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M I G L I O R A R E
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P R O F E S S I O N E
installatoreprofessionale.it Installatore Professionale
NUMERO 3/4 MAGGIO/GIUGNO 2020
SANIFICAZIONE DI COSA STIAMO PARLANDO?
DOSSIER TECNICO
SICUREZZA
GLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE RIDUCONO IL RISCHIO DI CONTAGIO
L’IMPORTANZA DEL BILANCIAMENTO IDRAULICO
UN NUOVO INIZIO
NUOVI SCENARI
GLI INSTALLATORI ALLA PROVA DELLA FORMAZIONE ONLINE
COPIA OFFERTA DA
IL SETTORE IMPIANTI NELL’ERA POST-COVID
IN COLLABORAZIONE CON
*
CON IL PATROCINIO DI: * PATROCINIO RICHIESTO
OMEGA
NEW IN•GAS
SWIFT•O•MATIC
ENERGY•SAT
N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE
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Sommario
MAGG IO/G I UG NO 2020/ N U M E RO #3-4
MAGGIO/GIUGNO 2020 NUMERO 3-4
Periodico bimestrale edito da
’Installatore T U T T E
L E
N O V I TÀ
S U
C O M E
M I G L I O R A R E
L A
Via Spadolini, 7 – 20141, Milano – Italy Tel. +39 02 88184117 | Fax +39 02 70057190 PRESIDENTE
Giorgio Albonetti DIRETTORE RESPONSABILE
Marco Zani
P R O F E S S I O N E
www.installatoreprofessionale.it
NUMERO 3/4 MAGGIO/GIUGNO 2020
Installatore Professionale
PROFESSIONALE
SANIFICAZIONE DI COSA STIAMO PARLANDO?
DOSSIER TECNICO
SICUREZZA
GLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE RIDUCONO IL RISCHIO DI CONTAGIO
L’IMPORTANZA DEL BILANCIAMENTO IDRAULICO
NUOVI SCENARI
GLI INSTALLATORI ALLA PROVA DELLA FORMAZIONE ONLINE
CONSULENTE TECNICO
Lorenzo Epis
COMITATO TECNICO
Enrico Celin, Dario Dalla Costa Corrado Novelli, Corrado Oppizzi Guido Pesaro, Luca Alberto Piterà IN COLLABORAZIONE CON
CON IL PATROCINIO DI: *
*in attesa di conferma REDAZIONE
Sebastian Bendinelli installatoreprofessionale@quine.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO
Marco Ferrari, Diletta Gaggia, Stefano Monelli, Patrizia Ricci, Mauro Volontè REALIZZAZIONE GRAFICA
Fabio Castiglioni
PUBBLICITÀ E SVILUPPO
Milena Acito, Alessandro Martinenghi, Edoardo Rossi, Paolo Simeoni, Filippo Viola dircom@quine.it ABBONAMENTI
Rosaria Maiocchi | abbonamenti@quine.it TRAFFICO
Donatella Tardini | d.tardini@lswr.it Tel. 02 88184.292 (Responsabile) Ilaria Tandoi | i.tandoi@lswr.it Tel. 02 88184.294 RESPONSABILE DELLA PRODUZIONE
Paolo Ficicchia | p.ficicchia@lswr.it
Direzione, Redazione Quine S.r.l. - Via Spadolini 7, 20141 Milano Tel.: + 39 02 49756990 Fax: +39 02 72016740 ABBONAMENTI Tel. +39 0249756990 - Fax+39 02 70057190 abbonamenti@lswr.it Costo copia singola: euro 1,30 (presso l’Editore, fiere, manifestazioni) L’IVA è assolta dall’Editore ai sensi dell’Art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni. Prezzo abbonamento annuo (7 fascicoli) in Italia euro 30,00. I numeri arretrati (seconda disponibilità) possono essere richiesti direttamente all’Editore, al doppio del prezzo di copertina. Non si effettuano spedizioni in contrassegno. L’Editore si riserva la facoltà di modificare il prezzo nel corso della pubblicazione, se costretto da mutate condizioni di mercato. L’IVA sugli abbonamenti, nonché sulla vendita dei fascicoli separati, è assolta dall’Editore ai sensi dell’Art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni.
STAMPA GRAFICA VENETA SPA © 2020 QUINE S.r.l. via Spadolini, 7 - 20141 Milano
Iscrizione al R.O.C. n. 12191 del 29/10/2005 Tutti gli articoli pubblicati su Industry 4.0 Design magazine sono redatti sotto la responsabilità degli Autori. La pubblicazione o la ristampa degli articoli deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dall’art. 11 D.Lgs. 196/03. I dati potrebbero essere comunicati a soggetti con i quali Quine S.r.l. intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Quine S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel +39 02 864105 Fax +39 02 72016740, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui all’art. 7 D.Lgs. 196/03. RESPONSABILE DATI PERSONALI QUINE S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel. +39 0249756990 - Fax+39 02 70057190 Per i diritti di cui al GDPR è possibile consultare, modificare o cancellare i dati personali ed esercitare tutti i diritti riconosciuti inviando una lettera raccomandata a: QUINE S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano
UN NUOVO INIZIO IL SETTORE IMPIANTI
NUOVI SCENARI
22 Gli installatori alla prova della formazione online Nei mesi del lockdown, molte aziende hanno attivato o potenziato programmi di formazione online dedicati a installatori e progettisti. Com’è andata? L’abbiamo chiesto direttamente agli organizzatori RETI IDRICHE
COPIA OFFERTA DA
NELL’ERA POST-COVID *
30 Come riutilizzare le acque reflue della propria abitazione
SPECIALE COVID-19
Dagli obiettivi di progetto alla realizzazione, come si configura un impianto per il trattamento delle acque reflue civili? a cura di Elbi S.p.a.
I risultati di una prima indagine di CNA su un campione di 900 aziende a cura di Diletta Gaggia
IMPIANTI
IN COLLABORAZIONE CON
CON IL PATROCINIO DI: * PATROCINIO RICHIESTO
8 L’impatto della crisi sulle imprese impiantistiche
10 Condizionamento e ventilazione: gli impianti aiutano a ridurre il rischio di contagio Gli studi attualmente disponibili indicano che gli impianti aeraulici, se correttamente installati e gestiti, possono aiutare a ridurre la probabilità che il virus si diffonda all’interno degli ambienti chiusi di Mauro Volontè e Marco Ferrari
16 “Sanificazione” e “igienizzazione” degli impianti: di cosa stiamo parlando? Spesso i due termini vengono utilizzati come sinonimi, generando una certa confusione sulle operazioni da svolgere e la responsabilità degli operatori che dovrebbero occuparsene
18 Indoor quality e benessere abitativo: una grande opportunità per gli impiantisti La rinnovata attenzione sulla salubrità degli ambienti confinati apre una nuova dimensione professionale per gli installatori, ma per riuscire a coglierne i vantaggi bisogna crederci di Lorenzo Epis
34 Attenzione alla fluidodinamica! Dal calcolo della portata al trattamento dell’acqua, per funzionare correttamente gli impianti termoidraulici hanno bisogno di un’adeguata configurazione del ciclo fluidodinamico. di Patrizia Ricci DOSSIER TECNICO
38 L’importanza del corretto bilanciamento idraulico Il bilanciamento permette di regolare la portata in tutti i rami dell’impianto, grazie a specifiche valvole di pre-regolazione. Ma come funziona nel dettaglio? Vediamolo insieme all’ing. Elena Burzi dell’Ufficio Tecnico di Oventrop
Rubriche 4 NOTIZIE DI ATTUALITÀ 32 SICUREZZA IN BAGNO 46 NOVITÀ PRODOTTI 44 GIRO DI VITE www.installatoreprofessionale.it Seguici anche su Facebook
N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE
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News
a cura della redazione
TUTTE LE NOVITÀ FISCALI DEL DECRETO RILANCIO Contributi a fondo perduto, stop alla prima rata dell’Irap, credito d’imposta per la locazione di immobili a uso non abitativo: il vademecum dell’Agenzia delle Entrate È online il vademecum dell’Agenzia delle Entrate sul Decreto Rilancio. Con una presentazione agile e schematica vengono illustrate le disposizioni contenute nel DL 34/2020, che prevede misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia e di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare, sono sintetizzate tutte le novità di carattere fiscale e descritti i bonus e le agevolazioni introdotte dal decreto legge per aiutare famiglie e imprese a fronteggiare i disagi causati dall’emergenza coronavirus. Il documento completo si può consultare sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Di seguito una sintesi delle misure fiscali più rilevanti. – Contributi a fondo perduto per le imprese e niente Irap: PMI e autonomi titolari di partita Iva che nel mese di aprile 2020 hanno avuto un fatturato inferiore ai 2/3 di quello di aprile 2019 possono richiedere un contributo a fondo perduto, non inferiore a 1000 euro per le persone fisiche e a 2000 per i soggetti diversi. Sono esclusi i soggetti che percepiscono l’indennità prevista dagli artt. 27 e 38 del DL 18/2020 (il cosiddetto “bonus 600 euro” per liberi professionisti). Il contributo riconosciuto non concorrerà alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, né alla formazione del valore della produzione netta, ai fini Irap. A proposito di Irap: gli imprenditori e i lavoratori autonomi con ricavi o compensi che non hanno superato i 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente non dovranno versare il saldo 2019 e la prima rata dell’acconto 2020. – Credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione degli immobili a uso non abitativo versato per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, per imprese e lavoratori autonomi che abbiano registrato ricavi o compensi non superiori a 5 milioni e una diminuzione del fatturato pari o superiore al 50% nel mese di riferimento. – Sospensione cartelle di pagamento e attività di riscossione fino al 31 agosto. La sospensione riguarda anche la notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione. Le rate 2020 della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio”, se non versate alle relative scadenze, potranno essere pagate entro il 10 dicembre senza perdere le agevolazioni previste e senza oneri aggiuntivi. Scatta anche lo sblocco dei pignoramenti di stipendi e pensioni e arrivano regole più soft per le rateizzazioni in essere o richieste entro il 31 agosto. È inoltre consentita la possibilità di rateizzare i debiti relativi a piani di pagamento della “rottamazioni-ter” o del “saldo e stralcio” decaduti per mancato versamento delle rate scadute nel 2019.
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INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020
DIRETTIVA EPBD III: NOVITÀ PER GLI IMPIANTI TERMICI NEL DECRETO DI RECEPIMENTO L’11 giugno è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 48/2020 che aggiorna le modalità di esercizio per l’ispezione degli impianti termici degli edifici È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 48/2020, che recepisce in Italia la Direttiva UE 2018/844 (nota anche come EPBD III, Energy Performance of Buildings Directive III). La Direttiva si pone l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e incentivare la ristrutturazione degli esistenti entro il 2050. Tra le tante novità previste — dall’obbligo di installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici negli edifici di nuova costruzione, alla revisione dei criteri per l’erogazione degli incentivi, che dovranno essere commisurati ai risparmi energetici conseguiti — si segnalano quelle più rilevanti riguardanti gli impianti termici. Nuove definizioni Innanzitutto, vengono introdotte alcune modifiche all’articolo 2 del D.Lgs. 192/05, fornendo nuove definizioni di “generatore di calore”, “sistema tecnico per l’edilizia” e “impianto termico”: – Generatore di calore. La parte di un impianto termico che genera calore utile avvalendosi di uno o più dei seguenti processi: la combustione di combustibili, ad esempio in una caldaia; l’effetto Joule che avviene negli elementi riscaldanti di un impianto di riscaldamento a resistenza elettrica; la cattura di calore dall’aria ambiente, dalla ventilazione dell’aria esausta, dall’acqua o da fonti di calore sotterranee attraverso una pompa di calore; la trasformazione dell’irraggiamento solare in energia termica con impianti solari termici. – Sistema tecnico per l’edilizia. Apparecchiatura tecnica di un edificio o di un’unità immobiliare per il riscaldamento o il raffrescamento di ambienti, la ventilazione, la produzione di acqua calda sanitaria, l’illuminazione integrata, l’au-
tomazione e il controllo, la produzione di energia in loco o una combinazione degli stessi, compresi i sistemi che sfruttano energie da fonti rinnovabili. Un sistema tecnico può essere suddiviso in più sottosistemi. – Impianto termico. Impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del
calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unita’ immobiliari ad uso residenziale ed assimilate. Ispezione e manutenzione All’art. 6 il decreto prevede che con un futuro DPR saranno armonizzate e aggiornate “le modalità di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione, accertamento e ispezione degli impianti termici degli edifici, nonché le disposizioni in
materia di requisiti, soggetti responsabili e criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti e degli organismi cui affidare i compiti di ispezione degli impianti stessi”. Il DPR dovrà tenere conto dei seguenti criteri e contenuti: – le disposizioni introdotte tengano conto della necessità di ottimizzare il rapporto tra costi e benefici per la collettività; – le disposizioni introdotte tengano conto della necessità di semplificare l’attività di ispezione degli impianti termici di piccola taglia, anche ai fini di identificare la soglia di potenza, comunque non superiore a 70 kW, al di sotto della quale non è prevista attività ispettiva ai fini del controllo dell’efficienza energetica, la soglia di potenza al di sotto della quale è sufficiente l’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o terzo responsabile, nonché la soglia di potenza al di sopra della quale è obbligatoria l’ispezione periodica delle parti accessibili dell’impianto; – le disposizioni introdotte siano differenziate in base alla tipologia di vettore energetico utilizzato per l’alimentazione dell’impianto termico, fornendo indicazioni puntuali per quanto riguarda gli impianti alimentati da biomassa; – sono individuati i casi in cui, in sede di ispezione, è obbligatorio consentire l’accesso all’impianto termico per controllarne le caratteristiche e le condizioni di normale funzionamento, anche attraverso i residui del prodotto della combustione; sono definite le modalità per l’integrazione delle informazioni sul controllo, sulla manutenzione, sull’accertamento e sull’ispezione degli impianti termici degli edifici con quelle presenti nel catasto degli attestati di prestazione energetica di cui all’articolo 6, comma 12, lettera d).
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News 10 O 22%? LA GIUSTA ALIQUOTA IVA PER LA LETTURA DEI RIPARTITORI DI CALORE L’Agenzia delle Entrate stabilisce l’aliquota Iva del 22% per la prestazione di lettura se il servizio è autonomo
Requisiti delle imprese e ispezioni sugli impianti: le criticità del nuovo D.Lgs. 48/2020 Il Decreto Legislativo n. 48/2020 (vedi articolo alla pagina precedente) presenta diverse criticità per le aziende del settore impiantistico. In particolare, la nuova definizione di “sistemi tecnici per l’edilizia” fornita dal decreto pone alcuni problemi relativamente ai requisiti che devono avere le imprese del settore installazione impianti per poter operare. “È del tutto evidente – spiega Carmine Battipaglia, Presidente di CNA Installazione Impianti – che, qualora nella definizione di «sistemi tecnici per l’edilizia» fossero ricompresi, come appare, anche le varie tipologie di impianti, il DPR da emanare andrebbe a stabilire requisiti di abilitazione che si sommerebbero a quelli già previsti per i Responsabili Tecnici delle imprese installatrici oggi normati dall’art. 4, comma 1 del DM 37/08”. Se poi a questa abilitazione aggiungiamo l’aggiornamento (obbligatorio, con almeno 16 ore di formazione da svolgere in 3 anni) dell’abilitazione necessaria per installare impianti FER (D.Lgs. 28/2011, art. 15) e la certificazione, obbligatoria anch’essa, per chi installa impianti contenenti F-Gas (DPR 186/2018) ci si potrebbe trovare di fronte alla necessità di un coordinamento legislativo affinché le varie norme che regolamentano le abilitazioni nel settore impiantistico siano tra loro rese coerenti e lineari. Altro problema, che rischia di minare il sistema delle ispezioni agli impianti termici, è quello contenuto nel comma 2 dell’art. 6 del Decreto legislativo, laddove si prevede che “le disposizioni introdotte tengono conto della necessità di semplificare l’attività di ispezione degli impianti termici di piccola taglia, anche ai fini di identificare la soglia di potenza, comunque non superiore a 70 kW, al di sotto della quale non è prevista attività ispettiva ai fini del controllo dell’efficienza energetica”, considerando sufficiente, al di sotto di questa soglia di potenza, l’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica inviato dal manutentore o terzo responsabile. “Il nostro legislatore – conclude Battipaglia – si è limitato in questo caso ad un acritico copia/incolla del testo della Direttiva 844, testo sul quale, in sede di audizione parlamentare, la CNA aveva espresso preoccupate valutazioni in quanto limita la possibilità di controllo degli impianti, della loro sicurezza ed efficienza, a rischio di compromettere le condizioni di sicurezza dell’utilizzatore finale e la corretta prestazione degli impianti stessi in termini di efficienza energetica”. 6
INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020
Una società che su incarico dei condomini provvede all’installazione dei ripartitori di calore con la relativa lettura o esegue il servizio di sola lettura degli apparecchi installati da lei o da altre ditte, potrà applicare l’aliquota Iva del 10% sul corrispettivo relativo alla lettura dei ripartitori di calore posti all’interno dei condomini solo se ha stipulato un “contratto di Servizio Energia”, una complessa fattispecie finalizzata all’efficienza e al risparmio energetico, che preveda, tra le prestazioni, anche la lettura dei ripartitori di calore. Diversamente, in presenza di un autonomo contratto, la prestazione di lettura dovrà essere assoggettata all’aliquota ordinaria del 22%. È il contenuto della risposta n. 163 del 3 giugno 2020 fornita dall’Agenzia delle Entrate a una società che opera nel settore energetico e chiede la corretta aliquota Iva da applicare ai servizi di installazione e lettura dei ripartitori di calore. Perché si possa parlare di “prestazione accessoria”, è necessario che l’operazione integri, completi o renda possibile quella principale, sia resa dallo stesso soggetto che effettua l’operazione principale (o da altri) ma per suo conto e a sue spese, sia resa nei confronti del medesimo soggetto (cessionario/committente) nei cui confronti è resa l’operazione principale. L’Agenzia ritiene che non sussista tale accessorietà tra il servizio di lettura di ripartitori di calore presso i condomìni e la prestazione di installazione degli apparecchi. Le due prestazioni, infatti, hanno un’autonoma e distinta funzione e, di conseguenza, il servizio di lettura di ripartitori di calore deve essere assoggettato all’aliquota Iva ordinaria pari al 22%. L’Agenzia ricorda che il citato D.Lgs. n. 115/2008, emanato in attuazione della direttiva 2006/32/CE, ha regolamentato il “contratto Servizio Energia”, disciplinando i requisiti soggettivi ed oggettivi, le prestazioni, le responsabilità, i parametri che qualifichino tale istituto. La disposizione normativa di cui al punto 122) della Tabella A subordina l’applicazione dell’aliquota Iva al 10% al verificarsi delle seguenti condizioni: – uso domestico dell’energia; – distribuzione dell’energia mediante un contratto Servizio Energia; – produzione dell’energia da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento. Ne consegue che, solo nel caso in cui il contratto Servizio Energia rispetti concretamente i presupposti sopra indicati, al relativo corrispettivo può essere applicata l’aliquota Iva agevolata.
Superbonus al 110%, le regole per gli impianti termici Per accedere alle detrazioni, gli interventi devono assicurare, nel loro complesso e anche congiuntamente, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio Il Decreto Rilancio ha confermato l’estensione delle detrazioni fiscali per gli interventi volti a incrementare l’efficienza energetica degli edifici (Ecobonus) e la riduzione del rischio sismico (Sismabonus). La detrazione sarà del 110% per le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. Per tali interventi – come per altre detrazioni in materia edilizia specificamente individuate – in luogo della detrazione, il contribuente potrà optare per un contributo sotto forma di sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari, ovvero per la trasformazione in un credito di imposta. Le disposizioni relative si trovano all’articolo 128 del decreto, che al comma 1, lettera b) e c) — come si può leggere dalla bozza, in attesa del testo ufficiale — prevede quanto segue: b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito; c) interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito. Per accedere al Superbonus del 110% gli interventi devono assicurare, nel loro complesso e anche congiuntamente, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, oppure il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare con l’attestato di prestazione energetica (A.P.E).
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INSTALLATORE PROFESSIONALE
SPECIALE COVID-19
a cura di Diletta Gaggia
Installatori e manutentori di fronte alle difficoltà economiche nei mesi cruciali della pandemia, tra mancati pagamenti e ritardi degli ammortizzatori sociali: i risultati di una prima indagine della CNA su un campione di 900 aziende
L’IMPATTO DELLA CRISI SULLE IMPRESE IMPIANTISTICHE
I
l Dpcm dell’11 marzo ha consentito al settore dell’installazione, manutenzione e riparazione degli impianti di proseguire con le proprie attività. Nonostante ciò, anche le imprese impiantistiche hanno risentito, naturalmente, degli effetti derivanti dalla pandemia di Covid19. Vari sono i motivi che hanno causato un andamento negativo nei mesi di marzo e aprile: le imprese erano operative, ma i clienti, (sia i privati che le aziende), non consentivano l’accesso ai manutentori; i mancati pagamenti; ritardi nell’erogazione degli ammortizzatori fiscali. Guido Pesaro, responsabile nazionale di CNA Installazioni Impianti, ha illustrato nel corso di un’intervista i dati raccolti attraverso un questionario sottoposto a circa 900 imprese operanti nell’idrotermosanitario, negli impianti elettrici e nell’installazione di impianti di climatizzazione estiva e invernale. Un numero che, seppur non rilevante a fini statistici, è sufficiente a delineare una tendenza generale e a dare “il polso” della situazione. 8
Lockdown per aziende e privati
Scansiona il codice QR per guardare la video-intervista a Guido Pesaro
INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020
Il 45% delle imprese che hanno partecipato all’indagine ha come principale cliente il privato, mentre il 41% lavora con aziende e il 14% con la pubblica amministrazione. Nel corso della prima fase dell’emergenza sanitaria i privati cittadini hanno espresso preoccupazione nel far entrare un manutentore in casa, e per questo motivo le imprese hanno ricevuto la disdetta di molti interventi programmati. Un problema simile si è verificato anche con molte aziende, come per esempio i ristoranti, perché il titolare non voleva assumersi la responsabilità di consentire l’accesso all’addetto alla manutenzione in quanto la struttura era chiusa. Un problema che si ritiene possa comparire fra qualche mese è l’individuazione delle responsabilità in caso di incidente. Se dovesse, per esempio, scatenarsi un incendio perché non è stato mantenuto correttamente e Guido Pesaro, Responsabile nazionale CNA Installazione Impianti
NORD
57,87%
42,13%
SUD
34,91%
65,09%
nei tempi stabiliti l’impianto antincendio per volontà dell’azienda proprietaria, potrebbe nascerne un contenzioso. In sintesi: la responsabilità sarebbe in capo al manutentore, ma quest’ultimo non è stato messo nelle condizioni di accedere ai locali. A questo proposito CNA consiglia alle imprese di conservare una traccia scritta del diniego del titolare, per esempio un messaggio di testo in cui si richiede di spostare l’appuntamento.
Pagamento delle fatture
Molti clienti non hanno pagato per mancanza di liquidità. Questo ovviamente ha causato un effetto domino su tutta la catena: se il cliente non paga l’installatore, l’installatore non Figura 2 può pagare i fornitori e questi ultimi non possono pagare a loro volta i propri fornitori. Al mese di marzo gli insoluti hanno riguardato Molti clienti non il 65% delle imprese interpellate, percentuale hanno pagato più accentuata al sud e al centro Italia (vedi Figura 1). Preoccupa il fatto che le aziende del per mancanza di settore prevedono un’analoga situazione per il liquidità. Questo mese di aprile. ovviamente ha Al contrario di quello che si potrebbe immaginare, la Pubblica Amministrazione causato un effetto è stata abbastanza regolare nei pagamenti, domino su tutta perché da un punto di vista finanziario è quella la catena: se il che ha sofferto meno.
La difficoltà nel trovare i DPI
cliente non paga l’installatore, l’installatore non può pagare i fornitori
“Nonostante nella Fase 1 ci fosse una grande carenza di guanti e mascherine, si è riusciti a dotare le imprese di dispositivi di protezione individuale e garantire con più efficacia la salute dei nostri lavoratori e dei nostri clienti”, spiega Guido Pesaro. Per i primi quindici giorni la preoccupazione era capire quali fossero NOefficaci e mancavano SI i dispositivi più le conoscenze su CENTRO 71,00% 29,00% quali fossero i dispositivi autorizzati. La situazione più NORD 60,00% 40,00% critica è stata registrata in Lombardia: va ricordato che SUD 76,00% 24,00% la zona bergamasco-bresciana è quella dove ha sede il
maggior numero di imprese installatrici e di aziende che si occupano della produzione di componenti elettrici o termici. È soprattutto in quest’area che il CNA ha registrato “contagi di ritorno”, ovvero installatori che si sono recati in casa di famiglie per eseguire qualche intervento, come la manutenzione di una caldaia, e che hanno poi contratto il virus. I maggiori problemi sono stati segnalati da imprese situate nel nord Italia, epicentro dell’epidemia; dall’Emilia in giù non si sono registrate invece situazioni gravi. Recentemente l’Inail ha stabilito che non c’è un automatismo tra contagio sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro: se le imprese rispettano le misure di sicurezza concordate non possono essere considerate responsabili di aver causato il contagio del proprio lavoratore qualora risultasse positivo al tampone. CNA si è premurata di fornire comunque un codice di autoregolamentazione con l’obiettivo di garantire informazioni corrette per quanto riguardo le misure di sicurezza.
Ammortizzatori sociali
Figura 1
Gli imprenditori e i dipendenti sono d’accordo nel dimostrare il malcontento derivante dal ritardo nell’arrivo degli aiuti finanziari promessi, dalla Cassa Integrazione (richiesta dal 47,2% delle aziende intervistate) al Fondo Solidarietà Bilaterale Artigianato-FSBA. A causa di questi ulteriori problemi economici, molte aziende si sono trovate nell’impossibilità di mantenere intatto il proprio parco occupazionale. Come si evince dal grafico in Figura 2, al sud il 65% delle imprese ha dovuto operare tagli al personale, per fortuna la percentuale resta più bassa al centro e al nord. La speranza di molte aziende è che i licenziamenti siano solo temporanei: l’obiettivo è quello di riuscire a superare il periodo, rimettersi in piedi e riassumere la propria forza lavoro. I primi segnali di ripresa arrivano dalle manutenzioni richieste dalle strutture turistiche, centri vacanze e alberghi che si stanno attivando per accogliere al meglio gli ospiti. “Il settore lentamente, si sta riprendendo a muovere” osserva il responsabile CNA. È presente la consapevolezza che la ripresa non avrà un’analoga forza in tutte le realtà territoriali e alcuni comparti dimostreranno una maggiore velocità rispetto ad altri. N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE
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SPECIALE COVID-19 di Mauro Volontè*, Marco Ferrari**
CONDIZIONAMENTO E VENTILAZIONE: GLI IMPIANTI AIUTANO A RIDURRE IL RISCHIO DI CONTAGIO Gli studi attualmente disponibili indicano che gli impianti aeraulici, se correttamente installati e gestiti, possono aiutare a ridurre la probabilità che il virus si diffonda all’interno degli ambienti chiusi emergenza Covid-19 ha posto l’attenzione sul ruolo degli impianti di ventilazione e di trattamento aria e su come i criteri di realizzazione, uso e manutenzione di tali impianti influenzino la propagazione degli agenti infettivi e patogeni negli ambienti chiusi.
L’
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Meccanismi di trasmissione I virus, a differenza dei batteri, hanno bisogno di un “veicolo” per muoversi. Normalmente, come nel caso del SARS-CoV-2, vengono aerotrasportati dalle cosiddette goccioline (droplets) e il contagio può facilmente avvenire per via aerogena, attraverso l’aerosol respiratorio emesso dalla persona che ospita il virus, specialmente durante colpi di tosse o starnuti. L’aerosol emesso possiede
*Ing., Presidente Ordine Ingegneri della provincia di Como, segretario CROIL con delega alla Commissione Impianti **Ing., Consigliere Ordine Ingegneri della provincia di Cremona, segretario Commissione Impianti CROIL
Il caso degli ambienti open space
Tabella 1
caratteristiche dimensionali comprese fra 1 e 10 micron. Più è alta la concentrazione di goccioline in un determinato e limitato volume d’aria, più la concentrazione di virus può essere elevata. Per questo motivo è opportuno valutare le tecniche di protezione delle vie aeree per impedire all’aerosol che trasporta il virus di entrare o uscire dall’organismo umano.
Negli ambienti con presenza di più persone in postazioni fisse è da valutare attentamente l’esclusione del terminale interno, utilizzando solo l’aria primaria e applicando quindi il free cooling. L’esclusione del terminale provoca anche l’impossibilità di regolare in maniera corretta la temperatura interna degli ambienti, rischiando seriamente di perdere il comfort termico e generando ulteriore stress agli occupanti. La valutazione va condotta anche considerato la tipologia di filtro installata a bordo del ventilconvettore: nel caso di filtri a carboni attivi o elettrostatici la possibilità di esclusione non si pone, dato che queste tipologie di filtro hanno un’elevata capacità di filtrazione, pari o superiore a quella dei filtri assoluti. In questo caso si può agire sull’aumento della frequenza manutentiva e di sanificazione. Nel caso di ambienti open space ma di dimensioni maggiori, dove le persone si muovono in tutte le zone, il terminale di emissione potrebbe invece giocare un effetto positivo. In tali ambienti esistono delle zone di passaggio obbligato, in cui vi è per consuetudine un’elevata concentrazione di persone (zona casse o banco vendita) che può generare quindi un’elevata concentrazione di contaminante, mettendo a rischio la sicurezza delle persone anche se queste indossano i necessari dispositivi di protezione individuale. Il terminale, aspirando l’aria da queste particolari zone e diffondendola nel resto dell’ambiente, permette un abbassamento della concentrazione di contaminante per mezzo della diluizione e, conseguentemente, un abbassamento della possibilità di contagio. Ovviamente queste valutazioni devono essere attentamente soppesate caso per caso e ricorrendo a un professionista che possa effettuare una specifica analisi dei rischi.
Efficienza di filtrazione Sappiamo che non tutte le mascherine hanno la stessa efficacia: il fattore essenziale che le distingue, oltre alla forma e l’aderenza al viso, è la capacità di filtrazione, caratteristica che ostacola il passaggio delle particelle, delle goccioline e quindi del virus. Le mascherine rivestono ad oggi un ruolo importante per la protezione delle vie respiratorie
Figura 1. La capacità filtrante di diverse tipologie di filtri
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SPECIALE COVID-19 umane, così come le diverse tipologie di filtri (vedi Figura 1) lo rivestono negli impianti aeraulici, che per analogia sono assimilabili all’apparato respiratorio dell’edificio. Gli impianti aeraulici, in funzione del loro utilizzo e delle tipologie di filtro installate, possiedono una differente capacità filtrante, anche chiamata efficienza di filtrazione. Di seguito passiamo in rassegna alcune casistiche di impianti di climatizzazione in funzione del loro utilizzo e degli effetti che generano, partendo dall’applicazione a maggior sicurezza.
Figura 3
Cleanroom o Camere Bianche Negli usi speciali, come cleanroom o camere bianche (ad es. la sala operatoria), si utilizza un “treno” di filtrazione composto da: – filtri ad alta efficienza (F7-F9 ex normativa UNI EN 779, che corrisponde all’attuale norma internazionale ISO 16890) con filtro, ePM165% - ePM199%, ovvero efficienza per un particolato con dimensione pari a 1 micron dal 65% al 99% (vedi nella pagina precedente Tabella 1); – filtri assoluti sui terminali ambiente del tipo HEPA con efficienze elevatissime (vedi Tabella 2). Nelle cleanroom, dove c’è necessità di ingenti portate d’aria per mantenere la perfetta pulizia degli ambienti, la maggioranza dell’aria viene
Tabella 2
Figura 2. Esempio di cleanroom
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prelevata dall’interno, ricircolata (circa 15-20 volumi/h) e “pulita” mediante la filtrazione “assoluta” dalle particelle che contengono il contaminante (vedi Figura 2). VMC nel settore residenziale Le nuove abitazioni dotate di impianti di ventilazione meccanica controllata, in relazione al contagio da Covid-19, si trovano in una situazione favorevole, dato che il funzionamento di tali impianti può avere effetti migliorativi. In questi impianti le macchine sono dotate di due ventilatori (uno di immissione e uno di estrazione dell’aria), un recuperatore di calore statico, filtri sui canali di aspirazione aria esterna e immissione negli ambienti serviti. I percorsi dei flussi d’aria sono senza punti di miscelazione, ovvero l’aria espulsa e l’aria immessa non vengono mai a contatto diretto. Il ventilatore di estrazione preleva l’aria interna e la espelle all’esterno, rimuovendo
sensibili (vedi Figura 4). Tali impianti di climatizzazione possono anche essere dotati di filtri ad elevata efficienza sia sull’unità di trattamento aria che sui terminali di emissione (un esempio sono i filtri elettrostatici installati a bordo dei fan-coil). La contemporaneità di filtrazione e diluizione con aria esterna permette di ridurre la presenza di particolato e di aerosol, contribuendo in tale maniera alla riduzione dei rischi di contagio.
quindi le particelle sospese nell’aria degli ambienti interni (vedi Figura 3). Il ventilatore di mandata immette nell’ambiente l’aria esterna dopo che questa ha attraversato i filtri, aventi efficienze più o meno spinte. Tenendo conto che l’aria esterna viene considerata come non contaminata dal virus, questi impianti hanno un effetto positivo sulla qualità dell’aria interna. Negli ambienti ove è assente un sistema di ventilazione meccanica è invece necessario aprire frequentemente le finestre per areare adeguatamente gli ambienti. Impianti misti aria-acqua Nel settore terziario la climatizzazione degli ambienti è tipicamente realizzata con impianti misti aria-acqua. Il sistema aeraulico è composto da una rete di canali che immette negli ambienti interni aria esterna di rinnovo, chiamata aria primaria, opportunamente filtrata, allo scopo di garantire il necessario ricambio igienico e controllare i carichi termici latenti dovuti all’umidità presente nell’aria. Al sistema idronico, composto da terminali di riscaldamento e/o raffreddamento in ambiente alimentati con acqua (ad esempio il fan-coil o ventilconvettore), è invece affidato il compito di controllare i carichi termici
Figura 4. Impianto misto aria-acqua
Figura 5. Impianto di climatizzazione a tutt’aria
Impianti a tutt’aria Meritano una puntualizzazione a parte gli impianti di climatizzazione a tutt’aria, tipici del settore commerciale, ovvero quelli nei quali si immette nell’ambiente aria di tipo miscelato derivata dall’unione di una quota parte di aria esterna e una quota parte di aria ricircolata, cioè prelevata dall’ambiente interno (vedi Figura 5). Se l’Unità di Trattamento Aria (UTA) serve un unico ambiente non si hanno problematiche di diffusione dell’agente contaminante, dal momento che l’aria estratta dall’ambiente viene inviata all’unità di trattamento, miscelata con aria aspirata dall’ambiente esterno e convogliata nuovamente verso il locale servito, senza influenzare gli altri locali che costituiscono l’edificio. Inoltre la qualità dell’aria all’interno dell’ambiente servito migliora poiché, oltre alla diluizione dell’agente contaminante ottenuta mediante la miscelazione dell’aria estratta dal locale (sporca-contaminata) con l’aria esterna (pulita), si ha anche l’effetto dei sistemi di filtrazione costituiti da filtri ePM180% - ePM195% (ISO 16890), che per particelle di 1 micron (tipiche dell’aerosol), hanno un intervallo
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SPECIALE COVID-19 Covid-19 e impianti aeraulici: le indicazioni dell’AiCARR Nelle settimane dell’emergenza sanitaria, l’Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione ha dedicato molti sforzi alla diffusione di informazioni corrette e scientificamente verificate in relazione al ruolo degli impianti di condizionamento e ventilazione nella diffusione del virus SARS-Cov-2. Questi sforzi sono culminati nella redazione di un position paper e di un Prontuario divulgativo, in cui si chiarisce che gli impianti di climatizzazione possono ridurre il rischio di contagio diluendo l’eventuale concentrazione del virus all’interno dei locali chiusi, grazie al ricambio dell’aria. Il documento è diviso a seconda del tipo di utilizzo dei locali serviti dall’impianto preso in considerazione, dagli alberghi ai supermercati,
di efficienza fra l’84% e il 95%, rendendo l’aria reimmessa di qualità migliore rispetto a quella prelevata dall’ambiente. I supermercati sono tipicamente ad unica zona e pertanto, se dotati di impianto di condizionamento a tutt’aria, possono sfruttare l’effetto favorevole del meccanismo diluizione-filtrazione descritto. Per i terminali di emissione, tipicamente cassette di climatizzazione a soffitto, vale il discorso degli ambienti open space con movimento di persone. Ai fini di una maggior tutela si può agire chiudendo la serranda del ricircolo sull’UTA, escludendo quindi la miscelazione dell’aria esterna con l’aria aspirata dall’ambiente (configurazione di sola immissione), controllando preventivamente che il ventilatore non si trovi così a lavorare in punti d’instabilità o al di fuori della sua curva caratteristica, onde evitare danni o guasti all’impianto. Ovviamente se l’UTA è stata realizzata per funzionare anche con tutta aria esterna, variando la 14
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passando per ristoranti, bar, negozi e uffici. Non vengono prese in considerazione le abitazioni private, dal momento che, in assenza di contagiati in casa, il virus non può essere presente, e quindi l’accensione degli impianti non influisce in alcun modo sul rischio di contagio. Se invece vi sono contagiati in casa, è la loro presenza a determinare il rischio, che non aumenta a causa dell’accensione dell’impianto. Oltre al position paper e al Prontuario, AiCARR ha elaborato due Protocolli per la riduzione del rischio, rivolti ai tecnici del settore e alle Direzioni sanitarie. Tutti i documenti sono disponibili per la consultazione e il download sul sito web dell’associazione, al link https://bit.ly/ aicarr-covid19
configurazione del ventilatore (riducendo il suo numero di giri, o agendo sulla frequenza dell’inverter oppure variando il diametro della puleggia), la chiusura della serranda di ricircolo non genera alcuna problematica e quindi si può garantire il lavaggio dell’aria interna. Certo si avrà un maggior utilizzo di potenza termica, ma calmierato viste le attuali condizioni climatiche esterne non particolarmente rigide e poco distanti da quelle d’impiego del solo free cooling. Ragionamento diverso dev’essere fatto per gli esercizi commerciali in cui sia presente una UTA di tipo centralizzato, che quindi serve contemporaneamente diversi ambienti. In questa configurazione l’aria che viene prelevata da un ambiente eventualmente contaminato dal virus, attraverso il ricircolo centralizzato, può essere inviata in tutte le altre zone, contaminandole. In questo caso è assolutamente necessario che il gestore degli impianti provveda alla chiusura dei ricircoli dell’aria. Normalmente queste configurazioni impiantistiche sono al servizio dei negozi nei centri commerciali. Conclusioni Gli impianti di climatizzazione non possono essere considerati a priori promotori del contagio all’interno degli ambienti. Anzi, nei casi analizzati possono essere addirittura d’aiuto al mantenimento della salubrità dell’aria e del comfort termico negli ambienti interni. Resta sicuramente di fondamentale importanza l’attenta valutazione dei rischi, la frequente manutenzione e sanificazione dei componenti impiantistici e il rispetto delle misure di sicurezza da parte di ogni singolo cittadino: uscire di casa solo se strettamente necessario, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, l’igiene frequente e metodica delle mani e il distanziamento sociale.
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SPECIALE COVID-19 a cura della redazione
“SANIFICAZIONE” E “IGIENIZZAZIONE” DEGLI IMPIANTI: DI COSA STIAMO PARLANDO? Spesso i due termini vengono utilizzati come sinonimi, generando una certa confusione sulle operazioni da svolgere e la responsabilità degli operatori che dovrebbero occuparsene on la ripresa delle attività produttive e il progressivo “ritorno alla normalità” dopo il lockdown, molta attenzione è stata posta sugli impianti di climatizzazione, per il timore che questi ultimi possano influire sulla salubrità degli ambienti chiusi e favorire il rischio di contagio da Covid-19. Come abbiamo chiarito nell’approfondimento alle pagine precedenti, è dimostrato che gli impianti aeraulici non costituiscono di per sé una fonte di rischio, dal momento che il virus non può essere veicolato allo stesso modo dei batteri. In presenza di persone infette possono contribuire a diffondere nell’aria le cosiddette droplets – le “goccioline” di saliva che veicolano il virus – ma se usati correttamente favoriscono anzi il ricambio d’aria e quindi riducono il rischio di contagio. Le disposizioni relative all’igienizzazione degli impianti,
C
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dunque, si possono considerare come dettate da un principio di precauzione: trattandosi di un virus ancora relativamente poco conosciuto, si preferisce fornire indicazioni il più possibile ampie ed esaustive per evitare il rischio di contagio in ogni ambito. Si è tuttavia generata una certa confusione sull’utilizzo dei termini sanificazione e igienizzazione, usati spesso come sinonimi benché si tratti di operazioni ben distinte. Come ha fatto notare CNA, la dizione “sanificazione degli impianti” non consente un’interpretazione univoca e sembra frutto di un’approssimazione lessicale, intesa come estensione agli impianti di attività da svolgersi negli ambienti, piuttosto che un’attività definita in modo chiaro sia negli obiettivi che nei confini, anche e soprattutto in termini di responsabilità da parte degli operatori chiamati in causa. Per questo alcune ordinanze regionali (ad es. la n. 42 del 20 aprile 2020 della Regione Abruzzo) hanno speci-
Le indicazioni dell’ISS
Nel documento intitolato Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2 (l’ultima versione è del 21 aprile), per gli ambienti domestici l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di: – Garantire un buon ricambio dell’aria in maniera naturale, aprendo finestre e i balconi con maggiore frequenza; – Pulire regolarmente, in base alle indicazioni fornite dal produttore e ad impianto fermo, i filtri dell’aria di ricircolo in dotazione all’impianto/climatizzatore per mantenere livelli di filtrazione/rimozione adeguati. La polvere catturata dai filtri rappresenta un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e funghi, e comunque di agenti biologici. Evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non
inalare sostanze inquinanti (es. COV), durante il funzionamento. – Pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione con panni in microfibra inumiditi con acqua e con i comuni saponi, oppure con una soluzione di alcool etilico con una percentuale minima del 70% v/v asciugando successivamente. Per quanto riguarda gli ambienti lavorativi, le raccomandazioni dell’ISS sono le seguenti: – In presenza di impianti di VMC, mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (possibilmente con un decremento dei tassi di ventilazione nelle ore notturne di non utilizzo dell’edificio), eliminando totalmente la funzione di ricircolo dell’aria per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni; – Mantenere fermi gli impianti misti di riscaldamento/raffrescamento con
apparecchi terminali locali come fancoil o ventilconvettori, a meno che non si riesca a prevedere la presenza di un singolo lavoratore (sempre lo stesso) per ogni ambiente o stanza. Si raccomanda inoltre di verificare che nelle vicinanze delle prese e griglie di ventilazione dei terminali, non siamo presenti tendaggi, oggetti e piante, che possano interferire con il corretto funzionamento. Al tal fine pulire periodicamente, ogni quattro settimane, in base alle indicazioni fornite dal produttore ad impianto fermo, filtri dell’aria di ricircolo del fancoil o del ventilconvettore per mantenere gli adeguati livelli di filtrazione/ rimozione. – Resta sempre valida la procedura di pulizia settimanale degli apparecchi terminali locali (fancoil o ventilconvettore) nel caso di contemporanea condivisione dello stesso ambiente o stanza da parte di più lavoratori.
razioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temCovid-19 e peratura, l’umidità e la ventilazione impianti di ovvero per quanto riguarda l’illuminaclimatizzazione: zione e il rumore”. La sanificazione, quindi, è intesa come “summa” di attività il parere diverse e si estende anche alla salubrità dell’esperto L’utilizzo degli impianti aerau- degli ambienti nel senso più ampio del termine. lici pone davvero dei rischi
ficato che, per “sanificazione”, si intende “esclusivamente l’attività di pulizia, lavaggio, disinfezione/sterilizzazione o sostituzione, da azionare, quali tipologie lavorative, in relazione allo stato di manutenzione e conservazione dell’impianto”, inquadrabile quindi “nel ciclo di manutenzione già programmata dell’impianto”. Il quadro normativo Il DM 274/1997 (“Regolamento di attuazione degli articoli 1 e 4 della legge 25 gennaio 1994, n. 82, per la disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione”), alla lettera e), specifica che “sono attività di sanificazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e ope-
per il contagio? I terminali vanno spenti o possono rimanere accesi? Che differenza c’è tra droplet e aerosol? Ne abbiamo parlato con Michele Vio, ingegnere termotecnico, ex Presidente di AiCARR ed esperto di impianti di climatizzazione. Scansiona il codice QR per guardare la video-intervista.
Chi può intervenire? Per impianti HVAC&R deve intervenire un’impresa abilitata ai sensi del DM 37/08 lettera c): impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali. L’intervento a cui è chiamato l’impiantista, naturalmente, dipenderà dalla destinazione d’uso dell’immobile e dalla tipologia di impianto sul quale deve intervenire. Per quanto riguarda invece la sanificazione degli ambienti, deve intervenire un’impresa abilitata ai sensi del DM 274/1997, con un responsabile tecnico in possesso dei requisiti di cui all’art. 2, comma 3.
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Nuovi scenari
di Lorenzo Epis
La rinnovata attenzione sulla salubrità degli ambienti confinati apre una nuova dimensione professionale per gli installatori, ma per riuscire a coglierne i vantaggi bisogna crederci
INDOOR QUALITY E BENESSERE UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER
L’
esperienza che stiamo vivendo per via della pandemia da coronavirus ha amplificato il concetto di salubrità, di prevenzione e in generale di tutela della salute. Purtroppo alcune interpretazioni superficiali o errate hanno portato alla rincorsa delle sanificazioni ambientali, con una serie di elementi contraddittori che si basavano sul filo delle interpretazioni del significato dei termini, con grande confusione su chi poteva effettuare, e con 18
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quale metodologia, gli interventi di sanificazione degli ambienti e degli impianti. Questo disordine ha reso possibile interventi inutili sotto il profilo dell’efficacia, da parte di soggetti che in virtù di un’enorme richiesta di mercato hanno elargito servizi di disinfezione, senza possedere le competenze e le abilitazioni professionali necessarie, senza misurarne l’efficacia e senza considerare le numerose variabili e complessità operative proprie di questa attività, che in assoluto non può considerarsi esaustiva con interventi improvvisati e sporadici. Sanificare gli ambienti e gli oggetti in esso contenuti senza applicare specifici protocolli, e senza valutare un programma
di controlli e manutenzioni igieniche degli impianti tecnologici installati in questi ambienti, deputati alla climatizzazione estiva e invernale è, nella maggior parte dei casi, assolutamente inutile. In funzione di questa doverosa premessa, vorrei approfondire un tema, non direttamente correlato alle misure di contenimento del coronavirus, ma di fondamentale importanza, non solo per gli installatori termoidraulici, ma per tutta la filiera specialistica del settore ITS. L’emergenza virus non è una parabola, cioè un’emergenza che poi “atterra” nuovamente sullo stesso terreno, ma una spirale di trasformazione, ed è scontato che non torneremo alla normalità di prima, ma a una dimensione nuova. Non sarà una dimensione “ridotta” rispetto al passato, sarà una dimensione per un certo periodo con diverse limitazioni, ma da subito con nuove e crescenti modalità di business, mirate a garantire il benessere abitativo, attraverso una serie di servizi professionali attinenti ai controlli e alle manutenzioni igieniche degli impianti di climatizzazione, la fornitura di tecnologie per la salubrità degli impianti e degli ambienti, la riqualificazione impiantistica e la nuova installazione, con obiettivi di comfort e tutela della salute.
Indoor quality: prospettive, ruoli e opportunità
Per ambienti indoor si intendono gli ambienti confinati di vita e di lavoro non industriali, e in particolare
possono, se non correttamente progettati, installati e manutenuti, amplificare le contaminazioni di carattere fisico, chimico e microbiologico. Per alcuni gruppi di persone come bambini, anziani e malati, la percentuale di tempo trascorsa in casa è ancora più alta, e quindi è più alto il rischio contrarre patologie in funzione della fragilità del loro sistema immunitario. Nell’ultimo trentennio una serie di studi hanno documentato profondi cambiamenti sia qualitativi che quantitativi dell’aria indoor, con un aumento esponenziale delle sostanze inquinanti, anche in relazione ai programmi di efficientamento energetico, che hanno indirizzato nuovi criteri tecnico-progettuali per gli edifici ad uso civile, con conseguente spinta a sigillare gli ambienti interni e a sostituire le modalità naturali di aerazione con mezzi artificiali. Oltre alle trasformazioni strutturali degli edifici, Si apre una hanno subito modifiche rilevanti nuova dimensione gli arredi e gli strumenti di lavoro e di ricreazione, elementi che hanno professionale ampliato le modalità e le tipologie di per progettisti, contaminazione degli ambienti: un esempio su tutti è rappresentato dallo installatori e smart working imposto dall’emergenza manutentori coronavirus, che prima della pandemia coinvolgeva circa 500 mila persone, esperti nel attualmente a circa 1 milione e garantire ambienti salite 200 mila. Un recente studio indica che salubri entro un decennio quasi 8 milioni
ABITATIVO: GLI IMPIANTISTI quelli adibiti a dimora, svago, lavoro e trasporto: le abitazioni, gli uffici pubblici e privati, le strutture comunitarie (ospedali, scuole, caserme, alberghi, banche, etc.), i locali destinati ad attività ricreative e/o sociali (cinema, bar, ristoranti, negozi, strutture sportive, etc.) e i mezzi di trasporto pubblici e/o privati. In questi ambienti trascorriamo gran parte del nostro tempo, subendo di conseguenza un prolungato contatto con le potenziali sorgenti di inquinamento. Recenti studi hanno rilevato che in Italia le persone trascorrono fino al 90% del proprio tempo in ambienti confinati, per la maggior parte climatizzati e termicamente isolati, ambienti in cui gli impianti
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Nuovi scenari
di persone potranno svolgere parte della propria attività da casa. Questo fenomeno va considerato in funzione delle nuove esigenze di comfort degli ambienti, in cui la salubrità sarà obiettivo primario. Di conseguenza, si apre una nuova dimensione professionale per progettisti, installatori e manutentori esperti nel garantire ambienti salubri in relazione a impianti che garantiscono funzionalità e igiene. Nuove matrici operative, protocolli, conoscenze e competenze per valutare gli impianti, misurarne le caratteristiche igieniche, per poi proporre soluzioni ad alto valore aggiunto, per tematiche troppo spesso sottovalutate: insomma una nuova professionalità per garantire la tutela della salute, elemento deontologico di grande valore che potrà permettere alle nostre categorie di valorizzare il proprio ruolo, spesso penalizzato da eventi che nell’ultimo decennio hanno messo in difficoltà il profilo imprenditoriale degli installatori. Leggendo attentamente uno degli ultimi rapporti redatti dall’Istituto Superiore della Sanità si evince chiaramente l’orientamento all’indoor quality e alla necessità di adeguare gli impianti, riqualificandoli in direzione di una maggiore salubrità, partendo dal presupposto che “qualità dell’aria indoor e microclima, anche modulati dalle condizioni stagionali esterne, sono fattori chiave nella trasmissione di infezioni e nei modelli epidemiologici stagionali negli ambienti indoor”. Quindi è prioritario garantire la ventilazione degli ambienti indoor e, dove non sia possibile o sufficiente avvalersi della ventilazione naturale, è necessario installare apparecchi di ventilazione controllata che esigono una manutenzione appropriata soprattutto se si trovano in ambienti dove sussistono condizioni di aumentato pericolo di diffusione di malattie. Infine vengono descritte delle
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Ma che cos’è “la salute”?
L’OMS definisce “salute” lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e non la semplice assenza di malattia. La salute viene considerata un diritto e come tale si pone alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone. È stato inoltre misurato l’impatto di alcuni fattori sulla longevità: – I fattori socio-economici e gli stili di vita contribuiscono per il 40-50%; – lo stato e le condizioni dell’ambiente per il 20-33%; – l’eredità genetica per un altro 20-30%; – I servizi sanitari per il restante 10-15%. Da circa 70 anni è in atto una tendenza negativa che continua ad aumentare: gli inquinanti nocivi sono sempre di più, a causa della crescita esponenziale urbanistica, dello sviluppo degli scambi commerciali e delle attività di produzione industriale. L’uomo ha profondamente modificato l’ambiente, emettendo grandi quantità di inquinanti fisici e chimici, che uniti al deterioramento degli stili di vita di gran parte della popolazione si è concretizzato in una serie di effetti nocivi sulla salute, da forme lievi di patologie sino all’insorgere di più gravi processi degenerativi, in relazione al tempo che trascorriamo in ambienti confinati, spesso più inquinati dell’ambiente esterno.
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nuove “percezioni sociali” degli ambienti indoor, che potranno essere garantite da operatori del settore ITS con soluzioni appropriate in conseguenza delle loro nuove competenze certificate, all’applicazione di criteri operativi dettati da linee guida del Ministero della Salute e da protocolli tecnici che prevedono controlli e strategie operative sia sugli impianti di climatizzazione che su quelli idrico-sanitari. In conclusione, sono certo che sia iniziato un percorso che ci permetterà di esprimere al meglio la nostra professionalità ad alti livelli, garantendo grandi soddisfazioni imprenditoriali e non solo: potremo fattivamente dare un contributo a una sovrana attività umana, la tutela della salute delle persone, attività che coinvolge anche elementi emozionali dai risvolti straordinari. Sarà necessario aumentare il bagaglio delle competenze, certificare le proprie conoscenze, avvalersi delle tecnologie oggi disponibili sul mercato per intervenire con perizia ed efficacia sugli impianti. Bisognerà aggiornare i propri requisiti professionali per operare in contesti nuovi, sicuramente più complessi ma assolutamente più profittevoli. Le associazioni di categoria negli ultimi mesi hanno dato un grande impulso a chiarire termini e ruoli degli impiantisti, i distributori specializzati hanno dato un loro contributo in termini di sostegno e disponibilità e i costruttori hanno arricchito i prodotti, le tecnologie e i supporti agli operatori del settore. Ora non resta che crederci, investire sulle conoscenze e sulle collaborazioni e cogliere tutti insieme questa grandissima opportunità.
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SISTEMISOLARITERMICI
A cura di Carmine Casale e Livio Mazzarella
Analisi del processo e case study
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20 luglio 1969. Sono trascorsi cinquant’anni dal giorno in cui Neil Armstrong aprĂŹ il portellone dell’Apollo 11 e scese i gradini della scaletta piĂš famosa della storia. Quel viaggio è rimasto impresso nella memoria insieme alle altre missioni Apollo, i lanci dei satelliti russi Sputnik, il cane-astronauta Laika e la Guerra Fredda. Erano gli anni della sfida alla conquista dello spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Gli anni degli ideali, della comunitĂ , dell’uguaglianza. Della speranza per una societĂ piĂš giusta. Gli anni delle utopie. Erano anche anni di ricerca e di grandi sfide. Il 12 aprile 1961, Jurij Gagarin fu il primo uomo a volare in orbita. VentitrĂŠ giorni dopo, l’astronauta Alan Shepard affrontò un volo suborbitale; e ancora, il 20 maggio John Kennedy annunciò al congresso di voler portare l’uomo sulla luna con il programma Apollo “non perchĂŠ è facile, ma perchĂŠ è difficileâ€?. Nel 1968, precisamente la notte della Vigilia di Natale, William Anders, uno dei membri della missione Apollo 8, scatta, forse inconsapevolmente, una semplice fotografia passata alla storia con il nome di “Earthriseâ€?, l’Alba della Terra. Il nostro pianeta, visto dall’oblò dell’Apollo 8 in orbita attorno alla luna, è un puntino blu nell’oscuritĂ .
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L’EDITORIALE
LA MIA SCOPERTA DEL PLC: CORREVANO GLI ANNI ‘80
Innovazione e cambiamento
N. 12 - Dicembre 2016
Dal 1952 periodico di informazione per ingegneri e architetti
La crisi ancora “morde�, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri
di GIOVANNA ROSADA
EVENTI
O
gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso piĂš ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalitĂ , metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla societĂ o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fareâ€? ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SIâ€? o con un “NOâ€?. Ăˆ stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “siâ€? e “noâ€? dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianitĂ dell’individuo e l’incapacitĂ della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metĂ dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltĂ parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con piĂš forza alla politica? n
GLI #HOLOLENS PER L’INDUSTRIA
TAX& LEGAL Partite IVA dal prossimo anno la contabilitĂ diventa un lavoro a tempo pieno e i costi salgono
di MATTEO PALO
R
iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderĂ gli ingegneri fino al 2021, quando completerĂ i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialitĂ del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è giĂ possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione cosĂŹ forte per la continuitĂ del Consiglio nazionale uscenteâ€?, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.
a pag. 15
Nr.01 – VENERDÏ 13 GENNAIO 2017
Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7
→ pag.37
a pag. 7
INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI
“Il museo del futuro è il mondo interoâ€?
Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. StabilitĂ e certezza sono oggi piĂš lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac cordi tra CNI e Governo che fine faranno?â€? / alle pagg. 18Â19
Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica
a pag. 9
a pag. 10
CASSA DEPOSITI E PRESTITI
Parte il piano 'smart city' 1 miliardo per 14 cittĂ
Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione → pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunità per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7
a pag. 7
INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI
“Il museo del futuro è il mondo interoâ€?
I pareri degli Ordini dopo l’esito del referendum del 4 dicembre
Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter pellati è fortissima la preoccupazione sull’ennesima battuta d’arresto di un Paese in affanno. StabilitĂ e certezza sono oggi piĂš lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese “Ora gli ac cordi tra CNI e Governo che fine faranno?â€? / alle pagg. 18Â19
Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica
a pag. 9
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Professionisti al passo coi tempi... Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documentare la consegna.
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MISURA
Un ponte tra passato e futuro
UTENSILI
Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.
MISURA
Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualitĂ M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilitĂ M-Steel si caratterizza per affidabilitĂ , coerenza e prevedibilitĂ nelle lavorazioni, riducendo i cosĂŹ costi di pro[pag. 12] duzione.
INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni
LAMIERA
40 anni di storia e successi www.meccanica-automazione.com nella robotica industriale Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività : una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.
UTENSILI
Trasformare l’esperienza di oltre 40 anni di attività in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalità di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato all’automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.
L’anello che mancava: l’utensile connesso al sistema produttivo
L’utensile “intelligenteâ€? è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]
Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualitĂ M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilitĂ M-Steel si caratterizza per affidabilitĂ , coerenza e prevedibilitĂ nelle lavorazioni, riducendo i cosĂŹ costi di pro[pag. 12] duzione.
INTERVISTA Gianfranco Carbonato, un’emozione che dura da quarant’anni
PANORAMA La formazione salesiana professionale
CAD/CAM unico per il settore Lamiera
SPECIALE Robotica Sempre piĂš al centro dello sviluppo
[pag. 18]
STORIA DI COPERTINA
TENDENZE Generative design, come cambierĂ il mondo
MACCHINE UTENSILI
PANORAMA La formazione salesiana professionale
Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati
L’utensile “intelligenteâ€? è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e l’analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]
STORIA DI COPERTINA
TENDENZE Generative design, come cambierĂ il mondo
MACCHINE UTENSILI
Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sull’onda dei mercati
DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron
LAMIERA
L’anello che mancava: l’utensile 11/12/17 18:00 connesso al sistema produttivo
MATERIE PRIME
M-Steel qualitĂ da oltre 40 anni
In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano.
Un ponte tra passato e futuro
MATERIE PRIME
40 anni di storia e successi nella robotica industriale
Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. L’azienda festeggia infatti i 40 anni di attività : una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.
CORSI
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[pag. 14]
IN QUESTO NUMERO
[pag. 14]
M-Steel qualitĂ da oltre 40 anni
SPECIALE Robotica Sempre piĂš al centro dello sviluppo
[pag. 18]
CAD/CAM unico per il settore Lamiera
PAGINA 2
PRODOTTI
Professional cleaning, i dealer sempre piĂš 4.0
PAGINA 8
Le ultime novitĂ nella grande vetrina di Verona
Pulire 2017: insieme per vincere le sfide del futuro
di Maurizio Pedrini
E
ccoci arrivati a Pulire 2017, il grande appuntamento internazionale del professional cleaning, che torna a Veronafiere per la sua ventitreesima edizione. Sono trascorsi 32 anni da quando la manifestazione, allora itinerante, approdò per la prima volta in riva all’Adige per poi tornarvi stabilmente nel 1991. Da allora Pulire ha percorso un ininterrotto cammino di crescita, rafforzando progressivamente la sua vocazione internazionale, di pari passo con l’affermazione del Made in Italy in Europa e nel mondo. Nel 2001 la manifestazione ha avviato, grazie al Progetto “Oltre Pulireâ€?, una solida partnership con Veronafiere, che ha l’ambizioso obiettivo di creare una fiera di sistema capace di rappresentare non solo l’industria del cleaning professionale ma anche l’intera gamma di attivitĂ comprendenti il facility management, la gestione dei servizi integrati e quella eco-sostenibile del territorio. Un impegno stimolante, che ci auguriamo possa essere portato avanti con il sostegno della nuova presidenza di Veronafiere. Da alcuni anni, del resto,
alla faticosa professione dell’igiene professionale. Ci accingiamo a vivere Pulire 2017 con la stessa intensità di sempre, pronti al frenetico incalzare di momenti da condividere e ricordare nel tempo, con la curiosità di svelare le novità proposte per la prima volta dalle aziende su questo straordinario sipario. Il ricco programma di convegni svilupperà i grandi filoni avviati dal Forum Pulire svoltosi a Milano nel settembre scorso. A Pulire Outdoor, in particolare, si parlerà di economia circolare ma non mancheranno convegni, i talk show, per approfondire tanti altri temi. Ci auguriamo che la fiera riesca ad attrarre gli utilizzatori finali, catalizzando l’interesse dei Paesi emergenti e delle economie che rappresentano, ormai, l’immediato futuro. Siamo fiduciosi che Pulire 2017 saprà calarsi sempre piÚ in un contesto della comunicazione interattiva e digitale, per superare gli stessi confini produttivi del settore affermando non solo l’importanza di questo settore economico, ma anche quella della pulizia a 360 gradi nella dimensione economica, sociale e civile del nostro Paese. 
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Internationales WĂśrterbuch der Mechatronik Mechatronics international dictionary internazionale di Meccatronica In occasione di BIMUDizionario 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante Dictionnaire international de mĂŠcatronique dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare lainternacionale posizione del Gruppo nel mondo e sulde territorio italiano. Diccionario de procesamiento mecatrĂłnica ĐœĐľĐśĐ´ŃƒĐ˝Đ°Ń€ĐžĐ´Đ˝Ń‹Đš Ń ĐťĐžĐ˛Đ°Ń€ŃŒ ПохатрОники
IN QUESTO NUMERO
cleaning DIGITAL MARKETING
I rischi dell’Internet of Things
PEST CONTROL
Via libera alla finanza innovativa, quali risposte alla stretta del credito?
Italia scossa
Macerie ovunque, interi paesi rasi al suolo, gente disperata, sguardi persi. No, non è lo scenario di guerra che ci arriva da qualche zona remota del mondo, a cui siamo tristemente abituati. Ăˆ la forza devastante del terremoto che ha colpito, e continua a farlo, il nostro Centro Italia. Una faglia che si è estesa per cinquanta chilometri, una ferita su quelle terre che non si potrĂ piĂš rimarginare. L’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; schiaffeggiata dalla mano della natura che a volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure il nostro paese risulta essere nelle prime posizioni per quanto riguarda l’utilizzo di tecnologie antisismiche nelle nuove costruzioni. Cosa succede allora? Alessandro Martelli, Presidente del Glis (Isolamento sismico e altre strategie di progettazione antisismica), ha dichiarato che “Oltre il 70% dell’edificato italiano attuale non è in grado di resistere ai terremoti che potrebbero colpirloâ€?. Il problema pertanto è la sicurezza delle costruzioni piĂš datate, e di un immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto il mondo, fatto di chiese, monumenti, palazzi storici, emblema di un passato grandioso che ha visto protagonisti i piĂš grandi artisti e ingegneri di tutti i tempi. Il tema della sicurezza degli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, piĂš volte trattato dal nostro giornale e a cui le nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna cosĂŹ alla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negli ultimi anni - tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto molti inviti al settore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta ci sentiamo di invitare tutti a investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sul nostro prezioso patrimonio artistico, perchĂŠ il futuro non si prevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.
FINANZIAMENTI PMI
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[pag. 10]
– Anno 72 - n. 9
Editoriale
Ăˆ vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti ivi inclusa la riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione
ISSN: 2612-4068
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Nr.01 – VENERDÏ 13 GENNAIO 2017
LA TRIVELLA
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segue a pag. 2
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In USA volano le infrastrutture
GOVERNO IN CRISI
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ISSN 2499-362X
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IMPIANTI FOTOVOLTAICI
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I BENEFICI DELLA NORMAZIONE
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Innovazioni tecniche nella stagionatura dei formaggi molli Soft cheese ripening technological innovation Formulazione di un nuovo prodotto funzionale da latte di capra Development of a functional product from goat milk
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Nuovi scenari a cura della redazione
Nei mesi del lockdown, molte aziende hanno attivato o potenziato programmi di formazione online dedicati a installatori e progettisti. Com’è andata? L’abbiamo chiesto direttamente agli organizzatori
Gli installatori alla prova della
formazione a distanza
L’
emergenza sanitaria e i conseguenti provvedimenti di lockdown che hanno riguardato l’intero territorio nazionale nei mesi di marzo e aprile hanno costretto molte attività a spostarsi online: molte aziende si sono convertite in tempo record allo smart working, le scuole si sono attrezzate come hanno potuto alla didattica a distanza, e tutti abbiamo imparato a conoscere, più o meno volentieri, un gran numero di applicazioni e servizi web per videoconferenze e chat. Il mondo dell’impiantistica, solo parzialmente interessato dal blocco delle attività produttive – il codice Ateco relativo all’installazione e alla manutenzione di impianti è infatti tra quelli che hanno sempre potuto proseguire, pur con tutte le precauzioni del 22
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caso – ha avuto modo di misurarsi con questa “rivoluzione” in un ambito più ristretto e particolare, ma non meno importante: quello della formazione professionale. Molte aziende del settore, infatti, venuta meno la possibilità di organizzare corsi di formazione e di aggiornamento in presenza, si sono attrezzate per proporre ai propri clienti un’offerta formativa, se possibile, ancora più ricca. Così, il distanziamento sociale e la necessità di “stare a casa” sono stati trasformati in un’opportunità: raggiungere un numero di persone ancora più ampio, senza i limiti “fisici” della tradizionale formazione in presenza, con contenuti tecnici di alta qualità e, in molti casi, gratuiti. Ma com’è andata? Si è rivelata un’esperienza positiva, da proseguire anche dopo la fine dell’emergenza, o soltanto una parentesi provvisoria? L’abbiamo chiesto direttamente ad alcune delle aziende interessate, per tracciare un “bilancio” di questi primi tre mesi.
Un modo per essere lontani e vicini allo stesso tempo Marzio Quadri, Senior Product Marketing Manager Daikin Italy Daikin ha sempre messo al primo posto la unità Mini VRV a oltre 1200 partecipanti. formazione poiché crede che il conSono risultate particolarmente effitinuo aggiornamento sia una leva caci le presentazioni delle novità competitiva fortissima, oltre che di prodotto, gli aggiornamenti un elemento qualificante: da normativi e soprattutto il tema sempre offre un’ampia offerta della qualità dell’aria. In tutti formativa rivolta a tutti gli stai casi è stato sempre imporkeholder su ogni aspetto del tante accompagnare l’inforbusiness. Prima dell’emergenza mazione/formazione con uno già venivano erogati corsi online spazio domande/risposte aperto al ma limitati spesso alle agenzie, lasciando confronto, utile per mantenere sempre la poi a queste l’azione capillare. In queste massima vicinanza. settimane abbiamo da subito attivato una La nostra rete tecnico/commerciale si è piattaforma online di corsi tecnici, dovuta spostare in un territorio totalmente commerciali e di prodotto gratuiti, digitale e questo passaggio ha subito una dimostrando che si può essere comun- prima fase di rodaggio: per settare gli struque “lontani, vicini, insieme”. Ad eccezione menti ma anche per adeguare la comunidei corsi con attività pratica, cazione e trovare infine il modo tutta l’offerta è stata ripropodi coinvolgere gli ascoltatori, “L’obiettivo era sta online ed è stata anche “bombardati” su più fronti da quello di far aperta a tutti, diventando una offerta formativa online sentire ai clienti essa stessa azione capillare. senza precedenti. Passione e la nostra piena Inoltre, abbiamo organizzato vicinanza anche collaborazione hanno contril’evento digitale “VRV 5, the in una situazione buito ad affrontare al meglio new more” per presentare questo momento di difficoltà, e straordinaria la nuova serie 5 in R32 delle lo smart working non ha inciso come questa”
assolutamente sulla qualità del nostro programma formativo. Al contrario ha contribuito al suo innalzamento, dando maggiore forza alla proattività dei singoli e imponendo anche un momento di riflessione e rivisitazione di temi e modi che si erano inevitabilmente fossilizzati nella routine. Abbiamo organizzato oltre 100 corsi per un totale di circa 8000 partecipanti e il riscontro è stato assolutamente positivo. Le sessioni di domande e risposte in tempo reale hanno permesso a tutti i partecipanti di interagire e soddisfare ogni necessità. L’obiettivo era quello di far sentire ai clienti la nostra piena vicinanza anche in una situazione straordinaria come questa, ma la modalità di somministrazione tramite webinar continuerà, nonostante si possa prevedere anche in ambito formazione la necessità di un ritorno alla normalità. È sicuramente un modo per connettersi più velocemente e con maggiore efficacia anche con i nostri clienti più lontani, che non hanno la possibilità di venirci a trovare al Daikin Solution Campus.
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Nuovi scenari
Un’occasione per conoscere qualcosa di nuovo Ing. Antonio Forastiere, Responsabile Divisione Depurazione Elbi Prima dell’emergenza eravamo impegnati in una serie di Tuttavia, non ci sono state delle vere e proprie difficoltà. corsi dal vivo, che si rivolgevano a gruppi ristretti di per- Anzi, direi che è stata per tutti un’occasione per imparare sone oppure a platee molto più ampie grazie ad alcune e conoscere qualcosa di nuovo, come per esempio le importanti collaborazioni, prima fra tutte l’Ordine degli nuove piattaforme di web conference. Inoltre, abbiamo Ingegneri, ma non avevamo mai organizzato dei veri e dovuto affinare le nostre “capacità comunicative”: non propri corsi online. è così semplice preparare delle presentazioni brevi ma In queste settimane volevamo trovare un modo per efficaci! A livello “logistico”, bisogna sottolineare mantenere un contatto con i nostri agenti e clienti. la comodità: poter seguire un corso senza muoversi da Quindi, dopo un primo momento di riflessione e organiz- casa, scegliendo se utilizzare un PC o un portatile o un zazione, siamo riusciti a realizzare dei webinar per i nostri tablet o uno smartphone, innalza molto il tasso di parteagenti divisi in diversi moduli tematici. Abbiamo anche cipazione. E di riflesso, anche chi tiene la presentazione partecipato attivamente (come “relatori”) a degli eventi ha il vantaggio di non doversi preoccupare di organizzare online organizzati da nostri clienti per installatori e proil luogo fisico dell’evento, concentrandosi molto gettisti. In questi interventi siamo stati invitati a tratdi più sulla preparazione del contenuto che si tare degli argomenti specifici in modo breve vuole trasmettere. ed efficace, ed è stata una gradita occasione Finora abbiamo registrato una partecipaper dare alcune indicazioni pratiche e chiarire zione davvero molto buona. Dato che ci diversi dubbi. siamo dedicati principalmente ai nostri La formazione online verso gli agenti è stata agenti, ci piacerebbe metterci alla prova molto incisiva. La possibilità di trattare argoe organizzare qualche webinar rivolto diretmenti specificatamente tecnici suddividendoli in un tamente al nostro cliente finale (installatori, calendario preciso ha portato ad un alto numero progettisti, etc). I corsi online saranno “Poter seguire di partecipanti che ha seguito l’intero percorso. sicuramente uno strumento che andrà un corso senza Inoltre le modalità di svolgimento (prima l’intera ad affiancare i corsi svolti in modo tramuoversi da presentazione e poi lo spazio domande) ha fatto dizionale. Ovviamente i webinar non casa, scegliendo sì che ogni domanda avesse una risposta esaudovranno più essere un’attività pensata se utilizzare un stiva. Ovviamente la presenza fisica rende posper rispondere a un periodo “di emerPC, un portatile, sibile un contatto diretto e più partecipativo con genza”, ma dovranno essere perfezionati un tablet o uno la platea, permettendo più interazione. Un vane strutturati per essere utilizzati in tempi, taggio dal lato relatore è che è più facile “cap- smartphone, innalza speriamo, “di normalità”. Chi vuole rimamolto il tasso di tare” l’atteggiamento del pubblico e correggere nere aggiornato sulle nostre novità può partecipazione” il tiro sul tipo di esposizione che si sta facendo. seguire la nostra pagina Facebook (www. 24
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Rapidità e capillarità Davide Ponzi, Solar Business Manager Italy&Greece LG Electronics Prima dell’emergenza, per gli installatori certificati LG Pro Partner avevamo in programma un evento live all’anno e un webinar al mese, con l’obiettivo di tenere aggiornati i nostri partner sui prodotti LG, sulle convenzioni e servizi a loro riservati e sui nuovi trend di mercato. Per tecnici, progettisti e addetti ai lavori gli appuntamenti avevano, invece, cadenza bimestrale o comunque sfruttavano le occasioni in cui era necessario comunicare importanti novità di mercato o di prodotto. Questi incontri avvenivano tramite webinar ma anche dal vivo e spesso erano organizzati in collaborazione con i nostri distributori. In questo periodo di emergenza abbiamo deciso di sostenere partner e installatori LG Pro attraverso un piano di formazione online: fino alla fine del 2020 organizzeremo un webinar al mese, ogni terzo venerdì, in cui verranno forniti aggiornamenti su trend di mercato e novità prodotto e verrà offerto supporto alle attività di vendita con nuove convenzioni e servizi a valore aggiunto. Abbiamo pensato anche a tecnici e progettisti: per loro l’appuntamento è previsto invece ogni primo venerdì del mese. I partecipanti avranno la possibilità di ricevere una guida completa su alcuni importanti tematiche del settore del fotovoltaico. Verranno approfonditi temi come le tecniche di vendita di impianti residenziali, la guida alla progettazione dei moduli bifacciali, l’impostazione del business plan per impianti di tipo commerciale così come tutte le opportunità legate al fotovoltaico (detrazione, ammortamento etc), e molto altro. I webinar sono rivolti a installatori, progettisti, ingegneri e architetti. Quelli dedicati agli impianti fotovoltaici in autoconsumo di taglia commerciale hanno sicuramente registrato l’interesse maggiore. Durante questi incontri abbiamo esplorato nel dettaglio sia la
parte legata al business plan – come ad esempio il piano di ammortamento e il credito d’imposta per aziende – sia la parte più tecnica, legata ad esempio alla valutazione della resa dei moduli bifacciali installati su tetti di diverse tipologie. Dato che utilizziamo da sempre questi strumenti per la formazione interna, organizzare un piano di formazione online non ha rappresentato una novità. Anche i nostri clienti, che hanno dovuto adeguarsi a questa nuova modalità, non hanno avuto grandi difficoltà e oggi riescono a destreggiarsi bene con la formazione da remoto. I punti di forza sicuramente risiedono nella maggiore capillarità che ci consente questo tipo di formazione: riusciamo ad avere una copertura maggiore su tutto il territorio nazionale oltre che una maggiore rapidità nel comunicare le novità di mercato a clienti e partner. Il successo è stato enorme: nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo raggiunto un totale di 500 partecipanti, con cinque webinar riservati a installatori LG Pro, due per tecnici e progettisti e dieci a supporto della rete vendita e dei clienti dei distributori LG. Abbiamo riscontrato grande partecipazione non solo in termini di numeri ma anche di qualità del coinvolgimento dimostrato da parte degli installatori. Abbiamo ricevuto molti feedback positivi sulla scelta dei temi e la modalità con cui sono stati affrontati. Siamo certi che continueremo a sfruttare questa modalità anche in futuro. Detto questo, incontrare i nostri clienti e collaboratori dal vivo rimane il modo migliore per instaurare rapporti solidi e costruire collaborazioni durature per cui non vediamo l’ora di poter tornare a prendere un caffè che non sia virtuale con tutti loro.
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Nuovi scenari
Sfruttare il fattore “tempo” Gaia Cantù, Marketing & Communication Manager Robur La formazione e la condivisione del ha abbracciato la formazione digitale sapere sono da sempre assi cardine del oltre due anni fa, scegliendo la modalità rapporto con i nostri partner e interlocu- webinar, ossia in diretta online. tori professionali. La nostra “ROBUR In queste settimane di lockdown Academy” propone un ricco calendario abbiamo tenuto fede al piano formativo di incontri: i contenuti sono tarati sui ROBUR, “portando online” ancora più diversi target di riferimento, per i quali incontri. Consapevoli che il periodo di pensiamo a percorsi forquarantena potesse rap“Rispetto alla mativi dedicati su temi formazione in presenza, presentare un prezioso tecnici, di progettazione, momento da dedicare sulla formazione a manutenzione tecnica alla formazione e alla credistanza influisce e legislativi. Le modalità maggiormente il fattore scita professionale dei di erogazione spaziano ‘tempo’: è importante nostri partner, abbiamo dalla formazione in aula, essere precisi e concisi, deciso di infittire il piano alle visite ai nostri impianti di webinar, di introdurre ben focalizzati sui produttivi, agli incontri messaggi chiave che si incontri ad alto contenuto presso installazioni qua- intendono trasmettere” tecnico per piccoli gruppi lificate e significative, ai di specialisti e di rendere corsi online. Posso dire disponibili video addiziocon una punta di orgoglio che ROBUR nali “on demand” di approfondimento dalla nostra library. Il tutto ad accesso gratuito e spesso esteso a platee libere di registrarsi e formarsi a proprio piacimento sulle varie tematiche da noi proposte. Il webinar “dal vivo” rimane una modalità particolarmente efficace, poiché permette una elevata interazione con il pubblico. Da non sottovalutare, poi, il puntuale presidio della chat: da questo canale provengono in tempo reale feedback essenziali e domande molto preziose per l’efficacia della formazione. Rispetto alla formazione presenza, sulla formazione a distanza influisce maggiormente il fattore “tempo”: è importante essere precisi 26
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e concisi, ben focalizzati sui messaggi chiave che si intendono trasmettere, per evitare di eccedere nella durata di incontri che devono rispettare la durata massima di un’ora; oltre quella soglia è difficile rimanere concentrati davanti allo schermo. Come per la formazione in presenza, anche nella modalità a distanza la padronanza degli strumenti e la giusta esposizione sono importanti per il successo della formazione: in questi anni i trainer ROBUR hanno acquisito perfetta conoscenza della piattaforma di webinar e delle modalità di comunicazione più consone al mezzo. L’ascolto aperto e continuo dei suggerimenti del pubblico ci permette inoltre di verificare la corrispondenza dei nostri piani di formazione con le richieste dei nostri partner. Un ulteriore elemento di forza dei nostri webinar risiede nella puntuale gestione dei processi pre e post webinar. Gli inviti, le procedure di registrazione e reminder, i questionari di valutazione e la attività di follow up della formazione sono studiati e seguiti nei minimi dettagli con modalità consolidate e strumenti all’avanguardia. La partecipazione è stata ottima: negli ultimi due mesi i nostri webinar sono stati seguiti da oltre 1000 persone. Anche in futuro continueremo a spingere per l’integrazione di corsi a distanza e corsi in presenza, che permette eccellenti risultati di efficienza ed efficacia della formazione. Stiamo già pensando a nuove evoluzioni della sempre più pervasiva digitalizzazione del nostro mondo.
Un dialogo costruttivo con i propri partner Ettore Jovane, Head of Air Conditioning Business Samsung Italy Da ormai tre anni abbiamo messo in atto una serie di attività dirette ai professionisti e Samsung AirCon Academy è diventato un learning center capace di far sentire l’installatore ben inserito nel mondo Samsung. Prima dell’emergenza abbiamo organizzato una serie di corsi in aula che non si focalizzavano solo sulla teoria, ma davano molto spazio anche alla parte pratica. L’Academy ha sempre vantato un calendario fittissimo di training per i nostri clienti o potenziali tali, che si prenotavano attraverso un sito dedicato, o tramite segnalazione da parte di agenti sul territorio, e successivamente svolgevano il corso in sede. In questo particolare periodo, modalità e obiettivi non sono cambiati, ma la formazione si è spostata online, con corsi specializzati dedicati principalmente a installatori e centri di assistenza. I diversi moduli dell’offerta formativa, in costante aggiornamento, sono caratterizzati da contenuti teorici, pratici e test di certificazione. Dalla piattaforma di AirCon Academy è possibile scoprire il calendario, in continuo aggiornamento, iscriversi attraverso un sistema di prenotazione e consultare le video-pillole tecniche e di presentazione della gamma Samsung. I corsi si articolano in vari moduli, dedicati alla linea Residenziale Mono e Multisplit (disponibile sia per un livello Base che Plus), alla linea Commerciale e Recuperatori di Calore, e alla linea Pompe di Calore. Novità per il 2020, i moduli sulla linea DVM e sulla linea Digital Solutions e Controlli. L’obiettivo è quello di fornire il know-how necessario per incontrare le esigenze del mercato e soddisfare le aspettative sempre crescenti dei clienti finali. I partecipanti apprezzano da sempre i nostri corsi, e continuano a farlo anche adesso con la formazione
online, perché sono ideati su misura, secondo le esigenze e le necessità del settore. Dai feedback che abbiamo raccolto tra i partecipanti abbiamo riscontrato come sia stata apprezzata in prima battuta l’iniziativa di mantenere attivi i programmi di formazione nonostante l’emergenza Covid-19 e che sono state soprattutto, per l’85% dei rispondenti, le modalità di relazione, la struttura dei contenuti e il coinvolgimento durante le lezioni a rendere l’esperienza soddisfacente. È stata una nuova sfida che non ci ha fermato, ma ci ha stimolato a ideare e progettare nuove modalità di formazione, puntando a un approccio qualitativo, sulla base di quanto abbiamo imparato negli anni di lavoro in aula. Ci siamo orientati su un format con un numero ridotto di partecipanti, in modo che ci possa essere interazione durante i corsi, attraverso domande e feedback personalizzati. Eravamo preoccupati che i nostri partecipanti potessero avere problemi con la rete internet, o che fossero scettici nei confronti della formazione da remoto, ma scommettere su questa modalità si è rivelato premiante: abbiamo riscontrato da subito una grande partecipazione, e i risultati otte-
nuti ci hanno spinto ad ampliare ulteriormente la formazione e il calendario. Naturalmente, la modalità digitale ci ha consentito anche di raggiungere un numero maggiore di utenti: abbiamo visto un aumento dei partecipanti “È stata una nuova ai nostri corsi del 122% sfida che non ci ha rispetto allo stesso fermato, ma ci ha periodo del 2019, con stimolato a ideare e progettare un totale di 1.353 operanuove modalità tori formati ad oggi. Non di formazione, possiamo quindi che puntando a essere molto soddisfatti: un approccio la formazione a distanza qualitativo, sulla si sta dimostrando un base di quanto valido strumento e continueremo sicuramente abbiamo imparato negli anni di a mantenerla anche lavoro in aula” quando questa emergenza sarà terminata, per garantire sempre un supporto tempestivo e accurato ai nostri partner. L’obiettivo è quello di costruire e mantenere un dialogo costruttivo con i partner e trovare insieme a loro le soluzioni migliori. Vedere la risposta alla formazione da remoto ci fa capire quanto questa sia apprezzata e che in futuro potrà essere un valido servizio offerto dalla nostra Academy.
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Nuovi scenari Accorciare le distanze Carla Zedda, Marketing Manager Toshiba Italia Multiclima Prima dell’emergenza organizzavamo corsi di formazione prevalentemente in aula, nel nostro Toshiba Total Training, che ha sede a Milano per tutta Italia: formazione altamente specializzata per tecnici e per installatori del Toshiba Partner Club, ma anche corsi post-vendita, di approfondimento su tutte le categorie di prodotto. Era già nostra intenzione sviluppare un nuovo canale digital. Ovviamente tutto quello che è successo a causa del coronavirus ha accelerato e incentivato lo sviluppo di questo progetto. Da quando siamo entrati nella fase di lockdown, quindi da marzo, abbiamo cominciato subito con una serie di webinar, pianificando un calendario molto fitto di incontri con una piattaforma che ci dà la possibilità di raggiungere in un unico momento centinaia di installatori e interagire con loro. Naturalmente abbiamo dovuto adattare i contenuti che trattavamo nei corsi in aula: non si tratta di corsi prettamente tecnici – dato che sarebbe necessario mostrare le singole macchine e unità, e questo ovviamente non è possibile “a distanza” – ma, oltre a una parte dedicata all’illustrazione del nostro catalogo e i plus dei singoli prodotti, abbiamo cercato di focalizzarci sulle tecniche di installazione, innovazioni tecnologiche dei prodotti Toshiba case studies specifici, normative, etc. L’obiettivo è quello di non concentrarci su un unico aspetto, ma dare una panoramica a 360 gradi, e magari cogliere l’occasione per dedicare più tempo ad argomenti che nei corsi
“Con i corsi online possiamo accorciare le distanze, e infatti abbiamo avuto una partecipazione molto ampia da ogni parte d’Italia”
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in aula rischiano di essere lasciati in secondo piano. Le reazioni sono state molto positive, anche internamente: è stato gestito tutto con molto entusiasmo, senza particolari problemi o difficoltà. All’inizio eravamo preoccupati che potessero presentarsi problemi di connessione o difficoltà sull’utilizzo della piattaforma, ma è stato tutto ampiamente superato, anche perché il sistema dà la possibilità di collegarsi dai vari device in maniera molto semplice. Di conseguenza, abbiamo registrato una partecipazione molto oltre le aspettative: ogni sessione ha avuto centinaia di partecipanti, e per il corso che realizziamo esclusivamente per i progettisti, sull’utilizzo del Software Selection Tool Toshiba per il dimensionamento e la progettazione degli impianti VRF, abbiamo addirittura dovuto chiudere e riorganizzare 3 sessioni successive, per garantire maggiore interazione con i partecipanti. Con i corsi online possiamo accorciare le distanze, e infatti abbiamo avuto una partecipazione molto ampia da ogni parte d’Italia. Senza dubbio abbiamo intenzione di continuare con una formazione costante online, parallelamente ai corsi in aula. Per tutto il mese di giugno abbiamo già in programma altre sessioni, che affronteranno tutte le varie categorie di prodotto. E sono previste anche nuove sessioni del corso pratico per progettisti. Per noi è importante mantenere un dialogo formativo e un focus su entrambe le figure, dell’installatore e del progettista, che lavorano in parallelo.
Efficacia e velocità di apprendimento Erminia Lamperti, Marketing and Communication Manager SEE (Italia, Iberia & Export) della divisione Fluid Solutions Europe di Watts Industries Italia Abbiamo da sempre organizzato e investito nella formazione dei nostri clienti attraverso dei “Lunch & Learn” presso le loro sedi in tutta Italia, nella nostra Aula Blu di Biassono e nella nostra sede di Gardolo. I corsi hanno sempre avuto un focus sui prodotti principali e sulle tecnologie. In questo periodo sono stati organizzati dei webinar e abbiamo fatto partire un importante progetto di formazione con la nuova piattaforma Learn & Earn. L’emergenza sanitaria ci ha spinto ad accelerare il lancio della nuova piattaforma online Watts Works, che il mercato ha accolto con grande soddisfazione. Il tool è frutto dell’esperienza e del know-how derivato dagli Stati Uniti, dove migliaia di sessioni sono state frequentate da tantissimi clienti. I corsi sono molto semplici e veloci grazie alle librerie di contenuti, immagini, personaggi, sfondi e icone che guidano l’apprendimento dei professionisti. Con pochi e semplici passaggi, gli utenti possono visionare le applicazioni e le caratteristiche dei prodotti Watts. A ogni lezione l’utente accumula dei gettoni e ha la possibilità di scegliere oggetti utili alla propria attività. I corsi trattano temi di idronica e bilanciamento, trattamento dell’acqua, tubazioni flessibili e soluzioni per comfort e domotica, con una grande attenzione alla qualità dei contenuti. La forza di questa piattaforma consiste nella possibilità di apprendere i concetti chiave legati ai prodotti e alle tecnologie di Watts attraverso corsi gratuiti, che si basano su contenuti multimediali suddivisi
in moduli, della durata compresa tra i 5 e i 10 minuti, facilmente accessibili da PC, tablet o smartphone. Al termine di ogni sessione, una survey permette all’utente di valutare la propria esperienza: questo ci consente di affinare i contenuti, nell’ottica di renderli sempre più tecnici e di qualità. I temi proposti sono tutti di interesse e riceviamo feedback positivi: i prossimi contenuti saranno sviluppati anche in base alle esigenze e richieste dei nostri clienti. Oggi sicuramente ci manca il contatto umano, ma non abbiamo riscontrato problemi particolari. Anzi, penso che sia stata anche un’opportunità per molti che sono stati “obbligati” a scegliere la modalità di formazione online, ma che oggi ci sollecitano a fare sempre di più. La scelta di un’interfaccia divertente con percorsi semplificati favorisce la curva di apprendimento, permettendo all’utente di navigare da un modulo all’altro con velocità e offrendogli una customer experience unica ed efficace in qualsiasi momento della giornata. Inoltre, la possibilità di connettersi da dispositivi diversi in qualsiasi momento ha favorito la frequenza dei corsi. Per questo la partecipazione è stata ottima: tantissimi installatori frequentano i nostri corsi e-learning, ci chiedono di tenerli aggiornati e ci scrivono anche sui social per suggerire nuovi contenuti. Oltre ai corsi in presenza, che riprenderemo appena possibile, continueremo sicuramente ad arricchire la nostra piattaforma, ascoltando le richieste dei nostri clienti.
La tua opinione è importante
Hai partecipato a uno o più corsi di formazione online durante le settimane di confinamento? O non eri al corrente di questo tipo di iniziative? Partecipa al nostro sondaggio online! Per compilarlo vai a questo link: https://bit.ly/sondaggio-formazione oppure scansiona il codice QR con il tuo smartphone. Per compilarlo bastano pochi minuti.
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Reti idriche
I N FOR MAZ ION E DALLE AZ I E N DE
AQUAPURA DI ELBI: COME RIUTILIZZARE LE ACQUE REFLUE DELLA PROPRIA ABITAZIONE
Dagli obiettivi di progetto alla realizzazione, vediamo come si configura un impianto per il trattamento delle acque reflue civili l trattamento delle acque reflue civili è un tema che ha sempre più importanza sia per motivi di adeguamento normativo, sia per questioni ambientali ed etiche (principalmente il problema della scarsità di piogge e lo spreco di acqua). La possibilità di riutilizzare le acque reflue delle proprie abitazioni dopo averle trattate è un’opportunità che può interessare a molti, dato che può portare vantaggi economici oltre a esaudire le normative vigenti.
I
Come iniziare un progetto di impianto Nei primi incontri tra il cliente e l’azienda che seguirà il progetto si traccia il percorso da seguire. Come primo passo si analizza la situazione iniziale e ci si pone degli obiettivi di progetto. Il secondo step, altrettanto importante, è consultare la normativa nazionale e regionale sul trattamento acque reflue, verificando i requisiti richiesti. Prendiamo come esempio la progettazione di un sistema di trattamento delle acque reflue provenienti da un’abitazione civile per 25 a.e. situata nella regione Lazio. Gli obiettivi di progetto sono i seguenti: – Realizzare un impianto di semplice costruzione, economico e con esigenze di manutenzione e di gestione, in generale, estremamente ridotte in relazione alla tipologia dello scarico. – Limitare al massimo la dispersione della risorsa idrica sotterranea e in particolare evitare i rischi di contaminazione delle falde sotterranee. – Ottenere delle acque trattate e utilizzabili per l’irrigazione. Il sistema proposto deve essere in conformità con i seguenti principi generali e normativi (nazionali e regionali): – Preservazione dei corpi ricettori (falda sotterranea). – Osservanza di quanto previsto dal D.lgs. 152/06, dal “Piano di Tutela delle acque Regione Lazio 30
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DGR 13 maggio 2011 n°219” e dal DL 185/2003, quindi le acque avranno caratteristiche conformi per l’irrigazione. – Deve essere assicurata la tenuta stagna dei manufatti. – Deve essere garantita la sicurezza nelle operazioni di manutenzione periodica. Come si elabora un progetto di impianto Dopo aver verificato l’attuale situazione dell’edificio e aver analizzato i terreni circostanti, si stendono i parametri di progetto, cioè quei dati che permettono di elaborare su carta il sistema più adatto al contesto, come se si stesse confezionando un abito su misura. In particolare, nel caso di utilizzo di acque reflue depurate per l’irrigazione, come nel nostro esempio, la normativa (DM 185/2003) stabilisce una serie di caratteristiche fondamentali per i liquidi uscenti da impianti di trattamento di acque, che sono quindi da controllare: – Limitata presenza di metalli pesanti che potrebbero entrare nel tessuto delle piante e conseguentemente nel ciclo alimentare (spesso assenti nei reflui di abitazioni civili). – Garantire una bassa salinità. La presenza di ioni come il boro o il sodio, soprattutto in terreni con matrice argillosa, dà vita a scambi ionici che possono modificarne la struttura e, di conseguenza, il livello di fertilità. Un parametro che viene considerato in normativa è il SAR (Sodium Adsorption Ratio) che quantifica appunto la salinità dovuta alla presenza del sodio. – Compatibilità con il sistema di irrigazione adottato: bassi valori di SS e BOD soprattutto al fine di evitare fenomeni di intasamento. – Contenere bassi i livelli di patogeni (batteri, virus, etc). Le acque reflue possono essere particolarmente ricche di questi microrganismi che rischiano di essere nocivi sia per le persone che ne vengono a contatto, sia per i consumatori dei prodotti agricoli coltivati nei terreni irrigati.
Verificato che tutti i risultati di analisi siano conformi, si può partire con la fase pratica. Descrizione generale dell’impianto Le acque grigie (scarichi di cucina, lavabi e docce) sono trattate all’interno del degrassatore con lo scopo di separare grassi, schiume oli vegetali e animali. Le acque nere, insieme alle acque grigie precedentemente trattate, sono convogliate nella vasca biologica Imhoff in cui avvengono i processi di separazione di oli e grassi per galleggiamento e delle parti solide per sedimentazione. La parte sedimentata del refluo subirà all’interno una digestione di tipo anaerobico. Si avrà quindi la fuoriuscita di un refluo con parti solide solubilizzate e disperse. Il trattamento secondario delle acque viene svolto da un sistema di abbattimento spinto per lo scarico su suolo e sottosuolo, come il nostro FAN-FBC-R. Questo permette di riutilizzare il refluo trattato per l’irrigazione (solamente prati, aiuole, etc., non ortaggi o altri vegetali destinati all’uso alimentare). Il sistema è quindi installato a valle dei sistemi primari (degrassatore e Imhoff ); è composto da doppio impianto biologico: il primo (FAN) a biomassa adesa che garantisce un primo abbattimento della sostanza organica presente nel refluo; il secondo a biomassa sospesa (FBC) di affinamento che garantisce un forte abbattimento della sostanza organica e la parziale nitrificazione del refluo. Il ricircolo dei fanghi e della miscela aerata, effettuato tramite l’air-lift, garantiscono abbattimenti del fosforo e dell’azoto. Il refluo così trattato sarà conforme a quanto previsto nella “Piano di Tutela delle acque DGR 13 maggio 2011 n°219” e sarà così idoneo per lo scarico su Suolo (tab.4 all.5 D.lgs 152/2006). Le acque avranno inoltre le caratteristiche conformi per l’irrigazione previste dal DL 185/2003. A tal proposito, dato che lo scopo della depurazione delle acque domestiche è l’irrigazione, è sempre buona norma effettuare una, ulteriore fil-
Schema di impianto FANFBC-R
trazione per evitare intasamenti. Le acque ben filtrate possono inoltre essere pompate attraverso sistemi a lampade UV che provocano un ulteriore abbattimento della carica batterica attraverso la radiazione ultravioletta germicida. Come ultima raccomandazione, consigliamo la sola irrigazione a goccia al fine di evitare problemi di carattere sanitario dovuti agli aerosol. Elbi SpA Via Buccia, 9 35010 - Limena (PD), Italy Tel: +39 049 8840677 info@bette.de www.elbi.it
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R U B R ICA
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Sicurezza in Bagno di Stefano Monelli
I VANTAGGI DEL MODULO SANITARIO Sempre più diffuso a partire dall’inizio del nuovo secolo, il modulo sanitario permette di combinare necessità costruttive e finalità estetiche.
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in collaborazione con Ponte Giulio
Schema di modulo sanitario
IN SINTESI
– Evita interventi edili: non essendo installato all’interno della parete, il modulo sanitario consente di fare a meno di opere murarie. – Consente l’uso degli impianti idraulici esistenti: non è necessario creare ex novo alcuna installazione. – Può essere realizzato su misura: è una soluzione più elastica e adattabile alle piccole superfici che generalmente caratterizzano il bagno in Italia.
on “modulo sanitario” vengono identificate delle “strutture” concepite al fine di rendere più semplice e rapida la messa in opera di un sanitario, e conseguentemente la configurazione di un ambiente bagno, indipendentemente se si tratti di un vaso, un bidet o un lavabo. Senza dubbio l’elemento di maggiore complessità da installare in un bagno, ma anche quello che evidenzia più vincoli, è il vaso sanitario, in ragione dei collegamenti “fisici” ai tubi di scarico e di alimentazione. Anche per tale ragione dai primi anni Sessanta si è assistito ad una profonda evoluzione delle tecniche di installazione di questo articolo, in particolare modo per quanto riguarda la cassetta di risciacquo. In seguito tale processo di innovazione si è esteso con l’introduzione di strutture in grado di supportare lo stesso sanitario, che fosse un vaso o un bidet. Tutto questo, ovviamente, ha avuto luogo anche per assecondare lo sviluppo dei metodi di costruzione che, nel corso degli ultimi decenni, ha visto affermarsi le tecniche a secco, fino a giungere a sistemi di installazione definiti “leggeri”. In ambiti più specificamente tecnici, come le “residenze sanitarie”, ma anche in contesti dell’“ospitalità” come gli alberghi, fin dal primi anni Ottanta del secolo scorso si era affermato l’uso di soluzioni che prediligevano la scelta di “moduli sanitario” specifici perché realizzati “su misura” e con funzioni particolari come presenza di doccette igieniche, maniglie di
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Modulo vasosanitario assemblato
– Offre maggiore flessibilità nella configurazione del bagno: la facilità d’installazione e la scarsa invasività rendono possibili più soluzioni. – Può essere impiegato sia per nuovi edifici che per ristrutturazioni: è una soluzione valida per tutti gli ambienti. – Consente l’ispezione degli impianti: con il modulo sanitario qualsiasi intervento di riparazione o manutenzione è nettamente semplificato.
ausilio integrate e sistemi di sollevamento dei sanitari, o per ragioni più pratiche per consentire l’accesso agli scarichi. Giungiamo così all’inizio del nuovo secolo, per assistere a una “convergenza” tra necessità costruttive e finalità estetiche, che hanno contribuito in modo importante all’affermarsi di un nuovo concetto di modulo sanitario, non più limitato a una finalità tecnica – quindi dissimulato come elemento architettonico – ma con dignità e qualità di arredo da mostrare ed evidenziare. Attualmente troviamo in commercio un’ampia e variegata proposta di moduli sanitario con cui risolvere qualunque necessità, indipendentemente dal contesto e dal tipo di sanitario: vaso, bidet o lavabo; ne esistono da installare sospesi alla parete o semplicemente addossati a questa e in appoggio al pavimento. Una struttura in acciaio rappresenta il “fulcro” di questi prodotti che integra, già predisposti, gli attacchi per gli impianti idrici e altre funzioni, come quella di scarico: in questo modo la struttura può essere montata senza particolare sforzo. Una serie di pannelli, disponibili in diversi materiali come cristallo, MDF, metallo, HPL o in fibra di cellulosa e gesso, completa il prodotto. Sono questi i valori che rendono unico e vincente un modulo sanitario, non solo per l’innovazione tecnica, ma anche per l’aspetto estetico, la cura dei dettagli, l’integrazione alle ultime innovazioni dell’Internet of things – risposte ideali per un bagno di classe e aggiornabile in qualunque momento, con pochi interventi. N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE
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Impianti
di Patrizia Ricci
ATTENZIONE ALLA FLUIDODINAMICA!
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er funzionare secondo le richieste di progetto, i terminali degli impianti devono ricevere la giusta quantità di fluido termovettore. Le leggi fisiche di scambio termico alla base di ogni considerazione energetica, infatti, stabiliscono che l’emissione o sottrazione di calore da parte dei terminali è funzione della portata di fluido che li attraversa: per questo la realizzazione di un impianto non si può considerare conclusa se non si è in grado di stabilire la portata con cui sarà alimentato ogni terminale. Solo se i terminali sono alimentati con la corretta portata di fluido possono funzionare nelle condizioni nominali per le quali sono stati dimensionati: in questo caso si può parlare di circuiti idraulici bilanciati. Di regola ogni circuito deve avere una sola pompa e, nel caso di circuiti comunicanti con due pompe a regime variabile, ci deve essere un “disconnettore idraulico”, ovvero un accumulo collegato come fosse un “separatore idraulico”, che rompendo i flussi determina un ricircolo che evita la cavitazione della pompa. Gli equilibratori tra caldaia e impianto servono per ottimizzare le portate. Quando si ha la giusta portata nominale si ha anche il corretto scambio termico. In conclusione, in un impianto ibrido, va posta attenzione anche alle portate e alle prevalenze (vedi Come si calcola la portata?).
Dal calcolo della portata al trattamento dell’acqua, per funzionare correttamente gli impianti termoidraulici hanno bisogno di un’adeguata configurazione del ciclo fluidodinamico. Vediamo quali sono i passaggi più importanti
Pompe a giri variabili
Le valvole termostatiche, obbligatorie dal 1° luglio 2017, sono dei sistemi capaci di regolare il flusso dell’acqua all’interno dei termosifoni, riuscendo così a gestire la portata e quindi il calore diffuso dagli elementi riscaldanti. L’otturatore della valvola è comandato dalla dilatazione del liquido termosensibile contenuto nella 34
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testina/sensore. L’aumento di temperatura ambiente provoca quindi l’avanzamento dell’otturatore finché questo non andrà in battuta e chiuderà completamente la valvola in corrispondenza della temperatura impostata sulla ghiera di regolazione. Le valvole permettono di variare la portata di acqua calda che circola nei radiatori e quindi il calore che gli stessi forniscono alla stanza in cui sono installati. In presenza di valvole termostatiche
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È possibile definire la portata di un fluido termovettore secondo le seguenti equazioni:
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dove ������ – Q = portata del fluido termovettore [l/h] – P = potenza richiesta [W] �������������������������������������������� – ΔT = differenza di temperatura tra mandata e ritorno [°C] L’acqua e l’aria sono i due fluidi utilizzati per la distribuzione del ����������������������������� calore. Il calore specifico dell’acqua (4,186 kJ/kg K) è circa quattro volte superiore a quello dell’aria (1,004 kJ/kg K) per cui ��� � � � �������������������������������������������������������� Sistemi di espansione a vaso chiuso consente di adottare portate inferiori e diametri delle tubazioni Il fluido termovettore, nelle varie condizioni di più piccoli. Inoltre l’acqua ha solitamente coefficienti di scambio ��������������������������������������������������������������������������������������� funzionamento dalla caldaia ai radiatori, può raggiungere termico convettivo più elevati di quelli dell’aria. Per questo motivo valori di pressione molto alti e subire notevoli variazioni viene usata l’acqua come fluido termovettore negli impianti. ����������������������������������������������������������������������������������� di volume con la temperatura. Un vaso di espansione ���������������������������������������������������������������������������������� N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE
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Impianti
La norma UNI 8065: misurare solo la durezza non basta
Secondo la norma – che nelle parti 6 “Trattamenti dell’acqua” e 7 “Caratteristiche dell’acqua negli impianti”, prevede quali tipi di interventi e di trattamento sono possibili – il pH dell’acqua si riferisce alla temperatura di 25 °C ed esprime il grado di acidità o corrosività dell’acqua con valori compresi tra 1 e 14. Negli impianti ibridi moderni, i radiatori sono spesso realizzati in alluminio: in questo caso il pH deve essere maggiore di 7, altrimenti l’acqua diventerebbe acida, ma in presenza di leghe leggere come l’alluminio deve essere anche minore di 8. Il ferro invece deve essere minore di 0.5 mg/kg: la presenza di ferro negli impianti oltre i limiti è, in genere, indice di una corrosione in atto e necessita di una attenta valutazione ed eventualmente di interventi di adeguamento. Bisogna porre attenzione anche ai cloruri e solfati perché in presenza di alte concentrazioni possono causare la corrosione: cloruri con alcuni acciai inossidabili e solfati in presenza di rame. La durezza totale dell’acqua esprime la somma di tutti i sali di calcio e magnesio presenti. Valori di durezza eccessivi comportano incrostazioni e precipitazioni nell’impianto, ove non si ricorra a trattamenti o condizionamenti specifici. Dal bicarbonato di calcio derivano carbonati, che sono meno solubili e precipitano in corrispondenza di superfici calde (sopra gli 80 °C la reazione si sposta verso destra). Ci si aspetta la loro presenza soprattutto negli scambiatori di calore. Da ultimo, si ricorda che in relazione al trattamento dell’acqua occorre fare un’analisi di tutti i parametri: misurare soltanto la durezza, come molti pensano, non è sufficiente. La norma UNI 8065 richiede un approccio integrato delle varie problematiche poiché molti parametri sono dipendenti tra loro (vedi Figura 2, Diagramma di Tillman).
serve a contenere tali variazioni di pressione e volume che, altrimenti, potrebbero compromettere la sicurezza e il funzionamento degli impianti. Un vaso chiuso è costituito da un contenitore metallico con all’interno una membrana chiusa ermeticamente che contiene aria o gas ed è solitamente collocato nella centrale termica in prossimità del generatore. I parametri caratteristici di un vaso di espansione, che devono essere valutati in fase di scelta da un progettista, sono: la pressione di precarica della membrana, il suo volume o la capacità, la pressione nominale e la pressione massima che può sopportare, detta anche pressione di test. La pressione di precarica deve essere uguale alla pressione di reintegro, altrimenti si ha una diminuzione del volume utile di espansione. Inoltre, un vaso di espansione deve essere scelto anche in funzione della valvola di sicurezza della caldaia dell’impianto: essa interviene scaricando l’acqua dell’impianto quando raggiunge una pressione che va oltre una soglia di funzionamento di sicurezza della caldaia. Per gli impianti termici con potenzialità maggiore di 35 kW, prima di iniziare la costruzione o la modifica dell’impianto, deve essere presentata una denuncia all’INAIL a cura dell’installatore. Inoltre, unitamente alla denuncia, l’installatore deve presentare il progetto firmato da un ingegnere o altro tecnico abilitato a norma delle disposizioni in vigore. La sicurezza idronica richiede il controllo della pressione e della temperatura tramite valvola di sicurezza e valvola di scarico termico. A seguito della Circolare INAIL n. 1/2010, dal 1° marzo 2011 è entrata in vigore la Raccolta R - Impianti di riscaldamento ad acqua calda - Edizione 2009 Specificazioni tecniche applicative del Titolo II del DM 1.12.75 ai sensi dell’art. 26 del decreto medesimo. La Raccolta R costituisce la regolamentazione tecnica sugli impianti di riscaldamento ad acqua calda e si applica agli impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione con temperatura non superiore a 110°C, e potenza nominale massima complessiva dei focolari (o portata termica massima complessiva dei focolari) superiore a 35 kW. La Raccolta R insegna come dimensionare il vaso e indica quali dispositivi di regolazione, controllo, protezione e sicurezza utilizzare (vedi anche il dossier tecnico, pubblicato sullo scorso numero, Come dimensionare correttamente i vasi di espansione?).
Il trattamento dell’acqua
Figura 2. Diagramma di Tillman
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Gli impianti tecnologici per il comfort nell’edilizia sono costituiti da componenti sempre più complesse. L’efficienza di questi sistemi dipende, in buona parte, dalla qualità dell’acqua che utilizzano quale fluido termovettore. Una buona qualità dell’acqua previene dannose inefficienze, conseguenza di incrostazioni e
Nel fluido termovettore, la non corretta eliminazione delle microbolle è la causa principale di formazione di ossidazioni, corrosioni o produzione di fanghi
Figura 1. Come funziona un separatore di microbolle d’aria e gas Fonte: presentazione dell’Ing. Gianluigi Codemo del Dipartimento Tecnico-Normativo di AIEL durante l’edizione di Progetto Fuoco 2020. Per gentile concessione
fango che possono depositarsi nei circuiti idraulici. Fanghi di corrosione dei metalli e calcare sono i principali nemici degli impianti. In relazione al trattamento dell’acqua, l’allegato 1, cap. 2, paragrafo 2.3, comma 5 del DM 26 giugno 2015 – Decreto dei requisiti minimi, prescrive: “In relazione alla qualità dell’acqua utilizzata negli impianti termici per la climatizzazione invernale, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, ferma restando l’applicazione della norma tecnica UNI 8065, è sempre obbligatorio un trattamento di condizionamento chimico. Per impianti di potenza termica del focolare maggiore di 100 kW e in presenza di acqua di alimentazione con durezza totale maggiore di 15 gradi francesi, è obbligatorio un trattamento di addolcimento dell’acqua di impianto. Per quanto riguarda i predetti trattamenti si fa riferimento alla norma tecnica UNI 8065”. Il condizionamento chimico si realizza tramite polifosfati nell’acqua calda sanitaria e biocidi, ossigenanti o stabilizzatori del pH nell’impianto termico; l’addolcimento è un processo chimico-fisico con cui si riduce la durezza dell’acqua. Occorre considerare inoltre che nel fluido termovettore è sempre presente una quantità d’aria. L’aria presente è responsabile di problemi di circolazione, di corrosione ed ossidazione: in conseguenza dei primi si possono avere circuiti con alte perdite di carico o nel peggiore dei casi bloccati, rendimento scarso per circolazione ridotta del liquido e alto consumo di energia elettrica, mentre le pompe devono andare a pieno regime. In relazione ai secondi va detto che le particelle di corrosione e di ossidazione
formano fanghi e determinano problemi con le pompe di circolazione, specialmente quelle a basso consumo energetico, scarso rendimento di emissione (particelle che si depositano sulle superfici scaldanti), usura eccessiva dei componenti, invecchiamento veloce delle caldaie, per possibile surriscaldamento di zone delicate, e ostruzione continua dei filtri. È importante ricordare l’utilizzo di un separatore o degasatore dell’acqua in abbinamento a un defangatore. Nel fluido termovettore, la non corretta eliminazione delle microbolle è la causa principale di formazione di ossidazioni, corrosioni o produzione di fanghi. Si stima che oltre l’80% dei fanghi (materiali ferro magnetici) sia dovuta a una non corretta degasazione del fluido. Tra le tipologie di sistemi di degasazione si hanno: • Valvole di sfiato automatico • Separatore di microbolle a maglia metallica (vedi Figura 1) • Sistemi di degasamento sottovuoto automatici (Legge di Henry). Il sistema di trattamento deve essere installato in zona prossima al sistema di immissione e reintegro, per poter proteggere la maggior porzione possibile di impianto. Nel caso di condizionatori chimici, il punto di immissione deve essere tale da garantire la più rapida azione possibile. A tale scopo i condizionanti vanno immessi nel punto di massima turbolenza possibile, per esempio a monte delle pompe di circolazione. La norma UNI 8065, oggi disponibile nella nuova versione di luglio 2019, costituisce la regola tecnica da rispettare in quanto espressamente richiamata da più disposti legislativi, tra cui il più recente è il DM del 26 giugno 2015. N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE
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Dossier tecnico a cura della redazione
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Il bilanciamento permette di regolare la portata in tutti i rami dell’impianto, grazie a specifiche valvole di preregolazione. Ma come funziona nel dettaglio? Vediamolo insieme all’ing. Elena Burzi dell’Ufficio Tecnico di Oventrop
L’IMPORTANZA DEL CORRETTO BILANCIAMENTO IDRAULICO iffusa in Italia con un certo ritardo rispetto agli altri Paesi europei, la tecnologia del bilanciamento idraulico garantisce benefici dal punto di vista sia del comfort ambientale, sia del risparmio energetico. Bilanciare un impianto significa fare in modo di avere le portate giuste nei punti giusti, evitando problemi comuni – per esempio – nei grossi condomini, dove spesso capita che gli appartamenti più vicini alla centrale termica abbiano un apporto calorico maggiore, a discapito di chi abita ai piani più alti. L’installazione obbligatoria delle teste termostatiche ha in parte ovviato a questi problemi, ma negli impianti più vecchi si è avuta come conseguenza una problematica aggiuntiva: intervenendo sulla portata, questi dispositivi hanno sbilanciato ulteriormente le portate e le pressioni differenziali nell’impianto, provocando in alcuni casi episodi di rumorosità e rendendo necessario intervenire con
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valvole di bilanciamento sulle colonne montanti e regolatori della pressione differenziale. Da qualche anno a questa parte le valvole di bilanciamento sono sempre più spesso presenti sui capitolati e progetti, sia in contesti di nuove costruzioni che ristrutturazioni, e prese in considerazione dal progettista, ma anche dallo stesso installatore. Per questo nei prossimi anni bisogna aspettarsi una crescita progressiva Troppo nel mercato di questi prodotti. freddo Tuttavia, spesso l’installatore vede ancora il bilanciamento idraulico come un problema in più da affrontare, e talvolta rimane spiazzato di fronte a un’apparecchiatura nuova, che già dal nome sembra Troppo molto complessa, ma in realtà non lo è. Ad esemcaldo pio, la valvola per radiatori “con pre-regolazione”, che permette di fare un bilanciamento di portata sul singolo radiatore. “In realtà si tratta di un’operazione veramente semplice, paragonabile a quello che gli installatori hanno sempre fatto di propria iniziativa strozzando i detentori per assicurare una
Troppo freddo
Troppo caldo
Sistema non bilanciato
Sistema bilanciato
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Dossier tecnico Quando bisogna realizzare il bilanciamento idraulico?
L’ideale sarebbe farlo in tutte le utenze, grandi e piccole, anche se i problemi che possono derivare dal mancato bilanciamento vengono accusati solitamente più dai condomini che dalle utenze monofamiliari. Negli ultimi anni, le problematiche più grosse che si sono incontrate sono state legate alle riqualificazioni, con l’obbligo dell’installazione delle teste termostatiche nei grandi condomini. “L’impiantistica standard realizzata fino a qualche tempo fa non prevedeva il bilanciamento idraulico, né organi sui terminali che andassero a interagire sulla portata”, spiega l’ing. Burzi. “L’utenza era o aperta o chiusa, a seconda che la persona fosse o no nell’appartamento, senza che nessun dispositivo interagisse con l’ambiente circostante, come la testa termostatica. Con le valvole termostatiche, che, raggiunta la temperatura ambiente, intercettano in modo parziale il flusso, si è ottenuta una uniformità delle temperature nei locali, andando a ‘sbilanciare’ l’impiantistica standard, con conseguenti rumori sull’impianto, che hanno portato a interventi di riqualificazione con bilanciamento idraulico.”
“Spesso l’installatore vede ancora il bilanciamento idraulico come un problema in più da affrontare”
portata minore ai radiatori più piccoli. La valvola del radiatore con pre-regolazione nasce per poter fare in modo più fine e specifico queste operazioni di bilanciamento sul corpo scaldante”, spiega l’ing. Elena Burzi dell’Ufficio Tecnico di Oventrop, che ci accompagnerà, in questo dossier tecnico, alla scoperta del funzionamento e dei vantaggi delle valvole per il bilanciamento idraulico. Come funziona il bilanciamento Le valvole di bilanciamento si dividono in: valvole di bilanciamento delle portate; valvole di regolazione della pressione differenziale. A sua volta, il bilanciamento delle portate può avvenire in modo “statico” o “dinamico”. La preregolazione viene impostata sulla valvola, secondo i parametri definiti a monte dal progettista termotecnico, che stabilisce le portate necessarie in base alle utenze, sempre in ottica di risparmio energetico. Dopo aver fatto la mappatura, il progettista definisce il valore di preregolazione, determinando di conseguenza la portata all’interno del singolo radiatore. Se ha a disposizione questa mappatura, l’installatore deve solo attenersi e impostare questo valore, che viene impostato direttamente sulla valvola. Si tratta comunque di dispositivi molto semplici, anche in mancanza di mappatura. Oventrop mette a disposizione un’app per smartphone e un tool sul proprio sito web, con cui l’installatore può definire in prima persona il valore di portata laddove non disponga di dati a monte. Dalla foglia al tronco Dal livello del radiatore – che è la parte terminale dell’impianto, come la foglia per l’albero – lo stesso concetto si può trasferire all’intero sistema: i radiatori sono bilanciati a livello del singolo appartamento, ma se ci spostiamo di un livello e consideriamo l’intero con40
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dominio è chiaro che se un impianto è bilanciato nell’appartamento A, bisogna aspettarsi che lo sia anche nell’appartamento B – viceversa le problematiche di “mancato bilanciamento” si ripercuotono su quest’ultimo. A questo punto anche i rami di distribuzione che vanno alle singole utenze necessitano di una sorta di bilanciamento. Nel caso di un piccolo condominio o di una casa mono-bi-familiare, se ci sono due appartamenti con i radiatori già bilanciati, sarà già bilanciata anche la colonna montante. Nel caso, però, di un condominio a più piani, dove ogni piano è composto da più appartamenti, il problema del mancato bilanciamento si ripercuote sui rami di distribuzione alle utenze e sulle colonne montanti di distribuzione ai piani. Che strumenti si utilizzano in questo caso? “Valvole di bilanciamento dedicate, molto simili a quelle che regolano il bilanciamento di portata sui radiatori, con caratteristiche peculiari del corpo valvola e della portata che sono in grado di gestire”, spiega l’ing. Burzi. È utile bilanciare le colonne montanti non solo per ottimizzare il sistema, ma anche perché le valvole di bilanciamento possono svolgere ulteriori funzioni, solitamente affidate a componenti aggiuntivi sul sistema. Per esempio, una valvola come la Hydrocontrol, nata per il bilanciamento della colonna o del ramo di impianto, ha anche la possibilità, nel caso in cui sia chiusa completamente, di fare da intercettazione: permette cioè di intercettare il
ramo o la colonna, senza bisogno di installare anche la classica valvola a sfera di intercettazione a monte o a valle. In più, dotata di rubinetto di carico e scarico, in caso di manutenzione, permette di intercettare il singolo ramo, scaricare quella parte di impianto e, una volta effettuati i lavori, tornare a caricare l’impianto, senza intervenire sulla restante parte del sistema. Molte di queste valvole hanno inoltre la possibilità di essere bloccate e/o piombate, nel caso Valvola Oventrop Hydrocontrol VTR dovesse esserci la necessità di evitare che terze persone possano intervenire sull’impianto. Come si imposta il valore di preregolazione Le valvole di bilanciamento sono caratterizzate da una scala di regolazione. Di solito è il progettista che, a monte, fa una valutazione del bilanciamento sui singoli rami e sulle singole colonne montanti, e dà all’installatore il valore di preregolazione che deve impostare sul volantino. Le valvole hanno infatti un volantino, con una gradazione numerica sul lato a due valori: principale (da 0 a 7) e secondario (da 0 a 9). Le valutazioni fatte in studio dal progettista possono sempre essere verificate sul
sistema, per determinare che le impostazioni siano corrette per l’utenza in questione. Non perché il progettista possa fare un lavoro errato, ma perché può capitare che l’installatore – o perché ci sono state delle ristrutturazioni, o si trova comunque di fronte a modifiche sul sistema – debba verificare o eventualmente rivedere i valori di preregolazione in fase di installazione e di collaudo dell’impianto. A questo scopo, ci sono degli strumenti di misurazione (come OV-DMC3) che permettono, attraverso le prese di misura presenti sulla valvola – un’altra delle funzioni aggiuntive di cui sono dotate le valvole di bilanciamento – di verificare se il valore di impostazione è corretto o va rivisto sulla base delle portate in essere. Anche in mancanza di un progetto a monte, l’installatore può quindi verificare il sistema esistente e valutare eventuali interventi migliorativi. In più, è possibile avvalersi del supporto tecnico di Oventrop. “Come ufficio tecnico diamo sempre supporto telefonico. Quando ci sono dei sopralluoghi mirati (come collaudi o avviamenti di impianto) chiediamo sempre, se possibile, di concordare a priori una data, in modo da essere sempre a disposizione”, spiega l’ing. Burzi. Bilanciamento statico Le valvole di bilanciamento statico definiscono un punto di lavoro della valvola, ovvero la portata massima che la valvola deve mantenere quando l’impianto è a regime, sulla base di un valore definito di pressione differenziale alla valvola. Questo implica che la valvola
Lo strumento di misura OV-DMC 3 e due screenshot dall’app
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Dossier tecnico lavori senza “potersi adattare” se qualcosa cambia all’interno del sistema. La valvola per il bilanciamento statico dà un punto di riferimento della portata massima che deve fluire attraverso una specifica utenza/tubazione. I valori principali che definiscono il suo lavoro sono due: portata e pressione differenziale (ΔP). Quando ci sono cambiamenti nel sistema, come utenze o rami che chiudono, a monte il cambiamento viene gestito in parte dalla pompa a giri variabili. Quest’ultima, però, riesce a valutare il cambiamento del sistema solo laddove è installata, quindi nella centrale termica: non riesce a identificare su quale ramo di impianto si sia verificato effettivamente, ed è qui che entra in gioco la valvola di bilanciamento. Bilanciamento dinamico La valvola per il bilanciamento dinamico, invece, prevede al proprio interno una membrana capace di adattarsi automaticamente alle condizioni presenti – in modo simile al funzionamento del vaso di espansione, che gestisce i cambiamenti del sistema lavorando sulla membrana che si espande o meno. “Queste valvole definiscono la portata all’utenza o ramo d’impianto, e se ci sono cambiamenti nel sistema la valvola va in apertura o chiusura (grazie appunto al diaframma che si trova all’interno) per garantire sempre la portata stabilita”, spiega l’ing. Burzi. Le valvole di bilanciamento dinamico vengono previste soprattutto dove ci sono terminali come fancoil, cassette a soffitto, o utenze che risentirebbero, in termini di resa, delle variazioni di portata. Spesso vengono utilizzate anche come valvole di zona, possono infatti essere abbinate a un servo motore per un’eventuale gestione con termostato ambiente.
Regolatore della pressione differenziale Hydromat DTR
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Un esempio di bilanciamento dinamico
Ho 6 cassette. Una va in chiusura perché il termostato ambiente raggiunge la temperatura prefissata: tutta la portata che non affluisce più a questa utenza si distribuirebbe sulle altre. Questo non accade grazie alla valvola dinamica: se viene percepita una portata più alta rispetto a quello che era stata definita come set point la valvola va in chiusura, per far sì che la portata al terminale sia costante, e la resa è sempre garantita anche in caso di cambiamenti di stato sulle altre utenze. In caso contrario, se ne risentirebbe soprattutto in fase di raffreddamento, con un apporto di frigorie molto più elevato rispetto al necessario.
Come si installano le valvole Tornando alle utenze, nello specifico ai radiatori, i concetti sopra esposti trovano applicazione anche alle valvole per radiatori. A contraddistinguere i vari modelli di valvole per radiatori Oventrop sono i “vitoni”, ovvero gli inserti valvola, che possono essere standard (a piena portata), con pre-regolazione, oppure con pre-regolazione dinamici, ovvero dotati di un diaframma interno per far sì che la portata definita all’interno del corpo scaldante sia sempre e comunque costante. Su queste valvole la pre-regolazione è ancora più semplice che su quelle per il bilanciamento statico: queste ultime hanno valori numerici che si possono definire sulla base di una strumentazione (il diagramma di dimensionamento o il software/App); le valvole dinamiche, invece, hanno il valore di litri/ora riportato direttamente sul vitone. “Definito il valore di portata che voglio avere sul radiatore, leggo il valore che sto impostando direttamente sulla val“Bilanciare un vola in fase di pre-regolazione, senza doverlo convertire con un’eventuale impianto significa scala di riferimento”, chiarisce l’ing. fare in modo di Burzi. Oventrop mette a disposizione avere le portate diversi strumenti e per gli installatori non c’è nessuna difficoltà nella giuste nei punti regolazione delle valvole: “L’app di giusti” supporto è davvero semplice: definita la portata voluta, restituisce in automatico il valore di preregolazione da impostare sulla valvola. È possibile inoltre valutare i diversi modelli di valvole, con i rispettivi setting, sulla base dei dati inseriti. Laddove non si conosca direttamente il valore di portata, l’app permette di simulare un locale e stimarne il carico termico e, data poi una temperatura di mandata e ritorno, di ricavare il valore di portata di cui ho bisogno”. Sono scaricabili anche i software OV-select (medesima logica dell’app di cui parlavamo) e OV-plan (un software più orientato al dimensionamento dell’intero sistema), anche se trovarsi a dimensionare la valvola con i software al computer è un compito forse più adatto al progettista. Per ogni difficoltà è sufficiente rivolgersi al supporto dell’azienda: “Cerchiamo di non complicare la vita all’installatore”, conclude l’ing. Burzi. “Non pretendiamo un disegno in autocad o uno schema preciso: basta anche un disegno fatto a mano, per schematizzare il layout dell’impianto e poter fare delle valutazioni insieme”. A maggior ragione non si riscontra nessuna difficoltà con le valvole dinamiche, che hanno l’indicazione dei litri/ora già scritta sul volantino.
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LA CARTA AMA GLI ALBERI 1.500 campi da calcio al giorno. Così tanto crescono le foreste europee. Quelle da cui si ottiene il legno per fare la carta. Questa è una notizia, vera.
Scopri le notizie vere sulla carta www.naturalmenteioamolacarta.it Fonte: FAO, 2005 - 2015 Foreste europee: 28 Paesi dell’Unione europea + Norvegia e Svizzera
Giro di vite
a cura della redazione
CONOSCERE I PRODOTTI NON È ABBASTANZA resente sul mer- Bisogna anche cato dal 1973, saperli vendere: Fratelli Beltrame S.p.a. è Academy Beltrame, una realtà ben il programma di nota in Veneto, formazione avviato da dove conta 13 Fratelli Beltrame S.p.a., filiali e dà lavoro a 250 dipendenti. Accanto alla distribuzione di mate- cerca di coniugare le riale idrotermosanitario, arredoba- competenze tecniche gno, pavimenti e rivestimenti, di a quelle gestionali e di recente l’azienda ha avviato anche marketing. Ne parliamo un programma di formazione dedicato agli installatori, con una par- con il direttore generale Enrico Magro ticolarità: unire le conoscenze tecniche a competenze più proporsi al cliente finale trasversali, dal marketing in modo completo. Per al controllo gestione, per questo abbiamo creato formare installatori capaci un’Accademia, con un di offrire un servizio “a percorso articolato in tutto tondo”. Ne abbiamo parlato con Enrico Enrico Magro, direttore una decina di lezioni, rilasciando un certifiMagro, direttore generale generale di Fratelli Beltrame cato di partecipazione di Fratelli Beltrame. finale. L’iniziativa ha creato inteCom’è nato e come si è sviluppato resse: hanno partecipato circa 100 clienti, oltre al nostro personale di il progetto? Ci siamo posti l’obiettivo di pro- banco ed esterno, che ha avuto in porre ai nostri clienti sessioni di questo modo la possibilità di fare formazione non solo tecnica, ma formazione tecnica non solo con i anche di carattere “gestionale”: fornitori. I corsi sono stati tenuti amministrazione, marketing, nor- da docenti specializzati per ogni mative, etc. Una formazione a 360 argomento, coordinati dal nostro gradi, che dia all’installatore tutte responsabile area tecnica Alessio le conoscenze che servono per Cavazzina.
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Dove sono stati svolti i corsi? Abbiamo attrezzato 5 hub con sale fisse distribuite tra le nostre 13 filiali. Nella sede di Camposampietro abbiamo anche un’aula in cui è possibile fare le prove F-Gas per il rilascio dei patentini. Qui abbiamo creato alla fine del 2019 uno spazio espositivo fisso, con una serie di corner attrezzati con prodotti funzionanti, grazie alla collaborazione dei nostri fornitori. In questo modo l’installatore può venire in accademia anche insieme al cliente finale, e può fare una verifica delle possibili soluzioni in prima persone. C’è una bella differenza tra vedere i prodotti su un catalogo e toccarli con mano, provando il loro funzionamento. Questa è stata la vera innovazione. Ora con il coronavirus abbiamo fatto alcune sessioni in webinar: la prima – complice l’argomento molto gettonato delle sanificazioni – è andata sold out. Avete previsto una formazione sia teorica, sia pratica? Sì, abbiamo alternato formazione in aula con i docenti e prove pratiche, relative a prodotti specifici. Volevamo riuscire a trasferire la capacità di comunicare ai clienti finali le caratteristiche dei prodotti. In altre parole: far capire ai nostri clienti che è arrivato il momento anche di “investire” per vendere il proprio prodotto. Relativamente alla vendita dei prodotti vi sembra che gli installatori debbano migliorare? Diciamo che non è scontato: finché
Alessio Cavazzina, responsabile area tecnica Fratelli Beltrame
il mercato è favorevole e si lavora su domanda, quasi tutti sono attrezzati a rispondere in tempi brevi; ma quando la domanda cala si è costretti ad alzare il livello, offrendo soluzioni che non riguardano soltanto l’aspetto tecnico. Bisogna conoscere le normative fiscali ed essere in grado di collegarle alle caratteristiche tecniche dei prodotti. E bisogna conoscere anche un po’ di marketing e controllo di gestione. Molto spesso i nostri clienti, soprattutto con l’evoluzione delle normative che c’è stata lo scorso anno, si
discorso. Non significa soltanto avere una certa gamma di prodotti, fare un preventivo in tempi veloci e offrire un prezzo competitivo, ma essere in grado di dare al cliente finale una serie di spunti su un’ampia gamma di argomenti. Così riusciamo anche a intercettare colui che, in questo momento, è forse il vero decisore: il costruttore o l’architetto. Un conto è andarli a trovare proponendo prezzi e prodotti, un conto è farli venire in una struttura dove possono vedere in funzione tutti i prodotti. Sul lato “business”, a cosa si sono dimostrati più interessati gli installatori? Gli argomenti che vanno per la maggiore sono due: il controllo di gestione e il marketing. Sul primo c’è ancora poca cultura: se si riesce a proporlo in modo semplice, può stimolare una serie di riflessioni utili. Come parlare con la banca e con il commercialista? Come si fa un piano di verifica per capire lo stato dei propri conti, senza aspettare dicembre? O ancora, come chiedere i soldi ai clienti? Come stilare e proporre rivelano impreparati. Nel Offrire un un preventivo nel modo più efficace? Non momento in cui si va a servizio sono argomenti banali, e se vengono spieparlare con la signora gati nel modo giusto riscuotono un grande significa essere Maria, se si riesce a farle apprezzamento. Ovviamente non bisogna cogliere non soltanto l’a- dei veri e propri pensare di tenere un installatore per otto spetto tecnico di un certo consulenti. ore seduto a parlare di marketing: è necesprodotto ma anche tutti sario calibrare bene l’intervento, e anche le i benefici in termini di Su questo c’è doti del docente contano molto. comfort e benessere per ancora molta la sua abitazione, oltre a Ci sono servizi che i vostri clienti prefeeventuali agevolazioni e strada da fare rirebbero lasciare a voi, se foste disponiincentivi di carattere ecobili a farvene carico? nomico, sicuramente ci si presenta Uno tra tutti: recupero crediti. Se avessi la possibilità con una qualità diversa rispetto a un di fare un servizio del genere per i miei clienti, sono concorrente che magari punta solo sicuro che lo apprezzerebbero. Poi c’è tutta la parte sul prezzo. È una rottura di schema: fiscale: abbiamo aperto uno sportello con un consuoggi è indiscutibile che bisogna lente esterno, in cui, su prenotazione, l’installatore essere capaci di inventarsi qualcosa può venire con il cliente finale per trovare la soluzione di nuovo. migliore per l’acquisto e per il risparmio energetico. Una pratica di Ecobonus è diversa dal semplice risparLa risposta è stata positiva? mio energetico con detrazione del 50%: ci vuole una Sì, l’interesse si è dimostrato alto: persona preparata dal punto di vista fiscale ma che questo ci ha consentito di imple- sia anche competente sulla parte tecnica. Questo un mentare e migliorare la relazione installatore lo apprezza moltissimo. Insomma, ci sono con il cliente finale, che non molte opportunità in questa direzione: bisogna avere apprezza l’installatore solo per il la forza di crederci. prezzo che è in grado di fornire, ma anche per il servizio. E per servizio Che cosa vi sembra che sia stato apprezzato maggiornon intendo soltanto la disponibi- mente? lità e la consegna del prodotto, ma Di sicuro la competenza: trasmettere competenze, riuanche la capacità di essere dei veri scire a dare soluzioni e suggerimenti: i nostri clienti consulenti. Su questo penso che ci hanno fame di questo. Oggi molti installatori fanno sia ancora molta strada da fare: la ancora fatica a rompere gli schemi, ma ora il mondo parola “consulente” spesso è abusata, è cambiato e bisogna adattarsi: quindi, bisogna essere ma metterla in pratica è un altro “in-formati” N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE
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Novità prodotti Pozzetto di drenaggio ultrapiatto
TECEdrainpoint S 114 è un set di drenaggio ultrapiatto con torretta in plastica, equipaggiato con una guaina di tenuta impermeabilizzante premontata in fabbrica, per garantire una resistenza, capacità perfetta e un collegamento alla guarnizione impermeabilizzante conforme alla norma DIN 18534. Sono disponibili due torrette portagriglia (sempre dotate di guaina) da 100x100 mm oppure 150x150 mm, combinabili con tutti i prodotti della gamma TECEdrainpoint S. Il Seal System è lo standard di impermeabilizzazione per le canalone e i pozzetti di drenaggio TECE. Con esso, TECE fornisce agli installatori e posatori un sistema di impermeabilizzazione testato e sicuro per i sistemi di drenaggio TECEdrainpoint S e le canalone doccia a filo pavimento TECEdrainline. I test sono stati effettuati dall’istituto indipendente Kiwa TBU, nel pieno rispetto dei principi di controllo sulle costruzioni edilizie in Germania. È stata verificata la sicurezza funzionale (tenuta) dei prodotti impermeabilizzanti combinati con i prodotti di drenaggio TECE. www.tece.com/it
Impianto antiriflusso per proteggere i locali interrati
Pumpfix F di KESSEL è un impianto antiriflusso e di pompaggio, modulare e flessibile, che prevede la chiusura automatica delle palette grazie a un motore integrato. In condizioni “normali” avviene il naturale deflusso dei reflui. In caso di riflusso, invece, la centralina comandata dalla sonda ottica attiva la chiusura della paletta per evitare l’allagamento dovuto al ritorno idrico dalla rete fognaria sovraccaricata. Qualora, con la valvola antiriflusso chiusa, si presentino comunque delle acque di scarico provenienti dalla casa, una seconda sonda ottica attiva la pompa integrata nel Pumpfix F scaricando le acque nere a valle oltre la paletta. In questo modo i reflui vengono smaltiti nella canalizzazione contrastando la pressione del riflusso. Il sistema è disponibile in due modelli: per l’installazione da appoggio e per l’installazione nel massetto. Il modello per installazione da appoggio è ideale per il risanamento di edifici storici a rischio di allagamento, dove è possibile installare il sistema inserendolo nella tubazione esistente. Questa soluzione assicura l’accessibilità del gruppo di protezione per eventuali interventi di manutenzione. Il modello da incasso può essere installato negli edifici di nuova costruzione, dove è possibile l’inserimento nel massetto. La piastra di copertura è disponibile anche nella versione piastrellabile, adattandosi a qualsiasi esigenza progettuale. Entrambi sono facili da installare grazie al set per la posa fornito da KESSEL studiato per agevolare il lavoro dell’installatore. Il rialzo del Pumpfix F da interro è costruito in polimero, con sezione estensibile a telescopio per la regolazione di altezza e livello. L’impianto di pompaggio antiriflusso Pumpfix F è dotato di una centralina che permette, grazie a un display, di controllare le condizioni di funzionamento e l’eventuale necessità di manutenzione. Il sistema di controllo centralizzato è disponibile anche con un allarme che si attiva in caso di necessità o di malfunzionamento dell’impianto. www.kessel-italia.it
Climatizzatore a cassetta per soffitti alti
Round Cassette è la nuova soluzione LG Electronics pensata per gli spazi con soffitti alti o particolarmente esposti senza controsoffittatura, come caffè, ristoranti, grandi magazzini di lusso e hotel di design. La sua altezza è di 330 cm, il 15% in meno rispetto ai modelli convenzionali a vista. Inoltre, le tubazioni di scarico condensa e del refrigerante sono posizionate in un unico punto per ridurre al minimo l’esposizione. I sistemi di ancoraggio a soffitto sono coperti per conferire maggiore ordine all’installazione e un aspetto più pulito. I vantaggi per gli installatori. Il fatto che le tubazioni di scarico condensa e refrigerante si concentrino in un unico punto non solo rende il risultato più pulito e ordinato, ma consente di risparmiare tempo durante l’installazione. Inoltre, la presenza di una control box laterale consente di accedervi in maniera più agile nel momento in cui si deve alimentare la macchina. La nuova LG Round Cassette, riducendo al minimo le giunzioni, consente all’aria di riempire lo spazio senza angoli ciechi. Inoltre, gli utenti possono decidere dove vogliono inviare aria fredda o calda grazie alle alette direzionali crystal vane per un controllo di precisione in sei step. L’aria si diffonde in maniera circolare e il controllo preciso del flusso consente un raffreddamento più rapido del 30% rispetto ai modelli convenzionali. Nonostante le elevate prestazioni, il livello di rumorosità è di soli 39dB(A) durante il funzionamento. www.lg.com/it 46
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Per un’installazione flessibile e sicura
Eurotis presenta il nuovo sistema e-Press per impianti acqua, termico-solare e gas. Si tratta di un sistema brevettato, che offre la possibilità di un’installazione anche interrata e sottotraccia come indicato nella norma UNI 7129:2015. Con e-Press è possibile l’installazione piegando il tubo CSST manualmente grazie alla specifica morfologia delle corrugazioni e a uno spessore minimo di 0,3 mm, che conferiscono alla tubazione il massimo rendimento in fase di piegatura. Per aumentare la sicurezza della tenuta il sistema e-Press permette di godere di due punti di pressatura: nel primo punto si deforma l’ingresso del raccordo dove è presente un dente che, ancorandosi alla corrugazione, ne impedisce lo sfilamento; il secondo punto, a sua volta, deforma la guarnizione, permettendone la conformazione alle corrugazioni del tubo CSST e garantendo una tenuta sicura e duratura. Infatti, con questo sistema, la giunzione tubo-raccordo è definitiva, dunque risulta impossibile separare gli elementi e tornare alla condizione originaria. Un’altra novità introdotta con il sistema e-Press è la realizzazione di una ganascia con profilo “E” disponibile in tre diversi diametri: DN 12, 15 e 20. Lo scopo della ganascia è permettere una deformazione controllata del raccordo e della guarnizione al suo interno, garantendo la tenuta. Le ganasce Eurotis sono dotate inoltre di una “sella di battuta” che assicura il posizionamento corretto del raccordo. Tutta la gamma di raccordi e-Press è realizzata in ottone e dispone di specifiche guarnizioni sia per utilizzo in impianti gas che in impianti acqua/solare. www.eurotis.it
Prevenire la contaminazione da legionella
Per garantire cicli di disinfezione termica, con il controllo a distanza della temperatura nelle reti di acqua sanitaria, Watts ha realizzato il sistema completo con valvola miscelatrice elettronica antilegionella e-Ultramix, installabile su tutti gli impianti centralizzati di strutture pubbliche dove è obbligatorio il suo utilizzo, come ospedali, hotel, campeggi, scuole, centri sanitari, piscine, centri benessere, centri commerciali, centri sportivi. La valvola miscelatrice permette il controllo della temperatura dell’acqua da inviare alle utenze, miscelando l’acqua calda prodotta dal generatore e l’acqua fredda proveniente dalla rete di ricircolo o dal reintegro. L’uso di una valvola miscelatrice consente di conciliare diverse esigenze: l’obbligo di distribuire acqua calda sanitaria alle utenze a una temperatura massima di 48°C con tolleranza di max. +5°C; il mantenimento della temperatura dell’acqua del serbatoio di accumulo a un valore sensibilmente più alto (>55°C) di quella di distribuzione. Altro aspetto è il risparmio di energia e di acqua soprattutto nelle installazioni collettive (impianti sportivi, camping, scuole, condomini, etc.) dove le quantità in gioco sono elevate e l’utilizzo di miscelatori centralizzati consente un corretto utilizzo dell’acqua calda senza affidarsi al “senso di responsabilità dell’individuo”. L’installazione deve obbligatoriamente prevedere una protezione anti-scottature in ogni punto di utilizzo, per proteggere gli utenti in caso di uso accidentale durante i cicli di disinfezione termica. Le protezioni interromperanno il flusso d’acqua ogni volta che la temperatura supererà i 48°C. https://wattswater.it
Placca di comando touch free con retro-illuminescenza
Viega Visign for More 205 Sensitive è una placca di risciacquo in cristallo temperato che si attiva a distanza, semplicemente sfiorando la superficie. Gli indicatori di flusso sono con effetto retro-illuminescenza e segnalano intuitivamente la quantità d’acqua desiderata. La quantità d’acqua che può essere impostata in fase di installazione è davvero ridotta: il getto piccolo può essere abbassato da 4 a 2 lt; l’altro può passare da 7,5 a 4,5 lt. La speciale vernice con cui è realizzata la retro-illuminescenza, capace di ricaricarsi di luce naturale e/o artificiale, consente di visualizzare il “doppio tasto” già a 3 metri di distanza. Ulteriore e inedito contributo all’igiene: la tecnologia Hygiene+ attiva automaticamente un risciacquo automatico (a batteria o collegato a rete elettrica) che si attiva dopo un certo periodo di non utilizzo per evitare ogni minima stagnazione d’acqua e il conseguente proliferare di germi e batteri quali la Legionella. La placca è disponibile nella finitura vetro nero intenso, nella dimensione 22x13 cm, compatibile su tutti i nuovi moduli e cassette di risciacquo a incasso e controparete Viega Prevista. www.viega.it N. 3/4 - MAGGIO/GIUGNO 2020 | INSTALLATORE PROFESSIONALE
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Novità prodotti Nuova unità Mini VRV 5 con refrigerante R32
Nel corso di un evento trasmesso in streaming martedì 26 maggio, Daikin ha presentato la nuova unità Mini VRV Serie 5, caratterizzata da un impatto ambientale del 70% inferiore rispetto alla serie precedente, grazie all’impiego del refrigerante R32, che presenta un GWP pari a un terzo di quello dell’R410A. La nuova unità, che sarà disponibile a partire da settembre 2020, è dotata di tecnologia VRT (temperatura del refrigerante variabile) che consente di ottimizzare il comfort e le prestazioni. Grazie alle dimensioni compatte (870 x 1.100 x 460 mm), la nuova unità Mini VRV 5 a ventilatore singolo risulta versatile, facile da trasportare e installare. Il ventilatore di nuova concezione garantisce un’elevata portata d’aria, con una rumorosità ridotta pari a 39 dBA e una prevalenza regolata automaticamente fino a 45 Pa, che ne consente l’installazione canalizzata. Può essere utilizzata in combinazione con le unità cassetta RoundFlow e Fully Flat, oltre che con una gamma di unità a parete e canalizzate da incasso. Altri plus di VRV 5: la facilità di installazione, grazie allo sportello rotante che si può aprire con una mano e rimuovendo una sola vite, un accesso rapido frontale e laterale, e la posizione delle valvole di servizio saldobrasate, che consente molteplici possibilità di collegamento delle tubazioni; e le misure di sicurezza già incorporate nella macchina, con valvole di intercettazione e un segnalatore di perdite. www.daikin.it
Aria pulita in casa e negli uffici
Pompa di calore aria-acqua ad alta efficienza energetica
Baxi presenta AURIGA, la nuova gamma di pompe di calore ariaacqua monoblocco inverter monofase e trifase. La gamma, composta da 7 modelli, offre semplicità di installazione, ampio range di potenze (da 5 a 16 kW), soddisfa numerose esigenza a livello di impiantistica (riscaldamento, raffrescamento e produzione di ACS); mentre la prevalenza maggiorata del circolatore a bordo ne permette l’installazione in impianti di grandi dimensioni, qualora vi siano lunghe distanze dalla centrale termica, o direttamente a servizio di fan coil, poiché la pompa consente di far fronte a maggiori perdite di carico. La gamma offre una capacità di raffrescamento (fino a 46° C) e di riscaldamento a bassa temperatura (con aria esterna fino a -25° C). In particolare, i modelli 5M/7M/9M hanno un’efficienza pari a A+++ secondo i parametri ErP Energy Labelling (Regolamento UE 2017/1369). Infine, il pannello di comando remoto permette il controllo delle funzioni del sistema, la programmazione e la verifica dei parametri, mentre il collegamento attraverso il protocollo di comunicazione rapida Modbus, consente l’integrazione a sistemi BMS (Building Management System), i sistemi di controllo computerizzati installati all’interno degli edifici per il comando, regolazione e monitoraggio di tutte le apparecchiature meccaniche ed elettriche, condizione di fondamentale importanza per l’efficienza stessa dell’edificio e il comfort di chi vi abita. Il compressore, di tipo twin rotary con tecnologia DC inverter ad alto range di modulazione, è completo di protezione termica interna e resistenza carter, montato su gommini antivibranti e avvolto su cuffia isolante per ridurre la trasmissione di rumori e vibrazioni dovute al funzionamento. www.baxi.it
Molti di noi trascorrono la maggior parte delle proprie giornate al chiuso, respirando un’aria spesso più inquinata di quella esterna. La gamma di depuratori Vortronic di Vortice, riducendo batteri, polveri, allergeni e fumo da tabacco, ci viene in aiuto garantendo una miglior qualità dell’aria indoor e salvaguardando così il benessere e la salute delle persone. La gamma si compone di 4 modelli che variano per caratteristiche costruttive, dimensioni e prestazioni. Vortronic 35 RF, poco ingombrante, leggero, facile da usare e dai ridotti costi di gestione, rappresenta un sistema efficace per abbattere gli inquinanti ed eliminare i cattivi odori di ambienti domestici di volumetria fino a 35 m3. Il pre-filtro lavabile in plastica trattiene lanugine e polvere, il filtro a doppio strato caricato elettrostaticamente e impregnato con carboni attivi è efficace contro le impurità e gli odori, mentre gli elettrodi ionizzanti migliorano la qualità dell’aria e la rivitalizzano. I modelli Vortronic 50 (nella foto), Vortronic 100 e Vortronic 200 T sono invece dimensionati per ambienti rispettivamente fino a 50, 100 e 200 m3 e possono essere posizionati a pavimento su di un basamento (il modello 200 T è provvisto di ruote) o appoggiati orizzontalmente su un ripiano (modelli 50 e 100). In tutti e 3 i modelli la sezione filtrante è composta da: un pre-filtro lavabile in rete di alluminio, resistente alle alte temperature; un filtro elettrostatico a controllo elettronico, anch’esso lavabile, per trattenere micropolveri (potenziali vettori di microorganismi patogeni), pollini e allergeni; un filtro granulare a carboni attivi per eliminare i cattivi odori. Elemento distintivo è il filtro elettrostatico, attraversandolo le particelle inquinanti, solide e liquide presenti nel flusso trattato vengono elettricamente attratte dalle piastre degli elettrodi di raccolta, dove sono trattenute per essere successivamente rimosse mediante lavaggio in acqua a temperatura non superiore ai 60 °C. www.vortice.it 48
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X-WALL
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Sistema di scarico della condensa dell’impianto di condizionamento dell’aria integrato.
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Griglia in acciaio inox, lucido o satinato, regolabile.
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Altezza minima d’installazione: X-Wall30 = 70 mm X-Wall50 = 90 mm.
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Possibilità di connessione scarico acqua sia a destra che a sinistra in base alle esigenze di installazione.
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Telo impermeabilizzante premontato.
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X-Wall, il sifone a parete per docce filo pavimento X-Wall è il nuovo sifone per docce a filo pavimento, completamente ispezionabile, che può integrare il sistema di scarico della condensa dell’impianto di condizionamento dell’aria, evitando il ritorno di cattivi odori.
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