Installatore Professionale 06/2025

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Installatore

Il primo multisplit in classe A+++ anche in riscaldamento*

Perfera All Seasons è l’unico climatizzatore che, con un’unica unità esterna, ra resca e riscalda più stanze con la massima e cienza energetica in ogni stagione, raggiungendo la classe A+++ anche in modalità riscaldamento. Riscaldamento Ra rescamento

SILFRA:

L‘IMPORTANZA

DEL BACKSTAGE

CRIAC39051 Sifone per lavabo a vista
CRIUD425 Scarico per lavabo da 1/4 universale
CRI0427758 Scarico per vasca, tubo telescopico
CRIAD455 Piletta sifonata per piatto doccia, ispezionabile

n. 6 novembre/dicembre 2025 www.installatoreprofessionale.it

Redazione Giorgio Albonetti | Direttore Responsabile Lorenzo Epis | Consulente Tecnico Erika Seghetti | Coordinamento Editoriale installatoreprofessionale@quine.it

Collaboratori | Stefano Balzarotti, Christian Elia, Lorenzo Epis, Erika Seghetti, Giacomo Mellera, Maruska Scotuzzi

Comitato Maurizio Lo Re, Corrado Novelli, Corrado Oppizzi, Tecnico Diego Prati, Luca Alberto Piterà

Pubblicità Costantino Cialfi I Direttore Commerciale c.cialfi@lswr.it - tel. +39 3466705086

Ilaria Tandoi | Ufficio traffico i.tandoi@lswr.it

Servizio abbonamenti.quine@lswr.it - Tel. 02 864105

Abbonamenti Abbonamento annuale (6 fascicoli): 30 €

Costo copia singola: 1,30 € (presso l’Editore, fiere, manifestazioni)

Arretrati: 2,60 €

Produzione Antonio Iovene | Procurement Specialist a.iovene@lswr.it | Cell. 349 1811231

Grafica e Impaginazione: Fabio Castiglioni

Stampa: New Press Edizioni S.r.l. Lomazzo (Co).

Editore Quine Srl

Sede legale

Viale E. Forlanini, 21- 20134 Milano www.quine.it – info@quine.it – Tel. 02.864105

Quine è iscritta al Registro Operatori della Comunicazione n° 12191 del 29/10/2005. Tutti i diritti di riproduzione degli articoli pubblicati sono riservati. Manoscritti, disegni e fotografie non si restituiscono. Ai sensi dell’art. 13 Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali 679/2016 di seguito GDPR, dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente, sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dagli art. 5-6-7 del GDPR. I dati potranno essere comunicati a soggetti con i quali Quine S.r.l.. intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Quine S.r.l. Via G. Spadolini 7 - 20141 Milano, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui agli articoli 15-21 del GDPR.

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Testata associata

Installatore

PROFESSIONALE

SICUREZZA

Nuovi obblighi per la formazione

Gli USA tornano primo mercato di destinazione, ma per il 2026 preoccupano i dazi. Il caro energia resta una delle sfide principali per la competitività delle imprese

A cura della Redazione

SPECIALE SICUREZZA

38 Accordo Stato-Regioni 2025, le novità introdotte L’Accordo ridefinisce gli obblighi per la formazione in materia di sicurezza sul lavoro, uniformando gli aggiornamenti con cadenza quinquennale e introducendo criteri più stringenti per la validazione i corsi Di Stefano Balzarotti

EDITORIALE

4 Sicurezza sul lavoro e comfort, il nuovo paradigma

Garantire ambienti salubri significa proteggere chi li vive e chi ci lavora

Di Lorenzo Epis

ANTICIPAZIONI

CONVEGNO ANGAISA

18 Riqualificare per crescere

La parola ai soci sostenitori del XXVI Convegno ANGAISA

Di Diletta Gaggia

FOCUS INCENTIVI

24 Incentivi 2026: tra conferme, novità e nodi da sciogliere

Cosa aspettarsi dagli strumenti che accompagneranno gli interventi di riqualificazione energetica nel prossimo anno

Di Giacomo Mellera

REPORT ISTAT

28 Migliora l’efficienza energetica domestica

Secondo i dati Istat 2024 quasi tutte le famiglie hanno un sistema di riscaldamento, aumentano gli impianti autonomi e cresce la diffusione delle pompe di calore

A cura della redazione

ASSEMBLEA

ANNUALE AVR

34 Valvole e rubinetti italiani: un comparto da quasi 10 miliardi di euro

Nel I semestre cresce l’export (+4,6%).

40 Le nuove regole per la formazione sulla sicurezza sul lavoro

Dalla formazione per il Datore di Lavoro alla ri-valutazione dei rischi, passando per la pianificazione della formazione aziendale. Di Stefano Balzarotti

46 La formazione del datore di lavoro: da obbligo a opportunità L’opinione degli operatori e le prospettive future nel Rapporto Aifos 2025

Di Maria Frassine e Camilla Abeni

STRATEGIE DI MARKETING

50 Se sei nella mente del cliente hai già vinto

Tutte le aziende, di qualsivoglia settore, sono oggi accomunate da un’esigenza precisa, cioè quella di ricavarsi uno spazio preciso nel proprio mercato

Di Christian Elia

CASE HISTORY

52 Efficienza e design nella refrigerazione professionale

Il controllo iJF di Carel migliora le prestazioni grazie alla tecnologia VCC A cura della redazione

6 ATTUALITÀ E PRODOTTI

54 NOTIZIE DAL

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Sicurezza sul lavoro e comfort, il nuovo paradigma

Garantire ambienti salubri significa proteggere chi li vive e chi ci lavora. Ai professionisti del settore impiantistico è richiesto di essere all’altezza di questa sfida

a recente pubblicazione del nuovo Accordo

LStato-Regioni ha ridefinito le linee guida per garantire la sicurezza sul lavoro: un argomento importantissimo che coinvolge molte figure professionali, installatori di impianti compresi. A volte queste dinamiche sono vissute come ulteriore fardello, sfociando in formazioni generiche e modalità operative impossibili da mettere in pratica. Nulla di più sbagliato, perché la sicurezza sul lavoro può essere vissuta come una grandissima opportunità, anche in funzione di recenti indirizzi che coinvolgono le caratteristiche degli impianti e sono inserite anche all’interno degli obiettivi della Direttiva Europea Case green.

Il nuovo Accordo Stato-Regioni non è solo un aggiornamento tecnico, ma un vero e proprio cambio di passo sul tema: unifica e semplifica le normative precedenti, stabilisce contenuti minimi e durate dei corsi, e impone una formazione continua e mirata per

lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro.

Per chi opera nel settore impiantistico, questo significa assumersi una responsabilità ancora più ampia. Non basta più conoscere il funzionamento di un impianto: devono essere compresi i rischi specifici legati alla qualità ambientale indoor, saperli prevenire, documentare ogni intervento, rispettare protocolli e normative, e soprattutto garantire la propria sicurezza e quella degli altri. La cultura della sicurezza diventa così parte integrante della professionalità, un investimento che tutela non solo il lavoratore, ma anche il cliente finale.

Pensiamo alla qualità dell’aria: il concetto di comfort ambientale ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni. Non si tratta più soltanto di una sensazione piacevole legata alla temperatura o all’illuminazione di un ambiente, ma di una condizione che incide direttamente sulla salute e sul benessere psicofisico delle persone. L’OMS ha da tempo evidenziato le correlazioni tra ambienti contaminati e patologie respiratorie, allergie, disturbi neurologici. Eppure, trascor-

riamo circa l’80% del nostro tempo in ambienti chiusi: case, uffici, palestre e supermercati, ad esempio.

In questo scenario, il ruolo degli installatori e dei manutentori è diventato cruciale: ogni intervento tecnico può influenzare la qualità dell’aria, dell’acqua, il livello di rumorosità e persino la percezione visiva degli spazi. E quando questi impianti non sono realizzati o mantenuti correttamente, le conseguenze possono essere gravi, fino a generare problemi di salute legati alla permanenza in ambienti contaminati.

Le tecnologie ci offrono strumenti sempre più sofisticati per monitorare parametri ambientali e intervenire tempestivamente. Ma la vera differenza la fa la competenza. Ecco perché il nuovo accordo sulla formazione non è un semplice obbligo burocratico, ma un’opportunità per elevare il livello qualitativo del settore. Per diventare non solo tecnici, ma custodi della salute.

Il comfort ambientale e la sicurezza sul lavoro non sono quindi due mondi separati, ma due facce della stessa medaglia. Garantire ambienti salubri significa proteggere chi li vive e chi ci lavora. E per farlo servono conoscenze, responsabilità, etica e passione. Ai professionisti del settore impiantistico, oggi più che mai, è richiesto di essere all’altezza di questa sfida. 

OMNIA SLIM SERIE ULSI LA SOLUZIONE IDEALE: MINIMI INGOMBRI, MASSIMA SILENZIOSITÀ E CONTROLLO SMART

NUOVE VERSIONI PER ADEGUARSI ALLE DIVERSE ESIGENZE IMPIANTISTICHE

I ventilconvettori Omnia Slim di Aermec sono stati progettati per climatizzare efficientemente gli ambiente durante tutto l’anno, coniugando ridotta profondità e notevole silenziosità di funzionamento; nasce così una proposta particolarmente indicata all’utilizzo in ambito residenziale

Nel segno dell’efficienza e del comfort, la linea Omnia Slim oggi si evolve con l’impiego di un nuovo motore inverter Brushless, che riduce ulteriormente i consumi elettrici e migliora la silenziosità operativa.

L’offerta Omnia Slim si arricchisce delle versioni con attacchi destri e non mantellate. Queste ultime sono compatibili con il nuovo accessorio Ventilcassaforma, che consente un’installazione incassata, invisibile e senza ingombri in pianta, in linea con le tendenze della moderna architettura d’interni, garantendo un design elegante e la massima razionalizzazione dello spazio.

Il termostato con display luminoso fornisce informazioni chiare sulla temperatura ambiente e sulle impostazioni di programmazione. Grazie al pannello di comando a ghiera ergonomica, la regolazione della temperatura è facile e precisa, e il design moderno e compatto del termostato si adatta a qualsiasi ambiente, aggiungendo un tocco di stile.

Aermec S.p.A. via Roma, 996 - 37040 Bevilacqua (VR) T. +39 0442 633111 www.aermec.com

Omnia Slim Serie ULSI ha uno spessore di 13 cm; da oggi può essere incassato nella Ventilcassaforma

Superbonus 2024: istituito il codice tributo per restituire il contributo non spettante

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione n. 64 del 10 novembre 2025, con la quale viene istituito il codice tributo “8161”, necessario per la restituzione del contributo Superbonus 2024 non spettante.Il nuovo codice va utilizzato dai contribuenti che intendono effettuare il versamento volontario delle somme percepite indebitamente attraverso il modello F24 “Versamenti con elementi identificativi” (F24 Elide). Il contributo era stato previsto per i contribuenti con redditi inferiori a 15.000 euro che, tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2024, hanno sostenuto spese agevolate al 70% per interventi edilizi rientranti nel Superbonus.

Quando è necessario restituire il contributo

Nel caso in cui l’agevolazione venga successivamente riconosciuta come non spettante, anche solo in parte, il beneficiario è tenuto a restituire le somme ricevute.

La restituzione deve essere effettuata senza possibilità di compensazione, secondo quanto previsto dall’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997. Questa misura di “restituzione spontanea” riguarda esclusivamente i contributi a fondo perduto previsti dal DecretoLegge n. 212/2023, per i quali il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) aveva già stabilito criteri e modalità operative nel decreto del 6 agosto 2024.

Il codice tributo da usare: 8161

Per facilitare il versamento, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice:

“8161” – “Contributo a fondo perduto per Superbonus –Restituzione spontanea – art. 1, comma 2, DL 212/2023” Il codice deve essere inserito nel modello F24 Elide in corrispondenza delle somme dovute nella colonna “importi a debito versati”.

Di seguito le principali indicazioni per la compilazione:

o Sezione “Contribuente”: indicare codice fiscale e dati anagrafici del soggetto che effettua il versamento.

o Sezione “Erario ed altro”:

o campo “tipo”: R

o campo “codice”: 8161

o campo “anno di riferimento”: l’anno in cui è stato riconosciuto il contributo (formato “AAAA”)

o campo “importi a debito versati”: l’importo da restituire Non è necessario indicare alcun valore nel campo “elementi identificativi”.

Come effettuare il pagamento

Il versamento del contributo non spettante deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 Elide, senza possibilità di compensare eventuali crediti fiscali. È possibile presentare il modello tramite servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o attraverso gli intermediari abilitati.

La restituzione volontaria consente di regolarizzare la posizione fiscale ed evitare le conseguenze legate a possibili accertamenti. a cura della redazione

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Sistema di tubazioni in polipropilene per riscaldamento, raffrescamento, refrigerazione e trasporto di fluidi di processo

Una tubazione più tosta di quello che pensi

• 100% resistente alla corrosione

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• Peso ridotto sino all’ 80% rispetto a tubi metallici

• Conducibilità termica 0.15 W/mk

Part of the Solution

Taglio risorse 5.0, AiCARR: “gravi criticità per professionisti e imprese”

Con un intervento senza alcun preavviso è stata comunicata la chiusura dell’operatività del piano Transizione 5.0, in ragione di una riduzione della disponibilità dai previsti 6,3 miliardi di euro a soli 2,5 miliardi, a poco più di un mese dalla scadenza.

La comunicazione dei fondi finiti

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso un decreto direttoriale pubblicato il 7 novembre, ha infatti comunicato il taglio della disponibilità dei fondi e la contestuale chiusura per esaurimento. La piattaforma GSE per la raccolta delle domande di accesso al credito d’imposta non potrà accogliere nuove richieste con copertura finanziaria. Le imprese potranno comunque procedere con l’invio delle domande, ma riceveranno un avviso di esaurimento risorse. Le richieste presentate saranno inserite in una lista di attesa ed eventualmente ri-ammesse solo in caso di nuova disponibilità, ad esempio per rinunce relative a progetti già caricati, possibilità che allo stato attuale appare limitata.

La comunicazione è giunta mentre numerose imprese e

professionisti, inclusi gli operatori del settore HVAC, stavano completando la documentazione in vista della scadenza del 31 dicembre. Molti progetti già strutturati, in alcuni casi frutto di attività tecniche e consulenziali prolungate, rischiano ora di risultare privi della copertura economica attesa, con serie conseguenze per imprese e professionisti.

AiCARR chiede soluzioni per chi ha già avviato investimenti e incentivi più stabili e chiari

AiCARR, a tutela dei propri associati, auspica che venga individuata una soluzione che consenta alle imprese che hanno avviato investimenti conformi ai requisiti di poter usufruire del credito d’imposta previsto.

L’Associazione sottolinea inoltre l’importanza che le misure di incentivazione per la transizione energetica siano accompagnate da criteri chiari, tempistiche definite e risorse garantite, condizioni necessarie per assicurare continuità agli investimenti e contribuire efficacemente agli obiettivi di riduzione delle emissioni e incremento dell’efficienza energetica. a cura della redazione

La pompa di calore monoblocco EDGE PRO con refrigerante naturale R-290 garantisce efficienza, sostenibilità e classe A+++ fino a 55°C.

Silenziosa e versatile, performante fino a -25°C, produce acqua a 80°C ed è installabile in cascata fino a 6 unità.

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LA POMPA DI CALORE DALLE PRESTAZIONI

PROFESSIONALI

Con la pompa di calore HP_OWER ONE R Aria-Acqua, in classe energetica A+++, Unical amplia la proposta di pompe di calore elettriche monoblocco. La pompa di calore sfrutta la tecnologia “full inverter” per raggiungere alte prestazioni (COP fino a 4,85 - EER fino a 5,40) a garantire un’ottima  climatizzazione ambientale, vale a dire, riscaldamento e raffrescamento di tutti i locali, oltre che la produzione di acqua calda sanitaria. Ultracompatta e ad alta efficienza, è disponibile in sette modelli.  HP_OWER ONE R è dotata di compressore DC Inverter Twin Rotary che permette di ridurre i consumi, di erogare in modo ottimizzato la potenza necessaria per la climatizzazione e ridurre le vibrazioni ed emissioni sonore. Ecco le caratteristiche in dettaglio:

zione temperatura allo scambiatore

• riduzione cicli di sbrinamento agendo sulla modulazione della portata d’aria

Il regolatore digitale integrato facilita le operazioni di regolazione, manutenzione e messa in funzione della macchina e comprende il configuratore di sistema e controllo di:

• motori Brushless alta efficienza a modulazione progressiva continua DC Inverter

• modulazione portata aria per maggiore precisione eroga-

• produzione di acqua calda sanitaria tramite bollitore/accumulo dedicato

• doppio set point: regolazione di due temperature differenziate sia in riscaldamento che raffrescamento

• gestione integrazione del generatore ausiliario

• set point dinamico con curva climatica impostabile e lavoro con temperatura di mandata impianto modulante.

www.unical.eu

PDC PER ACQUA CALDA SANITARIA

Panasonic Heating & Ventilation Air Conditioning amplia la propria gamma di soluzioni per il riscaldamento residenziale con la nuova pompa di calore Aquarea DHW. Aquarea DHW è un sistema completo progettato per la produzione di acqua calda sanitaria, che integra un serbatoio fino a 260 litri con un sistema di controllo evoluto, per garantire un riscaldamento efficiente ad alta temperatura grazie anche all’utilizzo di refrigerante naturale R290.  La nuova soluzione è disponibile sia nella versione a parete, da 100 o 150 litri oppure in quella da pavimento, da 200 o 260 litri, con o senza serpentina aggiuntiva. Aquarea DHW è in grado di riscaldare l’acqua fino a 65°C in modalità autonoma, arrivando fino a 75°C con l’integrazione della resistenza elettrica, offrendo al contempo prestazioni elevate in classe energetica A+.  Aquarea DHW è inoltre in grado di garantire il proprio funzionamento efficiente in un ampio range di temperature da -7 °C a 43 °C per la versione da pavimento, da -5ºC a +43 ºC per la versione a parete.  L’unità è progettata per integrarsi con facilità in qualsiasi ambiente domestico grazie alle diverse opzioni di installazione e ad un esiguo contenuto di refrigerante, soli 150 grammi, che consente di non aver restrizioni installative. Anche la manutenzione risulta semplificata: il design innovativo consente l’ispezione a secco delle componenti, mentre il serbatoio smaltato è dotato di un anodo in magnesio sostituibile che protegge dalla corrosione, contribuendo a prolungare la durata nel tempo del sistema. L’intuitivo comando touch, semplice da utilizzare, offre sei diverse modalità operative e cinque funzioni consentendo agli utenti di gestire in modo pratico e personalizzato il comfort domestico, in ogni momento della giornata. Aquarea DHW è predisposta per il collegamento con impianti fotovoltaici ed è compatibile con pompe di ricircolo esterne. I modelli con serpentina aggiuntiva consentono di realizzare impianti integrati con altri tipi di generatori, tra cui i collettori solari termici.  https://www.aircon.panasonic.eu

Un impegno totale per creare valore.

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Prodotti

SCALDACQUA IN POMPA DI CALORE

Clivet lancia AQUA F: un sistema efficiente e sostenibile per la produzione di acqua calda sanitaria, adattabile a nuclei familiari di varie dimensioni. Disponibile in tre capacità (100, 190 e 300 litri) AQUA F si adatta perfettamente alle più differenti esigenze, dalle coppie, alle seconde case, agli uffici, fino a nuclei famigliari di 4-5 persone, palestre, piccoli esercizi commerciali come pettinatrici, con necessità di maggiori quantità di acqua calda. Richiedendo solo l’allacciamento alla rete elettrica e idrica e offrendo la possibilità di canalizzare i flussi dell’aria, AQUA F risulta particolarmente adatto anche in fase di ristrutturazione di edifici e abitazioni, anche laddove ad esempio non è possibile installare le caldaie a gas a condensazione per mancanza delle canne fumarie adatte. AQUA F può lavorare in un range di temperatura dell’aria da -20°C a +46°C in funzionamento combinato (pompa di calore + resistenza elettrica) e addirittura da -7°C a + 43°C in sola pompa di calore. Inoltre.

è possibile raggiungere temperature dell’acqua sanitaria superiori ai 65°C grazie all’utilizzo della sola pompa di calore. Grazie alla tecnologia che recupera il calore dall’aria ambiente, il sistema riscalda l’acqua contenuta nel serbatoio consumando fino a tre volte meno energia rispetto ai boiler elettrici tradizionali, raggiungendo la classe energetica A+ secondo la direttiva europea ErP. I modelli da 190 e 300 litri sono inoltre compatibili con l’integrazione di pannelli fotovoltaici e solari termici, offrendo così la possibilità di aumentare ulteriormente l’efficienza energetica e la sostenibilità del sistema in ottica di risparmio e riduzione di emissioni. Un aspetto molto importante e distintivo di AQUA F è rappresentato dall’anodo elettronico attivo che assicura un’elevata protezione contro la corrosione riducendo la necessità di manutenzione e rendendo la vita dell’apparato praticamente eterna. www.clivet.com

CONTROLLER PER GESTIRE SIMULTANEAMENTE DUE VALVOLE DI ESPANSIONE ELETTRONICHE

Sanhua lancia eDual (SECD04), un controller avanzato per gestire fino a 2 valvole di espansione elettroniche, progettato per ottimizzare le prestazioni e l’efficienza nei sistemi HVAC&R.

Il driver della serie Sanhua SECD04 è dotato di un algoritmo per la regolazione del surriscaldamento in grado di gestire due valvole di espansione indipendenti nello stesso circuito. La logica di controllo implementata nel Driver eDual garantisce una regolazione automatica precisa del surriscaldamento, ottenendo il massimo rendimento degli evaporatori. Con il suo design compatto, un’interfaccia intuitiva e solide funzionalità, il SECD04 rappresenta un importante passo avanti nella gestione termica intelligente, offrendo un controllo preciso e una compatibilità avanzata.

Caratteristiche principali del Driver eDual (SECD04):

• Controllo di due valvole stepper EEV

• Algoritmo PID avanzato per una regolazione automatica e precisa del surriscaldamento

• Protezione Quick-Safe che garantisce una protezione del surriscaldamento accettabile dal sistema con limiti inferiori e superiori definiti e non superabili; funzione che garantisce il corretto funzionamento del sistema in qualsiasi condizione

• Dimensioni ridotte, design ottimizzato per montaggio su guida DIN, facile da installare

• Alta efficienza energetica, garantisce massima efficienza dell’evaporatore. www.sanhuaeurope.com

Il sifone compatto per tutti i piatti doccia

Design semplice e intuitivo, installazione rapida e senza incognite. Il sifone 3V è in polipropilene con elementi in acciaio AISI 316 per prevenire l’ossidazione.

È disponibile in due modelli: con uscita da 40 mm e guardia idraulica da 30 mm, oppure con uscita da 50 mm e guardia idraulica da 50 mm. La portata massima è di 0,7 l/s.

Pulizia e manutenzione sono immediate: sia il fermacapelli che la guardia idraulica in NBR sono rimovibili per accedere direttamente al corpo sifone.

Seguici su:

www.valsir.it

Novità Prodotti

NUOVI COMPRESSORI SCROLL

In un settore, quello della climatizzazione e della refrigerazione, sempre più al centro della transizione energetica globale, BITZER annuncia il lancio ufficiale delle nuove serie di compressori scroll ORBIT+ e ORBIT PRO. La serie ORBIT+ si distingue per l’integrazione di motori sincroni a magneti permanenti (LSPM), una tecnologia che consente un rendimento energetico superiore rispetto ai motori asincroni tradizionali, senza necessità di inverter per l’avviamento. Il risultato è un compressore capace di garantire elevata efficienza a carichi parziali, silenziosità operativa e un’ottima affidabilità, particolarmente indicato per sistemi chiller e pompe di calore ad alta efficienza. Compatibile con una vasta gamma di refrigeranti a medio e basso GWP — tra cui R410A, R452B, R454B e R32 — ORBIT+ è stato progettato per offrire flessibilità anche nelle configurazioni multiple. La possibilità di funzionare in tandem o trio tramite la tecnologia BAHT (BITZER Advanced Header Technology) consente inoltre una modulazione efficiente della capacità e una gestione ottimizzata dell’olio, elementi chiave per migliorare le performance. Il tutto si traduce in una maggiore durata degli impianti,

efficienze stagionali più elevate e costi operativi ridotti. Se ORBIT+ si rivolge a chi cerca massima efficienza con refrigeranti HFC/HFO a basso GWP, la nuova linea ORBIT PRO è stata invece specificamente progettata per il funzionamento con R290 (propano), refrigerante naturale con GWP estremamente basso e una sempre maggiore diffusione nel mercato europeo. Una scelta non solo tecnologica, ma anche strategica: con l’inasprirsi delle normative ambientali e la crescente attenzione verso la sicurezza e la sostenibilità, il propano si impone come uno dei protagonisti della nuova generazione di impianti HVAC&R.

ORBIT PRO nasce per rispondere a questa esigenza, offrendo una soluzione robusta, affidabile e adatta alle applicazioni reversibili in pompa di calore, sia in ambito residenziale che commerciale. Le caratteristiche tecniche sono pensate per garantire ampia copertura operativa: temperature di evaporazione comprese tra –30°C e +30°C, condensazione tra +10°C e +80°C, e capacità frigorifere che vanno da 16 a 64 kW, con capacità termiche da 21 a 82 kW. www.bitzer.de

REGOLATORE PER RISCALDAMENTO

A PAVIMENTO A 8 CANALI

A partire da ottobre, il collaudato Regolatore per riscaldamento a pavimento Homematic IP, dotato di attuatori motorizzati per le valvole, sarà disponibile anche in un nuovo formato compatto:

eQ-3 proporrà la versione compatta a 8 canali – che si affianca alla già esistente versione a 12 canali - ideale per spazi abitativi più piccoli e quindi adatta alla maggior parte degli appartamenti e abitazioni indipendenti. Sulla base della temperatura ambiente desiderata, il Regolatore regola automaticamente il flusso dell’acqua nei circuiti di riscaldamento. È possibile configurare fino a sei programmi di riscaldamento/raffrescamento con profili di temperatura personalizzati per adattarsi alla routine quotidiana. Algoritmi intelligenti compensano in automatico le variazioni nella richiesta termica delle stanze e nelle condizioni idrauliche – realizzando così un bilanciamento idraulico automatico a livello di circuito. Rispetto alle valvole tradizionali, l’uso di attuatori motorizzati consente un notevole risparmio di energia elettrica e permette una regolazione praticamente continua del flusso termico. Inoltre il flusso uniforme protegge il generatore di calore, ne prolunga la vita utile e migliora l’efficienza dell’impianto, riducendo i

cicli di accensione: una combinazione ideale, soprattutto in abbinamento alle pompe di calore. Grazie al design compatto e alle molteplici opzioni di montaggio – su guida DIN, guida C o a vite – il dispositivo può essere installato facilmente all’interno del collettore dell’impianto. Anche il collegamento degli attuatori motorizzati è semplificato, grazie ai connettori preassemblati e il display retroilluminato mostra chiaramente lo stato delle valvole, facilitando l’installazione e la verifica del funzionamento. Il Regolatore a 8 canali può operare in modalità stand-alone, in combinazione con un massimo di otto termostati a parete compatibili Homematic IP, oppure integrarsi nel sistema domotico Homematic IP. Tutte le impostazioni sono configurabili comodamente tramite l’app Homematic IP. Il dispositivo è inoltre compatibile con oltre 150 altri prodotti smart del catalogo Homematic IP.

https://homematic-ip.com/

SOLUZIONE COMPATTA E INTEGRATA PER LA GESTIONE DI DUE CIRCUITI IDRAULICI

TacoFlow3 DUO e DUO Hybrid rappresentano la soluzione compatta e integrata sviluppata dai ricercatori Taconova per la gestione simultanea di due circuiti idraulici. Pensati per impianti ibridi, bifamiliari o con fonti di calore differenziate, i nuovi circolatori TacoFlow3 rispondono alle esigenze di flessibilità e risparmio energetico dei moderni sistemi di climatizzazione centralizzata. In particolare TacoFlow3 Duo è una pompa di circolazione progettata per controllare due circuiti indipendenti, ad esempio gestire separatamente due zone termiche o due abitazioni all’interno dello stesso edificio. TacoFlow3 Duo Hybrid è invece specificamente sviluppata per applicazioni che combinano una pompa di calore con una caldaia o con un impianto solare termico, gestendo in parallelo la produzione di calore da fonti diverse. Negli impianti solari termici, TacoFlow3 DUO Hybrid consente di ottimizzare la resa del collettore solare coordinando l’apporto solare con la fonte ausiliaria. In una configurazione tipica, la prima pompa gestisce il

circuito primario del collettore, trasferendo calore all’accumulo, mentre la seconda regola la distribuzione verso il circuito di riscaldamento o acqua sanitaria. La regolazione elettronica indipendente dei due circuiti permette di evitare surriscaldamenti, migliorare il bilanciamento e ridurre al minimo le perdite di energia. I motori ECM a regolazione elettronica garantiscono un’elevata efficienza energetica, adattando il funzionamento delle pompe in base alle variazioni del carico. Il controllo digitale separato, le protezioni integrate contro funzionamento a secco, blocchi e surriscaldamento, e la funzione anti-stallo automatica assicurano affidabilità anche in condizioni operative variabili. Il sistema plug-and-play e le opzioni di cablaggio TacoSmart semplificano l’installazione, anche in spazi ristretti o in retrofit su impianti esistenti. La classe di protezione IP44 e i cavi preassemblati rendono il dispositivo adatto a diverse configurazioni tecniche.

www.taconova.com

SISTEMA IBRIDO INTELLIGENTE PER LA CASA DEL FUTURO

residenziale multi-energia che rappresenta il perfetto equilibrio tra un sistema a gas ed uno elettrico. ADAPTO HYBRID consente di integrare la tecnologia della pompa di calore e quella della caldaia a condensazione attivando il funzionamento di una o entrambe le fonti energetiche, in base alle preferenze dell’utente e alle condizioni climatiche. Questo sistema offre riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria in un’unica soluzione. Come suggerisce il suo stesso nome, ADAPTO HYBRID è stato progettato per adattarsi a diverse tipologie di impianti di riscaldamento: impianti già esistenti o inseriti in contesti più complessi di riqualificazione. L’intelligenza di sistema, grazie ad uno speciale algoritmo proprietario, permette di ottimizzare l’utilizzo delle due fonti energetiche del sistema ibrido in base alle preferenze dell’utente, che può privilegiare l’ottimizzazione del costo eco-

nomico oppure la riduzione dell’impatto ambientale: un grande passo avanti rispetto ai tradizionali sistemi ibridi residenziali, con funzionamento simultaneo della pompa di calore e della caldaia, volto al raggiungimento del costo minimo di esercizio. Inoltre, la presenza di due generatori aiuta ad assicurare la continuità del servizio offrendo stabilità e solidità al sistema. ADAPTO HYBRID combina insieme quattro componenti principali: l’unità esterna della pompa di calore split residenziale Riello Adapto da 3,5 kW in R32, la sua unità interna Kit Idraulico Hybrid, la caldaia a condensazione Start in versione combinata e il System Manager avanzato Hi, Comfort T300-Hy, che consente di gestire le funzioni anche da remoto, per avere sempre una panoramica completa e aggiornata del funzionamento del proprio sistema. www.riello.it

Novità Prodotti

NUOVE VISIONI PER IL BAGNO

In occasione di Cersaie 2025, il Salone Internazionale della Ceramica e dell’Arredobagno di Bologna, PROGETTO GROUP conferma il proprio ruolo da protagonista con una serie di novità esclusive firmate dalla designer Bruna Rapisarda, che negli anni ha saputo interpretare l’anima dell’azienda con uno stile unico, contemporaneo e riconoscibile.

Le nuove collezioni – presentate in anteprima come prototipi – si muovono al confine tra design, funzionalità e ricerca estetica, proponendo soluzioni capaci di trasformare gli spazi quotidiani in ambienti personali, versatili e ricchi di carattere. Una filosofia chiara: superare i confini tradizionali del bagno per entrare a pieno titolo nel mondo dell’interior design.

ART – lo specchio come opera d’arte

ganza anche zone living, ingressi e spazi contemporanei.

XO – la collezione si veste di colore

La linea di accessori XO, già apprezzata per il suo linguaggio giovane e dinamico, si arricchisce con un restyling cromatico che ne amplifica l’identità contemporanea. Alla collezione si aggiungono nuove vaschette per l’area doccia, leggere e funzionali, perfette per contenere oggetti d’uso quotidiano o diventare pratici portasciugamani. Un progetto pensato per abitazioni compatte che non rinunciano a carattere e personalità.

HANG – la barra verticale che arreda

Come una pennellata su una tela, il colore avvolge parte dello specchio donandogli un’anima artistica e inedita. La scelta cromatica esalta il valore decorativo dell’oggetto, trasformandolo quasi in un quadro da parete. La collezione ART afferma la sua vocazione di arredo trasversale: specchi che non si limitano al bagno, ma arredano con ele-

La famiglia HANG si amplia con un nuovo elemento verticale: una barra attrezzata, compatta e versatile, che unisce funzionalità e libertà compositiva. Gli accessori intercambiabili consentono infinite configurazioni: da supporto pratico a dettaglio decorativo, con finiture che spaziano dal legno al metallo verniciato in diverse tonalità. Non solo bagno: HANG è ideale anche in ingressi, camere da letto e cucine, adattandosi con naturalezza a stili e spazi differenti. www.progetto-group.it

PILETTA SFERICA SOSTENIBILE E DI DESIGN

Fiora ci presenta il suo piatto doccia Selene, un modello della sua gamma di piatti doccia che promette di trasformare un momento intimo e speciale come quello della doccia con il suo design rivoluzionario e la sua attenzione alla personalizzazione.

Una fusione di funzionalità ed estetica

Selene si distingue per la sua innovativa piletta sferica, che rappresenta un significativo passo avanti in termini di design e funzionalità. Questo elemento, concepito per integrarsi armoniosamente con l’insieme del piatto doccia, non solo offre una soluzione estetica unica, ma ottimizza anche il deflusso dell’acqua, dimostrando che è possibile combinare efficacia ed eleganza. La creazione di Selene è il risultato di un meticoloso processo di ricerca e progettazione, con l’obiettivo di offrire un’esperienza nella doccia senza precedenti. La piletta, realizzata nello stesso materiale del piatto doccia e con una forma leggermente curva e voluminosa, è una testimonianza dell’ingegno e dell’attenzione ai dettagli che caratterizzano Fiora. Questo design non solo migliora la funzionalità del piatto doccia, ma diventa anche un punto focale di bellezza e raffinatezza nel bagno.

Silica Free

Realizzato con materiali 100% Silica Free, Selene è una testimonianza della leadership di Fiora nell’ adozione di pratiche di produzione responsabili e di un fedele impegno verso il pianeta e la qualità. Fiora elimina completamente il silice dalla sua linea di prodotti, optando per l’uso esclusivo di altri materiali sostenibili e con il 50% dei componenti di origine riciclata. Questa decisione non solo garantisce sicurezza e benessere, ma sottolinea anche l’impegno del marchio nella creazione di prodotti sicuri, durevoli e rispettosi dell’ambiente. www.fiorabath.com

LIBERTÀ PROGETTUALE ED ELEGANZA

CONTEMPORANEA

Con la nuova linea EDITION 11 ART, KEUCO ridefinisce il concetto di arredo bagno, offrendo una collezione dallo spirito sofisticato e personalizzabile, pensata per chi desidera ambienti autentici, dallo stile distintivo e senza tempo. Disegnata dallo studio Tesseraux + Partner di Potsdam, EDITION 11 ART si inserisce in un contesto progettuale dove il bagno non è più solo uno spazio funzionale, ma una vera e propria estensione della personalità di chi lo vive. Una collezione completa, curata nei minimi dettagli, che gioca con i materiali, i colori e la luce, trasformando l’ambiente bagno in una stanza da abitare.

Matericità e colore

La proposta cromatica e materica è uno degli elementi chiave della collezione. Le finiture laccate opache in toni sofisticati come Sand, Smoke e Blue Satin si abbinano a frontali in vetro satinato, impiallacciature lignee naturali e ceramiche in nuance calde. Ogni combinazione è studiata per creare un’estetica coerente, rilassante e attuale, capace di dialogare con progetti d’interni sia residenziali che contract di alta gamma.

Dettagli e modularità

Ogni elemento della collezione è pensato per offrire mas -

sima pulizia formale e comfort d’uso. I mobili sono senza maniglie, con apertura a gola e illuminazione interna a LED, attivata all’apertura del cassetto. Le mensole in vetro fluttuanti, integrate in modo discreto nella composizione, aggiungono un livello di raffinatezza visiva. Completano il sistema gli specchi SOMARIS, con luce dimmerabile da 2700 a 6500 K, funzione antiappannamento e pannelli laterali personalizzabili in colori RAL, pensati per un perfetto coordinamento estetico con le basi sottostanti.

EDITION 11 ART è disponibile in molteplici configurazioni: dal lavabo singolo da 800 mm fino alla composizione con doppio lavabo da 1200 mm. La modularità è uno dei punti di forza della collezione: elementi contenitori, accessori interni in finitura legno o carbonio e specchi coordinati permettono di modellare ogni progetto sulle esigenze del cliente finale e dell’interior designer. www.keuco.com/it

DOCCIA LAMPADARIO PER UNA NUOVA ELEGANZA

C’è un momento in cui il design incontra l’acqua e la trasforma in poesia. È qui che nasce il nuovo Riva Chandelier Shower Wall Mounted, ultima creazione di GRAFF, azienda americana simbolo del lusso nel settore bagno e cucina. Un’evoluzione raffinata del celebre modello a soffitto, che conserva il carattere scultoreo e l’eleganza luminosa della collezione, introducendo al contempo nuove possibilità progettuali e un inedito equilibrio tra estetica e funzionalità.

Due le interpretazioni che arricchiscono questa versione da parete, entrambe espressione di un unico, iconico linguaggio formale. Nella variante lineare, i raffinati ugelli rilasciano getti che si aprono progressivamente, generando una pioggia delicata e avvolgente, in un profilo compatto e minimale. La versione orizzontale aggiunge un gesto di teatralità: a sinistra, lo stesso getto ampio ed espansivo; a destra, una cascata elegante che scivola con naturalezza, regalando una sensazione di benessere totale, vicina alla perfezione. L’ispirazione arriva dalle linee pure e luminose di un lampadario contemporaneo, reinterpretato come oggetto d’acqua e luce. La sua presenza, al tempo stesso discreta e scultorea, ridisegna il concetto stesso di soffione doccia, trasformando la routine quotidiana in un rituale personale, intimo, celebrativo. Grazie alla compatibilità con le piastre Riva, disponibili in versioni tradizionali o contemporanee, il sistema si apre a infinite possibilità di personalizzazione, abbracciando con naturalezza stili d’interni diversi e progetti su misura.

Questa è la forza silenziosa di Riva: lasciare che l’acqua diventi materia di design, che ogni gesto si carichi di grazia e che il tempo della doccia diventi un istante prezioso, scolpito dalla bellezza. www.graff-designs.com/it

Rappresenta

Distribuzione Specializzata del Settore Idrotermosanitario

Campagna associativa 2026 Iscrivi la tua azienda all’associazione dei distributori più qualificati del settore ITS

• PROFESSIONALITÀ E COMPETENZE AL SERVIZIO DELLE AZIENDE ASSOCIATE

• CONSULENZE GIURIDICHE E FISCALI

• NORMATIVE TECNICHE

• INNOVAZIONE TECNOLOGICA

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• EVENTI E CONVEGNI

• FIERE DI SETTORE

• OSSERVATORI DI MERCATO

• RICERCHE E STUDI DI SETTORE

• CONVENZIONI E AGEVOLAZIONI

• FORMAZIONE

• ANGAISA GIOVANI

Riqualificare per crescere

In un contesto segnato da numerose incertezze e rischi di natura geopolitica e macroeconomica, il concetto di “Riqualificare per crescere” assume un doppio significato: da un lato, rappresenta l’opportunità di valorizzare il patrimonio esistente attraverso l’ammodernamento di edifici e impianti obsoleti; dall’altro, sottolinea l’importanza di investire nella formazione continua e nell’aggiornamento professionale del personale aziendale, elementi fondamentali per sostenere lo sviluppo e la competitività delle imprese

di Diletta Gaggia

CONVEGNO ANGAISA | INTERVISTE

La parola ai Soci Sostenitori del Convegno

Blu&Rosso ha intervistato le aziende socie sostenitrici del XXVI Convegno - Riqualificare per crescere(sul numero di ottobre sono disponibili le altre interviste)

Roberto

Design, premessa concettuale per definire l’essenza di ogni linea

Sostenibilità, digitalizzazione e sistemi innovativi restano leve strategiche per le aziende dell’arredo bagno. Quali sono le vostre strategie per restare competitivi in un mercato sempre più sfidante?

Come Ideagroup ci impegniamo quotidianamente a rendere la sostenibilità ambientale sempre più parte integrante del nostro modello di business. Dalla scelta delle materie prime al processo di produzione, dagli imballi fino allo smaltimento dei rifiuti, perseguiamo l’obiettivo di ridurre il più possibile l’impatto che le nostre azioni hanno sull’ambiente. Siamo consapevoli che non si può prescindere da una strategia precisa su questo tema e per questo stiamo creando un team di lavoro dedicato che, partendo da una fotografia attuale dell’azienda fissi degli obiettivi precisi da raggiungere.

Per quanto riguarda invece la digitalizzazione, stiamo facendo un percorso di miglioramento volto a ridurre al massimo il cartaceo nei diversi dipartimenti aziendali. Non è facile nell’immediato perché implica una revisione dei processi aziendali, ma il risultato è una notevole riduzione degli sprechi e una maggiore rapidità nelle risposte al cliente. Con questo obiettivo, in Ideagroup stiamo cambiando diversi gestionali e mappando i processi esistenti, ripensandoli in un’ottica digitale più snella che porterà a informatizzare e digitalizzare tutti i processi interni.

Infine, per quanto riguarda l’innovazione più generale, Ideagroup ha sviluppato un proprio sistema di produzione interno denominato I.P.S. (Idea Production

System) volto a rendere l’azienda più flessibile e reattiva ai cambiamenti del mercato. Il miglioramento continuo, l’eliminazione degli sprechi, il coinvolgimento delle persone, flussi fluidi e scorte ridotte per accorciare i tempi di attesa e l’accumulo di materiali non necessari ci permettono di essere pronti nel riprogrammare rapidamente le operazioni per allinearci alle richieste del mercato. Abbiamo anche creato la “Idea Academy” con degli spazi dedicati all’interno dell’azienda per formare i dipendenti dei Reparti Produttivi, dell’Ufficio Tecnico e Commerciale, ma anche e soprattutto per sviluppare competenze e allineare la cultura aziendale. Al giorno d’oggi non basta avere una strategia, bisogna allenare l’intera organizzazione a migliorare ogni giorno.

Quanto conta il design nello sviluppo delle vostre collezioni?

Da sempre, la filosofia di Ideagroup ruota attorno al ruolo cardine del design. Lo consideriamo la premessa concettuale per definire l’essenza di ogni linea, andando ben oltre la pura estetica. Questa visione ci ha permesso di affermarci e di essere riconosciuti nel panorama dell’arredo bagno per il nostro stile distintivo, l’innovazione formale e il Made in Italy – una garanzia di gusto raffinato e cura manifatturiera. Ciononostante, siamo consapevoli che l’efficacia di un prodotto non può fermarsi al solo impatto visivo. Per noi, la forma segue l’utilità: ogni pezzo, per quanto stilisticamente ricercato, deve assicurare funzionalità, comfort ed ergonomia. Per raggiungere questo equilibrio, integriamo il processo creativo con una ricerca tecnologica e soluzioni produttive all’avanguardia. È questa sinergia che trasforma un’idea progettuale in un prodotto finito che mantiene standard elevati di precisione e resistenza nel tempo.

Quali sono oggi i punti di forza e le criticità principali del rapporto tra distribuzione e produzione e come pensate possano evolvere?

La dinamica tra produzione e distribuzione rappresenta un classico conflitto di obiettivi all’interno delle aziende, in particolare in settori come l’arredo bagno, che coniugano processi industriali e forte personalizzazione. Questa tensione nasce da due diverse logiche operative tra loro

contrastanti.

La logica della produzione si basa sull’efficienza operativa e la riduzione dei costi. La programmazione è a lungo termine e la stabilità dei piani si misura attraverso i costi per unità, la riduzione degli scarti e lo sfruttamento della capacità produttiva. Le regole e i cicli di lavorazione devono essere definiti per garantire qualità costante. La logica della distribuzione si basa invece sulla flessibilità per soddisfare il cliente e aumentare le quote di mercato. Per sua natura, questo comparto si basa su una programmazione a breve termine, opera in un regime di forte flessibilità e risposte rapide. Non esiste standardizzazione ma capacità di rispondere alle richieste del cliente “a qualsiasi costo”, anche con modifiche lastminute.Il vero valore strategico per l’azienda risiede nella capacità di bilanciare queste due forze. Il successo si ottiene quando la produzione riesce a integrare una certa agilità nei suoi processi senza comprometterne l’efficienza, e quando la distribuzione impara a gestire le aspettative del cliente incanalandole in opzioni di personalizzazione che rientrino nei parametri di sostenibilità produttiva. Questo è quello che facciamo in Ideagroup con una filosofia gestionale che punta a eliminare gli sprechi attraverso una produzione flessibile e Just in Time.

Allo stesso tempo, anche il rivenditore può essere parte di questo ciclo virtuoso attraverso una scelta mirata dei fornitori. Concentrandosi su meno partner ma più strategici, il punto vendita trasforma una semplice relazione commerciale in una partnership di valore, che si traduce in una migliore conoscenza del prodotto e la possibilità di offrire soluzioni personalizzate al cliente finale. In questo contesto non bisogna dimenticare anche l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, sempre più presente nel nostro quotidiano, che inciderà molto e in modi diversi nel rapporto tra produzione e distribuzione nel settore dell’arredo bagno, rendendolo ancora più efficiente e reattivo. La produzione potrà essere ancora più sartoriale e rapida, e la distribuzione potrà offrire un’esperienza d’acquisto e consegne sempre più su misura.

Diffusione di una cultura d’impresa valoriale

Sostenibilità, digitalizzazione e sistemi innovativi restano leve strategiche per le aziende ITS. Quali sono le vostre strategie per restare competitivi in un mercato sempre più sfidante?

La competitività di IRSAP si fonda su un modello industriale che mette a sistema queste tre imprescindibili leve, oltre ad altri fondamentali driver quali l’efficienza operativa, il capitale umano, il miglioramento della customer experience e la spinta decisa su innovazione e design, valori cardine per rafforzare ulteriormente un brand che ha fatto la storia del settore.

Negli ultimi anni il Gruppo IRSAP ha accelerato molto in termini di digitalizzazione dei processi, con iniziative di varia natura – dai progetti paperless ai nuovi configuratori che riducono in maniera sostanziale la necessità di stampe cartacee – che impattano non solo sull’efficienza ma anche sulla sostenibilità. Quest’ultima, intesa non solo a livello ambientale ma anche sociale, è e resterà una delle nostre priorità strategiche e viene perseguita integrando i principi ESG in tutte le decisioni e investendo in progetti quali la realizzazione di audit LCA, la riduzione delle emissioni di CO2 e l’ottenimento di certificazioni ambientali.

Il settore lamenta sempre più la difficoltà di reperire giovani qualificati e la scarsa specializzazione delle nuove leve. Secondo voi quali strumenti concreti possono favorire l’ingresso dei giovani e colmare questo gap formativo?

È una criticità reale che gestiamo offrendo ai giovani programmi concreti e strutturati di formazione. Attraverso iniziative come IRSAP Mentor Academy e attività di Talent Management, promuoviamo percorsi di upskilling e reskilling continui. Alle nuove generazioni, proponiamo inoltre attività formative sulle certificazioni ambientali, per avvicinarli ai temi della sostenibilità e dell’innovazione industriale. Queste iniziative creano un ambiente di lavoro orientato alla crescita professionale e alla diffusione di una cultura d’impresa valoriale.

Alberto Morlini, Chief Commercial Officer IRSAP

CONVEGNO ANGAISA | INTERVISTE

Quali sono oggi i punti di forza e le criticità principali del rapporto tra distribuzione e produzione e come pensate possano evolvere?

Il rapporto tra produzione e distribuzione, nel nostro settore, sta attraversando una transizione che ricorda quella vissuta dall’automotive, qualche anno fa: da filiera tradizionale a ecosistema interdipendente.

Per decenni, la logica è stata chiara: la produzione investiva in capacità industriale e la distribuzione garantiva il mercato. Oggi, questa interazione si è conclusa e occorre trovare un equilibrio nuovo tra industria e rete, significa passare a logiche di efficienza congiunta.

Il futuro non premierà chi compra o vende meglio, ma chi costruisce sistemi di fiducia più resilienti. L’industria deve continuare a produrre valore reale; la distribuzione deve tornare a essere parte della strategia industriale. La sfida non è più negoziare qualche punto percentuale, ma garantire la sopravvivenza e la competitività di un intero ecosistema manifatturiero italiano, in un mercato europeo che sta cambiando pelle. E come ogni sistema complesso, o evolve insieme, o si dissolve lentamente.

Investiamo per sviluppare soluzioni integrate e sostenibili

Sostenibilità, digitalizzazione e sistemi innovativi restano leve strategiche per le aziende ITS. Quali sono le vostre strategie per restare competitivi in un mercato sempre più sfidante?

La nostra strategia punta su tre direttrici chiave: innovazione tecnologica, condivisione delle competenze e responsabilità ambientale. Investiamo in R&D per sviluppare soluzioni integrate e sostenibili, in linea con l’evoluzione normativa e le esigenze di un mercato in rapido cambiamento.

Un esempio concreto è rappresentato dalle nostre soluzioni per il bilanciamento dinamico: una gamma completa di dispositivi ad alte prestazioni, pensati per rispondere alla complessità degli impianti moderni e agli obiettivi di risparmio energetico.

Accanto alla tecnologia mettiamo al centro il servizio: IVAR supporta progettisti, installatori e clienti con la Linea Arancio, un team di ingegneri e tecnici specializzati che affianca i professionisti già in fase di progettazione. Il servizio include consulenza tecnica, sviluppo di preventivi

su misura e assistenza nella gestione di situazioni impiantistiche articolate.

La digitalizzazione rappresenta per noi una leva trasversale che incide sia sull’efficienza interna, sia sulla qualità del servizio offerto. Investiamo in strumenti digitali che migliorano la gestione dei dati, supportano la preventivazione e facilitano la comunicazione lungo tutta la filiera.

Tra questi, il portale IVAR CLOUD dedicato agli amministratori di condominio, che consente di monitorare in modo costante i consumi degli utenti e dell’intero condominio. Oltre a questo, il portale facilita il compito dell’amministratore notificando le eventuali anomalie di trasmissione dati per garantire una corretta bollettazione, favorendo al tempo stesso il risparmio energetico. A supporto della progettazione abbiamo creato anche il configuratore digitale BILLY, pensato per la preventivazione automatica di diverse tipologie di impianto, tra cui quelle con la contabilizzazione e con satelliti di utenza.

Restare al passo con l’innovazione richiede visione strategica, ma anche coerenza con i propri valori. L’azienda investe quindi costantemente in politiche di sostenibilità: l’uso di fonti di energia rinnovabili, gli slot di ricarica per i veicoli elettrici, l’uso di inchiostri ad acqua sui nostri imballi, sono solo alcuni esempi di questo nostro impegno, a cui si aggiungono i principi di risparmio energetico e idrico che ispirano la creazione dei nostri prodotti. Ogni processo viene studiato e ottimizzato per salvaguardare energie e materiali, in una struttura a impatto ambientale pari a zero.

Pubblichiamo il Bilancio di Sostenibilità poiché per noi rappresenta un percorso di rendicontazione trasparente, partecipato e orientato alla generazione di valore condiviso.

Il settore lamenta sempre più la difficoltà di reperire giovani qualificati e la scarsa specializzazione delle nuove leve. Secondo voi quali strumenti concreti possono favorire l’ingresso dei giovani e colmare questo gap formativo?

Crediamo in un dialogo costruttivo e continuativo tra imprese, scuole tecniche e università. Per colmare il divario tra formazione e mondo del lavoro servono percorsi formativi mirati, stage strutturati e una valorizzazione reale delle competenze tecnico-professionali.

In quest’ottica, collaboriamo attivamente con istituti scolastici e ITS, offrendo opportunità di tirocinio all’interno dell’azienda. Abbiamo anche promosso la realizzazione di laboratori di energia nelle scuole, dotati di materiale tecnico di ultima generazione fornito da IVAR.

Inoltre, tramite la nostra IVAR Academy, organizziamo corsi dedicati ai giovani, con l’obiettivo di diffondere il sapere tecnico e far conoscere concretamente le potenzialità del nostro settore. A completamento

Valerio Rossini, Responsabile Commerciale Italia

dell’offerta formativa vi sono le numerose pubblicazioni tecniche sulla termoidraulica edite da IVAR Publishing che vengono adottate anche nelle Scuole e Università come libri di testo: i Compendi di Idraulica e il manuale sul Commissioning scritti dall’ingegnere Laurent Socal, così come il libro sugli Impianti Sanitari scritto dall’ingegnere Roberto Zecchini.

Riteniamo che investire nella formazione e nella divulgazione tecnica sia una leva fondamentale per attrarre nuovi talenti e garantire un futuro solido al comparto.

Quali sono oggi i punti di forza e le criticità principali del rapporto tra distribuzione e produzione e come pensate possano evolvere?

Uno dei principali fattori critici del rapporto tra distribuzione e produzione è rappresentato dalla velocità con cui il mercato evolve. Le esigenze dei clienti finali cambiano rapidamente e le normative si aggiornano con frequenza crescente. Per affrontare questa complessità, riteniamo indispensabili visione strategica e collaborazione tra gli attori della filiera. Per IVAR, il rapporto con la

distribuzione è assolutamente centrale e strategico: non si tratta solo di canali di vendita, ma di partner con cui costruire valore condiviso, ed essere parte di ANGAISA ne è una testimonianza. Lavoriamo con i nostri rivenditori sviluppando progetti customizzati, offrendo formazione tecnica dedicata e affiancandoli in attività di promozione e supporto commerciale. Uno dei punti di forza di questo approccio è la collaborazione con i cosiddetti “local champions”, distributori radicati nel territorio con cui condividiamo valori, innovazione e obiettivi di crescita. Con loro co-progettiamo percorsi formativi ed eventi sul territorio, creando così una filiera integrata ed efficiente, in grado di rispondere con tempestività alle richieste del mercato. Tuttavia, per evolvere realmente, la relazione tra distribuzione e produzione dovrà basarsi sempre più su condivisione strutturata di informazioni. I produttori devono comprendere in tempo reale i feedback dal mercato, mentre i distributori devono contare su partner affidabili (capaci di garantire innovazione, supporto, servizio e continuità) e non possono poi cadere nella scelta solo del prezzo più basso. 

Incentivi 2026: tra conferme, novità e nodi da sciogliere

Cosa aspettarsi dagli strumenti che accompagneranno gli interventi di riqualificazione energetica nel prossimo anno

di Giacomo Mellera

Adicembre dello scorso anno lo abbiamo chiamato “il valzer dei bonus edilizi”, un’espressione ironica per descrivere la continua danza di leggi che dal 2022 in poi ha tenuto in sospeso l’intero comparto dell’efficienza energetica. Nel 2026, però, lo scenario cambia. Dobbiamo ampliare la visione e parlare non più soltanto di bonus edilizi, ma di incentivi nel loro insieme: strumenti che, pur diversi tra loro, condividono un obiettivo comune, quello di favorire la riqualificazione energetica e ambientale del patrimonio edilizio nazionale.Sono strumenti che da sempre rappresentano, per chi opera sul campo, una sorta di “gioia e dolore”: da un lato indispensabili per proporre qualsiasi intervento, soprattutto nel settore residenziale, dall’altro spesso fonte di incertezza, per i continui aggiornamenti, modifiche e interpretazioni che ne complicano l’applicazione. In questi anni gli operatori, installatori, manutentori, tecnici, si sono dovuti reinventare più volte, adattando procedure, modulistica e perfino la comunicazione con i clienti. Il 2026 si preannuncia come un anno di conferme e di novità.

Preoccupazione causata non solo l’uniformazione delle aliquote, ma anche dall’annuncio contenuto nella stessa Legge di Bilancio 2025 di un’ulteriore riduzione per l’anno successivo: dal 2026, infatti, le aliquote sarebbero dovute scendere al 30% per la generalità degli interventi e al 36% per le abitazioni principali.

capire cosa ancora manca per affrontare al meglio questo passaggio.

Il quadro delle detrazioni fiscali

Una prospettiva che, se confermata, avrebbe potuto causare un ulteriore blocco della domanda.

Fortunatamente, questo scenario sembra scongiurato. Nella bozza della Legge di Bilancio 2026, approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre 2025, emergono alcune novità significative per il comparto edilizio e impiantistico. L’articolo 9 conferma infatti la proroga per tutto il 2026 dell’attuale impianto delle detrazioni fiscali, mantenendo le stesse condizioni e percentuali già previste per il 2025.

In sintesi, le spese sostenute nel corso del 2026 potranno essere portate in detrazione con le seguenti aliquote:

● 50% per gli interventi eseguiti su abitazioni principali del soggetto che sostiene la spesa;

● 36% per gli interventi su altri immobili.

Vale la pena ricordare che per abitazione principale si intende l’immobile sul quale il contribuente detiene un diritto reale di godimento (proprietà, usufrutto, uso, abitazione) e che utilizza come residenza anagrafica e dimora abituale. I conviventi del proprietario, gli affittuari e i titolari di seconde case potranno accedere al beneficio solo con l’aliquota del 36%. Anche le imprese e i soggetti titolari di reddito d’impresa che eseguono interventi agevolabili ai fini Ecobonus potranno usufruire unicamente della detrazione al 36%, come previsto già nel 2025.

Le detrazioni fiscali dovrebbero restare sostanzialmente stabili rispetto al 2025, mentre il nuovo Conto Termico 3.0, ormai alle porte, promette di essere il vero protagonista della stagione. Le aspettative tuttavia sono alte, forse troppo, e alimentate dalla speranza di una soluzione capace di semplificare, velocizzare e rilanciare un settore che ha urgente bisogno di certezze.È quindi arrivato il momento di fare chiarezza: fissare i punti fermi, evidenziare le novità e, soprattutto,

Il percorso di approvazione della manovra è ancora in corso e si concluderà entro la fine di dicembre, ma la presenza di un articolo specifico dedicato alla proroga lascia intendere una chiara volontà politica di continuità. In altre parole: nessuna rivoluzione all’orizzonte, ma un tentativo di stabilizzare il quadro degli incentivi per consentire alle imprese e ai professionisti del settore di lavorare con maggiore previsione e serenità.

Il 2025 si è aperto con un deciso ridimensionamento delle detrazioni fiscali. La Legge di Bilancio approvata a dicembre 2024 ha infatti uniformato Bonus Casa ed Ecobonus sotto la stessa aliquota di base, distinguendo solo in funzione della destinazione d’uso dell’immobile. Un cambiamento non solo numerico però: dal 1° gennaio 2025 le caldaie a combustibili fossili sono state escluse dagli incentivi, segnando di fatto la fine del loro sostegno pubblico. Una scelta in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione, ma che ha provocato un forte scossone nel mercato. Secondo un’analisi del Dipartimento Politiche Fiscali di CNA, basata sull’andamento delle ritenute legate ai bonifici parlanti nei primi quattro mesi del 2025, la contrazione degli interventi è stata stimata in circa 10 miliardi di euro sull’intero anno. Un calo che ha destato non poca preoccupazione tra gli operatori del settore, in attesa dei dati ufficiali che saranno pubblicati nel consueto Rapporto Annuale ENEA. Preoccupazione causata non solo l’uniformazione delle aliquote, ma anche dall’annuncio — contenuto nella stessa Legge di Bilancio 2025 — di un’ulteriore riduzione per l’anno successivo: dal 2026, infatti, le aliquote sarebbero dovute scendere al 30% per la generalità degli interventi e al 36% per le abitazioni principali. Una prospettiva che, se confermata, avrebbe potuto causare un ulteriore blocco della domanda.

Fortunatamente, questo scenario sembra scongiurato Nella bozza della Legge di Bilancio 2026, approvata dal

FOCUS INCENTIVI

Consiglio dei Ministri il 17 ottobre 2025, emergono alcune novità significative per il comparto edilizio e impiantistico. L’articolo 9 conferma infatti la proroga per tutto il 2026 dell’attuale impianto delle detrazioni fiscali, mantenendo le stesse condizioni e percentuali già previste per il 2025.

In sintesi, le spese sostenute nel corso del 2026 potranno essere portate in detrazione con le seguenti aliquote:

• 50% per gli interventi eseguiti su abitazioni principali del soggetto che sostiene la spesa;

• 36% per gli interventi su altri immobili

Vale la pena ricordare che per abitazione principale si intende l’immobile sul quale il contribuente detiene un diritto reale di godimento (Come ad esempio proprietà ed usufrutto) e che utilizza come residenza anagrafica e dimora abituale. I conviventi del proprietario, gli affittuari e i titolari di seconde case potranno accedere al beneficio solo con l’aliquota del 36%. Anche le imprese e i soggetti titolari di reddito d’impresa che eseguono interventi agevolabili ai fini Ecobonus potranno usufruire unicamente della detrazione al 36%, come previsto già nel 2025. Il percorso di approvazione della manovra è ancora in corso e si concluderà entro la fine di dicembre, ma la presenza di un articolo specifico dedicato alla proroga lascia intendere una chiara volontà politica di continuità. In altre parole: nessuna rivoluzione all’orizzonte, ma un tentativo di stabilizzare il quadro degli incentivi per consentire alle imprese e ai professionisti del settore di lavorare con maggiore previsione e serenità.

Conto Termico 3.0: il motore del 2026?

Ma l’interesse per il prossimo anno è catalizzato da un altro incentivo, alternativo alle detrazioni.

Dopo anni di attesa e indiscrezioni, il nuovo Conto Ter-

mico 3.0 è infatti ormai realtà: il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 26 settembre 2025 e l’entrata in vigore è fissata per il 25 dicembre 2025, con le Regole Applicative del GSE attese entro febbraio 2026. Per molti operatori rappresenta la “grande promessa” del nuovo anno, anche se la verità, come sempre, sarà nel modo in cui le regole verranno applicate concretamente.

Il Conto Termico è da tempo strumento solido per incentivare la sostituzione di impianti obsoleti con soluzioni ad alta efficienza energetica — pompe di calore, sistemi ibridi, caldaie a biomassa, solare termico — ma il passaggio alla versione 3.0 introduce una serie di novità importanti, che meritano di essere lette con equilibrio.

Il principio resta lo stesso: l’utente effettua l’intervento, presenta la domanda sul PortaleTermico GSE e riceve un rimborso diretto in tempi relativamente brevi, da uno a due mesi per le pratiche più lineari. Molti operatori guardano al Conto Termico 3.0 come al possibile “motore di rilancio” del mercato. È una visione comprensibile: dopo la fine del Superbonus e l’assestamento delle detrazioni, serviva un incentivo stabile, accessibile e veloce. Ma occorre anche realismo: il Conto Termico rimane un meccanismo tecnico, non automatico. Richiede precisione, conoscenza delle procedure e una gestione ordinata dei documenti. Le disponibilità poi sono limitate: 900 milioni di euro, suddivisi tra privati, imprese e Pubblica Amministrazione: una cifra contenuta se paragonata ai volumi mossi da Bonus Casa ed Ecobonus. Chi si aspetta un sistema che “paga tutto e subito” rischia di restare deluso. Chi invece lo affronta con metodo — preparazione tecnica, modulistica corretta e fotografie chiare —

potrà sfruttarlo davvero come uno strumento competitivo per offrire ai propri clienti un vantaggio concreto.

Detrazioni fiscali o Conto Termico?

Scegliere il canale giusto

Arrivati a questo punto, la domanda è inevitabile: meglio la detrazione o il Conto Termico? Una domanda che ogni installatore si sentirà rivolgere dai propri clienti e alla quale la risposta non sarà mai un semplice “bianco o nero”.

Il principio di base è che le due forme di incentivo sono alternative per modalità di rimborso:

• Le detrazioni fiscali agiscono attraverso il recupero IRPEF (o IRES), quindi il vantaggio economico arriva nel tempo, diluito in più anni.

• Il Conto Termico, invece, funziona come rimborso diretto in conto capitale, erogato dal GSE in una o due rate, in tempi molto più brevi.

Per gli interventi di installazione di sistemi rinnovabili, il Conto Termico potrebbe risultare spesso più conveniente, specialmente per chi non ha capienza fiscale o vuole un rientro rapido. Per interventi più complessi e integrati (ristrutturazioni globali, riqualificazioni energetiche estese), le detrazioni fiscali restano più flessibili, anche per la possibilità di cumulare diverse spese.Il ruolo dell’installatore diventa quindi centrale come consulente: non solo installare un impianto, ma anche orientare il cliente verso la scelta economicamente più vantaggiosa e normativamente più sicura. Capire la differenza tra i due strumenti, e saperla spiegare in modo semplice, sarà nel 2026 una competenza centrale.

Gli incentivi regionali

Le agevolazioni del Conto Termico, gestite a livello nazionale dal GSE, possono essere integrate con specifici incentivi regionali per aumentare la copertura delle spese sostenute dagli utenti. Questi sono strumenti aggiuntivi definiti autonomamente dalle singole Regioni, con importi, requisiti e procedure che variano in base al bando. Diversi territori hanno già introdotto misure di integrazione: la Regione Lombardia promuove la sostituzione di impianti a biomassa obsoleti con apparecchi più efficienti e meno inquinanti; la Regione Toscana ha pubblicato bandi per la sostituzione di caminetti e stufe datati; la Regione Lazio sostiene generatori di calore a biomassa di nuova generazione, prevedendo contributi cumulabili con il Conto Termico. Per verificare la compatibilità tra gli incentivi è necessario consultare i bandi regionali aggiornati e le linee guida del GSE, che precisano modalità, limiti e condizioni di cumulabilità.

Costruire fiducia, non solo impianti

Il 2026 sarà, più di ogni altro anno, l’anno del professionista qualificato. Questo scenario apre una prospettiva nuova. Chi saprà dimostrare competenza tecnica, conformità e tracciabilità diventerà un punto di riferimento stabile per clienti e amministratori. Chi invece continuerà a considerare la burocrazia come un “male necessario” rischierà di restare indietro in un mercato che premia precisione e affidabilità. Il 2026 sarà un anno di transizione, ma anche di maturità per il settore. E chi saprà investire oggi nella propria preparazione, nella precisione delle pratiche e nella trasparenza dei processi, sarà pronto a cogliere tutte le opportunità della stagione in arrivo nel 2027. 

Secondo i dati Istat 2024 quasi tutte le famiglie hanno un sistema di riscaldamento, aumentano gli impianti autonomi e cresce la diffusione delle pompe di calore. Permane il divario Nord-Sud

Migliora l’efficienza energetica domestica

L’

ISTAT ha presentato il nuovo rapporto sulle dotazioni energetiche delle famiglie italiane, che descrive nel dettaglio le tecnologie usate per riscaldamento, acqua calda e condizionamento nel 2024. L’indagine, svolta a cadenza triennale, evidenzia che oltre la metà delle famiglie dispone di impianti di condizionamento (56%) e quattro su dieci utilizzano pompe di calore (40,4%). Crescono gli impianti autonomi (79%) e cala l’uso dei sistemi centralizzati, a conferma di una tendenza verso una maggiore efficienza energetica domestica e una gestione più indipendente dei consumi. Restano però ampie differenze territoriali, con il Nord-est e le Isole agli estremi per diffusione e tipologia delle dotazioni.

Riscaldamento e acqua calda quasi per tutti Nel 2024, il 99,4% delle famiglie residenti in Italia dispone di almeno un sistema per il riscaldamento nell’abitazione principale (98,0% nel 2013): al CentroNord la quasi totalità delle famiglie, mentre nel Mezzogiorno l’1,7% ne è sprovvisto (3,4% nel 2021 e 5,3% nel

2013). In Sicilia il 4,0% delle famiglie non dispone di riscaldamento (con progressiva acquisizione: erano il 6,4% nel 2021 e l’11,6% nel 2013).

Anche la produzione di acqua calda ha una diffusione capillare, raggiungendo il 99,7% delle famiglie, con valori omogenei su tutto il territorio. Il 70,4% delle famiglie ha un sistema in grado di svolgere entrambe le funzioni (dotazione coincidente) per il riscaldamento dell’abitazione e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Sempre più famiglie sono provviste di impianti autonomi

Le famiglie possono avere più sistemi di riscaldamento: il più diffuso si conferma l’impianto autonomo, presente nel 79,0% delle abitazioni principali delle famiglie e in crescita rispetto al 2021, con un aumento di 6,8 punti percentuali. Viceversa, sono in calo gli impianti centralizzati, con una diffusione pari al 15,4% a livello nazionale (18,0% nel 2021); sono sempre molto presenti nelle abitazioni gli apparecchi singoli per riscaldare, siano essi portatili o fissi: 44,8% nel 2024 e 48,1% nel 2021.

La diffusione delle tipologie di sistemi in dotazione per il riscaldamento mostra delle differenziazioni territoriali. Gli impianti autonomi sono presenti soprat-

Tabella 1 - Famiglie dotate di sistemi per il riscaldamento, acqua calda e condizionamento per ripartizione geografica - Anni 2021, 2024 (valori percentuali rispetto al totale delle famiglie residenti)

RIPARTIZIONE

GEOGRAFICA

E ANNO

Anno

REPORT ISTAT

tutto nel Nord-est (86,6%), si caratterizzano per quote elevate al Centro (85,2%) e al Sud (82,0%) e sono relativamente meno rilevanti nel Nord-ovest (74,2%) e nelle Isole (60,0%). Gli apparecchi singoli per riscaldare la casa sono invece più diffusi nelle Isole e nel Sud (rispettivamente 64,5% e 50,9%) che nel resto del Paese. Gli impianti centralizzati sono comparativamente i meno diffusi tra le famiglie e si contraddistinguono anche per ampie differenziazioni territoriali: la presenza massima è nel Nord-ovest (30,1%), dove esistono anche importanti reti di teleriscaldamento, quella minima si rileva nelle regioni del Mezzogiorno (3,8%).

Considerando la distribuzione dei diversi sistemi di riscaldamento in relazione all’ampiezza demografica dei Comuni, si osserva che gli impianti centralizzati raggiungono la diffusione massima nei Comuni capoluogo di Città metropolitana (40,5%) e sono sempre meno presenti al calare della dimensione comunale (6,1% nei Comuni fino a 10mila abitanti). Gli impianti autonomi, al contrario, sono più diffusi nei Comuni di piccole dimensioni (85,3% nei Comuni fino a 10mila abitanti, 84,7% nei Comuni con 10.001-50.000 abitanti) e meno nei Comuni capoluogo di Città metropolitana (59,5%). Gli apparecchi singoli sono anch’essi più diffusi nei Comuni di piccole dimensioni rispetto a quelli più grandi: dal 51,6% nei Comuni fino a 10mila abitanti al 36,7% nei

Comuni capoluogo di Città metropolitana, anche in considerazione delle diverse tipologie abitative degli edifici residenziali.

Le famiglie possono avere più sistemi per la produzione di acqua calda. Come per il riscaldamento, anche per la produzione di acqua calda l’impianto autonomo è in gran misura il più presente nell’abitazione principale:

in dotazione all’80,7% delle famiglie, la sua diffusione è in crescita (era al 73,9% nel 2021). In calo la presenza di apparecchi singoli (15,5%, era 22,6% nel 2021), come uno scalda-acqua elettrico collegato a un solo rubinetto; rimane stabile e minoritaria, infine, la presenza di un impianto centralizzato (7,3%). La distribuzione del tipo di dotazione per ampiezza comunale ricalca quella per il riscaldamento dell’abitazione, in conseguenza della forte presenza di impianti coincidenti.

Spesso presenti più sistemi di riscaldamento nelle abitazioni

Il 43,2% delle famiglie ha a disposizione più sistemi di riscaldamento della casa (funzionanti e disponibili, anche se non tutti utilizzati al momento della rilevazione), quali un impianto centralizzato (ovvero che serve più appartamenti o abitazioni), un impianto autonomo (come una caldaia a metano, una pompa di calore multisplit, un impianto solare termico) o apparecchi singoli, sia fissi (come stufe, caminetti o apparecchi monosplit), sia portatili (stufette elettriche o di differente fonte di alimentazione). Questo indica una certa dinamicità da parte delle famiglie nella ricerca delle soluzioni migliori per rispondere alle proprie esigenze di riscaldamento, non sempre indirizzata verso quelle più efficienti o comunque derivate da un progetto complessivo di efficientamento energetico, e comportamenti probabilmente da ascrivere sia alla rapida evoluzione delle molteplici tecnologie offerte dal mercato, sia ai costi molto variabili delle fonti energetiche degli anni più recenti. Tuttavia, rispetto al 2021 la disponibilità di più sistemi scende di appena un punto percentuale (era pari al 44,5%) a segnalare un ancor debole orientamento alla razionalizzazione degli impianti.

La compresenza di diversi sistemi è più diffusa nelle Isole (49,1%, dove spicca la Sardegna con 62,0%) e nel Nord-est (48,2%), meno nel Nord-ovest (37,5%). È più frequente nei Comuni di piccole dimensioni (48,6% nei Comuni fino a 10mila abitanti) rispetto ai Comuni più grandi (39,2% nei Comuni capoluogo di Città metropolitana e 38,3% nei Comuni con oltre 50mila abitanti), distribuzione analoga a quella degli impianti autonomi e apparecchi singoli e verosimilmente ad essa collegata. In relazione alla zona altimetrica, si evidenzia una maggiore presenza di sistemi multipli per il riscaldamento nei Comuni di pianura (44,1%), nei Comuni di collina litoranea (43,0%) e nei Comuni di montagna interna (42,8%).

Il 70,4% delle famiglie ha un sistema in grado di svolgere entrambe le funzioni di riscaldamento dell’abitazione e di produzione di acqua calda sanitaria (dotazione coincidente). La coincidenza di dotazioni per il riscaldamento e acqua calda è più ampia nel Nord-est (84,3%) e meno frequente nelle Isole (38,4%). A livello regionale spiccano Marche (86,3%), Provincia autonoma di Trento (85,5%), Veneto (85,3%) ed Emilia-Romagna (85,1%), mentre la Sardegna è in coda (21,1%,). Le disparità territoriali sono riconducibili sia alle condizioni climatiche sia al grado di sviluppo delle infrastrutture energetiche nelle varie zone del Paese.

Impianto autonomo il più utilizzato anche con più sistemi di riscaldamento

L’impianto autonomo è il sistema di riscaldamento a uso prevalente (o unico): è utilizzato dal 69,6% delle famiglie con riscaldamento; il 15,9% delle famiglie invece

predilige l’apparecchio singolo e il 14,4% utilizza prevalentemente l’impianto centralizzato. Rispetto al 2021, è cresciuta la quota di famiglie che utilizzano prevalentemente l’impianto autonomo (+3,9 punti percentuali) ed è al contempo diminuita la quota di chi usa l’impianto centralizzato (-2,7 p.p.) o un apparecchio singolo (-1,3 p.p.). La preferenza degli utilizzatori verso l’impianto autonomo risponde certamente a esigenze di maggiore adattabilità agli orari e necessità della famiglia e può corrispondere a un aumento di efficienza energetica a seconda dell’impianto installato.

L’utilizzo dell’impianto autonomo come sistema prevalente (o unico) di riscaldamento è più diffuso nel Nord-est (76,1%), al Centro (75,5%) e al Sud (72,8%). Al contrario, l’impianto centralizzato è indicato come prevalente (o unico) più nel Nord-ovest (29,1%) rispetto al Nord-est (12,8%) e al Centro (13,7%); solo il 2,8% nel Mezzogiorno, area geografica in cui è molto utilizzato come sistema prevalente (o unico) l’apparecchio singolo (45,3% nelle Isole e 24,4% al Sud). In Sardegna vi è il più alto utilizzo di apparecchi singoli come prevalenti (o unici) per il riscaldamento (54,7%), fenomeno in gran parte riconducibile al ritardo nel processo di metanizzazione dell’isola, avviato solo negli ultimi anni.

Anche per l’acqua calda, il sistema più indicato come prevalente (o unico) è l’impianto autonomo (indicato dal 79,2% delle famiglie che dispongono di acqua calda), in aumento rispetto al 2021 (72,6%). Gli apparecchi singoli, tipicamente scalda-acqua elettrici collegati a un solo rubinetto (generalmente energivori), sono il sistema prevalente per il 14,1% delle famiglie, in calo rispetto al 2021 (20,8%). Il 6,7% usa come prevalente l’impianto centralizzato (stabile rispetto al 2021).

REPORT ISTAT

Più della metà delle famiglie dispone di almeno un sistema di condizionamento

Nel 2024, oltre la metà delle famiglie ha nell’abitazione almeno un sistema di raffrescamento (impianto centralizzato, impianto autonomo multisplit o apparecchio singolo, sia esso fisso sia portatile), che può essere di tipo “solo freddo” oppure “caldo/freddo” (pompa di calore), cioè in grado di produrre sia aria fresca nella stagione calda che aria calda nella stagione fredda.

La quota di famiglie le cui abitazioni sono dotate di condizionamento (56,0%) è progressivamente aumentata negli anni: era pari al 48,8% nel 2021 ed è quasi raddoppiata rispetto al 2013, quando ne disponeva meno di una famiglia su tre (29,4% delle famiglie). Rispetto al 2021 l’incremento è più marcato nel Mezzogiorno (+9,7 p.p.) e nel Centro (+7,2 p.p.).

Nel 2024 il 6,4% delle famiglie dispone di più sistemi di raffrescamento, di tipo differente (ad esempio sia apparecchio singolo che impianto, oppure sia caldo/freddo che solo freddo): nelle Isole la quota arriva all’8,0%.

La diffusione dei sistemi di raffrescamento è più accentuata nelle Isole (71,2%) e nel Nord-est (64,1%), mentre i livelli sono sotto la media nelle altre ripartizioni, in particolare nel Nord-ovest (48,0%). In Sicilia e nel Veneto si ha la massima diffusione (rispettivamente 73,1% e 71,1% delle famiglie); seguono l’Emilia-Romagna (67,6%) e la Sardegna (66,4%). Le Regioni del Sud mostrano una grande variabilità: si va da un massimo in Puglia (63,6%) a un minimo in Molise (30,7%). La diffusione più limitata, comunque in crescita, si registra in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (11,8%, +7,1 p.p. rispetto al 2021) e in Trentino-Alto Adige/Südtirol (20,0%, +4,8 p.p.). L’impiego dei sistemi di condizionamento sembra

più legato alla dimensione urbana comunale che a un gradiente Nord-Sud: la diffusione dei sistemi di condizionamento è al di sopra della media nazionale nei Comuni capoluogo e Comuni periferici di Città metropolitana (rispettivamente 63,2% e 63,3%), più soggetti al fenomeno delle “isole di calore”, rispetto ai Comuni di minore dimensione demografica. Molto evidente la diffusione dei sistemi di condizionamento anche in relazione alla zona altimetrica, con un massimo nei Comuni di pianura (66,6%) e di collina litoranea (58,7%)

In crescita le pompe di calore

Il 24,4% delle famiglie ha come sistema di condizionamento un impianto centralizzato o autonomo per il raffrescamento dell’abitazione, cioè un sistema dotato di un motore centrale con terminali in più ambienti e, rispetto al 2021, la quota di famiglie è aumentata sensibilmente (+12,9 p.p.). Invece, la diffusione degli apparecchi singoli per il condizionamento si è contratta negli anni, passando dal 40,9% delle famiglie nel 2021 al 35,4% nel 2024. Tra i sistemi di condizionamento, i sistemi caldo/ freddo sono quelli che hanno avuto una crescita maggiore in termini relativi: nel 2021 erano in dotazione al 32,6% delle famiglie, mentre nel 2024 hanno raggiunto il 40,4% delle famiglie. Le pompe di calore sono sistemi in grado di aumentare o ridurre la temperatura dell’ambiente condizionato; possono essere impianti multisplit o apparecchi singoli (fissi o portatili). La diffusione interessa in misura maggiore le Isole (58,5%) e il Nord-est (46,9%); il Nord-ovest, che nel 2021 segnava il livello più basso di diffusione (24,2%), ha registrato l’incremento maggiore, raggiungendo il 34,0%, pur non avendo recuperato posizione rispetto alle altre ripartizioni. Nel dettaglio, il 16,1%

delle famiglie ha un impianto centralizzato o autonomo caldo/freddo e il 25,9% ha un apparecchio singolo caldo/ freddo.

In termini di utilizzo prevalente (o unico), le famiglie con abitazioni che dispongono di condizionamento dell’aria sono orientate verso l’utilizzo di un impianto centralizzato o autonomo (39,6%, in particolare quelli caldo/ freddo preferiti dal 26,3% delle famiglie con condizionamento) oppure di un apparecchio singolo di tipo caldo/ freddo (42,2%), ovvero le pompe di calore singole, siano esse portatili o fisse; il restante 18,2% si avvale prevalentemente di un apparecchio singolo di tipo “solo freddo”.

Il ricorso alla legna da ardere è diffuso soprattutto nei Comuni più piccoli

In ambito domestico la legna da ardere può essere utilizzata per il riscaldamento degli ambienti, la produzione di acqua calda e la cottura dei cibi: l’utilizzo può avvenire attraverso apparecchi singoli o impianti autonomi o centralizzati. Nel corso del 2023, il 16,0% delle famiglie ha fatto uso di legna da ardere per tali scopi (con esclusione dell’utilizzo in impianto centralizzato), un dato in leggera flessione rispetto all’edizione precedente (17,0%), mentre era il 21,4% nel 2013. Al Sud una famiglia su cinque (21,3%) fa uso di legna; in misura minore nel Nordest (19,4%), nel Centro (17,5%), nelle Isole (12,5%) e in ultimo nel Nord-ovest (9,9%). Il ricorso alla legna da ardere è estremamente differenziato per Regione, essendo determinato dalla disponibilità di materiale e dall’accesso a risorse alternative, ma anche da fattori storici e culturali. È più diffuso nelle Province autonome di Trento e Bolzano/Bozen, dove rispettivamente il 37,9% e 36,2% delle famiglie utilizza la legna, in Calabria (35,5%), Umbria

(34,8%) e Friuli-Venezia Giulia (30,3%). Al contrario, il suo utilizzo è residuale in alcune regioni come la Lombardia (6,8%), la Sicilia (7,0%) e la Liguria (9,6%). Il ricorso alla legna da ardere è massimo nei Comuni fino a 10mila abitanti (30,9%) e minimo nei Comuni capoluogo di Città metropolitana (1,5%).

È più diffuso nei Comuni di montagna interna (36,7%), specialmente nei Comuni di montagna fino a 10mila abitanti, dove ne fa ricorso il 42,7% delle famiglie, e nei Comuni di collina interna (21,3%).

In crescita l’uso del pellet

Il pellet è utilizzato per il riscaldamento domestico soprattutto tramite impianti autonomi e apparecchi singoli come stufe e caminetti, tradizionali o innovativi (ad esempio collegati a impianti di riscaldamento) e per produrre acqua calda o per la cottura dei cibi.

Durante l’anno 2023, il 7,8% delle famiglie ha utilizzato pellet (con esclusione dell’uso in impianti centralizzati): una quota in crescita minima rispetto all’edizione precedente (7,3%), mentre era il 4,1% nel 2013. Il pellet è maggiormente utilizzato dalle famiglie residenti al Sud (9,5%), nelle Isole (9,6%) e nel Nord-est (8,6%), meno al Centro (7,0%) e nel Nord-ovest (5,9%).

Come per la legna, la diffusione del pellet è maggiore tra le famiglie residenti nei Comuni fino a 10mila abitanti (14,3%), in particolare di montagna (16,2%), e minore al crescere della dimensione demografica del Comune. In relazione all’altimetria, troviamo utilizzi massimi nei Comuni della montagna interna (14,1%) e della collina interna (10,2%). Nel complesso, il 21,9% delle famiglie ha fatto uso di legna e/o di pellet, le due principali biomasse da utilizzo domestico. 

Valvole e rubinetti italiani: un comparto da quasi 10 miliardi di euro

Nel I semestre cresce l’export (+4,6%). Gli Stati Uniti tornano primo mercato di destinazione, ma per il 2026 preoccupano i dazi. Il caro energia resta una delle sfide principali per la competitività delle imprese italiane

Le valvole e i rubinetti sono ovunque, dal settore energetico alle nostre case fino agli impianti industriali e alle infrastrutture. E l’Italia, con circa 500 imprese industriali e 30mila addetti, si conferma un’eccellenza a livello globale, posizionandosi come secondo mercato per dimensione più forte in Europa, dopo la Germania, e tra i primi sei a livello mondiale, insieme a Corea, Giappone, Cina, Usa e Germania.

Secondo i dati dell’Ufficio Statistica di Anima Confindustria, presentati lo scorso 24 ottobre a Milano da Sandro Bonomi, Presidente dell’Associazione Italiana Costruttori Valvole e Rubinetteria (federata ad Anima Confindustria), nel 2024 il settore ha raggiunto un fatturato di 9,55 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,8% rispetto al 2023. L’export si conferma il principale motore del comparto, rappresentando il 63% dei ricavi.

Export in crescita

Anche nel primo semestre del 2025, le vendite verso l’estero sono cresciute del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando i 3 miliardi di euro. Tra i Paesi di destinazione, nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2024, gli Stati Uniti si confermano al primo posto sia per quota di export (11,3%, pari a 343,4 mln di euro), sia per crescita (+19,4%). Seguono la Germania, con una quota dell’8,9% (272,2 mln di euro, +1,9%) e l’Arabia Saudita, anch’essa all’8,9% (271,9 mln di euro, +13,3%). La Cina, con una quota del 6,1% (186,9 mln di euro), registra invece una contrazione del 4,4%.

Un settore strategico

Un settore strategico, come emerge dall’analisi presentata da Marco Fortis, Vice Presidente di Fondazione Edison: il codice Ateco “Altri rubinetti e valvole” si colloca all’ottavo posto nella classifica dei primi dieci prodotti italiani (Ateco a 4 cifre) per saldo commerciale nel 2024, con un valore di 5,3 miliardi di euro1, davanti a comparti come la farmaceutica di base e i componenti per autoveicoli.

Dall’assemblea emergono segnali positivi per lo sviluppo del comparto, ma anche criticità che potrebbero incidere sulla competitività delle imprese.

Tra le opportunità, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Paesi del Mercosur apre nuovi spazi di crescita, prevedendo la graduale eliminazione dei dazi su oltre il 90% dei prodotti industriali: un’intesa che offre al settore italiano delle valvole e dei rubinetti la possibilità di rafforzare la presenza in Sud America — in particolare in Brasile e Argentina — e di diversificare i flussi di export, riducendo per quanto possibile la dipendenza da mercati soggetti a tensioni tariffarie.

L’incertezza dei dazi

Tra i fattori di rischio, invece, preoccupa l’incertezza costituita dai dazi verso gli Stati Uniti, primo mercato di destinazione per il comparto, che potrebbe comportare nei prossimi anni una contrazione del fatturato attualmente difficilmente quantificabile.

ASSEMBLEA ANNUALE AVR

Elaborazione Ufficio Statistica ANIMA su dati Istat

Un settore strategico

A questo si aggiungono ulteriori fattori di rischio: l’eccessivo carico burocratico e doganale, che aumenta sensibilmente il lavoro necessario per l’export, sottraendo risorse alla produzione e alla vendita; la carenza strutturale di personale qualificato, in particolare figure tecniche e specializzate; l’impatto del cambiamento del quadro normativo, che potrebbe penalizzare le imprese italiane; la perdita di competitività dovuta al rafforzamento dell’Euro sul dollaro USA; il considerevole aumento del prezzo del rame che pare si protrarrà nei prossimi anni. Inoltre, bisognerà prestare particolare attenzione al settore energetico, i cui costi, tra i più alti nella Ue, impattano direttamente sulle imprese italiane. Nucleare, idrogeno, transizione verso fonti energetiche pulite sono quindi le sfide per rendere le nostre imprese più competitive rispetto agli altri Paesi.

“Il settore delle valvole e della rubinetteria rappresenta un’eccellenza a livello globale: un comparto altamente specializzato, riconosciuto in tutto il mondo per qualità, innovazione e capacità di servire mercati complessi - dichiara Sandro Bonomi, Presidente di Avr -. Le nostre aziende si trovano oggi ad affrontare sfide strutturali rilevanti: la complessità burocratica, i dazi, la carenza di personale tecnico qualificato e i costi dell’energia, tra i più alti nella UE, rappresentano ostacoli concreti alla crescita e alla competitività. In questa fase è fondamentale che le istituzioni e il Governo collaborino a stretto contatto con associazioni e imprese per preservare un comparto che oggi vale quasi 10 miliardi di euro e rimane strategico per l’intero Sistema Paese. L’assemblea di oggi è stata un momento essenziale di confronto sul futuro del settore grazie anche alla presenza di rappresentanti politici, associazioni internazionali ed esperti di mercato. Un’occasione

Un settore strategico, come emerge dall’analisi presentata da Marco Fortis, Vice Presidente di Fondazione Edison: il codice Ateco “Altri rubinetti e valvole” si colloca all’ottavo posto nella classifica dei primi dieci prodotti italiani (Ateco a 4 cifre) per saldo commerciale nel 2024, con un valore di 5,3 miliardi di euro1 , davanti a comparti come la farmaceutica di base e i componenti per autoveicoli. Dall’assemblea emergono segnali positivi per lo sviluppo del comparto, ma anche criticità che potrebbero incidere sulla competitività delle imprese.

Tra le opportunità, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Paesi del Mercosur apre nuovi spazi di crescita, prevedendo la graduale eliminazione dei dazi su oltre il 90% dei prodotti industriali: un’intesa che offre al settore italiano delle valvole e dei rubinetti la possibilità d i rafforzare la presenza in Sud America e di diversificare i flussi di export, riducendo per quanto possibile la , primo mercato di destinazione per il comparto, che potrebbe comportare nei prossimi anni una contrazione del fatturato , che aumenta carenza ure tecniche e specializzate; l’impatto del cambiamento , che potrebbe penalizzare le imprese italiane; la perdita di competitività dovuta al si protrarrà , i cui costi, tra i più alti nella Ue, impattano direttamente sulle imprese italiane. Nucleare, idrogeno, transizione verso fonti ono quindi le sfide per rendere le nostre imprese più competitive rispetto agli altri Paesi.

“Il settore delle valvole e della rubinetteria rappresenta un’eccellenza a livello globale: un comparto altamente specializzato, riconosciuto in tutto il mondo pe r qualità, innovazione e capacità di servire mercati complessi - dichiara Sandro Bonomi, Presidente di Avr -. Le nostre aziende si trovano oggi ad affrontare sfide strutturali rilevanti: la complessità burocratica, i dazi, la carenza di personale tecnico qualificato e i costi

fondamentale per consolidare la reputazione globale dell’industria italiana delle valvole e dei rubinetti, emblema di innovazione e di qualità del Made in Italy.”

La sfida del settore energetico

Il settore energetico rappresenta una delle principali sfide per la competitività delle imprese.

L’assemblea ha riunito rappresentanti istituzionali, economisti, analisti geopolitici, operatori del settore e 12 associazioni internazionali provenienti da Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito e altri paesi, riunite a Milano per il “Milano White Paper”, il position paper condiviso su idrogeno, nucleare ed energia, confermando il capoluogo lombardo come punto di riferimento globale per l’industria e mettendo in luce la forza dell’export, la rilevanza economica e il ruolo strategico del Made in Italy.

Il settore energetico, infatti, riveste un ruolo cruciale per la competitività delle aziende attive nella produzione di valvole e rubinetteria, in quanto incide direttamente sui costi di produzione, sull’efficienza operativa e sulla capacità d’innovazione.

Nucleare, idrogeno e transizione green

Il nucleare, l’idrogeno e la transizione verso fonti energetiche pulite sono stati al centro dei panel tematici dell’assemblea.

Come l’open panel sull’energia e industria, che ha approfondito il rapporto tra transizione ecologica e competitività del sistema produttivo. Con gli interventi di Giovanni Guzzetta (Università Tor Vergata di Roma) e Antonio Sileo (Osservatorio Innov–E), il confronto ha evidenziato come la sostenibilità ambientale debba procedere di pari passo con la sostenibilità economica, delineando le basi di un vero Green Industrial Deal europeo. È stato inoltre sottolineato che in Italia il prezzo dell’energia resta tra i più elevati dell’Unione Europea a causa della forte dipendenza dal gas e della volatilità del mercato del GNL, ma anche come il ruolo crescente del Paese quale hub energetico mediterraneo e lo sviluppo di strumenti per l’autoconsumo e per l’efficienza possano contribuire a ridurre progressivamente lo spread energetico rispetto agli altri Paesi europei.

AVR è l’associazione industriale federata ANIMA Confindustria che rappresenta le aziende italiane del settore valvole e rubinetteria. Nel 2024 il comparto ha raggiunto un fatturato di 9,55 miliardi di euro, con una quota export/fatturato che supera il 60% (dati Ufficio Studi Anima).

Il nuovo nucleare italiano

Tra i momenti di maggiore approfondimento dell’assemblea, il panel sull’idrogeno e il nucleare ha offerto un quadro sulle opportunità per la filiera industriale italiana legata alle tecnologie a basse emissioni.

L’assemblea ha infatti posto infatti l’attenzione sul futuro del comparto, con un focus sul nuovo nucleare italiano, che sarà presentato alla World Nuclear Exhibition, la fiera mondiale del nucleare di Parigi il 4 novembre con una collettiva italiana di 28 aziende realizzata grazie a Italian Trade Agency e Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale su proposta ANIMA Confindustria, e sugli sviluppi nell’idrogeno, settori in cui le valvole italiane rappresentano componenti essenziali.

Politiche energetiche integrate

Nel confronto tra Andrea Andreuzzi (Confindustria), Alessandro Dodaro (Enea), Paolo Gianoglio (Omeco - Icim Group) e Marco Mantero (Ansaldo Energia) è emersa la necessità di una supply chain nazionale qualificata e di politiche energetiche integrate per garantire energia a costi sostenibili.

Andrea Andreuzzi ha sottolineato l’importanza di misure strutturali come l’energy release, l’aumento del fondo ETS e l’utilizzo dell’idroelettrico a fini industriali, insieme alla promozione del nucleare di nuova generazione e dell’idrogeno per la decarbonizzazione dei settori hard-to-abate.

Il panel ha confermato come idrogeno e nucleare possano rappresentare pilastri complementari della transizione energetica e della competitività industriale italiana ed europea.

Partecipazione istituzionale

All’incontro hanno partecipato anche alcuni membri del Parlamento europeo e parlamentari italiani della Commissione Energia, tra i quali l’On. Paolo Inselvini, l’On. Vinicio Peluffo, l’On. Luca Squeri, l’On. Luca Toccalini, l’On. Isabella Tovaglieri, l’On. Mariateresa Vivaldini e l’On. Silvia Sardone insieme a Davide Carlo Caparini, Consigliere di Regione Lombardia che hanno illustrato il punto di vista istituzionale sulle politiche energetiche e commerciali del settore. 

ANIMA Confindustria Meccanica

Varia è l’organizzazione industriale di categoria che, all’interno di Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 221.700 addetti per un fatturato di 56 miliardi di euro e

una quota export/fatturato del 60% (dati Ufficio Studi Anima). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: edilizia e infrastrutture; movimentazione e logistica; produzione alimentare; produzione di energia; produzione industriale; sicurezza e ambiente.

SPECIALE SICUREZZA NELLE

Accordo Stato Regioni 2025: le novità introdotte

L’Accordo ridefinisce gli obblighi per la formazione in materia di sicurezza sul lavoro, uniformando gli aggiornamenti con cadenza quinquennale e introducendo criteri più stringenti per la validazione dei corsi

Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 segna un punto di svolta per le imprese che operano nel settore dell’installazione e manutenzione di impianti idrotermosanitari e HVAC, un comparto che per sua natura coniuga la dimensione tecnica con quella della sicurezza e della tutela della salute. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, l’Accordo ridefinisce in modo organico gli obblighi

formativi in materia di sicurezza sul lavoro, ponendo l’accento sulla necessità di completare la formazione dei lavoratori prima dell’inizio dell’attività, di uniformare gli aggiornamenti con cadenza quinquennale e di introdurre criteri più stringenti per la validazione dei corsi, sia in presenza che a distanza.

Nuove regole per la formazione

Per le imprese impiantiste, queste novità si traducono

in un impegno concreto nella pianificazione delle attività formative, da integrare fin dalle prime fasi di assunzione o di avvio di un nuovo cantiere. L’eliminazione della vecchia tolleranza dei sessanta giorni impone una programmazione rigorosa e preventiva: non è più possibile inserire un tecnico in un contesto operativo senza che abbia completato l’intero percorso formativo previsto.

Considerando che i lavori in questo settore comportano spesso rischi connessi a spazi confinati, impianti in pressione, sostanze chimiche, lavori in quota, atmosfere esplosive, impianti elettrici, l’obbligo di formare prima di operare rappresenta una garanzia per il lavoratore, ma anche una tutela per l’azienda, che così riduce l’esposizione a incidenti e sanzioni.

Un altro elemento che sta ridisegnando il quadro normativo è la rapidità con cui le regole vengono aggiornate. A pochi mesi dalla pubblicazione dell’Accordo, il Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”, ha introdotto ulteriori modifiche e rafforzato il sistema di vigilanza. Questo ritmo di cambiamento impone alle imprese di restare costantemente informate, poiché la mancata conoscenza delle novità può tradursi in inadempienze anche involontarie. Nel settore impiantistico, dove ogni commessa è diversa e spesso comporta l’interazione con altri operatori o ambienti di lavoro eterogenei, mantenersi aggiornati non è solo un dovere formale, ma un requisito essenziale di professionalità.

Crescita professionale intrecciata all’evoluzione tecnologica

Le regole cambiano ma cambiano anche le tecnologie, i rischi associati e le esigenze dei clienti, sempre più attenti alla sicurezza ed alla salubrità degli impianti e degli ambienti.

I nuovi impianti HVAC e idrotermosanitari integrano sempre più componenti digitali, sistemi di regolazione automatica, sensori per l’efficienza energetica e dispositivi connessi in rete.

In questo contesto, la figura del tecnico deve evolversi da semplice esecutore a professionista capace di interpretare le innovazioni e applicarle in sicurezza. Il concetto di “competenza” non si limita più al saper fare, ma si estende al saper essere: un atteggiamento responsabile, rispettoso delle norme, attento al benessere degli utenti finali e alla salubrità degli ambienti.

Essere oggi un “Tecnico degli impianti” significa quindi possedere conoscenze interdisciplinari: comprendere i principi di termoidraulica e ventilazione, ma anche saper gestire rischi elettrici, chimici e biologici; saper leggere una scheda di sicurezza, ma anche comunicare in modo efficace con il cliente o il

Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159

DECRETO-LEGGE 31 ottobre 2025, n. 159 - Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile. (GU Serie Generale n.254 del 31-102025)

Entrata in vigore del provvedimento: 31/10/2025

Note: Necessita conversione in Legge entro 60 giorni pena decadenza.

Con riferimento specifico al settore idrotermosanitario, il provvedimento introduce numerose e significative modifiche e integrazioni al Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, focalizzate principalmente sul rafforzamento della vigilanza, l’incremento della prevenzione e la revisione delle norme per categorie specifiche di lavoratori e contesti ad alto rischio, nuovi criteri di riconoscimento delle persone tramite un nuovo formato di tessera di riconoscimento per i cantieri (dotata di un codice univoco anticontraffazione e gestita in formato digitale e interoperabile con la piattaforma SIISL- Sistema Informativo per l’inclusione Sociale e Lavorativa), l’inasprimento delle conseguenze della violazione degli obblighi in materia di sicurezza (raddoppio delle sanzioni sulla Patente a Crediti, decurtazione immediata dei crediti, rafforzamento del flusso informativo tra organi di vigilanza e Procure).

Allo stesso tempo, promuove attivamente la prevenzione e la formazione, in particolare attraverso l’aggiornamento del riferimento normativo per i Modelli Organizzativi (sostituendo lo standard “British Standard OHSAS 18001:2007” con la “norma UNI EN ISO 45001:2023+A1:2024”), la possibilità di veicolare corsi di formazione tramite fondi interprofessionali, la promozione di convenzioni tra INAIL e UNI (Ente nazionale di normazione) per la consultazione gratuita delle norme tecniche richiamate dal D.Lgs. 81/2008 e di altre norme di particolare rilevanza per la sicurezza.

coordinatore della sicurezza. La formazione diventa così un processo continuo, che accompagna la crescita professionale e si intreccia con l’evoluzione tecnologica.

Sicurezza come valore competitivo

Il rispetto delle regole e l’aggiornamento costante non sono solo obblighi imposti dalle istituzioni, ma strumenti che qualificano l’impresa sul mercato. I clienti, siano essi privati o enti pubblici, richiedono sempre più garanzie di affidabilità, sostenibilità e conformità normativa. Un tecnico formato e consapevole, capace di integrare sicurezza, qualità e comfort ambientale, rappresenta il volto più autentico di un’azienda che opera con serietà. In definitiva, la sicurezza non è un vincolo, ma un valore competitivo: è parte integrante della professionalità con cui le imprese del settore idrotermosanitario e HVAC costruiscono fiducia, tutela e benessere per le persone e per l’ambiente in cui vivono.

SPECIALE SICUREZZA NELLE ATTIVITÀ

Le nuove regole per la formazione sulla sicurezza sul lavoro

Dalla formazione per il datore di lavoro alla ri-valutazione dei rischi, passando per la pianificazione della formazione aziendale. Vediamo le principali novità

Una delle competenze più importanti per i datori di lavoro delle imprese che operano nell’installazione e manutenzione di impianti idrotermosanitari e HVAC è la capacità di orientarsi tra i numerosi provvedimenti normativi che regolano la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di un aspetto fondamentale per chi è diretta-

mente responsabile della valutazione dei rischi connessi alle attività aziendali e della pianificazione degli interventi formativi destinati ai propri lavoratori.

Tuttavia, l’insieme delle norme in materia non è di facile interpretazione. Nel corso degli anni, infatti, sono state emanate molteplici disposizioni riguardanti la formazione delle diverse figure della sicurezza che hanno reso il quadro normativo complesso e talvolta discorde.

L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (pub-

blicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 24 maggio) ha cercato di ridurre le difficoltà, riunendo in un unico documento le principali indicazioni relative alla formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza. L’obiettivo è stato quello di semplificare, aggiornare e armonizzare le disposizioni precedenti, rendendo più chiari gli obblighi formativi a carico delle diverse figure aziendali.

In particolare, l’accordo:

• Definisce la durata, i contenuti minimi e le modalità dei corsi di formazione ed aggiornamento obbligatori destinati a lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro, RSPP e ASPP, coordinatori della sicurezza, operatori di attrezzature di lavoro e addetti ad attività in spazi confinati;

• Prevede la verifica dell’apprendimento per tutti i percorsi formativi e di aggiornamento in materia di salute e sicurezza, nonché le procedure di verifica dell’efficacia della formazione durante lo svolgimento delle attività lavorative;

• Stabilisce i termini, a seconda dei casi, di 12 / 24 mesi dall’entrata in vigore (24 maggio 2025) entro i quali le aziende devono adeguarsi alle nuove regole;

• Introduce una nuova formazione obbligatoria di base per tutti i datori di lavoro, della durata di 16 ore, con un modulo aggiuntivo di 6 ore per chi opera in cantiere, e una cadenza quinquennale per l’aggiornamento di 6 ore, che può essere erogato anche in e-learning. Circa l’ultimo punto è doveroso segnalare che molti datori di lavoro del settore impiantistico considerano la formazione in materia di sicurezza come un adempimento da gestire per i propri dipendenti. L’esperienza e la norma-

tiva insegnano però che la formazione deve partire proprio dal datore di lavoro: per poter organizzare in modo efficace la prevenzione e la protezione in azienda, è infatti indispensabile comprendere a fondo i rischi delle proprie attività, soprattutto quelle “nuove”, come ad esempio quelle derivanti dalla transizione energetica e dall’introduzione di nuove tecnologie, e conoscere nel dettaglio gli obblighi formativi previsti dalle leggi e dagli accordi Stato-Regioni.

Essere conformi alle regole non significa solo “fare i corsi”, ma sapere cosa serve, a chi serve e perché serve.

Il nuovo ruolo del datore di lavoro

Anche a fronte degli ultimi sviluppi legislativi, al datore di lavoro non basta delegare o affidarsi a consulenti, ma deve necessariamente informarsi e formarsi personalmente per essere in grado di operare in squadra con le altre figure della sicurezza e pianificare la formazione dei propri lavoratori in modo mirato, verificare la reale efficacia dei percorsi svolti e garantire un ambiente di lavoro più sicuro e organizzato.

Formarsi per formare non è solo un dovere, ma un’opportunità: un modo per rafforzare la gestione aziendale, migliorare la sicurezza e, allo stesso tempo, valorizzare l’immagine e la credibilità dell’impresa

A seguire una sintesi delle principali novità introdotte da nuovo Accordo Stato Regioni 2025 elaborata da Aifos, Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro, un’associazione sindacale datoriale e professionale costituita in base all’art. 39 della Costituzione, che rappresenta aziende e singoli formatori che hanno tra gli scopi quello della formazione.

SPECIALE SICUREZZA NELLE

Accordo Unico Stato-Regioni del 17 aprile 2025 Entrata in vigore: 24 maggio 2025

ACCORDO UNICO STATO-REGIONI 17 APRILE 2025

PRESENTAZIONE con principali novità

La Conferenza stato Regioni ha approvato il nuovo Accordo Stato Regioni riguardante la Formazione alla Salute e Sicurezza sul lavoro. Si tratta di un accordo “quadro” che accorpa i diversi Accordi attualmente presenti.

LA STRUTTURA

Parte I

ORGANIZZAZIONE GENERALE

Parte II CORSI DI FORMAZIONE

Parte III

CORSI DI AGGIORNAMENTO

Parte IV

INDICAZIONI METODOLOGICHE E PROCEDURALI PER L’ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DEI CORSI

Parte V

RICONOSCIMENTO CREDITI FORMATIVI

Parte VI

CONTROLLO ATTIVITÀ FORMATIVE E MONITORAGGIO

Parte VII ALTRE DISPOSIZIONI

SOGGETTI FORMATORI

Allegato I Esonero classi di laurea

Allegato II Attrezzature di lavoro

Allegato III Esoneri

Allegato IV Classi di rischio

1.1 I soggetti “istituzionali” (es. Ministeri, università. INAIL, INL, VVF, Ordini e collegi...)

1.2 I soggetti “accreditati” alla regione

1.3 Altri soggetti (es. Fondi interprofessionali, organismi paritetici, Associazioni sindacali dei DDL o lavoratori...)

I CORSI

• Lavoratori, Preposti e Dirigenti

• Datore di lavoro

• Datore di Lavoro RSPP

• ASPP e RSPP

• Coordinatore per la progettazione e l’esecuzione dei lavori

• Ambienti sospetti d’inquinamento o con nati

• Le nuove attrezzature: Raccoglifrutta, Caricatore movimentazione materiali, Carroponte

• Attrezzature di Lavoro (PLE, Gru per Autocarro, Gru a torre, Gru mobili, Carrelli, Trattori., MMT, Pompe calcestruzzo)

Visualizza il quadro sinottico con la durata di tutti i corsi

Accordo Unico Stato-Regioni del 17 aprile 2025 Entrata in vigore: 24 maggio 2025

ORGANIZZAZIONE

DEI CORSI

Il soggetto formatore per ciascun corso dovrà:

• predisporre il progetto formativo

• ammettere un n. massimo di 30 partecipanti per le parti teoriche

• attenersi al rapporto docente/partecipanti non superiore di 1/6 nelle parti pratiche

• tenere il registro dei partecipanti in formato cartaceo o elettronico

• veri care la presenza ai corsi per almeno il 90% della durata totale

• predisporre il verbale della veri ca nale

• predisporre l’attestato di formazione

METODOLOGIE DI

EROGAZIONE

• presenza sica

• a distanza in videoconferenza (sincrona)

• a distanza in e-learning (asincrona)

• modalità mista

VIDEOCONFERENZA (VCS) - Sincrona

Ogni discente deve essere collegato all’evento formativo tramite PC o tablet a SUO USO ESCUSIVO!

Non sono più ammesse “classi di discenti” collegate da un unico dispositivo

Non è ammesso l’uso dello Smartphone.

Il soggetto formatore deve garantire le procedure per:

• la corretta modalità di accesso in piattaforma

• la veri ca delle presenze

• la veri ca della gestione degli interventi dei discenti (es. chat e sotto classi virtuali)

• la gestione dei materiali didattici

• lo svolgimento delle veri che di apprendimento e la valutazione de gradimento

• le modalità di tracciamento

E-LEARNING

Il soggetto formatore deve garantire un sistema di formazione e-learning (LMS) in grado di certi care:

• svolgimento e completamento delle attività didattiche

• la partecipazione attiva del discente

• la tracciabilità anche di ogni singolo Learning Objects

• le modalità ed il superamento delle veri che nali e delle veri che del gradimento

MODALITÀ MISTA (BLENDED)

Alterna momenti di formazione a distanza (sincrona o asincrona) con momenti di formazione in presenza sica.

In presenza possono essere realizzati momenti strategici dei percorsi formativi che vengono ritenuti più utili ai ni della didattica.

SPECIALE SICUREZZA NELLE ATTIVITÀ DI INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE

Accordo Unico Stato-Regioni del 17 aprile 2025 Entrata in vigore: 24 maggio 2025

VERBALI DELLE VERIFICHE FINALI

Per ciascun corso dovranno essere redatti i verbali delle veri�che �nali contenenti:

• i dati identi�cativi del soggetto formatore

• i dati del corso

• l’elenco degli ammessi alla veri�ca �nale con relativo esito

• il luogo e la data della veri ca nale

• la sottoscrizione del verbale da parte del responsabile del progetto formativo �RPF�

• gli esiti documentati dei risultati �per i colloqui, dare evidenza delle domande�

FASCICOLO DEL CORSO

Per ogni corso di formazione e aggiornamento, il soggetto formatore provvede alla custodia/ archiviazione �cartacea o elettronica� della documentazione %Fascicolo del corso�

Tempi di conservazione: 10 anni

Contenuti:

• i dati anagra�ci dei PARTECIPANTI

• il REGISTRO presenze dei partecipanti con �rme

• l’elenco dei DOCENTI con �rme

• il PROGETTO FORMATIVO e il PROGRAMMA del corso

• il verbale di VERIFICA FINALI

PROGETTO FORMATIVO

Ogni soggetto formatore dovrà redigere il progetto formativo, cioè il documento in uscita dell’intero processo di progettazione, in cui dovranno essere riportati nel dettaglio tutte le informazioni e gli elementi che caratterizzano l’azione formativa:

• le speci che del percorso formativo

• le speci che di realizzazione

• le speci che per il controllo e la veri ca

LE RISORSE

Responsabile del progetto formativo: docente quali�cato DI 6 marzo 2013 � 3 anni di esperienza

Docente: quali�cato ai sensi del DI 6 marzo 2013 � relative speci�che in base ai corsi.

Tutor: soggetto esperto delle dinamiche d’aula, referente dei discenti per indicazioni operative, materiali didattici, aspetti logistici, somministrazioni test e monitoraggio andamento della formazione

Almeno 3 anni di esperienza in SSL + Docente quali cato

Requisiti

D.I. 6 Marzo 2013 + Speci ci

Funzioni e presenza in base alle metodologie didattiche

Accordo Unico Stato-Regioni del 17 aprile 2025 Entrata in vigore: 24 maggio 2025

VERIFICA DI APPRENDIMENTO

Obbligatoria per tutti i corsi.

• in base alle tipologie di corsi: Test, colloquio individuale, simulazioni, prove pratiche

• se videoconferenza sempre fatte in modalità sincrona e non differita

• corsi base: 30 domande con tre risposte alternative

• corsi aggiornamento: 10 domande con tre risposte alternative

• esito positivo: 70% risposte corrette

VALUTAZIONE DEL GRADIMENTO

Obbligatoria per tutti i corsi.

La valutazione del grado di soddisfazione viene fatta in relazione a:

• Qualità didattica

• Qualità organizzativa

• Utilità percepita e rispondenza alle aspettative

VERIFICA DELL’EFFICACIA FORMATIVA

Il datore di Lavoro deve veri care e misurare l’effettivo cambiamento che la formazione ha avuto sui partecipanti. Obbligatoria per tutti i corsi di formazione per Lavoratori. Deve essere svolta a una certa distanza di tempo (es. 6 mesi max 1 anno).

Modalità:

1. Analisi infortunistica aziendale

2. Questionari da somministrare al personale

3. Check list di valutazione

QUINQUENNIO MOBILE

SI ESTENDE IL PRINCIPIO DEL QUINQUENNIO MOBILE

Gli RSPP, gli ASPP e i Coordinatori, trascorsi i cinque anni dalla prima abilitazione, devono poter dimostrare, all’atto dell’af damento dell’incarico, che nel quinquennio antecedente all’af damento dell’incarico hanno partecipato a corsi di aggiornamento per un numero di ore non inferiore a quello minimo previsto.

VALIDITÀ CORSI DI FORMAZIONE

L’assenza, nei limiti di 10 anni, della regolare frequenza ai corsi di aggiornamento non fa venir meno il credito formativo maturato dalla regolare frequenza ai corsi abilitanti e il completamento dell’aggiornamento, pur se effettuato in ritardo, consente di ritornare ad eseguire la funzione esercitata.

DISPOSIZIONI TRANSITORIE

In fase di prima applicazione, comunque, non oltre 12 mesi dalla data di entrata in vigore dell’accordo, possono essere avviati i corsi secondo quanto previsto dagli Accordi Stato Regioni abrogati nonché dall’allegato XIV del D.Lgs. n. 81/2008.

RICONOSCIMENTO FORMAZIONE PREGRESSA

I corsi di formazione riguardanti gli spazi con nati e le nuove attrezzature già erogati alla data di entrata in vigore dell’accordo, i cui contenuti siano conformi, sono riconosciuti.

L’aggiornamento parte dalla date di ne corso riportata sull’attestato.

SPECIALE SICUREZZA NELLE ATTIVITÀ DI INSTALLAZIONE E

La formazione del datore di lavoro: da obbligo a opportunità

L’opinione degli operatori e le prospettive future nel Rapporto Aifos 2025

Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 2025 ha finalmente definito le regole della formazione dei datori di lavoro in materia di salute e sicurezza. Mai prima d’ora per questa figura apicale era stato previsto un momento formativo obbligatorio. La ricerca Aifos 2025 approfondisce come questo importante cambiamento venga percepito da chi opera ogni giorno nel campo della sicurezza a fianco dei datori di lavoro, mettendo in luce

un punto cruciale: solo rafforzando il coinvolgimento del management sarà possibile trasformare l’obbligo formativo in un investimento strategico per la crescita, la consapevolezza e la prevenzione.

Premessa

L’idea del Rapporto Aifos 2025 nasce dal desiderio di comprendere come i datori di lavoro stiano reagendo alle novità introdotte per loro dall’Accordo Stato-Regioni

Di Maria Frassine Direttore Generale Aifos e Camilla Abeni, Ufficio Studi e Legislativo Aifos

Campione

rappresenta>vi di diversi seSori produGvi e

del 17 aprile 2025. Aifos, da sempre impegnata nella diffusione della cultura della sicurezza, ha voluto dare voce ai professionisti del settore e, tramite la loro voce, cercare di misurare la maturità culturale dei datori di lavoro italiani, convinta che solo quando il vertice aziendale crederà davvero nel valore della formazione — e la vivrà come parte integrante del proprio ruolo di leadership — la sicurezza diventerà un pilastro della competitività e del benessere organizzativo.

Entriamo ora nel vivo dei risultati della ricerca Aifos 2025: “La formazione del datore di lavoro: da obbligo a opportunità” ed analizziamone i dati salienti.

Campione

L’indagine ha coinvolto circa 900 professionisti della sicurezza distribuiti su tutto il territorio nazionale, rappresentativi di diversi settori produttivi e dimensioni aziendali.

Abbiamo chiesto ai partecipanti all’indagine come, secondo la loro esperienza, i Datori di Lavoro con cui collaborano percepiscano l’obbligo formativo previsto dal nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.

Il 58,4% degli intervistati ritiene che la formazione venga considerata dai Datori di Lavoro come un adempimento burocratico privo di reale valore, mentre solo il 25,6% esprime un parere opposto. Si tratta di un dato rilevante e, in parte, preoccupante: nella percezione dei professionisti della sicurezza,

più di un datore di lavoro su due continua a vivere la formazione come un dovere formale, non come un’occasione di crescita o di sviluppo organizzativo. Questo atteggiamento riflette una resistenza culturale ancora radicata, soprattutto nei contesti dove la formazione è vista come una “scocciatura normativa” più che come un tassello strategico della gestione aziendale. Il rischio è evidente: l’obiettivo autentico della formazione – accrescere consapevolezza e competenza in materia di sicurezza – rischia di essere ridotto a una semplice formalità, a un “mettersi in regola” senza un reale impatto sui comportamenti e sui processi interni.

In linea con questo, il 57,3% del campione conferma che i Datori di Lavoro percepiscono la formazione come un peso per l’organizzazione, mentre il 29,3% non condivide questa visione. Anche in questo caso, il dato ribadisce una difficoltà diffusa: la formazione obbligatoria viene spesso vissuta come un impegno aggiuntivo da gestire, più che come un valore o un investimento. Accanto a un deficit di cultura della sicurezza, pesa la difficoltà concreta di conciliare gli obblighi formativi con le esigenze operative quotidiane, rendendo complessa l’integrazione della formazione nei tempi e nei ritmi del lavoro.

Un elemento particolarmente significativo è che il 70,3% degli intervistati riporta come i Datori di Lavoro considerino la formazione utile ma non prioritaria Questo è forse il dato più emblematico: la formazione viene riconosciuta come importante in teoria, ma raramente collocata al centro delle strategie aziendali.

Percezione dell’obbligo formativo

chiesto ai partecipanti all’indagine come,

collaborano percepiscano l’obbligo formativo previsto dal

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Accordo Stato -Regioni del 17 aprile 2025. Il 58,4% degli intervistati ritiene che la formazione venga considerata dai Datori di Lavoro come un adempimento burocratico privo di

DIDA: IL CAMPIONE UTILIZZATO PER L’INDAGINE
DIDA: LA PERCEZIONE DEL NUOVO OBBLIGO FORMATIVO
Abbiamo
secondo
loro esperienza,
Datori di Lavoro con cui
nuovo
IL CAMPIONE UTILIZZATO PER L’INDAGINE
PERCEZIONE DEL NUOVO OBBLIGO FORMATIVO

Si tratta, dunque, non solo di difficoltà organizzative o logistiche, ma di un ritardo culturale profondo

sistema della formazione deve affrontare con nuovi strumenti di comunicazione, flessibilità e personalizzazione dei percorsi.

SPECIALE SICUREZZA NELLE ATTIVITÀ DI INSTALLAZIONE

Solo agendo su questi tre fronti sarà possibile superare la logica dell’adempimento e trasformare la formazione del datore di lavoro in un’esperienza realmente partecipata e generativa di valore per l’impresa.

Vantaggi

Nelle piccole e medie imprese, in particolare, è spesso vista come un’attività “da fare”, ma che può essere rimandata di fronte a esigenze produttive più urgenti. Tale atteggiamento rivela una maturità ancora parziale in materia di salute e sicurezza: la consapevolezza esiste, ma manca la piena integrazione della formazione nella pianificazione e nella cultura organizzativa.

Sul piano personale e manageriale, inoltre, oltre la metà del campione ritiene che la formazione non produca effetti significativi in termini di crescita della leadership, della cultura della sicurezza o dello sviluppo professionale del datore di lavoro. Questi risultati segnalano un gap culturale profondo: mentre il legislatore e il sistema formativo intendono rafforzare la leadership e la responsabilità dei Datori di Lavoro, molti di essi continuano a interpretare la formazione come un vincolo più che come un’opportunità. Ne emerge una distanza tra l’intenzione del sistema – che mira a una trasformazione culturale – e la realtà delle imprese, dove spesso prevale ancora una logica di adempimento e conformità, più che di apprendimento e cambiamento.

Accanto a un deficit di cultura della sicurezza, pesa la difficoltà concreta di concilia con le esigenze operative quotidiane, rendendo complessa l’integrazione della formazione nei tempi e nei ritmi del lavoro.

Criticità

Dall’analisi dei dati emerge che i principali fattori che ostacolano la diffusione di una cultura formativa realmente efficace tra i Datori di Lavoro riguardano soprattutto la disponibilità di tempo da dedicare alla formazione, indicata come un limite dal 41% degli intervistati (“abbastanza”) e dal 39,3% (“molto”), le resistenze del management (39,7% “abbastanza”, 40,9% “molto”) e la scarsa percezione della rilevanza della formazione stessa (36,1% “abbastanza”, 44,6% “molto”).

Un elemento particolarmente significativo è che il 70,3% degli intervistati riporta come i Datori di Lavoro considerino la formazione utile ma non prioritaria. Questo è forse il dato più emblematico: la formazione viene riconosciuta come importante in teoria, ma raramente collocata al centro delle strategie aziendali. Nelle piccole e medie imprese, in particolare, è spesso vista come un’attività “da fare”, ma che può essere rimandata di fronte a esigenze produttive più urgenti. Tale atteggiamento rivela una maturità ancora parziale in materia di salute e sicurezza: la consapevolezza esiste, ma manca la piena integrazione della formazione nella pianificazione e nella cultura organizzativa.

Sul piano personale e manageriale, inoltre, oltre la metà del campione ritiene che la formazione non produca effetti significativi in termini di crescita della leadership, della cultura della sicurezza o dello sviluppo professionale del datore di lavoro. Questi risultati segnalano un gap culturale profondo: mentre il legislatore e il sistema formativo intendono rafforzare la leadership e la responsabilità dei Datori di Lavoro, molti di essi continuano a interpretare la formazione come un vincolo più che come un’opportunità.

Questi tre elementi – tempo, resistenze e percezione –non rappresentano ostacoli indipendenti, ma componenti interconnesse di un circolo vizioso che ancora condiziona la gestione della formazione nelle imprese.

In molti casi, il datore di lavoro non riconosce pienamente il valore strategico della formazione, e proprio per questo tende a non dedicarvi tempo o risorse adeguate; la carenza di tempo, a sua volta, alimenta atteggiamenti di resistenza e una visione difensiva nei confronti del cambiamento.

Ne emerge una distanza tra l’intenzione del sistema – che mira a una trasformazione culturale – e la realtà delle imprese, dove spesso prevale ancora una logica di adempimento e conformità, più che di apprendimento e cambiamento.

Cri7cità

DIDA: LE CRITICITÀ RINTRACCIATE

Dall’analisi dei dati emerge che i principali fattori che ostacolano la diffusione di una cultura formativa realmente efficace tra i Datori di Lavoro riguardano soprattutto la disponibilità di tempo da dedicare alla formazione, indicata come un limite dal 41% degli intervistati (“abbastanza”) e dal 39,3% (“molto”), le resistenze del management (39,7% “abbastanza”, 40,9% “molto”) e la scarsa percezione della rilevanza della formazione stessa (36,1% “abbastanza”, 44,6% “molto”).

Si tratta, dunque, non solo di difficoltà organizzative o logistiche, ma di un ritardo culturale profondo che il sistema della formazione deve affrontare con nuovi strumenti di comunicazione, flessibilità e personalizzazione dei percorsi.

Solo agendo su questi tre fronti sarà possibile superare la logica dell’adempimento e trasformare la formazione del datore di lavoro in un’esperienza realmente partecipata e generativa di valore per l’impresa.

Vantaggi

L’analisi dei risultati evidenzia che la formazione obbligatoria destinata ai Datori di Lavoro è ampiamente considerata, dai professionisti della sicurezza che li affiancano, un intervento utile e concreto, in grado di generare effetti positivi su diversi fronti.

In particolare, il 46% degli intervistati ritiene che essa contribuisca in modo abbastanza significativo ad accrescere la consapevolezza dei rischi aziendali, mentre un ulteriore 31,4% la giudica molto efficace sotto questo aspetto.

Un dato analogo emerge rispetto alla comprensione delle responsabilità normative: il 46,3% ne riconosce un impatto

DIDA: I VANTAGGI RICONOSCIUTI
I VANTAGGI RICONOSCIUTI

positivo “abbastanza”, e il 37,8% “molto”, confermando il ruolo formativo nel consolidare la cultura della sicurezza e la conformità alla normativa vigente.

Sul piano gestionale, il 40,5% dei rispondenti segnala un rafforzamento del ruolo decisionale del datore di lavoro in materia di salute e sicurezza, mentre il 43,2% rileva un miglioramento della comunicazione e del coordinamento con figure chiave come RSPP, HSE Manager e Preposti. Inoltre, il 42,9% riconosce che la formazione favorisce “abbastanza” un maggiore coinvolgimento nella cultura della prevenzione, con un ulteriore 25,3% che la ritiene molto efficace in tal senso. Più contenuti, ma comunque rilevanti, risultano gli effetti relativi a una leadership più partecipativa (36,3% “abbastanza”, 18,8% “molto”) e al miglioramento dell’immagine aziendale verso clienti e stakeholder, dove solo il 14,1% degli intervistati segnala un impatto elevato. Chiudono la graduatoria i benefici percepiti in termini di motivazione e partecipazione del personale interno, valutati come “molto” significativi solo dal 16,5% del campione. Nel complesso, la formazione obbligatoria emerge come una leva strategica di crescita organizzativa, capace di accrescere la consapevolezza, la responsabilità e la collaborazione all’interno delle imprese. Pur restando margini di miglioramento nell’ambito della motivazione e dell’immagine aziendale, i dati confermano che essa viene ormai percepita come un fattore determinante di sviluppo culturale e gestionale, in grado di rafforzare il ruolo del datore di lavoro come promotore attivo della prevenzione e della sicurezza. Inoltre, il 42,9% riconosce che la formazione favorisce “abbastanza” un maggiore coinvolgimento nella cultura della prevenzione, con un ulteriore 25,3% che la ritiene molto efficace in tal senso.

Più contenuti, ma comunque rilevanti, risultano gli effetti relativi a una leadership più partecipativa (36,3% “abbastanza”, 18,8% “molto”) e al miglioramento dell’immagine aziendale verso clienti e stakeholder, dove solo il 14,1% degli intervistati segnala un impatto elevato.

Chiudono la graduatoria i benefici percepiti in termini di motivazione e partecipazione del personale interno, valutati come “molto” significativi solo dal 16,5% del campione.

Nel complesso, la formazione obbligatoria emerge come una leva strategica di crescita organizzativa, capace di accrescere la consapevolezza, la responsabilità e la collaborazione all’interno delle imprese. Pur restando margini di miglioramento nell’ambito della motivazione e dell’immagine aziendale, i dati confermano che essa viene ormai percepita come un fattore determinante di sviluppo culturale e gestionale, in grado di rafforzare il ruolo del datore di lavoro come promotore attivo della prevenzione e della sicurezza.

Conclusioni

Il Rapporto Aifos 2025 restituisce un quadro ampio e approfondito su come il mondo del lavoro interpreta oggi la formazione dei Datori di Lavoro, mettendo in luce punti di forza e criticità in una fase di significativa transizione norma-

tiva e culturale. A pochi mesi dall’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, emergono due visioni distinte. Da una parte, i professionisti della sicurezza riconoscono nella formazione non un semplice vincolo di legge, ma uno strumento di crescita manageriale, responsabilizzazione e prevenzione. Viene considerata — pur con margini di miglioramento — una leva strategica capace di rafforzare la cultura della sicurezza a partire dai vertici aziendali, contribuendo a migliorare competitività, reputazione e benessere organizzativo. In quest’ottica evoluta, il datore di lavoro assume un ruolo attivo e consapevole, diventando promotore del cambiamento e modello di riferimento per tutta la struttura aziendale. Dall’altra parte, tuttavia, una parte consistente del tessuto imprenditoriale mostra ancora un approccio difensivo e formale: la formazione viene vissuta più come un adempimento necessario per essere “in regola” che come un’opportunità di sviluppo. Molti Datori di Lavoro continuano a percepirla come un costo o un onere gestionale aggiuntivo, piuttosto che come un investimento sul capitale umano e sulla sostenibilità dell’impresa. Lo evidenzia bene il commento di un partecipante alla ricerca: “La realtà che vivo è fatta soprattutto di microimprese edili, con risorse e tempo limitati, tradizionalmente diffidenti; il nuovo ASR rischia di allontanare chi, in assenza di controlli, avrebbe potuto avvicinarsi alla formazione per scelta di consapevolezza.”

Questo divario culturale tra chi progetta e promuove la sicurezza e chi ne è il principale destinatario rappresenta una delle sfide decisive dei prossimi anni. Occorre ridurre la distanza con un approccio partecipativo, in grado di rendere il datore di lavoro consapevole del proprio ruolo di leader della prevenzione. La formazione dovrà evolversi da mero obbligo formale a percorso di responsabilità condivisa e di sviluppo della leadership, in cui il datore di lavoro si riconosca come figura chiave della cultura aziendale della sicurezza e come motore del cambiamento organizzativo.

Solo percorrendo questa strada sarà possibile dare piena attuazione allo spirito del nuovo Accordo, che mira a una formazione viva, coinvolgente e realmente strategica, capace di generare valore per l’impresa, per le persone e per la collettività. In tale contesto, il ruolo di Aifos e degli enti formatori diventa essenziale: non solo nel supportare l’applicazione della normativa, ma anche nel guidare le organizzazioni verso una maturità culturale nuova, diffondendo l’idea che la formazione sia prima di tutto un investimento sul futuro, un valore condiviso e un potente strumento di progresso sociale ed economico. Come ha osservato un partecipante alla ricerca, “questo nuovo Accordo è un’occasione preziosa per dialogare con i datori di lavoro sulla sicurezza e creare consapevolezza in un Paese dove infortuni e morti sul lavoro restano ancora troppo numerosi.”

Sta a noi cogliere questa opportunità per trasformare l’obbligo in un cambiamento reale, promuovendo una sicurezza partecipata, concreta e sostenibile, capace di proteggere le persone e valorizzare le imprese. 

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Strategie di Marketing

A cura di Christian Elia, General Manager eTeamPro

SE SEI NELLA MENTE DEL CLIENTE HAI GIÀ VINTO

Tutte le aziende, di qualsivoglia settore, sono oggi accomunate da un’esigenza precisa, cioè quella di ricavarsi uno spazio preciso nel proprio mercato

Oggi quasi tutti i mercati sono in crescita e il cliente acquista di più rispetto al passato. Per paradosso è proprio questa l’era in cui le aziende rischiano di essere invisibili agli occhi dei clienti. Già, perché in questo mondo, cioè quello del business moderno, non vince per forza il prodotto migliore. Non vince nemmeno chi urla di più. Vince invece chi riesce ad occupare uno spazio preciso nella mente del cliente.

La principale regola del marketing moderno recita così: “Se il tuo brand è il primo che viene in mente in una determinata categoria, allora semplicemente hai già vinto!” Questa regola è collegata ad una capacità precisa che si chiama Brand Positioning. Cioè la tecnica di ritagliarsi un posto preciso nella testa delle persone, in modo semplice, riconoscibile e, soprattutto, rilevante. Non è una questione di fortuna o solo di budget pubblicitario. È una questione di strategia, chiarezza e coerenza. E soprattutto è un fatto di consapevolezza, cioè di sapere come funziona realmente la mente dell’acquirente. Sì, perché è nel cervello che avviene la cosiddetta “battaglia” del marketing.

Come funziona il cervello del cliente (e anche il nostro)?

Per questo è utile sapere che il cervello del cliente (e anche il nostro) funziona con modalità precise e tende a fare cose abitudinarie e automatiche, tra cui creare classifiche. Sì, tende cioè a mettere qualcosa ai “primi posti”, proprio per memorizzare le esperienze che ritiene più utili.

Ma chiariamo meglio questo concetto.

Iniziamo dicendo che il cervello umano non è un archivio ordinato, ma piuttosto un filtro continuo. Ogni giorno siamo sommersi da migliaia di messaggi di tutti i tipi, tra cui quelli pubblicitari. È perciò impossibile ricordarli tutti. Allora il nostro cervello agisce semplificando e classificando. In pratica ragiona per categorie ed anche per associazioni.

Ad esempio immagina di dover andare al supermercato per comprare l’acqua. Ora ti chiedo di pensare a quale marca comprerai.

Certamente ne hai scelta una in particolare. In pratica il tuo cervello, per semplificare, associa al concetto di acqua un marchio specifico, tendenzialmente quello che compri sempre.

L’abbiamo capito, al cervello piacciono un sacco le associazioni, le semplificazioni e le abitudini. Nessuno si mette a pensare, ogni volta, a tutte le marche esistenti. Sarebbe per il cervello un eccesso di fatica.

Eppure dietro ad ogni scelta c’è un perché. Intendo dire che dietro al marchio che compri c’è probabilmente un’idea specifica. Magari c’è l’idea di purezza, oppure di estrema leggerezza, oppure di piacevole frizzantezza.

Quale che sia quell’idea precisa è quella che tu hai scelto e “comprato”, abbinandola mentalmente al marchio. Così per il cervello è più facile agire. Ogni volta che vai a comprare l’acqua, tu sai già cosa comprerai, evitando di dover operare ogni volta una scelta.

Per essere scelti bisogna avere un’identità specifica

Quindi abbiamo capito una cosa importante: per essere scelti e memorizzati bisogna trasmettere un messaggio preciso, un’identità specifica.

Qualcuno la chiama idea differenziante. Insomma, se sei generico rischi di perderti in mezzo al mare di quelli simili a te. Invece, se sei specifico, accedi alle porte del brand positioning.

Il brand positioning, che in italiano si può tradurre con “posizionamento del proprio marchio”, serve ad un obiettivo specifico, cioè quello di essere tra i primi nomi che vengono in mente quando un cliente ha bisogno di ciò che offri.

E il brand positioning ha una regola crudele, ma che ci può aiutare tanto e cioè: “Se non sei tra i primi tre, molto probabilmente sei invisibile.”

È una regola dura, che però ci stimola a prendere sul serio l’approccio moderno del marketing. Sì, perché il posizionamento non è uno slogan.

Dico questo perché molti confondono il posizionamento con lo slogan, con il logo o con l’estetica del brand. Parlando in termini tecnici, il posizionamento è la sintesi strategica di ciò che il tuo brand rappresenta nella mente del cliente, rispetto ai concorrenti. In parole semplici se hai qualcosa che ti rende differente, allora concentrati su quello e fai in modo di ricercare chi ha necessità e bisogno della cosa specifica che offri.

La tua idea differenziante certamente va a soddisfare una categoria specifica di clienti.

Questa è la strada maestra da seguire. Mentre il sentiero scivoloso è quello in cui si parla di slogan senza avere qualcosa che contraddistingua veramente. Non basta dire “siamo i migliori”, “abbiamo passione”, oppure “ci mettiamo il cuore”. Non serve perché questo lo dicono tutti. Può essere bello ma non è differenziante.

Essere diversi è più importante di essere migliori

Il posizionamento deve invece rispondere ad una domanda precisa e cioè: “Per cosa voglio essere ricordato? In cosa sono il numero uno nella mente del mio cliente ideale?”

Per questo vi dico che essere diversi è più importante che essere migliori.

L’invito perciò è quello di analizzare il proprio business e valutare, in trasparenza, se ad oggi viene utilizzato un approccio di posizionamento oppure no. Già, perché succede che molti piccoli imprenditori pensino che il posizionamento sia una “roba da multinazionali”. Niente di più sbagliato. Se sei piccolo, il posizionamento è ancora più importante. Non hai milioni da spendere in pubblicità, quindi ogni messaggio deve colpire nel segno.

Una piccola azienda, se ben posizionata, può raggiungere obiettivi importanti ed ottenere risultati come:

• Attrarre clienti ideali con meno sforzo;

• Differenziarsi in un mercato saturo;

• Costruire fedeltà e passaparola;

• Difendere prezzi più alti.

Non si può, anzi non si deve piacere a tutti Insomma, stiamo parlando di obiettivi veramente importanti e viene quasi da pensare che serva della magia per ottenere tutto questo.

E, in un certo senso, vi dico che un ingrediente magico in effetti c’è. Anzi, chiamiamolo “l’ingrediente segreto”. E qual è? Sicuramente smettere di cercare di piacere a tutti. Il posizionamento richiede coraggio. Per essere “differenti”, devi rinunciare a essere tutto per tutti. E questa è proprio la chiave della strategia.

Quando sei chiaro su ciò che sei, le persone giuste ti troveranno, e ti ricorderanno.

In un mondo rumoroso, vince chi è riconoscibile. In un mondo pieno di scelte, vince chi è facile da scegliere. Non serve gridare più forte. Basta essere il primo nome che viene in mente, il primo pensiero e la prima scelta. Scegli anche tu di essere nella mente del tuo cliente. 

Efficienza e design nella refrigerazione professionale

Il controllo iJF di Carel migliora le prestazioni grazie alla tecnologia VCC

azienda veneta Studio54, un’azienda italiana fondata nel 1994, con sede a San Giorgio in Bosco (PD), specializzata nella refrigerazione professionale ha adottato il con-

trollo elettronico CAREL iJF per la nuova gamma di armadi refrigerati destinati alla refrigerazione professionale. L’obiettivo: ridurre drasticamente i consumi energetici e offrire un prodotto che unisca alta efficienza, stabilità di temperatura e design premium, rispondendo così alle sempre più stringenti normative

ambientali e alle nuove aspettative del mercato.

La soluzione CAREL: controllo intelligente e design CAREL, con la piattaforma iJ, offre un’ampia gamma di controlli elettronici per la gestione di compressori inverter VCC.

Il modello iJF, come gli altri dispositivi della stessa famiglia, è in grado di regolare direttamente la velocità del compressore tramite un segnale in Frequenza o Seriale, permettendo così al termostato di determinare la velocità ottimale in base alle condizioni operative dell’unità.

Questa funzionalità consente di sfruttare al massimo la tecnologia VCC, migliorando l’efficienza energetica e contribuendo alla conservazione ottimale degli alimenti.

Ma iJF non è solo un controllo per compressori modulanti: grazie al suo design unico, agli algoritmi avanzati e a un’interfaccia utente semplice e intuitiva, rappresenta una soluzione completa che consente ai costruttori di offrire un’esperienza di alto livello ai propri clienti.

Riduzione dei costi energetici

iJF grazie al pilotaggio del compressore VCC in Frequenza, permette di agire direttamente sulla velocità del compressore.

È quindi il termostato elettronico stesso che avendo sempre sotto controllo lo stato dell’unità, può sempre attuare l’azione più adatta a garantire il massimo del risparmio energetico.

Preservazione ottimale degli alimenti

Temperatura stabile è sinonimo di una miglior preservazione degli alimenti. iJF è in grado di reagire rapidamente ai transitori (apertura porta, defrost, ecc) consentendo di mantenere la temperatura stabile sul setpoint. Tale reattività è possibile soltanto quando è il termostato stesso a pilotare la velocità del compressore, che facendo tesoro delle informazioni a sua disposizione è in grado di variare rapidamente la velocità del compressore per ritornare in una situazione di stabilità.

Estetica avanzata

Poter identificare un’unità dalle performance premium è importante! Il nuovo iJ XL di CAREL permette ai costruttori di differenziale le loro unità anche da un punto di vista estetico. In linea con la filosofia della gamma iJ, che da sempre punta su design all’avanguardia e un’ampia gamma di opzioni e customizzazioni HW e SW, che permettano al costruttore di differenziarsi.

Tutto a portata di mano

Non è più necessario conoscere come interagire con il termostato elettronico per utilizzare l’unità, tutto ciò

che è necessario è uno smartphone. Grazie a Controlla e Applica, rispettivamente le App per utente finale e manutentore, qualsiasi azione può essere svolta in modo intuitivo e veloce. Dalla modifica di un setpoint, allo scaricamento di report HACCP ad azioni avanzate di diagnostica, è tutto a portata di App.

I risultati dei test

I test condotti in camera climatica hanno evidenziato una significativa riduzione complessiva dei consumi giornalieri del 43%, ottenuta grazie all’integrazione del controllo CAREL iJF con tecnologia inverter VCC e ad altri accorgimenti tecnici sull’unità. In particolare, la sola regolazione modulante del compressore ha consentito un risparmio del 26%, pari a 1,5 kWh ogni 24 ore, ottimizzando il funzionamento in base alle condizioni reali. I restanti benefici derivano da migliorie progettuali e costruttive applicate da Studio54. Questo intervento combinato ha portato anche a un miglioramento dell’etichetta energetica dell’unità, che ha compiuto un salto di due classi, da D a B, e ha garantito una maggiore stabilità della temperatura interna, con oscillazioni massime contenute entro 0,5°C dal setpoint. 

Riello UPS è Official Supporter dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026

Riello UPS, brand del gruppo Riello Elettronica e leader nella produzione di gruppi di continuità (UPS – Uninterruptible Power Supply), e il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 sono lieti di annunciare la sigla di un nuovo accordo di partnership, basato su una visione condivisa che unisce innovazione e spirito di squadra.

I Giochi saranno diffusi su un territorio di 22.000 km² che ospiterà oltre 3.500 atleti e circa 2 milioni di appassionati.

Un evento complesso come questo richiederà soluzioni di alimentazione energetica continua efficaci e affidabili, settore in cui Riello UPS si distingue grazie all’eccellenza di tecnologie all’avanguardia.

L’azienda si occuperà della  fornitura dei gruppi di continuità monofase e metterà a disposizione un servizio di assistenza tecnica dedicato. Gli avanzati sistemi di Riello UPS, continuamente monitorati e assistiti direttamente dal servizio tecnico centrale, faciliteranno la continuità operativa di tutte le apparecchiature indispensabili allo svolgimento delle gare, degli allenamenti e della vita che si svolge all’interno dei villaggi. La partnership si concretizzerà anche attraverso una serie di servizi dedicati, che includono un team specializzato nella configurazione e gestione dei sistemi, audit tecnici, un help desk riservato per supporto diretto e un presidio operativo attivo 24 ore su 24 per il monitoraggio in tempo reale durante l’intero svolgimento dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. Inoltre, i sistemi Riello UPS contribuiranno a minimizzare la dispersione di energia elettrica, dando il proprio supporto agli obiettivi di sostenibilità di Milano Cortina 2026.

“Un evento come Milano Cortina 2026 richiede una struttura operativa solida, capace di reggere l’impatto di un territorio vastissimo e complesso. Riello UPS rappresenta una garanzia in questo senso: un’eccellenza tecnologica italiana, veronese, con radici forti e competenze riconosciute a livello globale. La risposta del territorio veneto, che oggi si esprime anche attraverso partnership di questo livello, è un segnale importante. È la dimostrazione che quando innovazione e visione si incontrano, il sistema paese sa essere protagonista.” Ha dichiarato  Andrea Varnier, CEO della Fondazione Milano Cortina 2026. “Riello UPS è un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo; accogliamo quindi con grande soddisfazione questa partnership che ci consentirà di contribuire con la nostra tecnologia al successo di uno degli eventi più importanti dell’anno.” ha dichiarato  Fabio Passuello, A.D. di Riello UPS “Il supporto al mondo dello sport ai massimi livelli è nel DNA di Riello UPS. L’accordo con il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è un ulteriore riconoscimento che conferma il grande lavoro di squadra, l’eccellenza e l’affidabilità di Riello UPS.”

Siemens per la realizzazione del primo impianto fotovoltaico con una potenza di trasformazione di 12 MVA a Viterbo

Siemens e Inntea, in collaborazione con Sunnerg Group, realizzeranno in provincia di Viterbo il primo impianto fotovoltaico di grandi dimensioni con una potenza di trasformazione di 12 MVA destinato alla produzione di energia elettrica per la rete pubblica. Il progetto prevede l’adozione degli innovativi quadri di media tensione blue GIS di Siemens, completamente privi di SF6, segnando un passo significativo verso una gestione dell’energia più sostenibile a livello nazionale.La scelta dei  quadri elettrici di media tensione 8DJH24, isolati con gas naturale anziché con SF6, riflette l’impegno congiunto di Siemens, Inntea e Sunnerg Group nel ridurre l’uso di gas fluorurati a effetto serra. Questa tecnologia, infatti, combina l’impiego di aria pulita come isolante con una tecnologia avanzata per gli interruttori di media tensione, offrendo un’alternativa naturale e sostenibile alle soluzioni tradizionali che includono SF6. Accanto all’innovazione tecnologica, il portafoglio blue GIS di Siemens si distingue inoltre per la sua conformità agli standard più elevati. Già certificato in Italia, è infatti progettato per essere IoT-ready, garantendo connettività sicura e veloce a supporto della gestione delle reti. L’introduzione di questi sistemi permette di anticipare gli obiettivi fissati dal regolamento europeo 2024/573, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026 e che promuove soluzioni basate sull’uso di componenti naturali dell’aria, idonei a tutte le

temperature operative.

Con questa collaborazione, Siemens, Inntea e Sunnerg Group confermano la volontà di promuovere una transizione energetica concreta e sostenibile nel Paese, mettendo a disposizione tecnologie innovative in grado di conciliare esigenze ambientali, sicurezza e affidabilità.

“Grazie alla proficua collaborazione con Siemens, abbiamo raggiunto un nuovo traguardo nell’obiettivo di realizzare power station sempre più ecosostenibili, efficienti e resilienti. Questo progetto rappresenta un passo fondamentale nella riduzione dell’uso di SF6, un gas poco rispettoso dell’ambiente, consentendoci di sviluppare infrastrutture elettriche più sostenibili e in linea con le sfide future del settore”, afferma Amedeo Scandella, Amministratore Delegato di Inntea.

“L’adozione dei nuovi quadri blue GIS segna un importante passo avanti verso una distribuzione dell’energia più sostenibile,” ha aggiunto  Marco Rastelli, Head of Electrification and Automation - Smart Infrastructure di Siemens Italia. “Questa tecnologia all’avanguardia utilizza aria pulita per l’isolamento al posto dell’SF6, unendo innovazione e rispetto per l’ambiente. Siamo orgogliosi di rafforzare la nostra collaborazione con Inntea e Sunnerg Group, condividendo l’obiettivo di trasformare il settore energetico con soluzioni sostenibili e a prova di futuro.”

Mitsubishi Electric presenta la nuova campagna pubblicitaria dedicata alle pompe di calore

Mitsubishi Electric torna on air con una nuova campagna pubblicitaria dedicata alle pompe di calore, che sottolinea l’impegno dell’azienda giapponese nel garantire benessere domestico in ogni stagione. La nuova creatività impiega uno stile grafico animato e raffinato, dove il passare del tempo e delle stagioni viene raccontato attraverso ambientazioni che mutano con fluidità, sottolineando il contrasto tra l’esterno e il calore accogliente degli spazi interni. La protagonista della campagna è una giovane donna che, nelle diverse scene, vive la sua casa in modo rilassato e ispirato: dall’inverno, in cui scrive o disegna davanti a un paesaggio innevato, alla primavera piena di colori, fino alla pioggia intensa e ai toni caldi dell’estate. Il trattamento visivo, arricchito da un voice over emozionale e una colonna sonora avvolgente, mette in luce la continuità del comfort offerto dalle soluzioni di Mitsubishi Electric.

Protagonista dello spot è la pompa di calore integrata Ecodan Multi, un sistema full-electric capace di riscaldare in inverno, produrre acqua calda sanitaria tutto l’anno e raffrescare gli ambienti durante l’estate. Una soluzione unica, efficiente e versatile, gestibile comodamente anche da smartphone, che testimonia l’impegno dell’azienda nell’of -

frire tecnologia all’avanguardia per il benessere domestico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità.

Un’importante campagna sul Digitale, sui canali Social e su Youtube pianificata dal mese di novembre che sfrutterà diversi formati video da 60, 30 e 15 secondi.

«Con questa campagna di comunicazione vogliamo trasmettere il valore del comfort che non conosce stagioni, reso possibile dalle soluzioni tecnologiche di Mitsubishi Electric evolute e attente all’efficienza energetica. Il nostro obiettivo è accompagnare le persone nella vita quotidiana, offrendo sempre il clima ideale in casa, in modo sostenibile e intelligente. La versatilità delle nostre pompe di calore consente di rispondere alle esigenze di chi mette al centro il benessere, la qualità della propria abitazione e il rispetto per l’ambiente. Siamo convinti che il comfort domestico sia una componente fondamentale della qualità della vita: per questo lavoriamo ogni giorno per proporre soluzioni innovative, affidabili e accessibili, che permettano a ciascuno di godere appieno della propria casa, in ogni stagione dell’anno», ha dichiarato  Raffaella Fusetti, Marketing Communication Manager di Mitsubishi Electric Divisione Climatizzazione.

Pubblicata la guida tecnica su muffa, patologie edilizie e qualità dell’aria

Considerata una delle patologie edilizie più insidiose e diffuse, la muffa rappresenta una minaccia costante per la salubrità degli ambienti interni e una delle sfide più complesse per chi opera nella progettazione e nella riqualificazione edilizia. Per affrontare il tema con un approccio scientifico e applicativo, Helty, specialista nei sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC), presenta la guida tecnica “Muffa: diagnosi, prevenzione, mitigazione”, un approfondimento gratuito pensato per aiutare i professionisti a costruire e ristrutturare con maggiore consapevolezza, puntando su comfort, efficienza e qualità dell’aria indoor. Realizzata in collaborazione con l’ingegnere  Alessandro Felletti, consulente tecnico specializzato in problematiche di muffa e umidità negli spazi indoor, nonché relatore e formatore nel campo della gestione delle patologie edilizie, la guida nasce come strumento pratico e operativo per progettisti, serramentisti, tecnici e installatori che desiderano comprendere a fondo i meccanismi di formazione della muffa e adottare strategie efficaci per prevenirla e risolverla in modo strutturale.

Il documento affronta in modo sistematico sia le cause microclimatiche, strutturali e comportamentali del fenomeno, sia le tecniche di diagnosi e di analisi delle criticità edilizie. Ampio spazio è dedicato alle strategie di mitigazione, che includono la correzione dei ponti termici, l’ottimizzazione della ventilazione meccanica e la sensibilizzazione dell’utente finale sulle corrette abitudini di utilizzo degli spazi abitativi.

Con un linguaggio tecnico ma accessibile, la guida si distingue per la sua struttura chiara e per l’approccio basato su dati, casi reali e buone pratiche progettuali. L’obiettivo è fornire ai professionisti del settore edilizio e impiantistico un quadro aggiornato e concreto per migliorare la qualità abitativa e prevenire in modo duraturo le patologie legate all’umidità e alla scarsa ventilazione.

Helty: in prima linea per la salubrità indoor

Ultimo arrivato di un’ampia serie di pubblicazioni tecniche, l’ebook “Muffa: diagnosi, prevenzione, mitigazione” persegue il percorso di divulgazione scientifica e applicativa avviato da tempo da Helty per diffondere la cultura della salubrità degli ambienti indoor e aiutare i professionisti ad affrontare con consapevolezza i temi della qualità dell’aria, dell’efficienza energetica e del comfort abitativo. Tra le risorse più recenti, la guida “Confronto tecnicoeconomico tra soluzioni VMC decentralizzate” propone una comparazione chiara e trasparente tra diverse tipologie di ventilazione meccanica controllata decentralizzata, offrendo un supporto oggettivo ai progettisti nella scelta della soluzione più idonea in base alle caratteristiche dell’e-

dificio e alle esigenze dell’utente finale. Le pubblicazioni Helty affrontano anche tematiche complementari, come la relazione tra ventilazione e allergie e o inquinamento indoor, guidando il lettore nella comprensione delle peculiarità e dei benefici delle diverse tecnologie VMC.

A completare l’offerta informativa, si affianca il podcast “Respira Salute”, il format di approfondimento curato e promosso da Helty che ospita esperti del settore edilizio, medici e professionisti della salubrità indoor per intraprendere un viaggio di scoperta e consapevolezza sui temi della qualità dell’aria e del benessere abitativo.

BTicino e Airzone con il sistema WEOZ partner nel progetto di ristrutturazione Bilingual British School di Bergamo

BTicino e Airzone sono state protagoniste della recente ristrutturazione della sede della Bilingual British School di Bergamo.

Il settore dell’istruzione sta vivendo una profonda trasformazione, guidata dalle nuove direttive europee e dalle regolamentazioni locali che promuovono interventi di riqualificazione energetica negli edifici scolastici esistenti. In questo scenario, la soluzione WEOZ di BTicino rappresenta una risposta concreta e flessibile: un sistema altamente scalabile che consente di modulare le funzioni dell’edificio in base alle diverse esigenze, dalla semplice gestione della temperatura fino al controllo completo della qualità dell’aria, dell’illuminazione e dei consumi energetici, in ottica di efficientamento e di riduzione dei costi operativi.

L’intervento ha consentito di ottimizzare l’efficienza energetica dell’edificio scolastico attraverso l’adozione del sistema WEOZ, una piattaforma innovativa di gestione e supervisione per il terziario capace di connettere e controllare illuminazione, temperatura, qualità dell’aria e consumi energetici.

“È stato per noi un privilegio prendere parte al progetto realizzato presso la Scuola BBS di Bergamo, dove Airzone ha collaborato con BTicino alla realizzazione di un sistema integrato di gestione della climatizzazione, basato sulla soluzione WEOZ. Per questo intervento abbiamo fornito i nostri dispositivi AIDOO PRO FANCOIL, dedicati al controllo dei ventilconvettori esistenti e alla loro integrazione completa nel sistema WEOZ, garantendo una gestione centralizzata, efficiente e smart degli impianti. La collaborazione

con BTicino ha consentito di unire competenze e tecnologie complementari, con l’obiettivo comune di migliorare il comfort ambientale e ottimizzare l’efficienza energetica dell’edificio scolastico.”- ha dichiarato Marco Miraglia, CTC IoT Nord Ovest- “Grazie a questa sinergia, la Scuola BBS dispone oggi di un’infrastruttura tecnologica moderna, sostenibile e facilmente gestibile, perfettamente in linea con i principi della Building Automation e della transizione energetica.”

Il progetto, sviluppato in collaborazione con lo staff tecnico della scuola, ha permesso di ridurre i costi energetici complessivi (riscaldamento, raffrescamento, illuminazione e utenze ausiliarie) di circa il 50% rispetto all’altra sede BBS, migliorando al tempo stesso comfort e sostenibilità degli ambienti didattici.

ESIGENZE E SOLUZIONI PROGETTUALI

Il progetto ha previsto l’integrazione del sistema WEOZ™ di BTicino, progettato per ottimizzare i consumi energetici e migliorare il comfort negli edifici del terziario.

Cuore del sistema è l’Area Manager, che raccoglie i dati provenienti da multisensori e dispositivi connessi e ne consente il controllo tramite protocolli interoperabili (Modbus, Zigbee, Z-wave).

Tra le funzioni principali: gestione dell’energia, termoregolazione, illuminazione, qualità dell’aria e monitoraggio dei consumi. Essendo collegato al Cloud Legrand, Area Manager permette inoltre di trasferire i dati sul portale internet Building Manager Legrand, disponibile anche in mobilità tramite app, in modo da avere tutto a portata di cellulare.

Elemento distintivo del progetto è la collaborazione con Airzone, la cui tecnologia Aidoo, permette una gestione intelligente e dinamica del clima, assicurando comfort e risparmio energetico.

DESIGN E FUNZIONALITÀ

In linea con l’estetica moderna e luminosa dell’edificio, la scuola ha scelto di utilizzare la serie civile MatixGO in finitura bianca, perfettamente integrata negli spazi didattici.

Un dettaglio funzionale e pulito che contribuisce all’armonia visiva degli ambienti e sottolinea la cura per ogni aspetto del progetto, dal comfort alla semplicità d’uso quotidiano.

Panasonic inaugura a Barlassina il nuovo Panasonic Lab: il centro d’eccellenza europeo dedicato all’innovazione e alla formazione

In occasione dell’Heat Pump Day, Panasonic Heating & Ventilation Air Conditioning apre le porte del nuovo Panasonic Lab, dedicato all’innovazione HVAC&R e all’eccellenza formativa.Un passo decisivo nel percorso di sviluppo dell’azienda, che punta sulla valorizzazione del capitale umano e sullo sviluppo di competenze tecniche di alto livello. Oggi, lo stabilimento di Barlassina, sede dell’inaugurazione, ospita due importanti entità operative del gruppo: PHVACIT e Tecnair. La prima è specializzata nella produzione di soluzioni di grande taglia – come pompe di calore ariaacqua, chiller e pompe di calore acqua-acqua – mentre la seconda progetta e realizza unità di climatizzazione per camere operatorie e data center. Con i suoi 33.400 m² di superficie e 160 professionisti impiegati, il sito rappresenta un asset unico nel panorama Panasonic destinato a valorizzare il territorio e attrarre professionisti da ogni parte d’Italia.

Panasonic Lab: un nuovo polo formativo al servizio della filiera

Il nuovo Panasonic Lab di Barlassina rappresenta la seconda esperienza di training center in Italia, dopo la sede inaugurata a Milano nel 2017. Il nuovo spazio — dieci volte più ampio del precedente, con 300 m² dedicati alla formazione tecnica e teorica — nasce per rispondere alle esigenze di un mercato in piena trasformazione e per offrire un’esperienza formativa immersiva, completa e modulabile. Il cuore del Lab è lo showroom, articolato in due aree com-

plementari:

• l’area espositiva, che permette di osservare da vicino impianti di grande potenza e apprezzarne la qualità costruttiva e la tecnologia;

• l’area tecnica, dotata di unità pienamente operative per consentire ai professionisti di sperimentare il funzionamento reale dei sistemi, comprendere le logiche di configurazione e valutarne concretamente le performance.

A completamento dello spazio, una sala didattica dedicata ai workshop e agli approfondimenti teorici su tematiche tecnologiche e normative.

Le attività si rivolgono a tre principali categorie:

• Progettisti e decision maker: approfondiscono l’intera gamma di soluzioni Panasonic, imparando a conoscerne configurazioni, personalizzazioni e modalità di messa in funzione;

• Installatori: ricevono formazione tecnica e operativa su installazione, aggiornamenti tecnologici e normative, per garantire un servizio efficiente e di qualità;

• Centri assistenza: vengono affiancati lungo tutto il ciclo di vita degli impianti, per assicurare interventi precisi, sostenibili e duraturi.

Il progetto, avviato a fine 2024, è frutto di un percorso di progettazione integrata che ha coinvolto tutti i dipartimenti aziendali – engineering, marketing, vendite, service e finance – e ha richiesto un investimento complessivo pari a quasi il 20% del budget annuale dell’azienda.

Ariston Group acquisisce un nuovo stabilimento in India

Ariston Group ha sottoscritto un accordo per l’acquisizione di un sito produttivo  in India per rafforzare il potenziale di crescita del brand premium locale Racold.

Lo stabilimento è situato in posizione strategica vicino a Hyderabad, nello stato di Telangana, ed è di proprietà di Hintastica Private Limited – joint venture tra Groupe Atlantic e Hindware Home Innovation Limited. Il sito dispone di un processo produttivo completamente integrato dedicato agli scaldacqua elettrici ad accumulo, si estende su una superficie complessiva di 23.100 mq, di cui 13.000 coperti, e vanta una capacità produttiva annua di circa 500.000 unità. Questo impianto permette a Racold di offrire prodotti Made in India all’avanguardia. Come parte del piano, Ariston Group produrrà anche per Hintastica una gamma prodotti dedicata.

Paolo Merloni, Presidente Esecutivo di Ariston Group, ha dichiarato: «Siamo particolarmente lieti di annunciare questa acquisizione, che si inserisce perfettamente all’interno del piano industriale presentato lo scorso 17 settembre presso la nostra sede di Fabriano. Racold è un marchio premium di grande prestigio nel mercato e questa operazione ne rafforzerà ulteriormente il potenziale di cre-

scita e leadership. Dopo il successo della nostra joint venture con Lennox, anche questo accordo con Groupe Atlantic e Hindware Home Innovation Limited tramite Hintastica Private Limited conferma la capacità di Ariston Group di stringere solide partnership e accordi significativi insieme ai principali player del settore».

Umberto Crovella, Executive Vice President per Asia, Medio Oriente e Africa, ha aggiunto:  «L’India rappresenta un mercato in forte espansione, in cui meno di una famiglia su sei può oggi contare su un accesso regolare all’acqua calda. Con la crescita della domanda interna e l’evoluzione del mercato, diventa sempre più evidente la necessità di una filiera locale solida, in grado di offrire un’ampia gamma di prodotti realizzati in India. Grazie alla forza del nostro brand locale Racold e all’aggiunta di questo nuovo sito produttivo a Hyderabad, oggi siamo ancora più pronti a cogliere le opportunità di crescita. Questo investimento rafforza le nostre capacità industriali e testimonia il nostro costante impegno nel proporre soluzioni innovative e di alta qualità, pensate, sviluppate e realizzate appositamente per il mercato indiano».

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