

iD MYSENSE. La prima lente progressiva al mondo
La progressiva mondo
Anche se osserviamo il mondo con i nostri occhi, è il cervello che elabora le informazioni visive. L’Intelligenza Visiva Sensoriale è il modo unico in cui le persone percepiscono, interpretano e rispondono agli stimoli visivi. La visione di ogni portatore è determinata dalla combinazione unica di questi fattori e di come interagiscono tra loro:
Comportamento visivo dinamico
Nei passaggi a diverse distanze, ognuno muove gli occhi e rifocalizza lo sguardo a modo suo.

Variazioni posturali in condizioni dinamiche
Anche la postura e i movimenti di testa e corpo cambiano per adattarsi alla rifocalizzazione a distanze diverse.
Sensibilità alla sfocatura
Ogni portatore ha una diversa sensibilità e tolleranza visiva, soprattutto in base alla direzione della sfocatura.
Hoyalux iD MySense è progettata tenendo conto di questi parametri individuali, per offrire una visione naturale e spontanea, senza confini, che si avvicina più che mai al modo unico di vedere di ogni portatore.
Grazie a Hoyalux iD MySense, puoi offrire benefici importanti e soddisfazione superiore a tutti i portatori presbiti, come dimostrato dai test condotti dal team di Ricerca e Sviluppo di HOYA:


Campi visivi ancora più ampi
vicino-intermedio1,2
Fino al 92% dei portatori dichiara campi visivi più ampi a tutte le distanze, in particolare da vicino.


Passaggi fluidi tra le diverse distanze3
L’87% dei portatori sperimenta una rifocalizzazione immediata e naturale nel passaggio tra distanze diverse.


Postura naturale e spontanea4 L’81% dei portatori ha dichiarato di non aver mai o quasi mai avvertito affaticamento visivo o posturale
Esperienza visiva spontanea e senza confini con tempi di adattamento eccezionalmente rapidi, in soli pochi minuti3
Dati HOYA in archivio. Ricerca sui portatori di lenti Hoyalux iD MySense. 05/2025.
1. I dati si riferiscono a partecipanti che hanno riscontrato un campo visivo piuttosto nitido, nitido o molto nitido con Hoyalux iD MySense.
2. I dati si riferiscono a partecipanti che hanno riscontrato un campo visivo adeguato, ampio o molto ampio con Hoyalux iD MySense.
3. Confronto dei dati tra i partecipanti che hanno riscontrato una visione adeguata, confortevole o molto confortevole dopo aver indossato Hoyalux iD MySense per 10-15 minuti rispetto alle lenti Hoyalux iD MySelf.
4. Dati relativi a partecipanti che hanno riscontrato un cambiamento adeguato, facile o molto facile del proprio sguardo durante la messa a fuoco da lontano a vicino o viceversa con Hoyalux iD MySense
Sensoriale
che integra l’Intelligenza Visiva Sensoriale
iD MySense
iSelect: la valutazione dell’Intelligenza Visiva Sensoriale

iD MySense Prestige
iSelect è il nuovo algoritmo intelligente, nato dall’evoluzione di iDentifier, con cui l’Ottico Optometrista valuta l’Intelligenza Visiva Sensoriale, considerando come ogni portatore percepisce e vive la propria visione nella quotidianità.
Attraverso un questionario dedicato, analizza la percezione soggettiva dei presbiti nelle due situazioni più critiche con le lenti progressive: visione da vicino e intermedio (lettura, PC, smartphone) e transizioni tra diverse distanze. Inoltre, rileva eventuali disturbi visivi come affaticamento o difficoltà di messa a fuoco, misurandone intensità e frequenza.
iSelect e visuSense: la valutazione e la misurazione dell’Intelligenza Visiva Sensoriale

Per il massimo livello di personalizzazione oltre alla valutazione con iSelect, è possibile misurare l’Intelligenza Visiva Sensoriale individuale di ogni portatore grazie all’innovativo sistema visuSense, che utilizza due esclusive misurazioni brevettate da HOYA:
il GazeTrack permette di comprendere il reale comportamento dinamico visivo e posturale, ovvero il modo in cui ognuno di noi muove occhi, testa e corpo durante i passaggi dinamici di messa a fuoco a distanze diverse;
il Clarity Track consente di misurare la sensibilità alla sfocatura individuale, che dipende da intensità e direzione delle distorsioni.
iD MySense combina le tecnologie Hoya per la visione binoculare con la nuova tecnologia Intellisense, che introduce l’elaborazione dell’Intelligenza Visiva Sensoriale.
Vedi il mondo come mai prima.
Hoyalux iD MySense è la prima lente progressiva progettata sulla Intelligenza Visiva Sensoriale di ogni persona. Tenendo conto della sensibilità alla sfocatura, dei movimenti naturali di testa e occhi e delle variazioni posturali, offre:
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FGE Srl - Fabiano Gruppo Editoriale Reg. Rivelle, 7/F - 14050 Moasca (AT) Tel. 0141 1706694 - Fax 0141 856013 info@fgeditore.it
REDAZIONE
Strada 4 Milano Fiori, Palazzo Q7 20089 Rozzano (MI)
Francesca Tirozzi f.tirozzi@fgeditore.it
Nicoletta Tobia n.tobia@fgeditore.it
PUBBLICITÀ
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DIRETTORE RESPONSABILE
Angelo Magri a.magri@fgeditore.it
GRAFICA E IMPAGINAZIONE
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REGISTRAZIONE PRESSO il Tribunale di Milano N. 293/2009 in data 17 giugno 2009 Registrazione R. O. C.: 022021
Copia omaggio
© Copyright FGE srl È vietata ogni riproduzione totale o parziale di testi e immagini

Sommario
editoriale
4 Ahi ahi, questa AI attualità
6 Mido 2026, attesi oltre 40 mila visitatori
10 Fluxus Eyewear debutta a Mido 2026
14 Ottica Caradonna: un evento sensoriale per esprimere 30 anni di valori
18 Papa Leone XIV: a voi ottici non sfugge proprio nulla
moda
28 Cloud Dancer: il Pantone 2026 invita a calma e riflessione
32 l’ottico digitale Vibecession, quando la percezione negativa oscura le opportunità
34 sell-in La corretta strategia di pricing: una bussola per l’ottico indipendente
38 lab Miopia, quanto sono predisposte le famiglie alla prevenzione?
lenti oftalmiche
44 Zeiss: l’innovazione “sboccia” in primavera
collectio
68 Lorenzo Selva: dai suoi Dialoghi un invito a narrare anche l’optometria

Mido 2026, attesi oltre 40 mila visitatori Fluxus Eyewear debutta a Mido 2026

Ottica Caradonna: un evento sensoriale per esprimere 30 anni di valori

Cloud Dancer: il Pantone 2026 invita a calma e riflessione


La corretta strategia di pricing: una bussola per l’ottico indipendente

Zeiss: l’innovazione “sboccia” in primavera

Ahi ahi, questa AI
di Angelo Magri
Oggi non c’è giorno in cui non citiamo, a livello personale o professionale, l’intelligenza artificiale: per le riunioni di lavoro, per la creazione di contenuti o anche semplicemente per la diffusione di immagini agli amici. Anche l’ottica non si sottrae a questa tendenza: prodotti, strumenti, sistemi sono all’insegna dell’AI, come elemento trainante o come una ciliegina per rendere più desiderabile la torta. Per non parlare degli eventi dedicati o dei convegni, che già da almeno tre anni inseriscono tale innovazione tra i temi caldi del loro programma.
Siamo quindi di fronte a una vera rivoluzione, destinata a cambiare drasticamente il nostro futuro se non già il presente, o a una ubriacatura passeggera che verrà facilmente assorbita e presto superata da qualcos’altro? Il giornalista e scrittore Luigi Garlando l’ha recentemente paragonata, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, alla proiezione del primo film dei fratelli Lumière, esattamente 130 anni fa: già allora molti pensavano che il cinematografo si sarebbe

estinto nel giro di poco tempo, altri invece ne avevano intravisto il rinnovamento epocale. Lo spunto è stato la telecronaca della partita di Supercoppa di Francia, che oltre alla voce del telecronista ha offerto quella dell’AI per un pubblico molto più vasto: sicuramente più fredda e neutra, ma una cosa che non si era mai vista né sentita prima e che potrebbe aprire ulteriori scenari.
L’ottica ne pare al contempo affascinata e spaventata. Anche a Mido sembra ormai una parola d’ordine ricorrente, quasi un passaggio obbligato nel racconto delle novità aziendali che debuttano in fiera. Eppure, al termine di ognuno degli incontri, convegni o eventi cui abbiamo partecipato, la conclusione rimane la stessa: l’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire del tutto quella umana, emotiva, personale, fatta di esperienza, relazione, sensibilità. Sta quindi a ognuno di noi, imprese, professionisti o persone comuni, decidere come utilizzarla e valorizzarla. Oltre a essere in grado di gestirla. Con intelligenza.














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MUSICA
Mido 2026, attesi oltre 40 mila visitatori
a cura della redazione
Dal 31 gennaio al 2 febbraio, nei padiglioni di Fieramilano Rho, va in scena la 54esima edizione del salone internazionale
dell’ottica e dell’eyewear: sono numerose le iniziative in programma per i buyer provenienti da tutto il mondo
Circa 1.200 espositori, di cui 270 italiani e 930 stranieri, provenienti da 50 paesi, 140 new entry rispetto allo scorso anno, 8 aree espositive e 7 padiglioni, più di 20 tra workshop e incontri in programma al The Vision Stage, 3 ambiti premi, dallo storico Best Store Award al nuovo Cse Corporate Award. Sono i numeri di Mido 2026, che si prepara ad accogliere oltre 40 mila visitatori e 400 giornalisti da tutto il mondo.
Sono diverse le novità, già anticipate dagli organizzatori della rassegna fieristica. La Fashion Square, cuore pulsante del padiglione 1, si presenta completamente rinnovata. Nella hall 4 la piazza viene animata da un’installazione dedicata a DaTE, mentre quella del 6 accoglie la nuova edizione di The Lens of Time, la mostra dedicata alla storia dell’occhiale, con un allestimento pensato per il pubblico internazionale del salone.
Nei padiglioni 2 e 4 torna l’area Design, con espositori in crescita e new entry, compreso il passaggio di alcuni brand che lasciano l’Academy per approdare qui. L’Academy, confermata al padiglione 6, rafforza la propria missione di acceleratore per i giovani marchi: ospita oltre 90 aziende. La sezione Start Up vede la partecipazione di circa 20 nuove realtà che presentano progetti e soluzioni all’insegna dell’innovazione.
Sette città di partenza per gli ottici italiani
In occasione dell’edizione 2026 della manifestazione torna, fino a esaurimento posti, l’iniziativa nata nel 2013, che ha dato la possibilità a diverse migliaia di

I treni per Mido: l’arrivo in stazione
ottici italiani di visitare la rassegna fieristica con un servizio funzionale e gratuito. Sono sette le città di partenza con destinazione Rho Fiera: Torino, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Venezia con le relative fermate a Padova, Vicenza, Verona e Brescia, e Ancona con i relativi passaggi da Pesaro, Rimini e Forlì.
The Vision Stage: dialogo con la classe medica, inclusione e sostenibilità
L’area del salone dedicata all’informazione e all’aggiornamento, inaugurata la scorsa edizione, si conferma uno spazio di riferimento per l’approfondimento

La tecnologia che ruota intorno a te

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dei temi che attraversano la filiera della vista e della visione. Tra i numerosi eventi in programma, sabato 31 gennaio è previsto un incontro dedicato agli strumenti di crescita personale e professionale: Walk the Talk, un percorso che diventa visione ha come protagonisti l’atleta non vedente Daniele Cassioli e l’ex campione di pallavolo Pasquale Gravina. Il mondo che cambia: economia, geopolitica e futuro è invece una conversazione tra la giornalista Monica Maggioni, già moderatrice nel 2025 della conferenza stampa di presentazione di Mido, e Alec Ross, imprenditore e scrittore statunitense. La giornata si chiude con Leading with Courage: Inspiring Stories of Authenticity, appuntamento promosso dalla Optical Women Association, già protagonista alla prima edizione di The Vision Stage.
Domenica 1° febbraio Lo sguardo che include. Persone, linguaggio e responsabilità in un mondo che cambia, con Drusilla Foer, pseudonimo di Gianluca Gori, attore, regista teatrale e conduttore televisivo, affronta il tema dell’inclusione come elemento culturale e professionale. Nel pomeriggio Navigare la complessità: le nuove sfide legali del settore, a cura di Fabiano Editore, è dedicato agli aspetti normativi che interessano l’area ottico optometrica e la classe medica. Il talk Il disordine globale: conflitti, commercio e rapporti di forza, con l’esperto di geopolitica Dario Fabbri, vuole offrire una lettura dei principali equilibri internazionali. Chiude la giornata Pediatric Vision Care, organizzato da Commissione Difesa Vista e Fa-
L’ingresso a Fieramilano Rho alla scorsa edizione del salone
biano Editore, per un aggiornamento sulla gestione della vista e della visione nell’età evolutiva. Lunedì 2 febbraio è all’insegna della sostenibilità. Progettare il futuro dell’occhiale: ecodesign tra scelte, materiali e processi sostenibili vede il ritorno a Mido dopo l’esperienza dello scorso anno della consulente e formatrice Anna Zandanel. E sempre in tema di attenzione alla relazione tra industria e ambiente, sono in programma Frame the Future: Catalyzing Sustainability in the Global Eyewear Industry e, a cura di Certottica, Dietro la lente: le microplastiche nel settore ottico. Gli impatti ambientali delle microplastiche e approcci pratici per gestirle.
Si premia anche l’azienda più virtuosa
Accanto agli ormai tradizionali Best Store Award, dedicato ai migliori centri ottici del mondo e articolato nelle categorie Design e Innovation, e al CSE Award-Certified Sustainable Eyewear, rivolto ai produttori impegnati in pratiche sostenibili, dall’uso di materiali riciclati alla riduzione dei consumi, quest’anno gli organizzatori di Mido lanciano un nuovo riconoscimento: il nuovo CSE Corporate Award, infatti, premia non un singolo prodotto ma l’azienda espositrice più virtuosa in ambito Environment, Social and Governance. Le premiazioni sono previste per domenica 1° febbraio. Nel pomeriggio di sabato 31 gennaio, invece, presso The Vision Stage, è in programma la cerimonia di premiazione del Sergio Cereda Award, giunto alla seconda edizione.








Fluxus Eyewear debutta a Mido 2026
a cura della redazione
Per l’azienda modenese questa presenza rappresenta un momento chiave: per la prima volta incontra il mercato internazionale con una propria identità espositiva e con un approccio che punta a ridefinire il modo in cui si concepisce e si realizza un occhiale
Atestimoniare la solidità e la maturità del progetto, Fluxus Eyewear arriva a Mido con partnership già attive e collezioni in lancio internazionale. Tra queste, la linea inaugurale Elite Eyewear per Elite World Group, una gamma sole e vista interamente in acetato made in Italy, entrata dallo scorso novembre in un circuito di ottici selezionati. A questa si affianca la consolidata collaborazione con Arena Eyewear, che reinterpreta il dna sportivo del marchio, portandolo oltre l’ambito acquatico attraverso un prodotto estetico e funzionale pensato per la vita quotidiana.
Al cuore del lavoro di Fluxus Eyewear ci sono due competenze che ne definiscono l’identità. Il primo pilastro è la conoscenza dei brand portata da Gallé, partner strategico di Fluxus Eyewear per lo sviluppo e il

Ferrini, ceo e founder di Fluxus Eyewear
posizionamento dei marchi in licenza, che ne individua l’essenza emotiva e il linguaggio, trasformandoli in linee guida capaci di dare autenticità e coerenza alle collezioni. Il secondo pilastro è la manifattura made in Italy, una rete produttiva che combina tecnologie d’avanguardia, cura artigianale e capacità industriale.
Gabriele Ferrini, ceo e founder di Fluxus Eyewear, illustra l’attività e gli obiettivi dell’azienda.
Mido 2026 segna il debutto di Fluxus Eyewear come espositore. Cosa rappresenta questo momento per l’azienda e quale messaggio volete trasmettere al mercato?
La partecipazione di Fluxus Eyewear a Mido si inserisce nel percorso di sviluppo della divisione eyewear di LAR Group (azienda specializzata anche nel campo del packaging personalizzato, nello sport e nel tempo libero, ndr) e rappresenta un momento di dialogo strutturato con il mercato internazionale. È un’occasione di confronto che riflette il lavoro svolto sul piano industriale, progettuale e organizzativo. Fluxus Eyewear è nata per integrare design, manifattura italiana e crescita internazionale nello sviluppo dei progetti relativi al segmento occhiali. Con questa presenza, il gruppo intende ribadire una visione chiara: l’eyewear è una divisione industriale strategica, fondata su competenze integrate, controllo della filiera e valorizzazione del made in Italy.
A quale tipologia di ottici vi rivolgete?
Fluxus Eyewear si rivolge a ottici che condividono un approccio consapevole al prodotto eyewear, inte-
Gabriele

so come espressione di identità, progetto e qualità. Il dialogo è orientato a professionisti attenti alla coerenza delle collezioni, alla cultura del brand e alla relazione con il cliente finale. Il lavoro di Fluxus Eyewear si sviluppa attraverso relazioni selezionate, costruite in coerenza con i singoli progetti e con le specificità dei diversi mercati.
Avete dato vita alle collaborazioni con Elite World Group e Arena Eyewear. Qual è il valore aggiunto che Fluxus porta ai brand con cui lavora? Sono previsti in futuro ulteriori accordi?
Le collaborazioni con Elite World Group e Arena Eyewear rappresentano esempi concreti del nostro approccio allo sviluppo dei progetti eyewear. Il valore aggiunto risiede nella capacità di interpretare l’identità dei brand e di tradurla in collezioni coerenti, riconoscibili e industrialmente solide. Fluxus integra concept creativo, sviluppo prodotto e manifattura italiana, garantendo continuità tra visione del brand e realizzazione industriale. L’obiettivo in futuro è costruire ulteriori progetti di valore, basati su una visione condivisa e su una prospettiva di medio-lungo periodo.

Il vostro metodo “da Ψ a Φ”, dalla psicologia del brand alla fisiologia del prodotto, è uno degli elementi distintivi del progetto. Come funziona questo approccio e perché è centrale nel vostro processo creativo?
Il metodo “da Ψ a Φ” (da psi a phi) sintetizza l’approccio di Fluxus Eyewear. Il lavoro prende avvio dalla psicologia del brand: valori, linguaggio, posizionamento e immaginario. Questa fase consente di definire con chiarezza i presupposti su cui sviluppare il progetto eyewear. A tale analisi segue la fase legata alla fisiologia del prodotto: ergonomia, materiali, vestibilità, qualità costruttiva e processi industriali. L’integrazione tra queste due dimensioni permette di sviluppare collezioni coerenti e credibili per il mercato. Questo approccio è centrale perché riflette il modello integrato di Fluxus, in cui progettazione e manifattura dialogano fin dalle prime fasi.
Guardando al futuro, quali sono i principali obiettivi di Fluxus Eyewear nel panorama nazionale e internazionale?
Fluxus Eyewear punta a consolidare il proprio ruolo come divisione eyewear strategica all’interno di LAR Group, rafforzando progressivamente la propria presenza nei mercati internazionali più coerenti con il posizionamento dei progetti sviluppati. La priorità è continuare a costruire collezioni e collaborazioni solide, mantenendo un forte presidio industriale in Italia e un dialogo strutturato con il canale ottico qualificato. La crescita è intesa come sviluppo ordinato e coerente della divisione, orientato a generare valore nel lungo periodo per i brand partner, per la filiera produttiva e per il gruppo.
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Ottica Caradonna: un evento sensoriale per esprimere 30 anni di valori
di Nicoletta Tobia
Il centro ottico di Modugno, in provincia di Bari, ha organizzato con il sostegno di Hoya, Bausch + Lomb e Schalcon Omisan una mostra tattile, ospitata in negozio dal 28 dicembre al 4 gennaio, e un workshop conclusivo: un progetto con cui ha voluto celebrare tre decenni di attività, proponendo ciò in cui crede e veicolando un messaggio di inclusività
L’arte, come la bellezza, ha davvero valore soltanto quando è accessibile a tutti. Partendo da questa convinzione Ottica Caradonna ha dato vita a Sensocrazia-emozione oltre la vista, con cui ha voluto festeggiare i 30 anni di attività in maniera non fine a sé stessa, bensì con la volontà di lanciare alcuni messaggi precisi. «Fare l’ottico, oggi, significa diventare un punto di riferimento di valori, non semplicemente di prodotti, che puoi esprimere non solo svolgendo bene il tuo lavoro, ma anche attraverso qualcosa di diverso, come un evento sensoriale - spiega Nico Caradonna - L’idea di questo progetto è scaturita dall’osservazione del nostro pubblico: ci siamo resi conto che in tutti questi anni le persone si sono rivolte a noi non solo per risolvere un problema legato alla visione con l’acquisto di un occhiale, ma anche per trovare risposte a dubbi o paure, riconoscendoci come un interlocutore fidato sul territorio: per questo abbiamo pensato di coinvolgerle in una situazione che va al di là del nostro mondo. L’intento è stato sensibilizzare sulla condizione dell'ipovisione e della cecità. La logica inclusiva è emersa chiaramente visitando la mostra: abbiamo vo-
luto ribadire come sia importante che tutte le perso ne abbiano la possibilità di godere della bellezza dell'arte, la quale parla ai sensi e invita ciascuno a


A sinistra Nico Caradonna, con Luciana Montrone e Onofrio Romagno di Studio Tiche, durante l’inaugurazione della mostra Sensocrazia organizzata dal centro ottico di Modugno
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Papa Leone XIV: a voi ottici non sfugge proprio nulla
di Angelo Magri
Nel giorno dedicato a Santa Lucia, protettrice della vista e dei suoi operatori, è ripresa la ormai pluriventennale tradizione della delegazione di professionisti e di addetti ai lavori in Vaticano guidata da Alessandro Spiezia: il 13 dicembre scorso è stata la prima volta
Con Robert Francis Prevost
«A voi non sfugge proprio nulla». Con garbo e simpatia Leone XIV, in occasione del suo primo incontro con una delegazione del mondo della vista e della visione, si è rivolto così ad Alessandro Spiezia, che gli ha descritto il tipo di montatura indossata l’8 maggio scorso, al momento dell’elezione papale. «Porto gli occhiali sin da quando ero bambino, ora indosso i multifocali che mi servono quando devo leggere», ha ricordato il Pontefice, dialogando con gli ospiti presenti il 13 dicembre nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, in Vaticano. Un’udienza privata, semplice e informale, ma carica di emozione per la quindicina tra professionisti, imprenditori, manager e giornalisti, che ha rappresentato una novità e una conferma: la prima volta con Papa Leone XIV, ma l’ennesima di una tradizione che Spiezia porta avanti dal 2003, prima con Giovanni Paolo II, poi con Benedetto XVI e quindi con Francesco. Con quest’ultimo, in particolare, l’ottico optometrista romano ha avuto un rapporto stretto e personale per tutti i dodici anni di papato. E, rivolgendosi al nuovo Pontefice, ha detto di aspettarlo nel suo punto vendita di via del Babuino, nel cuore della Capitale, qualora desiderasse rinnovare i suoi occhiali.
«Santità, La ringraziamo di cuore per averci accolti. Questo incontro ravviva la nostra fede e ci invita a guardare al futuro con rinnovata speranza: è una luce
che ci incoraggia a credere nell’umanità proprio quando essa sembra smarrire il senso della fraternità e il valore sacro della vita. Oggi ho l’onore, insieme ai colleghi e agli amici qui presenti, di rappresentare il mondo dell’ottica e di porgerLe i saluti più devoti di una comunità di professionisti, costruttori, tecnici ed esercenti, che ha scelto di dedicarsi alla vista non solo come attività lavorativa, ma come autentica responsabilità morale - recita il discorso preparato da Spiezia per l’occasione - Ogni giorno, con discrezione e competenza, queste donne e questi uomini si prendono cura di uno dei doni più fragili e preziosi affidati all’essere umano: gli occhi, la capacità di vedere, di conoscere, di riconoscersi. È a nome di tutti loro, Santità, che Le chiediamo di accompagnarci con la Sua preghiera e di sostenere la nostra missione, affinché sia sempre guidata da sentimenti cristiani di prossimità, cura e generosità verso chi ha bisogno del nostro aiuto, della nostra attenzione e del nostro umile impegno. In questa giornata, dedicata alla custode della vista del corpo e del cuore, desidero richiamare le parole attribuite proprio a Santa Lucia: “farò vedere ai credenti in Cristo la virtù del martirio e ai non credenti toglierò l'accecamento della loro superbia”. Parole che, nel nostro tempo, risuonano con ancora maggiore forza. Ci ricordano che non basta vedere con gli occhi: occorre vedere con la coscienza,


con la carità, con la consapevolezza che ogni sguardo autentico nasce dall’amore. Ci auguriamo che il messaggio di Santa Lucia diventi impegno concreto per tutta la comunità cristiana e che la Sua Benedizione, Santità, renda anche noi capaci di servire questa visione di luce con umiltà e determinazione. Con sincera gratitudine, Le porgiamo i nostri più sentiti auguri».
Al termine dell’incontro, l’ottico optometrista romano ha invitato i partecipanti a un pranzo in Piazza del Popolo. «Care amiche, cari amici, questo momento conviviale che segue l’udienza papale è ormai, per me e per mia moglie Anna Maria, una tradizione preziosa: ogni anno lo viviamo come un’occasione di incontro sincero, capace di prepararci con serenità alle festività e al tempo nuovo che ci attende - ha detto Spiezia ai propri ospiti - Adesso, oltre agli auguri, desideria-

mo custodire insieme il significato profondo dell’esperienza spirituale appena vissuta in questo Anno Santo 2025: un incontro destinato a lasciare un segno nei nostri cuori. Conserveremo per sempre l’emozione di questa giornata e le preghiere affidate, con fiducia, all’intercessione di Papa Leone XIV».
«Viviamo un’epoca complessa: in molte regioni del mondo la guerra continua a seminare sangue e dolore e l’umanità sembra smarrita, sospinta da un impulso autodistruttivo che travolge persone, popoli e persino il creato – ha proseguito il professionista romano - Come cristiani siamo chiamati a contrastare questa deriva con una forza quieta, perseverante e salda. Ognuno di noi, nel proprio quotidiano, può contribuire portando la luce dei valori ricevuti nel battesimo e nella cresima. Non servono parole altisonanti: bastano frasi sincere, gesti leali, scelte che nascono dalla verità. Il mondo cambia davvero se noi per primi impariamo a essere più autentici e più sinceri nei confronti di chi ci vive accanto. Santa Lucia ci invita a custodire la vista, nel senso materiale e in quello spirituale. Nessuno più dei medici oculisti e di noi ottici optometristi conosce l’importanza di questa responsabilità: salvaguardare la salute degli occhi significa proteggere la capacità di riconoscere il bene, di contemplare le meraviglie del creato e di aprirci al dialogo con Dio nella vita di ogni giorno».
Spiezia ha quindi ricordato che in Italia questa missione trova esempi magnifici grazie alla passione, alla precisione e alla competenza di professionisti e aziende che, con impegno e creatività, rappresentano un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. «La nostra comunità professionale ha ricevuto negli anni l’apprezzamento e la benedizione di Papa Giovanni Paolo II, di Papa Benedetto XVI, di Papa Francesco e oggi di Papa Leone XIV: è stato per me un dono poter essere testimone diretto di questi incontri e ringrazio Dio per la grazia dell’amicizia con questi grandi uomini di fede – ha concluso - Una grazia che ho potuto condividere con tante colleghe e tanti colleghi, con persone care, alcune delle quali oggi ci guardano dal cielo e partecipano alla nostra gioia e alla nostra unità di intenti».

Alessandro Spiezia e il figlio Luca consegnano a Papa Leone XIV alcuni astucci per occhiali, bianchi e con lo stemma papale, fatti realizzare per l’incontro del 13 dicembre scorso, tenutosi nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, in Vaticano (foto di Vatican Media)

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EssilorLuxottica: dettagli sofisticati e tecnologia non solo per gli occhi
Dolce&Gabbana Questi occhiali da sole, protagonisti della campagna pubblicitaria, si distinguono per la forma ovale e l’elegante ispirazione vintage, espressione di uno stile raffinato e sofisticato. La montatura in acetato, definita da linee morbide, presenta aste ampie su cui spicca il dettaglio iconico della collezione: il Cuore Sacro in metallo dorato, simbolo di sacralità e devozione. Il logo lettering impreziosisce l’esterno dei terminali.

Ray-Ban Meta La montatura leggera è integrata con tecnologia indossabile potenziata dall'intelligenza artificiale per ascoltare, chiamare, catturare e trasmettere in diretta senza disconnettersi da ciò che accade intorno. Ispirata agli anni 60 e all'età d'oro dei viaggi aerei, la forma Skyler richiama un'epoca di iconico stile jet-set. La parte frontale stretta e le curve delicate sono progettate per adattarsi ai visi più piccoli.

Oakley HSTN SQ RX presenta lo stesso design della versione da sole. Mantiene il design originale, arricchito da una forma squadrata modernizzata e dall’iconico trigger stem. Questa configurazione composta da diversi elementi consente sia combinazioni tono su tono più delicate sia abbinamenti di colori più audaci.

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Nuance Audio Sono il nuovo device acustico di EssilorLuxottica, integrato in un paio di occhiali e progettato per adulti con perdita uditiva percepita da lieve a moderata. Si tratta di un dispositivo medico che offre una soluzione elegante e tecnologicamente avanzata per migliorare l’ascolto in ogni momento, grazie a microfoni direzionali e altoparlanti a conduzione aerea che garantiscono un’esperienza di ascolto confortevole. Sono disponibili in due modelli, Square e Panthos, e tre colori, nero lucido, bordeaux lucido e blu profondo.



Le lenti Essilor® Stellest® rallentano la progressione della miopia del 67%(1)
Le lenti Stellest® sono la soluzione visiva di Essilor® progettata per contrastare la miopia dei tuoi bambini. Rallentano in media del 67%(1) la progressione della miopia rispetto alle lenti monofocali, se indossate 12 ore al giorno.
(1) Rispetto alle lenti monofocali, se indossate dai bambini almeno 12 ore al giorno, tutti i giorni. Bao, J., Huang, Y., Li, X., Yang, A., Zhou, F, Wu, J., Wang, C., Li, Y., Lim, E.W., Spiegel, D.P. Drobe, B., Chen, H., 2022. Spectacle Lenses With Aspherical Lenslets for Myopia Control vs Single-Vision Spectacle Lenses: A Randomized Clinical Trial. JAMA Ophthalmol. 140(5), 472-478. https:/doi.org/10.1001/jamaophthalmol.2022.0401. Essilor® e Stellest® sono marchi registrati di Essilor International. Montatura Ray-Ban®
La Martina Eyewear SS 2026
Eleganza urbana e stile contemporaneo
La nuova collezione La Martina Eyewear Spring Summer 2026 by Jet Set Group rappresenta un passo deciso verso una proposta che unisce cura del dettaglio, comfort e una visione contemporanea sempre più orientata allo stile urbano. La linea, presentata in occasione di MIDO 2026, si compone di 12 modelli da vista e 9 modelli da sole.
La ricerca sui materiali gioca un ruolo centrale: gli occhiali da sole sono dotati di lenti in vetro temperato chimicamente, ad alta resistenza e con trattamento antiriflesso interno, una caratteristica distintiva che garantisce nitidezza, qualità ottica ed elevata efficienza visiva in ogni condizione luminosa. Una scelta che ribadisce l’anima premium del brand, fedele ai valori di performance che contraddistinguono il mondo del polo.
Elemento iconico della linea continua a essere il dettaglio tecnico delle aste. La maggior parte delle montature in acetato integra gommini antiscivolo interni declinati in diverse tonalità, pensati per migliorare comfort e stabilità durante la giornata e nelle attività sportive. Prosegue inoltre il successo delle aste in gomma + carbonio, leggere e resistenti, ideali per un pubblico che cerca l’equilibrio tra carattere sport-fashion e funzionalità.
La collezione include inoltre due occhiali da vista con clip-on polarizzata, soluzione versatile per accompagnare ogni momento della giornata con stile e protezione.
La collezione SS 2026 rappresenta così un invito a vivere ogni giorno con naturale eleganza, scegliendo accessori che uniscono carattere, comfort e identità. Ciascun modello La Martina è pensato come un partner quotidiano: tecnico, affidabile e curato nei minimi dettagli, per valorizzare con discrezione e stile ogni look contemporaneo.






De Rigo: l’occhiale come firma di stile
Da semplice accessorio funzionale a vero protagonista del volto: l’occhiale continua la propria evoluzione e si afferma sempre di più come elemento imprescindibile per definire stile e personalità. Oggi la scelta della montatura non risponde solo a esigenze visive, ma diventa un atto identitario, capace di raccontare chi siamo attraverso eleganza, comfort e originalità.
Forme protagoniste, tra scultura e minimalismo
Le tendenze giocano su contrasti ben calibrati. Da un lato dominano le montature oversize, leggere ma d’impatto, progettate come sculture per il volto, con linee marcate e profili geometrici che diventano il fulcro del look. Dall’altro, tornano le forme piccole ispirate agli anni 90, minimaliste e raffinate, reinterpretate in chiave moderna grazie a materiali più evoluti e dettagli ricercati.
Accanto a queste, si affermano modelli a lente unica, grandi e avvolgenti, dal gusto futuristico, chiaro riflesso dell’influenza dell’alta moda e delle passerelle. Non manca il ritorno del metallo sottile, simbolo di leggerezza ed essenzialità, così come i modelli tre pezzi e clip-on, espressione della tendenza “tutto-in-uno” che unisce occhiali da vista e da sole in un unico accessorio versatile.
Materiali e lenti: eleganza, comfort e personalizzazione
La ricerca sui materiali privilegia accoppiamenti raffinati: acetati di qualità abbinati a metalli leggeri, in tonalità calde o audaci, per un equilibrio perfetto tra estetica e comfort. Le lenti diventano un elemento chiave di personalizzazione, con colorazioni
sfumate, pastello o dai toni retrò come giallo, ambra e azzurro.
Spiccano anche le lenti con flash oro o silver e quelle chiare o cosmetiche, pensate per aggiungere un tocco accattivante senza eccessi. La combinazione tra montature classiche e lenti colorate consente di creare uno stile unico, adatto sia all’occhiale da vista sia da sole, senza rinunciare a leggerezza e vestibilità.
Colori caldi, richiami vintage e discreta eleganza
La palette cromatica guarda al passato, con una prevalenza di tonalità calde, audaci o pastello, ispirate agli anni 70 e 80. Gli accostamenti intramontabili restano protagonisti, soprattutto sugli acetati: nero con lente classica, nero con lente cosmetica colorata, tartaruga con lenti sfumate o colorate.
I colori vivaci e i richiami vintage convivono armoniosamente con linee pulite e forme ridotte, pensate per chi predilige un’eleganza discreta ma ricercata. Le lenti sfumate e le tinte particolari completano il look con personalità, mantenendo un equilibrio sofisticato tra stile e sobrietà.
Chopard - Mod SCHM61S
Occhiale da sole in metallo edizione limitata “Red Carpet”, creato in occasione del Festival del Cinema di Cannes 2026. Prodotto in

499 pezzi numerati, ciascuno inciso all’interno dell’asta, questo modello incarna l’eccellenza e il savoir-faire dell’alta gioielleria Chopard. Il design si distingue per l’eleganza delle linee geometriche del frontale e per la placcatura in oro 23 carati, che valorizza ogni dettaglio. Il frontale è arricchito da un raffinato motivo floreale impreziosito da 96 zirconi di alta qualità, caratterizzati da tagli e forme differenti che creano un effetto sofisticato. Gli zirconi incastonati lungo il bordo della lente presentano un taglio a goccia, richiamo diretto al taglio dei diamanti protagonisti degli iconici gioielli della Maison. Il modello è disponibile in due varianti colore: shiny rose gold con lenti gradient smoke e shiny cooper gold con gradient pink flash gold mirror.
Roberto Cavalli - Mod. SRC183
Occhiale da sole in edizione speciale “Serpentine”, ispirato all’omonima nuova fragranza Roberto Cavalli. Un modello che interpreta l’anima seducente e glamour del brand attraverso un design deciso e contemporaneo. Il frontale squadrato in acetato definisce una silhouette di forte impatto, in linea con le tendenze più attuali. Protagonista assoluto del modello è l’iconico serpente dorato, che si avvolge elegantemente attorno all’asta, tra sformandosi in un elemento gioiello dal carattere audace e distintivo. Nella variante nera, il serpente è proposto con un sofisticato effetto anticato, per un’estetica ancora più intensa e ricercata. Disponibile in due eleganti varianti colore: shiny full white, che richiama le cromie della boccetta del profumo, e shiny black, intramontabile e sensuale. Completa il tutto l'astuccio: un’elegante pochette nera con catenella dorata, personalizzata all’interno con una raffinata stampa del serpente color oro.
Philipp Plein - Mod. SPP225
Lusso e preziosità definiscono il nuovo modello LIQUID GOLD di Philipp Plein. Si tratta di un’esclusiva Limited Edition pensata per chi ama distinguersi senza compromessi. La silhouette è caratterizza da un frontale squadrato in metallo con doppio ponte. Il design è valorizzato da una struttura in metallo placcato oro dalle iconiche lenti placcate oro 24 carati, così da donare all’occhiale un impatto visivo amplificato dall’effetto total gold. Le aste sottili in metallo, impreziosite dal logo Plein inciso in lettering, esprimono cura e attenzione al dettaglio. Sul terminale, un elemento esagonale in metallo con doppio logo Philipp Plein firma il modello con un segno distintivo immediatamente riconoscibile. A completare l’esperienza, un packaging esclusivo che riflette l’universo dorato del brand: confezione gold con stampa effetto cocco e astuccio impreziosito dall’iconica impuntura matelassé esagonale, emblema dello stile Plein.



Cloud Dancer: il Pantone 2026 invita a calma e riflessione
di Angelica Pagnelli

Ideatrice del format
“Guardaroba Occhiali”, è Eyewear Image Consultant, esperta di tendenze e trainer internazionale per aziende e imprenditori dell’ottica
Il colore dell’anno richiama serenità, fluidità e nuovi inizi, offrendo un'alternativa naturale al bianco ottico e fungendo da base neutra per altre tonalità, non solo di occhiali, ma anche di lenti oftalmiche
Può l’annuncio del colore dell’anno diventare rilevante per il mondo dell’ottica? Certamente sì. Seguire i trend cromatici nel retail e nel design è cruciale, perché i colori influenzano emozioni, percezioni e decisioni d'acquisto, guidano a esperienze immersive, valorizzando i prodotti e creando l'interesse dei clienti. Color of the Year è una tradizione

che dal 2000 ispira moda, design, comunicazione e branding in tutto il mondo. Non si tratta solo di una scelta estetica: le decisioni di Pantone Color Institute, con sede negli Stati Uniti, hanno origine da un’analisi accurata dei trend culturali, sociali, tecnologici e ambientali. I colori parlano direttamente alla psicologia del consumatore, trasmettendo messaggi di fiducia,






Il progetto creato con l’intelligenza artificiale da Lorenzo Manzoni, designer specializzato in AI


TITANIUM MEETS TITANIUM
Exclusively photographed at



















energia, calma o lusso e aiutano a orientare i flussi e a differenziarsi dalla concorrenza in un mercato ormai affollato.
Gli esperti affermano che l’individuazione di questo bianco morbido e arioso sia stata dettata dall’esigenza di riscoprire il valore della quiete e della riflessione. Pantone 11-4201 Cloud Dancer è infatti un bianco vaporoso intriso di serenità che favorisce relax e concentrazione, permettendo alla mente di spaziare e alla creatività di esprimersi per fare posto all'innovazione.
D’altra parte, anche nel nostro settore, la necessità di includere creatività e avanguardia diventa sempre più cruciale per la competitività e per la crescita sostenibile. Benessere e leggerezza identificano il colore Pantone 2026 e questo trend, che viene anche interpretato nel quiet luxury, lusso silenzioso, attraverso il design di montature minimal con leggero peso effettivo e visivo, diventa perciò rilevante nell’espressione cromatica del mondo eyewear. Non c’è dubbio che i designer più visionari focalizzati sul forecasting, ossia sulla previsione dei trend futuri, lo abbiano già riprodotto realizzando nelle collezioni di occhiali in lancio a Mido 2026, ma
riflessi eterei e lusso discreto, che caratterizzano un’eleganza sobria, saranno visibili anche nelle linee future come scia della tendenza cromatica in voga.
È la prima volta che un bianco conquista lo scettro di Colore Pantone dell’anno e sicuramente questa tonalità chiave molto versatile funge da impalcatura per lo spettro cromatico, facendo risaltare tutti gli altri colori. Nell’ottica ciò si traduce nella rilevante opportunità di personalizzare montature Cloud Dancer con l’intero universo cromatico delle lenti monocolore, bicolore, tricolore, sfumate, flashate, specchiate, fotocromatiche.
Se con un pizzico di creatività volessimo spiegare la scelta di Pantone per il nostro mondo, potremmo collegarlo a un mercato retail sempre più improntato alla personalizzazione. Questo bianco lussuoso e discreto è perfetto in abbinamento alle infinite tonalità di lenti create dalle aziende oftalmiche per rendere glamour e sempre più identificative le scelte visive del consumatore. Tutti i toni pastello e neutri, come ad esempio rosa, celeste, verde acqua, champagne, si abbinano a montature Cloud Dancer, rendendo piacevole e discreta la creazione dell’accessorio eyewear. Per creare profondità e contrasto su clienti che rappresentano le tipologie cromatiche più scure, l’occhiale Cloud Dancer può essere personalizzato invece con lenti scure di colore nero, marrone, verde, viola, rosso, ad esempio.
Sui canali social sono già stati pubblicati molti contenuti da parte dei centri ottici che hanno saputo cogliere l’ennesima occasione per promuovere i nuovi arrivi e le montature in stock di Cloud Dancer. È stato anche creato un originale progetto che ha fuso la creatività umana con l’intelligenza artificiale per realizzare una montatura ispirata al Pantone 2026, costruita attorno a superfici satin-frosted e volumi morbidi ispirati al movimento delle nuvole. Questo occhiale ideale e non reale è stato persino indossato, diventando luce sulla pelle, e il concept ha attirato l’attenzione degli utenti facendo percepire l’esistenza di nuovi linguaggi nel design dell’eyewear.
E se nel design, così come nella comunicazione, questo bianco amplifica e mette a fuoco, Cloud Dancer è anche la tonalità che esprime autorevolezza e professionalità senza essere invasivo. A sua volta, nell’arredamento d’interni aumenta la bellezza e crea spazio: immaginarlo nei punti vendita regala una sensazione di semplicità e fluidità.
Pantone parla dunque di nuovi inizi, chiarezza e visione, anche per il professionista che si muove mantenendo il ritmo e il tempo di quest’epoca caratterizzata dal cambiamento.

Victoria Beckham
Saint Laurent
Chloé

Vibecession, la percezione negativa oscura le opportunità
di Nico Caradonna
Il primo passo per uscirne è identificarla, il secondo è capire come interpretare i segnali del mercato attuale: clienti più consapevoli, tecnologia più accessibile, comunicazione più democratica non sono pericoli, ma opportunità
Vibecession è quella recessione emotiva che non trova riscontro nei numeri oggettivi, ma che determina comunque scelte e prospettive. Il concetto descrive la percezione diffusa di un declino economico in presenza di indicatori stabili o positivi. Nel nostro mondo questo si manifesta in modo particolare perché l'ottico avverte fatica crescente nel gestire il proprio centro, sente di lavorare di più per risultati apparentemente inferiori, percepisce una pressione competitiva sempre più aggressiva. Il confronto con il passato alimenta la nostalgia, mentre il bombardamento mediatico su crisi e inflazione consolida la narrativa del declino.
Cosa succederebbe se l’ottico provasse a guardare il settore con occhi diversi? Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda l'evoluzione del consumatore. Mai come oggi il pubblico è informato, consapevole, attento al benessere visivo. Questo viene vissuto spesso come una complicazione perché i clienti che arrivano con ricerche già fatte pongono domande tecniche e confrontano prodotti. In realtà, tutto ciò è un'opportunità straordinaria. Un consumatore informato riconosce il valore della competenza professionale. Non cerca solo il prezzo più basso, ma una consulenza qualificata, una soluzione personalizzata, un operatore di cui fidarsi. È più esigente, ma anche più propenso a investire in qualità e a costruire relazioni durature. L'ottico non deve più convincere dell'importanza del benessere visivo, ma deve dimostrare la propria capacità di interpretarla.

Un altro aspetto è relativo all’intelligenza artificiale e agli strumenti digitali che stanno trasformando il lavoro. Software sofisticati, sistemi di misurazione precisi, assistenti virtuali per la gestione amministrativa: la tecnologia automatizza attività che richiedevano ore di lavoro manuale. Questo non significa perdere il lato umano della professione, ma valorizzarlo: l'ottico può dedicare più tempo alla consulenza personalizzata, all'ascolto, alla costruzione di fiducia. L’AI non sostituisce l'ottico, ne potenzia le capacità. In un mercato dove la differenziazione è fondamentale, la tecnologia rappresenta un alleato strategico.
C'è stato un tempo in cui comunicare richiedeva investimenti proibitivi. La visibilità era appannaggio di grandi catene. Oggi i canali digitali hanno reso tale aspetto accessibile. Un ottico può raccontare il proprio lavoro attraverso i social, spiegare concetti complessi, mostrare il dietro le quinte, costruire credibilità con contenuti autentici. Non occorrono budget enormi, bensì strategia e costanza. È un'opportunità per gli indipendenti, per chi vuole costruire un posizionamento distintivo, per chi crede nel valore della relazione locale.
La sensazione di vivere un declino è reale e va riconosciuta. Ma consentire che questa percezione diventi l’unica narrazione significa rinunciare a vedere le opportunità del presente. Il primo passo per uscire dalla Vibecession è identificarla, il secondo è capire bene come interpretare i segnali del mercato attuale.

Consulente di marketing e personal branding per gli ottici. Blogger e podcaster del progetto Ottico del Web


La corretta strategia di pricing: una bussola per l’ottico indipendente
di Marco Brugnola
Non si tratta soltanto di una leva economica, ma di un vero e proprio indice di posizionamento: il prezzo rappresenta un messaggio identitario perché indica chi è il professionista, come lavora e che tipo di esperienza offre
Idati GfK-Anfao, presentati il 23 novembre scorso al Forum Presbiopia di Bologna, raccontano un mercato italiano dell’ottica che sta cambiando. Nel periodo gennaio-agosto 2025 il nostro settore registra +3% a valore rispetto allo stesso periodo del 2024, con performance positive in tutte le principali categorie: lenti oftalmiche +3,1%, montature +5,2%, sole +1,3%, lenti a contatto +2%. Numeri che, se valutati da soli, potrebbero suggerire una crescita rassicurante. Ma è osservando la dinamica dei prezzi medi che può emergere la vera direzione del mercato. Le catene crescono del 12% in volume, mostrando però un calo significativo di tale indicatore: il monofocale scende infatti in un anno da 87 a 78 euro e il progressivo da 221 a 202 euro. È la conferma di una strategia orientata alla quantità sostenuta da una pressione crescente sui listini. Gli ottici indipendenti, invece, pur aumentando i volumi solo dell’1%, crescono del 4% a valore e mantengono, anzi rafforzano, i prezzi medi: 75 euro per il monofocale, stabile rispetto al 2024, e 250 euro per il progressivo, in incremento rispetto ai 242 euro dell’anno precedente.
Questa divergenza non è solo un dettaglio tecnico, ma può rappresentare una chiave interpretativa del 2025 e una bussola per i prossimi dodici mesi. In tale scenario, infatti, il pricing diventa un vero e proprio indice di posizionamento strategico. Dove il prezzo scende, il valore percepito si assottiglia. Dove tiene, il cliente riconosce una differenza che va oltre il prodotto. Il prezzo si trasforma quindi in un messaggio identitario e in una bussola per la strategia del 2026: il posizionamento in questo ambito indica chi si è, come si lavora e che tipo di esperienza si offre. E soprattutto dice se la competizione è sul volume o sul valore.
Per l’ottico indipendente si tratta di un nodo cruciale: il mercato sta premiando chi riesce a sostenere il prezzo medio, non chi lo abbassa. Ma mantenerlo non è un atto di coraggio o, peggio, di avventatezza: è un atto di gestione del cambiamento. Richiede una revisione profonda del modo in cui si comunica, si costruisce e si presenta il valore. Esige un percorso strutturato, non improvvisato. Ed è qui che il modello di gestione del cambiamento elaborato da John Kotter diventa uno strumento prezioso. Kotter, docente della Harvard Bu-

Formatore

Occhiali per sentire meglio
Dispositivo acustico invisibile, integrato in un’elegante montatura.

siness School, è considerato uno dei massimi esperti mondiali di leadership e change management. Il suo modello in otto fasi rappresenta un approccio manageriale, strutturato e organizzativo al cambiamento che viene studiato e applicato in mezzo mondo. Kotter sostiene che ogni trasformazione efficace parte da un senso di urgenza. E i dati GfK Anfao questa necessità a ben vedere la creano: se le catene comprimono i prezzi per sostenere i volumi, l’ottico indipendente non può permettersi di restare fermo. Deve decidere se continuare a difendere il valore o se lasciarsi trascinare nella spirale del “prezzo al ribasso”. È una decisione strategica che va presa subito, all’inizio dell’anno, quando si definiscono obiettivi e priorità. Ma l’urgenza da sola non basta. Occorre una visione chiara: passare da una logica di mera transazione a una logica di relazione e ripensare profondamente l’offerta professionale. Non basta più vendere: occorre progettare servizi specialistici di alto livello, capaci di distinguere il centro ottico non soltanto agli occhi del cliente, ma anche degli altri attori della filiera, prima di tutti la classe medica. In un mercato in cui il prezzo diventa l’unico terreno di confronto, la specializzazione può rappresentare la leva più potente per sostenere il valore. Un esempio emblematico è l’ipovisione. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie oculari croniche e la crescente domanda di autonomia rendono questo ambito specifico un’area strategica per l’ottico indipendente. Specializzarsi nel trattamento dell’ipovisione non significa solo proporre ausili: significa diventare un punto di riferimento tecnico professionale, capace di accompagnare la persona in un percorso complesso, spesso emotivamente delicato. È un servizio che richiede competenze specifiche, sensibilità comunicativa e una capacità di ascolto che va oltre la normale consulenza.
«
Un
esempio
emblematico è l’ipovisione: specializzarsi nel trattamento in questo ambito non significa solo proporre ausili, ma diventare un punto di riferimento tecnico‑professionale. Il prezzo si trasforma così nella naturale conseguenza di un servizio che ha un impatto reale sulla qualità della vita delle persone»

Ma soprattutto richiede una collaborazione solida con la classe medica. Gli oculisti devono poter riconoscere nell’ottico un partner affidabile, competente, aggiornato. Un professionista capace di prendere in carico le esigenze dell’ipovedente, di seguirlo nel tempo, di restituire informazioni utili alla gestione della sua condizione visiva. Tale collaborazione non solo migliora la qualità del servizio, ma rafforza la reputazione del centro ottico e ne consolida il posizionamento come presidio di prossimità ad alta specializzazione. La relazione perciò non è più solo con il cliente, ma con l’intero ecosistema della visione. E quando l’ottico diventa parte attiva di questa rete, il prezzo smette definitivamente di essere un ostacolo: si trasforma nella naturale conseguenza di un servizio che ha un impatto reale sulla qualità della vita delle persone.
Certo, ogni cambiamento incontra i suoi ostacoli: abitudini radicate, timori del personale come “il cliente non capirà” o “se non sconto non vendo”. Sono ostacoli reali, ma superabili se affrontati con metodo. Ecco perché ogni passo avanti deve essere consolidato con piccoli successi: un protocollo di accoglienza e vendita più efficace, un aumento del tasso di conversione sul progressivo, una gestione più sicura delle obiezioni sul prezzo. Successi che motivano, che dimostrano come il cambiamento intrapreso funzioni e che rafforzano la fiducia.
Infine, tale mutamento deve diventare cultura organizzativa. Il valore non può essere un progetto temporaneo ma il modo naturale di lavorare. Il prezzo non deve essere difeso: deve divenire la conseguenza logica di un’esperienza superiore. Il cliente non va convinto ma accompagnato. Quando questo accade, il prezzo si trasforma in un alleato per l’ottico. Il 2026 può essere l’anno in cui il valore torna al centro e il professionista indipendente può smettere di inseguire il mercato, tornando invece a guidarlo.

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Miopia, quanto sono predisposte le famiglie alla prevenzione?
di Laura Boccardo

Da una recente indagine online emergono una forte propensione da parte dei genitori a far controllare la vista ai propri figli e l’interesse verso attività preventive. Al tempo stesso, tuttavia, si evidenzia una certa diffidenza verso le tecniche attualmente disponibili
Le più recenti evidenze scientifiche mostrano che ritardare l’insorgenza della miopia è più vantaggioso del semplice rallentamento della sua progressione (Bullimore & Brennan, 2023). Interventi comportamentali come la riduzione delle attività da vicino e l’aumento del tempo all’aria aperta rappresentano i principali fattori preventivi riconosciuti (Li et al., 2025; Mei et al., 2024). Oltre agli interventi sugli ambienti e sugli stili di vita, negli ultimi anni la ricerca si è focalizzata anche sulla possibilità di impiegare, a scopo preventivo e dunque anche su bambini non ancora miopi, alcune tecniche che hanno già dimostrato la loro efficacia nel rallentamento della progressione miopica. Tra queste sono incluse l’uso di atropina (Fang et al., 2010), di lenti oftalmiche a defocus periferico (Zhang et al., 2025) e l’irradiazione della retina con luce rossa (Shang et al., 2024). Il coinvolgimento della famiglia e il rispetto costante delle indicazioni terapeutiche sono elementi fondamentali per il successo di questi trattamenti. In tale contesto emerge, quindi, la necessità di valutare quanto le famiglie siano disposte ad adottare strategie preventive prima della comparsa della miopia.
Metodi
Per realizzare questo lavoro di ricerca, da cui è stata tratta la tesi di laurea di Maddalena Ceraolo, recentemente discussa al corso di laurea in Ottica e Optometria dell’Università di Firenze, è stato preparato un questionario online rivolto ai genitori di bambini tra 5 e 14 anni senza difetti visivi corretti. Il questionario voleva indagare: l’età del bambino, l’ambiente urbano o extraurbano in cui vive, la familiarità della miopia, il tempo dedicato ad attività all’aperto e da vicino, la predisposizione verso controlli della vista e trattamenti preventivi, come occhiali specifici, atropina, luce rossa. Dopo un’iniziale diffusione tramite le conoscenze personali e i social media di Irsoo e del corso di laurea in Ottica e Optometria dell’ateneo fiorentino, il sondaggio è stato inviato a un elenco di scuole elementari e medie d’Italia (7.046 indirizzi di istituti comprensivi e scuole paritarie) estrapolato dal sito “Scuola in Chiaro” del Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’invio è avvenuto tramite la piattaforma Brevo, che consente di tracciare recapiti, accessi e azioni (apertura dell'email e del link contenuto all’interno).
Direttrice dell’Irsoo di Vinci e docente al corso di laurea in Ottica e Optometria all’Università di Firenze

1. Propensione delle famiglie ai controlli della vista e ai metodi di prevenzione attiva dell’insorgenza della miopia
Risultati
Per quanto riguarda i 7.046 invii alle scuole, l'email è stata aperta dal 73,4% dei destinatari, ma solo il 2% ha cliccato sul link del questionario mostrando interesse all’argomento. Una percentuale non nota di queste scuole ha poi effettivamente inoltrato il link alle famiglie. Complessivamente, sono state analizzate 944 risposte valide (età media dei bambini: 9,3 anni).
Le risposte relative alle attività dei bambini fuori dall’orario scolastico hanno messo in evidenza che solo il 32% trascorre almeno 5 ore alla settimana all’aria aperta e il 37% passa oltre 5 ore a svolgere attivi-
tà da vicino. All’aumentare dell’età, aumenta anche il tempo in attività da vicino, mentre non cambia quello dedicato ad attività all’aria aperta. Nessuna correlazione significativa emerge tra residenza e attività svolte. Il grafico 1 mette in evidenza che oltre il 90% delle famiglie è favorevole a svolgere controlli della vista e il 47% si dice complessivamente propenso ad attuare iniziative di prevenzione. Tuttavia, un atteggiamento meno favorevole emerge quando si analizzano nello specifico i metodi di prevenzione attiva della miopia: il 37% dei genitori sarebbe favorevole o molto favorevole a far indossare ai figli degli occhiali preventivi

Grafico 2. Differenze di punteggio medio di propensione alla prevenzione della miopia tra famiglie con genitori miopi e non miopi
Grafico
per la miopia, mentre solo il 20% sarebbe disponibile a un trattamento farmacologico con atropina e il 18% a trattamenti con fonti luminose.
Come illustrato nel grafico 2, nelle famiglie in cui entrambi i genitori sono miopi la propensione alla prevenzione è maggiore rispetto a quelle senza familiarità per la miopia: la differenza è piccola, ma statisticamente significativa.
Discussione
Il primo dato che emerge è la scarsa sensibilità delle scuole nei confronti del tema della prevenzione della miopia: infatti, malgrado l’email sia stata letta da oltre il 70% delle scuole, solo il 2% ha ritenuto interessante aprire il link al questionario e quindi prendere in considerazione l’invio alle famiglie. Questo dato, oltre ad aver limitato la diffusione del questionario stesso, è sintomo di una scarsa consapevolezza dell’importanza di prevenire la miopia nei bambini in età scolare. Un maggiore coinvolgimento delle scuole sarebbe auspicabile, in quanto quasi la metà dei genitori è favorevole ad azioni di prevenzione, pur non avendo un atteggiamento molto proattivo nei confronti di attività come l’uso di occhiali, di farmaci o di trattamenti invasivi. Le scuole potrebbero efficacemente mettere in atto azioni come aumentare il tempo all’aria aperta o l’illuminazione delle aule: i risultati dell’indagine fanno prevedere che i genitori sarebbero generalmente favorevoli a queste iniziative.
Il campione, basato su partecipazione volontaria, potrebbe riflettere un interesse superiore alla media nazionale, tuttavia emergono indicazioni importanti. La consapevolezza dell’importanza dei controlli della vista nei bambini risulta molto alta e oltre il 90% del-
«Su quasi un migliaio di bambini tra 5 e 14 anni
senza
difetti visivi corretti
oggetto della ricerca, solo il 32% trascorre almeno 5 ore alla settimana all’aria aperta fuori dall’orario scolastico e il 37% passa oltre 5 ore a svolgere attività da vicino»
le famiglie rispondenti è favorevole a seguire un pro gramma di visite di controllo. Questo dato suggerisce anche una propensione positiva verso la correzione dei difetti visivi, qualora questi si manifestino. Se invece si considera l’eventualità di porre in atto azioni in bam bini che non hanno ancora manifestato alcun difetto di vista e non necessitano al momento di correzione visiva, la percentuale di genitori favorevoli a svolgere in generale qualche azione preventiva scende a meno della metà di quanti hanno risposto. Un orientamento ancora meno positivo emerge dall’analisi dei metodi di prevenzione attiva della miopia: il 37% dei genitori sarebbe disposto a far indossare ai figli occhiali pre ventivi, ma la percentuale cala al 20% per trattamenti farmacologici con atropina e al 18% per interventi che utilizzano fonti luminose.
La resistenza nei confronti degli occhiali può trovare una giustificazione in questioni di praticità e di costo. La diffidenza nei confronti di atropina e trattamenti con la luce rossa può essere facilmente spiegata dal fatto che non vi sia nella popolazione generale alcuna conoscenza di queste procedure, né di come si svolgo no precisamente né di quanto possano effettivamente essere efficaci.
La familiarità con la miopia aumenta leggermente la propensione alla prevenzione, ma non genera un cam biamento marcato nell’atteggiamento: segno che la consapevolezza del rischio non è ancora pienamente interiorizzata dalle famiglie.
Conclusioni
I dati emersi da questa indagine rivelano una forte propensione da parte dei genitori a far controllare la vista ai propri figli: il 96% si è dichiarato favorevole o molto favorevole. Inoltre, quasi la metà ha espresso interesse verso attività di prevenzione della miopia. I risultati evidenziano una crescente consapevolezza rispetto alla diffusione di tale difetto visivo e una pre occupazione per la salute visiva dei bambini, che tra scorrono sempre meno tempo all’aria aperta e sono sempre più esposti all’uso di dispositivi elettronici. Tuttavia, questo desiderio di prevenzione si confronta con una certa diffidenza verso le tecniche attualmente disponibili.
L’indagine evidenzia la necessità di fornire alle fami glie informazioni più chiare e complete sulla prevenzio ne della miopia, affinché i genitori possano compiere scelte consapevoli, valutando con attenzione, insieme agli specialisti, costi, benefici ed eventuali effetti colla terali dei diversi approcci disponibili.





La primavera dell’ipovisione

Tutti i partecipanti verranno omaggiati di un percorso FAD
SEGRETERIA SCIENTIFICA
Anna D’Ambrosio
Silvano Abati
Giovanni Giacomelli
Roberto Volpe
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Fabiano Gruppo Editoriale
Reg. Rivelle 7/F - 14050 Moasca AT
Tel. 0141 170 6694 - Fax 0141 856 013
a.manassero@fgeditore.it



Zeiss: l’innovazione “sboccia” in primavera
di Nicoletta Tobia
Un nuovo portafoglio che integra i principi delle neuroscienze per ottimizzare il design della lente, trattamenti completi che soddisfano esigenze sia estetiche sia funzionali, strumentazione interconnessa per semplificare l’attività dell’ottico, valorizzando la professionalità, un approccio integrato per la gestione della progressione miopica: sono alcune delle novità che l’azienda oftalmica presenta a Mido
Zeiss fa ritorno a Mido e lo fa svelando in anteprima una serie di novità, che spaziano dal prodotto alla strumentazione passando per i servizi a supporto del business del centro ottico, e che si arricchiranno ulteriormente in primavera.
Uno stand, quello di Zeiss al salone milanese, più grande rispetto al passato, circa 340 metri quadrati, suddiviso in isole che rappresentano le aree in cui l’azienda sta concentrando l’innovazione. «Mido è riconosciuta per essere una manifestazione internazionale di grande rilevanza per diversi mercati – spiega Roberta Celin, communications manager di Zeiss Vision Care Italia – Nelle passate edizioni spesso abbiamo utilizzato la fiera per lanciare novità, perché questo contesto è perfetto per dare la possibilità ai visitatori di approfondire i temi del momento con i nostri esperti, a disposizione per tre giorni, e così è anche stavolta. L’obiettivo è come sempre fornire ai nostri partner prodotti e strumenti avanzati e di qualità, in grado di valorizzare in primis la loro professionalità, ma anche di lavorare su molteplici opportunità di differenziazione, potendo contare su una pluralità di soluzioni sotto l’egida di un brand che, a oggi, è tra i più conosciuti in Italia e che raccoglie un’elevata fiducia nel consumatore alla ricerca di prodotti premium».
Un portafoglio lenti progettato per ridurre il carico cognitivo
La prima isola è dedicata al mondo lenti oftalmiche e qui si inserisce la prima grande novità, in lancio a inizio aprile. «Si tratta di ClearMind, un nuovo portafoglio lenti che comprende monofocali, digital e progressive e si colloca nella fascia top - anticipa Celin - È un'evoluzione rispetto alla famiglia SmartLife, che già nel 2019 è stata, per le sue caratteristiche, all’avan-

Roberta Celin, communications manager di Zeiss Vision Care Italia

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guardia sul mercato, perché teneva in considerazione il comportamento visivo del portatore, permettendo di proporre lenti capaci di rispondere alle esigenze visive che nel corso degli anni erano cambiate in direzione del multitasking. Il portafoglio ClearMind si collocherà al di sopra e integrerà l’innovativa tecnologia NeurOptix, che allinea le aree funzionali ai modelli naturali di movimento degli occhi andando a creare dei campi di visione ancora più cristallini con una conseguente riduzione del carico cognitivo. Ciò è stato possibile sia capitalizzando gli studi e l’esperienza derivati proprio da SmartLife e dalla produzione delle lenti Individual, ovvero tenendo in considerazione da un lato la parte di comportamento visivo e dall'altro gli innumerevoli dati di portatori raccolti da Zeiss sino a oggi, sia grazie a un ulteriore set di informazioni, derivanti da studi internazionali, relativi a come il segnale visivo arriva al cervello e a come questo poi lo restituisce in presenza di possibili aree di distorsione e sfocamento». In collaborazione con lo Zeiss Vision Science Lab di Tübingen, l’azienda si è affidata alle neuroscienze «per indagare quale sia il carico cognitivo che il cervello si assume nell'elaborare tutti gli stimoli visivi e quanto la visione più o meno nitida possa determinare una maggiore facilità o difficoltà nella fase di decodifica. La nuova tecnologia NeurOptix integra tali principi per andare a ottimizzare le aree di visione – spiega ancora la manager – Si tratta di un lancio importante perché è un portafoglio completo in grado di soddisfare le esigenze di più target e sarà un'opportunità di differenziazione per i centri ottici partner Zeiss, che potranno così meglio segmentare la proposta ai propri clienti». Altra novità presente a Mido sul fronte del prodotto

è l'estensione della tecnologia CleanGuard sui tratta menti DuraVision, che rende le lenti più facili da pulire e resistenti allo sporco: utilizzata per la prima volta su DuraVision Gold nel 2025, verrà applicata su tutti gli antiriflesso Zeiss e sarà anch’essa disponibile a partire dalla primavera.
Strumenti per soluzioni sempre più personalizzate ClearMind non necessita di nessuno strumento spe cifico per essere proposto, eccezion fatta per la ver sione Pro, ma la strumentazione è comunque ciò che abilita il professionista a offrire una soluzione perso nalizzata, di qualità e basata sulla precisione del dato. Veniamo così alla seconda area dello stand Zeiss a Mido, dove l’intero parco strumentazione viene pre sentato in quattro isole, denominate Workflow. «Il pri

Un rendering dello stand Zeiss a Mido 2026


Un’immagine di campagna delle nuove lenti Zeiss ClearMind
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mo è il Vision Workflow, corrispondente al flusso di lavoro standard all'interno dei centri ottici: accoglie tutti i principali strumenti che, consentendo una refrazione soggettiva e oggettiva nonché una centratura di elevata precisione, supportano la proposta di lenti personalizzate - prosegue Celin - Il Myopia Workflow è invece dedicato alla gestione della progressione miopica. Lanciamo un nuovo biometro ottico e un software di gestione, utile per rilevare e archiviare alcuni parametri specifici che servono a tenere monitorata l'evoluzione della miopia, come ad esempio la lunghezza assiale, consentendo di individuare precocemente eventuali variazioni. Novità non è solo il dispositivo, ora vendibile anche in Italia, ma anche l'approccio integrato che unisce strumentazione, soluzione visiva, studi clinici e comunicazione per affrontare un tema importante e non più rinviabile».
Un terzo Workflow, quello dell’Eye Health, è rivolto non al mercato nazionale ma a quello estero, racchiudendo strumentazione per la misurazione e la raccolta di dati e parametri ancora più completi da trasferire ai medici oculisti per la diagnosi.
Infine, un'ultima isola è dedicata alle lenti a contatto e alle salviette per la pulizia. «Qui presentiamo sia la gamma completa di lac Zeiss, che permette agli ottici di offrire una soluzione complementare a quei clienti che non usano solo le lenti oftalmiche, sia alcune novità per le wipes: con l’arrivo di soluzioni più attente all'ambiente, ma ugualmente efficaci andiamo ad aggiungere un’ulteriore opportunità di vendita da presentare ai nostri partner», aggiunge la professionista.
Non solo prodotto
Non sempre immediatamente visibile agli occhi, ma protagonista in ogni ambito delle attività del gruppo è dunque la rinnovata attenzione alla sostenibilità.
«Il nostro impegno in questo senso è crescente: non solo a livello di impatto ambientale, con interventi a livello di impiantistica, di processi produttivi e di operatività, ma anche a livello di responsabilità sociale. Questa attenzione unita all’ambizione dell’azienda di essere partner per il benessere visivo nel corso del tempo saranno i pilastri su cui poggeremo le nostre attività per il prossimo futuro», conclude Celin.
Zeiss Sunlens: innovazioni per il mondo fashion e sportivo
La divisione Zeiss specializzata nella produzione di lenti plano per occhiali da sole presenta a Mido importanti novità dedicate al settore fashion e sportivo. Tra le più rilevanti, spicca la nuova lente fotocromatica in poliammide, progettata per montature avvolgenti e caratterizzata da un’elevata resistenza agli impatti. «I suoi principali punti di forza includono rapida adattabilità ai cambiamenti di luce, per un comfort visivo ottimale; qualità ottica elevata, che garantisce una visione nitida e precisa; resistenza ai graffi, per una maggiore durata nel tempo; e caratteristiche di sostenibilità, in linea con l’impegno di Zeiss verso soluzioni responsabili», spiegano dall’azienda.
Un’altra innovazione sono le mascherine Prime Focus, che puntano a portare la tecnologia delle lenti funzionali a un nuovo livello: queste lenti migliorano significativamente la visione laterale e il contrasto nella zona centrale ottica, offrendo prestazioni visive avanzate per gli appassionati di sport e attività outdoor.
Il range delle specchiature si arricchisce con i nuovi mirror Cyber, caratterizzati da finiture metallizzate con doppio colore: sono ideali per chi cerca un look moderno e distintivo, perfetto per il mondo fashion.
Infine, Zeiss Sunlens introduce le colorazioni della gamma oftalmica vista-sole anche in versione plano. Queste tonalità sono ora disponibili con potere ottico presso tutti i partner Zeiss nel mondo. I designer di montature da sole potranno integrare pienamente tali colorazioni nelle loro collezioni, offrendo soluzioni anche per i portatori di lenti graduate. «I consumatori, inoltre, avranno la possibilità di ordinare lenti di ricetta con lo stesso colore: questo garantisce loro maggiore convenienza, rapidità e una perfetta armonia estetica con l’occhiale», precisano dall’azienda.



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TALK

Fonda: la nuova cultura della Vista Fragile®
Il metodo italiano
che sta cambiando il modo di prendersi cura della visione dopo i 60 anni
C’è un momento della vita in cui la vista cambia. È un passaggio silenzioso, spesso confuso con la stanchezza o con il semplice “sto invecchiando”, e che invece riguarda milioni di persone. La Vista Fragile® non è una patologia né un difetto: è una condizione progressiva che modifica la qualità della percezione visiva e, con essa, la capacità di vivere in autonomia.
In Italia questo fenomeno è amplificato dalla Longevity Economy: oltre 14 milioni di over 60 oggi, 20 milioni stimati entro il 2030. Una trasformazione sociale profonda, che porta con sé nuove esigenze e nuove opportunità. Per il mondo della visione, la Vista Fragile® è una di queste: un’area in cui i professionisti possono ridefinire il proprio ruolo, anticipare i bisogni e presidiare un segmento sommerso destinato a diventare il core business dell'ottica.
In questo scenario, Fonda, azienda italiana nata nel 2012, sta offrendo un contributo unico: trasformare una necessità ancora poco nominata in una categoria chiara, condivisa e gestibile. Una categoria che permette agli ottici optometristi, agli oculisti e a tutti i professionisti della vista e della visione di costruire una presa in carico più profonda, più continua, più centrata sulla persona.
La Vista Fragile®: quando la vita quotidiana diventa la vera cartina di tornasole della visione
La Vista Fragile® non arriva all’improvviso: è una somma di piccole variazioni, come il volto che non si riconosce più subito, la luce che di-
sturba, la lettura serale che diventa maggiormente impegnativa, la necessità di muoversi in spazi più illuminati. Non è solo una questione di “vederci meno”: è l’impatto reale che questi cambiamenti hanno sulla vita quotidiana e sulla sensazione di sicurezza.
Per una generazione che vuole vivere bene i propri anni, tale cambiamento non può essere lasciato alla sola esperienza soggettiva. Ha bisogno di un linguaggio, di un metodo, di una cultura.
Perché il settore ottico non aveva ancora una risposta strutturata
Per decenni il mondo della vista e della visione ha lavorato entro due poli: patologie da una parte, difetti visivi comuni dall’altra. La Vista Fragile® si colloca di fatto nel mezzo. La nostra esperienza nell’ipovisione ci ha mostrato chiaramente che, quando le persone arrivano tardi, arrivano già in difficoltà: non solo visive, ma emotive, funzionali, relazionali.
Da qui la consapevolezza che servisse una presa in carico precoce, capace di intercettare i cambiamenti prima che diventassero limitanti. Non perché mancassero le competenze dei professionisti, ma perché non c’era una piattaforma culturale e metodologica che consentisse di riconoscere, definire e affrontare questa fase intermedia della visione.
Fonda ha costruito proprio questo spazio: la categoria Vista Fragile®.
Il contributo di Fonda: un metodo completo, non un prodotto
Dal 2012 Fonda lavora con una visione chiara: la presa in carico della Vista Fragile® deve essere scientifica, relazionale, quotidiana. L’esperienza maturata nell’ipovisione ci ha mostrato quanto sia importante intervenire prima, quando i cambiamenti percettivi iniziano a farsi sentire ma non limitano ancora in modo significativo la vita quotidiana.
Da qui la consapevolezza che nessun singolo elemento può bastare: occorre un sistema.
Un sistema fatto di:
• linguaggio condiviso, per parlare alla persona e non solo alla sua condizione visiva;
• strumenti visivi e percettivi, che aiutano a comprendere cosa sta accadendo;
• formazione continua, per dare ai professionisti un approccio comune;
• protocolli validati, per strutturare la presa in carico;
• soluzioni dedicate, costruite sui bisogni reali;
• una cultura che mette l’autonomia al centro.
Questo approccio ha dato vita a una rete oggi composta da oltre 50 Centri Vista Fragile® sul territorio italiano e più di 250 professionisti formati tra Italia e Francia, che condividono valori, strumenti e metodo.
Le soluzioni Fonda: strumenti che nascono da bisogni quotidiani
All’interno di questo sistema si collocano anche gli strumenti ottici sviluppati da Fonda, non come catalogo, ma come parte del metodo.
FitMacula®. Un sistema basato su lenti a clip pensate per supportare e proteggere la macula nelle condizioni luminose più delicate. Un gesto semplice, integrabile nella vita quotidiana, che dà risposta ai primi segnali di fragilità visiva.
Leddles®. L’occhiale che permette di leggere e scrivere ovunque, grazie a una luce integrata nella montatura pensata per aumentare contrasto e qualità del dettaglio. Una soluzione che nasce dall’ascolto diretto delle difficoltà quotidiane delle persone.
Safe&Sun®. Soluzioni di protezione retinica progettate per filtrare selettivamente le lunghezze d’onda più impattanti per la salute della vista, riducendo l’affaticamento luminoso e migliorando il comfort in esterno.
Ogni prodotto è parte di un percorso: non un accessorio, ma uno strumento giusto al momento giusto.
La Mappatura della Vista Fragile®: un ponte tra linguaggi
Tra gli elementi più innovativi c’è la Mappatura della Vista Fragile®. Non è un esame né una diagnosi: è uno strumento visivo che traduce l’evoluzione percettiva in un linguaggio comune.
Aiuta la persona a comprendere cosa sta accadendo, supporta il professionista nel mostrare quali autonomie possono essere più esposte e
consente di costruire un percorso chiaro, condiviso, orientato alla continuità.
È, in sintesi, il ponte che mancava tra la tecnica e l’esperienza quotidiana.
Formazione e ricerca: il motore che fa crescere la categoria
Per sostenere una nuova categoria servono competenze nuove. La formazione - tecnica, clinica e relazionale - è uno dei pilastri del metodo Fonda.
Accanto alla formazione, cresce il lavoro scientifico: collaborazioni con enti, ricercatori e università, studi sulle patologie della Vista Fragile®, aggiornamento costante dei protocolli.
A questo si affianca un investimento crescente in comunicazione nazionale e internazionale: perché costruire cultura significa anche portare il tema al centro della conversazione pubblica.
Una promessa semplice: autonomia, continuità, presenza
Il cuore del metodo Fonda è la relazione. Quando la presa in carico è strutturata, la persona torna al centro: cresce la consapevolezza, migliora l’autonomia e si crea una continuità reale nel rapporto con il professionista.
La Vista Fragile® non si affronta in un incontro: si accompagna nel tempo. E nella continuità nasce valore, per le persone e anche per gli operatori del settore, che vedono riconosciuto il proprio ruolo e sperimentano una soddisfazione più piena.
Perché Fonda è, oggi, la risposta alla Vista Fragile®
Perché Fonda offre un metodo. Un sistema. Una cultura.
Una cultura che valorizza l’interdisciplinarità: la Vista Fragile® richiede la collaborazione armonica di chi si occupa di visione nei diversi ambiti - oculisti, ortottisti, ottici optometristi - nel pieno rispetto delle competenze di ciascuno. La presa in carico funziona quando ogni professionista contribuisce con il proprio ruolo e Fonda facilita proprio questa integrazione.
Un risultato condiviso che unisce scienza, relazione, strumenti e continuità per affrontare una delle sfide più rilevanti della longevità. La Vista Fragile® sarà sempre più centrale nella cura delle persone over 60: Fonda, insieme ai professionisti che scelgono di far parte di tale percorso, è già alla guida di questo cambiamento.
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FONDAMENTI DI OPTOMETRIA

FABIANO GRUPPO EDITORIALE
Redazione: Strada 4 Milano Fiori, Palazzo Q7 – 20089 Rozzano (MI)
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Gulia Palma
Volume 1
Volume 2


Filab presenta a Mido 2026 un nuovo polimero per lenti oftalmiche
Filab Italia si prepara a stupire il mercato in occasione di Mido 2026, l’evento di riferimento a livello interazionale per il settore dell’ottica e dell’occhialeria. Come ogni anno, l’azienda affronta l’importante vetrina con l’obiettivo di proporre innovazione e soluzioni vincenti, ma questa edizione segna un passo decisivo: il lancio di un prodotto «unico e rivoluzionario», dicono dall’azienda: NITIDA.
Il nuovo polimero, sviluppato da Filab, grazie alle sue caratteristiche avanzate offre:
• chiarezza e nitidezza elevate;
• contrasto potenziato;
• eliminazione del bagliore, anche in condizioni di scarsa illuminazione o guida notturna.
Tale innovazione non è solo un miglioramento tecnico, ma una svolta per i centri ottici, che potranno offrire ai propri clienti un’esperienza visiva innovativa e differenziarsi sul mercato.
«Mido è la vetrina ideale per presentare questa novità – afferma Stefano Cazzola, direttore commerciale di Filab Italia - Innovare e proporre soluzioni che anticipano le esigenze del mercato è la chiave del nostro successo. Con questo polimero Filab conferma i propri obiettivi, focalizzati su qualità, tecnologia e servizio».
«Abbiamo scelto Mido per annunciare questa grande novità perché rappresenta il punto di incontro tra innovazione e businesssottolinea il presidente di Filab Italia, Andrea Bernardini - Siamo pronti a fornire al riguardo le informazioni tecniche e commerciali ai professionisti del settore».
Filab invita tutti i centri ottici e gli operatori del settore a scoprire il nuovo polimero in anteprima presso il proprio stand a Mido 2026.
Il nuovo polimero Nitida potrà essere integrato su tutte le lenti Filab realizzate con il visore del sistema
Matrice Digitale dell'azienda oftalmica



Ital‑Lenti: una visione che evolve, da oltre settant’anni
Da oltre settant’anni Ital-Lenti è sinonimo di eccellenza italiana nell’ottica oftalmica. Un’azienda nata e cresciuta in provincia di Belluno, nel cuore del distretto dell’occhialeria, che ha costruito il proprio percorso unendo competenza tecnica, visione industriale e una profonda comprensione delle necessità delle persone. Un’identità solida, capace di evolversi nel tempo senza perdere coerenza.
L’innovazione ne è parte integrante. Nei laboratori Ital-Lenti, tecnologia di ultima generazione e know how artigianale convivono in un equilibrio che permette di realizzare lenti altamente performanti, precise e personalizzate. Ogni lavorazione è seguita con cura, ogni ordine è trattato come un progetto unico, con controlli rigorosi e attenzione ai dettagli che fanno la differenza nel risultato finale.
Accanto al prodotto, il servizio rappresenta un elemento distintivo. Logistica efficiente, tempi rapidi, supporto tecnico e un customer care sempre presente permettono a Ital-Lenti di costruire relazioni solide con gli ottici, basate su

fiducia, ascolto e collaborazione. Non semplici forniture, ma un rapporto professionale pensato per crescere nel tempo.
Questa filosofia si riflette in un’offerta ampia e strutturata, che spazia da geometrie di lenti evolute e personalizzabili a materiali protettivi, da trattamenti solidi a proposte dedicate al mondo infantile e alla gestione della miopia. Ogni prodotto nasce dall’osservazione attenta delle esigenze del mercato e dalla capacità di trasformarle in soluzioni concrete, affidabili e scientificamente fondate, grazie all’impiego di tecnologie free form e di trattamenti all’avanguardia.
La crescita passa attraverso la condivisione delle competenze. Con l’Academy Ital-Lenti, l’azienda affianca gli ottici in un percorso di formazione continua, fatto di aggiornamenti, confronto e strumenti utili a valorizzare la professionalità del punto vendita. Un investimento che rafforza la relazione e contribuisce a distinguersi in un contesto sempre più competitivo.
A completare il quadro c’è l’attenzione alla sostenibilità, intesa come responsabilità concreta verso l’ambiente e il territorio. Processi ottimizzati, riduzione degli sprechi, recupero delle risorse e scelte produttive consapevoli fanno parte di un modo di fare impresa che guarda al futuro con rispetto e coerenza.
È con questa visione che Ital-Lenti è presente a MIDO 2026, dal 31 gennaio al 2 febbraio, per incontrare ottici e professionisti del settore e per condividere progetti, idee e nuove soluzioni. Presso il Padiglione 3 - Stand n. 14, n. 22, P13 e P21, l’azienda presenta anche l’evoluzione di Myopica, la lente dedicata alla gestione della miopia, frutto di ricerca, esperienza clinica e sviluppo tecnologico.
Un’occasione per scoprire da vicino come una visione chiara, costruita nel tempo, continui a progredire. Perché una lente Ital-Lenti non è mai solo una lente: è una scelta consapevole che guarda al benessere visivo di oggi e di domani.



Sel Optical distribuisce
Asahi‑Lite in Italia
Il 2026 segna un momento decisivo per Sel Optical grazie alla nuova partnership strategica, in veste di distributore esclusivo per il mercato interno, con ASAHI-LITE Optical, che introduce ufficialmente in Italia l'eccellenza tecnologica di queste lenti giapponesi. L'iniziativa si affianca al lancio del nuovo catalogo SEL Optical, operativo dal primo semestre 2026.
L'eccellenza tecnologica di ASAHI-LITE in Italia
Le lenti ASAHI, azienda nota a livello globale per essere stata pioniera nello sviluppo di materiali ad alto indice di rifrazione (fino a 1.74), da oggi vengono integrate nella distribuzione capillare di SEL Optical. Questa collaborazione rende disponibile ai professionisti della visione, oltre a tutta la gamma di lenti già contemplata nel catalogo SEL Optical, una innovativa ed esclusiva proposta di lenti che offrono al portatore una qualità di visione elevata:
• geometria DAS: doppia geometria asferica e atorica realizzata su entrambe le superfici;
• design ultrasottili: basandosi sulla precisione giapponese, le lenti ASAHI garantiscono un’ottima estetica anche per ametropie elevate;
• trattamenti avanzati: integrazione con l'esclusivo trattamento antiriflesso SETHA, che offre 16 strati di protezione, super-idrorepellente, oleorepellente, antistatico.
La storia: i pionieri dell'alto indice
La storia di ASAHI-LITE Optical è quella di un pioniere tecnologico che ha trasformato il settore delle lenti oftalmiche, portando la precisione manifatturiera giapponese in tutto il mondo.
Fondata nel 1980 a Fukui, ASAHI-LITE si è distinta fin da subito per lo sviluppo di materiali
plastici ad alto indice di rifrazione. In un'epoca in cui le lenti per forti miopie erano pesanti e spesse, ASAHI ha rivoluzionato il mercato con primati mondiali assoluti:
• 1980: lancio della prima lente al mondo con indice 1.60;
• 1987: introduzione della lente 1.67, stabilendo un nuovo standard di sottigliezza;
• Anni 90: sviluppo della prima lente organica con indice 1.74, ancora oggi uno dei materiali più sottili e leggeri disponibili sul mercato.
Cosa fa oggi: innovazione e sviluppo tecnologico
Oggi, ASAHI-LITE continua nella ricerca e produzione di lenti di alta gamma, focalizzandosi sulla combinazione tra estetica e benessere visivo.

Le tecnologie di punta includono:
• design a doppia asfericità e atoricità (DAS): geometrie che minimizzano le aberrazioni periferiche, offrendo una visione nitida su tutta la superficie della lente;
• soluzioni free form avanzate: utilizzo di algoritmi di calcolo “punto per punto” per personalizzare la lente in base ai parametri individuali del portatore;
• sostenibilità: nel 2025 l'azienda ha introdotto lenti realizzate con biomasse eco-friendly, riducendo l'impatto ambientale della produzione.
Presenza nel mondo
ASAHI-LITE opera su scala globale, distribuendo i propri prodotti in oltre 50 paesi attraverso una rete selezionata di partner strategici.
• Giappone: la sede centrale e i principali siti produttivi rimangono a Sabae, cuore dell’eccellenza ottica giapponese.
• Europa: la distribuzione è coordinata attraverso ASAHI-LITE Optical Europe in Germania.
• Americhe e Asia: recentemente ha consolidato la sua presenza in Canada e Nord America, oltre a mantenere partnership storiche in India e Medio Oriente.
• Italia: dal 2026, la presenza sul mercato italiano è garantita dalla partnership esclusiva con SEL Optical, che integra le tecnologie ASAHI nel proprio catalogo per i professionisti del settore.
Focus sul mercato italiano
Con questa strategia l'azienda di Codigoro, in provincia di Ferrara, si conferma un punto di riferimento per il made in Italy che sa guardare ai mercati globali, portando la Japanese Precision nei centri ottici italiani.
La presentazione delle lenti ASAHI si inserisce in un anno di forte espansione per SEL Optical, che ha recentemente potenziato la propria rete vendita, disponendo oggi di 20 figure commerciali e da 12 unità tra filiali e centri servizi a copertura di tutto il territorio nazionale, e che ha lanciato importanti novità: MY ULTRA HD, la progressiva più tecnologica di SEL Optical, in cui l’utilizzo di algoritmi evoluti permette di elaborare la geometria della lente con l’ausilio dell’intelligenza artificiale; e la famiglia di lenti fotocromatiche SELENIA 2.0, arricchita negli ultimi mesi nella gamma dei colori e con l’introduzione della versione con protezione dalla luce blu dannosa fino ai 420 nm.



Non ultimo il recente ampliamento del catalogo FILTRI SOLARI, che contempla oltre 350 diversi colori e tipologie di filtri nei diversi materiali disponibili.
Innovazione e formazione
SEL Optical non si limita alla distribuzione, ma accompagnerà il lancio dei nuovi prodotti a tecnologia ASAHI con un tour formativo nazionale coordinato da Paolo Marchesi, consulente tecnico e marketing che da oltre 40 anni opera nel settore oftalmico, per condividere con gli ottici optometristi le specificità tecniche delle geometrie ASAHI e dei prodotti SEL Optical. L'obiettivo è fornire soluzioni personalizzate in grado di coniugare il comfort visivo dei design free form di seconda generazione con la qualità produttiva di un partner tecnologico come Asahi.
L’appuntamento per tutti è a MIDO, 31 gennaio-2 febbraio 2026
Lo staff SEL Optical, Agenti e Filiali e Centri Servizi, sarà a disposizione per ulteriori informazioni e per approfondire tutte le tematiche.
Vi aspettiamo al nostro stand
Padiglione 3 - L14 L22 M13 M21
Divel Italia: con Fotochroma S8 la luce cambia, il comfort resta
In occasione di MIDO 2026, Divel Italia presenta una novità di grande impatto: le lenti fotocromatiche Fotochroma S8, una proposta tecnologicamente avanzata e dal forte carattere estetico.
Le Fotochroma S8 adottano una finitura fotoreattiva di ultima generazione, ottenuta attraverso un sofisticato trattamento spin-coated ad alta precisione, basato su una dispersione centrifuga uniforme.
Questa tecnologia consente l’applicazione di un rivestimento a spessore controllato, elemento essenziale per garantire prestazioni costanti e affidabili in tutte le condizioni di illuminazione.
Il risultato è una lente capace di assicurare un’attivazione luminosa ottimizzata e una alta reattività fotocromatica. La variazione di luminosità avviene in modo intelligente e fluido, offrendo sempre un elevato livello di comfort visivo.
Grazie alla loro rapidità di attivazione, le Fotochroma S8 rappresentano un vantaggio con-


creto per chi passa frequentemente da ambienti interni a esterni o si muove in contesti caratterizzati da repentini cambi di luce, come la città o la montagna.
Scegliere Fotochroma S8 significa beneficiare di una riduzione immediata dell’abbagliamento e di una transizione da chiaro a scuro quasi impercettibile all’occhio.
DISPONIBILITÀ
Le Fotochroma S8 sono disponibili negli indici 1.50, 1.61 e 1.67, sia in versione Progressiva sia Monofocale.
Indice 1.50: disponibile come lente progressiva di ricetta in tutte le colorazioni e come filtro Base 4, sempre in tutte le tonalità.
Indice 1.61: disponibile come progressiva di ricetta e come lente di serie in quattro colorazioni (grigio, marrone, verde G15 e blu).
Indice 1.67: disponibile come lente progressiva di ricetta nelle colorazioni grigio e marrone.


SETTE COLORAZIONI, SETTE MODI DI VEDERE
Le nuove Fotochroma S8 sono disponibili in sei tonalità, che uniscono estetica e funzionalità: grey, brown, green G15, pink, purple e orange.
Ogni colorazione è pensata per rispondere a esigenze visive specifiche.
Grey
Riduce la luminosità mantenendo una percezione cromatica naturale e fedele. È la scelta più neutra e versatile, ideale per l’uso quotidiano, la guida e le attività all’aperto. Limita l’abbagliamento senza alterare la resa visiva complessiva.
Brown
Offre una visione più calda, con maggiore contrasto e profondità. Migliora la percezione dei dettagli e la nitidezza, risultando particolarmente adatto ad attività outdoor come ciclismo, passeggiate e lavori all’esterno.
Purple
Una scelta dal forte impatto estetico, orientata a stile e personalità. La resa visiva è più creativa che tecnica, ideale per chi desidera un look distintivo e un utilizzo quotidiano non intensivo.
Blue
Offre una percezione più fresca e riposante, con una buona gestione dell’abbagliamento e un comfort elevato nelle giornate luminose. È una scelta apprezzata per l’uso outdoor e il tempo libero perché contribuisce a ridurre l’affaticamento visivo, mantenendo una resa cromatica piacevole.

Pink
Pensata per aumentare il comfort visivo in ambienti interni o con luce artificiale, riduce l’affaticamento davanti a schermi e illuminazione indiretta. Offre una visione più morbida e rilassata, sebbene meno indicata in presenza di luce solare intensa.
Green G15
Rappresenta un equilibrio ideale tra contrasto e naturalezza dei colori. Rilassante per la vista e indicato per un utilizzo prolungato all’aperto, è spesso scelta come lente “tuttofare”, adatta a molteplici condizioni di luce.
Orange
Una colorazione non tradizionale, dal carattere deciso. Può modificare la percezione dei colori e del contrasto, risultando interessante per esigenze specifiche o per chi ricerca un effetto visivo originale e riconoscibile.
Per maggiori informazioni sulle Fotochroma S8 visita www.divel.it


WIDR®me: l’esperienza immersiva che trasforma la personalizzazione in valore
Pensata per portare la personalizzazione delle lenti progressive a un livello avanzato, WIDR®me è la nuova esperienza immersiva firmata optovision. Non si tratta solo di una misurazione, ma di un nuovo modo di interpretare il comportamento visivo del portatore e di raccontarlo in modo chiaro, coinvolgente e concreto all’interno del centro ottico.
In un mercato in cui il valore del prodotto è sempre più legato all’esperienza che lo accompagna, WIDR®me nasce per supportare il professionista nel suo ruolo consulenziale, trasformando la valutazione visiva in un momento distintivo, capace di generare comprensione, fiducia e percezione di qualità.
Ogni portatore utilizza lo sguardo in modo unico. Durante la giornata gli occhi compiono migliaia di movimenti, passando continuamente dal vicino al lontano e adattandosi a contesti differenti. Questo comportamento individuale, naturale e dinamico, è generalmente complesso da rilevare e da tradurre in parametri effettivamente personalizzati. Con WIDR®me diventa misurabile e valorizzabile.
Grazie a una tecnologia con realtà virtuale di ultima generazione, l’esperienza si svolge direttamente all’interno del centro ottico e consente, in pochi minuti, di analizzare i movimenti oculari, la postura della testa, le abitudini visive, la dimensione e la dinamica della pupilla in soli 90 secondi. Il risultato: viene generata una vera e propria impronta visiva individuale, una mappa che descrive in che modo ogni individuo utilizza lo sguardo nella vita quotidiana.
I dati vengono integrati nel processo di progettazione delle progressive optovision, consentendo di realizzare lenti modellate sul comportamento visivo del portatore. Si ottengono una visione più fluida, passaggi naturali tra le diverse distanze e un comfort che si percepisce fin dalle prime fasi di adattamento.
Per il centro ottico, WIDR®me rappresenta un’evoluzione anche sul piano della consulenza. L’esperienza immersiva rende il processo di misurazione più chiaro e coinvolgente, facilitando la comprensione del valore della personalizzazione e rafforzando la relazione di fiducia ottico-cliente. La tecnologia diventa così un supporto concreto al racconto del prodotto e al posizionamento premium del servizio.
In un contesto in cui il percorso d’acquisto in store assume un ruolo sempre più centrale, WIDR®me offre agli ottici uno strumento efficace per distinguersi, valorizzare la propria competenza e costruire una relazione duratura con il cliente.
In occasione di MIDO 2026, optovision invita i professionisti del settore a un appuntamento esclusivo, in programma sabato 31 gennaio alle ore 15 presso The Vision Stage. L’evento sarà l’occasione per scoprire in anteprima WIDR®me
Grazie anche alla preview experience disponibile presso lo stand, i visitatori potranno osservare da vicino come l’integrazione tra esperienza immersiva e personalizzazione avanzata rappresenti un nuovo punto di riferimento per il futuro del centro ottico e delle lenti progressive.

Le Età della Visione
L’approccio interdisciplinare alla qualità della visione ed alla salute visiva lungo l’intero arco della vita. Prescrizione, trattamento, nuovi dispositivi correttivi e compensativi, terapia e ricerca.

Bologna, 8 e 9 Marzo 2026
Savoia Hotel Regency
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I only wear Desìo
Il vero stile
non ha bisogno di eccessi: da 15 anni Desìo interpreta l’eleganza e la qualità delle lenti a contatto colorate
È da questa visione che nasce I ONLY WEAR DESÌO, la nuova e audace campagna che il brand presenta in occasione di MIDO 2026, celebrando un traguardo significativo e riaffermando con forza la propria identità.
Da 15 anni Desìo interpreta il mondo delle lenti a contatto colorate con uno sguardo riconoscibile e coerente, in cui estetica, ricerca e innovazione convivono in perfetto equilibrio. Un percorso solido, costruito con continuità, che ha trasformato la lente in un vero accessorio di bellezza.

15 anni di esperienza, una firma inconfondibile Nato dall’expertise di Qualimed, Desìo ha saputo distinguersi fin dall’inizio per l’attenzione ai dettagli: dal design delle lenti al packaging, fino alla costruzione di un immaginario raffinato e riconoscibile. Oggi il brand è presente in oltre 45 mercati, distribuito in più di 1.000 centri ottici in Italia e registrato in più di 150 paesi, confermando una crescita costante e una reputazione solida a livello globale.
Estetica, tecnologia e qualità al servizio del comfort
Le lenti a contatto colorate Desìo sono disponibili in oltre 35 tonalità, pensate per valorizzare lo sguardo con naturalezza ed eleganza. La gamma comprende lenti giornaliere, mensili e trimestrali, adatte a miopia, ipermetropia (da -13.00 a +6.00) e astigmatismo, con 11 cilindri disponibili e 23 tonalità. Materiali certificati, tecnologie avanzate e controlli rigorosi assicurano qualità, comfort, sicurezza e affidabilità, per un utilizzo quotidiano impeccabile.
Non solo un accessorio, ma un’esperienza
Desìo non è solo una lente a contatto, ma una vera dichiarazione di stile. Un’esperienza che trasforma lo sguardo e accompagna il cliente in una scelta consapevole, grazie anche a materiali dedicati per il punto vendita, espositori eleganti e trial box pensati per valorizzare l’esperienza d’acquisto.
Con I ONLY WEAR DESÌO il brand celebra 15 anni di visione, confermando che quando qualità, estetica ed esperienza si incontrano, la scelta diventa naturale. Unica. Ovvia.
Un'immagine della nuova e audace campagna di Desìo, che debutta a Mido 2026
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Telemedicina & Intelligenza Artificiale
La sanità del Terzo Millennio
Caterina Stimola Stefano Linari Edoardo Greco
FABIANO GRUPPO EDITORIALE
Redazione: Strada 4 Milano Fiori, Palazzo Q7 – 20089 Rozzano (MI)
Sede operativa: FGE srl – Regione Rivelle 7/F – 14050 Moasca (AT)
Tel. 0141 1706694 – Fax 0141 856013 – e-mail: info@fgeditore.it – www.fgeditore.it
Gruppo Neox: debutto a MIDO 2026
Dal 31 gennaio al 2 febbraio il gruppo francese è presente a Fieramilano Rho per presentare le proprie soluzioni digitali progettate per potenziare le performance di ottici, retailer e realtà del settore della visione.
Fondato nel 2023, il Gruppo Neox riunisce competenze chiave in tecnologia digitale, gestione dei dati e business management per offrire un ecosistema tecnologico completo al settore ottico e a quello audiologico. La sua ambizione è ottimizzare, automatizzare e semplificare l’attività quotidiana dei professionisti. Con sede a Versailles, opera in Francia e a livello internazionale in 40 paesi attraverso 20 mila centri e punti vendita che ne utilizzano i servizi. «Vogliamo rendere la tecnologia invisibile: deve consentire a ottici e specialisti dell’udito di dedicarsi completamente alla consulenza. La partecipazione a Mido è il risultato del lavoro dei nostri team di ingegneri, designer ed esperti di business, che trasformano problemi complessi in soluzioni semplici e operative – commenta Cyril Bailly, presidente fondatore di Neox-ITMettiamo a disposizione la nostra expertise per accelerare la modernizzazione dell’industria e della distribuzione, con strumenti che hanno un impatto immediato sull’efficienza del punto vendita. La sfida non è solo innovare, ma garantire che tutte le informazioni fluiscano senza osta-

coli tra ottici, fornitori e produttori, per una filiera più sicura, veloce e resiliente. Combinando ambizione tecnologica e pragmatismo operativo, permettiamo ai professionisti di offrire una migliore esperienza ai loro clienti».
Servizi offerti
Optimum offre una piattaforma intuitiva, modulare e completamente web-based, progettata per ottici e specialisti in audiologia indipendenti e multistore. Offre gestione delle schede clienti, prenotazioni online, fatturazione, automazione dei flussi di lavoro esterni e moduli marketing, tutti collegati al sito del negozio per eliminare la doppia immissione. Progettata per una facilità d’uso e una rapida messa in funzione, Optimum aiuta i retailer indipendenti a incrementare la produttività, garantire eventuali rimborsi e migliorare quotidianamente l’esperienza cliente.
Cosium è una piattaforma progettata per gestire grandi numeri di punti vendita, garantire coerenza commerciale tra negozi e sede centrale e offrire dashboard avanzati per ottimizzare le performance di tutta la rete. Comprende la configurazione centralizzata di cataloghi e prezzi, il controllo delle forniture, della reportistica e dei workflow operativi dalla sede centrale (acquisti, pricing, campagne).
Neox Lab è un laboratorio di innovazione tecnologica specializzato in 3D in tempo reale, realtà aumentata e soluzioni avanzate di misurazione, operante sia nel settore ottico sia in settori industriali d’avanguardia. Sviluppa software e tecnologie immersive utilizzate per il fitting virtuale, per la raccolta di dati e la simulazione, a servizio dei professionisti del benessere visivo e degli operatori del settore aerospaziale.
iZySolutions sviluppa soluzioni dedicate ai fornitori del settore ottico e audiologico, realizzando cataloghi di prodotto, ordini e digitalizzazione dei flussi informativi. Con riconosciuta esperienza nella standardizzazione dei dati e nell’interoperabilità, l’azienda progetta strumenti che facilitano lo scambio fluido tra fornitori, produttori, ottici, specialisti dell’udito e reti multistore.

























Lorenzo Selva: dai suoi Dialoghi un invito a narrare anche l’optometria
di Sergio Cappa
“ Il decoroso distintivo titolo di Ottico Pubblico, di cui la Clemenza Vostra mi ha voluto fregiare, e l’annuo stipendio, del quale per Vostra Generosità godo, hanno fin a questo momento dato al Pubblico una chiara testimonianza della Paterna Cura che questo Saggio Governo si prende nel promuovere le Belle Arti”. Questo è l’inizio della prefazione dei Sei Dialoghi Ottici Teorico Pratici che, nel 1787, l’Umilissimo, Devotissimo, Obbligatissimo, Fidelissimo Suddito e Servo Lorenzo Selva scrive dedicando il tomo al Serenissimo Senato della Repubblica di Venezia.
Lorenzo Selva, friulano di Maniago, presso Pordenone, nasce nel 1716 e viene iniziato alla professione paterna di ottico sin dall’età di nove anni quando la famiglia, in cerca di miglior fortuna, si stabilisce a Venezia dove proprio il padre, Domenico Selva, possiede una casa e bottega per occhialer, in calle Larga san Marco, presso la Parochia de san Zulian. Nel 1761, solo tre anni dopo il catalogo licenziato dall’occhialajo Biagio Burlini, pubblica un volume di Strumenti raccolti da Lorenzo Selva, e da lui attribuiti al padre (del quale nutrirà per tutta la vita grande stima), nel quale si citano per la prima volta le aste degli occhiali. Il 1° giugno 1771 Selva è nominato, con decreto del Consiglio dei Pregadi del Senato della Serenissima, Ottico Pubblico

Docente di ottica e optometria, autore di numerose pubblicazioni inerenti alla professione
Stipendiato con un appannaggio vitalizio, dall’anno successivo, di 25 ducati d’oro al mese. I Selva sono stati indiscutibilmente i migliori ottici del panorama italiano del XVIII secolo. Lorenzo muore il 24 aprile 1800: è stato quindi l’ultimo rappresentante della gloriosa storia di Venezia, nata nella Pasqua del 421 e soppressa da Napoleone nell’ottobre del 1797 con la ratifica del trattato di Campoformio, solo tre anni prima della sua morte.
Nel 1985 Italo Calvino scrive Sei proposte per il prossimo millennio, un testo preparato per un ciclo di lezioni sul valore della letteratura da tenere all'Università di Harvard, che verrà pubblicato postumo nel 1988, dopo la morte improvvisa di Calvino a Siena poco prima di partire per gli Stati Uniti. In quella stessa Università nel 1993 il professore di letteratura Charles Eliot Norton, traduttore in inglese della Commedia di Dante, scrive le Six C.E. Norton Lectures, un’opera che si occupa di retorica dei processi narrativi seguito da Sei passeggiate nei boschi narrativi di Umberto Eco, pubblicato da Bompiani nel 1994.
Per l’ottica la narrazione è invece pressoché ferma ai Sei Dialoghi di Selva e nel frattempo ha fatto strada, almeno tra gli addetti ai lavori, l’optometria. Dobbiamo aspettare di leggere Sei passeggiate nei boschi refrattivi per farla conoscere al grande pubblico?



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Referenze: 1. Zheng Y, Dou J, Wang Y, et al. Sustained release of a polymeric wetting agent from a silicone-hydrogel contact lens material. ACS Omega.2022;7(33):29223-29230. doi: 10.1021/ acsomega.2c03310. 2. Phan CM, Chan VWY, Drolle E, et al. Evaluating the in vitro wettability and coefficient of friction of a novel and contemporary reusable silicone hydrogel contact lens materials using an in vitro blink model. Cont Lens Anterior Eye. 2024. (p<0.05) Based on simulated 7-day daily wear. Lenti a contatto correttive. Dispositivi medici CE0123. Per l’utilizzo, la manutenzione, le precauzioni, le avvertenze, le controindicazioni e gli effetti indesiderati, consultare le istruzioni d’uso. Visitate il sito Alcon https://ifu.alcon.com/ per importanti informazioni di prodotto. ©2026 Alcon. IT-PR7-2600001

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