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OLIMPIADI 2026: GLI AGGIORNAMENTI
una soluzione diversa, più compatibile, salendo cioè dal Falzarego al passo Val Parola e scendendo verso i piani di Armentarola, per collegarsi con la rete della Val Badia e di Arabba, quindi con il Sellaronda». Caner spiega di averne parlato con l'Alto Adige e di aver ricevuto il loro consenso. Gli investitori hanno già annunciato nei giorni scorsi che stanno valutando altre soluzioni.«In ogni caso», precisa Caner, «non esiste alcun progetto, ma solo c'è qualche idea. E noi, insieme all'Alto Adige, siamo d'accordo (come con Trento) di procedere ad una razionalizzazione degli impianti esistenti, per promuovere una rete di collegamenti tra hub che possa consentire di muoversi in quota senza l'uso di auto o di moto».Una razionalizzazione, insomma, sotto il segno della sostenibilità. Temi che Caner ha chiarito anche nelle audizioni convocate alla commissione Ambiente alla Camera. È intervenuto anche il segretario generale della commissione italiana Unesco, Enrico Vicenti, che ha manifestato la preoccupazione per la salvaguardia dell'area dolomitica protetta come patrimonio dell'umanità. «È infatti difficile immaginare che la realizzazione di ampliamenti dei comprensori sciistici già esistenti della dimensione ventilata possa essere compatibile con la tutela dell'integrità del sito patrimonio dell'umanità. Di conseguenza sarebbe forte per il sito il rischio, in caso di realizzazione, di venire iscritto nella lista del patrimonio mondiale in pericolo con un conseguente forte danno di immagine per il territorio e l'intero Paese», ha detto Vincenti. La Regione ne ha preso atto, anticipandolo. E le associazioni ambientaliste continueranno a fare da sentinella. --Francesco Dal Mas© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere delle Alpi | 1 Aprile 2021
p. 31
Pista di BOB: ambientalisti all’attacco del progetto
CORTINA Olimpiadi sostenibili? Italia Nostra, Mountain Wilderness, Ecoistituto del Veneto, Gruppo promotore Parco del Cadore e il Comitato Peraltrestrade Dolomiti hanno scritto al presidente del Consiglio Draghi e al ministro Cingolani perché non autorizzino la nuova pista da bob di Cortina. Le gare, a loro avviso, si possono svolgere ad Innsbruck, in Austria, o a Cesana, in Piemonte, dove ci sono già degli impianti. «Riteniamo infatti che si tratti dell'ennesimo spreco di territorio e di denaro pubblico per una struttura destinata ad essere usata pochissimo, esclusa anche dalle Paralimpiadi non potendo contare su un numero sufficiente di squadre partecipanti». Il risparmio sarebbe di 80 milioni. Ma non solo. «Il territorio di Cortina, proprio nella zona del versante Nord Est delle Tofane, è già stato oggetto di numerosi interventi, da ultimo per i Mondiali, che l'hanno pesantemente alterato: più di quaranta ettari scavati e ricoperti di massi e ghiaia nonché migliaia di piante abbattute per far posto alle piste da sci». --f.d.m.© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere delle Alpi | 18 Aprile 2021
p. 15
«Opere di Cortina 2026 e bretella Marco Polo serve il commissario»
VENEZIA «I veneti non hanno bisogno di commissari per sbloccare le infrastrutture, ma per farle velocemente». Elisa De Berti, vice presidente della Regione e assessore alle Infrastrutture, saluta con favore la nomina dei commissari per la Tav veneta (Vincenzo Macello per Brescia-Padova e potenziamento della linea Venezia-Trieste; Paola Firmi per la Verona-Fortezza) ma «l'obiettivo» non è ancora raggiunto. «Dicono che il Veneto è la regione come meno commissari straordinari e opere commissariate: per forza facciamo da soli, come si vede dalla Pedemontana Veneta».Tuttavia «ci sono altre due partite sulle quali ci attendiamo l'intervento del governo per la semplificazione delle procedure» incalza De Berti. «Vorremmo evitare di fare un figura barbina planetaria in occasione delle Olimpiadi invernali di Cortina 2026 e per questo serve la nomina di un commissario: partiamo dalle varianti di Cortina e Longarone, ma poi ci sono impianti a fune, pista da bob, villaggio olimpico, ribaltamento del casello autostradale di Verona Sud. Dobbiamo accelerare. Chiediamo che tutte le opere finalizzate all'evento olimpico vengono attribuite a una gestione commissariale vera, sostanziale. Ma anche che ci sia una divisione delle responsabilità tra due commissari, uno per le opere in Veneto e uno per quelle in Lombardia». La Regione, però, non è intenzionata a mollare nemmeno su un altro fronte strategico, ovvero la bretella ferroviaria per l'aeroporto Marco Polo di Venezia. Ed è per questo che De Berti fissa l'asticella al prossimo 30 giugno. «Dopo l'accordo con il Comune di Venezia su localizzazione dell'intervento e opere compensative, il progetto deve essere esaminato dal Cipe» conclude l'assessore veneto alle Infrastrutture. Evidentemente, poter contare su un aeroporto collegato via ferro in vista delle Olimpiadi non è un aspetto secondario.
«Opere per Cortina 2026 e bretella ferroviaria per il Marco Polo devono essere inserite nel prossimo Dpcm sulle gestioni commissariali che è atteso entro il 30 giugno e al quale il ministro Giovannini sta già lavorando». --M.MAR.© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere delle Alpi | 20 Aprile 2021
p. 17
Zaia: «Promozione congiunta con le Olimpiadi nel mirino»
la strigliata «Bisogna già muoversi, come siti Unesco, per le Olimpiadi del 2026. Magari approfittando dei prossimi Giochi di Tokio».Luca Zaia, governatore del Veneto, dà la carica. Sia alla Fondazione Dolomiti Unesco, sia all'assemblea dei soci, convocata ieri per la prima volta, delle Colline Unesco di Conegliano e Valdobbiadene. «Dolomiti e Colline» ha detto Zaia «debbono lavorare in abbinata. Bisogna iniziare la promozione, facendo capire che le Olimpiadi di Cortina si svolgono in contesti ambientali unici, che sono nelle condizioni, anzitutto di naturalità, tali da attrarre i turisti esigenti del post pandemia».A Conegliano l'associazione Unesco ha nominato il proprio direttore, scegliendo Giuliano Vantaggi. A Belluno la Fondazione Dolomiti Unesco ha ascoltato le tre candidate alla direzione.Pura coincidenza? Si, ma lo stesso Zaia ha raccomandato di mettersi subito in movimento per portare in questi territori "non un turismo di massa", ma quei villeggianti che dopo i lunghi lockdown vogliono respirare a pieni polmoni non solo l'aria pura ma anche la bellezza. «In aree», ha ricordato Zaia «dove i vincoli ambientali si rispettano, ma permettendo all'uomo di conviverci».A Belluno, l'assessore Federico Caner, si è diviso, ieri mattina, fra le due videoconferenze. «Attraverso l'attività degli organismi Unesco» ha poi commentato Caner «potremo sviluppare nuove e sempre più mirate azioni di tutela, ma anche di promozione. Nel panorama turistico regionale e nazionale stiamo assistendo all'affermarsi di un turismo sempre più attento a quelle destinazioni che fanno dell'ambiente, della produzione tipica e della qualità del paesaggio i loro punti di forza e in questo senso le Dolomiti e le Colline sono tra quelle che hanno grandi capacità attrattive».Il presidente della Fondazione, Mario Tonina, si sintonizza sulla stessa lunghezza d'onda, ma anticipa che il compito affidato alla prossima Direzione, in continuità peraltro con quella di Marcella Morandini, è di promuovere la sostenibilità delle Dolomiti evitando la massificazione anzitutto turistica. «Dovremo vigilare ed organizzarci perché per un approccio più ordinato alle bellezze delle terre alte. Gli "assalti" non fanno bene alle montagne, tanto meno ai villeggianti, oltre a chi vi abita». Nella stessa promozione occorre essere prudenti in modo da accogliere quegli arrivi e quelle presenze, è la riflessione di Tonina, che le valli o i passi possono contenere. Se il Club alpino italiano sollecita pianificazioni e regolamentazioni, la Fondazione Dolomiti Unesco ci va poco distante. Ed ecco che per l'estate, Tonina e collaboratori puntano su eventi di qualità, tali però da non richiamare i grandi numeri. E la stessa valorizzazione dei rifugi - specifica il presidente - si muove in questa prospettiva. Quella, appunto, della sostenibilità. Intanto il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni sollecita la Regione a fornire i documenti alla Fondazione Dolomiti Unesco, riguardanti i progetti sugli impianti di collegamento tra Cortina, Arabba ed Alleghe, su cui il PD ha presentato un'interrogazione. «Sono carte attese da oltre un anno. È un atteggiamento paradossale se non ridicolo, visto che l'assessore Caner siede sia nel Cda della Fondazione che in giunta: chiede a se stesso della documentazione e poi se la nega. Sembra un film, Caner contro Caner. Speriamo però che arrivino presto i titoli di coda». Ancora, però, non esistono progetti dei collegamenti, come ha fatto sapere la stessa società promotrice. -Francesco Dal Mas © RIPRODUZIONE RISERVATA
Gazzettino | 20 Aprile 2021
p. 13, edizione Belluno
Olimpiadi, il Cio boccia la pista da bob
l Comitato olimpico internazionale conferma la contrarietà alla nuova pista per bob, slittino e skeleton, che si dovrà costruire a Cortina, per i Giochi olimpici e paralimpici invernali 2026. Ad esprimersi è la commissione di coordinamento del Cio, che si è riunita ieri, per la seconda volta, presieduta dalla finlandese Sari Essaya, per valutare i passi compiuti dalla riunione precedente, nel settembre 2020.
FORTE PREOCCUPAZIONE
L'opposizione al rinnovo dello storico tracciato Eugenio Monti a Ronco è contenuta nella relazione, formulata al termine dell'incontro: «La commissione ha espresso ancora una volta le proprie preoccupazioni in merito al futuro del tracciato. E' stato sottolineato che il Cio aveva avanzato una serie di proposte di tracciati alternativi, nessuna delle quali è stata accettata. I piani relativi alla sede di Cortina non rappresentano un investimento in un tracciato per i Giochi, ma sono parte di un più ampio progetto di parco di intrattenimento, che non è in alcun modo collegato ai Giochi. Il Cio non è quindi in grado di procedere oltre in questa discussione, trattandosi di una decisione sovrana della Regione Veneto. E' stato confermato che questo esborso non farà parte del budget di investimento per i Giochi di Milano Cortina 2026. La pista sarà quindi soltanto utilizzata dal comitato organizzatore per la durata dei Giochi. Prima e dopo, la
sede sarà sotto l'esclusiva autorità della Regione e non sarà gestita dal Comitato olimpico italiano, né dal comitato organizzatore di Milano Cortina 2026».
L'ALTERNATIVA IN AUSTRIA
L'alternativa proposta dal Cio, di utilizzare per le gare del 2026 la pista austriaca di Igls, presso Innsbruck, non è stata accolta dalla Regione Veneto, che sta elaborando un progetto più complesso, del costo di un'ottantina di milioni di euro: comprende non soltanto il tracciato ghiacciato, ma anche strutture accessorie, per creare un parco di intrattenimento, fra gli abitati di Ronco e Cadelverzo, da utilizzare tutto l'anno, per promuovere il turismo in valle. La commissione di coordinamento di ieri ha apprezzato gli sforzi fatti dall'Italia, nonostante le difficoltà che derivano dalla pandemia Covid-19. La presidente Sari Essaya ha detto: «Dal nostro ultimo incontro il comitato organizzatore ha fatto grandi progressi. Il momento di maggiore visibilità è stata la selezione del nuovo emblema di Milano Cortina 2026: Futura diventerà uno dei simboli più riconoscibili in Italia nei prossimi cinque anni.
BENE I PROGRESSI PER IL 2026
Milano Cortina 2026 è progredita nelle varie aree; questo duro lavoro sta consentendo di prepararsi per offrire eccellenti Giochi invernali nel 2026. Mi congratulo con l'intera squadra italiana, per i suoi sforzi, nonostante le circostanze avverse». Giovanni Malagò, presidente del Coni, si è detto compiaciuto per gli apprezzamenti della presidente Essaya e della commissione Cio: «Ringrazio il team di Milano Cortina 2026 che, in questi mesi, malgrado la pandemia, ha portato avanti lavoro e progetti con grande entusiasmo. Continuiamo su questa strada, perché ci attendono ancora tante sfide importanti; sapremo affrontarle, con la professionalità che ci è riconosciuta da tutti». Marco Dibona © riproduzione riservata
Corriere delle Alpi | 21 Aprile 2021
p. 30
Zaia al CIO: “Rifare la pista da bob era nel dossier. E’ anche per questo che ci avete premiato”
CORTINA Il bob a Cortina? «È irrinunciabile», ribadisce il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. In puntuale sintonia con il governatore anche il vicesindaco Luigi Alverà, mentre il Comitato "No alle olimpiadi di Cortina-Milano" e Rifondazione comunista ribadiscono il loro fermo no.Cio e Zaia sulle barricateIl Comitato olimpico internazionale torna sulla sua tesi: basta la pista di Innsbruck. Niente affatto, risponde Zaia, ricordando che la candidatura di Cortina e del Veneto ha nella rinnovata "Eugenio Monti" il suo fondamento e che, in ogni caso, l'impianto austriaco va riqualificato e Cortina-Milano dovrebbe investirvi almeno 20, forse 30 milioni. «Il Cio dice che la pista di bob resta un'opera finanziata dall'ente locale, come accade per altre opere delle Olimpiadi. Abbiamo chiesto fin dall'inizio che sia fatta una valutazione di sostenibilità, se ci saranno novità vedremo. Certo non siamo per gli sprechi, ma voglio ricordare a tutti che il Cio ci ha dato l'investitura anche in virtù del fatto che avremmo rifatto quella pista. Dunque...».85 i milioni che la Regione ha deciso di investire, sia nell'opera e sia nella futura gestione, almeno per 20 anni.«Il Cio è preoccupato del post Olimpiadi perché ha avuto la brutta esperienza di Cesana in Piemonte con una pista abbandonata. Ma noi ci rimettiamo ai tecnici federali e al fatto», insiste Zaia, « che questa pista è un riferimento internazionale, è storica. C'è un piano di gestione che ne prevede l'utilizzo non solo per le gare ma anche per chi non sa fare bob; e d'estate diventa allora una sorta di parco. Noi siamo i primi a non voler sprecare soldi ma per dire di no ci vogliono grandi motivazioni, perché la pista di bob è un punto di riferimento ed è base del dossier approvato a Losanna».Le critiche del Cio non hanno sorpreso l'Amministrazione. Il vicesindaco Luigi Alverà ammette che il Comitato ha sempre detto «che non si faranno piste nuove». Ma la "Eugenio Monti" non è nuova, «è rimasta attiva fino a 10 anni fa", ricorda Alverà; si è deciso di recuperarla e di riqualificarla, la Regione è disponibile a metterci le risorse. Alverà è l'uomo che ai piani alti di corso Italia segue tutto l'iter pre-olimpico. Si tratterà, come spiega, di un impianto riqualificato sicuramente con standard completamente diversi dalle ultime piste realizzate che hanno tante strutture non indispensabili all'attività.«La volontà è quella di fare un impianto essenziale in modo che abbia costi di gestione ridotti ma che garantisca un'ottima attività per bob, slittino e skeleton e che possa essere un'attrattiva».I CONTRARISoldi buttati, invece, per il Comitato no alle olimpiadi di Cortina/Milano e Rifondazione Comunista Veneto.«Cominciano a uscire dubbi e richieste di verifica dei progetti che dovrebbero investire le Dolomiti del Bellunese», si legge in una nota, «non servivano né la pandemia e né la rinnovata sensibilità ambientale per capire che un sistema delicato e fragile come la nostra montagna non poteva essere ulteriormente segnato da progetti e opere così impattanti. La nostra opposizione, sempre espressa apertamente, oggi si conferma e si rafforza». --francesco dal mas© RIPRODUZIONE RISERVATA