275 - 21 Gennaio 2026

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Riflessioni a margine

Buona bi-partenza...

Si riparte. Dopo la pausa estiva, dove abbiamo cercato di non lasciarvi soli con l'edizione "Summer" adesso siamo pronti ad un altro anno insieme, per approfondire e far conoscere i fatti, le storie, le opinioni e le inchieste che interessano la nostra comunità italiana d'Australia.

Questa è l'ultima edizione del mercoledì. Dalla prossima settimana troverete in edicola due edizioni. La prima, in uscita il martedì, conterrà le notizie del fine settimana appena trascorso e gli eventi comunitari che hanno reso protagonisti i volti della nostra gente in tutta Australia.

Nella seconda parte del giornale, una nuova rubrica dal titolo "all'italiana", che celebra storie, volti, aneddoti e temi legati alle eccellenze d'Italia in tutte le sue forme. Segue l'ormai nota pagina di articoli di attualità religiosa e dal Vaticano. Non possono poi mancare le pagine dei nostri affezionati collaboratori esteri, tra cui Ketty Millecro, Angelo Paratico e Marco Zacchera, seguita da una pagina dedicata agli scenari esteri.

Infine, sempre nell'edizione del martedì, trovate le migliori notizie della Serie A, Champions League e lo sport locale e internazionale, a cura del redattore sportivo Guglielmo Credentino.

Nell'edizione del venerdì, per la gioia del weekend, oltre alle notizie comunitarie per gli eventi che si sono svolti durante la settimana, vi proponiamo l'ormai nota rubrica "A Scuola" nonché una speciale pagina dedicata a "Mercati e Finanza."

Passano al venerdì alcune delle rubriche storiche. Tra queste, la pagina della Donna curata da Maria Grazia Storniolo, i contribuiti editoriali di Goffredo Palmerini, Daje de Punta a cura di Pino Forconi, storia e storie e infine una nuova rubrica su salute e benessere, per venire incontro ai suggerimenti pervenuti alla redazione durante gli anni dai nostri amati lettori.

Certi che questo nuovo formato continui a riscuotere successo nella comunità, vi diamo appuntamento a martedì prossimo!

A l lor a!

Nuovo Ambasciatore

Il nuovo Ambasciatore italiano in Australia, Nicola Lener, ha fatto il suo ingresso ufficiale a Canberra, ricevendo il primo incontro di benvenuto dal Vice Segretario del Dipartimento degli Affari Esteri Jamie Isbister.

Lener subentra a Paolo Crudele, assumendo formalmente le sue funzioni, pronto a rafforzare il legame tra Italia e Australia.

“Lontana per la geografia, ma vicina al nostro Paese per la storia dei numerosissimi connazionali che hanno contribuito alla

sfida: Allora! a due edizioni

Allora! compie un importante passo avanti. Due edizioni settimanali, martedì e venerdì, per essere ancora più vicini ai lettori. Non puntiamo sull'accrescere profitto, ma investiamo ancora una volta sulla nostra comunità, valorizzando le storie di chi vive, lavora e sogna ogni giorno. È un segnale chiaro. Il giornale cresce insieme alle persone, ascolta i bisogni reali e diventa un punto di riferimento solido, affidabile e partecipativo per tutti.

formazione della sua identità, l’Australia è un partner di crescente importanza per l’Italia nell’Indo Pacifico. Mi impegnerò per sviluppare ancor più le relazioni tra i nostri governi e i nostri popoli”, ha dichiarato Lenerin in un commento ufficiale che ha accompagnato l'avvenuta nomina. Nato a Cagliari il 18 agosto 1968 e laureato in giurisprudenza nel 1990, Lener entra in carriera diplomatica nel 1993. I suoi primi incarichi sono stati al Cerimoniale della Repubblica e alla Direzione Generale Affari Politici. Nel 1997 è secondo segretario commerciale a Lima, ruolo che lo porta a diventare primo segretario di legazione e poi primo segretario commerciale. Segue il periodo ad Amman come primo segretario commerciale e consigliere commerciale. Dal 2006 al 2010 è console generale a Casablanca, mentre dal 2010 al 2014 è primo consigliere a Ottawa. Tornato a Roma, assume ruoli di responsabilità alla Direzione Generale Promozione Sistema Paese e, nel 2019, viene nominato ambasciatore ad Abu Dhabi, accreditato anche presso l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA).

Negli ultimi anni, Lener ha operato in ruoli chiave alla Farnesina e presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinando la diplomazia giuridica multilaterale e gestendo la delegazione italiana per la presidenza del G7. La sua esperienza internazionale, unita a una profonda conoscenza delle politiche economiche, culturali e diplomatiche, lo rende particolarmente

preparato a guidare la missione italiana in Australia.

La nostra redazione desidera dare un caloroso benvenuto all’Ambasciatore Lener e auspica un incontro quanto prima per discutere delle tematiche che interessano la comunità italiana locale.

Una comunità numerosa e vitale, talvolta poco riconoscente, ma che sa ricordare con gratitudine quei diplomatici attenti ai suoi bisogni e alle sue istanze.

La presenza di un ambasciatore sensibile, pronto ad ascoltare e a dialogare, può diventare un ponte prezioso per rinsaldare legami storici, culturali ed economici tra Italia e Australia e all'interno della comunità italiana.

Con l'arrivo dell'Ambasciatore

Lener si apre una nuova fase di collaborazione, in cui la diplomazia italiana potrà valorizzare le eccellenze della comunità italiana, promuovere iniziative culturali e commerciali e rafforzare i rapporti bilaterali in un’area strategica come l’Indo Pacifico.

La speranza è che la sua esperienza, la competenza e l’attenzione alle persone possano rendere questa missione un punto di riferimento per tutti gli italiani in Australia e un simbolo concreto della vicinanza dello Stato italiano ai suoi cittadini oltre confine.

La redazione rinnova quindi il proprio augurio di buon lavoro all’Ambasciatore Nicola Lener e guarda con interesse agli sviluppi futuri, nella certezza che la sua guida saprà consolidare amicizia, cooperazione e dialogo tra le due nazioni.

Bisettimanale degli italo-australiani
Anno X - Numero 3 - Mercoledì 21 Gennaio 2026
Bisettimanale degli italo-australiani
di Marco Testa
Franco Baldi
Con Nicola Lener, nuovo capitolo nelle relazioni diplomatiche Italia-Australia
Epasa Sydney a Roma, conferenza patronati
Debutto vincente di Paolini
Ross, Music & Heritage: Viva la Fisarmonica!
Perché voterò SÌ al referendum giustizia
Solidarietà italiani d'Australia a Rovereto
Fiaccola in Sicilia per la 1ª tappa a Selinunte
Diretto da Marco Testa

istituzionali

Referendum Giustizia 22 e 23 marzo 2026 Informazioni per elettori italiani all’estero

Con Decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 gennaio 2026, è stata fissata per i giorni 22 e 23 marzo 2026 la data del referendum costituzionale confermativo, ai sensi dell’art. 138 della

Allora!

Published by Italian Australian News

National (Canberra)

1/33 Allara Street Canberra ACT 2601

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Redattore: Marco Testa

Assistenti editoriali:

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Servizi speciali e di opinione

Emanuele Esposito

Eventi comunitari e istituzionali

Asja Borin

Lorenzo Canu

Corrispondenti da Melbourne

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Redattore sportivo: Guglielmo Credentino

Pubblicità e spedizione: Maria Grazia Storniolo

Amministrazione: Giovanni Testa

Rubriche e servizi speciali: Alberto Macchione, Rosanna Perosino Dabbene

Pino Forconi

Anna De Peron

Collaboratori esteri: Ketty Millecro, Messina

Antonio Musmeci Catania, Roma

Aldo Nicosia, Università di Bari

Goffredo Palmerini, L’Aquila

Angelo Paratico, Editore in Verona

Marco Zacchera, Verbania

Agenzie stampa: ANSA, Comunicazione Inform NoveColonneATG, News.com

Euronews, RaiNews, AISE

The New Daily, Sky TG24, CNN News

Disclaimer:

Costituzione, recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, relativo alla cosiddetta “Riforma della giustizia”.

Il voto è un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione italiana. In base alla Legge 27 dicembre 2001, n. 459, i cittadini italiani residenti o temporaneamente all’estero, regolarmente iscritti nelle liste elettorali, possono esercitare il diritto di voto per corrispondenza, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza.

A tal fine, si raccomanda di verificare tempestivamente la correttezza dei propri dati anagrafici e di indirizzo presso l’Ufficio consolare competente e, se necessario, di procedere al loro aggiornamento, preferibilmente tramite il portale dei servizi consolari Fast It. Si ricorda che, per disposizione di legge, i plichi elettorali vengono spediti circa un mese prima della data del voto in Italia.

In alternativa al voto per corrispondenza, gli elettori iscritti all’AIRE possono scegliere di votare in Italia, presso il proprio Comune di iscrizione elettorale. Tale scelta deve essere comunicata per iscritto al Consolato di riferimento entro il decimo giorno successivo alla data di indizio-

ne della consultazione, e quindi entro il 24 gennaio 2026. L’opzione è valida esclusivamente per la consultazione referendaria per la quale viene esercitata.

La comunicazione di opzione può essere effettuata utilizzando l’apposito modulo disponibile sui siti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dei singoli Uffici consolari. Il modulo, compilato e firmato, deve essere accompagnato da copia di un documento di identità ed inviato o consegnato al Consolato a mano, per posta, per posta elettronica ordinaria o tramite PEC.

È responsabilità dell’elettore verificare che la comunicazione sia pervenuta nei termini stabiliti. Le richieste ricevute oltre il 24 gennaio 2026 non saranno considerate valide. L’opzione può essere revocata con le stesse modalità ed entro la medesima scadenza.

La normativa non prevede rimborsi per le spese di viaggio sostenute per rientrare in Italia in occasione del voto, ma esclusivamente agevolazioni tariffarie sul territorio nazionale. Per ulteriori informazioni, gli interessati sono invitati a rivolgersi al proprio Ufficio consolare di riferimento (Inform/AISE)

Nominati Coordinatori

Il Governo del Nuovo Galles del Sud ha annunciato un nuovo passo nel percorso di sostegno alle persone, alle famiglie e alle comunità colpite dal tragico attentato terroristico avvenuto a Bondi nel dicembre scorso.

Il Premier ha nominato Joseph La Posta, Amministratore Delegato di Multicultural NSW, Coordinatore Generale per la Ripresa della Comunità di Bondi, insieme a Michele Goldman, CEO del NSW Jewish Board of Deputies. I due Co-Coordinatori supervisioneranno congiuntamente i programmi di supporto

Cittadinanza italiana per figli minori nati all’estero

Sono entrate in vigore importanti novità sulla cittadinanza italiana per i figli minori nati all’estero, introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Le modifiche riguardano in particolare l’acquisto della cittadinanza “per beneficio di legge”, cioè tramite dichiarazione congiunta dei genitori, di cui almeno uno cittadino italiano.

Le nuove disposizioni mirano a semplificare le procedure, ridurre i costi per le famiglie e ampliare i tempi a disposizione per presentare le domande.

La prima novità riguarda i tempi per presentare la dichiarazione di acquisto della cittadinanza.

Per i minori nati dopo il 24 maggio 2025, ai sensi dell’articolo 4, comma 1-bis, lettera b) della Legge n. 91/1992, la dichiarazione dei genitori potrà essere presentata entro tre anni dalla nascita del minore, o dalla data successiva in cui viene stabilita la filiazione (anche adottiva) da cittadino italiano. In precedenza, il termine era limitato a un solo anno.

L’acquisto della cittadinanza da parte del minore decorre dal giorno successivo alla sottoscrizione della dichiarazione da par-

te di entrambi i genitori.

Un’altra importante novità riguarda i costi: a partire dal 1° gennaio 2026, tutte le istanze per la trasmissione della cittadinanza per beneficio di legge sono gratuite. È stato quindi eliminato il contributo di 250 euro da versare al Ministero dell’Interno.

La gratuità si applica sia: alle istanze presentate per i minorenni già nati al 24 maggio 2025 (ai sensi dell’art. 1, comma 1-ter del decreto-legge n. 36/2025), sia a quelle per i nati successivamente al 24 maggio 2025 (art. 4, comma 1-bis, lettera b della Legge n. 91/1992).

Per chi ha presentato l’istanza entro il 31 dicembre 2025 e ha pagato il contributo, non sono previsti rimborsi.

Per le domande presentate dal 1° gennaio 2026 da chi ha comunque effettuato il pagamento, sono in attesa istruzioni ministeriali: eventuali aggiornamenti verranno pubblicati non appena disponibili.

Le sedi consolari hanno già aggiornato i propri siti web e canali social con le nuove indicazioni affinché tutte le famiglie di connazionali interessate possano beneficiare delle nuove, più favorevoli, disposizioni.

per le famiglie delle vittime, i sopravvissuti, la comunità degli Eastern Suburbs e quella ebraica. Tra le priorità vi saranno il dialogo costante con i leader comunitari, il rafforzamento del benessere collettivo, la coesione sociale e il recupero a lungo termine.

Gli incarichi avranno una durata iniziale di almeno tre mesi e risponderanno direttamente al Premier. Nel frattempo, James Jegasothy è stato nominato CEO ad interim di Multicultural NSW per garantire continuità nel sostegno alle comunità.

“Chi l’avrebbe mai detto.” È con questa frase semplice ma potentissima che si apre il racconto di una storia editoriale fatta di sogni, ostacoli e determinazione.

Dalla settimana prossima, il giornale sarà in edicola e nei principali club italiani ogni martedì e venerdì: un traguardo che oggi sembra tanto semplice da far paura, ma che è il frutto di un cammino lungo e spesso faticoso.

Per capire davvero il valore di questo risultato bisogna tornare indietro al 2020, quando tutto ebbe inizio. In quell’anno nacque la convinzione che fosse possibile costruire qualcosa di diverso: un giornale tabloid disponibile in edicola a pagamento tanto quanto nei maggiori centri italiani a titolo gratuito, capace di parlare alla gente, di raccontare storie vere, di uscire dai binari rigidi del semplice “copia e incolla” delle agenzie. Non era solo un progetto editoriale, ma una sfida culturale. Una sfida che oggi acquista ancora più rilevanza. Si trattava di “prendere il volo”, di credere che anche una testata giovane potesse ritagliarsi uno spazio credibile e rispettato.

I primi passi furono umili ma coraggiosi. All’inizio il giornale usciva una volta al mese, poi ogni due settimane, quindi ogni mercoledì. Ogni cambiamento rappresentava un rischio, ma anche una dichiarazione di fiducia nel futuro. Crescere significava investire tempo, energie e risorse, senza la certezza di un ritorno immediato. In parallelo, si combatteva una battaglia per il riconoscimento ufficiale, chiedendo al governo italiano di valorizzare gli sforzi fatti nei due anni precedenti, quando tutto era ancora fragile e incerto.

Il percorso, però, non è stato facile. Lungo la strada sono comparsi numerosi ostacoli. Ci sono stati personaggi che, per motivi puramente personali o per invidia, non hanno voluto sostenere il progetto. Per taluni signori rappresentanti, malgrado i nostri sforzi, Allora! rimaneva una "schifezza di giornale" o anche "un opuscolo/foglio illustrativo dei servizi a pagamento di un patronato."

Gente incapace di guardare oltre il proprio interesse, che

ha preferito frenare invece di aiutarci a costruire qualcosa di nuovo.

Queste difficoltà, anziché spegnere l’entusiasmo, hanno rafforzato la convinzione che la direzione intrapresa fosse quella giusta. Ogni porta chiusa diventava una prova in più della necessità di andare avanti.

Accanto a queste ombre, però, ci sono state anche molte luci. Persone capaci, intelligenti, dotate di quel pizzico di ingegno indispensabile per capire quanto fosse importante avere un giornale vicino alla gente. Donne e uomini che hanno creduto nella possibilità di un’informazione diversa, più umana, più diretta, più attenta alle storie reali, pluralista. Grazie a loro, il progetto ha potuto crescere, migliorarsi e consolidarsi.

Oggi, guardando indietro, si può dire che ogni sacrificio è valso la pena. Il passaggio a una pubblicazione bisettimanale, ogni martedì e venerdì è un segnale forte. Il giornale Allora! è vivo, cammina con le proprie gambe e guarda al futuro con fiducia. Essere presenti con più regolarità significa entrare ancora di più nella quotidianità delle persone, diventare un punto di riferimento, una voce riconoscibile.

Dal 2021 a oggi, il viaggio è stato fatto di passi piccoli e grandi, di cadute e di ripartenze, di delusioni e di entusiasmi. Ma soprattutto è stato fatto di passione. E forse è proprio questa la vera notizia. Non abbiamo voluto fare di fretta o affrontare i problemi con superficialità. Secondo noi c’è ancora spazio per chi crede in un giornalismo che nasce dal cuore e parla alla gente.

A questa storia di impegno e di sogni si lega anche una ferita che ancora oggi fa male. Nell’aprile del 2025 ci ha lasciati il nostro amato Direttore Baldi, l’uomo che più di ogni altro ha saputo dare anima, forza e credibilità a questa testata. Baldi era una guida e un maestro: sapeva trasmettere passione e rigore, chiedere il massimo senza mai dimenticare il valore dell’umanità. Come Mosè che non vide mai la Terra Promessa, non ha potuto vedere fino in fondo i frutti più maturi del lavoro che aveva seminato, ma ogni passo che facciamo porta ancora il segno della sua visione.

Perché voterò SÌ al referendum sulla giustizia

di Emanuele Esposito

Vi offro un’opinione personale, senza ipocrisie.

Al referendum sulla giustizia voterò SÌ. Non per disciplina di partito, non per tifoseria politica e nemmeno perché “me lo chiede il governo”.

Voterò SÌ perché, dopo anni di dibattiti, scandali, correnti, veleni e ipocrisie, credo sia arrivato il momento di mettere ordine. E soprattutto perché difendere la magistratura non significa renderla intoccabile, ma renderla più credibile.

Chi racconta la separazione delle carriere come una vendetta contro i magistrati o come un colpo alla democrazia sta facendo propaganda, non informazione. Io parto da una considerazione semplice, quasi banale: chi accusa e chi giudica fanno due mestieri diversi. Punto. Non è una colpa, non è una diminuzione di status, non è una punizione. È una constatazione.

In qualsiasi altro ambito della vita pubblica pretendiamo ruoli chiari e responsabilità distinte. Nella giustizia, invece, dovremmo accettare un sistema che agli occhi dei cittadini appare sempre più opaco? Io no.

Il giudice deve essere terzo anche nella percezione, non solo nei manuali di diritto. Chi dice che “questa riforma non accorcia i processi” dice una cosa vera, ma anche irrilevante. Il problema della giustizia italiana non è solo il tempo, è il potere concentrato, gestito da pochi, spesso organizzato in correnti, talvolta autoreferenziale.

Il CSM, così come lo abbiamo conosciuto, non è più difendibile a occhi chiusi: gli scandali non li hanno inventati i giornali né i governi, li ha visti il Paese intero. Separare i CSM, dividerne le funzioni, togliere il potere disciplinare all’organo che governa le carriere è, per me, una scelta di igiene democratica. Chi ha davvero a cuore l’indipendenza della magistratura dovrebbe volerla meno esposta, non più chiusa. Un altro grande equivoco: questa riforma non mette i magistrati “sotto il controllo della politica”. L’Alta Corte disciplinare non è un tribunale politico, è un organo autonomo che separa finalmente chi governa le carriere da chi giudica gli errori. Chiedere responsabilità non significa limitare l’indipendenza. Al con-

trario: un potere forte è un potere che accetta controlli chiari, non che li teme. Non è vero che “così i magistrati avranno paura”. Chi lavora bene non ha nulla da temere. Chi sbaglia, come in ogni altro ambito dello Stato, deve risponderne. C’è poi un argomento che mi convince ancora di più a votare SÌ: l’idea per cui chiunque critichi l’assetto attuale della magistratura sia automaticamente un nemico della Costituzione. È un ricatto morale che non accetto più. La Costituzione non è un santuario immobile, è un organismo vivo. E se uno strumento di autogoverno non funziona più come dovrebbe, si riforma. Non si mitizza.

Come ha spiegato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il punto non è colpire la magistratura, ma restituirle autorevolez-

za. E l’autorevolezza non nasce dall’immunità, nasce dalla fiducia.

Perché il SÌ è una scelta di maturità democratica

Voterò SÌ perché voglio regole più chiare, ruoli distinti, meno correnti e più merito. Voglio una giustizia forte ma comprensibile, non chiusa in una torre d’avorio. La politica passerà, i governi cambieranno, ma questa riforma – se approvata – resterà. E allora preferisco assumermi la responsabilità di una scelta che guarda avanti, piuttosto che rifugiarmi nel “meglio non toccare nulla”. Votare SÌ non significa essere contro i magistrati. Significa essere dalla parte dei cittadini, di uno Stato di diritto più equilibrato, di una giustizia che non abbia bisogno di difendersi dalle critiche perché sa di poterle reggere.

After the Bondi tragedy, the government’s big announcement is the appointment of two Coordinators General. It sounds impressive, don't you think? It sounds organised. But for many people in NSW, me included, it doesn’t sound like help, it sounds like administration. Communities want counsellors, case workers, police presence, mental-health support, grants that arrive fast and services you

can see. What they get first is a title, a structure and a reporting line to the Premier. Coordination matters, but coordination is not recovery. People don’t heal in meetings or in carefully worded statements. And quietly, people are asking: how much does this cost? Salaries, staff, offices, advisers — before more frontline help appears. “Don’t worry, the Generals are coming” feels less like action, and more like jobs for the boys.

di Marco Testa

"State cancellando gli italiani nel mondo"

«C’era una volta l’Italia degli italiani nel mondo che sparì nel corso di una sola legislatura». Con queste parole forti e simboliche il Senatore Pd Francesco Giacobbe ha concluso oggi in Aula il suo intervento sul disegno di legge

“Disposizioni per la revisione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero”, richiamando anche la sua ferma opposizione alla legge che ha cancellato il principio della discendenza per gli italiani all’estero, una scelta che – ha sot-

Concord Hospital, crescono

le

attese: colpa al governo

I tempi di attesa al Concord Hospital continuano ad aumentare, come emerge dai nuovi dati pubblicati dal Bureau of Health Information relativi al periodo luglio–settembre 2025. Solo il 64,8% dei pazienti ha iniziato le cure nei tempi raccomandati, in netto calo rispetto all’81% registrato nello stesso trimestre del 2024. Anche la permanenza media nel pronto soccorso è cresciuta in modo significativo: oggi i pazienti attendono in media 4 ore e 51 minuti tra arrivo e dimissione, quasi un’ora in più rispetto all’anno precedente.

Le difficoltà riguardano soprattutto i casi classificati come emergenza e urgenza. Per i pazienti T2 solo il 51,8% riceve assistenza puntuale, mentre per i T3 la percentuale è scesa al 65,5%.

Anche i trasferimenti verso i reparti di cura entro 30 minuti sono diminuiti.

La deputata liberale per Drum-

moyne, Stephanie Di Pasqua, accusa il governo laburista guidato da Chris Minns di non aver investito abbastanza nel sistema sanitario. “I cittadini sanno già che i tempi di attesa sono diventati inaccettabili”, ha dichiarato, sostenendo che alcuni pazienti sarebbero arrivati a chiamare le radio locali pur di ottenere un letto. Di Pasqua ha precisato che la responsabilità non è del personale sanitario, ma della politica.

tolineato – ha già prodotto una frattura profonda tra lo Stato e le sue comunità nel mondo. Frattura e che ora rischia di acuirsi con questa nuova legge. Il Senatore ha, infatti, avvertito che il nuovo disegno di legge sui servizi all’estero rischia di assumere una traiettoria regressiva se non verrà profondamente corretto. «Vorrei che questo provvedimento non diventasse l’ennesima mannaia sulla nostra comunità –ha dichiarato – ma un’occasione vera di riforma, capace di elevare gli italiani all’estero allo stesso livello dei connazionali residenti in Italia».

Già nel corso dell’intervento, Giacobbe ha ribadito che gli italiani nel mondo non chiedono privilegi, ma diritti esigibili e servizi efficienti: «Chiedono risposte certe, canali di contatto umani e continui. Chiedono uno Stato che non arretri, ma che sappia essere presente anche oltre i confini nazionali».

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’innovazione come strumento di inclusione e non di esclusione. «Se davvero vogliamo parlare di modernizzazione – ha affermato – dobbiamo introdurre strumenti nuovi: un supporto telefonico attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, capace di rispondere ai diversi fusi orari, e la sperimentazione di agenti di intelligenza artificiale per il supporto al cittadino e per ridurre l’arretrato delle pratiche consolari».

Il Senatore, eletto nella circoscrizione Africa–Asia–Oceania–Antartide, ha quindi evidenziato tre criticità centrali del provvedimento: l’aumento della distanza tra Stato e cittadini fuori dall’Europa, l’introduzione di disuguaglianze legate alla geografia e al reddito, e la contraddizione tra la dichiarata modernizzazione e il ritorno a procedure analogiche e tempi fino a 36 mesi per le pratiche. «Un diritto – ha ammonito – quando dipende dal luogo in cui vivi o dalle tue possibilità economiche, smette di essere un diritto e diventa un privilegio».

In chiusura, Giacobbe ha ribadito il carattere costruttivo della sua opposizione: «Usiamo la tecnologia per avvicinare lo Stato, non per allontanarlo. Rendiamo questa riforma davvero moderna, digitale e inclusiva. Altrimenti saremo costretti a dire, ancora una volta: c’era una volta l’Italia degli italiani nel mondo».

L’identità che manca agli Europei, come secoli di storia insegnano

di Angela Casilli

L’Unione Europea ha un solo grande problema, quello della mancanza di un’identità, che solo il trascorrere del tempo e la storia possono creare.

E’ un organismo politico a tutti gli effetti, nato dal consenso di tanti europei, ma verso il quale i suoi membri non sentono di appartenere, per cui non riuscirà mai ad avere la sovranità necessaria a decidere, ad esempio, sulla pace o la guerra, decisioni difficili perché riguardano la vita stessa dei suoi cittadini.

Presi singolarmente, i cittadini europei sanno bene cosa vuol dire appartenere al proprio Paese, rispettare le sue leggi e la sua Costituzione. L’Unione Europea, al contrario, manca di una Costituzione che spieghi ai suoi cittadini, quali sono i suoi valori, i suoi principi fondanti, a cui fare riferimento nei momenti di maggiore “empasse”.

Non ha un passato l’Unione Europea e, soffre della mancanza di “identità“ che, per i progressisti, è una parola pericolosa, in quanto capace di instillare il germe del nazionalismo, del suprematismo, del razzismo, per via dell’esclusione dell’altro, del diverso. In sintesi, la cultura progressista, pur avendo fatto dell’europeismo la propria bandiera ideologica, non smette di stigmatizzare il concetto di identità e si suoi pericolosi effetti.

L’unica cosa che poteva vagamente somigliare ad una identità

europea è stato il programma Erasmus che, poco o nulla, è servito a formare una coscienza europea nelle nuove generazioni, e di cui ci si è resi conto solo quando la Russia ha aggredito l’Ucraina e Trump ha rinnegato l’Europa.

La prima condizione, quindi, perché si possa parlare di un vero soggetto politico europeo, operante in tal senso, è che gli stessi europei ne sentano la necessità e lo vogliano, consapevoli di avere tutti un passato comune, un passato che ha significato grandi conquiste dell’ingegno e dello spirito umano.

Grazie all’Europa, alla sua storia, al suo patrimonio spirituale, il mondo intero ha potuto conoscere e far suoi concetti e idee straordinari, come quelli di libertà, eguaglianza, tolleranza ed avvalersi di scoperte scientifiche che hanno avuto il merito di migliorare la vita di molti.

Solamente la consapevolezza della propria comune identità storica, può essere strutturalmente funzionale a fare dell’Unione un vero soggetto politico.

Tutto ciò sarà possibile solo quando l’Europa, i suoi intellettuali, i suoi politici, non avranno più paura della propria identità, del proprio passato e dei grandi valori che esso ci ha lasciato.

Se l’Europa ha un futuro possibile, questo deve iniziare dal suo passato: occorre riappropriarsi di esso. E questo solo la politica è in grado di farlo.

C’era una volta un Senatore

di Emanuele Esposito

C’era una volta, in un palazzo un po’ polveroso chiamato Parlamento, un senatore che dormiva. Non un semplice pisolino, ma un sonno lungo, comodo, tra faldoni dimenticati e promesse lasciate a metà. Fuori, però, il mondo non dormiva: milioni di italiani all’estero lavoravano, crescevano figli, aspettavano documenti, risposte, rispetto. E aspettavano invano.

Un freddo mattino di gennaio, accadde il miracolo: il senatore si svegliò. Andò in Aula e, con voce grave, disse: «C’era una volta l’Italia degli italiani nel mondo». Tono epico, accuse dure, indignazione improvvisa. Ma una domanda resta sospesa: dov’era quando i problemi nascevano?

Perché consolati sotto pressio-

ne, personale insufficiente, pratiche infinite non sono una novità. Esistono da anni. Anni in cui quel senatore sedeva comodo nelle maggioranze, con il potere di cambiare le cose. Eppure nulla è cambiato.

Ora che qualcuno prova a mettere regole, a dare ordine a un sistema confuso, chi ha dormito si sveglia gridando allo scandalo. Parla di diritti cancellati, di legami traditi, di comunità dimenticate. Strana favola: chi ha avuto il tempo di fare e non ha fatto, oggi accusa chi prova almeno a sistemare i danni. C’era una volta un senatore che parlava dopo aver dormito. Oggi, finalmente, c’è chi prova a fare. Fine della favola. Questa volta senza morale dolce, ma con un po’ di verità.

Blackout per sparare nel buio

Il blackout dell’informazione in Iran non è un dettaglio tecnico: è parte integrante della violenza. Spegnere internet mentre si spara sulla folla significa uccidere due volte: prima i corpi, poi la verità. Le cifre che emergono – almeno 12.000 morti in pochi giorni, secondo fonti incrociate – non sono solo un numero spaventoso. Sono il segno di un potere che, sentendosi minacciato, ha scelto di sopravvivere cancellando.

La repressione non appare come una risposta caotica al disordine, ma come un’operazione pianificata. Ordini dall’alto, uso sistematico di armi da guerra, oscuramento dei media, intimidazioni a famiglie e medici: tutto indica una strategia di terrore. Non si tratta di “mantenere l’ordine”, ma di spezzare la società, convincerla che ribellarsi significa morire nel silenzio.

Colpisce soprattutto l’età delle vittime. Giovani, spesso sotto i trent’anni, talvolta minorenni. Ragazzi che non chiedono privilegi, ma futuro. In molti casi lavoravano per sostenere famiglie povere, vivevano ai margini, e proprio per questo hanno osato alzare la voce. Ucciderli significa colpire la parte più viva e fragile del Paese.

Il regime iraniano sa che il mondo guarda, ma scommette sulla stanchezza dell’opinione pubblica internazionale. Sa che le immagini, se non circolano, non scandalizzano. Sa che senza video, senza nomi, senza storie, anche i morti diventano astratti. Per questo sequestra telecamere, parabole satellitari, telefoni: non per sicurezza, ma per impunità.

E l’Occidente? Tra dichiarazioni indignate e calcoli geopolitici, rischia di trasformare il dramma iraniano in una pedina. Minacce, promesse, mezze marce indietro: parole che, se non seguite da azioni coerenti, generano solo illusioni e poi tradimento. Chi scende in piazza credendo di essere protetto e scopre di essere solo paga il prezzo più alto.

Raccontare, documentare, ripetere i nomi delle vittime non è retorica: è resistenza. Ogni storia salvata dall’oblio è una sconfitta per chi voleva seppellirla nel silenzio. Il vero obiettivo del potere non è solo uccidere, ma far finta che non sia mai accaduto.

Per questo, oggi, la lotta degli iraniani non è solo contro i fucili. È contro l’oblio. E riguarda tutti: perché quando una strage viene nascosta senza conseguenze, il messaggio è chiaro. Domani potrebbe accadere ovunque.

Stalking Case on the Spotlight

As television celebrates her courage, a painful chapter of Eugenia Carfora’s life has returned to public attention. Carfora, principal of the Morano school in Caivano, is the real-life figure who inspired a new Rai TV series starring Luisa Ranieri. At the same time, the trial continues of Giuseppina Giugliano, a former school assistant accused of stalking Carfora. Giugliano first became known in early 2023 after claiming she commuted daily from Naples to Milan for work because she could not afford to live there. Initial sympathy later turned into doubt when it emerged that her trips were not as frequent as claimed and that she had taken long periods of sick leave.

Muslim Lobby's Bid to Influence Royal Probe?

A Muslim lobby is moving fast to organise around the new royal commission into anti-semitism and the Bondi Beach terror attack. Some Jewish and community leaders are already asking: is this about protecting civil liberties, or about hijacking an inquiry promised to victims of an anti-semitic massacre ?

There is nothing wrong with any community preparing submissions, hiring lawyers or forming advocacy teams. That is democracy. But the language now emerging from parts of the Muslim lobby – talk of “implications for legitimate political advocacy, dissent, and minority communities” – sounds less like a focus on anti-semitism and more like a pre-emptive defence of pro-Palestine campaigning and street politics.

The risk is obvious: an inquiry meant to examine why Jewish Australians were murdered for being Jewish could be dragged into yet another proxy war over Israel and Palestine.

Of course, Muslim and Arab Australians have every right to demand the commission look squarely at Islamophobia, racial profiling and the abuses that often follow anti-terror panics. Af-

ter years of securitisation, many fear that new laws and crackdowns will again land hardest on them. Ignoring those fears would be both unjust and politically foolish. Yet there is a line between insisting on fair treatment and trying to recast a royal commission about antisemitism into a broader grievance forum.

The brutal truth is that Australia is staring at twin crises: lethal antisemitism and a dangerous rise in anti-Muslim hatred, both turbo-charged by the conflict in the Middle East. A serious royal commission can and should address how these hatreds feed off each other, how online propaganda radicalises young men, and how social cohesion is fraying. But it cannot

do that if every organised group arrives determined primarily to protect its own brand of activism from scrutiny.

What should this Muslim lobby be trying to achieve? Not a takeover, but credibility. If it walked in saying: “Yes, antisemitism in our own backyard is real and must be confronted – and here is how to do that without trampling Muslim rights,” it would be much harder to paint its efforts as a hijack. Instead of competing for victim status, Australia’s communities should be competing to show who is most serious about defending both Jewish safety and genuine freedom of expression. That would be a royal commission worth fighting for.

Riad Salameh e il Libano da favola a farsa

C’era una volta Riad Salameh, il “mago” della finanza libanese, l’uomo che faceva sembrare la lira forte come Hulk e le banche solide come il cemento armato. Per trent’anni è stato il signore dei tassi di cambio, il domatore dei mercati, il rassicuratore ufficiale di ministri, ambasciatori e investitori ansiosi. Poi, come in tutte le favole moderne, il castello si è trasformato in zucca.

Ora il nostro ex governatore, 75 primavere e un curriculum da star della finanza, è diretto alla Corte di Cassazione, il tribunale che non perdona e non concede bis. Niente “ripetiamo la scena”: quello che decide è definitivo. Se non si presenta, lo vanno a prendere con le manette, come in un film di serie B. Lui, ovviamente, giura di essere più pulito di una camicia appena uscita dalla lavanderia.

Peccato che per molti libanesi Salameh non è il salvatore, ma il direttore d’orchestra del Titanic: musica rassicurante mentre la

nave affondava. Nel 2019 è arrivata la doccia fredda: banche sbarrate, conti congelati, risparmi diventati ricordi, stipendi che non comprano nemmeno il pane. Le accuse sembrano uscite da un romanzo giallo di lusso: 42 milioni spariti, un appartamento francese affittato a cifre da sceicco a una ex fiamma, società offshore che fanno più giri del Giro d’Italia per nascondere centinaia

di milioni finiti chissà dove. Il nuovo capo della Banca centrale, Karim Souaid, promette pulizie di primavera: denunce, società fantasma smascherate, valigette sospette aperte. Dice che stavolta si collabora davvero con gli stranieri. I libanesi ascoltano, ma tengono una mano sul portafoglio e l’altra sul cuore: troppe promesse sono finite nel nulla.

In November 2023 she was temporarily assigned to the Morano school in Caivano, led by Carfora. Problems escalated in 2024, when the principal formally challenged Giugliano over prolonged and allegedly unjustified absences. This process ended with her dismissal.

According to prosecutors, Giugliano then began harassing Carfora with emails and social media messages. Even after a restraining order banned contact, the messages continued. Repeated violations led first to house arrest and later to a brief period in prison.

She is now again under house arrest, awaiting the next court hearing scheduled for 23 February.

Ross, Music and Heritage: Viva la Fisarmonica!

I first met Ross Talarico during my visits to Melbourne’s Italian clubs. A dedicated secondary school teacher of music and Italian, Ross has spent decades inspiring students in the classroom—and audiences on stage. I wanted to share his story and showcase his work with his long-standing band, No Limits.

“My music journey began at the age of eight,” Ross recalls. “My uncle returned from Italy with a tiny toy accordion. I loved it so much that I played it every day— until it snapped in half!” Another uncle, who played accordion at family gatherings, further fueled his fascination. “I would sit close, mesmerised by the sound, the tonal qualities—it was magical.”

Sunday nights brought another spark. Watching New Faces on TV, Ross saw a professional accordionist perform and immediately ran to the garage to start playing his own instrument. That moment set the stage for formal lessons at age 10 with Giuseppe Maggiore. “My parents, like many migrants, wanted a better life for their children,” he says.

“Even though my dad worried about balancing school and music, he supported me fully.”

Ross began with six months of Solfeggio, then studied classical Stradella Accordion at Andrios School of Music under Maestro Tony Andrios, who helped establish the instrument in the Australian Music Examination Board system. He completed all grades, earning an Associate

Diploma, and embarked on a professional career spanning 38 years.

Today, Ross performs both as a soloist and with No Limits, a band he has been part of for 26 years, alongside Tony Merlino and Joe Bonanno. Versatile across genres, Ross also plays piano and keyboards, performing at weddings, festivals, and Italian club events throughout Melbourne.

Beyond performing, Ross is deeply committed to teaching.

“Watching a student light up when they master a song reminds me why I started,” he says.

His dual role as musician and educator allows him to nurture future generations of performers while preserving Italian musical heritage.

“I love helping the Italian community celebrate dance, family, and connection,” he says.

From the Lygon Street festas to the Italian Song Festival, Ross plays tangos, waltzes, and classic ballo liscio tunes that transport audiences to a bygone era when the accordion brought people together. “Music has the power to connect generations and create memories. Viva La Fisarmonica!”

No Limits is widely regarded as one of Melbourne’s premier Italian bands, known for their versatility, deep cultural engagement, and ability to bring audiences into the heart of Italy through music. Their performances are not just entertainment—they are a celebration of heritage, family, and the enduring joy of music.

Brunetti Classico flagship at Melbourne Airport

Brunetti Classico has officially expanded its presence at Melbourne Airport, opening a major new venue in Terminal 1 in December 2025, just in time for the busy summer travel period.

The opening marked the brand’s third airport location, joining its existing venues in Terminal 2 (International) and Terminal 4 (Budget Domestic). With the addition of Terminal 1, Brunetti Classico has completed its footprint across the airport’s main passenger terminals, a significant milestone for the Melbourne institution that has been part of the city’s food culture since 1985.

Located near Gate 1, the new venue covers more than 1,000 square metres and was designed by long-time collaborators Technē Architecture + Interior Design. The space blends traditional Italian café culture with contemporary airport design, creating what the brand describes as a “high street” experience within the terminal, separate from the main food court.

The development features three interconnected areas: a 350-square-metre Brunetti Classico café, a 400-square-metre adjoining pub, and a 285-square-metre upper lounge offering views of the tarmac and relaxed seating for travellers. Together, the spaces form a hospitality hub catering both to passengers looking for a quick coffee and those wanting to enjoy a longer pre-flight meal.

The Terminal 1 venue introduced several menu items exclusive to the location, including freshly baked Danish pastries and pizza al taglio, along with a curated beer and wine list. These sit alongside Brunetti Classico’s signature range of Italian cakes, pastries, biscotti, mignons, panini and savoury dishes, all produced in Melbourne. Traditional Italian coffee, prepared behind the bar, remains at the heart of the experience.

Technē Architecture said the design draws on the atmosphere of 1950s Italian cafés, with warm timber tones, tactile finishes and prominent food displays designed to attract travellers pass-

ing through the terminal. While rich in character, the space was also designed for practicality, with accessible dining areas, generous seating and charging points for devices.

Brunetti Classico director Fabio Angele said the opening represented more than a simple expansion.

“Wherever you’re flying, Brunetti Classico is now there to meet you,” he said at the opening. “This space is a celebration of our roots, our hospitality, and our Melbourne story — now continuing through every terminal at Melbourne Airport.”

Founded in Carlton in 1985 as an authentic Italian pasticceria, Brunetti Classico has grown into one of Melbourne’s most recognisable hospitality brands, with locations in Carlton, Moonee Ponds, Coburg and across Melbourne Airport. Known for its Italian-style service, quality coffee, traditional pastries and broad savoury menu, the brand has long attracted both locals and visitors. The Terminal 1 opening reflects the changing expectations of travellers, who increasingly look for high-quality food and comfortable spaces in major transport hubs.

Aperto il West Gate Tunnel

di Mariano Coreno

Melbourne ha assistito all’inaugurazione del tanto discusso West Gate Tunnel, un’infrastruttura attesa da anni e al centro di polemiche per costi e ritardi.

Progettato nel 2013 sotto il governo del Premier Daniel Andrews, rimane una delle infrastrutture più ambiziose realizzate a Melbourne negli ultimi venti anni.

Alla cerimonia di apertura, la Premier Jacinta Allan ha sottolineato l’impatto positivo dell’opera sul traffico cittadino: “Il West Gate Tunnel è ora aperto e cambierà le abitudini degli automobilisti che viaggiano nella città e nello Stato del Victoria."

"Significa, ha aggiunto, che le famiglie possono tornare a casa prima grazie alla riduzione della congestione del traffico, e i residenti dell’ovest non avranno più problemi legati ai mezzi pesanti.”

Non mancano però le critiche: il pedaggio per le auto è di circa 4 dollari a viaggio, con punte fino a 10 dollari nelle ore di punta, dalle 7 alle 9 del mattino.

Alcuni cittadini si dicono preoccupati per l’impatto economico quotidiano, mentre altri resta-

no fiduciosi sui benefici a lungo termine.

Il West Gate Tunnel promette di rivoluzionare la mobilità a Melbourne e nello Stato del Victoria, alleggerendo le principali arterie stradali e migliorando la qualità della vita dei residenti, ma resta da vedere se i vantaggi supereranno i costi del pedaggio e le aspettative della popolazione. Come dice il proverbio:" Senza soldi non si canta messa."

Federazione Lucana Ballo Liscio - open bar, pizze Venerdì, 13 febbraio - 6.30pm Leonardo Santomartino: 0499 988 687; (03) 9386 4687

L’esperienza della SAATI a Siena

Dopo una lunga giornata di studio all’Università di Siena, i partecipanti al programma della SA Association of Teachers of Italian (SAATI) hanno condiviso un momento di relax nel centro storico, chiudendo giornate intense e stimolanti.

Il soggiorno è stato formativo e ricco di scambi: lezioni e incontri hanno permesso agli insegnanti di approfondire lingua e cultura italiana e di confrontarsi con colleghi da realtà diverse, portando nuove idee nelle scuole del South Australia.

Durante uno degli appuntamenti, Silvia ha spiegato i vantaggi di diventare membri di SAATI, sottolineando l’importanza di fare rete per promuovere l’italiano nelle scuole. L’associazione offre formazione, progetti educativi e opportunità per docenti e studenti.

Un sentito grazie a UniSA e all’Università di Adelaide per aver reso possibile questa esperienza a Siena, che continuerà a dare frutti nelle aule australiane, rafforzando il legame tra cultura italiana e nuove generazioni.

Villani in concerto a Nelson

Italiani a Nelson – non perdete l’esclusivo concerto del rinomato pianista Flavio Villani, in programma il prossimo 6 marzo a Nelson, Nuova Zelanda. L’evento, sponsorizzato dal COMITES Nuova Zelanda, rappresenta un appuntamento di grande valore culturale per la comunità italiana

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Comunitario

Gruppo Pensionati di Fairfield organizza una gita in pullman nella Hunter Valley, sabato 28 febbraio 2026. Partenza ore 6.30am dal Club Marconi. Ggiornata di relax, buon cibo e compagnia. In programma: morning tea e sosta in una fabbrica di cioccolato. Poi tappa a Pangallo Estate con pranzo al sacco nel verde. Degustazione di prodotti locali: olio, olive, formaggi e vino. Possibilità di raccogliere l’uva in vigna. Costo: $55 pp. Rientro ore 19.30 al Club Marconi.

Info e prenotazioni:

Rosa 0401 270 703

Tina 0405 002 714

Adelaide (02) 9728 6269

ILC Strengthens Vital Support for Teachers

Even during the summer holidays, the Italian Language Centre (ILC) in Brisbane continues to work at full pace, confirming its long-standing commitment to supporting teachers and promoting Italian language and culture across Queensland.

This week, ILC proudly welcomed an Italian teacher from Yarraman State School to its Centre for a Summer School short course. Travelling all the way from the Toowoomba region, the teacher took part in an intensive program designed to offer professional development and practical classroom strategies. The course provided new tools, ideas and resources to strengthen teaching practice and inspire students learning Italian.

The visit highlighted the dedication of educators who go the extra mile to keep language learning alive in their schools. ILC thanked the teacher for her long journey and for her ongoing commitment to passing Italian language and culture on to the next generation.

At the same time, ILC recently hosted Italian teachers from several primary schools for a col-

laborative planning session. The focus was on designing engaging activities aligned with the Australian Curriculum, ensuring that lessons are both culturally rich and educationally relevant.

Teachers shared ideas, classroom experiences and successful strategies, creating a space for cooperation and professional growth.

“It was a fantastic opportunity to collaborate and build meaningful learning experiences together,” said the ILC team, expressing gratitude for the enthusiasm and dedication shown by participating teachers.

Since 1980, the Italian Language Centre has supported Italian programs in State, Catholic and Independent schools across

Queensland, with hubs in Brisbane, the Sunshine Coast, Cairns and Townsville. ILC is part of the SFIM network supported by the Italian Ministry of Foreign Affairs (MAECI), whose funding helps maintain and grow Italian language education in Australia. Through the 2025 project “Curriculum Vivo: l’Italiano nel Mondo Reale,” ILC offered a wide range of services: school excursions, in-class support sessions, teaching resources, professional development workshops, tailored planning support, and senior student workshops for Years 11 and 12. Many of these services are also available online, ensuring support reaches teachers in remote areas.

Azzurri's win over Etna in Coppa Italia WA Cup

Perth Azzurri claimed the first silverware of the 2026 season with a 2–0 victory over Balcatta Etna in the Coppa Italia WA Final at Dorrien Gardens on Saturday evening.

e per tutti gli amanti della musica classica. Intitolato Memoria: Echoes & Transformations, il concerto propone un viaggio musicale che unisce repertorio classico e composizioni originali in una serata di riflessione, rinnovamento e trasformazione emotiva. Al centro del programma c’è il ruolo della musica nel serbare ricordi, rimodellare emozioni e svelare nuovi paesaggi interiori.

La prima parte accosta la monumentale Chaconne in re minore di Bach-Busoni alla In Memoriam Suite di Villani, nata durante un periodo di profonda introspezione personale. La seconda parte si apre con la travolgente Rapsodia in si minore op.79 n.1 di Brahms, prosegue con gli intimi Intermezzi op.117, definiti dal compositore “le ninne nanne dei miei dolori”, e si conclude con l’architettura spirituale e luminosa del Prélude, Choral et Fugue di César Franck.

Flavio Villani, pianista italo-neozelandese, è riconosciuto a livello internazionale per la sua sensibilità interpretativa.

Formatosi in Italia, ha conseguito un Master con lode all’Università di Auckland ed è in attesa dell’esito finale del suo dottorato all’Università di Waikato.

Both sides arrived in strong form after semi-final wins. Azzurri overcame reigning NPLWA champions Bayswater City 3–1, with goals from Ethan Brooks, Josh Cala and Evans Moorehouse. Cala said the performance showed “promising signs for the season ahead,” despite key players missing. Balcatta Etna defeated Fremantle City 3–0, with new signings Charlie Betts Jnr and Iljas Ahmadov making an immediate impact. Coach Terry Nicolaou praised his squad’s composure after a busy day of two matches.

In the final, Michael Scafetta opened the scoring following

a run by Ethan Banks and later converted a penalty after Sam Pollard was brought down in the box. His clinical finishing secured the 2–0 win, handing Azzurri the Coppa Italia trophy.

Fans enjoyed a vibrant atmosphere with free entry, bar and canteen facilities, making it a true celebration of football and Italian culture. Supporters cheered every move as both teams displayed high-quality play and tactical skill.

The win sets a positive tone for Perth Azzurri’s 2026 campaign, with eyes now on the NPLWA season ahead.

Nuova tecnologia per il controllo dei parcheggi

Il Comune di Wollongong avvierà un progetto pilota di 12 mesi per testare un nuovo sistema di monitoraggio elettronico dei parcheggi a tempo, con l’obiettivo di garantire un accesso più equo ai principali punti di sosta della città.

La nuova tecnologia utilizza telecamere montate sui veicoli degli agenti di controllo, che catturano i dati delle targhe e consentono di sorvegliare le zone a tempo in modo più efficiente rispetto al tradizionale metodo manuale di segnare le gomme.

Lavori in Spiagga a North Gong

Il Comune di Wollongong si prepara a iniziare la seconda fase dei lavori di estensione della Emma McKeon Promenade a North Wollongong Beach, prevista per fine febbraio. La fase 2 prevede la sostituzione del vecchio muro tra il North Wollongong Surf Club e il Bathers Pavilion con una nuova struttura a gradoni, in continuità con la prima fase. Il progetto

include gradinate in cemento, rampe d’accesso per tutti e aree terrazzate vicino al Pavilion, migliorando fruibilità e sicurezza.

Oltre al muro, saranno effettuati lavori di manutenzione su chiosco e pavilion, senza chiusure significative. L’intervento garantirà protezione costiera, preservando edifici storici e spazi verdi, e arricchirà l’esperienza della comunità.

A partire da febbraio 2026, tutte le aree a tempo di Wollongong, Keiraville, Gwynneville e alcune zone di Fairy Meadow e North Wollongong saranno monitorate nell’ambito del progetto pilota. Tra le aree interessate figurano i parcheggi del CBD, le strade lungo la Blue Mile e le zone circostanti l’University of Wollongong, punti notoriamente ad alto traffico.

“Il parcheggio è sempre un tema delicato, come abbiamo visto durante il periodo natalizio e di Capodanno”, ha commentato la Lord Mayor di Wollongong, Councillor Tania Brown. “Le zone a tempo sono fondamentali per garantire un accesso efficiente e equo, specialmente nei luoghi ad alta richiesta come il centro città e l’area intorno all’UOW. Molti residenti e commercianti ci hanno segnalato frustrazione per chi sosta oltre il tempo consentito, e questo progetto pilota potrebbe aiutarci a risolvere il problema”.

Attualmente, il centro città offre circa 7.700 posti auto pubblici, e la rotazione veloce dei veicoli in aree a tempo è essenziale per supportare le attività commerciali, permettendo ai clienti di parcheggiare, fare acquisti e lasciare spazio ad altri utenti.

Durante la sperimentazione, le multe o le notifiche generate dal sistema elettronico saranno emesse preferibilmente in forma cartacea e applicate direttamente sui veicoli.

Se ciò non fosse possibile, le sanzioni verranno inviate per posta. La tecnologia utilizza un sistema di sfocatura dei volti e non raccoglie dati personali oltre al numero di targa.

Sentito grazie alla comunità

Dopo un fine settimana caratterizzato da condizioni di pericolo estremo di incendi, il Ministro per i Servizi di Polizia, Incendi ed Emergenze, Dr. Marisa Paterson, ha ringraziato la comunità di Canberra per la collaborazione e il rispetto delle norme durante l’ultimo Giorno di Divieto Totale di Fuoco (TOBAN).

Per la prima volta in sei anni, la piena cooperazione dei cittadini ha giocato un ruolo cruciale nel prevenire incendi di grande portata, garantendo la sicurezza della comunità.

“Sebbene le condizioni di pericolo estremo siano leggermente diminuite, i rischi legati ai disastri naturali rimangono elevati”, ha dichiarato il Ministro. Il Bureau of Meteorology prevede temporali tra oggi, mercoledì, e domani, giovedì, e le autorità invitano tutti a rimanere vigili e pronti a reagire rapidamente ai cambiamenti climatici. Il Ministro ha inoltre riconosciuto l’impegno dei vigili del fuoco e del personale dei servizi di emergenza, che hanno individuato, contenuto e spento più di cinque incendi scoppiati nell’ACT

nella prima metà di gennaio. “Molti incendi sono stati causati da fulmini in aree remote, ma grazie all’uso di tecnologia, voli di sorveglianza e alla competenza del personale, tutti sono stati controllati rapidamente”, ha spiegato. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche a coloro che hanno prestato supporto interstatale: membri del ACT Rural Fire Service, ACT Parks and Conservation Service e del ACT State Emergency Service sono attualmente impegnati in Victoria per sostenere le operazioni antincendio.

Il Commissario ESA, Wayne Phillips, ha lodato l’impegno dei volontari e dello staff, molti dei quali hanno rinunciato a momenti familiari durante le vacanze per proteggere la comunità. “Il loro contributo continua oggi con oltre 20 membri dell’ACT in Victoria, e auguriamo loro un ritorno sicuro, pensando a chi in Victoria sta affrontando incendi devastanti”, ha concluso.

La comunità è invitata a non abbassare la guardia: “Le condizioni della scorsa settimana potrebbero anticipare scenari futuri."

Fervono i preparativi per un'altra Festa Italia

Hobart is set to embrace the sights, sounds, and flavours of Italy once again as Festa Italia returns on Sunday, 15 February 2026, at the Australian Italian Club in North Hobart. Running from 11:00 am to 5:00 pm, this free, family-friendly event promises a full day of Italian culture, cuisine, and community spirit.

Attendees can expect a vibrant celebration with authentic Italian food and drinks, from freshly baked pizzas and hearty pasta dishes to a tempting array of Italian sweets. The event is designed to transport visitors straight to Italy, offering not just culinary delights but also an immersive cultural experience.

Live folk music and traditional dance performances will entertain guests throughout the day, creating an atmosphere reminiscent of an Italian piazza.

Children and families will enjoy a variety of activities designed to engage all ages, making Festa Italia an inclusive celebration for the entire community.

Organisers emphasise that the event is smoke-free and accessi-

ble, inviting locals and visitors alike to relax, enjoy, and connect with Italian heritage in Tasmania. It’s a chance not only to savour delicious food but also to experience the warmth and hospitality of Italian culture.

The Australian Italian Club, located at 77 Federal Street, North Hobart, will host the iconic allthings-italian festival, providing the perfect backdrop for a day of music, food, and fun. Whether you are of Italian descent or simply a lover of Italian traditions, Festa Italia offers a unique opportuni-

ty to celebrate and share in a rich cultural heritage.

Mark your calendars and gather your friends and family for a day of authentic Italian experiences. Don’t forget to bring your appetite and your love of Italian traditions! For more details and updates, check the event’s Facebook page or contact the organisers at festaitaliahobart@gmail.com.

Festa Italia is more than a festival—it’s a celebration of community, culture, and the flavours that make Italy unforgettable. Don’t miss it!

Epasa Sydney a Roma per la conferenza internazionale sui patronati esteri

La sede di Sydney sarà protagonista a Roma dal 19 al 23 gennaio 2026 in occasione della conferenza internazionale sui patronati esteri organizzata da Epasa-Itaco. Un evento di grande rilevanza che riunisce delegazioni provenienti da tutto il mondo con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei patronati all’estero e costruire una rete sempre più solida al servizio degli italiani fuori dai confini nazionali.

A rappresentare la sede australiana saranno Maria Grazia Storniolo, responsabile della sede, e Giovanni Testa, in qualità di Executive Officer. I due arriveranno nella Capitale per partecipare attivamente al seminario internazionale e portare a Roma l'esperienza maturata in oltre 20 anni di servizio in molteplici comunità di italiani d'Australia.

Le attività della conferenza inizieranno ufficialmente lunedì 19 gennaio presso la sede nazionale Epasa-Itaco in Piazza Armellini, dove sono previste tre giornate di incontri, riunioni operative e momenti di confronto tra le varie sedi estere e la struttura centrale. Sarà un’occasione preziosa per condividere esperienze, buone pratiche e criticità legate al lavoro quotidiano dei patronati nei diversi contesti nazionali.

Mercoledì 21 gennaio, al termine dei lavori, è prevista anche una visita guidata ai Musei Vaticani, un momento culturale che si inserisce in un programma intenso ma equilibrato, capace

Maria Grazia Storniolo e Giovanni Testa all'aeroporto di Sydney, in partenza per Roma di coniugare lavoro, formazione e conoscenza del patrimonio artistico italiano. Il cuore dell’evento sarà il seminario internazionale Epasa-Itaco dal titolo "Tessiamo il domani – Persone, Competenze, Connessioni", in programma giovedì 22 e venerdì 23 gennaio presso il Centro Congressi Cavour. Due giornate di lavori, tavole rotonde e gruppi di studio dedicati al futuro dei patronati, al rafforzamento delle competenze degli operatori, all’innovazione dei servizi e alla costruzione di reti

sempre più efficaci tra le sedi nel mondo.

La partecipazione di Epasa Sydney assume un valore particolare perché rappresenta una delle realtà più attive nel supporto agli italiani in Australia, un Paese che continua ad attrarre nuove ondate migratorie ma che ospita anche una storica comunità di origine italiana.

Maria Grazia Storniolo, responsabile della sede di Sydney, sottolinea l’importanza di questo appuntamento: "Essere presenti a Roma significa sentirsi parte di

una grande famiglia che lavora ogni giorno per tutelare i diritti degli italiani all’estero. Per noi di Sydney è fondamentale portare la voce della nostra comunità, raccontare le difficoltà ma anche i successi di chi vive in Australia e si affida al patronato per orientarsi tra pensioni, assistenza sociale e pratiche burocratiche". Storniolo evidenzia anche il valore dello scambio tra le diverse sedi: "Ogni Paese ha le sue regole e le sue complessità, ma i bisogni delle persone sono spesso gli stessi: essere ascoltati, ac-

compagnati, rispettati. Incontri come questo ci permettono di imparare gli uni dagli altri e di tornare a casa con strumenti nuovi e una motivazione ancora più forte".

Anche Giovanni Testa, Executive Officer di Epasa Sydney, guarda alla conferenza come a un passaggio strategico per il futuro: "Il titolo del seminario, 'Tessiamo il domani', è fondamentale. Il nostro lavoro non è solo risolvere pratiche, ma costruire relazioni, creare fiducia, mettere in rete competenze. Partecipare a questo appuntamento internazionale ci permette di rafforzare il legame con la sede centrale e con le altre realtà estere, e di portare l’esperienza australiana in un contesto più ampio".

Testa aggiunge: "L’Australia è un laboratorio interessante, con una comunità italiana molto attiva ma anche con nuove generazioni che hanno esigenze diverse rispetto al passato. Dobbiamo saper leggere questi cambiamenti e adattare i nostri servizi. Confrontarci a Roma con colleghi da tutto il mondo ci aiuta proprio in questo: capire dove stiamo andando e come migliorare".

Per Epasa Sydney, dunque, la presenza a Roma non è solo un momento istituzionale, ma un investimento sul futuro. Tornare in Australia dopo questa esperienza significherà portare con sé nuove idee, contatti e prospettive, per rendere il patronato sempre più vicino alle persone.

Tito Giribaldi, un piemotese doc tra coraggio, lavoro e famiglia

di Mara Giribaldi Gullotta

La vita di Tito Giribaldi è stata il racconto autentico di una generazione che non ha avuto paura di partire, di ricominciare da zero e di costruire il futuro con le proprie mani. Nato il 13 luglio 1937 a Cissone, piccolo paese delle Langhe in provincia di Cuneo, Tito crebbe in un ambiente dove il lavoro, la dignità e la famiglia erano valori quotidiani, non parole da pronunciare. Era, prima di tutto, un fiero piemontese: portava con sé l’orgoglio delle sue colline, il carattere schietto della sua gente e l’amore per una terra che non ha mai davvero lasciato.

Figlio di Felice, assicuratore a Serravalle, e di Carolina, che sotto l’ufficio del marito gestiva una trattoria di cucina piemontese, imparò presto il significato della fatica e dell’impegno. Con i fratelli Walter, Giulio, Pia ed Enzo condivise un’infanzia semplice, segnata dal sacrificio ma anche da legami forti. Quelle radici solide, profondamente piemontesi, lo accompagnarono per tutta la vita, guidando le sue scelte e il suo modo di stare al mondo.

Nel 1956, a soli 18 anni, Tito lasciò l’Italia per l’Australia. Come tanti giovani del dopoguerra partì con una valigia leggera e un cuore colmo di speranza, ma anche di timore. Non partì mai davvero, però, dentro di sé: restò sempre legato al Piemonte, alla sua lingua, ai suoi sapori, ai suoi ricordi. In terra australiana non si tirò mai indietro: lavorò nei campi, nelle vigne, nei cantieri, ovunque ci fosse bisogno di braccia forti e di volontà. Con i fratelli fu agricoltore e vignaiolo a Cobbitty, nella cantina di famiglia, producendo persino il Barbera che sarebbe stato servito al suo matrimonio, simbolo di un legame mai spezzato con la terra d’origine.

In Australia incontrò Ilvana, la donna con cui avrebbe condiviso tutta la vita. Si sposarono a Tenterfield e una bottiglia del vino delle nozze fu conservata per 25 anni, fino a essere stappata per celebrare un anniversario speciale. Il loro matrimonio, durato 56 anni, fu costruito su rispetto, sacrificio e complicità. Insieme affrontarono difficoltà, cambiamenti e sogni, sempre fianco a fianco, con quella tenacia silenziosa tipica dei piemontesi.

Tito prese parte anche a una

delle grandi imprese dell’Australia moderna lavorando allo Snowy Mountains Scheme, progetto simbolo dell’emigrazione europea e dello sviluppo del Paese. Tornato a Camden, lavorò per la Clutha Mining Company come camionista, magazziniere e operatore di gru a ponte.

Era un uomo che non si risparmiava, che considerava il lavoro non solo un dovere, ma una forma di dignità. Solo dopo molti anni riuscì a realizzare il sogno di diventare piccolo imprenditore: con Ilvana acquistò una tabaccheria a Campbelltown, che gestirono insieme per oltre 15 anni, condividendo ogni fatica e ogni soddisfazione.

Tito era un uomo fiero, concreto, instancabile. Amava l’ordine, la casa e il giardino curati con precisione, quasi a voler riflettere all’esterno l’equilibrio che cercava dentro. Era conosciuto per l’arguzia, per il senso dell’umorismo, per le opinioni forti e per le conversazioni dirette che non lasciavano mai indifferenti. Diceva quello che pensava, senza giri di parole, ma sempre con onestà.

Fedele alla sua fede cattolica e ai valori della famiglia, Tito trovava la sua più grande ricchezza negli affetti. Era orgoglioso dei figli Danilo e Mara, della nuora Mary e del genero John. Ma il suo sorriso più grande era per i nipoti Jacob, Bernadette, Isaac e Dominic, che ha seguito con attenzione, affetto e una presenza costante, fatta di esempi più che di parole.

La sua vita è stata quella di un uomo “senza rumore”, che non ha cercato applausi ma ha lasciato segni profondi. È stato ponte tra due mondi: l’Italia che ha lasciato e l’Australia che lo ha accolto. Sempre, però, con il cuore rivolto al Piemonte. Tito Giribaldi rappresenta una generazione intera: quella che ha saputo partire, resistere, costruire e amare. La sua eredità non è fatta di ricchezze materiali, ma di valori: il rispetto, il lavoro, la famiglia, l’orgoglio delle proprie radici. Sono questi i semi che ha lasciato, e che continueranno a crescere nelle persone che lo hanno amato e che porteranno avanti, ogni giorno, il suo esempio.

Tito in un viaggio di ritorno nella sua Cissone
Enzo, Tito, Pia, Walter e Giulio Giribaldi
Tito e Ilvana Giribaldi
La famiglia Giribaldi a Cobbitty
Giovani sposini Tito e Ilvana Giribaldi
Il giovane Tito
Casa della famiglia Giribaldi a Serravalle, con l’ufficio di assicurazioni del padre Felice al piano superiore e la trattoria al piano inferiore
I primi anni in Australia

IIC: "Gerarchia e Privilegio" Lettura scenica, testi di Levi

Il 29 gennaio 2026 alle ore 18:00, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney (4/125 York Street, Sydney CBD), si terrà la lettura teatrale del Melologo “Gerarchia e Privilegio”, un progetto originale che unisce parola e musica per riflettere sulle dinamiche dei campi di sterminio e sulla memoria dell’Olocausto.

L’evento si svolgerà in lingua italiana con sottotitoli in inglese e avrà una durata di circa un’ora.

Il melologo, una forma teatrale che combina recitazione e accompagnamento musicale, trae il suo testo dalle opere di Primo Levi e dagli scritti di Hermann Langbein. Attraverso saggi, articoli e recensioni di Levi, la pièce esplora le strutture infernali dei campi di concentramento, evidenziando principi di paura, gerarchia e privilegio e il tragico ribaltamento dell’imperativo categorico.

La riduzione dell’uomo a mero strumento, privato della sua di-

gnità. La regia e interpretazione sono affidate a Diana Höbel, attrice e dramaturg con una lunga esperienza nei festival e nelle istituzioni culturali italiane e internazionali. L’esecuzione musicale vedrà Federico Nicoletta al pianoforte, con composizioni originali di Claudio Rastelli, noto compositore e direttore artistico impegnato nella diffusione della musica in ambito educativo e teatrale.

Primo Levi (1919-1987), chimico e scrittore sopravvissuto ad Auschwitz, rimane una voce fondamentale per comprendere l’Olocausto e le vicende del Novecento, con opere come Se questo è un uomo e Il sistema periodico.

La lettura scenica “Gerarchia e Privilegio” rappresenta un’occasione unica per avvicinarsi alla profondità dei suoi scritti attraverso un’esperienza sensoriale e culturale completa, che intreccia letteratura, musica e riflessione storica.

An Italian Spin with The Polka

Darling Harbour hosted out a sold-out workshop on a little known Italian dancing ritual. Held on the 14th and 15th of January in Dancer’s Alley, the workshop was an opportunity to learn the Polka Chinata.

The little known dance is a physically daring courtship dance from early 20th-century Bologna once performed exclusively by men.

Patrons were able to explore its distinctive rhythm, danced in an embrace, spinning on bent knees, nearly touching the floor, guided by Alessandro Sciarroni’s long-time collaborators Gianmaria Borzillo and Giovanfrancesco Giannini.

Learn key movement phrases, experience the communal energy of this acrobatic tradition, and feel how trust and physical exchange animate both performers and observers. Structured as a

Claudia Trombetta e una valigia nel cuore

C’è una valigia che non contiene solo vestiti, ma emozioni, ricordi e speranze. Si chiama

The Suitcase of the Heart ed è il libro per bambini scritto da Claudia Trombetta, educatrice italiana che vive in Australia da nove anni. Un progetto che nasce dall’incontro tra la sua storia personale, il suo lavoro con i più piccoli e le storie vere di chi ha lasciato l’Italia per ricominciare altrove.

Claudia lavora da oltre ventitré anni con bambini tra 0 e 5 anni. In Australia insegna italiano in un childcare centre, ma – come dice lei stessa – “non insegno solo una lingua, ma anche cultura e tradizioni”.

Proprio osservando i bambini ha capito che le storie vere li colpiscono più di qualsiasi fantasia: “La loro curiosità è più grande quando sanno che quello che racconti appartiene alla realtà”. È così che è nato il suo primo libro.

The Suitcase of the Heart racconta la storia vera di Ambra, una bambina italiana che negli anni ’40 emigra in Australia con la sua famiglia. A sette anni lascia l’Italia, gli affetti, le abitudini, per iniziare una nuova vita a Sydney. “La storia di Ambra è un po’ la storia di tutti i nonni immigrati tanti anni fa”, spiega Claudia, “ma dentro ci sono anche le mie emozioni, quelle dei miei figli e di tutti i bambini che hanno dovuto lasciare tutto e ricominciare da capo”.

Il libro è un viaggio nella memoria, fatto di coraggio, speranza e cambiamento. Parla di radici, di identità e soprattutto del legame tra generazioni: “Un ponte emotivo che unisce nonni e nipoti, invitandoli a condividere ricordi, emozioni e identità”. È anche un progetto educativo: scritto in italiano e in inglese, utilizza parole chiave in grassetto per aiutare i bambini ad avvicinarsi alla lingua italiana in modo naturale e coinvolgente.

La vita di Claudia è essa stessa una storia di migrazione. Nata a Empoli nel 1977, laureata in Scienze dell’Educazione a Firenze, ha sempre lavorato con i bambini piccoli.

nostri figli. Guardavamo al futuro e non al passato”.

Oggi Claudia non solo lavora di nuovo con i bambini, ma ha creato anche il personaggio di “Mrs Ciaociao”, una buffa signora che insegna italiano con l’aiuto dei suoi puppets nei childcare centre. Vuole portare il suo libro anche nei centri per anziani, per “dare vita ai loro ricordi, al loro passato”, e aprire corsi di italiano “da 0 a 100 anni”.

A volte, dice, le sembra di sognare troppo. Ma poi ricorda una frase di Walt Disney: “Tutti i sogni possono diventare realtà se solo abbiamo il coraggio di inseguirli”. E di coraggio, nella sua valigia del cuore, Claudia ne ha messo davvero tanto.

The Suitcase of the Heart è disponibile su Amazon: una valigia di emozioni da aprire insieme, pagina dopo pagina, con il cuore aperto.

Premier's Harmony Dinner '26

two-hour, hands-on communing, the focus is on dancing together, embodiment, and ritual, reflecting Sciarroni’s commitment to revitalising generational memory through contemporary choreography.

“An anthropologist from Bologna explained to me that a dance never dies, because it's not like plants, or animals, or human beings. And there's an implication of something ephemeral, temporary. Sometimes, dances disappear and then re-emerge in the next generation, which was the case of the polka chinata.

A dance only disappears when there is no one left who remembers it,” says Alessandro Sciarroni. Dancers Alley, also known as Moriarty Walk, has been open since December 2016. It is located in Sydney's Darling Harbour and serves as a vibrant community hub for dance performances and activities.

Il sogno Australia nasce nel 2004, ma diventa realtà solo nel 2016, quando arriva a Sydney con il marito e i figli, dopo anni di sacrifici, incertezze e coraggio. “Eravamo certi di una cosa: la nostra famiglia adesso eravamo noi e i

Tickets are now available for the 2026 Premier’s Harmony Dinner, set for Thursday, 26 March at ICC Sydney. The annual event, hosted by the Premier of NSW and the Minister for Multiculturalism, is expected to welcome over 1,650 guests, making it the largest dinner on record.

The evening celebrates NSW’s rich cultural diversity, bringing together community leaders, government representatives, and

corporate partners. Multicultural Community Medals will honour individuals and organisations promoting harmony, while the Multicultural Honour Roll recognises multicultural champions posthumously.

Multicultural NSW CEO Joseph La Posta said: “The Dinner is a sell-out each year, a chance to celebrate our achievements and champion diversity".

Tickets are selling fast.

Mrs Ciaociao e l'autrice Claudia Trombetta

Comune chiude sala di preghiera abusiva

Il Comune di Canterbury-Bankstown ha avviato le procedure per chiudere una sala di preghiera non autorizzata gestita dal religioso di Sydney Wissam Haddad.

Il provvedimento di “cessazione dell’uso” è stato emesso ieri dal team Regolamentazione e Conformità del Comune, a seguito di controlli presso l’Al Madina Dawah Centre, situato al 54 di Kitchener Parade, Bankstown. Sono stati inviati avvisi anche al proprietario dell’edificio e ad altri soggetti, per chiarire che l’attuale concessione edilizia consente l’uso esclusivo

come centro medico.

Una revisione degli archivi comunali, risalenti al 1970, conferma che la struttura non ha mai ottenuto l’approvazione per operare come luogo di culto.

Secondo il Comune, la trasformazione di un centro medico in sala di preghiera richiede un’autorizzazione specifica, mai richiesta.“Le nostre indagini indicano un forte sospetto che i locali siano utilizzati in modo non conforme alla destinazione approvata”, ha dichiarato un portavoce del Comune. “Le ordinanze di cessazione

sono efficaci immediatamente. Non saranno tollerati compromessi e, in caso di inottemperanza, saranno adottati ulteriori provvedimenti.” Non è la prima volta che Haddad riceve direttive simili: nel dicembre 2023, il Comune aveva ordinato la chiusura di un locale a Georges Hall, autorizzato solo come palestra, utilizzato per incontri di preghiera.

Il Comune collabora strettamente con la Polizia locale di Bankstown e con il Governo del NSW, ricevendo supporto nell’attività di controllo di questi locali. “Non abbiamo alcun controllo su quanto viene predicato all’interno di queste sale non autorizzate; il nostro compito è garantire che i locali siano usati secondo le autorizzazioni,” ha aggiunto il portavoce.

Il Comune continuerà a monitorare la struttura. In caso di mancata ottemperanza, potranno essere emesse sanzioni fino a 3.000 dollari per persone fisiche e 6.000 dollari per società, ai sensi del Environmental Planning and Assessment Act 1979.

A Camden musica e intrattenimento per tutti

Il Camden Civic Centre, recentemente ristrutturato e riaperto, si prepara a diventare il fulcro della vita culturale e ricreativa della città nel 2026. Con un programma ricco e variegato, il centro offrirà eventi pensati per soddisfare tutti i gusti, tra musica dal vivo, spettacoli teatrali, esposizioni e serate a tema, creando occasioni di incontro e divertimento per l’intera comunità.

Nei primi mesi dell’anno, gli appassionati di musica potranno rivivere grandi emozioni con “Unforgettable – A Tribute to the 50s & 60s”, uno spettacolo dedicato agli anni d’oro del crooning, del rock’n’roll e della soul music, in

programma domenica 1 febbraio alle 14.30, con la performance di Nathan Foley. Per gli amanti della comicità, venerdì 6 febbraio alle 19.00 arriva “Faulty Towers The Dining Experience”, uno show immersivo che abbina risate e cena a tre portate, regalando un’esperienza indimenticabile.

Gli eventi musicali proseguono con il concerto tributo “The Eagles Greatest Hits”, sabato 14 febbraio alle 19.30, e con Ross Wilson and the Peaceniks – 50 Years of Hits, domenica 15 febbraio alle 16.00, celebrando oltre mezzo secolo di successi musicali che hanno segnato intere generazioni.

Non mancheranno occasioni di

incontro e divertimento per tutta la comunità: domenica 22 marzo si terrà il Camden Wedding Expo 2026, la fiera dedicata agli sposi con espositori e workshop, mentre domenica 29 marzo sarà il turno del Camden Wellness Expo 2026, evento gratuito dedicato alla salute e al benessere, con stand di operatori e professionisti del settore, incontri informativi e attività pratiche per tutta la famiglia.

Per chi cerca esperienze originali e coinvolgenti, sabato 11 aprile alle 20.00 arriverà Wicked Drag Bingo, una serata a tema drag con spettacolo dal vivo e giochi interattivi, mentre venerdì 24 aprile sempre alle 20.00 sarà la volta di Ross Noble's Cranium of Curiosities, spettacolo unico con personaggi eccentrici, improvvisazione e intrattenimento sorprendente che promette di stupire il pubblico.

La sindaca di Camden, Therese Fedeli, ha commentato: “Il Civic Centre rappresenta un’occasione fantastica per godere di spettacoli e intrattenimento di qualità a pochi passi da casa. Invitiamo tutti a partecipare e a prenotare in anticipo per non perdere gli eventi più attesi. È il posto ideale per una serata diversa, tra cultura, musica e divertimento in sicurezza.”

Niente parola ai cittadini nelle sedute dei consigli comunali

Dal 2026, i residenti del New South Wales dovranno affrontare un nuovo modo di partecipare alla vita democratica locale. Secondo l’aggiornamento del Model Code of Meeting Practice, i cittadini delle 128 aree comunali, Sydney compresa, non potranno più intervenire direttamente durante le riunioni del consiglio comunale. Le loro opinioni dovranno invece essere presentate in forum pubblici dedicati, organizzati generalmente una settimana prima della discussione e della votazione dei punti all’ordine del giorno. Il governo Mins sostiene che le modifiche puntano a rendere le riunioni più ordinate ed efficienti. Saranno comunque possibili momenti di consultazione pubblica, ma gli interventi spontanei, da sempre caratteristica dei consigli comunali, saranno eliminati. Tra le altre novità ci sono il divieto di cartelli di protesta all’interno delle sale, regole più rigide per la partecipazione audiovisiva dei consiglieri e il divieto di briefing privati tra consiglieri e funzionari su questioni in agenda.

Il Ministro per il Governo Locale, Ron Hoenig, ha affermato che i cambiamenti aiuteranno i consiglieri a concentrarsi sulle decisioni senza interruzioni. Tuttavia, le riforme hanno suscitato critiche bipartisan e da parte di associazioni comunitarie, che temono un indebolimento della voce dei cittadini nei momenti decisivi. La portavoce dei Greens per il governo locale, Amanda Cohn, ha dichiarato che la misura rischia di ridurre il contatto diretto tra eletti e cittadini. Durante i dibattiti in Parlamento, ha sottolineato che la partecipazione democratica deve essere più di un adempimento formale e offrire opportunità concrete di ascolto. I comuni dovranno adottare ufficialmente il nuovo codice entro fine anno e molti hanno già programmato forum pubblici anticipati. Tuttavia, gli oppositori avvertono che la mancanza di interventi diretti potrebbe far perdere immediatezza e sfumature del dibattito, soprattutto su temi controversi come piani urbanistici o aumenti delle tasse locali.

La città di Canterbury-BanBkstown si prepara a festeggiare l’Australia Day 2026. Torna la tradizione dell’Aussie Party in the Park, che si terrà a Playford Park, Padstow, lunedì 26 gennaio dalle 16 alle 21. L’evento gratuito proporrà intrattenimento dal vivo, attività per tutte le età e un grande spettacolo pirotecnico finale. Tra i momenti clou: lo show tributo agli INXS dei Live Baby Live, lo spettacolo per bambini Dorothy the Dinosaur and Friends con The Wiggles, esibizioni della band della Picnic Point High School, performance della Ignite Dance Company e DJ set di DJ Aria. Saranno inoltre presenti food truck, giostre, truccabimbi, laboratori artistici e una mostra di arti e musica aborigena con didgeridoo.

Prima della festa al parco, si terranno le Australia Day Pool Parties nei centri acquatici di Roselands, Max Parker e Birrong, dalle 10 alle 16, con ingresso simbolico di 2$. Previsti musica dal vivo, salsicciata e distribuzione di ghiaccioli.

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A Rovereto un nuovo Polo scolastico anche grazie agli italiani d’Australia

di Marco Testa

Rovereto sulla Secchia ha celebrato l’inaugurazione del nuovo Polo scolastico, un’opera che rappresenta molto più dell’apertura di un edificio moderno: è il simbolo di una comunità che ha saputo rialzarsi dopo il terremoto del 2012 grazie a un percorso di resilienza, partecipazione e solidarietà che ha superato i confini nazionali, arrivando fino all’Australia.

Il sisma aveva colpito duramente il territorio, distruggendo scuole, abitazioni e servizi essenziali. Da allora, la ricostruzione è diventata una priorità condivisa, portata avanti attraverso il lavoro delle istituzioni, il coinvolgimento dei cittadini e una fitta rete di sostegno pubblico e privato.

In questo quadro, un ruolo centrale è stato svolto dalle Fondazioni di origine bancaria: l’Associazione Regionale di Casse e Monti dell’Emilia-Romagna ha contribuito in modo decisivo alla realizzazione della palestra, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che ha operato come supporto sul territorio.

Accanto a questi interventi strutturali, una delle pagine più significative di questa storia di rinascita arriva da migliaia di chilometri di distanza. Gli emiliano-romagnoli residenti in Australia hanno scelto di essere parte attiva della ricostruzione attraverso la campagna “Aiutiamoli a ripartire”, promossa con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana e il supporto del Consolato di Sydney.

L’iniziativa ha permesso di raccogliere 115.000 euro, interamente donati al Comune di Novi di Modena e destinati alla realizzazione degli spazi scolastici. Un gesto che ha trasformato la memoria dell’emigrazione in un ponte concreto di solidarietà tra comunità lontane ma unite dalle stesse radici.

Il nuovo Polo scolastico nasce anche da un forte percorso partecipativo. Attraverso il progetto “Fatti il Centro tuo!”, famiglie, insegnanti e studenti sono stati coinvolti nella definizione degli spazi, contribuendo a disegnare una struttura sicura, moderna e funzionale alle esigenze educative di oggi.

L’opera ha richiesto un investimento complessivo di 8.826.762,12 euro, finanziato in larga parte dai fondi del Commissario Delegato

alla Ricostruzione (7.474.620,12 euro), con il contributo dell’Associazione Casse e Monti dell’Emilia-Romagna per 832.000 euro, risorse comunali per 400.000 euro e donazioni per oltre 120.000 euro, oltre a ulteriori erogazioni liberali che hanno consentito di completare anche l’acquisto degli arredi.

Dal punto di vista architettonico, il complesso si sviluppa su una superficie coperta di circa 4.100 metri quadrati e si articola in due volumi di due piani che definiscono una grande corte-giardino interna.

Questo spazio centrale è il cuore del Polo: qui convergono laboratori, mensa e ambienti di relazione, progettati per essere ampi, luminosi e in costante dialogo con l’esterno. La struttura si integra con il contesto urbano di via IV Novembre grazie a una nuova area pedonale e verde che ha permesso di salvaguardare le alberature esistenti.

Sul piano didattico, il Polo ospita dieci aule per la scuola primaria e sei per la secondaria. La maggior parte degli ambienti è dotata di pareti mobili insonorizzate, che consentono di modulare gli spazi in base al numero degli alunni e alle attività previste. A completare l’offerta ci sono la palestra, l’auditorium e l’“Agorà”, pensati come spazi aperti anche alla comunità al di fuori dell’orario scolastico.

I lavori hanno richiesto circa tre anni dopo la demolizione delle vecchie scuole. La posa simbolica della prima pietra risale all’ottobre 2021, mentre l’avvio operativo del cantiere è avvenuto nel dicembre 2022, dopo un necessario approfondimento normativo legato alla compensazione dei prezzi e all’attuazione del Decreto Aiuti (DL 50/2022), passaggio fondamentale per garantire la sostenibilità economica dell’opera.

Momento particolarmente sentito è stato l’Open Day di sabato 10 gennaio 2026, con una conferenza di presentazione della struttura alla presenza del sindaco Enrico Diacci, del progettista Marco Contini, del pedagogista Paolo Calidoni e di Giovanni (Luca) Ferrari dell’Associazione Emilia-Romagna Sydney-Wollongong.

Nel suo intervento, il sindaco Diacci ha ringraziato autorità, tecnici e imprese coinvolte, tra cui Davide Baruffi, Stefano Bonaccini, Mons. Ermenegildo Manicardi, Matteo Tiezzi e Mario Arturo Ascari, oltre alla dirigente scolastica Giovanna Manfredi.

Luca Ferrari ha raccontato il senso della solidarietà arrivata dall’Australia: "È stato molto emozionante partecipare a questo evento, dove i cittadini di Novi di Modena e dei paesi limitrofi colpiti dal terremoto si chiedevano le motivazioni per tanta solidarietà arrivata da così lontano. Il racconto degli emiliano-romagnoli d’Australia, con questa donazione, ha colpito la sensibilità di tutti, ma soprattutto ha aperto una visione più ampia della realtà di noi italiani che viviamo all’estero, in paesi prima ospitanti e poi di adozione."

Un pensiero speciale è andato anche a Bruno Buttini, Franco Baldi e Marisa Spandri, scomparsi, e al lavoro del comitato organizzatore presieduto da Rocco Perna, con il sostegno di sponsor come Smeg, Reggiana Riduttori, Ferrero e Technogym.

Il nuovo Polo scolastico di Rovereto sulla Secchia è così diventato il simbolo di una ricostruzione che non riguarda solo i muri, ma soprattutto le relazioni: tra istituzioni e cittadini, tra territorio e diaspora, tra passato segnato dal sisma e futuro costruito insieme.

I giovani scolari intonano l'inno di Mameli all'inizio della cerimonia
Taglio del nastro che inaugura il nuovo polo scolastico
Il sindaco Enrico Diacci presenta il progetto del nuovo polo
La platea presente all'inaugurazione, tra gli ospiti Stefano Bonaccini
Intervento di Annalisa Paltrinieri, Assessore alle Politiche Scolastiche
Esterno del nuovo Polo Scolastico di Rovereto sul Secchia
Mons. Ermenegildo Manicardi benedice la folla e il nuovo polo scolastico

Trump apprezza il compito dello speaker ma Johnson stenta all'unità

“Credo che Mike Johnson sia un grande speaker. Poche persone avrebbero potuto fare quel lavoro”. Con queste parole Donald Trump dimostrava il suo supporto al presidente della Camera che negli ultimi tempi ha ricevuto critiche non solo dai democratici ma anche da alcuni membri del Partito Repubblicano.

E non si tratta solo di parole che mettono in dubbio la leadership di Johnson. L’incapacità dello speaker di leggere le intenzioni dei membri del suo partito è emersa chiaramente nel caso del rilascio dei file di Epstein. I democratici avevano richiesto un voto al riguardo ma Johnson li aveva ignorati come era nel suo potere poiché lo speaker decide la sottomissione al voto di proposte legislative. C’è però la strada della “discharge petition”, una procedura di raccogliere firme dei parlamentari per forzare la mano dello speaker. Nel caso dei file di Epstein, come abbiamo scritto in queste pagine, 4 parlamentari repubblicani hanno firmato la petition fornendo l’assist ai democratici per raggiungere il totale di 218, la cifra necessaria per procedere al voto. Il presidente Trump era contrario e aveva minacciato quattro dei parlamentari che hanno firmato la petition. Una volta che il presidente si era reso conto di avere perso, ha dato il via libera e la mozione fu approvata all’unanimità eccetto per uno. Johnson non aveva capito o aveva ignorato i desideri dei parlamentari del suo partito. La stragrande maggioranza del voto favorevole influenzò il voto al Senato che approvò la legge anche all’unanimità e Trump fu costretto a firmarla.

Adesso un’altra discharge petition è stata programmata sui sussidi ad Obamacare, la riforma sulla sanità approvata dall’amministrazione di Barack Obama

nel 2010, che scadono tra pochi giorni. Senza il rinnovo di questi sussidi le polizze di assicurazione medica aumenterebbero in maniera stratosferica per il 7 percento degli americani che si appresta a decidere l’acquisto dell’assicurazione per il 2026. Anche questa volta lo sprono iniziale è emerso dai democratici con quattro firme di parlamentari repubblicani.

Questi includono 3 della Pennsylvania —Brian Fitzpatrick, Ryan Mackenzie e Robert Bresnahan— e Mike Lawler di New York. Hakeem Jeffries, il leader della minoranza democratica alla Camera, ha richiesto un voto immediato ma Johnson ha detto che ciò avverrà la prima settimana di gennaio del 2026. Come nel caso dei file di Epstein Johnson sta cercando di ritardare tutto sperando che altri eventi ottengano precedenza. Ma il tempo stringe perché la scelta dell’assicurazione per l’anno prossimo deve essere fatta

proprio in questi giorni. Con ogni probabilità il voto che ripristinerebbe i sussidi sarà approvato alla Camera. Si crede che altri repubblicani voteranno per la proposta come è successo nel caso dei file di Epstein. Assumendo un voto favorevole alla Camera la strada al Senato sarà in salita in parte perché la Camera Alta ha già votato di non approvare l’estensione dei sussidi. Inoltre il senatore John Thune, presidente del Senato, si è dichiarato contrario perché, secondo lui, Obamacare “è una legge piena di abusi con frode e sprechi”. Non si sa come Thune abbia raggiunto questa conclusione.

La legge di Obamacare esiste da 15 anni e gli americani la apprezzano (59 percento favorevoli, 25 no). Anche l’estensione dei sussidi a Obamacare è favorita dal 65 percento.

Questi numeri dovrebbero creare tensione ai repubblicani e infatti il parlamentare Don Bacon, repubblicano del Nebraska, ha dichiarato di non capire perché “non si è votato per l’estensione”, aggiungendo che i democratici useranno la questione della sanità come “una mazza” contro i repubblicani.

Infatti, per i democratici mantenere la questione in primo piano rappresenta una carta vincente: se riescono a fare approvare l’estensione ai sussidi potranno cantare vittoria per la loro pressione. In caso contrario useranno il voto per ricordare agli elettori

Camere hanno ceduto il loro potere a Trump che ha in grande misura governato mediante ordini esecutivi bypassando il potere legislativo.

Non ha esagerato Nancy Pelosi, ex speaker, quando ha detto alla Abc che i repubblicani con Trump hanno “abolito” la Camera. Adesso non pochi repubblicani si rendono conto che la loro inattività metterà in pericolo la loro poltrona. Johnson ha spiegato le sue ragioni per la sua precaria situazione dovuta alla maggioranza risicata che viene messa in pericolo con la defezione di quattro parlamentari.

Non corre per adesso lo stesso pericolo di Kevin McCarthy, il suo predecessore che due anni fa fu rimosso a causa della ribellione di alcuni repubblicani che si allearono coi democratici.

chi è responsabile per gli aumenti che in non pochi casi avranno fatto perdere loro l’assicurazione per i costi troppo elevati. I repubblicani alla Camera sono dunque messi male in buona parte per la maggioranza risicata che rende il lavoro di Johnson molto difficile. Nel secondo mandato di Trump infatti le due

Ma la sua situazione rimane precaria e diverrà ancora più difficile quando alle elezioni di midterm dell’anno prossimo, secondo tutte le aspettative, i democratici conquisteranno la maggioranza alla Camera. Allora Johnson non perderà solo il suo incarico di speaker ma anche la leadership del suo partito con eventuali conseguenze poco allettanti anche per Trump.

Houston Capitale della creatività italiana nel Mondo

Houston è stata ufficialmente designata “Capitale italiana della creatività nel mondo 2026” insieme a Bangkok e Belgrado, nell’ambito della quarta edizione del premio indetto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in collaborazione con il Ministero della Cultura e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il progetto vincitore presentato dal Consolato Generale d’Italia a Houston si chiama “Lots of Italy in Houston”e punta a raccontare, attraverso strumenti innovativi (un’app interattiva, programmi per le scuole, eventi diffusi in città), il contributo storico e contemporaneo degli italiani e degli italo-americani allo sviluppo culturale, scientifico, medico e tecnologico di Houston e del Texas. Queste le parole di soddisfazione di Vincenzo Arcobelli, rappresentante al CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) per la circoscrizione USA: «Accolgo con molta soddisfazione la scelta di Houston come capitale della creatività italiana nel mondo 2026. Ho sostenuto e sostengo fortemente l’iniziativa del progetto voluto dal Console Generale Mauro Lorenzini.

Il Sud degli Stati Uniti e in

particolare il Texas – ottava economia mondiale – offrono all’Italia opportunità straordinarie in tutti i settori: energia (oil & gas e rinnovabili), aerospazio, alta tecnologia, medicina , design e, sempre più, enogastronomia di qualità.

A marzo 2026 si svolgera' il “Taste of Italy”, la più importante rassegna texana del cibo e vino italiano organizzata dalla Italy-America Chamber of Commerce Texas, che vedrà numerosi produttori italiani incontrare buyer e distributori americani. Il primo quadrimestre 2026 sarà particolarmente intenso anche per la Giornata Nazionale del Made in Italy (15 aprile) e per le numerose iniziative collegate al titolo di “Capitale della creatività”.

Con questo riconoscimento non celebriamo solo l’ingegno italiano e la perfetta sinergia del Sistema Italia in Texas, ma premiamo anche l’originalità del progetto e gli eccellenti rapporti istituzionali costruiti in questi anni. Un risultato importante che proietta Houston (e l’intero Texas) al centro della promozione della creatività e dell’eccellenza italiana negli Stati Uniti per tutto il 2026».

La storia dei Pionieri di New Italy

Zzzzzzzzzz Oggi il cielo e’ grigio ed il clima e’, direi quasi invernale e freddo. Se teniamo conto che dovrebbe essere una giornata di piena estate... Beh, non so se mi spiego... Zzzzzz Zzzzzzz. Ci dicono che il cambiamento di clima sia portato dal ciclone che sta imperversando al nord e porta con se’ continue piogge ed allagamenti... Ma... I cicloni, in passato, si vedevano molto di rado, ora, invece succedono a rotazione. Zzzzzzzzzzz Una ragione ci deve sicuramente essere, o forse, in questo clima di alta tecnologia, in questo confuso, disarmonico ingarbugliamento, in questa intricata dislocazione di cose e persone, vere o finte, in questa sconclusionata cacofonia... Sembra quasi che tutte le popolazioni del globo terrestre siano, di colpo, impazzite, o forse, sara’ qualcuno che ha premuto il pulsante sbagliato. Va’ a capire! Zzzzzzzzzzzz

Comunque, ci troviamo nella casa di Maria e Antonio e, con loro, intorno ad un bel tavolo di mogano lucidissimo, vediamo Andrea, Luciano, Bruno e Franca, Sofia e Leonardo.Poiche’ l’aria e’ fresca, un buon caffe’ caldo e’ proprio quello che ci vuole, infatti il suo aroma delizioso, aleggia tutto intorno. Un piatto di biscotti profumati di mandorla fa da centro tavolo, mentre numerose tazzine di ceramica bianca col bordo dorato sono sparse su di esso. Tutti quanti stanno parlando del clima. Si tratta di una conversazione abbastanza accesa, si parla del contrasto: siccita’ e calore estremo da una parte, che causano fuochi sparsi, che distruggono le vegetazioni e le abitazioni ed anche dei cicloni e degli allagamenti che producono gli stessi effetti. Ad un certo punto, pero’, si sente il rumore di un cucchiaino ritmicamente battuto su una tazza. E’ Antonio, che s’inserisce nel discorso per avvertire che e’ tempo di rivisitare il racconto dei sopravvissuti della nave India,percio’ tutti zittiscono e prestano attenzione ad Andrea, che inizia a parlare.

-“ Come ben vi ricorderete, il Governo Australiano decise di accettare i coloni italiani sul suolo Australiano, ma, e’ d’uopo anche aggiungere, che, dopo l’accettazione degli stessi, il Governo Australiano dette inizio ad un’inchiesta condotta da J. Milbourne Marsh e George F. Wise, su incarico di Sir Harry Parkes. Susseguentemente, nella “Agricultural Hall”, parte dell’idificio delle Mostre del “Domain”, venne esposto il seguente avviso in lingua italiana:

AVVISO

“Gli italiani sono venuti in questo Paese, non su richiesta di questo Governo, ma a causa di circostanze avverse, di cui essi non sono responsabili. Tenuto conto delle sofferenze e dello stato in cui sono stati ridotti, il Governo Australiano ha offerto loro alloggio e mantenimento per un breve periodo di tempo e la possibilita’ di impiego per il loro sostentamento. Unico scopo quello di assisterli nella sventura.

Gli usi e costumi del Paese ed altre circostanze rendono inopportuno o meglio pressoche’ impossibile per loro di sistemarsi tutti

insieme in una specifica localita’. Anche se cio’ fosse possibile, non sarebbe nel loro interesse. Per il loro benessere, hanno bisogno di acquisire un po’ di conoscenza della lingua inglese e di famigliarizzarsi con il modo di vivere degli inglesi e, questo puo’ essere realizzato solo mediante prestazioni di lavoro per datori di lavoro inglesi.

Seguendo questa via, ogni coppia di sposi e ogni individuo, a seconda del caso, sara’ in grado di scegliere la via migliore e, dopo circa un anno, avra’ le stesse opportunita’ degli inglesi, nelle varie attivita’ del Paese.

Anche se amici o parenti dovranno separarsi, essi avranno a portata di mano un edificio postale ed il telegrafo e non soffriranno difficolta’ o privazioni a questo riguardo, poiche’ dovranno fare soltanto quello che hanno dovuto fare i nostri connazionali, uomini e donne, quando sono arrivati dall’Inghilterra, la prima volta.

Il Governo desidera specificare che gli italiani sono ora e saranno in qualsiasi momento in futuro, dopo aver soddisfatto tutti gli obblighi legali che possono aver assunto, perfettamente liberi di prendere qualsiasi iniziativa che venga ritenuta nel loro miglior interesse, ma se decidono ora di seguire una via contraria a quella consigliata dal Governo, non devono aspettarsi di ricevere dal Governo nessun altro aiuto.

Non e’ desiderio del Governo che ragazze sotto l’eta’ di vent’anni vengano separate dai genitori, eccetto in casi in cui vengano impiegate presso famiglie di indubbia rispettabilita’.

Piu’ presto ognuno trova lavoro sara’ meglio per tutti ed e’ parere del Governo che l’ammontare della retribuzione iniziale non e’ tanto importante quanto l’ottenimento di un buon impiego.”

-“ Infatti,”- interviene Leonardo, - “questo e’proprio cio’ cui io mi riferivo nel nostro ultimo incontro, quando dicevo che, siccome agli italiani era stato elargito il permesso di vivere in Australia, ora essi dovevano dimostrare la volonta’ di lavorare onestamente, osservando le leggi del Paese. “-

-“ Certo!”- continua Maria,-“ la cosa primaria di un Paese che si rispetti, sarebbe quella di far rispettare a tutti, le Leggi del Paese stesso, senza le interferenze dei vari paesi d’origine di ognuno, altrimenti la Legge locale puo’ diventare caotica e, devo dire che dentro questo caos ci vedo il sistema legale australiano di oggi che, per far piacere ad ognuno, ha creato un caos per tutti. Ma... Chissa’ quando riusciranno a capire che questo sistema non funziona, anzi, e’ deleterio e sta rovinando cio’ che creava e manteneva la bellezza e la pace su questa bellissima isola dell’Oceano Pacifico.”-“ Parole Sante!”- aggiunge Andrea,-“ magari si dovrebbe andare a rispolverare le vecchie Leggi, messe da parte in passato, per rimetterle in funzione e, senz’altro, le cose andrebbero molto meglio!”Ma, per continuare con i nostri pionieri, devo far notare che ad essi, dopo aver vissuto e sofferto per ben dodici interminabili mesi, l’idea della separazione non appa-

(Ottava puntata)

ri’ come una soluzione facilmente accettabile. Infatti, il Console italiano, Dr Marano, dovette usare tutta la sua gentilezza, diplomazia, “savoir faire” e persuasione, per convincere i coloni a separarsi, fosse pure temporaneamente, ed accettare lavori in varie localita’ rurali.

Offerte di lavoro giunsero da fonti svariate, si fecero avanti ditte come la McCullock, Paling, Hilton Mack, e perfino il Presidente del Consiglio di Stato, per l’assistenza ai giovani.

Le prime famiglie, si spostarono a Murrumburah, nella zona di Young, assistiti dal connazionale Carlo Marina.Una famiglia, venne impiegata a Singleton, nella zona della Hunter Valley. Una madre, con i tre figli piu’ giovani, ando’ a Penrith e le due figlie maggori a Ryde. Un’altra famiglia a Macquarie Fields. Due famiglie, a Smithfield e Liverpool. Altre quattro famiglie , furono sistemate a Parramatta, Campbelltown e Thornleigh.

Ma nonostante la dispersione, il desiderio di raggrupparsi nuovamente rimaneva sempre vivo. Percio’ si mantennero tutti quanti in contatto continuo, fiduciosi di potere, un giorno, ritrovarsi ancora insieme..

Da notare che, il 7 aprile 1881, il giorno stesso in cui i poveri, sventurati coloni, della terza spedizione, superstiti dell’India, sbarcarono a Sydney dalla “James Paterson”, dall’altra parte del mondo, e precisamente a Barcellona, s’imbarcarono, sul veliero “La Nuovelle Bretagne” circa 150 nuovi coloni, destinati al “paradiso fantasma” del Marchese De Rays Essi facevano parte della quarta spedizione e, purtroppo, tra di loro vi erano anche parecchi italiani.

Anche se la vera sorte degli emigranti delle prime tre spedizioni era stata riportata sui giornali piu’ importanti delle maggiori citta’ europee, ma soprattutto in Francia, Spagna ed Italia, il Marchese era riuscito a neutralizzarne l’effetto con un’astuta campagna pubblicitaria, montata sul periodico da lui diretto.Infatti, secondo “La Nuovelle France”, le spedizioni erano state un successo completo, e Port Breton, era una cittadina piena di vita, con case, negozi, palazzi, strade e costruzioni portuali. La sua campagna pubblicitaria era stata cosi’ efficace che i titoli di proprieta’ della Societa’ degli

Agricoltori Generali” e le azioni delle “Societa’ Zuccherifici e Distillerie della Nuova Francia” e “Miniere dell’Oceania”, avevano raddoppiato il loro valore.

La lusinga di facili guadagni, la sete d’avventura, ispirata dalla piu’ intensa pubblicita’ e l’opposizione al governo repubblicano furono i tre principali elementi che portarono l’acqua al mulino del Marchese e rimpinzarono la sua cassaforte.

Poiche’ il denaro delle sottoscrizioni continuava ad affluire, una piccola parte di esso venne anche usata per acquistare scorte di viveri, per soccorrere gli sventurati, arrivati in precedenza a Port Breton.

La quarta spedizione era sotto il comando del Capitano Henry, uomo deciso e dotato di carattere forte e indipendente. Sulla nave stessa s’imbarco’ anche il missionario Reverendo Padre Deny, un esperto di agraria di nome Shurman ed un notaio, certo Chambaud, incaricato di rilevare i confini delle varie proprieta’ che, dato il considerevole numero di ettari venduti, avrebbero dovuto estendersi a vista d’occhio in tutta la regione della “Nuova Francia”. Vennero inoltre imbarcati anche un medico, il Dottor Badouin, ed un considerevole numero di soldati che, come i loro precedessori, sognavano conquiste epiche nel “ Paradiso dei Tropici”. Il viaggio via Suez, non fu privo d’incidenti. Il notaio Chambaud si manifesto’ subito come un lustrascarpe del Marchese e si attiro’ le diffidenze dei passeggeri e l’inimicizia del Capitano Henry. Giunti a Colombo, il Capitano ricevette un telegramma da parte del De Rays, con cui veniva informato che l’India aveva lasciato definitivamente Port Breton col suo carico di superstiti. Con lo stesso messaggio, il Marchese nomino’ il Capitano

Henry, come nuovo Governatore della Colonia. Malgrado il conferimento di tale onore, il Capitano Henry, che non era un ingenuo, non tardo’ molto a rendersi conto che la Colonia era stata tutta una montatura , architettata dal Marchese e dai suoi tirapiedi, percio’, quando arrivo’ a Singapore, egli si mise in contatto con il Console Francese del posto e, con lo stesso, organizzo’ una riunione sulla nave, allo scopo di mettere al corrente gli sventurati emigranti circa la verita’ dell’impresa, col proposito di dissuaderli in tempo, evitandogli di continuare verso Port Breton. Il Console cerco’ di comvincerli, garantendo loro che sarebbe riuscito ad organizzarne il rimpatrio. Infatti, alcuni accettarono l’invito e scesero dalla nave, per tornare in Patria. Purtroppo, la maggior parte di essi, ignorarono le suppliche e le sagge parole del Capitano e del Console, perche’ erano convinti che fosse un tentativo per privarli della loro parte di “Paradiso”sotto il cielo tropicale, che avevano acquistato con tutti i loro risparmi. -“ E’ proprio vero,”- interrompe Sofia, -“quando non si sa piu’ che pesci pigliare, si finisce sempre con prendere un pesce, non solo morto, ma gia’ in stato di decomposizione.”-

Una grande risata fa eco alle parole di Sofia, mentre Andrea, prendendo fiato, da’ un’occhiata al suo orologio da polso e, sbuffando, dice: -“ Ullalla! E’ mezzogiorno passato ed i miei mi aspettano per le 12.30. Mi resta appena il tempo di salutare e scappare a tutta birra, percio’, arrivederc ia tutti, alla prossima. Gli amici si alzano, si salutano e se ne vanno.

Zzzzzzzzzzz Per finire, eccovi un detto che si adatta perfettamente al Marchese: “ Chi ha l’indispensabile, sente una gran mancanza del superfluo.” Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzz Ciao, ciaooooooooooo Zzzzzzzzz

di Rosanna Dabbene Perosino

a scuola

Da Sulmona a Melbourne un Ponte di Memoria tra Abruzzo e Australia

Gli studenti del Liceo delle Scienze Umane presentano il libro "Tra terra d’Abruzzo e cieli australiani" che culminerà con una missione culturale downunder

Esistono fili invisibili capaci di attraversare gli oceani, resistendo al tempo e alla distanza. Sono i fili della memoria migratoria, che oggi trovano nuova linfa grazie all’impegno dei giovani di Sulmona.

Sabato 31 gennaio 2026, alle ore 9:30, l’Aula Magna del Liceo Artistico di Sulmona ospiterà la presentazione ufficiale di “Tra terra d’Abruzzo e cieli australiani”, un volume che è molto più di un semplice progetto scolastico: è un atto di restituzione storica.

Il libro nasce dal lavoro della classe 5G del Liceo delle Scienze Umane nell’ambito di un progetto sociologico sostenuto con convinzione dalla Dirigente Scolastica Caterina Fantauzzi, coordinato dalla prof.ssa Carolina Lettieri con il supporto della

prof.ssa Annalucia Cardinali. Gli studenti non si sono limitati a consultare polverosi archivi, ma hanno dato voce ai protagonisti, raccogliendo testimonianze dirette e interviste.

L’indagine esplora il delicato equilibrio dell’identità "ibrida": quella di chi ha lasciato le montagne d’Abruzzo per i vasti orizzonti australiani.

Dalla ricerca emerge come il dialetto, i valori contadini e le tradizioni culinarie abbiano dialogato per decenni con lo stile di vita anglosassone, dando vita a una comunità italo-australiana orgogliosa e profondamente integrata.

Grazie alla traduzione inglese realizzata dagli studenti sotto la supervisione della prof.ssa Vanessa Romanelli, il testo è dispo-

nibile anche in lingua inglese. Questa scelta strategica mira a colmare il "gap" generazionale: permettere ai figli, nipoti e pronipoti degli emigrati che spesso hanno perso l'uso della lingua italiana di riscoprire l’epopea dei propri antenati e comprendere le ragioni di quel lungo viaggio verso l'ignoto.

Il progetto non si esaurisce tra le pagine del libro. Nel mese di marzo, la classe 5G varcherà i confini nazionali per volare a Melbourne. Non sarà una gita scolastica, ma una vera e propria missione culturale.

Gli studenti incontreranno la folta comunità abruzzese residente in Australia, presentando il libro proprio a coloro che quella storia l'hanno scritta con il sacrificio e il lavoro. "Portare

le nostre radici fino in Australia è un motivo di immenso orgoglio per Sulmona, spiegano i docenti. È la dimostrazione che la memoria storica non è un peso morto, ma un ponte vivo su cui possono camminare le nuove generazioni." L’evento di sabato 31 gennaio per la presentazione del volume “Tra terra d’Abruzzo e cieli australiani” sarà un mo-

mento di riflessione aperto a tutta la cittadinanza. È prevista la partecipazione di autorità locali, rappresentanti delle associazioni e giornalisti.

Sarà l'occasione per celebrare una scuola che esce dalle aule per farsi interprete del territorio e custode di un legame, quello tra Abruzzo e Australia, che resta, oggi più che mai, forte e vitale.

Caro Scuole e bonus famiglie

Con l’inizio dell’anno scolastico alle porte, il tema del costo dell’istruzione torna al centro del dibattito politico australiano. I Verdi hanno lanciato una nuova campagna per chiedere al governo Albanese l’introduzione di un bonus da 800 dollari destinato alle famiglie, per alleggerire il peso economico delle spese “back to school”, sempre più gravose.

Secondo nuovi dati diffusi da Finder, mandare un figlio alla scuola primaria costa in media 2.847 dollari l’anno, mentre per uno studente delle superiori la cifra sale a 5.310 dollari.

Spese che comprendono libri di testo, cancelleria, uniformi, dispositivi elettronici, trasporti e attività extra come gite e campi scuola.

Nel dettaglio, l’acquisto di materiale scolastico di base — tra libri, quaderni, penne e uniforme — costa in media 712 dollari per un bambino delle elementari e 1.166 dollari per uno studente delle superiori.

A questo si aggiungono i costi di trasporto, che raggiungono i 529 dollari annui per la primaria e 631 per la secondaria. Le spese aumentano ulteriormente con campi scuola ed elettronica, spesso dal valore di migliaia di dollari.

La senatrice dei Verdi Penny Allman-Payne, portavoce per l’istruzione primaria e secondaria, accusa i principali partiti di aver sottofinanziato le scuole pubbliche per anni, trasferendo i costi sulle famiglie.

“Le spese scolastiche aumentano ogni anno perché laburisti e liberali sottraggono miliardi all’istruzione pubblica e scaricano il peso sui genitori”, ha dichiarato. Secondo Finder, il 30% dei genitori con figli in età scolare — circa 819.000 famiglie — non riesce a sostenere le spese di inizio anno scolastico. Inoltre, il 13% ammette che dovrà indebitarsi per far fronte ai costi di libri e uniformi.

Il piano dei Verdi prevede un pagamento diretto di 800 dollari alle famiglie in difficoltà, come misura immediata di sostegno al costo della vita. La proposta era già stata parte della piattaforma elettorale alle ultime elezioni federali, ma non ha ricevuto il sostegno del Partito Laburista.

Resta però aperta la questione della scuola: per molte famiglie australiane, l’istruzione, pur essendo pubblica, ha ormai un costo che pesa sempre di più sui bilanci domestici senza molte soluzioni in vista per arginare il problema.

Allora! partecipa attivamente alla divulgazione della lingua e della cultura italiana all’estero, attraverso la pubblicazione di articoli e di periodiche attività didattiche. La rubrica “Ambasciatori di Lingua” si rinnova per fornire ai lettori delle nozioni sem-

NUOVE LEZIONI D’ITALIANO N. 150

plici, veloci e pratiche di base per imparare la lingua italiana.

L'italiano è una lingua con un ricchissimo vocabolario, espressioni idiomatiche e sfumature semantiche che riportiamo volentieri in queste pagine, con la speranza che al termine dell’an-

Cerchia le vocali

no la comunità abbia appreso qualcosa in più sulla Bella Lingua e quanti sono ancora indecisi, si possano impegnare per conoscere più a fondo l’Italiano. La rubrica è realizzata in collaborazione con la Marco Polo - The Italian School of Sydney.

Le Parole di Domenico di Marte

Ci siam lasciati con quattro parole piene di veleno, di rancore. Dov’è finito tutto quell’amore!

La gioia di cercarsi, stare insieme? Parole dette così, senza pensare, non si pagano, non si pesano. Un soffio d’aria che vola e va senza alcun senso.

Suono che si dilegua nell’aria.

Si sa da dove viene, non dove va, ma lascia l’eco.

Un eco che a volte stordisce.

Qualche volta anche, uccide!

Non hanno fondamenta le parole. Non si vedono, né si possono toccare. Eppur pesano quasi quanto il mondo. Tagliano meglio di lama più tagliente.

Non han denti ma mordon velenosamente, lasciandosi dietro ferite profonde!

Cicatrici inguaribili, incancellabili.

Se ognun di noi pensasse quanto pesan le parole.

Se ognun di noi le masticasse prima di sputarle fuori ed appiccar fuochi come i dragoni, provocando danni irreparabili.

Le parole siamo noi.

Questo nostro soffio d’aria che penetra nell’intimo più profondo, spaccando anche il cuore!

Eppure sono soltanto parole, un invisibile ma fortissimo soffio, un dolce amaro sapore.

Invisibile arma, velenosa che brucerà il mondo intero ed oltre pur essendo soltanto PAROLE.

This poem reflects deeply on the power and danger of words, showing how something invisible and seemingly light can carry enormous emotional weight. The poet begins with a scene of separation: two people part after exchanging “four words full of venom and resentment.” Those few words are enough to destroy love, joy, and togetherness. This opening shows that words can change destinies, not through physical force but through emotional impact. Throughout the poem, words are described as air, breath, and sound—things that cannot be touched or seen. Yet, paradoxically, they are heavier than the world. This contrast is central: words have no body, but they wound like blades, bite like animals, and poison like venom. They leave

scars that cannot be healed or erased. The poet uses strong images—knives, fire, dragons, poison—to show how destructive careless speech can be. Another key idea is responsibility. The poet wishes that people would “chew” their words before spitting them out.

The line “Le parole siamo noi” (“Words are us”) is especially important. It means that words reveal who we truly are. They come from our deepest self and can reach the deepest part of others, even breaking the heart. In the end, the poem reminds us that although words are “only words,” they are also invisible weapons capable of burning the world. This paradox invites the reader to respect language and use it with care, awareness, and humanity.

Cuore orante nell'outback nuova casa carmelitana

Un tranquillo paddock fuori Mathoura, vicino a Deniliquin, nella diocesi di Wilcannia-Forbes, si è trasformato in terra santa nel fine settimana del 10-11 gennaio con l’avvio ufficiale dei lavori per il nuovo monastero delle Carmelitane Scalze. La prima pietra della futura cappella e del coro è stata posta con una liturgia solenne che segna una tappa storica per la Chiesa in Australia. A presiedere la cerimonia di sabato è stato il cardinale Mykola Bychok CSsR, vescovo eparchiale della Chiesa cattolica ucraina di Melbourne, appena rientrato dall’ultimo Concistoro straordinario a Roma. Con sé ha portato anche la benedizione e i saluti di papa Leone XIV alle monache e ai loro sostenitori. Accanto a lui il vescovo di Wilcannia-Forbes, mons. Columba Macbeth-Green OSPPE, la signora Colleen Jreissati in rappresentanza della famiglia Jreissati – principali benefattori della cappella – e il sindaco della regione del Murray River, John Harvie.

La domenica, festa della Santa Famiglia, sotto tre grandi tensostrutture allestite nel luogo dove sorgerà la cappella, mons. Macbeth-Green ha celebrato una solenne Messa pontificale con il cardinale Bychok come presidente della liturgia. Nel suo intervento, il porporato ha ricordato che un monastero carmelitano non è “un edificio qualunque”, ma un vero “centro di potenza della preghiera”.

“Nascosto al mondo, ma nel cuore della Chiesa – ha detto –è il luogo dove giorno e notte il grido dell’umanità sale a Dio. Da queste mura si eleveranno preghiere per la Chiesa, per i sacerdoti, per le famiglie, per chi soffre, per chi ha perso la speranza e per chi non sa nemmeno come pregare.”

Secondo il cardinale, la forza della Chiesa non nasce prima di tutto da strategie o numeri, ma dalla preghiera fedele e perseverante.

Per questo il Carmelo di Mathoura è una benedizione non solo per la diocesi, ma per tutta l’Australia: in un tempo di rumore e incertezza, una comunità contemplativa parla in modo profetico, ricordando

di Tommaso Scandroglio @LaNuovaBQ Ci risiamo. Avvenire torna a schierarsi a favore della transessualità, arrivando a sostenere anche quella dei minori. A firmare l’articolo è ancora una volta Luciano Moia, da tempo incaricato di trattare le cosiddette tematiche “arcobaleno”. Nel pezzo Come si cresce un figlio che non riesce a riconoscersi nel proprio corpo vengono presentate due storie di adolescenti con difficoltà legate a ciò che il giornale chiama “identità di genere”, espressione tutt’altro che neutrale, perché carica di presupposti ideologici.

che Dio ascolta e che la preghiera cambia davvero il mondo.

Mons. Macbeth-Green ha definito le suore “profete per il nostro tempo”, che intercedono per l’intero Paese dal silenzio del bush australiano. “C’è qualcosa nella natura che ci apre allo Spirito e alla grazia di Gesù Cristo – ha detto –. Voi avete riconosciuto che qui c’è Qualcuno più grande di voi. Ascoltate Dio nel silenzio del cuore e lo condividete con tutti noi.”

Circa 750 persone, provenienti da ogni stato australiano – alcune dopo viaggi di oltre dieci ore – hanno partecipato a questo momento unico. Tra i presenti c’erano vescovi e sacerdoti da tutto il Paese, tra cui il vescovo ausiliare di Sydney Richard Umbers, rappresentanti anglicani, membri dei Cavalieri del Santo Sepolcro, esponenti delle comunità aborigene, amministratori locali, oltre agli architetti e agli ingegneri che hanno progettato il monastero.

La celebrazione si è conclusa con un clima di festa semplice: cibo, vino e un Pinot Nero commemorativo offerto dalla famiglia Jreissati. La liturgia domenicale ha espresso in modo particolare la cattolicità della Chiesa, culminando con la benedizione solenne del cardinale Bychok secondo il rito ucraino, usando i candelabri dikirion e trikirion. La musica, affidata al coro e agli organisti della parrocchia del Maternal Heart of Mary di Lewisham, ha incluso una composizione originale su Esodo 3,5: “Togliti i sandali, perché il luogo sul quale stai è terra santa”. Per la priora, madre Mariam Joseph OCD, e per le sorelle del Carmelo di Elia, presenti nella zona da sette anni, il fine settimana è stato una conferma e una rivelazione. “La visita del cardinale nel nostro chiostro –hanno detto – è stata un incoraggiamento profondo.” Ora la prima fase dei lavori, centrata sulla costruzione della cappella, è ufficialmente avviata: le monache continuano a cercare benefattori perché questo “cuore orante” possa presto battere pienamente nel cuore del bush australiano.

Nel primo caso si parla di una ragazza che ha deciso di non “cambiare” sesso. Moia usa il termine “desistenza”, parola che suggerisce quasi una rinuncia amara, come se il ritorno alla propria realtà biologica fosse una sconfitta subita. Nel secondo caso viene raccontata la storia di un ragazzo che ha assunto all’anagrafe il nome di Chanel. Il giornale lo indica sempre al femminile, come se la nuova identità fosse quella autentica, mentre quella biologica fosse una semplice parentesi. Il racconto è puramente descrittivo e privo di rilievi critici: Chanel avrebbe intrapreso serenamente il percorso di “affermazione di genere” e ora vivrebbe con maggiore tranquillità.

L’articolo è costruito secondo uno schema ormai consolidato. Primo: non presentare mai in modo serio le argomentazioni contrarie. Eppure esse esistono e sono di tre tipi. Ci sono obiezioni scientifiche, perché diversi studi mettono in dubbio i benefici della transizione, soprattutto nei minori. Ci sono obiezioni etiche, perché il tentativo di cambiare sesso contraddice la legge morale naturale. E ci sono obiezioni teologiche, perché Bibbia e Magistero condannano questa scelta, rendendola incompatibile con la dottrina cattolica. Nel pezzo di Avvenire tutto questo scompare o viene ridotto a dettaglio marginale, così da rendere più facile sostenere la propria tesi.

Eliminati scienza, morale e Magistero, resta solo l’esperienza soggettiva. È quella che si può chiamare “fenomenologia etica”: ciò che accade, per il fatto stesso di accadere, viene considerato buono. Non esistono principi validi per tutti, ma solo casi parti-

colari che fanno legge a sé. Ogni situazione ha il suo valore morale autonomo. In questa prospettiva, chi guarda dall’esterno non avrebbe nemmeno il diritto di giudicare.

Di conseguenza, bene e male coincidono con ciò che appare utile, piacevole o rassicurante per il singolo. Solo chi vive una certa esperienza può giudicarla; tutti gli altri sono dichiarati “incompetenti”. A questa impostazione si aggiunge un’altra tattica: l’etica pietista. Chi soffre ha sempre ragione. E chi lo critica non solo sbaglia, ma è accusato di mancanza di cuore. Se sei contrario alla transessualità, vieni dipinto come insensibile al dolore di questi ragazzi e delle loro famiglie. Ma la sofferenza, pur essendo reale e meritevole di rispetto,

non giustifica ogni scelta. Così come le difficoltà di un ragazzo non rendono buono un furto, allo stesso modo il disagio non rende giusta qualunque decisione. Amare davvero significa stare vicino a chi soffre, ma anche indicargli con chiarezza la verità che può liberarlo. Confermare una persona in una scelta sbagliata non è carità, è complicità. Infine, Avvenire è il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Ciò che scrive riflette un orientamento ormai esplicito, come dimostrano anche i documenti sinodali che parlano di “riconoscimento” delle persone transgender. Dunque Moia non fa che applicare una linea già tracciata dall’alto: non è un’iniziativa isolata, ma l’esecuzione coerente di un indirizzo preciso.

Promotore di giustizia si ritira, avanti appello sul caso Londra

La Corte di Cassazione vaticana ha chiuso le questioni preliminari del processo d’appello sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato e sull’investimento nel palazzo di Sloane Avenue, a Londra. Con due ordinanze ha dichiarato inammissibile il ricorso del Promotore di Giustizia, stabilendo che l’appello potrà riguardare solo i ricorsi delle difese, orientati a riduzioni di pena o assoluzioni. Nel frattempo Alessandro Diddi, Promotore di Giustizia, ha deciso di astenersi dal processo

dopo le polemiche legate a intercettazioni e contatti ritenuti inopportuni. La sua uscita di scena ha fatto decadere anche la richiesta di ricusazione della Corte d’Appello presentata dal suo ufficio.

Il procedimento, noto come “processo Becciu”, riguarda tra gli altri il cardinale Angelo Becciu, condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi. L’appello riprenderà il 3 febbraio e potrebbe portare a una revisione significativa delle sentenze.

1 gennaio 2002: L'euro entra in circolazione. Fu una data storica per l'Europa; quel giorno di capodanno entrò in vigore la moneta unica, l'euro, simbolo di un'Europa senza frontiere.

2 gennaio 1960: A soli 40 anni, muore a Tortona Fausto Coppi. Il decesso del "Campionissimo" è dovuto alla malaria, malattia che aveva contratto nel Burkina Faso, dove si era recato per una corsa.

3 gennaio 1954: Dagli studi di Milano l'inizio ufficiale del regolare servizio di trasmissioni televisive in Italia, nasce la televisione italiana: La RAI Radiotelevisione Italiana.

9 gennaio 1878: Muore a Roma Vittorio Emanuele II di Savoia, ultimo re di Sardegna e primo re d'Italia. Aveva portato a termine il Risorgimento e il processo di unificazione del Regno d'Italia.

11 gennaio 1999: Fabrizio De André muore di carcinoma polmonare, all’Istituto dei Tumori di Milano. Al capezzale, c’erano la moglie Dori Ghezzi, il figlio Cristiano e la figlia Luvi.

12 gennaio 2010: Un catastrofico terremoto ha causato la morte di 230mila persone ad Haiti e lasciato oltre 2 milioni senza casa. Gli effetti furono devastanti a causa dell’estrema povertà del paese.

di Pino Forconi

L’Ignimbrite Campana fu una delle più tremende e catastrofiche eruzioni vulcaniche mai avvenute nel bacino del Mediterraneo. Si verificò circa 39.000 anni fa ed è considerata la più grande eruzione dell’area mediterranea in epoca preistorica. Si calcola che l’eruzione sia durata quasi sette ore e abbia scaricato oltre 67 chilometri cubi di materiale vulcanico, ricoprendo l’intera Campania e le zone circostanti con uno strato di tufo e rocce spesso anche più di

100 metri.

Circa 2.500 anni fa, i Greci iniziarono a scavare questo enorme banco di tufo, ricavando materiale più che sufficiente per costruire case, templi e mura di cinta. Successive eruzioni, avvenute intorno a 15.000 anni fa, crearono un ulteriore strato chiamato “tufo giallo napoletano”, anch’esso ampiamente utilizzato nell’edilizia.

È proprio grazie a questi eventi che sotto la città di Napoli esiste oggi una fittissima rete di gallerie e cunicoli che si estende per deci-

19 gennaio 1940: Paolo Borsellino nacque a Palermo. In questa città si è laureato in Giurisprudenza ed è entrato in magistratura a soli 23 anni, diventando il più giovane magistrato d’Italia.

19 gennaio 1915: Brevettata la lampada a neon: L'insegna luminosa di un negozio di barbiere. Fu questa la prima applicazione pratica della scoperta di Georges Claude, ingegnere francese,

19 gennaio 1809: nasce Edgar Allan Poe. Tra i massimi esponenti della letteratura americana, dalla sua inquieta fantasia nacquero il racconto poliziesco, la letteratura horror e il giallo.

ne di chilometri. Nel corso dei secoli questi spazi sotterranei sono stati trasformati in acquedotti, cave, rifugi e luoghi di culto, fin dall’epoca avanti Cristo. Durante la Seconda Guerra Mondiale furono adattati a rifugi antiaerei per proteggere la popolazione dai bombardamenti.

Ancora oggi, dal sottosuolo emergono reperti archeologici di grande valore, in parte visitabili: dall’ingresso di Piazza San Gaetano nel centro storico, alla Galleria Borbonica in via Domenico Morelli, antico rifugio antiaereo e acquedotto di via Monte di Dio, fino agli ipogei ellenistici e ai rifugi di Sant’Anna. In Piazza San Gaetano si può ammirare anche l’acquedotto greco-romano, perfettamente integrato nel tessuto urbano.

I primi scavi sotterranei, opera dei Greci, risalgono a circa 2.500 anni fa e proseguirono nel III secolo avanti Cristo per ricavare blocchi di tufo necessari alla costruzione di mura e templi. Furono proprio i Greci a scoprire le

22 gennaio 1891: Antonio Gramsci: Intellettuale tra i più eminenti del secolo scorso, fu il principale ideologo, oltre che co-fondatore, del Partito Comunista Italiano.

23 gennaio 1989: Muore Salvador Dalí, pittore, scultore, scrittore, fotografo, cineasta, designer e sceneggiatore spagnolo. Dalí trovò espressione in svariati ambiti, tra cui il cinema e la scultura.

24 gennaio 1984: Apple lancia il Macintosh: Uno Steve Jobs in versione elegante, con blazer doppio petto blu, camicia bianca e papillon verde chiaro presenta a 2.600 persone il Macintosh.

rocce gialle del Monte Echia, un piccolo vulcano spento situato sotto l’attuale Piazza del Plebiscito. In epoca romana, ai tempi di Augusto, questi sotterranei furono ampliati con gallerie interconnesse e acquedotti che portavano l’acqua dal fiume Serino, a oltre 70 chilometri da Napoli.

Molti di questi acquedotti furono chiusi dopo la grande epidemia di colera del 1885. Durante la Seconda Guerra Mondiale le gallerie furono dotate di illuminazione elettrica e lavori di consolidamento per permettere il passaggio dei rifugiati e dei veicoli di servizio. Purtroppo, ancora oggi, alcune zone sotterranee vengono utilizzate anche per attività illecite.

Da quei lontani eventi di 39.000 anni fa, la terra sotto Napoli non ha mai smesso di muoversi. L’a-

di Pino Forconi No, non stavo bevendo: quelli sono numeri romani che ricordano una data, il 1436. Ma che cosa successe di importante in quell’anno? Andiamo per ordine. Il 1436 fu un anno bisestile, quindi con un giorno in più a febbraio: 29 invece di 28. Un dettaglio curioso, ma non l’unico fatto degno di nota. Il 25 marzo Papa Eugenio IV consacrò la chiesa di Santa Maria del Fiore a Firenze. Per l’occasione venne scelto il motto latino “Nuper rosarum flores” e fu eseguito un canto composto appositamente da Guillaume Dufay, destinato ad accompagnare le solenni cerimonie. Sempre nel 1436, l’8 giugno, nacque la Lega delle Dieci Giurisdizioni che, insieme alla Lega Caddea e alla Lega Grigia, avrebbe poi dato vita alla Repubblica delle Tre Leghe, oggi conosciuta

27 gennaio 2005: Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale per commemorare le vittime dell'Olocausto. È stato così designato dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

27 gennaio 1756: Wolfgang Amadeus Mozart. Non ci sono dubbi che sia lui il più grande compositore di tutti i tempi, anche se un certo Beethoven provò a contendergli degnamente il primato.

28 gennaio 1978: Nasce Gianluigi Buffon: Nato a Carrara (Toscana) è un ex calciatore, considerato tra i migliori portieri di tutti i tempi. Nel 2016 stabilisce il nuovo record di imbattibilità in serie A.

rea dei Campi Flegrei è soggetta a un continuo sciame sismico, con scosse frequenti anche negli ultimi giorni. La storia ricorda il terremoto di Pompei del 62 d.C. e la celebre eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Oggi si parla talvolta di una possibile grande eruzione futura, ma si spera che resti solo un’ipotesi: i sismografi dell’area campana sono costantemente in allerta. Nota: Nel racconto si parla dei Greci a Napoli perché furono loro a fondare Neapolis (“Città Nuova”) nell’VIII secolo a.C., seguendo il modello urbanistico dell’architetto Ippodamo di Mileto, poi adottato anche dai Romani per i loro accampamenti militari. Ancora una volta, la storia riporta alla luce realtà straordinarie che spesso ignoriamo, ma che continuano a vivere sotto i nostri piedi.

come Canton Grigioni, in Svizzera. Nel mese di luglio, invece, Filippo il Buono, duca di Borgogna, tentò l’assedio di Calais, allora avamposto inglese. L’impresa però fallì: un vero e proprio “buco nell’acqua”, come diremmo oggi. Il 1436 è ricordato anche per alcune nascite illustri: Donato Bossi, scrittore italiano; Pino III Ordelaffi, nobile italiano; Amalia di Sassonia, nobildonna; Luigi di Savoia, conte di Ginevra; Pandolfo Ruccellai, politico italiano, e molti altri personaggi di rilievo. Uomini e donne che, dopo anni estenuanti di lavoro, di potere, di ambizioni e di battaglie personali, si sarebbero incamminati — prima o poi — verso il luogo dell’eterno riposo. Meritato? Forse sì, forse no. Come sempre, la storia giudica… ma non sempre assolve.

Si spengono le luci (e qualcuno resta al buio)

di Giuseppe Arnò

Il 2025 se ne va tra divorzi geopolitici, Giubilei chiusi, coscienze aperte a metà e un’umanità che continua a litigare sul ponte mentre la nave imbarca acqua.

Si spengono le luci. E non è solo una suggestione letteraria: è proprio la trama, degna del romanzo di Jay McInerney, che torna d’attualità. Il “matrimonio” tra Stati Uniti ed Europa scricchiola come quello di Russell e Corinne: non c’è un vero litigio, ma una distanza che cresce, fatta di silenzi, calcoli e reciproca sopportazione.

Donald Trump, tornato a pensare il mondo come un grande mercato con bandiere opzionali, pratica una filosofia a metà tra l’empirico e il cervellotico: soggettiva, muscolare, spesso incomprensibile persino a se stessa. L’Europa, Ucraina compresa, per lui è un partner commerciale tra tanti, non un’alleanza sentimentale. Con la Russia vale lo stesso principio: la guerra può finire domani o dopodomani, purché torni utile ai conti. Il vero chiodo fisso resta la Cina. È lì che si gioca l’egemonia economico-militare di un’America che teme di non essere più eterna. Il resto è contorno. Bruxelles compresa.

E tuttavia, miracolo dei miracoli, l’Europa pare aver capito. Prima l’antifona, poi la realtà. Si è desta, anche se con la lentezza tipica di chi si sveglia convinto che sia ancora presto. Rafforzerà la propria difesa, finalmente comune, perché nazionale non basta più, investirà in tecnologia per smettere di dipendere da chi la tratta come un cliente distratto, e comincerà a decidere aggirando l’ossessione dell’unanimità, che ha spesso funzionato come un elegante freno a mano tirato. Gli strumenti, in fondo, li ha sempre avuti. Ora, finalmente, sta provando a usarli.

Chiuso il capitolo 2025, si apre quello del 2026. O la va o la spacca. E questa volta non è una figura retorica. Intanto si chiude anche un Giubileo. A Bologna, nella Basilica di San Petronio, l’arcivescovo Matteo Zuppi abbassa il sipario liturgico ma invita a lasciare aperte porte ben più difficili: quelle delle case, delle comunità, delle coscienze. Porte che non fanno rumore, ma resistono.

Le sue parole, speranza, pace, alleanza sociale, vicinanza agli ultimi, suonano come una nota fuori spartito in un mondo che

Cercasi un Centro di Gravità (Provvisorio)

di Luciano Tommaso Gerace

discute di missili e dazi con la stessa naturalezza con cui una volta parlava di raccolti. La speranza, viene da augurarsi, è che quell’omelia riesca a superare le mura più spesse: non quelle delle basiliche, ma quelle dei cuori duri di chi si contende il dominio del mondo come fosse una partita a risiko.

Il 2025, del resto, non sarà ricordato con nostalgia. È stato un anno di addii pesanti: alla cultura, allo spettacolo, allo sport, alla pace, con la scomparsa di figure che tenevano insieme l’immaginario collettivo meglio di molti trattati internazionali. Alcune guerre finiscono, altre iniziano, come se l’umanità non sapesse fare altro che cambiare campo di battaglia. I dazi diventano strumenti morali, le catastrofi naturali presentano il conto, e il pianeta, già malandato, osserva in silenzio la gara a chi lo distrugge più in fretta.

Sul fronte interno, scandali e corruzione restano protagonisti ovunque. L’Italia, come spesso accade, non manca l’appuntamento. Titoli che sembrano barzellette (“Noi con Hannoun”), consiglieri che mettono in imbarazzo i partiti e pretendono di mettere il bavaglio ai giornalisti: il tutto dà l’impressione di una corsa in discesa senza paracadute. Governo e opposizione, ciascuno a modo suo, faticano: il primo perché non ha davanti un’opposizione costruttiva ma solo polemica; la seconda perché non riesce a ricordarsi quale sia il suo mestiere. E non va molto meglio altrove, se in Francia destra e sinistra riescono a dividersi perfino su un omaggio nazionale a Brigitte Bardot.

Eppure, in questo mare agitato, qualche dato va riconosciuto. Il governo italiano porta a casa risultati non trascurabili, soprattutto sul piano internazionale. L’Italia viene osservata come una possibile guida dell’Unione. Non è poco, in tempi in cui scarseggiano le teste pensanti e ce ne vorrebbero il doppio solo per capire da dove cominciare.

Che cosa ci porterà il 2026?

La risposta migliore resta quella di un vecchio signore inglese che di crisi se ne intendeva: «Il politico diventa uomo di Stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni». Il problema, semmai, è capire quanti siano ancora interessati a diventarlo.

“STORIE” è un progetto appositamente ideato per il Circolo Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma nel quadro della Collezione Farnesina di Arte Contemporanea. Esso vive nobilmente sulle arti che riprogrammano il mondo, si campiona ad essere uno spettacolare archivio decentralizzato ove le diverse discipline si nutrono di arte-mondo, mira a rappresentare come si abita la cultura globale, ovvero l’altramodernità, che altro non è che una sorta di costellazione, una specie di arcipelago di singoli mondi e singoli artisti le cui isole interconnesse non costituiscono un continente unico di pensiero, ma lo specchio di un’arte postproduttiva e frontaliera, mobile, ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. E’ con questo progetto, ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, intellettuale di piano internazionale, che si vuole indicare e sorreggere un'Europa Creativa Festival e, dunque, protagonisti e bandiere, bandendo ogni culto del transitorio per porgere a tutti il culto dell'eterno.

Il terzo millennio che fa vivere i processi creativi nel clima di abitare stili e forme storicizzate, perché il futuro è ora, fra rappresentazioni e interpretazioni, ci porta a cogliere il nuovo destino della bellezza. Con l'arte vogliamo aprire finestre sul mondo, con l'arte vogliamo aprire stagioni eroiche, con l'arte vogliamo inaugurare una nuova civiltà.

Con “STORIE” (2024-2027) si porgono dodici mostre personali di dodici artisti contemporanei, taluni di chiara fama. Questa mostra dal titolo “La stanza delle Marche” è la quarta del nuovo percorso, ed è già una novità in quanto si veicolano a Roma nomi dell’arte contemporanea di significativo rilievo, che evidenziano e mettono in luce gli svolgimenti più intriganti del fare arte nel terzo millennio.

L’esposizione curata dall’illustre Storico dell’Arte Contemporanea di fama internazionale, Prof. Carlo Franza, che firma anche il testo in catalogo dal titolo “Codice Naturale” riunisce una serie di opere degli artisti Julianos Kattinis, Marisa Settembrini, Eugenia Serafini, già apparsi agli occhi della critica italiana e internazionale

come figure delle più interessanti e propositive dell’arte contemporanea, ed ancor oggi nella memoria di tutti ricordati come chiari e significanti interpreti.

Scrive Carlo Franza nel testo: “La citazione classicheggiante, il gusto del frammento storico, le parole piuttosto che la langue, sembrano corrispondere alla mancanza oggi di paradigmi unici e fondamenti. A guardare i capitoli e il lavoro artistico dei tre artisti è da qui, dalle vicende dell’oggi, che essi muovono nel vivere e fare la storia. Dico questo, perchè oggi siamo oltre il Postmoderno. Prima

di essere qualcosa il Postmoderno è negazione di quello che va sotto il nome di modernità. Paolo Portoghesi, amico e intellettuale italiano dice a questo proposito: “la sua utilità sta proprio nell’aver consentito di mettere insieme provvisoriamente e paragonare tra loro cose diverse, nate però da un comune stato d’animo di insoddisfazione nei confronti di quell’insieme, altrettanto eterogeneo di cose che va sotto il nome di modernità. In altre parole il postmoderno è rifiuto, rottura, abbandono, assai più di quanto non sia scelta di una direzione di marcia”.

Gianfranco Giustizieri commenta "Intrecci di memoria" di Palmerini

La recensione di Gianfranco Giustizieri su Intrecci di memoria di Goffredo Palmerini presenta il libro come un viaggio annuale tra luoghi, incontri, ricordi e cultura, raccolti come testimonianza duratura del “tempo della memoria”. L’autore segue da anni le opere di Palmerini, apprezzandone la capacità di unire fedeltà al vissuto e desiderio di conoscenza. Secondo la Presentazione di Sonia Cancian, il volume guarda con attenzione sia alla memoria collettiva sia a quella personale, mostrando come il passato sia parte viva del presente e orienti il futuro. Tema

centrale è la migrazione, ma Giustizieri sottolinea soprattutto lo stile narrativo di Palmerini: uno sguardo attento ai luoghi, capace di cogliere l’attimo con immagini poetiche e poi arricchirlo di storia e cultura. Il libro alterna descrizioni di paesaggi, ricostruzioni storiche e memorie personali. Particolare rilievo hanno le pagine dedicate agli amici scomparsi, raccontati con affetto e rispetto come testimoni di valori, intelligenza e umanità. Nel complesso, l’opera è vista come un invito a non dimenticare e a custodire legami, storie e identità.

La fiaccola in Sicilia per la 1ª tappa a Selinunte

Approdo a Selinunte della Fiamma Olimpica, Milano-Cortina 2026. In terra Siciliana fino a Messina per un evento irripetibile e irrinunciabile di dimensioni internazionali. Il successo della fiaccola Milano-Cortina 2026 è una vittoria globale per tutti gli italiani all’estero.

di Ketty Millecro

Dai siciliani nel mondo è considerato avvenimento straordinario siculo. È la Fiamma Olimpica che il 15 dicembre 2025 ha fatto la I tappa al Parco archeologico di Selinunte. Da lì ha oltrepassato altre città dell’isola, fino a risalire l’Italia verso Cortina. Sarà il 6 febbraio che si aprirà il varco per i Giochi Olimpici.

Studenti e cittadini avranno la possibilità di presenziare in maniera gratuita al Parco al passaggio della staffetta. Può considerarsi circostanza eccezionale per il criterio con cui la Sicilia finalmente è stata premiata protagonista. Essere a conoscenza che il sito archeologico sia stato scelto come prima tappa siciliana della staffetta con i 3 tedofori del trapanese, incaricati di portare la fiaccola olimpica, è sinonimo di orgoglio.

L’America ha seguito con ardore la fiamma olimpica Milano-Cortina 2026 in Sicilia. Le tv e le radio degli States hanno ampiamente collaborato per ma-

nifestare la loro gioia per avere in terra siciliana la gioia della fiamma. È stata fortemente attiva la giornalista, conduttrice della trasmissione radiofonica

“Sabato italiano” di Radio Hofstra University di New York, Cav. Josephine Buscaglia Maietta, italoamericana di Castelvetrano e Presidente “Association Italian

Training Hub to Support Milan–Cortina 2026

Italy has inaugurated a new military training hub in the Alpine town of San Candido as part of its preparations for the Milan–Cortina 2026 Winter Olympic and Paralympic Games.

The facility, located at the “Cantore” barracks, was officially opened on Tuesday by Undersecretary of State for Defence Isabella Rauti, acting on behalf of Defence Minister Guido Crosetto. The site now includes nine newly renovated buildings and serves

as the headquarters of a detachment of the Army’s 6th Alpini Regiment, as well as the current base of the Joint Task Force supporting the upcoming Games.

The project is the result of a partnership between the Ministry of Defence, the Autonomous Province of Bolzano and Italy’s State Property Agency. According to the Defence Ministry, the renovation represents a strategic investment both in the country’s military capabilities and in im-

proving living and working conditions for service personnel.

“The Defence sector once again shows its ability to combine strategic vision, operational efficiency and service to the nation,” Rauti said during the inauguration ceremony.

Currently, the Cantore barracks is home to the inter-service Joint Task Force created to work alongside the Olympic Organising Committee, the Ministry of the Interior and local authorities in preparing for the Games.

The military’s support model also includes the involvement of civilian “Defence Volunteers” recruited through the National Alpini Association, strengthening cooperation between the armed forces and civil society.

Beyond logistics and security, the Defence Ministry will also play a visible role in competition itself.

Athletes from Italy’s Military Sports Groups, as well as members of the Defence Paralympic Sports Group, are expected to compete in Milan–Cortina 2026.

American Educators”. Molti gli spettatori che hanno apprezzato l’evento internazionale, dove la Maietta, passo dopo passo, ha intervistato personaggi siciliani di spicco, presenti all’evento.

Il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026, partito dalla Grecia verso Roma, fino ad arrivare in Sicilia con I tappa Selinunte è un iter coraggioso per tutte le province italiane.

Proprio della felicità provata dai siciliani e dagli abitanti di Selinunte, ci ha ragguagliati in una interessante intervista via web, la Prof.ssa Maria Campagna di Castelvetrano, tanto vicina agli italoamericani in USA. Parole che hanno destato emozione per il fervore della Castelvetranese per la manifestazione inusuale.

É stato omaggiato il Tempio di Hera, con la vista del parco più vasto d’Europa, quindi l’Acropoli che volge sul mare. Poi l’avanzata verso Mazara del Vallo e Marsala, Trapani Palermo, Cefalù, Piazza Armerina, Enna, Caltanissetta e Agrigento, Licata e Gela, Caltagirone, Ragusa, Noto e Avola, Marzamemi e

Portopalo, Siracusa, Priolo Gargallo, Augusta, Carlentini , Lentini, Catania, Acireale, Giarre e Riposto, Taormina e Messina. A Messina, nello specifico, trentasette tedofori, impegnati nella corsa della Fiamma, per circa sette chilometri.

La carovana olimpica ha preso la volta di Messina, con il Viaggio della Fiamma Olimpica che ha attraversato le vie più importanti della città. Circa 10.000 i tedofori e tedofore, atleti olimpici e paraolimpici, protagonisti del “viaggio della Fiamma” fino al San Siro Olympic Stadium di Milano. Ogni percorso della staffetta con i tedofori è di circa un chilometro, segnalati dalla Fondazione Milano-Cortina 2026.

Si avvicendano ogni 200 metri con il simbolo del dialogo e amicizia, per unire i popoli oltre differenze di razza, colore o status sociale. Ciò è motivo di orgoglio e felicità. Dalla Sicilia il percorso in Calabria per proseguire un viaggio attraverso la penisola italiana. Un’Italia che, grazie al suo clima, al paesaggio, all’arte e cultura, ribadisce i valori della Fiamma: entusiasmo, estro, vitalità e dedizione.

Un evento irripetibile e irrinunciabile di dimensioni internazionali, titaniche che ha reso felici i cittadini dell’isola più grande del Mediterraneo. Il passaggio della Fiamma Olimpica è simbolico momento di unione e di valore per la città, che celebra lo sport come linguaggio universale di integrazione.

Un grazie particolare va a coloro che hanno permesso la riuscita, ai cittadini che hanno collaborato alla riuscita, forze dell’ordine, amministrazione comunale, sindaci e politici preposti. Il successo della fiaccola Milano-Cortina 2026 è una vittoria globale, non solo per la nostra meravigliosa Sicilia, ma anche per tutti gli italiani all’estero nel mondo che guardano con entusiasmo un evento unico.

la pagina della donna a cura di

Donne che hanno fatto la storia, uno sguardo al futuro e grazie ai lettori

di Maria Grazia Storniolo

Il 2025 è stato un anno intenso, ricco di contenuti, di memoria e di ispirazione, un anno in cui questa pagina ha scelto consapevolmente una direzione chiara e precisa: raccontare le donne che hanno fatto la storia, donne che, in epoche e contesti diversi, si sono affermate come protagoniste nei più svariati campi, lasciando un segno riconosciuto e duraturo.

Nel corso del 2025, la Pagina della Donna non ha dato spazio a cronache locali o a figure della nostra società contemporanea, ma ha voluto offrire ai lettori un viaggio nella storia, nella cultura, nello sport, nella scienza, nell’arte e nell’impegno civile, attraverso il racconto di donne straordinarie, spesso pioniere, spesso costrette a lottare contro pregiudizi e ostacoli, ma sempre capaci di affermare il proprio valore con determinazione e talento.

Questa scelta editoriale nasce da una convinzione profonda: conoscere le donne che hanno fatto la storia significa comprendere meglio il presente. Le protagoniste raccontate in queste pagine non sono solo figure del passato, ma modelli, esempi e punti di riferimento. Donne che hanno

aperto strade nuove, conquistato riconoscimenti importanti, rotto barriere culturali e sociali, e che, con il loro impegno, hanno contribuito a cambiare il corso degli eventi.

Il 2025 è stato dunque un anno di memoria e consapevolezza. Attraverso le loro storie abbiamo riscoperto il valore della perseveranza, del coraggio e della visione. Abbiamo raccontato donne che si sono affermate nel mondo della musica, della letteratura, dello spettacolo, dello sport, della ricerca scientifica e dell’impegno sociale, ricevendo premi, onorificenze e riconoscimenti ufficiali, ma anche – e soprattutto – il rispetto della storia.

Questa pagina ha voluto rendere omaggio a chi, in tempi spesso ostili, ha saputo farsi spazio e affermare la propria voce. Donne che non hanno chiesto permesso, che hanno creduto nelle proprie capacità e che hanno dimostrato come il talento non abbia genere. Raccontarle oggi significa restituire loro il posto che meritano e offrire ai lettori strumenti di riflessione e ispirazione.

Accanto al racconto delle grandi figure del passato, questa pagina sente anche il dovere di rinnovare un impegno concre-

to a favore delle donne di oggi. Non fatto di slogan ideologici o frasi da salotto, ma di attenzione quotidiana alle difficoltà reali: il lavoro precario, le responsabilità familiari spesso sbilanciate, la solitudine, la fatica di conciliare tempi di vita e di lavoro, le discriminazioni silenziose.

Raccontare le donne che hanno fatto la storia serve anche a ricordarci che il rispetto, le opportunità e la dignità non sono mai conquiste definitive, ma vanno difese ogni giorno, con scelte semplici e coerenti, vicine alla gente e ai problemi veri.

Un sentito ringraziamento va a chi ha seguito con interesse questo percorso editoriale, a chi ha letto, riflettuto e apprezzato la scelta di guardare oltre l’attualità immediata per riscoprire figure che hanno segnato profondamente la nostra storia collettiva. La Pagina della Donna è stata pensata come uno spazio culturale, un luogo di approfondimento e di racconto, capace di unire informazione e memoria.

Il successo di questa pagina nel 2025 è stato proprio questo: dare valore alle storie che restano, a quelle vite che continuano a parlare anche a distanza di anni, offrendo insegnamenti attuali e universali. Ogni articolo ha rappresentato un tassello di un mosaico più ampio, fatto di conquiste, sacrifici e determinazione femminile.

Le donne raccontate non sono state presentate come figure irraggiungibili, ma come persone che, pur nella loro eccezionalità, hanno affrontato difficoltà comuni: discriminazioni, esclusioni, mancanza di opportunità. È proprio questo che rende le loro storie ancora più potenti. Esse dimostrano che il cambiamento è possibile e che il riconoscimento, anche se talvolta tardivo, può arrivare.

Guardando al futuro, l’augurio è che il nuovo anno continui su questa linea di valorizzazione della storia femminile, offrendo ai lettori nuove figure da conoscere, nuove storie da approfondire e nuovi spunti di riflessione. Raccontare le donne che hanno fatto la storia non è un esercizio nostalgico, ma un atto necessario per costruire una cultura più consapevole e inclusiva.

Il 2026 ci invita a proseguire con lo stesso impegno, continuando a dare spazio a pro-

tagoniste che hanno lasciato un’impronta significativa nei loro ambiti, contribuendo al progresso della società. La Pagina della Donna continuerà a essere un luogo di racconto, memoria e riconoscimento, fedele alla sua missione culturale.

Desidero esprimere un sincero ringraziamento a tutti i lettori del giornale Allora! per aver con-

diviso questo percorso. Che il nuovo anno sia ancora migliore, ricco di conoscenza, ispirazione e consapevolezza. Perché conoscere la storia delle donne significa onorare il passato e costruire un futuro più giusto per tutti. Auguri di un nuovo anno all’insegna della memoria, della cultura e del valore delle donne che hanno fatto la storia.

la pagina di Angelo Paratico

L’incubo delle ciclabili in centro a Verona

di Angelo Paratico

Mio padre è stato sindaco di un paese in provincia di Milano, rimase primo cittadino per tre mandati, dunque 15 anni. Dicono di lui che fu un ottimo sindaco perché era sempre in giro in paese e dunque vedeva i problemi ed era capace di porvi rapidamente rimedio.

Questo non appare essere più il caso guardando a Verona. Parlo del quartiere di Ponte Crencano, dove risiedo. Apparentemente gli assessori comunali che si occupano della circolazione non vanno a vedere l’impatto che stanno avendo le grandi ciclabili che si stanno completando nel nostro quartiere e in particolare in prossimità del cimitero di Quinzano. Se ci passassero capirebbero che stanno sbagliando tutto, rendendo la vita più difficile ai cittadini. Stando a quanto aveva dichiarato Palazzo Barbieri tutta questa cementificazione aggiuntiva sarà finanziata con circa 2.300.000 euro attraverso il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e i

lavori si concluderanno entro la primavera del 2026. Credo che tutto questo verrà visto in futuro come una dimostrazione che i soldi dati a pioggia, come quelli del Pnrr (che andranno restituiti con gli interessi), alla fine faranno più male che bene alle nostre economie. E forse le prossime amministrazioni dovranno demolire queste barriere e risistemarle, per rendere nuovamente agevole lo scorrimento delle auto e degli autobus. Il problema delle piste ciclabili rientra in questo paradigma e si sta facendo ingestibile. Le strade son sempre le stesse ma le auto sono diventate sempre più grosse e che fanno i nostri amministratori? Le restringono, piazzandovi piste ciclabili che occupano anche un terzo della carreggiata, con un cordolo in cemento prefabbricato. Questa è una follia, le strade son fatte per circolare non per mostrare quanto gli attuali assessori della giunta Tommasi siano sensibili alle istanze verdi. La costruzione di cordoli

in cemento viene spiegata come una loro messa in sicurezza che prevede barriere protettive e le strutture portanti di vari tratti ciclabili. L’assessore alle strade e ai giardini Federico Benini dichiarò che così facendo: «Si affrontano in modo puntuale e concreto alcune criticità segnalate dai cittadini e dalle circoscrizioni. Così da garantire percorsi sicuri e ben segnalati significa incentivare l’uso della bici e promuovere una città più sostenibile”. Ecco, vogliono incentivare l’uso delle biciclette, non rispondono a una esigenza creata da chi si sposta già in bicicletta perché pochi davvero le usano. Le usano perlopiù per le attività sportive ma le strade cittadine servono al commercio e al lavoro prima che allo sport, un fatto che pare sfuggire all’assessore alla Mobilità e Lavori pubblici, Tommaso Ferrari.

Queste politiche falsamente ecologiche che cadono dall’alto, contribuiscono alla cementificazione senza freni, mascherandola di ecologismo per fine speculativi. Per questo vengono stigmatizzate dall’ottimo urbanista Giorgio Massignan che ha pubblicato “Il cemento è servito. Politica, economia e affari nella pianificazione urbanistica di Verona dal dopoguerra ai giorni nostri”. Massignan è un ex segretario e presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra a Verona, oltre che assessore veronese alla Pianificazione e presidente del locale Ordine degli Architetti. Il senso del suo libro ci pare sintetizzato da questo punto: “Nella cosiddetta seconda repubblica, con la crisi dei partiti storici e la conseguente debolezza della politica, si è modificato il rapporto tra il fattore politico e

quello economico. Il vuoto di potere da parte della politica è stato occupato dall’economia che ha potenziato il proprio ruolo nelle decisioni riguardanti lo sviluppo del territorio. Anche a Verona alcune associazioni, fondazioni e consorterie stanno influenzando le pubbliche amministrazioni

nelle decisioni sulle destinazioni d’uso del territorio”. Come alternativa alle ciclabili cittadine si potranno creare delle piste ciclabili fuori dai percorsi industriali, entro la natura e fuori dal centro. Un ottimo esempio pare essere la ciclabile di Valeggio, Peschiera e Borghetto.

De Pieri, tra note e Australia

C’è chi nasce per suonare e chi suona per vivere. Sergio De Pieri appartiene ai primi. A 93 anni, pianista e organista instancabile, nato a Casier, nella campagna trevigiana, ricorda un’infanzia semplice e felice tra animali e campi. Ogni domenica percorreva tre chilometri a piedi per andare a messa: era chierichetto, cantava e suonava l’organo. Nessuno in famiglia era musicista, ma uno zio gesuita portò un pianoforte in casa. Da lì cominciò tutto. Molti lo volevano in seminario: “Dicevano che ero fatto per diventare prete, ma io volevo solo la musica”. Iniziò con l’organo a nove anni, ma il pianoforte era il suo vero amore. Dopo un breve tentativo in una scuola tecnica, capì che quella non era la sua strada. A diciannove anni si diplomò in pianoforte; poi, grazie a Sandro Dalla Libera, divenne organista diplomato. Un incontro decisivo fu quello con Arthur Rubinstein, che gli consegnò una borsa di studio. Durante una passeggiata in piazza San Marco, il grande pianista gli disse: “A ottant’anni tornerai al pianoforte”. Una profezia che si sarebbe avverata. Il sogno iniziale era l’America, ma mancavano i mezzi. Così scelse l’Australia. Nel 1961 partì senza sapere una parola d’inglese. All’inizio trovò aiuto nella comunità italiana, poi arrivarono i primi successi: a Brisbane suo-

nava in duo con un violinista; a Melbourne divenne organista titolare e docente universitario. Incisioni, tournée, corsi affollati di giovani: in Australia, racconta, contava il merito, non le conoscenze.

Nel 1972 tornò in Italia per una cattedra al Conservatorio di Venezia, dove rimase vent’anni. Fu anche organista titolare ai Frari: “Una gioia immensa. Amo gli organi veneti: non urlano, cantano”.

Ma l’Australia tornò ancora nella sua vita. A Ballarat contribuì al restauro di organi abbandonati e alla nascita di uno dei festival più importanti del Paese, poi il Beethoven Festival e molti altri progetti. “Lì la musica si fa insieme, senza rivalità”, dice. E non si tirava indietro nemmeno in cucina: ai festival cucinava per centinaia di persone.

Nel 2007 arrivò uno dei momenti più emozionanti: la regina Elisabetta II gli conferì la medaglia dell’Ordine dell’Australia. A un pranzo ufficiale gli disse: “So tutto di lei, Maestro”. De Pieri rimase senza parole. Suona ancora sei ore al giorno. Per lui l’organo ha un’anima femminile: potente ma dolce. Le canne, dice, lo “guardano e rispondono”. In ogni concerto ha sempre avuto una musa in platea: la bellezza e l’amore, in tutte le loro forme, sono indispensabili

la pagina di Marco Zacchera

IL VENEZUELA E LO SCERIFFO

I lettori de IL PUNTO mi daranno atto di essere stato uno dei pochi che nei mesi scorsi più volte ha ricordato la catastrofica situazione economica, politica e democratica del Venezuela guidata dal dittatore Maduro che –pur perse nettamente le elezioni anche nel 2024 – ha ribaltato i risultati e continuato nel proprio regime sfidando con la violenza la volontà popolare ed infischiandosene delle peraltro sterili proteste internazionali.

Ciò non toglie che non condivido i metodi di Trump, sceriffo a tempo pieno, che tratta il Sudamerica come “cortile di casa”

e con la forza fa quello che vuole puntando al petrolio venezuelano più che a colpire il narcotraffico.

E’ la morte di ogni diritto internazionale, la certificazione della nullità e dell’impotenza dell’ONU, la logica del più forte che fa il bullo.

Sono convinto che dietro alla cattura di Maduro ci siano poi molti lati oscuri che non sappiamo: mi sembra molto strana questa cattura-lampo se non fossero stati d’accordo loschi personaggi come l’attuale vice-presidente Delcy Rodriguez, quella che ha giurato da presidente nelle mani

L'ARROGANZA PRIDE

In campo sessuale ognuno la pensa come crede, però certe esasperazioni – in tutti i sensi - mi disturbano.

Per esempio considero una fesseria voler trasformare ufficialmente in “Pride Match” la partita di calcio dei prossimi mondiali tra Iran e Marocco che dovrebbe giocarsi a Seattle il 26 giugno in contemporanea con l’inaugurazione della “Gay Pride Fest” cittadina, partita che ad oggi le due squadre non vogliono giocare perché, soprattutto per l’Iran, la considerano

“Un insulto ai valori islamici, in contraddizione con i valori culturali, religiosi e sociali della nostra società”.

Se da una parte emergono tutti i limiti culturali e storici di una religione che prevede addirittura la pena di morte per l’omosessualità, dall’altra vi è la totale mancanza di sensibilità da parte delle autorità locali che invece l’impongono “Per promuovere l’inclusività e visibilità della comunità Lgbtq+” che non capisco bene cosa c’entri con una partita di calcio.

SORRY, MI ERO SBAGLIATO!

A novembre avevo scritto che la presidente della BCE Christine Lagarde (che a Firenze aveva trovato “un po' cari” i prezzi dei formaggi al mercato) guadagnava 466.000 euro l’anno. Mi sono sbagliato e chiedo scusa ai lettori: come ha chiarito il Financial Times quello era solo lo stipendio-base. Nel 2024 la Lagarde ha infatti guadagnato in totale circa 726 mila euro, il 56% in più rispetto allo stipendio «base» comunicato ufficialmente dalla

BCE nel suo rapporto annuale. Capirete che per la Presidente effettivamente “il formaggio è un po' caro…”

Intanto nell’Euro è entrata anche la Bulgaria (21° paese dell’area-Euro) nonostante che la maggioranza della popolazione sia contraria temendo un aumento dei prezzi e non ci sia neppure in carica un governo, caduto l’ultimo per aperta corruzione e ci siano state 8 elezioni politiche in cinque anni. Caos totale, disastro annunciato.

del fratello Jorge (!) che – guarda il caso - è presidente di un parlamento dove l’opposizione è stata semplicemente espulsa e messa fuori legge (solo Landini può pensare che ci siano state elezioni democratiche!).

Intanto, catturato Maduro, il regime “bolivariano” (ma questo le TV lo ricordano poco) ha continuato la repressione più dura, chiuso le università, ripreso la caccia agli oppositori e in una settimana un litro di latte è passato da 12 a 16 dollari USA, dieci volte il prezzo in Italia.

La gente ha per un attimo sperato che si sarebbe realizzato un cambiamento di regime e che gli USA avrebbero spinto per libere elezioni, ma sembra che questo a Trump non importi nulla arrivando a dire che l’opposizione “non controlla il paese” mentrese si votasse liberamente – Maria Corina Machado (premio Nobel per la pace) conquisterebbe una larghissima maggioranza nonostante che tanti a Caracas vivano grazie al governo e alla sua corruzione. Ma tanto – appunto – non si voterà.

Insomma contano solo il petrolio, i soldi, il business. Per me questo è inaccettabile, ingiusto e insopportabile, soprattutto conoscendo personalmente tanti esponenti dell’opposizione venezuelana e sapendo bene che non sono tanto i ricchi a sostenerla, quelli che sono scappati per tempo con il jet privato e hanno la villa a Miami, ma il popolo di un paese potenzialmente ricchissimo ma condannato alla povertà e con le sue risorse naturali che sembra saranno ora succhiate dagli USA così come prima finivano in Cina e nelle case dei boss del regime.

Oggi il Venezuela, domani la Groenlandia, che faremo quando la Cina invaderà Taiwan: un’altra guerra come in Ucraina? Papa Francesco fu profeta parlando di una terza guerra mondiale “a pezzi” ma il mondo non vuole rendersene conto e purtroppo corre sempre di più diritto verso il baratro.

SICUREZZA SICUREZZA

Il 26% degli italiani non si sente sicuro ed è un problema grave per un governo che della sicurezza e dell’ordine aveva fatto la propria bandiera elettorale. Eppure le statistiche dicono che i reati gravi come gli omicidi (e anche i femminicidi) sono in costante diminuzione. Ma è la sensazione di impotenza che si impone anche perché ci sono poi spesso delle decisioni della magistratura che lasciano esterrefatti.

L’accusa di omicidio per i carabinieri che il 24 novembre 2024 hanno inseguito nottetempo per chilometri un motorino in fuga a Milano, poi conclusosi con la morte di uno dei due inseguiti, è un esempio del “non senso” e della plateale volontà di delegittimazione di chi rischia la vita per la sicurezza di tutti. Il bis ieri a Roma: condanna a tre anni di reclusione e al pagamento di

15.000 euro di indennizzo per ogni parente della vittima al carabiniere E.A. che nel 2020, intervenendo con un collega mentre era in corso un furto, dopo che il ladro (un siriano) anziché arrendersi aveva colpito l’altro carabiniere al torace gli aveva sparato, uccidendolo. “Eccesso di legittima difesa” (andando perfino oltre le richieste del P.M) ha sentenziato il magistrato. Il senso di insicurezza (e di impunità) nasce proprio dalla constatazione che – quando anche le forze dell’ordine si impegnano a contenere il crimine – i loro sforzi sono poi spesso di fatto annullati, come la “zona grigia” delle decine di migliaia di persone immigrate che si ritrovano in una situazione irregolare, con le consuete espulsioni mancate, i ricorsi infiniti, l’impossibilità di colpire tanti dei presunti colpevoli di reato.

I FIGLI DEL BOSCO

La vicenda della famiglia australiana che cresceva in Abruzzo i propri figli “nel bosco” ha ormai assunto connotati assurdi dando l’impressione che i magistrati non vogliano a tutti i costi dare ragione ai genitori sostanzialmente perché, restituendoglieli, sconfesserebbero sé stessi. Pongo però un problema: dove sono e cosa fanno gli stessi magistrati (e i loro colleghi in tutta Italia) davanti alle migliaia di altri casi di bambini

trattati ben peggio di quelli di Chieti? Penso alle migliaia di minori costretti all’accattonaggio o al furto nei campi Rom e che non studiano, non hanno assistenza sanitaria, sono sfruttati ed avviati alla delinquenza.

Perché queste evidenti differenze di valutazione e di comportamento o è semplicemente un generale, autentico menefreghismo della nostra società (e relativi magistrati)?

Shop2/218,

campisideli@live.com.au

Risultati delle partite della 21ª Giornata di Serie A

Il Pisa strappa un pareggio alla lanciatissima Atalanta e smuove la sua precaria classifica. Buona la prova dei toscani mentre ai bergamaschi va l’attenuante del prossimo impegno in CL.

La Fiorentina commemora nel migliore dei modi la scomparsa del suo proprietario Rocco Commisso.

Tre punti per uscire dalla crisi nera e per risalire la classifica.

L’Inter domina per 80 minuti ma poi soffre un po’ nel finale.

A rete il capitano Lautaro Martinez che in area circondato da almeno tre difensori trova lo spiraglio giusto.

La Roma, sospinta da Paulo Dybala e dal neo-acquisto Malen, sbanca Torino e rimane agganciata ai primissimi posti. Troppo modesto il Toro attuale per sperare di meglio.

Il Napoli, decimato da assenze importanti, porta a casa tre punti importanti per rimanere nella scia che conta. Il Sassuolo crea molti pericoli ma esce battuto dal vecchio San Paolo.

Il Lecce disputa una gara coraggiosa ma il Milan alla fine merita i tre punti grazie al gol del nuovo arrivato, il tedesco Fullkrug.

I rossoneri di Allegri cementano il secondo posto.

Partita stregata per i bianconeri che hanno dominato in lungo e largo. 21 i tiri a porta e 18 gli angoli battuti ma alla fine un golazo di Mazzitelli condanna Spalletti alla sconfitta.

Ne vinti ne vincitori a Parma dove le due squadre nonostante un buon impegno non hanno trovato il colpo vincente.

Alla fine un punticino utile ad entrambe le squadre.

Redattore Sportivo Guglielmo Credentino

Pallanuoto – Europei 2026 Settebello a punteggio pieno

Tre vittorie su tre gare, l’Italia vince facilmente il suo girone

Turchia, Slovacchia e Romania gli avversari. Continua a vincere il Settebello di Sandro Campagna che nella prima fase degli Europei di Pallanuoto in quel di Belgrado non lascia scampo agli avversari.

Nell’ultimo impegno, un 20 a 6 contro la Romania che non lascia spazio ad alcuna discussione. Una vittoria che vale il primo posto nel Girone D e ora si guarda alla fase finale. La strada è ancora lunga, ma il Settebello c'è!

La partita è sempre stata in mano agli azzurri di Alessandro Campagna e ben undici giocatori sono andati a segno, con Mario Del Basso autore di una quaterna; triplette di Francesco Cassia e Francesco Condemi.

Peraltro, nei 17 incontri precedenti nel torneo continentale l'Italia aveva battuto la Romania per 14 volte e oggi ha aggiornato lo

score in positivo. "La squadra è stata molto concentrata. Sapevamo che era una partita importante perché il risultato odierno ce lo saremmo portati nel prossimo girone - ha commentato il ct -. Abbiamo iniziato bene come in tutte le altre gare, ma soprattutto nel secondo e nel terzo tempo abbiamo continuato a macinare il nostro gioco difensivo ed è la cosa che più ho apprezzato. Il primo obiettivo, il passaggio del turno, è stato raggiunto a punteggio pieno. Adesso c'è la Georgia che probabilmente arriverà terza, quindi dobbiamo stare molto attenti a preparare questa partita. Le forze delle squadre verranno fuori soprattutto nella seconda settimana e noi vogliamo essere protagonisti, questo è sicuro". Nei prossim turni gli azzurri affronteranno anche Grecia e Croazia.

Coppe Europee - Rischia l’Inter Napoli gioca in trasferta

Arriva l’Arsenal a Milan e tremano i tifosi nerazzurri. L’Inter comunque ha messo fieno in cascina ed una possibile sconfitta non comprometterebbe l’accesso al prossimo turno. Da escludere però l’accesso diretto, bisognerà passare per gli spareggi. Più agevole, almeno sulla carta, l’impegno del Napoli in terra danese, la squadra di Conte però ha dimostrato di soffrire il calendario fitto e giocare in pratica ogni tre o quattro giorni ha intaccato il cammino del Napoli. Bisogna considerare anche che la squadra deve fare i conti con le numerose assenze dei suoi uomini migliori.

Tre punti conquistati in trasferta sarebbero un grosso colpo per rimanere in lizza ad un turno dal termine.

Calcio – La Serie A non ha riposato durante le feste natalizie, in salita la Juventus

Cari lettori, ben ritrovati! Abbiamo pensato di tenervi aggiornati con un breve riepilogo grafico su quanto accaduto in Serie A nelle ultime settimane, durante le quali, un po’ noi e un po’ voi, ci siamo presi una breve pausa natalizia. Il massimo campionato italiano, invece, non ha conosciuto soste e ha proseguito a ritmo forsennato il suo cammino, regalando gioie e amarezze ai tanti tifosi sparsi in Italia e nel mondo. Balza subito all’occhio la buona tabella di marcia di Juve, Inter e Como, che hanno raccolto 10 dei 12 punti a disposizione.

Leggera flessione, invece, per Napoli, Milan e Roma, con all’attivo rispettivamente 8, 8 e 9 punti. Male il Torino, che raccoglie una vittoria e tre sconfitte. Tra i risultati a sorpresa, il pari del Lecce in trasferta contro la Juventus e il pareggio interno del Napoli contro il Verona. Ora si prosegue a ritmo serrato tra campionato, coppe europee e, a marzo, il tanto atteso spareggio con l’Irlanda del Nord per l’accesso alla seconda partita dei play-off contro la vincente tra Galles e Bosnia.

Sci – Coppa Mondo: Franzoni vince il Super-G

Il 24enne di Manerba del Garda riporta l'Italia sul podio più alto, tredici anni dopo l’ultima volta

Sceso con il pettorale numero uno, l’azzurro Giovanni Franzoni ha costruito la vittoria prima nella parte alta e soprattutto nel tratto finale, pennellando le ultime curve della Lauberhorn.

Franzoni ha preceduto l’austriaco Stefan Babinsky, che ha accusato 35 centesimi di ritardo dall’azzurro.

Sul podio lo svizzero Franjo Von Allmen, staccato di 37 centesimi da Franzoni. Il fuoriclasse svizzero Marco Odermatt conclude al quarto posto a 53 centesimi dalla vetta. Ottavo Mattia Casse, fuori Dominik Paris e Guglielmo Bosca.

“Ho visto la tua discesa, sei il numero 1”. Queste le parole del

super campione Marco Odermatt dopo aver visto la superba prestazione dell'azzurro.

Franzoni era stato il più veloce anche nelle prove, "Sono due giorni che provo solo a sciare

Nonostante il buon momento delle due squadre in campionato, rischiano la Juve di Spalletti e l’Atalanta di Palladino. Il Benfica di Mourinho arriva a Torino e si gioca forse l’ultima carta. Si prevede tanta battaglia e poco gioco. La Dea in casa potrebbe soffrire gli spagnoli del Bilbao, sempre tignosi e poco disposti alla resa. Anche qui fuori i coltelli e elmetto e si va in guerra. In Europa League, sfide di prestigio per Bologna e Roma. Gli scozzesi del Celtic, forti tra le mura amiche ma pecorelle in trasferta, non saranno facili da addomesticare. La Roma incontra i tedeschi dello Stoccarda all’Olimpico, la squadra di Gasperini è in leggerissima flessione. Se si entra in campo motivati e vogliosi di far bene allora sarà una bella partita.

sciolto e ordinato: questo ghiaccio mi piace e riesco ad essere efficace, anche con il set up - rivela Franzoni.

Detto questo, non riesco a spiegarmi del tutto il mio primato: tanti vogliono preservare energie, a me da un po' di sicurezza fare bene le prove.

Spero di non mettermi troppe aspettative ma intanto penso al superG: le sensazioni sono buone e sono contento di come sto sciando, anche nelle parti scorrevoli".

Aus Open - esordio contro Gaston per Sinner Musetti sfida Collignon, Berrettini si ritira

L'azzurro sogna di trionfare per la terza volta consecutiva dopo i successi del 2024 e 2025

Assegnate ufficialmente le teste di serie. Cinque gli italiani: quattro nel torneo maschile e una nel femminile.

Gli uomini: Jannik Sinner (2), Lorenzo Musetti (5), Flavio Cobolli (20) e Luciano Darderi (22). Il numero 1 spetta, ovviamen-

te, al primo della classifica Atp mondiale, ovvero ad Alcaraz. Lo spagnolo potrebbe incontrare Sinner esclusivamente in finale, per loro sarebbe il loro quarto confronto consecutivo in una finale Slam ma il primo all'Australian Open. Le donne: unica

azzurra testa di serie è Jasmine Paolini (7). Nel torneo femminile la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka, Iga Swiatek e Coco Gauff sono le prime tre teste di serie per il secondo anno di fila. Federer: "Rivalità Sinner-Alcaraz è fantastica".

E' il commento entusiasta di Roger Federer, sei volte campione dell’Australian Open, rilasciato ai giornalisti in vista della sua partecipazione alla cerimonia di apertura dell’edizione 2026 del torneo: "La rivalità tra Alcaraz e Sinner è fantastica. Jannik e Carlos giocano un tennis incredibile. E poi all’improvviso è finita nel modo più folle possibile. Forse una delle più grandi partite che il nostro sport abbia mai visto".

Pillole di sport disputati nella pausa natalizia

di Guglielmo Credentino

Lo sport non conosce soste, troppi gli interessi commerciali che gli girano intorno per poter ipotizzare una sosta. L’Italia rac-

coglie un ottimo successo nella pallavolo, dove ormai siamo la scuola più affermata in campo mondiale tra Nazionale e squadre di club. Il Perugia conquista

il titolo di Campione del Mondo battendo in finale i giapponesi dell’Osaka con un sonoro 3-0. Superiorità schiacciante. In ambito locale, da sottolineare la prestigiosa e pericolosa regata velica Sydney to Hobart, anche quest’anno numerose costrette al ritiro per le condizioni impossibili del mare.

Al via anche il ricco torneo di Tennis valido per il Gran Slam, l’Australian Open di Melbourne. Due i favoriti, l’italiano Sinner e lo spagnolo Alcaraz ma gli altri non staranno a guardare. Musetti e Berrettini sono in grado di fare molta strada.

Debutto vincente di Paolini

Cobolli sconfitto dai crampi e da Arthur Fery

La prima giornata degli Australian Open 2026 regala all'Italia del tennis emozioni opposte. Se da una parte Jasmine Paolini ha confermato il suo status di top player con una prestazione impeccabile sulla Rod Laver Arena, dall'altra Flavio Cobolli è stato costretto a salutare prematuramente il torneo, frenato da condizioni fisiche precarie che ne hanno limitato il gioco.

Non poteva esserci inizio migliore per la numero 7 del mondo. Jasmine Paolini ha letteralmente dominato il suo match d'esordio contro la bielorussa Aljaksandra Sasnovič, chiudendo la pratica in poco più di un'ora con un perentorio 6-1, 6-1.

La tennista toscana è apparsa in forma smagliante, solida da fondo campo e aggressiva in risposta. Non ha mai concesso il break, annullando l'unica palla concessa e costringendo l'avversaria a una difesa costante.

Con questo successo, la Paolini lancia un segnale chiaro alla concorrenza: l'obiettivo è superare gli ottavi dello scorso anno e puntare alla seconda settimana dello Slam australiano. Al secondo turno attende la vincente tra Erjavec e Frech.

C'è molta amarezza invece per Flavio Cobolli. Il romano, reduce da un 2025 straordinario coronato dal trionfo in Coppa Davis,

partiva con i favori del pronostico contro il qualificato britannico Arthur Fery. Tuttavia, il match si è trasformato presto in un calvario fisico per l'azzurro.

Nonostante un primo set combattuto e deciso solo al tie-break, Cobolli ha iniziato a mostrare segni di cedimento dovuti a problemi di stomaco, aggravati dal caldo torrido di Melbourne. Fery è stato bravo ad approfittarne, restando solido e chiudendo l'incontro in tre set: 7-6, 6-4, 6-1. Un’uscita di scena che brucia, specialmente per il valore che Flavio aveva dimostrato di avere sul cemento nelle ultime uscite stagionali.

Con la caduta di Cobolli, il tabellone maschile perde una delle sue teste di serie italiane (la numero 20), ma gli occhi restano puntati su Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, pronti a fare il loro esordio.

Nel femminile, Jasmine Paolini si conferma il faro del movimento azzurro, pronta a trascinare il gruppo anche nel torneo di doppio insieme alla storica compagna Sara Errani. Domenica Matteo Berrettini ha dato forfait al torneo.

Per lui, di nuovo, dolori agli addominali. “Mi sono reso conto che non avrei potuto reggere sulla media dei tre set su cinque. Non voglio rischiare”.

Tabella di Riepilogo

L’ingrato

Quante volte quella palla, infida e beffarda, ti ha colto di sorpresa? Quando il tempo sembrava fermarsi, e tu, sospeso tra un gesto e un pensiero, potevi solo guardarla entrare?

Quante volte. Tante. …e quante volte l’hai toccata.

Solo un dito, solo un frammento di speranza… eppure la rete si è gonfiata lo stesso, alle tue spalle. E quante volte hai dovuto ascoltare… le voci dei tuoi compagni, quelle del tuo allenatore, e di tutti quelli che si lamentano, che sbuffano, che gesticolano…come se fosse sempre colpa tua.

Essere portiere significa essere autentico ma anche accettare l’ingratitudine del ruolo. Istintivo. Puro. È vivere nel confine sottile tra l’errore e il miracolo.

Tra la caduta goffa e il volo acrobatico e spettacolare. Mesi interi per perfezionare un gesto. Uscite alte, basse, forza e reattività. Allenamenti estenuanti, dove

CAPRICORNO

22 Dicembre - 20 Gennaio

il preparatore ti ordina di saltare, tuffarti, rialzarti, sempre più veloce, sempre più preciso.

Sessioni infinite, dove il sudore si mescola al fango, e nel momento in cui alcuni mollano per te è tutto normale e così la tua divisa…diventa una seconda pelle. Ma cosa ne sanno gli altri?

Di quella solitudine rumorosa che vive dentro una porta larga sette metri e trentadue.

Della concentrazione che serve per non crollare, anche quando le mani nei guantoni tremano. Cosa ne sanno dell’importanza del primo intervento, di quel respiro trattenuto prima del tiro, della parata più semplice, che in realtà… semplice non è mai.

Volete sapere perché un portiere sceglie la porta? No, non l’ha scelta lui. È stata la porta a scegliere lui. E se ancora non lo capite… Lasciate perdere e ammirateci perché siamo nati per volare (fonte web)

La settimana si chiude con risultati concreti, frutto di impegno e disciplina. Sul lavoro puoi tirare le somme e valutare i prossimi passi. In amore serve più presenza emotiva. Il fine settimana è ideale per rallentare e ricaricare le energie, senza sensi di colpa.

ACQUARIO

21 Gennaio - 19 Febbraio

Clima più leggero e stimolante. Le relazioni sociali portano spunti interessanti, anche sul lavoro. In amore cresce il bisogno di libertà e autenticità. Il fine settimana favorisce incontri, idee nuove e conversazioni fuori dagli schemi. Segui l’istinto, ma resta coerente.

PESCI

20 Febbraio - 20 Marzo

Sensibilità accentuata, ma anche maggiore consapevolezza. La chiusura di settimana invita a lasciare andare ciò che pesa. In amore è il momento di chiarire emozioni non dette. Il weekend favorisce il riposo, la creatività e il contatto con ciò che ti fa stare bene e ti rende felice.

Leggenda della squadra Gianni Rivera di Matera

Quando il calcio diventa storia, memoria e passione. Erano gli anni 60 quando l’infaticabile “Cenzino” Epifania, decise che ai ragazzi della città serviva qualcosa di più che un campo improvvisato e due panchine arrugginite

Non c’erano soldi, non c’erano strutture moderne, ma c’era una visione: il calcio doveva essere disciplina, educazione, amicizia. E così, a piccoli passi, con campi da gioco spesso rattoppati, palloni consumati e la passione che scaldava ogni allenamento, prese vita una delle realtà più amate dalla città. Il vento del destino soffia forte nel 1971-72. La squadra Juniores della Rivera scrive una pagina che resterà incisa nella memoria: partita dopo partita, gol dopo gol, i ragazzi materani arrivano fino alla finale nazionale e la vincono. Un’impresa straordinaria: una società di provincia che, con umiltà e sacrificio, mette in fila realtà ben più attrezzate e si porta a casa il titolo italiano Juniores Dilettanti.

Quelle immagini sono ancora vivide nei ricordi: le maglie rossonere sudate, i visi giovani e increduli, i pullman scassati che riportavano a casa ragazzi diventati, per un giorno, eroi. Fu la consacrazione di un vivaio che sapeva trasformare il sogno in realtà.

I ragazzi che diventarono uomini, e campioni. Tra tutti spicca il nome di Franco Selvaggi, nato nella vicina Pomarico ma cresciuto nei campetti della Rivera. Da lì partì la sua scalata: Ternana, Cagliari, Torino, Udinese, Inter. E soprattutto la convocazione ai Mondiali del 1982, quelli che resero l’Italia campione del mondo. Non scese in campo, ma il suo nome rimane per sempre legato a quella notte di Madrid: da Matera alla Coppa del Mondo, il simbolo di quanto lontano si può andare partendo dal basso.

Poi ci sono le storie di chi ha costruito carriere più silenziose ma non meno significative. Angelo Angelino, che con la Rivera si fece notare prima di vestire la maglia del Matera in Serie C e poi tornare, da dirigente, a sostenere i giovani del territorio. Walter Chisena, uno di quei ragazzi che nel ’72 vinsero il titolo nazionale, che ricorda ancora i viag-

ARIETE

21 Marzo - 19 Aprile

C’è un po’ di nervosismo nell’aria. Potrebbero essere confusi nei sentimenti. Una persona ha un atteggiamento poco chiaro che causa del disagio. Tensione nel weekend. Dalla prossima settimana si faranno dei passi in avanti sul lavoro. Meglio non rimandare decisioni che richiedono lucidità.

TORO

20 Aprile - 20 Maggio

Momento giusto per chiarire e per parlare con il partner o con una persona di cui si stanno innamorando. Le parole dette in un modo giusto possono fare la differenza. Scelte importanti da valutare sul fronte del lavoro. Passeranno presto all’azione. Benessere e recupero nel weekend.

GEMELLI

21 Maggio - 21 Giugno

Il weekend annuncia una bella novità per quanto concerne l’amore. Gennaio è un mese intrigante per gli incontri. Non devono sottolineare un’occasione di lavoro che arriva all’improvviso. Buon recupero psicofisico nel fine settimana. Ne avrai bisogno per andare avanti.

gi con una busta di plastica al posto del borsone, le trasferte improvvisate e la magia di scoprire che i sogni, a volte, diventano realtà.

Ogni grande storia ha i suoi custodi. Per la Rivera furono i dirigenti e gli allenatori a scrivere le pagine più silenziose ma decisive.

Cenzino Epifania, il fondatore, era l’anima e il motore: un uomo che trasformava ogni difficoltà in possibilità. Domenico Di Pede, collezionista di ricordi e custode della memoria storica, ha preservato foto e documenti che oggi raccontano quella epopea.

Carlo Abbatino, allenatore indimenticato, plasmò con rigore e sensibilità generazioni di ragazzi: sotto la sua guida arrivarono i più grandi successi. La sua morte prematura lasciò un vuoto profondo, ma anche un’eredità incancellabile.

Con il passare degli anni, la Gianni Rivera cambiò pelle. Nel 1977 divenne Pro Matera, mantenendo viva la missione formativa. Ma la svolta arriva nel 1988, quando la crisi del Matera Calcio portò alla fusione delle due realtà: i ragazzi e i colori

dal 21 Gennaio al 26 Gennaio 2026

CANCRO

22 Giugno - 23 Luglio

Le emozioni si fanno più intense, ma anche più chiare. È il momento di ascoltarti senza giudizio. Sul lavoro rallenta e osserva dove stai andando. In amore, un gesto sincero rafforza il legame. È tempo ideale per stare con chi ti fa sentire al sicuro e goderti un po di pace.

LEONE

24 Luglio - 23 Agosto

Attenzione in amore. Sono all’orizzonte delle scelte effettive da fare. Possono prepararsi a un nuovo amore. È cosa buona e giusta dosare le energie. Importante accumulare l’energia al fine di dare il meglio di se nel rapporto di coppia e con gli altri. Attenti a non voler sopraffare il partner.

VERGINE

24 Agosto - 22 Settembre

Nelle prossime settimane potresti recuperare situazioni che consideravi concluse. Le storie d’amore recenti riprendono slancio, in particolar modo durante il weekend. Alcune amicizie assumono un ruolo significativo, e c’è chi decide di seguire un sentimento senza esitazioni.

della Rivera vennero ceduti al club cittadino, segnando l’inizio di una nuova era. Fu un passaggio sofferto, ma inevitabile: la società non morì, ma si trasformò, diventando parte integrante della storia più ampia del calcio materano. Il valore più grande: la comunità. Oggi, guardando indietro, non sono solo i titoli o i nomi famosi a restare. Sono le storie di comunità: i ragazzini che rincorrevano il pallone nei campetti di periferia, i genitori che facevano chilometri per seguire una partita, gli allenatori che insegnavano a rialzarsi dopo una sconfitta. La Gianni Rivera non è stata soltanto una squadra: è stata una scuola di vita. Ha insegnato che si può vincere e perdere, ma ciò che conta è crescere insieme. Ha dimostrato che il calcio, quando è autentico, può diventare un patrimonio culturale e umano di una città intera.

Perché la Rivera non è un nome scolorito dal tempo. È una traccia viva di Matera, un pezzo d’identità che appartiene a chiunque ami il calcio, la sua città e i valori dello sport. (fonte: La Voce di Matera)

BILANCIA

23 Settembre - 22 Ottobre

Nei prossimi giorni potresti sentire un forte impulso a ribellarti a chi non ti ascolta. Pur essendo importante farti valere, cerca di non lasciarti coinvolgere in polemiche sterili e mantieni la calma. Ricorda: è un errore portare i problemi di lavoro a casa. Evita decisioni affrettate con un ex.

SCORPIONE

23 Ottobre - 22 Novembre

Siamo all’inizio di un lungo periodo di ripresa emotiva, che durerà diversi mesi. Anche chi da tempo desidera sposarsi o convivere potrebbe finalmente trovare le risorse o le soluzioni cercate. A metà settimana sono favoriti gli incontri occasionali: non essere timido nel mostrare i tuoi sentimenti.

SAGGITTARIO

23 Novembre - 20 Dicembre

Non è da escludere un ritorno di fiamma. Sei una persona indipendente, ma come tutti hai bisogno di amore. In questi giorni, tuttavia, potresti essere troppo concentrato su una questione lavorativa. Un nuovo inizio è alle porte: basterà dare un po’ meno spazio ai dubbi sentimentali. Incontri fortunati.

Onoranze Funebri

IN MEMORIA

MARANO

GIUSEPPE (JOE)

nato il 10 febbraio 1967

deceduto a Sydney (NSW) il 14 gennaio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il rosario sarà recitato mercoledì 21 gennaio 2026 alle 19.00 nella Cappella della Resurrezione di Andrew Valerio & Sons, 177 First Avenue, Five Dock NSW. Il funerale sarà celebrato giovedì 22 gennaio 2026 alle 13.30 nella chiesa Cattolica St Gerard Majella, 543 North Rocks Road, Carlingford NSW. Le spoglie del caro congiunto saranno deposte nel cimitero Field of Mars, Quarry Road, Ryde NSW. I familiari ringraziano tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.

“Riposi in pace sotto lo sguardo amorevole di Dio."

ETERNO RIPOSO

DI MENTO FRANCESCA

nata l'8 agosto 1934 deceduta a Sydney (NSW) il 13 gennaio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.

Il rosario è stato recitato lunedì 19 gennaio 2026 alle 18.00 nella Cappella della Resurrezione di Andrew Valerio & Sons, 177 First Avenue, Five Dock NSW. Il funerale è stato celebrato martedì 20 gennaio 2026 alle 10.30 nella chiesa Cattolica Our Lady of Dolours, 94 Archer Street, Chatswood NSW. Le spoglie della cara congiunta riposano nel cimitero Field of Mars, Quarry Road, Ryde NSW.

I familiari ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al loro dolore e al funerale della cara estinta.

“Che il tuo spirito trovi serenità e gioia nella vita eterna."

ETERNO RIPOSO

GIRIBALDI TITO

nato il 13 luglio 1937 a Cissone Piemonte, Italia deceduto a Sydney, il 13 gennaio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Le spoglie del caro congiunto saranno deposte nel cimitero Forest Lawn Memorial Park, Camden Valley Way, Leppington NSW.

I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro Tito.

Lascia nel più vivo e profondo dolore la sua cara ed amata moglie Ilvana, gli adorati figli Danilo e Mara, i generi Mary e John, i nipoti Jacob, Bernadette, Isaac e Dominic, e tutti i familiari e amici vicini e lontani. Amorevole marito, padre e nonno.

“Che il tuo spirito riposi nella pace eterna e nella luce di Dio."

ETERNO RIPOSO

DECESSO

VITANZA VINCENZO

nato il 13 febbraio 1935 decedutao a Sydney (NSW) il 12 gennaio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa. Il funerale si terrà giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 10.30 nella chiesa cattolica St Anthony’s, 105 Eleventh Avenue, Austral NSW. Dopo il rito religioso, il caro Vincenzo verrà accompagnato al cimitero di Liverpool, 207 Moore Street, Liverpool NSW, dove riposerà per l’eternità.

I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.

“Il tuo ricordo vivrà per sempre nei nostri cuori."

ETERNO RIPOSO

MORETTI GIUSEPPE

nato a Monticelli (Italia) il 9 dicembre 1932

deceduto a Bexley (NSW) il 15 gennaio 2026

I familiari tutti ne danno il triste annuncio della scomparsa.

La veglia funebre con il rosario si terrà mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 19.30 nella Cappella della Resurrezione di Andrew Valerio & Sons Funeral Directors, 177 First Avenue, Five Dock NSW.

Il funerale avrà luogo giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 10.00 nel Mausoleum of the Resurrection, Barnet Avenue, Rookwood NSW, seguirà la tumulazione nel cimitero cattolico di Rookwood.

I familiari ringraziano anticipatamente tutti coloro che parteciperanno al loro dolore e al funerale del caro estinto.

“Il Signore lo accolga tra le Sue braccia e doni a lui la pace eterna."

ETERNO RIPOSO

FUNERAL NOTICES

AND

A partire dal 2026, Allora! introdurrà una nuova programmazione editoriale, con uscite bisettimanali ogni MARTEDÌ e VENERDÌ.

Io, Sam Guarna, sono disponibile ad aiutare la tua famiglia nel momento del bisogno. Sono stato conosciuto sempre per il mio eccezionale e sincero servizio clienti. So che, per aiutare le famiglie nel dolore, bisogna sapere ascoltare per poi poter offrire un

vero e professionale per i vostri cari e la vostra famiglia. Tutto ciò con rispetto, attenzione e fiducia, sempre.

In vista di questo cambiamento, invitiamo le Agenzie Funebri e tutta la comunità a valutare questa opportunità per la pubblicazione di necrologi, avvisi e comunicazioni sul nostro giornale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per i lettori di lingua italiana in Australia. Per ulteriori informazioni contattare la redazione al numero di telefono: (02) 8786 0888.

From 2026, Allora! will introduce a new publishing schedule, with bi-weekly editions published on TUESDAY and FRIDAY

This change reflects our commitment to providing more timely news coverage and increased visibility for community announcements throughout the week. In light of this development, we invite Funeral Houses and the wider community to consider this opportunity to place notices, death notices and announcements in our newspaper, which has long been a trusted voice for the Italian-speaking community in Australia. For further information please contact (02) 8786 0888.

Addio Carmelina Vitale, anima della comunità

La comunità italiana e cattolica del Queensland e del Northern Territory piange la scomparsa di Carmelina Vitale, figura amata e rispettata, esempio di fede, impegno civile e passione per le proprie radici. Presidente della Campania Association of Qld/NT Inc e membro attivo di numerose realtà associative, Carmelina ha lasciato un segno profondo nella vita di chi l’ha conosciuta.

Nata De Angelis, Carmelina era conosciuta da tutti come una donna “passionata”, così come lei stessa desiderava essere ricordata. Moglie di Sebastian Vitale e madre di Martina e Joseph, ha vissuto ogni giorno con l’idea che la vita dovesse essere vissuta con senso, dedizione e fede. La sua casa, ad Albany Creek, era un luogo dove spiritualità e accoglienza si incontravano: simboli religiosi, preghiera quotidiana e amore familiare raccontavano più di mille parole chi fosse Carmelina.

Negli ultimi anni aveva affrontato con coraggio una dura battaglia contro una rara forma di cancro, il cordoma, che l’aveva resa paraplegica dopo numerosi interventi chirurgici. Mai però aveva perso il sorriso, né la forza interiore. “Ci sono due scelte: diventare migliori o diventare amari”, diceva spesso. Lei aveva scelto di essere migliore, trasformando la sofferenza in testimonianza di

fede e speranza per tanti.

La sua vita non è stata solo famiglia e fede, ma anche servizio alla comunità. Come Presidente della Campania Association of Qld/NT Inc, Carmelina si è distinta per leadership, calore umano e instancabile dedizione alla promozione della cultura campana e italiana in Australia. Era anche molto attiva nel Com. It.Es. QLD + NT, dove il suo contributo è stato fondamentale per rafforzare il legame tra associazioni, istituzioni e famiglie italiane. Il suo impegno le è valso importanti riconoscimenti, tra cui il titolo di Cavaliere dell’Ordine

della Stella d’Italia, conferitole il 2 dicembre 2021. Chi l’ha conosciuta la ricorda come una donna capace di unire: unire generazioni, come nella sua famiglia fatta di quattro generazioni di donne credenti; unire culture, come dimostrato dal sostegno a iniziative di dialogo tra giovani di fedi diverse; unire persone, grazie alla sua naturale capacità di ascoltare e accogliere. La notizia della sua morte ha suscitato profondo cordoglio. Messaggi di affetto e riconoscenza sono arrivati da associazioni, amici, famiglie e semplici conoscenti.

tutto l’anno Calendario illustrato con eventi e feste della comunità e... altro ancora!

- Diploma Bronzo di Socio Simpatizzante $500.00 - Diploma Argento di Socio Fondatore $1000.00 - Diploma Oro di Socio Sostenitore e...

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