Comunicato stampa Metodo Riza

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Il Metodo Riza

La psicoterapia per curare i disagi

Èin edicola in questi giorni, assieme alla rivista Riza psicosomatica, il libro “Il Metodo Riza”, scritto da Ra aele Morelli e Vittorio Caprioglio, un testo molto importante per la psicoterapia dei disagi emotivi e delle nevrosi.

Questo libro infatti riassume in modo semplice e chiaro tutta l’esperienza di più di 40 anni di Riza e del suo progetto psicoterapeutico, un modo di curare la psiche che si caratterizza per una serie di principi molto diversi da quelli delle scuole di psicologia più comuni.

In cosa consiste il “Metodo Riza”? Il primo dei suoi capisaldi è: in psicoterapia non si deve parlare di te, della tua storia o del tuo passato. Come si può capire, è una vero e proprio cambio di prospettiva rispetto ad altri approcci psicoterapeutici, che ritengono che solo l’analisi di quanto è avvenuto nel passato del paziente possa permettere di avviare una terapia. In realtà, è vero il contrario: più racconti la tua storia, più la indaghi, la elabori, più ci ragioni sopra, più cerchi cause e soluzioni, più cronicizzi il disturbo. Il passato è un “regno morto”, che spegne le tue energie di autoguarigione. Questo è l’insegnamento di tutti i saggi e di tutte le tradizioni del mondo.

Ma quindi, se non parliamo del passato, cosa si fa in una psicoterapia col Metodo Riza?

Ra aele Morelli spiega: «È semplice: si cerca cosa caratterizza la persona. Quando smettiamo di occuparci del passato cercando cause e soluzioni, e volgiamo invece lo sguardo a ciò che caratterizza ognuno di noi, allora accadono veri e propri “miracoli interiori”».

La psicoterapia di cui parla il libro “Il Metodo Riza” è prima di tutto un viaggio. Ancora Morelli: «Qualcosa dentro di te sta facendo un viaggio, e ha avuto bisogno del disagio per farti muovere. Questo viaggio non riguarda gli obiettivi che credi di dover perseguire - essere più forte, rimettere a posto una relazione, diventare il numero uno… È il viaggio dell’anima. Qualcosa dentro di te sa dove andare, così come un seme sa quale pianta fare e non ha in mente altro che quella pianta. I disagi interiori arrivano quando ti sei allontanato dalla tua unicità. Ti sei dimenticato di te, di ciò che hai di unico, per questo stai male». Ecco allora la svolta di cui parla il libro: elimina l’idea di migliorare, di correggerti, accogli il disagio non come un intruso ma

come un’energia sconosciuta. «Voler migliorare - spiega Morelli - è solo un tentativo di assomigliare a un modello di perfezione, e quindi di essere come tutti gli altri. Ma tu non sei come tutti gli altri e, se lo dimentichi, inizi a star male».

Nel libro “Il Metodo Riza”, attraverso la descrizione di molte tecniche ed esercizi, Morelli e Caprioglio raccontano che è possibile mettere in pratica questi insegnamenti anche da soli e mantenere giorno per giorno il proprio benessere psichico. Ad esempio: prova a non parlare di te con nessuno, a non dire cosa ti è successo, prova a non raccontarlo più nemmeno a te stesso, e subito noterai dei miglioramenti. «Il nucleo della tua unicità - ribadisce Morelli - è segreto, e siccome sa perfettamente cosa fare, non vuole essere disturbato dai tuoi ragionamenti. La cosa da dirti ogni giorno? “Io non sono quello che conosco. Ma allora cosa sono? Sono un mistero che giorno dopo giorno, se sono disposto ad accoglierlo, si rivela”. Dentro di noi ci sono spazi terapeutici. Quando ci smarriamo, è perché qualcosa in noi non vuole continuare a percorrere la stessa strada. Se continui a ripeterti gli stessi pensieri, il dolore si cronicizza. Ma se impari un altro modo di guardarti, si innesca la guarigione. Allora la so erenza non arriva più, perché hai imparato ad accogliere la tua unicità senza combatterla».

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