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VISIONE UNITARIA, INTRAPRENDENZA, DETERMINAZIONE di Paolo Maggioli
VISIONE UNITARIA, INTRAPRENDENZA, DETERMINAZIONE
SONO LE DOTI CHE CI HANNO PERMESSO DI DIVENTARE CONFINDUSTRIA ROMAGNA, REALTÀ CHE RAPPRESENTA PIÙ DI 1000 AZIENDE, CON OLTRE 50 MILA DIPENDENTI, E UN FATTURATO AGGREGATO DI 25 MILIARDI DI EURO
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Dal 2014, quando è stato intrapreso il percorso di fusione, abbiamo fatto un lungo cammino, certamente non semplice, durante il quale non sono mancati gli ostacoli, ma indispensabile e fondamentale in un momento storico-culturale in cui la politica dei campanilismi non ha nessun senso. Un cammino in effetti, che parte da lontano. Già dal 2004 le nostre associazioni avevano provato a raggiungere questo obiettivo: i tre presidenti di allora, Adriano Aureli, Andrea Maremonti e Andrea Trombini, con il supporto del vicepresidente regionale Mario Riciputi, firmarono il “patto del tovagliolo”, così passato alla storia perché durante una cena fu scritto proprio su un tovagliolo. Testimone che nel 2014 ho raccolto insieme a Guido Ottolenghi e Vincenzo Colonna per arrivare nel 2016 all’unione delle territoriali di Ravenna e Rimini, fino alla sigla finale di oggi con Andrea Maremonti. Siamo orgogliosi del nostro percorso e di quello che siamo diventati. Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, tre province con la propria storia e con le proprie peculiarità, oggi strategicamente uniti, con l’obiettivo di rendere sempre più protagonista un’area cha ha grandi potenzialità imprenditoriali,
sociali e culturali per competere alla pari con le zone più avanzate d’Europa e del mondo. Un’idea che stiamo portando avanti anche con il progetto Città Romagna nato proprio con l’obiettivo di valorizzare questa visione unitaria per lo sviluppo del territorio e che raccoglie associazioni e categorie differenti fra cui Federalberghi Rimini, Cisl Romagna, Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, Confcooperative Ravenna e Rimini, Confindustria Forlì-Cesena, Confindustria Romagna e Legacoop Romagna: oltre 4.000 aziende e 104 mila lavoratori, per un fatturato di circa 39 miliardi di euro. Senza pretese autonomistiche, ma per una Romagna più forte in una regione più forte. L’unità d’intenti tra le realtà economiche, associative, sociali e amministrative deve essere il motore per confrontarsi e competere alla pari con le zone del Paese all’avanguardia. Le nostre singole città, anche se eccellenti, non hanno la forza e le dimensioni demografiche ed economiche per poter competere in una sfida in cui le grandi città e le aree metropolitane sono le capofila dello sviluppo. Però non dobbiamo dimenticare che partiamo dal fatto che la Romagna ha il vantaggio di essere completa: abbiamo il mare ed un ricco entroterra, manifattura, turismo, ospitalità ed intrattenimento, agroalimentare, storia e cultura. Quello che dobbiamo fare è valorizzarli sempre di più. Per riuscirci dobbiamo essere coesi perché solo in questo modo potremo fare sentire con forza la nostra voce. Dobbiamo agire unitariamente su temi strategici per tutti.
INFRASTRUTTURE La Romagna deve potere avere a di
sposizione infrastrutture efficienti che possano collegarla al resto dell’Italia e al mondo. Non è possibile non avere ancora l’alta velocità, per il trasporto sia di persone che di merci, indispensabile per la crescita di un territorio, come dimostra il vantaggio che ha portato a Bologna e all’incremento del turismo. Ci sono ancora troppi buchi neri: si pensi al difficile collegamento con Roma, alla E45-E55, alla necessità di una via Emila Bis e al peoplemover


per i collegamenti Forlì-Cesena; ai collegamenti ancora insufficienti con il porto di Ravenna che si trova alla vigilia di una trasformazione epocale con l’approfondimento dei fondali. Così come occorre intervenire sulla Statale 16 nei comuni di Rimini, Misano e Riccione. Abbiamo due aeroporti, Rimini e Forlì, gestiti da privati che hanno voglia di fare impresa. Su Rimini l’importante piano di investimenti, che sta dimostrando una buona gestione, può dare una spinta forte alla crescita del territorio. Così come l’impegno messo in campo per la riapertura del Ridolfi. Ma per essere vincenti è importante evitare gli errori del passato, con inutili lotte e concorrenze che hanno finito
per indebolire entrambi, e potere contare sul supporto di una regia regionale.
LAVORO, FORMAZIONE E UNIVERSITÀ Il problema del gap fra domanda espressa dalle imprese dell’industria e offerta presente sul mercato, continua ad essere un problema sentito dalle nostre aziende in tutti i settori. Per risolvere il problema è necessario che scuole secondarie, università ed imprese, siano sempre più unite e fortunatamente, da entrambe le parti, pare crescere la consapevolezza di quanto sia indispensabile muoversi vero la stessa direzione. Da parte loro le aziende devono dare ai giovani non solo un lavoro e competenze, ma una vera e propria identità professionale in cui potersi riconoscere. Dall’altro lato, il mondo della formazione, deve stare al passo con le richieste del mercato e delle imprese. Il fatto che scuole superiori ed università oggi sembrino impegnarsi a fondo per capire ciò che serve, è sicuramente un segnale inco-
raggiante. In particolare, dal punto di vista accademico, possiamo contare sulla realtà del Campus romagnolo che però deve concretizzarsi, garantendo un’offerta in diversi settori, facendo scelte condivise in un’idea di Romagna strategicamente unita che investa in ricerca ed in novazione. Una formazione che deve partire già dai primi anni. Scuola primaria e secondaria devono aver una centralità. Per questo Confindustria Romagna sta pensando alla creazione di una Scuola Internazionale, che vada dalle elementari alle superiori, in grado di dare basi, orientamento e percorsi di specializzazione, indispensabili per garantire ai nostri giovani un bagaglio di conoscenze che permetta loro di competere nel mondo. Senza dimenticare l’importanza di dovere investire, sia come aziende che come scuole ed università, in ricerca ed innovazione.
TURISMO Il turismo è uno dei pilastri dell’economia del nostro territorio. La Romagna del food, dell’enogastronomia e dell’agroalimentare, e dei percorsi storico-culturali: dobbiamo essere sempre più al passo con le richieste di un mercato internazionale.

è fortemente attrattiva da vari punti di vista. La nostra costa, 110 km, si estende dai Lidi di Comacchio a Cattolica rappresentando una delle aree attrezzate più ampie dell’Adriatico. Da noi è nata l’impresa turistica balneare che ha fatto da traino per creare tutte le altre forme di turismo, come quello congressuale, enogastronomico, d’intrattenimento. Abbiamo fatto del concetto di ospitalità a 360° una delle punte di diamante della Romagna. Lo abbiamo creato, lo abbiamo esportato ed oggi siamo pronti a rilanciarlo con continue nuove proposte come il wellness, il turismo storico-culturale, quello sportivo, del benessere e del termale, solo per fare qualche esempio. Occorre investire per lo sviluppo della costa: pensiamo ad esempio alla realizzazione del parco del mare di Rimini, al rilancio dei lidi ravennati. Occorre riqualificare l’offerta turistico alberghiera, anche per il rilancio del settore dell’edilizia, ed essere innovativi con le proposte. Ma occorre anche puntare sulla valorizzazione dell’entroterra, pensando alla promozione delle vie SOSTEGNO ALLA CULTURA Investire in cultura significa contribuire allo sviluppo e alla crescita del territorio. Come imprenditori ci crediamo fortemente. Le nostre province sono musei a cielo aperto ricchi di percorsi storico-culturali e di tradizione che devono essere valorizzati al meglio come motore economico. Le nostre città stanno investendo molto in questo ambito. Si pensi a tutti i percorsi nati per la valorizzazione della storia, agli investimenti per i musei come il San Domenico a Forlì, reso possibile grazie al recupero del complesso monastico e agli investimenti nelle arti visive, al nuovo museo di arte contemporanea di Rimini, che sarà inaugurato il prossimo 14 marzo, e quello dedicato a Fellini. Le nostre biblioteche sono un grande valore: la Malatestiana a Cesena per l’Unesco Mémorie du Monde, la Gambalunga di Rimini che nel 2019 ha raggiunto i 400 anni e la classense di Ravenna. In particolar modo i prossimi due anni, dal punto di vista della cultura, saranno molto significativi per la Romagna. Ricorre quest’anno il centenario di Federico Fellini le cui celebrazioni sono già partire e che Confindustria Romagna sostiene direttamente. Siamo main sponsor della mostra “Fellini 100. Genio Immortale” a Castel Sismondo fino al 13 aprile. Al Maestro

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sarà dedicata anche la seconda edizione de La Settima Arte – Cinema e Industria, la Festa del cinema che dal 3 al 5 aprile 2020 riproporremo insieme all’università di Bologna - Dipartimento Scienze per la Qualità della Vita di Rimini, al cinema Fulgor e in collaborazione col comune di Rimini. Si festeggiano anche i 100 anni della nascita del poeta e sceneggiatore Tonino Guerra che sarà ricordato con iniziative sul territorio iniziando da Santarcangelo di Romagna e Pennabilli. Sempre quest’anno, Forlimpopoli ricorderà il bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, eccellenza nel settore culinario conosciuto in tutto il mondo dove, grazie al Centro Artusiano, è stata esportata la sua “cucina di casa”. Nel 2021 ricorreranno i settecento anni dalla morte a Ravenna di Dante Alighieri. Per l’anniversario, come abbiamo annunciato in occasione del 48° Premio Guidarello d’Autore realizzato da Confindustria Romagna, contribuiremo al rifacimento del portale della basilica di San Francesco realizzato nell’ambito delle iniziative per le celebrazioni per il sommo poeta. La Romagna per loro è stata terra di grande ispirazione, l’hanno studiata, interpretata, e rappresentata in tutte le sue sfaccettature. Per tutti noi sarà un’occasione per potere raccontare la loro opera, celebrarli e farli conoscere alle nuove generazioni affinché non perdano il valore della nostra storia. Perché nella grandezza delle nostre radici risiede la forza per affrontare e vincere le sfide del presente e del futuro.
Il raggiungimento della fusione completa non è la fine del cammino, ma l’inizio di una nuova strada. Insieme lavoreremo per garantire sviluppo e crescita economica. Continueremo ad impegnarci per valorizzare i punti forti e per risolvere le debolezze. Ci impegneremo nel nostro ruolo di impresa sociale, per creare valore aggiunto, sviluppo ed occupazione. A partire, ad esempio, dalla difesa del settore oil&gas che in Romagna ha il suo più importante distretto nazionale e che da decenni contribuisce allo sviluppo sostenibile delle comunità locali in sintonia con gli altri settori produttivi. Il gas naturale è l’unica risorsa che può traghettarci nella transizione energetica ed è inammissibile il blocco scellerato imposto che ha portato al congelamento o l’annullamento di investimenti programmati. Continueremo ad appellarci al Governo affinché si possa aprire un tavolo di lavoro prima che ci siano altre conseguenze. In generale continueremo a lavorare per chiedere ed ottenere maggiore sostegno alle imprese, politiche lavorative più in linea con le esigenze delle aziende e delle famiglie, una riduzione della tassazione e uno snellimento della burocrazia che, nel nostro Paese, continua ad essere una delle tenaglie che ci bloccano. Ora è il momento della partenza definitiva con la realizzazione di progetti mirati. Saremo attivi per dare servizi efficienti ed innovativi alle nostre associate e per portare i nostri temi a livello nazionale; continueremo a proporre e favorire momenti di confronto incominciando dai nostri grandi eventi, come Romagna Business Matching, Il Festival dell’Industria e dei Valori di Impresa, Il Premio Guidarello per il Giornalismo d’Autore, La Settima Arte - Cinema e Industria, non mancando di partecipare agli appuntamenti importanti per la condivisione dei temi della Romagna, come ad esempio Fattore R. Insieme, uniti, renderemo la Romagna sempre più attrattiva, aperta al mondo e in grado di offrire servizi e proposte di qualità e di richiamo internazionale.
Paolo Maggioli Presidente Confindustria Romagna
Nella prima pagina: costa romagnola
a seguire: Sant’Apollinare Nuovo, la piazza di Rimini e la Biblioteca Malatestiana di Cesena
in questa pagina: il Museo S. Domenico di Forlì
