Thiene Mese 924

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Thiene MesePlus

Periodico di informazione dell’Alto Vicentino

n. 36 - febbraio 2026

Comunità Ca’ delle Ore:

un luogo di cambiamento per un nuovo domani

Collocata sul colle di Santa Lucia a Breganze, la struttura offre a giovani con disturbi legati alle dipendenze, l’opportunità di riscoprire se stessi, anche in relazione all’altro, favorendo lo sviluppo di nuove identità. Il programma si rivolge principalmente a giovani uomini, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, motivati a un reale percorso di cambiamento.

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Al Chilesotti decolla l’indirizzo aeronautico

Aperto in città lo sportello lavoro

Pasticceria Carollo una storia di famiglia

ICopertina

l cancello che dà sul cortile della comunità terapeutica di Ca’ delle Ore, sulle colline sopra il centro di Breganze, è quasi sempre aperto.

Viene subito da pensare che rappresenti un simbolo dell’accoglienza.

È corretto, ma si può “guardare oltre”: quel cancello rimane aperto, in realtà, anche per il percorso inverso. Qui vivono e cambiano giovani uomini dai 18 ai 35 anni con disturbi legati alle dipendenze (droghe e alcol, spesso intrecciati) che hanno scelto di trascorrere un periodo a villa Elettra, sede della comunità. È questo il nome originario della villa veneta che accoglie una grande famiglia che “pratica la reciprocità”.

La struttura è composta da 14 operatori professionali, una ventina di volontari e circa 20 residenti impegnati in un percorso di rigenerazione personale e riavvicinamento a una vita attiva. Senza obbligo di permanenza, condividono tutto: dalla sveglia al mattino alla buonanotte, con tante attività “in mischia”, si scoprirà leggendo, ma anche seguendo un piano terapeutico personalizzato. Due fattori che portano a una meta, in un termine caro al rugby e carico anche qui di simbologia, ben precisa. La dipendenza come prigione invisibile, la comunità come scelta consapevole. “Sono uomini liberi che scelgono di vivere e di camminare insieme a noi, di sperimentare con noi” spiegano Mauro Zanetti e Matteo Trevisan, i portavoce della struttura nei ruoli di presidente e direttore, “in funzione di un percorso che si propone di accompagnarli al cambiamento”. Varcato l’ingresso, si ammirano le ali dell’edificio, la chiesetta e gli spazi comuni da cui provengono i profumi della cucina.

“Nessuno arriva qui in seguito a un provvedimento giudiziario” approfondisce Mauro, primo presidente laico della cooperativa sociale che gestisce il centro accreditato dalla Regione Veneto, “ma tutti per loro libera scelta. Per questo il cancello rimane aperto”. Niente a che vedere con l’idea di

Comunità Ca’ delle Ore: un luogo di cambiamento per un nuovo domani

Da 45 anni, la villa immersa nel verde delle colline di Breganze accoglie persone che vivono problematiche di dipendenza, offrendo un percorso terapeutico strutturato e personalizzato: attività psicocorporee, creative e sportive si integrano agli strumenti psicoterapici con l’obiettivo di promuovere benessere, consapevolezza e responsabilità. Il programma si rivolge principalmente a giovani uomini, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, motivati a un reale percorso di cambiamento.

comunità come prigione, idea che, purtroppo, in molti avevano interiorizzato. Chi si trova qui oggi? “Più che usare il termine di ospiti o di assistiti, preferiamo chiamare tutti con il proprio nome” spiega Matteo. “Ognuno ha la sua storia, così come noi operatori. Chi lavora qui ha ben chiaro, come diceva Padre Ireneo (frate francescano tra i fondatori), che chi fa parte di questa esperienza è disposto a sporcarsi le mani, a mischiarsi con loro. Troppo spesso si pensa che le persone con un disturbo da uso di sostanze non abbiano nulla da dare; in realtà è l’esatto contrario”.

Ca’ delle Ore è sorta nel 1981 in un contesto bucolico. La villa, di proprietà dei Frati

Minori, ha una storia densa: fu casa della famiglia Zorzo, ospitò gerarchi nazifascisti ma offrì anche rifugio ai partigiani, finendo incendiata per ritorsione durante la guerra. Nel 1955 divenne ospiteria per i predicatori francescani inviati da Venezia, poi un piccolo convento e infine casa editrice di pubblicazioni religiose, finché nel 1981, su spinta dei frati di San Bernardino di Verona, si trasformò in un esperimento visionario: accogliere i detenuti per un’esperienza di vita fraterna fuori dal carcere. Erano gli anni in cui l’eroina dilagava. E le istituzioni nazionali e sanitarie tardavano a riconoscerne l’emergenza e trovare le prime contromisure, lasciando al privato e al-

Zanetti e Trevisan

la buona volontà di pochi la “prima linea”. Dal 1985 la struttura si è organizzata verso l’odierna cooperativa sociale, tra l’altro tre le prime in Veneto dedite al recupero di persone affette da disturbi da tossicodipendenza. In quattro decenni, circa 850 giovani sono passati di qui. Tra i pionieri ricordiamo i frati Padre Ireneo (presidente fino a maggio 2025) e Padre Beppe, che prestarono servizio proprio nel carcere di Montorio a Verona, la genesi di Ca’ delle Ore per come è oggi. Dove gli 850 giovani in forte difficoltà hanno ammirato la statua di San Francesco e il panorama delle colline breganzesi dal giardino, soffermandosi e ricercando il bello dentro e intorno a loro. Nell’estate 2026 la festa annuale celebrerà un traguardo.

“Sono 45 anni di accoglienza dell’altro” spiega il presidente, “di tentativi di ridare protagonismo a giovani adulti che erano diventati passivi, con l’unico obiettivo ossessivo di procurarsi la sostanza”. L’obiettivo dichiarato è aiutarli a riprendere il timone. Sanno che nessuno al di fuori di loro stessi li potrà salvare, ma anche che chiunque frequenti la comunità si trova lì appositamente per aiutarli, indirizzarli, valorizzarli.

“Chi ci affida tutto questo ci affida una responsabilità grande: aiutare a tirar fuori il bello che ognuno ha dentro. Sta a noi convincerli che crediamo in loro”. Oltre alla clinica tradizionale (farmacoterapia e psicoterapia), la comunità punta su attività psicocorporee.

“Negli anni ‘80 erano considerate condotte quasi folli, oggi è la normalità proporre yoga, tai-chi, shiatzu o mindfulness. È stata una grande intuizione di chi ci ha preceduto”. Strumenti necessari per curare corpi e menti feriti. E i risultati maturati in vent’anni e più lo certificano. “Gli ‘utenti’ arrivano spesso dopo diversi anni di uso e/o abuso, e provengono da Veneto e Trentino: situazioni complicate che richiedono sostegno profondo. Assistiamo in generale poli assuntori, sia di sostanze legali che illecite, alcol e droghe. Storie diverse e difficili da affrontare, per loro e i familiari, per le quali bisogna studiare e attivare strumenti diversificati di supporto”. Cancelli aperti, si ricorda ancora, perché Ca’ delle Ore è punto di ripartenza. Utiliz-

zando ogni strumento utile; in parole semplici, ogni cosa bella. Che sia attraverso la musica, lo sport, la natura, l’arte e l’artigianato come i laboratori di liuteria e gioielleria citati a esempi. “L’idea nostra è di costruire una comunità che sia sempre più integrata e in dialogo con il territorio intorno, quindi all’interno di una comunità più grande in cui i ragazzi possano dare il proprio contributo, per migliorarla”. Ed ecco che spuntano i Breganti della palla ovale, che se la rubano sì, ma per gioco.

“Ho sempre avuto questo pallino – spiega Matteo - perché la mentalità rugbystica porta con sé i valori del sostegno, del rispetto, della resilienza. Ti aiuta a dare un senso anche alla fatica, a ricostruire una fiducia in se stessi e nell’altro. Non si esce dalla dipendenza da soli. Dobbiamo essere una squadra, coesa, nel rispetto delle differenze individuali, che punta ad una meta comune”. Sia il nome che il logo sono ideati dai ragazzi ospiti di Ca’ delle Ore.

“Portiamo avanti un progetto che prevede sessioni settimanali di allenamento con un tecnico ed una mensile in, cui, a lui, si aggiunge il supporto di uno psicologo. Dove? Qui in un campetto da calcio adattato, attiguo alla struttura, grazie all’aiuto del Rugby Bassano che ci ha regalato il suo sì”.

Un’escursione sul Summano

È nato così il progetto dei “Breganti” (gioco di parole tra Breganze e briganti), con il supporto anche del Comitato Regionale. Il logo, creato dai ragazzi, è centrato: una fenice (rinascita) le cui ali escono da un pallone orientate al mondo intorno, artigli che si aggrappano al vissuto e linee dorate che richiamano il kintsugi giapponese, l’arte di riparare le ferite dando loro valore. Impossibile citare ogni angolo e ogni azione del centro, in continuo fermento, ma ecco almeno dei cenni. Un progetto di musicoterapia è sempre attivo, ogni sabato, con corsi base e avanzato di chitarra e canto. Un gruppetto di ospiti si è appassionato, sono stati scritti testi e note, fino ad arrivare alla sala d’incisione e registrare un cd intitolato “Stati d’anima”, presentato nel 2025, con tanto di inviti a suonare questi pezzi dal vivo in una rassegna nell’Altovicentino. E per chi agli strumenti e alla voce preferisce – oppure abbina – la fatica e la natura, raccoglie adesioni e consensi il Gruppo Altre Vie: ogni mese, a volte più, si va di trekking. “È una metafora, un passo dopo l’altro, fare fatica per poter cogliere un orizzonte nuovo, rendendosi conto della strada che si fa da un punto di partenza a un punto di arrivo, tappa dopo tappa. Un modo anche questo, come altri, per immaginare il tempo libero e in generale il proprio futuro non più come un contenitore vuoto, da passare al bar o in piazza, ma scoprendo altro. Ad accompagnare operatori e ospiti che si caricano zaino in spalla anche un istruttore del Cai. Levico, l’Ossario di Cima Grappa, il Monte Summano, Forte Corbin alcune tra le – eccole andora - “mete” raggiunte? Come nel regby, come in comunità: in gruppo, valorizzando la fatica fatta, in un reciproco scambio di vita. ◆

Attualità

uasi mille “freschi” cittadini thienesi hanno scelto di mettere radici nella città altovicentina - e nelle frazioni comunali limitrofe - nel corso del 2025. Ed ecco che grazie a questo slancio il saldo degli abitanti di Thiene si aggiorna in positivo. La popolazione, dati statistici alla mano forniti dal Comune, incrementa di circa l’1,29 per cento, assestandosi a 24.434 alla data del 31 dicembre scorso – con ben 9 ultracentenari! -, mentre giusto un anno prima erano 24.123 i thienesi “ufficiali”. È questo il dato generale primario riportato nella consueta relazione annuale che fotografa crescita e decrescita demografica, misura i nuovi modelli familiari e mostra uno spaccato sociale sotto la lente d’ingrandimento demoscopica. Guardando alle famiglie, si procede al galoppo verso quota 11 mila ma attenzione che i nuclei con figli risultano poco più di un terzo: calano infatti al 38% del totale, anche questo un dato-specchio dell’epoca moderna di inizio del terzo millennio.

Crescita positiva rispetto al dato nazionale

Tornando a quello generale che apre lo snocciolare dei numeri, il +311 dei cittadini thienesi in 12 mesi, delinea senza dubbio una crescita significativa per un comune di queste dimensioni. Va considerato infatti che la media nazionale italiana è spesso vicina allo zero o con segno negativo (a causa del calo demografico dovuto alla denatalità, ma in varie località del Veneto come a Thiene compensato dagli arrivi per immigrazione).

In questo caso e come ormai trend consolidato negli anni recenti, questa “spinta” è quasi interamente dovuta al saldo migratorio positivo, che va a invertire il “segno

Balzo demografico: la città è in crescita

È questa la fotografia scattata a Thiene alla data del 31 dicembre 2025 e che registra 24.434 abitanti con 311 unità in più rispetto al 2024. Il rapporto tra residenti maschi e femmine si rivela più equilibrato che in passato, anche se le donne rimangono le più numerose. Tra le curiosità, in controtendenza rispetto a qualche anno fa, il ritorno ai nomi di battesimo italiani: Camilla e Giulio i più gettonati.

meno” che risulta invece nel bilancio tra i nuovi nati e i deceduti. Non fa eccezione Thiene: il dato di +383 persone che sono entrate a pieno titolo a far parte della comunità thienese (177 da territori stranieri), rispetto a quelle che scelgono altri luoghi di residenza, costituisce il traino certificato. Da qui va sottratto, tra le “diverse voci” che concorrono e pesano sui piatti della bilancia, il -74 del saldo tra chi è approdato alla vita e chi invece ha concluso il proprio percorso terreno. Da evidenziare, come simbolico buon auspicio, il +1 rispetto al 2024 per quanto riguarda i bebè nelle culle dei genitori thienesi, tra fiocchi rosa e azzurri.

Se il raffronto si porta indietro al 2024, sui 24 mesi dunque, si può parlare di impennata in termini di aumenti della popolazione thienese, che nel biennio è cresciuta dai 24.059 registrati all’inizio del 2024 ai 24.434 per così dire “d’attualità”. Non serve la calcolatrice per registrare un +375 in due anni, ma salta all’occhio il raffronto tra il

+64 proclamato di un anno fa e il +311 sopra esposto di oggi, nei confronti di 12 mesi in 12 mesi.

L’identikit del thienese

In cinque anni, s’invecchia di un anno da queste parti? Sì, ma va spiegato. Risulta sempre d’interesse andare a vedere chi è il “thienese medio” per quanto riguarda l’età, toccando il tasto (dolente) dell’invecchiamento generale della popolazione, con trend progressivo in salita confermato. Tra i cittadini di Thiene si aggiorna a 45 anni e mezzo, contro i 45,2 di dodici mesa fa. Nel 2021, dunque appena un quinquennio fa, la media era di 44,54 anni. “Gioventù” direbbero i nostri anziani, in particolare quei 9 ultracentenari (due in più quelli entrati nel “club”), i nonni più maturi – due uomini e sette donne della città. I decani sono nati nel 1923 e sono in due. Citando e salutando chi rimane, un pensiero affettuoso si riserva ai 237 cittadini thienesi defunti nel corso del 2025 (13 in meno a un anno

fa), salutati dai propri cari. A venire cullati, invece, sono stati i 165 neonati registrati all’anagrafe del Municipio dopo la venuta al mondo. Con Camilla e Giulio i nomi di battesimo più gettonati per il 2025, per le bimbe poi Sofia, Ginevra, Beatrice, Costanza e Matilde. Tra i maschi i nomi per così dire più tradizionali sono decisamente tornati di moda: Giulio come detto, seguito da Alessandro, Davide, Edoardo e Francesco. Tra le curiosità da spulciare da tabelle e serie di cifre, ecco anche la ripartizione di genere. A Thiene “a comandare” sono sempre le donne, circa un mezzo migliaio in più rispetto ai maschi, però lo scarto si assottiglia: erano 623 in più nel 2023, poi 521 un anno dopo, sono 468 a fine 2025, anche qui con incidenza relativa confermata di chi si trasferisce in città altovicentino dall’estero per motivi di lavoro, chi con l’idea di costruirsi qui un futuro individualmente, chi sperando in un ricongiungimento familiare un domani. “Potere” demograficamente parlando al genere rosa, insomma, anche se, va detto, se si guarda alle iscrizioni totali all’anagrafe in tutto l’anno, i 1.224 nuovi abitanti sono quasi divisi a metà: 613 uomini e 611 donne, di cui la maggior parte (994) provenienti da altri comuni italiani, 177 dall’estero e 53 per altre motivazioni.

Famiglie sempre più single I nuclei familiari composti da persona unica – i cosiddetti “single” - sono saliti a quota 178 a Thiene. Quando si vive in tandem, cioè nuove coppie approdate a Thiene e frazioni oppure quando famiglie monogenitoriali con un figlio, si continua farcire il numero, secondo dinamiche in controtendenza rispetto a quelle tradizionali del ‘900. Sempre meno le famiglie mediamente o altamente numerose con 4 o più componenti, sempre di più quelle composte da una o due persone (sommate sono 217). Tutte considerazioni e numeri che finiscono nel calderone che recita un plus del computo dei nuclei familiari, salito a 10.919 (+208 rispetto al 2024). Tempi duri per i wedding planners, con discesa dei matrimoni a 43, 16 in meno rispetto al 2024. Prevalgono i riti civili (25), rispetto alle unioni consacrate secondo i dettami delle diverse religioni, “solo” 18. Dato collegato, e in aumento costante, quello che racconta delle convivenze di fatto, 26 quelle registrate in 12 mesi. Guardando infine alla cittadinanza di nazionalità straniera, rimane pressoché costante il dato percentuale del 12,9% sul totale. L’ultimo aggiornamento indica in 3.516 unità, con crescita della popolazione

italiana (+1,06%), con 152 nuovi certificati di cittadinanza concessi a Thiene, per la maggior parte ottenuti dopo la residenza per 10 anni consecutivi nel territorio (in 78 casi). Altre caselle sono riservate alla cittadinanza acquisita per matrimonio, per il compimento dei 18 anni d’età di giovani cresciuti in Italia e nati da genitori stranieri, e altri casi minori. ◆

Il cimitero

MAttualità

entre il mercato del trasporto aereo globale si prepara ad una ulteriore crescita, l’Itt Chilesotti di Thiene risponde con un nuovo corso superiore che guarda al futuro. Dall’anno scolastico 2026-2027 l’istituto amplierà la propria offerta formativa con il nuovo indirizzo aeronautico, una scelta strategica nata per intercettare la massiccia richiesta di professionisti qualificati in un settore che non conosce crisi. Con l’aumento dei flussi civili e l’esplosione del settore cargo legata all’e-commerce, il diploma tecnico aeronautico diventa oggi un vero e proprio lasciapassare per un mercato in piena ascesa.

“Le previsioni di sviluppo del trasporto aereo civile nel prossimo decennio da parte degli enti e delle principali aziende del settore (Airbus, Boeing, Enav, Enac, Iata, Icao e altri) presentano un costante incremento dei flussi e dei volumi di traffico aereo globali ed evidenziano il ruolo strategico dell’Italia nel mercato dell’aviazione europeo – ha spiegato Stefano Zuccolo, docente di scienze della navigazione e logistica al Chilesotti – Inoltre l’espansione del commercio elettronico e la diversificazione delle catene di approvvigionamento comporteranno inevitabilmente un aumento del cargo aereo a livello mondiale”.

Gli sbocchi professionali in questo settore sono molteplici e le figure richieste sono in costante crescita. Il percorso di studi preparerà le nuove leve per ruoli chiave: piloti, controllori del traffico aereo, istruttori di volo, assistenti di linea, manutentori aeronautici e flight dispatcher. Ma non solo: il diploma aprirà le porte anche alle società di gestione delle infrastrutture aeroportuali, alla direzione generale dell’aviazione civile, ai servizi meteorologici e al settore cruciale delle telecomunicazioni aeronautiche.

Al Chilesotti decolla l’indirizzo aeronautico

L’istituto thienese amplia la propria offerta formativa con il nuovo corso in conduzione del mezzo aereo, proposta unica nel panorama delle scuole pubbliche vicentine. Gli sbocchi professionali sono numerosi e molto richiesti: controllore del traffico aereo, pilota, operatore meteo, flight dispatcher, manutentore aeronautico.

Orgogliosa di presentare il nuovo percorso di studi, alla conferenza tenutasi lo scorso gennaio, la preside Laura Giuseppa Turco ha sottolineato il valore simbolico e pratico dell’operazione: “Con questo percorso di studi rendiamo onore alla storia di Thiene, che ha la fortuna di avere l’aeroporto intitolato ad Arturo Ferrarin”.

L’iniziativa non nasce dal nulla. All’Itt Chilesotti è già attivo dal 2010 l’indirizzo Trasporti e Logistica e negli anni gli studenti hanno partecipato a numerose visite all’Aeroclub Prealpi Venete, sperimentando direttamente il volo su aeroplani e alianti. Questa solida base esperienziale si evolve ora nell’articolazione “Conduzione del mezzo”, opzione “Conduzione del mezzo aereo”.

Il valore aggiunto di questa novità è anche geografico: l’Itt Chilesotti diventa infatti l’unica istituzione scolastica pubblica a

erogare tale servizio in provincia di Vicenza. In tutto il Veneto, solo gli Itt Marconi di Padova e Verona offrono un percorso simile, rendendo Thiene un polo attrattivo per l’intero bacino dell’alto vicentino e oltre. Per supportare una didattica all’avanguardia, l’istituto ha potenziato i propri laboratori. Oltre a carte aeronautiche, plotter e strumentazione professionale, la scuola dispone di due postazioni di simulazione di volo avanzate, con la possibilità di integrare l’esperienza mediante visori di realtà virtuale. Questo permette agli studenti di “pilotare” in un ambiente sicuro e realistico, affrontando procedure di emergenza e navigazione strumentale già tra i banchi di scuola. L’obiettivo è chiaro: formare periti che non abbiano solo conoscenze teoriche, ma una confidenza tecnica di alto livello, pronti a decollare verso carriere internazionali. ◆

Attualità

a città si pone come punto di riferimento essenziale per le politiche attive del lavoro nell’Alto Vicentino con l’inaugurazione non di un semplice ufficio amministrativo, ma di un presidio territoriale nato per rispondere alla crescente complessità di un mercato in continua evoluzione, evitando ai residenti del circondario la necessità di spostarsi verso la sede principale di Schio. Il contesto in cui si inserisce questa apertura è delineato da dati che raccontano un territorio vibrante ma complesso. Nella prima metà del 2025, l’area coperta dal Centro per l’Impiego (CPI) di Schio-Thiene ha registrato ben 11.240 assunzioni, pari a un quinto dell’intero volume provinciale vicentino. I settori trainanti restano il metalmeccanico, il turismo, i servizi alla persona e le eccellenze A fronte di uno spiccato dinamismo rimangono alcune criticità. Sono infatti 9.400 le persone disoccupate attualmente in carico al centro per l’impiego e 1.400 persone residenti a Thiene sono in cerca di occupazione.

Come evidenziato dal direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone, il 50% delle offerte di lavoro fatte dalle imprese venete fatica a trovare un riscontro per mancanza di competenze specifiche o per ragioni demografiche. Diventa quindi essenziale un punto di riferimento che compia una selezione e crei un ponte tra richiesta e offerta per dare risposta sia a chi cerca occupazione sia a chi cerca personale.

“Negli ultimi vent’anni il mercato del lavoro ha subito profonde trasformazioni, prima fra tutte una più veloce distruzione e ricostruzione dei posti di lavoro – ha spiegato il direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone – Dopo il 2008 la manifattura ha perso quasi 95mila posti di lavoro, recuperati soltanto alla fine del 2023, mentre i servizi sono balzati fino a 240mila posti di lavoro in più. È sempre più difficile per le imprese trovare il personale di cui hanno bisogno: ogni 100 offerte di lavoro disponibili in Veneto, 50 sono di difficile reperimento, per ragioni demografiche o di mancanza di competenze”.

L’attivazione del servizio è frutto di una convenzione tra Comune e Regione ed è stata accolta con entusiasmo dal sindaco Giampi Michelusi: “L’apertura dello sportello del Centro per l’impiego è un investimento strategico sulla risorsa più preziosa che abbiamo, i nostri concittadini e sulla

Aperto in città lo sportello lavoro

Thiene diventa polo strategico nel mondo del lavoro grazie all’apertura della nuova sede di Veneto Lavoro in via Roma 26, all’interno dell’’Urban Center. Il servizio è attivo, solo su appuntamento, tutti i giovedì dalle 9 alle 13.

loro capacità di creare valore attraverso il lavoro. Avvicinare domanda e offerta è un obiettivo sociale ed economico imprescindibile per la crescita della città. Qui le aziende potranno trovare i talenti che cercano e i cittadini, in particolare i più giovani e coloro che sono alla ricerca di una nuova opportunità, potranno ricevere una consulenza qualificata e un supporto concreto per la formazione e l’inserimento lavorativo. Questo sportello diventerà il cuore pulsante delle politiche attive del lavoro nella nostra città, un motore che contribuirà a colmare il divario tra domanda e offerta e a dare nuove prospettive”. Negli spazi concessi gratuitamente dal Comune, personale altamente qualificato di Veneto Lavoro offrirà una gamma completa di prestazioni per i cittadini: colloqui di orientamento individuale e stipula di patti di servizio personalizzati, suppor-

to alla candidatura per le offerte di lavoro, accesso a percorsi formativi, attivazione di tirocini di inserimento lavorativo (già 166 quelli avviati nel corso dell’anno). Per le imprese invece lo sportello offrirà supporto nel reclutamento e nella preselezione dei candidati ideali, organizzazione di iniziative di reclutamento dedicate, consulenza specialistica sugli obblighi di legge come il collocamento mirato per le persone con disabilità.

L’efficacia del Centro per l’Impiego è già dimostrata dai fatti: nel 2025 sono stati gestiti 746 posti disponibili, coprendone il 23% attraverso segnalazioni dirette che hanno coinvolto oltre 1.800 disoccupati.

Per informazioni e appuntamenti è possibile contattare il Centro per l’impiego di Schio-Thiene all’indirizzo email  cpi.schio@venetolavoro.it o al numero unico 049 7448041. ◆

LAttualità

a passione per le ricette e la dedizione al lavoro sono gli ingredienti che Franscesco Carollo ha lasciato in eredità ai propri figli. La sua morte, lo scorso novembre all’età di 78 anni, ha certamente lasciato un doloroso segno in Lorella, Walter e Fabio che tuttavia hanno scelto di continuare a rimboccarsi le mani per mantenere vivo non solo il ricordo del loro amato papà ma anche l’attività che aveva fondato 57 anni. E in periodo storico in cui le attività storiche che chiudono sono più numerose di quelle che proseguono, la storia della Pasticceria Carollo di Villaverla certamente dà il buon esempio.

Chi dice Carollo dice pasticceria a Villaverla, e automaticamente torna alla mente Francesco Carollo, mancato il 2 novembre scorso e fondatore dell’attività di famiglia, che ha visto la luce a Thiene nel 1969. “Papà era determinato, molto legato a noi figli, stravedeva per i nipoti – racconta con la voce tremula ed emozionata la figlia Lorella – Decise nel 1969 di aprire un laboratorio e oggi a San Tomio c’è la sede creata da lui, con il negozio sotto la casa. Negli anni l’attività è cresciuta molto, ad un certo punto avevamo anche una pizzeria, che abbiamo dovuto chiudere per mancanza di personale”.

Una tradizione pasticcera di famiglia, con la sveglia che suona presto al mattino e tanto lavoro. Ma anche tanta passione, impegno, la messa a punto di nuove ricette e la soddisfazione di condividere il tutto con i propri cari.

Pasticceria Carollo una storia di famiglia

Fondata nel 1969 dal capostipite Francesco, scomparso a novembre, l’azienda è portata avanti con impegno e passione dai tre figli Lorella, Walter e Fabio. Dal 2008, con l’apertura del punto vendita di Villaverla, la famiglia lavora tutta insieme, mantenendo vivo quel legame profondo che Francesco ha coltivato fino all’ultimo.

“Quello che ha costruito è anche merito della mamma, mancata 16 anni fa, dobbiamo ricordarlo – continua la figlia Lorella – Hanno sempre lavorato insieme ed entrambi, oltre all’azienda, ci hanno trasmesso la passione per questo lavoro, che richiede un grande impegno. Ma ci hanno trasmesso anche il saper parlare con le persone, il modo di confrontarsi con il cliente. È un’eredità a tutto tondo”.

Lorella si emoziona quando parla del padre Francesco, e trasmette la convinzione che quel legame di famiglia, profondo e sentito da tutti i figli, sia il collante che manda avanti l’azienda e tiene uniti i cuori.

“Papà era un uomo buono e sempre presente – continua Lorella Carollo, leggendo la lettera scrittaa nome suo e dei fratelli, in occasione del funerale del padre -. Papà hai avuto coraggio e fortuna con il lavoro che hai voluto intraprendere. Assieme alla mamma hai costruito un impero e hai trasmesso anche a noi figli l’amore per il tuo lavoro. Sei stato esempio e allo stesso tempо сі hai insegnato a non mollare mai. Abbiamo visto in te un eroe, quello che metteva sempre a posto le cose. Momenti difficili ce ne sono stati. Hai sofferto per me quando ho avuto dei problemi, ma hai anche sempre sperato che ce l’avrei fatta. E avevi

ragione, ce l’ho fatta alla grande. Hai avuto anche Ana al tuo fianco, che ti ha voluto un gran bene. E poi l’orgoglio di aver visto ciò che Walter e riuscito a creare dopo che tu ti sei ritirato per la meritata pensione. E la gioia per Fabio che negli ultimi anni ti ha seguito molto, quando avevi bisogno lui c’era sempre”.

È un calore di casa quello che si respira parlando con Lorella Carollo della pasticceria di famiglia. Un calore di cui papà Francesco ha lasciato traccia anche nelle pagine di un libro scritto per la famiglia, affinché la memoria delle radici e di quei primi passi tra Thiene, Malo e Villaverla non vada mai perduta.

Oggi i figli portano avanti l’attività con lo stesso orgoglio del padre. Dal 2008, con l’apertura del punto vendita di Villaverla curato da Walter, la famiglia lavora tutta insieme, mantenendo vivo quel legame profondo che Francesco ha coltivato fino all’ultimo.

E ancora oggi, quando si pensa a Carollo, balzano alla mente i prodotti tipici della pasticceria di Villaverla: i bomboloni alla crema, le frittelle, ma soprattutto la treccia alla mandorla, che riscuote continuo successo anche ben oltre la provincia di Vicenza. ◆

Carollo con la famiglia

Attualità

arpediem” è il nuovo film, ambientato in gran parte all’ex ospedale Boldrini di Thiene. Racconta l’invenzione del nefrologo vicentino Claudio Ronco, pioniere nel settore delle terapie dialitiche, che inventò la macchina “carpediem”, un dispositivo medico per la dialisi dei neonati.

Un film che segna una svolta fondamentale nella carriera del giornalista e regista Dellai, non solo per il salto di qualità produttiva, ma per la scelta della narrazione.

“Ho voluto provare ad uscire dai temi storici, ma continuo a seguire la linea di valorizzare storie vicentine che hanno dato lustro alla nostra provincia e che erano poco conosciute – spiega il regista – In un momento in cui la sanità non ci sta dando grandi risposte ho deciso di parlare di buona sanità, in questo caso di eccellenza vera”.

L’ispirazione è arrivata dalla lettura di “Carpediem” che racconta la storia di una bambina nata senza la funzionalità di un rene la cui vita era nelle mani del nefrologo Ronco. Fu proprio lui a decidere di “rimpicciolire” il macchinario usato per la dialisi negli adulti, adattandolo alle misure piccolissime dei neonati.

“È una storia commovente e stimolante –sottolinea Dellai – La bambina era destinata alla morte, tanto che i genitori avevano già pensato al funerale. Ronco progettò la macchina per emodialisi Carpediem, che allora non esisteva per i bambini. È miniaturizzata, ha cateteri sottili come capelli, è completamente tarata sulla misura dei neonati. Allora i neonati non potevano fare la dialisi. Oggi questa macchina è stata adottata nei principali ospedali del mondo. È un’eccellenza vicentina che ora salva i neonati in tutto il mondo”.

Primo ciak per Carpediem

Dennis Dellai torna sul set

Dopo il successo di “800 giorni”, il regista thienese torna dietro la macchina da presa per raccontare una storia di eccellenza medica locale divulgata nel mondo. Al centro della storia il nefrologo vicentino Claudio Ronco che inventò un dispositivo medico per la dialisi dei neonati, poi adottato dagli ospedali di tutto il mondo.

Il set è quello dell’ospedale Boldrini di Thiene, dove un intero reparto è tornato a pulsare di vita grazie alle cineprese. La pellicola è ambientata tra il 2012 e il 2013 e vanta un cast di professionisti, con due camei del cantante e attore Lodo Guenzi e dell’attore Daniel Mc Vicar che interpreta un medico americano.

Nonostante il respiro internazionale, Dellai non dimentica il territorio. Se gli attori sono professionisti, la troupe rimane un laboratorio per i giovani del territorio.

“Per noi continua la missione di reclutare ragazzi giovani che vogliono imparare il mestiere – sottolinea il regista – Per loro è l’occasione di imparare direttamente

sul set in zona, vicino a casa, altrimenti dovrebbero andare in città grandi. Per noi loro sono preziosi, e loro imparano nella realtà di un set vero”.

La passione di Dellai nasce a 15 anni, tra i banchi di scuola, girando polizieschi con gli amici. Dopo una pausa dovuta ai costi proibitivi della pellicola, l’avvento del più economico digitale, ha riacceso una passione mai sopita.

Con “800 giorni” Dennis Dellai ha fatto un balzo in avanti nel mondo della regia e con soddisfazione spiega: “Non siamo più un’armata Brancaleone, ma una struttura solida sostenuta da un pool di imprenditori illuminati che ci sostengono”.

Dopo il debutto nelle sale cinematografiche “Carpediem” approderà su Prime Video nel circuito nazionale, senza dimenticare i festival dedicati al cinema indipendente. Dennis Dellai si definisce ancora un “regista indipendente”, ma con questo film dimostra che, anche senza fondi pubblici, la determinazione e l’amore per le proprie radici possono produrre grande cinema.

“Ci tengo a ringraziare la Ulss 7 Pedemontana che ci ha concesso il Boldrini a Thiene – conclude Dellai – E ringrazio i mai sponsors Pietro Sottoriva, Daniele Grotto, Gianni Costantini, Gaetano Dal Corobbo e Livio Gemmo e tutti gli altri che ci sostengono”. ◆

Dellai sul set ospedaliero

Èstato approvato dalla Regione Veneto il Polo dell’Infanzia Thiene 1, sistema integrato di educazione e di istruzione che riunisce assieme la scuola d’infanzia statale Maria Amatori, e il nido comunale Arcobaleno. La prima è gestita dall’Istituto Comprensivo di Thiene mentre il nido è una struttura comunale gestita dalla società cooperativa La Goccia.

“Si tratta di un risultato positivo per tutto il sistema di istruzione thienese – afferma il sindaco Giampi Michelusi - che si riconferma ricco di offerte, attento alle varie fasce d’età e pienamente in linea con la normativa vigente. Questo riconoscimento premia la qualità della nostra programmazione scolastica” “La costituzione di un percorso educativo integrato e continuativo per bambini da 0 a 6 anni precisa Nicoletta Panozzo, consigliera comunale delegata alle politiche dell’istruzione - ha l’obiettivo di ottimizzare le risorse, condividere spazi e professionalità e fungere da laboratorio di ricerca e innovazione pedagogica. A Thiene si realizzano da tempo molteplici esperienze e azioni tra i servizi educativi della prima infanzia. Il servizio educativo comunale Nido Arcobaleno e la scuola dell’infanzia statale Maria Amatori so -

Thiene investe sull’infanzia: due nuovi Poli educativi

La Regione Veneto ha riconosciuto a Thiene due Poli dell’Infanzia, strutture che, integrando in un unico plesso nidi e scuole dell’infanzia, garantiscono continuità educativa e pedagogica.

no entrambi di proprietà comunale, tanto da consentire una regolare condivisione di spazi e servizi, essendo distanti tra loro poco più di 100 metri l’uno dall’altro ed essendo collegati da un percorso pedonale» In città è stato attivato anche il Polo per l’Infanzia San Vincenzo costituito dalla scuola d’infanzia parita -

ria e dal nido integrato San Vincenzo. “Auguro ai due Poli thienesi una serena attività – conclude la consigliera Panozzo – nella certezza della bontà di una sinergia educativa finalizzata al benessere e alla crescita dei nostri piccoli utenti e all'affiancamento dei genitori nella loro attività educativa”. ◆

Autostrada Brescia-Padova: chiude il centro assistenza clienti di Thiene

La progressiva diffusione degli strumenti digitali e del telepedaggio ha contribuito a trasformare in modo significativo il rapporto con gli utenti che utilizzano sempre più le risorse online.

Il casello thienese dell’A31 Valdastico perde il centro assistenza clienti. A partire da febbraio, lo sportello informativo dell’autostrada Brescia-Padova ha cessato la propria attività che ver-

rà ora concentrata nei due poli di Verona sud e di Vicenza ovest, anche per i viaggiatori che utilizzano la Valdastico e per chi proviene da Thiene. La decisione risponde all’evoluzione delle abitudini di

utilizzo dei servizi e al crescente ricorso a modalità digitali. Gran parte delle attività tradizionalmente gestite nei centri servizi - la richiesta di fatturazione, la gestione dei mancati pagamenti, le richieste di rimborso - sono fruibili attraverso i canali digitali e dedicati, già ampiamente utilizzati dai viaggiatori.

“Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova rinnova il proprio modello di assistenza ai clienti - si legge nella nota di A4 Holding - in un percorso che riflette l’evoluzione delle abitudini di utilizzo dei servizi e il crescente ricorso al digitale. La progressiva diffusione del telepedaggio ha contribuito a trasformare in modo significativo l’esperienza dei clienti. È adesso possibile accedere infatti a numerose funzionalità dal digitale”. ◆

Attualità

iù accoglienza, più privacy e la garanzia della certificazione di qualità (Iso 9001) applicata al settore della sanità. Il punto prelievi ospitato all’ex ospedale si sposta in un’ala rinnovata del centro sanitario polifunzionale Boldrini, a destra dell’ingresso principale, offrendo agli utenti che si recano ad effettuare gli esami ematologici un ambiente definito come “più luminoso e funzionale” dall’Ulss 7 Pedemontana, due anni fa in sede di presentazione del progetto.

Di fatto, un trasloco, di appena un centinaio di passi, dopo le opere di adattamento dei locali sanitari che ospitavano prima ambulatori e palestra di fisiokinesi. Quest’ultima viene ricollocata secondo progetto al 2° piano, uno dei tasselli che rientrano nell’ambito della realizzazione della Casa di Comunità di Thiene. A fine novembre due giorni di breve sospensione del servizio hanno consentito di trasferire attrezzature, mobilio e strumenti in dotazione al personale infermieristico attivo al “PP”. Poi l’immediata apertura della nuova sede, sempre al piano terra, facile da individuare lasciando il bar dell’ex ospedale alla propria sinistra dopo l’entrata sul corridoio principale di accesso.

Un servizio frequentatissimo, va da sé, quello del luogo preposto ai prelievi del sangue e altri servizi sanitari collegati. E non solamente dai cittadini thienesi, accogliendo quotidianamente i residenti dei paesi limitrofi alla città altovicentina. Un andirivieni di persone, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria mattutina, in media 180, con conteggio aggiornato a circa 41 mila accessi all’anno. Insomma, non appare esagerato definirlo come un servizio che rappresenta un pilastro della sanità locale, chiamato ad un ammodernamento in termini di efficienza prima di tutto, per poi in secondo luogo porre attenzione su aspetti come accoglienza, riservatezza e comfort, fattori che innalzano la qualità degli standard di cura.

Più privacy e comfort al punto prelievi

Grazie ad un intervento di riqualificazione promosso dall’Ulss 7, il rinnovato servizio permette di accogliere al meglio i circa 180 utenti giornalieri. La struttura è stata anche dotata di una stanza dedicata alle emergenze, oltre a spazi specifici per i test glicemici in gravidanza.

La nuova struttura non si limita, quindi, a migliorare l’estetica, ma oltre a quanto sopra esposto si pone come altro obiettivo il potenziamento della sicurezza. Anche questo aspetto era stato evidenziato alla presentazione del nuovo punto prelievi, ricordando l’allestimento di una stanza dedicata alle emergenze, con in dotazione barelle e strumentazione dedicata, oltre a spazi specifici per i test glicemici in gravidanza. “Un importante salto di qualità nei servizi di prossimità”, lo ha definito il direttore di Ulss 7 Pedemontana Carlo Bramezza. Nel dettaglio, la nuova area al piano terra prevede un’ampia sala di attesa attigua alla segreteria, una sala prelievi, due ambulatori specialistici e quattro ambulatori per le terapie individuali sui pazienti in carico alla medicina trasfusionale. Presente una zona di ristoro per i donatori e in generale per quanti si sono appena sottoposti al prelievo.

A favore degli operatori in organico, tra mansioni di segreteria e prelevatori, uno spogliatoio loro dedicato e altri locali di servizio. Sul piano tecnico, la scelta di installare l’illuminazione con sistema led intelligente permette, al di fuori dell’orario di afflusso dell’utenza, di switchare sullo “scenario notturno”, con spegnimento parziale o im-

postazione ad una luminosità ridotta delle luci, mentre la regolazione dell’impianto termico avverrà per singolo ambiente così da evitare sprechi di energia. Uno sguardo al capitolo costi, indica in 1 milione e 480 mila euro la spesa preventivata per il doppio intervento, vale a dire la realizzazione del nuovo spazio per il servizio prelievi e per il centro trasfusioni, insieme allo spostamento e all’ampliamento dei locali dedicati alla fisiokinesiterapia, correlati uno all’altro. Il tutto, interamente finanziato attraverso fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), su una superficie di complessivi 1.300 metri quadrati, 674 quelli relativi al prelievo del sangue e altri locali al piano base. I lavori, conclusi in autunno dello scorso anno, erano iniziati circa un anno prima, nell’ottobre del 2024, avviati in ritardo di 6/7 mesi rispetto alla prima data annunciata. Si tratta del cambiamento più profondo in questo primo scorcio di secolo per la sede del “Boldrini”, che affrontò una radicale trasformazione nel 2014 con la ridefinizione degli spazi in seguito all’edificazione dell’ospedale di Santorso e al trasferimento del personale amministrativo e di altri servizi dell’ex Ulss 4 di via Rasa, nel cuore di Thiene. ◆

rimo podio in Coppa del Mondo di scialpinismo per Matteo Sostizzo, atleta azzurro già campione nazionale a Piancavallo che, un mese dopo il titolo italiano nella specialità del Vertical, ha piantato una nuova bandierina tricolore nella sua carriera. Ad Andorra, a fine gennaio, è andato a segno l’impresa del giovane atleta - e già papà - originario di Zané, dopo una rincorsa durata anni e tanto sudore versato sulla neve fin da ragazzino. Il 24enne vicentino ricorderà a lungo Arnsal, la sede della tappa del circuito internazionale, e quella medaglia conquistata con caparbietà e “testa” e che va ad aggiungersi alla sua collezione personale. Portando luce viva sia al Centro Sportivo Carabinieri, per cui è tesserato, sia ovviamente ai colori azzurri. Ma la festa coinvolge anche un’altra località, Strigno, dove Sostizzo vive da qualche tempo dopo essere convolato a nozze la scorsa primavera. Un’immagine, quella con lui che sorride sul terzo gradino della race, che nell’ultimo weekend di gennaio ha fatto il giro dei social e dei quotidiani sportivi, riempiendo d’orgoglio la comunità vicentina. Un terzo posto che profuma di consacrazione per il giovane atleta altovicentino, capace di issarsi tra i giganti di una disciplina che non concede sconti, dove il cuore deve battere forte quanto le gambe.

La “Vertical”, infatti, consiste in una delle prove più massacranti del circuito: 690 metri di dislivello positivo da divorare in un fiato, senza discese, senza tregua. Sulle nevi pirenaiche, il ritmo impresso dai battistrada è stato feroce sin dai primi metri. A vincere è stato l’inarrivabile svizzero Bonnet, il “cannibale” della disciplina, che con il tempo di 27’21”6 ha stabilito il nuovo record di vittorie in carriera. Alle sue spalle l’austriaco Verbnjak, con cui Matteo si è subito complimentato, e alle sue spalle, a soli 33 secondi dalla vetta, si è piazzato Sostizzo. Ottima la sua gestione delle energie con una maturità tattica da veterano e resistendo nel finale al rabbioso ritorno

Matteo Sostizzo vince il bronzo sui Pirenei

Lo skialper altovicentino ha centrato il suo primo podio in carriera nel Vertical, dopo i successi multipli in Italia e i piazzamenti in Europa. Ha gareggiato in una delle sfide più difficili del circuito: 690 metri di dislivello positivo affrontati tutti d’un fiato.

del francese Equy. Tagliare quel traguardo in terza posizione non è stato solo un risultato numerico, ma il coronamento di un inseguimento durato anni. “Una giornata che non scorderò mai – ha scritto lo skialper punta di diamante della nazionale italiana una volta recuperate le forze -, sono onorato di essere riuscito a portare il nome Italia sul podio Vertical della come hanno fatto per tanto tempo i miei punti di riferimento divenuti poi anche amici e compagni di squadra. Grazie mille di cuore a tutti”.

Per chi segue gli sport invernali moderni, il nome di Matteo non è certo una novità, dopo la scorpacciata di piazzamenti già a livello junior. Nato a Thiene nell’agosto del 2001, Matteo rappresenta l’essenza stessa dell’atleta cresciuto “pane e montagna”. Il suo legame con l’alta quota è un affare di famiglia: è stato il padre, fin da quando era un bambino, a trasmettergli l’amore per le vette, accompagnandolo nelle prime escur-

sioni estive e guidandolo tra i segreti dello scialpinismo durante l’inverno. Ore e ore di allenamento, precedute e seguite da altrettante ore di viaggio verso i monti, e per il rientro a Zané. Il suo percorso agonistico è stato una scalata costante, proprio come le sue gare. Nel 2014 l’esordio nella corsa in montagna, l’anno successivo l’ingresso nel Comitato Veneto Sci Alpinismo, dove il suo talento ha iniziato a brillare con prepotenza. Il 2025 era stato l’anno dell’avviso ai naviganti: la conquista del titolo di Campione Italiano Vertical a Piancavallo agli sgoccioli dell’anno ha anticipato la rampa di lancio imboccata, che lo ha portato al primo podio nel massimo circuito internazionale: una promessa è diventata realtà, addolcendo il rammarico provato per l’assenza della sua disciplina nel programma delle ormai prossime Olimpiadi di Milano-Cortina. Un target a cui anche lui, come altri specialisti, ha aspirato a lungo, negato solo dalla politica sportiva. ◆

Cultura

Sono suoni del nostro tempo, forgiati nell’aria da alcuni tra i più interessanti talenti musicali di oggi, quelli proposti nei quattro concerti domenicali della seconda edizione di “Suoni del Presente”.

Commenta Ludovica Sartore, assessora alle politiche culturali: «Dopo il successo di pubblico della scorsa edizione, ritorna la rassegna di musica contemporanea, una proposta capace di far dialogare musicisti, linguaggi diversi e un pubblico variegato. Ringrazio Metrotime che ha scelto e confermato proprio la Città di Thiene per ospitare questo significativo e interessante progetto di alta qualità che arricchisce anche tutto il territorio».

Il programma prevede domenica 22 febbraio alle 18 il concerto di Dan Kinzelman Unfall, gruppo di fiati composto da Mirco

Al Fonato la seconda edizione di “Suoni del Presente”

L’auditorium cittadino torna ad ospitare il ciclo di appuntamenti musicali che rappresentano un luminoso scorcio sullo stato dell’arte della scena creativa italiana.

Rubegni al corno e tromba, Manuele Morbidini al sax alto, Dan Kinzelman al sax tenore, e clarinetti, Rossano Emili al  sax baritono e clarinetto basso più Renato Greco all’elettronica; un ensemble che agisce sull’incontro fra musica improvvisata, elettroacustica, free jazz, dixieland, musica da banda e minimalismo, filtrata e ricomposta attraverso tecniche e mezzi tipici della musique concrète da Renato Grieco ai live electronics.

Domenica 29 marzo alle 18, si esibiranno Les Biologistes Marins: sono Beatrice Miniaci e Anton Sconosciuto, duo di polistrumentisti che fonde musica e materiale visivo. Con voce, flauti, organo, batteria e synth il progetto intreccia strati sonori di diversa materialità per immergere loro stessi e gli ascoltatori in un’atmosfera fluida e raffinata.

La rassegna si conclude domenica 12 aprile, sempre alle 18, con Nicolò Masetto, cantautore e polistrumentista padovano a cavallo tra cantautorato sperimentale, psichedelia cosmica e libera improvvisazione, presenterà il suo album ‘Ritorno’ in duo con la cantante ed improvvisatrice Nina Baietta.   Una proposta che si inserisce a complemento dell’offerta culturale dell’Alto Vicentino ed è inclusiva verso le nuove generazioni, grazie all’ingresso gratuito su prenotazione previsto per tutti gli under 18 e le tariffe ridotte dedicate agli under 30 e agli studenti delle scuole di musica e di conservatorio.

“Suoni del Presente” è un progetto di Metrotime Società Cooperativa con la collaborazione dell’assessorato alla cultura del Comune di Thiene e realizzato con il sostegno di Nuovo Imaie. ◆

Shakespeare rivive nelle sale del Castello

Domenica 15 febbraio la dimora storica di Thiene farà da scenografia allo spettacolo teatrale della compagnia L’Archibugio che offrirà a pubblico un’esperienza dinamica e coinvolgente.

Dopo il successo della messa in scena al Castello de “Il Mercante di Venezia” e “Amleto”, in occasione di San Valentino la compagnia teatrale L’Archibugio torna ad esibirsi con una rappresentazione itinerante “Storie d’Amore nel Veneto di Shakespeare”.

L’evento, in programma domenica 15 febbraio dalle 15,16,30, 18, 19.30 e 21, si terrà nelle suggestive sale del Castello, un luogo carico di storia e fascino, perfetto per accogliere uno dei capolavori più intensi e profondi del teatro elisabettiano.

Lo spettacolo, per la regia di Giovanni Florio, offrirà un’esperienza immersiva unica: gli spettatori seguiranno gli attori stanza dopo

stanza, vivendo in prima persona l’evolversi del dramma shakespeariano, in un percorso teatrale dinamico e coinvolgente.

A Shakespeare il Veneto piaceva. Mai stato in vita sua, ma gli piaceva. Altrimenti perché vi avrebbe ambientato così tante storie? E allora noi immaginiamo Shakespeare che immagina il Veneto. E da questo Veneto immaginato nascono le storie d’amore più belle di tutti i tempi. “Romeo e Giulietta”, “Otello”, “Il Mercante di Venezia” e tante altre ancora: il prossimo 15 febbraio le incontreremo tutte nelle stanze del Castello di Thiene, animate per l’occasione dagli attori de L’Archibugio Compagnia Teatrale. Nel cast Giuseppe Balduino, Gianluca Beltrando, Sofia Bizzo, Alessandro Bolcato, Jessica Carrettiero, Mauro Faedo, Giovanni Florio, Giulia Martin, Umberto Peroni, Lorenza Rizzato, Claudia Schiavoi, Paolo Vanzan, Cristian Zorzi. Luci e audio: Paolo Meneghello. ◆

Dan Kinzelman Unfall

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