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RACCONTO DI DUE QUARTIERI
LE PRIORITÀ DI FORLÌ E CESENA, CARDINI DELLA ROMAGNA TRA RIQUALIFICAZIONI, CONNESSIONI E ARTE
Dal primo g e n n a i o s c o r s o G i o v a n n i Giannini, in qualità di vicepresidente di Confindustria Romagna con delega alla provincia di Forlì-Cesena, ha assunto la presidenza della relativa Delegazione territoriale, a cui è affidato il compito di rappresentare le imprese associate a Confindustria Romagna con sede nella provincia verso le istituzioni
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locali, come da statuto. “Questo nuovo assetto ci consentirà di ripartire di slancio nell’anno nuovo: incontreremo le amministrazioni, le autorità e gli enti locali, illustrando le nostre priorità, ascoltando le loro, e raccontando il percorso che ci ha portato a diventare un tassello importante dell’organizzazione romagnola - dichiara Giannini – Già l’anno scorso, pur in una situazione complessa, siamo riusciti sia a risolvere problemi interni, sia a gettare le basi per rafforzarci sul territorio, e di questo dobbiamo ringraziare Andrea Maremonti e la

sua squadra per il lavoro svolto. Penso all’adesione a progetti come Città Romagna e Fattor R sul piano strategico, mentre con Romagna Business Matching ed Excelsa Award abbiamo dato alle nostre aziende la possibilità di connettersi tra loro e di mettere in luce le proprie eccellenze. Iniziative che dimostrano come l’adesione a Confindustria Romagna rafforzi la nostra rappresentanza e i servizi alle imprese di Forlì-Cesena: io e i miei colleghi continueremo con impegno ed energia a dare loro un supporto adeguato ai tempi in continuo cambiamento, affiancandole nelle sfide quotidiane e aiutandole a rendere la Romagna sempre più attrattiva e competitiva su tutti i fronti – industriale, turistico e culturale”.
RETI E INFRASTRUTTURE Vediamo Forlì e Cesena come due grandi quartieri della stessa città, e come tali le immaginiamo integrate in una sola metropoli, attraverso un canale contemporaneo come potrebbe essere una monorotaia a guida automatica ed elettrica, un “peoplemover Forlì-Cesena”. Senza dimenticare i percorsi esistenti da sistemare, primi tra tutti l’asse E45-E55 e la via Emilia bis. La connessione con la rete ad Alta Velocità Rimini-Bologna è sottodotata: Forlì e Cesena devono essere collegate. Il potenziamento delle infrastrutture logistiche romagnole deve partire dallo scalo ferroviario di Villa Selva e da un coordinato utilizzo dei servizi e delle opportunità del Porto di Ravenna.
ASSET TERRITORIALI La Romagna deve sviluppare un unico polo fieristico di alto livello a Rimini: in questo contesto, le Fiere di Forlì e Cesena devono svolgere
attività distintive come supporto e sostegno. La riattivazione dell’aeroporto di Forlì, sostenuta da una rete di imprenditori e dunque in una logica di sostenibilità, deve inserirsi nel quadro del sistema aeroportuale regionale per rafforzare le azioni di marketing territoriale da parte delle amministrazioni pubbliche.
AMBIENTE, PREVENZIONE ED ECONOMIA CIRCOLARE
Sul fronte delle risorse idriche occorrono nuovi investimenti in bacini di raccolta dell’acqua che affianchino la diga di Ridracoli. Per esempio, ripristinare l’invaso del lago di Quarto nel comune di Sarsina, un nuovo invaso, come ipotizzato nel Comune di Bagno di Romagna o Verghereto. La Provincia di Forlì Cesena, come del resto tutta la Romagna, per quanto riguarda il riciclo, il riuso e soprattutto la produzione di energia da fonti rinnovabili è già a dei buoni livelli, in questi settori occorrerebbe investire un po’ di più in sperimentazione e ricerche.
RICERCA E INNOVAZIONE Una grande occasione in questo ambito decisivo per l’attrattività del territorio è la destinazione industriale dell’Ex Zuccherificio Eridania di Forlì, che potrebbe essere riqualificato sul modello dell’Opificio Golinelli a Bologna o delle Officine reggiane a Reggio Emilia. Quest’area può diventare un acceleratore di sviluppo grazie a spazi di coworking, laboratori condivisi fra aziende, enti di ricerca e centri per l’innovazione, sale polifunzionali tecnologicamente attrezzate.
CULTURA DEL TERRITORIO La cultura è un volano d’eccellenza che va potenziato con i dovuti investimenti economici: è infatti nella cultura intesa come “bene comune” che si ha la crescita della nostra identità. Ecco dunque la necessità di progettualità e di visione, anche attraverso la collaborazione pubblico-privato. Produrre cultura significa ampliare gli orizzonti operativi e lavorativi delle giovani generazioni, e in Romagna può sicuramente ambire ad essere un settore economico d’eccellenza nazionale. Lo hanno dimostrato i Musei del San Domenico a Forlì, grazie al recupero del complesso monastico e agli investimenti ingenti nel settore delle arti visive: arte antica e fotografia stanno diventando infatti punte di eccellenza riconosciute a livello europeo. Quest’anno ricorrono alcuni centenari di nascite eccellenti per la nostra Romagna: oltre al centenario della nascita Fellini e all’avvicinamento alle celebrazioni dantesche del 2021, Santarcangelo e Pennabilli ricorderanno il poeta-sceneggiatore Tonino Guerra, che sosteneva che «la cultura è il petrolio dell’Italia». Brisighella e Santa Sofia celebreranno il pittore e scultore Mattia Moreni. Forlimpopoli ricorderà il bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, un’eccellenza nell’ambito culinario

che grazie al “Centro Artusiano” ha portato nel mondo la fama della sua “cucina di casa”, perché il cibo segna appartenenza e identità. E Forlimpopoli ha un altro progetto significativo per far conoscere a un pubblico più ampio la sua storia, i suoi monumenti, le sue eccellenze proprio a partire proprio dalla figura di Pellegrino Artusi: un libro, tradotto in vernacolare e in lingua inglese, così come è accaduto per altre città della Romagna, già patrocinato dal Touring Club Italiano. A Cesena, la Biblioteca Malatestiana, ha applicato l’Art Bonus, strumento legislativo finalizzato al mecenatismo culturale ancor poco conosciuto e utilizzato, per dare alle stampe il libro “La Biblioteca Malatestiana – Storie & Segreti” che colma una lacuna nella promozione di questo straordinario contenitore del sapere, unico bene inscritto nel Registre Mémoire du monde dell’Unesco. A Cesena c’è un’altra eccellenza ancora tutta da far conoscere al grande pubblico, il percorso artistico dell’architetto-scultore Ilario Fioravanti (Cesena 1922 - Savignano 2012): oltre quaranta opere collocate all’aperto e disseminate in undici città
del territorio romagnolo. Su questo progetto potrebbero nascere “start up” che valorizzino un originale percorso d’arte e di storia. Ulteriori progetti per un “Museo diffuso” della Romagna, a partire dalla realtà forlivese e cesenate, sono in via di definizione: occorre dunque aprirsi a questi nuove idee strategiche di sviluppo, credere in queste qualità intangibili per immaginare il “nuovo” in una visione evolutiva per la collettività.

apporto, più credibile, più sostenibile, più umano. Così facendo bellezza e cultura diventeranno non solo risorse economiche, ma pure fini dell’economia. Questo è il più desiderabile punto di approdo della società post-industriale”.

Lavoreremo perché si faccia strada, come diceva il sociologo Daniele Callini “una nuova idea di impresa, di un qualcosa che crea ricchezza non solo economica, ma anche estetica e culturale. Un sistema che ha sì, come obiettivo primario il profitto, ma non più quale finalità esclusiva, bensì complementare al benessere della collettività. Tutto ciò potrà dare vita a maggior bellezza e cultura, dentro e fuori l’organizzazione, e questo renderà migliore il suo
Nella prima pagina, a sinistra: Casa Artusi; Il libro di ricette di Artusi;
a seguire: la diga di Ridracoli;
in questa pagina: lo zuccherificio di Forlì, Palazzo Romagnoli;
CONSIGLIO DELLA DELEGAZIONE DI FORLÌ-CESENA
Vicepresidente
Magalì Prati
Consiglieri
Mario Corsi
Luca Giorgini
Davide Stefanelli
Coordinatore territoriale
Massimo Ferrante