2025.04.02_05_Fini_Lettura_Multiscalare_III_Tipologie_Edilizie_Materiali_Urbani_e_Progetti_LAB_INT_U

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Università degli Studi di Udine

Corso di Laurea magistrale in Architettura

Anno accademico 2024-2025

Laboratorio integrato di Urbanistica

Modulo 1 | Urbanistica e pianificazione territoriale

prof.ssa Giulia Fini

con arch. PhD Caterina Ursella

Lettura del territorio multiscalare.

Uno sguardo ravvicinato:

tipologie edilizie e materiali urbani

02 aprile 2025

prof.ssa Giulia Fini

1.1 | Lettura multiscalare del territorio | RICHIAMO

Osserviamo la città e il territorio e riconosciamo:

• da una distanza ampia ➔ ambienti, sistemi insediativi e loro relazioni

• da una distanza intermedia ➔ morfologie urbane e «patterns»

• da una distanza ravvicinata ➔ tipologie edilizie e «materiali urbani»

[L’osservazione alla scala ampia è necessaria per:

• Individuare gli ambienti e i sistemi insediativi, infrastrutturali, ecologicoambientali e le relative sequenze;

• Individuare le relazioni di natura urbana e territoriale fra i sistemi; trattare le questioni di pianificazione; concepire una visione e un progetto per il territorio.

Le osservazioni intermedie e ravvicinate sono necessarie per:

• Studiare e progettare l’abitabilità di un luogo, rafforzandone i caratteri fisici e le prestazioni (cfr. la parte precedente);

• Definire gli interventi urbanistici, architettonici ed edilizi su specifiche parti (es: porzioni dell’urbanizzato o degli spazi non costruiti, singole tipologie edilizie)]

1.1 | I materiali urbani: un esempio operativo

Città di Seregno, Regolamento edilizio.

Guida agli interventi e alla valutazione del progetto, Comune di Seregno, 2003, a cura di Francesco Infussi, Antonio Longo e Chiara Merlini.

Il Regolamento edilizio è lo strumento

tramite il quale i Comuni disciplinano l'attività edilizia, per espressa previsione di Legge (art. 2, comma 4 del DPR 380/01 “Testo unico dell'edilizia”), con particolare riguardo al rispetto delle normative tecniche, estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi.

1.1 | I materiali urbani: un esempio operativo

Città di Seregno, Regolamento edilizio.

Guida agli interventi e alla valutazione del progetto, Comune di Seregno, 2003, a cura di Francesco Infussi, Antonio Longo e Chiara Merlini.

Il Regolamento edilizio è lo strumento

tramite il quale i Comuni disciplinano l'attività edilizia, per espressa previsione di Legge (art. 2, comma 4 del DPR 380/01“Testo unico dell'edilizia”), con particolare riguardo al rispetto delle normative tecniche, estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi.

1.1 | I materiali urbani: un esempio operativo

I materiali urbani sono unità minime di scomposizione dello spazio urbano, definibili sulla base delle relazioni tra il manufatto e lo spazio aperto, in particolare tra l’edificio e il suo lotto di pertinenza […]

Leggere la città riconoscendone i materiali urbani costitutivi, significa guardare allo spazio costruito al di là delle differenze della forma specifica, di linguaggio e di stile architettonico, ma coglierne gli elementi che connotano gli aspetti qualitativi di base dell’abitare (i) e relativi alla lunga durata dell’ambiente costruito e delle trasformazioni urbane (ii) [...]

Si tratta [...] di osservare i modi concreti d’uso dello spazio e le prestazioni che gli abitanti richiedono a seconda del materiale urbano impiegato

Infussi Francesco (2003), “Relazione introduttiva”, in Città di Seregno, Regolamento edilizio. Guida agli interventi e alla valutazione del progetto, Comune di Seregno, pp. VIII-IX.

1.1 | I materiali urbani: un esempio operativo

Isolato

Ognuna delle aree fabbricate o fabbricabili, circoscritte dalla maglia della rete stradale.

L'isolato viene considerato l'unità elementare dello spazio urbano: in francese

«îlot urbain », in inglese «urban block», in spagnolo «manzana”, in tedesco «häuserblock“ .

L’isolato può avere:

- ampiezze diverse in relazione alle vie che lo racchiudono;

- forme diverse: quadrato, rettangolare, trapezoidale;

- in base alla continuità della cortina edilizia: chiuso, aperto e variazioni

intermedie:

* cfr. il volume De l’ilot à la barre e le sperimentazioni sull’isolato aperto di

Christian de Portzamparc nel quartiere della Rive Gauche di Parigi.

Lotto

Porzione di suolo urbano potenzialmente fabbricabile destinata a un unico intervento edilizio.

Non definita né dimensionalmente né dal punto di vista della proprietà.

1.1 | I materiali urbani: un esempio operativo

Città di Seregno, Regolamento edilizio.

Guida agli interventi e alla valutazione del progetto, Comune di Seregno, 2003, a cura di Francesco Infussi, Antonio Longo e Chiara Merlini.

1.1 | I materiali urbani: un esempio operativo

Le famiglie di materiali urbani individuate nel Regolamento Edilizio preso come esempio sono riportate di seguito.

Ciascuna è corredata da una descrizione tecnica (A), dall’indicazione della presenza e consistenza dello specifico materiale urbano sul territorio (B) e da una guida degli interventi ammissibili (C):

F1. Recinti degli edifici bassi unifamiliari

F2. Recinti degli edifici alti plurifamiliari

F3. Edifici aggregati in isolati

F4. Recinti e aggregazioni dei grandi contenitori

F5. Recinti dello spazio aperto

F6. Spazio aperto produttivo

SP. Spazio pubblico

* Rispetto a ‘tipologia edilizia’ ampliamo le categorie e sviluppiamo una lettura contestuale. Notare anche l’uso del concetto di ‘recinto’.

1.1 | I materiali urbani e le tipologie edilizie

Alcune sottolineature rispetto a questo approccio:

• le “famiglie di materiali urbani” sono contestuali rispetto al contesto e al territorio specifico a cui lo strumento urbanistico fa riferimento;

• riflettono la composizione del territorio contemporaneo, secondo un «mix» articolato di materiali urbani differenti;

• Altri regolamenti o piani possono prevedere altre classificazioni;

• In molti casi è presente anche l’individuazione dei tessuti storici, qui molto meno presente.

1.1 | I materiali urbani e le tipologie edilizie

Alcune sottolineature:

• Le “famiglie di materiali urbani” sono contestuali rispetto al contesto e al territorio specifico.

• In questo caso osserviamo una presenza molto limitata di tessuti ed edifici storici e la necessità di classificare spazi ed edifici realizzati nei decenni più recenti;

• I materiali urbani classificati riflettono la composizione del territorio più

recente, con un «mix» articolato di costruzioni (anche non tradizionali) e funzioni:

* notate come sono ampliate e calibrate le categorie, rispetto al concetto tradizionale di «tipologie edilizie» con l’uso della locuzione «contenitore»

* notate anche l’uso del concetto di «recinto», al posto di «isolato».

• Altri regolamenti o piani possono prevedere altre classificazioni.

1.1 | I materiali urbani: un esempio operativo

F1. Recinti degli edifici bassi unifamiliari

casa minima su lotto minimo

villetta o villa su lotto di medie, piccole, grandi dimensioni

villa plurifamiliare a due piani

casa a schiera

aggregazione di schiere

casa negozio

casa capannone

1.2 | I materiali urbani: un esempio operativo

F1. Recinti degli edifici bassi unifamiliari

casa minima su lotto; villetta o villa su lotto di medie, piccole, grandi dimensioni; villetta plurifamiliare a due piani; casa a schiera; aggregazione di schiere; casa negozio; casa capannone;

F2. Recinti degli edifici alti plurifamiliari

edifici in linea, isolati o lungo la strada

edifici a torre, isolati o lungo la strada

aggregazioni di edifici in linea ed edifici a torre

palazzine isolate

ibridi residenziali

1.3 | I materiali urbani: un esempio operativo

F1. Recinti degli edifici bassi unifamiliari

casa minima su lotto; villetta o villa su lotto di medie, piccole, grandi dimensioni; villetta plurifamiliare a due piani; casa a schiera; aggregazione di schiere; casa negozio; casa capannone;

F2. Recinti degli edifici alti plurifamiliari

edifici in linea o a torre isolati e lungo la strada; aggregazioni di palazzine o di edifici in linea; palazzine isolate; ibridi residenziali;

F3. Aggregati in isolati

aggregati a corte

aggregati a pettine

grande isolato complesso

insediamento rurale

1.3 | I materiali urbani: un esempio operativo

F1. Recinti degli edifici bassi unifamiliari

casa minima su lotto; villetta o villa su lotto di medie, piccole, grandi dimensioni; villetta plurifamiliare a due piani; casa a schiera; aggregazione di schiere; casa negozio; casa capannone;

F2. Recinti degli edifici alti plurifamiliari

edifici in linea o a torre isolati e lungo la strada; aggregazioni di palazzine o di edifici in linea; palazzine isolate; ibridi residenziali;

F3. Aggregati in isolati

aggregati a corte; a pettine; grande isolato complesso; insediamento rurale;

F4. Recinti e aggregazioni di grandi contenitori contenitori a uso produttivo

contenitori isolati produttivi di antico impianto grandi recinti produttivi

contenitori con grande parcheggio privato

F1. Recinti degli edifici bassi unifamiliari

F2. Recinti degli edifici alti plurifamiliari

F3. Aggregati in isolati

F4. Recinti e aggregazioni di grandi contenitori

F5. Recinti dello spazio aperto

parchi e giardini pubblici

lotti con spazi aperti privati di pregio

lotti con spazi aperti sportivi

lotti con spazi aperti privati del tempo libero (altro)

orti e giardini privati

lotti per la produzione agricola intensiva e vivai depositi e vendite all’aperto.

F6. Spazio aperto produttivo

spazi di grandi dimensioni destinati alla produzione agricola, talvolta combinati con

F1. Recinti degli edifici bassi unifamiliari

F2. Recinti degli edifici alti plurifamiliari

F3. Aggregati in isolati

F4. Recinti e aggregazioni di grandi contenitori

F5. Recinti dello spazio aperto

F6. Spazio aperto produttivo spazi di grandi dimensioni destinati alla produzione agricola, talvolta combinati con altri materiali (cfr. il materiale F5).

2. I materiali urbani: l’approccio elementarista

Viganò Paola (1999), La città elementare, Skira, Milano.

2.

Quello proposto da Viganò è un approccio rivolto alla comprensione dei materiali urbani contemporanei, come elementi per una nuova struttura della città e del suo progetto. Alcuni punti salienti della sua riflessione sono i seguenti:

1. Materiali urbani diversi hanno costruito nel tempo territori e città con differenti spazialità.

La storia dei materiali urbani è dunque indissolubile da quella delle città che hanno costruito ed entro le quali si sono collocati. Scrive Viganò:

“Sono su un boulevard e immediatamente so che mi trovo in una parte di città costruita tra il XVIII e il XIX secolo; mi muovo su di una banchina portuale e so di essere nella città della crescita industriale; sono su uno svincolo autostradale e so di essere nella città contemporanea” Viganò Paola (1999), La città elementare, Skira, Milano, pag. 85, «Materiali urbani e struttura della città».

2.

2. L’approccio “elementarista”, ovvero orientato ai singoli elementi, si focalizza sui materiali della città contemporanea dando loro una riconoscibilità tecnica, una nuova dignità progettuale e aprendo a inedite letture e interpretazioni.

3. Per materiali urbani non si intendono solo gli elementi codificati (per esempio: le tipologie edilizie prima richiamate che potete con facilità ritrovare in ogni manuale o in un Regolamento edilizio) ma anche nuovi elementi dello spazio costruito! (cfr. le immagini che seguono, a conclusione della lezione)

Da più parti è ampiamente sottolineata la necessità di nuove interpretazioni della città e di progetti che coinvolgano i manufatti della nostra epoca.

I materiali della città contemporanea non sono gli stessi della città antica o di quella del XIX secolo; non sono i materiali della città del Movimento Moderno o delle Città del secondo dopoguerra.

Il paesaggio urbano contemporaneo è costituito sovente di materiali che non sono ancora architettura, sono frammenti dei quali non sempre siamo in grado di ricostruire il significato, di materiali infrastrutturali da ripensare ogni volta in ogni specifico luogo, di nuove sequenze di luoghi che ospitano nuove pratiche...

Viganò P. (1999), La città elementare, Skira, Milano pag. 12

Con “elementarismo” indico uno stile di analisi seguendo il quale ogni situazione complessa, o che solamente oppone una resistenza alla nostra conoscenza d’assieme, è studiata a partire dal riconoscimento dei suoi elementi costitutivi.

È un passaggio concettuale che ci permette di mettere a fuoco un rinnovato esercizio di nominazione e di ridefinizione dei materiali che compongono la città.

Queste operazioni (di decostruzione, elencazione, accostamento di materiali) mostrano e rivelano una città elementare a partire dalla quale - a partire cioè dai materiali o dagli insiemi di materiali - è possibile avanzare nuove interpretazioni del territorio contemporaneo Viganò P. (1999), La città elementare, Skira, Milano pag. 10

Paola Viganò, Lorenzo Fabian, «Strati: rielaborazioni del rilievo compiuto, Piano Regolatore Generale di Prato» da P. Viganò (1999), La città elementare, Skira, Milano, pp. 22-27

3.1 Ambienti insediativi e sistemi come elementi costitutivi del progetto: un esempio

Comune di Grances-Paccot, Friburgo

Concorso per la Definizione delle Linee guida di sviluppo

urbanistico per il Plateau d’Agy

1. Riconoscere una nuova scala della città
2. Il Plateu inserito nel contesto dell’asse di sviluppo urbano: una «parte di città»
3. Il ruolo del paesaggio nella città contemporanea

mobilità dolce: elementi

strutturanti per la densificazione

3. Trasporto pubblico e rete della

La strategia di trasformazione per costruire la città

Schema di assetto per componenti principali

01. LA SOGLIA DELLA CITTÀ

Uno spazio dinamico che ingloba la strada, una reinterpretazione contemporanea del grande boulevard

02. UNA STRADA URBANA

Uno spazio che deve sostenere e alimentare

la vita del quartiere

03. SPAZI VERDI ATTRAVERSANTI

Nuove connessioni pedonali e ciclabili trasversali, continuità ecologica fra elementi del paesaggio

04. UNDICI MICROMONDI

I settori di trasformazione con le loro specificità, elementi contestuali e autonomia di realizzazione.

LO SPAZIO DELLE VETRINE

Una nuova gerarchia di spazi aperti:
La «soglia» della città: un boulevard contemporaneo 2. La strada d’Agy: spazio di riferimento del quartiere
3. Gli spazi verdi trasversali

La struttura dello spazio aperto

Una parte della città con una composizione unitaria: edificato

Percezioni e morfologie – Le diverse scale del Plateau

Settori, programmi e funzioni

A. Rue de Morat: un boulevard contemporaneo

Un’immagine precisa, costruita con flessibilità

01: Griglia di piantumazione

02: Gradiente di utilizzazione

03: Isole programmatiche

04: Attrezzature

B. Gli spazi verdi di attraversamento

Spazi verdi di attraversamento

C. La strada di Agy, spazio di riferimento del quartiere

Lo spazio pubblico

Attività

3.2 Morfologie e pattern come elementi costitutivi del progetto: un esempio

Abitare lo spazio della produzione. Riusi industriali
Ponte San Pietro, Bergamo | GRU Architetti

Abitare lo spazio della produzione. Riusi industriali

Concorso di idee per la riconversione sostenibile di tre insediamenti industriali dismessi

Ponte San Pietro, Bergamo GRU Architetti.

3.3 Materiali urbani

come elementi costitutivi del progetto: esempi

Superkilen Copenaghen, 2012

BIG + Topotek + Superflex

Superkilen Copenaghen, 2012

BIG + Topotek + Superflex

Arena Port – Arena Boulevard, Amsterdam | Karres + Brands, 2005-2008

Arena Port – Arena Boulevard, Amsterdam | Karres + Brands, 2005-2008

Arena Port – Arena Boulevard, Amsterdam | Karres + Brands, 2005-2008

Arena Port – Arena Boulevard, Amsterdam | Karres + Brands, 2005-2008

Arena Port – Arena Boulevard, Amsterdam | Karres + Brands, 2005-2008

Masterplan e progetti per il centro educativo De Hoge Rielen, Belgio | Bernardo Secchi e Paola Viganò 2002-2012

A. Paesaggio militare: strade militari, edifici e i rilevati, polveriere, bacini d’acqua dissimulati tra la vegetazione e il terreno;

B. Paesaggio naturale: matrice dei pini, percorsi sterrati, acque, aree di percolazione del nuovo bosco di latifoglie;

C1 / C2. Paesaggio educativo: contact strip, spazi di prossimità, gli spazi dei campeggi, edifici militari già trasformati.

B.
C2. A. C1.

Riferimenti bibliografici

Città di Seregno (2003), Regolamento edilizio. Guida agli interventi e alla valutazione del progetto, a cura di Infussi Francesco, Longo Antonio e Merlini Chiara, Comune di Seregno.

Viganò Paola (2003), La città elementare, Skira, Milano.

Riferimenti progettuali

Plateau d’Agy:

Studio Privileggio-Secchi (2014), MEP - Plateau d'AGY. Etablissement de directives urbanistiques, con Maria de Castro F.S. Teles, Luca della Lucia: http://privileggio-secchi.com/portfolio/plateau-dagy/

http://privileggio-secchi.com/portfolio/dupa-directives-urbanistiques-plateaudagy/

Masterplan e progetti per De Hoge Rielen:

Viganò Paola (2010), I territori dell’urbanistica: il progetto come produttore di conoscenza, Officina, Roma, pp. 250-270.

Viganò Paola (2010), Métamorphose de l’ordinaire. Paola Viganò. Grand Prix de l’urbanisme 2013, Éditions Parenthèses et Direction générale del’Aménagement du Logement et de la Nature, MArseille 2013, pp.110-111.

Bernardo Secchi, Paola Viganò (2014), “Masterplan e Trekker Hostel a Hoge Rielen”, Anfione e Zeto, n. 25, pp. 31-48.

* Il progetto di De Hoge Rielen, inoltre, è pubblicato sul web su numerose riviste digitali

Concetti chiave

Abitabilità

Dotazioni

Approccio transcalare

Vista dall’alto, intermedia e ravvicinata

Sistemi insediativi, infrastrutture, elementi ecologico-ambientali

Tipologie edilizie

Materiali urbani

Elementarismo

Morfologia urbana

Patterns

Domande o dubbi?

prof. Giulia Fini | giulia.fini@uniud.it

Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura DPIA

Università degli Studi di Udine

Gruppo di ricerca Ust Urbanistica e Sistemi territoriali

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