presieduto da Mario Tonina.Si tratta di Marianna Elmi, Mara Nemela e Gabriella De Fino. Elmi, che si divide tra Bolzano e Innsbruck, da vicesegretaria generale della Convenzione delle Alpi si è occupata delle problematiche della viabilità e del loro impatto sui delicati territorio alpini. Mara Nemela vive a Canazei ed è una dirigente del Comun Generel de Fascia. Gabriela De Fino è responsabile didattica e organizzazione della Tsm-Trentino School of Management. Nessuna veneta, dunque. Ora il cda, che comprende anche l'assessore regionale Federico Caner e il presidente della Provincia, Roberto Padrin, farà la sua scelta. «Si tratta di tre candidate molto qualificate, in grado di supportare la sfida della sostenibilità che la Fondazione si è imposta», afferma Tonina, che è anche vicepresidente della provincia di Trento. «È significativo che sarà ancora una volta una donna a portare avanti la gestione di un patrimonio non solo naturalistico, ma anche culturale e sociale sul quale è attenzionato il mondo intero, con le nuove esigenze poste dalla pandemia». --© RIPRODUZIONE RISERVATA
NOTIZIE DAI RIFUGI Corriere delle Alpi | 24 Aprile 2021 p. 32 Corsa ad accaparrarsi la gestione dei rifugi: «Numeri fuori logica» CENTRO CADORE Il bando promosso dal Comune di Domegge per la gestione dei rifugi Padova e Baion ha fatto registrare un boom di adesioni, in linea con quanto già avvenuto ad esempio per l'ampezzano Nuvolau e per l'Antelao di Pieve. Un centinaio di persone hanno strizzato l'occhio ai due rifugi in territorio di Domegge che, unite ai quaranta partecipanti al bando promosso dal Cai Treviso per l'Antelao di Pieve ed agli addirittura oltre 250 per il Nuvolau di Cortina, lasciano trasparire una situazione quantomeno anomala per la vita di montagna che, meno di un anno fa, era invece alle prese con una carenza cronica di aspiranti gestori di rifugi d'alta quota.«Il gestore di un rifugio alpino è diventato un mito, o forse una moda che in tanti vogliono perseguire senza conoscere realmente la situazione e, aggiungo, senza sapere davvero a cosa vanno incontro», sottolinea il presidente di Agrav (associazione che accoglie i gestori dei rifugi alpini del Veneto) Mario Fiorentini, storico gestore del "Città di Fiume" di Borca, «i motivi di tale cambio di rotta, così radicale rispetto al recente passato, sono difficili da individuare. Mi limito ai numeri: nella primavera scorsa, il bando per l'assegnazione del Vazzoler (in Agordino, ndr) ha visto partecipare quattro gatti. Per un altro rifugio del Bellunese è addirittura bastato presentare una sola domanda per accaparrarsene la gestione. Tradizionalmente ai bandi le domande si sono sempre contate sulle dita di una mano, al massimo due se il nome del rifugio era particolarmente di grido. I numeri odierni sono fuori ogni logica, anche perché la maggior parte dei partecipanti non ha la benché minima consapevolezza di cosa significa davvero gestire un rifugio alpino». E allora perché, oggi più di ieri, si registra la corsa alla gestione di un rifugio?«Difficile dirlo con certezza», risponde Fiorentini, «di certo neanche il Covid ha fermato queste persone. Evidentemente, mi viene da pensare, perché come già sottolineato in precedenza non sanno davvero a cosa vanno incontro. Il dato, certo, è che per gestire un rifugio non servono requisiti particolari come avviene invece per un bar o ristorante. Il rifugista non ha un codice Ateco, elemento venuto a galla durante la pandemia a generare confusione in merito ad aperture e chiusure ma soprattutto ristori. Per gestire un rifugio non sono richiesti titoli, nè patentini o corsi abilitanti; e questi sono i risultati».A proposito del proliferare di aspiranti gestori (ma anche di dipendenti) di rifugi alpini, Agrav lancia un allarme.«Bisogna monitorare con attenzione questo fenomeno», conclude Fiorentini, «se, da una parte, un ente come il Cai può decidere se una candidatura è valida o meno, in presenza di un bando avanzato ad esempio da un Comune la situazione si presenta molto più rigida ed il rischio di ritrovarsi un granchio tra le mani è davvero molto alto». --Gianluca De Rosa© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere delle Alpi | 1 Aprile 2021 p. 9 Tre giorni di super controlli per Pasqua Vigilanza anche nei rifugi e sui sentieri belluno Una Pasqua blindata. Rinforzati i controlli nel weekend di festa: anche i rifugi in quota e lo sport in generale saranno sotto la lente d'ingrandimento delle forze dell'ordine coordinate dalla prefettura. Pattuglie su tutte le principali direttrici di traffico della provincia, ma