Nuovi scenari a cura della redazione
Nei mesi del lockdown, molte aziende hanno attivato o potenziato programmi di formazione online dedicati a installatori e progettisti. Com’è andata? L’abbiamo chiesto direttamente agli organizzatori
Gli installatori alla prova della
formazione a distanza
L’
emergenza sanitaria e i conseguenti provvedimenti di lockdown che hanno riguardato l’intero territorio nazionale nei mesi di marzo e aprile hanno costretto molte attività a spostarsi online: molte aziende si sono convertite in tempo record allo smart working, le scuole si sono attrezzate come hanno potuto alla didattica a distanza, e tutti abbiamo imparato a conoscere, più o meno volentieri, un gran numero di applicazioni e servizi web per videoconferenze e chat. Il mondo dell’impiantistica, solo parzialmente interessato dal blocco delle attività produttive – il codice Ateco relativo all’installazione e alla manutenzione di impianti è infatti tra quelli che hanno sempre potuto proseguire, pur con tutte le precauzioni del 22
INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020
caso – ha avuto modo di misurarsi con questa “rivoluzione” in un ambito più ristretto e particolare, ma non meno importante: quello della formazione professionale. Molte aziende del settore, infatti, venuta meno la possibilità di organizzare corsi di formazione e di aggiornamento in presenza, si sono attrezzate per proporre ai propri clienti un’offerta formativa, se possibile, ancora più ricca. Così, il distanziamento sociale e la necessità di “stare a casa” sono stati trasformati in un’opportunità: raggiungere un numero di persone ancora più ampio, senza i limiti “fisici” della tradizionale formazione in presenza, con contenuti tecnici di alta qualità e, in molti casi, gratuiti. Ma com’è andata? Si è rivelata un’esperienza positiva, da proseguire anche dopo la fine dell’emergenza, o soltanto una parentesi provvisoria? L’abbiamo chiesto direttamente ad alcune delle aziende interessate, per tracciare un “bilancio” di questi primi tre mesi.