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CANTIERE FUTURO
RAVENNA TRA I LAVORI DI ESCAVO DEL PORTO E LA SFIDA DELL’OFFSHORE, IN ATTESA DI CELEBRARE DANTE
To m a s o T a r o z z i , amministratore delegato del Gruppo Bucci di Faenza, è oggi presidente d e l l a delegazione ravennate di Confindustria Romagna dopo una lunga attività associativa, sia nella territoriale di Ravenna sia nell’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione UCIMU, di cui è consigliere.
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DOPO MOLTO ANNI DI ATTESA, È STATO APERTO IL BANDO PER L’AFFIDAMENTO DEI LAVORI DI ESCAVO DEI FONDALI DEL PORTO DI RAVENNA Finalmente! I lavori daranno nuova linfa e competitività al nostro scalo riposizionandolo ai vertici nazionali. E’ ottima notizia in sé, a cui abbiamo lavorato per anni in prima linea, ma vanno posti al centro dell’attenzione anche tutti gli interventi sulle infrastrutture viarie e ferroviarie a supporto dello scalo, che devono essere realizzate per garantire il rapido ed efficiente flusso delle merci.
AL TEMA DEL PORTO SI COLLEGA QUELLO DI TUTTE LE ALTRE CONNESSIONI Il paradosso infatti sarebbe un porto con profondità idonee senza idonee modalità di deflusso delle merci in arrivo e partenza: ci riferiamo in particolare agli scali merci, al secondo ingresso al porto, potenziamento della SS16 Adriatica, per i collegamenti Sud-Nord di Ravenna fino alla A13 in attesa di
Sotto: il porto di Ravenna
uno sviluppo E55 per connessioni più rapide verso il Nord Europa, oltre che la circonvallazione di Ravenna. Infine non è più prorogabile un intervento concreto e rapido di ANAS sulla E45 asse viario, di interesse strategico non solo per Ravenna ma per l’intera Romagna, per i collegamenti che attraversano l’appennino verso il centro e sud Italia.
QUAL È IL PUNTO SULLE ALTRE INFRASTRUTTURE RAVENNATI? Strategico è anche il potenziamento delle connessioni ferroviarie e viarie per consentire a cittadini e turisti di essere collegati in modo efficiente al resto del paese. In tal senso, auspichiamo fortemente che Ravenna venga collegata alla rete Alta Velocità.
QUALI SONO GLI ALTRI INGREDIENTI FONDAMENTALI PER AUMENTARE L’ATTRATTIVITÀ DEL TERRITORIO? Senza dubbio, le risorse umane e le loro competenze: in una parola, le persone. I trent’anni di campus ravennate sono una scommessa vinta, bisogna continuare a spingere sulla filiera della formazione e dell’università. I giovani sono un’energia decisiva, senza cui si spegne la migliore impresa: oggi le aziende hanno freni allo sviluppo proprio per carenza di risorse umane con competenze adeguate. Dai dati nostro centro studi vediamo che crescere o meno non è più tanto una questione di settori, quanto di capacità di adattamento agli



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scenari internazionali (dazi, Brexit…) e di uso ampio ed efficace di nuove tecnologie digitali, che però da sole non cambiano nulla se non sono supportate da risorse umane con capacità adeguate per potere consentirne l’utilizzo efficace. Per questo oggi cresce chi esporta, chi ha una buona gestione finanziaria, chi innova e investe in capitale umano.
SU COSA SI STA CONCENTRANDO L’ATTIVITÀ DELLA DELEGAZIONE RAVENNATE? In primis sullo sviluppo delle imprese e delle condizioni che favoriscono la loro crescita. A questo riguardo, oltre al ruolo strategico del porto, e alle attività economiche correlate menzionate, sono importanti i fattori di innovazione e di sviluppo di competenze di risorse umane fondamentali per tutte le imprese. Forte importanza ha poi per noi l’attività in corso da oltre un anno per contrastare il blocco che ha inchiodato il distretto del gas naturale, compromettendo investimenti approvati e oscurando talenti ed eccellenze tecnologiche riconosciute a livello mondiale. Il comparto Oil & Gas della Provincia di Ravenna,

eccellenza a livello internazionale, vive uno stato di forte disagio a seguito della entrata in vigore del Decreto Semplificazioni che ha sospeso indiscriminatamente le attività di prospezione e ricerca, nelle more dell’emanazione del Piano per la Transizione energetica sostenibile delle Aree idonee congelando le prospettive di investimento e le attività delle aziende, costrette a tagliare posti di lavoro ad elevata specializzazione o a chiudere. Oggi il comparto ravennate Oil & Gas, che rappresenta il 13% delle aziende e il 29% dell’occupazione regionale del settore, impiega circa 4.000 addetti contro i 10000 di pochi anni fa. Lo ripetiamo da oltre un anno in ogni iniziativa pubblica, anche a Roma, assieme ai lavoratori del settore: il gas naturale è l’unica risorsa che può traghettarci nella transizione energetica verso il futuro sostenibile dell’energia. Sostenibilità che si declina su tre aspetti; ambientale sociale ed economico, che vanno sviluppati in stretta connessione. Ravenna può diventare la capitale di questa rivoluzione dell’energia verso futuro. Ci stiamo poi preparando con entusiasmo alle c e l e b r a z i o n i dantesche del prossimo anno, quando cadrà il settimo centenario della morte del sommo poeta. Crediamo che nei vari comprensori della provincia ci siano potenzialità su cui costruire nuove opportunità di crescita delle imprese e delle occupazioni più in generale, ma ciò richiede coraggio e impegno da parte di tutti – imprese, istituzioni, rappresentanti sociali e cittadini. Confindustria Romagna è fortemente impegnata sullo sviluppo di azioni che rafforzino la competitività di Ravenna e della Romagna nel contesto internazionale per assicurare prospettive per un futuro più solido.
CONSIGLIO DELLA DELEGAZIONE RAVENNATE
Stefano Pucci
Filippo Vaghetti
Giorgio Cavassi
Alberto Dosi
Davide Roncuzzi
Coordinatore territoriale
Marco Chimenti