purtroppo, non si vuole ascoltare e accettare». Parole all'insegna della delusione concluse però da un messaggio di fiducia: «Ma nonostante tutto ciò, saremo sempre pronti ad accogliere gli ospiti. Perché noi ci proviamo». Quei clienti e avventori che non hanno mancato di manifestare il proprio sostegno all'imprenditrice del turismo: «Tieni duro, non mollare. Purtroppo ecco ancora una volta la montagna dimenticata, sbeffeggiata, non considerata. È deprimente e umiliante». QUI CIMA FERTAZZA A crederci e a provarci anche lei, ma bloccata prima ancora di iniziare, è la collega Michela Torre del rifugio Belvedere. Nella vallata opposta, dalla panoramica Cima Fertazza a 2.080 metri di altitudine in comune di Selva di Cadore, la ristoratrice è stata stoppata dal maltempo previsto per tutta la settimana. «Rinviamo a data da destinarsi l'apertura - comunica ai suoi amici e clienti - che era invece prevista per domani venerdì 30 aprile. L'idea è di accogliere gli ospiti nella nostra terrazza tutti i venerdì, sabato e domenica. Finalmente possiamo ripartire, meteo permettendo. Sarà una primavera un po' alternativa, ancora con ciaspole e sci d'alpinismo ai piedi. Proprio per questo restiamo a disposizione di tutti nel dare informazioni sulle condizioni della neve prima di partire». E intanto, per ingannare il tempo, il cuoco arricchisce la cambusa. Facendo scorta ad esempio di uno dei piatti forti del menu: casonziei alle erbette di montagna con ricotta affumicata. «Non vediamo l'ora - conclude Torre - di poter nuovamente incontrare gli appassionati di montagna nel nostro piccolo paradiso». QUI ALLEGHE Da Alleghe, toni di amara ironia per Luca De Zordo che in zona monte Civetta, a diverse altitudini, gestisce ben tre attività: rifugio Coldai, chalet Col dei Baldi e Grande baita Civetta: «Articolo 1 della Costituzione: l'Italia è un paese fondato non sul lavoro bensì sul gioco del calcio. Il Comitato tecnico scientifico dice sì al pubblico negli stadi mentre prosegue il no ai clienti in bar e ristoranti. Sinceramente, siamo di fronte a una situazione incomprensibile, caratterizzata peraltro da dei sostegni che sanno di elemosina. L'Italia è un paese stupendo ma sta facendo di tutto per annientare l'entusiasmo e la voglia di creare del popolo». Raffaella Gabrieli
Corriere delle Alpi | 30 Aprile 2021 p. 32 Il rifugio Padova resta a De Lorenzo DOMEGGE Tutto è bene quel che finisce bene: un sospiro di sollievo ha accompagnato l'apertura delle buste relative all'assegnazione della gestione dello storico rifugio Padova situato all'ombra degli Spalti di Toro, sul territorio comunale di Domegge. Gestione che, dunque, carte alla mano resta nelle mani di Paolo De Lorenzo, lo stesso che per trent'anni si è occupato della struttura caratterizzata dai suoi infissi di colore rosso, situata in mezzo al verde meta di turisti sia italiani che stranieri.Essendo la struttura in quota di proprietà comunale, il bando emesso dal Comune di Domegge alla naturale scadenza del mandato affidato a Paolo De Lorenzo si presentava talmente rigido da lasciare ipotizzare anche un cambio di rotta. Una potenziale apertura a favore di uno dei circa cinquanta aspiranti gestori che, una volta appreso del bando, avevano strizzato l'occhio all'opportunità di lasciare tutto e trasferirsi a vivere in montagna, pur non potendo vantare la consolidata esperienza nella gestione dell'attuale conduttore del rifugio.Ed invece non c'è stato alcun cambio di rotta: la gestione è stata nuovamente affidata alla famiglia De Lorenzo, originaria del vicino Comelico, che una volta scongiurata la paura di perdere quella che è stata legittimamente considerata come una "seconda casa", si appresta ora a riaprirne i battenti nel minor tempo possibile.Chiusa la partita del rifugio Padova, le attenzioni adesso si spostano su un altro rifugio situato sul territorio di Domegge ed anch'esso di proprietà comunale: il Baion, localizzato all'ombra delle Marmarole a Pian dei Buoi ed anch'esso al centro di un rinnovo di gestione. Oggi scade il termine per la presentazione delle domande, le buste verranno aperte la prossima settimana. Anche nel caso del Baion, la gestione attualmente in scadenza e facente campo a Dino Nassivera vanta una longevità da record. Ed anche nel caso del Baion, come avvenuto per rifugio Padova, le domande di aspiranti gestori pervenute al Comune sono state svariate decine. --dierre© RIPRODUZIONE RISERVATA
NOTIZIE DAI CLUB ALPINI Corriere del Trentino / Corriere dell’Alto Adige | 30 Aprile 2021 p. 3 Montagna, l’appello di Cai e Alpenverein per l’estate: