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SUGAR TAX E PLASTIC TAX

APPROVATO IL NUOVO

RINVIO AL 2027

LA LEGGE DI BILANCIO HA CONFERMATO

LOSLITTAMENTO DI ENTRAMBE LE IMPOSTE

CHE GRAVANO SUL SETTORE. PER ASSOBIBE

È IL MOMENTO DI CANCELLARE LA SUGAR TAX, CONSIDERATA INEFFICACE PER LA SALUTE

E DANNOSA PER L’ECONOMIA

DI MARIA EL ENA DIPAC E

ottavo rinvio è stato confermato. La Legge di Bilancio 2026 ha approvato lo slittamento della Sugar tax e della Plastic tax a gennaio 2027, rimandando ancora una volta l’entrata in vigore di due imposte che da anni tengono sotto scacco l’industria delle bevande analcoliche. Ma per Assobibe - l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese del Settore - non basta più posticipare: occorre tutelar il comparto, eliminando il pericolo di due imposte dannose per economia e filiera.

UN SETTO RE ESPRESS I ONE DE L MAD E I N I TALY

Il comparto delle bevande analcoliche rappresenta un’eccellenza del Made in Italy, con prodotti che incarnano la tradizione italiana apprezzata in tutto il mondo: aranciate, chinotti, cedrate, gazzose, spume, limonate, thè freddi, aperitivi analcolici. Prodotti realizzati con ingredienti del territorio: anice, estratti di rosmarino e sambuco, alloro lucano, agrumi calabresi e siciliani, peperoncino calabrese, chinotti liguri o genziana delle Alpi.

«Siamo grati al Governo per l’ascolto dimostrato con questo ulteriore rinvio - a erma Giangiacomo Pierini, Presidente di Assobibe - ma l’incertezza continua a minacciare competitività e occupazione.

Nei prossimi 12 mesi auspichiamo si instauri un dialogo che ci porti alla definitiva cancellazione di imposte che ogni governo ha posticipato».

In merito alla Sugar tax, la peculiarità della norma italiana è evidente sin dalla sua formulazione.

A di erenza di quanto il nome suggerirebbe, la soda tax nostrana non tassa lo zucchero

né le quantità di zucchero presenti nei prodotti, ma il “gusto dolce”.

Sottolinea Pierini: «Questa imposta non fa distinzione sulla quantità di zucchero o calorie, colpendo allo stesso modo bevande con profili nutrizionali completamente diversi. Per come pensata, non è possibile per le imprese riformulare prodotti che siano esclusi dalla tassazione: pochi o tanti grammi, presenza o assenza di zucchero, non cambiano nulla.

Inoltre, è una norma che non serve in Italia, dove abbiamo ridotto negli ultimi anni oltre il 41% di zucchero immesso in consumo

tramite soft drink, in coerenza con i protocolli siglati con il Ministero della Salute».

I NUMERI SMENTISCONO

LA

SUGAR TAX

I dati parlano chiaro: in Italia mancano i presupposti per una tassa sulle bevande analcoliche.

Secondo le più recenti rilevazioni, l’84% degli italiani non consuma bevande gassate zuccherate.

Il restante 16% ne fa un consumo esiguo, pari a un quarto di bicchiere al giorno. L’impatto calorico delle bevande analcoliche è minimo: solo lo 0,9% delle calorie giornaliere negli adulti (18 calorie al giorno) e lo 0,6%

nei bambini (13 calorie al giorno).

Non solo: i consumi di bevande zuccherate sono in costante diminuzione. Negli ultimi dieci anni si è registrato un calo del 27%, mentre lo zucchero immesso in consumo dalle imprese del settore è stato ridotto del 41% negli ultimi 15 anni, pari a oltre 468 milioni di calorie risparmiate e 260 mila tonnellate di zucchero in meno.

Un risultato ottenuto senza bisogno di imposte, grazie alla responsabilità sociale delle imprese e agli accordi siglati con il Ministero della Salute nel 2015 e nel 2021.

Le varianti senza zucchero sono aumentate del 65% nell’ultimo biennio, quelle a ridotto o nullo contenuto calorico del 41%.

I NUMERI DEL SETTORE

VALORE ECONOMICO

4,9 miliardi di euro generati direttamente. Per ogni euro di valore aggiunto se ne generano 5,4 lungo la filiera.

OCCUPAZIONE

oltre 84.000 posti di lavoro (6.000 diretti, 16.500 a monte, 62.000 a valle)

EXPORT

come ambasciatori del Made in Italy, la tradizione italiana delle bevande analcoliche è particolarmente apprezzata all’estero, in mercati quali USA, Canada, UK, Francia. Rappresenta un mercato in crescita sensibile: +117% negli ultimi 10 anni e +20% nell’ultimo biennio

DATI DI MERCATO: CALANO

I VOLUMI E LE VENDITE

Il settore delle bevande analcoliche, seppur con qualche eccezione, si trova a fronteggiare preoccupazione per l’andamento negativo registrato durante i mesi estivi, di picco stagionale, e un contesto estremamente instabile.

Dopo un inizio di stagione positiva nel mese di giugno, si è successivamente registrato un graduale peggioramento, con luglio che ha segnato un -4,7% e agosto -11,3%.

Nel canale grossisti bevande, durante il periodo estivo, si è delineato un calo delle vendite che ha interessato la maggior parte dei segmenti simbolo del Made in Italy come:

gazzosa -3,2%; limonata -6,9%, tonica -8,7% e chinotto -5,6%. Un quadro che mostra un mercato già in fase di rallentamento e che rende ancora più evidente la fragilità con cui alcune categorie stanno a rontando questo momento.

In continuità con questo scenario, si inserisce un ulteriore elemento di criticità che riguarda l’intero sistema beverage: gli e etti economici della Sugar tax sarebbero devastanti per il comparto che produce e distribuisce bevande analcoliche in Italia, che genera un valore economico complessivo di 4,9 miliardi di euro.

Per ogni euro di valore aggiunto generato dal comparto lungo la filiera, se ne producono 5,4, segno di un forte radicamento territoriale e di un impatto che va ben oltre il singolo passaggio produttivo. Secondo le stime elaborate da Nomisma, l’entrata in vigore della Sugar tax determinerebbe un incremento del 28% della fiscalità su ogni litro prodotto, con conseguente aumento dei prezzi al consumatore finale.

Le imprese sarebbero costrette a ridurre gli acquisti di materie prime di oltre 400 milioni di euro.

Il risultato? Un taglio del 10% del fatturato e la contrazione di attività e investimenti in Italia del 12%.

Le conseguenze occupazionali sarebbero drammatiche: la filiera impiega

complessivamente oltre 84.000 persone, con un rapporto di 14 posti di lavoro indiretti per ogni occupato diretto (3 a monte, 11 a valle).

Le stime Nomisma indicano un rischio concreto di perdita di oltre 5.000 posti di lavoro.

PLASTIC TAX: UN’ALTRA SPADA DI DAMOCLESULLA FILIERA

A complicare ulteriormente il quadro c’è la Plastic tax, anch’essa rinviata a gennaio 2027. Il settore delle bevande analcoliche si troverebbe così ad essere l’unico comparto italiano colpito da questa doppia tassazione. Un’anomalia che penalizza ulteriormente le imprese, già danneggiate dagli aumenti imposti dalle normative europee sulla plastica monouso.

«Due imposte sullo stesso settore rappresentano un accanimento inspiegabile - commenta il Presidente di Assobibe -. Mentre altri Paesi europei semplificano la fiscalità per attrarre investimenti, l’Italia rischia di allontanarli con dazi interni che colpiscono eccellenze del Made in Italy apprezzate in tutto il mondo».

L’industria delle bevande analcoliche ha già dimostrato il proprio impegno ambientale: tutto il materiale utilizzato è riciclabile al 100% (vetro, alluminio e plastica), con investimenti costanti nella riduzione del peso degli imballaggi e nell’e cientamento dei processi produttivi.

Giangiacomo Pierini presidente di Assobibe

L’APPELLO: SERVE UNA

CANCELLAZIONE DEFINITIVA

DELLA SUGAR TAX

«Non basta un ulteriore rinvio - è l’appello di Assobibe alle istituzioni -; serve una cancellazione definitiva di questa imposta che ha già dimostrato di essere ine cace dove introdotta».

«È indispensabile aprire un tavolo di confronto strutturato con il Governo che coinvolga non solo le imprese produttrici, ma l’intera filiera agroalimentare: dai fornitori di materie prime ai distributori, dal canale Horeca alla grande distribuzione - dichiara Pierini -. Le imprese non possono continuare a operare nell’incertezza: servono risposte definitive, non palliativi temporanei. Ogni rinvio frena innovazione e scoraggia chi vorrebbe scommettere sul nostro Paese. Il nostro è un comparto che merita maggiore sostegno e più certezze per continuare a crescere e a creare occupazione».

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