingue che le persone comprendono meglio”, ha dichiarato la CEO della Stroke Foundation, Dr Lisa Mur-
phy. “Troppi membri delle comunità linguisticamente diverse non conoscono i segni dell’ictus e non sono pronti a chiamare un’ambulanza. Ogni minuto perso significa la morte di 1,9 milioni di cellule cerebrali e può determinare la differenza tra la vita, la disabilità permanente o la morte”. La Stroke Foundation continuerà a investire in risorse F.A.S.T. multilingue, collaborazioni con organizzazioni culturali e programmi guidati dalla comunità per garantire che nessuno perda la possibilità di sopravvivere e recuperare da un ictus.
La campagna F.A.S.T. ricorda: F – Face: il volto è cadente? A – Arms: possono sollevare entrambe le braccia?
S – Speech: il linguaggio è confuso?
T – Time: chiamare subito il 000.
Redattore Sportivo Guglielmo Credentino
Il posticipo della Serie A, tris dell’Udinese "Verona tiene un tempo, Udinese vince 3-1."
Il Verona resta inchiodato a 14 punti, insieme al Pisa. L'Udinese sale a 29 punti, agguanta la Lazio e tallona il Bologna.
L'Udinese sblocca il risultato con Atta, complice la deviazione
decisiva di Slotsager. Tempo tre minuti e arriva il pari del Verona con Orban. Nel secondo tempo gli ospiti prendono il sopravvento, più incisivi. La svolta è al 58’: un bel-
lissimo gol di Zanoli che, su una ribattuta, piazza un tiro preciso e forte all'incrocio dei pali. Meno di dieci minuti dopo, al 67’, arriva il tris con Davis. Per il Verona, notte fonda.
Coppa Italia : il Como vola e non si ferma più
La squadra di Fabregas, vero rullo compressore, batte una Fiorentina molto rimaneggiata
I padroni di casa resistono un tempo alla squadra di Fabregas che passa il turno e affronterà il Napoli al “Maradona” nei quarti di finale. Vantaggio viola con Piccoli al 7’, pareggio dei lombardi al 20’ di Sergi Roberto, raddoppio
di Nico Paz al 60’ e terza rete di Morata al 2’ di recupero. Si completa così il tabellone dei quarti di finale della competizione con la squadra di Fabregas che entra nelle storia e dopo quarant'anni il
Como tornerà a disputare i quarti di finale di Coppa Italia. Sfiderà il Napoli al Maradona per un posto in semifinale. Le altre sfide saranno Juventus-Atalanta, Bologna-Lazio e Inter-Torino.
Inter, Juventus e Atalanta al prossimo turno, Napoli fuori
Atalanta sprecona e inesperta, una sconfitta che comunque non intacca il buon cammino finora svolto. Ora i play-off contro chi la segue in classifica generale.
Il Napoli disputa una gara quasi perfetta per oltre un’ora, ma dopo è costretto alla resa. Troppo rimaneggiata la squadra, il Chelsea ne approfitta e nel finale non perdona.
Juventus concreta ma sottotono che rischia parecchio contro il Monaco. Spalletti fa rifiatare diversi titolari e solo la scarsa mira dei francesi grazia più volte i bianconeri.
L’Inter espugna Dortmund con una gara all’altezza della sua fama in Champions League e sfiora l’accesso automatico al prossimo turno per un solo punto.
AUS OPEN – A Melbourne avanza Sinner, Musetti
Il dramma di Musetti, in vantaggio di due set a 0 su Djokovic si ferma per infortunio. Sinner supera l’americano Shelton in tre sets e va in semifinale.
Melbourne - Jannik Sinner non ha lasciato scampo a Ben Shelton nei quarti di finale degli Australian Open 2026. Sul centrale di Melbourne, l'azzurro ha dominato l'americano in tre set sets ( 6-3, 6-4, 6-4 ) confermando lo status di numero 2 del mondo e la sua imbattibilit? sulla superficie dura quest'anno. Una vittoria che proietta Sinner in semi, dove affronter? Djokovic. Sinner ha neutralizzato la potenza di Shelton variando altezze e traiettorie, vincendo il 65% degli scambi lunghi oltre i 9 colpi. Per l'italiano, ancora una vittoria su quattro contro l'americano, che resta a secco nei big match Slam. "Ho servito bene e sono stato paziente", il commento a caldo di Sinner.
Vincitore delle ultime due edizioni dell'Happy Slam, Sinner punta a diventare il quarto tennista in 120 anni di storia a conquistare l'Open d'Australia per tre anni di fila. L'ultimo a riuscirci ? stato proprio Djokovic, il quale ha centrato l'impresa per due volte a distanza di quasi un de-
cennio: la prima volta dal 2011 al 2013 e la seconda volta dal 2019 al 2021.
E per la nona volta consecutiva Sinner batte Shelton senza concedere alcun set. L’unica volta in cui l’americano ha vinto almeno un parziale ? stato a Shanghai 2023, quando vinse la partita. Ora l'azzurro in semifinale trova Djokovic che ha superato il quarto di finale grazie al ritiro di Musetti che conduceva 2 set a 0. L'altra semifinale ? Alcaraz-Zverev.
Il quarto di finale degli Australian Open 2026 tra Lorenzo Musetti e Novak Djokovic rester? nella memoria per il dramma sportivo e l'incredibile fair play andato in scena sulla Rod Laver Arena. In un match che l'azzurro stava dominando, un infortunio improvviso ha impedito all’azzurro l’accesso alla semifinale, consegnando il passaggio del turno al serbo sul punteggio di 6-4, 6-3, 1-3 (ritirato).
Per due set, Musetti ha giocato quello che probabilmente ? stato il miglior tennis della sua carriera sul cemento. Solido, ag-
Atletica - Furlani top al
Vola già lontano Mattia Furlani, con un ottimo debutto indoor al meeting di Parigi.
L’azzurro campione del mondo nel lungo ha saltato 8,33 nella prima uscita stagionale, vincendo e facendo segnare la migliore prestazione mondiale dell’anno, superando la misura dello statunitense Kennedy Stringfellow, l’8,29 di una settimana fa negli Stati Uniti.
Furlani è subito al top, vicino al record italiano all’aperto di 8,39 con cui ha trionfato a Tokyo, a un soffio dal suo 8,37 in sala dello scorso inverno, realizzato prima del titolo iridato indoor di Nanchino
Il ventenne delle Fiamme Oro
gressivo e tatticamente perfetto, Lorenzo ha mandato in tilt Djokovic, incapace di arginare le accelerazioni di rovescio e le variazioni dell'italiano. Musetti ha chiuso il primo set 6-4 e ha raddoppiato nel secondo con un 6-3 che sembrava il preludio a una storica impresa.
Episodio di sportivit?. Sul 5-3 per Musetti e 30-15 per il serbo, l'arbitro aveva assegnato un punto a Djokovic dopo un passante dell'azzurro terminato fuori. Tuttavia, Nole ha alzato la racchetta ammettendo di aver toccato la palla: il punto ? stato assegnato a Musetti (30-30), che ha poi ottenuto il break decisivo per il set.
All'inizio del terzo parziale, la doccia fredda. Durante uno scambio, Musetti ha avvertito una fitta acuta alla coscia destra. Dopo aver subito il break e aver tentato di proseguire con l'aiuto del fisioterapista, il dolore ? diventato insopportabile. Sotto 1-3 nel terzo set, Lorenzo ? scoppiato quasi in lacrime verso il suo angolo esclamando "Ho una sfiga, ragazzi", prima di stringere la mano a un Djokovic visibilmente dispiaciuto.
"Non so cosa dire, ero pronto ad andare a casa", ha dichiarato il serbo nell'intervista post-partita. "Lorenzo ? stato il giocatore migliore in campo oggi. Gli auguro una pronta guarigione perché? meritava questa vittoria."
Con questa vittoria Djokovic raggiunge la sua tredicesima semifinale a Melbourne e diventa il giocatore che ha vinto più? partite agli Australian Open: ben 103. Musetti, nonostante la sconfitta, si posiziona comunque fra i top cinque del ranking Atp.
Mondiali – Biglietti cari la fifa interviene
La FIFA si è trovata costretta a rivedere le proprie scelte sui prezzi dei biglietti per i Mondiali 2026. » Dopo settimane di proteste e accuse di aver reso il calcio una questione per pochi privilegiati, la federazione guidata da Gianni Infantino ha introdotto una nuova opzione: biglietti da 60 dollari (circa 55 euro) validi per tutte le 104 partite, compresa la finale. Un cambiamento notevole se si pensa che per sedersi sugli spalti del MetLife Stadium di New York, durante la finale del 19 luglio 2026, si arrivava a cifre intorno ai 4. 185
dollari (quasi 3. 850 euro). Anche per vedere una normale partita dei gironi si poteva arrivare a spendere più di 265 dollari (circa 245 euro), prezzi mai visti prima nella storia della Coppa del Mondo. Questa nuova fascia, battezzata “Supporter Entry Tier”, però, sarà limitatissima: solo l’1,6% dei posti disponibili per ogni incontro, circa 1. 000 per partita, e di questi solo lo 0,8% sarà riservato ai tifosi delle varie nazionali. I ticket a prezzo ridotto non si potranno acquistare direttamente sul sito FIFA, ma verranno assegnati dalle federazioni.
Sci – Franzoni un vero principe delle discese
7 anni dopo Dominik Paris. 10 dopo Peter Fill. 28 dopo Kristian Ghedina. Giovanni Franzoni scrive una pagina indelebile dello sci azzurro, trionfando nella discesa di Kitzbühel sulla leggendaria Streif, davanti al campione svizzero Marco Odermatt. Per la quarta volta un italiano sventola il tricolore nell’iconica libera dell’Hahnenkamm. In lacrime all’arrivo, ricordando l’amico Matteo Franzoso, deceduto il 15 settembre 2025 in seguito a un incidente.
La differenza l’ha fatta la sciata di Giovanni Franzoni che, nei tratti tecnici, se li è mangiati tutti gli avversari e si è difeso all’Hausbergkante, tanto
è vero che fino a lì Odermatt, che è un fenomeno, gli era dietro di 16 centesimi. Nessuno aveva gli sci veloci come quelli di Muzaton, che ha sprecato
tutto il suo vantaggio, che era di oltre mezzo secondo, quando è iniziato il tratto tecnico e ci ha lasciato oltre 8 decimi. Perché la differenza tra uno scivolatore e un discesista tecnico la si vede proprio nei tratti più difficili, dove quelli come Odermatt dominano tutti. Guardate la fine che hanno fatto Paris e Von Allmen, che sono i due scivolatori più veloci in assoluto di Coppa del Mondo.
L’unico capace di far piangere di disperazione Odermatt è stato proprio il nostro Giovanni Franzoni. Chapeau al nostro giovane campione, perché tale è. Non si vince a Wengen e a Kitz se non sei un campione.
piazza una risposta immediata al campione olimpico greco Miltiadis Tentoglou, atterrato a 8,25 sabato ad Atene. La sfida diretta è in programma tra pochi giorni, il 3 febbraio a Ostrava.
Ma nell’attesa il reatino incanta il pubblico della capitale francese, nella città del bronzo olimpico, con una serie eccellente. Dopo un primo approccio a 7,70, regalando tutta l’asse di battuta, arriva l’acuto al secondo salto e poi dimostra una fantastica continuità di rendimento ben oltre gli otto metri, con 8,18 (staccando di nuovo in largo anticipo), 8,22, 8,27 e 8,20. Un buon inizio in vista dei Mondiali indoor di Toruń, dal 20 al 22 marzo.
Onoranze Funebri
IN MEMORIA
BROCCIO FRANCESCA
nata l’11 marzo 1969 a Balmain, (NSW) deceduta a Camperdown (NSW) il 21 gennaio 2026
I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.
Il funerale avrà luogo oggi 30 gennaio 2026 alle ore 10.30 presso la chiesa di St Fiacre’s of the Immaculate Conception, 96 Catherine Street, Leichhardt NSW.
Al termine della cerimonia religiosa, la cara Francesca sarà accompagnata al Field of Mars Cemetery, Quarry Road, Ryde NSW, dove riposerà in pace.
I familiari ringraziano sin d’ora tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e all’ultimo saluto alla cara estinta.
“Che la luce dell’amore eterno illumini il tuo cammino."
ETERNO RIPOSO
BELLINO PASQUALE
nato il 12 gennaio 1945 deceduto a Sydney (NSW) il 3 gennaio 2026
La moglie Rosa, i figli, le nuore, i cognati, le cognate, i nipoti, parenti ed amici vicini e lontani, ad un mese della scomparsa, lo ricordano con dolore e immutato affetto.
Le spoglie del caro congiunto riposano nel cimitero Pinegrove Memorial Park, Kington Street, Minchinbury NSW.
I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro estinto.
“Riposi nel Signore, tra l’abbraccio della Sua misericordia."
RIPOSA IN PACE
SCACCIOTTI LUCIA
nata il 1 settembre 1932
deceduta a Sydney (NSW) il 22 gennaio 2026
Cara e Amata moglie di Armando (defunto). I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.
Il funerale sarà celebrato domani, sabato 31 gennaio 2026 alle 11.00 nella Mary Mother of Mercy Chapel, Bernet Avenue, Rookwood Catholic Cemetery.
Le spoglie della cara congiunta riposeranno nel Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW, San Antonio Crypt.
I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale della cara estinta
“Riposi in pace sotto lo sguardo amorevole di Dio "
ETERNO RIPOSO
DI MAURO GIUSEPPE
nato il 2 dicembre 1938
deceduto a Sydney (NSW) il 1 gennaio 2026
I familiari, parenti ed amici vicini e lontani ad un mese della scomparsa, lo ricordano con dolore e immutato affetto.
Le spoglie del caro congiunto riposano nel Frenchs Forest Bushland Cemetery, Hakea Avenue, Belrose NSW.
I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro estinto.
“Che la tua anima trovi serenità e gioia nella vita eterna."
RIPOSA IN PACE
TEDESCHI GIUSEPPE
nato il 19 marzo 1930 deceduto a Sydney (NSW) il 28 dicembre 2025
I familiari, parenti ed amici vicini e lontani ad un mese della scomparsa lo ricordano con dolore e immutato affetto.
Le spoglie del caro congiunto riposano nel cimitero Rookwood Catholic Cemetery, Barnet Avenue, Rookwood NSW.
I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale del caro estinto.
“Che il Signore vegli su di te e ti conceda eterna serenità."
UNA PREGHIERA
FUNERAL NOTICES 2026
TWO EDITIONS PER WEEK
DUE EDIZIONI OGNI SETTIMANA
TUESDAY AND FRIDAY
A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.
Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno. Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un servizio vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.
In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888
From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY
This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888
IN MEMORIA
IN MEMORIA
IN MEMORIA
Staglieno: Where Memory Turns into Marble
There are cemeteries you pass through quietly, and then there is the Cimitero Monumentale di Staglieno, a place you enter almost as you would a museum. Spread across some 330,000 square meters on the hills east of Genoa, Staglieno is not merely a burial ground but one of Europe’s most extraordinary open-air galleries of sculpture, architecture and emotion.
Created in the mid-19th century, Staglieno was born out of necessity. When burials within and around churches were banned in 1832, Italy’s cities were forced to rethink how they housed their dead. In wealthy, cosmopolitan Genoa, the answer was ambitious. Architect Carlo Barabino was commissioned to design a monumental cemetery worthy of the city’s mercantile pride and cultural refinement. He would not live to see its opening in 1851, succumbing to the cholera epidemic of 1835, but his vision endured. His pupil Giovanni Battista Resasco completed the project, setting a “Mediterranean” cemetery style that would later influence sites across Europe. What distinguishes Staglieno is its unapologetic beauty. Long arcaded galleries shelter tombs adorned with angels, allegorical figures, grieving widows and entire family scenes frozen in mar-
ble. Death here is not hidden or sanitized; it is confronted with tenderness, theatricality and astonishing craftsmanship. The cemetery’s Pantheon-like central chapel, originally the Cappella dei Suffragi, rises amid this sea of stone as both spiritual anchor and architectural focal point. Staglieno does not trade on royal names or global celebrity. Instead, it tells a more intimate Italian story. Among its notable graves are those of philosopher and patriot Giuseppe Mazzini, a key figure of the Risorgimento, and beloved Genoese singer-songwriter Fabrizio De André. The cemetery also includes distinct English, Protestant and Jewish sections, reflecting Genoa’s historic role as an outward-looking port city. In the English cemetery
lies Constance Lloyd, wife of Oscar Wilde, adding a quiet literary footnote to the landscape.
For photographers and art lovers, Staglieno is endlessly generous. Light filters through the porticoes, softening marble into something almost human. Guided tours, such as the celebrated “100 Women” itinerary, reveal how the cemetery chronicles female life from childhood to old age through 19th- and 20th-century sculpture.
Free to enter and rarely crowded, Staglieno remains one of Genoa’s most underrated treasures. It is a place that challenges our relationship with death, replacing fear with awe, and reminding visitors that remembrance, when shaped by art, can be profoundly life-affirming
Meritato OAM per la Signora Nunziata Basile
di Marco Testa
In occasione di Australia Day, la signora Nunziatina Basile, instancabile volontaria della comunità italiana di Sydney, è stata insignita dell’Order of Australia Medal (OAM), uno dei più prestigiosi riconoscimenti civili del Paese, per il suo straordinario impegno sociale e culturale.
La sua storia, segnata dalla dedizione e dall’altruismo, è un esempio luminoso di come l’emigrazione possa trasformarsi in un dono per l’intera comunità, contribuendo al rafforzamento del tessuto sociale e culturale
Annuncio
Comunitario
L’Associazione Figli del Grappa invita soci, loro famiglie, amici e paesani a una festa d’autunno, domenica 22 febbraio, ore 11.30, presso la Sala Michelini, Club Marconi, con un abbondante e lussuoso pranzo, lotteria e la musica di Tony Gagliano. Costo biglietto: $85 (pranzo e bevande: vino, birra e soft drink; liquori alcolici a proprie spese). È necessario prenotare entro il 12 febbraio, telefonando a uno dei seguenti numeri:
L. & C. Cafarella 4647 4377
A. Cremasco 9606 6283
G. Favero 9826 1531
G. Morosin 9604 2458
J. Morosin 9620 2168
M. Pellizzari 9606 5820
F. Simonetto 9610 6945
australiano. Nunziatina Basile, oggi novantaduenne, è arrivata in Australia nel gennaio del 1961 dalla Sicilia, dove aveva lavorato come sarta. La scelta di trasferirsi fu dettata dalla volontà di ricongiungersi con il marito, arrivato cinque anni prima, e di offrire ai propri figli un futuro migliore. “L’Australia, sin dal primo giorno, mi ha resa felice,” racconta Nunziatina. “Abbiamo dato un buon avvenimento ai miei figli, tutti educati e intelligenti. Sono contenta di quello che abbiamo costruito.”
Il riconoscimento arriva a coronamento di una carriera di oltre 40 anni dedicati al servizio della comunità italiana. Tutto iniziò quasi per caso, grazie a un’amica che la introdusse a un gruppo di sostegno per anziani, nato dalla volontà di cinque persone italiane e australiane di creare spazi di socializzazione per chi era nuovo o isolato.
“All’inizio mi hanno dato solo qualche piccolo incarico, mettere i fiori sul tavolo o gestire le entrate,” ricorda Nunziatina, “poi, dopo dieci anni, mi hanno chiesto di diventare Presidente. All’inizio non volevo, ma alla fine ho accettato.”
Come Presidente, Nunziatina Basile ha supervisionato l’organizzazione di eventi e pranzi, la gestione di spese e forniture e l’attività di raccolta fondi per la chiesa e per progetti locali. “Ho fatto tutto con il cuore,” dice, “anche vent’anni di volontariato andando a visitare persone sole.
È stato un dono di Dio.” Il gruppo, che ha cambiato diverse sedi nel corso degli anni, è oggi una realtà consolidata e un punto di riferimento per la comunità italiana di Sydney, apprezzato anche dalle istituzioni locali.
La famiglia di Nunziatina ha accolto con gioia la notizia del premio. “I miei figli sono stati davvero orgogliosi,” racconta emozionata, “ho ricevuto tanti messaggi. È stato un momento bellissimo.” Nonostante l’età avanzata e la perdita del marito, Nunziatina continua a partecipare attivamente alla vita del gruppo e della comunità, mostrando una vitalità e una dedizione rare.
Ricevere l’OAM nel giorno di Australia Day ha avuto per lei un significato speciale. “Non me l’aspettavo,” confessa. “Ho fatto tutto con amore, senza pensare a riconoscimenti. Questo premio è stata una sorpresa e un onore immenso.” Nunziatina Basile incarna così l’essenza stessa dell’Australia: integrazione, solidarietà e servizio disinteressato alla comunità.
Nel corso degli anni, il suo impegno ha contribuito a rafforzare i legami tra generazioni di italiani emigrati, offrendo sostegno morale, amicizia e un senso di appartenenza a chi si trovava lontano dal proprio Paese d’origine. Per molti anziani, il gruppo guidato da Nunziatina è diventato una seconda famiglia, un luogo dove sentirsi accolti e ascoltati.
Attraverso il suo impegno, Nunziatina ha lasciato un’impronta indelebile sulla vita di molte persone anziane e delle famiglie italiane della città.
La sua storia non è solo quella di un’immigrata siciliana che ha trovato una nuova casa, ma anche di una donna che ha trasformato la propria dedizione in un’eredità di valori e umanità.
L’Order of Australia Medal riconosce così il contributo straordinario di una vita spesa per gli altri, celebrando un modello di servizio e amore per la comunità che resterà a lungo nella memoria collettiva.
The All New Italian Stallions
If you thought you’d seen it all before, think again — the All New Italian Stallions Show is back and taking the experience to an entirely new level. Now in its second year, this spectacular production is Australia’s ultimate celebration of Italian music, delivering world-class entertainment with energy, charm, and unforgettable performances. The show features a stellar 8-piece ensemble led by three of Australia’s most in-demand performers — Tony Mazell, George Vumbaca, and Dean Canan. Combining powerhouse vocals with top-tier musicianship, the two-
hour extravaganza is brimming with nostalgia, spontaneity, and sheer joy. Audiences are treated to classics from Sanremo, timeless Italian-American standards, and modern pop favourites, featuring hits by legends such as Toto Cutugno, Umberto Tozzi, and Il Volo.
Adding elegance and harmony to the stage is the extraordinary Sara Mazell, whose vibrant presence elevates every performance. With fresh arrangements, new surprises, and infectious energy, this show is more than a tribute — it’s a musical journey you’ll never forget.
Volunteers' Honour in Fairfield
Fairfield City held the Australia Day Community Awards and Citizenship Ceremony on the Public Holiday at Aquatopia in Prairiewood. Fairfield City Mayor, Frank Carbone Chris Bowen and a slew of special guests from every tier of government joined together to honour volunteers who have contributed to the community.
Among those acknowledged was athlete Luke Tiberti, Leader of Bonnyrigg Library Knitting group, Rachel Versace and
Founder of the Italian Language and Culture Group, Alberto Macchione. The latter two were recognised in the volunteer of the year category.
Mayor Frank Carbone set out to “acknowledge the great contribution that many people make to our community. This year we had 21 nominations for community awards who reflect dedication and commitment and help make our community a great place to live.”
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