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PASSI DOLOMITICI: IL DIBATTITO
Alto Adige | 8 Aprile 2021
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«Bene i fonometri e i bus ma sui Passi serve altro»
ezio danieli CORVARA Corvara è pronta a fare qualcosa di concreto per frenare il traffico estivo sui passi dolomitici. Convinto com'è , il paese, che bisogna inventarsi qualcosa di concreto e di fattibile in vista della (auspicabile) ripresa del turismo dopo il forzato stop legato al Covid. Per prima cosa si punterà a concretizzare un esperimento per il quale si sono gettate le basi da parecchio tempo e che ora potrebbe concretizzarsi. «Vogliamo fare di tutto per convincere i nostri ospiti a lasciare le auto private ferme in paese. Ecco che puntiamo molto sull'uso dei mezzi di trasporto pubblico. La settimana prossima studieremo la possibilità di far girare un pullman lungo 12 metri che dovrà collegare Corvara con le sue frazioni e raggiungere le stazioni a valle degli impianti a fune. In più ci sarà il servizio Citybus che già collega il centro con la frazione di Colfosco dove è stata istituita una fermata nuova che ha dato buoni risultati finora». Chi parla è il sindaco Robert Rottonara più che mai convinto che «quella del servizio di trasporto pubblico sia l'unica strada percorribile, in un tempo ridotto».La Provincia intanto ha già installato quattro fonometri sui Passi dolomitici, in modo tale da riuscire ad avere un quadro completo anche sui rumori, ma la vera sfida per il medio periodo è quella di arrivare a una gestione digitale del traffico. Per quest'estate sono stati previsti bus aggiuntivi e un pacchetto di misure per invogliare tutti a lasciare l'auto in garage, ha detto l'assessore Daniel Alfreider. «I risultati dei fonometri saranno noti a breve e di conseguenza anche le possibili reazioni con i conseguenti provvedimenti - aggiunge il sindaco Rottonara - che siamo disposti a discutere. Resta il fatto che il contenimento dei rumori non è il provvedimento che serve. O almeno non è il solo. Bisogna fare di più». Cosa per esempio? «Il flusso dei veicoli in piena estate oscilla fra i 6 e i 10 mila mezzi che percorrono le strade di montagna. Sono davvero tanti. Bisogna riuscire a ridurli». L'esempio di Braies può essere applicato anche nella zona dolomitica? «A Braies c'è un'alternativa alla strada chiusa, rappresentata da shuttle e bici. Da noi è più difficile chiudere le strade o limitarne il traffico. Chi va in bici non riesce infatti a superare certi dislivelli». Per Selva e Corvara la giunta provinciale ha previsto di fermare le auto nei due paesi e di potenziare gli autobus fino alle stazioni a valle degli impianti a fune. «È il concetto sul quale stiamo lavorando - continua Rottonara - con la prova del pullman lungo 12 metri. Dovesse dare la prova esiti positivi, il pullman sarà istituito la prossima estate. Con il Citybus fino a Colfosco i risultati dovrebbero essere confortanti».Resta irrisolto il nodo di passo Gardena, più volte chiuso anche d'estate a causa di frequenti frane. «È un problema che ci sta a cuore - continua Rottonara - ma sappiamo che la Provincia si sta occupando della questione con uno studio articolato che dovrebbe portare a qualche risultato pratico. Speriamo davvero». La Gardena riproporrà anche quest'anno la carta di mobilità che consentirà, ad un prezzo conveniente, di utilizzare seggiovie e telecabine. Porterà ad un sensibile riduzione del traffico privato. Perché in Alta Badia non si è ripetuta la Mountain Pass che era in vigore con le stesse caratteristiche fino a qualche anno fa? «Mi dicono all'associazione turistica che c'erano grossi problemi da superare, compreso quello dei costi. Sarebbe qualcosa in più da mettere sul banco delle proposte per contenere il traffico».
L’Adige | 10 Aprile 2021
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Sul Sella un'estate senza i pedaggi
andrea tomasi VAL DI FASSA Chiusura dei passi dolomitici al traffico veicolare? No. Solo «prove tecniche» nel circolo Sella. La Provincia di Trento ha approvato il protocollo d'intesa, che richiede la firma degli altri protagonisti (la Provincia di Bolzano, il Comune di Selva di Val Gardena, il Comune di Corvara, il Comune di Canazei, la Regione Veneto, la Provincia di Belluno e il Comune di Livinallongo). L'accordo dovrebbe essere siglato in maggio e poi si dovrà iniziare a promuovere attività coordinate per garantire alternative ai mezzi a motore. Parole di Roberto Failoni, assessore provinciale al turismo, che commenta così la delibera di giunta con cui Trento ha approvato il documento: «È un passo avanti per la mobilità sostenibile. Entro il mese di aprile contiamo di vedere concluse tutti le procedure burocratiche per poi arrivare alle firme. Non è prevista una chiusura estiva dei passi dolomitici. Magari a settembre potremo fare qualche test, ma non sono state prese decisioni. Quel che è certo è che ora c'è grande dialogo fra i territori e, grazie anche a qualche finanziamento europeo, faremo in modo di dare delle alternative al transito veicolare». Quella dei passi dolomitici è materia "incandescente" e così Failoni
indossa scarponi di piombo per camminare su questo terreno e misura le parole. Sa bene che c'è chi, soprattutto sul versante altoatesino, vorrebbe lo stop al traffico ma sa a anche che, dopo la botta all'economia turistica data dal Covid, gli operatori del settore non vogliono sentir parlare di restrizioni ai passaggi. «Dobbiamo trovare formule per ridurre il traffico, con l'implementazione di una serie di servizi legati all'e-bike. Dove possibile vogliamo che la gente possa usare gli impianti a fune o bus ecologici. Vogliamo andare a cercare finanziamenti europei, in sinergia con l'Alto Adige e anche con il Veneto». A chi gli dice che finora l Trentino è stato piuttosto freddo in materia di chiusura dei passi, Failoni risponde che no, che c'è una «visione comune. Proponiamo mezzi alternativi per attraversare il territorio». Ma sarà un invito o un obbligo? «All'inizio sicuramente un invito. Possiamo pensare a degli incentivi». Ma lei è favorevole o contrario al pedaggio? «I ragionamenti saranno da fare tutti insieme. Di sicuro, se fai un pedaggio ai cittadini devi dare delle alternative. Dipende anche da come al pensano gli amministratori degli altri territori. Vedremo. Ipotizziamo delle prove sul finire dell'estate».Di più l'assessore provinciale non dice. Non resta che il comunicato ufficiale che riassume il vago accordo (l'operazione è promossa da Failoni e dall'assessore all'ambiente e vicepresidente Mario Tonina). «La realizzazione di sistemi di mobilità integrata, per decongestionare il traffico sui passi dolomitici e nelle valli attorno al Gruppo del Sella, per ridurre l'inquinamento acustico e atmosferico e per promuovere in modo coordinato ed integrato un approccio sostenibile alle Dolomiti Patrimonio Naturale UNESCO: questo l'obiettivo del Protocollo d'intesa fra le Province autonome di Trento e di Bolzano, il Comune di Selva di Val Gardena, il Comune di Corvara, il Comune di Canazei, la Regione Veneto, la Provincia di Belluno e il Comune di Livinallongo. «L'intesa - spiegano gli assessori nella nota - vuole dare continuità e concretezza ad una collaborazione già avviata negli scorsi anni fra i territori e le amministrazioni interessate. Verrà costituito a questo proposito un coordinamento per definire quali interventi mettere in campo o perfezionare per raggiungere il comune obiettivo di un diverso approccio dei cittadini, sia residenti che visitatori, ai passi dolomitici, in particolare attorno al massiccio del Sella».Gli obiettivi del nuovo accordo sono «la riduzione delle emissioni di gas clima-alteranti, conformemente agli obiettivi del Green Deal europeo, incentivando l'uso di mezzi non inquinanti, anche con la creazione di centri di interscambio tra mezzi di trasporto privati e pubblici. Il nuovo impulso dato alla realizzazione di sistemi di mobilità integrata a zero emissioni dovrà generare inoltre un miglioramento della qualità della vita e dell'ambiente».«Le Province autonome, la Regione del Veneto, la Provincia di Belluno, i Comuni di Selva di Val Gardena, Corvara, Canazei e Livinallongo - si legge - si impegnano inoltre a individuare in una prima fase misure immediate nel 2021/22 per facilitare la mobilità attiva (ad esempio l'incremento dell'offerta del trasporto pubblico locale, creazione di biglietti integrati e rispettive campagne di comunicazione); individuare gli interventi di progettazione ingegneristica sulla viabilità esistente nel periodo 2023-24; analizzare le possibilità tecniche e giuridiche per ottimizzare e regolare i flussi; individuare un'interfaccia di informazione condivisa dei flussi del traffico delle quattro valli; creare un sistema digitale di gestione e analisi traffico intorno ai quattro Passi; supportare l'avvio di richieste congiunte a livello politico-amministrativo nazionale con l'obiettivo di attingere a cofinanziamenti europe. I firmatari definiranno entro i prossimi 60 giorni, un Piano di attività biennale. Faremo in modo di dare delle alternative al transito veicolare».
Alto Adige | 10 Aprile 2021
p. 33
Mezzi pubblici e bici per liberare le Dolomiti dalle auto
passi dolomitici. La realizzazione di sistemi di mobilità integrata per decongestionare il traffico sui passi dolomitici e nelle valli attorno al Gruppo del Sella, per ridurre l'inquinamento acustico e atmosferico e per promuovere in modo coordinato e integrato un approccio sostenibile alle Dolomiti è l'obiettivo del Protocollo d'intesa fra le Province autonome di Trento e di Bolzano, il Comune di Selva di Val Gardena, il Comune di Corvara, il Comune di Canazei, la Regione Veneto, la Provincia di Belluno e il Comune di Livinallongo, il cui testo è stato approvato ieri dalla Giunta provinciale trentina. "L'intesa - spiegano i promotoriu - vuole dare continuità e concretezza ad una collaborazione già avviata negli scorsi anni fra i territori e le amministrazioni interessate. Verrà costituito a questo proposito un coordinamento per definire quali interventi mettere in campo o perfezionare per raggiungere il comune obiettivo di un diverso approccio dei cittadini, sia residenti che visitatori, ai passi dolomitici. Tre le finalità, quindi, fra di loro strettamente collegate: migliorare la qualità dell'ambiente, ma anche la qualità della vita delle popolazioni coinvolte e l'esperienza a cui i visitatori hanno accesso quando scelgono questa meta straordinaria".Gli obiettivi del nuovo accordo, in linea con i protocolli internazionali in materia di sostenibilità e tutela dell'ambiente, sono molteplici. In primo luogo, naturalmente, la riduzione delle emissioni di gas clima-alteranti, conformemente agli obiettivi del Green Deal europeo, incentivando l'uso di mezzi non inquinanti, anche con la creazione di centri di interscambio tra mezzi di trasporto privati e pubblici, ed in generale riducendo il numero di passaggi veicolari sui passi e nei centri abitati.Il nuovo impulso dato alla realizzazione di sistemi di mobilità integrata a zero emissioni dovrà generare inoltre un miglioramento della qualità della vita e dell'ambiente a beneficio dei cittadini che vivono nelle valli interessate, ma con ovvie ricadute positive anche per i moltissimi visitatori, che potranno godere appieno della singolarità e della bellezza dei luoghi."Per raggiungere questo risultato - commentano i promotori dell'accordo - è necessario un grande sforzo di integrazione strategica ed operativa di tutti soggetti coinvolti". L'intesa raggiunta prevede fra l'altro la costituzione di una organizzazione interprovinciale per attuare il Piano pluriennale per la mobilità sui passi dolomitici e monitorarne gli sviluppi, raccogliere i dati sul traffico veicolare, così da valutare con accuratezza non solo l'intensità e la
frequenza dei flussi, ma anche le caratteristiche tipologiche del traffico attraverso le 12 stazioni di monitoraggio esistenti, e predisporre la documentazione necessaria ad accedere a finanziamenti nazionali ed europei.Nello specifico, i promotori del protocollo si impegnano inoltre a: "individuare in una prima fase misure immediate nel 2021/22 per facilitare la mobilità attiva (ad esempio: incremento dell'offerta del trasporto pubblico locale, creazione di biglietti integrati e rispettive campagne di comunicazione); individuare gli interventi di progettazione ingegneristica sulla viabilità esistente nel periodo 2023-24 (fra cui: corsie ciclabili lungo le strade dei passi dolomitici, parcheggi dedicati in ciascuna delle quattro valli); analizzare le possibilità tecniche e giuridiche per ottimizzare e regolare i flussi; individuare un'interfaccia di informazione condivisa dei flussi del traffico delle quattro valli; creare un sistema digitale di gestione e analisi traffico intorno ai quattro Passi; supportare l'avvio di richieste congiunte a livello politico-amministrativo nazionale con l'obiettivo di attingere a cofinanziamenti europei per l'implementazione del progetto.I firmatari definiranno entro i prossimi 60 giorni, un Piano di attività biennale, comprensivo del dettaglio delle attività per i primi 6 mesi, e individueranno le strutture da coinvolgere nelle diverse attività, nonché i referenti tecnici e amministrativi per l'attuazione del Protocollo, che ha durata biennale è eventualmente rinnovabile.
Corriere delle Alpi | 10 Aprile 2021
p. 30
Un protocollo per l'accesso sostenibile ai passi
LIVINALLONGO Le Province autonome di Trento e di Bolzano, i Comuni di Selva di Val Gardena, Corvara e Canazei, la Regione Veneto, la Provincia di Belluno e il Comune di Livinallongo hanno sottoscritto un protocollo per l'accesso sostenibile ai passi dolomitici. «L'intesa», spiega il sindaco di Livinallongo, Leandro Grones, «si propone la realizzazione di sistemi di mobilità integrata, per decongestionare il traffico sui passi e nelle valli attorno al gruppo del Sella, per ridurre l'inquinamento acustico e atmosferico e per promuovere in modo coordinato ed integrato un approccio sostenibile alle Dolomiti Unesco».Il testo è stato approvato ieri dalla giunta provinciale di Trento, su proposta dell'assessore al Turismo Roberto Failoni e di quello all'Ambiente Mario Tonina. Verrà costituito a questo proposito un coordinamento per definire quali interventi mettere in campo o perfezionare per raggiungere il comune obiettivo di un diverso approccio dei cittadini, sia residenti e sia visitatori, ai passi dolomitici, in particolare attorno al massiccio del Sella, una delle aree più sensibili per la forte pressione antropica che vi si esercita sia d'estate e sia d'inverno. Tra gli obiettivi, in primo luogo, la riduzione delle emissioni di gas clima-alteranti, fra l'altro riducendo il numero di passaggi veicolari sui passi e nei centri abitati. Il nuovo impulso dato alla realizzazione di sistemi di mobilità integrata a zero emissioni dovrà generare - questo è l'impegno - un miglioramento della qualità della vita e dell'ambiente a beneficio dei cittadini che vivono nelle valli interessate, ma con ovvie ricadute positive anche per i moltissimi visitatori, che potranno godere appieno della singolarità e della bellezza dei luoghi. L'accordo prevede fra l'altro la costituzione di una organizzazione interprovinciale per attuare il Piano pluriennale per la mobilità sui passi dolomitici e monitorarne gli sviluppi, raccogliere i dati sul traffico veicolare, così da valutare con accuratezza non solo l'intensità e la frequenza dei flussi, ma anche le caratteristiche tipologiche del traffico attraverso le 12 stazioni di monitoraggio esistenti, e predisporre la documentazione necessaria ad accedere a finanziamenti nazionali ed europei.« Le Province autonome, la Regione Veneto, la Provincia di Belluno e i Comuni», spiega il presidente Roberto Padrin, «si impegnano inoltre a individuare in una prima fase misure immediate nel 2021/2022 per facilitare la mobilità attiva (ad esempio: incremento dell'offerta del trasporto pubblico locale, creazione di biglietti integrati e rispettive campagne di comunicazione, ndr».Altro obiettivo: individuare gli interventi di progettazione ingegneristica sulla viabilità esistente nel periodo 2023-2024, fra cui corsie ciclabili lungo le strade dei passi dolomitici, parcheggi dedicati in ciascuna delle quattro valli. E ancora: analizzare le possibilità tecniche e giuridiche per ottimizzare e regolare i flussi; individuare un'interfaccia di informazione condivisa dei flussi del traffico delle quattro valli. I firmatari definiranno entro i prossimi 60 giorni, un Piano di attività biennale. --francesco dal mas© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’Adige | 11 Aprile 2021
p. 37
Lorenz: «Sui passi non coinvolti Ma nel 2019 abbiamo sbagliato»
VAL DI FASSA «Il protocollo d'intesa sui Passi Dolomitici? Non ne sappiamo nulla, non siamo stati informati».Interpellato per capire cosa pensa dell'intesa, annunciata venerdì dagli assessori Mario Tonina e Roberto Failoni, tra i 4 Comuni che si affacciano sui valichi del Sella,
del Pordoi e del Gardena, le Province autonome di Trento e Bolzano, di Belluno, la Regione Veneto, il presidente dell'Apt Fassa Fausto Lorenz risponde così. Lorenz si riserva quindi una valutazione del Protocollo, ma intanto dice: «Per conto mio abbiamo sbagliato, dopo l'esperienza di #dolomitesvives nei mercoledì di luglio e agosto 2018, a non tener duro sulla chiusura dei passi almeno un giorno alla settimana: dovevamo spingere su questo, con eventi programmati con largo anticipo e con una promozione mirata. Invece, nel 2019, il sistema di accessi contingentati è stato un fallimento, un caos totale. Lì ci sarebbero volute le forze dell'ordine, per far rispettare le regole».Poi tutto è stato lasciato cadere: l'anno scorso ha prevalso l'esigenza di far lavorare il più possibile tutti, visto il lockdown e le incertezze legate al Covid, e i passi sono stati invasi di nuovo da auto e moto. Così si è arrivati a un Protocollo che promette novità, sì, ma per i prossimi anni.«Ma #dolomitesvives si poteva correggere, nel secondo anno, e migliorare: anche gli imprenditori che operano sui passi si sarebbero accorti che si poteva vivere. Forse mi sbaglio, ma se si fosse andati avanti, ora invece di un giorno di chiusura alle auto, ne avremmo due o tre», commenta Lorenz, che auspica: «Mi auguro che la pandemia ci insegni qualcosa: dobbiamo stare attenti a ciò che facciamo, il territorio è troppo importante, e il male che c'è stato ci deve lasciare questa consapevolezza. Ma, per quanto riguarda la mobilità, il discorso dei passi deve rientrare in quello di valle, su cui stiamo ragionando».G.Car.
Corriere delle Alpi | 11 Aprile 2021
p. 28
Passi del Sella, a settembre parte la sperimentazione «Ora pensiamo al Fedaia»
ROCCA PIETORE Passo Fedaia, il grande dimenticato. «Con molta speranza apprendo dell'accordo sulla regolamentazione dei transiti sui passi dolomitici, cosa giusta che porterà sicuramente un miglioramento nella gestione del traffico. Però... C'è sempre un solito, grande però, come il grande dimenticato passo Fedaia».Lo fa notare Lucia Farenzena, coordinatrice del Consorzio turistico Marmolada-Val Pettorina. Per l'accesso sostenibile ai passi intorno al Sella è stato raggiunto un accordo tra il Veneto, la Provincia di Belluno, Trento e Bolzano ed i Comuni direttamente coinvolti.L'accordo sarà firmato in maggio. Nessuna chiusura del traffico è prevista in estate, ma probabilmente in settembre ci saranno delle sperimentazioni in tal senso.Ma dalla val Pettorina e dagli operatori turistici che fanno riferimento alla Marmolada si ricorda che il Fedaia è chiuso dai primi di dicembre per neve e che non è stato ancora riaperto, almeno dalla parte bellunese.«Altro che sostenibilità», sospira di delusione (e di rabbia...) Farenzena, «la chiusura del Fedaia non dipende dal Bellunese, dal Veneto, ma dal Trentino», spiega, «è la Provincia autonoma vicina che dovrebbe mettere in sicurezza la strada dalle slavine, dalle valanghe. La proposta fatta con i fondi dei Comuni di confine sembrava equa, ma ancora una volta la non volontà dei confinanti è andata nella direzione di penalizzare il territorio di Rocca Pietore. È un peccato, perché l'area del passo, sempre molto affollata, permetterebbe anche in inverno una fruibilità da parte dei turisti che avrebbero la possibilità di spostarsi liberamente accedendo ad un'offerta maggiore vista la contiguità di Rocca con Canazei».Ben venga, dunque, la valorizzazione dei passi intorno al Sella, nel senso della sostenibilità, «ma di fatto», constata amaramente Farenzena, «resta interdetta agli ospiti della Val di Fassa che non sciano, la possibilità di visitare la Marmolada. Come ai nostri ospiti di accedere a delle attività interessanti che si svolgono nella valle vicina».Il tutto per pochi chilometri. «Non avere una mobilità sbarrata sarebbe di beneficio per tutti. Molte attività economiche del territorio di Rocca fanno riferimento per acquisti alla Val di Fassa».Arriva immediata la comprensione del Comitato degli operatori turistici dei passi dolomitici, presieduto da Osvaldo Finazzer, con albergo sul Pordoi.«Quando ho avuto modo di leggere le premesse dell'accordo sulla possibile chiusura dei valichi ai traffici mi sono detto: adesso mollo tutto. Ho poi chiesto lumi e mi è stato spiegato che non ci saranno chiusure. Ma non sono affatto tranquillo. Però mi coglie la stizza, la rabbia: da una parte, sul Fedaia, non si decidono a mettere al riparo quella strada dalle valanghe, da questa immaginano di regolamentare la frequentazione. Le varie istituzioni continuino pure in questo modo e ben presto si troveranno a fare i conti con la spoliazione dei passi».Un esempio? Da anni il Cai ha posto in alienazione il rifugio ristrutturato sul Pordoi. Non riesce a trovare un acquirente. «Qui ci sarebbe la disponibilità a fare un passo avanti, ma nessuno si azzarda a compierlo», spiega Finazzer, «con l'incertezza del futuro, aggravata dalla pandemia». -f.d.m.© RIPRODUZIONE RISERVATA
Alto Adige | 13 Aprile 2021
p. 33
Alfreider: «Meno auto sui passi, una prima intesa col Ministero»
ORTISEI
L'assessore alla mobilità Daniel Alfreider porta oggi in giunta provinciale per l'approvazione il protocollo che è stato sottoscritto giorni fa a Trento per la nuova mobilità attorno al gruppo del Sella. Il protocollo, che ha già avuto il benestare della Provincia di Trento, verrà successivamente firmato anche dai Comuni di Corvara e di Selva Gardena, oltre che dai Comuni di Livinallongo, in Provincia di Belluno, e di Canazei in Trentino. Lo stesso Alfreider nei giorni scorsi lo ha illustrato all'Unesco e al Ministero ai Trasporti, dai quali ha ottenuto "un parere non negativo. È la prima volta che c'è un'apertura del genere - osserva l'assessore provinciale - perché, evidentemente hanno apprezzato l'unità di intenti che ha portato a queste proposte, che puntano alla riduzione delle emissioni di gas inquinanti, incentivando l'uso di mezzi non inquinanti, anche con la creazione di centri di interscambio tra mezzi di trasporto privati e pubblici e in generale riducendo il numero di passaggi veicolari sulle strade dei passi e nei centri abitati".Assessore, a cosa punta in particolare l'ipotesi di accordo raggiunta?"Il nuovo impulso dato alla realizzazione di sistemi di mobilità integrata a zero emissioni dovrà generare un miglioramento della qualità della vita e dell'ambiente a beneficio dei cittadini che vivono nelle valli interessate, ma con ovvie ricadute positive anche per i visitatori, che potranno godere della singolarità e della bellezza dei luoghi".Cosa è previsto a Corvara e a Selva in particolare?"Un potenziamento degli autobus. A Corvara saranno istituiti due servizi di Citybus che serviranno il centro paese con la varie zone periferiche. I nuovi mezzi raggiungeranno le stazioni a valle degli impianti a fune con i quali sarà possibile raggiungere i passi".E in Gardena?"Stesso sistema. Con gli autobus normali si raggiungerà il grande parcheggio a Plan de Gralba, da dove si muoveranno i Citybus per le destinazioni scelte dal turista; un sistema di intermodalità che eviterà l'uso dell'auto privata. Lo stesso è previsto a Canazei e in Fodom".Qual è il ruolo della Provincia e dei Comuni di Corvara e di Selva Gardena?"Individuare le misure per facilitare la mobilità attiva (ad esempio: incremento dell'offerta del trasporto pubblico locale, creazione di biglietti integrati e rispettive campagne di comunicazione) e individuare gli interventi di progettazione sulla viabilità esistente nel periodo 2023-'24 (fra cui corsie ciclabili lungo le strade dei passi dolomitici, parcheggi dedicati in ciascuna delle quattro valli)".Quali sono i tempi per mettere in pratica tutte queste cose?"In attesa del benestare che dovrà arrivare dall'Europa, partiremo subito con il potenziamento dei bus, con i quattro Citybus a Corvara e a Selva. Poi pensiamo anche di realizzare alcuni tratti di ciclabile. Insomma il progetto è una realtà oramai operativa. Sono molto contento dei risultati finora ottenuti e soprattutto dei pareri incoraggianti del ministero ai trasporti e dall'Unesco".©RIPRODUZIONE RISERVATA
Alto Adige | 14 Aprile 2021
p. 34
Meno traffico sui passi, il «sì» di Bolzano
Dolomiti Via libera ieri dalla giunta altoatesina al Protocollo d'intesa sulla mobilità sostenibile lungo i passi dolomitici fra Province di Bolzano, Trento e Belluno, Regione Veneto e Comuni di Selva, Corvara, Canazei e Livinallongo. Il documento è stato approvato su proposta dell'assessore Daniel Alfreider, che sottolinea che "la realizzazione di sistemi di mobilità integrata puntano a decongestionare il traffico sui passi, ridurre l'inquinamento e promuovere un approccio sostenibile alle Dolomiti". Gli obiettivi dell'accordo, che secondo i firmatari si muovono in linea con i protocolli internazionali e il Green Deal europeo in materia di sostenibilità e tutela dell'ambiente, sono la riduzione delle emissioni inquinanti, l'incentivazione dell'uso di veicoli "puliti", la creazione di centri di interscambio tra mezzi privati e pubblici e la riduzione di passaggi sui passi e nei centri abitati."Vogliamo soprattutto migliorare la qualità di vita dei residenti - prosegue Alfreider - tutelare l'ambiente e rendere possibile vivere in maniera sostenibile l'esperienza di visitare una zona alpina unica". Per raggiungere questo risultato è necessario "un grande sforzo di integrazione strategica e operativa di tutti soggetti coinvolti e l'intesa raggiunta fra i sottoscrittori del protocollo va proprio in questa direzione". L'intesa prevede fra l'altro la costituzione di un'organizzazione interprovinciale per attuare il piano pluriennale per la mobilità sui passi dolomitici e monitorarne gli sviluppi, raccogliere i dati sul traffico veicolare attraverso le 12 stazioni di monitoraggio esistenti e predisporre la documentazione per accedere a finanziamenti nazionali ed europei.I firmatari del protocollo si impegnano inoltre a individuare nel 2021 e nel 2022 misure per facilitare la mobilità attiva (incremento del trasporto pubblico locale, biglietti integrati, campagne di comunicazione) e nei due anni successivi interventi sulla viabilità fra cui corsie ciclabili e parcheggi dedicati. Oltre a ciò, il memorandum punta su ottimizzazione e regolazione dei flussi di traffico, sistema digitale di analisi e gestione dei transiti attorno ai quattro passi e richieste congiunte a livello nazionale per accedere ai co-finanziamenti europei. I firmatari definiranno entro i prossimi 60 giorni un piano di attività biennale e individueranno le strutture da coinvolgere e i referenti tecnici e amministrativi per l'attuazione del protocollo.
Corriere delle Alpi | 14 Aprile 2021
p. 28
Protocollo passi
C'è il via libera convinto anche di Venezia
LIVINALONGO Dopo la Provincia di Trento, anche la Regione Veneto, la provincia di Belluno e quella di Bolzano hanno dato ieri il via libera al protocollo d'intesa sulla mobilità sostenibile lungo i passi dolomitici. Oggi toccherà a Livinallongo. Il protocollo prevede azioni e interventi molteplici, tra i quali l'aumento del trasporto pubblico per favorire l'interscambio con mezzi di trasporto privati, la realizzazione di piste ciclabili, parcheggi dedicati per ciascuna valle. E poi raccogliere dati, grazie anche all'adozione di nuovi sistemi informatici, sul traffico veicolare concentrato sui passi e nei centri abitati, per poter valutare con precisione l'intensità, la frequenza e la tipologia dei flussi e stabilirne una riduzione; preparare la documentazione necessaria ad accedere a finanziamenti nazionali ed europei.«Si tratta di un'iniziativa importante sia nel merito che nel metodo», affermano la vicepresidente della Regione Elisa De Berti e l'assessore al Turismo Federico Caner, « in quanto individua delle soluzioni, condivise tra tutti gli enti territorialmente interessati, al problema della salvaguardia di un prezioso ambito di pregio naturale e paesaggistico, anche al fine di favorirne una valorizzazione da un punto di vista turistico, puntando alla sostenibilità e alla qualità dell'offerta, incentivando quella mobilità leggera che sta conoscendo un crescente successo». La Provincia di Belluno, dal canto suo, lavorerà per estendere le buone pratiche a tutti i passi dolomitici, fermo restando che la sostenibilità non può essere solo ambientale, ma deve tener conto anche le comunità locali e il loro sviluppo economici». È quanto afferma il consigliere provinciale Fabio Luchetta. «Proprio per questo la Provincia ritiene corretto portare la proposta al vaglio del consiglio provinciale», spiega, «al di là del caso del Sella, che mette insieme le comunità di tre province, vogliamo capire se il modello può funzionare ed essere eventualmente esteso a tutti gli altri passi dolomitici che insistono sul nostro territorio. La conservazione del paesaggio, in luoghi di pregio quali sono i nostri passi, è un requisito fondamentale. E se il modello del Sella funziona, potrà essere replicato. Prima, però, vogliamo capire le ricadute». «Fare sistemi di mobilità integrata», ha spiegato l'assessore altoatesino alla mobilità, Daniel Alfreider, «punta a decongestionare il traffico sui passi, ridurre l'inquinamento acustico e atmosferico e promuovere un approccio sostenibile alle Dolomiti». --f.d.m.© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gazzettino | 14 Aprile 2021
p. 13, edizione Belluno
Tutela dei passi dolomitici: intesa per ridurre il traffico
La salvaguardia e la valorizzazione delle Dolomiti, e nello specifico dei passi Pordoi, Campolongo, Gardena e Sella, passa attraverso la rivisitazione della mobilità, perseguendo quindi la riduzione dell'inquinamento acustico e atmosferico, programmando sistemi di mobilità integrata capaci di decongestionare il traffico nelle valli e nei valichi. Questo percorso, in sintesi, è l'oggetto del protocollo d'intesa firmato ieri da Regione Veneto, Province di Belluno, Bolzano e Trento insieme ai Comuni di Livinallongo del Col di Lana, Selva di Val Gardena, Corvara e Canazei.
LE AZIONI IN CAMPO
Il documento prevede molteplici azioni: costituire un'organizzazione interprovinciale tra le tre Province, con la finalità di attuare il piano pluriennale e monitorarne gli sviluppi (aumento del trasporto pubblico per favorire l'interscambio con mezzi di trasporto privati, realizzazione di piste ciclabili, parcheggi dedicati per ciascuna valle, ecc.); raccogliere dati, grazie anche all'adozione di nuovi sistemi informatici, sul traffico veicolare concentrato sui passi e nei centri abitati, per poter valutare con precisione l'intensità, la frequenza e la tipologia dei flussi e stabilirne una riduzione; preparare la documentazione necessaria ad accedere a finanziamenti nazionali ed europei. L'intesa ha una durata di due anni, a partire dalla firma, ed è eventualmente prorogabile. In caso di rinnovo, entro trenta giorni dalla firma del protocollo, gli enti firmatari si impegnano a definire un nuovo piano di attività. PRESERVARE, NON CHIUDERE «Un'iniziativa importante sia nel merito che nel metodo - affermano gli assessori regionali Elisa De Berti e Federico Caner -, in quanto individua delle soluzioni condivise al problema della salvaguardia del patrimonio naturale e paesaggistico, anche al fine di favorirne una valorizzazione turistica, puntando alla sostenibilità e alla qualità dell'offerta, incentivando quella mobilità leggera». «Come Provincia di Belluno - sottolinea Fabio Luchetta, consigliere delegato alle infrastrutture - dovremo lavorare per estendere le buone pratiche avviate sul gruppo del Sella a tutti i passi dolomitici. Fermo restando che la sostenibilità non può essere solo ambientale, ma deve tener conto anche le comunità locali e il loro sviluppo economico». «I passi vanno preservati, ma non chiusi - conclude Dario Scopel, consigliere provinciale delegato alla mobilità - Per questo sarà fondamentale studiare insieme alle altre Province i modelli più funzionali di mobilità integrata». Raffaella Gabrieli © riproduzione riservata
Corriere delle Alpi | 19 Aprile 2021
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Un impianto L’Aiva-Fertazza per collegare Cortina e Civetta
BELLUNO Atti ufficiali ancora non ce ne sono. Ma la direzione sembra ormai decisa: lo sviluppo dei collegamenti impiantistici di Cortina punta verso il Civetta, mentre pare accantonato quello con Arabba. La società presieduta da Mario Vascellari sta infatti immaginando un percorso non dal Falzarego ad Arabba (i piani di Cherz) ma in direzione dell'Armenterola. «Si comunica che tali impianti presentano un'ipotesi di strategia di sviluppo non ancora definita, al vaglio congiuntamente di altre varie ipotesi di percorso in attestazione - si legge in una risposta della Regione Veneto alla Fondazione Dolomiti Unesco -, e sulla quale sono in fase di avvio le procedure per gli studi preliminari necessari alla definizione dell'eventuale progetto, degli impatti e delle ricadute». La risposta risale al 2 aprile scorso. Il presidente della Fondazione, Mario Tonina, spiega di aver chiesto alla Regione informazioni sugli ipotizzati collegamenti perché l'anno scorso erano stati citati dagli ambientalisti fra i temi critici di un'analisi sulle Dolomiti Unesco recapitata all'allora Ministero dell'Ambiente. Recentemente è stato il Ministero della transizione ecologica a sollecitare informazioni. «Non ci risulta che siano stati elaborati ancora dei progetti» attesta il presidente Tonina. sostenibilità sociale«È vero, non è stato ancora elaborato alcun progetto, siamo in fase di analisi e di chiarimento di idee - interviene Sergio Pra, presidente di Alleghe Funivie, consigliere della società presieduta da Mario Vascellari -. Idee che stanno per essere perfezionate in relazione al collegamento tra Cortina ed il Civetta, mentre abbiamo appena avviato degli approfondimenti circa l'altro collegamento, ipotizzato in un primo tempo verso Arabba, ma che alla luce delle reazioni sollevate abbiamo messo da parte».Pra precisa infatti che l'investimento ha un presupposto imprescindibile: quello della sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale ed economica. «Il che significa che non faremo nulla, proprio nulla, in contrasto con i territori e specificatamente con le opinioni di chi vi risiede - tiene ancora a ribadire -. Tanto meno in contrasto con i valori ambientali, siano essi tutelati dalla Fondazione Dolomiti Unesco, oppure dalla strumentazione europea». Ma nel caso specifico, insiste lo stesso Pra, «se è vero che il collegamento risponde all'opportunità di ragionare in termini di hub sciistico, non di meno ci poniamo la necessità di una mobilità alternativa a quelle delle auto, soprattutto nell'accesso alle nostre aree più sensibili».La Regione ha messo a disposizione 65 milioni per impianti nella prospettiva olimpica, in modo da porre Cortina in rete con gli altri hub, quello in particolare di Dolomiti Superski. La nuova iniziativa potrebbe 'cubare' almeno 80 milioni, forse anche di più. Consistente, dunque, sarà anche l'apporto dell'imprenditoria privata. in cantierePer quanto riguarda la tratta Cortina 5 Torri, il cantiere è già aperto. Fra le 5 Torri, il Nuvolau, oppure il passo Giau lo studio progettuale è ai primi passi. Da quest'area si scenderebbe verso Caprile, più precisamente si punterebbe al pianoro di L'Aiva, per poi risalire, con l'ultimo troncone verso il monte Fertazza. E da questa cima verrebbe tracciata una pista a nord, lungo il bosco, fino appunto alla partenza dell'impianto. L'interesse da parte di Dolomiti Superski ci starebbe tutto. Era stato preso in considerazione un tracciato più a monte, ma avrebbe interferito con le aree protette dall'Europa. Quanto, invece, al secondo collegamento si è deciso di evitare ogni guerra con Arabba e, quindi, si sta verificando qualche idea di tracciato in direzione dell'Antermoia, di San Cassiano. Ma non esiste ancora nulla di concreto. «Puntiamo alle Olimpiadi per realizzare questi progetti, quindi - conclude Pra - abbiamo tutto il tempo di promuovere una puntuale partecipazione con le comunità locali». -- FDM© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’Adige | 21 Aprile 2021
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L'albergatore interviene sul tema del traffico sui passi dolomitici
di Michil Costa *
Quando le generazioni future giudicheranno coloro che sono venuti prima di loro sulle questioni ambientali, potranno arrivare alla conclusione che questi 'non sapevano': accertiamoci di non passare alla storia come la generazione che sapeva, ma non si è preoccupata", diceva Mikhail Gorbaciov. Nei giorni scorsi le amministrazioni provinciali di Bolzano, Trento e Belluno e i Comuni di Corvara, Selva Gardena, Canazei e Livinallongo hanno approvato il protocollo d'intesa sulla mobilità sostenibile lungo i passi dolomitici. Un buon punto di partenza ma niente di più. Per l'ennesima volta si fa genericamente riferimento alla riduzione delle emissioni inquinanti, all'incentivazione dell'uso di veicoli "puliti", alla creazione di centri d'interscambio tra mezzi di trasporto privati e pubblici e alla riduzione del numero di transiti sui passi e nei centri abitati. Ma, in concreto, quest'anno non si va oltre l'auspicato incremento del trasporto pubblico locale, favorito da biglietti integrati e campagne di comunicazione, e nei prossimi due verranno realizzate le corsie ciclabili (a 20 centimetri da moto che sfrecciano a 120 km/h!) e saranno costruiti i parcheggi dedicati, mentre altri progetti dovrebbero vedere la luce in un futuro ancora più lontano.Quanti ne abbiamo letti di protocolli, di miracolosi studi di fattibilità, quanti ce ne sono stati propinati? Il problema va risolto alla radice, il traffico privato andrebbe fortemente limitato, i passi vanno chiusi dalle 10 alle 15, da maggio a settembre.Del resto, pretendere che lo stop al traffico sulle Dolomiti venga deciso da tre giunte nelle quali sono presenti i cementificatori per eccellenza è assurdo. Diverso sarebbe il discorso dell'Alto Adige, dove la Lega fa poco più che presenza: la
Volkspartei potrebbe far valere la forza dei numeri (come del resto è abituata a fare, a tutti i livelli) e chiudere Passo Gardena e il versante di competenza del Campolongo e del Falzarego. Con un passo chiuso, le auto non potrebbero più fare il giro per diletto e gli escursionisti troverebbero un po' di pace dall'assordante rumore delle moto.Ma credere che l'assessore incaricato trovi il coraggio di prendere una decisione così forte è un'illusione. Non ne è capace, come non ne fu capace il suo predecessore. Sbagliava uno e sbaglia anche l'altro, incantati dal pianto greco degli esercenti dei passi che temono per i loro incassi. E sbagliano anche i miei colleghi perché invece, con i ciclisti affaticati e i pedoni non più stressati dalla caccia al parcheggio, farebbero ottimi affari, ne sono sicuro. Chi oggi sale in quota con l'auto per poi camminare potrebbe lasciarla in valle e cambiare semplicemente destinazione, non più il Piz Boè ma il Passo Gardena, che da Selva Gardena in su offre paesaggi meravigliosi, i luoghi dove un tempo riposavano i cacciatori. Ma queste cose i nostri amministratori - lo stesso assessore, peggio ancora il presidente degli albergatori- non le conoscono: il loro peccato, più che l'incoerenza morale, è proprio l'ignoranza. Come diceva Oscar Wilde, ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno.Albergatore/ecologista
Alto Adige | 29 Aprile 2021
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In consiglio le misure anti traffico sui passi
Corvara Si riunisce domani alle 10 il consiglio comunale di Corvara chiamato a dare il proprio parere sul protocollo d'intesa per la realizzazione di sistemi di mobilità integrata per limitare il traffico sui passi e nelle valli, per ridurre l'inquinamento acustico e valorizzare la sostenibilità delle Dolomiti attorno al gruppo del Sella. Nel quadro del protocollo, come ha ricordato l'assessore provinciale alla mobilità Alfreider, a Corvara è previsto il potenziamento del servizio pubblico con l'introduzione di un servizio di Citybus tra il centro paese e le frazioni di Colfosco e Pescosta.Fra gli altri punti all'ordine del giorno, ci sono l'approvazione del conto consuntivo del Comune per l'esercizio finanziario 2020, l'assestamento del bilancio di previsione 2021-2023 con applicazione dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio 2020, la variazione al bilancio di previsione 2021 con contestuale adeguamento del documento unico di programmazione, l'approvazione del conto consuntivo per l'esercizio finanziario 2020 dei vigili del fuoco volontari di Corvara e Colfosco, la nomina della Commissione comunale per il territorio e il paesaggio (mandato 2021 - 2025). E.D.
Gazzettino | 30 Aprile 2021
p. 12, edizione Belluno
Passi del Sella, la Provincia vara il patto anti-traffico
LIVINALLONGO In consiglio provinciale ieri è arrivato il sì unanime al protocollo per decongestionare il traffico sui passi dolomici, del gruppo Sella. Sì, dunque, al protocollo d´intesa tra la stessa Provincia, la Regione Veneto, le Province di Bolzano e di Trento, i Comuni di Livinallongo, Selva di Val Gardena, Corvara e Canazei per la realizzazione di sistemi di mobilità integrata per decongestionare il traffico sui passi e nelle valli attorno al Gruppo del Sella, per ridurre l'inquinamento acustico e atmosferico e per valorizzare la sostenibilità delle Dolomiti. A presentare ai colleghi consiglieri provinciali il Protocollo ci ha pensato Fabio Lucchetta, che ha lamentato il ritardato coinvolgimento della Provincia di Belluno nella sua predisposizione, auspicando che ciò non accada più in futuro. Tema che è stato ripreso anche dal presidente Roberto Padrin, il quale ha rappresentato al Consiglio di aver ricevuto le scuse, evidenziando la necessità e l'importanza di lavorare insieme al territorio nella gestione di questo Protocollo e dei suoi sviluppi. Durante la discussione è intervenuto il delegato al Turismo, Danilo De Toni preannunciando che, pur «a denti stretti», avrebbe votato l'approvazione del documento riconoscendo l'importanza delle misure previste per una migliore gestione della mobilità dolomitica. Anche il collega Dario Scopel ha ribadito l'importanza dei passi dolomitici per l'economia della montagna bellunese, rimarcando la necessità di valutarne attentamente gli effetti per verificare che le misure proposte non siano penalizzanti per il territorio. Il Protocollo prevede di costituire un'organizzazione interprovinciale per attuare un piano pluriennale e monitorarne gli sviluppi; raccogliere dati sul traffico veicolare per poter valutare l'intensità e la frequenza dei flussi e le caratteristiche tipologiche del traffico attraverso le 12 stazioni di monitoraggio esistenti; generare la documentazione necessaria ad accedere a finanziamenti nazionali ed europei; individuare in una prima fase misure immediate nel 2021/22 per facilitare la mobilità attiva incrementando per esempio l'offerta del trasporto pubblico locale o creando biglietti integrati; individuare gli interventi di progettazione ingegneristica sulla viabilità esistente come corsie ciclabili o parcheggi dedicati in ciascuna delle 4 valli; analizzare le possibilità tecniche e giuridiche per ottimizzare e regolare i flussi; individuare un'interfaccia di informazione condivisa dei flussi del traffico delle quattro valli; creare un sistema digitale di gestione e analisi traffico intorno ai quattro Passi. (Fe.Fa.