GG Magazine-01/26 (italian)

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GLAMOUR

Julianne Moore

Trasgressiva e cangiante

Avventura in bianco

Spedizione in Antartide

Hôtel Costes

Il lascito di Christian Liaigre

Thaddaeus Ropac

Intervista esclusiva con il grande gallerista

n. 1/26

DICEMBRE / GENNAIO / FEBBRAIO

55 ANNI DI
Gamma Range Rover, valori di consumo carburante (l/100 km): ciclo combinato da 2,7 a 12,0 (WLTP). Emissioni CO 2 (g/km): ciclo combinato da 62 a 272 (WLTP). I valori sono indicati a fini comparativi.

Care lettrici, cari lettori,

nel mondo immobiliare il termine glamour significa ben più di materiali pregiati e posizioni privilegiate. Piuttosto si tratta dell’arte di creare ambienti che raccontano storie e luoghi che incantano con ogni singolo dettaglio. Si va dalla palazzina storica in città, con elaborati soffitti a stucchi, alla villa sul mare, dove i raggi del sole creano riflessi dorati sui pavimenti in marmo, all’attico contemporaneo con finestre panoramiche che incorniciano l’ampia distesa di luci come un prezioso gioiello. In questi contesti, l’eleganza non è un semplice accessorio ma strumento fondamentale per valorizzare la bellezza.

Con questa edizione vi invitiamo ad immergervi in un mondo in cui l’architettura e il design degli interni diventano palcoscenico per esperienze straordinarie. Vi presentiamo immobili che conquistano per la posizione, la dotazione e, soprattutto, per la loro peculiare atmosfera: perfette ambientazioni per feste, incontri e ricordi indelebili. Perché il vero carisma emerge solo lì, dove lo spazio dà vita a un’esperienza originale.

Soprattutto l’inverno – con le sue lunghe notti e le numerose festività –si rivela il periodo ideale per godersi appieno la propria casa. Grazie allo sfavillio di luci, le cene eleganti e la musica che riempie i grandi saloni si crea quell’atmosfera speciale apprezzata da tutti noi. In questi momenti abbiamo l’occasione di celebrare nella nostra quotidianità lo straordinario, creando intorno a noi una bellezza ricca di stimoli.

Lasciatevi ispirare da una selezione di storie che rivelano la forza implicita dell’eleganza: una promessa di bellezza e gioia, accompagnata da un sentore d’infinito. Con la sua magia, l’eleganza ha il potere di farci dimenticare per un attimo l’impetuoso scorrere del tempo.

Cordialmente, vostro

Christian Völkers
Editore

Glamour!

Sono felice di presentarvi a inizio inverno un’edizione perfettamente in linea con la stagione delle feste. Lasciatevi incantare dalla premio Oscar Julianne Moore, che con le sue interpretazioni intime ed empatiche continua a ridefinire gli standard di Hollywood. L’autore Christian Aust ha incontrato la star statunitense innumerevoli volte, stilando ora per noi un ritratto dell’elegante e intramontabile attrice. L’ultimo grande progetto portato a termine dall’iconico interior designer Christian Liaigre prima della sua scomparsa prematura, è stata la nuova ala dell’albergo parigino Costes. Steffi Kammerer si è immersa nel retroscena del progetto, ricordando uno dei più influenti designer contemporanei, ampiamente copiato. Incontrate, poi, Thaddaeus Ropac, uno dei massimi galleristi viventi: a pagina 56 troverete una sua intervista condotta da Sven Michaelsen. Se state cercando ispirazioni per viaggi straordinari con il massimo comfort, vi consigliamo l’Antartide.

Da pagina 30 vi racconto il mio viaggio di tre settimane sulla nave da spedizione Hanseatic Nature, tra i ghiacci perenni. E se dopo le festività aveste il desiderio di rilassare corpo e anima, vi attende il Medical Health Resort Vivamayr sulle rive del Wörthersee, descritto nei miei appunti a pagina 64. Infine, un’informazione personale: dopo vent’anni di lavoro come caporedattrice di GG, ho deciso di dedicarmi a nuove mansioni. Con gratitudine e umiltà vi saluto con questa edizione.

Condividere questo percorso con voi, è stato un immenso piacere.

Vi auguro una piacevole lettura!

In veste di caporedattrice di GG ho curato 80 edizioni. Sopra: il mio esordio con l’autrice lifestyle Kelly Killoren Bensimon in copertina. Destra: vedere una foca leopardo da vicino è molto raro. Durante il viaggio nell’Antartide, ne abbiamo scoperto ben cinque esemplari.

Michaela Cordes

MADE TO TOUCH. DESIGNED TO CONTROL. KNX BUILDING TECHNOLOGY IN LS ZERO IN ALUMINIUM DARK

JUNG.GROUP/LSZERO

PHOTOGRAPHER: MICHAEL SANDMAIER

Sven Michaelsen

Le conversazioni dell’autore amburghese con i grandi nomi della cultura contemporanea sono considerate esemplari. Ben due volte, Sven Michaelsen ha vinto il Deutscher Reporterpreis nella categoria miglior intervista. Per GG ha incontrato a Salisburgo Thaddaeus Ropac, uno dei più influenti galleristi viventi. L’austriaco rappresenta celebrità come Anselm Kiefer o Georg Baselitz e gestisce importanti lasciti artistici, tra cui quelli di Joseph Beuys e Andy Warhol (pagina 56).

Maximilian Stamm

A inizio 2024, Maximilian Stamm ha rilevato la licenza Engel & Völkers per Sankt Moritz. Come ex alunno del Lyceum Alpinum Zuoz, Stamm gode di un’ottima rete di contatti in Engadina. Tra l’altro, si occupa della locazione esclusiva della tenuta della famiglia Sachs (For Sale, pagina 70). In passato ha diretto per molti anni il Private Office E&V per le aree Europa, Vicino Oriente e Africa.

Christian Aust

Da tanti anni, il giornalista e podcaster

Christian Aust ha intervistato divi internazionali del cinema, tra l’altro su incarico della Frankfurter Allgemeine Zeitung. Durante la sua carriera ha incontrato più volte Julianne Moore (storia di copertina a pagina 40). «Una donna molto speciale» dice Aust. «Non solo sullo schermo».

Aleksandar Rakinic

Aleksandar Rakinic dirige il marketing globale di Engel & Völkers e fornisce importanti stimoli alla redazione di GG. L’economo aziendale ed esperto di lifestyle è originario di Berlino. Dopo diverse esperienze lavorative, tra l’altro per Zalando e nel settore fitness, ha trascorso un periodo a Los Angeles, dove ha contribuito alla creazione dell’esclusivo club-palestra Heimat

PLAYGROUND

14 COOL CITY D’inverno, Sankt Moritz si trasforma in un palcoscenico cosmopolita: stile, sport e alta società risplendono nella cornice alpina.

16 INTERVIEW Uno sguardo dietro le quinte del celebre albergo Mandarin Oriental a New York, una delle migliori destinazioni di Manhattan.

20 ENGEL & VÖLKERS NEWS Trend del mercato immobiliare.

22 WOMAN Accessori e capi di abbigliamento raffinati, capaci di portare splendore anche nelle giornate più fredde.

24 MAN Ispirazioni per design e moda, tra funzionalità e stravaganza.

26 BOOKS & MORE Grandi storie sulle icone di Hollywood e uno sguardo sul mondo della moda.

162 PERSONA L A Basilea si apre un nuovo capitolo: il tradizionale Grand Hotel Les Trois Rois si presenta con rinata eleganza.

AT HOME

30 ANTARTIDE Tre settimana di viaggio di spedizione, accompagnati da balene, pinguini e foche leopardo: un’imperdibile avventura a bordo della Hanseatic Nature dell’armatore Hapag-Lloyd Cruises.

40 JULIANNE MOORE Con intramontabile stile e imperturbabile costanza, la premio Oscar ha ridefinito le regole di Hollywood.

50 HÔTEL COSTES Con l’ampliamente dell’istituzione parigina, l’eccezionale interior designer Christian Liaigre ha completato il lavoro di una vita.

56 THADDAEUS ROPAC Il gallerista di Salisburgo rappresenta su tre continenti un totale di 76 artisti e lasciti, da Joseph Beuys a Robert Rauschenberg.

64 VIVAMAYR Il Medical Health Resort sulle rive del Wörthersee offre rigenerazione olistica con supervisione medica. La discrezione della struttura è apprezzata anche a Hollywood.

FOR SALE INSERZIONI

70 NEW HOME Un rifugio in alta montagna: Chesa Bellaria in Svizzera sorprende per il suo tocco artistico.

78 RESIDENTIAL & COMMERCIAL Ville, case signorili e spazi commerciali: gli immobili più belli.

84 – 135 EUROPA 136 – 139 AMERICA CENTRALE 140 – 159 AMERICA DEL NORD

160 ADDRESSES Nomi, punti vendita e produttori.

161 STAFF Colophon.

Ogni inverno, il lago ghiacciato di Sankt Moritz ospita un esclusivo evento automobilistico: l’International Concours of Elegance, una sfilata di auto d’epoca in una suggestiva cornice alpina.

PLAYGROUND

Le vette del glamour

D’inverno, Sankt Moritz diventa un palcoscenico internazionale per stile, sport e società. Per voi, un tour tra i luoghi più iconici e i ritrovi con la vista più inebriante.

Tesori alpini

1 DELIZIE Il bar N/5 del Grace Hotel offre armoniosi abbinamenti, come caviale e ostriche con straordinari cocktail. 2 RELAX D’inverno, la piscina esterna riscaldata del leggendario Badrutt’s Palace invita a nuotate all’aria aperta. 3 TRADIZIONI

Lo Snow Polo World Cup è considerato il più importante torneo di questa disciplina sportiva, lanciata qui per la prima volta nel 1985.

4 FUTURISTICO L’edificio sostenibile Chesa Futura di Norman Foster combina tecnologie moderne e tecniche tradizionali dell’edilizia in legno.

Pasticceria Hanselmann

l villaggio di montagna combina la raffinatezza sportiva, il ricercato design e l’avanguardia culinaria tipici dell’Engadina. Di rado, il fascino mondano si presenta in modo così genuino come in questo piccolo borgo, dove oltre 150 anni fa nacque il turismo invernale. Ancora oggi, il lago ghiacciato di Sankt Moritz diventa ogni anno il palcoscenico per eventi speciali, come la Snow Polo World Cup, le corse di cavalli del White Turf, oppure l’International Concours of Elegance, la celebre sfilata di auto d’epoca. Per quest’ultimo, quel che conta non è la competizione, ma l’intramontabile bellezza di auto classiche e storiche che attraversano il ghiaccio sull’imponente sfondo del paesaggio alpino. Chi, di mattina, conquista le piste perfettamente battute di Corviglia, può godersi dopo il Lunch & Dance del ristorante White Marmot: qui si balla con gli scarponi da sci, accompagnati da DJ, champagne e vista panoramica. Un’altra tappa obbligatoria è il Paradiso, dove la pausa pranzo sulla neve diventa un’esperienza esclusiva, grazie a lettini prendisole, morbidi plaid e deliziosi frutti di mare. Lontano dalle piste, il centro del paese offre un animato mix di alta moda, arte contemporanea e stile di vita alpino. La via Serlas sarà anche corta – misura solo poche centinaia di metri – ma con griffe del calibro di Dior, Gucci, Louis Vuitton e Bulgari tiene facilmente testa alle più lussuose strade dello shopping al mondo. Chi cerca slow fashion in linea con la tradizione locale, può dare un’occhiata al brand engadinese Lokomotive OOO, mentre il Super Mountain Market offre mobili realizzati a mano, opere d’arte e abbigliamento prodotto sulle Alpi. Accanto a istituzioni storiche come il Museo Engadinese fondato nel 1906, ci sono diverse rinomate gallerie ad animare la scena dell’arte: Hauser & Wirth e la Vito Schnabel Gallery

espongono artisti internazionali e la loro innovativa visione della regione alpina. Anche gli alberghi ridefiniscono gli standard dell’ospitalità, prima di tutto l’iconico Badrutt’s Palace Hotel con la sua distintiva torre, visibile già dalla stazione. I loro voli Palace in the Air offrono elevato comfort ancora prima di arrivare. Dopo il tramonto la vita di Sankt Moritz continua tra le mura dei suoi esclusivi bar, salotti e club. Nel Sunny Bar dell’Hotel Kulm si incontrano indigeni, creativi e ospiti internazionali. Molto più esclusivo si presenta il mitico ed eternamente giovane Dracula Club fondato da Gunter Sachs, dove solo alcuni pochi eletti superano l’accurata selezione per essere ammessi. A circa venti minuti d’auto da Sankt Moritz si trova sulle sponde del lago di Sils il tranquillo borgo Plaun da Lej. «Accanto alla sauna con vista lago e la possibilità di immergersi nell’acqua ghiacciata, c’è anche un ottimo ristorante di pesce» dice Maximilian Stamm, licenziatario di Engel & Völkers Wohnen Schweiz AG. Sankt Moritz non vive di nostalgia ma è piuttosto animata dalla costante interazione tra tradizione e innovazione. Ubicata davanti a uno scenario imparagonabile, il piccolo borgo conserva l’eleganza del passato per portarla al futuro, con strade e piste che sembrano esclusive passerelle.

Museo Segantini
Museo Engadinese
Chesa Futura
Via Serlas
Torre pendente Cresta Run
Bobrun
Olympic Ice Rink
Lago di Sankt Moritz
Badrutt's Palace

INTERVIEW

Vista da un milione di dollari

Considerato uno dei migliori alberghi della città, il Mandarin Oriental, New York è molto amato dalle celebrità. Abbiamo parlato con Marcel Thoma, il dirigente generale dell’iconico hotel, ricordando momenti indimenticabili.

Lei vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore dell’albergheria di lusso. Qual è la caratteristica più importante nei rapporti con i più esigenti ospiti al mondo?

Mediamente, per un soggiorno in un albergo newyorchese di lusso si paga una cifra a quattro cifre. Ogni ospite che attraversa la nostra soglia porta con sé delle chiare aspettative riguardanti il servizio, l’attenzione che riceve e il giusto rapporto qualità prezzo. C’è molta concorrenza. I nostri ospiti hanno già pernottato in eccezionali alberghi in giro per il mondo, conoscono il paragone. Da qui nasce un’aspettativa che dobbiamo assolutamente soddisfare. Organizziamo molti seminari e training quotidiani per i nostri collaboratori, proprio per corrispondere ai massimi standard.

Come si posiziona il Mandarin Oriental nel segmento ultra-lusso?

Come si distingue dalla concorrenza?

Il nostro albergo a New York ha da poco festeggiato 22 anni di attività ed è ubicato in una posizione eccellente. Offriamo del-

le condizioni straordinarie: dalla favolosa vista, alla filosofia dell’Oriental service, al modo in cui accogliamo i nostri ospiti in tutto il mondo. Paragonato ai nostri competitori, da noi camere e bagni sono sorprendentemente grandi.

Cos’è per Lei il glamour e che importanza ha per i suoi ospiti?

Molti dei nostri alberghi incarnano questo termine, prima di tutto la nostra ammiraglia a Bangkok. Non appena oltrepassata la soglia si avverte il delicato profumo, l’atteggiamento attento del personale, l’armonia dei colori, la peculiare atmosfera. Ovviamente, anche i nostri ospiti contribuiscono ad animare questo senso di eleganza. La nostra struttura a Manhattan ha un forte carattere, fuori dal tempo. Qui si incontrano anche divi del cinema, ma quel che conta davvero sono gli ospiti in generale: a volte la loro presenza può conferire glamour a un luogo. Trovo che sia uno spazio fantastico per lavorare, non si sa mai chi si incontra. Come per esempio Taylor Swift, che passa da qui per cenare nel nostro ristorante.

Ci sono celebrità tra i vostri clienti fissi?

Da ottobre 2023, Marcel Thoma dirige il lussuoso albergo newyorchese. La piscina lunga oltre 20 metri, con vista sul fiume Hudson, è il clou dell’area Spa al 35° piano.

Certo, ma non facciamo nomi per tutelare la privacy dei nostri ospiti. Alcuni partecipano attivamente alla nostra campagna di fan, come l’attrice Michelle Yeoh. New York è una città internazionale, piena di avvenimenti; Hollywood sta dietro l’angolo. In genere, le celebrità vogliono essere trattate con disinvoltura, godendo degli stessi servizi di tutti gli altri. Per questo vengono da noi e spesso ritornano. Credo che la cosa davvero importante sia l’apparenza di normalità, anche per cose eccezionali.

All’apertura dell’albergo nel 2003, il New York Times ha esaltato la spettacolare sala da ballo. Quali eventi stellari ospita normalmente?

La sala da ballo al 36° piano offre una fantastica vista sulla città e su Central Park. Ci sono pochi altri spazi altrettano imponenti. Siamo uno degli alberghi leader per quanto riguarda incontri aziendali, feste ed eventi di beneficenza. Nel periodo precedente alle elezioni statunitensi abbiamo ospitato molti eventi politici, con ex presidenti come Bill Clinton e Barack Obama che hanno tenuto discorsi qui. Il nostro albergo è apprezzato e frequentato da entrambi i due grandi partiti politici.

Cosa ricorda con piacere?

Di recente, abbiamo avuto un mega matrimonio con circa 500 ospiti, un evento fantastico. Poi, in occasione del Met Gala, la figlia di Mukesh Ambani – azionista di maggioranza dell’albergo e uomo più ricco dell’Asia – ha presentato qui la propria collezione di gioielli. Era in com-

pagnia di un caro amico, il famosissimo attore bollywoodiano Shah Rukh Khan, una presenza che ha attratto molta attenzione.

Con quali desideri fuori dal comune vi confrontano i vostri ospiti?

Ormai ci siamo allontanati dalla richiesta di particolari arredi o accessori per la camera. Alcuni ospiti hanno bisogno di un cuoco privato o di un peculiare cibo. Oggi le cose più importanti sono la sfera privata e la sicurezza. Le persone vogliono sentirsi a proprio agio, indisturbati.

Tutte le 244 camere e suite, affacciate o sull’Hudson River o su Central Park, coniugano le radici asiatiche del gruppo Mandarin Oriental con uno stile occidentale. Cosa offre questa doppia identità ai vostri ospiti?

Il mix di queste due culture si rivela in molti aspetti, come nei servizi e nel modo in cui formiamo i nostri dipendenti. Ci interessa presentarci in modo sobrio, offrire una forma di lusso discreto e dare ascolto ai desideri dei clienti. La calma e la precisione con la quale forniamo i nostri servizi e l’attenta gestione dell’intero soggiorno, dalla prenotazione alla partenza, sono parte integrante della nostra quotidianità alberghiera. La nostra variegata cultura si vede anche nelle offerte: qui festeggiamo il Ringraziamento, il Natale, le festività ebraiche, le feste induiste.

Qual è il suo luogo preferito in albergo?

Definitivamente il ristorante MO Lounge, ubicato al 35° piano con vista sull’intera città. Il momento più bello è il tramonto!

ENGEL & VÖLKERS NEWS

BREVE REFLESSIONE DEL CEO DEL GRUPPO

Tra magnificenza e beatitudine: il lusso in evoluzione

Da sempre, il lusso è stato lo specchio della propria epoca, in quanto espressione di tendenze sociali, dinamiche economiche e autorappresentazione. Ma mai prima d’ora, è stato soggetto a un’evoluzione così sfaccettata e movimentata. Mentre negli ultimi decenni le caratteristiche prevalenti si riflettevano in opulenti status symbol, stiamo assistendo ora a una rivoluzione silenziosa del lusso. Le definizioni contemporanee si distanziano dalla pura esibizione di valori materiali. Sono piuttosto le dimensioni immateriali a conquistare peso: valori, autenticità e la ricerca del benessere. Oggi la nostra percezione di lusso può comprendere sia la quiete di un rifugio sul Mediterraneo, che la certezza di dare un nostro contributo alla sostenibilità e alla responsabilità collettiva. Il cambiamento positivo e il benessere sono diventati le nuove virtù di uno stile di vita ricercato, un’osservazione che mi viene confermata in innumerevoli colloqui con consulenti e clienti in tutto il mondo.

Allo stesso tempo, il lusso rimane un fenomeno culturale, con interpretazioni divergenti a livello regionale. Mentre l’Europa centrale tende a celebrare una forma di lusso discreto e riservato – la qualità di un materiale, un capolavoro artigianale, la quiete di un paesaggio o la sfera privata di una tenuta –, gli Stati Uniti e il Medio Oriente tendono invece a mettere in scena l’esclusività con imponenti opere architettoniche, spettacolari automobili o ricevimenti

Le

più

glamour. Entrambe le forme sono espressioni della stessa necessità di base: dare visibilità e corpo all’eccezionalità della propria vita quotidiana, un processo che Engel & Völkers sta accompagnando da diversi decenni. In veste di leader globale nell’intermediazione di immobili esclusivi non solo siamo votati al bello e al raro, ma sappiamo anche leggere le molteplici espressioni di lusso ed esclusività. I nostri clienti – non importa se sono celebrità internazionali, imprenditori o family office – confidano nella nostra expertise in materia di tenute fuori dal comune e investimenti immobiliari: dalla villa in Costa Azzurra, alla residenza con vista mare a Malibu, alla tenuta rurale in Toscana, a uno chalet da qualche parte nel mondo, annidato tra i monti ricoperti di neve. Ovunque ci troviamo, mettiamo in gioco la nostra passione per l’altissima qualità di vita e l’architettura straordinaria, sempre al servizio dei desideri personali dei nostri clienti, aiutandoli a trovare una casa che è ben più di un semplice immobile, ma piuttosto un luogo capace di riflettere la loro personale visione di lusso ed esclusività.

Con il nostro Private Office Engel & Völkers abbiamo creato già nel 2007 un’unità operativa altamente specializzata, impegnata ad offrire a una benestante clientela internazionale un servizio su misura ad altissimo livello. High Net Worth Individuals desiderano sempre più spesso un’intermediazione di immobili di lusso discreta e non esposta al pubblico. In

questa esclusiva cornice coniughiamo riservatezza assoluta con elevata professionalità, offrendo ai nostri clienti l’accesso a proprietà di particolare fascino, introvabili sul mercato comune. Il servizio personalizzato e la rete globale dei nostri consulenti Privat Office corrispondano ai massimi standard, ulteriormente valorizzati da fiducia reciproca, discrezione ed eccellenza operativa. È così che vedo il lusso contemporaneo: non come una manifestazione sfarzosa, ma come la scelta consapevole di tutto quello che rende la vita più ricca, profonda e gratificante. L’evoluzione del lusso significa sapersi staccare dagli aspetti superficiali per dedicarsi al vero fulcro: qualità di vita, libertà e benessere. Noi di Engel & Völkers vogliamo sostenere questo processo: nelle più ambite località al mondo e in costante dialogo con quelle persone che non vedono nel lusso una cosa da possedere ma un modo di vivere.

Cordialmente, vostro

Jawed Barna

CEO DEL GRUPPO

esclusive destinazioni invernali sul mappamondo di E&V

Su scala globale, Engel & Völkers è presente anche nelle più rinomate destinazioni invernali, curando la compravendita di eccezionali tenute ad Aspen, eleganti chalet sui monti innevati di Sankt Moritz è lussuosi appartamenti a Kitzbühel. Abbiamo il piacere di presentarvi i cinque comprensori sciistici più importanti della rete Engel & Völkers.

VAIL, STATI UNITI (49.000 €/m²)
3. ASPEN, STATI UNITI (73.000 €/m²)
2. SANKT MORITZ, SVIZZERA (75.000 €/m²)

ENGEL & VÖLKERS NEWS

VENDITA DEGNA DI UN FILM

Per oltre 50 milioni di USdollari, Engel & Völkers ha venduto una straordinaria proprietà sui monti dell’Utah, realizzando il più alto prezzo immobiliare mai registrato in questo Stato federale. Il fatto curioso: di recente, la tenuta si poteva ammirare nella satira HBO Mountainhead, scritta dagli stessi autori di Succession, con Steve Carell nel ruolo di protagonista. Con la sua dotazione lussuosa – tra cui un campo da basket coperto e una funivia privata — è stata l’ambientazione ideale per un film sugli eccentrici miliardari dell’élite tecnologica!

ENGEL & VÖLKERS E IL FATTORE GLAMOUR

Di solito, le residenze di personalità famose rimangono nascoste al pubblico. Ma ogni tanto le porte si aprono, e allora Engel & Völkers vi offre un indimenticabile sguardo dietro le quinte. Come durante le intermediazioni della tenuta dell’attrice Margot Robbie (1) a Los Angeles, dell’esclusiva villa della cantante Cher su La Gorce Island a Miami o dell’iconica villa Jako dello stilista Karl Lagerfeld ad Amburgo. Sono le rare occasioni in cui questi esclusivi immobili rivelano un’affascinante visione di un mondo fatto di design esclusivo e contesti ricchi di storia.

Pronti, motore, azione! Accade regolarmente che Engel & Völkers si occupi della compravendita di avvincenti proprietà, servite in passato come location per riprese cinematografiche o televisive. Tra queste spiccano la lussuosa isola privata Little Pipe Cay, parte delle Bahamas, set sia di Pirati dei Caraibi che di James Bond. Anche l’elegante yacht Regina (2) del film di James Bond Skyfall fa parte degli straordinari scenari inseriti nel portfolio di Engel & Völkers. Un iconico ranch (3) in Nevada è stato il set per la serie televisiva western Bonanza, mentre l’elegante salone rosso di una tenuta nei pressi di Montreal, affidata a Engel & Völkers, appare nel videoclip della canzone Easy On Me (4) di Adele

DOMANDE3PER…

Che cos’è il Private Office di Engel & Völkers?

Il Private Office Engel & Völkers, fondato nel 2007, offre servizi su misura per acquirenti e proprietari di immobili fuori dal comune in tutto il mondo. I nostri consulenti si distinguono per l’eccezionale expertise, la discrezione e la capacità di fornire servizi che vanno ben oltre la semplice transazione. Come team sostenuto da una rete globale, siamo in grado di soddisfare le elevate esigenze di una clientela che gestisce importanti portfolio immobiliari, con proprietà ubicati in vari mercati.

Cosa è particolarmente importante per i clienti Private Office?

I nostri clienti cercano soprattutto discrezione e servizi personalizzati. Apprezzano, anche, il rapporto fiduciario, autentico e trasparente con i loro consulenti. La base è un approccio su misura, valorizzato dalla nostra ineccepibile rete globale. Così, anche le transazioni più complesse e la compravendita di immobili unici vengono eseguite in modo efficiente e senza problemi.

Quali sono gli attuali trend nel segmento Private Office?

Stiamo osservando un netto aumento di investimenti legati al lifestyle, concentrati in segmenti altamente specializzati come esclusive tenute vinicole o proprietà destinate ad attività ippiche. Inoltre, c’è un crescente interesse per l’ecosostenibilità e le tecnologie smart. Notiamo, anche, un sempre maggiore legame tra immobili e arte: residenze che non sono soltanto spazi da abitare, ma adatte nello stesso tempo a ospitare intere collezioni d’arte o considerate esse stesse capolavori architettonici.

Lara Michaelsen, Head of Private Office EMEA di Engel & Völkers

Momenti clou

Pregiati oggetti in rosso e oro creano accenti eleganti, trasmettendo anche con basse temperature un senso di calore.

1 RAFFINATO A prima vista, il ciondolo KitKat di Anya Hindmarch sembra un bel bocconcino, € 195.

2 DINAMICA La base semisferica della lampada da tavolo Dondolina crea un effetto dinamico e arioso. Di Pio e Tito Toso per Zafferano, € 170.

3 MODULARE Il divano Extra Bold combina design, sostenibilità e funzionalità. Di Big - Game e Kvadrat Febrik per Moustache, da € 1.900.

4 SCINTILLANTE Una dose di glamour per il vostro viso: l’ombretto Sequin Crush No. 1 di Yves Saint Laurent via sephora.com, € 30.

5 FEMMINILE La sedia Ribbon di Nika Zupanc per Qeeboo conquista per lo scintillante design metallico: una nota romantica per qualsiasi ambiente, € 518.

6 COMODA La borsetta in pelle Arcadie Mini di Miu Miu, con forma compatta e decoro tridimensionale, è di forte impatto visivo, € 2.050.

7 UNICA Un tocco di Mediterraneo: la scultura Coral di L‘Objet, realizzata a mano, è ricoperta da ottomila cabochons di corallo rosso, € 4.500.

Angel Schlesser: questo sinuoso abito asimmetrico combina eleganza funzionale e alta sartoria. Collezione autunno/inverno 2025/2026.

ENJOY YOUR POOL

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Cool ed elegante

Bagliori metallici e austeri bordi cromati emanano un’atmosfera di glaciale chiarezza: ispirazioni per scintillanti giorni invernali!

1 SNODATO Il vaso scultoreo in acciaio Vessel di soft-geometry offre due aperture per arrangiare ad arte i vostri fiori, € 790 ca.

2 CHIC L’affettatartufi curvato Alba di Alessi si adatta bene alla mano. Perfetto per definire un piatto con disinvoltura, € 99.

3 ICONICO Ad altezza d’uomo: Another Green Cactus di Gufram è molto di più di un appendiabiti, è un’opera d’arte, p. s. r.

4 SLANCIATO Un modo scattante ed elegante per scendere dalla montagna: l’Eretic Snowscoot di Saint Laurent Rive Droite, qui in nero, € 1.250.

5 SENZA TEMPO Il portabottiglie cromato WK 410 MODULARI di WK Wohnen fa da cattura sguardi anche quando è vuoto, € 610.

6 OGGETTO D’ARTE L’arazzo Shape Rugs Carpet di Moooi dà l’impressione di un quadro astratto in 3D, € 2.597.

7 STILE Realizzati a mano ad Anversa, questi gemelli rotondi in platino, onice e diamante completano qualsiasi outfit da sera. Baunat, € 3.308.

Saint Laurent: classico cappotto a quadri incontra stravaganti stivali di cuoio. Collezione inverno 2025/2026 del direttore creativo Anthony Vaccarello.

The New Look

Al centro di questa serie storica sta la rivalità tra gli eccezionali stilisti Christian Dior e Coco Chanel, durante e dopo la Seconda guerra mondiale. Ispirata a fatti realmente accaduti, la trama si addentra nella lotta per la creazione degli abiti più belli di Parigi per assicurare la supremazia dell’alta moda francese. Con Ben Mendelsohn nella parte di Christian Dior e Juliette Binoche come Coco Chanel, The New Look racconta in modo drammatico come le azioni di queste due figure emblematiche abbiano a lungo influenzato l’industria della moda.

Ideazione: Todd A. Kessler, Apple TV+

«Hollywood è un posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima».
MARILYN MONROE

PODCAST

Fashion Neurosis

Che cos’è lo stile e qual è la relazione tra moda e identità? Domande come queste vengono poste ogni settimana dalla stilista londinese Bella Freud a un ospite. Tra aneddoti e riflessioni, star del calibro di Kate Moss, Rick Owens, Cate Blanchett, Lorde o Christian Louboutin parlano del proprio abbigliamento.

Bella Freud, Spotify/Apple Podcasts

LIBRO

Tina Turner by Peter Lindbergh

Un ritratto della Queen of Rock ‘n‘ Roll! Il celebre fotografo Peter Lindbergh, amico di lunga data di Tina Turner, ha accompagnato l’icona del rock per decenni, catturando la sua energia non solo sul palco, ma anche in altri momenti. I suoi scatti mostrano l’amica in modo autentico e intimo, cantando, ballando, spensierata. Il volume illustrato, oltre a raccontare l’appassionata vita della Turner, è anche un omaggio alla profonda amicizia tra i due artisti. Erwin Bach, il marito di Tina Turner, introduce il libro con una prefazione personale.

Erwin Bach, Taschen, € 60

LIBRO

LIFE. Hollywood

La leggendaria rivista statunitense LIFE apre il proprio archivio fotografico. Con un totale di oltre 600 immagini, di cui più della metà inedite, questa collezione in due volumi richiama i tempi d’oro di Hollywood e la forza d’attrazione delle sue icone, ancora oggi intatta. Da Alfred Hitchcock a Brigitte Bardot: sguardi sul set e dietro le quinte di stravaganti feste e notti da Oscar.

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Emozionante avventura in Antartide. Nelle crociere di spedizione con Hapag-Lloyd Cruises si vedono pinguini imperatore.

IN GHINGHERI ...

... come questi pinguini imperatore in giacca da frac. In linea con il periodo natalizio, troverete nelle pagine a seguire affascinanti personalità, straordinarie case di design e viaggi capaci di ispirarvi, regalandovi prospettive inedite.

Ghiacci eterni, balene, foche, pinguini e — con un po’ di fortuna – persino orche. Tre settimane a bordo della nave da spedizione Hanseatic Nature, da Ushuaia al circolo polare antartico e ritorno, sono un’avventura indimenticabile. GG ha vissuto in esclusiva questo fantastico viaggio.

Il continente più meridionale del pianeta è con la sua superficie di 14 milioni di chilometri quadrati grande due volte l’Australia. Il 98 % della sua terraferma è ricoperta da una massa di ghiaccio perenne, con uno spessore medio di 1,9 chilometri.

DI MICHAELA CORDES

NTARTIDE VVENTURA

Nel punto più meridionale del nostro viaggio osserviamo i giochi di alcune foche mangiagranchi. Con grande abilità scivolano sul ghiaccio, mostrando spesso cicatrici dovute agli attacchi di foche leopardo. Sono la specie di foche più diffusa nell’Antartide, capace di immergersi fino a una profondità di 500 metri.

L’isola dell’Elefante si distingue per le bocche dei ghiacciai, alte fino a cento metri. I blocchi di ghiaccio che si staccano rumorosamente causano onde anomale; i gommoni mantengono una distanza di sicurezza. Sopra: la nostra nave da spedizione, la Hanseatic Nature, parte della flotta di Hapag-Lloyd Cruises.

a quando siamo saliti a bordo a Ushuaia, la città più meridionale del mondo, abbiamo percorso 890 chilometri. Il termometro segna otto gradi, il mare, color nero, ha una profondità di settecento metri. In alto si ammassano nuvole grigie, battute dal vento. Impassibile, il capitano annuncia all’altoparlante: «Troppo tempestoso per le isole Falkland! Andiamo dritti verso la Georgia del Sud». Il clima e il monitoraggio dei ghiacci determinano la rotta del nostro viaggio. Così, l’isola più remota e ricca di fauna dell’Atlantico meridionale diventa la nostra prima meta. La nave da spedizione Hanseatic Nature, lunga 138 metri, offre spazio per 168 ospiti e 160 membri dell’equipaggio. L’imbarcazione dell’Hapag-Lloyd ha la classe polare PC6, la più alta per una nave passeggeri, e può attraversare strati di ghiaccio spessi fino a novanta centimetri. La prima sera ceno insieme ad altri ospiti. Il sole entra attraverso le finestre panoramiche. Ancora nulla lascia presagire che tra poco le onde cresceranno fino a un’altezza di quattro metri e mezzo. Durante la notte dormo a malapena. La nave scricchiola, il moto ondoso è decisamente aumentato. Di mattina barcollo verso il ponte. La schiuma salata ha reso scivoloso il pavimento, l’App Wind-

finder segna raffiche fino a 48 nodi. Sotto di me ci sono solo settemila metri di acqua, un gelido mare di sei gradi, in alto si profila un cielo di piombo. Cerco rifugio nella palestra, dove la musica fa concorrenza allo scroscio delle onde. Di sera, i tre ristoranti di bordo (Lido, Hanseatic e The Hamptons) sono visibilmente più vuoti. Molti ospiti sono in preda al mal di mare. Il medico di bordo fa iniezioni contro le vertigini, mentre fuori si scatena la furia del mare.

Il terzo giorno la tempesta si calma. Chi prova ancora nausea, può seguire i rapporti giornalieri sui prossimi sbarchi dal monitor in cabina. Sul ponte n. 8 prendo una boccata d’aria, nell’Observatorium vengono serviti tè e muesli Bircher. Incontro il nostro capitano, Alexander Rabe-Bär, con i suoi 39 anni uno dei più giovani della flotta: «Da bambino uscivo spesso in barca a vela. Il mio patrigno lavorava come medico di bordo per l’Hapag. Da adolescente ho girato tutto il mondo, poi ho studiato nautica e lavorato per sei anni come ufficiale sull’Europa». Questo viaggio in Antartide è il terzo di quest’anno. Quando sto per rientrare in cabina, sento la sua voce dall’altoparlante: «Balene a babordo!» Mi prescipito fuori e vedo gli spruzzi. Megattere, balenottere comuni e boreali, un centinaio di animali intenti a circolare intorno alla nave. Un raro spettacolo, spiega il capitano più tardi. Neanche i più

Nella Georgia del Sud osserviamo degli elefanti marini che pesano fino a 4 tonnellate. Nel XIX secolo venivano cacciati per la produzione di olio da lampada ed erano considerati quasi estinti. Oggi, nell’Antartide vivono circa 750 mila esemplari.

«La fauna dell’Antartide si è ripresa in modo palese. Prima, era raro vedere delle balene, oggi avvistiamo i loro spruzzi quotidianamente».

Durante il nostro viaggio incontriamo sempre nuove specie di cetacei. L’ultimo giorno, due balenottere minori nuotano in cerchio intorno allo scafo. Raggiungono una lunghezza di dieci metri e sono famose per la loro grande curiosità.

esperti marinai a bordo hanno mai visto una tale diversità di specie di cetacei in uno spazio così limitato. Dopo, ci chiedono di uscire nel corridoio davanti le cabine per brindare con un calice di champagne a questa singolare esperienza. L’indomani mattina, il sole si fa spazio tra le nuvole, un arcobaleno appare sopra il mare. Davanti a me emerge la Georgia del Sud: verde, aspra, incorniciata da iceberg. La voce del documentarista Sir David Attenborough riecheggia nella mia testa: milioni di uccelli marini, 400 mila pinguini reali e circa cinque milioni di foche orsine. Ci fermano per disinfettare accuratamente le nostre scarpe e i vestiti; ogni traccia di semi e terra va eliminata. Con grande fatica, le guardie ambientali hanno cacciato i ratti dall’isola, ma l’influenza aviaria rimane una minaccia. Solo quando il team locale ci dichiara al 100 % ‘puliti’, possiamo sbarcare.

Scendendo dalla nave passiamo attraverso un impianto di lavaggio per gli stivali di gomma, in modo da non portare germi a terra. Sono ammesse solo

cento persone per volta. Ci assegnano dei colori per dividerci in gruppi, ognuno con un orario differente per accommodarsi nei rispettivi gommoni Zodiac. Una volta a terra non possiamo né sederci, né avvicinare troppo gli animali. Questo elaborato sistema segue le rigide regole dell’IAATO (International Association of Antarctica Tour Operators), un complesso codice di condotta che va rispettato da tutti i soci intenti ad offrire viaggi nell’Antartide. L’obiettivo è la protezione del delicato ecosistema per rendere possibile un turismo sostenibile. Qui vale il trattato Antartico, un accordo internazionale firmato il 1° dicembre del 1959 ed entrato in vigore nel 1961: riserva l’Antartide esclusivamente a scopi pacifici, impone il divieto di attività militari e offre la libertà di portare avanti ricerche scientifiche.

Tra il 1904 e il 1966, a Grytviken – un’antica stazione baleniera dell’isola – furono uccise oltre 150 mila balene, lavorate poi per il commercio internazionale. Oggi, la stazione ospita un museo, dominato dalla presenza di centinaia di foche orsine, sparse sui terreni adiacenti o intente a inseguirci zampettando, piene di curiosità, durante la nostra passeggiata a terra.

La mattina successiva, la mia sveglia suona alle cinque e mezza. Poco dopo mi ritrovo imbacuccata per proteggermi dal gelo – con stivali di gomma e parka forniti dalla nave – in uno dei primi gom-

Come una scultorea opera d’arte: un iceberg, staccatosi dal celebre A23a. Sotto: le gite quotidiane in gommone permettono di vivere la natura a fior di pelle.

Un momento da pelle d’oca! Dall’altoparlante si sente la voce del capitano: «Abbiamo appena superato il circolo polare antartico».

Sopra, a destra: l’Hanseatic Nature viaggia verso il circolo polare antartico esclusivamente durante l’estate australe, tra novembre e marzo.

L’imbarcazione fa parte della flotta Hapag-Lloyd ed è una nave da spedizione ultramoderna di classe polare PC6.

moni Zodiac. Sotto un rovescio di neve e nevischio sfrecciamo verso terra: Salisbury Plain, l’habitat di quasi 200 mila pinguini reali. I loro colli arancioni risplendono nella nebbia. In mezzo a loro scorrazzano foche orsine e albatri, mentre i gabbiani affondano i loro becchi nelle carogne. Più è scuro l’arancio dei pinguini, più l’animale è vecchio ci spiegano i biologi di bordo. Alti fino a 95 centimetri, i pinguini si avvicinano curiosi a noi. Ritornando sulla nave, ci accompagna un gruppo di megattere. Ci dirigiamo lungo la costa verso Est, raggiungendo di pomeriggio Fortuna Bay: qui ci aspettano 20 mila pinguini, assemblati sullo sfondo di un ghiacciaio. Il sole riflesso dal ghiaccio crea una luce accecante. È San Valentino: di sera ci sono rose rosse per le signore a bordo.

Il giorno dopo approdiamo a Gold Harbour: diverse otarie orsine sbuffano pigramente nella sabbia, in mezzo ci sono dei pinguini Papua, alcune foche adolescenti si azzuffano. Di colpo, un pinguino reale rimane impigliato nelle alghe. Lo vediamo scalciare di-

speratamente, ma poi riesce a liberarsi. L’uccello si sofferma perplesso, tre dei suoi fedeli amici gli hanno fatto da guardiani. Ondeggiando, il gruppo si allontana. «Non interveniamo mai» ci spiega il team di esperti, «anche se a volte è davvero difficile. Ma turberebbe l’equilibrio». Di pomeriggio usciamo di nuovo con un gommone Zodiac, scoprendo una colonia di pinguini macaroni, quelli con le piume gialle in testa. Il momento clou è l’avvistamento di una rara foca leopardo, che esce di colpo sbuffando dalle acque davanti a noi.

Nella mattinata del giorno dopo ci appare di fronte il gigantesco iceberg A23a: grande come l’isola di Maiorca, con un’altezza di 200 metri sopra l’acqua, ben visibile dallo spazio anche se solo un quinto della sua massa è in superficie. Per ora, il suo viaggio alla deriva lo sta portando verso la Georgia del Sud. La sua acqua di disgelo è talmente abbondante da destare la preoccupazione che potesse minacciare le riserve di krill (N.d.R.: a settembre il colosso si è ridotto a metà della sua massa originale e si sta disintegrando con grande rapidità). Rientrata nella mia cabina, Kemylhina, la mia cameriera filippina, mi racconta di sua figlia a Manila e di quanto sia contenta poter pagare i suoi studi lavorando otto mesi l’anno a bordo dell’Hanseatic. Arriviamo sull’isola dell’Elefante, dove Ernest Shackleton lasciò nel 1916 ventitré uomini del

suo equipaggio, mentre lui andò a cercare soccorso. La costa rocciosa è popolata da pinguini antartici, vediamo diversi elefanti marini e un’altra foca leopardo che emerge accanto al gommone cacciando pinguini. Il ghiaccio scricchiola. Bolle d’aria sfiatano sibilando dal ghiacciaio in disgregazione. Più in là, un iceberg ci impedisce di procedere nel Mare di Weddell. Il capitano Rabe-Bär cambia rotta e spiega con calma: «Non prenderemo questo rischio». Qui, è la natura a dettare la strada. Di sera il sole tramonta in un mare rosso sangue, un imponente spettacolo che mi godo dal mio terrazzo: gli iceberg color rosso rosato passano alla deriva in un silenzio assoluto. Yankee Harbour, sulle Shetland meridionali, ci accoglie con 40 nodi di vento. Pinguini antartici, foche orsine, sabbia vulcanica nera. Sull’isola Deception esploriamo un vulcano collassato, in passato sede di un’altra stazione baleniera. A fine gita, i più coraggiosi si fanno un bagno nelle acque di soli tre gradi. Entro di corsa urlando e mi immergo brevemente. Quando esco sento a malapena le mie gambe. L’equipaggio ci accompagna velocemente sulla nave, dove vado direttamente nella bella Spa, fermandomi a lungo nella sauna per recuperare calore. Vado a letto presto, esausta e sopraffatta dalle meraviglie. Procediamo lungo il canale Neumayer, vedendo sulle rive capanne di ricerca abbandonate da inglesi e argentini, congelate nel tempo. Di sera, il sole ci offre un celestiale spettacolo rosa e oro. Il giorno dopo raggiungiamo Prospect Point, il nostro primo contatto con la terraferma dell’Antartide. Usciamo in gommone, navigando tra banchi di ghiaccio pieni di pinguini Papua. In mezzo alla mischia: due foche leopardo. Di colpo sentiamo una voce dal walkie-talkie: «Una ci ha morso!» Alla fine, riuscirà a colpire ben tre gommoni che verranno rattoppati a bordo. Il nostro conduttore viene da Amburgo. Fin dal 2004, va in Antartide ogni anno, escluso il 2020, l’anno del Covid: «È stato terribile, mi sono sentito rinchiuso». Gli chiedo com’è cambiata la natura locale negli ultimi ventun’anni. «In alcuni posti si vede affiorare più roccia. Ma la fauna si è ripresa notevolmente. Prima era raro vedere una balena, oggi gli spruzzi si possono osservare quasi ogni giorno. I pinguini, le foche, in realtà l’intera fauna autoctona è in forte espansio -

Il clou della giornata:
di colpo, una rara foca leopardo emerge soffiando dalle acque accanto al nostro gommone.

ne. Oramai, le foche orsine sono talmente numerose, da dover stare molto attenti durante il periodo di accoppiamento, quando difendono il loro territorio». Durante la cena il capitano ci informa: «Abbiamo appena superato il circolo polare antartico». Un momento da pelle d’oca. Di notte, il vento spazza sopra la nave con una velocità di 45/50 nodi. Sento il vento forza 10 fischiare intorno alle mie finestre. Il giorno dopo, visitiamo un’antica stazione di ricerca anglo-americana sull’isola di Stonington. Qui, hanno vissuto le prime due donne che hanno trascorso un inverno in Antartide. La traversata in gommone è gelida e bagnata. Vediamo alcune foche mangiagranchi (che sono bianche!) e di nuovo pinguini. Più tardi sbarchiamo sull’isola Pourquoi Pas. Durante l’escursione sul ghiacciaio, Nadja-Katharina Gerull, la biologa di bordo, mi spiega: «Qui vedi esclusivamente animali maschi. Si riprendono dalla stagione riproduttiva. In questi mesi, le foche amano distendersi sui banchi di ghiaccio per andare alla deriva verso Nord. Poi ritornano nelle loro colonie per l’accoppiamento». L’indomani mattina il sole picchia attraverso le mie tende. Le scosto e mi trovo davanti uno scenario spettacolare: un cielo color blu cobalto, le catene montuose della penisola antartica ricoperte da neve e banchi di ghiaccio a perdita d’occhio. Osservo alcune foche mangiagranchi che si rincorrono ondeggianti sul ghiaccio, per poi scivolare goffamente in acqua e riemerge subito dopo. Una vista magnifica dalla quale nessuno riesce a staccarsi. Di pomeriggio ci raduniamo sul ponte posteriore della nave e festeggiamo con un calice di champagne il punto più meridionale del nostro viaggio. «Mancano solo le orche» dice un ospite accanto a me e pochi minuti dopo ne scopriamo un intero branco. Stanno cacciando, creando delle grosse onde per fare scivolare giù dai banchi di ghiaccio le loro prede, che in questo caso sono foche. Più tardi, il nostro programma prevede la visita dei magazzini di provviste sottocoperta. Christoph Timm, hotel manager delle navi da spedizione dell’Hapag, amministra con il suo team tutti gli alimenti conservati nel ventre della nave: «Considerato che siamo in viaggio per oltre tre settimane, carni e pesci sono surgelati. A Ushuaia abbiamo fatto rifornimento di frutta, verdura e carne fresca». Pranzo

A terra ammiriamo un sentiero nella neve, l’autostrada dei pinguini, usato dagli animali per raggiungere zampettando il mare.

I pinguini di Adelia (in alto) sono molto furbi. Vivono sulla solida banchisa, costruiscono nidi di ciottoli, soggetti a frequenti furti reciproci, e sono capaci di immergersi fino a una profondità di 175 metri.

insieme a una coppia di piloti di Francoforte, residente negli Stati Uniti. Per loro è il primo viaggio via mare di questo genere e sono davvero entusiasti. Un’altra signora ha risparmiato a lungo per questa esperienza: «Ho sempre voluto vedere dei pinguini!» Molti degli ospiti a bordo sono amanti della natura e avventurieri. Poco dopo avvistiamo un altro gruppo di balene. Mi godo la loro vista, mangiando un wafer caldo con frutti di bosco e gelato alla vaniglia.

Alle quattro di pomeriggio approdiamo a Jougla Point sull’isola Wiencke, poco distante dalla terraferma. Qui vive una colonia di pinguini Papua con molti pulcini. Questi rincorrono i genitori emettendo forti garriti per essere imboccati. Nella baia sono esposti due scheletri di balena ben conservati. All’alba ci avventuriamo con i gommoni verso il silenzio di Baia Paradiso, passando sotto le imponenti bocche dei ghiacciai. Ancora nei gommoni, a fine gita ci offrono una cioccolata calda, su richiesta anche col rum. L’ultima tappa è Neko Harbour. Mentre ci stia-

mo preparando per l’escursione conclusiva in gommone, vediamo emergere accanto alla nave alcune balenottere minori. A terra ammiriamo l’autostrada dei pinguini, un sentiero calpestato nella neve, utilizzato dai pinguini per zampettare verso l’acqua. Più tardi ci sediamo sul ponte osservando un gruppetto di balene, finché il sole scende per l’ultima volta sullo sfondo di un magnifico cielo colorato. Sembra che l’Antartide ci stia salutando con il dovuto rispetto. Le rimanenti 48 ore ci portano attraverso il famoso canale di Drake, uno dei passaggi marini più burrascosi del pianeta. Siamo fortunati a trovare il canale in versione Drake lake, e non il famigerato Drake shake, molto pericoloso in caso di cattivo tempo per le onde alte fino a trenta metri. Anche nell’ultimo tratto, attraverso il canale di Beagle verso Ushuaia, continuano ad accompagnarci alcune balene. Il capitano ci saluta con un impressionante elenco di numeri: abbiamo percorso 7.676 chilometri, la cucina ha consumato 14.400 uova e 2.400 chilogrammi di carne. L’indomani, quando scendiamo dalla nave, è difficile dire addio. Dobbiamo riabituarci ai rumori della città e alle numerose persone in giro per le strade. Un viaggio in Antartide rende umili e cambia la prospettiva sul nostro pianeta. In fin dei conti, l’uomo è una creatura minuscola, ma tanto più grande mi appare il privilegio di aver potuto vivere questa avventura!

Intramontabile classe: Julianne Moore ricorda le grandi dive del cinema, pur rimanendo sempre fedele a sé stessa. Per lei, lo stile è una questione personale.

La radiosa RIBELLE di Hollywood

DI CHRISTIAN AUST
Julianne Moore non ha mai seguito le regole esistenti, ha preferito reinventarle: infrangendo continuamente i limiti, sia come attrice che come icona di stile.

Los Angeles, febbraio 2015. And the Oscar goes to ... Julianne Moore! Lei è raggiante, senza perdere la sua naturale umiltà. L’abito Chanel – disegnato appositamente per lei da Karl Lagerfeld – luccica sotto i riflettori. È decorato con circa 80 mila paillettes di resina bianca dipinte a mano e fiori realizzati in organza. Moore bacia suo marito, il regista Bart Freundlich, il grande amore della sua vita, nonché il suo costante supporto. Lui l’accompagna anche sul palco.

«Ho letto un articolo secondo il quale chi vince un Oscar vive cinque anni in più» introduce Julianne Moore il suo discorso di accettazione. «Se è vero, voglio ringraziare l’Academy perché mio marito è più giovane di me».

Julianne Moore è la silenziosa rivoluzionaria di Hollywood. Continua a infrangere le regole dell’industria cinematografica, per poi ridefinirle. La sua carriera smentisce tutte le consuetudini di Hollywood: il successo tardivo, i fantastici progetti in cui il pubblico l’ha potuto vedere a oltre quarant’anni e il suo approccio positivo all’invecchiamento in un settore che celebra l’eterna giovinezza. Moore riesce a farci credere nel successo finale della qualità, per il quale ha lavorato duramente. Con le sue prestazioni in film come Boogie Nights, Magnolia, Lontano dal paradiso, A Single Man o I ragazzi stanno bene ha conquistato lo status di icona di un impegnato cinema d’autore. Ma questo non le ha impedito di divertirsi con regolari capatine nel mondo dei film da popcorn, come Hunger Games o Kingsman – Il cerchio d’oro

«La gente va al cinema per vedere sullo schermo il riflesso della propria vita interiore. Sono felice quando qualcuno mi dice: ‘Grazie, quella lì, sullo schermo, ero io’».
JULIANNE MOORE

Nel frattempo, Bart, nove anni più giovane di lei, fa la sua parte di regista e riprende la moglie con la camera del suo smartphone. Discorsi di ringraziamento possono sembrare terribilmente artificiosi ma Moore mantiene la propria autenticità anche in un momento come questo. A 54 anni, riceve finalmente il prestigioso premio – atteso da troppo tempo – per il suo ruolo come docente universitaria ammalata di Alzheimer nel dramma Still Alice. «Non esiste una cosa come la miglior attrice» continua Moore, un’affermazione che va contraddetta.

L’eleganza di Moore non ha età. Le sue apparizioni sui tappetti rossi di Cannes o Venezia diventano regolarmente i momenti clou dell’evento, capaci di entusiasmare anche i critici di moda. Il suo stile appare disinvolto, il perfetto riflesso della sua personalità. Come musa di molti stilisti, ha formato legami stretti con le grandi maison della moda, come Chanel, Givenchy, Dior, Tom Ford e Schiaparelli. Moore presenta l’alta moda nello stesso modo in cui fa anche le altre cose nella sua vita: con un’imperturbabile padronanza di sé.

Come musa di molti stilisti, Moore ha formato legami stretti con le grandi maison della moda, come Chanel, Givenchy, Dior, Tom Ford e Schiaparelli.
Quando finalmente sfonda come attrice caratterista, Julianne Moore ha già 37 anni.

Davanti alla macchina da presa, Julianne Moore crea un’atmosfera incantata. Il risultato sul grande schermo sembra magia allo stato puro. Tra lei e la camera si forma un denso intreccio di emozioni, un’esperienza cinematografica intima e toccante. Nascono così delle scene indimenticabili. In film come Lontano dal paradiso o Still Alice, Moore appare talmente trasparente da darci l’impressione di poter guardare fino al fondo della sua anima. Nel corso degli anni, mi è capitato più volte di intervistarla. Per assurdo, a rivelarmi più cose su di lei è stato uno dei nostri incontri più brevi: costretta a una sintesi estrema, mi ha raccontato molto di sé. Il luogo d’incontro: il terzo piano del leggendario Carlton Hotel sul Boulevard de la Croisette durante il festival di Cannes. Stavo andando a un appuntamento, accom-

crime abbia versato nel corso della sua carriera davanti alla cinepresa. La sua risposta: «Ci sono giorni in cui mi chiedo perché piangere debba sempre toccare a me? Sembra che oramai sia diventato il mio segno distintivo e parte del mio contratto di lavoro. La cosa peggiore è quando devo piangere anche nelle commedie. Allora dico: ‘Ragazzi, non fate mica sul serio!’»

Ed è per queste scene cariche di emotività, che il pubblico proietta su di lei i propri sogni e desideri. Volevo sapere se per Julianne Moore questa sensazione fosse buona o inquietante. Dopo una breve riflessione mi disse: «È un tema affascinante, ci penso spesso. Perché sono del tutto consapevole di essere l’oggetto di proiezioni molto intime da parte del pubblico, come per esempio le loro fantasie. La gente va al cinema per vedere sullo schermo il riflesso

«Quando ho scoperto la recitazione, è stata una vera rivoluzione per me. Di colpo, c’era una strada che volevo percorrere».
JULIANNE MOORE

pagnato da mia moglie e da un collega. Davanti a noi si apre una delle porte degli ascensori. Ne esce una donna con un cappello di paglia a falde larghe e grandi occhiali da sole. Avverto subito un’aura molto forte, ma non riesco identificarla a prima vista. Probabilmente una diva cinematografica che non vuole essere riconosciuta. Quando abbiamo quasi raggiunto il corridoio dell’albergo, sentiamo di colpo una voce: «Che bello vedervi, che felice coincidenza!» È Julianne Moore a salutarci in modo così gentile ed esuberante, come se noi fossimo le celebrità. In quell’anno, non c’era neanche un suo film a Cannes, e quindi non era ‘in servizio’. Ci saluta con lo stesso sincero calore e affetto che emana anche durante le interviste. La sua risata è contagiosa e anche sorprendente, considerato i numerosi personaggi tristi portati da lei sullo schermo. Una volta le chiesi scherzando se fosse capace di stimare quanti litri di la-

della propria vita interiore. Per me, in veste di attrice, questo comporta una grande responsabilità. Sono felice quando, dopo la proiezione, qualcuno mi dice: ‘Grazie, quella lì, sullo schermo, ero io’».

Visto che suo padre lavorava come giudice per l’esercito statunitense, con frequenti cambi di sede di servizio, la famiglia traslocava continuamente. Approdando in contesti sconosciuti, Julianne era costretta a reinventarsi sempre di nuovo, una buona base per il suo futuro mestiere. Da adolescente visse a Francoforte – dove suo padre era stazionato all’epoca – frequentando lì la Frankfurt American High School. In uno dei nostri colloqui mi racconta di parlare ancora un po’ di tedesco e di ricordare molto bene la Germania: «Ho amato gli anni a Francoforte. E ricordo benissimo i viaggi sul tram: (in tedesco) ... Nächste Haltestelle Marbachweg. L’ho sentito così spesso, è impresso nella mia mente».

In origine voleva diventare medico, un progetto che fortunatamente abbandonò dopo aver recitato in diverse rappresentazioni teatrali a scuola. Una volta mi descrisse questa fase della sua vita come un momento chiave: «Ho sempre amato follemente la lettura, adoravo i libri. Ciononostante, non avevo la più pallida idea di cosa potesse nascere da questa mia passione. Poi, quando ho scoperto la recitazione, è stata una vera rivoluzione per me. Di colpo, si era aperta una strada che volevo percorrere, e questo ha cambiato tutta la mia vita».

Così studia recitazione presso il Boston University College of Fine Arts. Dopo il diploma si trasferisce a Manhattan, dove lavora inizialmente come cameriera. All’epoca si chiama ancora Julie Anne Smith. Quando si iscrive al sinda-

registi come Todd Haynes, Ridley Scott, Pedro Almodóvar e Tom Ford. Seguono altre quattro candidature all’Oscar e dieci nomination per il Golden Globe, che si aggiudica due volte. I capelli rossi e le lentiggini diventano i suoi segni distintivi. Anni dopo ricorda: «Da bambina mi prendevano in giro per le lentiggini e i capelli. A pensarci oggi riesco a sorridere, ma all’epoca ero molto infelice». Suo figlio Caleb ha ereditato il colore di capelli e le lentiggini. Quando entra in crisi con il proprio aspetto, Julianne Moore decide di scrivere un libro per bambini: Freckleface Strawberry – Faccia da fragola lentigginosa, fino ad oggi non disponibile in italiano. Nella storia semi-autobiografica, una bambina impara ad accettare le proprie lentiggini. A seguire, saranno pubblicati altri sette volumi della

«Il sostegno della mia famiglia mi aiuta a tenere in equilibrio la mia vita».
JULIANNE MOORE

cato degli attori, si fa registrare come Julianne Moore. «A dire il vero, cambiare il proprio nome è terribile» ammette Moore anni dopo. «Non avrei voluto farlo ma c’erano già tantissime attrici con il mio nome. Il secondo nome di battesimo di mio padre era Moore. E così ho trovato un compromesso, senza ferire i sentimenti della mia famiglia».

Le sue prime parti sono nei teatri off-Broadway. Seguono altri ingaggi in serie televisive e produzioni cinematografiche. Infine, il leggendario regista Robert Altman la vede sul palco – in una produzione teatrale del classico di Cechov, Zio Vanja – e la inserisce nel cast corale del suo film America oggi (Short Cuts). Ora, anche la critica comincia a notarla. Ma la vera svolta come attrice caratterista arriva con il film Boogie Nights – L’altra Hollywood di Paul Thomas Anderson. A questo punto della sua carriera, l’attrice ha già 37 anni.

Per il suo ruolo di Amber Waves – un’attrice pornografica – Moore riceve la sua prima canditura all’Oscar. Da qui in poi, è libera di scegliersi i personaggi da interpretare. Lavora con

serie Freckleface. Inoltre, Moore scrive un libro molto personale intitolato My Mom is a Foreigner, But Not to Me – Mia mamma è straniera ma non per me, in cui racconta la storia di sua madre scozzese emigrata negli Stati Uniti. In occasione della pubblicazione mi spiega: «È stato parte della mia elaborazione del lutto».

Moore è spesso scesa negli abissi emotivi dei suoi personaggi, dalla sua interpretazione di una docente universitaria ammalata di Alzheimer in Still Alice, alla parte di un’attrice porno tossicodipendente in Boogie Nights – L’altra America. «Immagino spesso quanto sia duro rientrare a casa dopo una giornata su un set del genere e non trovare nessuno» racconta Moore. «Non mi farebbe bene. Il sostegno della mia famiglia, mi aiuta a tenere in equilibrio la mia vita».

Ovunque mi è capitato vedere Moore insieme al marito Bart, la coppia mi ha sempre dato l’impressione di essersi appena innamorata. Durante un’intervista su uno dei suoi film, ho avuto l’occasione di conoscere meglio anche lui. Freundlich ha qualcosa di fanciullesco ed emana l’ottimismo di un adolescente. Lei lo ha conosciuto

«Nessuno è entusiasta quando compaiono le prime rughe. Ma per me, le facce completamente immobili sono ancora meno attraenti».
JULIANNE MOORE

Il centro della vita di Julianne Moore è New York, geograficamente situata alla mas sima distanza possibile da Hollywood.

nel 1996 durante le riprese per il film I segreti del cuore per il quale lui firma la regia. La coppia si sposa nel 2003. Anche i loro figli, Caleb (28) e Liv (23), hanno scelto professioni creative: il figlio è musicista, la figlia si è provata come attrice e modella per lavorare oggi in una delle grandi agenzie di talent management. Un fattore importante dell’equilibrio vita - lavoro di Moore, deriva dalla distanza fisica che lei mantiene da Hollywood e dal suo mestiere. Negli Stati Uniti ha scelto di vivere alla massima distanza possibile da Los Angeles, a New York. «In un qualche modo questo mestiere sembra irreale» racconta l’attrice durante la nostra intervista a Cannes. «C’è una componente surreale che avverto ancora oggi, dopo tutti gli anni vissuti in questo settore. Si guardi intorno: già i film di per sé sono poco realistici, poi c’è la situazione generale, il mio look glamour... non le sembra una follia totale? Poi, tra qualche giorno, vado a casa e indosso un paio di jeans e una maglietta. Più delle volte mi diverto, ma è anche un po’ bizzarro». Sul suo ac-

count Instagram l’attrice posta regolarmente immagini non rintoccate che la mostrano senza trucco. Una rarissima eccezione in un settore dove le iniezioni di botox e gli interventi di estetica facciale costituiscono lo standard. Non per lei, come mi spiega: «Ovviamente, nessuno è entusiasta quando compaiono le prime rughe. Ma a mio avviso, queste facce immobili non sono attraenti. Voglio vedere delle facce vive, non delle maschere».

Ed è proprio questo atteggiamento a fare di Moore un’icona, anche al di là dei tappetti rossi. Lei è una donna che associa femminilità, eleganza e portamento, non all’eterna giovinezza ma all’autenticità. Nella serie Netflix di successo Sirens, l’attrice 65enne interpreta la gelida e manipolativa socialite Michaela ‘Kiki’ Kell, moglie di un miliardario, conquistando con questo ruolo un pubblico nuovo e più giovane. Julianne Moore continua a esplorare i limiti, mostrandoci al contempo come invecchiare con consapevolezza, senza perdere carisma e radiosità.

Pareti pannellate, soffitti alti, luce diurna e molto bianco, spezzato da un accento di rosso: un’atmosfera à la Liaigre.

L’ANIMA DEL LUSSO DISCRETO

È stato l’ultimo lavoro seguito per intero da Christian Liaigre: l’ampliamento dell’Hôtel Costes. Emblematico per la visione dell’eccezionale designer, il suo progetto ha trasformato uno dei luoghi più cool della Capitale francese in un’opera d’arte totale.

DI STEFFI KAMMERER
Su Rue de Castiglione si trova il nuovo ingresso dell’albergo: le colonne chiare entrano in contrasto con uno scuro bassorilievo ornamentale. Il dialogo tra elementi differenti è tipico per il lavoro di Liaigre.

La storia comincia davanti ai cancelli di una scuola parigina. Due padri, che accompagnano i propri figli alla stessa scuola elementare, si incontrano ogni mattina. Il casuale scambio di qualche frase si trasforma in amicizia. Il primo dei due è considerato uno dei più influenti designer al mondo, il secondo ha trasformato in pochi anni il proprio albergo in un mito: Christian Liaigre e Jean-Louis Costes, di sette anni più vecchio. Entrambi si distinguono per la loro straordinaria sensibilità per atmosfere uniche e dettagli.

Non ci vuole molto tempo, prima che i due avviino insieme un primo progetto comune. Nel 2009, Liaigre disegna per Costes l’elegante ristorante La Société, che diventa rapidamente il luogo d’incontro mondano del quartiere Saint-Germain-des-Prés. C’è da dire, che attrae anche molti avventori dall’altra riva della Senna, provenienti dall’opulento e affascinante Hôtel Costes, un luogo caratterizzato da un inspiegabile je ne sais quoi, e fin dall’inaugurazione nel 1995 fulcro delle notti parigine. Lì sono di casa stilisti, modelle, musicisti e star hollywoodiane, perfettamente a loro agio in un’esuberante atmosfera sensuale: velluti scintillanti, morbidi cuscini, luci basse e fragranze intense. Il progetto porta la firma del rinomato interior designer Jacques Garcia, promotore di un’estetica barocca, diagonalmente opposta alla sobria linearità di Liaigre.

Successivamente, Costes racconta che mentre prendevano insieme il loro caffè quotidiano, Liaigre diceva sempre: «Jean-Louis, fammi ristrutturare il tuo albergo». Da tempo, anche lui era uno degli habitué. E Costes non è mai stato il tipo d’uomo che ama riposarsi su quanto già raggiunto. Nel 2014, compra il vicino Hôtel Lotti, un albergo storico un po’ datato in Rue de Castiglione. Vuole ampliare la propria struttura, ma non nello stesso stile. Piuttosto gioca d’audacia, rischiando un fallimento spettacolare ma viene salvato dalla fiducia reciproca tra lui e Liaigre.

Come un sensale di matrimoni, consapevole del fatto che le differenze creano i legami

più forti, Costes punta sul contrasto assoluto. Sceglie Christian Liaigre, il maestro delle proporzioni e della semplificazione, nonché autore della trasformazione dell’albergo The Mercer a Manhattan in icona della cultura alberghiera. Ma l’influenza di Liaigre va ben oltre ai singoli progetti. Il francese non solo ha disegnato alberghi, yacht e case private – per celebrità come Karl Lagerfeld e Calvin Klein – ma anche ridefinito il termine lusso: come un’entità discreta, liberata dal superfluo. Niente oro o ostentazione, ma un armonioso bilanciamento di oggetti realizzati con materiali preziosi, accuratamente disposti nello spazio. Negli anni ’90 del ’900, quando molti alberghi puntavano ancora sullo sfarzo, un approccio del genere era una grande svolta. Da allora, numerose correnti dell’architettura d’interni hanno tentato di trovare il tono tipico di Liaigre, partendo dalla tavoloz-

Pur essendo essenziali, gli spazi creati da Liaigre non sembrano mai freddi, ma armoniosi e leggeri.

za di colori dolcemente sfumati ma ricchi di contrasti. L’insieme di beige, marrone, cachi e blu marino, acceso da inattesi accenti scuri, si ispira alle coste dell’Atlantico dove è cresciuto il designer. Oggi il lusso discreto è un trend ampiamente diffuso, ma la sua essenza nasce con Christian Liaigre. Per dare continuità alla propria opera, il designer vende nel 2016 lo studio a un partner finanziariamente solido. Oggi esistono sedi a Parigi, Londra e New York.

Nell’Hôtel Costes, Liaigre si rivela la controparte ideale di Garcia. Mentre quest’ultimo mette in scena l’edificio d’epoca puntando su atmosfere notturne e opulenza, Liaigre crea un senso di quiete. Complessivamente disegna 35 camere e suite per l’ala Castiglione, ariosi ambienti che misurano tra 70 e 250 metri

Christian Liaigre ha ridefinito la nostra idea di lusso, come qualcosa di discreto.

Ci sono voluti cinque anni per completare la ristrutturazione della nuova ala. Tranne la facciata è stato rimosso tutto. Liaigre ha creato una sequenza di impressioni, mettendo in scena il benessere sulla base di una precisa drammaturgia. «Insieme a Jean-Louis Costes volevamo creare delle camere che, non appena oltrepassato la soglia, si rivelassero completamente all’ospite» afferma lo studio Liaigre. «Grazie alle grandi porte orientabili, ognuno può adattare lo spazio alle proprie esigenze. In ambito alberghiero, questa è una novità assoluta. Come d’altronde anche gli spogliatoi, simili a delle lussuose vetrine, una specie di eco delle numerose boutique e gioiellerie a Place Vendôme».

L’ingresso principale del Costes non si trova più in Rue Saint-Honoré, ma nella parte nuova dell’hotel. Anche lobby e reception sono state spostate nel mondo di Liaigre. Chi arriva, nota subito i cambiamenti avvenuti. Solo percorrendo il corridoio verso la parte storica dell’albergo, si rientra nel vecchio universo.

Tutto in blu: Christian Liaigre si vestiva con la stessa discrezione che caratterizzava anche i suoi progetti.

quadri. Le pannellature bianche, i soffitti particolarmente alti e l’abbondanza di luce diurna trasmettono quel senso di pacifico calore tipico dei suoi lavori. Pur essendo essenziali, gli ambienti di Liaigre non sono mai freddi, ma armoniosi, ariosi e leggeri. Questo è dovuto anche alla sua capacità di dare vita alle superfici, impiegando legni con venature, bronzo patinato, pelli e pietra grezza, il tutto valorizzato dal gioco con luci e ombre. Per Costes, lo studio Liaigre ha creato anche una serie di mobili su misura: divani, tavoli e lampade, venduti oggi come Costes x Liaigre Capsule Collection

Un corridoio conduce dalla sfarzosa sede storica all’austero rigore della nuova ala. Il passaggio è quasi cinematografico: un cambio di scena da notte a giorno, da seduzione a tranquillità. Bertrand Thibouville – direttore creativo di studio Liaigre e per tanti anni uno dei collaboratori più stretti del maestro – spiega questo fil rouge : «Un rapporto ricco di contrasti, come tra il mondo cinematografico di Luchino Visconti e un monastero: da dolce nostalgia a contemplazione pacifica». Racconta che fin da subito, Liaigre aveva abbozzato l’idea di dare alle camere l’aspetto di un palazzo d’epoca parigino scomposto: aperto, fluido, ma conservandone le caratteristiche storiche.

Di fatto, nell’Hôtel Costes si fronteggiano due linguaggi inconfondibili, che tra loro si completano perfettamente. Insieme rendono la casa più grande, più corale, più complessa, dando vita a un peculiare fascino. Nella storia del design il Costes rappresenta una rara eccezione: nato dal lavoro di ben due leggendari designer parigini, il celebre edificio è diventato memoria vivente della loro opera. E questo a Parigi, una città che normalmente non tollera bene alterazioni del suo patrimonio storico.

A fine agosto 2020, precisamente 25 anni dopo l’inaugurazione dell’albergo, è stata festeggiata l’apertura del ‘nuovo’ Costes. Cinque giorni dopo, come se avesse atteso solo questo grandioso momento, Christian Liaigre è morto all’età di 77 anni.

Affidare il destino del proprio albergo a Liaigre è stato incredibilmente coraggioso da parte di Jean-Louis Costes. Probabilmente conosceva l’amico abbastanza bene da essere sicuro che questo non avrebbe mai messo a rischio il mito. Ma c’è di più: lui si è raramente intromesso nelle decisioni del designer. «Tranne pochissimi vincoli, Liaigre ha avuto carte blanche » dice il suo compagno di lavoro Bertrand Thibouville. E la storia continua: dopo la morte di Liaigre, lo studio ha disegnato la piscina, la Spa e la palestra del Costes. Al momento stanno progettando una nuova ala dell’albergo.

Christian Liaigre amava giocare con le tensioni tra materiali nobili e rustici.
Nell’Hôtel Costes il legno scuro incontra le fibre naturali intrecciate, gli imponenti volumi incontrano la leggerezza.

Considerato uno dei più influenti galleristi al mondo, con sedi su tre continenti, l’austriaco

Thaddaeus Ropac rappresenta insieme ai suoi team 76 artisti e lasciti, tra cui i lavori di Joseph Beuys e Andy Warhol. Abbiamo parlato con lui di momenti felici, omissioni e del suo ruolo nel mondo dell’arte.

DALLA PARTE DEGLI ARTISTI Q

uando Thaddaeus Ropac racconta la propria ascesa da autodidatta a uno dei più importanti galleristi al mondo, verrebbe da pensare che si tratti di una ben costruita leggenda promozionale. A casa dei suoi genitori, le arti visive non avevano alcuna importanza: il padre lavorava come selezionatore di pelli per le fabbriche della Carinzia. Ispirandosi al motto «Incapace di fare qualsiasi cosa, ma pronto a tutto», nel 1982 Ropac si candidò come aiutante di Joseph Beuys e ottenne un lavoro non

retribuito come ‘assistente del sottoassistente’. Ropac ricorda che Beuys registrò la sua presenza solo in modo marginale, conferendogli però dopo alcuni mesi, «per pura gentilezza», una lettera di raccomandazione indirizzata ad Andy Warhol. Il testo, scritto a pennarello su un tovagliolo: «Dear Andy, please meet this talented young man. Joseph ». Quando Ropac si presentò alla Factory a New York, venne portato lo stesso giorno a un incontro con

La scultura di Baselitz L’Elba, della serie Le donne di Dresda. Nell’estate del 2024, Thaddaeus Ropac (foto a sinistra) ha esposto le figure in bronzo, dipinte con colore ad olio, come parte della mostra adler barfuß a Salisburgo.

Jean-Michel Basquiat. I disegni di quest’ultimo divennero il fulcro di una delle prime mostre nella sua galleria a Salisburgo. «Successivamente, gli ho chiesto come mai avesse affidato i suoi disegni a un novellino ventiduenne come me. La sua risposta: ‘Because Andy brought you’». Oggi Ropac conta su 150 collaboratori sparsi per il globo. Tra gli artisti viventi della galleria vi sono celebrità internazionali del calibro di Anselm Kiefer, Georg Baselitz, Elizabeth Peyton, Tom Sachs, David Salle, Tony Cragg, Alex Katz e Robert Longo.

Per il nostro appuntamento pomeridiano, trovo Ropac seduto nell’ufficio del capo della sua galleria di Salisburgo, davanti a lui una tazza di tè verde, alle sue spalle un Baselitz. Contrariamente al vanaglorioso leader globale di mercato Larry Gagosian, Ropac è un riservato esteta, che preferisce parlare dell’influenza della lirica di Paul Celan sul lavoro di Anselm Kiefer invece di discutere prezzi e profitti.

Signor Ropac, lei è un autodidatta. Quando ha imparato a distinguere un Monet da un Manet?

Più o meno da quando avevo 25 anni. Sono partito dall’arte contemporanea e da lì ho fatto un viaggio a ritroso.

C’è stato un momento scatenante per la sua passione per l’arte?

Sì, il mio momento Eureka è arrivato nel 1979, quando ho visto l’installazione Basisraum Nasse Wäsche (Jungfrau) di Joseph Beuys al Palais Liechtenstein di Vienna. Da un lato ero arrabbiato, perché non capivo dove stesse l’arte in questo componimento di tre vasche d’alluminio, due tavoli e una balla di vestiti. Dall’altro, ero molto incuriosito dal fatto che esistevano delle persone convinte di mettere in mostra una cosa del genere in uno spazio talmente antico e venerabile come il Palais. Sono stati questi pensieri contrastanti a spingermi a diciannove anni verso il mondo dell’arte.

«Come controparte, gli artisti vogliono uno spirito critico, qualcuno che gli dica quando si sono persi».
THADDAEUS ROPAC

Quand’è che ha visto Beuys per la prima volta in carne e ossa?

Durante un incontro organizzato dall’Università di Arti Applicate di Vienna, nel 1981. La sala era colma fino al limite, io ero in piedi su un tavolo. Beuys entrò insieme ad altri tre o quattro artisti, ma per l’intera manifestazione sembrava ci fosse solo lui. La sua capacità di incantare il pubblico era straordinaria. La sua voce e il suo linguaggio del corpo gli conferirono una presenza e un carisma, concesso solo a poche persone.

sua parrucca biondo platino, si diffondeva sempre un mormorio tra la folla.

A luglio 1988, lei ha ospitato a Salisburgo l’ultima mostra di Jean-Michel Basquiat da vivo. Che impressione ha avuto di lui?

La sua tossicodipendenza e il suo comportamento erratico saltavano all’occhio. Oggi, quasi nessuno ricorda l’alternarsi di alti e bassi nella sua carriera. Il 12 agosto del 1988, il giorno in cui morì, la sua reputazione aveva toccato il fondo. Mary Boone, la sua celebre gallerista newyorchese, aveva rescisso la collaborazione, i prezzi dei suoi quadri erano ridotti al minimo. Il boom delle opere di Basquiat è cominciato anni dopo.

Nel 1981, all’apertura della sua galleria, Basquiat era uno dei primi artisti esposti da lei. Come sono stati accolti i suoi disegni dal pubblico Non sono riuscito a venderne neanche uno. C’è da dire, che non avevo ancora un vero e proprio pubblico. All’epoca, la mia galleria si trovava al primo piano, sopra un negozio che vendeva abbigliamento proveniente da scorte dell’esercito statunitense.

Lei ha mai scoperto un artista oppure questo tipo di operazione è delegato alle gallerie più piccole? Non siamo una galleria che osserva costantemente le accademie alla ricerca di talenti, ma ovviamente anche noi vogliamo scoprire i giovani artisti prima possibile, perché altrimenti si li acchiappano i colleghi. La nostra artista più giovane è Eva Helene Pade, una danese che vive a Parigi. È nata nel 1997. Un nostro collaboratore di Londra l’ha scoperta durante una mostra collettiva a Copenaghen. Abbiamo concordato subito che avesse una grande carriera davanti a sé.

Il suo leggendario collega Rudolf Zwirner disse una volta: «In realtà, si capisce a fondo soltanto l’arte della propria generazione». Lei con i suoi 65 anni capisce l’arte dei trentenni?

Mostra in occasione del 40° anniversario della galleria con opere di Joseph Beuys: Supporto per la schiena di un essere umano finamente articolato (tipo lepre) del XX secolo d.C., 1970-1972 (vetrina), e Is it about A Bicycle? III, 1982 (lavagna). Sul muro: The Joseph Beuys Portraits di Andy Warhol. Thaddaeus Ropac con Georg Baselitz a Parigi (in basso, sn).

E Andy Warhol, come lo vedeva?

Per molti aspetti era l’esatto opposto di Beuys: timido, impacciato e con una voce così bassa da rendere spesso impossibile l’ascolto. In compenso era avvolto nel mito Warhol, e questo era ovviamente eccitante. Quando si presentava per una mostra o una festa, indossando la

Sono d’accordo con Zwirner. Quando abbiamo esposto Hito Steyerl a Londra, il nostro team locale le ha chiesto se fosse disponibile per un incontro con giovani artisti. Lei non solo era d’accordo ma scelse anche gli artisti. Durante il dibattito stavo seduto tra il pubblico e, in parte, non ho capito di cosa si stesse parlando. Quando si parla dell’impiego di linguaggi e materiali artistici creati da intelligenze artificiali, mi mancano le conoscenze specifiche.

Cedo volentieri la partecipazione a dibattiti su questi temi ai nostri collaboratori più giovani. In età avanzata è impossibile rinnovare costantemente la propria comprensione dell’arte contemporanea.

C’è un artista che ha scoperto troppo tardi, pentendosene successivamente?

Brice Marden, per esempio. Eravamo amici e vicini di casa in Grecia, sull’isola di Idra. Lui era di 22 anni più grande di me, apparteneva a un’altra generazione. Se avessi riconosciuto la sua importanza fin dall’inizio, l’avrei sostenuto prima e in modo più intenso. Capita di perdere delle occasioni, considerando poi con rimorso le proprie omissioni.

Le è mai capito di non riuscire ad acquistare un’opera, rimanendo col desiderio di possederla?

Considerato che parallelamente alla galleria sto costruendo una mia collezione d’arte personale, esistono purtroppo diversi casi del genere. Non appena si riesce a compensare una precedente omissione grazie a un acquisto, si apre subito una nuova falla. Ci sono anche colpi di fortuna, che mai avrei ritenuto possibili. Per anni ho inseguito una delle opere principali di Robert Rauschenberg, il quadro Rigger realizzato nel 1961. La scorsa primavera sono finalmente riuscito ad acquistare l’opera.

Qual è l’opera della sua collezione che innesca in lei la più forte reazione emotiva?

Probabilmente, la più importante opera della mia collezione è l’installazione Fulmine con cervo nella sua luce di Beuys. Ho assistito da vicino alla realizzazione di questo lavoro, anche se non è stato nel ruolo di assistente come scrivono in tanti. Andavo semplicemente a prendere la birra, oppure mi mandavano a comprare della colla da qualche parte. Non ho partecipato neanche per un secondo ai processi creativi. Trent’anni dopo, la sua vedova mi chiese se volessi comprare la scultura originale, composta da 39 pezzi. Non me lo sarei mai sognato. Fu un cerchio che si chiuse: da aiutante squattrinato, accampato nell’ostello della gioventù, a gallerista e collezionista delle opere di Beuys.

Se lei visitasse uno dei suoi artisti nel suo studio, vedendo un lavoro che non le piace, gli lo direbbe in faccia o lo delegherebbe a un dipendente? Lo farei di persona. È molto più semplice di quanto lei possa immaginare. Nel corso degli anni si costruisce un rapporto di fiducia reciproca e, di conseguenza, ci si comporta in

modo molto, molto onesto. Gli artisti non esitano a lungo, prima di chiedermi cosa penso dei loro lavori. Non vogliono sentirsi dire che tutto sia grandioso. Un consenso incondizionato gli renderebbe piuttosto sospettosi. Come controparte vogliono uno spirito critico, qualcuno che gli dica quando si sono persi o quando un lavoro è ancora incompleto.

Quando qualcuno ha chiesto al curatore e pluriennale direttore di museo Kasper König di quanto tempo avesse bisogno per riconoscere un’opera d’arte di alto profilo, lui ha risposto: «0,1 secondi. Quando sono in buona forma, la riconosco anche col culo». Lei come la vede?

König ha ragione. Chi ha visto molta arte, riconosce velocemente lo speciale e lo straordinario. Ma momenti del genere sono rari. Prenda la Biennale di Venezia, dove si vedono centinaia di opere. Alla stragrande maggioranza si dedicano solo pochi secondi.

«Nell’arte, la chiave di tutto sono sempre gli artisti. Prima o poi, le persone come me cadono nel dimenticatoio».
THADDAEUS ROPAC

A suo avviso, Larry Gagosian, David Zwirner, Iwan Wirth e lei, siete i primi galleristi nella storia dell’arte più famosi degli artisti rappresentati?

Questo mi sembra un enorme errore di valutazione, non sono assolutamente d’accordo. Ho studiato a fondo i grandi galleristi del XX secolo. Il più potente e influente a livello globale era Leo Castelli. Lui ha scoperto delle correnti artistiche per poi diffonderle nel mondo. Dopo la sua morte nel 1999, l’importanza dei suoi artisti ha raggiunto livelli mai visti prima, mentre il suo nome è finito lentamente nell’oblio. Oggi c’è ancora qualcuno che parla di Daniel-Henry Kahnweiler, il gallerista di Picasso? Nell’arte, la chiave di tutto sono sempre gli artisti. Prima o poi, le persone come me cadono nel dimenticatoio.

Il sogno di ogni grande collezionista è un museo che porti il proprio nome. Anche lei desidera questo tipo di immortalità?

È presto per parlare di un museo. Bisogna difendersi da progetti motivati esclusivamente dalla propria vanità. La cosa davvero importante non è il collezionista ma l’arte che può mettere in mostra.

Come si spiega il fatto che tra David Zwirner, Iwan Wirth e lei, tre dei più importanti galleristi su scala mondiale vengano dall’area di lingua tedesca?

Mi sorprende e non riesco a trovarne una spiegazione logica. Forse dipende dalla forte presenza internazionale dell’arte tedesca. Nei paesi di lingua tedesca molte persone non sono neanche consapevoli della fama mondiale di artisti come Kiefer o Baselitz.

Se dovesse avvertire un emergente gallerista di evitare una specifica stupidaggine, quale sarebbe?

Di rispondere alla tipica domanda posta dai giornalisti: ‘Chi è il suo artista preferito?’. Tanti anni fa sono caduto anch’io in questa trappola. A seguire, mi ha chiamato uno dei miei grandi artisti, dicendomi: ‘Allora, tu non mi ami!’ Ho capito il suo dolore. È offensivo quando il tuo gallerista non ti considera il proprio artista preferito.

Si stima che il patrimonio di Gerhard Richter ammonti a 700 milioni di euro. Le stupisce che grazie a un pennello si possano raggiungere queste vette? No, perché misurati in termini di potere d’acquisto, artisti come Rubens, Dürer, van Dyck e Bernini sarebbero stati altrettanto ricchi.

Nella mostra intitolata The Loaded Brush (2019) Ropac ha presentato a Salisburgo trentacinque lavori di Roy Lichtenstein, tra cui la scultura Brushstrokes in Flight (1982) e il dipinto Artemis and Actaeon (1987).

Allo scultore e pittore Alberto Giacometti è stato chiesto cosa avrebbe salvato da una casa in fiamme: un gatto o un Rembrandt. Senza esitare, lui scelse il gatto. Lei, quale opzione sceglierebbe? Non cado in questa trappola. Entrambe le risposte sarebbero banali, senza fornire informazioni rilevanti.

Da oltre 40 anni lei è l’unico proprietario e capo della sua galleria. C’è qualcuno autorizzato a contraddirla?

Santo cielo, sì, direi tutti. Anzi, chiedo specificamente che mi si contraddica. Noi abbiamo 16 direttori sparsi per il mondo, tutti pienamente

ANTONY GORMLEY, UMWELT VISTA DELL’ALLESTIMENTO, THADDAEUS ROPAC SALISBURGO VILLA KAST, 2023. ANTONY GORMLEY, EARTH II 2022 E RAVEL 2022, © ANTONY GORMLEY

FOTOGRAFIA: ULRICH GHEZZI (1). RITRATTO THADDAEUS ROPAC, 2023. ALEX KATZ, PURPLE SPLIT 2 2022. © ALEX KATZ / VG BILD KUNST, BONN 2025. FOTOGRAFIA: ROMAIN DUQUESNE (1). ENTRAMBI: COURTESY OF GALERIE THADDAEUS ROPAC, LONDRA • PARIGI • SALISBURGO • MILANO SEUL.

coinvolti nei processi decisivi. Poco tempo fa ho proposto un nuovo artista per la galleria, pensavo che si potesse inserire bene nell’insieme. Sono stato messo all’angolo e l’ho accettato. Sono consapevole di non sapere sempre tutto. Perché dovrei oppormi a delle scelte riguardanti opere d’arte provenienti dal Sud-est asiatico o dall’America latina? Lì, mi manca l’esperienza.

Lei ha il diritto di veto. In quale occasione lo chiama in causa?

Trovandomi di fronte a un’opera con la quale non riesco a stabilire alcuna relazione, dico all’artista: ‘Mi dispiace, questo non va’. Capita di rado. Di recente, abbiamo salutato a Londra una collaboratrice che prima di lavorare con noi aveva diretto per quarant’anni un museo. Ovvio che con la sua esperienza, la sua parola conti quanto la mia.

«Chi ha visto molta arte, riconosce velocemente lo speciale e lo straordinario».
THADDAEUS ROPAC

La sua galleria organizza a livello globale tra 35 e 40 mostre l’anno, tra l’altro alcune in città molto lontane da qui, come Seul. Lei è coinvolto in ogni singolo evento?

Forse non dovrei dirlo, ma a volte vedo le opere d’arte solo in occasione dell’inaugurazione della mostra. In quei casi mi sento come un comune visitatore.

Da poco, lei ha aperto una dépendance a Milano. Come mai in tutti questi anni non ha mai aperto una rappresentanza a New York?

Essere presente nel mercato newyorchese mi divertirebbe, ma dovrei trovarmi in loco, carico di energia, come David Zwirner o Iwan Wirth che si sono trasferiti lì tantissimo tempo fa. Ho un appartamento a Manhattan, ma il centro della mia vita è Parigi. Per cambiarlo ci sarebbe un prezzo troppo alto da pagare. Probabilmente sono anche troppo europeo.

A causa delle sanzioni internazionali, l’oligarca russo Roman Abramovich nasconde la propria collezione d’arte – dal valore stimato di un miliardo

di dollari statunitensi – in depositi franchi doganali, i dark room del mercato globale dell’arte. Lei continua ad accettare denaro da acquirenti russi o dai loro prestanomi?

In questo campo siamo estremamente attenti. Le transazioni si sono ridotte a un minimo. Il nostro reparto compliance è in grado di seguire ogni flusso di denaro fino alla fonte. È un lavoro faticoso e dispendioso in termini di tempo, ma aiuta a eliminare i famosi prestanomi.

Per molti anni, sopra il letto di Larry Gagosian era appeso l’ultimo quadro di Picasso. Quale quadro sta sopra il suo letto nella sua residenza Schloss Emslieb a Salisburgo?

Uno dei primi dipinti di Baselitz della serie

Gli eroi.

Che voto si darebbe nell’arte di vivere?

Non proprio buono. Sono gallerista al cento per cento. Questo preclude molte di quelle cose associate comunemente a un’elevata qualità di vita. Quel che ho raggiunto si basa su talento, molta fortuna e duro lavoro, con notevoli effetti sul benessere fisico. C’è un prezzo da pagare.

Quanti giorni di viaggio accumula in un anno?

Più o meno 180.

Quanto tempo trascorre ogni anno nella sua casa sull’isola di Idra?

Tre giorni a giugno.

C’è una frase nel suo settore che andrebbe vietata?

That’s so inspiring

C’è un’affermazione sulla sua persona che non vorrebbe più sentire?

Che sono un ottimo oste.

Con quali frasi concluderebbe la propria autobiografia?

L’arte continua. Non fidatevi di chi proclama per l’ennesima volta la fine della pittura. La prossima generazione realizzerà dei quadri che ancora oggi sono del tutto impensabili. In fin dei conti, nella scena dell’arte chiunque non è altro che una nota a piè di pagina.

Lei comprerebbe un suo ritratto che la mostra com’era prima di diventare qualcuno?

Senz’altro. Cosa vedo in questo quadro? Un uomo giovane e curioso, con capelli molto lunghi, un po’ naïve e ignaro del mondo. Non mi preoccupa che qualcuna possa vederlo.

Antony Gormley per la mostra Umwelt, Salisburgo, 2023, con le opere Earth II e Ravel, 2022 (sn).
Ropac davanti a un dipinto di Alex Katz: Purple Split 2, 2022 (sopra).

DETOX SULLE RIVE DEL WÖRTHERSEE

Nel Sud dell’Austria, dove un tempo fu creata la celebre cura F.X. Mayr, si riuniscono oggi le star di Hollywood per ricaricarsi. Una visita al Medical Health Resort Vivamayr.

DI MICHAELA CORDES

Fuori il sole scintilla sulle acque blu inchiostro del Wörthersee, profondo ben 86 metri. Attraverso la finestra aperta entra dal terrazzo il brusio di voci, mentre la dottoressa Fink deposita sulla mia lingua piccole dosi di glutine, uovo di gallina e altre sostanze alimentari. Subito dopo, mi chiede di spingere il suo braccio con tutta la mia forza. Sulla base di questo procedimento redige il mio piano alimentare personalizzato per i prossimi giorni.

È il mio primo appuntamento con un medico del Medical Health Resort Vivamayr Maria Wörth. Ieri sera sono venuti a prendermi all’aeroporto di Klagenfurt, dove sono passata sorridente accanto a un chioschetto che vendeva pretzel appena sfornati e cioccolato. Poiché la mia scelta per i prossimi dieci giorni è: rinuncia totale! Dopo tanti viaggi, jet lag e crescente stress nella vita quotidiana, ho sofferto negli ultimi tempi di frequenti problemi di digestione. Pertanto, ho scelto di seguire il programma Prevent & Wellbeing , un modo per rinforzare il mio intestino con la cura F.X. Mayr. Già al check-in noto il carattere internazionale della struttura. Star del calibro di Elizabeth Hurley, Kate Moss, Naomi Campbell e Chuck Norris hanno ricaricato le proprie batterie qui e giurano sugli effetti benefici della cura. «Riceviamo ospiti da tutto il mondo» mi spiega il direttore amministrativo Serhan Güven, incontrato durante il mio soggiorno. «Prima puntavamo soprattutto sui metodi tradizionali per disintossicarsi e perdere peso. Oggi, i nostri clienti vengono qui per problemi di eccessivo stress, esaurimento o questioni di salute mentale. La pressione sociale è decisamente aumentata. Per questo motivo abbiamo inserito nella nostra équipe medica due psicologi, entrambi costantemente al completo».

Mi accorgo presto di non essere da sola con i miei disturbi. «Chiunque ha il diritto di invecchiare in buona salute» mi spiega più tardi il dottor Werner Zancolo, direttore medico della struttura, citando una frase dell’ideatore della cura F.X. Mayr. «L’intestino determina come ci sentiamo, perché è la principale fonte di serotonina. Quando il suo equilibrio si incrina, lo avvertiamo anche a livello mentale». Il suo consiglio sembra molto semplice, ma ragionevole: «Mangiare ogni settimana tra 15 e 20 differenti tipi di verdura, ortaggi e frutta, consumare cibi ricchi di fibra,

integrare probiotici come la fibra d’acacia e ridurre lo stress». I giorni nel resort sono rigorosamente scanditi. Mi sveglio alle 6, godendomi l’incantevole vista sul lago. Per prima cosa bevo la mia dose di magnesio concentrato – più delicato del famigerato sale di Glauber –, seguito da una pratica di igiene orale ayurvedica, che prevede di muovere dell’olio per alcuni minuti all’interno della bocca, prima di espellerlo. Alle 8 viene servita la colazione: senza glutine e senza zucchero, secondo le regole della dieta anti-Candida. In aggiunta assumo un antiparassitario. Suona strano, ma la dottoressa spiega che l’80 % circa delle persone ne soffre, spesso senza avvertire sintomi. Più tardi mi sottopongo a uno stress test sulla bici indoor: pedalo fino a quando mi manca l’aria per poi soffiare in un tubo. Il risultato conferma i miei sospetti: sono stressata. Il mio corpo brucia molti più carboidrati di grassi, un chiaro segnale per uno stato di affaticamento. Mi consigliano di evitare lunghi allenamenti anaerobici che trasmettono un chiaro messaggio al corpo: «Sei in pericolo!» Alla lunga, c’è il rischio di ammalarsi. Dopo un delizioso e leggero pranzo, il programma prevede una sessione sulla respirazione, guidata da una cantante lirica professionale. Lei mi mostra l’importanza di una corretta respirazione e spiega che una cattiva postura o dei traumi possono indurre la nostra voce a ‘ritirarsi’. Aggiunge che, scrollando i social media o lavorando davanti a un monitor, tendiamo inconsapevolmente a respirare in modo molto superficiale. Mi insegna pure degli esercizi per allenare la voce. La cena offre l’occasione per parlare con altri ospiti: due donne canadesi, un’austriaca e una turca, ognuna con una sua storia personale che l’ha portata qui a curarsi. Il giorno della mia partenza mi sottopongo a un esame medico finale. Lascio vagare lo sguardo per un’ultima volta sull’incantevole specchio d’acqua del Wörthersee e avverto di sentirmi carica e piena di energia fresca.

I pilastri della cura Vivamayr sul lago Wörthersee: quattro saune, criocamere, cabine a infrarossi, cure mediche, moderata attività fisica e deliziosi piatti basati sui principi della dieta alcalina.
A cura di Inken Becker e Merle Wilkening. Inserzioni pagine 70 – 159.
Annidato nel paesaggio nevoso dei monti dell’Engadina, lo chalet Chesa Bellaria risplende nella luce del crepuscolo.

UNA d’inverno FIABA

Adagiata sui monti dell’Alta Engadina, nel villaggio svizzero di Silvaplana, sorge Chesa Bellaria. Caratterizzata da un’accogliente atmosfera alpina con un tocco artistico, la casa viene affittata a una clientela selezionata.

DI MERLE WILKENING

Chi ama combinare sport, cultura e design, troverà a Chesa Bellaria il proprio paradiso invernale.

Immersa nella bellezza silenziosa dell’Engadina sorge Chesa Bellaria, un autentico emblema dell’architettura alpina. Con il suo mix di charme tradizionale e fascino contemporaneo, la proprietà è ben più di una semplice casa: è un rifugio caratterizzato da stile e raffinatezza, valorizzati da un tocco di spirito d’avventura. Da sempre, i monti dell’Engadina attraggono creativi e visionari. Chesa Bellaria è proprietà della famiglia Sachs, conosciuta grazie al defunto imprenditore e collezionista d’arte Gunter Sachs, un nome che a Sankt Moritz continua essere sinonimo di glamour e avanguardia. Il legame della famiglia Sachs con l’Engadina è profondo, la regione è la loro patria.

ta un’anima fresca e moderna: colori vibranti, materiali sorprendenti e dettagli giocosi trasformano ogni singola stanza in quinta ideale per godersi l’inverno.

La tavola sotto i tetti a volta diventa il luogo d’incontro della casa. Dettagli artistici completano l’interior design.

Il figlio Rolf Sachs ha fatto rinnovare l’intera tenuta, optando per uno stile innovativo e artistico. Oggi, il tradizionale chalet presen-

Con un’ampia superficie abitabile di 700 metri quadri, distribuita su quattro piani, lo chalet offre condizioni perfette per ospitare amici e parenti. Sei lussuose suite per gli ospiti, oltre a due camere per staff o ospiti, offrono un comfort senza pari. La casa può essere affittata sia per brevi periodi, sia a lungo termine. Gli interni sono inondati da luce naturale e rifiniti con materiali di pregio. Il cuore della casa è la zona giorno a pianta aperta, l’ambiente perfetto per serate in compagnia. Nelle fredde giornate invernali, un magnifico camino rivestito in rame emana caldo e carattere, mentre gli accoglienti divani in lana di agnello e il tavolo in vetro di Yves Klein completano l’elegante visione d’insieme.

Quiete e relax davanti al panorama alpino: tutt’intorno si estende il paesaggio pittoresco dell’Alta Engadina.
Il suggestivo camino rivestito in rame e i comodi divani in lana di agnello donano un’atmosfera calda e accogliente alla zona giorno a pianta aperta.
La camera multipla in mansarda, caratterizzata da rustiche travi in legno, è il rifugio ideale per una famiglia.

L’ampia cucina combina mobili moderni in acciaio inossidabile e una rustica mensola in legno per gli utensili. Un contrasto avvincente!

I tetti a volta e le grandi finestre creano un’atmosfera confortevole, ulteriormente valorizzata dalla vista sulle cime circostanti.

L’ampia cucina è caratterizzata dal contrasto tra arredi in acciaio inossidabile e dettagli rustici in legno. L’ambiente a pianta aperta conquista per la sapiente combinazione tra funzionalità e charme, offrendo la cornice perfetta per cucinare in modo creativo e godersi rilassanti pasti dopo una giornata avventurosa.

È l’armonioso mix di antico fascino engadinese ed elementi contemporanei a conferire allo chalet il suo peculiare carattere. L’amore per i dettagli si rivela in ogni angolo. Le camere sono decorate con vibranti tonalità di blu, verde e rosso, armoniosamente accentuate da caldi dettagli in legno. Finestre e portefinestre scorrevoli fanno da cornice al paesaggio ricoperto di neve, mettendo in risalto lo scenario

naturale. A riflettere il carattere alpino della casa sono soprattutto le travi in legno a vista e l’illuminazione soffusa. Dopo le vostre uscite sportive sulle piste della celebre regione sciistica, vi attendono relax e rigenerazione tra le eleganti mura in pietra della nuova area Spa, dotata di sauna e bagno turco.

Chesa Bellaria è un luogo capace di coniugare perfettamente tranquillità e avventura. La posizione privilegiata nel villaggio di Silvaplana, a solo pochi minuti d’auto dalla famosa località mondana Sankt Moritz, permette un agevole accesso alle principali attrazioni della zona. Una volta arrivati qui, si capisce velocemente perché Chesa Bellaria non è soltanto una splendida casa, ma perdipiù un’esperienza unica nel suo genere: un luogo esclusivo e ricco di arte, potenziato dalla forza silenziosa dei monti.

Grigioni, Svizzera

Canone di locazione su richiesta

ENGEL & VÖLKERS St. Moritz (CH)

Tel. +41 81 837 51 51

E-Mail stmoritz@engelvoelkers.com

Superficie abitabile ca 700 m²

Superficie terreno ca 22.000 m²

E&V ID W-02Y1C3

Sankt Moritz

“Arctic One”: prestigiosa villa ricca di eleganza e raffinatezza

Tenuta disegnata da Ferris Rafauli immersa in un’oasi di quiete su un ampio terreno di oltre un acro

Oakville

Marbella

“Azurean Marbella”: appartamenti e attici associati al marchio Destination by Hyatt

Eccezionale villa con posto barca di 15 metri sul canale a Empuriabrava

Costa Brava

Elegante dimora con terrazzo e parcheggio in un palazzo ristrutturato di Palma

Isole Baleari, Spagna Prezzo EUR 3,19 Mio Superficie abitabile ca 186 m²

camere da letto 2 E&V ID W-02YFTI

Maiorca
D‘Alt Murada Re S.L. – Calle Constitución 7 – 07001 Palma / Agenzia immobiliare – Affiliato BalearEV GmbH

Prezzo EUR 6,75 Mio

Superficie abitabile ca 500 m²

Tel. +34 971 82 93 39 E-mail arta@engelvoelkers.com

Sup. terreno ca 4 ha E&V ID W-02WG2X ENGEL & VÖLKERS Mallorca Artá (ES)

Maiorca Straordinaria proprietà terriera nei pressi di Artá
Isole Baleari, Spagna

Magnifico rifugio con spiaggia privata

Braga, Portogallo

Prezzo EUR 2,2 Mio

Superficie abitabile ca 528 m²

Sup. terreno ca 2.300 m²

E&V ID W-04625C

ENGEL & VÖLKERS Albufeira (PT)

Tel. +351 289 57 24 50 E-mail albufeira@engelvoelkers.com

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mare a due passi dalla spiaggia

Albufeira
lusso
spettacolare vista

Kalmthout

“Villa Holganza”: 10 appartamenti in ampia villa con magnifico parco

Anversa, Belgio

Prezzo EUR 495.000 – 1.485.000

Superficie abitabile ca 81 – 225 m²

N. camere da letto 1 – 3

E&V ID W-030BN7

Tel. +32 16 52 05 66 E-mail leuven@engelvoelkers.com

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Lussemburgo

Eccezionale attico e superattico nel quartiere di Belair

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Superficie abitabile ca 191 m²

N. camere da letto 2

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XVI arrondissement di Parigi

Eccezionale appartamento con vista torre Eiffel

ENGEL & VÖLKERS Paris MMC (FR) Tel. +33 1 45 64 30 30 E-mail paris@engelvoelkers.com

Île-de-France, Francia Prezzo EUR 7,5 Mio Superficie abitabile ca 303 m² N. locali 8 E&V ID W-02Y9QT

stmoritz@engelvoelkers.com

Sankt Moritz-Dorf Elegante rifugio con vista mozzafiato

Aurach bei Kitzbühel Vedere – vivere – gioire

Tirolo, Austria

Prezzo EUR 18,9 Mio

Sup. terreno ca 1.220 m² E&V ID W-02ZA4J ENGEL

kitzbuehel@engelvoelkers.com

Superficie abitabile ca 471 m²

Kappl

Grandioso appartamento in stile chalet con terrazzo vicino a Ischgl

Tirolo, Austria

Prezzo EUR 2,75 Mio

Superficie abitabile ca 280 m²

N. camere da letto 3

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ENGEL & VÖLKERS Baden bei Wien (AT)

Tel. +43 2252 93 18 12

Brunn am Gebirge

Residenza di classe superiore: favolosa architettura, lusso e posizione top

Bassa Austria, Austria Prezzo EUR 1,99 Mio

Superficie abitabile ca 312 m²

E-mail badenbeiwien@engelvoelkers.com EV Baden GmbH – Pfarrgasse 8/2 – 2500 Baden / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Völkers Residential GmbH

Sup. terreno ca 952 m² E&V ID W-046979

Mörbisch am See Esclusiva casa unifamiliare in ottima posizione con vista lago

Burgenland, Austria

Prezzo EUR 1.149.000

Superficie abitabile ca 210 m²

Sup. terreno ca 599 m²

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ENGEL & VÖLKERS Alba-Langhe (IT)

Tel. +39 0173 190 15 63

E-mail alba-langhe@engelvoelkers.com

Cossano Belbo Casale di design completamente ristrutturato con piscina

Italia

Prezzo EUR 2,95 Mio

Superficie abitabile ca 400 m²

Sup. terreno ca 6.000 m²

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Piemonte,

Prezzo EUR 1,59 Mio

Lago d’Iseo
Oasi di quiete con piscina e vista sul lago d’Iseo
Lombardia, Italia

ENGEL & VÖLKERS Desenzano del Garda (IT)

Tel. +39 030 990 73 76

E-mail desenzanodelgarda@engelvoelkers.com

Gardone Riviera

Un gioiello senza tempo sul lago di Garda

Superficie abitabile ca 723 m²

Sup. terreno ca 15.000 m²

E&V ID W-04682N

Lombardia, Italia Prezzo EUR 7 Mio
Golden House Real Estate Srl – Piazza Malvezzi 51 – 25015 Desenzano del Garda / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Völkers Italia S.r.l.

Lombardia, Italia

Prezzo EUR 2,25 Mio

Superficie abitabile ca 420 m²

Sup. terreno ca 3.150 m²

E&V ID W-0303OL

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Varese La perla del lago: esclusiva villa con splendida vista e piscina

ENGEL & VÖLKERS Monza (IT)

Tel. +39 039 232 62 13

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Monza

Prestigiosa villa con dépendance e parco nei pressi della Villa Reale di Monza

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Superficie abitabile ca 500 m²

Sup. terreno ca 6.000 m²

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S.r.l. – Via Bartolomeo Zucchi, 28 – 20900 Monza / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Völkers Italia S.r.l.

Teodolinda
Lombardia,

Milano

Prezzo EUR 1,59 Mio

Superficie abitabile ca 155 m²

N. camere da letto 2

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Corso di Porta Romana, 123
Lombardia, Italia
Eleganza senza tempo in viale Bianca Maria

Residenza con finiture di alto livello e comfort di lusso

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Prezzo EUR 4,4 Mio Superficie abitabile ca 185 m² N. locali 8 E&V ID W-02YPD2

Cortina d’Ampezzo
Veneto, Italia

Veneto, Italia

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Superficie abitabile ca 500 m²

Sup. terreno ca 3.000 m²

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Vandelli,
Padova
Prestigiosa villa moderna con parco e piscina

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Treviso

Arte, quiete e natura: un angolo di paradiso dal fascino intramontabile

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Superficie abitabile ca 450 m²

Sup. terreno ca 17.000 m²

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Veneto, Italia
Elletre S.r.l. – Viale Fratelli Cairoli, 123 – 31100 Treviso / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Völkers Italia S.r.l.

Atmosfera metropolitana ed eleganza senza tempo

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Cinigiano

Esclusività e charme al confine con la Val d’Orcia

ENGEL & VÖLKERS Castiglione della Pescaia (IT)

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Toscana, Italia
Maremma Country Chic RE S.r.l. – Via Ponte Giorgini, n. 35/39 – 58043 Castiglione della Pescaia / Agenzia immobiliare
Affiliato Engel & Völkers Italia S.r.l.

Villafranca in Lunigiana

Residenza ristrutturata nel nord della Toscana

Toscana, Italia

Prezzo EUR 1,18 Mio

Superficie abitabile ca 283 m²

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ENGEL & VÖLKERS Cortona-Urbino (IT)

Tel. +39 0575 434891

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Un gioiello del passato: borgo del XIV secolo finemente ristrutturato

Umbria, Italia Prezzo EUR 4,95 Mio

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Sup. terreno ca 32.000 m² E&V ID W-0307OE

Città di Castello
Umbria Luxury Real Estate S.r.l. – Via Nazionale, 69 – 52044 Cortona / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Völkers Italia S.r.l.
Atina
Maestosa tenuta immersa in un secolare uliveto

Alezio

Architettura industriale autentica in un‘antica fabbrica olearia in Salento ENGEL & VÖLKERS Salento Ovest (IT)

Tel. +39 0833 60 26 10

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Esclusivi appartamenti con vista sui Faraglioni

Campania, Italia

Prezzo EUR 2,3 Mio

Superficie abitabile ca 220 m²

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Longano,

Prezzo EUR 3 Mio Superficie abitabile ca 1.058 m²

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E-mail sorrento-ischia@engelvoelkers.com

Sup. terreno ca 6.000 m² E&V ID W-02YYKR ENGEL & VÖLKERS Sorrento-Ischia (IT)

Sardegna

Residenza esclusiva nel cuore storico di Cagliari

Sardegna, Italia

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Superficie abitabile ca 250 m²

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VÖLKERS Sud Sardegna (IT) Tel. +39 070 592 32 89 E-mail sudsardegna@engelvoelkers.com

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Seventy Seven S.r.l. – Corso Vittorio Emanuele, 6 – 09050 Pula / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Völkers Italia S.r.l.

ENGEL & VÖLKERS Villasimius (IT)

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Sardegna, Italia

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Sup. terreno ca 2.350 m²

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Seventy Seven S.r.l. – Via del Mare, 98 – 09049 Villasimius / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Völkers Italia S.r.l.

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Deux Real Estate S.p.A. – Via Nicola Fabrizi, 98 – 98123

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Sicilia,

Sicilia

ENGEL & VÖLKERS Palermo Mondello (IT)

Tel. +39 091 58 40 02

E-mail palermomondello@engelvoelkers.com

Sicilia, Italia Prezzo EUR 1,2 Mio

Superficie abitabile ca 500 m²

Sup. terreno ca 1.300 m²

E&V ID W-02XD2D

Sicilia

Praga

Villa d’epoca in posizione privilegiata con vista sulla città

Praga, Repubblica Ceca

Prezzo EUR 3,4 Mio

Superficie abitabile ca 324 m²

Sup. terreno ca 525 m² E&V ID W-046KE9

& VÖLKERS

Česká EuV Commercial s.r.o. – Plzeňská 3351/19 – 150 00 Praga / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Völkers Residential GmbH

ENGEL & VÖLKERS Hamburg Blankenese (DE)

Contatto Nicola Labatz

Tesori amburghesi: villa d’epoca in prima fila sul fiume Elba

Tel. +49 40 987 63 53 33 E-mail elbe@engelvoelkers.com

Ripartizione della provvigione tra acquirente e venditore ai sensi delle normative legali del 23/12/2020.

Amburgo, Germania Prezzo EUR 11 Mio

Superficie abitabile ca 478 m²

Sup. terreno ca 2.900 m²

E&V ID W-04670W

Engel & Völkers Immobilien Deutschland GmbH – Blankeneser Bahnhofstraße 9 – 22587 Amburgo / Agenzia immobiliare Affiliato Engel & Völkers Residential GmbH

Amburgo

Eckrehm

Tradizionale casa frisone con tetto in paglia e vista sul Mar Baltico

Schleswig-Holstein, Germania

Prezzo EUR 2,3 Mio

Superficie abitabile ca 157 m²

Sup. terreno ca 2.476 m²

E&V ID W-02RXE3

ENGEL & VÖLKERS Plön (DE) Contatto Ingrid Otte

Tel. +49 4522 598 20 20 E-mail ploen@engelvoelkers.com

Ripartizione della provvigione tra acquirente e venditore ai sensi delle normative legali del 23/12/2020. EuV Wohnen GmbH – Lange Straße

Düsseldorf

Lusso urbano ridefinito

ENGEL & VÖLKERS Rheinland MMC (DE)

Contatto Nadine Abs

Tel. +49 211 58 05 40 E-mail nadine.abs@engelvoelkers.com

Ripartizione della provvigione tra acquirente e venditore ai sensi delle normative legali del 23/12/2020.

Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania Prezzo EUR 4,75 Mio Superficie abitabile ca 248 m² N. locali 5 E&V ID W-046FK4

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Lago Titisee

Villa d’epoca con accesso diretto al lago

Baden-Württemberg, Germania

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Superficie abitabile ca 336 m²

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ENGEL & VÖLKERS Titisee-Neustadt (DE) Contatto Nico Cytatzky

Tel. +49 7651 800 90 40 E-mail titisee-neustadt@engelvoelkers.com

Ripartizione della provvigione tra acquirente e venditore ai sensi delle normative legali del 23/12/2020.

EV Hochrhein GmbH – Jägerstraße 5 – 79822 Titisee-Neustadt / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Völkers Residential GmbH

ENGEL & VÖLKERS Regensburg (DE)

Contatto Konstantin Heiler

Ratisbona

Eleganza senza tempo: esclusiva casa di design in ottima posizione

Tel. +49 941 20 00 11 11 E-mail regensburg@engelvoelkers.com

Ripartizione della provvigione tra acquirente e venditore ai sensi delle normative legali del 23/12/2020.

Baviera, Germania

Prezzo EUR 1,95 Mio

Superficie abitabile ca 382 m²

Sup. terreno ca 772 m² E&V ID W-02XILE

E u. V Regensburger Immobilien GmbH – Rote-Hahnen-Gasse, 6 – 93047 Ratisbona / Agenzia immobiliare Affiliato Engel & Völkers Residential GmbH

Virgin Gorda
Lussuosi lotti di terreno appartati in esclusivo residence fronte mare

Paradise Island Lussuoso appartamento fronte mare all’Ocean Club

New Providence, Bahamas

Contatto Natasha Vythoulkas

Tel. +1 242 427 1298

E-mail natasha.vythoulkas @engelvoelkers.com

Prezzo USD 4,75 Mio Superficie abitabile ca 3.175 ft²

N. camere da letto 3

E&V ID AM-5071525 ENGEL & VÖLKERS Bahamas (BS)

Guanacaste, Costa Rica

Prezzo USD 2.875.000

Superficie abitabile ca 6.860 ft²

Sup. terreno ca 0,70 acri E&V ID AM-5093216

Costa Rica
Lussuosa villa affacciata su Playa Carrillo e l’Oceano Pacifico
Engel & Völkers Samara – One Main Street #101
Agenzia immobiliare
Affiliato Engel & Völkers Americas, Inc.

Tulum

“Casa Chic”: oasi di pace fronte spiaggia sul mare turchese di Tulum

VÖLKERS Tulum (MX)

Contatto Nick Neacsu

Tel. +1 604 561 5363

E-mail nick.neacsu@engelvoelkers.com

Quintana Roo, Messico
Mio

Hawaii, Stati Uniti

Prezzo USD 7,5 Mio

Superficie abitabile ca 3.733

Sup. terreno ca 91.824 ft² E&V ID AM-5090187

Oahu
Waialua: casa tranquilla sulla costa settentrionale con piscina e frutteto

Florida, Stati Uniti

Prezzo USD 10 Mio

Superficie abitabile ca 6.531 ft²

Sup. terreno ca 0,43 acri E&V ID AM-5088800

Vero Beach
Tenuta fronte mare di nuova costruzione

Carolina del Nord, Stati Uniti

Prezzo USD 2,78 Mio

Superficie abitabile ca 3.383 ft²

Sup. terreno ca 0,58 acri E&V ID AM-5088045

Annapolis

Tel. +1 301 752 3088

E-mail bobbi.farquhar@engelvoelkers.com

Massachusetts, Stati Uniti

Prezzo USD 7,85 Mio

Superficie abitabile ca 11.929 ft²

Sup. terreno ca 2,02 acri E&V ID AM-5092403

Engel & Völkers Wellesley

Capolavoro marittimo sulla costa d’oro del Massachusetts

Tel. +1 781 608 7202

E-mail brackettjanisgroup@engelvoelkers.com

Washington, D. C. Dimora in stile rustico contemporaneo Distretto di Columbia, Stati Uniti

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Sup. terreno ca 7.500

Contatto The Brennan Team

Tel. +1 561 906 9809

E-mail thebrennanteam@engelvoelkers.com

New York, Stati Uniti Prezzo USD 7,25 Mio

Superficie abitabile ca 6.500 ft² N. camere da letto 6 E&V ID AM-5093114

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Maine, Stati Uniti

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Superficie abitabile ca 2.394 ft²

Sup. terreno ca 0,56 acri E&V ID AM-5093145

Tel. +1 323 533 1277 E-mail sam.real@engelvoelkers.com

Rara tenuta storica con vista monti

Park City

Rarità: appartamento sulla storica Main Street

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Tel. +1 307 699 3356

E-mail judy.rogers@engelvoelkers.com

Dubois

“Windbreak Ranch”: spettacolare centro equestre con maneggio coperto

Qualità assoluta, design spettacolare e posizione mozzafiato Columbia Britannica, Canada

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Superficie abitabile ca 3.495 ft²

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Engel & Völkers Whistler – 4314 Main Street Unit #36
Whistler,

North Hatley

Tenuta con ampia privacy e magnifici paesaggi

Québec, Canada

Prezzo CAD 4.599.000

Superficie abitabile ca 5.539 ft²

Sup. terreno ca 6,17 acri E&V ID AM-5081346

ENGEL & VÖLKERS Québec (CA)

Contatto Alexandre Boutet, Anne Turcotte & Aurélie Boutet

Tel. +1 418 254 5342

E-mail alexandre.boutet@engelvoelkers.com

Malbaie

Québec, Canada

Prezzo CAD 2,48 Mio

Superficie abitabile ca 2.824 ft²

N. locali 3

E&V ID AM-5083318

Engel & Völkers Montréal – 1451 rue Sherbrooke Ouest – Montréal, QC H3G 2S8 / Agenzia immobiliare – Affiliato Engel & Volkers Canada Inc.

Mont-Tremblant

Sofisticato attico dal lusso ineguagliabile con accesso diretto alle piste Québec, Canada Prezzo CAD 5,7 Mio

Contatto Steven Lafave

Tel. +1 819 808 1000

E-mail steven.lafave@engelvoelkers.com

Superficie abitabile ca 6.294 ft² N. camere da letto 6 E&V ID AM-5092055 ENGEL & VÖLKERS Tremblant (CA)

ADDRESSES

CREDITS

FOTOGRAFIA: Erik Madigan Heck / Trunk Archive

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HAPAG-LLOYD CRUISES, www.hl-cruises.com

THADDAEUS ROPAC, www.ropac.net

HÔTEL COSTES, www.hotelcostes.com

CHRISTIAN LIAIGRE, www.studioliaigre.com

GG - LA RIVISTA, www.gg-magazine.com

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BADRUTT’S PALACE, www.badruttspalace.com

CHESA FUTURA, www.fosterandpartners.com

N/5 - THE BAR, www.gracehotels.com

SNOW POLO WORLD CUP, www.snowpolo-stmoritz.com

INTERVIEW pagina 16

MANDARIN ORIENTAL, New York, www.mandarinoriental.com

ENGEL & VÖLKERS

NEWS pagina 20

ENGEL & VÖLKERS, www.engelvoelkers.com

PRIVATE OFFICE, www.evprivateoffice.com

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ANGEL SCHLESSER, www.angelschlesser.com

ANYA HINDMARCH, www.anyahindmarch.com

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MIU MIU, www.miumiu.com

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YVES SAINT LAURENT, www.ysl.com

ZAFFERANO, www.zafferanoitalia.com

SEPHORA, www.sephora.it

MAN pagina 24

ALESSI, www.alessi.com/it

BAUNAT, www.baunat.com

GUFRAM, www.gufram.it

MOOOI, www.moooi.com

YVES SAINT LAURENT, www.ysl.com

SOFT-GEOMETRY, www.soft-geometry.com

WK WOHNEN, www.wk-wohnen.de

BOOKS & MORE pagina 26

APPLE PODCAST, https://podcasts.apple.com

APPLE TV+, https://tv.apple.com

TASCHEN, www.taschen.com

AT HOME

VIAGGIO IN ANTARTIDE pagina 30

HAPAG-LLOYD CRUISES, www.hl-cruises.com

JULIANNA MOORE pagina 40

JULIANNE MOORE, www.imdb.com, Julianne Moore

HÔTEL COSTES pagina 50

HÔTEL COSTES, www.hotelcostes.com

LA SOCIÉTÉ, montaignesaintgermain.com/la-societe/ JACQUES GARCIA, www.jacquesgarcia.com

CHRISTIAN LIAIGRE, www.studioliaigre.com

THADDAEUS ROPAC pagina 56

THADDAEUS ROPAC, www.ropac.net

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trimestrale pubblicato da GRUND GENUG Verlag und Werbe GmbH

EDITORE

GRUND GENUG Verlag und Werbe GmbH, Vancouverstrasse 2a, D-20457 Hamburg, rappresentata dagli amministratori delegati Dott. Matthias Höltken e Dott. Rainer Klipp

INDIRIZZO REDAZIONE

Vancouverstrasse 2a, D-20457 Hamburg, Tel. +49 40 36 13 11 40, Fax +49 40 36 13 11 44 info@gg-magazine.com, www.gg-magazine.com

DIRETTORE

Christian Völkers

REDAZIONE

Internazionale & Edizioni locali

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Redattrice MERLE WILKENING merle.wilkening@gg-magazine.com

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ISSN 0941-5203, GG · n. 1/26 · 38° anno

AMMINISTRAZIONE

Klaus Manzel e Dott. Rainer Klipp

Il prossimo numero di GG sarà pubblicato il 6 marzo 2026 www.gg-magazine.com

Sfarzo principesco rivisitato

Il rinomato studio d’architettura Herzog & de Meuron ha rimodellato parti dello storico Grand Hotel Les Trois Rois a Basilea, con risultati eleganti e sorprendenti.

Dopo un intervento di ristrutturazione durato due anni, l’albergo cittadino, risalente al 1681, si sta avviando verso un nuovo capitolo. Con precisione artigianale e rispetto per il patrimonio edilizio storico, gli architetti di Basilea hanno trasformato l’edificio di testata in una serie di grandi ambienti, ognuno con un suo peculiare carattere. «Les Trois Rois si distingue per l’elegante architettura neoclassica dall’atmosfera francese. L’avancorpo è stato integralmente ridisegnato traendo ispirazione proprio da questo classico stile francese, con l’aggiunta di elementi moderni dal linguaggio contemporaneo» spiega Jacques Herzog, socio fondatore di Herzog & de Meuron. «Ci sono abbinamenti di materiali inusuali, luci e colori sorprendenti» Così l’architettura d’epoca entra in relazione con un’estetica nuova, altrettanto sfarzosa. Le suite a pianta aperta, dotate di arredi su misura

Vincolato come bene culturale, l’avancorpo è stato aggiunto al Grand Hotel nel 2004.

e nicchie rivestite di velour rosso, creano un sorprendente contrasto con le mura storiche dell’edificio. La sala banchetti al primo piano può essere suddivisa da pareti mobili, decorate con ornamenti moderni, adattando lo spazio in modo flessibile all’uso per feste o conferenze. La sala sigari The Council conquista per l’imponente altezza, simile a una cappella. Rivestito di 570 piastrelle fabbricate a mano, il locale è dotato di un divano perimetrale e di due camini.

La mansarda ospita l’area benessere Seijaku, un luogo di ritiro ispirato alla filosofia nipponica e all’architettura tradizionale degli onsen, i bagni termali giapponesi: un’oasi di quiete nei toni caldi del legno, suddivisa in zone da pannelli di carta lavorati a mano e dotata di tatami. Una stretta scala conduce sul terrazzo rooftop, una salita premiata dalla vista sopra il Reno e i tetti di Basilea.

Sopra il bancone del ristorante si libra un’opulenta installazione del duo di artisti Gerda Steiner & Jörg Lenzlinger.

I was a submarine.

U18 – reborn after 40 years on duty

Model U18, ø 44 mm. The anniversary diving watch made from the original steel of the decommissioned submarine U 18. Limited to 1,000 pieces. Could there be anything more fascinating than wearing a piece of German submarine history right on your wrist? Case made from high-strength, seawater-resistant German Submarine Steel that is almost 40 years old. Rotating bezel with TEGIMENT Technology and therefore especially scratch-resistant. Tested based on European diving equipment standards and certified by an independent testing institute: water-resistant and pressure-resistant to a diving depth of 2.000 m (= 200 bar). The dial shows the nautical miles travelled and the model designation, while the back features the silhouette of the legendary Class 206 submarine With solid stainless-steel bracelet. 3.230 EUR. Two-year manufacturer‘s warranty. Good submarines are reborn.

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