il Comune di Feltre e la Fondazione Dolomiti Unesco per la promozione del patrimonio naturale montano, per cui le Dolomiti saranno protagoniste della manifestazione di giugno. «Attualmente quindi lavoriamo su due fronti - prosegue Gesiot -. Il progetto principale con l'utilizzo degli spazi interni ma anche su una seconda opzione portando tutto all'aperto, confidando che il tempo sia clemente». Una decisione maturata dalla volontà di essere vicini agli artigiani. Come spiega ancora Gesiot, «è una questione di principio». «A tutti i costi e con il parere contrario di molti, ho voluto fare l'anno scorso il concorso di forgiatura- conclude il presidente -. Quest'anno voglio fare l'intera mostra. Dobbiamo dimostrare agli artigiani che non ci arrendiamo di fronte ad un evento che, pur sconvolgente, non può fermare le nostre vite e le loro. Gli artigiani sono una delle categorie più penalizzate di tutti a causa del Covid, perché al supermercato si va, gli acquisti online si fanno, purtroppo le cose artigianali rimangono indietro. E noi vogliamo essere al loro fianco con questo evento». Eleonora Scarton
EDITORIALI E INTERVISTE L’Adige | 22 Aprile 2021 p. 38, segue dalla prima Giornata della Terra Editoriale a firma di Mario Tonina Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento e assessore all'ambiente Il 22 aprile di ogni anno è la Giornata della Terra delle Nazioni Unite, dedicata all'ambiente e alla salvaguardia del pianeta. Questa ricorrenza affonda le sue radici negli anni Sessanta, quando cominciava a diffondersi, soprattutto nelle nazioni più industrializzate, la consapevolezza di quanto fossero fragili e precari gli equilibri ambientali, messi a dura prova dagli incessanti processi di sviluppo. Col tempo, la Giornata della Terra è divenuta una preziosa occasione di riflessione ed un evento educativo che ha come protagoniste le nuove generazioni. Nel frattempo, quelle che alla fine del secolo scorso erano ancora previsioni sono oggi realtà, confermate da una mole significativa di dati scientifici. Mi riferisco in particolare al tema dei cambiamenti climatici, che i rapporti della Commissione intergovernativa sul clima delle Nazioni unite, hanno reso noto anche al grande pubblico. Una delle priorità indicate dalla Strategia 2021-27 dell'Unione europea, ovvero dove concentrare i fondi Ue per lo sviluppo sostenibile, riguarda proprio i cambiamenti climatici, e quindi le strategie di mitigazione e adattamento che è necessario e auspicabile mettere in atto. Il Trentino ha incorporato questo obiettivo nella sua Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, che verrà approvata a breve, al termine della fase partecipativa, ovvero del confronto con i cittadini e gli attori economico-sociali del territorio. Questa Strategia è uno dei principali strumenti di programmazione provinciale. Uno dei cinque obiettivi prioritari indicati nel documento è: «Per un Trentino più verde e privo di emissioni di carbonio». Quello che ci proponiamo, in breve, da qui al 2030 - quindi anche oltre gli orizzonti programmatici dell'attuale legislatura - è accelerare la transizione verso un'energia pulita, equa e rinnovabile, ponendo una particolare attenzione alla tutela delle risorse naturali, a partire dall'acqua, da cui proviene il "tesoro" rappresentato dall'energia idroelettrica al centro di un mio recente intervento legislativo approvato in Consiglio provinciale. Un Trentino più "verde" deve valorizzare inoltre la biodiversità e la rete delle sue aree protette (a loro volta oggetto della norma che ho sopra menzionato), affrontare con ancora maggiore decisione e consapevolezza il tema della gestione dei rifiuti, in un'ottica "circolare", ed individuare soluzioni coraggiose sul versante della mobilità sostenibile. Infine, deve mettere in campo nuove energie e risorse sul tema dell'educazione ambientale e ai consumi. La Strategia provinciale per lo sviluppo sostenibile, non possiamo nascondercelo, ci sta dicendo che i cambiamenti climatici potranno avere un forte impatto nei diversi settori dell'economia. Il ritrarsi di ghiacciai e falde d'acqua, i fenomeni di siccità, le frequenti frane e alluvioni potrebbero impattare sull'equilibrio idrogeologico, ma anche sul settore estrattivo, sulla biodiversità e sui suoli. I cambiamenti climatici ci si attende possano avere inoltre importanti conseguenze sull'agricoltura, sia, di nuovo, sotto l'aspetto della disponibilità idrica, sia per quanto riguarda l'eventuale cambiamento delle specie coltivate. Infine, a livello internazionale, questi cambiamenti potrebbero provocare un aumento dei flussi migratori, dovuti al crescere di povertà e disuguaglianze. Spetta alla politica trovare le risposte più appropriate. A "noi" come territorio dotato di un' Autonomia speciale, che spesso ci ha consentito di fare da apripista ed essere innovatori rispetto al resto del Paese. Ma anche a "noi" come cittadini del mondo, inseriti all'interno di una rete di delicati equilibri, di alleanze, di relazioni. Partendo dalle realtà più vicine, e a cui siamo storicamente legati - l'Alto Adige/Südtirol e l'Euregio - per poi guardare, con fiducia e disponibilità, anche all'Europa e al resto del mondo, ai luoghi dove si assumono le decisioni vincolanti per tutti e si elaborano gli scenari globali. Ad accompagnare l'azione della Provincia autonoma, e degli altri enti pubblici, c'è naturalmente l'Università di Trento e il sistema della ricerca, con le fondazioni Fem e Fbk.I Parchi naturali sono a loro volta dei preziosi alleati. Il Parco naturale Adamello Brenta, ad esempio, ha avviato da tempo il Progetto BioMiti, che si propone di comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici in atto