Franco Poma Orietta Vozzi
ECONOMIA FUTURO
per una crescita inclusiva
FINANZA PUBBLICA
5° anno
VELIA NUOVO ESAME DI MATURITÀ
Orientamento e Intelligenza Artificiale IA Nuova Educazione civica
Didattica su 2 livelli

Didattica CLIL


Contenuti aggiornati alla Legge di Bilancio 2026

Costruire il futuro insieme
Il Gruppo Editoriale ELi
offre proposte editoriali che coprono tutti i gradi e i rami scolastici, all’insegna della qualità, del rigore e dell’innovazione.
INTELLIGENZA
ARTIFICIALE
Percorsi didattici con attività pratiche che mirano ad approfondire i principali strumenti di IA generativa per favorirne un utilizzo critico e il tool VELIA a disposizione dei docenti per personalizzare l’attività didattica.
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CIVICA secondo le NUOVE Linee guida
Aggiornamento e ampliamento dei nuclei tematici attorno ai quali si articolano le competenze e gli obiettivi di apprendimento: Costituzione, Sviluppo economico e sostenibilità, Cittadinanza digitale.
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Gruppo Editoriale
ELi
ECONOMIA FUTURO
L’organizzazione in unità
Il volume comprende 6 unità tutte introdotte da conoscenze da apprendere, abilità da sviluppare, un caso reale per cominciare e una presentazione digitale dei prerequisiti.
definiremo i contenuti essenziali del bilancio dello Staai requisiti e alle funzioni di questo documenle scelte di politica economica del Governo di bilancio, per affrontare successivamente pareggio del bilancio. Nella parte finale approfondella politica fiscale o di bilancio, il principale pubblico nell’economia per conseguire gli obiete la struttura del bilancio
I capitoli
bilancio dello Stato pubblica ha bisogno, all’inizio di ogni anno di gestione, di programmazione che prevede due momenti fondamentali: dell’ammontare delle risorse necessarie per il soddisfacimento nonché l’impiego delle stesse nel finanziamento della spesa
MAPPA
tributario fra i componenti della comunità, che sono tenuti Stato trova riscontro nel bilancio dello Stato
un documento contabile in cui vengono elencate –dalla legge – le entrate e le spese relative all’attività un periodo di tempo determinato.
Ogni unità è divisa in capitoli. Il progetto per “uno studio su due livelli” prevede una pagina di sinistra di testo e una pagina di destra di “servizio” dove si trovano elementi per l’inclusione e per le eccellenze Esempi, rubriche, lessico e domande in itinere rappresentano il “servizio”alla pagina testuale.
EVASIONE FISCALE
Concetti generali sul bilancio dello Stato

In questo capitolo definiremo i contenuti essenziali del bilancio dello Stato, con particolare riguardo ai requisiti e alle funzioni di questo documento, fondamentale per capire le scelte di politica economica del Governo ha bisogno,

è un comportamento illecito si verifica quando
LESSICO



volontariamente il contribuente si sottrae in tutto (evasione totale) o in parte (evasione parziale) all’obbligo tributario, mediante comportamenti dolosi
sezioni contrapposte in cui sono elencate, in cifre, da una dall’altra tutte le spese. Dal loro confronto, il bilancio può risuldisavanzo o in avanzo. completo dell’intervento pubblico nell’economia: nelle sue le scelte fondamentali dell’attività finanziaria pubblica
esercizio finanziario
CAUSE
• scarso senso etico
• scarsa educazione civica scarsa educazione fiscale debolezza della P.A. scarsa fiducia nello Stato
nel bilancio dello Stato devono riferirsi a fatti di gestiodeterminato arco di tempo, anche se l’attività dello Stato si cioè senza soluzione di continuità. Tale periodo è ordinariafinanziario
periodo di tempo nel quale si svolge la gestione finanziaria normalmente compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di ogni
• scarsa percezione delle sanzioni tolleranza sociale frequenti condoni lavoro nero
• economia sommersa
di anno finanziario è quello di esercizio finanziario: menconnotato puramente temporale, il secondo ha un contenuto eco-
Concetti
CONSEGUENZE
SUL CONTRIBUENTE
è un reato penale
Le rubriche di approfondimento

La prima “Costituzione” del mondo
L’evasione fiscale in Italia
costituito dal complesso delle operazioni contabili (e cioè spese) effettuate in un determinato anno finanziario.
dello Stato
PLUS Approfondimenti, notizie storiche, opinioni di economisti ed esperti, documenti ufficiali. Ulteriori approfondimenti sono scaricabili online.
pubblica expenditure Bilancio dello Stato State Anno finanziario Budget year
L’evasione fiscale, intesa come tentativo, più o meno riuscito, di nascondere i propri redditi al fisco, è un comportamento che è stato sempre presente nell’attività di tutti i soggetti economici. Però va osservato che essa era comprensibile in presenza di Governi dittatoriali, che avevano l’unico scopo di sfruttare i cittadini: la stessa evasione, invece, assume significati ben diversi in uno Stato democratico qual è il nostro. Come sappiamo, l’obbligo tributario è sancito dalla nostra Costituzione; soprattutto, ciò che noi paghiamo allo Stato viene speso per garantire a tutti i cittadini i servizi di cui essi hanno bisogno e, contemporaneamente, per attenuare le disparità esistenti fra i diversi cittadini a livello economico e sociale. Da questo punto di vista, quindi, l’evasore non può che esser considerato alla stregua di un qualsiasi criminale che si mette contro la legge e, quindi, fuori dalla società. Anzi, a essere esatti, l’evasore fiscale dovrebbe essere considerato un criminale peggiore di altri: infatti il comune ladro in genere ruba solo a un singolo cittadino, mentre chi non fa il suo dovere nei riguardi del fisco ruba all’intera collettività.
SUL SISTEMA ECONOMICO
minori risorse per la spesa pubblica iniquità distorsioni del mercato
• eccessiva pressione fiscale sui cittadini onesti
Economia sommersa Parte dell’attività produttiva non rilevata dalla contabilità nazionale. Oltre all’economia familiare o informale, comprende l’economia irregolare o illegale (lavoro nero, ecc.) e l’economia illecita o criminale (contrabbando, traffici illeciti, ecc.).
Lavoro nero Lavoro svolto in violazione delle norme tributarie e contributive, come per esempio il lavoro non dichiarato prestato da pensionati, casalinghe, dipendenti pubblici e privati che svolgono un doppio lavoro.
L’attivita finanziaria pubblica trova riscontro nel
Bilancio, espressione dell’intervento pubblico Dalle cifre elencate nel bilancio è pos ripartizione tributario fra le diverse categorie di con tribuenti, l’equilibrio fra le imposte dirette


L’analisi costi-benefici: progetti lungimiranti tecnica, in base al tasso sociale agevole immaginare, non è determinabile
Quali differenze vi sono nell’ACB applicato al settore pubblico e a quello privato?
La spesa pubblica svolge un ruolo chiave per raggiungere gli obiettivi di crescita e sviluppo.
anno.
periodo di tempo nel quale si svolge la gestione finanziaria dello Stato: 1° gennaio-31dicembre
Condono Provvedimento straordinario con cui lo Stato rinuncia a sanzionare determinate violazioni di legge, sanando retroattivamente situazioni irregolari in cambio del pagamento di una somma di denaro.
Concetto distinto da quello di anno finanziario è quello di esercizio finanziario: mentre il primo ha un connotato puramente temporale, il secondo ha un contenuto economico-giuridico. MAPPA
una grinza se il nostro sistema fiscale fosse giusto, certo, semplice, realizzato in modo da non arrecare fastidi inutili ai contribuenti e, soprattutto, se le spese sostenute dallo Stato fossero tutte giustificate da precisi fini etico-sociali. Ma tutto ciò in Italia succede? Noi possiamo vantarci di possedere una Costituzione quasi perfetta. L’arroganza dello Stato può essere contrastata con gli strumenti che la Costituzione prevede. Le stesse massime autorità dello Stato sono sempre soggette al controllo della collettività grazie, per esempio, all’esistenza di una stampa libera che trova, sempre nella Costituzione, le maggiori garanzie alla sua attività. Qualche ombra però c’è sempre, e proprio in questi anni si devono segnalare due aspetti particolarmente negativi. Il primo è una legislazione troppo prolifica e qualche volta caotica, che non agevola i cittadini e i contribuenti in particolare, ma talvolta addirittura sembra voler ostacolare la loro attività economica. Il secondo è da ricercarsi nel livello qualitativo e quantitativo della spesa pubblica che non può certo essere definita, in blocco, di sicuro valore etico-sociale.
La spesa nel settore pubblico e nel settore privato
complesso di operazioni contabili effettuate in un determinato anno finanziario
dell’attività finanziaria pubblica? 5. Che cosa differenzia l’anno finanziario dall’esercizio finanziario?
L’analisi costi-benefici nelle grandi opere pubbliche
LESSICO
“Le più grandi conquiste sono quelle che danno beneficio agli altri” (Denis Waitley)
periodo di tempo nel quale si svolge la gestione finanziaria dello Stato: 1° gennaio-31dicembre

Nel settore privato, in particolare nelle famiglie, le decisioni di spesa vengono normalmente assunte in relazione alle entrate disponibili, anche perché le spese non essenziali possono essere rinviate al futuro, quando si immagina di poter disporre di maggiori mezzi finanziari.
Stop all’evasione fiscale
• Evasione e corruzione
ECONOMIA E REALTÀ
Ciò non può accadere nel settore pubblico, dove spesso si manifesta l’urgenza di intervenire per soddisfare bisogni collettivi, urgenti e non
Gli aspetti più recenti della disciplina, anche con riferimenti all’Agenda 2030
VERSO LE COMPETENZE
Rispondi
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO
L’esercizio finanziario è costituito dal complesso delle operazioni contabili (e cioè dalle entrate e dalle spese) effettuate in un determinato anno finanziario.
FACCIAMO IL PUNTO
Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
prevedibili: si pensi solo alle necessità di spese non rinviabili che tutti i Paesi hanno dovuto affrontare in occasione della pandemia. Per questa ragione, nella normalità dei casi gli organi rappresentativi (Parlamento, Governo) decidono il fabbisogno finanziario per assicurare il benessere dei cittadini e solo successivamente determinano le modalità per il reperimento delle risorse necessarie a fronteggiarlo.
Distribuzione del reddito
L’analisi costi-benefici della TAV, ossia il Treno ad Alta Velocità, relativa alla tratta Torino-Lione, è stata condotta per valutare la convenienza economica e sociale dell’opera. Essa, risalente al 2019 e contestata da esperti e politici, ha evidenziato risultati controversi: a fronte, infatti, di un elevato costo complessivo dell’opera (oltre 20 miliardi di euro stimati), sono stati considerati vantaggi (ipotizzati per un valore non superiore a 8 miliardi di (come ad esempio il calo la conseguente riduzione carattere economico (come sionamento dei tempi luppo territoriale) nonché esempio una più proficua ciale tra Italia e Francia).
EDUCAZIONE CIVICA
E ORIENTAMENTO
1. Quali sono i fattori culturali e sociali che favoriscono diffondersi dell’evasione?
Alleniamo l’EDUCAZIONE FINANZIARIA
1. Per quali ragioni si segue un’opposta procedura nelle decisioni di spesa tra il settore privato e quello pubblico?
Ripartizione del reddito fra i titolari dei fattori produttivi (distribuzione funzionale), o fra i membri di una collettività (distribuzione personale), o fra le diverse aree geografiche (distribuzione territoriale), o ancora fra i vari settori produttivi (distribuzione settoriale). Immobilità sociale Mancato passaggio di individui o gruppi da uno strato sociale all’altro, o da una posizione all’altra, che può essere di classe, di ceto o di stato.
ECONOM IA E ORIENTAMENTO Argomenti di educazione finanziaria, cittadinanza economica e approfondimenti critici sull’Intelligenza Artificiale completano il corso, con uno sguardo alle professioni future.
eviden ziando anomalie che potrebbero suggerire inefficienze o pratiche non conformi. In que sto modo, la PA potrà disporre di un quadro più preciso e dinamico delle proprie esigenze,
2. Nei sistemi democratici da chi sono prese le decisioni che riguardano la spesa pubblica e il fabbisogno finanziario?
Rifletti
2. Quali sono le principali fonti di evasione fiscale?
Si formino in classe 2 gruppi: il primo analizzi, mediante un’opportuna ricerca, i benefici legati alla costruzione di una grande opera pubblica, quale il ponte sullo stretto, e il secondo raccolga informazioni relativamente ai costi che tale colossale infrastruttura potrebbe generare. Ogni gruppo prepari una presentazione multimediale riassuntiva con i dati raccolti e la commenti in classe, alla presenza dell’insegnante di economia politica, al fine di illustrare la convenienza economica di tale opera.
Secondo te, da chi dovrebbe essere presa una decisione così importante e incisiva come quella sulle modalità da privilegiare per reperire le risorse pubbliche? Motiva la tua risposta.
3. Qual è il principio costituzionale che viene violato in caso di evasione?
PROFESSIONI E COMPETENZE DEL FUTURO
Le grandi opere pubbliche implicano attività legate all’analisi degli impatti sociali e ambientali che la realizzazione

CAPITOLO 1
CAPITOLO 2
E ORIENTAMENTO L’IA nel welfare: più efficienza, ma anche tanti rischi
2.1 Premessa. La copertura finanziaria della spesa pubblica
2.2 Il patrimonio dello Stato e degli enti pubblici
2.3 Le imprese pubbliche 48
ECONOMIA E REALTÀ La forma giuridica e la partecipazione dello Stato in Trenitalia 48 PLUS Monopoli privati e monopoli di Stato a confronto 51
2.4 Le imprese pubbliche e le privatizzazioni
ECONOMIA E REALTÀ La forma giuridica e la partecipazione dello Stato nella RAI
2.5 Classificazione delle imprese pubbliche
Prerequisiti
Glossario inglese
Economia pubblica o scienza delle finanze?
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi
Glossario inglese
La valorizzazione del patrimonio pubblico
• I danni del monopolio privato
• I monopoli legali e fiscali
Breve storia dell’impresa pubblica in Italia
• La crisi delle partecipazioni statali
• Gli enti pubblici economici
La forma giuridica e la partecipazione dello Stato nella Banca d’Italia
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi
CAPITOLO 1
Le politiche delle spese e delle entrate
Le spese pubbliche
CAPITOLO 2
68
1.1 Nozione di spesa pubblica 68
ECONOMIA E REALTÀ La spesa nel settore pubblico e nel settore privato 69
1.2 Classificazione delle spese pubbliche 70
ECONOMIA E REALTÀ Il federalismo fiscale 71
1.3 La spesa pubblica in Italia 72
EDUCAZIONE CIVICA La diffusione del diritto effettivo all’istruzione 75
1.4 Gli effetti economici delle variazioni della spesa pubblica 76
1.5 Il contenimento della spesa pubblica 78
ECONOMIA E REALTÀ Un caso di spending review 79
1.6 Il controllo di efficienza della spesa pubblica 80
ECONOMIA E REALTÀ Il project financing 81
PLUS L’analisi costi-benefici: progetti lungimiranti 82
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO
L’analisi costi-benefici nelle grandi opere pubbliche 82
ECONOMIA E ORIENTAMENTO L’IA entra negli acquisti della Pubblica amministrazione: efficienza e trasparenza al centro della riforma 83
SINTESI 84 MAPPA DA COMPLETARE 85 ESERCIZI 86
La spesa della sicurezza sociale
88
2.1 Spesa sociale e garanzie costituzionali 88
EDUCAZIONE CIVICA Art. 38 della Costituzione: assistenza e protezione (non solo) pubblica 89
2.2 Il finanziamento della sicurezza sociale 90 PLUS L’evoluzione storica della parafiscalità 90
2.3 Gli enti previdenziali italiani 93
2.4 La previdenza: il sistema pensionistico italiano 94
PLUS Sistema retributivo e sistema contributivo 95
2.5 L’assistenza: il sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali 97
ECONOMIA E REALTÀ Il problema pensionistico 97
2.6 La tutela della salute: il Servizio sanitario nazionale 99
ECONOMIA E REALTÀ Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali 99
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO Sanità al bivio tra SSN e assicurazioni private 101
Prerequisiti
Glossario inglese
CAPITOLO 3
Le entrate pubbliche
106
3.1 Le entrate pubbliche: una scelta economica e politica 106
3.2 Nozione e classificazione delle entrate pubbliche 106
3.3 Prezzi privati, prezzi pubblici e prezzi politici 108 PLUS La classificazione delle entrate pubbliche 108
3.4 Il debito pubblico 110
PLUS La tariffa 111
3.5 I tributi: imposte, tasse e contributi 112
PLUS Differenza tra tassa e prezzo politico 115
SINTESI 116 MAPPA DA COMPLETARE
Investimenti privati e investimenti pubblici
L’essenza dell’analisi costi-benefici
Ascolta e ripassa Esercizi interattivi
Glossario inglese
• I caratteri dello Stato sociale
• I falsi poveri
• Motivi dell’intervento pubblico
• Effetti della sicurezza sociale sullo sviluppo e sulla distribuzione La fiscalizzazione degli oneri sociali
• L’Italia, un Paese generoso nelle pensioni
• La previdenza integrativa La NASpI
Ascolta e ripassa Esercizi interattivi
Glossario inglese
Le entrate di uno Stato moderno Monopolio legale e monopolio fiscale
I tributi nell’antica Roma
Ascolta e ripassa Esercizi interattivi
CAPITOLO 1
L’imposta e le sue classificazioni
1.1 Gli elementi dell’imposta
1.2 Imposte dirette e indirette
PLUS Reddito effettivo e reddito normale
PLUS Le imposte dirette sul patrimonio
1.3 Imposte reali e personali
1.4 Imposte generali e speciali
1.5 Imposte proporzionali, progressive e regressive 134
ECONOMIA E REALTÀ L’imposta “piatta” favorisce lo sviluppo? 135
EDUCAZIONE CIVICA Le nuove eco-tasse
SINTESI 140 MAPPA DA COMPLETARE 141 ESERCIZI
CAPITOLO 2
2.1 I principi giuridici
EDUCAZIONE CIVICA Regole come presidi di democrazia
2.2 La ripartizione del carico tributario e la capacità contributiva
2.3 Gli indicatori della capacità contributiva 149 ECONOMIA E REALTÀ La no tax area
Il principio del sacrificio
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO Gli enti del Terzo Settore: espressione concreta degli articoli 2 e 53 della Costituzione italiana 151
ECONOMIA E REALTÀ L’acqua e il secchio bucato 152
2.4 I principi amministrativi 153
2.5 L’autotassazione 154
PLUS La dichiarazione e il pagamento dell’imposta 155
SINTESI
CAPITOLO 3
Gli effetti economici delle imposte
3.1 Gli effetti dell’imposizione fiscale 160
3.2 La pressione del prelievo pubblico 160
3.3 La rimozione 166
3.4 L’erosione 166
3.5 La traslazione 168
3.6 L’elusione 170
3.7 L’evasione fiscale 171
EDUCAZIONE CIVICA L’evasione è mancanza di solidarietà 172
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO I paradisi fiscali: gli orizzonti globali dell’evasione fiscale 173 PLUS L’evasione fiscale in Italia 175
ECONOMIA E REALTÀ La diffusione dell’imposta 176
ECONOMIA E ORIENTAMENTO Avatar fiscali e IA: i nuovi strumenti contro l’evasione 177
SINTESI
Prerequisiti
Glossario inglese
Ascolta e ripassa Esercizi interattivi
Glossario inglese
No taxation without representation Deroghe al principio di generalità
La telematica al servizio del fisco
Ascolta e ripassa Esercizi interattivi
Glossario inglese
• Imposte: stimolo o freno?
• I primi studi sugli effetti microeconomici: gli equilibri parziali La pressione fiscale sulle imprese
La traslazione nei diversi regimi di mercato
Tax compliance
• Stop all’evasione fiscale
• Evasione e corruzione
Ascolta e ripassa Esercizi interattivi
CAPITOLO 1
La contabilità pubblica 186
Concetti generali sul bilancio dello Stato
188
1.1 Nozione di bilancio dello Stato 188
1.2 Le funzioni del bilancio 190
PLUS Il diritto al bilancio 191
1.3 I principi del bilancio 192
PLUS L’art. 81 della Costituzione 193
ECONOMIA E REALTÀ I tributi di scopo 195
1.4 Tipi di bilancio 196
PLUS Bilancio di competenza e bilancio di cassa 199
1.5 Le principali teorie sul pareggio di bilancio 200
PLUS La teoria keynesiana della domanda aggregata 201
1.6 La politica di bilancio 202
ECONOMIA E REALTÀ Il pareggio del bilancio nella Costituzione 203
1.7 La struttura del bilancio 204
PLUS Gli strumenti della politica economica 205
ECONOMIA E ORIENTAMENTO IA e bilancio pubblico: i vantaggi di una contabilità di precisione 210
SINTESI 212 MAPPA DA COMPLETARE 213 ESERCIZI 214
Prerequisiti
Glossario inglese
Il bilancio dello Stato: una storia millenaria La prima “Costituzione” del mondo La gestione dei residui passivi
Come si distribuisce la spesa pubblica
CAPITOLO 2
Il sistema di bilancio e la governance europe
216
2.1 Il ciclo del bilancio 216
2.2 La prima fase: la programmazione e il DFP 216
PLUS Il Semestre europeo 217
PLUS Dalle previsioni al consuntivo: le quattro fasi del bilancio in sintesi 219
2.3 La seconda fase: la manovra finanziaria 220
PLUS Con il DFP e i BES parte la procedura di bilancio, con il DPFP si corregge 221
ECONOMIA E REALTÀ Legge finanziaria e Legge di bilancio: ieri e oggi 223
EDUCAZIONE CIVICA Decreto-legge “PNRRter”: parità di genere e spese sostenibili 227
ECONOMIA E REALTÀ Un caso storico 227
2.4 La terza fase: la gestione del bilancio 228
2.5 La quarta fase: il controllo del bilancio 228
PLUS La Tesoreria dello Stato 229
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO La legge di bilancio e il ruolo delle istituzioni pubbliche: una “questione di fiducia” 233
SINTESI 234 MAPPA DA COMPLETARE 235 ESERCIZI 236
Ascolta e ripassa Esercizi interattivi
Glossario inglese
Il bilancio di genere
CAPITOLO 3
La finanza straordinaria e il debito pubblico 238
3.1 La finanza ordinaria e straordinaria 238
3.2 Gli strumenti della finanza straordinaria 240
ECONOMIA E REALTÀ Le dismissioni del patrimonio immobiliare pubblico 241
3.3 I prestiti pubblici 242
ECONOMIA E REALTÀ La notte del prelievo forzoso del 1992 243
3.4 Debito fluttuante e debito consolidato 244
ECONOMIA E REALTÀ Risparmio al servizio dello Stato 245
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi
Glossario inglese
I rischi di un alto debito pubblico
Allo Stato conviene vendere i beni patrimoniali
Scelta fra imposta straordinaria e debito pubblico
PLUS I principali titoli di Stato
ECONOMIA E REALTÀ Il ripudio del debito pubblico
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO
Indebitamento sostenibile: la “Grexit” e la crisi dei debiti sovrani
3.5 Controllo e riduzione del debito pubblico
PLUS Il rating internazionale
3.6 Disavanzo e vincoli europei
EDUCAZIONE CIVICA Next Generation EU: un progetto di solidarietà e cittadinanza europea
EDUCAZIONE CIVICA Il PNRR italiano
SINTESI
L’esplosione della spesa pubblica Le agenzie di rating
I parametri di convergenza
Le conseguenze di un ingente debito pubblico
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi CAPITOLO 4
La finanza europea e degli enti locali
4.1 Il bilancio dell’Unione europea
PLUS Struttura del bilancio dell’Unione europea
ECONOMIA E REALTÀ Le spese militari comuni: una questione di bilancio e di strategia economica
4.2 Le entrate dell’Unione europea
4.3 Le spese dell’Unione europea
La politica estera dell’Unione europea
4.4 L’armonizzazione fiscale e finanziaria
ECONOMIA E REALTÀ La spesa dell’UE negli aiuti internazionali
4.5 Le procedure di bilancio
4.6 Il controllo di bilancio
Il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP)
4.7 Finanza centrale e finanza locale
ECONOMIA E REALTÀ Gli aggregati della finanza pubblica
Glossario inglese
• I Paesi aderenti all’Unione europea
• Il Consiglio europeo
• L’euro, la moneta unica europea
• Le spese dell’Unione europea
• Principali programmi e fondi nel quadro finanziario pluriennale
Il contrasto all’evasione a livello comunitario
La procedura di codecisione
UNITÀ
CAPITOLO 1
4.8
4.9 Coordinamento finanziario e contabile
4.10 Il bilancio delle Regioni e dei Comuni
Le funzioni
L’ordinamento tributario italiano e le imposte dirette
I vincoli ai bilanci degli enti locali
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi
Prerequisiti
Glossario inglese
• Come dialogare con il fisco
• La compensazione
Il diritto di capire del contribuente
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi
CAPITOLO 3
L’imposta sul reddito
delle persone fisiche (IRPEF) 310
2.1 Caratteri generali 310
2.2 I soggetti passivi 312
2.3 Base imponibile e redditi esclusi 312
2.4 Il funzionamento dell’imposta 314
EDUCAZIONE CIVICA Tax compliance: che cos’è e perché conta 314
2.5 I redditi fondiari 316
2.6 I redditi di capitale 318
PLUS Il catasto: caratteristiche, organizzazione e rendita catastale 318
2.7 I redditi di lavoro dipendente 320
2.8 I redditi di lavoro autonomo 322
2.9 I redditi di impresa 324
ECONOMIA E REALTÀ I regimi fiscali in fase di accertamento 325
2.10 Redditi diversi 326
2.11 La determinazione del reddito imponibile 328
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO Redditi fiscali “in gioco” 329
2.12 Il calcolo dell’imposta 330
2.13 La tassazione delle rendite finanziarie 332
2.14 Dichiarazione dei redditi e versamento dell’imposta 334
ECONOMIA E REALTÀ Il CAF: un alleato per la dichiarazione dei redditi 335
PLUS Il Modello Redditi 337
ECONOMIA E REALTÀ Gli indicatori di affidabilità fiscale (ISA) 339
SINTESI
L’imposta sul reddito delle società (IRES) 344
3.1 Caratteri generali 344
3.2 I soggetti passivi 346
3.3 Il reddito imponibile 348
PLUS Perché l’aliquota IRES è proporzionale? 349
3.4 La tassazione dei gruppi societari: i regimi opzionali 350
PLUS Spese per ricerca e sviluppo 351
PLUS I redditi esenti da IRES 351
3.5 La dichiarazione e il versamento dell’imposta 354 PLUS L’IRES nel terzo settore 354
ECONOMIA E ORIENTAMENTO Intelligenza Artificiale e imposte dirette: verso un fisco più giusto e digitale 355
SINTESI
CAPITOLO 1
L’imposta sul valore aggiunto (IVA)
1.1 La classificazione delle imposte indirette
1.2 I caratteri dell’imposta sul valore aggiunto (IVA)
ECONOMIA E REALTÀ L’IVA nella vita quotidiana
1.3 I presupposti dell’IVA: le operazioni imponibili
1.4 Operazioni non imponibili, esenti ed escluse
Glossario inglese
• Critiche all’IRPEF
• Come si possono tassare le famiglie?
Previdenza e assistenza
• I beni strumentali
• Il regime di contabilità semplificata
• Imprese in regime forfettario
Gli oneri detraibili
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi
Glossario inglese
Le ragioni del consolidato fiscale
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi
Prerequisiti
Glossario inglese
Gli obiettivi del Trattato di Roma
• Un mix non facile da dosare
• Il concetto di “stabile organizzazione”
PLUS Volume d’affari: che cos’è e a cosa serve
1.5 La base imponibile e le aliquote dell’imposta 378
PLUS L’IVA e l’armonizzazione fiscale europea
1.6 Il funzionamento dell’imposta
1.7 Volume d’affari e classificazione dei contribuenti 380
PLUS Volume d’affari e regimi IVA: perché contano davvero 383
1.8 Obblighi dei contribuenti e adempimenti contabili 384
1.9 Controllo e rettifica delle dichiarazioni IVA 386
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO
Lo scontrino fiscale parlante
ECONOMIA E REALTÀ Split payment e reverse charge 388
EDUCAZIONE CIVICA Gli strumenti antievasione 389
EDUCAZIONE CIVICA Le sanzioni amministrative e penali per violazioni della disciplina fiscale 390
ECONOMIA E ORIENTAMENTO Intelligenza Artificiale e imposte indirette: la rivoluzione digitale dell’IVA
2
Le imposte sui consumi e sui trasferimenti 396
2.1 Le imposte sui consumi: caratteri generali 396
PLUS Brevi cenni storici sulle imposte sui consumi 397
2.2 I monopoli fiscali 398
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO
Sugar tax e plastic tax: esempi di imposte pigouviane 399
2.3 Le imposte di fabbricazione (o accise) e dazi
ECONOMIA E REALTÀ Il gioco del lotto in tempi di crisi
2.4 I tributi minori a riscossione immediata 402
PLUS Dalla dogana nazionale alla dogana UE 403
2.5 Le imposte sui trasferimenti a titolo gratuito 404
ECONOMIA E REALTÀ L’imposta di successione: che cosa si tassa e come si calcola 406
2.6 Le imposte sui trasferimenti a titolo oneroso 408
SINTESI
CAPITOLO 3
Le imposte locali
414
3.1 I diversi livelli di governo 414
PLUS La potestà legislativa ripartita tra Stato e Regioni 415
3.2 La finanza regionale 416
3.3 L’IRAP: caratteri generali 418
PLUS Le Regioni a statuto speciale 419
3.4 La determinazione dell’imponibile IRAP 422
ECONOMIA E REALTÀ L’IRAP delle banche, delle imprese di assicurazioni e per i professionisti 423
3.5 Aliquote, periodo di imposta e dichiarazione 424
3.6 L’imposta municipale propria (IMU) 424
3.7 Le altre entrate comunali 428
SINTESI 430 MAPPA DA COMPLETARE 431 ESERCIZI 432 VERIFICA DI FINE UNITÀ 434
I beni colpiti da IVA
La fatturazione elettronica
Obblighi del contribuente come strumenti antievasione
La dichiarazione tardiva
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi
Glossario inglese
La “tassa sulla fortuna” Le entrate statali derivanti dalle lotterie
Ascolta e ripassa Esercizi interattivi
Glossario inglese
L’autonomia finanziaria degli enti locali
Critiche all’IRAP
• Il principio di trasparenza amministrativa
• I moltiplicatori dell’IMU
Casi particolari relativi all’IMU
Ascolta e ripassa
Esercizi interattivi

APPENDICE Accertamento, riscossione e contenzioso 438
1
3
4
479 1 2 3
L’accertamento e la riscossione delle imposte 438
1.1 L’accertamento delle imposte 438
1.2 L’accertamento nel nostro sistema tributario 439
1.3 La riscossione delle imposte 441
1.4 La riscossione nel nostro sistema tributario 441
Il rapporto contribuente-fisco 442
2.1 Il diritto di interpello 442
2.2 L’acquiescenza 443
2.3 Il concordato e la conciliazione giudiziale 444
2.4 Il ravvedimento operoso 445
Il contenzioso tributario 446
3.1 Gli illeciti tributari e le relative sanzioni 446
3.2 La tutela del contribuente nello Stato di diritto 446
EDUCAZIONE CIVICA E ORIENTAMENTO
La tutela dei cittadini nel contenzioso tributario 447
3.3 Le Corti di Giustizia Tributaria 449
3.4 I mezzi di impugnazione 450
ECONOMIA E ORIENTAMENTO
Fisco 4.0: l’Intelligenza Artificiale cambia le regole del gioco 451
ESERCIZI 452
CLIL UNITS
The role of Public Finance 454
Esercizi interattivi
English listening
2 Digital text
Government Budget and National Debt 458
Taxation: Principles, Types, and Compliance 461
Taxation in Italy: Direct and Indirect Taxes 464
VERSO L’ESAME DI MATURITÀ
Il colloquio orale 468
1. Premessa 468
2. Le prove d’esame 468
3. L’Educazione civica 469
4. La Formazione Scuola-Lavoro 469
Scheda A La mia FSL per la Maturità: la relazione 470
Scheda B La mia FSL per la Maturità: la presentazione multimediale 472
5. L’orientamento e il Capolavoro 474
Scheda C Il mio Capolavoro 475
1 UNITÀ
Teoria generale della finanza pubblica

Che cosa studierai in questa Unità
Questa Unità è dedicata alla conoscenza della finanza pubblica, del ruolo ricoperto dallo Stato nel sistema economico, delle diverse teorie sulla finanza pubblica, dei beni pubblici e delle imprese pubbliche:
• le connessioni tra il settore privato e il settore pubblico nel sistema economico
• gli elementi costitutivi dell’economia pubblica
• il ruolo dello Stato nell’economia
• le principali teorie sulla finanza pubblica
• gli obiettivi dell’attività finanziaria pubblica
• i fallimenti del mercato e le esternalità
• i beni pubblici
• i caratteri distintivi dei beni demaniali e dei beni patrimoniali
• le imprese pubbliche e le privatizzazioni
• la classificazione delle imprese pubbliche
Prerequisiti
Quali abilità acquisirai
Saprai:
• definire gli elementi costitutivi dell’economia pubblica
• individuare gli obiettivi della finanza pubblica
• comprendere l’evoluzione storica dell’intervento dello Stato
• spiegare le cause del fallimento del mercato
• classificare i servizi pubblici secondo il criterio della divisibilità
• individuare le esternalità e i merit goods
• illustrare la differenza tra i beni demaniali e i beni patrimoniali dello Stato
• riconoscere il ruolo, le caratteristiche delle imprese pubbliche e la loro evoluzione nel tempo
Capitoli
1 La finanza pubblica
2 I beni pubblici e le imprese pubbliche

Per cominciare
Spiagge, Stato e concessioni: chi gestisce il nostro mare?
In Italia, quando parliamo di spiagge non ci riferiamo solo a un luogo di svago o vacanza, ma a una parte del patrimonio pubblico più prezioso: il demanio marittimo. È lo Stato, infatti, il proprietario delle coste, delle spiagge e dei litorali. E proprio perché si tratta di beni pubblici, cioè di tutti, la loro gestione dovrebbe rispondere a criteri di utilità collettiva e di sostenibilità. Ma come funziona, in concreto, l’uso delle spiagge?
Nella gran parte dei casi lo Stato affida a soggetti privati — i cosiddetti concessionari — il diritto di utilizzare un tratto di litorale per costruire stabilimenti balneari, offrire servizi e ricavarne un profitto. Questo sistema, noto come “concessione balneare”, è ormai al centro di un acceso dibattito, sia giuridico sia politico.
Negli ultimi anni l’attenzione pubblica si è concentrata su vari aspetti: il numero limitato di gare pubbliche, i canoni spesso molto bassi rispetto ai ricavi ottenuti e la difficoltà di garantire trasparenza e concorrenza nel rilascio delle concessioni. La normativa europea, in particolare la Direttiva Bolkestein, chiede agli Stati di favorire l’accesso al mercato, evitando rendite di posizione e privilegi consolidati.
In particolare, sotto osservazione sono i rischi legati alla gestione non trasparente delle concessioni. Il primo di questi è la mancanza di concorrenza, che favorisce solo alcuni soggetti a scapito di altri, anche più innovativi o qualificati. Il secondo rischio è dato dal consolidarsi di rendite di posizione, cioè situazioni in cui lo stesso concessionario mantiene per anni la gestione di un bene pubblico senza adeguati controlli o investimenti.
Questa situazione a volte ha generato inefficienze, sprechi di risorse pubbliche e una percezione di ingiustizia da parte dei cittadini, che vedono, tra l’altro, fortemente ridotte le opportunità per i nuovi imprenditori. Inoltre, in assenza di trasparenza, è più difficile garantire il rispetto di criteri ambientali e la tutela del paesaggio costiero.
Sono anche da considerare il rischio di instabilità per chi già lavora nel settore e la difficoltà per i piccoli imprenditori locali di competere con i grandi gruppi imprenditoriali.
Per questo, la sfida è costruire un sistema equo e un equilibrio tra uso economico, interesse pubblico e tutela del territorio.
RISPONDI
1. Che cos’è il demanio marittimo e perché rientra tra i beni pubblici?
2. In che cosa consiste una concessione balneare?
3. Quali sono le principali critiche al sistema italiano delle concessioni balneari?
4. Che cosa prevede la Direttiva Bolkestein in merito alla gestione dei beni pubblici?

RIFLETTI
1. Quali sono i rischi di una gestione non trasparente delle concessioni?
2. Quali vantaggi e svantaggi possono derivare da una maggiore concorrenza nel rilascio delle concessioni balneari?
3. Secondo te è giusto che i privati gestiscano tratti di spiaggia pubblica? Perché?
In questa Unità acquisirai gli strumenti per interpretare queste e altre situazioni.
Settore pubblico Public sector
La finanza pubblica
In questo primo capitolo viene descritto il campo di studio della finanza pubblica, ossia dell’attività realizzata dallo Stato per reperire le risorse necessarie a soddisfare i bisogni collettivi e i criteri con i quali esso fornisce beni e servizi pubblici per soddisfare quei bisogni che sono avvertiti dai singoli, ma in quanto membri di una collettività. Dopo un breve excursus storico sulle principali teorie, che nel corso del tempo hanno cercato di spiegare l’attività finanziaria pubblica, vengono illustrati obiettivi e finalità che definiscono il ruolo dello Stato nel sistema economico.
1 . 1 Premessa. Il ruolo degli operatori economici
Contenuti digitali del capitolo e glossario inglese.
I soggetti che agiscono in un sistema economico vengono raggruppati, per comodità di analisi, in categorie che sono definite operatori dell’economia
L’attività svolta dai singoli operatori si può così sintetizzare:
• le famiglie prestano lavoro alle imprese e allo Stato, ricevendo in cambio stipendi e salari, con i quali acquistano i beni e i servizi prodotti dalle imprese e pagano i tributi allo Stato. Se i loro consumi sono inferiori ai redditi percepiti, effettuano risparmi, che in genere depositano presso le banche;
• le imprese producono beni e servizi, che vendono sul mercato. Se sono efficienti, realizzano utili che in parte vengono reinvestiti nelle imprese, per aumentarne la capacità produttiva. Gli investimenti possono anche essere finanziati ricorrendo alle banche, che dispongono dei risparmi depositati dalle famiglie. Anche le imprese pagano i tributi allo Stato;
• lo Stato incassa i tributi dai due operatori precedenti e li utilizza per fornire servizi pubblici all’intera comunità, in cui operano le famiglie e le imprese;
• il resto del mondo comprende i flussi originati dai rapporti economici fra residenti in Italia e residenti nei Paesi stranieri, tendenti a intensificarsi in presenza della crescente integrazione economica e finanziaria a livello mondiale.
I rapporti fra i diversi operatori sono approfonditi dall’economia politica, scienza che studia la produzione e la distribuzione della ricchezza.
1 . 2 Settore privato e settore pubblico
Nel sistema economico, i rapporti di scambio tra i diversi operatori possono essere ricondotti a due diversi generi di attività economica:
• attività economica privata, se svolta dalle famiglie e dalle imprese per il soddisfacimento di bisogni sentiti dai singoli soggetti;
• attività economica pubblica, se svolta dallo Stato e dagli altri enti pubblici per il soddisfacimento di fini che riguardano l’intera società. MAPPA
Il settore privato (area di mercato) è caratterizzato da decisioni individuali o di gruppi ristretti di persone, effettuate per soddisfare obiettivi di singoli o di gruppi ristretti di persone. PER ESEMPIO 1
Il settore pubblico (area non di mercato) è invece caratterizzato, nelle democrazie parlamentari, da decisioni collettive, assunte dai rappresentanti del popolo, finalizzate al raggiungimento di obiettivi di interesse generale, cioè che tengono conto degli interessi dell’intera collettività. PER ESEMPIO 2

LESSICO
Sistema economico
Insieme di soggetti che, attraverso rapporti di collaborazione, svolgono l’attività economica in un certo territorio, nel quadro di comuni istituzioni giuridico-politiche, allo scopo di raggiungere obiettivi condivisi, quali lo sviluppo del reddito e la sua più equa distribuzione fra i soggetti che hanno concorso a produrlo.
Operatori dell’economia
legenda
rispettivamente flussi reali e monetari privati rispettivamente flussi reali e monetari pubblici
1 Settore privato
Un consumatore acquista un bene per soddisfare un bisogno, massimizzando il proprio benessere mediante il consumo del bene stesso; un soggetto effettua risparmi per garantire il futuro per sé e per la propria famiglia; un’impresa combina i fattori produttivi per produrre beni da offrire sul mercato in vista di un profitto, oppure effettua un investimento per aumentare le prospettive di profitto nel futuro.
2 Settore pubblico
Un Comune decide di istituire una linea di autobus per coprire meglio gli spostamenti tra un quartiere in espansione e il centro cittadino; una Regione istituisce una borsa di studio per incentivare le iscrizioni in una certa scuola; uno Stato realizza uno scalo marittimo per far fronte all’aumento dei commerci in quell’area geografica.
Gruppi di soggetti economici (famiglie, imprese, Stato, resto del mondo) di cui si studiano le reciproche interrelazioni per capire come funziona il sistema economico. Operano in stretta interdipendenza, nel quadro di comuni istituzioni giuridico-politiche.
Tributi
Insieme delle entrate dello Stato e degli altri enti territoriali. Comprendono tutti i prelievi riscossi in forma coattiva dall’Amministrazione finanziaria (tasse, imposte, canoni, contributi ecc.) nei confronti dei cittadini, in forza del potere sovrano dello Stato (potestà tributaria).
Economia pubblica
Public finance
Naturalmente, i due settori sono strettamente connessi, costituendo un tutto coerente in reciproci rapporti di scambio che generano una serie continua di flussi reali e monetari. PER ESEMPIO MAPPA 1
Il settore pubblico dell’economia è studiato dall’economia pubblica, che si occupa dell’intervento pubblico nell’economia, cioè dell’attività svolta dallo Stato e dagli altri enti pubblici per raggiungere i loro fini.
In tutti i Paesi il settore pubblico opera accanto a quello privato, pur variando in ciascuno la dimensione relativa del primo rispetto al secondo. In Italia l’intervento pubblico nell’economia è molto alto: la spesa effettuata dallo Stato è di poco inferiore al 50% dell’intera produzione nazionale. In tutti i sistemi economici moderni lo Stato è il principale datore di lavoro, e il tema del ruolo dello Stato è oggi uno dei più dibattuti.
Per finanza pubblica (o attività finanziaria pubblica) si intende un insieme coordinato di attività con le quali le pubbliche amministrazioni, in particolare Stato e Regioni, da un lato reperiscono e dall’altro ripartiscono risorse per soddisfare i bisogni della collettività, perseguendo obiettivi di interesse pubblico. MAPPA 2

PLUS Economia pubblica o scienza delle finanze?
La maggior parte delle risorse affluiscono allo Stato attraverso i tributi, cioè il pagamento di imposte, tasse e contributi che lo Stato impone ai cittadini in virtù del suo potere di imperio, e mediante l’indebitamento.
Le risorse raccolte vengono erogate per servizi di interesse pubblico come, ad esempio, sanità, scuola e pensioni.
1 . 3 Gli elementi costitutivi dell’economia pubblica
Per poter funzionare regolarmente, il settore pubblico deve disporre di una serie di elementi, organizzati in vista di determinati obiettivi.
Lo Stato moderno si regge sulla base di un patto fiscale, che consiste nell’impegno assunto dai cittadini di pagare i tributi a fronte dei servizi pubblici resi dallo Stato.
Il sistema finanziario pubblico
L’attività che lo Stato e gli altri enti pubblici svolgono per raggiungere i loro fini presuppone l’esistenza di un sistema finanziario pubblico, costituito dai seguenti elementi:
• soggetti attivi dell’attività finanziaria, che in forza delle norme del diritto positivo sono dotati del potere di imporre tributi. Nel nostro sistema tributario tale potere compete allo Stato e alle Regioni, titolari di una potestà finanziaria autonoma, alle Province e ai Comuni, cui tale potere è delegato dallo Stato;
• soggetti passivi dell’attività finanziaria, costituiti da coloro che sono sottoposti al potere finanziario dei soggetti attivi, e cioè i contribuenti. Il rapporto fra soggetti attivi e soggetti passivi ha natura obbligatoria, nel senso che i primi sono dotati di precisi poteri – una tipica manifestazione della sovranità dello Stato – a cui i secondi non possono sottrarsi, pena una sanzione;
• beni economici di proprietà pubblica, che comprendono:
– i fattori produttivi appartenenti a enti pubblici (terreni, fabbricati, fonti di energia, strade, porti, imprese ecc.);
– i beni economici di proprietà pubblica (arredamenti degli uffici pubblici, aeromobili, quadri delle pinacoteche e libri delle biblioteche statali ecc.);
– il denaro delle casse pubbliche (e cioè dello Stato e degli altri enti pubblici). MAPPA 3
Connessione tra settore pubblico e privato
Per assicurare i servizi pubblici, lo Stato ha bisogno del lavoro delle famiglie, costituito dalle prestazioni dei dipendenti pubblici (insegnanti, magistrati, forze dell’ordine, medici del Servizio sanitario nazionale, impiegati degli uffici pubblici ecc.) ai quali corrisponde stipendi e salari.
Inoltre, ha bisogno di beni e servizi (arredi per le scuole, attrezzature degli uffici pubblici, infrastrutture come strade e ponti ecc.), che acquista dalle imprese pagando il relativo prezzo. A loro volta le famiglie e le imprese versano allo Stato imposte e tasse (tributi).
LESSICO
Diritto positivo Insieme delle norme elaborate dagli organi legislativi dello Stato, che costituiscono il diritto effettivamente vigente in un dato momento storico. Si contrappone al diritto naturale, che riguarda l’insieme dei principi eticosociali alla base di una comunità.
SETTORE PRIVATO area di mercato
decisioni individuali
INTERESSI PRIVATI
SETTORE PUBBLICO area non di mercato
decisioni collettive
INTERESSI COLLETTIVI
Sovranità Potere supremo dello Stato, che non riconosce un potere superiore al suo, e perciò è titolare di una posizione di supremazia nell’ambito di un popolo stanziato su un dato territorio.
reperimento
ATTIVITÀ FINANZIARIA di risorse di risorse
ripartizione
ENTRATE PUBBLICHE SPESA PUBBLICA per realizzare
obiettivi di interesse pubblico
SISTEMA FINANZIARIO PUBBLICO
soggetti attivi
Stato, Regioni
• denaro comprende che sono che sono che sono
soggetti passivi contribuenti
beni di proprietà pubblica
• fattori produttivi
• beni
FACCIAMO IL PUNTO
Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. Che cosa si intende per attività finanziaria pubblica?
2. Quali sono i flussi monetari e quelli reali del settore pubblico?
3. Perché il settore pubblico si definisce anche “area non di mercato”?
4. Quali sono i soggetti dell’attività finanziaria?
5. Che cosa si intende per patto fiscale?
Grande depressione
Great depression
Ciclo economico
Economic cycle
. 4 Storia della finanza pubblica
Nel corso del tempo, il ruolo dello Stato all’interno del sistema economico è stato profondamente influenzato dalle teorie sociali ed economiche di volta in volta dominanti, che gli hanno attribuito funzioni di diversa ampiezza e importanza.
Nel XIX secolo si affermò la finanza neutrale, teorizzata precedentemente da Adam Smith e poi ripresa da Jean-Baptiste Say. Questo modello postulava il non intervento statale nell’economia, limitando il ruolo del soggetto pubblico ai soli servizi essenziali, come difesa e ordine pubblico. L’idea centrale era che lo Stato dovesse astenersi dall’ostacolare l’iniziativa economica privata, confidando nei meccanismi automatici del mercato per raggiungere l’equilibrio.
In netto contrasto, già nella seconda metà del XIX secolo, si diffuse la finanza sociale promossa dalla dottrina socialista e sostenuta dalla Chiesa cattolica, che invocava un ruolo attivo dello Stato nella tutela dei soggetti più vulnerabili. Questo approccio propugnava l’introduzione di imposte progressive sul reddito e di successione come strumenti per una più equa redistribuzione della ricchezza.
Successivamente, nella prima parte del XX secolo e in risposta alla Grande depressione originatasi negli Stati Uniti, si affermò la finanza congiunturale. Questa teoria sosteneva la necessità di interventi statali, ammettendo anche deficit di bilancio temporanei, per contrastare le fasi negative del ciclo economico , con l’obiettivo di raggiungere il pareggio nel lungo periodo.
Nella seconda metà del XX secolo, a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale e della Grande depressione, si affermarono le idee di John M. Keynes sulla finanza funzionale. Essa rappresentò una rottura radicale con il principio del pareggio di bilancio in quanto teorizzava la necessità dell’indebitamento pubblico (deficit spending ) come strumento chiave per stabilizzare l’economia, sostenere l’occupazione e promuovere una distribuzione più equa della ricchezza.
Tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo millennio, di fronte all’espansione statale, percepita come eccessiva, e all’aumento incontrollato del debito pubblico, economisti di spicco come i premi Nobel Samuelson e Modigliani presero posizione rivalutando il ruolo della politica monetaria; essi proposero una rivisitazione delle teorie keynesiane, suggerendo un policy mix flessibile che impiegasse sia strumenti monetari sia fiscali per perseguire obiettivi economici ritenuti di volta in volta preminenti. MAPPA Questo argomento è trattato più diffusamente nel PLUS delle pagine seguenti.
periodo
lo Stato
prima metà del XX secolo XX secolo XIX secolo
non interviene e garantisce solo i servizi essenziali
seconda metà del XIX secolo
interviene per garantire le fasce più deboli
interviene per correggere squilibri temporanei
fine XX secolo inizio XXI
interviene in deficit per stabilizzare il sistema economico
interviene in modo flessibile per obiettivi ritenuti preminenti con politiche monetarie e fiscali
Le riforme di Nitti: dalla finanza neutrale alla finanza
sociale
Francesco Saverio Nitti, economista e uomo politico meridionale, fu tra i protagonisti delle riforme dell’Italia giolittiana. Da ministro delle Finanze e, poi, da presidente del Consiglio cercò di trasformare uno Stato liberale “minimo” in uno Stato più attivo e moderno. Le sue riforme puntavano a realizzare una finanza pubblica ispirata a criteri di equità: introdusse e rafforzò imposte progressive sui redditi più alti e sulle successioni, con l’obiettivo di colpire le grandi ricchezze e alleggerire il carico fiscale sui ceti popolari. Inoltre, sostenne la nazionalizzazione delle assicurazioni sulla vita
VERSO LE COMPETENZE
(creazione dell’INA, 1912) per convogliare il risparmio privato verso investimenti produttivi. Nitti riservò particolare attenzione alla “questione meridionale”: promosse interventi per infrastrutture, bonifiche, opere idrauliche e incentivi industriali nel Mezzogiorno, cercando di ridurre il divario tra Nord e Sud. Nel complesso, le riforme nittiane segnarono il passaggio da una semplice finanza di Stato a una finanza sociale, orientata non solo a coprire le spese pubbliche, ma anche a sostenere lo sviluppo economico e una più equa distribuzione della ricchezza.
1. Quali erano i principali obiettivi delle riforme fiscali promosse da Francesco Saverio Nitti?
2. In che modo la creazione dell’INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni) contribuiva a rafforzare il ruolo economico dello Stato?
3. Spiega che cosa si intende per “questione meridionale” e come Nitti cercò di affrontarla attraverso le politiche di finanza pubblica.
Il piano Obama del 2009: un esempio di deficit spending
Nel 2009, durante la Grande recessione, gli Stati Uniti applicarono una tipica politica di finanza congiunturale in deficit spending. Dopo il crollo dei mutui subprime e il fallimento di grandi banche, l’economia americana era in profonda crisi: PIL in calo, imprese in difficoltà, disoccupazione in forte aumento.
Il presidente Barack Obama approvò l’American Recovery and Reinvestment Act (ARRA): un enorme pacchetto di stimolo da centinaia di miliardi di dollari, finanziato in larga parte in disavanzo. Il piano prevedeva grandi spese per infrastrutture (strade, ponti, ferrovie), investimenti in energia rinnovabile, aiuti ai bilanci degli Stati federati, estensione dei sussidi di disoccupazione e una serie di riduzioni fiscali per fami-
VERSO LE COMPETENZE
glie e imprese a basso e medio reddito. L’idea, chiaramente ispirata al pensiero keynesiano, era che in fase di recessione lo Stato dovesse “prendere il posto” della domanda privata mancante, accettando un aumento del debito pubblico pur di sostenere occupazione e redditi. Negli anni successivi, con il ritorno alla crescita, l’obiettivo sarebbe stato quello di ridurre gradualmente deficit e debito. Secondo le stime di istituzioni indipendenti, il piano contribuì effettivamente a frenare la recessione e a salvare milioni di posti di lavoro, pur lasciando in eredità un debito pubblico più elevato. Questo esempio mostra bene come la finanza congiunturale utilizzi il bilancio pubblico in modo flessibile, adattandolo alle diverse fasi del ciclo economico.
1. In quale contesto di crisi economica nasce l’American Recovery and Reinvestment Act (ARRA) firmato dal presidente Obama nel 2009?
2. Quali tipi di interventi pubblici furono finanziati attraverso il deficit spending previsto dall’ARRA? Indica almeno due esempi.
3. Qual era l’obiettivo principale della politica di finanza congiunturale adottata dagli Stati Uniti con l’ARRA durante la Grande recessione?
LESSICO
Ciclo economico
Alternarsi delle fasi di espansione e di depressione nell’attività economica di un Paese.
Ha in genere durata variabile da 4 a 10 anni, e i suoi caratteri cambiano in funzione di numerosi fattori.
Deficit spending
Eccedenza della spesa sulle entrate pubbliche, finanziata attraverso il ricorso al debito pubblico.
Policy mix
Politica economica che si riferisce alla combinazione di politiche fiscali e monetarie che un governo utilizza per gestire e influenzare l’andamento dell’economia di un Paese.

FACCIAMO IL PUNTO Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. Che cosa sosteneva la teoria della finanza neutrale?
2. Qual è la principale innovazione introdotta dalla finanza funzionale?
3. In che cosa consiste il policy mix?
L’evoluzione storica della finanza pubblica
La concezione liberista: la finanza neutrale Sino alla grande crisi economica del 1929 lo Stato generalmente non interveniva come soggetto regolatore del sistema economico. Ciò perché era condivisa l’opinione secondo cui il mercato assicurava spontaneamente il massimo vantaggio alla collettività, risultando quindi dannoso ogni intervento pubblico nell’economia. Questa convinzione era stata così espressa da Adam Smith, fondatore della Scuola classica inglese: «Ogni individuo cerca di impiegare il suo capitale in modo che il prodotto aumenti di valore il più possibile. Generalmente non intende favorire l’interesse pubblico, ma pensa solo alla sua sicurezza, al suo guadagno. In questo è guidato da una mano invisibile , che tende a un fine che non fa parte delle sue intenzioni».
L’affermazione è illuminante per capire il ruolo dello Stato nella concezione liberista dell’economia: l’intervento pubblico non deve ostacolare l’iniziativa privata, ma occuparsi esclusivamente del mantenimento dell’ordine pubblico, della difesa nazionale e dell’amministrazione della giustizia, settori nei quali i privati non hanno possibilità o convenienza a intervenire. Solo per finanziare tali spese, pertanto, i cittadini erano tenuti al pagamento dei tributi.
Questa concezione, ripresa da Jean Baptiste Say, concepiva l’intervento dello Stato solo e unicamente per garantire il rispetto delle regole del mercato e per punire con sanzioni i trasgressori.
Gli ideali finanziari degli esponenti della Scuola classica si possono riassumere nell’aspirazione a una finanza neutrale, intendendo come tale una finanza che limita al massimo l’attività dello Stato e che non turba l’equilibrio economico globale attraverso una inopportuna attività di prelievo tributario e di spesa pubblica.
La concezione socialista: la finanza sociale
La finanza neutrale entra in crisi dopo la metà dell’Ottocento, a seguito degli attacchi sferrati dai pensatori della Scuola socialista: questi osservano che l’astensione dello Stato dall’economia favorisce le classi sociali più forti, a danno dei lavoratori e del proletariato in genere, indifesi di fronte allo strapotere dei capitalisti.
Lo Stato deve invece intervenire attivamente nell’economia, e perseguire, con interventi strutturali, obiettivi di redistribuzione della ricchezza fra le classi sociali.
Tra le riforme suggerite, la principale è certamente costituita dal passaggio dall’imposizione proporzionale a quella progressiva.
Come vedremo più avanti, l’imposta può essere applicata con aliquota (percentuale):
• proporzionale se l’aliquota rimane la stessa per tutti i livelli di reddito o patrimonio, cioè
qualunque sia l’imponibile (ad esempio il 10% per tutti);
• progressiva se aumenta in misura più che proporzionale rispetto all’imponibile (ad esempio 10% per redditi fino a 10.000; 15% per redditi fino a 15.000; 22% per redditi fino a 30.000 e così via).
PER ESEMPIO
Redistribuzione del reddito mediante il sistema impositivo
Con il vecchio sistema impositivo a base proporzionale, un contribuente con un reddito di 20mila euro paga 3mila euro di tasse, e un contribuente con un reddito di 100mila euro ne paga 15mila: entrambi sono soggetti, infatti, alla stessa imposta del 15%. Introducendo, invece, un sistema impositivo a base progressiva, il contribuente con un reddito di 20mila euro pagherà ancora 3mila euro di tasse, ma quello con un reddito di 100mila euro (che è molto più benestante), attraverso particolari meccanismi ne pagherà poniamo 30mila: in questo caso l'imposta graverà per il 15% sul primo soggetto, mentre sul secondo graverà per il 30%.

Con l’imposta progressiva, lo Stato può attuare una politica redistributiva, perché preleva una proporzione di ricchezza maggiore dal contribuente più abbiente e, verosimilmente, attraverso sussidi e servizi aiuterà il contribuente meno ricco. Ciò ha la conseguenza di ridurre i divari nella distribuzione del reddito e procurare allo Stato maggiori entrate da utilizzare per interventi in campo sociale a vantaggio dei ceti meno abbienti.
In Italia gli interventi pubblici in campo sociale sono stati all’inizio timidi e contenuti, dato che le resistenze da superare erano notevoli, ma con il progressivo modificarsi della realtà, e le pressioni della Chiesa cattolica, è mutato l’atteggiamento dell’opinione pubblica per quanto attiene all’intervento dello Stato. Da molte parti si richiedeva un ruolo attivo dello Stato nella difesa dei soggetti più deboli, soprattutto i lavoratori, sia durante il rapporto di lavoro, sia successivamente quando la loro capacità lavorativa viene meno.
PER ESEMPIO
Redistribuzione del reddito mediante sussidi e servizi
Attraverso la spesa pubblica, lo Stato può promuovere la pubblica istruzione (come fatto in particolare in Italia subito dopo il raggiungimento dell’Unità, rendendola gratuita e obbligatoria) oppure effettuare investimenti in campo sanitario, introducendo l’assistenza sanitaria gratuita, così come interventi finalizzati ad assicurare condizioni idonee a prevenire la diffusione di epidemie o gravi malattie.
Accogliendo le tesi socialiste, la Germania è stata la prima a introdurre le assicurazioni sociali contro le malattie (1883), gli infortuni (1884), l’invalidità e la vecchiaia (1889). Il suo esempio è stato poi imitato dagli altri Paesi europei e dagli Stati Uniti, tanto che nei primi decenni del Novecento queste garanzie sono state estese a tutti i lavoratori.
Gli ideali finanziari degli esponenti della finanza sociale si possono riassumere nell’aspirazione a una più equa distribuzione della ricchezza attraverso l’imposizione progressiva e una protezione delle classi sociali più deboli, per mezzo di sussidi, servizi e assicurazioni sociali.
La finanza congiunturale
La Grande depressione del 1929-32, originatasi negli Stati Uniti e poi propagatasi rapidamente nei Paesi europei, scosse dalle fondamenta la convinzione dell’esistenza di meccanismi automatici tesi ad assicurare il pieno impiego dei fattori produttivi, come affermavano i sostenitori della finanza neutrale. Le grandi masse di lavoratori disoccupati costituivano la dimostrazione che il sistema economico era periodicamente turbato da gravi crisi, che potevano avere incalcolabili conseguenze sul piano economico e su quello politico, senza trovare al suo interno meccanismi per superarle autonomamente. Lo Stato – secondo i sostenitori della teoria della finanza congiunturale – non può assistere inerte all’alternarsi delle fasi del ciclo economico: al contrario, esso deve invece intervenire per attenuare l’ampiezza del ciclo, combattendo in

LESSICO
Mano invisibile
Metafora impiegata da Adam Smith per indicare che la ricerca egoistica dell’interesse individuale giova a quello dell’intera società; rimanda al meccanismo per cui nel mercato di libera concorrenza il comportamento dei singoli operatori, teso al massimo guadagno, porta al benessere della collettività.
Regole del mercato
Norme che garantiscono la libera concorrenza, combattendo i monopoli e le barriere all’entrata.
Imponibile
Quota di reddito o di patrimonio su cui si calcola l’imposta.
Assicurazioni sociali
Insieme di norme a tutela dei lavoratori per proteggerli da eventi e situazioni previsti dall’art.
38 Cost. quali: « infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria».
particolare la disoccupazione congiunturale , che fa diminuire il prodotto nazionale e colpisce in vario modo la società nel suo insieme, provocando gravi perdite che potranno poi essere recuperate solo molto lentamente.
I danni provocati dalla depressione economica hanno spinto i governi ad abbracciare la dottrina keynesiana e a adottare una politica anticiclica, consistente in un insieme di strumenti idonei ad attenuare le onde del ciclo economico. I criteri finanziari suggeriti dalla finanza neutrale erano tali da aggravare le fluttuazioni: infatti, nella fase di espansione, essa faceva affluire alle casse dello Stato un maggior gettito tributario (in quanto nella congiuntura favorevole il reddito nazionale aumentava), determinando un eccesso di domanda rispetto all’offerta; al contrario, nella fase di depressione il minore reddito dei privati faceva diminuire il gettito tributario, contraendo la domanda pubblica e facendo scendere la domanda globale al di sotto del livello necessario ad assicurare la piena occupazione.
Secondo le prescrizioni della finanza congiunturale, lo Stato deve svolgere un’azione anticiclica: nella fase espansiva è necessario che lo Stato realizzi entrate superiori alle spese, accumulando con ciò avanzi che hanno lo scopo di raffreddare l’eccesso di domanda; mentre nelle fasi di depressione lo Stato deve sopportare anche ingenti disavanzi per finanziare la spesa pubblica, in modo da compensare la spesa privata insufficiente.
PER ESEMPIO
La finanza congiunturale
La finanza congiunturale ha trovato attuazione soprattutto nei Paesi scandinavi negli anni ’30 del secolo scorso (cioè dopo la Grande crisi del 1929-32), in cui la teoria tradizionale (che tendeva all’equilibrio annuale di bilancio, e cioè entrate = spese) era stata abbandonata per dare luogo a quella che aveva come scopo la realizzazione dell’equilibrio di bilancio pluriennale, esteso cioè alla durata del ciclo economico. In sostanza, i disavanzi che si accumulavano negli anni di depressione dovevano essere compensati dagli avanzi realizzati negli anni di espansione.


La finanza funzionale
La finanza congiunturale, appena esaminata, presuppone il pareggio del bilancio durante l’intero ciclo economico. Infatti, i disavanzi che si accumulano negli anni di depressione sono compensati dagli avanzi realizzati negli anni di espansione. Costituisce pertanto una deviazione solo apparente dal principio fondamentale degli economisti classici, secondo cui il bilancio dello Stato doveva essere ogni anno in pareggio: per la finanza congiunturale, infatti, il pareggio doveva essere comunque conseguito, ma durante l’arco di un ciclo economico.
La politica fiscale suggerita da John Maynard Keynes, e largamente adottata da tutti i Paesi industrializzati a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, contrasta nettamente con le prescrizioni della teoria tradizionale che sosteneva la necessità del pareggio annuale del bilancio.
Per combattere la sottoccupazione, Keynes sostiene la necessità di un intervento attivo dello Stato, anche se ciò comporta un deficit di bilancio che può durare nel tempo anche oltre i limiti del ciclo, fino a quando il sistema non raggiunge la piena occupazione dei fattori produttivi. La spesa pubblica va fatta in deficit, perché deve “aggiungersi” a quella dei privati (se fosse finanziata da imposte sarebbe soltanto “sostitutiva” e non vi sarebbe aumento della domanda globale).
PER ESEMPIO
La finanza funzionale supera la congiunturale
La finanza congiunturale prevede una situazione temporanea di deficit: infatti il deficit di bilancio che si realizza nei periodi di crisi, in cui lo Stato interviene con investimenti in opere pubbliche, viene poi recuperato nelle congiunture favorevoli, quando lo Stato accumula risorse.
Nella finanza funzionale, invece, l’intervento dello Stato è finalizzato a perseguire obiettivi di politica economica e sociale anche in situazione di deficit persistente
La spesa pubblica deve essere finalizzata alla costruzione di infrastrutture, ovvero opere che favoriscano le attività produttive dei privati, come strade, porti, elettrodotti, case, scuole e opere pubbliche in genere, e che migliorano la produttività globale del sistema. Per l’azione dei meccanismi cumulativi di espansione, e in particolare del moltiplicatore , la spesa pubblica iniziale produce un aumento della spesa privata, per cui la domanda globale, e quindi il reddito nazionale, aumentano di un multiplo della spesa finanziata dallo Stato.
Secondo le prescrizioni della finanza funzionale, lo Stato deve combattere l’equilibrio di sottoccupazione attraverso il sostegno della domanda globale, anche se ciò comporta un persistente deficit di bilancio (deficit spending).
I nuovi obiettivi della finanza pubblica Gli anni del secondo dopoguerra hanno assistito al passaggio da una finanza neutrale, intesa a distribuire un reddito nazionale fisso fra impieghi pubblici e impieghi privati, a una finanza funzionale, che ricorre alle manovre di bilancio per conseguire gli obiettivi dello sviluppo del reddito nazionale e della sua più equa ripartizione fra le classi sociali. Naturalmente, il cambiamento degli obiettivi ha determinato l’introduzione di nuovi strumenti finanziari accanto a quelli tradizionali, che in passato riguardavano unicamente l’attività di prelievo dei tributi e di erogazione delle somme prelevate per soddisfare i bisogni pubblici.
Si sono impiegati, in larga misura, nuovi strumenti di intervento: gli investimenti produttivi, la spesa pubblica a sostegno dei consumi, gli interventi a favore delle
esportazioni, l’impresa pubblica ecc., implementandoli insieme agli strumenti finanziari tradizionali.
L’ampio ricorso al deficit di bilancio ha avuto però conseguenze molto negative, per l’enorme accumulo del debito pubblico che in alcuni Paesi ha raggiunto livelli insostenibili (in Italia, come è noto, il debito pubblico ha superato ampiamente il livello del PIL). Contro l’eccessiva espansione dell’azione dello Stato nell’economia, che ha provocato una crescita incontrollata del debito pubblico, ha preso una decisa posizione, tra molte altre, la Scuola monetarista, il cui principale esponente è stato Milton Friedman (premio Nobel per l’economia nel 1976). Secondo questa scuola, nota anche come Scuola di Chicago, l’instabilità del sistema è dovuta essenzialmente a cause monetarie, per cui uno sviluppo stabile può essere garantito solo da manovre monetarie poste in essere dalla Banca centrale, intese a regolare la quantità di moneta in circolazione. Per questi economisti la manovra della spesa pubblica – essenziale per i seguaci della finanza funzionale sostenuta dai keynesiani – è invece inutile e dannosa.
Le serrate critiche alle teorie keynesiane hanno spinto diversi economisti, come Paul Samuelson, Franco Modigliani, Joseph Stiglitz (rispettivamente premi Nobel nel 1970, 1985 e 2001) a una riproposizione delle teorie keynesiane, rivalutando la funzione della politica monetaria. In particolare, questi economisti suggeriscono di usare, a seconda delle circostanze, sia la politica monetaria sia quella fiscale, in un policy mix capace di perseguire di volta in volta gli obiettivi considerati prioritari.

LESSICO
Disoccupazione congiunturale
Disoccupazione dovuta alla diminuzione della domanda tipica della fase depressiva del ciclo.
Moltiplicatore
In economia è il rapporto tra la variazione del reddito nazionale e la variazione della spesa autonoma che l’ha determinata.
Impresa pubblica
Impresa gestita dallo
Stato o da un altro ente pubblico. Può operare con finalità privatistiche, cioè per conseguire un profitto, o sociali.
Manovra monetaria
Serve a regolare l’attività economica attraverso la liquidità del sistema. Ha un’influenza indiretta sul livello del reddito nazionale, in quanto agisce sulla domanda di investimenti che a sua volta determina il livello del reddito.
Manovra della spesa pubblica
Detta anche politica fiscale o di bilancio, consiste nella manovra del bilancio pubblico, attraverso le sue componenti (entrate e spese pubbliche), per raggiungere fini di politica economica.
Fallimento del mercato Market failure
1 . 5 Il ruolo dello Stato nell’economia
Oggi esiste un ampio consenso sull’importanza di un adeguato intervento pubblico per garantire il corretto funzionamento dell’economia. In tutti i sistemi economici moderni, infatti, Stato e mercato convivono e si integrano. Uno Stato efficiente influenza positivamente la vita economica: promuove un ambiente favorevole alle attività produttive, valorizza il capitale umano tramite l’istruzione e la diffusione della cultura, realizza infrastrutture (strade, aeroporti, reti digitali ecc.), emette e controlla la moneta, contrasta le posizioni di monopolio, persegue politiche per la piena occupazione, favorisce una più equa distribuzione del reddito e regolamenta l’attività economica dei soggetti privati.
La finanza pubblica – o attività finanziaria pubblica – è il principale strumento attraverso cui lo Stato reperisce e impiega le risorse necessarie al raggiungimento dei propri obiettivi.
Questa attività si fonda su scelte di politica economica che, a partire dall’analisi dello Stato del sistema economico, definiscono finalità e strumenti per realizzarle. PER ESEMPIO 1 In uno Stato democratico, tali decisioni sono affidate a organi rappresentativi eletti dai cittadini e sono sottoposte sia a una valutazione tecnica sia a una valutazione politica da parte dell’elettorato. MAPPA
Le funzioni attribuite alla finanza pubblica vengono classificate in base alle finalità e agli obiettivi che si intende perseguire:
1. funzione allocativa: mira all’efficienza economica fornendo beni e servizi che il mercato non riesce a produrre in modo ottimale, come vedremo più avanti;
2. funzione di stabilizzazione: persegue stabilità e sviluppo, con interventi mirati ad attenuare gli effetti delle fluttuazioni cicliche dell’economia, promuovendo la crescita e contrastando disoccupazione e inflazione;
3. funzione redistributiva: persegue l’equità nella distribuzione della ricchezza, prelevando maggiori risorse dai redditi più elevati per finanziare servizi pubblici destinati alle fasce più deboli della popolazione e investimenti nelle aree depresse del Paese.
1 . 6 Funzione allocativa: il fallimento del mercato
Il mercato non sempre è in grado di garantire da solo risultati efficienti ed equi. In presenza di alcune distorsioni strutturali, il suo funzionamento spontaneo può portare a esiti insoddisfacenti per l’interesse collettivo.
In questi casi si parla di fallimento del mercato, ovvero dell’incapacità del sistema economico privato di raggiungere una allocazione ottimale delle risorse e una distribuzione equa del reddito.
Questo concetto giustifica e rende necessario l’intervento pubblico, volto a correggere le inefficienze e le disuguaglianze generate da un mercato imperfetto. Tra le principali cause di fallimento del mercato rientrano le esternalità positive e negative, i beni pubblici puri, monopoli e potere di mercato, le asimmetrie informative.
Esternalità positive e negative
Esternalità Externality
In molti casi, l’attività economica di un soggetto produce effetti indiretti su altri soggetti, senza che questi siano coinvolti nella transazione, né sia possibile quantificare o far pagare loro tali effetti. Questi effetti si chiamano esternalità.
Le esternalità positive (o economie esterne ) si verificano quando un comportamento individuale genera vantaggi per l’intera collettività. PER ESEMPIO 2
comprendere la situazione
economica attuale attraverso la raccolta e l’interpretazione di dati
FASI DELLA POLITICA ECONOMICA
scelta degli OBIETTIVI VALUTAZIONE
• allocazione
• sviluppo e stabilizzazione
• redistribuzione
1 Il finanziamento della sanità pubblica
Lo Stato, attraverso il bilancio, può decidere di destinare parte delle risorse raccolte tramite le imposte al potenziamento degli ospedali e dei servizi sanitari. Tale scelta risponde a una finalità pubblica – la tutela della salute – ed è frutto di un indirizzo politico-economico definito dal Parlamento, espressione della volontà popolare, al quale il Governo dà attuazione.
scelta degli STRUMENTI
• politica monetaria
• politica fiscale
• indebitamento
• spesa pubblica
2 Esternalità positive
applicazione concreta degli strumenti decisi
In una città un’archistar internazionale ha progettato un edificio di grande valore architettonico; la sua realizzazione aumenta naturalmente quello delle case circostanti, ma il beneficio non è pagato dai proprietari delle case, che si avvantaggiano dell’iniziativa del costruttore dell’edificio. Un apicoltore ottiene un’abbondante produzione di miele di buona qualità anche perché i suoi alveari sono circondati da boschi e frutteti; per questo vantaggio l’apicoltore non paga alcun corrispettivo. La costruzione di una scuola o di un ospedale produce benefici non solo per gli utenti diretti, ma per tutta la comunità.
Inquinamento urbano: un esempio di esternalità negativa
Nelle grandi città italiane le esternalità sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto quando si parla di inquinamento atmosferico. A causa del traffico intenso, del riscaldamento domestico e delle attività industriali, la Pianura Padana registra spesso livelli di polveri sottili (PM10 e PM2,5) superiori ai limiti consigliati: chi usa l’auto privata paga solo per il carburante, il bollo e l’assicurazione, ma non sostiene direttamente i costi sanitari dei danni che i gas di scarico provocano alla collettività. L’alta incidenza di asma, malattie cardio-
VERSO LE COMPETENZE
vascolari, giornate di lavoro perse e delle relative spese per il sistema sanitario: sono tutti costi esterni di cui il prezzo del viaggio in auto non tiene conto. Per questo molti Comuni scelgono di introdurre zone a traffico limitato, incentivi per il trasporto pubblico, bonus per veicoli meno inquinanti o per la mobilità ciclabile. Questi interventi servono a “far pagare” almeno in parte le esternalità negative a chi le genera e a indirizzare i cittadini verso comportamenti più sostenibili, avvicinando così l’interesse individuale al benessere collettivo.
1. In che senso l’uso dell’auto privata genera un’esternalità negativa nelle grandi città italiane?
2. Quali costi, legati all’inquinamento atmosferico, non vengono sostenuti direttamente da chi utilizza l’auto? Indicane almeno due.
3. In che modo misure come ZTL, incentivi al trasporto pubblico e mobilità ciclabile possono contribuire a ridurre le esternalità negative?
misura dell’efficacia degli interventi e delle politiche
LESSICO
LESSICO
Valutazione tecnica Analisi oggettiva e misurabile degli effetti di un intervento sul sistema economico.
Valutazione politica Analisi di aspetti più ampi e soggettivi legati ai risultati dell’intervento alla luce degli obiettivi politici, dei valori, delle priorità e del consenso sociale.
Politica economica Insieme delle scelte e degli interventi attuati dallo Stato o da altri enti pubblici per indirizzare l’andamento dell’economia verso obiettivi di interesse pubblico, quali la crescita, la piena occupazione, la stabilità dei prezzi e l’equità nella distribuzione del reddito.
Valutazione tecnica Analisi oggettiva e misurabile degli effetti di un intervento sul sistema economico. Essa mira a determinare se l’intervento ha raggiunto gli obiettivi prefissati in termini di efficacia (capacità di produrre gli effetti desiderati) ed efficienza (rapporto tra risorse impiegate e risultati ottenuti).
Valutazione politica Analisi di aspetti più ampi e soggettivi legati ai risultati dell’intervento alla luce degli obiettivi politici, dei valori, delle priorità e del consenso sociale.
FACCIAMO IL PUNTO Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. Qual è la principale innovazione introdotta dalla finanza funzionale?
2. In che cosa consiste il policy mix?
Fallimento del mercato
3. Quali sono le funzioni attribuite alla finanza pubblica?
Situazione in cui il mercato – inteso come sistema di spontanea iniziativa individuale, senza intervento dello
4. Quali sono i rapporti tra Stato e mercato?
Stato – è incapace di utilizzare in modo ottimale le risorse, così come teorizzato dalla teoria liberista della “mano invisibile”.
5. Quali sono le fasi della politica economica?
Tuttavia, per i privati, il costo di generare esternalità positive è quasi sempre superiore al beneficio individuale che ne deriva. Questa disparità fa sì che tali attività non vengano spontaneamente offerte dal mercato. PER ESEMPIO 1 È proprio per questo che lo Stato deve intervenire, promuovendole attraverso sussidi o incentivi.
Le esternalità negative (o diseconomie esterne ) si verificano quando l’attività di un soggetto impone costi alla collettività, senza che siano previste compensazioni per coloro che li subiscono.
In questi casi, lo Stato può ovviare agli effetti negativi imponendo imposte correttive (come la carbon tax), oppure obbligando le imprese a compiere “azioni positive” come dotarsi di sistemi di abbattimento delle emissioni inquinanti in atmosfera. PER ESEMPIO 2
In generale, senza un intervento pubblico, le esternalità generano distorsioni nell’allocazione delle risorse, e il mercato produce troppo poco (sottoproduzione) di ciò che è utile per tutti o troppo (sovraproduzione) di ciò che danneggia.
ESTERNALITÀ POSITIVE ESTERNALITÀ NEGATIVE
Comportamenti di un soggetto che procura un vantaggio all’intera collettività, senza esserne ricompensato in modo specifico.
ESEMPI
Il restauro di edifici che riqualifica un’area urbana procurando un incremento del valore degli immobili circostanti.
La vaccinazione che permette a un soggetto di non contrarre una malattia (o ne riduce sensibilmente le probabilità) riducendo il rischio di contagio.
L’istruzione superiore che permette a uno studente di diventare medico, ricoprendo un ruolo utile a tutti.
Beni pubblici puri
Comportamenti di un soggetto che procura un danno all’intera collettività, senza essere direttamente tenuto a risarcirlo.
ESEMPI
Il fumo di sigarette che procura gravi danni all’organismo di chi ne ha l’abitudine, contaminando l’aria respirata anche da chi non fuma.
L’alcol che altera le percezioni di chi ne abusa e lo mette in pericolo qualora ad esempio si mettesse al volante, attentando anche alla sicurezza altrui.
L’inquinamento acustico che causa danni a chi lo provoca, disturbando la quiete e impedendo la concentrazione a chi si trova nelle vicinanze.
L’intervento pubblico, attraverso autorità di regolazione, leggi antitrust o l’introduzione della concorrenza, serve a ristabilire l’equilibrio e tutelare il funzionamento efficiente del mercato. → par. 1.5
Si tratta di beni la cui peculiare natura di non escludibilità e non rivalità ne rende problematica la fornitura efficiente da parte del solo mercato. Poiché nessun soggetto privato ha convenienza a produrre questi beni (non potendo escludere i “free rider”), il mercato tende a sottoprodurli o a non fornirli affatto.
In questi casi lo Stato interviene direttamente per garantirne l’erogazione. PER ESEMPIO 3
Monopoli e potere di mercato
In alcuni settori, in particolare quelli in cui si realizzano delle economie di scala , può emergere un monopolio naturale o una posizione dominante. Il monopolista, in assenza di concorrenza, è in grado di fissare prezzi a livelli superiori al costo marginale, offrire quantità inferiori o ridurre la qualità del bene offerto, generando perdite di benessere per i consumatori.
1 Costo dell’esternalità positiva
Un’azienda decide di investire in ricerca e sviluppo per creare un nuovo farmaco salvavita. Sostiene costi enormi (personale qualificato, laboratori, test clinici ecc.), ma il beneficio individuale che l’azienda ne ricava direttamente è solo il profitto dalla vendita del farmaco. La scoperta di un nuovo farmaco genera un’enorme esternalità positiva per l’intera società: migliora la salute pubblica, riduce la spesa sanitaria a lungo termine e aumenta la produttività generale. Questi benefici per la collettività superano di
gran lunga il profitto della singola azienda, ma l’azienda non viene compensata direttamente per essi.
2 Esternalità negativa
Una fabbrica inquinante danneggia la salute pubblica e genera spese sanitarie. Un aeroporto provoca rumore che riduce il valore degli immobili e il benessere dei residenti.
3 Beni pubblici puri
Si tratta di servizi indispensabili, come la difesa nazionale, l’illuminazione stradale, la sicurezza pubblica.
LESSICO
Economie/ Diseconomie esterne Sono rispettivamente le influenze positive e negative che l’attività economica di un soggetto può esercitare sul benessere altrui, più in generale sulla collettività. Esse normalmente non vengono considerate tra i costi di produzione dell’impresa, ma le loro ricadute in termini economici sulla comunità sono comunque tangibili, ed è quindi necessario tenerne conto nel calcolo economico.
In mancanza di un’organizzazione statale non è possibile realizzare l’interesse della società, perché ciascuno tende a trarre il massimo beneficio dai risultati dell’azione comune senza sopportare alcun costo personale. In una situazione estrema, si potrebbe arrivare all’impossibilità di realizzare opere o fornire servizi pubblici data la mancanza di finanziamenti da parte dei cittadini.
A causa di questo atteggiamento egoistico, non sarebbe possibile effettuare interventi pubblici, perché ciascuno cercherebbe di fare la parte del free rider: l’espressione si traduce letteralmente come cavaliere libero, cioè che corre senza vincoli, ma in economia essa indica il soggetto che beneficia gratuitamente di un servizio pubblico,

cioè colui che trae benefici dalla spesa pubblica lasciando agli altri il relativo onere.
Se la maggioranza degli individui si comporta in questo modo, non sarà possibile conseguire alcun obiettivo. Anche in presenza di una organizzazione statale ben definita si rileva spesso lo stesso fenomeno (un esempio per tutti: il mancato pagamento di tributi), perché il singolo individuo tende a sottovalutare il beneficio che trae da un servizio pubblico e preferisce sottrarsi al relativo obbligo tributario. Proprio per queste ragioni i bisogni pubblici devono essere definiti dallo Stato, titolare della sovranità, e il loro finanziamento deve avvenire in modo coercitivo attraverso l’imposizione fiscale
VERSO LE COMPETENZE
1. Perché, secondo il testo, non è possibile realizzare l’interesse collettivo in assenza di un’organizzazione statale?
2. Che cosa significa il termine “free rider” in ambito economico?
3. Qual è il comportamento tipico del free rider rispetto ai servizi pubblici?
4. Quale problema può derivare dal fatto che molti cittadini si comportano da free rider?
5. Hai mai osservato situazioni in cui qualcuno ha beneficiato di un servizio pubblico senza contribuire al suo costo? Fai un esempio.
Economie di scala Vantaggi connessi alla diminuzione del costo di una unità di prodotto ottenuta all’aumentare della dimensione degli impianti e del volume della produzione.
FACCIAMO IL PUNTO Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. Quali sono gli obiettivi e le finalità della funzione allocativa svolta dallo Stato?
2. Che cosa si intende per fallimento del mercato?
3. Quali sono le cause che lo determinano?
4. Che cosa sono le esternalità positive e negative?
5. Che cosa sono i beni pubblici puri?
Asimmetrie informative
In molti mercati, una delle parti (spesso il venditore) dispone di più informazioni rispetto all’altra (il compratore). Questa asimmetria informativa può condurre a scelte errate da parte dei consumatori, abusi di potere economico, sfiducia nel funzionamento del mercato. PER ESEMPIO 1
Per ridurre questi squilibri, lo Stato può imporre obblighi di trasparenza, standard minimi di qualità, sistemi di certificazione, regolamentazione delle informazioni fornite agli utenti.
TABELLA RIASSUNTIVA DEI FALLIMENTI DEL MERCATO
Tipo di fallimento
Esternalità positive
Esternalità negative
Descrizione
Benefici collettivi non remunerati dal mercato
Costi imposti alla collettività senza compensazione
Beni pubblici puri Non escludibili e non rivali: il mercato non ha interesse a fornirli
Monopoli/potere di mercato
Asimmetrie informative
Mancanza di concorrenza: prezzi alti, scarsa efficienza
Una parte ha più informazioni dell’altra: squilibri e scelte inefficaci
Esempi
Vaccini, istruzione, arte pubblica, apicoltura
Inquinamento, rumore, traffico
Difesa, illuminazione stradale, sicurezza
Monopolio elettrico, trasporti ferroviari
Mercato dell’usato, assicurazioni, prodotti finanziari
Intervento pubblico
Sussidi, incentivi, produzione pubblica
Imposte correttive, normativa ambientale, sanzioni
Fornitura diretta da parte dello Stato
Antitrust, regolazione, apertura alla concorrenza
Trasparenza, certificazioni, obblighi informativi
1 . 7 Funzione di stabilizzazione e funzione redistributiva
Come abbiamo visto nel volume del secondo biennio, la crescita economica non segue un andamento regolare e continuo, ma si sviluppa attraverso cicli economici, durante i quali si alternano fasi di espansione e di recessione. Queste oscillazioni possono generare conseguenze significative sul livello di occupazione, sui prezzi e sul benessere collettivo.
Per questa ragione, in tutti i sistemi democratici avanzati, lo Stato svolge una funzione di stabilizzazione, intervenendo per mitigare gli effetti negativi delle fasi sfavorevoli del ciclo economico e per mantenere un equilibrio sostenibile nel lungo periodo. PER ESEMPIO 2
Gli strumenti di cui la funzione di stabilizzazione si avvale sono:
• le politiche fiscali (manovre sul bilancio pubblico, come variazioni di spesa o di imposte);
• le politiche monetarie (gestione della quantità di moneta e dei tassi di interesse, solitamente affidata alla Banca centrale).
L’obiettivo della funzione di stabilizzazione è duplice:
• sostenere la domanda aggregata e l’occupazione nelle fasi recessive mediante una politica espansiva;
• contenere l’inflazione e il surriscaldamento dell’economia nelle fasi espansive mediante una politica recessiva.
ECONOMIA
1 Asimmetrie informative
Si possono verificare nel mercato dell’usato, delle assicurazioni o di prodotti finanziari complessi
2 Interventi di stabilizzazione
In caso di congiuntura negativa caratterizzata da disoccupazione e stagnazione, lo Stato prenderà provvedimenti di politica monetaria e/o fiscale espansiva
aumentando la spesa pubblica o riducendo le imposte, così da stimolare la domanda e rilanciare la produzione; in caso di picchi di domanda in un sistema di piena occupazione, lo Stato adotterà una politica monetaria (o fiscale) restrittiva riducendo la spesa pubblica o aumentando le imposte per raffreddare la domanda e contenere i prezzi.
Il “mercato dei limoni”
Il fenomeno del “mercato dei limoni”, teorizzato dall’economista George Akerlof, illustra un fallimento del mercato dovuto ad asimmetria informativa tra venditori e acquirenti, prendendo come esempio il mercato delle auto usate
Nel mercato delle auto usate, i venditori conoscono la reale qualità della loro auto (se è un buon affare, una “pesca”, o un “limone”, cioè un’auto difettosa). Al contrario, gli acquirenti hanno difficoltà a distinguere la qualità prima dell’acquisto.
Questa asimmetria porta a un problema di selezione avversa : gli acquirenti, consapevoli del rischio di comprare un “limone”, saranno disposti a pagare solo un prezzo medio, che riflette la qualità media percepita del mercato, e non si fideranno a offrire prezzi più
LESSICO
Selezione avversa Situazione in cui nel mercato, in presenza di informazione asimmetrica, la parte meno informata rischia maggiormente di interagire con la controparte peggiore, portando a inefficienze di mercato.
alti. I venditori di auto di buona qualità, ritenendo che il prezzo è troppo basso rispetto al valore reale della loro auto, potrebbero trovare più conveniente non venderla. Di conseguenza, il mercato tende a essere popolato principalmente da auto di bassa qualità (“limoni”), perché i venditori di queste ultime sono più propensi ad accettare il prezzo medio offerto.
Questo meccanismo può portare a una riduzione del numero di auto di buona qualità offerte e, in casi estremi, al collasso del mercato per le auto di buona qualità, poiché gli acquirenti diventano sempre più diffidenti e abbassano ulteriormente la loro disponibilità a pagare.
Il “mercato dei limoni” evidenzia come la mancanza di informazioni paritarie possa impedire transazioni efficienti e portare a risultati sub-ottimali per tutti gli attori coinvolti.

VERSO LE COMPETENZE
1. Perché in alcuni mercati gli acquirenti non sono disponibili ad acquistare a prezzi più alti del prezzo medio, nonostante, almeno apparentemente, il bene abbia caratteristiche superiori?
2. Che cosa si intende con il termine “limone” nel contesto del mercato delle auto usate?
3. Qual è il meccanismo alla base del collasso di alcuni mercati di qualità?
4. Quali conseguenze ha l’asimmetria informativa per i venditori di auto di buona qualità?
5. Riesci a pensare ad altri mercati (oltre a quello delle auto usate) in cui si verifica una situazione simile di asimmetria informativa? Fai un esempio.
6. Qual è, secondo il brano, il ruolo della fiducia nel corretto funzionamento del mercato?
Questi strumenti sono fondamentali per garantire una crescita economica sostenibile ed equilibrata, che tenga conto sia della stabilità macroeconomica sia del benessere dei cittadini nel tempo.
Un’altra funzione essenziale dell’intervento pubblico nell’economia è quella redistributiva, volta a promuovere equità sociale e a ridurre gli squilibri nella distribuzione della ricchezza.
Il mercato da solo, infatti, non è in grado di assicurare la giustizia sociale , bensì tende spontaneamente a concentrare le risorse dove esse sono già presenti, accentuando le disuguaglianze sia tra individui sia tra territori.
La politica anticiclica
La depressione comporta gravi costi, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello sociale.
Dal lato economico, un prolungato periodo di crisi provoca la sottoutilizzazione dei fattori produttivi, in particolare del lavoro: molte imprese riducono o sospendono l’attività, gli investimenti privati diminuiscono, il prodotto nazionale cala e la società nel suo complesso perde risorse, che sarà in grado di recuperare solo con grande fatica, al momento della ripresa.
Dal lato sociale i danni sono ancora maggiori: la disoccupazione colpisce soprattutto le famiglie dei lavoratori – che sono i soggetti meno protetti – aumentando povertà, disuguaglianze e tensioni tra le categorie sociali. I gravi disagi che i singoli e le famiglie devono affrontare possono avere ripercussioni incontrollabili anche sulla stabilità politica del Paese.
VERSO LE COMPETENZE
Per queste ragioni si capisce perché tutti i governi scelgono di adottare una politica anticiclica, cioè predispongono un insieme di strumenti per attenuare l’ampiezza delle “onde” del ciclo economico. Si tratta di interventi di breve periodo, che mirano a riportare il reddito nazionale a un livello compatibile con la piena occupazione: spesa pubblica aggiuntiva (per esempio opere e servizi), ammortizzatori sociali e sussidi di disoccupazione, sistemi di imposte progressive e trasferimenti alle famiglie più fragili, incentivi agli investimenti, oltre a politiche monetarie espansive che riducono il costo del credito e sostengono consumi e attività produttive. A questi strumenti si affiancano i cosiddetti “stabilizzatori automatici” (come imposte e sussidi che variano in base al reddito), che aiutano a smorzare gli effetti delle fasi di boom e di recessione senza bisogno di continui interventi da parte del governo.
1. Secondo te è giusto che, durante le crisi, lo Stato aumenti la spesa pubblica e il deficit per difendere occupazione e redditi, anche se questo fa crescere il debito? Perché?
2. Hai mai percepito direttamente o indirettamente gli effetti di una crisi economica (sul lavoro, sulla famiglia, sui servizi pubblici)? In che modo questo influenza la tua opinione sulla necessità della politica anticiclica?
3. Se tu fossi al governo, quale strumento anticiclico considereresti prioritario tra spesa per opere pubbliche, sussidi di disoccupazione, tagli di imposte o politiche monetarie espansive? Motiva la tua scelta.

I “valori” nell’economia pubblica
L’economia pubblica studia il fenomeno finanziario mediante due tipi di analisi: la prima, detta positiva PER ESEMPIO 1 , esamina come funziona il sistema, la seconda, detta normativa PER ESEMPIO 2 , si interessa invece degli interventi che si possono attuare per migliorarlo.
L’analisi positiva ha carattere descrittivo, in quanto studia la realtà e cerca di interpretarla, cioè di scoprire le leggi che regolano gli interventi pubblici nell’economia e i loro effetti sul sistema economico. Ne sono esempi lo studio delle conseguenze di una nuova imposta sulla formazione del risparmio o dell’aumento del prezzo della benzina in relazione alla domanda di automobili.
L’analisi normativa ha invece carattere prescrittivo, dato che studia come dovrebbero essere le scelte pubbliche per
raggiungere determinati obiettivi giudicati desiderabili in una collettività. Sulla base dell’analisi positiva essa dà indicazioni all’autorità politica su come deve agire per raggiungere certi risultati. I giudizi di valore PER ESEMPIO 3 Per raggiungere gli obiettivi si possono percorrere strade diverse: si tratta, in concreto, di adottare le scelte più vantaggiose per la collettività, contemperando le esigenze del libero mercato con le finalità dello Stato. Poiché ogni scelta avvantaggia alcuni gruppi sociali danneggiandone altri, la bontà di ciascuna dipende da giudizi di valore di volta in volta assunti. Essi, dato che riguardano valutazioni etiche su come la società dovrebbe essere, dipendono dalla visione di chi li esprime. Quindi, in un’analisi corretta devono essere chiariti in modo esplicito.

VERSO LE COMPETENZE
1. Quali sono i due tipi di analisi che utilizza l’economia pubblica?
2. Fornisci un esempio di analisi positiva e uno di analisi normativa, come indicato nel testo.
3. Che cosa si intende per “giudizi di valore” nel contesto delle scelte di politica economica?
4. In che modo l’analisi positiva è utile per l’analisi normativa?
5. Perché è importante chiarire i giudizi di valore in modo esplicito durante un’analisi economica normativa?
1 Analisi positiva
Rientra nell’analisi positiva uno studio sugli effetti dell’aumento dell’IVA dal 22 al 23% sui consumi di beni alimentari delle famiglie italiane.
2 Analisi normativa
Ha questo carattere uno studio finalizzato a stabilire come deve essere congegnata un’imposta sul risparmio in modo da favorire i piccoli risparmiatori. Oppure uno studio che riguarda i possibili interventi
dello Stato in materia di lavoro per aumentare l’occupazione
3 Giudizi di valore
Pensiamo a un problema di grande attualità: in che modo il carico tributario va ripartito fra i contribuenti per realizzare una più equa distribuzione del reddito Qualsiasi scelta avvantaggia certi gruppi sociali e ne svantaggia altri. Alla base di ogni scelta vi sono quindi giudizi di valore, cioè giudizi legati all’assetto della società che si giudica migliore.
LESSICO
Giustizia sociale
Situazione in cui ciascuno riceve ciò che gli spetta, a seconda dei bisogni suoi e della sua famiglia. La giustizia esige la corrispondenza fra il merito e la ricompensa, fra l’opera prestata e la retribuzione ricevuta.
Giudizi di valore Valutazioni legate a convincimenti soggettivi, che spesso resistono anche se smentite alla prova dei fatti. I giudizi di valore vanno perciò tenuti distinti dalle analisi positive, in modo da non compromettere la conoscenza della realtà e garantire una maggiore obiettività.
FACCIAMO IL PUNTO
Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. Quali sono gli obiettivi della funzione di stabilizzazione svolta dallo Stato?
2. Di quali strumenti si avvale?
3. Quali modalità può assumere?
Redistribuzione personale del reddito
Il sistema economico, lasciato agire senza correttivi, produce spesso forti disparità di reddito: alcune categorie accumulano grandi ricchezze, mentre altre faticano ad accedere ai beni essenziali. Lo Stato interviene attraverso la tassazione progressiva (chi ha redditi più alti paga una quota proporzionalmente maggiore) e attraverso trasferimenti monetari o servizi pubblici gratuiti o a basso costo destinati alle fasce sociali più deboli (per esempio sanità, istruzione, assistenza).
Tali strumenti mirano a garantire una giustizia distributiva, in base al principio che ogni cittadino debba poter contare su un livello minimo di benessere. I DATI PARLANO
Redistribuzione territoriale
Oltre alle disuguaglianze individuali, esistono divari territoriali rilevanti. È noto, infatti, che le imprese tendono a concentrare l’attività economica nelle zone favorite dalla presenza di infrastrutture, a danno di altre aree penalizzate dalla loro assenza, come le aree di montagna o le regioni storicamente arretrate. Questa concentrazione dell’attività economica nelle aree più sviluppate genera nuove e non previste esternalità negative, sia nelle zone più ricche (congestione urbana, inquinamento ambientale, rallentamento dei trasporti, crisi degli alloggi) che nelle aree povere, penalizzate dall’esodo della forza lavoro e dalla mancanza di servizi pubblici e privati efficienti. Tali effetti negativi non solo riducono il benessere collettivo, ma possono minare la coesione sociale. È quindi compito dello Stato riequilibrare queste tendenze, incentivando lo sviluppo delle aree meno avvantaggiate attraverso investimenti mirati, agevolazioni fiscali e piani infrastrutturali. MAPPA
L’obiettivo della stabilità monetaria
In molti Paesi industrializzati (anche in Italia, soprattutto negli anni dal 1974 al 1984) si sono verificate lunghe fasi di inflazione, con aumenti incontrollati dei prezzi.
Se in un’economia manca la stabilità monetaria, diventa molto difficile raggiungere obiettivi considerati importanti, come la lotta alla disoccupazione, la difesa del cambio, lo sviluppo del reddito e la sua più equa distribuzione. Proprio perché i danni provocati alla collettività da una prolungata inflazione sono ingenti, la stabilità monetaria
costituisce un importante obiettivo di finanza pubblica. Infatti la perdita di valore della moneta ha conseguenze molto negative: danneggia i gruppi più deboli, cioè i titolari di redditi fissi (lavoratori e pensionati), i risparmiatori e i creditori; riduce la competitività delle esportazioni; scoraggia il risparmio e porta a una cattiva allocazione delle risorse. In particolare, l’inflazione danneggia fortemente i risparmiatori, perché al momento del rimborso questi ricevono capitali aventi un potere di acquisto inferiore ai capitali prestati.

VERSO LE COMPETENZE
1. Quali obiettivi economici diventano difficili da raggiungere in assenza di stabilità monetaria? Citane almeno tre.
2. Perché la stabilità monetaria è considerata un importante obiettivo di finanza pubblica?
3. Elenca almeno tre conseguenze negative della perdita di valore della moneta, come descritto nel testo.
4. Ricerca quando e dove si sono verificate le lunghe fasi di inflazione a cui fa riferimento il testo (oltre che in Italia).
ALLOCATIVA
finalità
efficienza
obiettivi
CORREGGE
i fallimenti del mercato:
• esternalità
• beni pubblici puri
• monopoli
• asimmetrie informative
strumenti
Interventi pubblici specifici
funzioni
finalità finalità
equilibrio e sviluppo equità
obiettivi
MANTIENE l’equilibrio macroeconomico:
• crescita
• occupazione
• stabilità
strumenti
Politiche monetaria e fiscale
di tipo
espansivo (recessione) restrittivo (inflazione)
La distribuzione personale del reddito
Questa importante misura indica come il reddito nazionale viene ripartito fra le persone e le famiglie che compongono la società
In ogni società la distribuzione del reddito presenta un grado di disuguaglianza più o meno marcato in funzione della diversità dei patrimoni posseduti, delle condizioni socioeconomiche delle famiglie e delle capacità professionali di ciascuno. In Italia la distribuzione del reddito è molto diseguale. Ciò dipende soprattutto dall’alta concentrazione della ricchezza nel nostro
Paese: secondo una stima della Banca d’Italia, il 10% delle famiglie italiane possiede oltre il 60% della ricchezza complessiva. Recenti indagini confermano che la forbice dei redditi (ossia la distanza fra ricchi e poveri) è aumentata negli ultimi decenni in tutti i Paesi industrializzati, creando vaste aree di povertà anche negli Stati più ricchi. Per esempio, nei Paesi dell’Unione europea
VERSO
LE COMPETENZE
il salario dei lavoratori con compiti esecutivi è diminuito di oltre il 30% in termini reali, mentre gli emolumenti di coloro che svolgono funzioni direttive sono aumentati di oltre l’80%. In generale, soprattutto nei momenti di crisi, la distanza fra ricchi e poveri aumenta.
È convinzione diffusa che il benessere di una società non dipende solo dall’aumento del reddito nazionale, ma anche dalla sua equa distribuzione fra i cittadini. Dato che le forze di mercato non realizzano spontaneamente un’equa distribuzione della ricchezza, lo Stato deve intervenire a fini redistributivi, attraverso trasferimenti di risorse alle categorie sociali più svantaggiate (pensioni sociali non connesse al versamento di contributi durante la vita lavorativa, indennità di disoccupazione, indennità di accompagnamento per gli invalidi, interventi di sostegno del reddito ai lavoratori disoccupati ecc.).
1. Quali fattori influenzano la disuguaglianza nella distribuzione del reddito in una società?
2. Che cosa si intende per “forbice dei redditi”?
3. Perché il benessere di una società non può essere valutato solo in base al reddito nazionale complessivo?
4. Qual è il ruolo dello Stato nella distribuzione della ricchezza, secondo il brano?
5. Cita almeno due strumenti che lo Stato utilizza per ridurre le disuguaglianze economiche.
obiettivi
RIDUCE le disuguaglianze
strumenti
• tasse progressive
• trasferimenti
• servizi collettivi
FACCIAMO IL PUNTO
Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. Quali sono gli obiettivi della funzione di redistribuzione svolta dallo Stato?
2. Di quali strumenti si avvale?
3. Quali modalità può assumere?
4. Perché è necessario che lo Stato svolga anche una funzione redistributiva?
5. Sai fare un esempio di redistribuzione territoriale?
PER ESEMPIO
1 . 8 I bisogni e i servizi pubblici
I bisogni pubblici
L’attività finanziaria degli enti pubblici ha lo scopo primario di ottenere i mezzi indispensabili per far fronte alle spese in vista del soddisfacimento dei bisogni pubblici.
Dobbiamo ora approfondire il concetto di bisogno pubblico. Partiamo dal definire il bisogno.
Il concetto di bisogno è definito dagli economisti come il desiderio di disporre di un bene o di un servizio atto al soddisfacimento del bisogno stesso.
In relazione ai soggetti che li avvertono, i bisogni si distinguono in:
• privati (o individuali) se sono avvertiti singolarmente dall’individuo (nutrimento, vestiario, abitazione ecc.);
• pubblici (o collettivi) se sono avvertiti dai singoli, ma in quanto membri di una collettività (difesa nazionale, giustizia, ordine pubblico ecc.).
I bisogni privati e pubblici sono sentiti dai singoli contemporaneamente, in una combinazione che varia a seconda dei periodi storici e dei contesti sociali in cui i soggetti vivono.
In realtà, non è possibile introdurre un criterio oggettivo di differenziazione fra i due tipi di bisogni, come dimostra il fatto che il carattere privato o pubblico di un bisogno può variare nel tempo. Per differenziare i bisogni si fa perciò ricorso a un criterio soggettivo, che si basa sul soggetto che soddisfa i bisogni.
I bisogni pubblici sono quei bisogni, avvertiti da un’ampia parte di cittadini, che vengono soddisfatti dallo Stato o da altri enti pubblici; i bisogni privati sono quei bisogni soddisfatti direttamente dai singoli cittadini o dalle organizzazioni private.
Quando i bisogni pubblici possono essere soddisfatti esclusivamente dallo Stato sono detti puri. Se invece possono essere soddisfatti sia dallo Stato sia da privati (in genere imprese private) sono detti misti. PER ESEMPIO
Bisogni pubblici misti
Alcuni bisogni pubblici possono essere soddisfatti esclusivamente dallo Stato (come la difesa, la giustizia, l’ordine pubblico).
Altri bisogni possono essere soddisfatti sia dallo Stato sia da privati (come l’istruzione e la sanità): accanto a scuole e a ospedali pubblici operano infatti scuole e cliniche private, e ciascun cittadino, per questi ultimi bisogni, può scegliere il soggetto che li soddisfa, pubblico o privato.

EDUCAZIONE CIVICA
Stato e mercato: competizione o cooperazione?
“Occorre garantire la persona umana contro l’onnipotenza dello Stato e la prepotenza dei privati”
(Luigi Einaudi)
I partenariati pubblico-privato sono collaborazioni tra enti pubblici e imprese private che mirano a realizzare progetti di interesse pubblico relativi a infrastrutture, servizi o opere pubbliche. Essi richiedono una gestione attenta e trasparente per evitare che i limiti della partnership superino i benefici di simili collaborazioni. I partenariati di questo tipo, permettono di condividere risorse, competenze e rischi, favoriscono l’innovazione e l’efficienza, accelerano
la realizzazione di grandi progetti, riducendo i tempi e i costi per lo Stato o le amministrazioni pubbliche. Nello stesso tempo, però, prevedono spesso lunghe procedure burocratiche, stante il rischio di conflitti di interesse o di scarsa trasparenza se si perdono di vista i reali bisogni della collettività. “Autostrade per l’Italia” rappresenta uno dei più noti esempi di partenariati pubblico-privato nel settore delle infrastrutture nella nostra penisola.
Alleniamo la CITTADINANZA ECONOMICA
Il dibattito tra Stato e mercato è da sempre presente e diventa via via più complesso. Per cercare di fare chiarezza sul punto, si divida la classe in due gruppi, affinché il primo gruppo individui – dopo un’opportuna ricerca e un doveroso confronto – i “pro” dell’intervento dello Stato in economia, mentre il secondo gruppo – con le medesime modalità operative – identifichi i “contro” del ruolo pubblico in campo economico. Si presentino poi in classe, dinanzi all’insegnante, due infografiche riepilogative delle attività svolte, propedeutiche a un possibile debate sull’argomento.
PROFESSIONI E COMPETENZE DEL FUTURO
Al fine di generare efficienti ed efficaci collaborazioni tra Stato e mercato, sarebbe necessaria la presenza di specifiche figure professionali, come ad esempio, l’esperto in partenariati pubblico-privato, ossia una figura professionale specializzata nella progettazione, gestione e valutazione di partnership tra enti pubblici e aziende private. Questa figura potrebbe avere diverse qualifiche e ruoli, a seconda del contesto e dell’organizzazione in cui essa andrà a operare. Confrontatevi tra compagni di classe e con l’aiuto del docente per l’orientamento delineate in maniera dettagliata le competenze tipiche del settore pubblico e quelle caratterizzanti il settore privato richieste per tale particolare figura professionale.


FACCIAMO IL PUNTO Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. Come possiamo definire il bisogno collettivo?
2. Come distinguiamo i bisogni pubblici da quelli privati?
3. Perché non è possibile differenziare i bisogni pubblici da quelli privati seguendo un criterio meramente oggettivo?
4. Come si caratterizzano i cosiddetti “bisogni pubblici puri”? Sapresti fornire degli esempi?
PER ESEMPIO
I servizi pubblici
I beni prodotti dallo Stato e dagli altri enti pubblici allo scopo di soddisfare i bisogni pubblici vengono chiamati servizi pubblici
I servizi pubblici possono essere classificati in diversi modi. La classificazione più importante è tuttavia quella che li distingue a seconda della divisibilità dei vantaggi che apportano ai cittadini.
Secondo questo criterio si possono avere:
• servizi pubblici divisibili, quando i servizi sono goduti dai singoli soggetti, i quali sono così in grado di valutare economicamente il vantaggio che a loro deriva. Ne sono esempi i servizi postale e ferroviario. In questi casi il cittadino, potendo determinare l’utilità del servizio resogli (per esempio, numero di lettere spedite), pagherà in relazione al godimento di tale servizio;
• servizi pubblici indivisibili, quando i servizi sono prestati all’intera collettività e goduti dai singoli in quanto partecipi di un aggregato sociale. Ne sono esempi la difesa dello Stato da nemici esterni, la tutela dell’ordine pubblico interno e l’amministrazione della giustizia. Nessun cittadino chiede questi servizi a titolo individuale, anche se ognuno ne beneficia; ma tale vantaggio non si può misurare, e quindi il vantaggio globale che la collettività trae da questi servizi non è divisibile. Questi servizi vengono offerti dallo Stato in quanto presentano le seguenti caratteristiche:
– non sono rivali nel consumo, nel senso che possono essere goduti contemporaneamente da tutti i cittadini in quanto il consumo di ciascuno è compatibile con quello di tutti gli altri; – non sono escludibili in quanto non è possibile individuare ed escludere dal consumo coloro che non ne pagano il prezzo; pertanto nessuna azienda privata ne sosterrebbe il costo; PER ESEMPIO 1
• servizi pubblici parzialmente divisibili, se soddisfano bisogni in parte divisibili e in parte indivisibili. Ne è esempio l’istruzione superiore: infatti chi ne beneficia ottiene un vantaggio che è determinabile (calcolando il valore attuale del maggior reddito futuro che un titolo di studio procura a chi l’ha conseguito); è inoltre apprezzabile il beneficio che anche la collettività ne trae, in quanto essa potrà contare su professionisti preparati.
Fuori da questa classificazione, esistono i beni meritori (merit goods), cioè quei beni o servizi che lo Stato ritiene soddisfino bisogni così importanti per la collettività da giustificare un loro finanziamento, parziale o totale.
A differenza dei beni privati, il valore di un bene meritorio è definito dallo Stato stesso, indipendentemente dalle preferenze individuali dei consumatori, superando quindi il principio della “sovranità del consumatore”, ovvero la libertà di avvalersi o meno di un bene o di un servizio a vantaggio di interessi collettivi. Ne sono esempi le vaccinazioni e l’istruzione. PER ESEMPIO 2
Sono invece scoraggiati altri consumi considerati dannosi per la collettività, i cosiddetti beni di demerito (demerit goods). PER ESEMPIO 3
1 Non rivalità e non escludibilità
Il faro è un esempio perfetto di non rivalità e non escludibilità, perché il consumo del bene (la luce del faro) da parte di un’imbarcazione non impedisce o riduce la sua disponibilità per altre
imbarcazioni (non rivalità); inoltre, non è escludibile perché la luce è visibile a tutte le imbarcazioni sia che esse paghino il servizio sia che non lo paghino.
La “pubblicizzazione” dei bisogni
Numerosi bisogni oggi considerati pubblici erano in passato prevalentemente soddisfatti da privati: si pensi, per esempio, alla sicurezza, garantita nell’Ottocento (negli Stati Uniti e in altri Paesi) da organizzazioni private che mettevano i loro agenti a disposizione di chi aveva bisogno di essere difeso e protetto. Anche la cura degli anziani, dei malati o l’assistenza ai poveri era spesso affidata alla famiglia, alla Chiesa o ad associazioni di volontariato; l’istruzione veniva fornita da scuole private o religiose, accessibili solo a chi poteva permettersele. In queste condizioni la qualità dei servizi dipendeva in larga misura dal reddito delle persone e dal luogo in cui vivevano, con differenze molto marcate tra ceti abbienti e ceti popolari, città e campagne. Storicamente si è registrato il passaggio progressivo dei bisogni dalla sfera privata a quella pubblica, secondo quello che è stato chiamato processo di “pubblicizzazione” dei bisogni. Bisogni come la
VERSO LE COMPETENZE
sicurezza, la salute, l’istruzione ecc., che in passato erano privati, sono oggi considerati pubblici e vengono soddisfatti direttamente dallo Stato, attraverso le forze di polizia, i sistemi sanitari nazionali, le scuole dell’obbligo, ma anche mediante i trasporti pubblici, la tutela dell’ambiente e i sistemi di previdenza sociale.. Fondamentalmente, la distinzione dipende dai giudizi di valore che in un certo momento storico prevalgono nella società; ma dato che tali giudizi si basano su considerazioni etiche e politiche, possono variare con i mutamenti culturali culturali e con l’evoluzione economica. Non si tratta quindi di una distinzione “naturale”, ma di una scelta collettiva che riflette il livello di sviluppo e l’idea di cittadinanza di una comunità. Per questo, nel tempo alcuni bisogni da privati possono diventare pubblici (e viceversa), in base all’idea di giustizia sociale e di solidarietà condivisa in una determinata epoca.
1. Che cosa si intende per “pubblicizzazione” dei bisogni?
2. Quali sono alcuni esempi di bisogni che un tempo erano privati e oggi sono pubblici?
3. Da che cosa dipende la distinzione tra bisogno privato e bisogno pubblico, secondo il testo?
4. Perché i giudizi di valore possono cambiare nel tempo?
5. Conosci altri esempi di bisogni, oltre a quelli citati nel testo, che oggi sono considerati pubblici ma che un tempo non lo erano?
6. Secondo te, esistono oggi bisogni che sono ancora considerati privati ma che in futuro potrebbero diventare pubblici? Fai degli esempi.
2
L’istruzione pubblica come bene meritorio
Lo Stato investe in scuole, insegnanti e materiali didattici perché ritiene che l’accesso all’istruzione sia fondamentale per lo sviluppo individuale e per il progresso dell’intera società. Senza l’intervento pubblico, molte famiglie con redditi bassi non potrebbero permettersi un’istruzione adeguata per i propri figli. Inoltre, l’istruzione genera benefici che vanno oltre il singolo studente: una popolazione istruita è più produttiva, più consapevole dei propri diritti e più capace di partecipare alla vita democratica. Per questi motivi, anche se alcuni cittadini potrebbero non riconoscerne immediatamente l’importanza o non essere in grado di pagare, lo Stato garantisce a tutti l’istruzione gratuita e obbligatoria almeno fino a una certa età.
3 Beni di demerito
Allo scopo di indirizzare i cittadini verso stili di vita più sani, lo Stato fa pagare alte tasse su alcolici e sigarette, limita l’uso di sostanze inquinanti e vieta il consumo di droghe.

LESSICO
Valore attuale Valore al momento presente di una quantità di moneta che sarà disponibile a una data futura. È utile, tra le altre cose, per calcolare la convenienza economica di un possibile investimento.

FACCIAMO IL PUNTO Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. Che cosa sono i servizi pubblici puri?
2. Che cosa sono i servizi pubblici misti?
3. Quali caratteristiche hanno i servizi pubblici indivisibili?
4. Che cosa sono i beni di merito?
1 . 9 Gli aspetti giuridici dell’economia pubblica
I soggetti che costituiscono il settore pubblico sono legati da rapporti giuridici .
È quindi naturale che l’attività finanziaria presenti anche rilevanti aspetti giuridici.
Degli aspetti giuridici si occupa il diritto finanziario, costituito dall’insieme di norme giuridiche che disciplinano la raccolta e la successiva erogazione delle risorse economiche necessarie all’attività degli enti pubblici.
Il diritto finanziario comprende tre nuclei fondamentali di norme:
• norme di diritto costituzionale, riguardanti l’attività finanziaria. Fra di esse sono particolarmente importanti l’articolo 53 della Costituzione, che fissa i criteri generali dell’imposizione tributaria, e l’articolo 81 della Costituzione, che disciplina l’approvazione del Bilancio dello Stato da parte del Parlamento;
• norme di diritto amministrativo, che regolano la contabilità pubblica e la formazione dei bilanci degli enti pubblici;
• norme di diritto tributario, relative ai rapporti giuridici sorgenti fra gli enti pubblici e i privati, connessi all’attività tributaria esplicata dagli stessi enti pubblici i quali, in forza del potere di supremazia loro riconosciuto, traggono dai privati i mezzi necessari al raggiungimento delle loro finalità. PER ESEMPIO
Rapporti con le altre discipline
Ogni scelta finanziaria pubblica ha il suo fondamento in una certa concezione del sistema economico; pertanto, l’economia pubblica è fondamentalmente in stretto rapporto con:
• la politica economica, cioè quel ramo dell’economia politica che studia gli interventi dello Stato nella vita economica in vista del conseguimento di determinati fini di carattere generale;
• la scienza della politica, che studia i rapporti fra i cittadini e le istituzioni. Infatti, come già abbiamo ricordato, le scelte finanziarie sono il risultato di decisioni politiche, che sono assunte dai rappresentanti del popolo designati mediante le elezioni.
Ricordiamo infine che una “buona economia” non può essere mai separata da una “buona politica”, perché una sana economia è sempre il risultato di buone scelte politiche. Anche per questo alle origini l’economia politica era conosciuta pure come “economia civile”.
Principi giuridici dell’economia pubblica.
È norma di diritto costituzionale il principio secondo cui il prelievo tributario deve essere progressivo, cioè la percentuale di reddito che il contribuente è tenuto a versare a titolo di imposta aumenta più che proporzionalmente all’aumentare del reddito.
È norma di diritto amministrativo il principio per cui l’imposta deve essere certa e non arbitraria: il tempo, i modi di pagamento e l’importo dovuto devono essere certi e chiari per il contribuente.
È norma di diritto tributario l’applicazione di una sanzione pecuniaria, consistente nel pagamento di una somma di denaro in caso di violazione di un adempimento fiscale.

L’IA nel welfare: più efficienza, ma anche tanti rischi
L’adozione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nei sistemi di welfare pubblico sta diventando un tema centrale nel dibattito globale, che coinvolge governi, istituzioni accademiche, organizzazioni non governative e aziende tecnologiche.
L’integrazione dell’IA nei meccanismi di distribuzione dei benefici sociali promette di rivoluzionare il modo in cui i servizi sono erogati e gestiti, offrendo potenzialmente maggiore efficienza, personalizzazione e una gestione più equa delle risorse. Tuttavia, questa transizione solleva interrogativi e pone sfide giuridiche ed etiche che devono essere attentamente considerate.
Tra le preoccupazioni emergono la mancanza di trasparenza nei processi decisionali automatizzati, il rischio di bias e discriminazioni algoritmiche, le questioni relative alla privacy e alla sorveglianza dei cittadini, nonché la necessità di regolamentazioni adeguate e di un approccio etico all’uso dell’IA nel welfare.
L’introduzione dell’IA nei sistemi di welfare è spesso motivata dalla necessità di migliorare l’efficienza amministrativa e ridurre i costi. Gli algoritmi possono semplificare le procedure burocratiche, identificare rapidamente situazioni di necessità e garantire una maggiore equità nella distribuzione delle risorse. Ad esempio, attraverso l’analisi avanzata dei dati, le amministrazioni possono individuare tempestivamente le famiglie a rischio di povertà o le persone bisognose di assistenza
LEGGI E RIFLETTI
sanitaria, intervenendo in modo proattivo. Tuttavia, l’implementazione di queste tecnologie non è priva di rischi. L’automazione dei processi decisionali può portare a errori sistematici, discriminazioni involontarie e violazioni della privacy, soprattutto se gli algoritmi non sono progettati e gestiti con la dovuta attenzione. Inoltre, l’utilizzo dell’IA potrebbe sostituire il lavoro umano in alcune fasi amministrative, riducendo il ruolo degli operatori sociali a quello di meri esecutori. Questo cambiamento rischia di trasformare il welfare da strumento di supporto umano a freddo meccanismo automatizzato, privo della capacità di comprendere le complessità individuali. Adattato da https://www.agendadigitale.eu/ smart-city/lia-nel-welfare-piuefficienza-ma-anche-tanti-rischi/
• In che cosa consiste il “sistema di welfare”?
• In che modo l’IA potrebbe garantire efficienza, personalizzazione e una gestione più equa delle risorse nel soddisfacimento dei bisogni pubblici?
• In quali settori, secondo te, il lavoro umano è maggiormente a rischio di sostituzione da parte dell’IA?
METTITI ALLA PROVA
• Crea una presentazione digitale sull’evoluzione dello Stato sociale dalle origini ai giorni nostri, individuando alcuni possibili sviluppi futuri.
• Svolgi una ricerca in Internet sulle possibili applicazioni dell’IA nei servizi finalizzati al soddisfacimento dei bisogni pubblici.
• Discuti con i tuoi compagni di classe sui rischi derivanti dall’utilizzo dei sistemi di IA e sulle cautele necessarie nell’utilizzo di questi strumenti.
PROFESSIONI E COMPETENZE DEL FUTURO
Lavorare nella Pubblica amministrazione significa poter contare su una stabilità professionale che pochi altri settori riescono a garantire. Per ottenere un posto di lavoro nella PA occorre superare un concorso pubblico, salvo in casi eccezionali previsti dalla legge.
Fai una ricerca online su “Camilla”, l’assistente digitale basata sull’IA generativa, pensata per aiutare nella ricerca di concorsi pubblici. Prova a usarla per scoprire quali bandi di concorso sono attualmente aperti e accessibili per chi è in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado.

LESSICO
Rapporti giuridici Relazioni tra due o più soggetti tra loro o con i beni a cui l’ordinamento giuridico dà rilevanza in quanto di interesse meritevole di tutela.
FACCIAMO IL PUNTO Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. Di che cosa si occupa il diritto finanziario?
2. Che tipi di norme comprende?
3. Di che cosa si occupa la politica economica?
4. Quali sono gli aspetti giuridici dell’attività finanziaria?
finanza pubblica
Sintesi
1 . 1 Premessa. Il ruolo degli operatori economici
Le famiglie prestano lavoro a imprese e Stato, acquistano beni e servizi dalle imprese, pagano i tributi allo Stato, risparmiano; le imprese producono beni e servizi, effettuano investimenti, pagano i tributi allo Stato; lo Stato riscuote i tributi impiegandoli per fornire i servizi pubblici; il resto del mondo comprende i flussi economici tra residenti in Italia e all’estero.
1 . 2 Settore privato e settore pubblico
Il settore privato è costituito da decisioni individuali per soddisfare i propri obiettivi. Il settore pubblico (studiato dall’economia pubblica) è caratterizzato da decisioni assunte dai rappresentanti del popolo per tutelare gli interessi della collettività. Con la finanza pubblica le pubbliche amministrazioni reperiscono risorse e le ripartiscono per soddisfare i bisogni collettivi.
1 . 3 Gli elementi costitutivi dell’economia pubblica
Gli elementi del settore pubblico sono i soggetti attivi (Stato e altri enti pubblici); i soggetti passivi (contribuenti); i beni economici di proprietà pubblica (che comprendono i fattori produttivi, gli altri beni economici e il denaro).
1 . 4 Storia della finanza pubblica
Nel XIX si affermò la finanza neutrale (non intervento statale); si diffuse, poi, nella seconda metà del XIX secolo la finanza sociale (ruolo attivo dello Stato); all’inizio del XX secolo emerse la finanza congiunturale (necessità di interventi statali); in seguito si affermarono le idee della finanza funzionale (necessità dell’indebitamento pubblico per stabilizzare l’economia).
1 . 5 Il ruolo dello Stato nell’economia
Oggi c’è generale accordo sulla necessità dell’intervento pubblico nell’economia ed è la finanza pubblica il principale strumento attraverso cui lo Stato reperisce e impiega le risorse per i propri obiettivi.
1 . 6 Funzione allocativa: il fallimento del mercato
Quando esistono inefficienze e disuguaglianze generate da un mercato imperfetto, si parla di “fallimento del mercato” ed è necessario l’intervento pubblico per correggerlo. Le principali cause di fallimento del mercato sono le esternalità positive e negative, i beni pubblici puri, monopoli e potere di mercato, le asimmetrie informative.
1 . 7 Funzione di stabilizzazione e funzione redistributiva
Con la funzione di stabilizzazione lo Stato interviene per mitigare gli effetti delle fasi sfavorevoli del ciclo economico e per mantenere un equilibrio sostenibile; gli strumenti usati sono le politiche fiscali e le politiche monetarie. La funzione redistributiva è finalizzata all’equità sociale e a ridurre gli squilibri nella distribuzione della ricchezza. Può essere una redistribuzione personale del reddito o una redistribuzione territoriale.
1 . 8 I bisogni e i servizi pubblici
I bisogni pubblici sono quelli avvertiti dalla collettività, e vengono soddisfatti dallo Stato e dagli altri enti pubblici con i servizi pubblici, che possono essere divisibili, indivisibili, parzialmente divisibili. I beni meritori sono beni o servizi che lo Stato ritiene soddisfino bisogni così importanti da giustificare un loro finanziamento.
1 . 9 Gli aspetti giuridici dell’economia pubblica
Il diritto finanziario è formato dall’insieme delle norme giuridiche che disciplinano le entrate e le spese dello Stato e degli altri enti pubblici. Comprende il diritto costituzionale, il diritto amministrativo e il diritto tributario
SETTORI ECONOMICI
Mappa da completare
Dopo aver ripassato i contenuti dell’Unità, completa la mappa inserendo correttamente gli elementi mancanti scelti tra i seguenti.
risorse • congiunturale • equilibrio • pubblico • privato • collettive • fallimenti • equità • intervento • reale • distribuzione
FINANZA PUBBLICA
FUNZIONI DELLO STATO
RUOLO DELLO STATO
decisioni individuali decisioni settore settore pubblico ALLOCATIVA
REDISTRIBUTIVA
corregge i ___________ del mercato persegue ________ personale e territoriale
EVOLUZIONE STORICA
STABILIZZATRICE mantiene un __________ sostenibile
pubblico necessario uso delle tramite la finanza pubblica
finanza neutrale finanza sociale finanza finanza funzionale
RISPONDI ORA ALLE DOMANDE
1. Quali operazioni svolgono le amministrazioni pubbliche attraverso la finanza pubblica?
2. Quali sono gli elementi costitutivi della finanza pubblica?
3. In che cosa consisteva la finanza neutrale?
4. Quali sono i principi della finanza funzionale?
5. Che cosa sono i “fallimenti del mercato”?
6. Quali sono gli strumenti utilizzati dalla funzione di stabilizzazione dello Stato?
7. Come può essere la funzione redistributiva dello Stato?
8. Perché oggi è necessario l’intervento pubblico nell’economia?
La finanza pubblica Esercizi
Consolidiamo le conoscenze...
SCELTA MULTIPLA
1. Completa l’affermazione scegliendo la frase corretta fra quelle proposte.
1. L’intervento pubblico nell’economia per raggiungere fini di interesse generale è studiato dalla
a microeconomia
b politica economica
c economia dinamica
d economia statica
2. La convinzione che l’intervento pubblico nell’economia fosse dannoso era propria della scuola
a classica
b socialista c keynesiana d neokeynesiana
3. Per i sostenitori dell’economia congiunturale, l’obiettivo del pareggio di bilancio
a andava comunque ricercato e raggiunto per ogni operazione finanziaria
b andava comunque ricercato e raggiunto alla fine dell’anno finanziario
c era sufficiente raggiungerlo alla fine del ciclo economico
d non era indispensabile
4. Se un servizio pubblico come quello postale è goduto dai singoli soggetti, rientra tra i servizi pubblici
a divisibili
b indivisibili
c parzialmente divisibili
d parzialmente indivisibili
5. Per i sostenitori dell’economia funzionale
a l’indebitamento dello Stato causava problemi di instabilità economica
b l’indebitamento era necessario per raggiungere obiettivi di stabilità e redistribuzione
c l’indebitamento era ammesso, se necessario, ma con l’obiettivo del pareggio di bilancio alla fine del ciclo economico
d alla fine dell’anno finanziario era comunque necessario raggiungere il pareggio di bilancio
6. I fallimenti del mercato sono
a squilibri territoriali nella distribuzione
b settori economici che non riescono a soddisfare la domanda
c settori economici in cui l’offerta supera la domanda provocando chiusura delle imprese
d
situazioni in cui il mercato da solo non è in grado di assicurare efficienza e giustizia
COMPLETAMENTI
Esercizi interattivi
2. Completa il brano inserendo i termini appropriati scelti tra quelli proposti. benefici • collettività • consumo • danni • diseconomie • economie • inquinante • istruzione • mercato • privato • produzione • pubblico • tutela • vantaggio
Capita spesso che l’attività economica di un soggetto avvantaggi l’intera ........................... e non solo coloro che sono gli utenti diretti di quel particolare servizio. È questo il caso dell’istituzione di un ospedale o di una scuola, che può arrecare ........................... a tutta la popolazione di un vasto territorio. Ma può anche capitare che il comportamento di un soggetto danneggi un’ampia area: si faccia il caso di un’impresa ........................... che scarica sulla collettività una parte dei suoi costi di ........................... Le esternalità positive (o ........................... esterne) nel primo caso e le esternalità negative (o ........................... esterne) nel secondo non possono essere compensate dal mercato, in quanto risulta impossibile sia identificare i soggetti avvantaggiati o svantaggiati, sia monetizzare il ........................... o il danno. Da qui la necessità dell’intervento dello Stato nell’economia: esso ha il compito di tutelare la sanità, assicurare la pubblica ..........................., come quello di intervenire a ........................... dell’ambiente. Proprio perché il mercato non è capace di internalizzare le utilità e i costi, è necessario l’intervento ...........................
ASSOCIAZIONE
3. Associa le seguenti espressioni a una sola tra le definizioni elencate. (Attenzione una definizione non corrisponde ad alcuna espressione)
1. Finanza pubblica 2. Economia pubblica
3. Politica economica 4. Area di mercato
5. Area non di mercato 6. Diritto finanziario
7. Diritto amministrativo
a. ___ Norme che disciplinano la raccolta e la successiva erogazione delle risorse economiche necessarie all’attività degli enti pubblici
b. ___ Norme per la contabilità pubblica e la formazione dei bilanci degli enti pubblici
c. ___ Strumento per mantenere al potere la classe dominante, che preleva i tributi nell’interesse proprio e delle classi sociali che la sostengono, facendo credere alla collettività che le spese pubbliche vadano a vantaggio di tutti
d. ___ Attività svolta dallo Stato e dagli altri enti pubblici per raggiungere i fini collettivi
e. ___ Decisioni individuali o di gruppi ristretti di persone, effettuate per soddisfare obiettivi di singoli o di gruppi ristretti di persone
f. ___ Insieme delle scelte e degli interventi attuati dallo Stato o da altri enti pubblici per indirizzare l’economia verso obiettivi di interesse pubblico
g. ___ Decisioni collettive, assunte dai rappresentanti del popolo, finalizzate al raggiungimento di obiettivi di interesse generale, cioè che tengono conto degli interessi dell’intera collettività
PREPARATI ALLA PROVA ORALE
4. Tra parentesi i paragrafi di riferimento.
1. Che cosa studia l’economia pubblica? (1.1)
2. Quali sono i soggetti passivi del sistema finanziario pubblico? (1.3)
3. Perché il rapporto fra soggetti attivi e soggetti passivi dell’attività finanziaria pubblica ha natura obbligatoria per questi ultimi? (1.3)
...
CASI PRATICI
4. Perché la Grande depressione del 1929 ha messo in crisi l’idea liberista che era contraria all’intervento pubblico nell’economia? (1.4)
5. Quali sono le differenze tra la finanza congiunturale e quella funzionale? (1.4)
6. Quali correttivi furono applicati a queste due politiche? (1.4)
7. Che cosa si intende con l’espressione “fallimento del mercato”? (1.6)
8. Che cosa sono i beni pubblici puri? (1.6)
9. Quali sono gli strumenti di cui si avvale la funzione di stabilizzazione? (1.7)
10. Come interviene lo Stato per favorire la redistribuzione dei redditi? (1.7)
11. Quali sono i caratteri dei bisogni pubblici? (1.8)
12. Come si classificano i servizi pubblici? (1.9)
13. Che cosa sono i beni meritori? (1.8)
14. Quali sono le principali articolazioni del diritto finanziario? (1.9)
per sviluppare le competenze
5. Esamina ciascun caso e fornisci delle soluzioni o rispondi motivando.
1. Le entrate derivate. È bello pagare le tasse?
Tommaso Padoa-Schioppa (1940-2010), nel periodo in cui era Ministro del tesoro e delle finanze (2006-2008), ha affermato che «pagare le tasse è bello perché ti fa sentire cittadino della polis e ti dà modo di partecipare al bene comune». La frase suscitò molte polemiche, sia perché in Italia il carico fiscale è molto alto, sia per il fatto che il denaro dei tributi non è impiegato in modo ottimale.
Anche un grande economista dell’Ottocento, Francesco Ferrara (1810-1900), quando era Ministro delle Finanze del Regno d’Italia, aveva espresso un’idea simile, definendo l’economia finanziaria come «la scienza dell’amor di Patria».
1. Condividi le opinioni di questi due economisti? Ti sembrano fondate, in particolare, le obiezioni avanzate contro la posizione di Padoa-Schioppa?
2. In contrasto con le opinioni che precedono, George Orwell (1903-1950), scrittore inglese noto soprattutto per aver scritto il romanzo allegorico La fattoria degli animali (1945), ha invece sostenuto che «in materia di fisco nessuno è patriota».
3. A quale dei giudizi ti senti più vicino?
2. Economia e politica. Buona economia, buona politica
Durante una trasmissione televisiva, ascolti alcuni esponenti del mondo politico di maggioranza e di opposizione discutere su certi interventi di politica economica. Uno di loro pronuncia la seguente frase: «Una buona economia non può essere mai separata da una buona politica», che ricordi di aver già ascoltato in classe.
1. Qual è il significato di questa frase?
2. Quale rapporto c’è tra economia e politica?
3. A tuo avviso quale esponente potrebbe averla pronunciata e con quale intento?
3. Esternalità positive. Due iniziative interessanti
Il comune di Roma sta valutando l’impatto di due iniziative: l’ampliamento della rete di parchi pubblici e l’introduzione di incentivi per l’installazione di pannelli solari sui tetti dei condomini.
1. Quale delle due iniziative genera principalmente un’esternalità positiva? Spiega come.
2. Quale delle due iniziative si può considerare un “bene di merito”? Motiva la tua risposta.
3. In che modo l’intervento pubblico in questi due ambiti si distingue dalla fornitura di beni privati?
→ Unità 2
I beni pubblici e le imprese pubbliche
In questo capitolo affrontiamo il discorso del patrimonio dello Stato, del quale sono parte i beni patrimoniali e quelli demaniali. Approfondiamo, poi, il ruolo dello Stato come produttore di servizi, nelle diverse forme che può assumere quando assolve questa funzione. Infine, verranno esaminati i caratteri fondamentali dell’impresa pubblica e la sua evoluzione nel tempo, in particolare le ragioni che hanno portato alle privatizzazioni. Il capitolo si conclude con la classificazione delle imprese pubbliche in aziende autonome, enti pubblici e imprese a partecipazione statale.
2 . 1 Premessa. La copertura finanziaria della spesa pubblica
Lo Stato e gli altri enti pubblici provvedono alla copertura finanziaria delle spese mediante le entrate pubbliche, ovvero l’insieme delle risorse che affluiscono agli enti pubblici per far fronte al fabbisogno finanziario della loro gestione.
Contenuti digitali del capitolo e glossario inglese.
Come vedremo più avanti, le spese pubbliche possono essere finanziate ricorrendo a risorse di diversa provenienza, e cioè:
• dai tributi e dalle pene pecuniarie, ovvero prelevamenti coattivi di risorse effettuati dallo Stato sui privati esercitando su di essi la potestà d’imperio che gli deriva dalla sovranità. Per questo motivo, sono classificati come entrate derivate e considerati entrate di diritto pubblico; PER ESEMPIO 1
• dal patrimonio dello Stato e degli altri enti pubblici o da un’attività svolta dagli stessi in campo economico agendo come soggetti privati, cioè senza porsi in un rapporto di supremazia nei confronti dei cittadini che, in questo caso, agiscono per propria volontà. Per questo motivo, sono classificate come entrate originarie e considerate entrate di diritto privato; PER ESEMPIO 2
• dal ricorso al debito pubblico, offrendo titoli di Stato ai cittadini per procurarsi entrate straordinarie. Anche in questo caso, i privati che prestano denaro allo Stato agiscono senza coercizione da parte dello Stato, ma per propria volontà. PER ESEMPIO 3
In questo Capitolo ci occuperemo del patrimonio dello Stato, rimandando alla prossima Unità la trattazione delle altre forme di entrata.
2 . 2 Il patrimonio dello Stato e degli enti pubblici
Le entrate originarie provengono, come abbiamo appena visto, dal patrimonio che lo Stato e gli altri enti pubblici possiedono a titolo di proprietà.
Infatti, la nostra Costituzione nell’art. 42 stabilisce che la proprietà può essere sia pubblica sia privata, intendendo per proprietà pubblica tutti quei beni che appartengono allo Stato o agli enti pubblici.
Sotto il profilo giuridico, i beni pubblici si classificano come segue.
1. Beni demaniali: si tratta di beni inalienabili e imprescrittibili (non possono, cioè, essere oggetto di compravendita né soggetti a usucapione ).
Questi beni si distinguono a loro volta in:
• demanio necessario, costituito dai beni che possono appartenere solo allo Stato, in quanto idonei al soddisfacimento diretto di un bisogno pubblico; PER ESEMPIO 4
• demanio accidentale, formato da beni capaci di soddisfare interessi pubblici e interessi privati, ma che diventano demaniali quando appartengono allo Stato o a enti pubblici. PER ESEMPIO 5 → Unità 2

PER ESEMPIO
Le entrate originarie provengono dal patrimonio che lo Stato e gli altri enti pubblici possiedono a titolo di proprietà.
1 Entrate di diritto pubblico
È il caso delle entrate derivanti dal pagamento delle imposte sul reddito o dell’IVA su beni e servizi oppure dalle multe e le ammende che lo Stato effettua in caso di violazione delle leggi.
2 Entrate di diritto privato
È il caso delle entrate derivanti da canoni di locazione percepiti su immobili di proprietà statale, dei proventi connessi all’esercizio di imprese di proprietà pubblica ecc.
3 Ricorso al debito pubblico
È il caso dell’emissione di titoli pubblici (Bot, Btp, Cct, ecc.) che vengono acquistati volontariamente dai privati come forma di investimento dei propri risparmi.

4 Demanio necessario
Comprende il demanio marittimo, cioè spiagge, porti, lido del mare ecc., il demanio idrico, cioè fiumi, torrenti, laghi ecc. e il demanio militare, cioè le opere destinate alla difesa nazionale.

5 Demanio accidentale
Ne fanno parte strade, autostrade, ferrovie, aeroporti, immobili riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico, musei, pinacoteche, archivi, biblioteche.

LESSICO
Beni imprescrittibili
Beni non soggetti a prescrizione, istituto di diritto civile che produce l’estinzione di un diritto soggettivo per effetto del suo mancato esercizio da parte del legittimo titolare durante un periodo di tempo previsto dalla legge. Ad esempio, sono imprescrittibili i diritti della personalità (art. 2 Cost.), come il diritto al nome, all’integrità fisica, all’immagine.
Usucapione
Modo di acquisto della proprietà a titolo originario per effetto del possesso continuativo del bene.

PLUS La valorizzazione del patrimonio pubblico
2. Beni patrimoniali: si tratta di beni posseduti dallo Stato e dagli enti pubblici a titolo di proprietà privata e, pertanto, sono soggetti alle norme del diritto privato.
Si distinguono in:
• beni indisponibili, che possono essere venduti o sottratti al loro impiego soltanto osservando le norme specifiche di legge (è il caso di foreste, miniere, beni archeologici ecc.); PER ESEMPIO 1
• beni disponibili, che possono invece essere liberamente venduti, qualora gli enti pubblici lo ritengano opportuno. MAPPA 1
2 . 3 Le imprese pubbliche
Gli obiettivi di politica economica possono essere conseguiti, nelle moderne economie, anche attraverso la gestione pubblica di attività direttamente produttive
Lo Stato assume iniziative imprenditoriali allo scopo di raggiungere dei fini che non possono essere conseguiti dalle imprese private, le quali, per loro propria natura, mirano alla massimizzazione del profitto.
In questi casi, lo Stato può agire:
• direttamente, quando eroga servizi all’interno del settore pubblico (per esempio difesa, istruzione, sanità e altri servizi pubblici) finanziandoli attraverso il prelievo fiscale e avvalendosi dell’attività dei propri dipendenti dislocati nelle diverse amministrazioni pubbliche; PER ESEMPIO 2
Impresa pubblica State-owned company
• indirettamente, quando fornisce servizi attraverso le imprese pubbliche, finanziati prevalentemente con i prezzi e le tariffe pagate da chi usufruisce di tali servizi. PER ESEMPIO 3 MAPPA 2
La forma giuridica e la partecipazione dello Stato in Trenitalia
Trenitalia S.p.A. è una società per azioni a capitale interamente pubblico, controllata dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (FSI), che a sua volta è posseduto al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze
Si tratta quindi di un’impresa pubblica, ma organizzata secondo le regole del diritto privato.
Costituita nel 2000 a seguito della riorganizzazione

del settore ferroviario, Trenitalia ha ereditato le funzioni operative delle Ferrovie dello Stato, azienda pubblica creata nel 1905. La separazione tra gestore della rete (Rete Ferroviaria Italiana) e operatore dei servizi (Trenitalia) è avvenuta per adeguarsi alle direttive europee sulla concorrenza nel trasporto ferroviario. Trenitalia gestisce sia i servizi ad alta velocità che quelli regionali e intercity, in parte in regime di mercato e in parte tramite contratti di servizio pubblico finanziati dallo Stato o dalle Regioni, per garantire la mobilità anche dove non sarebbe economicamente vantaggiosa.
Trenitalia S.p.A.
Forma giuridica Società per azioni
Controllo 100% pubblico tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze
Anno di nascita 2000
Funzioni Trasporto ferroviario passeggeri e merci
Fornitura di servizi
In parte a mercato, in parte tramite contratto di servizio pubblico
Gruppo di appartenenza Ferrovie dello Stato Italiane (FSI)
1 Beni indisponibili
Nel caso venisse avanzata una proposta di acquisto, non sarebbe possibile vendere il Colosseo o la Valle dei Templi o altri siti archeologici.
2 Servizi forniti direttamente dal settore pubblico
L’istruzione è fornita tramite il personale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, senza che le famiglie degli studenti debbano sostenere un costo diretto. Il servizio è invece finanziato attraverso le imposte pagate da tutti i contribuenti.
3 Servizi erogati da imprese pubbliche
Il servizio pubblico di trasporto ferroviario erogato da Trenitalia viene fornito a pagamento: gli utenti contribuiscono direttamente ai costi sostenendo il prezzo del biglietto, sebbene si tratti di un’impresa controllata dallo Stato.

CLASSIFICAZIONE DEI BENI PUBBLICI
DEMANIALI
PATRIMONIALI
demanio necessario demanio accidentale disponibili indisponibili
• Demanio idrico
• Demanio marittimo
• Demanio militare
• Strade e ferrovie
• Porti e areoporti
• Patrimonio archeologico e artistico ecc.
• Miniere
• Foreste
• Reperti archeologici ecc.
STATO PRODUTTORE DI SERVIZI
Beni immobili o universalità di mobili appartenenti a enti pubblici territoriali
direttamente indirettamente
attraverso
SETTORE PUBBLICO
finanziandosi mediante
prelievo fiscale
IMPRESE PUBBLICHE agisce
finanziandosi mediante attraverso
tariffe a carico di chi ne usufruisce
FACCIAMO IL PUNTO Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. In quale modo lo Stato finanzia le sue spese?
2. Qual è la differenza tra entrate originarie ed entrate derivate?
3. Perché le entrate derivate sono considerate entrate di diritto pubblico?
4. Quali caratteristiche hanno i beni demaniali?
5. Come si distinguono dai beni patrimoniali?

• I danni del monopolio privato
• I monopoli legali e fiscali
La produzione di beni e servizi: lo Stato imprenditore
Mediante l’impresa pubblica lo Stato esercita un’attività produttiva di beni e servizi volta al raggiungimento di fini di pubblico interesse, ottenendo da tale attività delle entrate originarie, in base ai prezzi di vendita dei beni e servizi prodotti.
Diverse sono le ragioni che spiegano l’assunzione, da parte dello Stato, di iniziative imprenditoriali. Fra di esse ne ricordiamo le principali, tutte riconducibili alle tre finalità dell’intervento pubblico che abbiamo trattato in precedenza
Le ragioni dell’impresa pubblica
Rispetto alla finalità allocativa: necessità di evitare monopoli privati. In determinati settori sono presenti monopoli naturali , dovuti al fatto che certe produzioni necessitano di tecniche produttive con elevati costi di impianto: si pensi alle ferrovie, alla rete telefonica, oppure ai trasporti marittimi o aerei. In questi casi, il monopolio privato può portare allo sfruttamento del consumatore, con la fissazione di un prezzo che massimizza il profitto ma limita il consumo, con evidente danno per l’intera comunità.
Rispetto alla finalità di stabilizzazione e sviluppo:
• attuazione di una politica anticongiunturale . L’impresa pubblica può essere impiegata, in collegamento con gli indirizzi generali della politica economica, per combattere le crisi economiche, che si rivelano particolarmente dannose per le categorie sociali più indifese;
• realizzazione di una politica di sviluppo. Lo sviluppo economico richiede massicci investimenti nei settori industriali di base (siderurgia, cantieristica, telecomunicazioni ecc.), la cui redditività è sovente molto dilazionata nel tempo. Gli investimenti in tali settori – che svolgono una funzione-pilota di stimolo alle imprese private – difficilmente possono essere affidati all’iniziativa di imprenditori privati orientati al profitto, ma devono essere attuati dallo Stato secondo un programma razionale di interventi. Rispetto alla finalità di redistribuzione:
• riduzione degli squilibri economici territoriali. Lo Stato ha fra i suoi obiettivi fondamentali lo sviluppo armonico delle diverse aree del Paese: si possono così spiegare gli interventi pubblici nel Mezzogiorno e nelle altre aree sottosviluppate per stimolare un autonomo processo di industrializzazione;
per PLUS
• incompatibilità fra interessi privati e interessi pubblici. Alcune iniziative possono presentare rilevanti vantaggi per la collettività e, quindi, dovrebbero essere attuate dallo Stato che ha fra i suoi obiettivi il benessere dei cittadini, anche quando sono scarsamente redditizie per l’imprenditore privato. Si pensi al caso della costruzione di case popolari o alla gestione di linee di trasporto urbano. PER ESEMPIO MAPPA
in base alle finalità
evitare i monopoli privati
attuare la politica anticongiunturale
incentivare lo sviluppo
ridurre gli squilibri territoriali
incentivare attività di interesse collettivo anche se poco redditizie
Incompatibilità fra interesse privato e interesse pubblico
La gestione del trasporto urbano è un caso tipico di incompatibilità fra interesse privato e interesse pubblico. Difficilmente un imprenditore privato, che ha l’obiettivo del profitto, si assume l’onere di garantire i collegamenti tra il centro di una città e la periferia, come pure tra la città e i centri minori vicini, per gli ingenti costi che l’attività comporta. Tale compito viene normalmente assunto da un ente pubblico che fornisce il servizio, sia direttamente, sia sovvenzionando eventuali imprenditori privati che vogliano assumersi tale onere. Altro caso: la produzione di alcuni beni è considerata strategica o di primaria importanza (energia, acqua) e lo Stato
deve assicurarne la fornitura anche in situazione di eventuale scarsità o eccessiva onerosità (energia per il funzionamento degli ospedali, carburante per i mezzi di soccorso).

Monopoli privati e monopoli di Stato a confronto
I monopoli privati sono sempre stati considerati con sfavore per i gravi danni che provocano al sistema economico. Questo regime infatti produce effetti negativi, che possiamo sintetizzare nei tre aspetti che seguono:
• provoca l’aumento dei prezzi, danneggiando soprattutto quei consumatori che dispongono di risorse economiche limitate;
• diminuisce l’efficienza del sistema, dato che l’imprenditore, operando in un mercato non concorrenziale, non è stimolato a migliorare l’organizzazione produttiva;
• crea gravi problemi all’autorità politica, spesso incapace di controllare i grandi gruppi (in molti casi di dimensioni multinazionali) esclusivamente dediti al conseguimento del massimo profitto.

Il monopolio legale è istituito allo scopo di garantire alla collettività una più soddisfacente realizzazione di un servizio pubblico. Le tariffe possono essere fissate in modo da non coprire interamente i costi di produzione, nei casi in cui l’interesse pubblico lo richieda: una situazione tipica è quando in certi settori vengono praticate tariffe ridotte per favorire le classi meno abbienti. Altra cosa è il monopolio fiscale, che si ha quando lo Stato si riserva il diritto esclusivo di produrre o vendere un particolare bene, allo scopo di procurarsi un’entrata fiscale Gli accordi comunitari hanno previsto una sostanziale riduzione dei monopoli fiscali, e il nostro Paese si è allineato a tali prescrizioni: oggi in Italia esistono solo tre monopoli fiscali, relativi al tabacco, al sale e al gioco del lotto.
LESSICO
Monopoli naturali Forme di mercato in cui un unico venditore controlla l’offerta di una risorsa o input.
Politica anticongiunturale Politica finalizzata a contrastare gli effetti negativi di una particolare situazione o fase del ciclo economico.
VERSO LE COMPETENZE
1. Quali sono i tre effetti negativi principali dei monopoli privati?
2. In che modo il monopolio legale differisce dal monopolio privato?
3. Perché, secondo il testo, in alcuni casi le tariffe del monopolio legale possono non coprire i costi di produzione?
4. Quali sono oggi in Italia i tre monopoli fiscali ancora esistenti?
5. Secondo te, in quali casi potrebbe essere giustificato un monopolio legale? Fai un esempio.
FACCIAMO IL PUNTO Hai compreso l’argomento se sai rispondere a queste domande.
1. I servizi offerti dalle imprese pubbliche provengono dallo Stato in modo diretto o indiretto?
2. Come vengono finanziate le imprese pubbliche?
3. In quale modo lo Stato, attraverso l’impresa pubblica, contribuisce allo sviluppo e a stabilizzare il sistema economico?
4. In quale modo vengono superate le incompatibilità fra interessi privati e interessi pubblici?

Breve storia dell’impresa pubblica in Italia
2 .4 Le imprese pubbliche e le privatizzazioni
In Italia, le imprese pubbliche hanno avuta la massima diffusione negli anni ’70 del secolo scorso, periodo nel quale contribuivano sensibilmente alla quota del PIL e ai livelli di occupazione.
Le forme giuridiche con cui operavano erano principalmente due:
• come società per azioni, con lo Stato o un ente pubblico come unico azionista;
• come imprese a partecipazione statale , un sistema di enti pubblici di gestione strutturati in holding , e considerate pubbliche non tanto per le finalità perseguite, ma perché di proprietà dello Stato.
Tale sistema comprendeva, oltre al Ministero delle Partecipazioni Statali a cui queste imprese facevano riferimento, tre grandi società finanziarie, l’ENI, l’IRI e l’EFIM, operanti in diversi settori e dalle quali dipendevano le singole imprese che agivano per realizzare gli obiettivi dell’intera holding. PER ESEMPIO
La crisi dell’impresa pubblica
A partire dall’inizio degli anni ’80, l’impresa pubblica italiana ha attraversato una profonda crisi. Le cause principali furono la scarsa efficienza gestionale e le sfavorevoli congiunture economiche internazionali.
Le perdite di gestione delle partecipazioni statali aumentarono notevolmente, generando forti disavanzi nei settori in cui la presenza pubblica era particolarmente rilevante. In molti casi, tali perdite venivano coperte con fondi pubblici, aggravando ulteriormente il bilancio dello Stato e contribuendo all’aumento del debito pubblico. Verso la fine degli anni ’80, la situazione si fece ancora più critica. Il continuo incremento del debito pubblico rese evidente l’insostenibilità del modello delle imprese pubbliche, spingendo verso la necessità di una profonda trasformazione del settore.
La crisi delle imprese pubbliche fu il principale motore del processo di privatizzazione, che prese l’avvio a partire dal 1993. Questo processo segnò il ritorno di molte imprese pubbliche al settore privato.
Lo strumento chiave adottato fu la promozione dell’azionariato diffuso , o popolare, incentivato attraverso agevolazioni fiscali a favore dei fondi comuni di investimento , piani di acquisto azionario riservati ai dipendenti e limiti alla concentrazione della proprietà delle azioni.
Ancora oggi, la privatizzazione rappresenta un tema di ampio dibattito e suscita opinioni contrastanti che mettono in evidenza sia i benefici, sia i possibili rischi associati a tale scelta.
Vantaggi e rischi delle privatizzazioni
I vantaggi connessi alla privatizzazione sono stati così individuati:
• aumenta l’efficienza dei settori industriali e dei servizi, che consente un miglior funzionamento del mercato;
• lo Stato realizza ingenti entrate ed evita le spese di ricapitalizzazione delle imprese privatizzate, contribuendo a frenare la crescita del debito pubblico;
• si afferma un azionariato diffuso, che può contribuire a un allargamento del ruolo della Borsa per il finanziamento delle iniziative economiche con capitali di rischio, anziché con i prestiti bancari, che risultano più costosi;
• aumenta l’integrazione dell’economia italiana nel sistema economico europeo.
Impresa a partecipazione statale
L’ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) fu fondata nel 1953 su iniziativa di Enrico Mattei per gestire risorse energetiche (petrolio e gas) al fine di ridurre la dipendenza dall’estero. Oggi l’ENI è una società per azioni quotata in Borsa, ma lo Stato italiano (tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Cassa Depositi e Prestiti ne detiene ancora una quota significativa del capitale, mantenendo al suo interno un’influenza strategica.
La forma giuridica e la partecipazione dello Stato nella RAI
La RAI – Radiotelevisione Italiana S.p.A. – è una società per azioni a capitale pubblico, che svolge il servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. Nata nel 1924 come URI (Unione Radiofonica Italiana), fu trasformata in EIAR e poi in RAI nel 1944, assumendo un ruolo centrale nella diffusione della cultura e dell’informazione nel dopoguerra.
La sua forma giuridica è quella di un’impresa pubblica, regolata dal diritto privato, ma sottoposta a specifici obblighi di servizio pubblico previsti dalla legge e dal contratto di servizio stipulato con lo Stato. Il principale azionista della RAI è la Società per la Gestione delle Partecipazioni in ambito radiotelevisivo (SGR), oggi denominata Rai Com S.p.A., interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). In questo modo, lo Stato esercita il controllo diretto sulla società, pur mantenendo una gestione formalmente autonoma.
L’azienda si finanzia principalmente con i proventi del canone Rai (incluso nella bolletta elettrica, per ridurre l’evasione) che è un contributo obbligatorio dovuto da tutti i cittadini che possiedono una TV o un dispositivo atto a ricevere trasmissioni televisive.
Inoltre, essa ottiene parte delle sue entrate anche dalla vendita di spazi pubblicitari sulle sue reti, ma deve sottostare a limiti più rigidi sulla quantità e sulla tipologia di pubblicità rispetto alle TV private, proprio per la sua natura di servizio pubblico. La partecipazione statale garantisce che la RAI persegua finalità di interesse generale, come l’informazione imparziale, l’educazione e la promozione della cultura. Tuttavia, questo assetto solleva questioni sul rischio di ingerenze politiche, che rendono necessaria una vigilanza indipendente, affidata all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).

Radiotelevisione Italiana S.p.A.
Forma giuridica
Controllo
Società per azioni (S.p.A.) a capitale pubblico
• Controllo politico: Parlamento e Governo
• Vigilanza tecnica: AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni)
• Contratto di servizio con lo Stato
Anno di nascita Fondata nel 1924 come URI, poi EIAR, assume il nome RAI nel 1944
Funzioni attuali
Gestione del servizio pubblico radiotelevisivo (TV, radio, contenuti digitali)
Finanziamento In parte tramite canone RAI, in parte da pubblicità
Proprietà
Partecipata al 99,56% dal MEF e allo 0,44% dalla Società italiana degli autori ed editori (Siae).
LESSICO
Partecipazioni statali
Insieme di imprese private, e quindi soggette alle norme del diritto privato, aventi forma giuridica di società per azioni, ma in tutto o in parte controllate dallo Stato attraverso un’impresa pubblica o un ente di gestione.
Holding
Società che possiede quote o azioni di altre imprese, con l’obiettivo di controllarne l’attività o coordinarne la gestione.
Azionariato diffuso
Diffusione delle azioni delle società privatizzate tra una moltitudine di sottoscrittori, fra cui i dipendenti, i piccoli risparmiatori, gli investitori istituzionali (come i fondi pensionistici) con il vantaggio di aumentare il grado di capitalizzazione in Borsa.
Fondo comune di investimento
Portafoglio di titoli gestiti da una società di intermediazione finanziaria che raccoglie i risparmi per investirli nell’interesse e per conto dei sottoscrittori; a essi viene riconosciuta la proprietà di un determinato numero di quote del fondo stesso, e proporzionalmente i guadagni o le perdite.
Ricapitalizzazione
Operazione con cui si aumenta il capitale sociale o si ricostituisce a seguito di perdite per fornire all’impresa nuove risorse e aumentare gli investimenti produttivi o per migliorare il rapporto tra mezzi propri (capitale netto) e mezzi di terzi (debiti).

• La crisi delle partecipazioni statali
• Gli enti pubblici economici
Le privatizzazioni di aziende pubbliche, pur potendo portare a maggiore efficienza e a riduzioni della spesa pubblica, presentano però diversi svantaggi e potenziali pericoli.
In Italia, nel corso degli anni, per contrastare tali svantaggi sono stati adottati diversi rimedi o correttivi, con efficacia variabile e spesso controversa. I principali rischi connessi alla privatizzazione e i rimedi adottati per mitigarli sono:
• perdita di controllo pubblico su beni strategici. Privatizzare aziende in settori cruciali (energia, trasporti, acqua, sanità) può ridurre la capacità dello Stato di garantire servizi essenziali a tutta la popolazione e di intervenire in situazioni di crisi. Per rimediare a questo rischio esistono strumenti come:
– il Golden Power, cioè la possibilità per il Governo di bloccare o porre condizioni su acquisizioni estere o da parte di privati di aziende ritenute strategiche (energia, telecomunicazioni, difesa);
– le partecipazioni parziali o “azioni speciali”, che si realizzano quando lo Stato ha deciso di mantenere la partecipazione in alcuni settori sensibili per poter conservare poteri decisionali su determinate materie;
• controllo del mercato. La privatizzazione di imprese, spesso di grandi dimensioni, permette a queste ultime di esercitare un controllo sul mercato limitando la concorrenza e provocando l’aumento dei costi per i cittadini. Per porre un freno alla posizione dominante di tali imprese sono state create:
– le Autorità di regolazione indipendenti (o Authority): agenzie pubbliche operanti nei settori interessati dalle privatizzazioni, come ARERA (energia e ambiente) o AGCOM (comunicazioni), che vigilano sui prezzi e sull’accesso equo ai servizi. Le Authority sono organi indipendenti dal potere politico che operano in modalità collegiale adottando provvedimenti e comminando sanzioni;
– le Tariffe sociali: agevolazioni o sconti sul prezzo dei servizi essenziali (acqua, energia, trasporti) per le fasce più deboli;
• rischio di monopolio privato. È un rischio connesso al precedente e alla posizione dominante di grandi imprese, che sono possibili fonti di abusi nel mercato. Per evitare questo pericolo si è provveduto:
– alla creazione dell’Autorità Antitrust (AGCM): interviene per garantire la concorrenza e limitare abusi di posizione dominante;
– alla separazione delle reti e dei servizi: in alcuni settori (per esempio, energia) si obbliga alla separazione tra chi gestisce l’infrastruttura e chi vende il servizio;
• perdita di occupazione o peggioramento delle condizioni lavorative in quanto le aziende private tendono a ridurre il personale per aumentare l’efficienza economica, con gravi conseguenze sulla dimensione dell’occupazione. Per mitigare questo rischio, si prevedono:
– le clausole sociali nei bandi che obbligano i nuovi gestori a mantenere i livelli occupazionali o a garantire la continuità contrattuale dei lavoratori;
– la Cassa integrazione e gli incentivi alla ricollocazione in caso di ristrutturazioni post-privatizzazione. TABELLA
2.5 Classificazione delle imprese pubbliche
→ par. 2.4
Come abbiamo visto, l’intero settore delle imprese pubbliche ha subìto negli ultimi anni un radicale processo di trasformazione, sia in relazione alla privatizzazione di una parte del settore, sia in dipendenza della diversa configurazione assunta dalle stesse imprese, allo scopo di migliorarne l’efficienza gestionale. Le imprese pubbliche si possono ora classificare come segue.
PRIVATIZZAZIONI
VANTAGGI RISCHI RIMEDI
• Maggiore efficienza dei servizi
• Maggiori entrate per lo Stato e nessuna ricapitalizzazione
• Sviluppo dell’azionariato diffuso
• Maggiore integrazione europea
• Perdita di controllo pubblico su beni strategici
• Controllo del mercato
• Rischio di monopolio privato
• Perdita di occupazione
Privatizzazioni a confronto: luci e ombre
• Golden Power
• Partecipazioni parziali
• Authority
• Tariffe speciali
• Autorità Antitrust (AGCM
• Separazione delle reti e dei servizi
• Clausole sociali nei bandi
• Cassa integrazione
• Incentivi alla ricollocazione
“Abbiamo bisogno della libertà per evitare gli abusi del potere dello Stato e abbiamo bisogno dello Stato per evitare l’abuso della libertà”
(Karl Popper)
Le privatizzazioni in Europa hanno rappresentato un fenomeno molto diffuso, a partire dagli anni ’80 e ’90 del secolo scorso; l’obiettivo era quello di aumentare l’efficienza delle aziende pubbliche e attrarre investimenti privati, in particolare nei settori dell’energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni. L’approccio e l’entità delle privatizzazioni sono stati molto diversificati nei vari Paesi europei.
Nel Regno Unito, ad esempio, le privatizzazioni – avviate dal Governo Thatcher negli anni ’80 – sono state molto aggressive e di vasta portata, con la vendita di grandi aziende pubbliche come British Telecom, British Gas, British Airways e molte altre. In questo modo si
Alleniamo l’EDUCAZIONE FINANZIARIA
è voluto ridurre il ruolo dello Stato nell’economia, promuovendo la concorrenza privata e la liberalizzazione dei mercati.
In Italia, invece, la stagione delle privatizzazioni è iniziata negli anni ’90 per cercare di ridurre il debito pubblico e avviare riforme strutturali; in questo processo lo Stato, pur distanziandosi dal mercato privato, ha mantenuto indirettamente una funzione di controllo e regolazione, tra difficili equilibri politici e partitici.
In Francia, infine, le privatizzazioni sono state meno radicali rispetto al Regno Unito e più graduali rispetto all’Italia, riservando allo Stato un controllo più diretto su settori considerati strategici come l’energia e i trasporti.
Dopo aver guardato il film “Paul, Mick e gli altri” (UK 2001), analizzate a gruppi la pellicola, sintetizzando la sua trama, evidenziando luci e ombre del fenomeno delle privatizzazioni in Gran Bretagna e descrivendo i principali personaggi. Quindi, redigete per il sito o il giornale della scuola una breve recensione, sotto la supervisione del docente di economia politica.
PROFESSIONI E COMPETENZE DEL FUTURO
I fenomeni delle privatizzazioni richiederebbero – in contesti sempre più flessibili e complessi come quelli odierni e futuri – figure specializzate, come ad esempio l’advisor esperto in strategie di dismissione patrimoniale: egli dovrebbe supportare le imprese o le istituzioni nel processo di vendita o di cessione di asset e patrimoni. Quali competenze dovrebbe possedere tale figura professionale? Discutetene in classe, unitamente al docente per l’orientamento, e stilate una lista delle competenze necessarie per svolgere tale attività, corredate da indicazioni su percorsi accademici ed esperienziali.


PLUS La forma giuridica e la partecipazione
dello Stato
nella Banca
d’Italia
Aziende autonome dello Stato e degli enti locali
Sono il tipo più vecchio di impresa pubblica e, pur costituendo articolazioni della Pubblica amministrazione, godono di una speciale autonomia contabile e finanziaria. Sono amministrate da un proprio Consiglio di amministrazione presieduto dal Ministro competente, oppure da un rappresentante dell’ente locale (Regione, Provincia o Comune). Non hanno quindi personalità giuridica distinta da quella dello Stato o dell’ente locale. Le aziende autonome compilano un proprio bilancio, che viene allegato al bilancio dello Stato o dell’ente locale di cui sono emanazione. Dispongono di proprio personale, inquadrato nello stato giuridico dei dipendenti pubblici.
Attualmente sopravvivono poche aziende autonome, dato che le più importanti di esse sono state trasformate in enti con personalità giuridica propria o in società per azioni a capitale pubblico.
Le principali aziende autonome operanti ora in Italia sono le seguenti:
• Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, che gestisce la commercializzazione del tabacco;
• Cassa Depositi e Prestiti, azienda autonoma istituita presso il Ministero dell’Economia per gestire il risparmio raccolto attraverso gli uffici postali e il suo successivo impiego per mutui agli enti locali, opere pubbliche e altri finanziamenti al Tesoro; nel 2004 è stata trasformata in società per azioni.
Tra le aziende autonome degli enti locali sono importanti le aziende municipalizzate che, in ambito locale, gestiscono determinati servizi di pubblica utilità, quali l’esercizio dei trasporti urbani, l’erogazione dell’acqua e del gas, la nettezza urbana, le farmacie comunali ecc.
Le aziende municipalizzate sono prive di personalità giuridica ed è loro conferita soltanto la facoltà negoziale di stipulare contratti, peraltro sotto il controllo degli organi dell’ente locale.
Enti pubblici economici
Sono enti pubblici in quanto perseguono fini di pubblico interesse, ma per ragioni di efficienza operativa agiscono come imprese private.
Il rapporto di lavoro con i dipendenti è assimilato al rapporto di lavoro privato, hanno personalità giuridica, propri organi e un proprio patrimonio. Sono provvisti di un fondo di dotazione messo a disposizione dallo Stato. Hanno un proprio bilancio che viene allegato a quello dello Stato, ma non discusso e approvato dal Parlamento. A questo gruppo appartengono la Zecca e il Poligrafico dello Stato, la Banca d’Italia e l’ex Azienda autonoma delle foreste demaniali.
Imprese a partecipazione statale
Rappresentano la forma tipica dell’intervento pubblico in un sistema di economia di mercato.
In questo caso lo Stato diventa azionista di imprese, direttamente quando è esso stesso titolare del pacchetto azionario, oppure indirettamente quando crea una apposita holding finanziaria (ente di gestione), avente personalità giuridica, che diventa titolare delle azioni. Giuridicamente le imprese a partecipazione statale restano private e sono regolate dal diritto privato, come nel caso dell’ENI. PER ESEMPIO MAPPA
PER ESEMPIO
Stato titolare del pacchetto azionario
La RAI è una società per azioni partecipata al 99,56% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e allo 0,44% dalla Società italiana degli autori ed editori (Siae).
CLASSIFICAZIONE DELLE IMPRESE PUBBLICHE
AZIENDE AUTONOME DELLO STATO
comprende ne fanno parte ne fanno parte organizzate con
• Cassa Depositi e Prestiti
• Monopoli di Stato
ENTI PUBBLICI ECONOMICI
• Zecca e Poligrafico
• Banca d’Italia
• Azienda Foreste demaniali
IMPRESE A PARTECIPAZIONE STATALE
• unico azionista
• holding
EVOLUZIONE DELLE IMPRESE PUBBLICHE IN ITALIA
L’ETÀ D’ORO DELL’IMPRESA PUBBLICA
LE FORME GIURIDICHE
LE HOLDING PUBBLICHE
LA CRISI
IL COLLASSO DEL MODELLO
LA PRIVATIZZAZIONE
UN DIBATTITO ANCORA APERTO
LESSICO
Fondo di dotazione Insieme di mezzi finanziari e patrimoniali destinati alla gestione di enti dotati di personalità giuridica (ente pubblico o impresa a partecipazione statale), disposto dalla legge in genere contestualmente alla creazione dell’ente.
Negli anni ’70 le imprese pubbliche erano essenziali per l’economia italiana: contribuivano significativamente al PIL e all’occupazione.
Le imprese pubbliche si dividevano in società per azioni e imprese partecipate da enti pubblici, con forte controllo statale.
Il sistema statale includeva tre holding finanziarie: ENI (energia), IRI (industria e servizi), EFIM (alta tecnologia e difesa).
Negli anni ’80 inizia la crisi: inefficienze, perdite e cattivo uso di fondi pubblici portarono all’aumento del debito dello Stato.
Il crescente debito pubblico rese evidente l’insostenibilità del modello statalista, spingendo verso riforme profonde.
Dal 1993 inizia la privatizzazione. Lo Stato promuove l’azionariato diffuso per riportare le imprese nel mercato privato.
La privatizzazione resta oggetto di discussione: tra vantaggi economici e rischi per il controllo pubblico dei servizi strategici.
La Cassa Depositi e Prestiti
La Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP) è una società per azioni a controllo pubblico, partecipata per circa l’83% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e per la parte restante da fondazioni bancarie. Fondata nel 1850 come ente pubblico, è stata trasformata in S.p.A. nel 2003, mantenendo però una missione di interesse generale. CDP svolge un ruolo fondamentale nel sistema economico italiano, finanziando opere pubbliche,
Forma giuridica
infrastrutture, enti locali e imprese strategiche, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico e sociale del Paese. La principale fonte di finanziamento è il risparmio postale, raccolto tramite libretti e buoni fruttiferi gestiti da Poste Italiane. CDP può inoltre emettere obbligazioni per reperire capitali. Pur operando come soggetto privato, CDP è sottoposta alla vigilanza del Ministero dell’Economia e segue regole speciali per le attività di rilievo pubblico.
Società per azioni (S.p.A.) a controllo pubblico (Vigilanza del MEF che ne possiede l’83% e il restante è controllato da fondazioni bancarie)
Controllo Vigilanza del Ministero dell’Economia. Sottoposta a limiti e regole speciali per le attività di interesse pubblico
Anno di nascita Fondata nel 1850 come ente pubblico, trasformata in S.p.A. nel 2003
Funzioni attuali Finanziamento a lungo termine per lo Stato, gli enti locali e le infrastrutture
Sostegno alle imprese, soprattutto in settori strategici Gestione del risparmio postale
Finanziamento Risparmio postale raccolto tramite Poste Italiane, emissione di obbligazioni e con capitale proprio e partecipazioni
Proprietà Azionista di maggioranza è il MEF, azionisti di minoranza sono le Fondazioni di origine bancaria
I beni pubblici e le imprese pubbliche
Sintesi 2
2 . 1 Premessa. La copertura finanziaria della spesa pubblica
Le entrate pubbliche sono l’insieme delle risorse che affluiscono allo Stato e agli altri enti pubblici per far fronte alle necessità della loro gestione. Le entrate pubbliche sono ordinate secondo questa classificazione: a seconda della fonte da cui provengono, si distinguono in originarie o derivate; sotto il profilo giuridico, possono essere di diritto privato o di diritto pubblico.
2 . 2 Il patrimonio dello Stato e degli enti pubblici
Le entrate originarie provengono dal patrimonio dello Stato. Sotto il profilo giuridico i beni pubblici si distinguono in:
• beni demaniali, che sono inalienabili e imprescrittibili; si distinguono a loro volta in demanio necessario e demanio accidentale;
• beni patrimoniali, posseduti dallo Stato a titolo di proprietà privata e quindi soggetti alle norme di diritto privato; si distinguono in beni disponibili e indisponibili.
2 . 3 Le imprese pubbliche
Attraverso l’impresa pubblica lo Stato produce beni e servizi per fini di pubblico interesse. L’intervento dello Stato in campo economico mira a contrastare i monopoli privati; realizzare una politica economica anticongiunturale; ridurre gli squilibri economici territoriali del Paese
2 . 4 Le imprese pubbliche e le privatizzazioni
A partire dall’inizio degli anni ’80 l’impresa pubblica in Italia ha attraversato una profonda crisi per la scarsa efficienza gestionale e le sfavorevoli congiunture economiche internazionali; questa ha dato avvio al processo di privatizzazione tramite il quale molte imprese pubbliche sono passate al settore privato. Fra i vantaggi delle privatizzazioni ci sono l’aumento dell’efficienza dei settori industriali e dei servizi, la realizzazione di ingenti entrate per lo Stato e l’azionariato diffuso; esistono però anche diversi svantaggi e potenziali rischi, fra cui la perdita del controllo pubblico su beni strategici e il rischio di monopolio privato.
2 . 5 Classificazione delle imprese pubbliche
Le imprese pubbliche possono essere di tre tipologie:
• aziende autonome dello Stato e degli enti locali, che godono di speciale autonomia contabile e finanziaria;
• enti pubblici economici, dotati di personalità giuridica, con propri organi e un proprio patrimonio;
• imprese a partecipazione statale, in cui lo Stato è azionista delle imprese.
Mappa da completare
Dopo aver ripassato i contenuti dell’Unità, completa la mappa inserendo correttamente gli elementi mancanti scelti tra i seguenti.
internazionale • economici • monopoli • originarie • tributarie • monopoli • patrimonio • reddito • tributi • nazionale • azionariato • rischi • autonome
ENTRATE PUBBLICHE
PRIVATIZZAZIONI
DERIVATE
di diritto pubblico di diritto privato
dal dello Stato da e trasferimenti
beni demaniali
beni patrimoniali
CAUSE
• inefficienza
• congiuntura
VANTAGGI
• efficienza
• entrate per lo Stato
• diffuso
RISPONDI ORA ALLE DOMANDE
1. Che cosa sono le entrate pubbliche?
2. Che cosa sono i beni demaniali?
3. E i beni patrimoniali?
CLASSIFICAZIONE
DELLE IMPRESE PUBBLICHE
Imprese a partecipazione statale Aziende
Enti pubblici
• perdita del controllo pubblico
• rischio di privati
4. Come si possono classificare le entrate pubbliche?
5. Quali sono le finalità dell’impresa pubblica?
6. Per quali ragioni sono iniziate le privatizzazioni in Italia?
7. Che cosa sono gli enti pubblici economici?
8. Che tipo di autonomia hanno le aziende autonome pubbliche?
I beni pubblici e le imprese pubbliche Esercizi
Consolidiamo le conoscenze...
SCELTA MULTIPLA
1. Completa l’affermazione scegliendo la frase corretta fra quelle proposte.
1. Non fa parte del demanio necessario dello Stato
a il demanio idrico
b il demanio militare
c il demanio marittimo
d il demanio accidentale
2. Le entrate derivate dello Stato provengono
a dalla gestione del patrimonio dello Stato
b dalla vendita di beni patrimoniali dello Stato
c dalla vendita di beni prodotti dallo Stato
d dai tributi versati dai contribuenti
3. La crisi delle imprese pubbliche ha dato avvio, a partire dal 1993, al fenomeno delle
a nazionalizzazioni
b privatizzazioni
c regionalizzazioni
d statalizzazioni
4. Tra i vantaggi delle privatizzazioni non figura
a un aumento della capitalizzazione di Borsa
b un contributo alla diminuzione del debito pubblico
c un maggior controllo statale sulla produzione
d una maggior efficienza dei servizi privatizzati
5. Tra i vantaggi delle privatizzazioni non figura
la realizzazione di
a entrate per diminuire il debito pubblico
b un azionariato diffuso
c un miglior controllo della moneta in circolazione
d una maggior efficienza produttiva
6. I servizi di pubblica utilità, come i trasporti urbani, l’erogazione di acqua e gas, la nettezza urbana, sono gestiti in ambito locale dalle
a aziende autonome dello Stato
b imprese a partecipazione statale
c aziende municipalizzate
d aziende private provinciali
7. È uno dei principali rischi connessi alla privatizzazione e ai rimedi adottati per mitigarli
a aumento dei prezzi dei beni di prima necessità
b perdita di controllo pubblico su beni strategici
c peggioramento delle condizioni lavorative nel settore privato
d minore qualità dei servizi pubblici
Esercizi interattivi
8. È un possibile rimedio per la perdita di controllo pubblico su beni strategici
a l’aumento delle tariffe sociali
b l’intervento dell’Autorità Antitrust (AGCM)
c l’introduzione del Golden Power
d la separazione di reti e servizi
9. È competente per la vigilanza su prezzi e accesso ai servizi nei settori interessati dalla privatizzazione
a il Governo
b l’AGCM
c le Agenzie di regolazione indipendenti
d i sindacati
10. Non è un ente pubblico economico
a la Zecca e il Poligrafico dello Stato
b la Cassa depositi e prestiti
c la Banca d’Italia
d l’Azienda autonoma delle foreste demaniali
COMPLETAMENTI
2. Completa il brano inserendo i termini appropriati tra quelli proposti. alienato • beni • contratti • demanio • difesa • diritti • disponibile • economia • gestione • indisponibile • legge • miniere • privato • spiagge • tasse
Il patrimonio dello Stato comprende l’insieme dei mobili e immobili, e dei di cui lo Stato è titolare. Si distingue in pubblico e patrimonio caratterizzati da vincoli specifici, e patrimonio , che può essere più liberamente . Il demanio include beni come …………..........., fiumi, laghi e opere destinate alla nazionale. Il patrimonio indisponibile, invece, comprende beni come foreste, …………........... e beni di rilevante interesse storico o artistico, la cui destinazione non può essere mutata se non nei modi previsti dalla . Una efficiente di tale patrimonio è cruciale per l’ del Paese e il benessere collettivo.
ASSOCIAZIONE
3. Associa le espressioni del primo gruppo con una definizione del secondo. (Non tutte le espressioni sono definite.)
1. Beni demaniali disponibili 2. Beni demaniali privati 3. Beni patrimoniali disponibili
4. Beni patrimoniali indisponibili 5. Demanio accidentale 6. Demanio necessario
a. ___ Beni capaci di soddisfare interessi sia pubblici sia privati, ma che sono demaniali se appartengono allo Stato o a enti pubblici (ferrovie, aeroporti, pinacoteche, archivi, biblioteche, immobili di interesse storico e artistico)
b. ___ Beni che possono appartenere solo allo Stato perché soddisfano direttamente un bisogno pubblico (demanio marittimo e idrico, demanio militare)
c. ___ Beni che possono essere liberamente venduti quando l’ente pubblico lo ritiene necessario
d. ___ Beni che possono essere venduti solo osservando specifiche norme di legge (foreste, miniere, beni archeologici)
PREPARATI ALLA PROVA ORALE
4. Tra parentesi i paragrafi di riferimento.
1. Quali sono i mezzi normali per finanziare la spesa pubblica? (2.1)
CASI PRATICI
2. Quali sono i caratteri dei beni demaniali? (2.2)
3. Quali sono i caratteri dei beni patrimoniali? (2.2)
4. In quali diversi modi può agire lo Stato quando assume iniziative imprenditoriali? (2.3)
5. Che cos’è un’impresa pubblica? (2.3)
6. Quali sono le ragioni che spingono lo Stato ad agire attraverso l’impresa pubblica? (2.3)
7. Quali situazioni hanno causato la crisi dell’impresa pubblica? (2.4)
8. Quale fu lo strumento chiave adottato per privatizzare le imprese pubbliche? (2.4)
9. Quali vantaggi e quali possibili rischi comporta il fenomeno delle privatizzazioni? (2.4)
10. Quali possibili rimedi sono stati ipotizzati per ridurre i rischi delle privatizzazioni? (2.4)
11. Come si classificano le imprese pubbliche? (2.5)
12. Quali sono le aziende autonome rimaste fino a oggi allo Stato? (2.5)
13. Che cosa sono le aziende municipalizzate? (2.5)
14. Quali sono i settori di attività delle aziende municipalizzate? (2.5)
... per sviluppare le competenze
5. Esamina ciascun caso e fornisci delle soluzioni o rispondi motivando.
1. Entrate derivate. La congestione del traffico nelle grandi città
Per decongestionare il traffico nel centro di Londra, negli anni scorsi, si pensò di introdurre un’imposta, la London congestion charge, a carico degli automezzi privati che entravano nella città. L’idea ebbe successo e raggiunse i suoi obiettivi: riduzione del traffico, maggior uso dei mezzi di trasporto pubblici (autobus e metropolitana), raccolta di fondi da investire nelle infrastrutture pubbliche. Raddoppiò persino il numero dei ciclisti e si calcolò che le emissioni di carbonio erano diminuite di oltre 30mila tonnellate all’anno. Oggi un’auto che vuole entrare in centro tra le 07:00 e le 22:00 deve pagare 15 sterline, via Internet o nei negozi con un punto di pagamento (la multa di chi trasgredisce è di 160 sterline).
1. Di quale categoria di entrate fa parte la London congestion charge?
2. Ti sembrano giuste multe così elevate?
3. Consiglieresti di estendere la misura anche a molte città italiane?
4. Conosci qualche città italiana che utilizza questo sistema di regolamentazione?
2. I rischi delle privatizzazioni. La privatizzazione dell’acqua
Il Governo decide di privatizzare la principale compagnia idrica nazionale, considerata un bene strategico. L’opposizione politica esprime preoccupazione riguardo alla possibilità che un privato possa aumentare eccessivamente le tariffe per massimizzare il profitto, rendendo l’accesso all’acqua meno agevole per le fasce più deboli della popolazione.
1. Quali strumenti potrebbe utilizzare il Governo per mitigare questo specifico rischio e garantire che la privatizzazione non danneggi l’interesse pubblico in termini di accesso e costi del servizio idrico?
2. A tuo avviso, la misura adottata (vedi domanda precedente) basterebbe a garantire prezzi accessibili a tutti oppure l’acqua, in quanto bene essenziale alla vita dovrebbe essere gestita interamente dallo Stato?
3. In Italia, la privatizzazione dell’acqua è stata oggetto di acceso dibattito e di un referendum. Ricerca informazioni sul tema e prepara un dossier.
1 UNITÀ Teoria generale della finanza pubblica
Verifica di fine Unità
COMPRENSIONE
Competenze attivate
• Comunicazione nella madrelingua
• Imparare a imparare
• Competenze civiche e di cittadinanza
• Imprenditorialità
1 IL PNRR E GLI SQUILIBRI TERRITORIALI IN ITALIA
In Italia persistono forti squilibri territoriali tra Nord e Sud, riscontrabili nei livelli di reddito, occupazione, istruzione, infrastrutture e accesso ai servizi pubblici. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), varato nel 2021 nell’ambito del programma europeo Next Generation EU, rappresenta un’importante risposta dello Stato finalizzata a ridurre tali disparità. Il piano prevede che almeno il 40% dei fondi venga destinato al Mezzogiorno, che soffre di cronici ritardi nello sviluppo economico.
Tra le principali linee di intervento si trovano il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie, in particolare l’estensione dell’Alta Velocità fino a Reggio Calabria, il miglioramento dell’offerta educativa (nuovi asili nido, edilizia scolastica, formazione professionale) e la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e delle imprese.
COMPLETAMENTO
L’obiettivo è non solo stimolare la crescita economica, ma anche garantire pari opportunità ai cittadini a prescindere dall’area geografica di residenza. Il PNRR è quindi un esempio concreto di politica pubblica redistributiva e correttiva, che mira a intervenire laddove il mercato fallisce nel riequilibrare le condizioni di partenza.
Rispondi.
1. Qual è il principale obiettivo dell’intervento pubblico descritto?
2. Perché il mercato da solo non è in grado di superare gli squilibri territoriali?
3. Quali settori di intervento sono stati individuati come prioritari nel Sud Italia?
4. In che modo il PNRR rappresenta un esempio di politica redistributiva?
Rifletti.
1. Ritieni che gli interventi pubblici come il PNRR siano sufficienti a colmare i divari territoriali? Perché? Esprimi il tuo parere in proposito.
2. La digitalizzazione della Pubblica amministrazione può davvero ridurre gli squilibri territoriali? Perché?
3. Pensi che il PNRR possa bastare da solo a superare i divari Nord-Sud? Quali altre misure potrebbero essere utili?
1 Facendo riferimento al diverso ruolo assegnato allo Stato dalle diverse correnti di pensiero, compila la seguente tabella. (Un tipo di finanza va inserita due volte).
ATTIVITÀ SVOLTA DALLO STATO
Correggere squilibri temporanei nel sistema economico
Stabilizzare il sistema economico anche in deficit
Garantire le fasce più deboli
Garantire solo i servizi essenziali
Intervenire in modo flessibile
Non intralciare l’attività dei privati
TIPO DI FINANZA
2 Facendo riferimento alle classificazioni del patrimonio dello Stato e degli enti pubblici, compila la seguente tabella.
BENE
Un torrente
Un museo
Un terreno agricolo dello Stato non utilizzato
Un’autostrada statale
Una miniera
Un porto
CATEGORIA ALTRO ESEMPIO
3
Facendo riferimento alle classificazioni delle imprese pubbliche, compila la seguente tabella.
IMPRESA PUBBLICA
Banca d’Italia
Monopoli di Stato
Aziende foreste demaniali
La metropolitana
Cassa Depositi e Prestiti
RAI
Una farmacia
ENI
CASI PRATICI
CATEGORIA ALTRO ESEMPIO
Competenze attivate complessivamente per tutti i casi
• Comunicazione nella madrelingua
• Imparare a imparare
• Competenze civiche e di cittadinanza
• Imprenditorialità
1 BENI MERITORI. VACCINAZIONE
OBBLIGATORIA: IL CASO DEL VAIOLO
Un esempio storico di bene meritorio è la vaccinazione antivaiolo, resa obbligatoria per i bambini in Italia fino alla fine degli anni ’70 del secolo scorso. In quegli anni, molte famiglie, per disinformazione o timori infondati, avrebbero potuto scegliere di non vaccinare i figli, mettendo però a rischio la salute pubblica. Lo Stato intervenne con una politica di sanità pubblica: rese la vaccinazione obbligatoria, gratuita e accessibile, agendo nell’interesse collettivo. Grazie a queste campagne, il vaiolo è stato eradicato e l’Italia ha eliminato il rischio di gravi epidemie. Questo caso mostra come un bene meritorio, come la prevenzione sanitaria, possa richiedere un intervento diretto del settore pubblico per superare i limiti del mercato e garantire il benessere sociale. Rispondi.
1. Che cos’è un bene meritorio? Fai due esempi oltre a quello della vaccinazione.
2. Perché lo Stato può decidere di rendere obbligatoria una vaccinazione?
3. Che cosa sarebbe potuto accadere se la vaccinazione antivaiolo non fosse stata obbligatoria?
4. Oggi quali altri beni o servizi ti sembrano meritori? Spiega perché.
5. Scrivi un breve testo su un altro esempio di intervento pubblico per un bene meritorio.
2 ESTERNALITÀ NEGATIVE.
L’INQUINAMENTO INDUSTRIALE
Una fabbrica di acciaio inquina l’aria di una piccola città. Gli abitanti iniziano a soffrire di problemi respiratori e si registra un sensibile calo nel turismo.
Rispondi.
1. Spiega in che modo questo caso rappresenta un fallimento del mercato.
2. Perché solo lo Stato ha gli strumenti necessari per correggere l’esternalità?
3. Quali strumenti di politica pubblica possono essere utilizzati per contrastare il fenomeno?
4. Un’impresa farmaceutica investe ingenti risorse nella ricerca e sviluppo di un nuovo farmaco per una malattia per la quale ancora non si è scoperta una terapia efficace. È una situazione paragonabile al caso prima proposto?

3
1 UNITÀ Teoria generale della finanza pubblica Verifica di fine Unità
BENI PUBBLICI. L’ILLUMINAZIONE STRADALE
In un quartiere residenziale è necessario incrementare l’illuminazione pubblica notturna, ma nessuno dei residenti vuole pagare di propria iniziativa per migliorare la situazione. Il Comune provvede a installare nuovi lampioni. Rispondi.
1. Perché l’illuminazione stradale è considerata un bene pubblico
2. Perché il mercato privato fallirebbe nel fornire la quantità ottimale di illuminazione stradale?
3. Quali sono le caratteristiche chiave dell’illuminazione stradale?
4 BENI PUBBLICI E BISOGNI COLLETTIVI. SE PEDALI TU, PEDALO ANCH’IO
Una città ad alta densità abitativa ha un problema crescente di congestione del traffico e inquinamento atmosferico. Alcuni cittadini propongono di costruire una pista ciclabile urbana lunga 10 km, gratuita e aperta a tutti. Il progetto costa 1 milione di euro e i comitati cittadini sperano che venga interamente finanziata con fondi pubblici o con una tariffa per l’utilizzo.
Rispondi.
1. La pista ciclabile può essere considerata un bene pubblico puro? Motiva la risposta.
COMPITO DI REALTÀ
QUANDO IL MERCATO NON BASTA
Gruppi
Tempi
Competenze chiave attivate
2. Quale bisogno collettivo soddisfa la pista ciclabile?
3. Quale sarebbe il rischio se si lasciasse la realizzazione della pista ciclabile al solo mercato privato?
4. Se la pista ciclabile fosse utilizzata solo dal 40% dei cittadini, secondo te l’intervento pubblico sarebbe comunque giustificabile?
5 BENI DEMANIALI. TURISTI A… SCUOLA
Il Comune di un piccolo centro possiede un vecchio edificio scolastico inutilizzato. La Giunta comunale vorrebbe affittarlo a un privato per farne una struttura turistica ricettiva.
Rispondi.
1. Di che tipo di bene si tratta attualmente (demaniale, disponibile, indisponibile)?
2. È possibile darlo in affitto? A quali condizioni?
3. Quale procedura dovrebbe seguire il Comune per trasformarlo in bene disponibile, qualora fosse necessario?
4. Facendo riferimento a quanto hai studiato nel testo, spiega qual è la differenza tra demanio pubblico e patrimonio indisponibile e ciò che distingue un bene patrimoniale disponibile da uno indisponibile. Qual è la funzione economico-sociale dei beni pubblici indisponibili?
Eterogenei di 3 o 4 persone ciascuno
2 settimane se il lavoro è svolto a casa più 90’ per ascoltare le presentazioni dei gruppi
• Comunicazione nella madrelingua
• Competenza digitale
• Imparare a imparare
Diamo per scontato che il mercato sappia sempre allocare al meglio le risorse. Studiando le finalità dell’intervento dello Stato nel sistema economico, vi siete resi conto che in molte situazioni reali questo non accade. Inquinamento, monopoli, beni pubblici e asimmetrie informative sono solo alcuni esempi dei fallimenti del mercato ai quali lo Stato, intervenendo nel sistema economico, cerca di porre rimedio. Dopo aver studiato questo argomento, vi sentite più consapevoli e responsabili e vorreste fare qualcosa di concreto per sensibilizzare i vostri compagni del quarto e del quinto anno.
Consegna
• Competenza sociale e civica
• Consapevolezza ed espressione culturale
Divisi in gruppi da 3 o 4 studenti, ricercate dei casi di fallimento del mercato e sceglietene uno, analizzatelo, approfonditelo e preparate una campagna di sensibilizzazione rivolta ai vostri coetanei per spiegare:
• in che cosa consiste il fallimento del mercato nel caso scelto;
• perché il mercato da solo non riesce a risolverlo;
• quali sono le possibili soluzioni (intervento pubblico, regolamentazione ecc.);
• quali conseguenze comporta nella vita quotidiana delle persone.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Tutti insieme, in classe
• mettete a fuoco quanto avete appreso sui fallimenti del mercato e sulla necessità dell’intervento dello Stato, ripassando insieme con l’insegnante;
• dividetevi in piccoli gruppi di 3 o 4 studenti ciascuno, secondo le indicazioni dell’insegnante, che stabilisce la data di consegna dei lavori;
• ogni gruppo sceglierà uno dei seguenti temi:
1. l’inquinamento ambientale (per esempio, smog, plastica negli oceani);
2. i beni pubblici (per esempio l’illuminazione stradale, la difesa);
3. i monopoli e la mancanza di concorrenza (per esempio, Big Tech, energia);
4. le esternalità negative (per esempio, trasporti, consumo di alcol);
5. le asimmetrie informative (per esempio, mercato assicurativo, sanità);
6. il problema della sanità o dell’istruzione in contesti di libero mercato (come garantire a tutti la stessa assistenza o istruzione?);
7. altro fallimento del mercato a vostra scelta;
• ogni gruppo preparerà una presentazione sul tema scelto, utilizzando il programma preferito (PowerPoint, Canva, Prezi…), anche inserendo, se presenti, titoli di articoli di giornale o di saggi inerenti all’argomento trattato. In alternativa, sarà possibile realizzare un video o un podcast.
Se la scuola ha a disposizione un laboratorio informatico, è possibile svolgere tutto il lavoro in classe, diversamente la fase che segue può essere svolta a casa.
A casa, il gruppo
Ogni gruppo organizza il lavoro da svolgere che dovrà essere pronto entro la data stabilita dall’insegnante. Tutte le presentazioni dovranno contenere una slide finale che, attraverso un percorso visivo, riassuma il loro contenuto.
Tutti insieme, in classe
Ogni gruppo espone il proprio lavoro e condivide il percorso visivo con tutti i compagni di classe inviandolo o caricandolo su una piattaforma comune.
CHECK LIST Punteggio
CONTENUTO
Vengono indicati:
• il tipo di fallimento del mercato scelto;
• il motivo per cui il mercato da solo non riesce a risolverlo;
• le conseguenze sulla collettività e sul singolo individuo;
• eventuali soluzioni (esistenti o nuove).
ANALISI
• La situazione viene solo descritta.
• Vengono proposte soluzioni esistenti o nuove.
• Sono presenti anche esempi concreti, attuali o collegamenti alla vita quotidiana.
PRODOTTO FINALE
• La presentazione è chiara, ordinata e ben leggibile.
• Sono presenti immagini o grafici.
• Il podcast o il video rispettano i tempi.
• Il linguaggio usato è chiaro e corretto.
LAVORO DI GRUPPO
Tutti hanno dato il proprio contributo ed avete lavorato nel rispetto delle opinioni di tutti e in caso di divergenze vi siete accordati serenamente rispettando i tempi stabiliti. 1
TOTALE PUNTEGGIO ……/12

Accertamento, riscossione e contenzioso
Questa sezione è dedicata all’esame dei delicati rapporti fra il fisco e il contribuente
Cominceremo dalle procedure attuate per determinare l’imponibile e calcolare l’imposta dovuta e dalle modalità di riscossione delle somme che il contribuente è tenuto a versare all’erario, illustrando inoltre i metodi impiegati per contrastare il fenomeno dell’evasione. Vedremo poi alcuni importanti istituti introdotti per evitare le liti fra contribuente e fisco, riducendo al minimo le controversie fiscali.
La parte finale di questa appendice riguarda il contenzioso tributario che consente al contribuente di difendersi dalle pretese del fisco che considera ingiuste.
1 L’accertamento e la riscossione delle imposte
1 . 1 L’accertamento delle imposte
L’accertamento delle imposte è il procedimento dell’Amministrazione finanziaria diretto a determinare con esattezza la materia imponibile e l’imposta dovuta, utilizzando, oltre agli elementi indicati dal contribuente, anche informazioni acquisite d’ufficio.
Le operazioni di accertamento comprendono le seguenti fasi:
1. determinazione dell’imponibile;
2. liquidazione dell’imposta;
3. notificazione degli addebiti al contribuente.
Vediamole singolarmente.
Determinazione dell’imponibile
Il debito di imposta può essere accertato in due modi: con il metodo sintetico (o induttivo) e con il metodo analitico.
Con il metodo sintetico, la materia imponibile viene desunta indirettamente in base a indizi e a elementi presuntivi.
PER ESEMPIO Metodo sintetico
Il reddito individuale può essere stimato sulla base del tenore di vita del soggetto, e cioè dell’alloggio, dell’automobile, del personale di servizio ecc.; analogamente la quantità di beni prodotti da un’impresa si può dedurre da elementi indiziari quali il numero dei dipendenti, il valore del macchinario impiegato, la quantità di materia prima utilizzata, l’energia motrice consumata, e così via.
Con il metodo analitico invece la materia imponibile viene valutata in modo diretto, mediante una ricerca particolareggiata dei singoli elementi che costituiscono l’imponibile stesso.
Con il metodo analitico l’accertamento può avvenire:
Amministrazione finanziaria
Insieme delle strutture amministrative incaricate della riscossione e gestione delle entrate dello Stato. È articolata in modo gerarchico, con al vertice il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Nel linguaggio corrente “fisco” indica gli uffici che si occupano dei tributi ed “erario” si riferisce alle casse dello Stato.
• d’ufficio, se gli organi dell’Amministrazione finanziaria procedono di propria iniziativa all’accertamento dell’imponibile e alla sua tassazione;
• in base a denuncia verificata, quando il contribuente ha l’obbligo di dichiarare agli uffici fiscali l’entità dell’imponibile, ferma restando la facoltà dell’Amministrazione fiscale di procedere a verifica e a eventuale rettifica della dichiarazione.
PER ESEMPIO Metodo analitico
Nel nostro sistema, basato sull’autoliquidazione mediante dichiarazione da parte del contribuente, l’accertamento d’ufficio è puramente eventuale e avviene solo quando non viene presentata la dichiarazione, o viene presentata una dichiarazione nulla. L’accertamento in base a denuncia verificata è invece la procedura normale, che si attua quando gli uffici intervengono per rettificare le dichiarazioni risultate irregolari (accertamento in rettifica).
Il metodo sintetico presenta lo svantaggio di una scarsa precisione, e può portare a valutazioni errate della capacità contributiva soprattutto per quanto riguarda l’accertamento del reddito individuale (può accadere infatti che persone titolari di redditi elevati vivano modestamente, e viceversa); tuttavia, esso presenta il vantaggio di una notevole facilità di applicazione, in quanto comporta bassi costi per l’Amministrazione fiscale. A causa della sua scarsa precisione, è stato quasi del tutto abbandonato nei moderni sistemi tributari.
Liquidazione dell’imposta
La liquidazione dell’imposta consiste nella determinazione dell’esatto ammontare dell’imposta dovuta dal contribuente.
Lo Stato determina l’aliquota, che viene applicata all’imponibile netto. L’imposta, dunque, varia al variare della materia imponibile.
Notificazione al contribuente

Quando l’accertamento avviene d’ufficio, l’Amministrazione finanziaria può esigere il pagamento dell’imposta solo dopo il momento in cui il contribuente viene a conoscere l’ammontare preciso dell’imposta, ossia dopo l’avvenuta notificazione dell’avviso di accertamento.
Contro i contribuenti morosi operano particolari meccanismi che rendono rapido il procedimento coattivo di riscossione; per i crediti di imposta è prevista una procedura privilegiata e con termini abbreviati. Il contribuente può ricorrere contro l’accertamento d’ufficio nei modi stabiliti dalla legge.
1 . 2 L’accertamento nel nostro sistema tributario
L’accertamento consiste in un insieme di atti adottati dagli uffici fiscali allo scopo di verificare nei confronti di un dato contribuente l’esistenza del presupposto dell’imposta, nel determinare la base imponibile e nel calcolare l’imposta dovuta.
Se la dichiarazione non è stata presentata, oppure risulta incompleta o riporta imponibili inferiori a quelli reali, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate procedono alla determinazione dell’imponibile utilizzando, oltre agli elementi forniti dal contribuente, anche informazioni acquisite d’ufficio.
Gli interventi possibili
Gli uffici possono effettuare queste operazioni:
• richiedere dati e informazioni al contribuente, convocandolo di persona o invitandolo a far pervenire atti, documenti e scritture contabili, o ancora inviandogli questionari da restituire compilati e firmati;
• disporre ispezioni nei locali dove si svolge l’attività del contribuente, per effettuare verifiche utili all’accertamento;
Notificazione
Attività con la quale si portano a conoscenza dei destinatari gli atti della Pubblica amministrazione. L’avviso di accertamento può essere notificato per posta o direttamente, con obbligo di consegna dell’atto e sua sottoscrizione da parte del ricevente, garantendo la riservatezza dell’atto notificato.
Contribuenti morosi Sono i contribuenti che non assolvono la loro obbligazione tributaria nei termini indicati dalla legge. Deriva dal latino mora, che significa ritardo. In caso di violazioni di norme tributarie sono previste sanzioni amministrative o penali.

• richiedere informazioni e notizie a Pubbliche amministrazioni, enti e società che svolgono attività di gestione e intermediazione finanziaria ;
• richiedere alle banche copia dei conti intrattenuti con il contribuente;
• richiedere copie o estratti di atti o documenti a notai o altri pubblici ufficiali.
Come viene rettificata la dichiarazione
Se l’ufficio fiscale ritiene – sulla base di documenti, informazioni o notizie – che nella dichiarazione sia stato indicato un reddito inferiore a quello effettivo, oppure che non competano le deduzioni e le detrazioni indicate, procede al cosiddetto accertamento in rettifica. Se il reddito è determinato in base a scritture contabili (redditi d’impresa, di lavoro autonomo, di enti e società soggetti a IRES), l’accertamento in rettifica è ammesso in caso di contabilità non attendibile. Per i soggetti in regime di contabilità ordinaria l’accertamento deve essere effettuato in modo analitico, con riferimento ai singoli componenti positivi e negativi di reddito, e avendo riguardo non solo alle scritture contabili, ma a tutti gli atti relativi all’impresa e ai dati raccolti dall’ufficio (informazioni, ispezioni, verifiche, questionari ecc.).
L’accertamento induttivo si verifica quando il reddito non viene determinato in base a scritture contabili, ma sinteticamente, desumendo indirettamente la materia imponibile da elementi esteriori, che hanno in ogni caso il valore di indizi attendibili.
PER ESEMPIO Accertamento induttivo
Il numero dei lavoratori dipendenti, il consumo di energia, le scorte di materie prime ecc. danno indicazioni per stabilire il fatturato di un’impresa e sono considerati indizi attendibili.
Si esercita nei confronti dei soggetti a contabilità ordinaria in presenza di elementi che possono far presumere un comportamento evasivo.
PER ESEMPIO Comportamento evasivo
La mancanza di scritture contabili, omissioni, falsificazioni e irregolarità nelle scritture contabili; oppure la mancata presentazione del conto economico fanno presumere un comportamento evasivo.
L’accertamento d’ufficio si effettua quando il contribuente non ha presentato la dichiarazione, o quando la dichiarazione è nulla (non è sottoscritta, oppure non è redatta su apposito modello). Il reddito viene determinato induttivamente, utilizzando i dati comunque disponibili, come quelli contenuti nella stessa dichiarazione, se presentata, o quelli contenuti nelle dichiarazioni degli anni precedenti.
La collaborazione dei Comuni. All’attività di accertamento possono collaborare i Comuni, ai quali gli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate devono inviare copia delle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti. Il Comune e la Regione possono segnalare all’anagrafe tributaria dati e notizie rilevanti, anche per i soggetti che non hanno presentato la dichiarazione, formulando proposte motivate di aumento degli imponibili.
Intermediazione finanziaria
Attività svolta dai soggetti che raccolgono denaro da persone e istituzioni e lo impiegano per effettuare prestiti e altri investimenti ad altri soggetti. Si distingue solitamente tra intermediari appartenenti al settore bancario e intermediari appartenenti al settore non bancario
Lo schema d’atto. A partire dalla primavera 2024, l’Agenzia delle Entrate, prima di notificare ad un contribuente l’atto definitivo con il quale contesta le maggiori imposte oltre che relative sanzioni e interessi, è tenuta a notificargli uno schema d’atto Entro 60 giorni dalla ricezione dello schema d’atto il contribuente può presentare le proprie osservazioni che devono essere obbligatoriamente valutate dall’Agenzia delle Entrate; altrimenti lo schema d’atto si consolida e il contribuente riceve l’avviso di accertamento.
L’avviso di accertamento. La procedura si conclude con l’avviso di accertamento, che è l’atto amministrativo con cui l’ufficio fiscale notifica formalmente un addebito nei confronti del contribuente. In base alla
→ Unità 5, cap. 2
motivazione il contribuente può valutare la legittimità del comportamento dell’Amministrazione finanziaria e, se ritiene che l’atto sia viziato, può ricorrere utilizzando vari mezzi. L’avviso di accertamento deve essere notificato, a pena di decadenza , entro il 31 dicembre del quinto anno successivo al termine stabilito per la presentazione della dichiarazione.
1 . 3 La riscossione delle imposte
Le modalità di riscossione
La riscossione delle imposte (detta anche esazione) può avvenire con modalità diverse. Vediamo di seguito le varie tipologie.
• Mediante autotassazione e successivo versamento agli uffici fiscali
PER ESEMPIO Autotassazione
Per i versamenti di IRPEF e IRAP, il contribuente stesso calcola l’imposta dovuta in base alla dichiarazione presentata, e ne versa l’importo tramite un istituto di credito;
• Mediante ritenuta con rivalsa, se l’imposta viene riscossa presso un soggetto diverso da quello colpito, il quale può rivalersi sul soggetto che si intende colpire.
PER ESEMPIO Ritenuta con rivalsa
L’imposta sui redditi da lavoro dipendente viene addebitata all’imprenditore, che a sua volta effettua la ritenuta sul reddito dei propri dipendenti.
Motivazione
Spiegazione delle ragioni che hanno indotto l’Amministrazione finanziaria a prendere un dato provvedimento. Se la motivazione manca o è insufficiente il provvedimento è illegittimo, e può essere annullato dal giudice amministrativo.
Decadenza
Perdita della possibilità di esercitare un diritto come conseguenza del decorrere di un determinato lasso di tempo; non sono ammesse interruzioni e sospensioni. Serve a limitare i tempi di incertezza delle situazioni giuridiche.
Il soggetto tenuto al versamento dell’imposta allo Stato per conto del contribuente, che trattiene dai salari, le imposte dovute (ritenute alla fonte), è chiamato sostituto di imposta
• Mediante ritenuta diretta, quando l’imposta colpisce redditi corrisposti dallo Stato (stipendi, pensioni, interessi su titoli pubblici) e viene trattenuta direttamente dallo Stato.
• Tramite uffici fiscali: questo metodo viene soprattutto usato per le imposte indirette, e consiste nella riscossione del tributo da parte degli uffici statali (così, le imposte di registro sono incassate dagli uffici locali delle Agenzie delle Entrate, i dazi dagli uffici doganali ecc.).
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• Mediante bollo, quando l’imposta viene pagata attraverso l’uso di carta bollata o tramite marche da bollo.
• Mediante appalto a esattori , cioè persone fisiche o giuridiche a cui lo Stato e gli enti impositori affidano il compito di riscuotere certe imposte.
Nel nostro sistema fiscale sono specialmente diffuse la riscossione per ritenuta e quella per autotassazione.
1 . 4 La riscossione nel nostro sistema tributario
Nel nostro sistema tributario la riscossione avviene di regola su iniziativa del contribuente o del sostituto di imposta (autotassazione), che versa la somma dovuta ai concessionari della riscossione. Sulle modalità della riscossione si rimanda alle unità dedicate alle singole imposte IRPEF, IRES, IRAP e IMU.
PER ESEMPIO Sostituto d’imposta
Il sostituto di imposta è il datore di lavoro o l’ente pensionistico, che sostituiscono il lavoratore o il pensionato nei rapporti con l’Amministrazione finanziaria. Essi trattengono le imposte dovute dai salari o dalle pensioni e, poi, le versano allo Stato.
Esattori
Soggetti che per appalto curano la riscossione delle imposte. In Italia avevano il compito di riscuotere le imposte dirette sulla base di ruoli emessi dalle Intendenze di finanza. La loro attività è cessata con l’introduzione dell’autotassazione IRPEF, e la riscossione è stata successivamente affidata in concessione a un’apposita società (Concessionari della riscossione). Attualmente il servizio è svolto da Agenzia delle Entrate - Riscossione.

L’iscrizione a ruolo
Se l’imposta è determinata dagli uffici fiscali, la riscossione avviene mediante l’iscrizione in un ruolo, che deve indicare l’ente creditore, il codice fiscale e i dati anagrafici del debitore, l’importo delle componenti del debito di imposta con interessi e sanzioni, il periodo di imposta, le rate con il relativo importo, l’indicazione del concessionario competente alla riscossione, il riferimento all’atto di accertamento, la data in cui il ruolo diventa esecutivo. La riscossione delle imposte è gestita da Agenzia delle Entrate - Riscossione, alle dirette dipendenze del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Se il contribuente non paga entro 60 giorni dalla notifica, l’Agenzia può procedere all’esecuzione forzata sui suoi beni, con una procedura semplificata rispetto al procedimento esecutivo ordinario: il credito per le imposte iscritte a ruolo gode infatti di privilegio rispetto agli altri crediti.
Se il contribuente ritiene infondato l’addebito, può presentare ricorso entro 60 giorni dalla notifica
Per i contribuenti muniti di partita IVA è istituito, presso il concessionario, il conto corrente fiscale in cui si possono effettuare i versamenti IRPEF, IRES e IVA, oltre a quelli dovuti dai sostituti di imposta.
Le somme dovute, al netto della compensazione, vanno versate al concessionario o a una banca convenzionata, che successivamente ripartirà il gettito fra gli enti destinatari.
Le eventuali eccedenze a credito possono essere portate in diminuzione del primo versamento successivo oppure, in alternativa, può essere chiesto il rimborso al concessionario, che vi provvede mediante accreditamento sul conto corrente fiscale intestato al contribuente.

Esecuzione forzata
Procedimento coattivo attivato dal concessionario della riscossione a seguito della morosità del contribuente. Consiste nella vendita all’asta di beni di sua proprietà di valore sufficiente ad assicurare la soddisfazione del credito.
Tax compliance
Insieme di norme legislative, sociali e morali che promuovono la lealtà fiscale del contribuente. Per contrastare l’evasione l’Amministrazione tributaria non deve reprimere, bensì agevolare il contribuente assistendolo nell’adempimento dei suoi doveri, semplificando le procedure e premiandone la fedeltà fiscale.
Come si effettuano i versamenti
I versamenti per imposte, interessi e sanzioni in caso di liquidazione e controllo formale della dichiarazione, avviso di accertamento, accertamento con adesione, conciliazione giudiziale e ravvedimento (di cui parleremo più avanti) possono essere effettuati per via telematica (F24 online) compensando gli eventuali crediti, oppure presso le banche convenzionate, gli uffici postali e i concessionari della riscossione.
Per utilizzare il pagamento online è sufficiente possedere il codice PIN o essere utenti del servizio Entratel, e scaricare l’apposito software direttamente dal sito web www.agenziaentrate.gov.it.
2 Il rapporto contribuente-fisco
2 . 1 Il diritto di interpello
Allo scopo di porre i rapporti fra cittadino e fisco su un piano di lealtà e di collaborazione reciproca sono state introdotte numerose norme mirate a ridurre l’evasione e aiutare il contribuente ad assolvere i suoi obblighi tributari, realizzando cioè quella che con termine moderno si definisce fedeltà fiscale o, più frequentemente, tax compliance
In quest’ottica lo Statuto del contribuente all’articolo 11 ha delineato uno strumento particolarmente utile per migliorare i rapporti del cittadino con l’Amministrazione tributaria: è il diritto di interpello (ruling), di cui il contribuente può avvalersi quando è incerto su come comportarsi in una situazione concreta.
Il diritto di interpello consiste nella possibilità riconosciuta al contribuente di richiedere il parere dell’Amministrazione finanziaria prima di compiere un determinato atto, in presenza di una situazione di incertezza circa l’applicazione della normativa.
Il contribuente evita così di commettere errori, che possono essere anche pesantemente sanzionati, ottenendo il parere degli uffici fiscali prima di porre in atto un certo comportamento.
PER ESEMPIO Interpello
Un giovane imprenditore avvia una piccola start-up che vende online kit per laboratori scolastici. Un Comune gli propone un contratto di fornitura con posa in opera dentro le aule. Data l’inesperienza, l’imprenditore non è sicuro se applicare IVA 22% (beni) o 10% (prestazione assimilata a servizi di installazione scolastica) e non sa come fatturare il trasporto. Per evitare errori e sanzioni, invia un interpello ordinario all’Agenzia delle Entrate via PEC: descrive il caso concreto, allega il capitolato del Comune e spiega la sua interpretazione (per lui è fornitura con posa → IVA 22%).
L’Agenzia risponde entro i 90 giorni: conferma l’IVA 22% e indica che il trasporto va compreso nell’imponibile. Risultato: la start-up fattura correttamente fin dalla prima fornitura, è in regola (tax compliance) e, avendo seguito il parere, non rischia sanzioni per un’eventuale interpretazione sbagliata.

La presentazione dell’interpello non ha effetto sulle scadenze tributarie, quindi il contribuente non potrà sottrarsi al pagamento di quanto dovuto per il solo fatto di essere in attesa di una risposta da parte dell’Amministrazione finanziaria.
La risposta dell’Agenzia delle Entrate ha efficacia esclusivamente nei confronti del contribuente che ha inoltrato l’istanza di interpello, limitatamente al caso concreto e personale prospettato. Il contribuente può anche non adeguarsi alla risposta ricevuta, essendo libero di adottare un diverso comportamento, mentre invece la risposta vincola l’Amministrazione finanziaria, che non può emettere atti di accertamento in contrasto con essa.
2 . 2 L’acquiescenza
L’esperienza del passato ha dimostrato che molti contribuenti ricorrevano al contenzioso tributario anche contro gli avvisi di accertamento esatti, fondati su valutazioni corrette dell’Amministrazione finanziaria. Lo scopo di tali ricorsi era spesso solo quello di “guadagnare tempo”, in modo da rimandare a una data più lontana il pagamento delle somme dovute; questi comportamenti provocavano però un sovraccarico di ricorsi ingiustificati, che costituivano un ostacolo al buon funzionamento della giustizia tributaria. Allo scopo di scoraggiare le liti aventi unicamente fini dilatori, la riforma del contenzioso tributario ha reso il ricorso più costoso, obbligando il ricorrente ad avvalersi di un difensore e prevedendo la possibilità della condanna al pagamento delle spese in caso di soccombenza.
Ha inoltre introdotto l’acquiescenza, un istituto che consente un trattamento favorevole al contribuente che versa entro i termini prescritti le somme dovute a seguito di un accertamento dell’ufficio fiscale.
Infatti, con questo istituto, il contribuente che rinuncia al contenzioso gode di:
• riduzione a un terzo delle sanzioni irrogate dagli uffici con l’avviso di accertamento;
• possibilità di versare ratealmente, le somme dovute (maggiorate degli interessi legali), fornendo garanzie di solvibilità.
Ricorso
Atto mediante il quale il contribuente si oppone, entro il termine di 60 giorni, a un provvedimento emesso dall’Amministrazione finanziaria e ritenuto non corretto. Il ricorso deve essere redatto in carta da bollo e sottoscritto sia dal ricorrente sia dal difensore, nei casi in cui venga richiesto.

PER ESEMPIO Acquiescenza
Un contribuente riceve un avviso di accertamento: imposta dovuta € 4.000, sanzione 30% = € 1.200, interessi € 80. Dopo aver verificato che l’atto è corretto, rinuncia a fare ricorso e sceglie l’acquiescenza, pagando entro 60 giorni. Con l’acquiescenza la sanzione si riduce a 1/3: da € 1.200 a € 400. Pertanto, il totale da versare è: € 4.000 (imposta) + € 400 (sanzione ridotta) + € 80 (interessi) = € 4.480 (invece di € 5.280 se andasse a contenzioso e perdesse). Inoltre, se preferisce, può rateizzare l’importo (con interessi legali) fornendo garanzia di solvibilità. Risultato: il contribuente paga meno sanzioni e chiude subito la posizione, evitando tempi e costi del contenzioso.
2 . 3 Il concordato e la conciliazione giudiziale
Procedure per prevenire le controversie
Allo scopo di ridurre al minimo le controversie fra contribuente e fisco sono state introdotte alcune procedure per consentire di:
• prevenire le controversie (concordato);
• chiuderle una volta iniziate (conciliazione giudiziale), dato che sono previste forti riduzioni delle sanzioni.
Entrambe le soluzioni possono essere proposte sia dal contribuente sia dal fisco.
Concordato o accertamento con adesione
Istituito con lo scopo dichiarato di instaurare un clima di maggiore collaborazione tra le parti del rapporto fiscale, il concordato si propone di definire l’ammontare delle imposte dovute attraverso un contraddittorio tra contribuente e fisco.
Con il concordato, detto tecnicamente “accertamento con adesione”, si può patteggiare l’imponibile quando si è ricevuto un accertamento, evitando così il ricorso alle corti di giustizia tributaria ; la controversia si chiude con la riduzione delle sanzioni a un terzo del minimo, e viene esclusa la punibilità dei reati tributari meno gravi.
Il concordato è ammesso per tutte le più importanti imposte dirette e indirette. Su istanza del contribuente nei cui confronti sono stati effettuati accessi o verifiche, oppure nei cui confronti sia stato notificato avviso di accertamento non preceduto da invito a comparire.
Corte di giustizia tributaria
Organo giurisdizionale specializzato nelle controversie tra contribuenti e amministrazione finanziaria in materia di imposte, tributi e sanzioni fiscali.
Impugnazione
Strumento che la legge mette a disposizione della parte soccombente in giudizio per rimediare a una sentenza ritenuta ingiusta. Il suo utilizzo è solo eventuale, dato che la parte può anche accettare la sentenza sfavorevole che, se non impugnata, diventa definitiva. Se viene attivata l’impugnazione si aprono ulteriori fasi processuali, che possono anche capovolgere la prima sentenza.
L’accertamento così definito non è soggetto a impugnazione , e non può essere modificato dagli uffici fiscali. Comporta per il contribuente il vantaggio di una riduzione delle sanzioni a un terzo del minimo stabilito dalla legge, e la possibilità di rateizzare le somme definite con il concordato.
PER ESEMPIO Accertamento con adesione
La società Beta S.r.l. riceve un avviso di accertamento perIRES: maggiorimponibile 50.000 euro, imposta 12.000 euro, sanzioni minime 30% € 3.600 euro + interessi. Il consulente fiscale dell’azienda ritiene alcune riprese parzialmente esagerate. Beta chiede l’accertamento con adesione: si apre il contraddittorio con l’Ufficio, si esibiscono documenti e le riprese vengono ridotte a € 40.000 (imposta 9.600 euro). Con l’adesione:
• sanzioni ridotte a 1/3 del minimo → da € 3.600 a € 1.200;
• interessi dovuti fino alla data dell’accordo;
• niente ricorso alle Corti tributarie e, per i profili minori, non punibilità penale.
Totale da versare: € 9.600 (imposta) + € 1.200 (sanzioni ridotte) + interessi.
La Beta S.r.l. può rateizzare gli importi. L’atto diventa definitivo (non impugnabile) e l’Ufficio non può più modificarlo.
Conciliazione giudiziale
La lite fiscale può chiudersi con una conciliazione tributaria:
• fuori udienza , mediante istanza congiunta delle parti, in cui il giudice dichiara la cessazione della materia (o emette ordinanza in caso di accordo parziale);
• in udienza, se chiesta dalle parti o su proposta della Corte. Raggiunto l’accordo, si redige verbale che vale come titolo per la riscossione e il giudizio si estingue. Il pagamento va fatto entro 20 giorni e le sanzioni sono ridotte, con misura variabile a seconda del grado di giudizio.
La Corte può proporre la conciliazione d’ufficio.
Vantaggi offerti dai due istituti
Ciascuno dei due istituti presenta indubbi vantaggi per il contribuente.
Il concordato:
• chiude definitivamente la controversia;
• le sanzioni sono ridotte a un terzo del minimo per ciascun tributo e per ciascun periodo di imposta.
La conciliazione giudiziale:
• può chiudere una controversia anche parzialmente, lasciando aperti gli aspetti più complessi che verranno chiariti con le normali procedure;
• permette al contribuente di usufruire di una riduzione delle sanzioni amministrative del 60% in primo grado, del 50% in secondo grado e del 40% nel corso dei giudizi di Cassazione.
2 . 4 Il ravvedimento operoso
Lo strumento del ravvedimento operoso contribuisce a diminuire il contenzioso, in quanto consente al contribuente di integrare la dichiarazione dei redditi già presentata con una successiva dichiarazione, che corregge gli errori commessi nella prima dichiarazione.
Con il ravvedimento si possono sanare, entro precisi limiti di tempo, eventuali omissioni o irregolarità, beneficiando di riduzioni delle sanzioni amministrative.
Il ravvedimento non è consentito se la violazione è già stata contestata, oppure se sono già iniziate le attività di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il pagamento e la regolarizzazione non precludono comunque l’inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento.
Per regolarizzare l’omesso o insufficiente pagamento occorre versare spontaneamente l’imposta dovuta, oltre agli interessi di mora calcolati al tasso legale per tutto il periodo di ritardato pagamento e alla sanzione in misura ridotta. In caso di omesso o insufficiente versamento delle imposte dovute, la sanzione (normalmente prevista nella misura del 30%) viene ridotta in misura variabile in relazione al ritardo del pagamento.
PER ESEMPIO Ravvedimento operoso

Udienza Momento in cui il giudice, alla presenza delle parti o dei loro difensori, ascolta le difese, assume i vari provvedimenti, raccoglie e valuta le prove. L’udienza è diretta dal Presidente del collegio giudicante, nel caso del processo tributario dal Presidente della Commissione tributaria provinciale o regionale. Di solito l’udienza è pubblica, ma in alcuni casi può svolgersi a porte chiuse. Ravvedimento Strumento a disposizione del contribuente per regolarizzare spontaneamente le violazioni commesse (per questo viene anche chiamato “ravvedimento operoso”). Ha lo scopo di evitare le liti fra contribuente e fisco e prevenire così il contenzioso, oneroso per entrambe le parti.
Un contribuente doveva versare il saldo IRPEF di € 1.000 entro il 30 giugno, ma paga il 10 settembre (ritardo di 72 giorni). Non ci sono controlli in corso. In questo caso il contribuente calcola: 1) Imposta dovuta: € 1.000; 2) Sanzione ridotta (ravvedimento “entro 90 giorni”), la sanzione ordinaria è il 30% ma con il ravvedimento entro 90 giorni diventa 1/9 del 30% = 3,33%. Quindi: € 1.000 × 3,33% = € 33,30; 3) Interessi legali (poniamo il tasso legale del 2,5% annuo), quindi: € 1.000 × 2,5% × (72/365) ≈ € 4,93. Totale da versare con ravvedimento: € 1.000 (imposta) + € 33,30 (sanzione ridotta) + € 4,93 (interessi) = € 1.038,23. Se il contribuente avesse pagato entro 30 giorni, la sanzione sarebbe stata del 3% (1/10 del 30%); entro 1 anno, del 3,75% (1/8 del 30%). Se invece l’Agenzia avesse già contestato la violazione o avviato l’accertamento, il ravvedimento non sarebbe stato possibile.

3 Il contenzioso tributario
3 . 1 Gli illeciti tributari e le relative sanzioni
Quando il contribuente non osserva una legge fiscale compie un illecito tributario.
La violazione delle leggi comporta delle sanzioni, che possono essere considerate come un deterrente per indurre il contribuente a comportarsi secondo la normativa fiscale.
Le sanzioni
Le sanzioni tributarie possono essere penali o amministrative.
• Le sanzioni penali si hanno quando l’illecito commesso costituisce reato; esso è punito con la reclusione e la multa in caso di fattispecie delittuose. Le sanzioni penali sono irrogate dall’autorità giudiziaria ordinaria su denuncia dell’Amministrazione finanziaria.
• Le sanzioni amministrative riguardano la violazione di un adempimento tributario, e consistono nel pagamento di una sanzione pecuniaria, cioè l’obbligo di pagare allo Stato una somma determinata dalla legge entro un minimo e un massimo, oppure di interessi di mora, per ritardato pagamento del debito di imposta. Le sanzioni amministrative sono irrogate direttamente dalla Pubblica amministrazione.
Il nostro ordinamento tributario prevede anche sanzioni accessorie che si aggiungono alla sanzione principale, sia penale sia amministrativa; tra queste sanzioni ricordiamo l’interdizione dai pubblici uffici, la cancellazione dagli albi professionali, la sospensione della capacità di contrattare con la Pubblica amministrazione, la destituzione da cariche pubbliche, la chiusura di uno stabilimento o di un pubblico esercizio ecc.
Principi del sistema sanzionatorio
Il sistema sanzionatorio è caratterizzato dai seguenti principi, derivati dal diritto penale:
• principio di legalità, secondo cui la sanzione può essere irrogata solo in forza di una legge entrata in vigore prima che la violazione sia stata commessa, ed esclusivamente nei casi da essa previsti;
• principio del favor rei, secondo cui se le leggi in vigore al momento della violazione e le leggi posteriori prevedono pene di diversa entità, si applica la legge più favorevole, escludendo dalla sanzione il fatto che secondo una legge posteriore non costituisce violazione.
3 . 2 La tutela del contribuente nello Stato di diritto
Fra lo Stato, soggetto attivo dell’obbligo tributario, e il contribuente, soggetto passivo di tale obbligo, possono sorgere delle controversie riguardanti l’esatta interpretazione della normativa, oppure circa l’esatto ammontare del debito d’imposta.
Sulla necessità che i rapporti tra contribuente e fisco siano improntati a reciproca lealtà, chiarezza e trasparenza ci siamo già ampiamente soffermati nei paragrafi precedenti. In uno Stato di diritto il contribuente che ritenga lesi i suoi diritti e interessi può ricorrere contro il fisco in sede di contenzioso.
Si chiama contenzioso tributario l’insieme delle procedure previste per risolvere le controversie che possono sorgere in materia di tributi fra il contribuente e l’Amministrazione finanziaria.
La tutela dei cittadini nel contenzioso tributario
“Le liti non durerebbero mai a lungo, se il torto fosse da una parte sola” (François de La Rochefoucauld)
Lo Statuto dei diritti del contribuente (L. n. 212/2000, riformata anche dal D.Lgs. n. 219/2023) riconosce e tutela il diritto dei cittadini di ricorrere alla giustizia tributaria per difendere i propri diritti e interessi nei confronti dell’amministrazione finanziaria. Il contribuente, infatti, può impugnare gli atti dell’amministrazione finanziaria davanti alle Corti di Giustizia Tributaria, garantendo così un controllo giurisdizionale sull’operato del fisco.
Negli ultimi anni, il numero di ricorsi pendenti dinanzi a tali organi giudiziari risulta in calo: a fine 2023, secondo
Alleniamo la CITTADINANZA ECONOMICA
le stime del MEF, erano circa 200.000 i ricorsi ancora aperti, rispetto ai quasi 600.000 del 2015. Tale riduzione trova le sue ragioni nella maggiore digitalizzazione del contenzioso tributario e degli accertamenti fiscali, nonché nell’impiego di strumenti deflattivi e alternativi di giustizia (quali la definizione agevolata e la mediazione). Anche se migliorata, la durata media di una controversia fiscale resta comunque lunga: un anno e mezzo in primo grado, oltre 2 anni in secondo grado e fino a 5 anni e oltre se si dovesse giungere in Cassazione.
CASO PRATICO La GreenFuture S.r.l., operante nel settore dell’innovazione ecologica, ha presentato la dichiarazione IVA per l’anno 2023, inserendo una detrazione di 100.000 euro a titolo di IVA a credito, derivante da acquisti di impianti fotovoltaici. L’Agenzia delle Entrate, a seguito di un controllo, contesta la detrazione, sostenendo che uno dei fornitori indicati è risultato inesistente alla data della fattura, a fronte inoltre di un’inadeguata documentazione dell’effettiva esecuzione dell’operazione. Per tale ragione l’autorità emette un avviso di accertamento, con il quale viene disconosciuta la detrazione operata, chiedendo il pagamento dell’imposta dovuta, più interessi e sanzioni. La GreenFuture decide di impugnare l’avviso entro 60 giorni e presenta ricorso, sostenendo che la fornitura è stata realmente effettuata (tanto che sussistono DDT, bonifici bancari, e-mail, fotografie ecc.) e che la società ha agito in buona fede, non avendo strumenti per accertare la presunta irregolarità del fornitore.
Dividete la classe in tre gruppi (uno che sostenga le ragioni dello Stato, resistente in giudizio; uno che rappresenti l’impresa contribuente, ricorrente nel medesimo contenzioso; uno che vesta i panni del giudice tributario) e simulate il processo dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado, con la supervisione del/i docente/i di economia politica e diritto, così che al termine sia possibile intavolare un debriefing sull’attività svolta.
PROFESSIONI E COMPETENZE DEL FUTURO
Nel contenzioso tributario opera una figura altamente specializzata: l’avvocato tributarista, professionista capace di destreggiarsi tra diritto, economia e strumenti digitali. Rispetto ad altri ambiti giuridici, il settore tributario richiede un aggiornamento costante, poiché le norme fiscali, le procedure e le tecnologie evolvono rapidamente. Per orientarsi verso questa professione è utile distinguere tre aree fondamentali:
• Conoscenze

Normativa tributaria nazionale ed europea, diritto civile e amministrativo. Economia aziendale, bilancio, principi contabili e funzionamento dei controlli fiscali. Procedure digitali (processo tributario telematico, banche dati, AI applicata all’analisi documentale).
• Abilità
Saper analizzare atti fiscali, bilanci e documentazione tecnica complessa.
Raccogliere e organizzare prove, redigere ricorsi e memorie in maniera chiara e rigorosa.
Utilizzare piattaforme digitali per depositi telematici, notifiche e gestione degli atti.
• Competenze trasversali
Pensiero critico e capacità di valutare rischi e alternative.
Comunicazione efficace con imprese, consulenti e organi giudiziari.
Etica professionale, capacità di mediazione e gestione del conflitto.
L’incontro con un avvocato dell’Ordine del vostro territorio, insieme al docente per l’orientamento, potrà aiutarvi a comprendere concretamente come queste competenze si intrecciano nella pratica quotidiana e quali percorsi formativi permettono di svilupparle nel futuro mercato del lavoro.

Le Corti di Giustizia Tributaria
Il processo tributario è quindi un procedimento che viene promosso dal contribuente nei confronti della Pubblica amministrazione per ottenere la rimozione di atti ritenuti illegittimi. Egli può rivolgersi alle Corti di Giustizia Tributaria per chiedere l’annullamento totale o parziale dell’atto.
I tipi di controversie
Le controversie possono essere:
• di diritto, se riguardano l’interpretazione e l’applicazione della norma tributaria, e cioè l’obbligo del contribuente di pagare o meno il tributo;
• di fatto, se riguardano la situazione che sta alla base della determinazione dell’imponibile, e in questo caso la controversia si propone di stabilire il dovuto.
I tipi di ricorso
La tutela del contribuente, si fonda oggi sui seguenti rimedi:
• ricorso alle Corti di Giustizia Tributaria, che hanno una competenza generale;
• ricorso all’autorità giudiziaria (Tribunale, Corte d’appello e Corte di cassazione), ma solo per questioni di diritto che riguardino l’accertamento, la tassazione o l’esecuzione.
PER ESEMPIO Ricorsi
Contro una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado è possibile ricorrere alla Corte di cassazione solo per violazioni di norme di diritto. Si pensi al caso in cui, a giudizio del ricorrente, i giudici di grado inferiore non abbiano applicato correttamente la legge perché il dispositivo della sentenza, cioè il contenuto della decisione giurisdizionale, è privo della motivazione.
L’autotutela
Il contribuente potrà scegliere la strada del ricorso dopo che sia stata inutilmente esperita la via informale dell’autotutela.
L’autotutela è il potere dell’Amministrazione finanziaria di correggere un proprio errore e di annullare il proprio operato, quando verifica di aver commesso tale errore a danno del contribuente.

Annullamento
Nel diritto amministrativo è l’atto con il quale si elimina un provvedimento posto in essere da un soggetto della Pubblica amministrazione.
Nel diritto civile è il provvedimento del giudice che, dopo aver accertato l’esistenza di una valida causa, pone nel nulla un atto o un negozio giuridico.
Atto illegittimo
Atto amministrativo inficiato da vizi di legittimità, che ricorrono nei casi espressamente previsti dalla legge (incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere).
Tali vizi possono portare all’annullamento dell’atto, per iniziativa dell’Amministrazione stessa (annullamento d’ufficio) o in sede di ricorso da parte del contribuente.
L’Amministrazione può provvedere all’autotutela in via autonoma (d’ufficio) o dietro iniziativa del contribuente. Lo stesso Ufficio che ha emanato l’atto è competente ad annullarlo. Se questi senza giustificato motivo omette di provvedere all’annullamento , vi può provvedere in via sostitutiva la Direzione regionale da cui l’Ufficio dipende. Il potere di annullamento sorge in tutti i casi di illegittimità dell’atto. Casi tipici di illegittimità sono l’errore di persona, l’errore logico o di calcolo, l’errore sul presupposto dell’imposta, la mancata considerazione di precedenti pagamenti regolarmente eseguiti, la mancanza di documentazione successivamente sanata, l’errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile.
L’annullamento dell’atto illegittimo comporta l’annullamento degli atti a esso consequenziali e l’obbligo di restituzione delle somme indebitamente riscosse e relativi interessi.
PER ESEMPIO Annullamento per illegittimità
Giulia riceve una cartella per IRPEF 2022: imposta: 1.800 euro, sanzioni/interessi: 360 euro. Motivo indicato: “mancato versamento del saldo”. La contribuente però ha pagato con F24 nei termini, ma l’Agenzia non ha “agganciato” il versamento per un errore nel codice tributo inserito dalla banca. In questo caso, la contribuente:
1. presenta una istanza di autotutela (PEC o raccomandata) alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso l’atto;
2. indica: numero e data della cartella, i motivi di illegittimità (“pagamento già eseguito”), la richiesta di annullamento;
3. allega le ricevute F24 e l’estratto conto bancario.
Esito: l’Ufficio verifica nei propri archivi che il pagamento c’è stato (errato solo l’abbinamento per codice tributo). Emette provvedimento di annullamento in autotutela e trasmette al Riscossore lo sgravio totale della cartella. Giulia riceve comunicazione di archiviazione; nulla è più dovuto.
3 . 3 Le Corti di Giustizia Tributaria

Gli organi del nuovo processo tributario sono le Corti di Giustizia Tributaria.
• Le Corti di Giustizia Tributaria di primo grado sono presenti in tutte le Province, tranne in quelle di nuova istituzione.
• Le Corti di Giustizia Tributaria di secondo grado hanno sede presso il capoluogo di ogni Regione. In alcuni Comuni con sedi di Corte d’appello e distanti almeno 100 km dal capoluogo regionale sono state, inoltre, istituite delle sezioni staccate.
La struttura delle Corti
Per lo svolgimento delle proprie funzioni, la Corte di Giustizia Tributaria è articolata in sezioni giudicanti. All’interno di ogni sezione, le cause sono decise da un collegio giudicante formato da tre componenti, presieduto dal presidente o dal vicepresidente della sezione. Sono state previste numerose situazioni di incompatibilità .
Gli atti impugnabili
L’oggetto della giurisdizione delle Corti di Giustizia Tributaria si estende ai tributi comunali e locali e comprende anche le sovrimposte e ogni altro accessorio.
Gli atti impugnabili presso le Corti di Giustizia Tributaria sono:
• l’avviso di accertamento e liquidazione del tributo, cioè gli atti con i quali viene portato a conoscenza del contribuente l’ammontare dell’imposta e l’invito a pagarla;
• il provvedimento che irroga le sanzioni amministrative (pene pecuniarie e sovrattasse). Le sanzioni sono applicate nel caso di violazioni sostanziali (dichiarazioni tributarie incomplete o infedeli), mentre nel caso di violazioni formali (quelle, cioè, che non incidono sulla determinazione della base imponibile dell’imposta e sul versamento del tributo) lo Statuto del contribuente ha stabilito la non punibilità.
PER ESEMPIO Violazioni sostanziali
Sono gli errori di calcolo dell’imponibile e dell’imposta, l’indicazione in misura superiore a quella spettante di detrazioni di imposta, di oneri deducibili o detraibili, di ritenute d’acconto e di crediti di imposta.
PER ESEMPIO Violazioni formali
Sono l’omessa o l’errata indicazione di dati rilevanti per l’individuazione del contribuente, oppure la compilazione della dichiarazione su modello non conforme a quello stabilito.
Incompatibilità Divieto espressamente stabilito dalla legge di ricoprire contemporaneamente più cariche pubbliche, in modo da evitare un accentramento di poteri nelle mani di una sola persona; in tali casi questa è obbligata a scegliere una delle due cariche a cui è stata eletta o nominata.

• il ruolo e la cartella di pagamento . L’iscrizione a ruolo costituisce il titolo esecutivo per la riscossione coattiva, dato che attribuisce all’Amministrazione finanziaria il potere di procedere, in caso di mancato pagamento, all’esecuzione forzata, cioè al pignoramento e alla vendita all’asta dei beni del debitore in modo da soddisfare il credito tributario mediante il ricavato della vendita;
• l’avviso di mora, con cui si intima al contribuente di pagare la somma in esso indicata entro cinque giorni dalla notifica;
• gli atti relativi alle operazioni catastali, cioè intestazione, delimitazione, classamento e attribuzione della rendita catastale.
Il termine per proporre ricorso è di 60 giorni, a decorrere dalla notificazione dell’atto che si intende impugnare.
Il Presidente della sezione fissa la data di trattazione della controversia e nomina il relatore.
La sentenza che pone fine al giudizio deve contenere l’esposizione dei motivi della decisione.
Con il ricorso il contribuente può:
• chiedere alla Corte di Giustizia la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato;
• promuovere, in caso di sentenza definitiva a lui favorevole, il cosiddetto giudizio di ottemperanza per obbligare gli uffici a adeguarsi alle decisioni emesse dalle Corte di Giustizia Tributaria.
3 . 4 I mezzi di impugnazione
L’impugnazione è un rimedio giuridico che la legge mette a disposizione della parte che intende rimuovere gli effetti dannosi derivanti da una sentenza.
Contro la sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado il soccombente può esercitare le seguenti impugnazioni:
• appello alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado competente;
• ricorso per Cassazione, solo per motivi di legittimità ;
• revocazione per le sentenze non impugnabili o non impugnate, per sopravvenuta conoscenza di fatti.
La revocazione è l’ultimo rimedio contro le sentenze emesse dal giudice tributario, e si rivolge alla stessa Corte di Giustizia Tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata per chiederne l’annullamento e la sostituzione.
Cartella di pagamento
Comunicazione notificata dagli agenti al contribuente, riguardante l’invito al pagamento entro 60 giorni delle somme iscritte a ruolo.
Motivi di legittimità
Riguardano le violazioni di legge, cioè l’applicazione corretta delle leggi da parte del giudice di appello, sia quelle che disciplinano lo svolgimento del procedimento, sia quelle che vengono applicate per emanare la sentenza, senza che la Cassazione riprenda in esame i fatti oggetto dei primi due procedimenti.

Fisco 4.0: l’Intelligenza Artificiale cambia le regole del gioco
Il futuro del fisco italiano passa per l’Intelligenza Artificiale. L’Agenzia delle Entrate ha infatti avviato un processo di trasformazione che mira a integrare le nuove tecnologie nei meccanismi tradizionali di gestione e controllo fiscale. Non è più un’ipotesi o una suggestione futuristica: l’IA è già realtà nei software che elaborano dati, nelle piattaforme che supportano gli adempimenti e nei sistemi predittivi che individuano potenziali anomalie. È una rivoluzione silenziosa, ma destinata a lasciare un segno profondo nella relazione tra Stato e contribuente.
Uno degli obiettivi principali dell’uso dell’IA è la semplificazione degli adempimenti. Gli algoritmi possono affiancare i cittadini nella compilazione delle dichiarazioni, suggerendo detrazioni applicabili, segnalando incongruenze, evitando errori formali. Questo significa, in prospettiva, una riduzione sensibile delle sanzioni e delle rettifiche postume, a tutto vantaggio della trasparenza e della collaborazione. Il fisco non solo punisce, ma diventa un alleato nella gestione dei doveri tributari.
La vera svolta però riguarda il fronte dell’accertamento. Grazie all’analisi automatizzata di milioni di dati, i controlli possono essere sempre più mirati. Il fisco, con strumenti predittivi e analitici, è in grado di concentrare le verifiche dove ci sono segnali concreti di rischio, lasciando in pace i contribuenti regolari. È un cambio di paradigma: non più controlli a tappeto, ma un’azione chirurgica, più giusta e più efficiente. Resta però aperta una questione che è tanto tecnica quanto
LEGGI E RIFLETTI

politica: come tutelare la privacy dei cittadini in un sistema dove l’intelligenza artificiale analizza in profondità abitudini di consumo, redditi, spese, investimenti? Le garanzie giuridiche dovranno evolversi insieme agli strumenti tecnologici, per evitare che la potenza della macchina si trasformi in un abuso di potere. Le regole europee sul trattamento dei dati personali saranno fondamentali per bilanciare efficacia e diritti. Quella che si profila non è solo una riforma degli strumenti fiscali, ma una prova generale di pubblica amministrazione digitale. Se l’esperimento riuscirà, si aprirà la strada a una gestione più razionale e meno conflittuale del rapporto tra cittadino e Stato. L’IA diventa così non solo un mezzo per scovare gli evasori, ma anche un’occasione per ridisegnare un fisco più umano nella sua efficienza e meno opprimente nella sua presenza.
Adattato da https://italia-informa.com/fisco-4-0-ai.aspx
• Quali sono i principali vantaggi dell’uso dell’Intelligenza artificiale nel sistema fiscale, secondo il testo?
• In che modo l’IA sta cambiando il rapporto tra cittadino e fisco?
• Quali rischi vengono evidenziati riguardo all’uso dell’Intelligenza Artificiale nel controllo fiscale e quali soluzioni vengono suggerite?
METTITI ALLA PROVA
• Crea una mappa concettuale digitale divisa in tre sezioni: a. funzioni attuali dell’IA nel fisco; b. benefici per cittadini e amministrazione; c. questioni etiche e giuridiche.
• Confrontati con i tuoi compagni sulle opportunità e i possibili rischi legati all’uso dell’Intelligenza Artificiale nel sistema fiscale.
• Indaga, attraverso fonti online affidabili, gli sviluppi più recenti dell’impiego dell’IA nei processi di accertamento fiscale e sintetizza i risultati in una presentazione digitale.
PROFESSIONI E COMPETENZE DEL FUTURO

L’Intelligenza Artificiale sta cambiando in modo significativo anche il lavoro del funzionario dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto nelle aree dedicate all’analisi dei dati e ai controlli automatizzati. Questa figura professionale utilizza piattaforme digitali, algoritmi predittivi e sistemi intelligenti per individuare incoerenze, prevenire frodi, migliorare l’efficienza degli accertamenti e offrire servizi più rapidi ai cittadini. Cerca informazioni sul percorso di accesso al ruolo (titoli di studio richiesti, concorsi pubblici, competenze economiche, giuridiche e informatiche). Analizza poi come la diffusione crescente dell’IA possa trasformare le attività quotidiane di questa figura professionale trasformandola sempre più in un esperto nell’interpretazione dei big data fiscali, nella gestione dei sistemi digitali e nella tutela della correttezza dei processi amministrativi.
Accertamento, riscossione e contenzioso Esercizi
Consolidiamo le conoscenze...
SCELTA MULTIPLA
1. Completa l’affermazione scegliendo la frase corretta fra quelle proposte.
1. Il procedimento amministrativo attraverso cui gli Uffici delle entrate determinano l’imponibile e l’imposta dovuta si chiama
a accertamento
b liquidazione c notificazione d riscossione
2. La determinazione dell’esatto ammontare dell’imposta dovuta dal contribuente si chiama a accertamento b liquidazione c notificazione d riscossione
3. L’atto con il quale l’Amministrazione finanziaria porta a conoscenza del contribuente l’ammontare preciso dell’imposta si chiama a accertamento b liquidazione c notificazione d riscossione
4. Quando non è stata presentata la dichiarazione, la notificazione dell’avviso di accertamento deve avvenire entro il 31 dicembre
a del terzo anno successivo b del quarto anno successivo
c del quinto anno successivo d del sesto anno successivo
5. Quando l’imposta colpisce redditi corrisposti direttamente dallo Stato, come nel caso di stipendi, pensioni, interessi sui titoli del debito pubblico, l’imposta viene corrisposta per a ritenuta diretta
b ritenuta con rivalsa
c pagamento tramite gli uffici fiscali
d autotassazione
6. Se il contribuente non impugna l’avviso di accertamento e rinuncia a presentare istanza di accertamento con adesione, è prevista la riduzione delle sanzioni irrogate dagli uffici con l’avviso di accertamento nella misura pari a
a un terzo
b un quarto c un quinto d un sesto
7. L’istituto che consente di patteggiare l’imponibile quando si è ricevuto un accertamento, evitando così il ricorso alle Commissioni tributarie, si chiama
a concordato
b conciliazione giudiziale
c acquiescenza
d ravvedimento
Esercizi interattivi
8. L’istituto che consente di sanare le eventuali omissioni e irregolarità, beneficiando della riduzione delle sanzioni amministrative, si chiama
a accertamento con adesione
b acquiescenza
c concordato
d ravvedimento operoso
9. L’istituto che fa cessare una controversia già iniziata, evitando lunghe procedure, si chiama
a accertamento con adesione
b conciliazione
c concordato
d ravvedimento operoso
10. Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare l’omesso o insufficiente pagamento versando spontaneamente, oltre all’imposta
a gli interessi di mora e la sanzione amministrativa in misura piena
b gli interessi di mora e la sanzione amministrativa in misura ridotta
c solo gli interessi di mora calcolati al tasso legale per il periodo di ritardato pagamento
d solo la sanzione amministrativa in misura ridotta
ASSOCIAZIONE
3. Associa le espressioni del primo gruppo con una sola definizione del secondo. Non tutte le espressioni sono definite.
1. Accertamento 2. Accertamento induttivo 3. Notificazione 4. Avviso di accertamento 5. Interpello 6. Autotutela 7. Acquiescenza
a. ___ Possibilità riconosciuta al contribuente di richiedere il parere dell’Amministrazione finanziaria prima di compiere un determinato atto, in presenza di una situazione di incertezza circa l’applicazione della normativa
b. ___ Atto amministrativo mediante il quale l’ufficio fiscale notifica formalmente un addebito nei confronti del contribuente
c. ___ Procedimento amministrativo mediante il quale gli uffici dell’Agenzia delle Entrate determinano l’imponibile e l’imposta dovuta
d. ___ Si ha quando il reddito viene determinato sinteticamente e non in base a scritture contabili, nei confronti dei soggetti a contabilità ordinaria, in presenza di elementi che possono far presumere un comportamento evasivo, come la mancata tenuta o l’irregolarità delle scritture contabili o l’omessa presentazione del conto economico
e. ___ Attività con la quale l’Amministrazione finanziaria porta a conoscenza del contribuente i risultati dell’attività di accertamento
f. ___ Consente un trattamento favorevole al contribuente che versa entro i termini prescritti le somme dovute a seguito di un accertamento dell’ufficio fiscale
g. ___ Potere dell’Amministrazione finanziaria di correggere un proprio errore e di annullare il proprio operato, quando verifica di aver commesso tale errore a danno del contribuente
PREPARATI ALLA PROVA ORALE
4. Tra parentesi i paragrafi di riferimento.
1. Quali diverse fasi comprendono le operazioni di accertamento delle imposte? (1.1)
2. In quali modi si può determinare l’imponibile? (1.1)
3. In quali modi avviene l’accertamento in rettifica? (1.2)
4. A che cosa serve la riscossione delle imposte? E come può avvenire? (1.3)
5. In che cosa consiste l’iscrizione a ruolo? (1.4)
6. In che cosa consiste il diritto di interpello?
E quando è possibile farvi ricorso? (2.1)
7. Perché l’istituto dell’acquiescenza riesce a evitare il contenzioso tributario? (2.2)
8. Quali vantaggi presenta l’istituto del concordato per il contribuente? (2.3)
9. In che cosa consiste la conciliazione giudiziale? (2.3)
10. Quali vantaggi presenta la conciliazione giudiziale per il contribuente? (2.4)
11. In che cosa consiste il ravvedimento? (2.4)
12. Che cos’è un illecito tributario? (3.1)
13. Come possono essere le sanzioni tributarie? Che cosa sono le sanzioni accessorie? (3.1)
14. In quali modi viene garantita la tutela del contribuente? (3.2)
15. Che ruolo hanno e come sono organizzate le Corti di Giustizia Tributaria? (3.3)
16. Quali sono gli atti impugnabili presso le Corti di Giustizia Tributaria? (3.3)
17. Quali sono i tipi di impugnazione? (3.4)
... per sviluppare le competenze
CASI PRATICI
5. Esamina ciascun caso e fornisci delle soluzioni o rispondi motivando.
1. Iscrizione a ruolo. Pagare o non pagare?
Un tuo amico ha ricevuto la notizia dell’iscrizione a ruolo di un suo debito di imposta, con l’indicazione della data in cui il ruolo diventa esecutivo. Ti chiede un consiglio, incerto se pagare o meno l’importo richiesto dagli uffici fiscali.
1. Che cosa gli consiglieresti, soprattutto in relazione alle procedure che l’Agenzia delle Entrate - Riscossione può impiegare per ottenere il pagamento?
2. Ravvedimento operoso. È possibile rimediare agli errori?
Un contribuente ha omesso di dichiarare un reddito da lavoro autonomo in sede di dichiarazione dei redditi a fini IRPEF. Ti chiede un consiglio, dato che ha sentito parlare della possibilità di un ravvedimento operoso, cioè di presentare una successiva dichiarazione a integrazione della sua prima dichiarazione, allo scopo di correggere l’errore commesso in questa.
1. Che cosa gli consigli di fare?
2. Che cosa dovrebbe fare il contribuente per regolarizzare l’insufficiente pagamento?
3. Che cosa sai dirgli per quanto riguarda le sanzioni da versare?
3. Atti impugnabili presso le Corti di Giustizia Tributaria. Un contribuente distratto
Un lavoratore dipendente presenta alla Agenzia delle Entrate il Modello 730/2026 relativo all’anno 2025, con il solo reddito da lavoro dipendente:
• dimenticando di indicare € 1.800 di compensi da prestazioni occasionali (con CU del committente);
• lasciando in bianco la casella della scelta del 5 per mille;
• indicando un domicilio fiscale errato.
Il 10 aprile 2027 riceve:
• avviso di accertamento e liquidazione IRPEF con maggiore imposta, interessi e invito a pagare;
• provvedimento di irrogazione sanzioni per dichiarazione infedele.
1. Quali atti può impugnare il lavoratore?
2. Qual è il giudice competente?
3. Quali violazioni sono sostanziali e quali formali (non punibili)?
4. Quali motivi di ricorso può proporre?
5. Entro quando può proporre ricorso?
CLIL UNITS
Economic agent person, company, or institution making decisions about money and resources.
Income money a person receives, usually from work or investments.
Revenue money collected by the government, mainly from taxes.
Public service a service provided by the government for citizens.
The Role of Public Finance
Economic Agents
In every economy, there are actors called economic agents who make decisions about how to use resources and money. These include individuals, who decide how to spend their income; firms, which produce goods and services; and governments, which collect revenue and provide public services. Economic agents make three key decisions: what to produce, how to produce, and for whom production should be made. Individuals decide on consumption and saving, firms decide on investment and production methods, and governments decide on taxation, spending, and regulations. The interaction of these agents determines how resources are allocated and how the economy functions as a whole.
For example, if many individuals save more and spend less, firms may produce fewer goods, affecting employment. Similarly, government investments in infrastructure can create jobs and stimulate economic activity. These interactions show how individual decisions collectively shape the national economy.
Private and Public Sectors
Private sector part of the economy owned by individuals and companies.
Public sector part of the economy managed by the government.
Welfare help given by the State to improve living conditions.
Economic activity takes place in two main areas: the private sector and the public sector. The private sector consists of households and companies operating for profit, offering goods and services to consumers. The public sector is controlled by the government and provides public services and collective goods, such as education, healthcare, and security. The balance between these two sectors differs across countries. In Italy, education and healthcare are largely provided by the State, while in the United States, most healthcare is private, with limited public programs like Medicare and Medicaid. The United Kingdom follows an intermediate model, offering universal public healthcare through the NHS while allowing private options. These examples illustrate that governments play different roles depending on their policies, economic resources, and historical development.
The interaction between private and public sectors is important because markets alone cannot always satisfy social needs. While private companies focus on profit, the State addresses areas where individual incentives do not produce socially optimal outcomes.
The Role of the State in the Economy
The State plays a central role in modern economies. It collects revenue, redistributes wealth, and finances public services to ensure social welfare. The government also regulates markets, protects competition, and ensures that no group is excluded from basic rights and services. Government action does not oppose the market but complements it. For example, the market may fail to provide enough education or healthcare, so the State intervenes. Similarly, infrastructure such as roads and bridges, or public safety and environmental protection, often require government investment because private funding would be insufficient.
Modern governments also promote long-term economic growth. Through policies such as research funding, industrial development programs, and incentives for innovation, the State supports sectors that would otherwise be underdeveloped. In addition, governments respond to emergencies, such as natural disasters or economic crises, ensuring stability when the private sector alone cannot act.
Allocation and Market Failure
One of the main reasons for government intervention is market failure, which occurs when the free market does not allocate resources efficiently, leading to an under- or over-provision of goods and services. Market failure arises in several areas:
Public goods
These are goods available to everyone, like national defence or street lighting. Private firms are unwilling to provide them because they cannot charge users and prevent others from benefiting without paying (the free-rider problem).
Merit goods
People underestimate the benefit of goods such as education, vaccinations, or basic healthcare, for this reason they are subsidized or directly provided by governments.
Market failure when markets do not provide goods or services efficiently. Public goods goods available to everyone, from which no one can be excluded.
Merit good a good that benefits society but is under-consumed without government support. Taxation system of collecting money from people to pay for public services.
Externalities
Some activities give benefits (less congestion from cycling) or impose costs (cancer from passive smoking) on third parties. When these costs or benefits are not reflected in the market price, it leads to negative (overproduction) or positive (underproduction) externalities.
To correct market failure, the government provides goods and services financed through taxation. For example, roads, bridges, and public hospitals are mostly financed collectively because charging each user directly would be too costly or impractical. Similarly, subsidies for renewable energy or public transport encourage behaviours that benefit society as a whole.
Stabilization and Redistribution
Market economies naturally experience business cycles, with periods of growth (expansion) and decline (recession). During these cycles, unemployment and inflation fluctuate. Governments implement fiscal policy — adjusting public spending and taxation — to stabilize the economy while central banks are responsible for monetary policy
Phases of a Business Cycle

Business cycle downward and upward movement of Gross domestic product (GDP, Italian PIL) around its long-term trend. These fluctuations typically involve natural rise and fall of economic activity (expansion and recession). Fiscal policy government use of spending and taxation to influence the economy. Monetary policy the actions taken by a central bank or monetary authority to control the money supply and interest rates, ensuring price stability, supporting economic growth, reducing unemployment, and maintaining a balanced exchange rate.
Aggregate demand total spending on goods and services in an economy.
Redistribution transferring wealth from richer to poorer groups to reduce inequality.
Inequality unfair differences in income or wealth among people.
During recessions, governments adopt expansionary policies, increasing spending or reducing taxes to stimulate aggregate demand and production. In contrast, during periods of rapid growth, contractionary policies reduce spending or increase taxes to prevent inflation.
Redistribution is another key function. Governments can reallocate income through transfer payments or by designing tax systems that treat high-income and low-income households differently. Progressive taxation and welfare programs reduce inequality, ensuring that citizens can access basic services and have a minimum standard of living. Different countries implement redistribution differently. For instance, Northern European countries have extensive welfare coverage, while the United States emphasizes private responsibility with limited public support. Redistribution also addresses social risks. Social protection measures support the elderly, the disabled, and unemployed individuals, reducing vulnerability and improving economic stability.
Public Needs and Public Services
Public need something essential for society as a whole.
Certain needs are essential for social cohesion, known as public needs. The government meets these needs through public services, including education, healthcare, transport, defence, and security.
Many public services are free at the point of use, as in most European education systems. In other cases, citizens contribute partially, as is the case of healthcare tickets in Italy. By providing these services, the government ensures equal access, social stability, and a decent standard of living. Government spending on public services also reflects broader social goals. For example, investing in early childhood education improves long-term productivity, while healthcare spending increases life expectancy and reduces illness-related economic costs.
Objectives of Public Finance
Public finance aims to:
• Stabilize the economy, reducing the extremes of booms and recessions.
• Ensure a fair distribution of income, using taxes and welfare programs to reduce inequalities.
• Promote efficient allocation of resources, making the best use of scarce resources to maximize social benefits.
By addressing market failures, providing merit goods, stabilizing the economy, and supporting redistribution, public finance underpins equity, welfare, and long-term growth.
Bibliography
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• OECD (2020). Government at a Glance 2020. OECD
Publishing.
• Baldini, M. (2021). Finanza pubblica e ruolo dello Stato Bologna: Il Mulino.
• HM Treasury (UK). (2021). Public Spending and the Role of Government. London: HMSO.
• U.S. Government (2021). The Budget of the United States Government. Washington, DC.
EXERCISES
A. Multiple Choice Questions (MCQ)
1. Vaccinations are considered a merit good because:
a. They are consumed equally by all individuals.
b. They generate benefits for society beyond the individual receiving them.
c. The market produces them efficiently without government intervention.
d. They have no effect on public health.
2. A government wants to reduce unemployment during a recession. Which fiscal policy would be most effective?
a. Decreasing public spending and increasing taxes.
b. Increasing public spending and reducing taxes.
c. Raising interest rates.
d. Eliminating welfare programs.
3. The United Kingdom’s National Health Service (NHS) is an example of:
a. A fully private healthcare system.
b. A fully public healthcare system with no private option.
c. A mixed system where the government provides universal coverage but private services are available.
d. A system financed entirely by private insurance.
4. National defence is considered a public good because:
a. Everyone benefits from it and non-payers cannot be excluded.
b. Only the government needs it.
c. It is consumed only by those who pay for it.
d. It generates profits for private companies.
5. Progressive taxation contributes to:
a. Maximizing profits for corporations.
b. Reducing income inequality and funding social welfare programs.
c. Encouraging only wealthy individuals to invest.
d. Reducing government involvement in the economy.
B. Cloze Test
Complete the sentences with the correct word(s).
1. The government collects to fund public services. 2. Market failure occurs when the free market cannot allocate efficiently. 3. Aggregate represents total spending on goods and services in an economy. 4. The State provides merit goods because they generate positive for society. 5. During a recession, the government may adopt an fiscal policy to stimulate demand.
C. Matching
Match each term with its definition.
TERM
1. Welfare State
2. Public goods
3. Market failure
4. Merit good
5. Fiscal policy
DEFINITION
a. When markets do not provide goods or services efficiently
b. System ensuring a minimum standard of living through services like health and education
c. Goods available to everyone, from which no one can be excluded
d. A good or service under-consumed by the market but beneficial for society
e. Government use of spending and taxation to influence the economy
Public expenses money spent by the government on goods, services, and investments.
Budget deficit situation where government spending is higher than revenues.
Bond loan made by an investor to a borrower, repaid with interest after a fixed time.
Budget surplus situation where revenues are higher than spending. Unemployment condition of people who are able to work but cannot find a job.
Government Budget and National Debt
The Role of the Government Budget
In the past, the main function of the government budget was simply to collect enough revenue to meet the state’s financial needs, so public expenses had to remain within the limits of taxation. However, after the Great Depression of 1929–1932, the British economist John Maynard Keynes transformed the way budgets were seen. He argued that fiscal policy could play a crucial role in regulating economic activity and supporting growth.
Budget Deficit and Its Effects
A budget deficit occurs when government spending exceeds its revenues. To cover this gap, governments usually borrow money by issuing bonds. While a deficit is the opposite of a budget surplus, it is often used as a tool to support the economy during a downturn. Increasing public spending can create jobs, while cutting taxes raises people’s purchasing power, stimulating demand.
Deficits are closely linked to the economic cycle, which alternates between expansion and recession. During recessions, deficit spending helps to reduce unemployment and encourages consumption, while in times of growth, governments may reduce spending or increase taxes to control inflation.
Classical vs. Keynesian Economics
Equilibrium state where supply and demand are balanced.
Stabilization policy measure to reduce economic fluctuations and crises.
Propensity to consume the proportion of income spent rather than saved.
Deficit spending government spending financed through borrowing instead of taxation.
Multiplier effect process where an increase in spending generates more income and further spending.
Monetarist school economic theory emphasizing control of money supply rather than government spending.
Before Keynes, the Classical theory believed in a natural economic equilibrium, where “supply creates its own demand” (Say’s Law). According to this view, governments should always run a balanced budget, because deficits would require higher taxes in the future. Keynes challenged this view. In his General Theory of Employment, Interest and Money (1936), he argued that recessions were caused by insufficient demand, not by wages being too high. He promoted an active stabilization policy, where governments should use spending to support economic activity and reduce unemployment
The Consequences of Keynes’ Theory
Between the 1930s and 1950s, Keynesian policies were widely adopted. Governments increased expenditure to fight economic crises: they cut taxes to boost the propensity to consume, invested in infrastructure, and promoted innovation. To finance these measures, they borrowed money through bonds, accepting higher debt in exchange for growth. After the 1960s, deficit spending became a standard tool to fight recessions. The idea was supported by the multiplier effect: an increase in government spending generates income for consumers, who then spend more, creating further growth. However, in the 1970s, the Monetarist school criticized this approach, warning that excessive intervention could destabilize the economy.
Public Debt: Definition and Growth
Public debt (or national debt) represents the total money owed by a government, mainly to its citizens but also to foreign creditors. It is essentially the accumulation of budget deficits over time. Governments finance it by issuing securities, such as Treasury bills, bonds, and notes. Countries with low credit ratings may borrow from international institutions like the World Bank (WB) or the International Monetary Fund (IMF). Since the 2008 financial crisis, public debt has grown sharply worldwide. In Italy, for example, it reached almost 130% of Gross Domestic Product (GDP, Italian PIL). Rising social costs, ageing populations, and the use of fiscal policies to stabilize economies have all contributed to this increase.
Types of Public Debt
Public debt can be divided into five different categories, depending on how it is created and managed.
LOCATION Debt may be internal or external. Internal debt is money owed to lenders inside the country, such as citizens, banks, or national institutions. In this case, the transfer of resources happens within the national borders, from taxpayers to debt holders. External debt, instead, is owed to foreign lenders, and therefore represents a flow of resources outside the country.
CHOICE OF THE HOLDERS
Public loans can be either voluntary or compulsory. Most borrowing is voluntary, since individuals and institutions freely choose to purchase government securities. However, in exceptional circumstances, a government may resort to compulsory debt, when citizens are obliged to lend money to the state through coercive methods.
REDEMPTION We distinguish between redeemable debt and irredeemable debt. Redeemable debts are those that the government promises to repay on a specific future date. Irredeemable debts, on the other hand, have no fixed maturity date: the government pays interest regularly but makes no commitment to repay the capital.
Securities financial instruments like bonds, stocks, or treasury bills.
Treasury bills short-term securities issued by the government, usually for one year or less.
Rating evaluation of a debtor’s ability to repay debt.
World Bank institution that provides loans for development projects in poorer countries.
International Monetary Fund agency that supports countries in financial difficulty.
Gross Domestic Product (GDP) the total monetary value of all final goods and services produced within a country’s borders in one year, regardless of whether the producers are domestic or foreign-owned.
BY
TYPE OF INVESTMENT
We distinguish between productive and unproductive debt. Productive debt is used to fund projects that contribute to economic growth and generate income, like railways, irrigation systems, or scientific research. Over time, these investments can repay themselves by strengthening the economy. Unproductive debt, instead, is created when the government borrows for activities that do not increase the country’s productive capacity, such as wars or excessive spending on public administration. In this case, public debt becomes a permanent burden without offering long-term benefits.
MATURITY Debts can be short-term, mediumterm, or long-term debt. Short-term debt, usually lasting from three months to one year, is often used to cover temporary budget deficits and usually takes the form of Treasury bills. Medium-term debt extends up to ten years, while long-term debt may last for decades. Longer maturities are generally preferred for financing development projects such as infrastructure, education, or healthcare, even though they normally involve higher interest rates.
The Current Debate
Economists disagree about how much debt is safe. Some argue that borrowing is necessary in situations where raising taxes would be politically or socially impossible, such as during wars or for major infrastructure projects. Others warn that excessive debt can weigh heavily on future generations.
In Italy, public debt has been particularly problematic: between 2007 and 2021, it rose from 103% to 154% of GNP.

Bibliography
• Keynes, J. M. (1936). The General Theory of Employment, Interest and Money. Macmillan.
• Blanchard, O. (2017). Macroeconomics. Pearson.
• European Commission (2022). EU Public Debt Statistics
• IMF (2021). Fiscal Monitor: Policies for Sustainable Growth.
• World Bank (2020). Global Economic Prospects
EXERCISES
A. TEXT-BASED QUESTIONS
Answer the following questions based on the text.
1. What is the difference between internal and external debt?
2. How does deficit spending help during a recession?
3. Give an example of productive debt and explain why it is beneficial.
B. PROBLEM-SOLVING
Imagine that your country is facing a serious economic recession with high unemployment. You are an economic advisor to the government. Suggest two measures (related to spending or taxation) that the government could adopt to improve the situation. Explain why you think these measures would be effective.
C. TRUE OR FALSE? JUSTIFY YOUR ANSWER
Read the statements below and decide if they are true (T) or false (F). In each case, explain briefly why.
1. Irredeemable debt means that the government never has to pay interest.
2. According to Keynes, reducing wages is the best way to solve a recession.
3. Productive debt is more beneficial to a country’s economy than unproductive debt.
4. Internal debt is owed only to foreign lenders.
5. Governments should always run a balanced budget, according to Keynesian economics.
Taxation: Principles, Types, and Compliance
In recent decades, governments have focused on controlling economic activity and ensuring stability through taxation. Taxes are compulsory financial charges imposed to raise revenue for public spending. There are different types of taxes, which can be classified based on how they are applied, who pays them, and according to their economic effects. Key topics include direct and indirect taxes, progressive, proportional, and regressive taxes, as well as the Laffer curve and flat tax.
Fundamental Principles of Taxation
The principles guiding taxation ensure fairness, efficiency, and compliance. Adam Smith outlined four key principles: taxes should be based on the taxpayer’s ability to pay, collected at convenient times and places, predictable in advance, and economical to administer. Modern systems add further characteristics, such as progressive taxation, flexibility, avoidance of excessive burden, and public acceptability.
Neutrality: Taxes should not distort business decisions and should allow optimal allocation of resources.
Efficiency: Costs to businesses and governments should be minimized, and voluntary compliance encouraged.
Certainty and Simplicity: Tax rules should be clear to make obligations and entitlements understandable.
Effectiveness and Fairness: Taxes should be collected properly and avoid double taxation, evasion, or underpayment.
Flexibility: Tax systems should adapt to technological and economic changes.
Equity: Horizontal equity means taxpayers in similar situations pay similar amounts; vertical equity suggests those with higher incomes pay proportionally more.
Types of Taxes
are levied on specific individuals or institutions, with the burden falling on them, e.g., income tax.
Taxes compulsory payments made to a government by individuals or institutions to fund public services.
Public spending money spent by the government on goods, services, and investments.
Equity fairness in the distribution of tax burdens.
Proportional tax flat tax rate applied equally to all taxpayers.
Regressive tax a tax in which the tax rate decreases as income increases.
INDIRECT TAXES PROGRESSIVE TAXES
are levied on transactions or production, and the burden can be shifted to consumers, e.g., sales tax or excise duties.
increase with income, so higher earners pay a larger proportion. Proportional taxes charge the same percentage regardless of income, while regressive taxes take a larger percentage from lower earners.
Laffer curve theory that there is an optimal tax rate that maximizes government revenue. Optimal tax rate the tax rate that maximizes revenue without discouraging economic activity.
The Laffer Curve and Tax Revenue
The Laffer curve is a graphical representation that shows the relationship between tax rates and the amount of revenue collected by the government. It suggests that starting from a zero-tax rate, increasing taxes raises revenue, but beyond a certain point, higher tax rates discourage work, investment, and production, reducing taxable income and overall revenue. The optimal tax rate is the rate that maximizes revenue without discouraging economic activity.
Tax revenue is the total amount of money collected by the government through taxation. It can be divided into:

Compliance voluntary adherence to tax laws.
• Taxes on income and wealth (e.g., personal and corporate income taxes, capital gains taxes).
• Taxes on production and imports (e.g., VAT, excise duties, import duties).
• Capital taxes (e.g., inheritance tax, gifts tax).
• Social contributions (e.g., pensions, health insurance).
In comparison, the UK relies heavily on income tax and VAT, with a progressive system, while the USA uses federal and state-level taxes, including income tax, payroll taxes, and consumption taxes, with notable differences in rates and deductions.
Tax Evasion and Compliance
Tax evasion is the illegal underpayment or non-payment of taxes by misreporting income, profits, or gains, or by overstating deductions and credits. It reduces government revenue and undermines the fairness of the tax system.
Tax avoidance uses legal methods to reduce tax liability, such as deductions, allowances, or incentives designed by law. While legal, aggressive tax avoidance may be considered unethical.
The hidden economy contributes significantly to non-compliance. Factors influencing tax evasion include high tax rates, unemployment, perceived unfairness, and weak tax administration. Corruption by tax officials can exacerbate evasion.
Tax havens are jurisdictions with very low or zero taxes, often combined with financial secrecy laws. Companies and individuals may use them for legal tax avoidance to reduce tax liabilities, although such practices can significantly affect other countries’ revenues. Well-known tax havens include the Cayman Islands, Bermuda, and Luxembourg. Tax havens can also create tax competition between countries, sometimes eroding the tax base of higher-tax jurisdictions.
In comparison, tax evasion is lower in the UK due to strict enforcement and reporting systems, whereas in some regions of the USA, state-level differences can create gaps that may be exploited.
Bibliography
• Smith, A. (1776). The Wealth of Nations.
• Becker, G. (1968). Crime and Punishment: An Economic Approach
• OECD (2021). Tax Administration and Compliance Studies.
• European Commission (2022). Taxation Trends in the EU
• R. Heilbroner and L. Thurow, Economics Explained. Everything You Need to Know About How the Economy Works and Where It’s Going, Touchstone, New York.
• J. Black, N. Hashimzade, G. Myles, Oxford Dictionary of Economics, Oxford University Press, Oxford.
• OECD, Fundamental Principles of Taxation. Addressing the tax challenges of the digital economy, Series “Base Erosion and Profit Shifting”.
EXERCISES
A. SHORT ANSWER QUESTIONS

1. Explain the difference between direct and indirect taxes with an example.
2. What are the key principles of taxation proposed by Adam Smith?
3. Give an example of progressive, proportional, and regressive taxes.
4. What is the purpose of the Laffer curve?
5. Define tax evasion and tax avoidance, explaining the difference.
B. SCENARIO ANALYSIS
In a country many citizens avoid paying taxes due to perceived unfairness and a complex tax system. Suggest three specific policy measures based on taxation principles that the government could implement to improve compliance, and explain how each measure could positively influence taxpayers’ behaviour.
C. FILL IN THE TABLE
Low/no tax jurisdiction used to reduce tax liability
4
Taxation in Italy: Direct and Indirect Taxes
Fiscal system the way a government organizes taxation and public revenues.
Worldwide income all income earned, both domestically and abroad.
Fringe benefit nonmonetary advantages provided to employees in addition to salary.
The Italian fiscal system is divided into direct and indirect taxes. These are collected by the Italian Revenue Agency (Agenzia delle Entrate) and are a major source of government income. Direct taxes are applied to income and wealth, while indirect taxes are related to consumption and transactions. This dual structure is similar to many other countries, but the Italian system has its own peculiar rules and complexity.

Direct Taxes in Italy
IRPEF – Personal Income Tax
IRPEF (Imposta sui redditi delle persone fisiche) is the main direct tax in Italy. It applies to Italian residents on their worldwide income, while foreign residents in Italy pay only on income generated within the country. The taxable income is divided into categories: real estate, capital, employment, independent work, business income, and other income.
IRPEF is a progressive tax, ranging from 23% to 43%. This means that higher incomes are taxed at higher rates. Taxpayers can reduce their taxable income by claiming deductions, for example medical expenses or loan interest. Some fringe benefits, such as health services or education provided by employers, are excluded from taxation under certain conditions.
In comparison, in the United States, federal income tax is also progressive, with rates from 10% up to 37%, plus additional state taxes depending on the state. In the United Kingdom, income tax is progressive too, with rates of 20%, 40%, and 45%, applied after personal allowances (0%).
Both systems also use progressive rates, but Italy’s top rate (43%) applies at a lower income threshold than in the USA or UK.
IRES – Corporate Income Tax
IRES (Imposta sui redditi delle società) applies to Public Limited Companies (Plc., Italian S.p.A.) and to Private Limited Companies (Ltd., Italian S.r.l.). Resident companies are taxed on income earned worldwide, while non-resident companies pay only on Italian income. Taxable income is calculated on the basis of the company’s balance sheet, adjusted according to tax law. The tax rate is flat at 24%.
In comparison, in the United States, the federal corporate tax rate amounts to 21% and in the United Kingdom, the main rate is 25%.
IRAP – Regional Tax on Productive Activities
IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive) is a regional tax applied at 3.9%, with variations allowed by local authorities. It focuses on productive activities and is unique compared to many other countries.
Neither the USA nor the UK has a direct equivalent to IRAP. In the US, states may impose separate business taxes, but not in the form of a regional tax on productive activities. The UK does not apply a specific regional production tax either.
Indirect Taxes in Italy
VAT – Value Added Tax
Balance sheet a financial document showing a company’s assets, liabilities, and capital.

The Value Added Tax (VAT), Italian IVA, was introduced in 1972 and is harmonized with EU rules. It applies to most goods and services at different rates: 22% (standard), 10%, 5%, and 4% (super reduced). Some operations (such as education or healthcare) are exempt, others are nontax-able (such as exports), and some are zero-rated, meaning no tax is charged but input VAT can be reclaimed.
VAT is paid by businesses but ultimately borne by the final consumer, since it is included in the price of goods and services.
In the United Kingdom VAT also exists with a standard rate of 20%, a reduced rate of 5% and a zero rate 0%. In the United States, there is no federal VAT. Instead, each state applies a sales tax, usually between 2.9% and 7.25%. Unlike VAT, sales tax is only charged at the final consumer level and is not deductible for businesses.
Regional tax a tax applied by local governments rather than at the national level.
Exempt operations not subject to tax.
Non-taxable operations outside the scope of VAT but allowing deduction of input tax.
Zero-rated operations taxed at 0%, allowing recovery of VAT on purchases.
Sales tax a tax on goods and services, applied at the point of sale (used in the US).
Excise duties taxes on specific goods, usually harmful to health or environment.
Customs duties taxes on goods imported from abroad.
Inheritance tax a tax paid on property or money passed after someone’s death. Stamp duties charges that make legal documents valid.
Other Indirect Taxes
Besides VAT, Italy applies other indirect taxes:
applied to goods like alcohol and tobacco, usually to discourage consumption.
applied to imported goods, either to protect local industries or raise revenue.
paid when property is transferred by inheritance or donation. Rates vary from 4% to 8%.
due when registering legal contracts such as buying a property.
taxes levied on certain legal documents, transactions, or transfers of property or assets.
due on property transfers, recorded in public registers.
Both the USA and the UK also apply excise duties (for example, on alcohol and tobacco). The USA applies customs duties at the federal level, similar to Italy. The UK also has Inheritance Tax (up to 40% on estates above a threshold), while the US applies Estate Tax (up to 40% for very high-value estates). Italy’s rates (4-8%) are lower than those applied in both systems.

Conclusion
The Italian taxation system combines direct taxes on income and corporate profits with indirect taxes on consumption and transactions. While the Italian system shares many features with the American and British ones, such as progressive income tax and excise duties, others such as IRAP or high VAT rates are unique to Italy and the EU. Both taxes ensure public revenues to finance services and infrastructure, highlighting the balance between taxation on wealth creation and on spending.
Bibliography
• European Union, VAT Directive and Harmonization of Fiscal Laws, https://taxation-customs.ec.europa.eu/taxation/vat/vat-directive_en
• Italian Civil Code and Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), Il Fisco, 2025
• Internal Revenue Service (IRS), U.S. Federal Tax Guidelines, https://www.irs.gov/ privacy-disclosure/tax-code-regulations-and-official-guidance
• HM Revenue & Customs (HMRC), UK Tax System Overview, https://www.gov.uk/ income-tax
• OECD, “Revenues Statistics”, http://stats.oecd.org/
EXERCISES
A. DEBATE SIMULATION – FAIRNESS OF TAXES
Work in pairs or small groups. Imagine you are preparing a debate on the following question.
After the debate, choose the most convincing argument and explain why (5-6 sentences).
“Are direct taxes (like IRPEF and IRES) fairer than indirect ones (like VAT and excise duties)?”
Group A: argue that direct taxes are fairer because they are progressive and based on income.
Group B: argue that indirect taxes are fairer because everyone contributes when consuming goods and services.
B. TAX PUZZLE – MATCH AND EXPLAIN
Match each tax to the correct definition, then write one extra sentence to explain how it works in Italy.
Taxes: IRPEF – IRES – IRAP – VAT – Excise Duties – Inheritance Tax
Definitions:
a. A tax applied to goods such as alcohol and tobacco.
b. A progressive tax on personal income.
c. A tax on company profits.
d. A regional tax on productive activities.
e. A tax on goods and services, added to selling prices.
f. A tax paid when property is transferred after someone’s death.
C. GLOSSARY IN CONTEXT
Match the glossary words from the text with the correct situation. Write your answers in complete sentences.
1. A company must record its financial performance in a document showing assets and liabilities.
2. You buy cigarettes in Italy and pay a high price because of a specific tax.
3. A person living in Italy receives income from a property in London: which rule applies?
4. Your grandmother leaves you her house when she dies, and you have to pay a tax before registering it.
5. In the USA, you buy clothes at a retail shop and pay an extra 7% at the counter.