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Rissa sul treno: sei minorenni denunciati
Articolo a pagina 7
Anche a Niscemi un disastro annunciato, seguito puntualmente dal rimpallo di responsabilità e dalle strumentalizzazioni politiche. Dopo il precedente del 1997 furono stanz iati milioni mai spesi, e previsti progetti mai fatti. Pure stavolta ci tocca risentire i “mai più”, veder partire le solite inchieste e le promesse, ben sapendo che tra pochi giorni nessuno si occuperà più dell’emergenza. Siamo sempre quel Paese che Leo Longanesi ben definì: “Alla manutenzione, l’Italia preferisce l’inaugurazione”.
CULTURA
fatemi capire... Le poesie e i fiori di Matteo Gentile
Vanni Raineri

Dossena a pagina 17


Gramsci 13, Cremona 0372 20354












ADEGUAMENTO SISMICO
Inaugurati i lavori all’Istituto “Luigi Einaudi”
Si è svolta martedì, presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Einaudi” di Cremona, l’inaugurazione dei lavori di adeguamento sismico relativi al 1° lotto funzionale dell’edificio scolastico, intervento finanziato dall’Unione Europea. Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente della Provincia Roberto Mariani , il Consigliere provinciale delegato Giovanni Gagliardi il dirigente del Settore Patrimonio, Edilizia, Edifici scolastici e Runts Mattia Guastaldi , il Responsabile Unico del Progetto Massimo Masotti , la progettista Ilenia Ferrari , l'impresa che ha eseguito i lavori, la dirigente scolastica, insegnanti e studenti dell’istituto.
CONVEGNO AL POLITECNICO
DOMANI GIORNATA NAZIONALE
civili
Il Comune di Cremona aderisce alla Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, che si celebra il 1° febbraio di ogni anno per mantenere viva la memoria dei conflitti del passato e richiamare l'attenzione sul dramma che vivono i civili coinvolti nei conflitti armati. Per l’occasione, la sera di domani, 1° febbraio, verranno illuminate di blu le finestre della facciata principale del Palazzo Comunale, un gesto simbolico che vuole essere un appello alla comunità internazionale per garantire il rispetto del diritto umanitario internazionale e la protezione dei civili.
Una piattaforma di connessione tra territori, università, istituzioni e imprese per rafforzare la competitività dell’agroalimentare lombardo. È questa l’importante novità che emerge dal convegno “Giovani, territori e innovazione”. Sinergie tra università, istituzioni e imprese per lo sviluppo della Lombardia, che ha visto Cremona proporsi come baricentro di una nuova strategia di sviluppo fondata sulla conoscenza, sulle reti e sul protagonismo dei giovani. Il progetto, annunciato dal prorettore del Politecnico di Milano Giuliano Noci , prende il nome di ZIS - Zona di Innovazione e Sviluppo dell’agroalimentare, ed è una piattaforma che coinvolge le province di Brescia, Cremona, Mantova e Lodi, puntando a costruire una filiera integrata, dalla produzione agricola fino al mercato. Un’iniziativa che si inserisce nel più ampio disegno dell’Hub della Conoscenza, attivo da un paio di anni in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
LE CI TTÀ MEDIE
COME HUB DINAMICI
Il convegno, che si è svolto mercoledì presso la sede di Cremona del Politecnico di Milano, ha messo al centro il ruolo delle città medie come snodi strategici di conoscenza, relazioni e progettualità. Una visione che parte dai giovani, passa dalle università e si radica in spazi rigenerati, aperti alla ricerca e all’innovazione, per costruire connessioni durature tra istituzioni, imprese e comunità.
Nel suo inter vento, il sindaco di Cremona Andrea Virgilio ha richiamato il ruolo dei territori nella gestione dei processi di sviluppo. Le città infatti non sono solo spazi fisici, ma luo -


GIOVANI COME ABILITATORI DI CAMBIAMENTO
Roberto Mariani , presidente della Provincia di Cremona, ha sottolineato come i giovani non siano semplici destinatari di politiche da attuare ma veri abilitatori di cambiamento, grazie a competenze digitali diffuse, sensibilità ambientale e nuovi modelli di lavoro.
UNIVERSITÀ COME INFRASTRUTTURA DI SVILUPPO
In questo disegno, il ruolo delle università è sempre più centrale. Il prorettore Luciano Baresi ha ricordato come il Politecnico di Milano, nella sede di Cremona, conti 800 iscritti e stia rafforzando la propria presenza con nuovi corsi, anche in lingua inglese, e con laboratori di ricerca legati ai processi industriali e sostenibili. Una crescita che richiede una sinergia strutturale con il territorio, perché l’università diventi infrastruttura stabile dello sviluppo locale. Il professore Lorenzo Morelli , coordinatore delle strategie di sviluppo logistico e operativo del polo cremonese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha presentato il progetto Agrifood, che valorizza Cremona quale distretto del
dolce, in particolare del cioccolato e dei prodotti da forno. La collaborazione del sistema agrifood oggi conta 51 aziende, affermandosi come modello di successo.
ISTITUZIO NI IN RETE, DAL
LOCALE ALLA REGIONE
Mauro Guerra , presidente di Anci Lombardia, ha sottolineato l’impegno dei Comuni nella costruzione di piani strategici per istruzione e lavoro e il valore delle gestioni associate come strumento per fare massa critica. Alessandro Fermi , assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, ha ribadito la scelta di sostenere la diffusione delle sedi universitarie nelle province, rafforzando il trasferimento tecnologico e l’attrattività dei ricercatori con investimenti mirati.
CAPITALE SOCIALE
E GOVERNANCE
LUCIANO BARESI
Il prorettore ha ricordato come il Politecnico conti a Cremona 800 iscritti e stia rafforzando la propria prese nza con nuovi corsi e laboratori
Il valore delle reti è emerso anche dagli interventi di Giovanni Vetritto , del Dipartimento Affari Regionali e Autonomie della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, che ha richiamato la necessità di una modernizzazione istituzionale che parta dal basso, e di Maria Carme n Russo , direttore del Sistema coordinato Informagiovani di Anci Lombardia, che ha raccontato l’esperienza di un servizio creato per rispondere a bisogni sempre più complessi. In chiusura, gli interventi appassionati dei giovani amministratori Ivan Tassi, 31 anni, primo cittadino di Misano Gera d’Adda, e Filippo Raglio , 24enne consigliere comunale di Vescovato e consigliere provinciale, hanno spostato l’attenzione sulla necessità di investire sui giovani a partire da un nuovo patto con i cittadini e dalla valorizzazione del capitale sociale inteso come comunità. Il convegno restituisce così l’immagine di una Cremona che non si limita a partecipare al cambiamento, ma prova a guidarlo, mettendo al centro l’agroalimentare come leva strategica e l’hub della conoscenza come metodo. Una scommessa che unisce territori, competenze e visione.
PER LE OLIMPIADI
La “Vittoria alata” di Calvatone esposta a Palazzo Lombardia

Dal primo pomeriggio di mercoledì la “Vittoria alata” di Calvatone è collocata nell’ingresso di Palazzo Lombardia, dove rimarrà esposta sino al 16 marzo, in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Il prestito dell’opera, di proprietà del Comune di Cremona e custodita presso il Museo Archeologico “San Lorenzo”, era stato autorizzato dalla Giunta, su proposta dell’assessore alla Cultura Rodolfo Bona , il 21 gennaio scorso. Un decisione presa, accogliendo una proposta votata all’unanimità nei mesi scorsi dal Consiglio Comunale, in quanto l'evento consentirà una particolare promozione del patrimonio storico artistico dei Musei Civici di Cremona, con un positivo ritorno d’immagine per la città. «Esprimo grande soddisfazione per questo risultato, frutto di un'iniziativa di tutto il Consiglio Comunale, della disponibilità di Regione Lombardia, nonché del lavoro del Settore Cultura del Comune e della conservatrice del Museo Archeologico Marina Volonté , che ringrazio per aver seguito il percorso di prestito e il trasferimento della nostra Vittoria alata», è il commento dell’assessore alla Cultura Rodolfo Bona. La prima notizia che si ha della Vittoria alata è contenuta nella Storia Ecclesiastica di Antonio Dragoni , scritta nel 1838, dove, facendo riferimento ad alcuni scavi effettuati nel 1830 a Calvatone, parla del rinvenimento di una grande statua della Vittoria in bronzo dorato. La statua era stata scoperta casualmente durante una rimozione di terreno nella località di “Costa Sant’Andrea” nel fondo di proprietà di Ludovico Aloisi . A quella data risalgono le prime campagne di scavo che si sono protratte per almeno un secolo e mezzo fino a por tare all’identificazione dell’attuale abitato con la romana Bedriacum. L’altezza totale dell’opera è di un metro e settanta centimetri. La statua poggia su un basamento sferico su cui è impressa la dedica della Vittoria di Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero (161-169 d. C.). È sicuramente uno degli esemplari più belli di Vittoria romana recuperati fino ad oggi in Italia.
Quella conservata al Museo Archeologico S. Lorenzo è una copia dell’originale (che si trova all’Hermitage di San Pietroburgo) e risale al 1937.
Negli ultimi dieci anni, il numero di matrimoni in Italia ha avuto un andamento altalenante; ma la tendenza, confermata dai dati Istat del 2024, è questa: quel numero è in calo.
NEL 2024 UN BRUSCO CALO
DEI MATRIMONI IN ITALIA
Nel 2014 venivano celebrati poco meno di 190mila matrimoni; dieci anni dopo, quella cifra è scesa a poco più di 173mila, con una contrazione del 6,7% sull’anno precedente (2023). Dopo un picco positivo nel 2016 (203mila) la china si è fatta discendente. Naturalmente, il dato più basso è quello del 2020: la pandemia ha fatto scendere a 96mila il numero di nozze. Ci si sarebbe potuti aspettare, allora, negli anni successivi, un rimbalzo significativo, pur tenendo conto che anche il 2021 è stato funestato dal Covid. In parte è stato così: nel 2022 il numero di matrimoni è risalito ai 190mila del 2014. Poi però, si è tornati a scendere: 184mila nel 2023 e 173mila nel 2024. Se si pensa che nel periodo della pandemia molti hanno dovuto rimandare le nozze, è evidente come il rimbalzo sia stato effimero. Aggiungete poi che all’incirca 3.380 nozze sono state celebrate tra stranieri non residenti nel Paese, cioè persone che hanno scelto l’Italia come cornice estetica delle loro nozze: è quello che l’Istat chiama “turismo matrimoniale”.
MATRIMONI MISTI
E SPOSI NEOITALIANI
Leggermente in calo sul 2023 (-1%) sono stati anche i matrimoni misti: 29.300. A tal proposito, va notata una netta prevalenza: nel 70% dei casi a essere italiano, tra i coniugi, è lo sposo. Sulla base del sesso - restando sempre ai

matrimoni misti - c’è una differenza anche nella distribuzione delle provenienze: il 19% delle spose è di nazionalità romena, il 9,7% ucraina, il 6,1% brasiliana e il 5% russa; tra gli sposi, invece, il 14,5% è di origine marocchina, l’8,6% tunisina, il 7,4% albanese e il 6,4% romena. In controtendenza - ma in linea col modo in cui sta cambiando la nostra società - aumenta del doppio la quota dei matrimoni tra neocittadini e stranieri (21mila) e più del doppio tra italiani e neocittadini (144mila)
IL DECLINO
DEL RITO RELIGIOSO
Un altro dato che si può dire coerente con la percezione dei mutamenti sociali degli ultimi decenni è il declino del rito religioso. Nel 2024 si è consumato un distacco molto deciso tra i matrimoni civili e quelli religiosi, coi primi passati in testa: parliamo del 61% sul totale. A spingere in alto la percentuale è l’aumento delle prime nozze - tradizionalmente appannaggio delle strutture religiose - celebrate col rito civile (che da sempre, invece,
domina tra le nozze dalla seconda in poi); l’opzione laica, infatti, supera - anche se di poco - la metà sul totale. C’è però una sostanziale, e forse prevedibile, differenza nel Paese: al Nord la percentuale dei riti civili è del 58%, mentre al Sud si ferma al 26%.
UNIONI CIVILI
ED ETÀ DEGLI SPOSI
In questo quadro, anche le unioni civili tra le persone dello stesso sesso registrano una flessione: sono scese sotto le 3mila con un
calo del 2,7% sull’anno prima (calo che pare confermato anche dai dati preliminari per il 2025). A sposarsi tra loro sono in relativa prevalenza uomini: il 54,8% sul totale. Al pari dei matrimoni tra persone di sesso diverso, anche nel caso delle unioni civili le celebrazioni avvengono a età sempre più avanzata. Ma che l’età media dei matrimoni nel suo complesso aumenti, non sorprende: siamo ormai ampiamente oltre i 30 anni, con poco meno di 35 anni per gli uomini e poco meno di 32 per le donne. Un dato simile è ancor più comprensibile se - come fa l’Istat - si riporta la quota di persone che restano nella famiglia d’origine sino alla soglia dei 35 anni: il 63,3% sul totale (nel 2012 era il 61,2%).
IN LEGGERO CALO ANCHE LE SEPARAZIONI E I DIVORZI
Anche le separazioni (75mila) e i divorzi (77mila) sono in calo, soprattutto se si guardano i dati del 2016, quando in entrambi i casi raggiunsero quasi le 100mila unità. A spiegare il picco del 2016che, per la verità, si è protratto fino al 2019 - c’è però una motivazione precisa: come spiega l’Istat, si tratta dell’introduzione delle “procedure consensuali extragiudiziali senza più il ricorso ai Tribunali”, nonché la cosiddetta legge sul “divorzio breve”. Ecco allora che poco meno di un terzo delle separazioni e poco più di un terzo di divorzi, da allora, avviene appunto con procedura extragiudiziale, ossia presso lo stato civile. Come suggerisce anche il report, questi dati possono essere letti da una prospettiva storica: dal 1970 (l’anno dell’introduzione della legge sul divorzio) le separazioni e i divorzi sono tendenzialmente cresciuti fino al picco del triennio 2016-2019; sicché i dati attuali - al netto del picco dovuto all’intervento legislativopotrebbero essere letti come l’assestamento di un trend decennale.

La nostra Cremonese fa parte oggi del calcio che conta in Italia, così come avveniva alcuni decenni or sono, quando però la serie A era dominante.
I FAVOLOSI ANNI OTTANTA
Facciamo un passo indietro di quarant’anni: nel 1985 l’epicentro del calcio mondiale è qui, in Italia, dove giocano Platini , Rummenigge Zico Maradona e Falcao L’Italia del calcio ha riaperto da poco le frontiere e si prepara a dominare il mondo: di lì a poco arriveranno altri campioni come Van Basten , Matthäus e tanti altri. Al confronto con la serie A, il massimo torneo inglese era un campionato mediocre. Ma fu allora che in Inghilterra crearono le basi per quello che diventerà il grande sorpasso: nel 1992 fu creata la Premier League, e da allora fu una crescita enorme.
LA RICETTA INGLESE
Quali furono gli ingredienti che portarono a una simile crescita?
La valorizzazione del marchio (il calcio fu inventato sulle rive del Tamigi), la realizzazione di nuovi e moderni stadi, l’eliminazione della violenza nelle curve, il merchandising. Oggi le squadre inglesi sono le più tifate nel mondo, con ricadute enormi sui diritti tv e sul fatturato, quindi sulla possibilità di acquistare i giocatori migliori del globo, e di conseguenza sulla chance di vincere i trofei.
COSA PUÒ FARE L’ITALIA?
Oggi prevale lo scoramento per il ruolo marginale del nostro calcio, che si riflette sulla qualità dei calciatori e delle vittorie internazionali. Ma quali sono gli ingredienti cui possiamo puntare per ribaltare la scena? Non basta replicare la ricetta inglese, anche se il rinnovamento degli stadi è essenziale,
Il
italiano

la spinta sul merchandising pure, e sul fronte della violenza è stato fatto già molto (e altro andrebbe fatto). Anche la tradizione calcistica italiana non è da meno di quella inglese. Ma è sull’offerta turistica, che nel nostro Paese non ha eguali, che si dovrebbe passare.
IL CASO COMO
La strada è stata tracciata dalla proprietà straniera del Como, in mano ai fratelli indonesiani Hartono , tra i 100 uomini più ricchi del pianeta, proprietari di un impero economico legato al tabacco con svariati investimenti in altri settori. Si tratta della proprietà più ricca del calcio italiano, che rilevò la società nel 2019. Allora i lariani si trovavano in serie D, tra i dilettanti, a seguito di un fallimento. Contrariamente a quanto

avvenuto altrove, gli Hartono non comprano subito grandi nomi, ma pianificano una crescita che nel tempo darà puntualmente i suoi frutti. La loro scelta infatti fu dettata dalla bellezza del luogo, che già aveva attirato grandi nomi dello spettacolo, Ge orge Clooney in testa. Seduti in tribuna si possono ammirare il lago e le ville da milioni di euro. Intuiscono il potenziale, e gettano le basi per la risalita. La squadra sale in serie C già nel 2019 e in B nel 2021. Dopo due anni di assestamento, ecco la promozione in serie A. Nel frattempo nasce Como tv, e lo stadio (già definito “il più bello del mondo” da Gianni Brera ) subisce un importante restyling, e giace in Comune il progetto per la futura riqualificazione. Alla scrivania viene chiamato Dennis Wise , già
compagno di Vialli al Chelsea, e in panchina Cesc Fabregas , cresciuto nel Barcellona e chiamato a proporre un gioco moderno e spettacolare. Oggi il Como, pescando i migliori giovani dai vivai europei, è in piena corsa per la Champions League, frutto di una crescita costante.
Il “Brand Como” si espande sui mercati internazionali, e il risultato si vede anche dai flussi turistici: le presenze dall’estero a Como salgono da 700mila nel 2019 a oltre un milione e 100mila nel 2024, e continuano a crescere.
Gli Hartono vendono un prodotto in cui il calcio è solo una delle componenti, e i ricavi crescono: si vendono pacchetti che comprendono un’esperienza che si abbina alla visione di una partita (tour operator offrono pacchetti
matchday con vip access e ospitalità gourmet, tour sul territorio ed esperienze “lake living”), e i grandi nomi presenti sulle tribune del Sinigaglia ormai si sprecano.
IL CASO VENEZIA
Non è un caso che anche la proprietà del Venezia sia straniera: si tratta di un consorzio Usa. Anche qui si punta alla forte connessione col territorio, in un progetto a lungo termine che si basa sul brand Venezia, chiaramente esportabile nel mondo. Anche lo stadio di Venezia è in posizione strategica: il Penzo, il secondo più antico d’Italia (è del 1913), è affacciato sulla laguna, e i tifosi attraversano la splendida città per arrivarci in vaporetto. Ma già si sta lavorando al nuovo stadio (l’Arena) che sarà inaugurato tra poco più di un anno a Tessera, vicino all’aeroporto, e sarà moderno, polifunzionale, sostenibile, interamente coperto e in grado di ospitare diversi eventi. Sul campo la squadra, affidata all’ex grigiorosso Stroppa , è vicina alla promozione in serie A. Anche a Venezia l’obiettivo è trasformare la società in un brand capace di vendere intrattenimento, ospitalità e lifestyle: un esempio che si differenzia da quello del Como ma che viaggia sulla stessa direttiva: il fine è la valorizzazione del connubio tra evento sportivo, ospitalità e il fascino irresistibile della città e del territorio.
UN MODELLO DA ESTENDERE Ecco dunque come può l’Italia risalire la china. Certo, non tutte le città italiane possono proporre quel che offrono Como e Venezia, ma il modello sembra replicabile, facendo anche affidamento sul “brand Italia”, condiviso in tutto lo Stivale. Ovviamente lo spettacolo offerto sul campo deve migliorare (anche qui il Como ha indicato la via), ma la strada è tracciata, almeno per chi la voglia seguire.




Sarà l’anno dei pezzi emozionanti, roba da tenere i fazzoletti a portata di mano. Anno particolare, questo, per il Festival di Sanremo. Trenta brani in gara e artisti, ad interpretarli, che non sempre risultano conosciuti al grande pubblico. Ma è questa la scommessa di Carlo Conti , ancora al timone della settimana che celebra la musica italiana, quest’anno spostata a fine febbraio (dal 24 al 28) per lasciare spazio alle Olimpiadi di Milano Cortina. E in effetti, la stessa scommessa l’anno scorso il direttore artistico l’aveva vinta (chi, del resto, degli over 40 di fronte alla tv conosceva Olly , primo classificato, o Lucio Corsi , secondo posto, diventato poi titolare del prestigioso posto all’Eurovision?). Quest’anno potrebbe esserci lo stesso effetto per Mara Satte i , Tredici Pietro , Samurai Jay , Nayt , Fulminacci , Aka7even Maria Antonietta e Colombre (suvvia, non fate così: almeno aspettate di ascoltarli), giusto per citare alcuni dei giovani che, da subito nella categoria Big, se la vedranno con i più noti Francesco Renga Patty Pravo Arisa o Malika Ayane . E immancabilmente si riaprirà un dibattito al quale, ormai, abbiamo abbondantemente fatto l’abitudine, tra i “puristi” del Festival, che diranno che era meglio una volta, e il loro opposto: quelli che guardano con

Abbiamo partecipato agli ascolti in anteprima dei trenta brani in gara. Vari per genere, fra ritmi latini, hip hop, rock e persino country
favore a nuove leve della musica che in molti casi riempiono già i palazzetti con i loro concerti e dominano le classifiche dello streaming. Questa settimana, lunedì, abbiamo partecipato agli ascolti in anteprima per i giornalisti dei trenta brani in gara. Appuntamento blindatissimo, che ogni anno si svolge in contemporanea negli studi Rai di Milano e di Roma. Blindatissimo nel senso che la riservatezza dei brani in gara al Festival è una cosa seria, trattandosi di una competizione che prevede una classifica: ecco perché a tutti i presenti viene fatta firmare una clausola di riservatezza, per impedire la registrazione e la divulgazione dei brani. Cosa abbiamo visto, in quelle canzoni? Due anticipazioni: intanto la varietà dal punto di vista del genere. Ci sono ritmi latini, hip hop, rock e persino country («Un vero bouquet di fiori, il più variegato e colorato possibile», ha detto Conti). E poi i temi: l’amore, la rinascita, il timore della solitudine,
in alcuni casi come sentimento di una generazione. Abbiamo scelto di pubblicare, per dare un’idea generale dei trenta brani, non una singola classifica, ma la media dei voti pubblicati sulle diverse testate giornalistiche. Questo perché trenta canzoni da ascoltare l’una dopo l’altra rischiano di dare una percezione parziale della loro qualità, ma anche perché l’interpretazione live degli artisti e la performance dell’orchestra (caratteristiche trasparenti negli ascolti) contribuiranno inevitabilmente a decretare il successo o il flop dei brani. Ma va bene, se proprio insistete: i nostri preferiti sono stati Fulminacci , Tommaso Paradiso , Ditonellapiaga Tredici Pietro Fedez e Masini Eddie Brock , J-Ax (per la quota tormentone) e Sal Da Vinci (sottovalutato dalla critica, ma è da boom di stream). Intanto, la certezza che non sarà un festival sottotono e che non saranno solo canzonette, arriva dal fatto che, a poco meno di un
mese dal Festival, Sanremo conta già le sue prime polemiche. In questi giorni rivolte all’Eurovision (la competizione europea alla quale, a rappresentare l’Italia, partecipa di diritto solo il vincitore della kermesse di febbraio). Levante , in gara tra i Big, ha fatto sapere che in caso di vittoria non andrà a Vienna, a causa della partecipazione di Israele alla competizione. Il leit motiv è un po’ quello della polemica parallela che in questi giorni è scoppiata sulla partecipazione di Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina. Dopo le parole di Levante è intervenuta anche la Rai, proprio a margine degli ascolti, paventando l’idea di chiedere agli artisti in gara un orientamento preventivo. Intenzioni in caso di vittoria. Alla faccia della scaramanzia.
A lato la media dei voti espressi dai giornalisti di 26 testate nazionali dopo il primo ascolto. fonte YouTrend
6,04 6,04 5,88 5,76 5,70 5,47 5,29 5,25 5,21 4,82

Nei giorni scorsi, gli agenti di polizia ferroviaria della Polizia di Stato di Cremona hanno identificato e deferito in stato di libertà sei giovani minorenni in quanto resisi responsabili del reato di rissa commessa a bordo di un treno regionale fermo al binario 3 della stazione di Cremona.
Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, il litigio è iniziato quando uno dei ragazzi ha sferrato un calcio alla gamba di un ventenne di nazionalità tunisina, il quale ha reagito con una spinta. Da lì, la vittima è stata aggredita da un gruppo di ragazzi con calci e pugni e solo grazie all’intervento tempestivo del capotreno e degli agenti della Polfer è stato possibile sedare la rissa.

Già nel primo intervento gli agenti hanno bloccato alcuni aggressori, tutti studenti, che han -
no tentato di dileguarsi
dalla stazione, ma grazie alla collaborazione dei testimoni e alle ef-
ficaci attività di indagine eseguite, sono stati identificati e deferiti alla Procura per i Minorenni di Brescia. Nello specifico si tratta di quattro minorenni, due dei quali cittadini egiziani di 17 e 16 anni (di cui uno con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona) e due cittadini marocchini di 16 anni (di cui uno con precedenti di polizia per reati contro la persona), tutti regolari sul territorio nazionale. La vittima, un maggiorenne di nazionalità
tunisina, regolare sul territorio nazionale ha riportato ferite al volto, rifiutando il ricovero ospedaliero dopo le prime cure mediche. Dalla visione delle immagini delle telecamere presenti a bordo del treno, gli agenti hanno individuato altri due ragazzi, un cittadino italiano di 17 anni e un cittadino egiziano di 15 anni, regolare sul territorio nazionale, entrambi gravati da un precedente in materia di stupefacenti. Anche questi due giovani, che avevano avuto un ruolo centrale nella colluttazione, sono stati identificati e denunciati alla Procura per i Minorenni di Brescia. A seguito di tali episodi, il Questore della Provincia di Cremona ha adottato nei confronti dei ragazzi cinque avvisi orali.
POLITICA Il segretario del Casalasco: “Dopo 17 anni lascio la Lega Salvini Premier: il mio percorso continua, fedele al Nord”
La nascita di “Patto per il Nord” per riallacciare il legame storico della Lega Nord col territorio da un lato, i mal di pancia di chi è rimasto nella Lega di Salvini pur rimanendo legato alle rivendicazioni storiche del Carroccio dall’altro. La Lega, alle prese col caso Vannacci , è in subbuglio, e da Cremona arriva un primo scossone: Simone Agazzi segretario della Lega del Casalasco, annuncia il suo addio. “Dopo diciassette anni di militanza - comunica - , ho rassegnato le mie dimissioni dalla Lega Salvini Premier. Più che lasciare la Lega, però, sento di essermi dimesso
dalla Salvini Premier, perché leghista si nasce e si rimane. I valori che mi hanno accompagnato fin dall’inizio - federalismo, autonomia, difesa del Nord e delle sue comunità - non sono mai cambiati. Ciò che è cambiato, purtroppo, è la direzione del partito. Sono sempre stato convinto che le tasse pagate da lavoratori e pensionati debbano tornare ai territori dove vengono prodotte: sanità efficiente, infrastrutture moderne, istruzione di qualità, cultura, ser vizi. Oggi invece assistiamo a scelte che vanno in tutt’altra direzione. Si parla di grandi opere lontane da noi, come
il ponte sullo Stretto, mentre in Sicilia si affrontano emergenze ben più urgenti: frane, carenze idriche, territori in difficoltà. Eppure l’obiettivo politico sembra rimanere quello, ignorando le priorità reali. Questa impostazione non rispecchia più ciò in cui credo. Non rappresenta il federalismo, non rappresenta l’autonomia, non rappresenta il Nord. Il mio percorso politico, però, non si ferma. Anzi, proprio da questa scelta nasce la volontà di costruire qualcosa di nuovo anche nel Casalasco: un progetto aperto, inclusivo, che non precluda l’ingresso a nessuno, destra, cen -

Sono due gli open day organizzati dall’Ufficio Anagrafe del Comune di Cremona rivolti ai cittadini con Carta di identità cartacea o elettronica (CIE) rilasciata prima del 3 ottobre 2016 che potranno rinnovare il documento senza prenotare alcun appuntamento. Le date da mettere in agenda sono mercoledì 4 febbraio e mercoledì 4 marzo nella sede di via Ala Ponzone 32, dalle ore 8.30 alle 16.30. L’obiettivo dell’iniziativa è ribadire l’importanza di questo strumento, fondamentale anche per accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. Gli open day non sono rivolti a chi ha invece una CIE in scadenza: in quel caso è necessario prendere appuntamento con le consuete modalità. Tutte le CIE rilasciate prima del 3 ottobre 2016 non potranno più essere utilizzate dal 3 agosto 2026. Questo significa che non saranno più valide su tutto il territorio nazionale perdendo ogni efficacia giuridica.
tro, sinistra, purché si condividano due principi fondamentali: essere federalisti e avere davvero a cuore il Nord. Non sono io a cambiare partito: è il partito che, purtroppo, ha cambiato identità. Desidero ringraziare il segretario provinciale Simone Bossi , che stimo come politico e come amico. È sempre stato disponibile, anche durante il suo mandato parlamentare. Un grazie sincero anche ai militanti del Casalasco, che hanno sempre lavorato con passione per il territorio. Purtroppo, nonostante l’impegno e le tante campagne elettorali, non sono mai stati ripagati come

meritavano: in tre anni di amministrazione “leghista”, un assessore realmente militante non c’è mai stato. Oggi si chiude un capitolo importante della mia vita politica, ma se ne apre uno nuovo, più coerente con ciò che sono sempre stato. Federalista, autonomista, legato al Nord. E pronto a ripartire. Presto vi terrò informati”.
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Educare le nuove generazioni al valore del cibo, della filiera agricola tutta italiana e della sostenibilità ambientale: è questo l’obiettivo de “Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare”, il progetto didattico proposto da Coldiretti Cremona alle Scuole di ogni ordine e grado della provincia per l’anno scolastico 2025/2026, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale e con il coinvolgimento di enti e realtà del territorio. In prima linea nel progetto ci sono le imprenditrici agricole di Coldiretti Donne, le fattorie didattiche di Terranostra Cremona, i giovani agricoltori di Coldiretti, le aziende agricole di Campagna Amica. Il progetto è stato presentato martedì presso la sede provinciale di Coldiretti Cremona. A illustrare contenuti e finalità è stato il direttore Giovanni Roncalli , affiancato da Simona Pasquali , assessore con delega ad ambiente e protezione civile del Comune di Cremona, Riccardo Trioni , dell’Ufficio Scolastico Territoriale, e da Cristian Chizzoli , presidente di Padania Acque, che ha rinnovato la collaborazione sul tema dell’acqua. Dopo l’introduzione affidata a un video dedicato alla festa finale vissuta lo scorso anno da alunne e alunni alla Colonie Padane, il direttore Roncalli ha aperto la presentazione ai giornalisti.
«Da oltre vent’anni Coldiretti Cre-


mona è impegnata nelle scuole per promuovere una cultura del cibo consapevole e sostenibile. Anche quest’anno incontreremo circa 2500 bambine e bambini, parlando loro di stagionalità, filiera agricola italiana, tutela dell’ambiente, rispetto delle risorse naturali e diritto a un’alimentazione sana, sicura e di qualità» ha sottolineato Roncalli, citando il Protocollo d’Intesa firmato nei giorni scorsi da Coldiretti e Anci, che avvia una collaborazione strutturale tra Comuni italiani e mondo agricolo, riconoscendo all’agricoltura un ruolo multifunzionale nella tutela del paesaggio, della salute dei cittadini e della coesione sociale, e rivolgendo particolare attenzione ai temi dell’educazione alimentare nelle scuole.
Come evidenziato dal direttore Roncalli, il progetto didattico di
Coldiretti Cremona si sviluppa attraverso sette percorsi, con incontri in classe condotti da agricoltori e tutor di Coldiretti, e con la possibilità di abbinare visite in fattoria didattica, al Mercato di Campagna Amica e agli impianti del Servizio Idrico Integrato. Questi i temi dei percorsi per l’anno scolastico 2025/2026: Il Km 0 e la stagionalità de i prodotti agricoli , dedicato in particolare ai più piccoli, per scoprire frutta e verdura di stagione e il legame con il territorio; Dolce come il miele , un viaggio nel mondo delle api, fondamentali per la biodiversità e l’equilibrio degli ecosistemi; AcquaVita , in collaborazione con Padania Acque, per conoscere l’acqua come bene comune e risorsa essenziale per la vita; La nostra Via Lattea , percorso de -
dicato al latte, prodotto principe della zootecnia cremonese; Gli animali della fattoria , per scoprire il lavoro quotidiano di chi si prende cura degli animali; Viaggio alla scoperta del mercato di Campagna Amica , con incontri e visite ai mercati contadini del territorio; Il grano e il pane: dalla spiga alla tavola , percorso introdotto quest’anno, dedicato alla cerealicoltura, alla farina e alla panificazione, per raccontare il valore del lavoro agricolo e della filiera del pane.
Sul tema acqua, la parola è passata a Cristian Chizzoli: «Siamo lieti di questa partnership con Coldiretti Cremona che vede Padania Acque in prima linea in tema di educazione per promuovere una consapevolezza diffusa sull’importanza della risorsa idrica, edu-

cando le giovani generazioni ad azioni responsabili e incentivando comportamenti che contribuiscono alla salvaguardia della risorsa - ha detto il presidente di Padania Acque -. Il percorso AcquaVita, scelto da circa 300 alunni, sottolinea che l’acqua, sia quella presente in natura che quella potabile, è un bene comune, prezioso ed essenziale per la vita». I rappresentanti delle istituzioni scolastica e comunale hanno evidenziato il valore educativo del progetto, capace di coniugare educazione civica, sostenibilità ambientale, attenzione alla salute, conoscenza del territorio, lotta allo spreco, sottolineando l’entusiasmo con cui ogni anno alunne e alunni partecipano alle attività proposte. Le lezioni hanno già preso il via e proseguiranno fino ad aprile, con incontri in classe, visite in fattoria didattica, “viaggi dei sapori” presso i mercati di Campagna Amica del territorio. Il progetto si concluderà con una grande giornata di festa, prevista nel mese di maggio al Parco Colonie Padane a Cremona, dove prenderà forma un villaggio contadino dedicato a bambini, famiglie e comunità. «Sarà una giornata di festa, incontro e condivisione - ha concluso il direttore di Coldiretti Cremonaper celebrare insieme il percorso fatto e il legame profondo tra agricoltura, cibo, ambiente e futuro».


31 Gennaio 1977: viene inaugurato il Centro Pompidou firmato da Renzo Piano
Era proprio il 31 gennaio 1977 quando uno svogliato Valéry Giscard d’Estaing tagliava il nastro per l’inaugurazione del Centro Georges Pompidou, che negli anni abbiamo imparato ad amare e ricordare come “Le Beaubourg” ovvero il nome del quartiere, completamente demolito sugli insegnamenti del Barone Haussmann , su cui la maestosa opera era stata, più che costruita, direi “inventata”. Il buon Valéry le aveva provate tutte perché quel centro, voluto fortissimamente dal suo predecessore, Georges Pompidou , non vedesse la luce, ma il suo primo ministro, Jacques Chirac (sia benedetto), era stato categorico: o me lo lasci fare o rassegno le dimissioni ed è crisi di governo, aveva urlato al suo capo. Dunque, quella mattina del 31 gennaio, obtorto collo, Valéry si era preso l’immeritato merito della nascita di questo regalo alla cultura, progettato e realizzato da nostro signore Renzo Piano e da Richard Georges
Come era nata questa idea? È presto detto: Pompidou si era reso conto che la sua, la nostra Parigi stava soccombendo nella lotta alla modernità con quei volgari americani di New York e aveva deciso di dare un segnale di avanguardia al mondo intero. Già Parigi dominava la cultura e l’arte classica con il Louvre, ora si trattava di mostrare al mondo una Parigi nuova e visionaria, nei contenuti e nella forma.

“La Raffineria” (beh, lì forse avevano un poco ragione), “Il Mostro di Beaubourg”, “Il Pompidolium”, “Notre Dame de la Tuyauterie (tubatura)”, ma il tempo ha dato loro torto, e il successo di quell’opera è stato clamoroso.
681 IL NUMERO DI PROGETTI PRESENTATI A POMPIDOU
Nasce così quella incredibile allora (ripeto, siamo nel 1977) struttura che è il Beaubourg, con i suoi tubi esterni, i suoi colori sfacciati, le sue provocazioni estetiche che facevano a cazzotti con i marmorei Palais, Grand o Pétit che fossero. Così come già era successo tanti anni prima con la Tour Eiffel, ovviamente gli ortodossi conservatori erano insorti, contro quella che avevano ingenerosamente ribattezzato
Lo
Certo la Francia non ha potuto vincere la sua battaglia contro l’avanzare della cultura, e soprattutto dell’economia oltre oceano, ma almeno ci ha provato, con coraggio, e ci proverà ancora anni dopo, con François Mitterand , che con una audacia assoluta farà erigere la famosa Piramide di vetro al centro della Cour Napoléon del Louvre. Il rivoluzionario e scandaloso progetto di Renzo Piano era stato scelto fra i 681 presentati a Pompidou, purtroppo morto tre anni prima dell’inaugurazione, con un coraggio che Macron non ha saputo avere dovendo scegliere fra quelli presentati per ricostruire Notre Dame dopo l’ultimo incendio.
Nel giro di pochi anni il Centro Pompi-

A causa delle forti piogge il terreno è franato sotto la cittadina di Niscemi, in Sicilia. Una voragine di qualche chilometro che ha provocato l’evacuazione di 1.500 persone. Ma è un disastro annunciato
dou è diventato l’emblema della nouvelle culture parigina, con il suo ampio cor tile sede fissa di artisti di strada e di incontri fra i giovani, con la sua fontana Stravinsky e le sue installazioni mobili improbabili, con il suo museo stabile che ospita opere moderne famosissime di Chagall , Matisse , Picasso e Kandinskij e altre meno famose ma assolutamente avantgarde, con i futuristici eventi multimediali. Ovviamente il Centro propone anche aspetti di carattere commerciale, con i soliti venditori di oggettistica inutile, librerie e un grandissimo ristorante: Les Georges, in onore a tutti i Georges che ce l’hanno fatta, come appunto Pompidou. Prezzi altini ma non scandalosi, cibo buono ma c’è di meglio, ma un locale e una vista strepitosi.
Vi è venuta voglia di prenotare? Spiacente, ma tutto il centro è chiuso per lavori di ristrutturazione; se ne riparlerà nel 2030. Chissà chi sarà il nuovo Presidente che ne inaugurerà, magari più volentieri, la riapertura.
Nel Giorno della Memoria, il sopravvissuto alla Shoah, oggi 95enne, ha raccontato la sua terribile vicenda in una scuola di Roma. Rispondendo alle domande dei ragazzi della terza media, senza celare una forte emozione, ha ricordato la figura del padre, vicino a lui nel lager fino a che fu ucciso. Sul palco accanto a lui una ragazzina di 14 anni che, commossa fino alle lacrime, non è riuscita a formulare la domanda successiva. I due si sono abbracciati, lui le ha chiesto scusa.


«Sai che sono andato a messa coi miei genitori al Santuario della Fontana?»
Gran bel posto, Pericle. Sai che la sua storia ha origine oltre mille anni fa, quando alcuni passanti per Casalmaggiore…
«Cer to che lo so, me l’hanno spiegato bene. Piuttosto, mi ha incuriosito l’omelia del frate»
Che ha detto?
«Ha detto che la televisione ci propone TeleBene e TeleMale, ma il problema è che il primo di questi due canali bisogna cercarlo ben e»
E ha perfettamente ragione. Se accendi la tivù, ma anche se apri un giornale, sei tempestato da notizie terribili
«E perché succede?»
Oggi è più facile proporle: anche se un fatto accade dalla parte opposta del mondo nel giro di pochi secondi siamo in grado di trasmettere le immagini
«Ma il risultato è che la gente vede solo una raffica di servizi su disastri, omicidi, rapine, e pensa che siano diventati la normalità»
Hai detto bene, ed è quel che accade. Anche limitan doci al nostro Paese, vediamo come ogni omicidio sia analizzato, discusso per giorni e giorni, mentre qualche decennio fa avrebbe trovato spazio solo in qualche riga di giornale
«Già tempo fa mi dicesti che gli omicidi non sono aumentati»
Anzi, da una media di quasi 2000 all’anno nei primi anni Novanta del Novecento (e tra i Settanta e gli Ottanta era molto peggio) siamo scesi a circa 300 all’anno
«Ma se continuano a parlarne sembrano di più»
È esattamente quel che succede, ma l’informazione sembra voler rispondere a questa ossessione morbosa per la cronaca nera «Perché non si danno le belle notizie?»
Qualcuno ci prova, ad esempio il Corriere della Sera ogni martedì ha un inserto che si chiama proprio “Buone Notizie”, ma i lettori sembrano preferire altro «Perché non dedicate uno spazio alle buone notizie anche sul Piccolo?»
In realtà noi ci proviamo a impostare un giornale che non privilegi i fatti di sangue, le polemiche sterili, la politica chiassosa. Non c’è bisogno di un inserto rosa in un giornale nero, basta dargli tanti colori. Anche sul giornale di questa settimana vedrai che si dà uno sguardo ai fenomeni della società e si approfondisce cosa si può migliorare, pur riportando i fatti di cronaca più rilevanti. Buonanotte Pericle «Buonanotte»
Vanni Raineri


È stato comunicato il calendario degli incontri Lubes, la libera università dei Santi Benedetto e Scolastica promossa da Fondazione Dominato Leonense Ets, Comune di Casalmaggiore e Acli provinciale. Il primo dei 10 incontri previsti si terrà martedì 3 febbraio alle ore 15 sul tema “Il vicus di Bedriacum a Calvatone”, a cura dei docenti dell'Università degli Studi di Milano Stefano Nava Giovanna Schioppa e Lorenzo Zamboni L'iniziativa è stata presentata sabato in Biblioteca. Per iscrizione ai corsi e informazioni: Biblioteca Civica di Casalmaggiore, tel. 0375 43682, e-mail: biblioteca@comune.casalmaggiore.cr.it.
Al “villaggio sportivo” oggi c’è
Il Comune di Casalmaggiore e la Biblioteca Civica invitano la cittadinanza al nuovo appuntamento del ciclo “Il villaggio sportivo delle biblioteche”, rassegna che intreccia sport, cultura e memoria, promossa con le Biblioteche dei Comuni di Albino, Belgioioso, Casalmaggiore e Solaro in avvicinamento ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di MilanoCortina 2026, nell’ambito delle Olimpiadi della Cultura promosse da Regione Lombardia.
Oggi alle ore 16, presso l’Auditorium Comunale di via Azzo Porzio, protagonista dell’incontro sarà Andrea Devicenzi atleta, performance coach e formatore casalasco, autore del libro “Credere all’impossibile”. Un’occasione per ascoltare un racconto in cui esperienza sportiva, disciplina quotidiana e costruzione della performance si coniugano con il tema della motivazione e della responsabilità personale: un dialogo pensato per chi pratica sport, per chi lo segue con passione e, più in generale, per chi è interessato al valore civile dell’impegno e della resilienza. Ingresso libero.
I titoli del Cinema sociale all’Istituto Santa Chiara
Prosegue domani alle 17 presso l’istituto Santa Chiara la seconda rassegna di cinema sociale intitolata “Maschere e giullari - Freud, la tavola bene educata e il pollo di Bacon”. L’iniziativa è a cura del circolo culturale “E. Defendi”. La pellicola in programma domani è “Monsieur Verdoux” di Charlie Chaplin . Questi gli altri titoli in calendario: “The Flying Deuces (i diavoli volanti)” di A. Edward Sutherland (8 febbraio), “Hellzapoppin” di Henry C. Potter (15 febbraio), “Miseria e Nobiltà” di Mario Mattoli (22 febbraio) e “Take the Money and Run (Prendi i soldi e scappa)” di Woody Allen (1° marzo). Tutte le proiezioni inizieranno alle 17 e saranno a offerta libera.
Dalla Regione Lombardia contributo a fondo perduto fino all’80% col limite massimo di
VANNI RAINERI
Tre settimane fa abbiamo ospitato l’appello di Roberto Madesani , consigliere comunale di Casalmaggiore con delega al commercio, a chi desiderasse aprire un negozio di alimentari e prodotti di prima necessità in piccoli Comuni con meno di 3.000 abitanti, e anche in frazioni, che ne siano sprovvisti (e non solo). Questo in forza di un bando regionale che finanzia questo tipo di attività.
Ebbene, mercoledì scorso si è aperto il bando promosso da Regione Lombardia. La misura “Nuova impresa - Piccoli Comuni e Frazioni 2026”, voluta dall’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi , di concerto con l’assessore agli Enti locali e Montagna Massimo Sertori , è finanziata con circa 3 milioni di euro: sarà possibile presentare domande fino al 12 novembre 2026. L’iniziativa, attivata lo scorso anno in via sperimentale, diventa dunque strutturale.
«Come Regione - evidenzia l’assessore Guidesi - diamo un aiuto concreto a chi vuole fare impresa nei piccoli paesi e nelle frazioni, mettendo a disposi -
INTERVISTA

zione contributi per agevolare l’apertura di attività di servizio essenziali che hanno una valenza non solo economica ma anche sociale, rappresentando un presidio impor tante per le comunità rispetto alla necessità di arginare lo spopolamento». «I negozi di alimentari - aggiunge l’assessore Sertori - sono essenziali nelle piccole realtà, dove è maggiore la necessità di assicurare servizi per residenti e turisti, ponendo dunque le premesse per invertire la rotta rispetto ai fenomeni di abbandono, favorendo il ripopolamento e incrementando l’attrattività di luoghi meravigliosi, che intendiamo valorizzare».
L’agevolazione è concessa a fronte di un budget di spesa liberamente composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente, queste ultime non potranno superare il 20% del costo totale del progetto. Possono essere presentate anche domande di contributo che prevedano esclusivamente spese in conto capitale. I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 3.000 euro.
Qualora il Comune o frazione oggetto della domanda sia totalmente sprovvisto di attività di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari e di prima necessità di cui ad
uno dei codici Ateco ammissibili, l’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto in conto capitale fino al 80% della spesa ritenuta ammissibile; il contributo non potrà superare il limite massimo di 40.000 euro. Qualora siano già presenti tali attività, l’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto in conto capitale fino al 80% della spesa ritenuta ammissibile con un limite massimo di 20.000 euro. L’assenza del servizio, requisito essenziale per l’ammissibilità, dovrà essere certificata dal Comune, unitamente alla rispondenza dell’attività ai bisogni della popolazione residente Sono ammissibili le spese per l’acquisto di beni strumentali, macchinari, attrezzature, arredi nuovi, montaggio, trasporto, manodopera e realizzazione delle strutture. Ammissibili anche le spese sostenute per l’acquisto di software gestionali e hardware, registrazione e sviluppo di marchi e certificazioni qualità, spese notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa, consulenze, canoni di locazione della sede operativa, piani di comunicazione.
Agli Amici del Po si pianifica il 2026, a partire dalla nuova piscina
Nei mesi freddi l’attività dei sodalizi locali affacciati sul Grande Fiume rallenta, ma non si ferma. È il caso della polisportiva Amici del Po, il cui direttivo è al lavoro attorno ai “temi caldi” del 2026, a cominciare dal rifacimento della piscina ludica. «In questo periodo - ci spiega il presidente Paolo Antonini - stiamo valutando i progetti che ci sono per venuti e i relativi preventivi. A febbraio dovremmo avere a disposizione il piano finanziario e riusciremo a farci un’idea più chiara di come procedere. Non potremo, purtroppo, effettuare l’intervento prima della nuova stagione estiva. Non ci sono i tempi tecnici per incontrare i soci e contattare gli istituti di credito. L’intenzione è di iniziare i lavori a settembre, non appena terminerà l’utilizzo delle piscine». La spesa dell’intervento in questione, circa un milione di euro, giustifica ampiamente la sua attenta e articolata pianificazione da parte del club biancoazzurro. Antonini ci comunica che per il 2026 è stata confermata a “Mada” la gestione del bar-ristorante. In questo periodo invernale il bar è aperto tutti i giorni e il ristorante nei fine-settimana. È regolarmente aperta
la palestra allestita in quella che un tempo era la sala Lido Po (dalle sue vetrate si può godere di una suggestiva veduta del fiume) e i soci che la frequentano sono davvero numerosi. A loro disposizione, per definire le schede di allenamento, c’è l’istruttrice Luisa Sartori . In questi mesi i tennisti della polisportiva locale cercano di mantenere il feeling con racchetta e palline nelle strutture del territorio (dall’Eridanea a Vicomoscano, da Viadana a Colorno e a Bozzolo). I bocciofili, invece, sono emigrati compatti a Viadana con l’auspicio di poter sfruttare in futuro i due campi dell’ex-Cavallino. Con Paolo Antonini allarghiamo lo sguardo all’Assocanottieri di cui è presidente da una manciata di giorni: «Sono uno dei soci fondatori di questa associazione nata nel 2004 col proposito di costituire un punto di riferimento per le società sportive che sorgono sull’asta del Po. In realtà ne fanno parte i sodalizi di Cremona e Casalmaggiore oltre alla Canottieri Ongina di Monticelli (Piacenza) e alla Canottieri Adda di Lodi. Nell’Assocanottieri si mettono insieme le esperienze delle società associate, si condividono statuti e regolamenti, si

collabora in materia contrattuale e amministrativa e ovviamente si promuovono la pratica spor tiva, la fruizione del fiume e l’attenzione all’ambiente. Al nostro interno ciascun socio deve rinunciare a qualcosa per guardare a ciò che gli altri sanno fare meglio».
«Di recente - aggiunge il neopresidenteè stato definito il contratto collettivo dei nostri dipendenti per gestire al meglio il sovraccarico del lavoro estivo e il suo naturale calo nel periodo invernale».
Guido Moreschi

Il Casalasco meta turistica? Il nostro territorio ha tutte le carte in regola per offrire al visitatore un’esperienza suggestiva. Parola di Fabio Maruti , storico e coordinatore di Target Turismo, che cura il progetto Circuito Dimore Storiche Cremonesi. Punto di partenza è che chi vive nei nostri territori sia consapevole del valore che vi è ospitato.
Fabio Maruti è stato il relatore della conviviale del Rotary Club Casalmaggiore Oglio Po che si è tenuta mercoledì alla Clochette di Solarolo Rainerio. «Il Casalasco terra di dimore storiche come i castelli della Loira o le ville venete? Certamente abbiamo tanto da offrire» ha esordito, iniziando un breve excursus su alcune delle ville e castelli in cui spesso Target Turismo organizza le visite guidate. A partire dal palazzo abbaziale di Casalmaggiore: «Un vero e proprio ritrovamento e un intervento incredibile per riportare all’antico splendore una dimora nobiliare che fu prestigiosa. Un bellissimo palazzo costruito per una sede vescovile che a Casalmaggiore non sarà mai assegnata; vi dimorerà solo l’abate. Nel corso delle visite no-
SUPERATO IL 90%
Raccolta differenziata A Torricella del Pizzo il record provinciale

tiamo lo stupore degli stessi casalaschi».
Quindi Palazzo Fadigati Mina Tentolini, «che accolse tutti i personaggi più importanti del passato in visita a Casalmaggiore», grazie alle figure di rilievo della famiglia Fadigati. In particolare Paolo Fadigati, grande patriota (non a caso diede alle figlie i nomi di Repubblica, Garibalda e Itala Libera), fu podestà e protagonista della costruzione del Duomo, che a quel tempo era simbolo dell’intera cittadinanza. Spostandoci a Martignana di Po, ecco Villa Fadigati La Bastia, di proprietà della famiglia Fadigati
sin dal 1793 fino ad oggi, un vero tesoro. E poi a Gussola Villa Ferrari e Villa Ala Ponzone a Borgolieto, purtroppo quest’ultima che versa in gravi condizioni. E ancora Villa Cavalcabò a Spineda e Villa Longari Ponzone a Rivarolo del Re.
Si passa poi ai castelli, a partire dal castello Mina della Scala a Casteldidone, «uno degli esempi più antichi del manierismo lombardo. È integra ed è abitata dalla stessa famiglia, dotata tra le altre cose di una biblioteca con 10mila volumi. Il restauro l’ha riportato a com’era nell’Ottocento, e custodisce memorie e cimeli di
Il Comune di Torricella del Pizzo si conferma un’eccellenza assoluta nella gestione ambientale, conquistando il primato provinciale nel trattamento dei rifiuti. Secondo i dati ufficiali pubblicati nel Dossier "Comuni Ricicloni 2025" di Legambiente Lombardia (basati sui dati consolidati dell'anno 2024 ), il Comune casalasco ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata del 90,7%.
Papa Benedetto XV, prozio degli attuali proprietari». Quindi Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce, che ha visto una grande rinascita negli ultimi 15 anni dopo decenni di abbandono, Villa Magio Trecchi a Piadena, e Villa Sommi Picenardi a Torre de’ Picenardi, che «nell’Ottocento era meta imperdibile nei tour dei nobili europei grazie a uno dei pochi giardini all’inglese presenti in Italia. Era uno scrigno di opere d’arte oggi disperse in tanti musei nel mondo, opere tra gli altri di Tiziano, Rubens e del Canaletto. Pochi sanno che nel 1922 vi furono girati due colossal del cinema muto». A poca distanza il castello di San Lorenzo Picenardi, «esempio di revival castellato». Non sempre siamo stati in grado di garantire la sopravvivenza delle nostre storiche dimore, e un triste esempio è Villa Fraganeschi di Castelbarco a Villarocca, frazione di Pessina Cremonese, che da decenni giace in stato di abbandono. «Il nuovo turismo è slow» ha rimarcato Maruti, un turismo “esperienziale”, e il Casalasco sa di avere molto da offrire. A patto che primi a saperlo siano i casalaschi.
Questo risultato straordinario vale a Torricella il 1° posto in provincia di Cremona e posiziona il Comune tra le realtà piu virtuose dell'intera Regione Lombardia. L'Amministrazione Comunale esprime la propria gratitudine a tutti i cittadini di Torricella del Pizzo, e ringrazia anche Casalasca Servizi per la professionalita e l'impegno costante profuso nella gestione quotidiana della raccolta.
Casteldidone si prepara a vivere un fine settimana all’insegna della condivisione e dello stare insieme con la Festa delle Famiglie, un’iniziativa pensata per tutte le età e ricca di appuntamenti. Sabato 31 gennaio, il teatro dell’oratorio parrocchiale ospiterà il musical “Brothers & Sisters Act”, realizzato e interpretato dai giovani dell’Unità Pastorale Mons. Barosi. L’evento, promosso dall’UP Barosi in collaborazione con il Comune e la Biblioteca di San Giovanni in Croce, e con il patrocinio del Comune di Casteldidone, avrà inizio alle ore 21, con ingresso libero. Il musical sarà inoltre replicato presso il Teatro Comunale di San Giovanni in Croce venerdì 7 febbraio, offrendo un’ulteriore occasione per assistere allo spettacolo. La festa proseguirà domenica 1 febbraio con il tradizionale pranzo di San Giovanni Bosco, organizzato dal Centro Anziani di Casteldidone presso la propria sede. Un momento conviviale pensato per le famiglie, per riscoprire il valore dello stare insieme, come nel tradizionale pranzo della domenica. L’inizio è previsto per le ore 12; per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione (Anna: 338 6093304 - Rossella: 351 4691719). Nel pomeriggio sono previste attività ludiche e ricreative per bambini dai 3 ai 10 anni, con Baby Dance e giochi presso il salone del Centro Anziani.
All’oratorio di Cicognara la presentazione delle Cer
Sabato prossimo, alle 9.30 presso l’oratorio di Cicognara, sarà presentato il progetto delle comunità energetiche rinnovabili partendo dall’esperienza della Cer casalasco-viadanese. L’iniziativa è promossa dall’Oratorio del Fiume e dall’unità pastorale “Beata Vergine delle Grazie” che riuniscono le comunità di Roncadello, Cicognara e Cogozzo.




Con 816 espositori (tutti i top brand presenti), 136 convegni e workshop, 11 padiglioni occupati per 52.000 metri quadrati, oltre a 6.000 metri quadrati di aree destinate alle più importanti mostre zootecniche a livello nazionale ed europeo e ai Dynamic Show, buyer e operatori del settore già accreditati da 28 Paesi, la 117ª Fieragricola, manifestazione internazionale con focus sull’agricoltura, dà appuntamento a Veronafiere dal 4 al 7 febbraio prossimi.
Durante la presentazione dell’edizione 2026 è stata presentata la ricerca commissionata da Fieragricola “Full innovation: l’agricoltura italiana tra realtà produttiva e consumatori”. Il format di Fieragricola 2026 si poggia su tre pilastri: Trasversalità della manifestazione, con tutti i principali settori dell’agricoltura rappresentati: meccanica, zootecnia, colture specializzate (vigneto, frutteto e oliveto), energie rinnovabili, servizi e multifunzionalità delle imprese agricole; Alto tasso di innovazione come elemento di spinta per migliorare produttività, sostenibilità e competitività delle imprese agricole, celebrato anche dal claim della 117ª edizione di Fieragricola, «Full Innovation», e declinato con un intero padiglione dedicato a Fieragricola Tech, con focus su agricoltura di precisione, digitalizzazione e robotica, smart irrigation, ener-

gie rinnovabili in agricoltura e biosolution.
A rappresentare il terzo pilastro è la formazione, strumento insostituibile per traghettare l’agricoltura verso le nuove tecnologie, la transizione digitale ed ecologica e l’avvento dell’intelligenza artifi-

ciale nella raccolta, gestione ed elaborazione dei dati.
Ampio il panorama di operatori del settore ai quali Fieragricola si rivolge: imprenditori agricoli, allevatori, agronomi, veterinari, alimentaristi, contoterzisti professionali, energy manager, forestali, periti agrari,
agrotecnici, mangimisti e dealer. Sono attesi a Verona durante Fieragricola 2.000 studenti degli istituti agrari da ogni parte d’Italia per la tappa finale della gara delle bovine da latte, in collaborazione con Associazione Italiana Allevatori e Anafibj. «Questa edizione di Fieragricola

sede e uffici
DATI | VIA GIUSEPPINA, 28
Tel: +39 0372 67060
Cell: +39 338 36 44 570
| VIA PLATINA, 22 solo su appuntamento info@msacostruzioniedili.it www.msacostruzionicremona.it
rappresenta un ulteriore salto di qualità per una fiera che ha già dimostrato di essere un punto di riferimento per l’agricoltura italiana ed europea – ha detto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida –. Vogliamo dimostrare la forza di un sistema resiliente fondato su due pilastri: qualità dei prodotti e innovazione, con un principio fermo: la sostenibilità economica, indispensabile per la competitività». Fieragricola dedica ampia attenzione a convegni, dibattiti e workshop: 136 eventi che affrontano i grandi temi del settore, dalla Politica agricola comune all’intelligenza artificiale, dalla robotica alla zootecnia, dalle energie rinnovabili alle colture specializzate. Un settore che in Italia vale 77,1 miliardi di euro e costituisce la base di un sistema agroalimentare da 700 miliardi, pari al 15% dell’economia nazionale. Tra gli eventi in programma, l’inaugurazione ufficiale di Fieragricola 2026 (mercoledì 4 febbraio, ore 9-13, Fieragricola Arena, padiglione 7) e la consegna del «Premio Contoterzista dell’anno 2025». Venerdì 6 febbraio, Fieragricola ospiterà gli Stati generali della zootecnia, oltre a rassegne e mostre di eccellenza dedicate alle principali razze bovine, culminando nella Mostra Nazionale del Libro Genealogico della razza Bruna (sabato 7 febbraio), simbolo dell’incontro tra tradizione zootecnica e innovazione.


In arrivo da tutte le province della Lombardia, 6500 imprenditrici e imprenditori agricoli si sono riuniti a Milano mercoledì scorso, nella mobilitazione lanciata da Coldiretti per tutelare il made in Italy, lottare contro la burocrazia e chiedere più trasparenza contro le importazioni sleali, a partire dall’origine obbligatoria in etichetta e dal cambio del codice doganale. Riuniti presso il SuperStudio Maxi di Milano, insieme al Presidente nazionale Ettore Prandini, al Segretario generale Vincenzo Gesmundo e al Presidente di Coldiretti Lombardia Gianfranco Comincioli, i Soci della Coldiretti hanno vissuto una giorna-
ta particolarmente ricca di valori e contenuti.
Il recupero delle risorse Pac grazie alle mobilitazioni in Europa di Coldiretti e all’impegno del Governo è stato uno dei temi al centro dell’incontro: dieci miliardi di euro di fondi della Politica agricola comune che tornano agli agricoltori italiani per difendere la produzione di cibo e la sovranità alimentare, l’innovazione, la lotta al dissesto, il ricambio generazionale, la tutela dei redditi. Rispetto all’annunciato taglio di circa il 25% dei fondi, circa 9 miliardi di euro sottratti alla crescita dell’agricoltura italiana, ne sono stati recuperati 10 – hanno evidenziato Pran-

dini e Gesmundo – uno in più, con una redistribuzione a livello regionale che servirà per assicurare gli approvvigionamenti alimentari, mantenere i presidi sociali e ambientali in territori altrimenti abbandonati al dissesto idrogeologico, combattere gli effetti dei cambiamenti climatici e abbattere le emissioni, favorire la diffusione di tecnologie di Agricoltura 5.0 capaci di abbattere il consumo di risorse. In un momento di tensioni internazionali, la difesa della produzione agricola è diventata un fattore sempre più strategico. Coldiretti ha chiesto anche una Pac più semplice, senza follie dei tecnocrati di Bruxelles.
Ma la tutela del Made in Italy passa anche dalle regole e dai controlli rispetto alle importazioni di cibo straniero che nel 2025 sono aumentate dell’8%, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi undici mesi dell’anno. In particolare, in Lombardia le importazioni hanno superato il valore di 17 miliardi di euro, che ne fanno la regione italiana con il più alto valore di cibo in arrivo dall’estero. In cima alla classifica dei prodotti più importati in Lombardia si collocano latte e derivati, con 1,6 miliardi di euro, prodotti ittici, con quasi 1,5 miliardi e carni per 1,4 miliardi.
Nell’incontro di mercoledì a Milano è stata allestita la mostra “Le minacce al Made in Italy a tavola” con un “frigo della verità” che mostrava ai cittadini gli inganni nascosti nel carrello della spesa e i rischi legati alla mancanza di controlli, insieme alle conquiste ottenute negli anni sul fronte della trasparenza. Per questo Coldiretti - negli interventi dei dirigenti nazionali, regionali e provinciali - ha ribadito la richiesta di una legge europea che renda obbligatoria l’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione. Alla giornata milanese ha preso parte una foltissima delegazione di imprenditrici e imprenditori agricoli cremonesi, guidati dal Direttore di Coldiretti Cremona Giovanni Roncalli, con la presenza di tutti i segretari di zona e funzionari della Federazione provinciale. «La nostra mobilitazione prosegue, con grandissima determinazione, a tutela della salute dei cittadini consumatori e del reddito delle imprese agricole», rimarca Roncalli. «Il lavoro delle imprese agricole si tutela anche dalla riforma dell’attuale codice doganale – prosegue il Direttore di Coldiretti Cremona –, la madre di tutte le battaglie, che consente autentici inganni commerciali grazie alla regola dell’ultima trasformazione sostanziale, per la quale possono essere esportati come italiani, ad esempio, prosciutti fatti con cosce di maiale olandesi solo mettendoci il sale, o mozzarella prodotta con latte tedesco o polacco. Sul fronte sanitario, la fragilità dei controlli è un fattore critico. Solo il 3% dei prodotti extra Ue è sottoposto a verifiche, mentre nel 2025 è scattato un allarme alimentare ogni 38 ore su alimenti importati, soprattutto per sostanze vietate o residui di pesticidi».



Si discute in questi mesi di un possibile accordo di libero scambio tra l’Europa e alcuni paesi del Sud America (il Mercosur). Moltissimi produttori agricoli europei, però, vedono l’accordo come una minaccia, in ragione della concorrenza dei Paesi sudamericani. Prima di (e senza) entrare nel merito della discussione, varrebbe la pena vedere più nel dettaglio alcuni numeri del settore agricolo in Europa e in Italia. Recentemente, se ne è occupata l’agenzia statistica dell’UE, Eurostat, nel report “Numeri chiave della catena alimentare europea”.
I NUMERI DEL SETTORE
DAGLI ADDETTI ALL’INDOTTO Nel 2020 in Europa sono state censite 9,1 milioni di aziende agricole, per un totale di 8,4 milioni di impiegati: più aziende che personale, dunque. Ciò si spiega per la prevalenza di realtà imprenditoriali piccole: il 63,8% ha dimensioni inferiori ai 5 ettari, contro realtà che, di ettari, ne hanno oltre 100. La distribuzione delle imprese non è omogenea: la maggior parte è concentrata in Romania (31,8%); seguono la Polonia (14,4%), l’Italia (12,5%) e la Spagna (10,1%). Nel 2023 l’indotto è stato di 221,6 miliardi di euro. Sempre dati Eurostat alla mano, il numero di impiegati nell’agricoltura è pari a quello degli addetti alla “vendita al dettaglio e all’ingrosso di cibi e bevande”, benché l’indotto sia maggiore – 344,3 miliardi – e il numero di aziende scenda a 1,1 milioni. Meno personale e più fatturato: dunque, maggiore produttività. Nondimeno, il settore più produttivo è la “lavorazione di cibi e bevande”: 4,8 milioni di addetti, 300 mila aziende e un volume economico di 298,6 miliardi di euro.
DIMENSIONI, FORZA LAVORO E PESO SUL NOSTRO PIL
Nel 2020 si calcolava che circa il 38,4% del territorio europeo fosse coltivato; nel caso dell’Italia la percentuale sale a oltre il 41%.
Mentre si discute del Mercosur e dell’apertura a nuovi mercati, alcuni numeri di Eurostat fotografano la nostra catena alimentare

Il 58% delle aziende agricole si dedica alla raccolta di prodotti agricoli; l’allevamento pesa per il 21,6%. La maggior parte degli impiegati (68,4% contro 31,6%) è di sesso maschile. In totale, il settore assorbe il 3,8% della forza lavoro dell’UE.
La comunità europea è un’importante fonte di sussidi per l’agricoltura: la supporta per oltre il 19,1% dei ricavi. In tal senso, l’Italia è penultima: la percentuale di reddito agricolo sovvenzionato è il 10,5%; in Francia è oltre il 20% (al primo posto c’è l’Estonia, che sfiora il 90%). Nel complesso, l’agricoltura rappresenta l’1,2% del valore aggiunto lordo dell’UE. L’Italia è il paese che dà il contributo maggio-
re: 17,4% sul totale; dietro di noi, la Spagna (16,6%), la Francia e la Germania (entrambe al 13,6%). Nonostante ciò, il peso dell’agricoltura sul PIL italiano è decisamente modesto: l’1,8%; più però che in Francia (circa l’1%) e meno che in Grecia (3,2%), Romania (2,5%) e Spagna (2,3%).
L’ITALIA, I COMPARTI PRODUTTIVI E I MARCHI DI QUALITÀ
In quanto a peso specifico, l’Italia compare nel podio per la produzione di verdura fresca (22%), agrumi (29%) e olive (16,7%), seconda solo alla Spagna, che domina la produzione di agrumi (53,6%) e olive (60,4%). Escludendo
gli agrumi, l’Italia è prima nella produzione di frutta (22,2%) e uva (34,2%). Non siamo invece sul podio per la produzione di carne, benché rappresentiamo il 10% del totale di produzione di carne bovina. Nel settore caseario –con 1,4 milioni di tonnellate all’anno di formaggio prodotto – siamo al terzo posto (13%), dopo la Francia (18%) e la Germania (23%). Parlando di pesca, l’Italia è terza – dopo Francia e Spagna – per il tonnellaggio della flotta, e diventa prima per numero di navi e potenza dei motori. Siamo poi al quarto posto nell’acquacoltura, cioè nell’allevamento di pesci. L’Italia quasi non conosce rivali, invece, per i prodotti DOP e IGP: nel 2025 erano, ri-


VERDURA FRESCA (al secondo posto, dopo la Spagna)
AGRUMI
OLIVE
FRUTTA (al primo posto)
UVA (al primo posto)
territorio europeo coltivato il territorio italiano coltivato
aziende europee che si dedicano alla raccolta di prodotti agricoli
spettivamente, 585 e 269; solo i francesi hanno numeri paragonabili: 478 DOP e 239 IGP. Sull’Indicazione Geografica (IG) scendiamo a 36, contro i 53 della Francia e i 39 della Germania.
GLI ALTRI AMBITI LEGATI AL SETTORE
In conclusione, menzioniamo alcuni altri dati interessanti del report, che però toccano ambiti dove la produzione agricola si appoggia ad altri settori, quali la manifattura (settore industriale) e i servizi (terziario). Per quanto riguarda la quota di mercato del “commercio all’ingrosso, al dettaglio e di
aziende europee che si dedicano all’allevamento
somministrazione di alimenti e bevande”, l’Italia è terza per valore aggiunto (12,6%) appena prima della Spagna (12,5%), e dopo la Germania (22,2%) e la Francia (18,2%).
Stessa posizione per la “lavorazione dei ci bi”: l’Italia occupa l’11,8% del mercato, con tro il 20,9% della Germania e il 17,8% della Francia.

Nei paesi meridionali, segnatamente quelli con flussi turistici elevati come l’Italia, il settore relativo a “vendita e somministrazione di cibi e bevande” genera quote rilevanti di occupazione nei servizi di mercato: almeno il 17% in Italia, il 20% circa in Spagna e in Paesi come la Grecia quasi il 28%.

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Il mondo industriale valorizzi le produzioni di latte lombardo e italiano, astenendosi dalle speculazioni sul prezzo alla stalla e sull’importazione di latte estero di dubbia qualità. È quanto ha ribadito Coldiretti Cremona in questo momento di mercato delicato per la zootecnia da latte. Con un sistema di oltre 5mila allevamenti, la Lombardia produce quasi metà del latte nazionale (46%), trasformato in gran parte in formaggi DOP di eccellenza, ma rivolto anche a vari prodotti freschi. La zootecnia cremonese, con un patrimonio di oltre 300mila bovini, di cui oltre la metà rappresentato da vacche da latte, garantisce in ogni campagna oltre un milione e mezzo di tonnellate di latte consegnate al primo acquirente. Il settore, che fino a poco tempo fa mostrava importanti segnali di crescita, dopo un avvio d’anno positivo ha iniziato a registrare situazioni in controtendenza. L’aumento della produzione a livello europeo, in primis della Germania, e dunque l’aumento dell’offerta di latte, ha avuto come conseguenza un sensibile calo del prezzo del latte spot. Si sono così innescati fenomeni speculativi che non hanno alcuna ragione d’essere e che le associazioni di categoria hanno da subito contrastato con determinazione, a livello locale e nazionale, a difesa delle imprese agricole e di una filiera che è tra le più importanti e strategiche del nostro Paese e cardine dell’economia cremonese. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere, crema di latte avvengono soprattutto da Belgio, Germania, Francia e Olanda. A questo si aggiunge il tema centrale della trasparenza verso i consumatori, che hanno il diritto di sapere con chiarezza l’origine

della materia prima che finisce nei prodotti che acquistano. Il rischio concreto è che latte estero importato venga trasformato in prodotti che richiamano il Made in Italy, generando ambiguità e confusione sugli scaffali. Una dinamica che penalizza le nostre produzioni, togliendo valore al
lavoro degli allevatori. Serve che l’industria lombarda e italiana valorizzi veramente le produzioni territoriali evitando forme di speculazione che mettono fortemente a rischio i produttori. Poiché tutte le etichette dei prodotti che contengono latte estero riportano “Ue” o “extra
Ue”, invitiamo i consumatori, per sostenere le nostre aziende, a leggere bene la provenienza perché nei casi sopra citati significa, certamente, che si tratta di latte non italiano. La zootecnia da latte è un tassello fondamentale dell’economia della nostra provincia e della nostra regione,
per questo è necessario dare traiettorie di futuro alle famiglie evitando storture lungo la filiera. Le associazioni di categoria sono al fianco della nostra zootecnia da latte, in questa fase di preoccupazione e incertezza. Dopo un lungo periodo di stabilità del prezzo del latte alla stalla, ora il settore si trova a fare i conti con fenomeni di speculazione da parte di alcune industrie lattiero casearie.
È necessario costruire un patto di filiera che tuteli la parte produttiva da dinamiche di mercato che stanno erodendo la redditività delle aziende, aiutando anche a governare la futura sovrapproduzione. Al settore lattiero-caseario occorre un modello più equo e competitivo per il futuro che contempli misure di crisi a livello europeo, il rilancio dell'ocm latte, nuovi canali di sbocco per le eccedenze e a sostegno del consumo di latte italiano e una campagna istituzionale di promozione davvero forte ed efficace. Il tavolo del latte convocato dal Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha consentito il raggiungimento di un’intesa sul prezzo che si è dimostrata fondamentale per dare prospettive alle stalle, arginare alcuni atteggiamenti che puntano al deprezzamento del prodotto e perseguire l’obiettivo di non lasciare a terra neppure un litro di latte.


Questa volta parliamo di…
“GRAN TORINO ”
Walt Kowalski, reduce dalla guerra di Corea, è ormai anziano, solo, malato, dotato di un gran caratteraccio. Da quando è morta sua moglie si sente in lotta con tutti, con i suoi figli lontani, con il mondo, con la fede e ad aggravare il suo disagio si aggiunge la vicinanza di una famiglia asiatica che ovviamente non ama, anche perché gli ricorda quella guerra nella quale ha ucciso tredici persone e il cui rimorso lo tortura. Parrebbe affetto da una leggera forma di razzismo, ma non è così, lui non odia gli asiatici, non solo, lui odia il creato intero. Inspiegabilmente inizia a provare una certa simpatia e un senso di protezione per Thao e Sue, che gli regalano quelle dosi di affetto che lui finge di respingere. ma che danno un senso alla sua vita indolente. La sua missione sarà quella di consentire a questi ragazzi di vivere in pace, integrandosi nel Paese che li ha accolti e per questo darà la sua vita. In questo senso va interpretato il testamentario con cui lascia la sua invidiatissima automobile Gran Torino al giovane Thao: a lui lascia in eredità i suoi beni, la sua memoria, il suo essere americano. Due le ragioni per le quali ho voluto scrivere di questo film. La prima è perché racconta di come sia possibile cambiare: il Clint Eastwood del film cambia il suo rapporto con gli stranieri, il Clint Eastwood reale smette di essere “solo” un attore, uno che, come diceva Sergio Leone, aveva solo due espressioni: con il cappello e senza il cappello (i due non si amavano) e diventa uno straordinario regista. La seconda è perché l’auto che ha dato il titolo al film, Gran Torino, non è una Fiat, bensì una Ford, ma il nome era un ossequio all’Italian Style che tanto piaceva all’America, che ci amava e invidiava. Un poco come oggi, o no?
Rinviato al 25 marzo il concerto di Andrea Lucchesini
È stato rinviato a mercoledì 25 marzo (ore 21) il concerto di Andrea Lucchesini, evento che ieri sera all’Auditorium Giovanni Arvedi avrebbe dovuto inaugurare la seconda edizione della rassegna “Il Pianoforte”.
Rinviato anche l'incontro con il famoso pianista, inizialmente previsto per giovedì 29 gennaio e ricalendarizzato per martedì 24 marzo alle ore 17 in Sala Fiorini del Museo del Violino.
L’Orchestra della Rai e il soprano Barron al Ponchielli
La Stagione di Musica del Teatro Ponchielli viene inaugurata stasera alle ore 20.30 con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il mezzosoprano Fleur Barron, vincitrice di un Grammy Award nel 2025 per la migliore registrazione operistica, nella quale ha cantato il ruolo del titolo nella Adriana Mater di Kaija Saariaho con la San Francisco Symphony diretta da Esa-Pekka Salonen, che propone un programma raffinato.
Sotto la competente e illuminata guida della direttrice Raffaella Barbierato, la Biblioteca Statale di Cremona (in via Ugolani Dati 4), continua a offrire all’utenza notevoli opportunità di espandere i propri orizzonti e spiritualità.
Martedì prossimo, 2 febbraio, è per esempio in programma la presentazione di “Fiori musicali” (Kim Williams Books, 2025). L’editore di quest’opera è una vecchia amica di questo giornale, Kim Williams, la straordinaria signora texana che vive a Cremona (risiede in Italia da 38 anni) e che è ormai ben nota ai lettori di questo giornale. L’autore è, invece, Matteo Gentile, che concede gentilmente al “Il Piccolo” l’intervista che segue.
Può parlarci di lei?
«Certamente, mi chiamo Matteo e sono nato a Torino nel 1999.
Proprio come Kim, sono musicologo: mi sono laureato a pieni voti presso l’Università di Pavia e con lode in Direzione di coro e Composizione corale al Conservatorio
“Giuseppe Verdi” di Torino. Ho poi fatto un corso di alta specializzazione in estetica musicale presso il Piams e delle masterclass dedicate alla direzione corale. Infine, ho approfondito lo studio della direzione d’orchestra presso la Ilya Musin Society».
Cosa fa oggi?
«Mi dedico alla direzione corale».


Di cosa parla il suo libro?
«Si tratta di una raccolta di poesie. “Fiori musicali” raccoglie componimenti poetici che serbavo da quando avevo 17 anni, anche se poi molte poesie sono in realtà elaborazioni molto vicine nel tempo». Come è nata la collaborazione con Kim Williams? Come si inserisce il suo libro nel programma della casa editrice Kim William Books (Kwb)? La signora apprezza la combinazione di diverse attività, come ad esempio matematica e architettura.
«È una collaborazione par ticolare, perché Kim mi ha informato che
“Fiori musicali” è in assoluto il primo libro di poesie pubblicato dalla sua casa editrice. Kim è interessata ai vari aspetti dell’arte e a come si combinano tra loro. È stata una sua idea quella di aggiungere fiori collegati a ogni poesia. Una bellissima intuizione. L’abbinamento (un piccolo fiore per ogni poesia) è frutto del lavoro di Matilde Tonelli, che di mestiere fa la garden designer. Matilde ha letto le poesie e ha scelto un fiore per ognuna di esse».
C’è stato un criterio per la scelta dei fiori da abbinare alle poesie?
«Si, Matilde ha scelto due tipi di fiori: le essenze più spontanee ri-
flettono l’approccio più sincero e senza filtri di alcune poesie. Altre poesie sono associate a essenze ornamentali, che si accostano ai componimenti più eleganti e nobili».
Quali altri tipi di abbinamento sono stati concepiti?
«Sempre in omaggio alla multidisciplinarietà promossa da Kim, per ognuna di queste poesie ho anche pensato a un collegamento musicale, che è stato possibile grazie all’amico Enrico Poncini, il noto improvvisatore pianistico. Dunque c’è un collegamento tra ciascuna poesia e un modo musicale. Alcuni di questi modi esistevano già, altri li ha inventati Enrico, che alla presentazione suonerà col pianoforte mentre io leggo le poesie. Quello di Enrico sarà un accompagnamento strumentale improvvisato». Oltre all’accompagnamento musicale, ci sarà anche un’esposizione dei fiori?
«Non ci sarà, ma sarà ovviamente possibile aprire il libro e trovare gli abbinamenti floreali, disegnati da Roberto Necco, il grafico della casa editrice. Invece, purtroppo, per cause di forza maggiore, Matilde non sarà presente».
Come è stato scelto il titolo “Fiori musicali”?
«È un omaggio all’omonima raccolta di pezzi musicali di Girolamo Frescobaldi, un grande compositore e musicista della Ferrara del XVII secolo».
Perché i pesci e i capelli sono rossi anche se hanno un colore più vicino all’arancione? Il motivo è che la parola “arancione” arrivò solo nel Medioevo. Restiamo ai capelli: nell’espressione “cercare il pelo nell’uovo”, quel “pelo” non si trova dentro l’uovo, il termine indica, per somiglianza, le fenditure di un guscio causate da rotture. Tra l’altro, fino all’età moderna avanzata, ben pochi avrebbero usato la parola “causate”, semmai, si sarebbe detto “cagionate” (familiare allora, desueto oggi). Ancor più sorprendente è la sorte di “facile”: mai usata da Dante, Petrarca e Boccaccio, la parola soppiantò nel tempo l’allora comunissima “agevo-
le”. Certo, la fine di alcuni costumi ha decretato il divorzio tra le parole e il loro significato originario (l’etimo): nell’antica Roma, il “candidato” aspirante a un pubblico ufficio era detto così perché indossava una toga bianca, “candida”. Alcune traslazioni di significato sono assai più recenti: “flipper”, in inglese “pinna”, indica il biliardino elettrico, per via delle alette che calciano la pallina metallica (un caso di “sineddoche”, cioè di una parte che indica il tutto). E però solo in Italia quel gioco è detto così: gli inglesi lo chiamano “pinball game/ machine”. Se poi si vuol sapere cosa c’entra la cellula con lo smartphone – indizio: c’entra
il telefono cellulare – o perché i sorci diventino “verdi”, oppure ancora perché le “antenne” da drizzare non sono quelle degli insetti: ecco, per sapere il significato e le vicende di queste e altre parole (ed espressioni) – che sono soglie per entrare in mondi fatti di storia e cultura – non perdetevi “Parola per parola. Etimi, storie e usi del lessico”, edito dal Mulino, curato da Giuseppe Antonelli. La valente schiera di linguisti che hanno redatto le numerose voci offre delle interpretazioni avvalorate da prove documentali o ipotesi ben ragionate, così da rendere il volume a prova di etimologie impressionistiche e frettolose.

Il popolare comico Max Giusti (nella foto) torna a teatro con il nuovo spettacolo “Bollicine”, in scena al Ponchielli domani alle ore 18. Un pomeriggio esuberante con un vero e proprio one man show, in cui Giusti veste i panni consolidati di mattatore e quelli inediti di “stand up comedian” per raccontare, all’apice della sua maturità, personale e professionale, le sue verità più scomode, perché, se le parole sono sempre politicamente corrette, il pensiero non lo è mai. Max sarà accompagnato da musiche eseguite dal
TORRE DE’ PICENARDI
Uno spettacolo dedicato alle sigle di celebri cartoni

vivo dalla SuperMaxBand. In questo spettacolo, Max Giusti smette i panni del Marchese del Grillo e tor-
na a indossare l’abito da mattatore. La scelta del titolo “Bollicine” è perché da sempre accompagna-
Stasera alle 21, la Soms di Torre de’ Picenardi diventerà il palcoscenico di un viaggio musicale capace di unire generazioni diverse nel segno della memoria, della musica e del divertimento. In scena “Marmocchi
La Stagione di Danza del Ponchielli inizia con tre importanti coreografie
La Stagione di Danza del Ponchielli inizia mercoledì alle 20.30 con la compagine giovanile della Nederlands Dans Theater (NDT2), che presenta un trittico composto da coreografie profondamente contrapposte tra loro e nate dalle menti di alcuni tra i più affermati coreografi contemporanei: “Folkå” del valenciano Marcos Morau è un inno alla vita, celebrata attraverso una dimensione rituale immersa nel turbinio della contemporaneità, seguita da “Wir sagen uns dunkles” del tedesco Marco Goecke, che nasce dagli incontri in studio tra il coreografo e i danzatori, mentre a concludere la serata sarà “Fit” di Alexander Ekman che si delinea come un’esplorazione dinamica e divertente sul concetto di “appartenenza”.
no le serate più festose, i momenti in cui c’è qualcosa da brindare. Davanti alle bollicine ci si lascia andare a delle confidenze più particolari, quelle che lo showman sarà pronto a fare al suo pubblico. È un Max inedito, che racconta al pubblico quello che nella vita di tutti i giorni non direbbe mai nemmeno al suo migliore amico. Confessioni a cuore aperto in un clima di festa, con le immancabili bollicine. In scena insieme a lui, come detto, l’orchestra dal vivo formata da Fabio Di Cocco al pianoforte, Pino Soffre -
di gatto – Cartoons band”, uno spettacolo dal vivo interamente dedicato alle più amate sigle dei cartoni animati che hanno accompagnato l’infanzia di milioni di persone, dagli anni Settanta ai primi anni Duemi-
dini alle chitarre, Fabrizio Fasella al basso e Daniele Natrella alla batteria. Comico, cabarettista, imitatore, conduttore televisivo, conduttore radiofonico, attore, doppiatore e drammaturgo, Max Giusti è noto per le sue esilaranti imitazioni in varie trasmissioni, oltre ad aver recitato in diversi film e fiction e aver doppiato “Gru” nel celebre “Cattivissimo me”. Lo spettacolo è inserito nella programmazione del Ponchielli per la “Grande età”, iniziativa sostenuta da Fondazione Città di Cremona.
la. Il concerto propone un percorso musicale ricco ed emozionante, che attraversa oltre trent’anni di storia dell’animazione televisiva, riportando sul palco brani diventati veri e propri simboli generazionali.
(F.P.) Indomitus Publishing (marchio dell’editore Davide Radici) ha di recente avviato la riedizione dei due romanzi gialli dello scrittore e giornalista Marino Sabatini e presto metterà a disposizione dei lettori anche il terzo e nuovo capitolo delle avventure di Leonardo Malinverno. Giornalista e investigatore romano, tutto suggerisce che Malinverno sia una controfigura di Sabatini che, oltre a essere giornalista – e dunque un po’ anche investigatore –, è romano. L’investigatore, infatti, è il protagonista dei primi due romanzi di Sabatini: “L’inganno dell’ippocastano” e “Primo venne Caino”. Il primo romanzo è stato ripubblicato pochi giorni fa, il 29 gennaio. Il secondo sarà dispo-
nibile a partire dal 12 febbraio. Dal 12 marzo la trilogia sarà completata dal terzo e inedito capitolo: “Mutevoli nascondigli” (questo e il titolo precedente sono però già preordinabili). Con “inquietanti dosi di preveggenza” (come ha affermato lo scrittore Maurizio De Giovanni), i thriller di Sabatini rappresentano fin dal primo titolo una discesa negli inferi di una Roma corrotta e malavitosa: Mafia Capitale prima ancora di Mafia Capitale (il primo romanzo risale, sorprendentemente, a prima dello scoppio dell'indagine). Forse però i suoi romanzi sono anche un’allegoria: allegoria di vicende meno cruenti, ma comunque intriganti, che forse si svolgono nei palazzi del potere, mediatico e politico.

S’intitola “I porti, la navigazione, il canale navigabile a Cremona nel Novecento. Una tipica storia italiana di opere mancate e incompiute”, il libro a cura di Roberto Caccialanza, da ieri disponibile. Con questo nuovo studio (216 pagine a colori, 190 figure) prosegue l’indagine sui vari aspetti del lungo Po cremonese e della sua evoluzione nel tempo. Iniziata nel 2012 con la pubblicazione del libro intitolato “I ponti sul Po fra Cremona e Castelvetro (18622012)”, la serie è proseguita con le ricerche su “La storia della vita sul Po dal 1839 al 1959” (2018) e sulle origini delle tre principali società Canottieri Baldesio, Leonida Bissolati e Flora (2024), fino all’ultimo importante aggiornamento sulla Bissolati (2025), che si è scoperto essere stata costituita non nel 1921, ma nel settembre 1920. Questa volta l’attenzione è andata sulle vicissitudini dei porti sul Po, della navigazione e del canale navigabile Cremona-Pizzighettone, che avrebbe dovuto raggiungere Milano. Argomenti a proposito dei quali viene presentata una cer ta mole di notizie e di immagini del tutto sconosciute.


MELBOURNE - Novak Djokovic è un highlander. Al termine di una battaglia durata 5 set (3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4), a quasi 39 anni il serbo ha avuto la meglio su Jannik Sinner, apparso sotto il suo standard. Domani sfiderà per il titolo all’Australian Open lo spagnolo
Carlos Alcaraz che dopo 5 ore e mezza e un problema fisico, ha piegato il tedesco Alexander Zverev, ancora una volta crollato sul traguardo (6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5). In campo femminile, nella mattinata italiana si sfidano per il titolo Sabalenka e Rybakina.
CRANS MONTANA - Una maledizione continua ad abbattersi sulla località svizzera. Dopo la tragedia di capodanno, ieri una fitta nevicata ha costretto a cancellare la discesa libera femminile dopo che ben tre atlete sono finite nelle reti. Tra questa an-
che l’americana Lindsey Vonn, tra i personaggi più attesi alle immimenti Olimpiadi invernali, malgrado l’età (41 anni). La Vonn si è rialzata ed è riuscita ad arrivare al traguardo, ma si è toccata un ginocchio e la sua partecipazione olimpica è a rischio.
Una sconfitta non è mai piacevole, ma quando arriva contro la più forte del campionato, oltretutto affrontata senza due giocatori come Durham e Burns, è giusto cercare elementi positivi, che ci sono. Prima di tutto, sotto di 23 punti con una Virtus Bologna in serata, il rischio di un’imbarcata era molto alto, ma la Vanoli ha reagito alle avversità ed ha chiuso con un onorevole -10. E poi va sottolineata la prestazione di Jones, che nella serata più difficile ha sfoderato la sua miglior prestazione stagionale, fatta di 17 punti e tanta energia, per rispondere alle critiche (anche di chi scrive) ricevute nelle ultime settimane. Con ancora 8 punti di vantaggio
C lassifica (24ª giornata)
Pesaro 34
Cividale 32
Livorno 32
Brindisi 32
Rieti 30
Verona 30
Scafati 30
Rimini 30
For titudo Bologna 28
Avellino 26
Torino 24
Bergamo 24
JuVi Cremona 22
Mestre 20
Cento 18
Urania Milano 16
Forlì 16
Ruvo di Puglia 16
Pistoia 12
Roseto 8
Dopo l’onorevole sconfitta con la Virtus Bologna, malgrado le assenze di Durham e Burns, i biancoblu cercano punti pesanti in Sardegna contro una squadra reduce da 3 ko di fila

sull’ultima in classifica e un piazzamento in zona playoff, la squadra di Brotto cerca di rifarsi subito domani a Sassari, in una trasferta che per i biancoblu non è mai
R isultati 17 ª giornata
Brescia-Udine 83-80, Milano-Varese 74-84, Napoli-Tortona 76-82, Reggio Emilia-Cantù 78-79, Treviso-Trento 67-88, Trieste-Sassari 76-70, Vanoli Cremona-Virtus Bologna 74-84. Riposa Venezia.
Cantù-Venezia (31-01 h 20), Milano-Brescia (h 16), Sassari-Vanoli Cremona (h 16.30), Tortona-Udine (31-01 h 18.15), Trieste-Treviso (h 17), Varese-Reggio Emilia (h 18), Virtus Bologna-Trento (h 19). Riposa Napoli. 18 ª giornata (01-02)
banale, visto che il 7 giugno del 2009 proprio al PalaSerradimigni è arrivata la prima storica promozione nella massima serie. Dopo un pessimo avvio di stagione, sot-
C lassifica
Virtus Bologna 26
Brescia 26
Olimpia Milano 24
Venezia 22
Tor tona 18
Trieste 14
Napoli 14
Vanoli Cremona 14
Udine 12
Trento 12
Reggio Emilia 10
Varese 10
Sassari 10
Treviso 6
Cantù 6
Trapani esclusa
to la guida di coach Mrsic (che ha sostituito Bulleri) la Dinamo si è ripresa, grazie anche all’innesto di Pullen, ma è reduce da tre sconfitte consecutive, arrivate dopo
La Ferraroni JuVi Cremona non si ferma più. Gli oroamaranto hanno colto la 5ª vittoria consecutiva in campionato, espugnando il parquet della blasonata Torino (7374), confermamdo uno stato di forma strepitoso. I ragazzi di coach Bechi, inoltre, hanno vinto in volata, situazione in cui tante volte avevano masticato amaro nel corso del campionato. In realtà la JuVi aveva dominato a lungo, arrivando al +19 sul 43-62, ma la Reale Mutua Torino non ha mai mollato e con un grande sforzo e con i canestri di Schina si è riportata sotto fino a
Atletica leggera: oro regionale per Chiara Rognoni e Benelli Chiara Rognoni (Cremona Sportiva-Atletica Arvedi) ha conquistato a Bergamo il titolo regionale nei 60 metri Juniores con il tempo di 7”68. A Casalmaggiore, invece, argento per il suo compagno di squadra Riccardo Benelli nel getto del peso Allievi con la misura di 10,58 (primato personale). Sempre a Bergamo, Aurora Volpi ha vinto i 60 metri in 7”60.
VOLLEY SERIE A2

tornare a contatto. Sul 68-70 e con la JuVi caricata di falli, la lotta si è fatta dura su ogni palla e dopo il canestro di Cusin, Allen ha riportato avanti la JuVi di un punto. Finale
al cardiopalma, con 1’45’’ di grande difesa, nervi saldi e il rimbalzo decisivo di Barbante. Ancora una volta il trascinatore è stato Garrett (26 punti), molto bene anche Barbante e non solo per il rimbalzo finale (22 punti), ma tutti gli oroamaranto hanno giocato una grande partita. Una vittoria che fa bene al morale e alla classifica, con un +6 sulla zona playout. Stasera alle 20.30 arriva al PalaRadi la Libertas Livorno, altra squadra storica e di vertice: ma dopo aver battuto Brindisi e Rimini, non c’è due senza tre... Alexandro Everet
l’exploit casalingo contro Brescia. Resta comunque una sfida difficile per la Vanoli, soprattutto se non tutti gli effettivi staranno bene fisicamente. «Sassari è dietro di noi, ha cambiato coach e giocatori rispetto all'andata e dispone di elementi di assoluto livello per il nostro campionato. Dopo una partita difficile con Bologna, vinta nello spirito, lottando su più fronti e questa deve essere la base per il match di domenica. Al momento sono recuperati Durham e Burns. Abbiamo fatto buoni allenamenti e lo spirito è quello giusto. In questo campionato tutti possono vincere con chiunque, ma siamo consapevoli dell'importanza delle sfide di Sassari e la prossima con Cantù, ha commentato head coach Carlo Campigotto.
B
Logiman, primo sorriso del 2026 E domani cerca il bis col Legnano
Primo sorriso del 2026, dopo tre ko di fila, per la Logiman Orzinuovi che ha battuto nettamente, grazie a un grande secondo tempo, la Fabo Herons Montecatini per 95-77. Ora ser ve il bis, domani alle 18 a Castellenza contro la Sae Scientifica-Soevis Legnano. Classifica (22ª giornata): Vigevano 34; San Vendemiano 32; Gema Montecatini 30; L ogiman , Capo d’Orlando, Treviglio, Legnano 28; Assigeco Piacenza, Vicenza 26; Fabo Montecatini, Omegna 24; Desio, Lumezzane 2 0 ; Piazza Armerina 18; Fiorenzuola 16; Agrigento 14; Casale Monferrato 8; Bakery Piacenza 6; Fidenza 4.
Pool salvezza, si parte con due turni casalinghi per Vbc e Offanengo
Dopo aver ricaricato le batterie, Vbc Casalmaggiore e Offanengo sono pronte a battagliare per conquistare la permanenza in serie A2. Entrambe inserite nella pool salvezza, iniziano il cammino davanti ai propri tifosi. La èpiù Casalmaggiore, apparsa in netta ripresa nelle ultime battute della regular season, si presenta rinfozata dall’innesto dell’opposto Rachele Rastelli e parte con
un match sulla carta più che abbordabile: oggi alle 18.30 a Viadana arriva, infatti, il fanalino di coda Modena e i tre punti sono d’obbligo per aggangiare alcune squadre appena avanti in classifica. Tra queste c’è anche la Trasporti Bressan Offanengo, che domani alle 17 al PalaCoim sfida il Club Italia, un punto in più delle neroverdi. «Dovremo cercare di placare la loro esuberanza
giovanile in campo, ma in primis sarà importante far bene la nostra pallavolo, trovare un po' il ritmo con Alice Turco e un po' di tranquillità di squadra in campo. È la prima della pool salvezza, giochiamo in casa, è vero che fin qui abbiamo raccolto poco al PalaCoim, ma penso sia un fattore che ci possa aiutare», ha affermato la schiacciatrice trentina Rachele Nardelli.
POOL SALVEZZA 1ª GIORNATA
Imola-Concorezzo
Marsala-Altamura
Offanengo -Club Italia
Vbc -Modena
Riposa Altino
CLASSIFICA
Altino 18; Altamura 17; Imola 13; Club Italia, Marsala 10; Concorezzo, Offanengo 9; Vbc Casalmaggiore 7; Modena 3.
Risvegliarsi da un incubo, accendere la luce e trovarsi di fronte una vera e propria montagna da scalare. Domani pomeriggio arriva allo Zini la capolista Inter allenata da Cristian Chivu. Da inizio stagione la corazzata meneghina, nonostante le sconfitte nei big match contro Milan, Napoli e Juventus, non ha quasi mai lasciato scampo alle squadre di media e bassa classifica, vincendo sostanzialmente sempre, eccezion fatta per l’Udinese alla seconda di campionato. Stando a numeri, statistiche e qualità di gioco proposto sul campo, non sembrerebbero esserci speranze. I trenta gol in più segnati dai nerazzurri rispetto ai grigiorossi giustificano una distanza di 29 punti complessivi in classifica. Eppure, nel turno infrasettimanale di Champions League, importante per tentare il passaggio del turno dei nerazzurri, mister Chivu ha fatto riposare alcuni dei suoi pezzi da novanta (capitan Martinez e Bastoni in primis…) quasi a volerli preservare per la gara di domani allo Zini. Nelle interviste dopo la gara di Dortmund, il tecnico rumeno ha anche manifestato massimo rispetto e un filo di preoccupazione nell’affrontare la squadra allenata da mister Nicola. Segnali che l’Inter non snobberà l’impegno e la Cremonese dovrà farsi trovare pronta all’urto. In casa grigiorossa, la sconfitta di Sassuolo ha confermato l’involuzione di una squadra che sta vivendo un periodo di grande flessione. Il mercato, dopo il ritorno dopo 13 anni di Milan Djuric, porterà in grigiorosso anche il difensore Ma-
rianucci dal Napoli e il centrocampista Youssef Maleh dal Lecce. Quest’ultimo, allenato da Nicola all’Empoli, approda in grigiorosso con qualche mese di ritardo visto che pareva già vicinissimo l’estate
scorsa. Ma potrebbe non bastare. Per rialzare la testa, dopo otto partite senza vincere, oggi servirà un’autentica impresa. In tante altre gare la Cremonese sembrava partita battuta, ma alla fine il risultato
Risultati 22 ª giornata
Atalanta-Parma 4-0, Como-Torino 6-0, Fiorentina-Cagliari 1-2, Genoa-Bologna 3-2, Inter-Pisa 6-2, Juventus-Napoli 3-0, Lecce-Lazio 0-0, Roma-Milan 1-1, Sassuolo-Cremonese 1-0, Verona-Udinese 1-3.
23 ª giornata (01-02)
Bologna-Milan (03-02 h 20.45), Cagliari-Verona (31-01 h 20.45), Como-Atalanta (h 15), Cremonese-Inter (h 18), Lazio-Genoa (giocata ieri sera), Napoli-Fiorentina (31-01 h 18), Parma-Juventus (31-01 h 20.45), Pisa-Sassuolo (31-01 h 15), Torino-Lecce (h 12.30), Udinese-Roma (02-02 h 20.45).
PRIMAVERA 1 - Una sconfitta casalinga che sa si condanna. Con il Lecce, i grigiorossi hanno ceduto 1-2 e con 8 punti dalla zona playout, la retrocessione praticamente è dietro l’angolo.
è stato differente. Servirà mettere in campo lo stesso orgoglio e la voglia di giocarsela dall’inizio alla fine mostrata nella prima parte di stagione, sperando magari in qualche episodio favorevole.
Malgrado assenze e pochi innesti è la squadra da battere
(F.V.) Non avrà vinto neppure un big match, ma l’Inter di Chivu e nettamente prima in classifica e sbancando Dortmund, ha concluso al 10º posto il girone unico di Champions League a una sola lunghezza dalla qualificazione agli ottavi. Ma contro il Bodø/Glimt nei playoff ha tutte le possibilità di proseguire il suo cammino europeo (come la Juventus con il Galatasaray e l’Atalanta con il Borussia). Del resto, malgrado non abbia vinto trofei nella scorsa stagione, è stata altamente competitiva su tutti i fronti, risultati che hanno spinto la dirigenza a dare ancora fiducia al gruppo storico, che a parte la Supercoppa Italiana, sta tenendo fede alle aspettative. Del resto, tra i nuovi solo il difensore

Akanji e il centrocampista Sucic hanno inciso (oltre a Pio Esposito, che però non è un acquisto, bensì è tornato dal prestito allo Spezia), mentre i giovani Bonny e Diouf (in gol a Dortmund) hanno fatto intravedere solo a tratti di avere buone qualità. Oltretutto Chivu deve far fronte agli infortuni, che hanno messo fuori gioco pedine importanti come Çalhanoğlu, Dumfries (sostituito non bene da Luis Henrique) e per ultimo in ordine di tempo Barella, ma la squadra è riuscita a far fronte a queste assenze, come dimostrano gli ultimi due successi (6-2 al Pisa e 2-0 al Borussia), trascinata dalla grinta di Lautaro Martinez (nella foto) , vero condottiero dei nerazzurri anche domani allo Zini.






Con Barbieri assente per squalifica, sulla destra ballottaggio tra Zerbin e Floriani Mussolini (che potrebbero incrociare Carlos Augusto o Di Marco, in caso di spostamento del brasiliano a destra, con Pezzella sull’altra fascia a sfruttare quello che oggi è forse l’unico punto debole dell’Inter, ovvero la fascia destra orfana di Dumfries. In avanti si andrà verso la conferma di Vardy e Bonazzoli, con l’opzione Djuric a partita in corso. Da verificare le condizioni di Payero e Sanabria, che dovrebbero comunque recuperare, ancora fuori causa Collocolo e Bondo. Sempre in tema di mercato, la società grigiorossa ha raggiunto con la Reggiana l’accordo per la risoluzione anticipata del prestito del portiere Gianluca Saro. Contestualmente, è stato definito il suo trasferimento a titolo temporaneo al Cittadella, militante nel girone A di serie C.


I grigiorossi hanno raccolto solo tre punti e realizzato due gol nelle ultime otto partite: serve una svolta in tempi brevi, anche se arriva la corazzata nerazzurra




Finalmente! Nella gara che doveva segnare una svolta, la Pergolettese non ha sbagliato e con una prestazione di cuore, ha conquistato tre punti che mancavano da 18 gare. Coincidenza, l’ultima vittima dei gialloblu era stata proprio l’Ospitaletto, battuto a casa sua il 12 settembre 2025. Troppi più di quattro mesi senza successi, ma grazie al gol di Jaouhari nel primo tempo, la Pergolettese si rilancia nella difficile rincorsa alla salvezza senza passare dai playoff. Ora serve però continui

Miglior equipaggio maschile al mondo del 2025 al World Rowing di Losanna
Presso il museo olimpico di Losanna, la World Rowing ha premiato il quattro di coppia dell'Italia (nella foto) in qualità di equipaggio maschile dell'anno. Un importante riconoscimento per i finanzieri Luca Chiumento, Luca Rambaldi, Andrea Panizza e Giacomo Gentili, campioni mondiali lo scorso 25 settembre a Shanghai e ar-
gento olimpico a Parigi 2024. «Una gioia immensa, un'emozione fortissima perché siamo il primo equipaggio italiano nella storia ad aggiudicarsi questo premio mondiale ed è doveroso, quindi, ringraziare tutti coloro che hanno sempre creduto in noi. I risultati sono il frutto di un grande gioco di squadra condotto insieme da a-
tleti, tecnici e dirigenti», ha affermato Gentili (Fiamme Gialle/Bissolati), capovoga di un equipaggio che vanta anche un altro titolo mondiale e un argento olimpico in bacheca. Di sicuro i quattro azzurri saranno tra i favoriti anche a Los Angeles 2028, per conquistare l’unico alloro che manca al loro spelendido palmares.

In Turchia nella rassegna continentale sono impegnati Federica Venturelli, Miriam Vece, Etienne Grimod, Francesco Lamon, Niccolò Galli e Stefano Moro
Scattano domani (fino a giovedì 5 febbraio) i Campionati Europei Elite su pista a Konya, città di circa un milione di abitanti nel cuore dell’Anatolia centrale, in Turchia. Si tratta del primo appuntamento dell’anno, che ha il clou nei Mondiali di Shanghai in ottobre, dove saranno in palio i primi punti per le qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. I commissari tecnici Diego Bragato, Ivan Quaranta, Edoardo Salvoldi e Marco Villa hanno convocato 20 atleti, tra i quali spiccano i ritorni di Simone Consonni, Elisa Balsamo e Letizia Paternoster, assenti ai
Oggi si giocano le partite della seconda giornata del campionato di Promozione. Sulle corsie del bocciodromo comunale il Flora ospita la Vip Credaro e ci si aspetta una reazione per cancellare la sconfitta subìta a Milano. Impresa non facile, perché gli orobici sono una ottima squadra, schierano giocatori di qualità come Aglani, Bugini, Garlini e Pirrotta ed hanno inflitto una severa lezione alla bocciofila Presezzo. Nella formazione


recenti Mondiali in Cile. Oltre alle due azzurre cremonesi Federica Venturelli (oro iridato in carica nel quartetto ad inseguimento) e Miriam Vece, da seguire anche gli atleti legati all’Arvedi: Francesco

Lamon, Niccolò Galli e Etienne Grimod (Solme-Olmo-Arvedi) e Stefano Moro (Fiamme Azzurre/Arvedi Cycling). In una Nazionale ringiovanita, la Venturelli è l’unica superstite del quartetto iridato, mentre

in campo maschile gli esperti Simone Consonni e Francesco Lamon guidano le giovani leve.
PROGRAMM A DELLE FINALI
Domenica 1º febbraio: Scratch donne, Eliminazione uomini, Ve -
locità a squadre donne e uomini. Lu nedì 2 febbraio: Corsa a punti uomini, Eliminazione donne, Chilometro da fermo uomini, Inseguimento a squadre donne e uomini. Martedì 3 febbraio: Scratch uomini, Inseguimento individuale uomini, Omnium donne, Velocità donne. Mercoledì 4 febbraio: Chilometro da fermo donne, Inseguimento individuale donne, Omnium uomini, Corsa a punti donne, Velocità uomini. Giovedì 5 febbraio: Madison donne, Keirin donne e uomini, Madison uomini. Le medaglie verranno sempre assegnate nella sezione serale a partire dalle 18.30.
rivierasca ci sarà l’importante innesto di Alessandro Minoia, mentre il resto della squadra rimarrà invariato rispetto all’esordio milanese. Inizia il campionato anche per Capergnanica che sarà impegnata a Presezzo: per Venturelli e compagni una vittoria sarebbe quanto di meglio per esordire con il sorriso. Dopo l’ottimo debutto dell’Arci Crema Nuova,
c’è un moderato ottimismo nelle file della bocciofila cremasca che oggi affronta l’Ugo Foscolo di Nerviano sulle corsie del bocciodromo comunale di via Indipendenza. Una partita che mette in palio punti importanti per la classifica e dove la formazione di Cerioli cercherà di vendicare il ko subìto dalla Codognese alla 1º giornata proprio contro i milanesi.

CAMPIONATO PROVINCIALE
La settimana prossima si assegnano i titoli della specialità individuale sulle corsie del bocciodromo comunale. Nella categoria A gareggeranno per il titolo Andrea Bagnoli, Fabio Ellani, Alessandro Massarini e Roberto Visconti, mentre in categoria B note positive per Giuseppe Generali, Gianpietro Lanfredi e Elia Ravasi. Lotta incerta

in categoria C dove si sono qualificati, tra gli altri, Luciano Bergamaschi, Angelo Codazzi, Paolo Longo, Claudio Mineri, Alessandro Facchi, Maurizio Seghizzi e Valter Vitaloni. Finale categoria C in programma lunedì 2, mentre la finale della categoria A-B mar tedì 3 febbraio.
JUNIORES
Inizia bene il campionato Juniores per il Flora. Sulle
corsie bresciane rivieraschi si sono imposti sull’Amatori Bocce per 5-3. Nel tiro di precisione (Under 15) i padroni di casa, trascinati da Gabriele Razio (28 punti) avevano la meglio su MorCasalini per 34-32. Nell’Under 18 straripanti Minoia-Di Vita (55-23), mentre la terna Di Vita-Mor-Mombelli s’imponeva per 8-4. Alessandro Minoia vinceva sia nell’individuale (8-6), che in coppia con Mor Massimo Malfatto





Il dottor Khosro Kamali viene sostituito dalla dottoressa Valentyna Sokolova che lascia Stagno e Cicognolo
Dal 31 gennaio, il dottor Khosro Kamali termina la propria attività di medico di famiglia convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale nell’ambito territoriale di Cremona Ovest.
Al fine di garantire la continuità assistenziale, dal 2 febbraio è stato affidato l’incarico provvisorio alla dottoressa Valentyna Sokolova con studio nel Comune di Pizzighettone (in via Castello 7). Gli assistiti del dottor Kamali che
intendono avvalersi della dottoressa Sokolova non dovranno effettuare alcuna scelta. Per chi lo desidera, rimane comunque la possibilità di scegliere un altro medico di famiglia tra i professionisti disponibili nell’ambito territoriale di Cremona Ovest attraverso le solite modalità. Sempre il 31 gennaio la dottoressa Sokolova termina l’attività nei Comuni di Stagno Lombardo e Cicognolo (ultimo giorno
30 gennaio 2026), per trasferimento nel Comune di Pizzighettone. Al fine di garantire la continuità assistenziale, dal 2 febbraio è stato affidato l’incarico provvisorio al dottor Mohamed Elnadi con studio nei Comuni di Stagno Lombardo (Largo Mori Ferdinando 1) e Cicognolo (via G. Marconi, 36). Gli assistiti della dottoressa Sokolova che intendono avvalersi del dottor Elnadi non dovranno effettuare alcuna scelta.
Educatori e tecnici dell’Asst Cremona hanno incontrato gli studenti di tre istituti cittadini
Quando si parla di futuro, aspettative, rabbia e giornate storte, i ragazzi capiscono al volo. Perché sono esperienze che attraversano la loro vita, a scuola, nelle relazioni, in famiglia e nel tempo libero. È partendo da qui che la salute mentale smette di sembrare un tema lontano e prende la forma della quotidianità. Con questo obiettivo, Arianna Bellandi e Luciano Adamo, educatori professionali, Federica Bellantuono e Alessandro Filippini, tecnici della riabilitazione psichiatrica e Gloria Bonaldi, coordinatrice della Neuropsichiatria Infantile dell’Asst di Cremona, diretta da Cristina Resi, hanno incontrato giovedì scorso gli studenti di tre scuole cremonesi: l’Istituto tecnico Janello Torriani, Ial e Liceo Artistico Antonio Stradivari.
LA NE UROPSICHIATRIA
NELLE SCUOLE
Una ventina di studenti di ogni scuola, in rappresentanza dei loro compagni, ha partecipato a un incontro diretto con gli operatori della Neuropsichiatria Infantile. Non una lezione frontale, ma uno spazio di ascolto e confronto, pensato per parlare ai ragazzi con parole comprensibili e vicine alla loro esperienza. Durante gli incontri, sono stati consegnati pannelli artistici realizzati dai loro coetanei seguiti dai servizi della Neuropsichiatria Infantile in occasione della Giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre). Le opere resteranno esposte in modo permanente in spazi dedicati e visibili a tutta la comunità scolastica. “Un ragazzo che abbraccia i propri difetti”, “i pettegolezzi dipinti come un fumo che contamina”, “il giudizio degli altri disegnato come tanti occhi che osservano”: sono alcune delle opere che compongono i pannelli e che, insieme, costruiscono un rac -

conto collettivo. I dipinti sono collegati tra loro da un filo rosso, simbolo di un legame che unisce emozioni, paure, fragilità e domande che, in modi diversi, appartengono a tutti. L’arte diventa uno strumento potente perché parla senza bisogno di spiegazioni. «Le opere sono state realizzate da ragazzi della loro età – sottolinea Bellandi –. L’arte comunica, arriva non solo alla testa, ma soprattutto al cuore».
DAL SILENZIO ALLE
DOMANDE CHE CONTANO
All’inizio dell’incontro a prevalere è stato il silenzio. Poi, poco alla volta, sono arrivate le parole che i ragazzi conoscono bene: ansia, amicizia, famiglia, spor t, videogiochi. Arrivano anche le domande più difficili: «E se io volessi chiedere aiuto, ma a casa mi dicono che è solo una fase, che passerà?». «Se parli di neuropsichiatria infantile o di salute mentale, i ragazzi restano in silenzio, come se fosse qualcosa che
non li riguardasse – spiega Gloria Bonaldi. Quando invece si parla di futuro, ansia, verifiche, giornate no, allora l’attenzione si accende. Sono esperienze che vivono tutti i giorni».
DARE UN NOME ALLE
EMOZIONI
«Con gli adolescenti dobbiamo partire dall’alfabetizzazione delle emozioni – spiega Arianna Bellandi–. In questa fase della vita le emozioni sono tante e spesso confuse. Aiutare a dare un nome a quello che si prova è fondamentale: dare un nome rassicura. Sapere che quella sensazione si chiama ansia, ad esempio, permette di capire come affrontarla».
Un lavoro che aiuta i ragazzi a mettere ordine, a non restare soli nella confusione e a riconoscere i segnali di un disagio prima che diventi più profondo.
UN BISOGNO IN CRESCITA
Sono circa 4.500 i ragazzi presi in carico dalla Neu -
ropsichiatria Infantile di Cremona. Un numero raddoppiato dal periodo Covid in poi: da un lato per l’impatto che la pandemia ha avuto su una fase delicata come l’adolescenza, dall’altro per una maggiore consapevolezza e una minore reticenza nel chiedere aiuto.
Un dato che trova riscontro anche a livello regionale. Come ha ricordato Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, «in Lombardia sono state effettuate oltre 140 mila visite di neuropsichiatria infantile, il numero più alto mai registrato. La domanda è raddoppiata negli ultimi quindici anni» (fonte: https:// www.ilgiorno.it/milano/cronaca/disagio-mentale-boomdi-casi-f11935a9 ).
A CH I RIVOLGERSI SE SI HA BISOGNO DI AIUTO «Chiedere aiuto è possibile, e farlo presto è importante. Così come per un dolore fisico ci si rivolge a un medico, anche il disagio emotivo merita attenzione e cura», conclude Bonaldi.
I ragazzi possono parlarne con i genitori, con gli insegnanti, con un adulto di fiducia, con lo sportello psicologico scolastico, oppure con il medico di famiglia o pediatra, per attivare i servizi necessari. A Cremona è attivo anche Spazio Agio, un luogo dedicato all’ascolto dei giovani, dove è possibile confrontarsi liberamente con un operatore, anche senza impegnativa. Spazio Agio è in Piazza Giovanni XXIII, ed è aperto ogni martedì dalle 14.30 alle 17.30.

Anche nel 2025 la qualità dell’aria in Lombardia è in netto miglioramento
Anche nel 2025 la qualità dell’aria in Lombardia si caratterizza per un trend positivo di miglioramento rispetto agli anni precedenti. A evidenziarlo sono i dati relativi ai principali indicatori ambientali registrati dalle centraline di rilevamento certificate di Arpa Lombardia. Si tratta di un risultato frutto degli investimenti promossi da Regione Lombardia e dell’impegno congiunto di enti locali, cittadini e imprese. «Il quadro emerso - sottolinea l’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione – ci dice che siamo sulla strada giusta: il triennio appena concluso è stato il migliore di sempre e questo dimostra che la transizione ecologica che stiamo portando avanti è una realtà dei fatti. La sfida del bacino padano è complessa per ragioni morfologiche, ma va ricordato che le emissioni pro capite dei lombardi sono un terzo rispetto alla media europea. La Lombardia sta dimostrando che con l’innovazione tecnologica, il rinnovo del parco auto e veicoli circolante, degli impianti termici e la gestione efficiente degli effluenti zootecnici si possono abbattere le emissioni senza bloccare lo sviluppo». Nello specifico, il bilancio del 2025 per il PM10 evidenzia il pieno rispetto del valore limite sulla media annuale di 40 microgrammi per metro cubo in tutte le stazioni di monitoraggio del territorio regionale. Questo dato positivo si inserisce nel quadro di un trend positivo partito nel 2018, a testimonianza di una riduzione ormai consolidata delle concentrazioni medie. Anche per quanto riguarda il limite giornaliero di questa sostanza inquinante (fissato a 50 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di 35 giorni l’anno) il 2025 ha fatto registrare progressi significativi. Il 90% delle stazioni di monitoraggio ha visto infatti una riduzione dei giorni di superamento rispetto al 2024. Il limite dei 35 giorni è stato rispettato non solo nei capoluoghi che già frequentemente erano riusciti negli anni scorsi a rispettare questa indicazione come Lecco, Sondrio e Varese, ma anche a Como, Bergamo, Pavia e Mantova. Inoltre, per la prima volta dall’inizio delle misurazioni, anche la città di Brescia ha rispettato il limite dei 35 giorni. A Milano, pur superando la soglia nelle stazioni di ’“Pascal” e “Marche” con 66 giorni, si è osservata una netta diminuzione dei superamenti in tutte le centraline rispetto all’anno precedente. Le criticità residue, concentrate nelle stazioni di Rezzato (Bs) con 69 giorni e Soresina (Cr) con 67 giorni, confermano la necessità di proseguire nelle politiche di riduzione delle emissioni già intraprese. Anche per il particolato più fine, il PM2.5, i valori medi regionali si sono mantenuti sui minimi storici degli ultimi tre anni, attestandosi a 18 microgrammi per metro cubo. Il limite annuale di 25 microgrammi per metro cubo è stato invece rispettato in quasi tutte le stazioni, con l’unica eccezione di Soresina. Risultati positivi anche dal monitoraggio del biossido di azoto. Per il secondo anno consecutivo, la media annua è risultata inferiore al valore limite in tutti i capoluoghi di provincia, incluse le stazioni da traffico di Milano viale Marche e Brescia via Turati.



