Allora!
ISSN 2208-052X Online ISSN 2208-051 Print
LEGGI ALLORA! ONLINE ALLORANEWS.COM SETTIMANALE ITALIANO CON OLTRE 25,000 LETTORI ABBONATI OGGI Dove la libertà è una pagina alla volta
Settimanale degli italo-australiani
Periodico comunitario italo-australiano informativo e culturale Redattore
Marco Testa
editor@alloranews.com
Edizione Estate | Summer Edition - Anno X - Numero 1 - Mercoledì 7 Gennaio 2026
Price in AU $1.50*
10 Anni di Allora!
“Finirete come Fabreschi e la sua Gazzetta”. Così ebbe a dire un importante radiocronista di Sydney all’inizio, quando il nostro grande e infaticabile direttore, Franco Baldi, aveva osato l'impresa di creare un nuovo tabloid indipendente e di qualità per far uscire dal torpore dell'oblio la comunità italiana d'Australia. Il "collega" evocò invece la sorte del celebre giornale stampato da Pasquale Fabreschi, in otto pagine in bianco e nero, con una macchina pre-guerra a Stanmore, divorato dalle lotte con Costanzo, allora direttore e proprietario de La Fiamma. Era un monito, forse anche una brillante profezia. E invece noi, dieci anni dopo, siamo ancora qui. Allora! non ha chiuso anzi spegne 10 candeline. Nonostante le tante difficoltà, nonostante le “offerte” pervenute, nonostante il diniego dei contributi da parte dei consiglieri più o meno intelligenti Comites, che, più che per le decisioni prese, spicca per quelle mai assunte e per una cronica incompetenza nella gestione della cosa pubblica. Noi di Allora! siamo rimasti in piedi grazie ai lettori, agli inserzionisti, alla schiena dritta di chi scrive e a una testata che ha scelto indipendenza e pluralismo come uniche linee editoriali. Dieci anni dopo, era gennaio 2017, e ad oggi non siamo finiti come altri giornali. Certo, non abbiamo palazzi e investimenti, ma siamo ancora qui, liberi, scomodi e vivi... una bella e inaspettata vittoria per tutti voi!
'Violazuela' difficile Operazione USA?
Gli Usa "prelevano" Nicolás Maduro, presidente del Venzuela e fino a qui, forse, non c'è nulla di nuovo (vedi Saddam in Iraq e Noriega a Panama). Ma l’operazione militare lanciata da Washington solleva forti dubbi giuridici e politici. L’amministrazione americana parla di autodifesa e lotta al narcotraffico, mentre esperti di diritto internazionale denunciano una violazione della Carta ONU. Il veto statunitense blocca possibili sanzioni, ma il precedente rischia di destabilizzare equilibri globali già fragili, incluso il futuro di Taiwan e dell'Ucraina.
Sergio Mattarella’s End-of-Year Message
03
È stato bello sognare di Marco Testa È stato bello sognare. Ma ancora una volta il risveglio è stato amaro, confuso e profondamente italiano. Milan-Como non si giocherà a Perth, e quella che doveva essere la grande vetrina internazionale della Serie A finisce archiviata come una delle pagine più grottesche della recente storia del nostro calcio. La decisione è definitiva e arriva dopo settimane di annunci, smentite, rassicurazioni e retromarce. Un tira e molla che ha
Tornano i Sovietici per Sussan Ley
Un lapsus degno di un manuale di archeologia politica. Sussan Ley, parlando di Ucraina, ha riesumato la defunta Unione Sovietica, riuscendo nell’impresa di farla occupare Kiev 34 anni dopo lo scioglimento. Una gaffe che ha trasformato una conferenza stampa in una seduta spiritica della Guerra fredda. Tra carri Abrams e verbali corretti in fretta, l’URSS è tornata protagonista solo per qualche secondo, abbastanza però per scatenare ironie, meme e sorrisi bipartisan. In politica, a volte, il passato non passa mai del tutto.
stancato tutti, tranne chi quel progetto lo ha difeso fino all’ultimo, salvo poi arrendersi davanti all’evidenza. La motivazione ufficiale è racchiusa in un comunicato lunghissimo e farraginoso, firmato dalla Lega Serie A e dal governo del Western Australia: rischi finanziari non sostenibili, condizioni di approvazione onerose, complicazioni dell’ultimo minuto. Tradotto: l’operazione non stava in piedi. A far saltare il banco, come emerge anche dal racconto della stampa internazionale, è stata soprattutto l’escalation di richieste definite “inaccettabili” arrivate dall’Asian Football Confederation. L’AFC avrebbe preteso di imporre una serie di condizioni, tra cui il controllo sulla designazione arbitrale e altri vincoli organizzativi che hanno trasformato un’idea già fragile in un incubo gestionale. Solo pochi giorni prima la Lega aveva fatto sapere che tutto era stato risolto. Evidentemente non era così. E pensare che sarebbe stata la prima partita di un grande campionato europeo disputata fuori dal Paese di appartenenza. Un precedente che avrebbe dovuto aprire nuovi mercati, seguendo l’esempio di NFL, NBA o di altri sport globalizzati. Peccato che il calcio non sia una tournée estiva né un’esibizione, ma un campionato con regole, tradizioni e soprattutto tifosi. Tifosi che, non a caso, erano stati i primi a bocciare l’ipotesi. Una trasferta di 15-20 ore di volo, in piena estate australiana, con fusi orari impossibili e un calendario già congestionato. Contra-
ri anche molti addetti ai lavori, compreso Cesc Fàbregas, allenatore del Como, che non ha mai nascosto il proprio scetticismo. Alla fine si è aggiunta anche la politica: “una fesseria”, ha tagliato corto Matteo Salvini. Andrea Abodi ha parlato di un cuore gettato “oltre l’ostacolo con leggerezza”, ricordando che il rispetto per i tifosi si dimostra con i fatti, non con operazioni di marketing. Il risultato è una figuraccia internazionale certificata anche dall’estero. Non è un caso che il paragone più immediato sia con la Liga, che solo due mesi fa aveva dovuto cancellare il progetto di portare Barcellona-Villarreal a Miami dopo le proteste e le resistenze interne. Cambiano i Paesi, ma il copione è lo stesso: grandi annunci, forse poca condivisione, e una retromarcia finale. A rimanere isolato è il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che fino a pochi giorni fa parlava della gara in Australia come di una certezza. Ora il tono è difensivo: le richieste dell’AFC comportavano rischi finanziari troppo elevati per la Lega e per il governo del Western Australia. Eppure, proprio Simonelli continua a parlare di “occasione persa per la crescita del campionato italiano”. Forse, più semplicemente, è stata un’occasione persa per fermarsi prima. In questa storia c’è anche chi aveva sposato il progetto con entusiasmo. Il Como, in particolare, aveva parlato di “missione comune” per riportare la Serie A al centro del calcio mondiale, arrivando persino a offrire la trasferta a 50 tifosi.
02
Fuoco Crans-Montana una strage annunciata
Capodanno in grande stile al Club Marconi
04
Reliquie di S. Carlo Acutis a Woollahra
04
05
United Cup, Italy defeated
09
Padre Angelo Buffolo saluta Wollongong
Un sacrificio, diceva il club, per il bene comune e la sopravvivenza della Lega. Parole rimaste oggi come un manifesto ingenuo di fronte alla realtà. Ora resta il caos organizzativo. L’8 febbraio non si giocherà comunque, perché San Siro è indisponibile per i preparativi delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Si parla di un rinvio di un paio di settimane, sempre al Meazza. L’ennesima soluzione tampone, dopo l’ennesimo pasticcio. È stato bello sognare, sì. Per ora, tutto il resto, Perth compresa, può aspettare.
Allora!
Published by Italian Australian News
Settimanale degli italo-australiani La testata fruisce dei contributi diretti editoria d.lgs. 70/2017
"Oggi chi non è in linea col pensiero dominante viene ridotto a caricatura." - Roberto Natale