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crescere
di Alessandra Calise
All’inizio c’è sempre un treno. Un mattino d’inverno, la luce che non sa ancora decidere se diventare giorno, saliamo e ci ritroviamo dentro un respiro comune: quello dei passeggeri, dei tetti che fumano, del tempo che pare esitare.
Le stazioni scorrono come segnali di un codice che non abbiamo ancora imparato a decifrare. Si viaggia così: senza sapere fino in fondo dove si stia andando, ma con la sensazione – a volte illusoria, a volte vera – che ogni partenza possa aggiustare qualcosa. Il 2025, per esempio. L’abbiamo visto trasformarsi sotto i nostri occhi: cantieri, gru, mappe che cambiavano forma. E il nuovo Frecciarossa 1000 che, quando lo guardiamo per la prima volta, assomiglia a una promessa più che a un treno. La promessa che un Paese può restare sé stesso mentre diventa altro. Ogni convoglio che parte è un ponte fragile ma necessario tra ciò che siamo e ciò che fingiamo di voler diventare.
E intanto arriva il 2026, con il suo carico di attese, come se anche un anno potesse avere una postura. I Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026: la Torcia che attraverserà borghi e piazze, e noi dietro, o accanto, cercando di stare al passo con il suo bagliore. Sofia Goggia – che cade, si rompe, si rialza – sembra incarnare l’unica morale possibile: non c’è vittoria che non contempli la fatica. È nelle crepe che si vede la persona, non nelle medaglie.
Poi l’inverno arriva a illuminare le città come fossero scene costruite per un film che non sappiamo se sia drammatico o consolatorio. A Torino le luci d’autore sospendono il tempo, Salerno diventa una fiaba, Atrani una seconda casa anche per chi non l’ha mai abitata.
Roma, invece, ci richiama a sé come un parente che non si decide a raccontare tutto. Torpignattara, Pigneto, Testaccio, Monteverde: quartieri dove Pier Paolo Pasolini ha lasciato briciole di sé, frammenti di un’Italia che non ha mai smesso di farsi domande.
Firenze risponde con un’altra forma di resistenza: botteghe artigiane che sanno più storie di qualunque libro. Lì il tempo
non si ferma: semplicemente smette di correre. Più a sud, vicino a Benevento, c’è Sant’Agata de’ Goti, con l’odore delle mele annurche che ci entra addosso come un ricordo che non sapevamo di avere.
Poi le pagine si riempiono di incontri, come succede nei viaggi. Francesca Fialdini parla di emozioni come se fossero oggetti che si possono tenere in mano; Tecla Insolia porta sullo schermo la potenza del talento; Jonathan Canini mette in scena a teatro vizi e virtù degli italiani.
E poi l’arte, con i Tesori dei faraoni alle Scuderie del Quirinale, a Roma: un salto indietro di millenni per scoprire una civiltà che sembra attualissima. E la moda con le creazioni di Giorgio Armani alla Pinacoteca di Brera, a Milano, che raccontano l’eleganza senza tempo dello stilista. La musica torna come un bisogno primario con Opera for Peace, l’associazione che si impegna a far emergere talenti della lirica che vivono in contesti svantaggiati. La letteratura con Rinnamorarsi, dove Pupi Avati affida alla pagina ciò che di solito si tiene nascosto: il passato, gli errori, i sentimenti, la dolcezza di riconoscere le proprie debolezze. Anche la salute ha la sua parte, non quella patinata, ma quella reale, quotidiana: la campagna Diritto a stare bene ci ricorda l’importanza di prendersi cura dei propri pensieri. E poi le nuove uscite al cinema, come Avatar: Fuoco e cenere, la ricetta di Antonino Cannavacciuolo, i consigli fashion di Susanna Ausoni, i trend beauty di Luca Buttiglieri. Non sono dettagli: sono le soste del viaggio, quelle in cui si respira. Infine, eccolo, il finestrino. Il paesaggio che corre e noi che proviamo a non perdere nulla. Ogni città, ogni volto, ogni storia è un seme: non sappiamo mai quando germoglierà. Migliorare non è un atto eroico. È un gesto lieve, quasi impercettibile. È il modo in cui il respiro si accorda al ritmo del treno. A noi, che leggiamo e ci muoviamo, che saliamo e scendiamo, auguro un Natale fatto di luce e un anno nuovo che sappia sorprenderci. Con la forza quieta di un convoglio che riparte. Perché le storie non finiscono: cambiano binario. E noi con loro. Buone Feste. Il viaggio continua.
STORIE DI FS
6 Railway heArt
Le persone, i luoghi, le storie dell’universo ferroviario in un click
8 Una vita in treno
Stefano Pileri, socio Platino Infinito del programma
Carta FRECCIA, ha percorso in Frecciarossa una distanza pari a 14 giri intorno alla Terra
SOFIA GOGGIA
Verso le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, di cui il Gruppo FS è Mobility Premium Partner
AGENDA
10 Save the date
Mostre, festival, fiere: gli appuntamenti principali del mese da nord a sud
VIAGGI
22 Accendere la meraviglia
Da Torino a Salerno, le città si vestono di luce. Tra installazioni artistiche, presepi monumentali e spettacoli di videomapping
26 In Italia con la Torcia
Nelle mani dei tedofori, la Fiamma Olimpica attraversa il Paese. Un percorso di 60 tappe fino all’apertura dei Giochi di Milano Cortina 2026
32 A Roma con Pasolini
Da est a ovest della Capitale per conoscere i posti legati alla memoria dello scrittore, a 50 anni dalla sua morte
36 Ostinata tradizione
Dai tessuti artigianali ai profumi di un tempo, un viaggio nella Firenze che continua a creare con le mani e la memoria
42 ANDAMENTO LENTO
La regina del Sannio
In provincia di Benevento, tra borghi storici e paesaggi rurali, per scoprire la mela annurca campana
46 GIUBILEO 2025
La speranza del riscatto
Il Giubileo dei detenuti, il 14 dicembre, è un invito a considerare le carceri come spazi di rinascita
INCONTRI
50 La forza del talento
Nel film Primavera Tecla Insolia interpreta una violinista che vive in orfanotrofio. E trova la libertà grazie alla musica
52 Non sono una bambola
Francesca Fialdini ha dato alle stampe il suo nuovo libro in cui affronta il tema delle dipendenze affettive
54 Dal web al palco
Questo il percorso di Jonathan Canini, talento toscano che sta girando l’Italia con lo spettacolo Vado a vivere con me
LIFESTYLE
56 La moda si fa arte
La Pinacoteca di Brera, a Milano, celebra per la prima volta uno stilista. E mette in mostra oltre 120 creazioni di Giorgio Armani
ARTE E CULTURA
60 Nel regno dei faraoni
Sarcofagi, amuleti e oggetti di vita quotidiana. In mostra a Roma oltre 130 reperti dell’antico Egitto
64 Il principe di Napoli
Totò viene celebrato nella sua città, fino al 25 gennaio, tra memorabilia inediti e ricordi poetici
70 Senza distogliere lo sguardo
Bambini che giocano tra le macerie, donne dai volti segnati e strade di quartiere: la Palermo di Letizia Battaglia in mostra a Forlì, fino all’11 gennaio
74 Note di libertà
L’associazione Opera for Peace si impegna a far emergere talenti della lirica che vivono in contesti di disagio sociale
SALUTE
78 Il diritto a stare bene
La proposta di legge che mira a creare un servizio psicologico nazionale è pronta per essere discussa in Parlamento
primadi scendere
SEGNALIBRO
Intervista a Pupi Avati per Rinnamorarsi
BEAUTY CASE
Luci di mezzanotte I trend di bellezza secondo Luca Buttiglieri
LA FRECCIA DI CUPIDO
Alcuni segreti vanno in prescrizione La posta del cuore di Cristiano Malgioglio
CIAK, SI PARTE
Natale da fantascienza. I film in sala e in streaming scelti da Alessandra Caputo 84
FOOD TO GO
La ricetta del mese Le polpette stellate di Antonino Cannavacciuolo 86
Lo stile fa festa I consigli fashion di Susanna Ausoni IN VALIGIA 88
Picco di autostima per il Sagittario L’oroscopo di Luigi Torres Cerciello
MINDFULNESS IN VIAGGIO
Imparare a rallentare Meditare con Nerina Di Nunzio
I mercatini di Natale a Pietrarsa con Fondazione FS Italiane
PER CHI AMA VIAGGIARE
MENSILE GRATUITO PER I VIAGGIATORI
ANNO XVII - NUMERO 12 - DICEMBRE 2025
REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI ROMA N° 284/97 DEL 25/06/1997
Se non diversamente indicato, nessuna parte della rivista può essere riprodotta, rielaborata o diffusa senza il consenso espresso dell’editore
ALCUNI CONTENUTI DELLA RIVISTA SONO RESI DISPONIBILI MEDIANTE
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Alex A. D’Orso, Irene Marrapodi, Francesca Ventre In redazione
Gaspare Baglio, Sandra Gesualdi
Coordinamento creativo
Giovanna Di Napoli
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Claudio Romussi
Hanno collaborato a questo numero
Susanna Ausoni, Luca Buttiglieri, Alessandra Caputo, Nerina Di Nunzio, Fondazione FS Italiane, Enzo Fortunato, Sepastiana Gjoni, Cristiano Malgioglio, Enrico Procentese, Gabriele Romani, Anna Scarano, Floriana Schiano Moriello, Luigi Torres Cerciello
Per la pubblicità su questa rivista
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REALIZZAZIONE E STAMPA PROGETTO CREATIVO
Team creativo Antonio Russo, Annarita Lecce, Giovanni Aiello, Manfredi Paterniti, Massimiliano Santoli
La carta di questa rivista proviene da foreste ben gestite certificate FSC® e da materiali riciclati
Freccia anche online. Buona lettura
RAILWAYheART
Le persone, i luoghi, le storie
dell’universo ferroviario in un click.
Un viaggio da fare insieme
a cura di Enrico Procentese enry_pro
Utilizza l’hashtag #railwayheart oppure invia il tuo scatto a railwayheart@fsitaliane.it. L’immagine inviata, e classificata secondo una delle tre categorie rappresentate (Luoghi, People, In viaggio), deve essere di proprietà del mittente e priva di watermark. Le foto più emozionanti tra quelle ricevute saranno selezionate per la pubblicazione nei numeri futuri della rubrica.
percorso in Frecciarossa una distanza pari a 14 giri intorno alla Terra.
Per questo Stefano Pileri è diventato
socio Platino Infinito del programma
Carta FRECCIA di Trenitalia
Negli ultimi dieci anni ha viaggiato in treno per 540mila chilometri, una distanza pari a circa 14 giri intorno alla Terra lungo l’equatore. Stefano Pileri, ingegnere delle telecomunicazioni, si sposta più volte alla settimana per lavoro tra Milano e Roma e spesso anche tra Napoli, Torino e Bologna. Per la sua fedeltà all’Alta Velocità si è meritato il titolo di socio Platino Infinito del programma
Carta FRECCIA di Trenitalia, un riconoscimento introdotto nel 2024 per i clienti Platino da oltre 10 anni che hanno raggiunto la soglia di 7.500 punti status.
Che cosa l’ha spinta a scegliere Frecciarossa come compagno di viaggio in tutti questi anni?
Preferisco il treno all’aereo perché arriva in centro città e posso prenderlo come se fosse una metropolitana. Mi capita spesso di acquistare il biglietto pochi secondi prima della partenza. E poi grazie all’area silenzio, alle sale riunioni e alla connessione wifi posso lavorare senza problemi anche in viaggio.
Tra i servizi riservati ai clienti più affezionati, quale apprezza particolarmente?
Il SuperFlex, che mi consente di cambiare treno senza limiti di tempo. Spesso, infatti, non riesco a rispettare la prenotazione iniziale, perché i miei programmi cambiano improvvisamente o i meeting si prolungano. E poi c’è anche l’app di Trenitalia, molto semplice da usare: uno strumento indispensabile per gestire facilmente variazioni di orario e data. Senza contare che nei FRECCIALounge e FRECCIAClub mi sento sempre a mio agio e li utilizzo per videoconferenze e incontri di lavoro prima dei viaggi.
Quali benefit offerti dai partner Trenitalia utilizza di più?
Il noleggio Enjoy o Wetaxi per arrivare alla destinazione finale. Tra l’altro, nei periodi di maggior afflusso turistico, in Italia non è semplice trovare un taxi e quindi prenotarlo prima è davvero utile. Mi piace che Frecciarossa si preoccupi del mio viaggio a tutto tondo.
Che senso ha per lei viaggiare in treno?
Spostarmi per lavoro significa poter incontrare i colleghi di altre sedi, i clienti e i rappresentanti delle istituzioni. Anche nell’era del digitale e delle videochiamate, il contatto in presenza è insostituibile: vuol dire dare e ricevere attenzione. Nel tempo libero, invece, viaggiare in treno ha un fascino particolare: si crea un ambiente familiare che predispone a fare nuove conoscenze. E poi mi piace l’idea che con il Frecciarossa si possa arrivare a Parigi e con l’Eurocity in Svizzera o in Germania. Per me il viaggio è parte integrante della vacanza. C’è un momento particolare legato ai suoi viaggi in treno che le è rimasto impresso?
Quando ero ragazzo, alle prime esperienze lavorative, viaggiavo di notte in cuccetta e sapeva di avventura. Arrivavo a Milano e ricordo che d’inverno c’era ancora tanta nebbia e nevicava spesso. Poi è arrivata l’Alta Velocità e i tempi di percorrenza si sono accorciati. Le prime volte, 15 anni fa, mi attaccavo al finestrino per apprezzare la sensazione dei 300 chilometri all’ora e quando passavamo accanto a un’autostrada mi divertivo a notare come il Frecciarossa fosse capace di superare anche le auto più veloci.
di Sepastiana Gjoni
no Pileri
a cura di
Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it
Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it
Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
save
datethe
ITALIA FINO AL 6 GENNAIO
Anche se i tempi cambiano, il desiderio di tradizione resta. E per trovarla non c’è posto migliore dei mercatini natalizi. Il più antico è a Bolzano. Nato nel 1991, si svolge in piazza Walther, con 112 casette che accolgono vivaci decorazioni, tra profumi di cannella e vin brulé. Spettacoli, concerti e iniziative solidali si estendono a strade e piazze circostanti. Per l’uso di ingredienti biologici e stoviglie riciclabili – oltre all’invito a raggiungere Bolzano in treno – la manifestazione si è meritata la certificazione Green Event.
A Lucca il clima delle Feste si gusta con allegria nel mercato francese allestito in piazza Napoleone, tra gastronomia d’oltralpe, tessuti provenzali, accessori di moda parigini, saponi e lavanda della Costa Azzurra. Non mancano il villaggio di Babbo Natale per i piccoli e la pista di pattinaggio sul ghiaccio. Fino al 23 dicembre, poi, la loggia di Palazzo Sani si anima con artisti e creativi del Meraki Market.
Da non perdere, vicino a Bari, i mercatini sparsi tra i
caratteristici trulli di Alberobello. Nei banchi sono esposti deliziosi prodotti tipici come taralli, pettole, panzerotti e sasanelli. Allo shopping si può aggiungere una visita serale tra le decorazioni luminose nei rioni storici di Monti e Aia Piccola.
I TRE MOSCHETTIERI - OPERA POP
ITALIA FINO AL 1° FEBBRAIO
Al grido di «tutti per uno, uno per tutti» Athos, Porthos e Aramis, interpretati da Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci e Graziano Galatone, tornano a incrociare le spade con il giovane D’Artagnan, impersonato da Sea John. Questa volta, però, i protagonisti del romanzo di Alexandre Dumas lo fanno sui palchi dei teatri italiani: il 16 e 17 dicembre a Pescara, il 20 a Bari e il 28 e 29 a Roma. La tournée del musical prosegue a Milano, Civitanova Marche (Macerata), Senigallia (Ancona) e Trieste. itremoschettierioperapop.com
Un’anziana levatrice assiste Maria dopo il parto e appare insieme a lei in primo piano. La Natività di Lorenzo Lotto, genio inquieto del Rinascimento, è tratta dai racconti dei Vangeli apocrifi e dunque inconsueta. Per il periodo natalizio viene spostata dalla Pinacoteca nazionale di Siena, dove è normalmente conservata, al Museo diocesano Carlo Maria Martini, nei Chiostri di Sant’Eustorgio. L’occasione è la 17esima edizione del progetto che prevede l’esposizione a Milano di un capolavoro dell’arte sacra preso in prestito da altre città italiane. chiostrisanteustorgio.it
NUMERI UNO IN MOSTRA
TRIESTE 12 DICEMBRE>31 GENNAIO
Nella galleria Spazio Trart sono esposte 150 prime uscite dei periodici italiani collezionate negli anni dall’art director Enrico Redaelli. La mostra è uno spaccato dello sviluppo sociale, culturale e politico del Paese dal 1969 a oggi, attraverso oltre 50 anni di storia. L’esposizione, tra riviste note e sperimentazioni abbandonate dopo pochi mesi, è un omaggio all’editoria in una fase di cambiamento epocale per il settore. trart.it
CIRCUMNAVIGANDO
GENOVA 5>31 DICEMBRE
Undici compagnie internazionali interpretano la fragilità, tema della 25esima edizione del festival di circo-teatro. L’evento, con artisti provenienti dall’Italia, dal Belgio, dalla Francia, dall’Uruguay e dalla Spagna, occupa i principali palchi della città, dal Teatro nazionale di Genova a Palazzo Ducale, passando per il Teatro della tosse e il Teatro internazionale di quartiere. E porta la magia del circo anche nella casa circondariale di Genova Marassi. circumnavigandofestival.it
Natività di Lorenzo Lotto
La prima uscita del settimanale Guida Tv (1976)
BEVERLY PEPPER. SPACE OUTSIDE
BOLOGNA FINO AL 6 GENNAIO
Sculture, bozzetti, acquerelli e sketchbook raccontano, nelle due sedi di Cubo, il lavoro di Beverly Pepper, che nacque a Brooklyn nel 1922 ma fu molto attiva in Italia, sua residenza d’elezione. Conosciuta per le installazioni monumentali e gli interventi di land art, la scultrice ragionò sul valore dell’opera pubblica, trasformandola da celebrazione retorica a luogo laico di memoria collettiva. A segnare questa svolta Prisms e Virgo
Rectangle Twist, realizzate tra il 1967 e il 1968, fulcro narrativo del percorso espositivo. cubounipol.it
QUADRIENNALE D’ARTE 2025
ROMA FINO AL 18 GENNAIO
Fantastica è il titolo della 18esima edizione della principale mostra periodica dedicata all’arte italiana contemporanea. Al piano terra di Palazzo Esposizioni sono distribuite 187 opere, con una percentuale importante di produzioni sitespecific, che rappresentano cinque diversi filoni d’indagine. Si va dall’evoluzione dell’autoritratto all’analisi del ruolo della fotografia negli ultimi 25 anni, fino alle possibili narrazioni del corpo, umano e non umano. Mentre la sezione Senza titolo è un laboratorio sperimentale per nuove modalità di produzione, in cui l’artista riafferma il suo ruolo di costruttore di mondi. quadriennalediroma.org
BELLE ÉPOQUE
PISA FINO AL 7 APRILE
Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis e Federico Zandomeneghi, pittori di spicco a Parigi tra il 1800 e 1900, sono i protagonisti della mostra allestita a Palazzo blu. In esposizione circa cento opere provenienti da musei internazionali e collezioni private francesi e italiane. L’intento è valorizzare il contributo dei tre artisti al di là degli stereotipi che riducono la produzione del periodo a semplice eleganza estetica. Pur dialogando con maestri come Edgar Degas, Édouard Manet e Pierre-Auguste Renoir, i tre mantengono un forte legame con le loro radici, non dimenticando il Realismo macchiaiolo. Boldini è considerato l’interprete più mondano, De Nittis il cronista sensibile e Zandomeneghi il narratore della quotidianità borghese. belleepoquepisa.it
Hunger (2008) di Arcangelo Sassolino Courtesy Studio Arcangelo Sassolino
ITALIAN TOURISM AWARDS
ROMA 10 DICEMBRE
Conosciuto anche come The night of excellence, l’evento organizzato da MHR – network dedicato al mondo hospitality e travel – premia le migliori aziende italiane del settore turistico. Una giuria di esperti seleziona una terna di nomination per 15 categorie, che vanno da Restaurant & food a Trasporti e mobilità, e decreta il vincitore del Microfono d’oro, simbolo iconico di MHR. La serata di premiazione, a cui partecipano agenzie di viaggio, tour operator e catene alberghiere, è ospitata nell’hotel The St. Regis Rome e trasmessa su Rai2 il 16 dicembre. Trenitalia è il Vettore ufficiale della manifestazione. mhrtourismawards.it
DONNE NELLA NAPOLI SPAGNOLA. UN ALTRO SEICENTO
NAPOLI FINO AL 22 MARZO
Le Gallerie d’Italia propongono una mostra interamente dedicata ad artiste e personaggi femminili del ‘600 a Napoli. Ci sono opere delle cosiddette forestiere, come Lavinia Fontana e Fede Galizia, realizzate per committenti locali. Della più famosa Artemisia Gentileschi sono presenti dipinti mai esposti in Italia. Inoltre, una sezione è dedicata alle dive partenopee: Adriana Basile, cantante di fama internazionale, e Giulia De Caro, con il suo percorso di riscatto da prostituta a impresaria teatrale. Tra i prestiti eccezionali il ritratto di Maria d’Ungheria firmato da Diego Velázquez e quello di Maddalena Ventura realizzato da Jusepe de Ribera. gallerieditalia.com
PINO MUSI. POLYPHŌNIA
LECCE FINO AL 6 GENNAIO Nato a Salerno nel 1958, Pino Musi ha iniziato a fotografare quand’era giovanissimo, formandosi da autodidatta nella tecnica del bianco e nero. Dal 2018 la sua ricerca si concentra sulle nuove periferie delle grandi città europee – Parigi e Berlino, tra le altre – ritratte con rigore formale, puntando a un’armonia di volumi che richiama la composizione musicale polifonica. La mostra alla Fondazione Biscozzi-Rimbaud, con un corpus di 51 opere e un film di 25 minuti prodotto per l’occasione, consente di avvicinarsi al lavoro dell’artista e riflettere sui modi in cui si percepisce lo spazio urbano contemporaneo. fondazionebiscozzirimbaud.it
Madonna con il Bambino, San Francesco e il committente di Lavinia Fontana (1612)
Il balletto introduttivo di un’edizione passata di Italian Tourism Awards
VACANZE INVERNALI IN MONTAGNA: IL CALORE DELL’ACCOGLIENZA DI BEST WESTERN TRA NEVE, BENESSERE E RELAX
In un mondo che viaggia veloce, fermarsi diventa un privilegio. E quando ce lo concediamo meglio scegliere un alloggio in una delle strutture nel firmamento dell’hôtellerie: gli hotel Best Western, che coniugano accoglienza e identità con comfort e carattere. Best Western Hotels & Resorts il gruppo alberghiero più grande al mondo con 170 hotel in tutta Italia e a Malta, accoglie i viaggiatori in strutture di charme pensate per soggiorni raffinati: vere e proprie oasi di eleganza e benessere, nelle quali il soggiorno si trasforma in esperienza a ogni latitudine e in ogni stagione dell’anno. In inverno, la geografia dell’accoglienza Best Western può iniziare dall’Hotel Cima Rosetta, BW Signature Collection*** di San Marti-
no di Castrozza - in provincia di Trento - incastonato nell’incantevole Parco Naturale di Paneveggio e nel cuore delle Dolomiti. Un wellness hotel immerso nella quiete tra alberi e panorami che sembrano sospesi nel tempo, camere con mansarde in abete e balconi fioriti che si affacciano su orizzonti che parlano di silenzio e bellezza. La Spa Cima Rosetta è un elisir di benessere: piscina riscaldata, sauna finlandese, bagno turco, docce aromatiche, area relax e trattamenti, tutti finalizzati a rinnovare armonia ed energia. Il ristorante celebra diverse tipologie di cucina tipica trentina, quella tradizionale italiana e anche specialità della cucina vegetariana. Il Best Western Hotel Adige****, a breve distanza dal centro di Trento, unisce l’efficienza urbana al piacere del relax. Con le sue camere eleganti, un ristorante che combina la tradizione culinaria trentina alla cucina internazionale, un centro wellness moderno – nel quale rilassarsi con un’ampia gamma di trattamenti e massaggi – e la nuova sala fitness, l’hotel è il punto di partenza perfetto per raggiungere il centro storico della città e i siti più caratteristici della regione. In Lombardia, a Tirano, l’Hotel Centrale, BW Signature Collection**** accoglie gli ospiti in un palazzo d’epoca nel cuore del centro storico. Le volte in pietra, le luci soffuse donano un fascino discreto e intimo, ideale per chi ama l’eleganza senza ostentazione
mentre il Wellness and Beauty Centre consente il benessere assoluto grazie a sauna, bagno turco e docce emozionali. E rigenerante è anche il Best Western Hotel Nevada***, struttura dall’atmosfera familiare a San Vito di Cadore, nelle Dolomiti bellunesi. Colazioni genuine e a buffet, profumo di legno, prelibatezze gastronomiche nazionali e internazionali sono un piacere quotidiano. Molto utile il deposito sci e biciclette, disponibile per gli amanti dello sport. Last but not least, a Sestola - la “Perla Verde dell’Appennino” in provincia di Modena - si trova l’Hotel Villa delle Fate, BW Signature Collection*** un piccolo teatro di quiete che unisce il respiro della montagna all’eleganza di una dimora contemporanea. A pochi passi dal centro e dagli impianti di Passo del Lupo, l’hotel accoglie in spazi intimi e luminosi mentre Lounge Bar con camino, Ski room, ampia terrazza solarium, centro benessere, giardino e ascensore panoramico dialogano con il paesaggio circostante. Dalla terrazza, la vista spazia a 360 gradi su vallate e rocche, in un orizzonte che cambia colore con le stagioni. Un luogo che non si visita: si abita.
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Una camera del Best Western Hotel Adige a Trento
Una vista dell’Hotel Cima Rosetta, BW Signature Collection a San Martino di Castrozza (Trento)
Un dettaglio del Best Western Hotel Nevada a San Vito di Cadore (Belluno)
Una vista dalla terrazza dell’Hotel Villa delle Fate, BW Signature Collection a Sestola (Modena)
La velocità
nell’anima
Regina della discesa libera, Sofia Goggia racconta il suo rapporto con lo sci. Tra tensione al miglioramento e paesaggi che parlano al cuore. E si prepara alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, di cui il Gruppo FS è Mobility Premium Partner
di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
il freddo e gli infortuni l’hanno resa forte, la forza di volontà non la abbandona mai, così come la rigorosità tipica dei campioni. L’effetto velocità le trapassa il pettorale quando scia, mentre dentro di lei pulsano le emozioni di un paesaggio straordinario e qualche dolore da gestire. Ha carattere Sofia Goggia e lo ha dimostrato nel tempo, conquistando l’oro a Pyeongchang nel 2018, l’argento a Pechino nel 2022 (poco tempo dopo un infortunio grave) e quattro Coppe del mondo, tutti premi ottenuti nella discesa libera. Dal 6 a 22 febbraio, la attendono le Olimpiadi Invernali
di Milano Cortina 2026, di cui il Gruppo FS è Mobility Premium Partner.
Che emozioni ti dà affrontare la sfida dei cinque cerchi a casa tua?
Come dico a tutti, ci penserò a qualificazioni finite. Fino a quel momento mi concentro su ogni gara, a partire dalla Coppa del mondo. Ma di certo gareggiare in Italia è un sogno per noi atleti e per chi assiste alle competizioni.
In quale tipo di gara sei più competitiva e perché?
A Cortina sono sempre andata forte nella discesa libera.
La pista delle Tofane è molto completa, presenta parti tecniche e ripide, curvoni lunghi o stretti, tratte ad alta velocità, salti e dossi. Ma anche nel super G e nello slalom gigante punto a dare il meglio di me.
Su quali dettagli ti concentri per migliorare?
Nello sport non si finisce mai di imparare, ci sono sempre dei passi da fare. La filosofia dell’atleta è la devozione al miglioramento.
Cos’è la velocità per te?
È una condizione esistenziale, senza la quale non riuscirei a vivere. E sugli sci mi piace in particolare sentire l’aria che trapassa il pettorale e la tuta da gara. Amo la posizione aerodinamica, mi piace sfrecciare. È chiaro che chi è più rapido vince. Ma la velocità si consolida anche nella lentezza della vita normale e nella fase di preparazione.
La stagione degli sciatori va da fine ottobre a fine marzo: il resto dei mesi lo passiamo ad aspettare il nuovo inizio allenandoci al meglio.
Cosa ti piace fare lentamente?
Come tutti, sono continuamente bombardata da impegni e messaggi. Quando posso, cerco di staccare per un giorno e mezzo il cellulare. Non essere raggiungibile è il mio lusso. Hai affrontato più volte il dolore fisico. Per esempio, a St. Moritz, tre anni fa, ti sei fratturata una mano ma hai continuato a gareggiare. E il giorno successivo, dopo l’operazione a Milano, eri di nuovo in Svizzera sugli sci. Come fai ad avere questa forza di volontà?
A dire la verità, in quell’occasione la mano non mi faceva male, anche se avevo capito di essermela rotta. Il dolore fisico mi ha forgiata e mi ci sono abituata. Ho affrontato tanti ostacoli e forse altri, al mio posto, avrebbero interrotto il percorso. Ma fa più male il dolore dell’anima, perché non si vede ma pulsa dentro. Quello di una gara non andata bene, per esempio, lo posso sentire solo io con intensità. Cosa fai prima di una gara?
Ho i miei riti, che non sono scaramanzie. Più che altro tendo a ripetere alcuni gesti in modo abituale per creare una comfort zone, ho una routine che funziona e in cui mi rifugio.
Sofia Goggia, al centro, esulta per la vittoria della Coppa del mondo a gennaio 2025, a Cortina d’Ampezzo (Belluno). A sinistra la norvegese Kajsa Vickhoff Lie, arrivata seconda, e a destra Federica Brignone, classificata in terza posizione
Tra gli sportivi prevale il miglioramento di se stessi o la rivalità con gli altri?
In generale, ogni atleta è concentrato su di sé. Io la gara la faccio pensando a quello che posso dare. Il miglioramento, però, passa attraverso il confronto con l’altro. Nel momento in cui qualcuno mi batte, osservo cosa fa di diverso.
Fai parte del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle, che ha compiuto 100 anni. Cosa rappresenta per te?
Sono con loro da 14 anni: ho iniziato che ne avevo 19. Per me rappresentano una grande famiglia. Nel gruppo ho stretto legami personali indissolubili e sono grata per il supporto che ho sempre ricevuto.
Che futuro vedi per il tuo sport?
Sarà fondamentale capire quanti fondi arriveranno dopo le Olimpiadi. Mi auguro che le
vittorie femminili siano uno stimolo per lo sviluppo di questa disciplina. Lo sci è democratico, il cronometro parte da zero per tutti, ma a livello di costi sta diventando uno sport non affrontabile. Non tutte le famiglie se lo possono permettere, tra viaggi, attrezzatura e skipass.
Ti piacerebbe insegnarlo?
Zero. Io sono maestra di sci, con le vittorie ottenute lo sarei diventata anche ad honorem. Ma non ho la capacità di insegnare. Mentre tanti atleti, seppur campioni mancati, sono ottimi allenatori perché riescono a suggerire agli allievi i limiti da superare, proprio quelli che non hanno consentito a loro di raggiungere determinati risultati.
Altri sport che ti piace praticare?
Mi diverte molto andare in montagna con la bici da enduro. E poi mi piace il tiro con l’arco: per una testa come la mia è un’attività distensiva. Non devo muovermi in anticipo per prendere le curve giuste, come nello sci, ma mi consente di respirare, è un momento liberatorio. In quale periodo vai in vacanza?
Di solito mi riposo a maggio, come tutti gli sciatori. E poi mi prendo tre weekend lunghi d’estate, uno al mese. A settembre sono già in Argentina ad allenarmi, perché lì è ancora inverno. Come si sta trasformando la montagna con il cambiamento climatico?
I ghiacciai su cui sciavo d’estate a otto anni sono scomparsi o si sono notevolmente ridotti. Una volta, ad agosto, potevo arrivare in fondo al Passo dello Stelvio con gli sci. Ora alcuni
skilift sono stati rimossi perché non c’è ghiaccio per sostenerli. In Svizzera, il 50% della neve è ormai sparata dai cannoni. I paesaggi montani che adori?
Mi piacciono tutti i panorami innevati. Un posto bellissimo, dove ora non si gareggia più, è in Canada, nelle Rocky Mountains, tra grandi distese di pini. Il Paese è sinonimo di vastità in assoluto. Lassù si gelava a -40°, faceva un freddo becco, ma sotto potevi ammirare l’immensità. E poi Cortina, il mio posto del cuore. In ogni occasione, che sia una gara o un allenamento, mi sento predisposta nell’anima a coglierne la bellezza. Alle 8, quando prendo la vecchia seggiovia a tre posti, i raggi del sole illuminano di arancione Le Tofane. Vedo la conca dall’alto e mi sento davvero grata alla vita.
iamsofiagoggia
CENTO ANNI DEL GRUPPO SCIATORI FIAMME GIALLE
Il rapporto tra la Guardia di Finanza e la montagna è antico quanto la storia del Corpo. Lo sci è stata una delle discipline inserite nell’addestramento, per consentire il servizio lungo la frontiera. Nel 1920, fu istituita a Predazzo la Scuola alpina e, al suo interno, nel 1925, per potenziare l’attività agonistica, nasce il Gruppo Sciatori Fiamme Gialle. La ricorrenza dei cento anni è stata celebrata a Trento il 28 ottobre, insieme ai 60 anni del Soccorso Alpino, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. All’evento ha partecipato anche Sofia Goggia insieme ad altri campioni del presente e del passato, come Piero Gros, uno dei grandi protagonisti della Valanga Azzurra.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve il maglione del Gruppo Sciatori da Piero Gros e Sofia Goggia
Accendere la
Da Torino a Salerno, le città si vestono di luce. Tra installazioni artistiche, presepi monumentali e spettacoli di videomapping
di Anna Scarano - ascaranoa dolcevitatoday.it
Torino è stata la prima città italiana a trasformare l’illuminazione urbana in un’esperienza culturale. Alla fine degli anni ‘90, il progetto Luci d’artista ha acceso le strade con una serie di installazioni luminose, dando vita a una manifestazione di arte contemporanea che oggi è alla 28esima edizione. L’evento, in programma fino all’11 gennaio, ospita da sempre firme di rilievo. Fra le 32 opere previste quest’anno, quelle nuove sono quattro: Sex and solitude ai Giardini Reali bassi, che riflette la poetica della britannica Tracey Emin, Mummer love nel cortile esterno delle Officine grandi riparazioni, realizzata
dal Soundwalk Collective con l’icona del rock Patti Smith e il compositore minimalista Philip Glass, Bouncing the ball di Riccardo Previdi in piazza San Carlo, in cui il movimento del tennis viene messo in relazione con gli edifici barocchi. Infine, sulla facciata del Museo regionale di Scienze naturali fa la sua comparsa Untitled dell’artista lituano Gintaras Didžiapetris.
In Liguria, ad attrarre il pubblico in questo periodo dell’anno è Manarola, perla delle Cinque Terre. Qui, dal 7 dicembre, viene acceso per un mese un presepe con 240 statue ad altezza naturale, costruite a partire dal 1961 dall’artigiano
ed ex ferroviere Mario Andreoli e rese visibili da ottomila lampadine. La creazione si può ammirare dalla Litoranea che collega La Spezia al borgo, da via Belvedere o dal piazzale della chiesa di San Lorenzo.
In Valle d’Aosta, il Forte di Bard è famoso per i musei che ospita, fra cui quello delle Alpi, e per le mostre d’arte che si tengono qui durante l’anno. Ma dal 7 dicembre al 6 gennaio 2026 a conquistare i visitatori sono gli effetti speciali del videomapping proiettato in piazza d’Armi a partire dalle 17:30. Uno spettacolo di suoni e luci all’interno della fortezza che quest’anno si ispira alla celebre fiaba di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann Lo schiaccianoci
In Alto Adige, Bressanone diventa la città della luce: l’imponente cortile dell’Hofburg, antica residenza vescovile, si trasforma in un luogo magico grazie alle immagini che vengono proiettate sulla facciata del palazzo. Nel decimo anniversario dell’appuntamento, a comporre la colonna sonora dello spettacolo è Giorgio Moroder, pluripremiato compositore originario della Val Gardena. La musica accompagna la storia di Oops, una creatura invisibile che, alla vigilia di Natale, gira per le strade appesa a un palloncino. Quando lo perde, inizia un viaggio insolito tra foreste, castelli e luoghi immaginari. Lo show va avanti fino al 6 gennaio 2026, con due rappresentazioni al giorno. Gli ingressi hanno anche uno scopo benefico: in collaborazione con l’Unicef, infatti, per ogni biglietto venduto viene donato un euro al programma Wash Zambia (0,50 centesimi nel caso del ticket per bambini)
Nelle Marche merita una visita Candelara, borgo medioevale in provincia di Pesaro, che ospita un mercatino natalizio dedicato alle candele. Qui, con l’arrivo delle Feste, per due volte al giorno, verso sera, si spengono per 15 minuti le luci artificiali, che vengono sostituite dal bagliore delle fiammelle di cera. Girando per le strade della cittadina si possono raggiungere il castello e le mura in un’atmosfera d’altri tempi, fra trampolieri luminosi, folletti suonatori e giocolieri. Inoltre, si può assistere alla preparazione di candele, rigorosamente di cera d’api, come avveniva nel Medioevo. Le date da segnare in agenda sono 6, 7, 8 e 13 e 14 dicembre.
In Campania, fino all’11 gennaio, le installazioni artistiche del progetto Atrani è Luce, voluto dal sindaco Michele Siravo e realizzato anche con il contributo dell’Ente Parco regionale dei Monti Lattari, trasformano il borgo più piccolo della Costiera Amalfitana in un presepe a cielo aperto. Le luminarie accendono la cittadina, dalla chiesa di Santa Maria Maddalena, con la sua cupola maiolicata, a piazza Umberto I, cuore pulsante della vita urbana.
Infine, anche Salerno ha una lunga tradizione nell’illuminare le vie del centro storico e il lungomare. Fino al 1° febbraio, basta seguire i percorsi indicati per scoprire angoli della città e nuove installazioni, come le Matite d’artista in piazza Sant’Agostino, l’opera dedicata ai segni zodiacali E le stelle stanno a guardare in piazza Flavio Gioia e Il giardino preistorico con dinosauri e animali luminosi nella Villa comunale.
Olimpica attraversa il Paese. Un percorso di 60 tappe fino all’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano
Cortina 2026, di cui il Gruppo FS è Mobility Premium Partner
di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it
iniziato il 26 novembre a Olimpia, in Grecia, e prosegue in Italia fino al 6 febbraio, con 60 tappe lungo le 110 province del Paese. Il viaggio della Fiamma, in vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, di cui il Gruppo FS è Mobility Premium Partner, è «un percorso che intreccia radici e futuro, accoglienza e innovazione, celebrando il meglio dello spirito nazionale», afferma Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026.
Dopo il passaggio di consegne, l’arrivo a Roma della Fiamma è previsto il 6 dicembre. Da qui, raggiunge le vicine Civitavecchia e Tivoli, Tarquinia e Montefiascone, in provincia di Viterbo, e Rieti, per poi approdare in Umbria, avanzando al passo dei tedofori selezionati per l’occasione. L’8 illumina il duomo di Orvieto, poi Narni e, infine, Terni. Il
Le Crete Senesi
giorno successivo riparte alla volta di Perugia , passando per Todi, Spoleto e Foligno, e toccando le sponde del lago Trasimeno. Dalla Città del cioccolato, la Fiamma si muove verso il centro Italia, passando anche nei borghi medievali di Gubbio e Città di Castello. Ogni giornata di staffetta si conclude con l’accensione del braciere, un momento di festa e partecipazione che segna il culmine delle attività in programma nel luogo d’arrivo. Succede anche in Toscana, dove la Fiamma arriva il 10, coinvolgendo Arezzo e Montalcino, in provincia di Siena, e illuminando le Crete Senesi, paesaggio collinare dall’aspetto lunare. Prosegue poi verso Montepulciano e Pienza, per raggiungere il centro storico di Siena, Patrimonio dell’umanità, e terminare la tappa ai giardini della Lizza, parco pubblico della città. Il giorno successivo si va verso San Gimignano e Grosseto, porta della Maremma. Risalendo, la Fiamma tocca l’antica Volterra, Pontedera, vicino a Pisa, ed Empoli, per poi approdare nel centro storico di Firenze, e fermarsi in piazza della Santissima Annunziata. Venerdì 12 dicembre riparte dalla città tessile di Prato per proseguire verso Pistoia e la vicina Montecatini Terme. Attraversate le mura di Lucca, la Fiamma risplende in piazza del Duomo, a Pisa, e poi a Livorno, in piazza della Repubblica, da dove si sposta verso la Sardegna il giorno seguente.
L’arrivo al porto di Olbia è previsto il 13, e da qui la staffetta si muove verso Nuoro, cuore selvaggio dell’isola, passando per Sassari, Alghero, Stintino e Porto Torres, con le sue rovine romane. Ripartendo da Nuoro, la Fiamma si avventura verso
Oristano, attraversa il sito Unesco del Nuraghe di Barumini, uno degli esempi più completi di questa architettura, per arrivare a Cagliari Naviga poi per il Mediterraneo alla volta della Sicilia: il 15 dicembre la Fiamma attraversa il Parco archeologico di Selinunte, nel Trapanese, dopodiché, continua il proprio percorso verso Palermo, passando per Mazara del Vallo, Marsala, Trapani e la città storica di Monreale, con il Duomo famoso per i suoi mosaici bizantini. Da qui si sposta verso la cattedrale di Cefalù, per poi passare per Enna e Piazza Armerina, nota per la collezione di mosaici alla Villa romana del Casale. Si toccano Caltanissetta e Lampedusa, nell’arcipelago delle Pelagie, prima di arrivare ad Agrigento, terra della Valle dei Templi, per concludere la tappa in piazza Vittorio Emanuele. Mercoledì 17 dicembre, la Fiamma prosegue il percorso nel sud-est dell’isola, arriva a Ortigia, nel cuore di Siracusa, per poi attraversare l’entroterra e addentrarsi nel parco dell’Etna, in direzione Catania. Da qui ci si sposta verso Acireale per poi passare da Giarre, Taormina e finire il percorso a Messina, dove salpa verso lo Stretto, in direzione Reggio Calabria . La tappa si conclude il 19 dicembre in piazza De Nava, davanti al museo che custodisce i Bronzi di Riace. Il 21, invece, dopo aver attraversato tutta la regione, la Fiamma Olimpica riparte da Cosenza, passa per Maratea, in provincia di Potenza, e arriva in Campania. Illumina i templi di Paestum, la vicina Salerno e, il giorno successivo, va in Costiera Amalfitana, passando per Amalfi, Positano, e Capri, nel Napoletano. Il viaggio continua
con il Vesuvio sullo sfondo fino a Napoli, dove splende, in piazza del Plebiscito, dal 23 al 26 dicembre. A Santo Stefano la torcia riparte da Caserta alla volta del Lazio per tornare in Campania il 27, con tappa a Benevento e un passaggio ad Avellino, il 28.
Da qui, rientra in Basilicata il giorno successivo per dirigersi verso Venosa, città di nascita del poeta romano Orazio, e raggiungere Potenza . Lunedì 29 la Fiamma Olimpica prosegue il suo cammino verso Matera, Patrimonio dell’umanità, per arrivare poi in Puglia.
Qui tocca Altamura e Gioia del Colle, vicino a Bari, dove illumina il castello federiciano e Taranto. Il giorno successivo, riparte in direzione Salento. Lungo il cammino, la staffetta incontra Nardò, Gallipoli e Otranto, città che celebra l’incontro
tra Oriente e Occidente, prima di giungere a Lecce, capitale del Barocco. Mercoledì 31 dicembre la Fiamma si muove verso nord. A Brindisi illumina il porto storico, mentre nella vicina Ostuni brilla tra le case bianche. Nel Barese porta la sua luce a Monopoli e a Polignano a Mare, per chiudere l’anno a Bari, in largo Luigi Giannella. Il 1° gennaio, la torcia si muove alla volta di Campobasso, in Molise, passando prima per Trani e Foggia.
Da qui, passando di tedoforo in tedoforo, viaggia lungo l’Italia fino ad arrivare, il 26 gennaio a Cortina d’Ampezzo, vicino a Belluno, esattamente 70 anni dopo la Cerimonia d’apertura dei Giochi del 1956, e concludere poi il suo percorso a Milano, entrando allo stadio San Siro la sera del 6 febbraio. olympics.com/it
Piazza del Plebiscito a Napoli
Bari Vecchia vista dall’alto
Murales, targhe e luoghi evocativi. Da est a ovest della Capitale per conoscere i posti legati alla memoria dello scrittore, a 50 anni dalla sua morte di Alex A. D’Orso - al.dorso@fsitaliane.it
Pasolini A Roma con
il centro e le borgate, le baracche e i viali altezzosi. Roma è «stupenda e misera» nell’immaginario creato da Pier Paolo Pasolini per la città che lo adottò negli anni ‘50. Qui lo scrittore visse per più di 20 anni, soggiornando in diversi quartieri e immergendosi totalmente nella vita che scorreva tra le strade. A mezzo secolo dalla sua morte, in una Capitale mutata dal punto di vista demografico e urbanistico, quella scintilla di umanità brilla ancora e con lei la memoria del regista. La si può rintracciare nelle zone in cui prese casa, tra le piazze apparse nei romanzi, nelle poesie e nei film. Una pista sottopelle, a volte resa evidente da opere d’arte a cielo aperto che celebrano il legame tra Roma e l’intellettuale.
IN PERIFERIA, DOVE TUTTO EBBE INIZIO
Tra Ponte Mammolo e Rebibbia , Pasolini si trasferì nel 1951, in una condizione di estrema povertà, dopo un periodo al ghetto ebraico. Nella borgata imparò a conoscere quel sottoproletariato raccontato nel suo primo romanzo, Ragazzi di vita. Una targa in piazza Lino Ferriani ne ricorda il passaggio, riprendendo alcuni versi dedicati al quartiere contenuti nella poesia Il pianto della scavatrice
I murales dedicati allo scrittore nel quartiere Pigneto
A qualche fermata di metropolitana, su una delle pareti della stazione Santa Maria del Soccorso, lungo la linea B, un murale firmato dall’artista Leonardo Crudi ritrae lo scrittore insieme ai fratelli Sergio e Franco Citti. Il primo, regista, gli fece da consulente per il romanesco, il secondo fu protagonista di Accattone, esordio alla regia di Pasolini. La posizione non è casuale: a pochi passi dall’opera sorge infatti Tiburtino III. Della vecchia borgata, ambientazione cara allo scrittore, non resta che qualche edificio, ma il quartiere conserva la sua anima popolare.
PPP SUI MURI DI ROMA EST
È al Pigneto e a Tor Pignattara che la memoria pasoliniana si è tradotta massicciamente in street art. Via Fanfulla da Lodi, dove sono state girate diverse scene di Accattone, ha ospitato negli anni murales in grado di restituire l’enorme valore culturale dell’opera di Pasolini. Al civico 43, alzando lo sguardo, si incontra un’opera di Mauro Pallotta, aka Maupal, che riproduce l’occhio dello scrittore, rimandando a una sua dichiarazione sulla bellezza, intesa non come perfezione estetica, ma come capacità di percepire il valore profondo delle cose. Poco più in là, lungo la strada che dà il nome al quartiere, un murale di Mirko Montano ritrae Pasolini con accanto alcuni versi contenuti nella raccolta poetica La religione del mio tempo. A Tor Pignattara, ambientazione di Ragazzi di vita, nel 2015 il pittore Nicola Verlato ha realizzato Hostia. La grande opera, sulla facciata di una palazzina in via Galeazzo Alessi, rappresenta in modo teatrale la morte dello scrittore, sovrapponendo più momenti della sua vita.
Silvio Parrello davanti al suo atelier a Monteverde Nuovo nel 2022
La scultura di Mario Rosati nel Parco letterario Pier Paolo Pasolini, Lido di Ostia, Roma
Spostandosi verso ovest si raggiungono Monteverde e Monteverde Nuovo, dove Pasolini trascorse circa dieci anni della sua vita e ambientò parte di Ragazzi di vita. Tre targhe ricordano la sua permanenza qui: quella in via Fonteiana 86 è all’interno del palazzo dove abitò e si può vedere solo citofonando ai condomini, un’altra si trova in via Giacinto Carini, al civico 45, dove il poeta visse tra il 1959 e il 1963. Mentre in via Abate Ugone, all’angolo con via Donna Olimpia, una lastra in travertino richiama alla memoria i giorni di Pasolini nel quartiere. Nella stessa zona, in via Federico Ozanam 134, vicino ai “grattacieli” di Donna Olimpia, le case popolari descritte nel romanzo, c’è poi l’atelier di Silvio Parrello, detto er Pecetto, uno dei ragazzi che ha ispirato l’opera.
Scendendo da Monteverde si arriva poi a Testaccio, dove si può far visita al cimitero acattolico. Tra le sue tombe Pasolini trovò l’ispirazione per scrivere Le ceneri di Gramsci, il poemetto in cui si rivolge al politico antifascista che proprio qui è sepolto.
Poco distante, su via Ostiense, si trova lo storico ristorante
Al biondo Tevere, con la sua terrazza affacciata sull’acqua: qui il regista si fermava spesso a mangiare e vi consumò anche la sua ultima cena.
LA MEMORIA VIVE A OSTIA
Dalla stazione Porta San Paolo, a Piramide, parte la ferrovia Metromare in direzione Lido di Ostia , frazione balneare di Roma, dove Pasolini fu ucciso nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975. All’Idroscalo, nel punto in cui l’intellettuale venne massacrato, oggi c’è un parco letterario a lui intitolato. Dall’ingresso parte un percorso segnato da otto lapidi su cui sono riportati passi delle sue opere, mentre una scultura firmata da Mario Rosati rappresenta, in maniera stilizzata, una colonna spezzata, iconografia legata alla morte violenta dell’autore. Per mantenerne viva e tangibile la memoria, nel parco vengono promosse diverse attività culturali, come mostre e book-crossing.
È recentissima, invece, la proposta di un campo da calcio permanente all’Idroscalo dedicato all'intellettuale. Qui potrebbe nascere una scuola di calcio popolare e gratuita per i giovani della zona. Pasolini, che amava il gioco del pallone almeno quanto i ragazzi di vita, approverebbe senza dubbio.
Pasolini davanti alla tomba di Antonio Gramsci, al cimitero acattolico
Ostinata
tradizione
Dai gioielli incisi ai mosaici di pietra dura, dai tessuti artigianali ai piatti e profumi di un tempo. Un viaggio nella Firenze che continua a creare con le mani e la memoria
di Sandra Gesualdi sandragesu
Il laboratorio di oreficeria di Paolo Penko
Quando arriva il freddo, Firenze ritrova la sua autenticità. Al mattino presto l’aria dell’Arno si fa secca, le strade sono alleggerite dalle frotte di turisti, i toni ocra accendono le pietre. È in questo silenzio che riaffiora la Firenze minuta, quella dei vicoli laterali e delle botteghe che resistono, dove il lavoro delle mani continua a dire che la città è davvero lei. Un’immersione nel ventre caldo e ostinato della tradizione, alla ricerca dei negozi storici dove il genio fiorentino non è un
ricordo da museo, ma il colpo di un martello, l’aroma di un soffritto, il fruscio di un telaio. Si parte da Sant’Ambrogio, uno dei quartieri più animati e animosi, dove intorno al mercato quotidiano si snoda ancora il gusto del vissuto, tra negozi, localini, ristoranti. Tra questi, la trattoria Cibrèo, che non è un ristorante, ma una promessa per il palato. Dentro, l’aria è densa di effluvi da cucina della nonna: carni che sobbollono per ore, il pungente dell’aceto buono, il burro che si scioglie senza fretta, gli aromi dell’orto. È palpabile il lascito di Fabio Picchi, storico chef fiorentino: un’ombra che ancora aleggia nel locale, severa e dedicata. La sua passatina di ceci non è un contorno, ma un velluto rustico che riscalda le ossa infreddolite, mentre la pappa al pomodoro è un incontro imperdibile: obbligatoriamente rossa, affogata nel concentrato e con l’olio nuovo d’oliva che galleggia in superfice. Tra piatti che il tempo ha voluto dimenticare e specialità riscoperte e glorificate, si mangia in un chiacchiericcio sommesso, gomiti sul tavolo, assaporando bocconi mai banali.
Dirigendosi verso Santa Croce, lungo via de’ Macci, si lambiscono negozietti di ceramica, librerie indipendenti, borghi popolari. Proprio vicino alla basilica francescana, nei locali dell’antico Spedale di San Francesco de’ Macci, si aprono come una magia I mosaici di Lastrucci. Nel laboratorio artigiano Bruno e Iacopo Lastrucci portano avanti una tradizione secolare, lavorando pietre dure toscane con cui creano come nel Medioevo mondi caleidoscopici e oggetti unici.
Poco oltre, in via Isola delle Stinche, c’è la storica gelateria Vivoli che oggi spopola sui social per il suo caffè Affogato, l’espresso adagiato in un nido di crema, ovviamente fiorentina. Nel lontano 1929 era una latteria di quartiere, dove la domenica si comprava la panna montata a mano coi frullini. Prendendo alle spalle il Museo nazionale del Bargello, dove entrare anche solo per vedere e rivedere il David nero di Donatello, si devia verso il Duomo. All’altezza della porta laterale, l’ingresso discreto dove i fedeli vanno
Un panorama di Firenze
L’ingresso della trattoria Cibrèo
a messa, il laboratorio di Paolo Penko è un’oasi di silenzi operosi, dove il Rinascimento non è un marchio, ma metallo inciso in presa diretta. Qui, ancora si fondono i metalli preziosi come facevano i maestri del ‘300 e si incide l’antico fiorino, in una giocoleria di punzoni, bulini, battitori, fusi di legno e martelletti. Prendono forma così fogliami, gigli, volute e minuscoli leoni rampanti. È l’arte del lusso, non quello della ricchezza ma del tempo lento, utile a creare con le mani. Si attraversa, poi, il fiume. L’Oltrarno è il quartiere del centro storico che resiste alla gentrificazione, dove le botteghe hanno un odore di cuoio e cera. Dietro un portone anonimo si schiude un luogo affascinante e inaspettato, l’Antico setificio fiorentino. Un luogo dove l’aria è diversa, sa di legno vecchio, olio lubrificante, polvere finissima e seta. I telai del ‘700, mastodontiche presenze fuori dal tempo, sono macchine ancora in funzione. Quando le navette scattano, intonano una litania ipnotica e antica che tesse la storia. E le mani abili degli artigiani si muovono con una sapienza che nessun automatismo può replicare. Nascono tessuti preziosi, damaschi e broccati per cui Firenze è famosa da secoli,
eleganti non per ostentazione, ma per la raffinatezza della trama.
Infine, è consigliato visitare il luogo dove scienza e poesia si incontrano, e l’annusare diventa un episodio libidinoso per l’olfatto. Erbe essiccate, balsami, rose, legni e oli essenziali immergono l’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella , oggi molto nota e con un brand in grande, un tempo luogo di silenzi e preghiere. Fondata dai frati domenicani, esperti erboristi, ostenta sale affrescate da colori brillanti e conserva scaffali in legno, alambicchi e segreti alchemici. Nei distillatori di rame, filtrano le acque profumate e i liquori saporosi con cui un tempo si curavano casate nobiliari e popolo. Fiutare la famosa Acqua della regina, quella preferita da Caterina de’ Medici, è un viaggio all’indietro tra corti gentilizie, quando Firenze non solo era potere e ricchezza ma anche sofisticato misticismo legato alla terra e alle stelle. Usciti fuori, l’aria è pungente e odora d’inverno. cibreo.com | vivoli.it | paolopenko.com anticosetificiofiorentino.com | imosaicidilastrucci.it eu.smnovella.com
Un dettaglio dei telai dell’Antico setificio fiorentino
L’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella
reginaLa del Sannio
alla sommità di una rupe tufacea, Sant’Agata de’ Goti domina il paesaggio come un antico bastione la cui silhouette, illuminata nelle ore crepuscolari, ricrea il fascino silenzioso di un presepe scolpito nella pietra. Il borgo in provincia di Benevento, tra i più belli d’Italia, è una sentinella millenaria nel cuore del Parco regionale del Taburno-Camposauro: di fondazione longobarda, ha resistito ai barbari e all’avanzare delle epoche.
La sua posizione strategica, a cavallo dei fiumi Martorano e Riello, ne fa la porta d’accesso al Sannio beneventano dove arte, agricoltura e spiritualità si intrecciano. L’imponente presenza dei torrini dell’Acquedotto Carolino progettato
In provincia di Benevento, tra borghi storici e paesaggi rurali, per scoprire la mela annurca campana, che qui viene coltivata da secoli
dall’architetto Luigi Vanvitelli, visibili nel territorio comunale, testimoniano la vicinanza a Caserta e il valore culturale di questa terra crocevia di civiltà.
All’ingresso del borgo si incontra la chiesa dell’Annunziata, che custodisce un ciclo di affreschi gotici del ‘300 e un superbo Giudizio Universale quattrocentesco, recentemente restaurato. A pochi passi, la chiesetta di San Menna affascina per la sobrietà romanica e un tesoro nascosto: la pavimentazione a mosaico in opus alexandrinum e opus sectile, uno dei più antichi esempi di arte cosmatesca nell’Italia meridionale. Di fronte, a ribadire l’antica funzione difensiva del borgo, si erge il Castello Ducale fondato dai Longobardi. Incamminandosi per il centro storico, si scopre un dedalo
Viaggi e sapori fuori dal tempo, dove la lentezza racconta
Per chi cerca luoghi autentici, gesti antichi e cibo che sa di memoria
di palazzi nobiliari, slarghi e chiese culminanti nel duomo, conosciuto anche come cattedrale dell’Assunta, antica sede vescovile. Il paese è anche un luogo di profonda spiritualità, come testimonia il Museo itinerante dei luoghi alfonsiani, dedicato a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che fu vescovo qui per 13 anni ed è noto anche come l’autore del canto natalizio
Tu scendi dalle stelle. I palazzi del centro realizzati in tufo, la pietra locale, sono caratterizzati da un impianto architettonico medievale e rinascimentale ma sfoggiano motivi barocchi introdotti dopo i terremoti del ‘600.
Ma Sant’Agata de’ Goti non è solo pietra e arte. È anche uno dei centri campani dove la mela annurca – riconosciuta come
Melannurca Campana Igp dal consorzio di tutela – riceve particolare attenzione, grazie alle innumerevoli declinazioni in cucina, pasticceria e distilleria. Questo frutto ha origini antichissime: era citato già da Plinio il Vecchio come mala orcula poiché coltivato nell’area flegrea vicina all’Averno, il lago che nella mitologia greco-romana rappresentava una porta d’accesso dell’oltretomba, detto anche Orcus nel latino letterario.
La sua produzione è diffusa in tutta la regione ma è proprio partendo dal borgo di
Sant’Agata de’ Goti (Benevento)
Sant’Agata de’ Goti, e percorrendo le strade di campagna della valle Caudina e Telesina, che si può compiere un viaggio alla scoperta di quella che viene considerata la regina delle mele. Apprezzata per il sapore dolce e aromatico, contiene antiossidanti, vitamine e fibre che favoriscono la digestione e rafforzano il sistema immunitario. Nei mesi autunnali, in questa zona va in scena uno degli spettacoli agricoli più incredibili: infiniti letti di paglia accolgono mele giallo-verdi che, distese al sole e girate una a una ogni giorno, prendono il tipico colore rosso acceso e un profumo incomparabile. Questo frutto di eccezionale versatilità diventa protagonista anche in una vasta gamma di specialità locali. È l’elemento chiave del Nurchito, liquore dal ridotto tenore zuccherino prodotto da Alambicco Rosso. Ma anche l’ingrediente d’elezione per dolci creazioni come l’annurcamela, gelato realizzato con la polpa del frutto e il pan di Spagna imbevuto col liquore di mela: viene servito al Bar Normanno, storico punto di riferimento nel cuore di Sant’Agata. E poi c’è la mela candita abbinata al profumo di cannella, anima di soffici panettoni artigianali proposti dal pasticcere contadino Armando Pascarella. Sorprende, invece, il suo utilizzo nei primi piatti, come nel caso dei bigoli con alici di Cetara, mela annurca e mandorle. Una combinazione che unisce la tradizionale pasta fresca fatta a mano con le eccellenze del territorio, condite con burro sannita e finocchietto selvatico raccolto nelle campagne che circondano Sant’Agata. La ricetta viene proposta da Angelo D’Amico nella Locanda Radici a Melizzano, cittadina poco distante che si distingue per il Castello Caracciolo di impronta medievale e gli innumerevoli percorsi naturalistici ai
piedi del monte Taburno. Dovunque, nella zona, il paesaggio parla di mele e muta in una poesia agricola che accompagna l’immersione in altre sfumature del Sannio. Oltre a Dugenta, con il suo Castello Normanno, merita una tappa anche la vicina Telese, dove nello storico centro termale si può beneficiare delle acque sulfuree che sgorgano dal sottosuolo. Senza dimenticare il vicinissimo Parco del Grassano a San Salvatore Telesino, un’oasi naturalistica sulle rive del lago dove l’acqua cristallina e la vegetazione rigogliosa offrono un momento di pura serenità.
Il Giubileo dei detenuti, che si celebra il 14 dicembre, è un invito a considerare le carceri non solo come luoghi di punizione, ma come spazi di rinascita
Fedeli assistono alla messa in occasione del Giubileo della vita consacrata, in piazza San Pietro, Vaticano, il 9 ottobre 2025
Avolte varcare una soglia cambia tutto. Lo sapeva bene papa Francesco, che il 26 dicembre 2024 ha spalancato la Porta santa nel carcere romano di Rebibbia, trasformando un luogo di sofferenza in una «cattedrale della speranza». Quel gesto, simbolico ma potente, ha confermato che anche nei posti più bui può accendersi una luce. E che tutti meritano dignità, ascolto e opportunità di riscatto, anche i fragili, gli esclusi e gli emarginati.
Come i detenuti, che celebrano il loro speciale Giubileo il 14 dicembre. In tutta Italia sono ormai oltre 61mila, a fronte di poco più di 47mila posti disponibili nelle carceri. Sovraffollamento, isolamento, condizioni precarie e dolorose perdite quotidiane mettono a dura prova la loro speranza. Per questo, papa Leone XIV ha compiuto gesti dal forte valore simbolico. Come la lettera inviata a fine ottobre alle persone coinvolte nel progetto Dipingiamo la libertà a Venezia, nato nel carcere femminile della Giudecca, che ha trasformato l’arte in uno strumento di rinascita e inclusione sociale.
Le detenute, insieme agli studenti, hanno costruito un percorso culturale e umano che parla di libertà, fiducia e apertura agli altri. Attraverso la pittura, il dialogo e la collaborazione, si è creato un ponte tra mondi apparentemente lontani: il carcere e la città, la sofferenza e la bellezza condivisa.
Pontificio comitato per la Giornata mondiale dei bambini e direttore del magazine
Pietro
Un altro gesto concreto di speranza è stato compiuto ad agosto, in occasione del pellegrinaggio a Roma di alcuni detenuti della Casa circondariale di Venezia Santa Maria Maggiore. Ricevuti in Vaticano, hanno portato in dono al pontefice un diario del loro cammino, una rivista del carcere e un’agenda, simboli del loro impegno. Il Papa li ha accolti con cordialità e attenzione, ribadendo che ogni vita merita rispetto e ogni percorso di cambiamento va riconosciuto e valorizzato. Già a giugno, alcuni ospiti del carcere di Rebibbia avevano donato al papa una Croce della speranza in argento, simbolo tangibile di rinascita, incoraggiati a credere nella possibilità di costruire un futuro diverso.
Il 14 dicembre, con le celebrazioni e il passaggio attraverso la Porta santa, il Giubileo dei detenuti offre un’occasione di riflessione. Serve a ricordare che le carceri non sono solo luoghi di punizione ma spazi di speranza, in cui la dignità umana e la prospettiva di un domani devono essere coltivati. Investire sulle persone attraverso percorsi di formazione, laboratori culturali, attività professionali e artistiche riduce la recidiva, restituisce senso alle vite segnate dall’errore e consente di guardare oltre la colpa. E un Paese che sa offrire la possibilità di riscatto a chi è fragile è capace di crescere, rinnovare sé stesso e costruire futuro.
Papa Francesco apre la Porta santa nel nuovo complesso penitenziario di Rebibbia, a Roma, il 26 dicembre 2024
Nel film Primavera Tecla Insolia interpreta una violinista che vive in orfanotrofio. E trova la libertà grazie alla musica e all’incontro con un maestro che la cambia nel profondo
di Alessandra Caputo
ntrospettivo, delicato, musicale. Damiano Michieletto porta al cinema Primavera, tratto dal romanzo Stabat
Mater di Tiziano Scarpa, Premio Strega nel 2009. Scritto da Ludovica Rampoldi e prodotto da Warner Bros.
Entertainment Italia con Indigo Film, arriva nelle sale il 25 dicembre.
Ambientata nel ‘700 veneziano, la pellicola racconta la storia di Cecilia, talentuosa violinista che vive in un orfanotrofio.
A darle il volto è Tecla Insolia, 21enne premiata ai David di Donatello 2025 come rivelazione italiana e migliore attrice protagonista per il ruolo di Modesta nella serie L’arte della gioia, diretta da Valeria Golino. Accanto a lei Michele Riondino che interpreta Antonio Vivaldi, compositore e insegnante di violino che le fa sognare una nuova vita.
Nel suo romanzo, Scarpa dice che «il sole fa sbocciare i volti». Nell’orfanotrofio di Primavera la luce si vede poco.
Che cosa illumina quel buio apparente?
Nel film, come nella vita, la luce arriva dagli incontri capaci di farti cambiare. È quel che succede a Cecilia, che trova in Vivaldi un’anima artistica simile alla sua.
Quali sono stati gli incontri importanti della tua vita?
Dal punto di vista lavorativo quelli con il mio agente e con due registe, Valeria Golino e Sara Petraglia. Tutte persone che si sono radicate dentro di me in modo profondo. È qualcosa di simile a quel che è successo a Cecilia con Vivaldi, ovvero il riconoscimento di sé in un’altra persona.
Ti sei sentita capita?
Non sempre si riesce a instaurare con le persone un rapporto a specchio. Io sono stata fortunata a incontrare chi credeva in me e in quel che avrei potuto fare.
Come ti sei preparata per questo ruolo?
Ho studiato per tre mesi il violino, imparando a fingere di suonarlo in maniera credibile. Con il mio insegnante si è creato un bellissimo rapporto. Fin dalla prima lezione, mi ha detto: «In mano a te questo strumento deve prendere una forma, ti devi impegnare». Sono certa di aver fatto il meglio possibile.
Come ti sei relazionata con il personaggio di Cecilia?
Oltre ad aver letto il romanzo di Scarpa, ho girato questo film sapendo che subito dopo avrei recitato in Amata, dove interpreto una donna che resta incinta e lascia la figlia
nella culla della vita. Due ruoli agli opposti, in pratica. Così, nell’estate prima delle riprese, ho iniziato a scrivere dei diari utilizzando calligrafie differenti, come se fossi due personaggi diversi. È stato un lavoro di empatia e immaginazione.
Qual è stata la difficoltà maggiore?
Mi sono sentita un po’ bloccata a livello emotivo. Tutto ciò che succede al mio personaggio le implode dentro e non esplode mai, se non attraverso la musica. Cecilia prova rabbia e sofferenza, ma si rifugia nel silenzio. Usa come mezzo di comunicazione solo l’arte.
Tu hai iniziato come cantante, questo ti ha aiutata a capirla? Comprendo bene l’espressione di sé attraverso uno strumento. Ma a me cantare suscitava un’emozione completamente diversa rispetto a quella provata da Cecilia. Il distacco con l’esterno è un aspetto imprescindibile del film.
Nella vita reale a te piace viaggiare?
Partire per fare esperienze di vita è la cosa più importante di tutte. Anche se ho fatto pochi viaggi non legati al lavoro.
Qual è quello che vorresti fare?
Mi piacerebbe andare a studiare recitazione in un altro Paese, spero di farlo molto presto.
Nel film si mostra la condizione delle bambine negli orfanotrofi. Cosa hai provato?
Sembra una realtà distopica, ma è ancora la sorte di tante ragazze nel mondo. Il film ci pone di fronte a una riflessione, ci fa sentire in colpa. A me trasmetteva un senso di disagio pensare alla situazione assurda che dovevano vivere queste bambine.
Cosa ti spaventa?
Ho paura di tutto quello che verrà. Vorrei capire come vivere il tempo, ma anche come imparare a perderlo, seguendo la mia età. Cercherò di fare il meglio possibile con le possibilità che mi verranno offerte.
Il personaggio che più hai amato interpretare?
Non me ne voglia Cecilia, ma rimango affezionata a Modesta per la sua complessità. È il personaggio dei sogni di qualsiasi attrice perché in lei c’è tutto.
Il ruolo che sogni?
Non lo so, lo devo ancora leggere. Vediamo cosa arriverà.
FRANCESCA F IA LDINI con MASSIMO G IU STI
Storie di dipendenza affettiva e di chi ne è uscito
Mondadori pp. 180 € 18,50
Cosa cerchiamo davvero in una relazione? Quando il desiderio di essere amati diventa bisogno o perfino dipendenza? Come si può spezzare il circolo che ci tiene legati, restituendo dignità e libertà ai sentimenti? Chissà quante volte, parlando di un’amica, di un familiare o di persone che magari conosciamo appena, ci è capitato di esprimerci sulla loro vita sentimentale immedesimandoci, con dispiacere o con disapprovazione, in quelle che sembrano evidentemente relazioni disfunzionali: “Ma perché si lascia abbindolare da un tizio del genere?”. Può sembrare facile uscire da una dipendenza affettiva per chi la vede da fuori, ma per chi la patisce in prima persona appare come una meta complessa, dolorosa e spesso irraggiungibile. Come fossi una bambola nasce dall’incontro di Francesca Fialdini con lo psicoterapeuta Massimo Giusti e dall’esigenza di raccontare le storie di chi è riuscito a uscire da relazioni che magari non lasciano sempre lividi sulle braccia o segni sulla pelle, ma che, giorno dopo giorno, diventano prigioni soffocanti, invisibili e invalicabili, finendo per inibire ogni slancio vitale. Grazie alla chiarezza e alla capacità narrativa di Fialdini e all’analisi psicologica di Giusti, queste storie avvincono il lettore come fossero un romanzo e illuminano come in un saggio, senza giudizi né semplificazioni, dinamiche complesse ma che sono straordinarie nella loro sconcertante ordinarietà, in cui tutti possiamo riconoscerci. Del resto a chi non è mai capitato di rimanere, con la speranza di fare del suo meglio, dentro una relazione in cui sente mortificazione, paura, senso di colpa, pur sapendo di trovarsi in una gabbia dove non riesce più a crescere, a esprimersi, a essere felice? Perché le prigioni sono tante: alcune ce le vestono addosso, su misura, ma altre le costruiamo con le nostre mani senza nemmeno rendercene conto. E sta a noi trovare la chiave per uscirne.
30/09/25 17:36
Non sono una bambola
Dopo
aver sorpreso tutti a Ballando con le stelle, Francesca Fialdini
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ha dato alle stampe il suo nuovo libro in cui affronta il tema delle dipendenze affettive
di Gaspare Baglio gasparebaglio
èsenza dubbio la rivelazione di questa stagione tv, dopo l’exploit a Ballando con le stelle: «Mi sono stupita di me stessa! Ma il merito è anche di Giovanni Pernice, un partner straordinario, creativo e appassionato». Al di là di questa esperienza del sabato sera, Francesca Fialdini è una conduttrice che studia, non resta sulla superficie delle emozioni, ma cerca di entrare nelle storie. Ci è riuscita grazie a programmi come Da noi… a ruota libera e, soprattutto, al gioiellino Fame d’amore, in cui con tatto e dolcezza ha portato in tv il tema dei disturbi alimentari. E ora, insieme allo psicologo Massimo Giusti, ha tirato fuori dal cilindro il libro Come fossi una bambola, sul tema delle dipendenze affettive.
Nel libro racconti storie di persone che hanno vissuto relazioni disfunzionali. Qual è stato l’episodio che ti ha toccato più profondamente?
Alcuni passaggi li ho sentiti molto miei, soprattutto quelli in cui le protagoniste sono state ferite nella loro dignità. Capita spesso di venire definite con parole che sono entrate nell’uso comune. E così non riconosciamo più l’offesa, la svalutazione. Quello che sembra un complimento magari non lo è. Quando accade in un rapporto affettivo, ci si abitua a sentirsi sminuite, ad accontentarsi delle briciole. Questo è il vero potere del manipolatore: togliere valore alla nostra autostima.
Hai affrontato il tema anche a Ballando con le stelle, quando ti sei cimentata nel tango.
Nel programma ho interpretato proprio le storie raccontate nel libro, con donne accecate da quello che inizialmente sembra un amore travolgente, ma poi si rivela una benda sugli occhi, capace di trascinare in un vortice. Quando quella benda finalmente cade, ci si può rialzare con dignità e andarsene.
In un’epoca in cui la fragilità viene nascosta, quanto è importante raccontare storie di sofferenza?
Spesso mostriamo solo la parte più forte di noi. Ma far parlare le persone uscite dal tunnel di una dipendenza, anche affettiva, è la chiave: può ispirare a chiedere aiuto, a entrare in terapia, a spezzare la catena. Con Fame d’amore abbiamo dimostrato che si può guarire, contro il pregiudizio di chi pensa che i rapporti tossici non finiscano mai. Le donne di questo libro ne sono la prova: si può uscire dalle dipendenze affettive se si cura la ferita originaria. Richiede un grande lavoro su sé stessi e il coraggio di mettere in discussione la propria idea d’amore.
La tua qual è?
Rimango fortemente antiromantica, se per romanticismo si intende un linguaggio pieno di frasi apparentemente gratificanti ma in realtà ingannevoli. Dietro a quello che sembra un grande amore si può nascondere il love bombing e la fase di idealizzazione iniziale lascia poi spazio alla svalutazione e alla manipolazione.
C’è qualcosa su cui ti sei ricreduta, invece?
Penso che una rapporto sentimentale vero e sano sia possibile.
In Fame d’amore hai raccontato la dipendenza dal cibo e quella affettiva. C’è un legame tra le due?
Sì, strettissimo. Chi non guarisce da un disturbo del comportamento alimentare quasi certamente vivrà una dipendenza affettiva. È lo step successivo.
Ti sei mai sentita una bambola nella vita o nella carriera?
Forse lo sono stata tante volte, senza accorgermene.
Chi ti ha insegnato a credere nella rinascita dopo una crisi o una dipendenza?
La mia psicoterapeuta, che è una gran figa! (ride, ndr) Ogni tanto faccio il tagliando, come dico io. Racconto queste storie perché vorrei far nascere nelle persone il desiderio di andare in terapia.
Con questa consapevolezza, chi è oggi Francesca Fialdini?
Vorrei scoprirlo solo alla fine di questo viaggio, che spero sia il più lungo possibile.
francifialdini
al palco
È stato questo il percorso di Jonathan Canini, giovane talento toscano che sta girando l’Italia a suon di sold out con lo spettacolo Vado a vivere con me
i Dal web
l padre falegname, la provincia toscana, le esibizioni nei teatri e un sogno da realizzare. Se Pinocchio fosse nato nel terzo millennio forse avrebbe un canale youtube, sfiorerebbe il milione e mezzo di follower e si chiamerebbe Jonathan Canini.
Cresciuto a pane, social e comicità, oggi muove i fili della risata. Dopo un’estate da tutto esaurito, la winter edition del suo spettacolo Vado a vivere con me prosegue con successo sui palcoscenici italici: il 12 dicembre è a Brescia, il 14 a Montecatini Terme (Pistoia), l’ultimo dell’anno a Cascina (Pisa), mentre il 4 febbraio sarà di scena a Torino.
Niente Geppetto, niente balena e niente fata turchina: solo una lavatrice da addomesticare, un ferro da stiro ribelle e una quotidianità che diventa avventura. In attesa del prossimo show che, tanto per rimanere in tema con la favola di Carlo Collodi, avrà come filo conduttore le bugie.
Com’è nato lo spettacolo?
Tutto è cominciato quando ho deciso di andare a vivere da solo e mi sono scontrato con i vari elettrodomestici. Uno su tutti: la lavastoviglie. È stato un periodo pieno di scoperte e disastri, ma anche molto divertente.
Hai sempre giocato con i personaggi della Toscana, ma la tua comicità ha varcato i confini regionali.
Ho iniziato a fare cabaret a 16 anni per divertimento, con un gruppo di amici. Ci esibivamo al circolo del paese, davanti a dieci persone, 15 se andava bene. Quando ci chiamavano per uno spettacolo fuori dal comune era come andare all’estero.
Ora portare il mio show in giro per l’Italia è un orgoglio enorme.
Chi ti ha ispirato per i personaggi?
I miei parenti e le persone incontrate nel tempo. Venendo da una piccola realtà, ho sempre osservato chi mi circonda per rielaborarne il carattere. Anche se a volte ho dovuto stemperare il lessico troppo colorito di certi personaggi. Dal web fino ai sold out a teatro. Te lo aspettavi?
Onestamente no. Conosco la difficoltà di portare gente a teatro. Ho iniziato a vedere un cambiamento dopo i primi video in vernacolo toscano. Ricordo un episodio: lavoravo con il mio babbo, facevamo consegne di mobili. Un giorno,
a Ponsacco, una signora mi riconobbe mentre portavo un armadio e volle fare un selfie con me insieme al figlio. Mio padre rimase spiazzato: non vedeva di buon occhio il mio percorso da cabarettista, temeva perdessi tempo. Da lì ho capito che poteva esserci una connessione tra web e spettacoli dal vivo: ho cavalcato l’onda costruendo Cappuccetto rozzo, il mio primo one man show. Se ripenso al pienone che c’era alla prima, al Teatro comunale di Santa Maria a Monte, vicino a Pisa, mi sembra ancora un miracolo.
Ti definiscono l’erede della comicità toscana. Ti senti figlio di quel mondo o vuoi rompere con la tradizione?
Definirsi figlio è tanto. A volte mi paragonano a Benigni, Nuti, Pieraccioni o Panariello. Ma non ho fatto nulla in confronto a loro, che sono davvero capaci di emozionare il pubblico e lasciare un segno profondo. Mi godo il momento, ma sogno di poter raccontare una storia attraverso il cinema. Magari diretto da Paolo Virzì, che amo tantissimo. Così come ho la passione per il Neorealismo, il cinema di Fellini, Bolognini e Visconti. E la comicità di Massimo Troisi.
La regia del tuo spettacolo è firmata da Walter Santillo, autore tv di lunga data che ha collaborato con grandi nomi dello showbiz, da Raffaella Carrà a Carlo Conti. Come ti trovi con lui?
È davvero un onore lavorare con Walter. Mai mi sarei sognato di farlo. Venne a vedermi con Carlo Conti al Teatro Puccini di Firenze. Dopo lo spettacolo, entrambi si complimentarono con me e già quello fu un orgoglio enorme. Pochi giorni dopo, mi chiamò Walter: a cena gli parlai di un’idea embrionale e così nacque Vado a vivere con me
A primavera parte il nuovo spettacolo sulle bugie. Qualche anticipazione?
Il titolo dovrebbe essere Te lo giuro sul tuo ex. Viviamo in un mondo in cui la menzogna è diventata una specie di salvagente per evitare situazioni spiacevoli o mostrarci al mondo – soprattutto sui social – per quello che non siamo. E tu chi sei?
Una persona estremamente curiosa e grulla, tanto per usare un aggettivo toscano! (ride, ndr).
jonathancanini
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JonathanCaniniOfficial jonathancanini9612
di Gaspare Baglio gasparebaglio
palco
ar e La moda si fa
Un progetto nato da un profondo legame, quello tra Giorgio Armani e la città che lo stilista aveva scelto per vivere e lavorare, di cui ammirava l’eleganza e la vitalità intellettuale.
A questo sodalizio la Pinacoteca di Brera dedica la mostra Giorgio Armani: Milano, per amore, aperta fino all’11 gennaio, che celebra 50 anni di creatività accogliendo nelle sue sale anche opere capaci di
La Pinacoteca di Brera, a Milano, celebra per la prima volta uno stilista. E mette in mostra oltre 120 creazioni di Giorgio Armani per raccontare la sua eleganza senza tempo di Cecilia Morrico MorriCecili morricocecili
raccontare l’arte dal Medioevo all’800. L’esposizione, che presenta una selezione di abiti provenienti dall’archivio della casa di moda, è stata in parte curata dal maestro, scomparso lo scorso settembre. Un progetto intrapreso con umiltà e con la consueta ricerca della perfezione: non per cercare un dialogo diretto tra i suoi capi e i quadri di Raffaello o Caravaggio presenti nella galleria, ma per entrare in sintonia con
l’atmosfera che il museo trasmette ai visitatori. L’obiettivo era trovare una coerenza tra le sue collezioni e il percorso espositivo, le sale organizzate cronologicamente e gli stili delle diverse correnti artistiche. Ed ecco che pittura e moda si incrociano, sorprendendo piacevolmente i visitatori con contrasti cromatici e materici. Tessuti in pizzo o in seta e giacche destrutturate si inseriscono con naturalezza tra i racconti di potere e di fede raffigurati nei quadri alle pareti.
Oltre 120 creazioni incarnano perfettamente l’estetica di Re Giorgio: la rilettura della sartorialità, la predilezione per i colori neutri, l’amore per la ricchezza inaspettata
di lavorazioni e ricami. Tutti segni distintivi di un estro misurato che si rivela poco alla volta e cambia la definizione stessa di sobrietà. I manichini, invisibili, lasciano che siano gli abiti a evocare i corpi. Posti al centro delle sale come isole, diventano a loro volta opere senza tempo, firmate da uno dei più grandi creativi italiani. La mostra su Armani è la prima nella storia della Pinacoteca di Brera dedicata alla moda: un evento storico che invita i visitatori a riconoscere lo stile come una forma d’arte. pinacotecabrera.org armani.com pinacotecabrera | giorgioarmani
Nature?
Garfagnana Sun?
Freedom?
FARAONI Nel regno dei
Sarcofagi, amuleti e oggetti di vita quotidiana. In mostra a Roma oltre 130 reperti dell’antico Egitto, che raccontano la storia di una delle civiltà più antiche
di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
foto di Massimo Listri
Un faraone dal volto d’oro, un operaio che lavora la birra, uno scriba a gambe incrociate con un papiro sulle ginocchia. Sono personaggi di secoli fa che sembrano ancora vivi grazie alla capacità di trasmettere un’emozione e polverizzare il tempo. Il fascino globale dell’Egitto, civiltà regina tra le antiche, si rinnova a Roma con Tesori dei faraoni
La mostra evento, alle Scuderie del Quirinale fino al 3 maggio, è un viaggio che annulla le distanze temporali, un’esperienza arricchita da conferenze a tema, visite e laboratori per bambini. Per la prima volta nella Capitale sono esposti tanti capolavori provenienti dalla terra del Nilo, usciti per la maggior parte dal Museo egizio del Cairo e dal Museo di Luxor. In tutto 130, ognuno eccezionale per pregio, finezza e valore storico.
Roberto Giacobbo è l’accompagnatore d’eccezione per chi sceglie l’audioguida. La voce del divulgatore scorta i visitatori e le visitatrici in un percorso a ritroso di tre o quattro millenni, lungo il quale si incontrano personaggi che sembrano
Un particolare del sarcofago della regina Ahhotep II
entrare in dialogo con chi attraversa le sale. L’impatto con la bellezza è immediato: su tutto, nella prima stanza risalta il sarcofago in legno dorato di Ahhotep II. Della regina, che si impegnò nella battaglia contro gli Hyksos, è esposto anche un riconoscimento al valor militare: un gioiello d’oro composto da un semplice filo e tre mosche giganti dagli occhi sporgenti, che sembrano veri. Proprio questo metallo prezioso è uno dei protagonisti della mostra. Incorruttibile, era considerato il più adatto a rappresentare l’immortalità: si credeva, infatti, che il corpo degli dèi fosse fatto d’oro. Altri pezzi splendidi raccontano di Psusennes I: un collare, ritrovato avvolto nella sua mummia, è il più grande gioiello antico mai scoperto. È formato da seimila dischetti in sette file chiusi da un fermaglio e da una serie di cordicelle con campanelli. Sono aurei anche la copertura e i copridita della mummia, così come un mestolo rituale, a forma di uccello stilizzato, parte del corredo funerario insieme ad amuleti, coppe e gioielli. La scoperta della tomba del faraone è stata
Gioiello in oro, decorazione al valor militare della regina Ahhotep II
straordinaria, paragonabile solo a quella della sepoltura di Tutankhamon, ma meno nota poiché avvenuta nel 1940, in piena Seconda guerra mondiale.
Splende in un’altra sala il sarcofago esterno di Tuya, un’altra nobile della Valle dei Re. E commuove, oltre che stupire per la sua bellezza, la preziosa sedia con scene figurate appartenuta a sua nipote, la principessa Sitamon: un oggetto domestico usato in vita e deposto come dono nella tomba dei nonni, a testimoniare l’affetto della discendenza.
Al di sopra di tutto, gli dèi proteggono con la loro presenza. Come Nut, che ha le ali spiegate per avvolgere i suoi fedeli, rappresentata sui sarcofagi. O Hathor, dea della bellezza e della maternità, raffigurata con la sua caratteristica parrucca e le orecchie bovine su due amuleti, uno in lapislazzuli e un altro in oro.
In una vetrina cattura l’attenzione l’occhio udjat, un potente amuleto legato alla storia di Horus, a cui il fratello cattivo Seth aveva provato a danneggiare la vista, ma che riuscì con l’aiuto divino a sanare il suo occhio. Egitto vuol dire faraoni, immortalità e regno dell’aldilà, ma anche vita quotidiana. A riassumere questo aspetto sono le statuine degli ushabti che, posizionate nelle tombe dei defunti, prendono il posto dei lavoratori nel mondo ultraterreno. Una di queste, in legno dipinto, ritrovata nella tomba di Yuya e Tuya, rappresenta un servitore addetto alle attività agricole e a quanto necessario al suo padrone. Raccontano le abitudini giornaliere di questa civiltà la statuina di un servitore che prepara la birra e quella di uno che macina il grano per fare il pane, una bevanda e un cibo fondamentali nell’alimentazione degli antichi egizi.
Il grande collare di Psusennes I
Al fianco dei re e delle persone comuni ci sono i luoghi. Tra questi la Città d’oro voluta da Amenhotep III, a cui è dedicata una sezione della mostra. È una delle scoperte recenti di Zahi Hawass, archeologo egiziano e noto volto televisivo, che dal 2021 si dedica soprattutto agli scavi nelle zone urbane, che hanno portato alla luce il quartiere degli operai, i magazzini per le provviste, i forni per gli alimenti e un’officina per produrre mattoni crudi.
Tra i reperti visibili a Roma conquista lo sguardo, nell’ultima sala, la Triade di Micerino, scultura in pietra che prende il
nome da uno dei faraoni a cui è intitolata anche la più piccola delle piramidi di Giza. Attira poi l’attenzione la splendida maschera aurea di Amenemope: ha il volto perfetto di un sovrano che appartiene ormai al divino. In chiusura, la Mensa Isiaca, un reperto prezioso in bronzo, scuro come la notte, e figure di dee e dèi realizzate in argento, come fossero stelle. Un prestito eccezionale del Museo egizio di Torino, a suggellare il legame culturale profondo tra l’Italia e l’immortale terra dei faraoni. scuderiequirinale.it
La statua del sindaco Sennefer, con accanto la moglie e, al
ALLA
MOSTRA CON LE FRECCE
Chi raggiunge Roma in treno per vedere la mostra Tesori dei Faraoni ha diritto a riduzioni sull’ingresso e a sconti sugli acquisti al bookshop delle Scuderie del Quirinale. Il costo del biglietto è di 16 euro invece di 18 per i viaggiatori delle Frecce in possesso di Carta FRECCIA e per chi si muove in Intercity, Intercity notte e, in alcuni casi, anche in Regionale. trenitalia.com
GRUPPO FS E MUSEO EGIZIO DI TORINO INSIEME PER LA CULTURA
Promuovere progetti e iniziative di ricerca, divulgazione, formazione e valorizzazione del patrimonio archeologico e culturale. È questo l’obiettivo del Memorandum of Understanding, siglato tra la Fondazione Museo delle antichità egizie di Torino e Archeolog, ente del terzo settore del Gruppo FS che, in sinergia con le soprintendenze del ministero della Cultura, contribuisce al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione dei reperti venuti alla luce durante la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture stradali e ferroviarie. archeolog.it
centro in basso, la figlia
Il principedi Napoli
Il grande comico partenopeo Totò viene celebrato nella sua città, fino al 25 gennaio, tra memorabilia inediti e ricordi poetici
di Gaspare Baglio gasparebaglio
Totò a Napoli in un ristorante davanti a Castel dell’Ovo
Totò torna a casa. A Palazzo Reale, fino al 25 gennaio, è possibile ammirare Totò e la sua Napoli, mostra che celebra l’amore lungo una vita tra un attore e la sua meravigliosa e ispirante città. Perché il principe della risata non è solo la maschera impersonata da Antonio de Curtis, ma incarna i sentimenti di un popolo, la filosofia da vicolo, quel «ma mi faccia il piacere» più efficace di mille trattati.
Fotografie, filmati, costumi e poesie raccontano l’uomo e, in alcune occasioni, fanno pure commuovere, come succede con il video che mostra le lacrime trattenute da
Nino Taranto durante l’ultimo saluto al grande interprete, compagno di tante avventure cinematografiche. Chi visita l’esposizione può addirittura entrare nel laboratorio segreto del saltimbanco capace, col suo sguardo storto, di essere principe e scugnizzo, tragedia e risata, persona e personaggio.
Se Napoli ha scolpito Totò, lui l’ha reinventata in teatro senza sipario, alternando marionette struggenti e poetiche sgrammaticature. Un viaggio che mette al bando la nostalgia e ricorda come la sua comicità, oggi più di ieri, parli (senza prendersi troppo sul serio) ai giovani in cerca di libertà e identità. Forse per questo, a pensarci bene, Totò non torna: non se n’è mai andato.
Totò in abiti di scena
Una sala della mostra
«La fotografia è la vita raccontata», diceva spesso durante le interviste. E quando ti chiami Letizia Battaglia e per mezzo secolo hai fotografato
la tua terra e la storia che accade davanti all’obiettivo, allora, la vita ti esplode a ogni click: bambini che giocano tra le macerie, donne dai volti segnati, funerali di Stato e strade di quartiere.
C’è la Palermo insanguinata dalla mafia, ma anche quella intima, popolare, tenera e ruvida delle vie secondarie e nascoste. La violenza in presa diretta e la bellezza autentica convivono, senza retorica. La grandezza degli scatti di Battaglia, molti divenuti iconici, è proprio questa: amalgamare con feroce delicatezza cronaca e poesia, urgenza della denuncia e pietà dello sguardo, dolore e fierezza. Bianco e nero, come la tecnica che la caratterizza.
A Forlì la voce per immagini della fotografa siciliana, scomparsa nel ‘22, risuona in una mostra che raccoglie
50 anni di lavori. Al Museo civico San Domenico, fino all’11 gennaio, oltre 200 immagini restituiscono la parabola intera di un’artista che ha fatto della fotografia un gesto politico, un modo di stare al mondo e di raccontarlo senza filtri. Letizia Battaglia. L’opera: 1970-2020, curata da Walter Guadagnini e realizzata da Camera - Centro italiano per la fotografia e dal Jeu de Paume di Parigi, oltre a essere una retrospettiva corredata da libri, giornali e riviste provenienti dall’archivio dell’artista, testimonia la varietà dei suoi interessi e la continuità del suo impegno civile. Ogni immagine è un atto d’amore e di ribellione, una presa di posizione etica. Battaglia non osserva, partecipa. E al suo sguardo aderisce anche chi guarda. «Non è una fotografia spiegabile solo per via fotografica», scrive Guadagnini nel catalogo, «è il risultato di una serie di tensioni che confluiscono nell’apparecchio e nel gesto della mano, ben oltre il dato professionale. È certamente una fotografia d’azione».
Senza distogliere
lo sguardo
Bambini che giocano tra le macerie, donne dai volti segnati, funerali di Stato e strade di quartiere. C’è tutta la Palermo di Letizia Battaglia in mostra a Forlì, fino all’11 gennaio
di Sandra Gesualdi sandragesu
In effetti, il lavoro dell’artista nasce dall’incontro fra parola e immagine, dalla necessità di dare voce a chi non ne ha. È un linguaggio diretto, senza ambiguità, che punta alla verità, mai neutra. I suoi scatti incarnano la responsabilità: di una presenza, di una ferita condivisa, di una indigenza fiera. Negli anni, Battaglia ha esteso la sua militanza alla politica, alla cultura, alla formazione delle nuove generazioni. Ha fondato riviste, una casa editrice, centri di ricerca, trasformando ancora una volta la sua professione in bene comune. Battaglia fotografa non può esimersi dall’essere stata cittadina del mondo che ha scelto di restare dalla parte dell’umanità, anche quando intorno trionfava la morte. Le sue immagini continuano a chiedere giustizia, verità, bellezza. Senza distogliere mai lo sguardo. mostrefotograficheforli.it camera.to
Rosaria Schifani, vedova dell'agente di scorta Vito, ucciso insieme al giudice Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i suoi colleghi Antonio Montinaro e Rocco Dicillo. Palermo, 1992
Dare un’opportunità a giovani promesse del canto. È l’obiettivo di Opera for Peace, che si impegna a far emergere talenti della lirica che vivono in contesti di disagio sociale o in Paesi dove i diritti fondamentali sono limitati di Francesca Ventre - f.ventre@fsitaliane.it
il potere della musica e le emozioni della lirica si mettono al servizio della società e dei giovani. Il progetto Opera for Peace è nato nel 2019 per offrire una possibilità a ragazzi e ragazze, promesse della scena canora, provenienti da contesti svantaggiati. Giovani che hanno talento ma vivono in Paesi dove i diritti fondamentali sono limitati oppure non hanno possibilità economiche per studiare e coltivare le loro abilità da tenori e soprani. L’organizzazione no-profit ha sede a Roma, città simbolo della tradizione operistica mondiale. È sufficiente ricordare la Tosca di Giacomo Puccini per pensare a Castel
Sant’Angelo e Palazzo Farnese, dov'è ambientato il dramma. «Il progetto nasce con l’idea di creare un futuro per le nuove generazioni. Credo nella forza del cambiamento. La cultura riesce a unire le diversità, costruendo percorsi di pace», sottolinea Julia Lagahuzère, fondatrice e direttrice generale di Opera for Peace. Un obiettivo che si concretizza nel dare l’opportunità a chi partecipa di frequentare lezioni e masterclass e di esibirsi in eventi ospitati in luoghi storici o iconici del mondo. Dal 2022 sono stati organizzati anche soggiorni di formazione a Roma, Parigi e Washington D.C., lo scorso novembre.
«Negli anni abbiamo formato quasi 80 artisti, li selezioniamo grazie a contatti sul posto, in base anche alla loro motivazione per raggiungere il successo. Molti non avrebbero potuto calcare questi importanti palcoscenici. Ognuno, infine, deve avere un forte senso di responsabilità per onorare la borsa di studio assegnata». Gli artisti emergenti, infatti, diventano modelli di riferimento e si impegnano per aiutare i nuovi a sviluppare un senso di responsabilità.
Le provenienze sono le più disparate, dall’Iran al Messico, dagli Stati Uniti alla Cina. In particolare, «chi viene dal
Sudafrica è consapevole che preferire l’opera e il canto vuol dire innanzitutto allontanarsi dalla droga e dalla delinquenza. Una scelta impegnativa, anche perché la carriera musicale non è vista dalle famiglie come una vera professione, anzi è molto osteggiata».
Tante sono le storie di difficoltà e successo nello stesso tempo. Forooz Razavi, per esempio, viveva in Iran, dove le donne subiscono forti limitazioni ai loro diritti e non possono cantare in pubblico. Ora, a 30 anni, è una degli ex cadetti del Teatro alla Scala di Milano, abita a Torino e ha trovato qui l’amore.
L’esibizione dell’Accademia Opera for Peace 2023 a Parigi
Un’altra talentuosa giovane, Betty Garcés, viene dalla Colombia. Ha lasciato tutto e si è trasferita in Germania dove ha vissuto anche un periodo da homeless. Ora ha grande successo lì e nel suo Paese d’origine.
Un’altra storia di riscatto è quella di Darius Jackson, ragazzo di Philadelphia, nero e gay, che non aveva mai viaggiato e neanche detto alla famiglia della sua passione. «Dopo aver cantato a Parigi», racconta Julia senza nascondere la sua commozione, «ha dichiarato che la sua vita cominciava da quel momento».
Oltre a rappresentare una possibilità di crescita per le singole persone, il progetto promuove anche iniziative che richiamano l’impegno collettivo. A settembre scorso, con il concerto Donne per la pace, nello storico e centralissimo Palazzo Farnese, a Roma, Opera for Peace ha riacceso i riflettori sull’universo femminile, spesso esposto a ingiustizie e disparità. A fine anno, invece, la Tour Eiffel diventa scenario per l’esibizione di tanti giovani a Parigi. Ma Julia ha ancora un sogno da realizzare: un concerto aperto a tutti nel cuore della Caput mundi, in piazza del Popolo. operaforpeace.org
Lagahuzère, fondatrice e direttrice generale di Opera for Peace, in occasione dell’Accademia 2025 a Washington D.C. L’evento Donne per la Pace nel
Julia
Palazzo Farnese di Roma, a settembre 2025
Il diritto a
stare
bene
Superate le 50mila firme necessarie, la proposta di legge che mira a creare un servizio psicologico nazionale è pronta per essere discussa in Parlamento
di Irene Marrapodi - ir.marrapodi@fsitaliane.it
Un sostegno psicologico in ogni spazio pubblico, dalle classi scolastiche ai luoghi di lavoro, dalle associazioni sportive agli ospedali e alle carceri. È ciò che chiede la campagna Diritto a stare bene, portata avanti dal coordinatore nazionale Francesco Maesano. Dopo aver superato in pochi mesi la soglia minima delle 50mila firme, la proposta di legge di iniziativa popolare sarà discussa in Parlamento nel 2026.
L’obiettivo non è solo migliorare la salute mentale e la sicurezza delle persone ma favorire una crescita collettiva. Anche sul piano economico. Cosa intende?
Uno studio dell’università La Sapienza di Roma ha dimostrato che un percorso psicologico continuativo di almeno sei mesi può avere effetti concreti non solo sul benessere mentale, ma anche sull’utilizzo dei servizi medici. Al vasto campione preso in esame, infatti, è bastato per ridurre del 50% gli accessi al pronto soccorso, del 15% le visite specialistiche, del 10% le analisi strumentali. Investire in psicologia, quindi, significa alleggerire la spesa sanitaria e accorciare le liste d’attesa. Inoltre, in Italia ci sono circa due milioni di Neet, giovani che non studiano e non sono occupati. Ma su queste persone, che abbandonano scuole, università e lavoro, è stato investito denaro: la formazione è la terza voce di spesa del bilancio pubblico. La scommessa della nostra proposta di legge è riuscire a recuperare una parte della spesa intervenendo su questo giacimento inesplorato.
Come si può realizzare quest’obiettivo?
C’è bisogno di un grande investimento per consentire allo
psicologo di entrare nei luoghi in cui si svolge la vita delle persone, nelle comunità. Per poter intervenire prima che si manifestino episodi di violenza, suicidio, abbandono scolastico. In pratica, vogliamo istituire in Italia un diritto alla psicologia, che in questo momento è un lusso.
Che cosa proponete nel concreto?
Oltre alla presenza di uno specialista nei luoghi di aggregazione, vorremmo uno psicologo di base capace di affiancare il medico di famiglia. E il potenziamento del bonus psicologo, che al momento copre solo una minima parte delle richieste. Nella proposta di legge c’è anche la riforma della formazione per i professionisti, a partire dallo stipendio per gli specializzandi. E poi chiediamo un programma di educazione sessuale e affettiva: non può essere affidata alle famiglie perché significherebbe lasciare tutto così com’è. Infine, vorremmo anche l’introduzione ufficiale degli Oeas, gli Operatori all’emotività, all’affettività e alla sessualità per le
persone con disabilità psichica o motoria.
Chi ha partecipato alla vostra campagna?
Un folto gruppo di psicologhe, psicologi e docenti universitari ha lavorato per tre anni a una proposta di legge utile a istituire in Italia un vero servizio pubblico di psicologia. Poi, senza media partner né partiti politici di riferimento, abbiamo iniziato a raccogliere le firme e a chiedere alle persone tramite instagram di fare attivismo insieme a noi. Ci aspettavamo una decina di volontari: ne sono arrivati 1.500. E abbiamo raggiunto oltre 25mila seguaci sui social. In pochi giorni si sono formati i coordinamenti regionali, territoriali e cittadini.
Come sono composti?
I coordinatori e gli attivisti sono quasi tutte donne, ma anche tra le firme si conta un 75% di partecipazione femminile. In particolare, oltre la metà di chi ha firmato è una donna under 27.
Avete trovato una spiegazione a questo fenomeno?
Almeno un paio. Innanzitutto, purtroppo, molti uomini credono ancora che ammettere di non star bene sia una forma di debolezza: è un tema culturale. E poi c’è da dire che le ragazze percepiscono la nostra legge come una forma di protezione e di prevenzione rispetto alla violenza di genere, alla possibilità di trovarsi in una relazione con un individuo abusante. E questo è probabilmente uno dei motivi principali che le spinge a impegnarsi in maniera così preponderante.
dirittoastarebene.it
Francesco Maesano
LA NOSTALGIA
Il ragazzo che era, i momenti felici, l’amore per la moglie, gli errori e le fragilità. Pupi Avati si racconta nel suo ultimo libro Rinnamorarsi
La trattoria profuma di ragù e legno antico. Lui parla piano, come chi non vuole disturbare il ricordo che porta con sé. Ma deciso, consapevole di custodire memorie lucide di una vita, ben scalfite. Pupi Avati, classe 1938, sorride, come solo chi ha da raccontare una vita sa fare. «Solo domande serie, ma rispondo come voglio», avverte. E in effetti è già lì, autentico, disarmato e disarmante.
Il tuo libro, Rinnamorarsi , sembra un gesto di rinascita. Da dove arriva questo nuovo innamoramento?
Dalla seduttività che provo verso me stesso. Per amare di nuovo qualcuno devi prima fare i conti con te. Io, invecchiando, ho sentito la nostalgia di Pupi: la mia assenza nel mondo che mi circonda, familiare, umano, sociale. È lì che ho avvertito che stavo tornando il ragazzo di allora, quello ingenuo, capace di emozioni adolescenziali.
E questo ritorno passa da tua moglie, protagonista delle tue pagine…
Sì. A 82 anni lei è tornata a essere una ragazzetta seducente. Non per il fisico – quello appartiene ai ricordi – ma per la forza che porta con sé. Ho scoperto che in amore non è necessaria la reciprocità. Io mi sono rinnamorato di lei; lei no di me. E va bene così. Ti sei rinnamorato dell’amore, allora?
Di mia moglie, ripeto, della vita, di tutto quello che avevo smesso di guardare.
Che cosa è rimasto del ragazzo bolognese che la accompagnava a ballare?
Niente. E tutto. Ho ritrovato la nostalgia del presente e la capacità di mettere da parte i momenti felici perché durano un attimo. La sera, prima di addormentarmi, li ripasso. Mi tolgono l’angoscia.
Se questa nostalgia fosse un’immagine?
Sarebbe una persona ingenua che crede ancora ai miracoli. Ai sogni esagerati, quelli che nessuno ha il coraggio di pensare.
Come hai fatto a sognare in grande?
Non avevo alternative. I sogni piccoli erano per i falliti. Con loro Bologna era spietata e io, all’inizio della carriera, ero un super fallito. Così sono scappato a Roma per cercare il miracolo. E lì il miracolo è arrivato.
Nei tuoi film e lavori hai raccontato spesso storie piccole, periferiche.
Racconto le mie sconfitte. Le persone si riconoscono in quelle. Ho chiuso con quelle vecchie. Le nuove sono in corso. Nel libro parli di gentilezza, umanità. Sono ancora valori salvi nel tempo attuale?
Rinnamorarsi lo considero un bugiardino per il prossimo mondo: prepara alle sorprese della vita, alle persone che non abbiamo visto, ai luoghi che non abbiamo amato. È un invito a guardare meglio.
Hai un rimpianto?
Di essere stato inadempiente verso il mio tempo: con tutto quello che ho fatto, potevo fare di più. Ogni mattina quando mi sveglio credo di avere ancora 17 anni, poi il mio fisico mi dice che ne ho 86.
Hai mai tradito la tua coscienza?
L’ho zittita, come fanno in molti. Sovrastato dalla bellezza di qualcosa, ho perso il controllo. Sbagliando.
Di cosa avrebbe bisogno oggi il cinema italiano?
Di un Paese di riferimento. Non ce l’ha più. Siamo colonizzati: i giovani sono giovani americani che contestano l’America comportandosi da americani.
Arriva il cameriere con il vino. Avati se ne versa un po’ e solleva il bicchiere, come un segno di tregua.
Perché hai scelto anche il teatro per raccontare la tua storia?
Per legittimare i ragazzi ad avere un’attesa, un’aspettativa.
A dire loro che i miracoli, qualche volta, capitano.
L’incontro più importante della tua vita?
Quello con mia moglie. Lei ha inciso su di me più di chiunque altro, nel bene e nel male. Continua a esserci con una premura che a volte non capisco, ma che sento.
Il libro che rileggeresti ogni giorno?
La ballata del vecchio marinaio, di Samuel Taylor Coleridge. Una parola, una soltanto, che ti rappresenta? Sempre.
E sorride come quel ragazzo che, forse, non se n’è mai davvero andato: «Posso farti una carezza?». «Certo».
di Sandra Gesualdi sandragesu
NOSTALGIA del presente
Solferino pp. 128 € 15
Rachid Benzine
Corbaccio, pp. 144 € 14
Un romanzo che celebra il potere salvifico delle parole e della lettura. Nabil, libraio sotto le bombe, racconta al fotografo Julien la sua vita segnata da dolore e speranza.
Ogni mattina, in una Gaza martoriata e distrutta, apre il suo piccolo negozio: le pagine scritte diventano atto di resistenza e libertà, respiro e impegno politico. Un testamento d’amore per la letteratura, capace di dare voce all’umanità anche tra gli orrori e le macerie della guerra.
KIDS
ROLANDO LELEFANTE FESTEGGIA
IL NATALE
Louise Mézel
Sinnos, pp. 64 € 12 (da 5 anni)
Rolando torna con tutta la sua simpatia in una storia natalizia ricca di fantasia e tenerezza. Tra addobbi, regali e dolci con fragole e cioccolato, l’elefantino vive con trepidazione la notte della Vigilia. Ha pensato a tutto per accogliere Babbo Natale: ha pulito casa, cucinato, invitato amici, organizzato un concerto. Un racconto coinvolgente, scritto in stampatello, perfetto per i primi lettori e per chi vuole riscoprire la gioia dell’amicizia e delle Feste.
ON MY SKIN
Alessandra Caputo
Casa editrice Pagine, pp. 183 € 16
Un viaggio emotivo che scava nel trauma e nella rinascita attraverso due voci narranti complementari. Gabby, biologa marina solare e ottimista, e Alex, avvocato newyorkese ombroso, riservato e tormentato, si muovono in un equilibrio fragile dove desiderio e paura convivono. Il mistero di un tatuaggio sul bicipite di lui, un volto sconosciuto di donna, guida la trama come una mappa interiore. Una storia intensa, in cerca di verità, che parla di fiducia, guarigione e amore maturo.
DISNEY CHRISTMAS CLASSICS
AA. VV.
Panini, pp. 248 € 35 (da 10 anni)
Strenna imperdibile per tutti gli appassionati del genere, nata nel 1960 da un’idea di Frank Reilly, direttore e amministratore del reparto comics. Una serie di storie che celebrano il Natale con piccole avventure a fumetti interpretate dai personaggi più noti dell’universo Disney: da Peter Pan a Biancaneve fino ai protagonisti degli acclamati film La bella e la bestia e Il re leone. A completare il volume sei storie mai pubblicate in Italia e un redazionale di approfondimento. G.B.
MESOPOTAMIA
Olivier Guez
La nave di Teseo, pp. 384 € 22
Un romanzo che restituisce voce e luce a Gertrude Bell, figura singolare e dimenticata della storia mediorientale. Archeologa britannica, diplomatica e spia in grado di parlare arabo e persiano, Bell attraversò con sapienza deserti e intrighi politici nel dopoguerra, contribuendo alla nascita dell’Iraq moderno. Con scrittura epica e precisa, l’autore intreccia biografia e narrazione storica, dipingendo il ritratto di una donna libera e visionaria. Tra avventura, potere e solitudine.
VIDA E LA MISSIONE DI RE INVERNO
Bjarne Reuter
Iperborea, pp. 160 € 15,50 (da 8 anni)
Per un’improvvisa bufera di neve, Vida e il fratello Karl rimangono bloccati a casa del nonno, fonte inesauribile di storie, in un paesino nella natura. Con loro ci sono il gatto Mosè, il pappagallo Paolo e il cavallo Salomone von Olsen. Nel bosco Vida incontra una creatura che per diventare un vero folletto deve superare una prova assegnata da Re Inverno. Un libro dell’avvento, in 24 capitoli, uno per ogni giorno di dicembre, fino alla Vigilia di Natale. G.B.
IL LIBRAIO DI GAZA
a cura di Sandra Gesualdi
Natale da fantascienza
Ambientato in un lontano futuro Avatar: Fuoco e cenere, del premio Oscar James Cameron, fa viaggiare nuovamente gli spettatori alla volta del pianeta Pandora, popolato dall’ormai celebre specie aliena na’vi. Prodotto da 20th Century Studios e Lightstorm Entertainment, il terzo film del franchise è un capolavoro unico nel suo genere, che gli appassionati attendevano con trepidazione. Tornano il marine ormai leader Jake Sully (Sam Worthington), la guerriera Neytiri (Zoe Saldaña) e la famiglia Sully. Nel cast anche Sigourney Weaver, Stephen Lang, Oona Chaplin, Cliff Curtis, Britain
Dalton, Trinity Bliss, Jack Champion, Bailey Bass e Kate Winslet.
Avatar ha conquistato il pubblico sin dal primo film e anche questa volta i fan non resteranno delusi perché la storia è avvincente, spettacolare e ricca di azione. Il regista porta sullo schermo una cultura originale e affronta temi universali, come quello della famiglia, puntando a commuovere il pubblico. Il risultato è un colossal fantascientifico che continua a stupire per la potenza visiva e di contenuti. Oltre alla regia, Cameron firma anche la sceneggiatura insieme a Rick Jaffa e Amanda Silver. Al cinema dal 17 dicembre.
Guarda il trailer del film
L’intrattenimento di cui hai bisogno in sala o da casa
IN STREAMING
La genialità musicale di Mozart è al centro di questa serie, rivisitazione dell’opera teatrale di Peter Shaffer, adattata da Joe Barton e disponibile su Sky. I cinque episodi esplorano l’ascesa e la caduta di uno dei più grandi compositori del XVIII secolo. A 25 anni, Wolfgang Amadeus raggiunge Vienna desideroso di libertà: qui incontra la futura moglie Constanze Weber e il compositore di corte Antonio Salieri. Si assiste al genio che sboccia, combattendo i suoi demoni e lo scetticismo della corte viennese.
AL CINEMA
Già nelle sale, il film di Walt Disney Animation Studios celebra la forza dei sogni. Il messaggio è in linea con la pellicola precedente: ognuno può ottenere ciò che vuole se si impegna per raggiungere l’obiettivo. Un invito alla perseveranza e al lavoro di squadra. Judy e Nick, sotto copertura per indagare sul misterioso serpente Gary De’Snake, imparano a collaborare, scoprendo i loro punti di forza e le loro differenze. La colonna sonora strumentale è composta da Michael Giacchino e la canzone Zoo è scritta da Ed Sheeran, Blake Slatkin e Shakira.
Il 17 dicembre arriva su Prime Video, in otto episodi rilasciati settimanalmente fino al 4 febbraio, la seconda stagione della serie tratta dall’omonimo franchise di videogiochi. La storia riparte dall’epico finale e accompagna il pubblico in un viaggio attraverso il deserto del Mojave, fino alla città post-apocalittica di New Vegas. A Lucy, Maximus e il Ghoul, si aggiungono il personaggio di Robert House e uno dei predatori più spaventosi del mondo di Fallout: il Deathclaw.
di Alessandra Caputo [Giornalista e scrittrice] alessandracaputo78 alessandra.caputo.547
Su Netflix è tornata l’incontrastata simpatia di Ficarra e Picone in una serie comedy dal profumo natalizio. Scritta, diretta e interpretata dal duo siciliano, racconta la storia di Salvo e Valentino, due infermieri che si dividono tra il lavoro a Milano e le famiglie in Sicilia. Pochi giorni prima di Natale, fanno una scoperta imprevedibile: si imbattono in un portale magico che sconvolgerà le loro vite. Accanto al duo comico, anche Katia Follesa e Barbara Tabita.
Jim Jarmusch, figura di spicco del cinema indipendente, firma il lungometraggio realizzato in forma di trittico, vincitore del Leone d’oro all’82esima Mostra del cinema di Venezia. Tre storie raccontano le relazioni tra figli adulti e il loro rapporto con i genitori. Ogni segmento del film è ambientato in un Paese differente: Father nel Nord-Est degli Stati Uniti, Mother a Dublino, Sister Brother a Parigi. Una commedia malinconica che traccia ritratti intimi senza cedere al giudizio. Dal 18 dicembre.
Morgan e sua figlia Clara vengono travolte da una tragica notizia che cambia le loro vite, costringendole a fare i conti con la verità. Struggente e intenso, introspettivo e inaspettato, il film tratto dal bestseller di Colleen Hoover è un perfetto mix di dramma e romanticismo capace di offrire una chiave per superare il dolore. Con la regia di Josh Boone, è distribuito da Eagle Pictures e prodotto, tra gli altri, da Anna Todd e Flavia Viotti. Dal 4 dicembre.
SICILIA EXPRESS
FATHER MOTHER SISTER BROTHER
Oriana Palermo/Netflix
REGRETTING
FALLOUT
Una stella Una stella
stella nel piatto
Lo chef Antonino Cannavacciuolo scalda i motori per la nuova edizione di MasterChef e regala ai lettori della Freccia i suoi ricordi e una ricetta
di Gaspare Baglio gasparebaglio
Gigante buono, fuoriclasse dei sapori, chef stellato: per lui ogni piatto è una lezione di vita. Antonino Cannavacciuolo ha conquistato i cuori dei telespettatori con format come Cucine da incubo, O’ mare mio e, naturalmente, MasterChef Italia, il cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy dove insieme a Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli giudica i cuochi provetti. Dall’11 dicembre, il programma torna tutti i giovedì su Sky e in streaming su Now. Anche quest’anno, come al solito, ne vedremo delle belle tra eliminazioni e acquolina in bocca.
Ogni volta MasterChef sembra alzare l’asticella: cosa riserva questa edizione?
Ad alzare il livello sono i concorrenti sempre più preparati, tecnicamente e sui meccanismi del programma. Il mondo del food sta cambiando: si è creato uno scambio che arricchisce tutti.
Cosa ti diverte di più e cosa ti manda fuori di testa dei colleghi Barbieri e Locatelli?
Di Bruno mi diverte il fatto di essere sempre attento a tutto, soprattutto a mostrarsi un giudice severo. Di Giorgio mi piace il passato da rocker di cui va orgoglioso, anche se poi è quello che si commuove e si appassiona di più alle storie. Mi manda fuori di testa il fatto di essere quello puntuale del gruppo: devo sempre aspettarli, ma loro non lo ammetteranno mai!
Cosa serve davvero per emergere dentro e fuori la cucina di MasterChef?
Creatività, voglia di mettersi alla prova, di imparare tutti i giorni
e da tutti i contesti. Bisogna viaggiare tanto, essere curiosi, farsi sorprendere dalla ricchezza nascosta nelle tradizioni, visto che in Italia ogni luogo ha una storia diversa a tavola. In una parola sola? Ci vuole passione.
Dove passi il Natale?
A Villa Crespi a lavorare con la mia famiglia allargata. Quando ero piccolo mio padre stava al ristorante ed era un po’ malinconico. Quando decisi di seguire le sue orme, lui mi ricordò proprio questo, per scoraggiarmi. È andata così pure per me, ma ormai è la normalità. Mia moglie e i miei figli lo sanno. Il piatto natalizio che non può mancare sulla tua tavola?
Il ragù napoletano. Rappresenta tutta la mia vita, è un ricordo legato a mia nonna e a mia madre. Amo prepararlo per i miei figli: è un modo per sentirmi connesso con casa.
In famiglia chi comanda ai fornelli?
I miei figli: si mangia quello che vogliono loro ed è un piacere accontentare i loro gusti. Una bellissima abitudine a cui non rinuncio.
Se potesse fare un regalo di Natale ai concorrenti di MasterChef?
Un piccolo orologio da mettere in cucina, per capire come usare meglio il tempo senza perdersi in preparazioni inutili. Questa cosa succede pure in trasmissione, ma per farlo notare mando avanti Bruno, così può divertirsi a fare il giudice severo.
La ricetta a misura di treno?
Le polpette di carne. Facili e comode da portare in viaggio.
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POLPETTE DI CARNE
Ingredienti per 4 persone
400 g di carne macinata di manzo
200 g di carne macinata di salsiccia di maiale
• 4 fette di pancarré
100 ml di latte
2 uova
1 ciuffo di prezzemolo
80 g di parmigiano
• noce moscata q.b.
1 cipolla
1 rametto di rosmarino timo q.b.
1 foglia di alloro
• 500 g di passata di pomodorini di collina vino bianco q.b.
sale q.b. pepe q.b. olio extra vergine di oliva
PREPARAZIONE
In una ciotola capiente lavorare le due carni con le uova, il parmigiano, una grattata di noce moscata, le fette di pane precedentemente ammollate nel latte e strizzate, il prezzemolo tritato, il sale, il pepe e un filo d’olio. Amalgamare gli ingredienti e formare le polpette. Rosolarle in una casseruola con un filo d’olio, poi aggiungere gli aromi e la cipolla già mondata e tritata. Sfumare con il vino e, una volta evaporato, versare la passata di pomodoro. Terminare la cottura sistemando di sale e pepe e servire.
Completi e tailleur dall’allure chic sono i raffinati passe-partout per Natale e Capodanno
Adicembre si inaugura la stagione dei cappotti avvolgenti e caldi, che celano la mise perfetta per trascorrere weekend tra le piazze d’Italia, illuminate da mille luci, o partecipare a feste sfarzose.
Immancabili in valigia il power suit per le donne e il
completo con camicia per gli uomini. Grandi classici che non fanno mai sentire fuori posto, simbolo di eleganza senza tempo ed evergreen per tutte le occasioni. Le proposte sul tema sono molteplici e le grandi case di moda possono essere d’ispirazione:
Celine incanta con i pantaloni a trombetta, Max Mara celebra i tailleur in lana, Armani esalta la morbidezza e la perfezione del taglio, mentre Etro stupisce con l’iconico paisley dedicato a chi ama il colore e le stampe tono su tono. Il total look si completa con cappotti dal taglio maschile e borse capienti, perfette per contenere un tablet, o pochette dal fascino etnico e vintage. Che si scelga la morbidezza o si preferisca la struttura, è sempre divertente riempire la valigia di completi, veri must-have del guardaroba.
Anche per l’uomo gli spunti non mancano: dal neo-minimalismo di Calvin Klein alla raffinata sartorialità di Brunello Cucinelli, passando per i tagli rigorosi e i materiali d’eccellenza di Loro Piana. E per affrontare il freddo con stile non bisogna dimenticare i guanti: in ecopelle, lana o cashmere, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Pratici ed eleganti, sono il tocco finale che serve per brindare in piazza a un nuovo anno pieno di luce.
Un’immagine della campagna That’s so Armani, firmata da Gorka Postigo, con l’attore Edgar Ramírez
Inverno bon-ton Capi e accessori ricercati dallo stile essenziale
2. Pantaloni sartoriali e blazer in lana da uomo, Jil Sander
3. Completo in raso minigonna e camicia con maniche a sbuffo, & Other Stories
4. Giacca con tre bottoni, Douuod Kids
5. Pochette Harper in pelle nera, Tosca Blu
6. Borsa a mano Serpentine, Bvlgari
7. Collana Gema con cristalli di tagli misti placcati in oro, Swarovski
8. Borsone weekend in lana, Lisa Curti
9. Guanti effetto coccodrillo, Mango
10. Guanti in pelle e tessuto peluche, Boss x Steiff
11. Cappotto con nodo sartoriale sulla spalla, Kiton
12. Trench in cashmere per lei, Genny
a cura di Cecilia Morrico
di Luca Buttiglieri
[Beauty content creator, cantante e attore] luca.buttiglieri
Tra feste e cene, arriva il momento della fatidica domanda: «Che trucco scegliere la sera del 31?». Come se la conclusione dell’anno dipendesse da quel blend sull’angolo esterno dell’occhio. Per capire il mood, si può prendere come riferimento Nicole Kidman al Vogue World 2025 di Los Angeles, un evento che celebra il legame tra moda e cinema. Capelli con onde perfette, luce scolpita sul volto, sguardo da «non ho tempo per le cose poco brillanti». È esattamente questo lo spirito che bisogna avere l’ultima notte dell’anno. La base deve essere luminosa ma non disperata. Niente muro di fondotinta, niente effetto lucidalabbra sul viso: serve una pelle viva, omogenea, che regga l’illuminazione artificiale senza trasformarsi in un documentario sul sebo. I punti luce? Dosati strategicamente. Zigomi sì, arco di cupido sopra le labbra sì, al centro della fronte no, a meno che non vogliate fare concorrenza alle luminarie del centro. Sugli occhi si gioca duro: ci sono due possibilità e nessuna è minimalista. La prima prevede metalli freddi, riflessi argentati, uno sguardo che sembra uscire da un backstage di Hollywood. La seconda chiama bronzi caldi, sfumature profonde, uno smokey eyes che entra nel nuovo anno un secondo prima di voi. In entrambi i casi, l’eyeliner è una linea della vita: tirato bene, deciso, senza tentennamenti. Le labbra, poi, hanno un unico destino: il rosso. Non il rosa timido da aperitivo del martedì. Ma un colore pieno, brillante, persistente. Un rosso che comunica: «Sta iniziando un nuovo anno, fatemi spazio». Capace di sopravvivere ai brindisi, alle chiacchiere e anche alla nostalgia del 1° gennaio.
Perché, alla fine, il trucco del 31 non è un solo un trucco. È l’atto ufficiale con cui vi presentate al 2026, dicendo: «Ok, sono qui. Ed è impossibile ignorarmi».
Luci di
Base luminosa, smokey eyes e rosso pieno sulle labbra. È di ispirazione hollywoodiana il make-up per brillare a Capodanno
Il make-up look di Nicole Kidman, global brand ambassador di Clé de Peau Beauté, al Vogue World 2025
Make-up da fuochi d’artificio Rossetti, palette brillanti, essenze golose
1. Palette multifunzionale Hollywood Instant Look, Charlotte Tilbury
2. Acque gourmand ProfuMINI al panettone e biscotti di Natale, Bottega Verde
3. Smalti dalle tonalità brillanti in edizione limitata nella linea Infinite Shine per le Feste, OPI
4. Set per sopracciglia Browminoes con My Brow Pencil, Precisely, My Brow Wax e 24HR Brow Benefit*
5. Matita labbra che offre un effetto rimpolpante immediato, 24 ore make-up filler effect, Deborah Milano
6. Glossy Posse VIII, cofanetto con tre gloss labbra in edizione limitata, Fenty Beauty*
7. Cipria in polvere libera Easy Bake Loose Baking & Setting Powder per fissare e sfumare i pori, Huda Beauty
8. Ombretto liquido dal finish metallico con perlescenze tridimensionali Cosmic Shadow, Overskin
10. Rossetto Cremoso Colore Pieno con un mix di ingredienti emollienti e polveri texturizzanti, Rougy+
11. Eyeliner liquido waterproof di precisione True Signature Liner, Nabla
12. Rossetto mat no transfer, Rouge is not my name, Sephora collection
13. Blush in polvere vellutato dal colore intenso e ultra levigante, Yves Saint Laurent
*in esclusiva da Sephora
SEGRETIAlcuni vanno in prescrizione
Caro Cristiano, sono Renata, ho 40 anni e ti scrivo con il cuore ancora in subbuglio. Due anni fa, dopo un fidanzamento ventennale, mi sono sposata. È stato un giorno perfetto, pieno di lacrime, fiori e promesse eterne.
A un certo punto, durante il ricevimento, complice l’assenza del mio neomarito, mi sono allontanata per andare in bagno. Sbagliando, sono entrata in quello degli uomini e ho trovato l’uomo che mi aveva appena giurato fedeltà fino alla fine dei suoi giorni in atteggiamenti più che eloquenti con la mia migliore amica. Loro non mi hanno vista, ma per un secondo è stato come se il mondo si fosse fermato. Io non ho detto nulla. Ho chiuso piano la porta, sono tornata al tavolo e ho sorriso come se niente fosse accaduto. Non volevo buttare all’aria 20 anni di relazione. Ora mi chiedo: faccio bene a tenermi dentro questo peso? Devo confessare a mio marito quello che ho visto? Aiutami a trovare pace.
Con affetto, Renata
Rhai passato due anni con questo segreto nello stomaco. Due anni! Io con un segreto resisto dieci minuti, poi lo racconto anche al parrucchiere che vive al terzo piano. Hai beccato il tuo novello marito con la tua migliore amica, nel giorno del vostro matrimonio. Neanche in una telenovela colombiana sarebbe successa una cosa del genere! Hai fatto bene a non fare scenate. Io avrei combinato un macello, tipo un uccello araponga con il suo canto assordante che fa tremare l’Amazzonia. Quindi brava: hai avuto classe. Ovviamente quell’amica non la metterei nella lista nera, ma in quella nerissima, come la mia tinta quando sbaglio tonalità. Spero che tu l’abbia tagliata fuori dalla tua
Mi chiedi se confessare o meno. Ma, amore, che dici? Dopo due anni? Ma lo sai che lui neanche si ricorda più chi era quella donna? Gli uomini sono così: si dimenticano tutto, anche il compleanno, figurarsi le amanti. E poi, tesoro, un traditore lo riconosce chi ha esperienza. Tu, perdonami, sei stata ingenua quasi quanto chi indossa un vestito di tulle a gennaio. Vuoi la verità spietata? Non dire niente. Se proprio vuoi sfogarti, comprati un diario. O meglio ancora: un frullatore. Ogni volta che lo guardi e pensi al tradimento, fatti un centrifugato. Che almeno depura. Ti mando un forte abbraccio.
Gentile Cristiano, la seguo da tanto tempo e quando ho visto sulla Freccia che avrebbe risposto alle lettere dei viaggiatori, non ho potuto non scriverle. Mi chiamo Magda, sono una professoressa di lettere, ho 60 anni e da 38 vivo con lo stesso uomo, un collega che insegna matematica e considero il mio grande amore. Lo amo ancora tanto: è il mio compagno di vita, la mia certezza. Purtroppo, la passione si è spenta. Non c’è stato tradimento, non ci sono state menzogne. Solo routine. Non voglio cercare altrove ciò che forse non ho più dentro. Voglio solo capire come si riaccende una fiamma, come si ritorna a desiderare qualcuno che ormai si conosce meglio di sé stessi. Cristiano, lei che ha acceso cuori, mi dica se si può ricominciare a far ardere il desiderio o devo imparare ad abbracciare questo nuovo calore.
La ringrazio e spero che potrà rispondermi.
Magda
Cara signora, lei mi scrive: «Lo amo da 38 anni, ma non c’è più la passione». Sa cosa le dico? Benvenuta nel club! A 60 anni ha ancora i bollori… magari sono caldane, amore, ma non fa niente: l’importante è sentirsi vulcaniche.
Vuole ravvivare la fiamma, ma è così certa che il suo lui voglia essere ravvivato? Perché altrimenti, se a lui va bene così, non cambierebbe niente. Sarebbe come mettere il glitter su una mozzarella.
Tradirlo? Ma no, amore. Non faccia la pantera che poi inciampa. Perché magari trova un amante, ma lui la lascia dopo due settimane perché non è pronto a una relazione. E lei resta da sola, davanti alla tv e con le tisane drenanti. Si tenga l’uomo che ha. Dopo i 60, gli uomini sono come le borse vintage: magari non vanno più di moda, ma provi a trovarne uno migliore in giro. Saluti cari,
Cristiano
Chi desidera raccontare un problema di cuore, porre una domanda su questioni sentimentali o condividere un frammento della propria storia d’amore può scrivere a cupido@lafrecciamag.it. Le lettere saranno lette con attenzione, rispetto e riservatezza. Ogni mese, ne verrà scelta una – o più di una – che sarà pubblicata sul magazine (indicando come mittente un nome di fantasia) insieme a una riflessione di Cristiano Malgioglio. Non saranno presi in considerazione dalla redazione i messaggi che contengano informazioni anagrafiche del mittente o di terze persone.
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Cari lettori, un regalo di Natale per voi: la mia nuova hit Chi sarà Questo singolo è un piccolo dono che spero possa allietare le vostre festività, in attesa del nuovo album che uscirà nel 2026. Vi auguro un felice Natale e un anno nuovo stupendo. Cristiano
di Cristiano Malgioglio [Cantautore e personaggio tv] cristianomalgioglioreal infomalgioglio
PRIMA DI SCENDERE
Picco di autostima per il
SAGITTARIO
Ariete
Vi attende un mese particolare e so che questo aggettivo un po’ vi spaventa. Si prospetta un periodo dal doppio volto: la voglia di correre a tutta velocità sarà tanta, ma vi scontrerete contro alcuni imprevisti. Ci saranno battaglie da affrontare. Impiegate le energie solo in quelle che, secondo voi, vale la pena sostenere. Attingete dalla vostra forza interiore e tutto andrà per il meglio. Bene in amore, ma sentirete il bisogno di provare nuovi brividi. Sperimentate!
Toro
A dicembre ritroverete finalmente quella stabilità che avete perso nell’ultimo periodo. È tanto che vi sentite come in una bolla, ma le cose stanno per cambiare. Dopo mesi in cui tutto sembrava correre ad alta velocità, adesso lo scorrere del tempo vi apparirà più lento, consentendovi di respirare e ascoltare i vostri desideri più profondi. Tutto ciò vi farà sentire vivi. Molto bene in amore: per voi sarà quasi come una terapia.
Gemelli
Sarà un periodo ricco di connessioni. Del resto, l’aria natalizia vi fa sempre bene e vi trasmette tanta voglia di condividere spazio e tempo con le persone che più amate. Nelle prossime settimane vi sentirete davvero in pace con voi stessi. Com’è facile dedurre, a giovarne sarà soprattutto la vita sentimentale. Molto bene anche la sfera professionale: dicembre potrebbe portarvi grandi successi, anche perché avrete il supporto della dea bendata. Approfittatene!
Cancro
Vi aspetta un mese di risveglio emotivo. Ultimamente, siete andati alla grande in ambito professionale: avete investito tutte le vostre energie nel lavoro. Ora, col Natale alle porte, è arrivato il momento di rallentare un po’. Dedicatevi agli affetti e provate ad abbassare i livelli di stress, per poi ripartire belli carichi nel 2026. Ritroverete una certa armonia interiore e questo vi farà sentire particolarmente energici. La fortuna? Vi supporterà nei momenti importanti.
Leone
Dicembre vi invita a riflettere un po’ di più. Non affidatevi esclusivamente all’istinto. Provate a meditare, ritagliatevi il giusto tempo e vedrete che riuscirete a prendere le decisioni corrette. Inoltre, cercate di capire bene cosa volete portare con voi nel 2026 e cosa, invece, preferite lasciarvi alle spalle. Dovete fare selezione, perché solo così potrete concentrare le vostre energie dove occorre davvero. In amore avrete voglia di poche chiacchiere e tanti gesti concreti.
Vergine
Nelle ultime settimane dell’anno maturerete nuove consapevolezze. Avrete voglia di viaggiare ad alta velocità, ma provate a tenere i piedi ben saldi a terra e fare tutto per piccoli step. Correre troppo, certe volte, può essere dannoso. Bene la sfera delle relazioni: sentirete una certa stabilità emotiva e questo migliorerà anche i rapporti con gli altri. La vostra capacità di ascolto sarà molto alta. Ispirerete fiducia a chiunque e ciò vi aiuterà a sentirvi molto più in pace con voi stessi.
La vita è complicata, l’amore pure… ma gli astri non mentono (lo fanno già le persone)
Bilancia
Dovrete fare delle scelte importanti, che potranno impattare in maniera quasi decisiva sul vostro 2026. Provate a non prendere decisioni affrettate. Riflettete attentamente e non consentite all’irrazionalità di avere la meglio. Avrete una discreta lucidità mentale, che potrebbe condurvi verso le giuste decisioni. Abbastanza bene l’amore: non sarà un mese di fuoco e fiamme, ma sarà comunque un periodo di forti connessioni, in cui vi sentirete capiti e apprezzati.
Scorpione
Dicembre porterà con sé una grande trasformazione. E segnerà una sorta di passaggio epocale: da locomotiva a vapore vi evolverete in un treno ad alta velocità. Nelle prossime settimane prenderete consapevolezza dei vostri mezzi, anche grazie al supporto costante delle stelle. In amore sarà un mese di verità emotiva: parlate con chiarezza e affrontate le cose che non vanno. Se non evitate i problemi, il vostro legame diventerà più forte.
Sagittario
Per voi questo sarà un mese di ritrovata fiducia. Avete da sempre ondate di autostima che si alternano a periodi di scarsa determinazione e questo vi destabilizza un po’. Dovete imparare l’arte della costanza ma, intanto, godetevi il prossimo picco di autostima. A dicembre vi sentirete in grado di fare qualsiasi cosa. Approfittatene e lanciatevi in quelle sfide che vi hanno sempre spaventato. Bene anche la sfera delle relazioni: sarà un mese di connessioni molto intense.
Capricorno
Si prospetta un periodo impegnativo. Nel vostro cammino incontrerete molte sfide e alte montagne da scalare, ma provate a non perdere la fiducia. Tenete a mente: le soddisfazioni più belle arrivano dopo una gran fatica. E quindi lottate, metteteci il massimo impegno e godetevi il successo una volta raggiunto il traguardo. Le persone come voi ce la fanno sempre. In amore potrebbe esserci qualche piccolo intoppo, generato principalmente dalla vostra stanchezza.
Acquario
Questo dicembre si preannuncia per voi un mese decisamente interessante: avrete un intuito pazzesco, che vi condurrà spesso e volentieri a prendere le giuste decisioni. Occhio perché potrebbe arrivare una bella svolta. Sarà un periodo favorevole anche per la sfera sentimentale: nelle prossime settimane vi sentirete particolarmente compresi dai vostri cari e ciò influirà in maniera davvero positiva sul vostro umore. La fortuna? Vi supporterà nei momenti chiave.
Pesci
Dicembre si prospetta come un mese molto tranquillo. Non ci saranno grossi cambiamenti positivi, ma tutto filerà comunque liscio. Avrete molti momenti per riflettere e tanto tempo di quiete da dedicare a voi stessi. Questa vita lenta vi farà molto bene, abbassando in maniera considerevole il vostro livello di stress.
In amore, vi aspetta un mese di profonda dolcezza. Riuscirete finalmente a ritagliarvi il giusto tempo con le persone che più amate. Sarà tutto magnifico.
di Luigi Torres Cerciello [Astrologo, scrittore e content creator] luigitorrescerciello
di Nerina Di Nunzio
[Esperta di comunicazione, istruttrice mindfulness e coach]
nerina.dinunzio
nerinadinunzio
rallentare Imparare a
Adicembre emergono inevitabili aspettative su come dovrebbero svolgersi le Feste, cioè tra relazioni armoniose e momenti di gioia condivisa, in totale assenza di tensioni. Questa tendenza della mente a proiettarsi nel futuro e a costruire scenari ideali rappresenta uno dei principali campi di osservazione nella pratica della mindfulness.
Portare consapevolezza a tali aspettative non significa eliminarle, ma riconoscerne la natura transitoria e imparare a rispondere in modo più equilibrato alle inevitabili discrepanze tra ciò che desideriamo e ciò che accade. I bambini offrono un esempio spontaneo di presenza mentale attraverso quella che in mindfulness viene definita la mente del principiante: la capacità di guardare ogni esperienza come se fosse la prima volta, con curiosità e meraviglia. Nelle festività anche i più grandi possono riscoprire questa attitudine. Come? Sospendendo i giudizi e i pregiudizi su parenti e amici e osservando ciò che
avviene senza sovrastrutture.
Gli adulti, spesso immersi in ritmi accelerati e liste di impegni, possono sperimentare la pratica della mindfulness come un ritorno al corpo e al respiro, strumenti di radicamento e regolazione emotiva. Le situazioni potenzialmente stressanti – come le attese, le conversazioni difficili o gli imprevisti –diventano così opportunità per esercitare pazienza, fiducia e autoregolazione. La mindfulness invita a vivere le Feste non come un obiettivo da raggiungere, ma come un processo da abitare consapevolmente.
Il mio consiglio è alzarsi ogni mattina cercando di prendersi qualche minuto di silenzio e raccoglimento, ripetendo a noi stessi che esiste una possibilità per rallentare e vivere il presente. È utile anche esercitarsi ogni sera nella pratica della Gentilezza amorevole. Accogliere l’imperfezione nostra e degli altri, mantenere un cuore leggero e coltivare la presenza può aiutare a trasformare il Natale in un’occasione di pratica autentica.
A Natale condividi la passione per la grande musica Regala i concerti di Santa Cecilia scopri tutte le formule santacecilia.it/natale
Auditorium Parco della Musica Roma santacecilia.it
A Un viaggio
MAGIA
l Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa si accendono le luci delle Feste per la settima edizione dei mercatini di Natale. Nei capannoni dell’antico Opificio borbonico, fino al 6 gennaio, il fascino della storia industriale si intreccia con la ricerca di un dono speciale o un souvenir da portare a casa. Tra casette di legno decorate, bancarelle degli artigiani locali e stand che servono prelibatezze partenopee, si può scoprire il patrimonio ferroviario italiano, strettamente legato all’evoluzione ingegneristica del Paese. Inoltre, è possibile raggiungere il Museo nazionale ferroviario a bordo del Pietrarsa express, un treno storico che parte dalla stazione di Napoli Centrale. Un viaggio nel tempo, su eleganti carrozze degli anni ‘30 trainate da una locomotiva elettrica. I visitatori e le visitatrici possono così immergersi nel fascino autentico dell’antico mondo ferroviario, in un periodo magico dell’anno, approfittando di biglietti ridotti per bambini e convenienti offerte per la famiglia. Gli orari di apertura sono pensati per consentire a tutti di godere dell’esperienza: nei fine settimana, nei festivi e in alcuni feriali l’ingresso è possibile dalle 10 alle 22, mentre negli altri giorni della settimana si entra dalle 10 alle 19. fondazionefs.it | fstrenituristici.it fondazionefsitaliane
NEL REGNO DI PIETRARSA
Camilla M. Anselmi, illustrazioni Sara Scatragli
Duegi Editrice, pp. 32 € 12
Fischio, il gatto di Gaia, esce di casa e si perde. Per trovarlo, la ragazza si avventura nel Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa. Qui incontra
Ferdinando II di Borbone che le fa da guida alla scoperta delle locomotive a vapore. Un libro pensato per giovani lettori e lettrici, ma adatto a chiunque sia appassionato di treni.
SAVE THE DATE
DICEMBRE 2025
Treno storico dei Krampus
Treno dei mercatini di Natale
27, 28, 29, 30
Treno dei mercatini di Natale da Sulmona a Castel di Sangro 5 6 7 8 13 14, 20, 21 21
In treno storico al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa per visitare i mercatini di Natale. Tra casette di legno e luci incantate
di Gabriele Romani gabriele-romani
Ferrovie delle Langhe Roero e Monferrato; Treno dei mercatini di Natale da Sulmona a Roccaraso; Irpinia express. Il treno del paesaggio; Treno natura. Il Mercato in piazza del Campo; Pietrarsa express
Treno dei presepi e dei mercatini di Natale; Treno dei mercatini di Natale da Sulmona a Roccaraso; Pietrarsa express; Bressanone express
Teatro in treno sulla Ferrovia dei templi; Treno dei mercatini di Natale da Sulmona a Roccaraso; Pietrarsa express
Treno dei mercatini di Natale da Sulmona a Roccaraso
I mercatini di Natale al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, Napoli
Basilica di Santa Maria sopra Minerva - Roma
Chiesa di Santa Maria Assunta - Venezia
Chiesa di San Giuseppe dei Teatini - Palermo
Basilica della Santissima Annunziata - Firenze
Basilica di San Domenico Maggiore - Napoli
Basilica di Santa Maria Novella - Firenze
Chiesa del Gesù - Roma
Basilica di Santa Maria dei Servi - Bologna
Basilica del Gesù di Casa Professa - Palermo
Chiesa dei Santi Severino e Sossio - Napoli
Basilica di Santa Maria in Ara Coeli - Roma
Chiesa di Santa Maria Corteorlandini - Lucca
Gaudenzio
FRECCE TRENITALIA
VERSO IL NATALE CON LE FRECCE E I FRECCIALINK
Viaggiare nel periodo natalizio ha un fascino unico: le strade si accendono di luci colorate, il freddo pizzica la pelle e nell’aria si diffonde l’aroma inconfondibile di cannella e chiodi di garofano.
Oltre 190 collegamenti consentono ogni giorno di raggiungere la Capitale da tutta Italia per visitare chiese e monumenti o perdersi tra le vie dello shopping alla ricerca del regalo perfetto. Chi ama la tradizione può approfittare degli oltre cento collegamenti quotidiani per Napoli e passeggiare tra gli infiniti presepi disposti lungo via San Gregorio Armeno. Mentre tutte le persone che adorano curiosare tra i banchi dei mercatini natalizi possono organizzare una gita a Bolzano grazie ai 14 collegamenti disponibili ogni giorno, che diventano 16 nel fine settimana. Inoltre, a partire dal 14 dicembre, dal venerdì alla domenica, sono attivi due collegamenti Frecciarossa tra Torino e Bardonecchia con fermata anche a Oulx. In più, ogni giorno dal 20 dicembre al 6 gennaio – escluse le giornate di Natale e di Capodanno – sono disponibili i FRECCIALink, i servizi intermodali Frecce + bus di Trenitalia, per le località di montagna più suggestive, dove coccolarsi con una cioccolata calda tra le vie innevate o indossare finalmente gli sci: dalle principali città italiane si può raggiungere Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, con cambio a Venezia Mestre, mentre è possibile arrivare a Pinzolo e a Madonna di Campiglio con cambio a Trento. Inoltre, si possono raggiungere i paesi della Val Gardena e quelli della Val di Fiemme e Val di Fassa. Infine, chi arriva a Torino Porta Susa può prendere il FRECCIALink per andare ad Aosta e a Courmayeur. Dal 10 gennaio al 29 marzo il servizio sarà attivo nei fine settimana, per poi riprendere per le festività pasquali. Maggiori informazioni su trenitalia.com
Madonna di Campiglio (Trento)
VIAGGIA LEGGERO CON ZYPPY
Grazie alla partnership tra Trenitalia e Zyppy si viaggia più leggeri. Con Zyppy, infatti, è possibile spedire valigie, borse e zaini e farli recapitare direttamente in hotel o all’indirizzo del proprio soggiorno. Ai clienti di Frecce e Intercity è riservata una tariffa esclusiva: primo bagaglio a 25 euro anziché 45, e 23 euro a pezzo dal secondo in poi, per una delle località incluse nella lista riportata su zyppy.it/bagaglio-facile
Invece, per tutte le altre destinazioni italiane non presenti nella lista 28 euro per il primo bagaglio e, dal secondo in poi, 23 euro per ogni borsa, zaino o valigia.
In più, per i soci Carta FRECCIA, tre punti fedeltà ogni due euro spesi nel trasporto bagagli: basta inserire in fase di prenotazione il proprio codice Carta FRECCIA nella sezione dedicata.
TRENITALIA
Per i clienti Trenitalia prenotare un alloggio è ancora più semplice e vantaggioso grazie alla partnership con Booking.com. Hotel, bed & breakfast, appartamenti, case vacanza, resort: a disposizione ogni tipo di sistemazione per viaggi di lavoro e di piacere, tutto l’anno.
I soci Carta FRECCIA che utilizzano il sito booking.com/trenitalia guadagnano punti fedeltà fino a un massimo di 2.500 per ogni soggiorno. Basta inserire, in fase di prenotazione, il proprio codice Carta FRECCIA nell’apposito campo e i punti verranno caricati entro 75 giorni dal check-out.
Trova qui l’alloggio
TRENITALIA FOR
20% DI SCONTO PER I NUOVI ISCRITTI ONLINE
Gli affari viaggiano ad Alta Velocità con il programma Trenitalia for Business, dedicato alle aziende e ai possessori di Partita Iva. L’adesione è gratuita e chi si iscrive riceverà uno sconto speciale sull’offerta Corporate: per i primi 30 giorni dall’iscrizione online è infatti attiva l’offerta 20% OFF CORPORATE. È inoltre disponibile l’offerta Carnet Aziende per viaggi sulla stessa tratta, andata e ritorno, non nominativi e con differenti sconti.
Infine, più punti Carta FRECCIA con le offerte Corporate, call center dedicato ai Clienti Trenitalia for Business, fattura mensile o su richiesta per ogni acquisto.
MOSTRE IN TRENO E PAGO MENO
Vivi la cultura con le Frecce. Sconti e agevolazioni per i principali musei ed eventi in Italia
Inviato a Torino nel 1623 come dono al duca Carlo Emanuele I di Savoia e considerato uno dei più grandi dipinti devozionali del XVII secolo, l’Annunciazione è tra le opere esposte nella mostra Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio, fino al 3 maggio nelle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino.
I numerosi trasferimenti del maestro toscano costituiscono il fil rouge della rassegna: nel percorso sono evidenziati i diversi contesti lavorativi e i committenti, le esigenze del mercato e le influenze degli altri artisti. Sconto del 25% sull’ingresso all’esposizione per tutti i viaggiatori che raggiungono Torino con le Frecce e presentano in biglietteria il proprio titolo di viaggio con data antecedente al massimo di due giorni quella della visita.
museireali.beniculturali.it | arthemisia.it
IN CONVENZIONE ANCHE
MUSEO EGIZIO, TORINO
Sconti attivi fino al 31 dicembre 2025 museoegizio.it
I TRE GRANDI DI SPAGNA. TRE VISIONI, UN’EREDITÀ: L’ARTE DI DALÍ, MIRÓ E PICASSO
L’avanguardia del ‘900 viene raccontata attraverso le opere di tre maestri spagnoli simbolo della modernità. L’esposizione, fino al 25 gennaio alla Fabbrica del vapore di Milano, ripercorre le trasformazioni dell’arte in un periodo di cambiamento profondo, segnato da guerre e dittature.
Biglietto singolo ridotto a 10 euro o due ingressi al prezzo di uno per chi esibisce un biglietto Frecciarossa o Frecciabianca con destinazione Milano e una data antecedente al massimo di tre giorni quella della visita. L’ingresso ridotto è valido anche per chi raggiunge la città della mostra con il Regionale nello stesso giorno della visita, con Intercity o Intercity Notte nei tre giorni precedenti e per chi è in possesso di un abbonamento Intercity o Regionale valido per Milano. Infine, è previsto uno sconto del 10% al bookshop della Fabbrica del Vapore per i titolari Carta FRECCIA e X-GO. fabbricadelvapore.org | navigaresrl.com
M.C. ESCHER. TRA ARTE E SCIENZA
Fino all’8 febbraio al Mudec, Milano mudec.it
MUSEO NAZIONALE SCIENZA E TECNOLOGIA
LEONARDO DA VINCI, MILANO
Sconti attivi fino al 31 dicembre 2025 museoscienza.org
61° WILDLIFE PHOTOGRAPHER OF THE YEAR 2025
Fino al 25 gennaio al Museo della Permanente, Milano radicediunopercento.it | permanente.it
SALVADOR DALÍ TRA ARTE E MITO
Fino al 1° febbraio a Palazzo Tarasconi, Parma palazzotarasconi.it
CHAGALL. TESTIMONE DEL SUO TEMPO
Fino all’8 febbraio a Palazzo dei Diamanti, Ferrara palazzodiamanti.it | arthemisia.it
ACQUARIO DI GENOVA
Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 acquariodigenova.it
LA CITTÀ DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI, GENOVA
Sconti attivi fino al 28 febbraio 2027 cittadeibambini.net
BEATO ANGELICO
Fino al 25 febbraio a Palazzo Strozzi, Firenze palazzostrozzi.org
MUSEO HZERO, FIRENZE
Sconti attivi fino al 30 giugno 2026 hzero.com
TOULOUSE-LAUTREC, UN VIAGGIO NELLA PARIGI DELLA BELLE ÉPOQUE
Fino al 22 febbraio al Museo degli Innocenti, Firenze museodeglinnocenti.it | arthemisia.it
ALPHONSE MUCHA. UN TRIONFO DI BELLEZZA E SEDUZIONE
Fino all’8 marzo a Palazzo Bonaparte, Roma mostrepalazzobonaparte.it | arthemisia.it
IMPRESSIONISMO E OLTRE. CAPOLAVORI DAL DETROIT INSTITUTE OF ARTS
Fino al 3 maggio al Museo dell’Ara Pacis, Roma arapacis.it
PAUL GAUGUIN. IL DIARIO DI NOA NOA E ALTRE AVVENTURE
Fino al 25 gennaio al Museo storico della fanteria dell’Esercito Italiano, Roma navigaresrl.com
PICASSO. IL LINGUAGGIO DELLE IDEE
Fino al 25 gennaio al Museo storico della fanteria dell’Esercito Italiano, Roma navigaresrl.com
TESORI DEI FARAONI
Fino al 3 maggio alle Scuderie del Quirinale, Roma scuderiequirinale.it
UGO NESPOLO. POP AIR
Fino al 15 febbraio al Museo del Genio, Roma arthemisia.it
VIVIAN MAIER. THE EXHIBITION
Fino al 15 febbraio al Museo del Genio, Roma arthemisia.it
Biglietto acquistabile fino alla partenza del treno e del FRECCIALink. Entro tale limite sono ammessi il rimborso, il cambio del biglietto e il cambio della prenotazione un numero illimitato di volte. Dopo la partenza, il cambio della prenotazione e del biglietto sono consentiti una sola volta fino a un’ora successiva.
ECONOMY
CONVENIENZA E FLESSIBILITÀ
Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio prenotazione, l’accesso ad altro treno e il rimborso non sono consentiti. È possibile, fino alla partenza del treno, esclusivamente il cambio della data e dell’ora per lo stesso tipo di treno, livello o classe, effettuando il cambio rispetto al corrispondente biglietto Base e pagando la relativa differenza di prezzo. Il nuovo ticket segue le regole del biglietto Base.
SUPER
ECONOMY
MASSIMO RISPARMIO
Offerta a posti limitati e soggetta a restrizioni. Il cambio, il rimborso e l’accesso ad altro treno non sono consentiti, livello Executive escluso.
FrecciaSENIOR
Riservata agli over 60 titolari di Carta FRECCIA , FrecciaSENIOR consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 29 € a seconda della classe e della relazione di viaggio. L’offerta è valida per viaggiare in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Business, Premium e Standard 1
FrecciaDAYS
Viaggia il martedì, mercoledì, giovedì e sabato con sconti fino al 60% rispetto al prezzo Base sui treni Frecciarossa e Frecciargento nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 2
Freccia FRIENDS
Dedicata a gruppi da 3 a 5 persone per viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con uno sconto sul prezzo Base fino al 50%. L’offerta è valida per viaggiare nei livelli di servizio Business, Premium, Standard, in 1^ e in 2^ classe. Sono esclusi il livello di servizio Executive e il servizio Salottino 3
FrecciaFAMILY
Con Trenitalia i bambini viaggiano gratis in Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca in 1^ e 2^ classe e nei livelli Business, Premium e Standard La gratuità è prevista per i minori di 15 anni accompagnati da almeno un maggiorenne, in gruppi composti da 2 a 5 persone. I componenti del gruppo dai 15 anni in poi pagano il biglietto scontato del 50% sul prezzo Base 4
NOTE LEGALI
1. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 1^ e 2^ classe e nei livelli di servizio Standard Premium e Business. Prevede, a seconda della classe e relazione di viaggio, l’acquisto a prezzi fissi in Standard/2^ classe a partire da 29 €, in Premium a partire da 34 € e in Business/1^ classe a partire da 39 €. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.
2. L’offerta è a posti limitati che variano in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non è cumulabile con altre riduzioni ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/prenotazione e rimborso non sono consentiti.
3. L’offerta prevede una percentuale di sconto che varia dal 30% al 50% rispetto al prezzo Base. Offerta a posti limitati e variabili in base al giorno, al treno e alla classe o livello di servizio e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, ad eccezione di quella prevista a favore dei ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.
FrecciaYOUNG
Riservata agli under 30, l’offerta FrecciaYOUNG consente di viaggiare su Frecciarossa e Frecciargento con prezzi a partire da 19 € a seconda della relazione di viaggio. L’offerta è riservata ai soci Carta FRECCIA under 30 ed è valida per viaggiare in Standard e in 2^ classe 5
4. Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Cambio prenotazione/biglietto e rimborso soggetti a restrizioni. L’offerta non è cumulabile ad altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti.
5. Offerta valida sui treni Frecciarossa e Frecciargento, in 2^ classe e nel livello di servizio Standard. Prevede l’acquisto a prezzi fissi di 19€, 29 € e 39€, a seconda della relazione di viaggio. Tali prezzi non si applicano alle relazioni per le quali è previsto un uno sconto inferiore al 50% rispetto al prezzo Base. L’offerta è a posti limitati che variano in base al treno e al giorno della settimana e non si cumula con altre riduzioni a qualsiasi titolo spettanti, compresa quella prevista per i ragazzi. Cambio biglietto/ prenotazione e rimborso non sono consentiti.
A/R in Giornata
Con l’offerta A/R in giornata si può partire e tornare nello stesso giorno usufruendo di uno sconto per singola tratta rispetto al prezzo Base del 30% nelle giornate dalla domenica al venerdì e del 50% nella giornata del sabato 6
6. L’offerta consente di acquistare due biglietti, uno per il viaggio di andata e uno per il viaggio di ritorno, da effettuare nella stessa giornata, sulla medesima tratta e categoria di treno. Disponibile su tutti i treni Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca in tutte le classi e livelli di servizio ad eccezione del servizio Salottino Offerta a posti limitati e variabili rispetto al giorno, al treno e alla classe/livello di servizio. Modificabile, ma non rimborsabile. Gli sconti previsti rispetto al prezzo Base verranno applicati fatti salvi i minimi tariffari.
Informazioni aggiornate al 20 novembre 2025
MOMENTI DI GUSTO AD ALTA VELOCITÀ
Hai voglia di una pausa ad Alta Velocità diversa dal solito? Aggiungi al tuo viaggio un’esperienza di gusto! Il FRECCIABistrò ti aspetta al centro del Frecciarossa: lì troverai prodotti da forno, snack dolci e salati, piatti caldi e freddi, taglieri, panini, tramezzini, pizza, hamburger e soft drinks, birre artigianali, cocktail, vini e bollicine. Inoltre, puoi scegliere tra tanti menù pensati per ogni momento della giornata Sono disponibili anche opzioni vegetariane e senza glutine o lattosio.
Tra i menù:
ANCORA PIÙ TEMPO PER I TUOI PUNTI PREMIO
Il programma Carta FRECCIA è stato prorogato di un anno. Puoi continuare ad accumulare punti premio fino al 31 dicembre 2026 e richiedere i premi entro il 31 marzo 2027.
Il regolamento completo è disponibile sul sito trenitalia.com sezione Carta FRECCIA
Attenzione, la scadenza dei punti status è dietro l’angolo: hai tempo fino al 31 dicembre per confermare o raggiungere gli status Argento, Oro o Platino.
ARGENTO ORO
PLATINO
Parigi
Lione Avignon Chambéry
Aix-en-Provence
Marsiglia
CourmayeurAosta
Treviso Udine Gorizia Trieste
Saint Jean De Maurienne Roma Torino Oulx
Reggio Emilia AV Mantova
Genova Bologna Modena
Firenze La Spezia Pisa
Perugia Venezia
Ravenna Rimini Falconara Marittima Ancona
Pescara Foggia Bari Caserta Napoli Afragola
Per schematicità e facilità di lettura la cartina riporta soltanto alcune città esemplificative dei percorsi delle diverse tipologie di Frecce. Maggiori dettagli per tutte le soluzioni di viaggio su trenitalia.com Alcuni collegamenti qui rappresentati sono disponibili solo in alcuni periodi dell’ anno e/o in alcuni giorni della settimana. Verifica le disponibilità della tratta di tuo interesse su trenitalia.com.
Cartina aggiornata al 19 novembre 2025
Taranto Potenza
Napoli Pompei Lecce
Salerno Agropoli Vallo della Lucania
Paola Sibari
Lamezia Terme
Reggio di Calabria
Velocità max 400 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 8 carrozze Livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard Posti 457 | WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
FRECCIAROSSA ETR 1000
FRECCIAROSSA ETR 500
Velocità max 360 km/h | Velocità comm.le 300 km/h | Composizione 11 carrozze
4 livelli di servizio Executive, Business, Premium, Standard | Posti 589 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 497 WiFi Fast | Presa elettrica e USB al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio FRECCIAROSSA ETR 700
Velocità max 250km/h | Velocità comm.le 250km/h | Composizione 8 carrozze
FRECCIAROSSA ETR 600
Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h | Composizione 7 carrozze
3 livelli di Servizio Business, Premium, Standard | Posti 432 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
FRECCIARGENTO ETR 485
Velocità max 280 km/h | Velocità comm.le 250 km/h
Composizione 9 carrozze | Classi 1^ e 2^ | Posti 489 WiFi | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
FRECCIABIANCA ETR 460
Velocità max 250 km/h | Velocità comm.le 250 km/h
Composizione 9 carrozze
Classi 1^ e 2^ | Posti 479 | Presa elettrica al posto Servizi per persone con disabilità | Fasciatoio
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Grazie ai servizi e ai contenuti di FRECCIAPlay il viaggio a bordo dei treni Frecciarossa e Frecciargento e nelle sale FRECCIAClub e FRECCIALounge è più piacevole. Per accedere basta collegarsi alla rete WiFi, digitare www.frecciaplay.it o scaricare l’app FRECCIAPlay da App Store e Google Play. Ulteriori dettagli, info e condizioni su trenitalia.com
FILM DEL MESE
ALTRI SERVIZI DISPONIBILI
GIOCHI
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Notizie La Presse sui principali fatti quotidiani aggiornate ogni ora
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