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Anteprima Riza Psicosomatica Gennaio 2026

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www.riza.it GENNAIO 2026 n. 539 P E RI O D I C O M E N S I L E I S S N 2499- 0418 ( O N L I N E )

IL MIGLIOR PROPOSITO PER L’ANNO NUOVO

2026 SONO FELICE PERCHÉ MI AMO La gioia di vivere arriva solo se impari a volerti bene ogni giorno

SCOPRI LA TECNICA CHE TI CAMBIA LA VITA Svuota la mente dai pensieri e ti regali l’autostima

L’EDITORIALE DI MORELLI La vita ti riempie di doni se cambi atteggiamento mentale

I RIMEDI NATURALI PER VINCERE LE INFIAMMAZIONI

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IL GIORNALE DELLE SOLUZIONI

GENITORI E FIGLI

ADOLESCENTI: come aiutarli a gestire la rabbia

È un’emozione naturale, ma spesso produce in chi la prova sensi di colpa. Negli adolescenti è assai comune: aiutarli a viverla nel modo giusto è importante per far crescere la fiducia in se stessi

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adolescenza è una fase di profondo cambiamento e trasformazione, durante la quale un figlio non è più bambino, ma non ha ancora raggiunto la piena autonomia dell’adulto. Questa condizione di “limbo” emotivo e relazionale genera spesso sensazioni di confusione, frustrazione e smarrimento. Gli schemi di gestione delle emozioni che funzionavano nell’infanzia, come i capricci, lo sfogo fisico o il gioco competitivo, diventano inadeguati. La rabbia, allora, si manifesta come reazione spontanea e talvolta intensa, perché l’adolescente non ha ancora sviluppato strategie mature per affrontare emozioni così potenti. Molti ragazzi oscilla-

no tra comportamenti impulsivi - litigi con coetanei, discussioni con adulti, sfoghi fisici - e reazioni interne come chiusura, senso di colpa o regressione. Questo crea una tensione che può alimentare ulteriore rabbia, se non viene gestita. L’adulto che accompagna l’adolescente deve creare spazi di ascolto sicuri, nei quali il giovane possa esprimere la propria emozione senza sentirsi giudicato o sminuito. Proporre attività concrete, come esercizi fisici, sport o forme artistiche, permette di dare uno sfogo salutare alla rabbia, evitando che diventi autodistruttiva o aggressiva verso altri. La chiave è riconoscere la rabbia come segnale di trasformazione, non come ostacolo.

Energia che cerca spazio La rabbia è un’e-

mozione potente, spesso fraintesa, che può diventare un’energia creativa se opportunamente canalizzata. Non è “cattiva”, ma diventa problematica quando non trova un contenitore o uno sbocco. Nell’adolescente può esplodere in comportamenti impulsivi o implode in sentimenti di colpa, ansia e auto-svalutazione. È essenziale aiutare il giovane a capire che la rabbia non è un difetto, ma una forza vitale che indica bisogni e limiti non riconosciuti. Per esempio, un adolescente arrabbiato perché percepisce ingiustizie scolastiche potrebbe C O N T IN U A

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SOLUZIONI POSSIBILI

Trasformala in creatività e dalle nuova forma

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espressione creativa è una delle vie più efficaci per trasformare la rabbia in energia utile. Dipingere, suonare, scrivere, ballare o creare con le mani permette all’adolescente di dare forma all’energia emotiva senza ricorrere a comportamenti impulsivi o distruttivi. L’atto creativo sposta l’attenzione dal sintomo alla forma, trasformando il caos interiore in un messaggio visibile e concreto. Molti ragazzi scoprono che, quando dedicano tempo alla creatività, la rabbia si attenua, lasciando spazio a senso di padronanza e controllo. Non è importante il risultato finale, ma il processo: ogni gesto creativo diventa un esercizio di auto-espressione e regolazione emotiva. Un esempio pratico: un adolescente arrabbiato per conflitti con compagni di scuola può scrivere racconti, poesie o canzoni che raccontino le proprie emozioni; chi prova frustrazione per incomprensioni familiari può trovare sollievo nel disegno o nella pittura. Anche la danza, il teatro o i video offrono canali di trasformazione della rabbia. L’adulto può sostenere questo percorso offrendo strumenti, spazi e incoraggiamento, lasciando che il ragazzo esplori liberamente la propria espressività. Così, la rabbia diventa alleata della crescita e non più nemica.

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IL TEMA DEL MESE

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SONO

FELICE

perché mi amo La gioia di vivere arriva subito quando ti immergi nel fiume della vita amando tutto il tuo viaggio, tutta la tua avventura

Il ritratto della vera felicità. Arriva se ascolti il mondo interno

IL TEST E tu, come credi di coglierla?

Felicità: impara come trovarla da chi ce l’ha fatta Le 3 regole.

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A cura di Vittorio Caprioglio medico, psicoterapeuta Immagini: Alberto Ruggieri

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IL TEMA DEL MESE

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SONO FELICE PERCHÉ MI AMO

HAI TUTTO QUELLO CHE TI SERVE

Anche quando sei triste

la felicità è già dentro di te IDENTIFICATA NEL RUOLO DI VITTIMA, LORENZA PENSAVA DI AVERE UNA VITA SBAGLIATA E PER CONSOLARSI SOGNAVA IL GRANDE AMORE, COME SOLUZIONE DI TUTTO. E SI TRASCURAVA... GRAZIE A UN’IMMAGINE INTERIORE HA IMPARATO A VEDERE TUTTE LE PROPRIE QUALITÀ. E NON LE È SERVITO NIENT’ALTRO

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orenza ha 38 anni e da molto tempo si è cucita addosso il ruolo dell’eterna infelice: lei è la Cenerentola, povera e sfortunata, ma purtroppo senza la trasformazione che avviene nella fiaba. A suo dire tutto è iniziato da piccola: famiglia disfunzionale, padre violento, madre anaffettiva, la solitudine, le difficoltà economiche... E da lì, dice, che arrivano solo relazioni con uomini che l’hanno trattata male. Fino all’ultimo, che «mi ha portata sull’orlo del baratro: sapevo che era sposato. Mi prometteva di lasciare la moglie e invece ho scoperto che oltre a me aveva altre amanti! Io vorrei il vero amore, perché incontro solo uomini del genere?». Lorenza crede di non essere abbastanza per un uomo vero, «si vede che ho una tara originaria, la mia famiglia mi ha resa insicura. E così tutti si approfittano di me». C O N T I N U A A P A G. 64

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Attenti alle illusioni della mente «Sarò felice quando avrò trovato l’uomo giusto». Invece già adesso non ti manca niente: segui il tuo istinto e “arreda” la vita con tutto ciò che ti fa star bene

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Autoterapia MEDITARE CON LE IMMAGINI di Chiara Marazzina, psicologa e psicoterapeuta

A occhi chiusi immagina

un lancio di dadi IMPARARE AD AFFIDARSI INVECE DI VOLER CONTROLLARE TUTTO È UN PASSAGGIO FONDAMENTALE SULLA VIA DEL BENESSERE. L’IMMAGINE DI QUESTO ANTICHISSIMO GIOCO CI PUÒ AIUTARE...

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immaginazione non è un’evasione, una via di fuga, ma uno strumento capace di cambiare la chimica della psiche. Quando visualizzi un’immagine in modo intenzionale, attivi un’energia capace di orientare pensieri, emozioni e decisioni: non si tratta solo di una rappresentazione mentale, ma di una forza organizzatrice che dà contorno a ciò che dentro di te è ancora informe, permette all’inconscio di parlare in un linguaggio che l’Io può comprendere e usare. Almeno una volta al giorno, cerca uno spazio confortevole, trova una posizione comoda, chiudi gli occhi e immagina…. La meditazione Respira per qualche secondo, in modo calmo, lascia scorrere i pensieri e concentrati sul respiro… ora, immagina che davanti a te ci sia un piccolo dado: un dado di quelli usati nei giochi, oppure un dado particolare, al posto dei soliti puntini ci sono dei disegni, quelli che vuoi, non è importante… Il tuo dado è sospeso in uno spazio neutro, senza rumori né distrazioni. Osservalo con calma: la superficie liscia, gli angoli netti, i segni che marcano ogni faccia. Non devi interpretarlo, solo guardarlo. Avvicinati mentalmente a questa immagine. Nota come ti fa sentire: tranquillo, curioso, in attesa?

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Non giudicare la sensazione, limitati a registrarla. Ora immagina di prendere il dado tra le dita. È leggero, solido, familiare. Nel momento in cui lo tieni in mano, poni dentro di te una domanda semplice, non un problema da risolvere, ma una direzione. Una cosa che ti riguarda, una scelta, un nodo, un dubbio. Non serve formulare una frase: basta l’intenzione. Quando sei pronto, tira il dado. Osserva il movimento: il salto, il rotolare, l’incertezza del percorso. Senti che in quel gesto c’è qualcosa di tuo che si muove, che si libera. Il dado rallenta e si ferma. Non importa quale numero o figura appare. Guarda semplicemente l’immagine generale: il dado immobile, con una faccia rivolta verso di te. Respira con essa per un istante. Nota cosa succede dentro: una sensazione, un pensiero, un piccolo segnale. Poi lascia che il dado si dissolva lentamente, come un’immagine che evapora nella luce. Rimani un attimo in quell’assenza, nel silenzio che resta quando l’immagine svanisce.

Gira pagina per scoprire gli aspetti simbolici di questa immagine


Il mondo interno parla con le immagini: farsi guidare da loro permette di attivare specifiche aree del cervello che ci avvicinano alla soluzione dei problemi

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