Pall. Varese Magazine VS Reggio E 01-02-26

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PAROLA D’ORDINE: CONTINUITÀ

QUELLA CONTRO REGGIO EMILIA

È UNA SFIDA PER LANCIARE

DEFINITIVAMENTE VARESE VERSO

La Pallacanestro Varese affronta in casa Reggio Emilia in quella che può essere una sfida per lanciare definitivamente l’OJM verso le prime otto posizioni e mandare in archivio il discorso salvezza. Questo grazie all’impresa sul campo di Milano che ha permesso ad una splendida e coriacea Varese di prendere due punti dall’altissimo peso specifico guidata dalla coppia Moore-Stewart, ma con un collettivo tutto sul pezzo e coeso.

I reggiani arrivano a questa sfida dopo aver affrontato un’altra squadra lombarda, ovvero Cantù, in una partita che è stata molto piacevole e che ha visto un susseguirsi di continui sorpassi fra le due formazioni fino ai 3 liberi finali di Green che hanno dato la vittoria ai brianzoli del neo coach De Raffaele. Sconfitta che ha chiuso una mini striscia positiva di due vittorie e lascia Reggio a pari punti con Varese.

di Matteo Gallo

Reggiani che si presentano senza

l’infortunato Cheatham fuori per due mesi per una contusione ossea del calcagno associata ad una lesione strutturale del tendine d’Achille

La formazione del confermato coach

greco Pr i f t i s , a l t e r z o a n n o s u l l a

p a n c h i n a r e g g i a n a e s e m p r e a i

playoff nelle due annate precedenti,

v e d e i n c a b i n a d i r e g i a a g u i d a r l a

C a u p a i n , d i c u i p a r l i a m o n e l l a

r u b r i c a o c c h i o a . . , e i n s i e m e a l u i a

f a r e r e p a r t o c ’ è L o r e n z o U g l i e t t i : i l

t o r i n e s e c r e s c i u t o c e s t i s t i c a m e n t e a

Biella si è affermato in 4 anni di A2 a

Latina per poi trovare spazio prima a

Tr e v i s o e p o i , n e g l i u l t i m i 3 a n n i , a

Napoli Terza stagione a Reggio per

l u i c h e è u n g i o c a t o r e c h e s a u s a r e

b e n e i l f i s i c o , m a a n c h e d i s c r e t o

passatore. Da un mese si è aggiunto

a l r e p a r t o r e g i s t i a n c h e S t e p h e n

B r o w n , r i l a s c i a t o d a l l ’ a m b i z i o s o

P a o k d e l n u o v o p r o p r i e t a r i o

Mystakidis (miliardario numero 1272

n e l l a l i s t a d i F o r b e s 2 0 2 4 . . . ) c h e è

g i o c a t o r e i n g r a d o d i f o r n i r e u n a

d o z z i n a d i p u n t i a g a r a e d i d a r e ordine alla manovra

Ci sarebbe anche l’altro esterno americano Jamar Smith che possiamo definire un pretoriano di Priftis, ma l’esperto classe ‘87 è, però, finito fuori dalle rotazioni ormai da metà novembre e ha recentemente rifiutato il passaggio alla Fortitudo Bologna in A2.

Punta di diamante come guardia è Jaylen Barford, ormai un habituè della nostra serie A. Prima esperienza in quel di Pesaro nel 2019/20, poi Roma, Cremona e, dopo due anni a Kuban, l’ingaggio a Reggio nella scorsa annata chiusa a 12,5 punti di media Numeri alzatisi nei playoff dove ha fatturato 19,7 punti a gara. Sa segnare in tanti modi differenti e preferisce le situazioni di uno contro uno e in transizione. Per rinforzare ulteriormente la squadra, Reggio ha ingaggiato da Trapani la guardia Riccardo Rossato con un contratto valido fino al 2029.

In ala c’è il solito Michele Vitali,

PUNTA DI DIAMANTE COME GUARDIA È

JAYLEN BARFORD, ORMAI UN HABITUÈ DELLA

NOSTRA SERIE A. SA SEGNARE IN TANTI MODI

DIFFERENTI E PREFERISCE LE SITUAZIONI

DI UNO CONTRO UNO E IN TRANSIZIONE

GLI ARBITRI

Guido Giovannetti, Gianluca Capotorto (nella foto) e Giacomo Dori

sono gli arbitri che dirigeranno il match tra la Pallacanestro

Openjobmetis Varese e la UNA Hotels Reggio Emilia, valido per la diciottesima giornata del campionato di LBA 2025-2026 Il primo, quest’anno, ha già “incrociato” i biancorossi proprio nel match di andata delle due formazioni, conclusosi

con la vittoria dei padroni di casa per 103 a 79. Prima stagionale per Capotorto che però, lo scorso anno, ha “fischiato” Libizzi e compagni nel ko interno contro Venezia (77-86) e nel successo sterno maturato sul campo di Napoli (87-97) Seconda stagionale per Dori, già presente nella sconfitta della Openjobmetis contro la Virtus Bologna.

tiratore di striscia mortifero se in serata (oltre il 40% quest’anno in serie A), ma capace anche di difendere forte sulle ali avversarie Insieme a lui c’è un ex biancorosso che risponde al nome di Tomas Woldetensae. L’ala classe ‘98 sta vivendo la peggior annata a livello di punti prodotti inferiori ai 4,9 dell’ultima delle 3 annate in maglia varesina sebbene stia tirando dall’arco con oltre il 40% (miglior dato statistico di sempre in serie A).

Sotto i tabelloni in ala forte è arrivato un altro acquisto dal mercato di riparazione che risponde a JT Thor,

giocatore capace di giostrare anche da ala piccola nonché da centro. Giocatore del Sud Sudan, ha disputato le Olimpiadi di Parigi 2024 chiudendo con 6,7 punti e 4,7 rimbalzi di media. Con lui l’azzurro Luca Severini, arrivato in estate da Tortona, che sta incontrando qualche difficoltà al tiro pesante. Due lunghi veri per Reggio con Bryson Williams, 203 centrimetri per 109 chili, e il colombiano Echenique, vera torre coi suoi 211 centimetri oltre che ottimo attaccante d’area. Il giovane El Hadji ha solo scampoli (5 punti in 3’ all’andata contro l’OJM)

SIAMO SULLA STRADA GIUSTA I MERITI DI VARESE

IN MOLTI HANNO SMINUITO LA NOSTRA VITTORIA, DANDO PIÙ DEMERITI

A MILANO CHE

MERITI A NOI, MA NON SONO D’ACCORDO. NEL SECONDO TEMPO ABBIAMO DATO

La vittoria di Milano è ancora viva e fortissima nel cuore e nella mente del mondo Pallacanestro Varese che però deve subito resettare per approcciarsi al meglio alla sfida verità di domenica 1 febbraio alle ore 18:00 in casa contro Reggio Emilia

Una sfida, quella con l’UNAHOTELS, che molto dirà delle ambizioni in campionato della Openjobmetis, chiamata finalmente a centrare il vero salto di qualità in una stagione in cui, ogni qualvolta Iroegbu e compagni sono stati chiamati alla prova del 9 hanno sempre fallito. A fare il punto della situazione in casa biancorossa ci pensa una persona che quando parla non è mai banale, ossia il Team Manager della squadra, Max Ferraiuolo

Ferraiuolo, a qualche giorno di distanza dalla vittoria con Milano, quali sensazioni restano?

“Sensazioni belle da parte di una squadra che ha trasmesso l’idea di essere sulla strada giusta per costruire una propria identità con la convinzione di ciò che può fare e la faccia tosta nell’andare a sfidare chiunque. In molti hanno sminuito la nostra vittoria, dando più demeriti a Milano che meriti a noi,

ma non sono d’accordo Nel secondo tempo abbiamo dato una svolta a livello difensivo e di aggressività, sorprendendo secondo me l’Olimpia e conquistando un bellissimo successo”.

La differenza l’ha fatta la maggior solidità a livello fisico e mentale che

la squadra ha mostrato negli 1vs1 nei secondi 20′, è d’accordo?

“Sì Nel primo tempo abbiamo sofferto il loro gioco spalle a canestro. Nel secondo tempo, invece, con una maggiore aggressività fin da subito sul portatore di palla non gli abbiamo permesso di arrivare nel pitturato con facilità, sopperendo così alle difficoltà incontrate nel primo tempo e, alla lunga, abbiamo dato noi quasi l’idea di essere la squadra con maggior fisicità presente in campo”.

Non possiamo non soffermarci sulla prestazione di Moore: estro e follia da cui non può prescindere questa squadra…

“Tazé è un giocatore che sta imparando a capire tante cose. Dopo pochi giorni dal suo arrivo gli parlai, dicendogli che avrebbe potuto costruirsi una carriera in Europa ma facendo uno step mentale. La sua esuberanza in alcune situazioni non lo aiuta, ma se cresce

nella gestione dei momenti e del contesto, focalizzandosi solo sul campo, ha tutto per fare bene. Speriamo abbia intrapreso la strada giusta, tra un errore e l’altro”.

Kastritis nel post gara ha parlato di standard minimo di prestazione mostrato in campo. Lei crede che con le rotazioni a 8 veramente si possa mantenere sempre un così elevato livello di gioco, soprattutto per quel che riguarda l’intensità e l’aggressività?

“L’intensità che mettiamo in campo va allenata, ma non è semplice ed è chiaro che le rotazioni corte richiedono un maggior dispendio di energie ai giocatori. Ci aiuta giocare una partita alla settimana, però sono curioso anch’io di vedere come reagiremo alle prossime gare, contro avversari che proveranno a batterci Dovremo dimostrare di saper reggere mentalmente e fisicamente”

L’INTENSITÀ CHE METTIAMO IN CAMPO VA ALLENATA, MA NON È SEMPLICE ED

A Milano ancora una volta il “quintettone” con Nkamhoua e Renfro insieme ha fatto la differenza, non solo però, perché anche usati singolarmente hanno dato un grande apporto sotto le plance…

“Sono due giocatori che si completano abbastanza bene e questo facilita il loro lavoro. Renfro, a causa dei falli, viene spesso limitato nel suo utilizzo, ma al di là delle scelte e del giocare con due lunghi o meno, abbiamo dimostrato che quando dalla difesa riusciamo a generare scosse di adrenalina importanti, tutto diventa più facile anche in attacco Dipende anche dagli assetti tattici, ma per i giocatori che abbiamo questo prescinde: la cosa fondamentale sono energia e attenzione”.

Rimanendo alla gara con Milano, l’è sembrato di tornare indietro nel tempo a quando questo derby era sempre una partita aperta ed imprevedibile nel risultato?

“Assolutamente sì. Non abbiamo mai

dato l’idea di uscire dalla partita. È stato un segnale importante: questa squadra può davvero capire qual è il percorso giusto, questa deve essere Varese. Mai darsi per vinti, sempre con la voglia di combattere e lottare”.

Ora volgiamo lo sguardo alla sfida di domenica con Reggio Emilia: una prova del 9 da non sbagliare perché perdere domenica vorrebbe dire vanificare quanto fatto lunedì all’Allianz Cloud…

“Come nel gioco dell’oca: se domenica perdi torni praticamente al punto di partenza, sia per convinzione sia per classifica Reggio si è rimessa a posto, arriva da una brutta sconfitta in casa contro Cantù e sarà una partita durissima Vorranno vincere, noi dovremo dimostrare mentalmente di aver capito certe cose Dovremo prepararci bene in settimana: recuperare le energie spese lunedì non sarà facile, ma questo fa parte del processo di crescita che stiamo seguendo ed a cui dobbiamo dare continuità”.

REGGIO ARRIVA DA UNA BRUTTA SCONFITTA

O R G A N I G RA M M A

Presidente

Vicepresidente

Amministratore Delegato

Director of Business

Development & Operations

General Manager Basketball Operations

General Manager Basketball Strategy

Direttore Sportivo

Responsabile Operativo Prima Squadra

Amministrazione

Marketing ed Eventi

Responsabile Stampa e Comunicazione

Responsabile Relazioni Esterne

e Csr/Safeguarding Officer

Antonio Bulgheroni

Gianpaolo Perego

Luis Scola

Federico Bellotto

Zachar y Sogolow

Maksim Horowitz

Mario Oioli

Massimo Ferraiuolo

Maria Grazia Ferrari

Lorenzo Gaudina

Marco Gandini

Raffaella Demattè

Responsabile Biglietteria e Merchandising Filippo Buttarelli

STA F F

Allenatore Giannis Kastritis

Assistente Allenatore Matteo Jemoli

Assistente Allenatore Federico Renzetti

Preparatore Atletico

Silvio Barnabà

Medico Sociale

Jacopo Calciolari

Medico Ortopedico

Mauro Modesti

Fisioterapista

Davide Zonca

Fisioterapista

Matteo Bianchi

REGGIO EMILIA

TROY CAUPAIN

Caupain si è formato cestisticamente all’Università di Cincinnati dove ha disputato quattro stagioni di NCAA Una breve esperienza in Nba con la maglia degli Orlando Magic, alternandosi con alcuni passaggi in G-League, prima di approdare per la prima volta in Italia ad Udine, in A2, nella seconda parte del campionato 2017/2018. Da quel momento la sua carriera europea lo ha visto calcare tanti differenti parquet nelle leghe tedesca, spagnola e francese, oltre ad una nuova esperienza nella massima serie italiana a Brescia nel 2022/2023. Ha disputato sia l’Eurocup, con Ulm e Brescia, che

la Basketball Champions League con Holon, Ostenda, Darussafaka e Murcia. Nelle ultime due stagioni ha militato in Liga ACB e BCL con Murcia, totalizzando 85 presenze Nel finale della scorsa stagione ha giocato con i francesi dello Strasburgo, viaggiando ad una media di 14.5 punti, 3.7 rimbalzi e 4 assist a partita. Rispetto al predecessore Winston, l'attuale regista reggiano ha meno creatività offensiva e talento puro, ma è complessivamente più affidabile in fase di regia e anche difensivamente può sfruttare una fisicità superiore. E' uno dei leader tecnici della truppa di coach Priftis e le cifre in serie A lo testimoniano.

I NUMERI DEL CAMPIONATO

P U N T I

M Bilan Brescia 21 1

A Della Valle Brescia 20 2

J. Burnell Brescia 19,5

31/01/2026 - 18:15

31/01/2026 - 20:00

01/02/2026 - 16:00

01/02/2026 - 16:30

C LAS S I F I CA

08/02/2026

I GIOVANI INVESTIMENTO PER IL FUTURO

IL MIO RUOLO

PERCHÉ, A LIVELLO

Asoli 29 anni, Federico Bellotto è il volto giovane e ambizioso dietro il progetto di crescita di Varese Basketball CEO del club, vive quotidianamente con “un piede in due scarpe”: da un lato la guida strategica del settore giovanile, dall’altro il lavoro a stretto contatto con la prima squadra. È da questa posizione privilegiata che Bellotto osserva il presente e costruisce il futuro, con una visione chiara e fortemente internazionale.

Per lui il settore giovanile non è una voce di spesa, ma un investimento sul domani L’obiettivo è dichiarato e ambizioso: creare uno dei migliori vivai d’Europa, capace non solo di produrre risultati, ma soprattutto di formare giocatori e persone. Vincere conta, certo, ma è una conseguenza del lavoro quotidiano in palestra, della cura dei dettagli e delle opportunità offerte ai ragazzi, dal college ai tornei internazionali.

In un mondo del basket che cambia rapidamente, tra NIL, mobilità e nuove prospettive globali, Bellotto punta su un modello sostenibile, dinamico e meritocratico, in cui il valore creato genera ulteriore valore. Una visione moderna, costruita con responsabilità, fiducia e la consapevolezza che il futuro di Varese passa, prima di tutto, dai suoi giovani.

Partiamo dal suo ruolo di CEO, da cui derivano grandi responsabilità in primis...

“Il mio ruolo è importante perché, a li-

vello strategico, di progettualità e di scelte, segue la linea di Pallacanestro Varese, cercando di creare il miglior settore giovanile d’Europa Questo è l’obiettivo: siamo ancora lontani, ma vogliamo arrivarci. Tutto ciò che spendiamo non è un costo, ma un investimento. Sappiamo che, se risparmiassimo su questo, avremmo più risorse per la prima squadra, ma il nostro obiettivo è avere cinque italiani in prima squadra provenienti dal nostro settore giovanile, senza doverli acquistare dall’esterno. Allo stesso tempo vo-

gliamo offrire ai ragazzi tutte le opportunità possibili: dal college ai tornei internazionali Il primo obiettivo non è la vittoria finale, ma lo sviluppo dei ragazzi; vincere diventa una conseguenza del lavoro fatto in palestra”.

Come questo obiettivo si coniuga con le dinamiche di un mondo giovanile nel quale i migliori talenti ormai guardano sempre più oltreoceano?

“La domanda è corretta e lo vediamo con Elisée. Non sappiamo cosa farà in futuro; dovesse andare via, l’obiettivo è trovare un altro Assui. Non vogliamo che i ragazzi rimangano dieci anni, ma creare anche una turnazione veloce. Creare tanto valore per avere tanta turnazione. Oggi abbiamo un grande gap tra Assui, ad esempio, e chi verrà dopo di lui, perché stiamo lavorando molto sulle annate dal 2008 in giù ma questo è normale e non ci preoccupa”

Cosa vuol dire amministrare una società?

“Sono fortunato perché ho “il piede in due scarpe”: sono sì AD del Settore Giovanile, ma anche il “braccio destro di Luis” in prima squadra. Questo mi permette di avere una visione strategica a 360 gradi, orientata allo sviluppo, al mantenere i conti in ordine e alla gestione di persone e ruoli. Alla fine, però, le responsabilità vanno prese Ho avuto la fortuna di lavorare per cinque anni al fianco di Luis e, a 29 anni, sono felice di essere qui”.

Sotto quale aspetto sta lavorando maggiormente?

“Sicuramente la gestione delle persone, perché poi loro fanno affidamento su di te: quando sei il leader di un’organizzazione è questo l’aspetto più delicato. Me lo dice sempre Paolo Perego: la cosa più difficile mai fatta è stata gestire, per la prima volta, quattro persone Essere in grado di creare una struttura aziendale è poi fondamentale, ed in questo Sogolow e Horowitz che provengono da

LUIS HA UNA VISIONE CLAMOROSA

CHE TI METTE NELLA CONDIZIONE DI GUARDARE SEMPRE ALL’OBIETTIVO FINALE.

TI LASCIA SBAGLIARE PERCHÉ SA CHE

SI CRESCE ANCHE DAGLI ERRORI, MA PRETENDE RISULTATI

un sistema molto strutturato come modello am cano mi stann tando moltiss

Il progetto foresteria come sta proseguendo?

“Attualmente ci sono 17 ragazzi e sta andando molto bene Sono tutti in camere singole per scelta, ma potremmo ospitarne fino a 30-35. Abbiamo richieste da parte di ragazzi che vogliono far parte del progetto, sia reclutati sia non. Stiamo avviando collaborazioni con scout internazionali, guardando ad Africa e Centro America, e il progetto continuerà ad ampliarsi. È una grandissima responsabilità, ma permette di fare uno step enorme in più”.

Ha parlato di sguardo all’estero, ma per quel che riguarda i prodotti italiani?

“Il reclutamento italiano viene fatto dallo

staff interno ed è c o n t i n u o . u e s t ’ a n n o arrivati raliani di alto livello Non ci interessa la nazionalità: se sono italiani, meglio; se non lo sono, dopo quattro anni rientrano comunque nella formazione”.

Diceva prima che ha avuto la fortuna di stare a contatto con Scola per 5 anni. Com’è oggi il vostro rapporto?

“C’è grandissimo rispetto Luis è folle in senso positivo, perché ha una visione clamorosa che ti mette nella condizione di guardare sempre all’obiettivo finale. Lavori al massimo della produttività: lui dà se riceve Ti lascia sbagliare perché sa che si cresce anche dagli errori, ma pretende risultati. È un leader forte caratterialmente e a volte si va allo scontro, ma sempre in modo costruttivo. Mi ha scelto e mi ha dato fiducia, e di questo dovrò sempre ringraziarlo”

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