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Settimanale degli italo-australiani
Periodico comunitario italo-australiano informativo e culturale
Edizione Estiva | Summer Edition - Mercoledì 31 Dicembre 2025
Redattore
Marco Testa
editor@alloranews.com
Price in ACT - NSW - VIC $1.50
Un Regalo d'Estate
Sono state davvero numerose le richieste che ci sono arrivate nelle ultime settimane da parte dei lettori: continuare a restare informati anche durante l’estate (australiana), ma con un’edizione più leggera, pensata per accompagnare il periodo di riposo. Abbiamo ascoltato con attenzione questo desiderio condiviso e oggi siamo felici di dirvi: ecco il nostro regalo per l'estate, mentre in molte città italiane cadono i primi fiocchi di neve. Per tutta la stagione estiva, fino al 21 gennaio 2026, vi offriremo una edizione leggera di 8 pagine, studiata per una lettura più agile e immediata, senza però rinunciare alla qualità e all’affidabilità dell’informazione che da sempre caratterizzano il nostro giornale. Un formato essenziale, ma curato, ideale da sfogliare ogni mercoledì mattina. Anche in questa versione estiva continueremo a proporvi una selezione delle principali notizie dall’Italia e dall’Australia, con uno sguardo attento ai temi che toccano più da vicino la nostra comunità. Informare resta la nostra priorità, anche quando i ritmi rallentano. Questo regalo è il nostro modo per dirvi grazie: per la fiducia, per i suggerimenti e per la vicinanza che ci dimostrate ogni giorno. Buona lettura e buone vacanze a tutti voi. Allora! c'è sempre!
Diplomatici italiani al servizio del Paese
Royal Commission Bondi Beach non è più solo un luogo simbolo dell’estate australiana. È diventato il teatro di una ferita profonda che attraversa l’intera nazione. A distanza di settimane dall’attacco terroristico del 14 dicembre, che ha causato la morte di 15 persone, le famiglie delle vittime rompono il silenzio e lanciano un appello durissimo al governo federale: istituire immediatamente una
Royal Commission nazionale sull’antisemitismo e sui fallimenti della sicurezza. Diciassette famiglie – colpite da lutti, ferite e traumi indelebili – hanno firmato una dichiarazione congiunta che chiede “verità, responsabilità e soluzioni”. Nel mirino c’è il primo ministro Anthony Albanese, accusato di non aver ancora dato una risposta all’altezza della tragedia. “Come
A Fragile World on the Eve of the New Year Entering 2026, the global stage feels less like a battlefield than a negotiation table, truces in Ukraine, Gaza, and Syria hint at weary pragmatism overtaking ideology, while President Trump's deal-maker ethos disrupts stale alliances, forcing even rivals like China to recalibrate. This isn't blind optimism; it's the hard-won realism of leaders who know endless war serves no one. In Italy, Giorgia Meloni em bodies this shift: her stark warning of tougher times ahead isn't defeatism, but a call to harness populist energy for sustainable governance. Facing protests over budgets and migration, she pivots from confrontation to coalition-building, strengthening NATO flanks while reclaiming EU leverage through family-centric reforms. It's a reminder that right-wing resolve, tempered by institutional savvy, can redefine Europe's center without fracturing it. Australia's Anthony Albanese offers a parallel lesson in quiet fortitude. Bondi's scars have unified a fractious polity, channeling
grief into bipartisan security upgrades and AUKUS momentum, even as Trump tariffs loom. Labor's embrace of Pacific solidarity over isolationism proves centerleft adaptability: in a multipolar world, vulnerability breeds innovation, turning diaspora diversity into diplomatic edge. These threads weave together, Italy's Mediterranean grit mirroring Australia's Indo-Pacific
poise, both nations modeling how domestic trials fuel global relevance. COP30's climate accords underscore it: shared threats demand integrated action, not silos. As 2026 dawns, the opinion crystallizes: politics thrives not in purity, but in reflective synthesis, where adversity forges unlikely bridges toward enduring stability.
può il governo rifiutare una Royal Commission sul più grave attentato terroristico mai avvenuto sul suolo australiano?”, si legge nel documento. “Sono state istituite commissioni per le banche e per l’assistenza agli anziani. A noi, che abbiamo perso figli, genitori e nonni, si chiede di aspettare”. Le famiglie parlano di segnali ignorati, di una crescita dell’odio antisemita e dell’estremismo che sarebbe stata sottovalutata per anni. Chiedono che una commissione federale indaghi su forze dell’ordine, intelligence e politiche pubbliche, per capire come sia stato possibile arrivare al massacro di Bondi. A dare voce al dolore è anche Sheina Gutnik, figlia di Reuven Morrison, 61 anni, ucciso dopo aver tentato di fermare uno degli attentatori. “Dobbiamo sapere come è potuto accadere – ha detto – e mettere in atto riforme sistemiche perché non succeda mai più”. Parole che fotografano un clima di paura diffusa: bambini che non si sentono al sicuro a scuola, studenti universitari che evitano i campus, famiglie che guardano sempre dov’è l’uscita. “Come madre ebrea – confessa Gutnik – è la prima cosa che faccio”. Il Primo Ministro Albanese, finora, ha respinto l’ipotesi di una Royal Commission federale, sostenendo che l’inchiesta avviata dal governo del New South Wales sia sufficiente, con il supporto di Canberra. Ma la sua posizione appare sempre più isolata. Al memoriale di Bondi è stato accolto da fischi e contestazioni, segno di una comunità ferita e arrabbiata, oltre che in lutto.
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Intanto nuovi episodi alimentano l’allarme: attacchi incendiari contro famiglie ebree a Melbourne, arresti per propaganda estremista in Australia Occidentale, documenti di sicurezza che già prima dell’attentato segnalavano il rischio di violenze durante Hanukkah. “La minaccia è reale e in crescita – avvertono i familiari. L’antisemitismo non è un problema di uno Stato, è una crisi nazionale”. Serve un’azione forte. Serve adesso. Bondi chiede giustizia. E l’Australia intera è chiamata a rispondere.
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Published by Italian Australian News
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