LaSubfornitura n°6 NovembreDicembre25

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la ubfornitura

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ATTUALITÀ

Servono investimenti per smuovere l’industria italiana

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MACCHINE UTENSILI

Controllo intelligente degli assi verticali

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TRANSIZIONE DIGITALE

L’industria italiana è sostenibile ma ancora poco digitale

Transizione Digitale

RICERCA E INNOVAZIONE: LE LEVE PER SBLOCCARE L’ITALIA

In un’economia sempre più segnata da tensioni geopolitiche, barriere commerciali e un’incertezza che non accenna a rientrare, il nuovo Rapporto di previsione autunnale 2025 di Confindustria fotografa uno scenario tutt’altro che semplice. Gli Stati Uniti rallentano sotto il peso dei dazi, l’Eurozona fatica a trovare slancio e il baricentro della crescita si sposta sempre più verso l’Asia. In questo contesto l’Italia avanza con passo corto: penalizzata dal difficile contesto globale ed europeo, la crescita del nostro Paese resterà bassa nell’orizzonte di previsione. Secondo i dati si avrà un incremento annuo del PIL pari ad appena il +0,5% nel 2025, inferiore di 0,1 punti a quanto previsto nello scenario di aprile. La crescita italiana è attesa accelerare di poco nel 2026, a +0,7%, tornando sui ritmi del 2024. La dinamica annua dell’economia è frenata in particolare dalla battuta d’arresto nel 2° trimestre 2025, quando il PIL italiano è diminuito di 0,1%, a causa della caduta delle esportazioni. La debole dinamica del PIL, sia nella media del 2025 che nel 2026, sarà sostenuta prevalentemente dagli investimenti, in minor misura dai consumi delle famiglie, mentre contribuiranno negativamente le esportazioni nette.

La componente più debole della domanda in Italia sono le esportazioni. Da qui l’allarme di Confindustria: senza un’accelerazione decisa –pubblica e privata – il rischio è un Paese che resta ai margini.

Sul fronte della ricerca, però, qualche segnale

positivo c’è. Nel 2023 la spesa intra-muros in R&S ha superato i 29 miliardi di euro, in aumento rispetto all’anno precedente, con un contributo particolarmente forte di università e istituzioni pubbliche. I settori che investono di più in R&S si confermano la produzione di autoveicoli, di macchinari e di altri mezzi di trasporto mentre le imprese restano il motore principale degli investimenti. Non tutte però avanzano allo stesso ritmo: crescono in particolare le grandi aziende, mentre le più piccole continuano a perdere terreno. Non sorprende quindi che oltre l’80% della spesa privata sia in mano a gruppi multinazionali e che i settori a più alta intensità innovativa – automotive, macchinari e trasporti – da soli valgano una quota molto rilevante del totale.

È in questo quadro che nuove realtà mostrano quanto l’innovazione applicata possa diventare un fattore competitivo concreto, rispondendo proprio alla richiesta crescente delle imprese italiane: innovare senza vincoli rigidi, adattarsi più in fretta, trasformare la complessità in opportunità. In un mondo che corre e cambia a scatti, l’Italia ha bisogno di investimenti capaci di generare valore, non solo spesa. La ricerca pubblica che cresce, le grandi imprese che spingono sull’innovazione e l’emergere di nuove realtà integrate indicano la direzione giusta. Ora si tratta di rendere questa traiettoria più ampia e inclusiva, perché solo così il Paese può ritrovare un ritmo di sviluppo all’altezza delle sfide globali.

di Eva De Vecchis

IL DIGITALE È PER TUTTE LE

Siamo arrivati quasi a conclusione del primo semestre 2023 e, oltre ai primi dati del settore manifatturiero che iniziano ad emergere, si è parlato molto di una

sostituire l’attuale Direttiva macchine 2006/42/CE. Si

che affronta un nuovo tipo di industria, più smart e più automatizzata rispetto alla precedente direttiva. Per questo la nuova proposta di regolamento riguarda anche le macchine e i prodotti altamente digitalizzati come i robot o le stampanti 3D per la fabbricazione:

incontro a una necessità ormai decisiva per l’industria

utilizzata dalle imprese italiane, in particolare quelle

nostro Paese, il mercato dell’Intelligenza Artificiale

milioni di euro (+21,9%) e, tra il 2022 e il 2025, è previsto che l’AI raggiunga i 700 mln con un tasso di crescita medio annuo del 22%, ancora poco rispetto ad altri paesi europei, ma qualcosa per gli standard della penisola.

“L’intelligenza artificiale applicata all’impresa, nell’immaginario comune, è spesso associata ad attività legate ai giganti del settore tech”, ha dichiarato Giovanni Baroni, presidente di Piccola di impresa, un fenomeno che, almeno in Lombardia,

aggiunto della manifattura. Ma non solo, le PMI che ancora investono poco nel digitale, rappresentano il 99% del nostro tessuto imprenditoriale, per questo oltre alle risorse del PNRR è importante partire dal territorio, dal confronto tra e con le piccole e medie imprese. Solo così è possibile fare la differenza e avvicinarsi in maniera consapevole a una risorsa immensa come l’AI.

INTERVISTA

Mec-Nova chiude l’anno con risultati positivi, frutto di investimenti mirati in diversificazione della clientela, tecnologie produttive, sostenibilità e sicurezza digitale. Il 2026 sarà l'anno del consolidamento.

Nel 2025 Mec-Nova – officina meccanica di precisione conto terzi situata a Serezzo, che produce componenti torniti e fresati su commessa e disegno dei clienti – ha proseguito un percorso di crescita importante, rafforzando le collaborazioni storiche e aprendo nuove partnership che stanno ampliando la presenza dell’azienda in mercati e aree geografiche ancora inesplorate. Parallelamente, l’introduzione di tecnologie più avanzate – dall’aggiornamento dei macchinari ai software per l’ottimizzazione dei

Innovazione, sostenibilità e cybersicurezza nella meccanica di precisione

punto fermo della strategia aziendale, in risposta a una domanda sempre più attenta all’impatto ambientale.

Guardando al 2026, l’obiettivo è consolidare i risultati, continuare a investire in innovazione, ampliare e diversificare la clientela, rafforzare la sicurezza informatica e dare ulteriore impulso alle iniziative legate all’ambiente. Un anno pensato per rendere l’azienda ancora più competitiva e pronta a cogliere nuove opportunità di sviluppo. La Subfornitura ne ha parlato con Silvia Novali, uno dei soci di MecNova.

Silvia Novali, come si chiuderà per voi il 2025?

"L’anno in corso si avvia a concludersi con un fatturato in crescita rispetto al 2024, confermando l’andamento positivo registrato nei mesi precedenti. L’incremento è attribuibile sia al consolidamento delle attività esistenti, sia a una maggiore efficienza operativa e commerciale.

Le previsioni per il 2026 risultano in linea con quelle dell’anno attuale: ci si attende una sostanziale stabilità dei risultati economici, sostenuta da un portafoglio clienti solido, da una gestione attenta dei costi e da una strategia di sviluppo orientata alla continuità e al miglioramento dei margini operativi".

Come sta andando l’attività commerciale? Avete instaurato nuovi contatti o collaborazioni che vi permettano di ampliare e diversificare il parco clienti? "L’attività commerciale sta registrando un andamento positivo, in linea con gli obiettivi prefissati per l’anno. Nel corso dell’ultimo periodo sono stati avviati nuovi contatti e collaborazioni strategiche che ci permettono di ampliare e diversificare ulteriormente il nostro parco clienti. Queste nuove partnership, insieme al consolidamento dei rapporti con i clienti storici, stanno contribuendo a rafforzare la nostra presenza sul mercato e a creare opportunità di crescita in nuovi segmenti e aree geografiche".

Come procede il reparto di fresatura? Avete introdotto nuove soluzioni o tecnologie che ne migliorano l’efficienza o la qualità produttiva?

"Il reparto di fresatura sta procedendo in modo positivo, con un livello di efficienza e produttività in crescita rispetto allo scorso anno. Nel corso dell’anno sono

state introdotte alcune soluzioni e tecnologie innovative che hanno contribuito a migliorare la qualità del processo produttivo e a ridurre i tempi di lavorazione.

Tra gli interventi più significativi figurano l’aggiornamento dei macchinari con sistemi di controllo più avanzati, l’implementazione di software per l’ottimizzazione dei cicli di lavoro e la formazione del personale su nuove tecniche di lavorazione e gestione degli utensili.

Questi interventi stanno già producendo risultati tangibili in termini di precisione, affidabilità e riduzione degli scarti, rafforzando la competitività del reparto e supportando la crescita complessiva dell’azienda".

Quali sono oggi le principali richieste che arrivano dai vostri clienti?

"Le richieste riguardano soprattutto la qualità del prodotto, la puntualità nelle consegne, la flessibilità nella gestione delle commesse. Inoltre, si registra un crescente interesse verso aspetti legati alla sostenibilità dei processi produt-

La sede di Mec-Nova a Sarezzo (BS)

tivi. Per rispondere a questa esigenza negli ultimi anni abbiamo fatto della sostenibilità ambientale un pilastro fondamentale della strategia aziendale. L’obiettivo principale è ridurre l’impatto delle attività produttive sull’ambiente, adottando pratiche e tecnologie orientate all’efficienza energetica, al risparmio delle risorse naturali e alla diminuzione delle emissioni inquinanti.

In quest’ottica, abbiamo intrapreso un percorso di miglioramento continuo che coinvolge diversi ambiti: efficienza energetica e riduzione dei consumi con l’introduzione di sistemi di monitoraggio dei consumi e interventi mirati all’ottimizzazione dell’uso dell’energia elettrica; gestione dei rifiuti e riciclo dei materiali; riduzione delle emissioni e miglioramento dei processi produttivi per minimizzare le emissioni di CO ² e di sostanze inquinanti; sensibilizzazione e formazione del personale su comportamenti virtuosi in ottica di risparmio energetico e uso consapevole delle risorse; trasparenza e impegno

continuo nel comunicare i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri, nella convinzione che la sostenibilità ambientale rappresenti non solo un dovere etico, ma anche un fattore competitivo e di responsabilità sociale verso clienti, collaboratori e comunità".

La vostra produzione è alimentata da un impianto fotovoltaico: quali risparmi concreti avete registrato?

"L’impianto solare fotovoltaico contribuisce in modo significativo alla copertura del fabbisogno energetico. Nel corso dell’ultimo anno, l’impianto ha consentito una importante riduzione dei consumi di energia dalla rete. In termini ambientali, ciò si traduce in una

considerevole riduzione delle emissioni di CO2".

A che punto è il vostro iter per ottenere la certificazione ISO 27001? E quali novità avete introdotto in materia di cybersicurezza?

" Il conseguimento della ISO 27001 rappresenta uno degli obiettivi prioritari per il prossimo anno. Nel corso dell’anno sono già state avviate diverse attività preparatorie, tra cui la mappatura dei processi informativi, l’analisi dei rischi e la revisione delle procedure interne legate alla gestione

"L’obiettivo è costruire una presenza stabile e riconoscibile anche sui mercati esteri, mantenendo però il forte legame con il territorio italiano, che rimane il cuore della nostra identità e della nostra produzione"

dei dati e alla sicurezza informatica. Queste azioni costituiscono la base per l’adozione di un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni conforme ai requisiti della norma.

Parallelamente, abbiamo introdotto alcune misure di rafforzamento della cybersicurezza, come l’aggiornamento dei sistemi di protezione perimetrale, il potenziamento delle policy di accesso ai dati, l’adozione di sistemi di monitoraggio e rilevamento delle minacce in tempo reale, l’imple -

per le nostre attività commerciali e produttive. Tuttavia, negli ultimi anni stiamo valutando con crescente interesse la possibilità di rafforzare la nostra presenza anche a livello internazionale, con l’obiettivo di ampliare le opportunità di business e diversificare i mercati di riferimento. In questa prospettiva, sono già stati avviati contatti e collaborazioni con partner esteri, in particolare in Paesi europei dove il nostro know-how e la qualità delle lavorazioni possono trovare sbocchi interessanti. L’intenzione è di procedere in modo graduale, puntando inizial -

Quali sono le prospettive e gli obiettivi principali dell’azienda per il 2026?

"Le prospettive per il 2026 indicano la volontà di consolidare i risultati positivi ottenuti nel corso dell’anno in corso, con l’obiettivo di mantenere il fatturato in crescita rispetto al 2024 e garantire una continuità nei livelli di performance raggiunti.

Portamagneti e cursori in acciaio inox e alluminio

e disaster recovery più perfor manti e automatizzate, l’aggiornamento costante delle policy di sicurezza informatica, in linea con le migliori pratiche e le normative vigenti in materia di protezione dei dati (GDPR) e la formazione del personale sui comportamenti sicuri in ambito digitale".

MecNova ha da sempre un forte focus sul mercato italiano: pensate di rafforzare la vostra presenza anche a livello internazionale?

"Il mercato italiano rappresenta tuttora il principale riferimento

mente su mercati strategicamente affini a quello italiano, per poi valutare un’espansione più ampia nei prossimi anni. Parallelamente, stiamo lavorando sul rafforzamento dell’immagine del brand in Italia, attraverso attività di comunicazione mirate. L’obiettivo è costruire una presenza stabile e riconoscibile anche sui mercati esteri, mantenendo però il forte legame con il territorio italiano, che rimane il cuore della nostra identità e della nostra produzione".

Gli obiettivi principali per il 2026 si concentrano su diversi ambiti strategici: crescita commerciale e diversificazione del parco clienti con l’obiettivo di ampliare la presenza sul mercato italiano e valutare opportunità di sviluppo internazionale in mercati selezionati, consolidando le collaborazioni già avviate; innovazione e tecnologia produttiva continuando a investire in nuove soluzioni e tecnologie per il reparto produttivo, con particolare attenzione a efficienza, qualità e riduzione degli scarti; sostenibilità ambientale con l’obiettivo di migliorare la gestione dei rifiuti e ridurre l’impatto ambientale complessivo delle attività aziendali; cybersicurezza e gestione dei dati proseguendo nel percorso di rafforzamento della sicurezza informatica, con l’obiettivo di implementare progressivamente un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni conforme a standard internazionali e infine, ma non in ultimo, la valorizzazione delle risorse umane continuando a formare e aggiornare il personale, incentivando competenze tecniche e comportamenti orientati all’eccellenza operativa e alla sicurezza sul lavoro. In sintesi, il 2026 sarà un anno dedicato al consolidamento, all’innovazione e alla sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’azienda, garantire la soddisfazione dei clienti e prepararsi a nuove opportunità di crescita".

IL RAPPORTO DI CONFINDUSTRIA

Per tenere in piedi l’economia nazionale in uno scenario globale che si sta complicando è importante puntare su nuove misure e incentivi mirati: il PNRR aiuta, ma non basta per garantire il salto necessario al Paese.

Il Rapporto di previsione autunnale 2025 di Confindustria "Investimenti per muovere l'Italia" fotografa un mondo economico più fragile, segnato da nuove barriere commerciali, tensioni geopolitiche e un’incertezza che continua a frenare scambi e investimenti. Gli Stati Uniti rallentano sotto il peso dei dazi che loro stessi hanno imposto, l’Eurozona fatica a ingranare, mentre le economie emergenti reggono ma cambiano pelle, spostando il baricentro sempre più verso l’Asia. In questo contesto, l’Italia resta intrappolata in una crescita debole, sostenuta quasi esclusivamente dagli investimenti, mentre l’export soffre e le famiglie mantengono un atteggiamento prudente. Il report mette quindi al centro il tema cruciale: senza un forte rilancio degli investimenti –pubblici, privati e soprattutto produttivi – il Paese rischia di rimanere fermo. Il PNRR sta ancora dando una spinta importante, ma non basterà: servono nuove misure, incentivi mirati e un utilizzo più attivo della ricchezza finanziaria delle famiglie per trasformare il risparmio in motore di sviluppo.

Servono investimenti per smuovere l'industria italiana

Secondo i dati del report lo scenario internazionale è indebolito: l’aumento delle barriere tariffarie e non tariffarie pesa sulle prospettive degli scambi. Gli ostacoli al libero commercio internazionale non provengono soltanto dalla politica commerciale USA, ma interessano la maggior parte dei paesi: nei primi otto mesi del 2025 le misure protezionistiche varate nel mondo sono ai massimi. Gli scambi globali hanno accelerato nel 1° trimestre 2025 per il cosiddetto frontloading

delle vendite negli Stati Uniti, cioè l’anticipo delle tariffe poi introdotte in aprile sulla quasi totalità delle merci in entrata; viceversa, nel 2° trimestre si è avuta una brusca correzione al ribasso. Nello scenario del Centro Studi Confindustria (CSC), il commercio mondiale crescerà in media del +2,8% nel 2025, ma poi frenerà al +1,2% nel 2026: rispetto al rapporto di aprile, la dinamica è rivista al rialzo nell’anno in corso proprio per l’effetto meccanico del frontloading a inizio anno, ma molto al ribasso nel prossimo. Resta -

no, inoltre, significativi rischi sfavorevoli, legati soprattutto a un eventuale inasprimento della contrapposizione economica e politica tra grandi blocchi di paesi a livello mondiale. Un freno alla crescita mondiale viene anche dall’incertezza che resta su livelli elevatissimi: l’indice di incertezza delle politiche economiche a livello globale ha toccato un picco nell’aprile 2025, scendendo in estate, ma restando su un livello pari a quello registrato nel 2020, durante la pandemia. Il contributo maggiore a tale incertezza

proviene proprio dalla politica commerciale degli USA: nonostante il raggiungimento di accordi con i principali partner commerciali americani, che ha contribuito a chiarire la nuova situazione tariffaria con il primo acquirente mondiale, rimane sia il rischio di ulteriori cambiamenti, sia il mancato accordo con alcuni paesi. Tale scenario incerto rende i mercati finanziari più volatili, penalizza le decisioni di investimento, in particolare quelle internazionali, e spinge a riconfigurare le catene di fornitura mondiali.

L’economia più danneggiata dai dazi è proprio quella degli Stati Uniti. Gli indicatori congiunturali sembrano suggerire ancora debolezza nella seconda parte di quest’anno. La politica monetaria è un po’ meno restrittiva, ma il recente taglio dei tassi ufficiali farà sentire i suoi effetti positivi sugli investimenti solo tra qualche trimestre.

Il commercio mondiale crescerà in media del +2,8% nel 2025, ma poi frenerà al +1,2% nel 2026

DAZI: PENALIZZATA LA COMPETITIVITÀ DI PREZZO DEI BENI EUROPEI NEGLI USA

I dazi USA verso il resto del mondo stanno ridisegnando la geografia degli scambi globali, in particolare quelli con l’Europa

I dazi USA verso il resto del mondo stanno ridisegnando la geografia degli scambi globali, in particolare quelli con l’Europa. Il nuovo regime tra le due sponde dell’Atlantico ha acquistato connotazioni abbastanza definite: tariffe azzerate sugli acquisti UE di prodotti industriali USA; dazi al 15% su gran parte dell’import USA dalla UE (compresi auto, farmaci non generici, semiconduttori); tariffe USA nulle o quasi su altri prodotti UE in settori strategici (aerei, farmaci generici, alcune risorse naturali); restano i dazi al 50% su acciaio e alluminio. L’accordo include impegni da parte europea di esito incerto, perché investono ambiti di competenza delle autorità nazionali e anche delle imprese private: acquisto dagli Stati Uniti di beni energetici, chip IA e attrezzature militari; investimenti diretti in settori strategici USA. Questi dazi, insieme all’euro forte sul dollaro (che essi stessi hanno determinato), penalizzano molto la competitività di prezzo dei beni europei negli USA, soprattutto rispetto alle produzioni domestiche americane, e anche nel resto del mondo. Dopo il frontloading pre-dazi, l’import USA dalla UE è caduto del -8,7% annuo in giugno-luglio; quello dalla Cina del -39,9% (in linea con il peso

ATTUALITÀ

delle entrate tariffarie per paese di origine).

L’ECONOMIA EUROPEA RISENTE

DEL PEGGIORATO SCENARIO

GLOBALE

La crescita del PIL dell’Eurozona nell’orizzonte previsivo è inferiore a quella americana, arrivando al +1,2% nel 2025 e al +1,1% nel 2026. Per il 2025 si tratta comunque di un’accelerazione dopo il +0,9% del 2024, ma è spiegata soprattutto dalla decisa espansione nel 1° trimestre, drogata dal dato anomalo relativo all’Irlanda. Nell’Area, gli investimenti sono stati finora molto volatili, mentre i consumi sono più stabili ma su ritmi deboli. Le esportazioni nette hanno beneficiato dell’effetto frontloading a inizio anno, ma poi hanno sofferto il rimbalzo negativo in primavera. Questo andamento altalenante si è riflesso anche sui dati relativi all’industria europea, che nel complesso ha registrato dei segnali positivi ma in gran parte per soddisfare a inizio 2025 la domanda proveniente dagli USA per anticipare

i dazi. E senza aver risolto le difficoltà strutturali, come lo svantaggio sui costi energetici rispetto agli USA. In prospettiva, gli indicatori congiunturali non promettono una ripartenza solida dell’economia europea. L’andamento nel prossimo futuro è legato all’attesa ripartenza degli investimenti, che ancora non hanno preso una direzione chiara e che potrebbero beneficiare nel 2026 dei minori tassi e del traino di settori in crescita, come la difesa.

ITALIA: EXPORT DI BENI E SERVIZI IN CALO MA

CRESCONO GLI INVESTIMENTI

FISSI

Penalizzata dal difficile contesto globale ed europeo, la crescita in Italia resterà bassa nell’orizzonte di previsione: secondo lo scenario CSC, si avrà un incremento annuo del PIL pari ad appena il +0,5% nel 2025, inferiore di 0,1 punti a quanto previsto nello scenario di aprile. La crescita italiana è attesa accelerare di poco nel 2026, a +0,7%, tornando sui ritmi del 2024. La dinamica annua dell’e -

Le previsioni del CSC per l'Italia (a legislazione vigente, variazioni%)

Nella prima metà del 2025, il valore aggiunto totale in Italia è cresciuto grazie soprattutto al buon andamento delle costruzioni

conomia è frenata in particolare dalla battuta d’arresto nel 2° trimestre 2025, quando il PIL italiano è diminuito di 0,1%, a causa della caduta delle esportazioni. La debole dinamica del PIL, sia nella media del 2025 che nel 2026, sarà sostenuta prevalentemente dagli investimenti, in minor misura dai consumi delle famiglie, mentre contribuiranno negativamente le esportazioni nette. La componente più debole della domanda in Italia sono le esportazioni. Nello scenario CSC, la crescita dell’export di beni e servizi, già molto debole nel 2023-2024, si attesterà su ritmi vicini allo zero nel 20252026; in particolare, le vendite di beni sono previste in calo. Le importazioni, invece, saranno in aumento e di conseguenza l’export netto offrirà un contributo molto negativo alla variazione del PIL. Il profilo dell’export

è rivisto significativamente al ribasso rispetto al rapporto di aprile, a causa del balzo delle barriere tariffarie USA sui prodotti europei e dell’inasprirsi delle tensioni geopolitiche mondiali. L’export di beni, inoltre, perde terreno anche rispetto al commercio mondiale, perché è ancora debole la domanda in Europa (principale destinazione dei prodotti italiani) e perché l’euro forte penalizza la competitività dei prodotti di tutta l’Eurozona. Le prospettive non sono buone, visto che l’attività industriale europea è attesa risalire solo gradualmente e i freni protezionistici e geopolitici appaiono duraturi. In positivo, la ratifica dell’accordo UEMercosur aprirebbe importanti mercati di sbocco, a parziale compensazione delle barriere sul mercato USA. Viceversa, la componente di domanda più robusta in Ita -

lia sono gli investimenti fissi. Dopo il rallentamento nel 2024 (+0,5%), la loro dinamica è tornata a rafforzarsi tra fine anno scorso e prima metà del 2025. Sono attesi rimanere in espansione nella seconda parte di quest’anno (+3,0% in media) e rallentare il prossimo (+1,9%). Oltre che giovarsi della politica monetaria non più restrittiva, che avrà un impatto attenuato l’anno prossimo, gli investimenti sono stati stimolati efficacemente dagli incentivi fiscali.

LE COSTRUZIONI

CONTRIBUISCONO AL VALORE

AGGIUNTO TOTALE IN ITALIA

Dal lato dell’offerta, l’industria italiana, dopo la buona ripartenza del 1° trimestre 2025 in termini di produzione, ha rallentato già nel 2°. Questi dati appena positivi vengono dopo il forte calo della produzione nel 2023-2024, che ha riportato l’industria sotto i livelli prepandemia. Nel 2025, il clima di forte incertezza pervade anche gli indicatori congiunturali, che danno segnali misti, tra i quali si coglie una marginale risalita degli ordini dall’interno delle imprese manifatturiere e il PMI tornato finalmente in zona espansiva. Segnali di lenta e parziale ripresa arrivano dal settore automotive, comparto chiave della manifattura italiana, che mostra un’inversione di tendenza (al rialzo) della produzione da inizio 2025, pur insufficiente a colmare il crollo del biennio precedente. Nello scenario del CSC, elaborato in termini di valore aggiunto, l’industria è prevista recuperare nel 2025 (+1,0%), ma rallentare il prossimo anno (+0,4%), quando si esauriranno gli effetti degli incentivi agli investimenti e si attenuerà l’impatto positivo dei minori tassi.

Nella prima metà del 2025, il valore aggiunto totale in Italia è cresciuto grazie soprattutto al buon andamento delle costruzioni. Infatti, quelle di tipo abitativo, che avevano risentito fortemente nel 2024 della riduzione degli incentivi, tra la fine dello scorso anno e la prima metà del 2025 hanno registrato un’inversione di tendenza al rialzo.

INCENTIVI PIÙ CONSISTENTI

PER PORTARE L'ITALIA AI

LIVELLI PRE-CRISI

Le analisi di valutazione expost dicono che gli incentivi agli investimenti in beni strumentali 4.0 hanno contribuito all’impennata degli investimenti osservata di recente in Italia. Questa risalita, tuttavia, non è ancora sufficiente al ripristino del capitale netto sui livelli pre-crisi finanziaria del 2008. Investimenti in beni materiali e immateriali a elevato contenuto tecnologico e digitale sono essenziali, dato l’ampio gap che ancora il nostro Paese sconta nelle tecnologie avanzate: la propensione a investire in questi asset è cresciuta in Italia, ma rimane inferiore rispetto a quella in altre economie avanzate. Gli incentivi fiscali agli investimenti 4.0 si concluderanno in larga parte alla fine del 2025: è necessario tornare a disegnare incentivi che siano potenzialmente in grado di far fare il salto necessario all’Italia. Sulla base delle esistenti analisi di valutazione ex-post si stima che, gli incentivi previsti dal Piano Transizione 4.0 erogati tra il 2020 e il 2022 abbiano innalzato il tasso di investimento: più che raddoppiato per le micro-imprese, quasi raddoppiato per le piccole, cresciuto di circa il 35-45% per le medie, del 20-25% per le grandi.

ECONOMIA CIRCOLARE

Il progetto RES per il recupero e la valorizzazione dei materiali provenienti da autoveicoli dismessi

RES, società che opera da oltre 30 anni nel settore della Circular Economy e della sostenibilità ambientale, quotata sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana, ha siglato un contratto con Invitalia Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’Impresa per la concessione di agevolazioni per complessivi euro 1.517.208,59. L’investimento, che sarà realizzato all’interno del sito industriale ex Fonderghisa, è finalizzato alla realizzazione di una nuova unità produttiva destinata al trattamento in linea dei telai di autoveicoli dismessi,

da localizzare nel Comune di Pozzilli (IS), in località Camerelle SNC, già oggetto di delibera di ammissione ai benefici previsti dalla L. n. 181/1989 e s.m.i (rilancio aree di crisi industriale) da parte di Invitalia. L’ulteriore unità di business denominata “RES – UP CYCLING” andrà a rafforzare la dotazione impiantistica esistente e si propone di integrare, nel modello di business, una nuova proposta progettuale volta a realizzare un sito per l’autodemolizione ad elevata automazione mediante tecnologie avanzate, anche attraverso la valorizzazione di

EDILIZIA E COSTRUZIONI IN PVC

un sito industriale dismesso e l’assunzione di nuovo personale dedicato. I materiali recuperati verranno trattati e riciclati sia attraverso processi meccanici che chimici, altamente innovativi, mentre la parte non riutilizzabile verrà indirizzata negli altri impianti di smaltimento gestiti da RES. Il processo alimenterà gran parte degli impianti del Gruppo, in un circolo virtuoso di piena sostenibilità. Il materiale, una volta recuperato, rientrerà in parte nel ciclo produttivo dell’industria del settore automotive e in parte verrà rivalorizzato come nuova materia prima.

Il progetto RES si allinea perfettamente agli obiettivi del Green Deal europeo e del Piano d'azione per l'economia circolare, ponendo al centro la riduzione dei rifiuti.

“Con questo nuovo progetto, RES integra il recupero e riciclo degli autoveicoli fuori uso con le altre attività aziendali di riciclo e valorizzazione dei materiali", ha commentato Antonio Lucio Valerio, AD di RES S.p.A. "Il nuovo impianto, capace di gestire circa 6.000 veicoli l'anno, massimizzerà la recuperabilità dei materiali riducendo l'impatto ambientale”.

Renolit ottiene la certificazione VinylPlus Product Label

Renolit Alkorplan roofing products annuncia che lo stabilimento Renolit Iberica S.A. ha ottenuto la VinylPlus® Product Label per i suoi prodotti Renolit Alkorplan e Renolit ALKORTEC, un riconoscimento di eccellenza per lo sviluppo sostenibile nel settore edilizio e delle costruzioni

in PVC. Questo risultato mette in evidenza l’impegno continuo dell’azienda verso sostenibilità, trasparenza e innovazione nell’industria delle coperture.

La certificazione attesta la conformità di Renolit Iberica S.A. ai rigorosi criteri delineati nel documento VinylPlus Product

Label – Standard Criteria Document I.

La VinylPlus Product Label è uno schema di certificazione volontaria sviluppato da VinylPlus in collaborazione con il Building Research Establishment (BRE) e The Natural Step (TNS). È progettata per garantire la sostenibilità dei prodotti in PVC e dei loro componenti, nonché delle politiche e delle performance delle aziende che li producono. Per ottenere questa certificazione, le aziende devono soddisfare requisiti stringenti basati su cinque sfide chiave del programma volontario di sostenibilità VinylPlus: gestione a ciclo controllato; emissioni di organo-clorurati; uso sostenibile degli additivi; energia sostenibile

e stabilità climatica; consapevolezza della sostenibilità.

Oltre alle cinque sfide chiave di sostenibilità, la certificazione include anche altri criteri fondamentali, come la gestione organizzativa e la gestione della catena di fornitura. Tutti questi standard concorrono alla valutazione finale, che richiede un punteggio minimo totale di 30 punti, assicurando un approccio olistico alla sostenibilità.

La certificazione è stata concessa alle seguenti famiglie di prodotti, che ora sono autorizzate a utilizzare il marchio in tutta Europa (UE-27, più Regno Unito, Norvegia e Svizzera): Renolit Alkorplan: F Smart, F Bright, F Classic, L Classic, A Classic; Renolit ALKORTEC F.

TECNOLOGIE DI MISURAZIONE

Hexagon avvia la trasformazione digitale dei suoi stabilimenti

Hexagon, attivo a livello mondiale nelle tecnologie di misurazione per applicazioni industriali e manifatturiere, sta promuovendo progetti di trasformazione digitale nei suoi stabilimenti di Moncalieri e Grugliasco, in Piemonte. Tali iniziative fanno parte di un piano di sviluppo continuo volto a migliorare l'efficienza produttiva, ottimizzare l'uso delle risorse e promuovere la sostenibilità ambientale.

Nello stabilimento di Grugliasco, sede principale di Hexagon in Italia e centro di produzione di macchine di misura, è in fase di sviluppo un Digital Twin

energetico che combina due obiettivi strategici: digitalizzazione ed efficienza energetica. In questa prima fase, la tecnologia di scansione 3D Leica di Hexagon ha acquisito una densa nuvola di punti dell'ambiente per creare un modello tridimensionale dettagliato della struttura. Questo modello 3D della fabbrica digitale si è rivelato fondamentale per l'analisi e la pianificazione degli spazi, consentendo una disposizione ottimale delle macchine e l'identificazione tempestiva di eventuali ostacoli strutturali, come pilastri sporgenti o altezze non conformi, che avrebbero

potuto compromettere l'installazione di nuove attrezzature. Lo stabilimento di Moncalieri, specializzato nella produzione di componenti per macchine di misura a coordinate (CMM) destinati a una clientela internazionale, si è concentrato sulla riduzione degli scarti attraverso molteplici iniziative. L’adozione dell'illuminazione a LED e di altre misure di efficienza energetica in entrambi gli stabilimenti ha consentito di ridurre le emissioni di 250 tCO2e, pari al 52% del potenziale di riduzione complessivo. La riconfigurazione dei sistemi di riscaldamento e un migliore

isolamento hanno ulteriormente ridotto il consumo di gas rispetto alla media del periodo 2013-2019, con un calo del 37% a Grugliasco e del 6,5% a Moncalieri, riducendo rispettivamente di ulteriori 130 tCO2e e 7 tCO2e.

Le iniziative di digitalizzazione hanno anche ridotto l'uso di carta, permettendo una riduzione di circa 4 tonnellate di CO2 all'anno. Inoltre, nel corso del 2025, i pannelli fotovoltaici di nuova installazione forniranno il 44% del fabbisogno di energia elettrica, sulla base dei livelli di consumo del 2023.

TRATTAMENTI TERMICI

Carbotempra è una azienda di trattamenti termici, con impianti di ultima generazione, dotata di laboratorio per prove metallurgiche e tecnologiche. L’azienda è specializzata nella tempra di acciai per cuscinetti e speciali, nella cementazione gassosa e carbonitrurazione.

Laboratorio metallurgico

Cementazione

Carbonitrurazione

Tempra e rinvenimento

Sottoraffreddamento

Normalizzazione

Ricottura normale e in bianco Sabbiatura

I DATI ISTAT

Cresce la spesa in ricerca e sviluppo, ma aumentano i divari tra grandi e piccole imprese, con investimenti sempre più concentrati nelle realtà maggiori e nelle multinazionali. Mentre il contributo del settore pubblico e delle Università sale in modo significativo.

Secondo i dati ISTAT, per la R&S intra-muros sono stati spesi nel 2023 29,4 miliardi di euro, il 7,7% in più a prezzi correnti rispetto all’anno precedente. L’intensità di ricerca e sviluppo, misurata rispetto al Pil, rimane costante rispetto al 2022. La crescita interessa tutti i settori istituzionali, con incrementi rilevanti nelle istituzioni pubbliche e nelle Università (rispettivamente +14,5% e +9,9%). La spesa delle imprese aumenta del 5,4%, sostenuta dalle medie e grandi imprese, rispettivamente +2,8% e +7,3%. Un ulteriore calo interessa le piccole imprese (-2,3%).

Oltre l’80% della spesa privata in R&S è sostenuta da imprese appartenenti a gruppi multinazionali sia nazionali che esteri. Circa la metà di questa proviene da imprese appartenenti a multinazionali estere. I dati preliminari segnalano un contenuto incremento della spesa in R&S delle imprese per il 2024, +1,2% rispetto al 2023, mentre le aziende hanno programmato un aumento più consistente per il 2025 (+4,0% sul 2024).

CRESCE IL CONTRIBUTO DEL SETTORE PUBBLICO ALLA SPESA IN R&S

Nel 2023 la spesa del settore

R&S in crescita, ma l’Italia corre a due velocità

privato (imprese e non profit) continua a essere la principale componente della spesa in R&S intra-muros complessiva (60,1%).

Principali settori economici per spesa in R&S intra-muros. Anno 2023, percentuale sul totale

Le imprese hanno investito oltre 17 miliardi di euro con un peso pari al 58,4% della spesa totale, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,3 punti percentuali). Le Università, che con il 25,0% della spesa complessiva rappresentano l’attore

più importante della R&S dopo le imprese, partecipano alla spesa totale del 2023 con una quota in lieve aumento (+0,5 punti percentuali rispetto al 2022). Cresce il contributo del settore pubblico, responsabile del 14,9% della spesa totale (+0,9 punti percentuali rispetto al 2022).

Con riferimento alle fonti di finanziamento, le imprese finanziano oltre la metà della spesa in

R&S (15,0 miliardi di euro; 51,1% dei finanziamenti complessivi). Seguono il settore delle istituzioni pubbliche (10,8 miliardi; 36,9%) e i finanziatori stranieri (circa 2,9 miliardi; 9,8%). Rispetto al 2022 si rileva un sensibile aumento della spesa finanziata dal settore pubblico (+11,7%) e cresce notevolmente anche la componente finanziata dall’estero (+12,1%). Un aumento più contenuto interessa i finanziamenti delle imprese (+3,6%).

L’autofinanziamento si conferma la fonte principale della spesa per R&S delle imprese e del settore pubblico. In particolare, le istituzioni pubbliche finanziano l’88,7% del proprio settore, le imprese nazionali si autofinanziano per l’84,0%. Inoltre, le istituzioni pubbliche finanziano l’80,9% della spesa in R&S delle Università e il 43,7% di quella delle istituzioni non profit.

LA SITUAZIONE INSTABILE DELLE PICCOLE IMPRESE

L’aumento della spesa che si registra nel 2023 non interessa tutte le tipologie di imprese. I dati mostrano un sistema imprenditoriale fortemente diviso. Da un lato, la grande impresa (con almeno 250 addetti) continua ad aumentare le proprie spese in R&S; dall’altro, le piccole (con

I settori che investono di più in R&S si confermano la produzione di autoveicoli, di macchinari e di altri mezzi di trasporto: i tre settori insieme rappresentano oltre il 38,4% della spesa complessiva

meno di 50 addetti) registrano un ulteriore calo. In quest’ultima classe dimensionale si rileva, infatti, una riduzione del 2,3%, mentre nelle altre classi la spesa cresce: in maniera significativa nelle grandi imprese (+7,3%) e in misura più contenuta in quelle di media dimensione (+2,8%).

Le grandi imprese si confermano quindi il soggetto più importante nelle attività di R&S intra-muros, con circa 12,5 miliardi di spesa (pari al 73,1% della spesa complessivamente sostenuta dalle imprese) contro i 3,4 miliardi delle piccole e medie imprese (PMI). Il loro peso cresce (+1,3 punti percentuali rispetto al 2022), mentre si ridimensiona la quota delle piccole e medie imprese (rispettivamente di -0,9 e -0,4 p.p.).

Le imprese sono anche i principali finanziatori della spesa del

L’intensità delle attività di ricerca e sviluppo nelle regioni italiane. Anno 2023 (incidenza % della spesa in R&S complessiva e delle imprese sul PIL)

settore: indipendentemente dalla fascia dimensionale, quasi tutta la spesa in R&S delle imprese è finanziata dalle stesse unità attive nella R&S. Oltre all’autofinanziamento, che costituisce la modalità prevalente, differenti sono le altre modalità di finanziamento: per le piccole imprese si assiste ad una combinazione di finanziamenti pubblici ed esteri (rispettivamente 6,2% e 7,1%), mentre per le grandi imprese risulta importante il contributo fornito dai soggetti stranieri (12,0%).

I settori che investono di più in R&S si confermano la produzione di autoveicoli, di macchinari e di altri mezzi di trasporto: i tre settori insieme rappresentano oltre il 38,4% della spesa complessiva. Seguono l’elettronica, il comparto della Ricerca, l’informatica e la farmaceutica con quote superiori al 5%. Quasi tutti questi settori registrano importanti aumenti rispetto al 2022; in particolare, la spesa cresce di oltre il 10% nella produzione di macchinari e degli altri mezzi di trasporto. Solo il comparto della Ricerca, le telecomunicazioni e il settore dell’assistenza sanitaria riducono la spesa in R&S, rispettivamente del 9,1%, 6,1% e 2,0%. Riguardo alla governance aziendale, nuove evidenze empiriche prodotte dall’Istat attraverso l’integrazione dei registri economici evidenziano il ruolo predominante delle

ATTUALITÀ

multinazionali rispetto alla spesa in R&S in Italia.

Queste, a controllo estero o italiano, sono i principali attori della R&S privata in Italia: da esse dipende l’83,1% dell’intera spesa delle imprese, pari a 14,3 miliardi di euro. In particolare, le multinazionali a controllo estero sono responsabili del 44,6% contro il 38,5% della spesa sostenuta dalle multinazionali a controllo italiano. Solo l’8,8% della spesa è attribuibile a imprese appartenenti a gruppi domestici e un 8,1% spetta alle imprese indipendenti (ovvero, non appartenenti a gruppi). Rispetto al 2022, ad eccezione delle imprese appartenenti a gruppi domestici, si registra un aumento della spesa in tutte le categorie; un incremento che risulta superiore alla media nazionale nelle multinazionali (complessivamente +6,4%, +7,9% in quelle a controllo estero).

CRESCE LA SPESA IN ALCUNE REGIONI DEL MEZZOGIORNO MA NON SI RIDUCE IL DIVARIO CON IL NORD

Oltre metà della spesa totale

in R&S (il 59,8%, pari a circa 17,6 miliardi di euro), è geograficamente concentrata in Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte. La Lombardia contribuisce a circa il 20,0% della spesa totale, mentre le altre tre regioni partecipano con quote superiori al 10%. Altre quattro regioni sostengono una spesa di oltre un miliardo di euro: il Veneto (con una quota dell’8,0% della spesa nazionale), la Toscana (6,5%), la Campania (5,4%) e la Sicilia (3,6%). Rispetto al 2022 si registra una tendenza all’aumento della spesa in R&S in tutto il territorio nazionale con punte massime nel Nord-est (+10,5%) e nelle Isole (+13,7%, soprattutto per l’importante aumento del 17,1% registrato in Sicilia). Anche le regioni del Nord-ovest hanno complessivamente registrato incrementi superiori alla media nazionale (+7,9%), mentre la crescita della spesa nel Centrosud è inferiore al valore medio nazionale.

Le migliori performance sono registrate in Molise (+25,9%), Calabria (+18,5%) e Friuli-Venezia Giulia (+18,4%), ma risultati

molto positivi (con aumenti di oltre il 10%) si registrano anche in Sicilia, Provincia Autonoma di Trento, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste. Con riferimento alla composizione della spesa per tipologia di soggetto esecutore, si confermano grandi differenze territoriali tra il Nord e una parte del Centro (precisamente, Toscana e Marche), caratterizzati dalla prevalenza della spesa delle imprese (con punte che superano i tre quarti in Piemonte ed Emilia-Romagna) e il Mezzogiorno e il Lazio, in cui la spesa in R&S è sostenuta prevalentemente dal settore pubblico e dalle Università, con punte dell’80% in Sardegna e Calabria. La componente della R&S privata non profit si attesta sempre su valori inferiori al 3%, salvo raggiungere il 19,4% nella Provincia Autonoma di Bolzano/ Bozen. In termini di incidenza della spesa per R&S sul Pil, le migliori performance sono rilevate in Piemonte ed Emilia-Romagna, entrambe con valori superiori al 2,0%. Anche altre regioni del Centro-nord si posizionano sopra la media nazionale, mentre due regioni leader della R&S, quali il Veneto e la Lombardia, registrano intensità inferiori al livello nazionale. Infine, tutto il Mezzogiorno si colloca sotto la media nazionale. In termini di intensità della R&S delle imprese, Piemonte e Emilia-Romagna sono le regioni in testa, seguite da Friuli-Venezia Giulia e Lombardia. Nelle altre regioni più performanti, quali Lazio e Provincia Autonoma di Trento, prevalgono le componenti di R&S pubblica e privata non profit. Lo stesso si rileva in tutte le regioni del Mezzogiorno dove la R&S delle imprese risulta più debole e non riesce mai a superare le altre componenti della spesa totale in R&S.

TRASFORMAZIONE DIGITALE

Il Brasile è il paese partner di Hannover Messe 2026

La cerimonia ufficiale di apertura di Hannover Messe 2026 – fiera dedicata alla trasformazione industriale che si svolgerà dal 20 al 24 aprile

2026 ad Hannover, in Germania – vedrà Luiz Inácio Lula da Silva, presidente della Repubblica Federativa del Brasile, inaugurare l’evento insieme L’agenda

IMTEX Forming 21 - 25 gennaio 2026

Bangalore, India www.imtex.in

SamuExpo 5 - 7 febbraio 2026

Pordenone www.samuexpo.com

Solids 11 - 12 febbraio 2026

Parma www.solids-parma.it

A&T Automation & Testing 11 - 13 febbraio 2026

Torino www.aetevent.com

Fornitore Offresi 19 - 21 febbraio 2026

Erba www.fornitoreoffresi.com

al Cancelliere tedesco Friedrich Merz. In qualità di Paese Partner del prossimo anno, il Brasile presenta un profilo estremamente interessante: è la più grande economia dell’America Latina, dotata di vastissime risorse naturali e di un solido e diversificato tessuto industriale. Questo posiziona il Paese come una potenza economica globale e un partner altamente attrattivo per il commercio internazionale e la collaborazione tecnologica. Alla prossima Hannover Messe, il Brasile si presenterà sotto il tema “The Industry of Today”. Il Paese ha da tempo cercato una maggiore integrazione nelle catene di fornitura globali. Ora, il riallineamento mon -

diale dei flussi commerciali offre un’opportunità unica per utilizzare la fiera come piattaforma per promuovere la ratifica dell’accordo UEMercosur.

“Il Brasile è il Partner ideale per la Hannover Messe 2026, grazie non solo alla sua forza in tecnologie chiave come digitalizzazione ed energie rinnovabili, ma anche alla sua crescente rilevanza geopolitica", afferma Jochen Köckler, CEO di Deutsche Messe. "In un’economia globale in rapido cambiamento, la stretta cooperazione con il Brasile è di enorme importanza strategica. Questa combinazione rende il Brasile un partner indispensabile per la Germania e l’Europa”.

Mecspe 4 - 6 marzo 2026

Bologna www.mecspe.com/it

Global Industrie

30 marzo - 2 aprile 2026 Parigi, Francia www.global-industrie. com

Hannover Messe 20 - 24 aprile 2026

Hannover, Germania www.hannovermesse. de/en/hannover-messe-2026

Interzum Forum Italy 4 - 5 giugno 2026

Bergamo www.interzum-forum. it/it/home

35 BI.MU 13 - 16 ottobre 2026

Milano www.bimu.it

EuroBlech 20 - 23 ottobre 2026

Hannover, Germania www.euroblech.com

EMO 4 - 8 ottobre 2027

Milano www.emo-milan.com

Materiali Lavorati:

• Acciaio Inox 304/316/303/307

• Inconel628, Alloy, Monel

• Acciai comuni da costruzione;

• Acciai speciali;

• Acciai automatici e leghe leggere;

• Materiali plastici.

Lavorazioni eseguite:

• Tornitura da barra fino a Ф65

• Tornitura di ripresa fino a Ф 180

• Fresatura 4/5 assi fino a 800x400x300

• Produzione ingranaggi e dentatura

• Piccoli assemblaggi di precisione

F.lli Locatelli s.r.l. meccanica di precisione dal 1967

Settori di sbocco:

• Aeronautico e navale

• Costruttori di macchine/impianti

• Elettromeccanico

• Illuminotecnica

• Raccorderia speciale o ad alta pressione

• Settore Petrolchimico

• Valvole e piccoli gruppi premontati

• Ruote dentate e ingranaggi

• Medicale

• Settore alimentare

MATERIALI SIDERURGICI

Vanoli Ferro sceglie il fotovoltaico: due impianti per oltre 800 kWp sono stati realizzati da ECO The Photovoltaic Group. Una partnership che unisce innovazione, sostenibilità e radicamento nel territorio.

ECO The Photovoltaic Group ha realizzato per Vanoli Ferro due impianti fotovoltaici in copertura, raggiungendo complessivamente una potenza di 801,48 kWp. L’intervento ha permesso all’azienda siderurgica di Soncino (CR) di ridurre i consumi energetici da rete e abbattere le emissioni di anidride carbonica per circa 476.000 kg all’anno, garantendo al contempo una quota di autarchia del 43%. Attiva da oltre mezzo secolo nel mercato della vendita di materiali siderurgici, Vanoli Ferro rappresenta una realtà di riferimento del territorio cremonese, con una superficie operativa di 52.000 mq (di cui 33.000 coperti) dedicata allo stoccaggio e alla lavorazione di prodotti siderurgici. Taglio laser, zincatura e lavorazioni di precisione costituiscono il cuore dell’attività, che oggi guarda con decisione all’innovazione e alla sostenibilità.

Il percorso con ECO The Photovoltaic Group è iniziato con la realizzazione di un primo impianto da 380 kWp (1.104 moduli, 3 inverter, superficie di 2.142 mq) che ha garantito un risparmio annuo di oltre 210.000 kg di CO2 . A questo si è aggiunto il secondo impianto da 421,48 kWp (1.028 moduli, 3 inverter, superficie di 2.004

Impianti fotovoltaici in copertura per un'autarchia energetica del 43%

di

L'installazione dei pannelli fotovoltaici ha permesso a Vanoli Ferro di ridurre i consumi energetici da rete e abbattere le emissioni di anidride carbonica per circa 476.000 kg all’anno

mq) con una produzione stimata di 510.651 kWh annui e una riduzione di circa 266.000 kg di CO2

UNA COLLABORAZIONE

CHE VA OLTRE L'AMBITO

INDUSTRIALE

L’intervento ha incluso anche

La sede
Vanoli Ferro a Soncino (CR)

l’installazione di una colonnina di ricarica Mennekes a parete con gestione tramite app, a supporto della mobilità elettrica aziendale. La collaborazione si è estesa ad attività di manutenzione straordinaria e ad altri progetti condivisi svolti in partnership, come la realizzazione delle strutture portanti per impianti a terra siti nel territorio.

La collaborazione si estende oltre l’ambito industriale: ECO The Photovoltaic Group sostiene da anni la squadra di basket Vanoli Cremona, rafforzando un legame che unisce energia e sport.

“Ci siamo affidati ad ECO The Photovoltaic Group, nostro partner di fiducia da molti anni, col quale condividiamo l'importanza e la necessità di rispettare l'ambiente, valori che vanno ben oltre l'aspetto economico aziendale. La strada verso un futuro più sostenibile non si ferma qui: stiamo progettando l’ampliamento della nostra struttura con la costruzione di un magazzino coperto di 12.000 mq, realizzato interamente in ferro

– materiale riciclabile – e sul quale installeremo un nuovo impianto fotovoltaico sempre insieme ad ECO Group. Siamo più che mai convinti di voler lasciare alle future generazioni un’eredità di innovazione, sostenibilità e attenzione al territorio” ha dichiarato Arrigo Vanoli, amministratore delegato – Vanoli Ferro. “La natura è regolatrice di tutti i

Colonnina di ricarica Mennekes a parete con gestione tramite app, a supporto della mobilità elettrica di Vanoli Ferro

cicli biologici ed ecologici della Terra e l’essere umano ha la responsabilità di rispettarla e proteggerla. Consapevoli di questa urgenza, abbiamo scelto di agire concretamente: il nostro impegno si è tradotto in investimenti nel fotovoltaico e nell’acquisto di autovetture elettriche aziendali, scelte che rafforzano la sostenibilità come valore industriale e sociale e come eredità per le future generazioni”.

“La partnership con Vanoli Ferro è un esempio di come il fotovoltaico possa diventare parte integrante della strategia industriale, con benefici concreti sul piano dei costi energetici e dell’impatto ambientale. Lavorare insieme su più fronti – dagli impianti fotovoltaici alla mobilità elettrica, fino alla collaborazione tecnica per altri progetti – è la dimostrazione di un rapporto costruito sulla fiducia e sulla condivisione di obiettivi”, ha commentato Valerio Natalizia, CEO di ECO The Photovoltaic Group.

Vorwerk Siemen entra a far parte del gruppo Mewa

L'operazione è la naturale evoluzione di una storica collaborazione. Vorwerk Siemen è da tempo un subfornitore dello stabilimento di Immenhausen, dove vengono prodotti i panni in tessuto per la pulizia di impianti e macchinari industriali.

Nuova acquisizione per Mewa in costante espansione: il 28 febbraio 2025, la Bocholt Vorwerk Siemen GmbH & Co. KG è entrata a far parte del gruppo Mewa, specializzato nei servizi tessili. L'azienda appena acquisita continuerà a operare a Bocholt senza cambiamenti

significativi.

Costituita nel 1957, l’azienda a gestione familiare Siemen è esperto di mercato in Germania nella produzione di orditi e nella finitura di filati e continua a produrre, con un organico di circa 40 dipendenti, nella sede originaria di Bocholt,

nella Renania Settentrionale-Vestfalia. Grazie alla sua offerta di soluzioni specializzate per la filiera tessile, nel 2024 la società ha realizzato un fatturato di circa 8 milioni di euro.

L’ingresso nel Gruppo Mewa rappresenta l’evoluzione naturale di una collaborazione pluriennale. Siemen è infatti da tempo un partner affidabile e subfornitore storico della sede Mewa di Immenhausen, vicino a Kassel, dove viene realizzato uno dei prodotti core del Gruppo: i panni in tessuto per la pulizia di impianti e macchinari industriali.

“Siemen è una delle poche aziende specializzate nella finitura di filati che ancora produce in Germania. Grazie alla rapidità di for -

nitura e alla qualità sempre elevata, Siemen è da tempo un partner importante per la continuità e la sostenibilità dei nostri panni in Germania”, spiega Bernhard Niklewitz, CEO del Gruppo Mewa. Con questa acquisizione intendiamo consolidare il nostro rapporto in una prospettiva di lungo termine. Diamo un caloroso benvenuto a tutti i nuovi collaboratori e collaboratrici.

La famiglia di imprenditori, rappresentata da Michael, Jan e Nils Siemen, continuerà a seguire da vicino l’azienda, garantendo una transizione fluida tra le generazioni. Michael Siemen, amministratore delegato e socio di Siemen, sottolinea il rapporto di fiducia che lega le due aziende ed esprime soddisfazione nel poter affidare l’attività a Mewa, un successore con una visione a lungo termine.

"Siamo felici di poter contare su un partner solido, che condivide i nostri valori di azienda a gestione familiare e riconosce da anni le nostre competenze", sottolinea Michael Siemen.

"Il loro ulteriore sviluppo rappresenta un'opportunità vantaggiosa sia per entrambe le aziende che per i collaboratori di Siemen".

Foto Siemen/Mewa

SICUREZZA

CYBERSECURITY

Consulenza strategica e attuazione operativa per proteggere l'industria manifatturiera

La cybersicurezza è oggi una priorità assoluta per il settore manifatturie

dipendenza da fornitori e componenti di terze parti hanno ampliato

che consente agli aggressori di penetrare in profondità e su larga

a Centro Software di offrire servizi end-to-end che combinano

Parlano la lingua dei tuoi dati. Ne installi una, ne aggiungi cento: i processi rest ano gli stessi.

MONITORAGGIO

Freni di stazionamento, diagnostica predittiva e continuità operativa stanno cambiando il modo di progettare le macchine utensili. Soluzioni come i moduli di monitoraggio dei freni di Mayr dimostrano come una gestione evoluta degli assi possa diventare un vero elemento di vantaggio competitivo.

Il comparto italiano delle macchine utensili si trova oggi ad affrontare una fase di contrazione sul mercato interno, accompagnata però da un’ulteriore espansione dell’export. Secondo i dati più recenti, il 2024 ha segnato una flessione nella produzione e nella domanda nazionale, ma le esportazioni hanno continuato a crescere, confermando il posizionamento competitivo dei costruttori italiani sui mercati esteri. Le previsioni per il 2025 indicano un potenziale di recupero, con un ritorno alla crescita sia per la produzione che per gli acquisti interni. In questo contesto, fortemente competiti -

Controllo intelligente degli assi verticali

vo e tecnicamente esigente, le aziende italiane sono chiamate a investire in prestazioni d’eccellenza, garantendo precisione, ripetibilità e sicurezza dei processi per potersi distinguere.

ROBA-brake checker, un modulo elettronico avanzato sviluppato per monitorare costantemente lo stato dei freni elettromagnetici, senza necessità di sensori aggiuntivi o interventi strutturali sulla macchina

UN COMPONENTE DECISIVO

Il cuore di questa sfida si gioca anche sulla scelta dei componenti. Elementi come i freni degli assi verticali svolgono un ruolo fondamentale per garantire la sicurezza delle macchine e la continuità operativa. Per comprendere appieno la loro importanza, è utile fare un passo indietro e chiarire cosa si intende per “assi verticali” nel contesto delle macchine utensili.

In molte macchine utensili, uno degli assi di movimento principali è disposto verticalmente, ed è proprio su quest’asse che vengono montati carichi mobili come il mandrino, la slitta porta-utensili o una testa di lavorazione. Un esempio concreto è il centro di

lavoro verticale, una macchina molto diffusa per le operazioni di fresatura. In questo tipo di impianto, l’utensile è montato su una testa mobile che si muove lungo l’asse Z, ovvero in verticale, per avvicinarsi o allontanarsi dal pezzo in lavorazione.

COSA SUCCEDE SE IL FRENO

NON TIENE

Questa massa in movimento, composta dalla testa stessa e spesso anche dal motore mandrino, rappresenta un carico sospeso che deve essere mantenuto in posizione ogni volta che il motore è fermo, ad esempio durante un cambio utensile, una pausa nella lavorazione o un arresto di emergenza. In queste situazioni entra in gioco il freno di stazionamento, che ha il compito di bloccare l’asse verticale e impedire che il carico cada per effetto della gravità.

Tuttavia, come ogni componente meccanico, anche il freno è soggetto a usura e perdita di capacità frenante nel tempo. Se non monitorato, il suo degrado può passare inosservato fino

al momento in cui, improvvisamente, non è più in grado di trattenere il carico. Il rischio è quello di una caduta incontrollata dell’utensile o del mandrino, con possibili danni alla macchina, al pezzo in lavorazione o, nei casi più gravi, con pericolo per la sicurezza dell’operatore.

NORMATIVE E RICHIESTE

CRESCENTI

DI SICUREZZA

La necessità di integrare sistemi intelligenti di supervisione non deriva solo da motivi tecnici, ma trova riscontro anche nell’evoluzione normativa in ambito sicurezza. La Direttiva Macchine 2006/42/CE, i requisiti della ISO 13849 e le richieste delle grandi committenze internazionali impongono un livello crescente di controllo attivo sui componenti funzionali alla sicurezza. I freni degli assi verticali, se coinvolti in funzioni di arresto di emergenza o di mantenimento in posizione, rientrano a pieno titolo tra questi. Monitorarne lo stato non è solo una scelta tecnica, ma una risposta concreta alle aspettative del mercato, sempre più orienta -

to a impianti intelligenti, sicuri e interconnessi.

ROBA-BRAKE CHECKER: DIAGNOSTICA SENZA SENSORI

Per garantire la sicurezza deli impianti evitando fermi macchina imprevisti, è essenziale dotare la macchina di un sistema di diagnostica predittiva, in grado di segnalare per tempo il deterioramento del freno. Ed è proprio qui che si inserisce la proposta Mayr con ROBA-brake checker, un modulo elettronico avanzato sviluppato per monitorare costantemente lo stato dei freni elettromagnetici, senza necessità di sensori aggiuntivi o interventi strutturali sulla macchina. ROBA-brake checker analizza in tempo reale i parametri elettrici del circuito di alimentazione del freno – come corrente, tensione, resistenza e temperatura – e ne deduce lo stato operativo. In presenza di anomalie riconducibili a usura delle superfici frenanti, sovratemperature o malfunzionamenti del circuito, il modulo invia un segnale di avviso, consentendo agli operatori di programmare la manutenzione prima che si verifichi un guasto. Questo tipo di approccio, oltre a migliorare sensibilmente la sicurezza dell’impianto, permette di ridurre i tempi di fermo non pianificato e aumentare la disponibilità operativa della macchina.

DALLA REATTIVITÀ ALLA PREDIZIONE

Negli impianti moderni, la manutenzione predittiva rappresenta uno degli strumenti più efficaci per aumentare l’affidabilità e ridurre i costi operativi. Anziché intervenire solo dopo il guasto, o secondo intervalli temporali prefissati, i sistemi predittivi come ROBA-brake checker permettono di agire quando serve davvero, sulla base di dati reali. Il moni -

toraggio continuo dello stato del freno consente di programmare gli interventi con precisione, evitando sia fermi imprevisti sia sostituzioni premature. Un approccio che si traduce in maggiore disponibilità della macchina, ottimizzazione delle risorse di manutenzione e miglior controllo del ciclo produttivo.

IL

CONFRONTO: MANUTENZIONE TRADIZIONALE VS CONTROLLO ATTIVO

In un freno tradizionale, l’usura delle superfici di attrito e l’invecchiamento delle molle possono rimanere nascosti a lungo. Il componente continua a funzionare, ma progressivamente perde efficacia, fino a non garantire più la capacità frenante necessaria. Solo una verifica manuale – non sempre eseguita – può rivelare l’anomalia. Al contrario, un freno abbinato al ROBA-brake checker viene costantemente analizzato: eventuali deviazioni dai parametri normali vengono subito rilevate e segnalate. Il passaggio da una manutenzione “a occhio” a una diagnostica elettronica permette di trasformare un componente passivo in una fonte attiva di informazioni, al servizio della sicurezza dell’impianto.

UNO SCENARIO REALISTICO: IL

GUASTO

CHE SI POTEVA EVITARE

Immaginiamo un centro di lavoro verticale in cui il freno dell’asse Z sia usurato, ma il guasto non ancora emerso. L’operatore avvia il cambio utensile: il motore si disattiva, il carico sospeso – magari una testa da 40 kg – dovrebbe restare fermo. Ma il freno non tiene. In una frazione di secondo, la testa scende, colpisce il pezzo, danneggia la tavola e blocca la macchina. Il danno meccanico è grave, il ciclo di lavoro interrotto, l’intervento di ripristino complesso.

Se l’anomalia fosse stata rilevata in anticipo, sarebbe bastato un cambio freno programmato durante una pausa di manutenzione. È in scenari come questo che il valore di un sistema predittivo risulta evidente.

UNA TECNOLOGIA PER IL FUTURO

DELLA MACCHINA UTENSILE

Il sistema è compatibile con un’ampia gamma di freni Mayr, compresi i modelli ROBA-stop-M utilizzati proprio negli assi verticali delle macchine utensili, ed è installabile anche in retrofit su impianti già esistenti. Inoltre, grazie alla sua progettazione intelligente, ROBA-brake checker può dialogare con i sistemi di control -

lo della macchina e contribuire all’integrazione con le logiche di manutenzione predittiva proprie dell’Industria 4.0.

Il monitoraggio continuo dello stato del freno consente di programmare gli interventi con precisione, evitando sia fermi imprevisti sia sostituzioni premature

ROBA-brake checker è sempre più richiesto dalle imprese. Per questo Mayr Italia, apprezzata dai clienti anche per le sue lungimiranti politiche in termini di magazzino e logistica, gestisce le scorte di questo componente in modo da poter soddisfare prontamente le richieste, anche impreviste: ROBA-brake checker è sempre presente nel capace e attrezzato magazzino di Mayr Italia e disponibile per la consegna nel giro di pochissimi giorni dalla conferma dell’ordine.

In un settore in cui la differenza si gioca sempre più sulla precisione, l’affidabilità e la continuità del servizio, il monitoraggio intelligente degli assi verticali non è più un optional: è una garanzia tecnica e un vantaggio competitivo concreto.

COMPONENTI

HYGIENIC DESIGN

Sistema di fissaggio e tenuta per processi igienici

Nell’industria alimentare e in altri settori sensibili analoghi, è del tutto necessario rispettare rigorosi standard di sicurezza anche per i fissaggi a vite di macchine e impianti. In questi ambiti è opportuno prevenire i depositi, la corrosione e la formazione di germi.

Con il nuovo sistema Hygienic Usit® e i componenti complementari in acciaio inox, Norelem offre un sistema di avvitamento e tenuta completo sviluppato specificamente per le aree sensibili all’igiene. Questo sistema combina una tenuta affidabile, una facile pulizia e un’applicazione coerente dei principi di Hygienic Design, dettando nuovi

SISTEMA MODULARE

standard in tema di sicurezza dei collegamenti a vite nell’industria alimentare e in altri settori sensibili.

Le rondelle di tenuta e spessoramento Hygienic Usit costituiscono la base di questa serie di prodotti. La combinazione di rondella metallica e anello di tenuta fisso in EPDM o in Fluoroprene® garantisce una sigillatura sicura e priva di zone morte. Anche dopo ripetuti serraggi e allentamenti, le proprietà di tenuta restano costanti.

Un vantaggio particolare è costituito dalla facilità di pulizia del sistema di tenuta, senza bisogno di allentare i collegamenti a vite. Una soluzione ideale per le appli-

cazioni con alte temperature di sterilizzazione a vapore, i processi di pulizia complessi o i fluidi di processo contenenti grassi. Oltre alle rondelle di tenuta e spessoramento, Norelem offre un’ampia gamma di componenti in acciaio inox conformi alle direttive dell’Hygienic Design, che possono essere combinati con le rondelle: viti a testa esagonale e dadi ciechi (anche in set con rondelle di tenuta e spessoramento); impugnature a T con filettatura esterna o interna; spine di posizione con collarino conico igienico; viti ad alette e dadi ad alette; pomelli e leve di serraggio con filettatura esterna o interna.

Le impugnature a T dal design ergonomico, ad esempio, offrono una presa sicura e, grazie alle superfici lisce, sono particolarmente facili da pulire. Anche le spine di posizione sono progettate in modo da impedire allo sporco di aderire e semplificare i processi di pulizia.

Guide laterali ed elementi di sostegno per impianti di trasporto

Con il nuovo sistema modulare di componenti per gli impianti di trasporto, KIPP offre una soluzione modulare che si adatta ai materiali trasportati e agli ambienti più svariati: dall’industria alimentare e dell’imballaggio, fino alle tecnologie di automazione.

Guide laterali regolabili e componenti di supporto come connettori per tubi o elementi di sostegno sono parti indispensabili della moderna tecnologia di trasporto. Garantiscono infatti un orientamento preciso e una guida sicura del materiale trasportato, adattandosi alla sua dimensione, alla

sua forma e al suo materiale. Questo consente di trasportare serie di prodotti diverse senza impegnative riconfigurazioni.

Le nuove guide laterali di KIPP sono disponibili in un materiale plastico leggero e resistente alla corrosione (PE-UHMW). Il PE-UHMW assicura un minimo attrito tra la guida e il prodotto, consentendo così un trasporto estremamente delicato dei prodotti sensibili. Il sistema modulare, oltre alle guide laterali, comprende diverse varianti di supporti e morsetti. I morsetti singoli o doppi offrono una tenuta adeguata, mentre le barre

piatte regolabili in altezza consentono una regolazione millimetrica. Inoltre, KIPP mette a disposizione i morsetti adatti per l’impiego con profili tondi in acciaio inox. Oltre alle guide laterali, il sistema modulare di KIPP comprende elementi di sostegno che stabilizzano e mettono in sicurezza la struttura del trasportatore. I componenti impediscono la deformazione della struttura e garantiscono un orientamento preciso del nastro trasportatore. I connettori per tubi degli elementi di sostegno sono adattati ai diametri standard di 48,3 mm e 60,3 mm (DIN EN 10220) e consentono col -

legamenti trasversali stabili e adeguamenti modulari. A seconda della versione, la capacità di carico varia tra 1,5 kN e 9,6 kN. La gamma comprende elementi di base a due o tre gambe, connettori a T e teste di supporto. Tutti i componenti sono realizzati con materiali durevoli e resistenti alla corrosione.

Foto Norelem

E SCANNER LASER

Diagnostica industriale per controlli non distruttivi

Nel settore aerospaziale, la precisione e l'affidabilità sono essenziali. I componenti critici, come quelli utilizzati in questo campo, devono rispettare tolleranze estremamente strette e una qualità elevatissima. Il controllo di qualità, in questo contesto prevede, oltre che il tradizionale controllo dimensionale esterno anche il rilevamento e l'analisi della qualità interna del componente. I difetti all'interno dei pezzi non sono ovviamente visibili dall’esterno ma la loro individuazione è fondamentale per garantire che il prodotto finale rispetti gli standard di sicurezza e affidabilità richiesti. La macchina tomografica attraverso l'uso dei raggi X, da sola non è sufficiente a rilevare eventuali distorsioni geometriche

presenti sulla superfice esterna. In tutti questi casi si deve sopperire alla mancanza di quest’informazione affiancando, al controllo attraverso i raggi X, una scansione effettuata tramite strumenti di metrologia. Fino ad oggi non era ancora disponibile un sistema integrato che combinasse la potenza della tomografia computerizzata (TC) con strumenti di misura 3D integrati nella stessa macchina. Questo approccio “olistico” garantisce una visione precisa e accurata dei difetti interni ed esterni, identificando eventuali difetti ed errori geometrici. È precisamente quanto ha realizzato Gilardoni che, grazie a un lavoro congiunto con i professionisti Hexagon, si è assicurata che i diversi stru -

menti tecnologici lavorassero insieme in modo sinergico, per soddisfare le alte aspettative del cliente.

Il fulcro di questa nuova soluzione è rappresentato dal PrimeScan Hexagon, uno scanner ottico di elevata potenza e precisione. Questo dispositivo

utilizza una tecnologia a luce strutturata per ricostruire con accuratezza la forma esterna dei componenti. La sua funzionalità si integra perfettamente con l'analisi condotta tramite raggi X, che consente di penetrare nel materiale per esaminare gli aspetti interni del pezzo.

DANNI SUPERFICIALI

Soluzione NDT per migliorare l'ispezione delle superfici degli asset

Creaform, business unit di Ametek, Inc. e fornitore mondiale di soluzioni di misurazione 3D automatizzate e portatili, ha annunciato il lancio di Creaform Integrity Suite, una piattaforma software completa progettata per trasformare i processi di controllo non distruttivo (NDT) in settori quali oil&gas, produzione di energia, aerospaziale, trasporti e altri ancora. Questa nuova soluzione per la valutazione dei danni superficiali introduce un'interfaccia aggiornata e intuitiva che offre personalizzazione, velocità e chiarezza

senza precedenti per i processi di ispezione della corrosione o dei danni meccanici, fornendo ai proprietari degli asset la massima fiducia possibile nei risultati per il processo decisionale.

Il core di questa soluzione è HandySCAN 3D|EVO Series™, lo scanner 3D portatile più potente mai realizzato da Creaform. Dotata di touchscreen integrato, la serie EVO offre un controllo intuitivo e immediato agli operatori che effettuano ispezioni sul campo, riducendo al minimo la necessità di dispositivi aggiuntivi e rendendo i flussi

di lavoro più efficienti. Inoltre, grazie alla modalità di ispezione guidata integrata, gli operatori possono eseguire ispezioni semplificate e preconfigurate direttamente sullo scanner, con un numero minimo di passaggi e interazioni. Le funzionalità wireless, grazie al Mobility Kit, garantiscono inoltre agli utenti la libertà di accedere e scansionare asset in ambienti difficili o pericolosi, senza i vincoli dei cavi.

La fotocamera integrata ad alta risoluzione da 12 MP fornisce una documentazione visiva chiara e precisa, che

non solo supporta il feedback in realtà aumentata e la guida in tempo reale dell'operatore, ma garantisce anche report di alta qualità e tracciabilità per applicazioni NDT critiche, senza la necessità di una fotocamera aggiuntiva. Se abbinato a Creaform Integrity Suite, lo scanner integra la procedura di ispezione stessa, semplificando ogni fase, dall'acquisizione al reporting. Creaform Integrity Suite™ include moduli specializzati su misura per settori chiave: il modulo Pipeline, il modulo Aircraft, il modulo Pressure Equipment e l'Analysis Toolkit.

SUITE MODULARE

Hexagon Manufacturing

Intelligence propone soluzioni di misura dimensionale chiavi in mano ed economiche che permettono agli operatori di produzione di aumentare l’efficienza grazie a una scansione ad alta velocità e ad alta risoluzione.

Hexagon Manufacturing Intelligence ha due importanti innovazioni nell’ambito del controllo qualità dimensionale automatizzato di componenti di grandi dimensioni, che rendono le soluzioni Presto Quality Stations accessibili alle aziende che vogliono aumentare la produttività ma che devono far fronte a budget limitati e alla mancanza di competenze specialistiche, evolvendo la scansione ad alta risoluzione per un controllo qualità veloce e versatile.

La suite modulare di celle robotiche di misura di Hexagon contribuisce a migliorare il panorama delle misurazioni 3D di componenti di medie e grandi dimensioni in diversi contesti industriali, inclusi i settori automotive, aerospaziale e della produzione in generale. Le nuove configurazioni applicano alla gamma Presto Quality Station le nuovissime tecnologie di scansione 3D ottica Hyperscan e di scansione diretta del sistema Leica Absolute Tracker ATS800. Queste nuove opzioni integrano gli attuali modelli ad alte prestazioni Leica Absolute Tracker AT960 con Absolute

Scansioni intelligenti per il controllo qualità dimensionale

Scanner AS1, già impiegati nei processi di controllo qualità a bordo linea in impianti del settore automotive, ferroviario e aerospaziale. Queste soluzioni avanzate sono state progettate per portare un nuovo livello di flessibilità e precisione nelle applicazioni lungo tutta la supply chain per le quali le competenze, il budget e la complessità rappresentano un ostacolo all'automazione dei processi di controllo qualità. La nuova Presto Quality Station con Hyperscan offre scansioni intelligenti ad alta risoluzione con scansione ottica in tempo

reale a un prezzo molto più contenuto, rendendo l'automazione accessibile anche alle aziende con budget limitati. Inoltre, i nuovi modelli Presto basati su ATS800 offrono una scansione diretta ad alta precisione da grande distanza, consentendo misure sicure, efficienti e accurate anche di bordi e geometrie complesse. Ciò garantisce processi di assemblaggio precisi senza la necessità di utilizzare scanner montati su robot.

Grazie a flussi di lavoro per il controllo qualità dimensionale automatizzato implementabili in ore invece che in giorni e con

una formazione minima richiesta, questo sistema altamente scalabile offre un rapido ritorno sull’investimento. La piattaforma modulare supporta inoltre l’intercambiabilità dei sensori e offre un’ampia compatibilità con i software di metrologia, inclusi PC-DMIS, Inspire, SpatialAnalyzer di Hexagon e altre soluzioni di terze parti, fornendo ai produttori la possibilità di adattarsi alle diverse esigenze produttive e di controllo qualità.

ALTA PRODUTTIVITÀ IN AMBIENTI COMPLESSI

Grazie alla duplice modalità d’utilizzo – sia come dispositivo portatile per l’uso direttamente in produzione, sia in configurazione completamente automatizzata – il nuovo scanner 3D Hyperscan si distingue per l’elevata produttività anche in ambienti complessi. Offre una scansione 3D ad alta velocità con una densità di 8,3 milioni di punti al secondo su un’ampia area di 610 x 640 millimetri, garantendo prestazioni elevate grazie alla connettività Wi-Fi e a un sistema di tracciamento ottico che consente il posizionamento assoluto fino

a 7 metri di distanza, coprendo un volume di misura di 100 metri cubi.

Integrato in Presto Quality Station di Hexagon, Hyperscan fornisce un controllo qualità preciso, senza contatto e ad alta velocità, eliminando i colli di bottiglia nel controllo di parti di medie e grandi dimensioni. Il potente software di automazione robotica integrato nella soluzione permette a chiunque operi nel controllo qualità di creare rapidamente programmi ottimizzati e privi di collisioni per ispezionare un modello CAD, senza necessità di esperienza nella programmazione robotica.

Come tutte le soluzioni Presto Quality Stations, il sistema è utilizzabile con la maggior parte dei software di metrologia di terze parti, con un aumento immediato della produttività nei flussi di lavoro consolidati. Grazie alla tecnologia hole-flash e all’avanzato riconoscimento dei bordi, le caratteristiche più complesse vengono digitalizzate in modo rapido e accurato. Il tracciamento dinamico del pezzo assicura inoltre precisione anche in ambienti soggetti a

La suite modulare di celle robotiche di misura di Hexagon contribuisce a migliorare la misurazione 3D di componenti di medie e grandi dimensioni in diversi contesti industriali, inclusi i settori automotive, aerospaziale e della produzione in generale

vibrazioni e con l’uso di tavole rotanti, mantenendo al minimo l’ingombro della cella.

FRA LASER TRACKING E SCANSIONE DIRETTA

Grazie alla combinazione della tecnologia di laser tracking con la funzionalità di scansione diretta, ATS800 permette di misurare con precisione caratteristiche fino a 40 metri di distanza. Basato su una tecnologia di misura e posizionamento collaudata, migliora la produttività nella produzione e nell’assemblaggio di componenti di grandi dimensioni, permettendo di rilevare in modo rapido e sicuro caratteristiche critiche con elevata precisione, grazie alla nuova tecnologia TruePoint Interferometer.

Integrato nella Presto Quality Station di Hexagon con ATS800, questa soluzione chiavi in mano consente ai produttori di misurare con elevata precisione bordi sottili, elementi di fissaggio e altri dettagli complessi all'interno di una cella standardizzata, senza alcun rischio di collisione. I tempi di configurazione si riducono grazie al tracciamento automatico del riflettore, che si aggancia automaticamente a un riflettore montato nella cella, utilizzando la tecnologia brevettata PowerLock di Hexagon. Ciò consente al sistema di individuare automaticamente un riferimento di posizione assoluto quando i pezzi vengono caricati, velocizzando l’allineamento nei casi in cui si utilizzi una tavola rotante per l’orientamento dei componenti.

Rispetto a un sistema di scansione 3D, Presto Quality Station con ATS800 non richiede bracci robotici per automatizzare le misurazioni, offrendo un controllo qualità dimensionale automatizzato ad alta velocità e altamente flessibile a un costo decisamente inferiore e con una programmazione minima.

Secondo uno studio di Bonfiglioli Consulting l'industria italiana ha molte qualità, come la diffusione della Digital Transformation, una forte spinta verso la sostenibilità e l'integrazione progressiva dell'AI, che però risente ancora della mancanza di competenze interne.

L’industria italiana si scopre efficiente, sostenibile e in crescita, ma ancora troppo poco digitale. È questa la fotografia del nuovo studio “What’s Next nelle Operations? Benchmarking Study” di Bonfiglioli Consulting, ricerca biennale che analizza lo stato di maturità dell’industria nazionale in cinque aree chiave –operations, supply chain, sostenibilità, digitalizzazione e risorse umane – per mappare la transizione verso la Smart Factory.

Lo studio è stato presentato durante l’AI Operations Forum 2025, organizzato da Bonfiglioli Consulting e ospitato agli IBM Studios di Milano, con interventi di IBM Technology Italia, Automobili Lamborghini, Michelin, Oversonic e SCM Group, e contributi accademici di Francesco Ubertini (CINECA) e Alec Ross, esperto internazionale di politiche tecnologiche. L’indagine ha coinvolto oltre 100 aziende di 22 settori industriali, con un campione composto per l’85% da figure C-level e per l’83% da imprese con oltre 100 dipendenti, prevalentemente B2B (87%).

I risultati evidenziano performance solide in ambito sostenibilità (89%) e operations (71%), seguite da supply chain (67%) e risorse umane (58%), mentre la digitalizzazione si conferma la dimensione con maggior potenzia-

L’industria italiana è sostenibile ma ancora poco digitale

le di sviluppo (48%).

“I risultati dello studio confermano un tratto distintivo dell’industria italiana: una forte cultura al miglioramento continuo e alla ricerca dell’eccellenza e oggi l’Operational Excellence deve includere anche la sostenibilità. Concetti che riconduciamo ai principi Lean e alla capacità di ripensare i processi per creare valore", dichiara Michele Bonfiglioli, CEO di Bonfiglioli Consulting. "Ma rivelano anche un divario digitale che oggi non possiamo più permetterci. L’adozione dell’AI e delle tecnologie più innovative non è più un’opzione, ma una leva indispensabile per la competitività e la resilienza delle imprese”.

DIGITAL TRANSFORMATION: L’AI È

ANCORA AGLI INIZI

Lo studio di Bonfiglioli Consulting rileva un indice di maturità digitale

del 48% per le industrie italiane. Tra le tecnologie più diffuse a livello industriale spiccano gli ERP (73%), seguiti da CRM (34%), MES (32%), e Cloud (25%). Rimangono marginali i Digital Twin (9%), la robotica avanzata (12%) e la realtà aumentata e

virtuale (22%).

Ma quanto si percepiscono digitalizzate le imprese? Analizzando la percezione dei C-Level, il 53% del campione dichiara un livello basso di digitalizzazione, il 33% indica un buon livello, il 10% un livello alto e appena il 4% un livello molto elevato. L’adozione dell’Intelligenza Artificiale resta limitata: il 55% delle aziende non l’ha ancora implementata, il 34% l’ha avviata e solo il 3% la utilizza in modo consolidato o in costante miglioramento.

Per la Generative AI, la penetrazione è ancora più bassa: solo il 9% l’ha integrata nei processi quotidiani, mentre il 32% la sta testando o pianificando. Gli agenti AI compaiono in fase pilota nel 12% delle imprese, soprattutto in ambiti come customer service, sales&marketing e R&D. Le principali barriere all’adozione riguardano la mancanza di competenze interne (42%), la qualità dei dati (40,4%) e l’integrazione con i sistemi esistenti (38,4%), mentre solo l’11,5% indica i costi come principale ostacolo.

Nel manifatturiero, l’AI trova applicazione soprattutto in dashboard operative intelligenti (15,4%), manualistica tecnica (13,4%), formazione HR (11,5%) e ottimizzazione produttiva (9,6%).

Sul fronte degli investimenti, la maggioranza delle aziende (72%) destina tra l’1% e il 5% del fatturato alla

L'indice di maturità digitale per le industrie italiane è del 48%. Tra le tecnologie più diffuse a livello industriale spiccano ERP, CRM, MES e Cloud

digitalizzazione; un ulteriore 21% investe tra il 5% e il 10%, mentre solo il 2% supera questa soglia. Il 5% del campione, invece, non ha ancora avviato investimenti in quest’area.

SOSTENIBILITÀ: DA OBBLIGO

NORMATIVO A LEVA COMPETITIVA

La sostenibilità si attesta come un ulteriore elemento strategico dell’industria italiana, con un livello medio di maturità dell’89%. Il 74% delle imprese fino al 5% del fatturato a iniziative sostenibili, il 19% investe fino al 30% e solo il 7% non ha ancora investito in programmi strutturati. Per oltre il 35% ci sarà un aumento nei prossimi anni. A motivare gli investimenti sono soprattutto la compliance normativa (38%), la riduzione dei costi (34%) e il miglioramento della reputazione aziendale (28%).

OPERATIONS: VISIONE DI LUNGO

PERIODO E MIGLIORAMENTO

CONTINUO

I processi industriali italiani, incluse le fasi di procurement, logistica inbound e outbound e produzione, mostrano una buona maturità operativa (71%) e una chiara visione strategica: il 62% delle aziende dichiara di avere un programma di Eccellenza Operativa, e il 75% pianifica su orizzonti superiori ai tre anni. Gli obiettivi prioritari sono: dif-

ferenziare in termini di innovazione di prodotto, servizi e qualità (88%), ottimizzare i processi per ridurre i costi di prodotto (83%) e accelerare il Time-to-market (72%).

Circa il 33% delle aziende utilizza strumenti di miglioramento continuo in modo strutturato; i clienti sono coinvolti in questo processo per oltre l’83% degli intervistati e per i fornitori qualità e livello di servizio sono i parametri più importanti.

RISORSE UMANE: FORMAZIONE E TALENT RETENTION TRAINANO LA COMPETITIVITÀ

Le HR si confermano un pilastro strategico della trasformazione industriale, con un livello medio di maturità del 58% e una tendenza in crescita.

Nel 2025, il 92% delle imprese ha investito meno del 5% del fatturato in formazione, il 6% tra 5% e 10%, e solo il 2% non ha investito. Tuttavia, il 33% prevede di aumentare i budget destinati alla formazione nel prossimo anno.

L’adozione dell’Intelligenza Artificiale resta limitata: il 55% delle aziende non l’ha ancora implementata, il 34% l’ha avviata e solo il 3% la utilizza in modo consolidato o in costante miglioramento

I programmi formativi si concentrano su competenze tecniche (88%), soft skills (77%), sostenibilità (63%) e nuove tecnologie (63%), con un focus crescente su Intelligenza Artificiale (40%).

Per trattenere i talenti, le aziende puntano su: ambiente di lavoro stimolante (78%); percorsi di crescita e sviluppo professionale (66%), work-life balance (58%), retribuzione competitiva (47%).

GESTIONE

DEI PROCESSI

Dalla fusione tra CATA

Informatica e Macro Group prende vita Catamacro:

una nuova società con oltre 80 professionisti, di cui 60 tecnici qualificati, un portafoglio di 900 clienti e una presenza strategica su tutto il territorio italiano.

Catamacro è la nuova società nata dall’unione di CATA

Informatica e Macro Group, due realtà con oltre trent’anni di esperienza nell’integrazione di sistemi, nelle soluzioni gestionali e nei progetti di innovazione applicativa. Questa unione non è frutto di un progetto a tavolino, ma l’evoluzione naturale di una lunga storia condivisa che, nel tempo, ha portato le due aziende a collaborare su numerosi progetti. Da competitor a partner, questa esperienza ha fatto emergere non solo una forte complementarità di skill ed esperienze, ma anche il riconoscimento di una sintonia profonda in termini di visione strategica e operativa.

“Lavoriamo in uno dei mercati più competitivi, dove a fare la differenza sono la capacità di innovare e di mettere in campo competenze solide e specialistiche", spiega Mattia Macellari, Direttore commerciale di Catamacro.

"Collaborando insieme, nel tempo abbiamo capito che 1+1 non fa 2 ma

Competenze integrate per supportare le PMI attraverso la digitalizzazione

3. Catamacro nasce proprio da questa consapevolezza: dalla volontà di crescere e di proporci alle imprese con una struttura ancora più solida e organizzata, capace di affrontare sfide sempre più complesse con strumenti e risorse adeguati e potenziati. Dall’in-

Catamacro opera come partner strutturato e affidabile, in grado di accompagnare con continuità la trasformazione digitale delle imprese e di generare valore concreto

telligenza artificiale alla cybersecurity. abbiamo già tracciato direttrici di investimento chiare anche sugli ambiti più di frontiera con l’obiettivo di diventare l’interlocutore di riferimento e la finestra sull’innovazione per tutte le piccole e medie imprese italiane”.

UN INCONTRO TRA METODO E TECNOLOGIA

Integrando competenze specialistiche e complementari – ERP e CRM, logistica avanzata, Business Process Management, HR Tech, dogane digitali, Industria 4.0 e 5.0 – la società opera come partner strutturato e affidabile, in grado di accompagnare con continuità la trasformazione digitale delle imprese e di generare valore concreto.

Con oltre 80 professionisti, di cui 60 tecnici qualificati, distribuiti tra le sedi di Milano, Bologna, Torino, Treviso e Bolzano e supportati da una rete di partner nel centro e nel sud Italia, l’azienda gestisce un portafoglio di oltre 900 clienti su tutto il territorio nazionale.

L’organizzazione lavora con team dedicati, organizzati per aree di processo e focalizzati sulla progettazione di piattaforme integrate e sistemi gestionali evoluti, dove metodo e tecnologia si combinano. Questo approccio consente di definire modelli di governance solidi e predittivi, capaci di prevenire criticità, rafforzare la sicurezza e accompagnare in modo proattivo i percorsi di cambiamento e crescita delle aziende. Grazie alla capacità di personalizzare ed evolvere i sistemi gestionali standard, integrando componenti e tecnologie eterogenee, Catamacro supporta le imprese nel rendere più efficiente la gestione dei processi e nel prepararsi a nuovi scenari di business, mantenendo sempre al centro sicurezza, continuità e scalabilità.

“Questa unione nasce da un DNA comune fatto di principi, metodi e attenzione, con la stessa cura per la tecnologia come leva di sviluppo e la stessa centralità attribuita alle persone", sottolinea Fabrizio Lenzini, direttore commerciale di Catamacro.

"In un contesto in cui i progetti diventano sempre più complessi, mettere a sistema competenze, esperienze e strutture significa garantire soluzioni

più complete e un supporto continuo con un know-how più ampio e profondo: i clienti ne percepiscono subito il valore in termini di rapidità, qualità e continuità. È questo che ci ha fatto capire quanto fosse naturale unirci prima di tutto sul piano tecnico, più ancora che su quello commerciale”.

I LABORATORI DI SVILUPPO PER UNA

TECNOLOGIA FLESSIBILE

E

ABILITANTE

Un elemento distintivo del nuovo assetto societario è proprio l’integrazione dei laboratori di sviluppo software: due centri di eccellenza in cui convergono competenze tecni-

La società punta a progettare soluzioni su misura che non imbriglino le aziende in architetture rigide, ma che le rendano più libere di crescere, più sicure e più veloci nell’adattarsi al cambiamento

che e conoscenza dei processi che diventano un vero motore di innovazione applicativa. Non si tratta solo di scrivere codice o di personalizzare piattaforme: i laboratori sono luoghi in cui la tecnologia diventa flessibile e abilitante. L’obiettivo è chiaro: progettare soluzioni su misura che non imbriglino le aziende in architetture rigide, ma che le rendano più libere di crescere, più sicure e più veloci nell’adattarsi al cambiamento.

“La capacità di delivery è il cuore di tutto: non portiamo nelle aziende solo tecnologia, ma progetti concreti, funzionanti, che generano valore come, ad esempio, nella modernizzazione di piattaforme ERP legacy o nell’integrazione dei sistemi di fabbrica con i macchinari", ribadisce Andrea Fantoni, direttore tecnico di Catamacro. "L’unione dei team tecnici di CATA e di Macro Group ci permette di affrontare questa responsabilità con una forza nuova: competenze più ampie, una copertura più estesa dei processi e la possibilità di intervenire con un approccio integrato. Così possiamo offrire ai clienti soluzioni efficaci, senza compromessi, garantendo continuità e coerenza anche su tematiche evolutive come ricerca, sviluppo e formazione continua, che per noi sono leve indispensabili per mantenere alto lo standard del servizio”. Catamacro guarda al futuro con un obiettivo chiaro: accompagnare le imprese nella loro crescita aiutandole a scegliere la migliore innovazione. Su questa linea di sviluppo nasce la Catamacro Academy, un programma continuativo pensato per coltivare e attrarre talenti, formare nuove competenze digitali e diffondere una cultura dell’innovazione. L’Academy è un investimento strategico sulle persone: un motore continuo di crescita individuale e collettiva, capace di alimentare nuove competenze e una cultura consulenziale orientata all’innovazione, per preparare le professionalità che guideranno le PMI italiane nelle sfide di domani.

AI generativa basata su edge

Rockwell Automation, azienda mondiale di automazione industriale e trasformazione digitale, ha annunciato un’importante innovazione che porta l’AI generativa direttamente all’edge industriale. Rockwell introduce infatti l’integrazione di NVIDIA Nemotron Nano, uno small language model (SLM) progettato su misura e ottimizzato per

INNOVATION SUMMIT

FactoryTalk® Design Studio™ e per altri workflow delle soluzioni Rockwell, segnando così un passo avanti decisivo nell’implementazione dell’intelligenza in tempo reale a supporto dei team industriali.

In collaborazione con NVIDIA, Rockwell sta sfruttando il modello open-source NemotronNano-9B-v2 e NVIDIA NeMo

per offrire una funzionalità di AI generativa basata sull’edge, progettata specificamente per gli ambienti industriali. Le tecniche di distillazione di Nemotron Nano forniscono la base per uno SLM in grado di operare in contesti edge con requisiti inferiori di spazio e potenza rispetto a un tradizionale data center. Tramite il fine-tuning del modello con i dati utilizzati da FactoryTalk Design Studio Copilot, Rockwell sta creando una soluzione che apre nuove prospettive per i professionisti dell’automazione industriale. Progettato per essere utilizzato nei workflow di progettazione, sviluppo, produzione e manutenzione, il modello opera in modo fluido su pannelli HMI,

Digital twin integrato edge-to-cloud

In occasione dello Schneider Innovation Summit, AVEVA, esperto nel software industriale, ha presentato nuovi componenti chiave del suo digital twin per l’industria, rafforzando il ruolo della piattaforma Connect come cuore dell’intelligenza industriale edge-to-cloud.

Grazie ai miglioramenti di Aveva Asset Information Management, Aveva System Platform e Aveva PI Data Infrastructure, le aziende industriali potranno unificare informazioni ingegneristiche e dati operativi in tempo reale in un’unica interfaccia. Un passo decisivo per miglio -

rare l’affidabilità degli asset, accelerare le decisioni e ridurre i costi IT, abilitando analisi più precise e scalabili per le applicazioni di digital twin e garantendo al tempo stesso una gestione più sostenibile e intelligente delle operazioni. Nel corso dell’Innovation Summit è intervenuto anche Caspar Herzberg, CEO di Aveva, che ha evidenziato come la digitalizzazione e l’intelligenza industriale siano motori chiave della transizione energetica e dell’innovazione sostenibile, mentre Olivier Blum, CEO di Schneider Electric, ha illustrato la sua visione su AI e trasformazione energetica.

Durante la presentazione della propria visione e delle soluzioni per il digital twin industriale, gli esperti Aveva hanno raccontato come eliminando i silos di dati e favorendo la collaborazione senza interruzioni tra ingegneria, operations e IT, l’azienda punti a offrire ai propri clienti migliori prestazioni, maggiore efficienza energetica e intelligenza industriale azionabile lungo tutto il ciclo di vita degli asset. Per Aveva Asset Information Management, i nuovi aggiornamenti permettono di riunire in un unico contesto tutte le informazioni affidabili sugli asset, facilmente accessibili tramite

appliance, ambienti di sviluppo (IDE) su desktop e ambienti server o cloud privati. Supporta deployment sia edge sia airgapped, offrendo capacità di reasoning, prevedibilità e reattività superiori rispetto ad altri SLM.

Le prime valutazioni evidenziano il valore rivoluzionario di questo modello, grazie a nuove capacità di reasoning, elaborazione parallela e importanti progressi prestazionali che gli consentono di distinguersi nel panorama degli SLM. I risultati mostrano come il modello sia particolarmente adatto agli scenari industrial edge, dove reattività immediata, sicurezza dei dati e funzionamento offline sono elementi essenziali.

la piattaforma Connect. Grazie a un’interfaccia unica, flessibile e intuitiva, è possibile visualizzare e analizzare in un solo ambiente dati di ingegneria, manutenzione e asset, dai diagrammi P&ID, disegni e documenti tecnici fino alle letture in tempo reale dei sensori, agli eventi di processo e alle metriche storiche di performance. Parallelamente, Aveva PI Data Infrastructure continua a evolversi come una base moderna e flessibile per connettere rapidamente, contestualizzare e trasformare in azioni concrete gli insight industriali provenienti dai dati operativi.

Grazie all'iniziativa di PTC le startup avranno accesso gratuito a strumenti avanzati per affrontare al meglio le sfide legate a rapidità, complessità e conformità normativa nello sviluppo di prodotti A&D di nuova generazione.

PTC ha annunciato il lancio di Aerospace & Defence (A&D) Startup Program, iniziativa specificamente pensata per supportare le startup nelle prime fasi del loro percorso di crescita mediante l’accesso a strumenti tecnologici avanzati con cui accelerare lo sviluppo dei prodotti e trasferirli sul mercato in modo più rapido. Attraverso questo programma, le startup selezionate avranno accesso gratuito ad alcune delle soluzioni software più evolute dell’ecosistema PTC, tra cui: Creo+, soluzione di Computer-Aided Design fruibile in modalità SaaS (Softwareas-a-Service); Onshape, piattaforma cloud-native per la progettazione collaborativa e la gestione dei dati di prodotto (PDM); Codebeamer+, soluzione di Application Lifecycle Management (ALM); e un pacchetto base di Arena, la piattaforma cloudnative di gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM) e del sistema di qualità (QMS).

L’evoluzione del settore aerospaziale e della difesa sta progredendo rapidamente in tutti e cinque i domini operativi – mare, aria, terra, spazio e cyber – accelerando l’adozione di nuove tecnologie e ridefinendo al contempo il panorama delle minacce globali. In questo contesto in continua evoluzione, il settore è chiamato a operare con maggiore velocità, a integrare sistemi sempre più complessi e a fornire soluzioni SOFTWARE

Accelerare l’innovazione nel settore Aerospace & Defense

mission-critical con un livello di agilità senza precedenti. L’A&D Startup Program di PTC nasce proprio per rispondere a queste sfide, ovvero per consentire alle startup di sviluppare i loro prodotti in modo più rapido, efficiente e innovativo.

Attraverso questa iniziativa, le startup possono accedere gratuitamente a Creo+, soluzione CAD universalmente nota per le sue avanzate funzionalità di modellazione 3D e di gestione degli assemblaggi com-

Il settore aerospaziale e della difesa sta progredendo rapidamente con l'adozione di nuove tecnologie e al contempo la ridefinizione del panorama delle minacce globali

LE PIATTAFORME ACCESSIBILI

plessi, e a Onshape, la piattaforma cloud-native per la progettazione collaborativa che integra funzionalità CAD e PDM, ideale per team dinamici con esigenze IT ridotte. L’accesso a Onshape include anche Onshape Government, una versione specificamente sviluppata per rispondere ai requisiti di conformità delle normative di settore, come ITAR ed EAR, studiata per le agenzie federali e statali, gli appaltatori della difesa e le organizzazioni che operano in ambiti regolamentati. I partecipanti al programma hanno inoltre accesso a Codebeamer+, soluzione avanzata di Application Lifecycle Management (ALM) che supporta lo sviluppo agile attraverso la gestione integrata di requisiti, test e la tracciabilità end-to-end. Infine, è previsto anche l’accesso ad Arena, la piattaforma cloud-native di Product Lifecycle Management (PLM) e Quality Management System (QMS), progettata per garantire la conformità normativa e accelerare lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti su larga scala.

SUPPORTO CONTINUATIVO E MIRATO

Le startup idonee possono aderire al programma su base pluriennale, beneficiando di un supporto continuativo da parte di PTC lungo il percorso di crescita, fino al raggiungimento di traguardi strategici in termini di finanziamenti e sviluppo

del business. Oltre all’accesso gratuito alle soluzioni software precedentemente menzionate, le startup avranno l’opportunità di entrare a far parte dell’ecosistema di PTC, che comprende venture capitalist, incubatori, partner tecnologici e innovation leader. Il programma prevede anche iniziative di mentorship, occasioni di visibilità e opportunità di coinvolgimento diretto nell’industria Aerospace & Defense.

“Le startup del settore aerospaziale e della difesa affrontano alcune delle sfide ingegneristiche più complesse al mondo e necessitano di strumenti che siano in grado di supportare il loro percorso di innovazione e crescita”, dice David Katzman, General Manager di Arena e Onshape di PTC. “Con questo programma, PTC offre loro la possibilità di utilizzare le migliori soluzioni del mercato e di accedere a un supporto dedicato fin da

subito, cosicché possano crescere rapidamente, soddisfacendo i requisiti di conformità e restando concentrate sullo sviluppo delle loro innovazioni”.

“Lo sviluppo delle nostre soluzioni richiede precisione e strumenti affidabili in ogni fase”, ha dichiarato Mariarosa Argentiero, Chief Commercial Officer di ARCA Dynamics.

“Creo ci aiuta a migliorare la catena operativa e ad accelerare il rilascio di nuovi prodotti. È particolarmente potente per le startup, perché offre funzionalità avanzate orientate alla produzione senza la necessità di aggiungere altri componenti”.

“Progettare la prossima generazione di veicoli spaziali richiede strumenti non solo agili ma orientati al futuro, in linea con i prodotti che sviluppiamo”, ha dichiarato Ben Schleuniger, CEO e co-fondatore di Orbital Operations. “Abbiamo adottato Onshape grazie al programma di PTC, che ci ha fornito fin dal primo giorno una piattaforma veloce e sicura, perfettamente adatta alla collaborazione e all’iterazione continua. Con l’evolvere delle nostre esigenze, la transizione a Onshape Government ci ha permesso di gestire efficacemente i necessari requisiti di conformità, consentendo al contempo di mantenerci sempre concentrati sul nostro lavoro. Abbiamo particolarmente apprezzato il supporto e la collaborazione che PTC ci ha offerto in tutte le fasi del percorso”.

Oltre all’accesso gratuito alle soluzioni software, le startup avranno l’opportunità di entrare a far parte dell’ecosistema di PTC, che comprende venture capitalist, incubatori, partner tecnologici e innovation leader

Zebra Technologies e Merck hanno avviato una collaborazione finalizzata

alla co-creazione di soluzioni per affrontare le principali sfide legate alla sicurezza, alla tracciabilità e alla contraffazione dei prodotti, oltre a soddisfare la necessità di disporre di dati affidabili e di alta qualità per i sistemi di intelligenza artificiale.

di Stephan Pottel, Manufacturing Strategy Director, EMEA, Zebra Technologies

L’AI Summit di Parigi ha segnato un punto di svolta nel dibattito sull’intelligenza artificiale, spingendo gli esperti del settore manifatturiero a riconsiderare in chiave strategica le proprie iniziative in questo ambito. Ma se vogliamo parlare di AI, dobbiamo prima di tutto parlare di dati.

"L’adozione dell'AI europea è dedicata ad applicazioni complesse, che utilizzano i nostri dati e il nostro know-how industriale

Sfruttare l'AI per il monitoraggio dei processi produttivi

e manifatturiero", ha dichiarato la presidente dell'UE, Ursula von der Leyen.

In settori come quello farmaceutico, delle scienze della vita e manifatturiero, i casi d’uso e i requisiti normativi sono elevati e richiedono soluzioni tecnologicamente avanzate. Queste ambi -

zioni sull’AI sono naturalmente legate alla disponibilità di grandi volumi di dati ad alto valore e di qualità, generati da numerosi processi.

"Le aziende potranno collaborare e condividere i propri dati in modo sicuro", ha aggiunto la presidente von der Leyen. "Stiamo creando uno spazio sicuro per loro perché l’AI ha bisogno di competizione, ma anche di collaborazione".

IL MONITORAGGIO DELLE ATTIVITÀ IN EUROPA DEVE ACCELERARE

Il volume di dati generati lungo le catene di approvvigionamento e nei siti produttivi cresce in modo esponenziale e rappresenta una risorsa strategica per abilitare operazioni sempre più automatiz-

zate. Tuttavia, secondo il Manufacturing Vision Study di Zebra, solo il 15% dei leader del settore manifatturiero in Europa dichiara di disporre di un monitoraggio in tempo reale dello stato di avanzamento delle attività all’interno del processo produttivo. I responsabili affermano che, tra le principali criticità per la gestione della qualità, emergono la visibilità in tempo reale (28%), l'adeguamento a nuovi standard e normative (28%), l'integrazione dei dati (26%) e il mantenimento della tracciabilità (23%). L’accuratezza dei dati è fondamentale per aziende, supply chain e consumatori, che devono poter contare su informazioni complete, sicure e attendibili su processi e prodotti.

UNA COLLABORAZIONE PER DATI ACCURATI, SICURI E PRONTI PER L’AI

Zebra Technologies e Merck hanno avviato una nuova collaborazione strategica finalizzata alla co-creazione di soluzioni per affrontare le principali sfide legate alla verifica, all’autentici -

tà e all’affidabilità dei prodotti. Nell’ambito di questa partnership, M-Trust™ di Merck sarà la prima piattaforma di fiducia cyber-fisica che integra una soluzione di scansione mobile progettata per affrontare le sfide legate a sicurezza, tracciabilità e contraffazione dei prodotti.

Grazie al portafoglio e all'esperienza di Zebra nel mobile computing, nella visibilità degli asset e nelle soluzioni di acquisizione dell'identità e a quelle di autenticazione brevettate da Merck, la collaborazione si pone l’obiettivo di creare livelli di sicurezza, precisione e fiducia senza precedenti nelle catene del valore manifatturiere. Questa collaborazione offrirà alle organizzazioni dati di alta qualità per l'addestramento e il test dei modelli di AI, migliorando le capacità di analisi man mano che le soluzioni di AI vengono rese operative.

Secondo Thomas Endress, Head of M-Trust™ di Merck, unire le competenze delle due aziende in materia di identificazione e autenticazione, sarà fondamentale per fornire soluzioni in grado di garantire un accesso affidabile ai dati lungo l’intera filiera. Il primo risultato della collaborazione sarà un nuovo mobile

computer compatibile con la piattaforma M-Trust™, che consente alle organizzazioni di garantire la qualità e l'autenticità dei prodotti lungo le loro catene del valore, creando un legame indissolubile tra il mondo fisico e quello digitale grazie a gemelli digitali sicuri. Alimentata dalla tecnologia Web 3.0, la piattaforma M-Trust™ è progettata per evolversi con le tecnologie emergenti e rispondere ai requisiti normativi in continua evoluzione, come il Passaporto digitale del prodotto dell'UE. Questo consentirà ai clienti di prosperare in un contesto in rapido cambiamento e mantenere competitività e credibilità agli occhi di consumatori e autorità regolatorie.

SCANNER PORTATILE MULTIFUNZIONALE

Il dispositivo è costituito da uno scanner mobile costruito sul computer mobile TC58 di Zebra e dal rilevatore di pigmenti di sicurezza di Merck, il SEC-Reader, per scansionare i prodotti e condividere i dati per la piattaforma M-Trust™ tramite Wi-Fi 6E o 5G. Questa soluzione all-in-one consente ai clienti di verificare i prodotti senza dover cambiare dispositivo e include funzioni per la comu -

La tecnologia brevettata da Merck consente di legare in modo sicuro un oggetto fisico al suo gemello digitale, garantendo che entrambe le rappresentazioni dell'oggetto, fisica e digitale, rimangano sincronizzate e a prova di manomissione

TRANSIZIONE DIGITALE

nicazione in prima linea, come la radio bidirezionale, una fotocamera da 16 MP e uno scanner di codici a barre 1D/2D. Il TC58 è dotato di un processore octa-core Qualcomm™ 6490 di nuova generazione, con fino a 8 GB di RAM e 128 GB di memoria flash, oltre a uno slot per schede MicroSD da 2 TB, per offrire agli utenti tempi di risposta praticamente istantanei nelle applicazioni più impegnative, con una potenza di elaborazione, una memoria e uno spazio di archiviazione eccezionali.

Le aziende possono scegliere tra un motore di scansione 1D/2D per campi di lettura standard oppure un motore 1D/2D a campo avanzato con tecnologia Intellifocus™, in grado di acquisire codici a barre sia da oggetti tenuti in mano che da una distanza superiore ai 12 metri (a seconda del tipo e delle dimensioni della simbologia). Entrambe le opzioni

Questa collaborazione offrirà alle organizzazioni dati di alta qualità per l'addestramento e il test dei modelli di AI, migliorando le capacità di analisi man mano che le soluzioni di AI vengono rese operative

permettono per la prima volta di acquisire praticamente qualsiasi codice a barre in una frazione di secondo, indipendentemente dalle condizioni.

In caso di necessità, le capacità di scansione e di acquisizione dei dati del dispositivo possono essere aumentate con una slitta ultra-robusta e ad alta frequenza per l'identificazione a radiofrequenza (RFID) a portata standard ed estesa. Questi sled leggono fino a 1.300 tag RFID al secondo. Gli sviluppatori possono creare applicazioni che sfruttano appieno le capacità del dispositivo grazie alla suite software Zebra Cloud DNA, con kit di strumenti di gestione, strumenti browser per applicazioni web e API (Application Programming Interface) per integrare i dati dei codici a barre nelle applicazioni senza scrivere alcun codice. Il portafoglio M-Trust di Merck comprende anche un kit per sviluppatori con SDK (software developer kits) e API per una facile integrazione nelle attività esistenti.

BREVETTI PER LA SICUREZZA

Merck ha sviluppato una serie di brevetti che supportano questa nuova soluzione. Ad esempio, per identificare gli oggetti nel mondo fisico, Merck utilizza i brevetti crypto-chemicals e crypto-objects, che consentono alle macchine di creare identità sicure basate sulle caratteristiche degli oggetti. Questo risultato può essere ottenuto tramite pigmenti di sicurezza, PUF (physical unclonable functions) o persino soluzioni di machine learning per il riconoscimento delle immagini. Per garantire una connessione sicura nel mondo digitale, gli utenti possono utilizzare il brevetto Hash-Entropy-Enhancement. Questa tecnologia consente alle organizzazioni di gene -

rare hash riproducibili e sicuri a partire dall'impronta digitale del dispositivo. Per migliorare la robustezza, la facilità d'uso e la sicurezza, le caratteristiche chiave dell'oggetto fisico – come le informazioni ambientali quali la temperatura, la pressione, l'ora e la posizione - possono ora essere integrate nell'input hash trasferito a un gemello digitale. La tecnologia brevettata da Merck consente di legare in modo sicuro un oggetto fisico al suo gemello digitale, garantendo che entrambe le rappresentazioni dell'oggetto, fisica e digitale, rimangano sincronizzate e a prova di manomissione. M-Trust utilizza funzioni hash resistenti alle collisioni per generare il gemello digitale a partire dalle caratteristiche fisiche uniche dell'oggetto.

Sebbene la tecnologia Web 3.0 non abbia ancora espresso tutto il suo potenziale, è ancora ampiamente considerata da molti come il futuro di Internet. In questo contesto, la piattaforma M-Trust consente ai clienti di integrare nei propri sistemi la verifica dell’autenticità dei prodotti attraverso smart contract utilizzati per validare l’affidabilità dei dati e automatizzare gli accordi lungo la catena del valore. Con l’evoluzione della tecnologia Web 3.0, il portafoglio M-Trust giocherà un ruolo chiave nel colmare il divario tra competenze umane e soluzioni automatizzate nella gestione e nel controllo della qualità, abilitando al contempo nuove opportunità commerciali fondate sull’utilizzo strategico dei dati. Merck prevede che la propria piattaforma diventerà un elemento strategico per lo sviluppo dei modelli di business di nuova generazione, come il pay-per-part o il pay-perperformance, destinati a trasformare il panorama industriale.

MONITORAGGIO DELLE PERFORMANCE

I costruttori di macchine industriali possono ora usufruire di un accesso semplice, sicuro e veloce alla piattaforma IIoT di ifm electronic. Tra i benefici: validare nuove logiche di controllo, testare firmware da remoto e accelerare il time-to-market di nuove soluzioni.

Ifm electronic rafforza il proprio impegno verso i costruttori di macchine industriali con moneo|remote connect, la funzionalità della piattaforma IIoT moneo Cloud che consente una connessione da remoto sicura, veloce e intuitiva, pensata per semplificare il supporto post-vendita, ridurre i costi operativi e accelerare l’innovazione.

Grazie alla tecnologia WireGuard, più performante e sicura rispetto agli standard di mercato (come OpenVPN), moneo|remote connect permette agli OEM di diagnosticare in tempo reale, intervenire da remoto in modo mirato e ridurre drasticamente i costi legati a trasferte e fermi macchina. Il tutto con un’interfaccia user-friendly, adatta anche a operatori con competenze IT limitate.

Moneo Cloud non è solo uno strumento di raccolta dati, ma una piattaforma evoluta per il monitoraggio e l’ottimizzazione delle performance delle macchine. Grazie alla storicizzazione dei dati, agli insight e alla possibilità di analisi predit -

Connettività evoluta per OEM e utilizzatori finali

Grazie alla storicizzazione dei dati, agli insight e alla possibilità di analisi predittiva, gli OEM possono offrire un nuovo ed evoluto modello di service

tiva, gli OEM possono offrire un nuovo ed evoluto modello di service: non più solo reattivo, ma proattivo e basato sull’intelligenza dei dati. Un valore aggiunto che si estende anche ai reparti R&D, i quali possono utilizzare le informazioni per ottimizzare la progettazione e lo sviluppo di nuovi prodotti.

CONNESSIONE AL CLOUD SEMPLICE E IMMEDIATA, ANCHE SENZA COMPETENZE IT Ifm offre già oggi a OEM ed end-users una soluzione completa per l’accesso al cloud,

grazie ai suoi edgeGateway AE2400 (per applicazioni sul campo) e AE2100 (per installazione nel quadro elettrico).

L’installazione di moneo Cloud è progettata per essere rapida e intuitiva, anche in assenza di competenze informatiche: l’onboarding richiede meno di 30 minuti e consente di rendere disponibili i da dati provenienti da diversi impianti per la loro elaborazione centralizzata nella piattaforma.

Inoltre, la funzionalità remoteConnect è già integrata nei dispositivi edgeGateway e nel moneo IIoT Core (che raggruppa le funzionalità base essenziali della piattaforma), garantendo una connessione sicura e performante fin da subito.

IL PONTE TRA MACCHINE E MONEO CLOUD CHE RENDE IL SERVICE REMOTO PIÙ ACCESSIBILE

Per accompagnare però gli OEM nel percorso verso una connettività industriale evoluta, ifm presenta il nuovo edgeGateway S, un dispositivo compatto, robusto e progettato per semplificare l’integrazione delle macchine industriali con

la piattaforma moneo Cloud. Il lancio ufficiale è previsto in occasione di SPS in programma a Norimberga nel mese di novembre.

L’edgeGateway S garantisce prestazioni affidabili anche in ambienti industriali complessi. È dotato di processore dual core da 1,4 GHz, opera fino a 60 °C e si distingue per la sua facilità di installazione, grazie all’involucro IP67 che elimina la necessità di un quadro elettrico. Grazie a un formato ottimizzato e a un posizionamento competitivo, rappresenta una soluzione strategica per favorire l’adozione diffusa di moneo Cloud, offrendo agli OEM uno strumento concreto per abilitare nuove logiche di controllo, testare firmware da remoto e accelerare il timeto-market.

Con moneo|remote connect e con il nuovo edgeGateway S, ifm propone una combinazione vincente: una piattaforma cloud evoluta e una tecnologia hardware accessibile, pensata per abilitare un service proattivo, ridurre i costi operativi e accelerare il time-to-market. Ma il vero valore aggiunto

risiede nella trasformazione del rapporto tra OEM e endusers. In passato, il costruttore di macchine e l’utilizzatore finale erano spesso separati da una distanza operativa e informativa: la macchina veniva consegnata, e il dialogo si limitava a interventi di assistenza sporadici. Oggi, grazie a moneo Cloud, e in particolare alla funzionalità remote connect, questo paradigma cambia radicalmente.

Gli OEM possono ora mantenere un canale sicuro, controllato e continuo con le macchine installate presso i clienti. Questo consente:

Gli OEM possono ora mantenere un canale sicuro, controllato e continuo con le macchine installate presso i clienti

• Supporto tecnico proattivo e mirato;

• Aggiornamenti firmware da remoto;

• Diagnosi predittive e ottimizzazione delle performance;

• Accesso a dati reali di utilizzo per migliorare il design e lo sviluppo di nuove funzionalità.

Per gli end-users, i vantaggi sono altrettanto concreti:

• Monitoraggio in tempo reale dello stato degli impianti;

• Notifiche intelligenti e analisi di trend e anomalie;

• Decisioni basate su dati concreti;

• Maggiore efficienza operativa e riduzione dei fermi macchina;

• Ottimizzazione dei costi di manutenzione;

• Ottimizzazione di OLE (efficienza complessiva della forza lavoro) e OEE (efficienza complessiva degli impianti).

In un contesto in cui i dati industriali diventano un asset strategico, moneo Cloud si conferma come la scelta giusta per chi vuole trasformare la connettività in valore, abilitando un nuovo modello di collaborazione tra chi costruisce le macchine e chi le utilizza ogni giorno.

ELENCO INSERZIONISTI

IN QUESTO NUMERO

ABBIAMO PARLATO DI...

In nero sono indicate le inserzioni pubblicitarie

ECO THE PHOTOVOLTAIC GROUP 22

F LLI LOCATELLI 21

HAITIAN MM ITALY 4A COP.

HANNOVER MESSE 20 HEXAGON 31, 32 IFM ELECTRONIC 46 ISTAT 16

DIRETTORE RESPONSABILE: Simone Ghioldi

N. 6 NOVEMBRE/DICEMBRE 2025

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