Stadium n. 10/1956

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Al servizio della vita sana,

robusta, ardente, al servizio

“Due stelle per Melbourne,,

di un’attivitĂ  piĂč feconda nel

compimento

proprio

del

stato,

doveri lo

del

« sport »

9n u. pagina

puĂČ Â° deve essere anche al

“Angelo Romani contro gli statunitensi,.

servizio di Dio. A questo fine

infatti esso inclina gli animi a dirigere le forze fisiche e

Concessionaria esclusiva per la pub­ blicità: PUBL1ACI - Roma - Corso Vittorio Eman. n. 287 - Tel. 556.068 Costo d’inserz. L. 150 a mm. col. Spedizione in abb. postale gr. II LTn numero L. 20

le virtĂč morali, che sviluppa.

Dal discorso del Papa agli sportivi romani nella Penteco­ ste del 1945.

Direzione Redazione Amministrazione - Roma Via della Conciliazione, 1, t. 555561-550113

IL GRANDE CUORE DEI VERI SPORTIVI

LUI CI VUOLE

Il tecnico doo Ăš una macchina

tutti vincitori «Mentre ai cimenti sportivi ■si Ăš liberi di partecipare, neĂŹLagone spirituale Ăš necessario Irhe tutti entrino e perseveri■no: mentre in quelli un solo ■ira molti ottiene la palma, in iquesto la vittoria Ăš disposta ■ad incoronare tutti e ciascuIjio: ma, soprattutto, mentre in ■ quelli. ove manchino le energic. altro non resta che ritì■rarsi e dichiararsi vinti, in Iquesto Ăš sempre pronta a sol­ levare e rinvigorire le decĂŹiInanti forze la forza stessa di ■Dio, che vuole tutti gli uomiI ni salvi c vincitori >. | Lui, Iddio, ci vuole tutti ■rincitori: anche me e te, che [possiamo nello sport essere Knozzarelle e che teniamo con [cura l'unica medaglia vinta [‘nella nostra modesta carriera ■sportiva. Avrai saputo che Fornara. ■Moser, Manie, Afaggini ed al| tri campioni del ciclismo hanf no fatto quest’inverno gli ■esercizi spirituali. To so di piĂč: so che hanno commosso Iil nostro Assistente di Vicen* |.za nel vederli pregare e pen? sa re. Fa sempre piacere vedere -degli uomini pregare, specie ■gĂš sono uomini dai nomi I grandi. | Quando ero ragazzo mi pia|ceva sapere che Bartali era un iscritto di Azione Cattoli ■ca e che i mazzi di rose che fcli offrivano (aH’arrivo li porAtir« alla Madonna. ■ Ora che non sono piĂč ra­ gazzo ini fa ancora piacere sentire che Romani dopo ogni record che stabilisce va in Chiesa a ringraziare il Signore oppure Virgili e Montuori r che vanno sottobraccetto a I Messa per pregare. I Fornara, Romani. Virgili, Montuori e tanti altri campioP ni sono grandi quando entuI siasmano le folle con le loro (gesta ma sono grandissimi quando fanno silenzio nella I loro anima e senza nessuno ■che applauda si inginocchiano | e pregano. L'uomo Ăš grande quando prega perchĂ© specialmente al­ lora Ăš figlio di Dio. *

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Ho incontrato Duilio Loi a lodi in una serata organiz zata dal Centro Sportivo Ita­ liano. Era reduce da quel me morabilc incontro con Ferrei ed aveva trascinato allenti! siasmo milioni di tifosi: gli hanno chiesto come mai pri ma del combattimento si era fatto il segno della croce. Per scaramanzia forse? — No — ha risposto Loi decisamente -

per un atto di fede perche io sono cattolico e ci credo.

Aprite le finestre al nuovo sole ! Apri anche tu la finestra della tua anima al vero soie, a Dio. La Pasqua cade in prima­ vera quando la vita naturale si libera dal morso dell’inverno e risorge. Pasqua Ăš liberazione e re­ surrezione. Vuol dire c passaggio » dal­ la schiavitĂč alla libertĂ . Ge­ sĂč Ăš il Grande Vincitore: ha vinto la morte e ti invita a seguirLo. Forse nella tua anima c’< aria vecchia, nauseante, ac­ cogli l’invito della primavera, apri la finestra perchĂ© entri Lui che fi vuole vincitore. ALDO NOTARIO

Il "vecchio,, Ferdy Kubier vuol vincere anche la "Sanremo., Ed eccoci alla Sanremo, ancora con la neve aita alla porta ed il ghiaccio nelle strade, i ruzzoloni e qualco­ sa di peggio, come Ăš accaduto al Velodromo torinese, dove accade sempre qualcosa a Lut­ ti gli arrivi su pista. Kubler ha vinto con una bella volata, dopo una bella corsa, la prima gara della stagione in... continente, come dicono i sardi i quali sono ge­ losi non soltanto della loro isola ma anche della Sassari-Cagliari che ha effettiva­ mente aperta la stagione in­ ternazionale una ventina di giorni addietro. Vinse, come Ăš facile ricordare, Nello Fab­ bri, su Pintarelii, suo com­ pagno di .una lunghissima fu­ ga alla quale presero parte anche Grosso e Bahamontes. Fabbri non ha vinto a To­ rino ma Ăš andato assai vici­ no ancora una volta al suc­ cesso che sarebbe toccato pa­ re a Alessandro Fantini. Il ruzzolone Ăš costato infatti al ragazzo di Fossacesia, per lo scoppio di un tubolare, oltre alla vittoria anche una non Lieve ammaccatura La Milano-Torino avrebbe dovuto dire molte cose nei confronti della « classicissi­ ma » ed invece non solo ha visto falsato l’ordine di ar­ rivo, ma ci consiglia ad an­ dar cauti con le previsioni. Di una cosa si puĂČ essere si­ curi. mentre sta per Darti re la « corsa al sole ». da Pa­ rigi a Nizza: che gli stranie­ ri intendono recitare un ruo­ lo di primissimo piano non

soltanto nelle gare dei loro Paesi, ma anche in quelle italiane. Domenica, tanto per cominciare, hanno conquista­ to, fortuna e non fortuna, il primo ed il secondo posto nel­ la Milano-Torino. E non si tratta di corridori da quattro soldi, di gente che vince una volta tanto ma.che dispone di un « «palmares » da fare in­ vidia ai piĂč grandi campioni della storta. Ferdi Kubler Ăš stato campione del mondo ed ha vinto tante di quelle ga­ re che la metĂ  basterebbero

ger fare di lui un eroe na­ zionale. Come Ăš del resto con ­ siderato in Svizzera, domi­ natore assoluto prima del­ l’avvento di Hugo Koblet. Co­ sĂŹ il mio amico Germain Derijcke, tenace e duro corrido­ re fiammingo, vincitore del­ l’ultima Milano-Sanremo. Che l’ordine di arrivo del­ la gara di domenica, a con­ clusione semi-drammatica, sia il segnale d'allarme per i no­ stri, Ăš facilmente intuibile. I grandi « capitani » sono avvertiti. La Milano-Torino

(Continua in 2. pagina)

Inoltre c'Ăš pure il tecnico aristocratico. Quello ben vestito che porta sempre la cravatta pu­ lita. Sostanzialmente Ăš come il primo; ha solo una crosta piĂč delicata e conosce un pizzico di medicina e di fisica sportiva. La sua figura Ăš nata nel C.S.I. per necessitĂ  storica. Questi pri­ mi dieci anni della nostra vila sono stati tessuti dalle mani callose ma diligenti di questo povero diavolo dal « cuore ingrossato " come q nello dei suoi atleti. Quando il Prete ha voluto

Rigogliosa primavera del CSI Le tempeste atmosferiche con la loro rigidità, con le loro tormente . nevose, non possono fermare il... calenda­ rio. La legge del tempo per­ corre il suo cammino anche se le temperature si presen­ tano con il manto dell'incongruenza. Le date ci dicono che do­ vremmo avere il contorto di un sole luminoso, che la na­ tura dovrebbe vestirsi di ver­ de e con abiti fioriti. Vice­ versa i nostri' scialli di lana ci chiudono la bocca e anco­ ra camminiamo sulla neve, mentre la gelida ed aspra

tramontana ci ammonisce che la maestĂ  dell'inverno ha an­ cora diritto di regnare. Di fronte a tante eccezio­ nali avversitĂ  lo sport non poteva chinare supinamente il capo e lasciare vicino ai termosifoni i suoi atleti. Lo sport Ăš sinonimo di audacia e di coraggio e non puĂČ pre­ tendere le soffici poltrone del­ la comoditĂ  e della mollezza. Abbiamo a lungo parlato dei nostri campionati di Sci svoltisi ad Asiago con tem­ peratura da Polo Nord con accompagnamento di tormen­ ta, e come i ragazzi dei « Cam-

Prospettive per II congresso Nazionale zione o meno di una rela­ zione fatta di dati, ma deve sentire la necessitĂ  di un profondo studio di quelli che sono i problemi basilari e informatori di una attivitĂ  sportiva veramente cristiana ed educativa. Questi concet­ ti sono sempre piĂč validi e pertanto non ci sembra fuo­ ri luogo ribadirli specialmente per coloro che avranno l’ono­ re e l’onere di rappresentare i comitati al Congresso Na­ zionale. Il Centro Sportivo Italiano, dopo dieci anni di attivitĂ , non puĂČ e non deve assolutamente accontentarsi di conti­ nuare su una strada che ve­ de impegnate esclusivamente o quasi tutte le proprie forze nel campo agonistico. Con ciĂČ non vogliamo assolutamente dire che questo particolare settore debba essere sottova­ lutato, anzi diciamo subito che anche in questo settore il CSI deve essere, possibil­ mente, un modello perchĂ© Ăš proprio dalla regolaritĂ  e dal­ la precisione che una organiz­ zazione viene valutata. Ogg i giovani vogliono che 1° loro cose non siano piĂč trat­ tate empiristicamente ma dr tecnici specializzati in mate­ ria. E ciĂČ Ăš piĂč che giusto. Tutta la nostra organizza zione, dalle Unioni Sportivi alla Presidenza, deve perĂČ sentire che quanto Ăš state fatto non Ăš piĂč sufficiente per l’avvenire, che bisogna ampliare la strada battuta pei dieci anni, affinchĂ© i nostri

ttavia lo staha confermato to di grazia di piĂč di un ele­ mento. Anzitutto Monti, Fan­ tini e Fabbri, tre ragazzi cen­ tro-meridionali fioriti dal vi­ vaio fertilizzato dal C.S.I., tanto Ăš vero che hanno par­ tecipato allultimo Criterium Giovanile ciclomotoristico del­ le Nazioni in occasione del­ la celebrazione del primo De­ cennio della grande Organiz­ zazione polisportiva italiana. La gara ha avuto uno svol­

Ho conosciuto il tecnico. Que­ sto povero diavolo che ha il torto di possedere un « cuore ingrossato », proprio come quello dei suoi migliori atleli. E' venuto nelle nostre file per fame di sport. La sua fame Ăš perĂČ sana. Il suo stomaco non riusciva a digerire uno sport da salotto. E’ venuto con noi perche: voi fate le cose sul serio! ». E’ impastato di tecnica e ti misura l'atleta con il fiuto di un levriero. Cammina d'istinto nella sua attivitĂ  e il suo en­ tusiasmo „ ti lascia perplesso e commosso. E' un padre di famiglia e vuol bene alla sua casa ma con la stessa passione Ăš capace di ammuffire in palestra. Era un atleta una volta. Intendiamoci, non era un fuori classe ma ha saputo immagazzinare un baga­ glio tecnico considerevole, considerevole. E semplice come un bambino.

MIGLIAIA DI ATLETI IMPEGNATI IN OGNI SETTORE

A ROMA DAL 29 APRILE AL Io MAGGIO ALLA “DOMUS MARIAE,,

Come il grande Convegno d’ottobre ha attirato sul CSI l’attenzione di tutto il mon­ do cattolico e non cattolico, cosi il Congresso Nazionale che segna la prima tappa del secondo decennio dovrĂ  la­ sciare una impronta tutta particolare non solo nel no­ stro mondo sportivo ma in tutti coloro che allo sport dedicano, con entusiasmo e passione, tutto il tempo libe­ ro dagli impegni soci-ali e fa­ migliar!. E perchĂ© questo pos­ sa attuarsi, la Presidenza Centrale sta alacremente la­ vorando per la parte esterio­ re, ma soprattutto per la par­ te d'impostazione del Con­ gresso stesso. Per la prima parte si sta studiando un piano di mani­ festazioni che dovranno es­ sere degna corona ai lavori veri e propri della grande assiste romana; per la secon­ da Ăš allo studio dei dirigenti centrali il programma d’im­ postazione dei lavori che do­ po l’approvazione del Consi­ glio Direttivo verrĂ  reso noto a tutti i Comitati e Dirigenti periferici. A tale scopo Ăš sta­ to convocato a Roma, per il 24 corrente il Consiglio Di­ rettivo. il quale oltre a quan­ to sopra, dovrĂ  fare il punto sul lavoro svolto in questo ultimo biennio ed approvare la relazione congressuale. Qualche tempo fa, proprio su queste pagine, venne chia­ ramente detto come il nostro Congresso non deve assolutamente limitarsi all’approva­

Anno XI - N. IÖ ‱ Roma 15 mano 1956

SETTIMANALE DEL CENTRO SPORTIVO ITALIANO DIRETTO DA LUIGI GEDDA

giovani trovino, nell'attivitĂ  sportiva, una palestra di for­ mazione oltre che fisica, mo­ rale e cristiana. La nostra attivitĂ , quind dovrĂ  raggiungere altri cĂšn­ tri di interesse attraverso una particolare osservazione ed un dettagliato studio dei giovan stessi nei campi extrasportiv di attivitĂ . Le nostre Unioni e Gruppi Sportivi non devĂł.v limitarsi ad essere delle squa­ dre piĂč o meno brave in una determinata disciplina agoni­ stica, ma devono diventare dei veri e propri cenacoli delle associazioni che attra­ verso l'attivitĂ  sportiva sen­ tono. vivono e cercano in tut­ ti i modi di risolvere i pro­ blemi dei giovani attraversr tutte quelle forme di attivitĂ  sociali, culturali/ educative i spirituali di cui il giovane stesso sente necessitĂ . Di questo particolare pro­ blema se ne sono giustamen­ te occupati in questi giorni Rev.mi Assistenti della Con­ sulta Nazionale, ma oltre ag’ Assistenti dovranno essere i Dirigenti a sentirsi int-oegnatalla risoluzione del problema stesso. PerchĂ© ciĂČ possa av­ verarsi abbiamo bisogno d Dirigenti educatori. E quale miglior fonte da cui attin­ gere questi Dirigenti se nar : Seniores della GIAC? Al­ l’annuncio. dato dalla Presi­ denza Centrale GIAC 'di po­ tenziare questo movimento noi abbiamo esultato perchĂ© sono proprio questi i Giova­

ni educatori' che dovrebbero Inseririsi in questo vasto campo apostolico. Come si vede molti sono i problemi che dovranno essere affrontati in questo Congres­ so Nazionale. Vogliamo spe­ rare che i partecipanti sa­ pranno portare il loro contri­ buto di esperienze peixihĂš il CSI diventi un’opera sempre piĂč educativa e formativa. LORENZO BORGHI

Fra breve entreranno in funzione anche ÂĄ Centri di addestramento giovanili per il calcio. L'idea Ăš ottima e speriamo che altrettanto ot­ tima sia la realizzazione della iniziativa che. presa dalla Federazione assume una importanza particolare. Il reclutamento e la cura dei giovani non sono una novitĂ ; molte societĂ  italia­ ne hanno dedicato e dedica­ no tempo e denaro nella ri­ cerca di' ragazzi che abbiano qualitĂ  e spiccate attitudini per ben riuscire. La creazione di queste scuo­ le pone fine alla fase empi­ rica per iniziare, sotto buoni auspici, il periodo di una pre­ parazione metodied e scienti­ fica: si passa cosĂŹ da tenta­ tivi locali e alla buona a ten­ tativi di piĂč vasto respiro a carattere nazionale. Non Ăš stato ancora stabi­ lito quali saranno le norme per frequentare la scuola, i

panili Alpini » abbiano sfida­ te le asprezze talvolta vio­ lente dell’eccezionale stagione invernale. Il C.S.I. ha superate le pro­ ve piĂč ardue nello svolgere l’agonismo della neve e non puĂČ non complimentarsi con gli atleti e cori i dirigenti del­ la periferia per avere svolto regolarmente tutte' le prove programmate onde partecipa­ re ai campionati nazionali. I Campionati di calcio si sono presentati non con il verde scenario dei suoi cam­ pi ma con tappeti di ghiaccio che hanno messo — ed in ta­ lune localitĂ  ancora mettono — a dura prova la resistenza dei nostri calciatori. Quando si pensa che le no­ stre attrezzature non hanno il conforto di cure del resto quanto mai costose, e che spesso gli spogliatoi sono ca­ ri parenti dei... frigoriferi e che la neve ha sostituito l’ne­ qua divenuta ghiaccio, pei togliere il fango sui muscoli e sul viso dei giocatori, bi­ sogna ammettere che l’amore per lo sport non ha prezzo. Anche la Pallacanestro ha svolto, e sta svolgendo, i suoi campionati e sono ben poche quelle Unioni Sportive che possono fruire di palestre. Anche nel settore cestistico le prove si sono svolte con molte difficoltĂ  che comun­ que sono state superate con la consueta tenacia.

..JPERÓ/ requisiti degli aspiranti, la durata e le' modalitĂ  del cor­ so; riteniamo che in man­ canza di un modello nostro che potremo plasmare col tempo, potremmo ispirarci come base di partenza, al modello svedese. In Svezia infatti esistono scuole del ge­ nere e gli insegnamenti teo­ rici e tecnici che vi si im­ partiscono hanno dato ottimi frutti. IVon si tratta di co­ piare ciĂČ che fanno gli altri, jna di tener conto della espe­ rienza altrui. Anche in In­ ghilterra un tecnico di chia­ ra fama come Willy Meisl (ni­ pote del grande Ugo. il fa­ moso ideatore del Wunder­ te am) ha consigliato i diri-

Nella Pallavolo si sono svolti numerosi Tornei ed hanno ora avuto inizio i Cam­ pionati provinciali. Il Tennis da Tavolo si av­ via alla felice conclusione che si celebrerà in Roma il 25 marzo con le finali nazionali. I Campionati provinciali di corsa campestre sono quelli che hanno richiesto accurate organizzazioni. Pensate che la maggior parte dei Comitati hanno disputato cinque prove. Il tempo avverso ha richieGENEROSO DATTILO (Continua in 5. pagina)

raccogliere quelle quattro cana­ glie per disintossicarle dalle tos­ sine dei quartieri sporchi si Ăš messo a scovare quel vecchio ti­ foso che camminava ancona con il petto avanti chiuso in un maglione consunto tipo sport 1921. E quello Ăš venuto con gli occhi che puzzavano di lacrime lontano un miglio. Si sen­ tiva felice come l’autista che ri­ trova le vecchia strada nel gro­ viglio anonimo e nebbioso di una grande cittĂ . Ci sono lĂ  dentro le coppe chiuse in un armadio senza stile ma le coppe sono troppo fredde e troppo uguali per scrivere la storia appassionata del di­ rettore tecnico. Nelle coppe ormai mezzo arrugginite sono nascoste le sue pene e le sue gioie. Adesso parlano male di te vecchio fanatico dello sport. Di­ cono che non hai capito lo spi­ rito del C.S.I.; dicono che ti sei esaurito nel puro tecnici­ smo, che non riesci a capire profondamente il linguaggio pe­ dagogico dello sport, La tua tecnica deve essere soggetta al­ lo spirito se ai vuole che renda. se no Ăš un « vano agitarsi di membra ». E tu ti scocci perchĂš in fon­ do sai che anche senza studi e meditazioni profonde quel poco spirito l'hai messo nella tua attivitĂ . Per te lo spirito Ăš la passionacela, Ăš tutto quanto nello sport vive e tende verso l'ideale. Non sai descriverlo scientificamente ma senza avvedertene senti nello sport qualche cosa di piĂč che un vano agitarsi di membra. E’ poco, dicono, e la tua « passionacela ‱ sa di umano, di quotidiano, di sudore, di stan­ chezza. Vogliono un di piĂč che sia piĂč « simbolo » che sia piĂč stratosferico, che non sappia di panni sporchi. Non si acconten­ tano dei tuoi sermoncini ante­ gara: sono fasulli perchĂš fatti in serie. PerĂČ non riescono a vedere quello che avviene nei tuoi occhi quando la tua voce rauca brontola il sermoncino. Tu sai poco dire e quando ti sfor­ zi di aprire la bocca e di sfog­ giare una bella frase balbetti come un cretino. PerĂČ loro non hanno visto il nodo alla gola. « La tua passionacela » non ba-

sta per i palati riaffinati e al­ io ti ringrazio. Quei giovani ro­ lora ti chiedono quello che tu busti ed armonici come le co­ non hai, quello che non ti han­ lonne del porticato di Bernini no mai dato. Desiderano da te erano un pochino anche tuoi. un linguaggio spirituale, una vi­ Mentre sfilavano per le vie di ta profondamente cristiana, una Roma sotto il sole colorato di visione soprannaturale e apo­ ottobre sentivo che c'eri pure stolica della vita. Tu sei un tu nell'anima e nel corpo deuomo poco complicato perĂČ, ti ?li 80.000. commuovi quando senti parlare E quando la bianca figura del il tuo assistente. Magari non Padre degli sportivi benediceva afferri quelle idee in tutta la ho visto la tua mano callosa al­ loro completezza ma senti che zarsi tremando per segnare la sono belle, che sono vere, che fronte pallida. Eri chiuso nella se tu sapessi parlare e se avessi vecchia sede. Eri rimasto solo studiato diresti le stesse cose. con le pareti, le coppe sbiadite Caro vecchio tifoso dal ma­ ed una vecchia radio regalata glione consunto, a nome de] dal Parroco. E i tuoi occhi puz­ C.S.I. e di quanti hanno sen­ zavano di lacrime lontano un tito il bene della tua assisten­ miglio. za in questi difficili dieci anni. NICOLA PAVONI

L VIGl CONTI punta a Melbourne

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r; La vittoria meritatamente ottenuta da Luigi Conti della U.S. Pro-Victoria di Calolziocorte costituisce, oltre ad una conferma delle grandi possi­ bilità dell’atleta, un’altra vali­ da dimostrazione della note­ vole utilità del lavoro propa-

LE CORSE CAMPESTRI uniche “leve,, pei* l’atletica A distanza di due sole setti­ mane dall’effettuazione del campionato nazionale di corsa campestre del C.S.I., Luigi Con­ ti, che ne aveva vinto la pre­ cedente edizione, si ù laureato campione assoluto d’Italia del­ la specialità. Quanto sia signi­ ficativo e confortante questo fatto ù fin troppo evidente. So­ prattutto se si tiene conto che il giovanissimo fondista di Calolziocorte venne alla ribalta appunto un anno fa in occa­ sione del campionato C.S.I., mai

genti della Federazione a ri­ costruire il calcio nlbionico dalle fondamenta iniziando quindi dai giovanissimi; e a questo proposito ha illustrato nella rivista che lo annovera fra i principali collaboratori gli insegnamenti che nella Svezia sono impartiti ai gio­ vani che si avviano allo sport calcistico. Se faremo le cose con se­ rietĂ  le scuole potrebbero fornire gli elementi idonei per la nazionale dilettantisti­ ca che dovrĂ  partecipare alle Olimpiadi di Roma del I960 A noi sembra che questa stra­ da sia migliore e piĂč bella anche di quella di Barassi il quale per le Olimpiadi vor­ rebbe riqualificare dilettanti temporaneamente un certo numero di calciatori profes­ sionisti. Le riqualificazioni non sono simpdtiche: sono antisportive e creano diffidenza e sospetti piĂč che giustificati. ♩ ♩ ♩

prima d’allora avendo figurato in classifiche federali. Luigi Conti se rivelato la prima volta in una corsa cam­ pestre e s’e ora definitivamente affermato campione dalle note­ voli possibilitĂ ,, ancora in una campestre. Questo non signifi­ ca che il caracollante diciot­ tenne della Pro Victoria Ăš uno specialista di queste gare, per­ chĂ© egli ha dato piĂč d’una pro­ va, durante la scorsa stagione su pista, di essere « qualcuno» anche quando corre in uno sta­ dio. E anzi, domenica scorsa, battendo alquanto nettamente alcuni dei piĂč celebrati cam­ pioni di corsa su strada, ha confermato quanto questi ulti­ mi specialisti debbano essere considerati inferiori rispetto ai « pistaioli », che traggono dalla lunga e certosina preparazione alle prove contro il cronometro l’energia e il < carattere » per farsi valere in prove che spe­ cialmente richiedono particola­ ri doti di combattivitĂ , resi­ stenza e coraggio., Luigi Conti, dunque, non Ăš specialista di corsa campestre ma il fatto che proprio dai successi in questo genere di ga­ re abbia preso l’aire verso le posizioni di preminenza in campo nazionale in quelle che sono considerate le specialitĂ  classiche dell’atletica leggera, porta a fare qualche conside­ razione non nuova, ma che trae stavolta lo spunto da una con­ creta e quasi palpabile realtĂ  di cose e potrĂ  quindi final­ mente essere presa in quel con. to che merita da chi di dovere. Non ci stancheremo mai di ripetere che la corsa campestre

Ăš fucina di campioni. Breve o lunga che sia (meglio il secon­ do caso, tuttavia) essa non per­ de mai occasione di dare ec­ cezionali frutti, che qualcuno, appunto perchĂ© di mentalitĂ  un po’ arretrata, considera e definisce a volte « insospettabi­ li ». Il caso di Luigi Conti, in­ dubbiamente. ha del clamoroso, ma per questo Ăš il piĂč eloquen­ te: ce ne sono ancora un’infini­ tĂ  a dimostrare e confermare quanto questa teoria (?) sia ac­ cettabile. Si prenda la Scuola, ad esempio. L'introduzione del­ lo sport e in specie dell’atletica tra gli studenti ha notoriamen­ te dato frutti a iosa negli ultimi anni. I campionati studenteschi prendono ogni anno il loro av­ vio con la disputa di un gran­ dissimo numero di corse cam­ pestri, sia d’istituto che pro­ vinciali. Ed e appunto da que­ ste gare che vengono rivelati, nella generalitĂ  dei casi, que­ gli elementi che, nel giro di poche settimane, disputeranno i campionati studenteschi su pista. Miglior prova cWH’utilitĂ  della corsa pei campĂŹ non esiste davvero. Ma la campestre in Italia non Ăš ufficialmente riconosciuta, se si eccettua la disputa dei due campionati (per « terza serie » e «assoluto»). Eppure non si puĂČ nemmeno piĂč dire che non sia « sentita » dai nostri atleti, mezzofondisti e fondisti che siano. Prova ne sia il fatto che accorrono ormai tutti i migliori, nreparati o no, a disputare le rare gare d’ìmnesno che si troSERGIO GATTI (continua in 5. pagina)

gandistico del Centro Sportivo Italiano. Il nuovo campione italiano di corsa campestre della FIDAL proviene infatti dal CSI, tesserato da quando ave­ va diciassette anni. Luigi Con, ti Ăš nato ITI settembre 1937 e risiede a Lecco, come risulta dalla matrice del cartellino n. 195292 dello schedario de­ gli atleti del CSI, firmata dal­ lo stesso in data 30 novem­ bre 1954. Oltre all’atletica leggera spe. cialitĂ  nella quale si Ăš messo in luce fin dallo scorso anno laureandosi campione naziona­ le di campestre del CSI a Ro­ vereto, successivamente ^giu­ dicandosi il titolo dei 5000 ai campionati su pista del CSI disputati a Roma e quello della stessa gara al « Gran Premio delle Regioni» Luigi Conti pratica anche alpinismo e sci. Certamente le lunghe sgrop­ pate in montagna devono aver contribuito a fare di iuĂŹ un atleta in possesso di una gran dote di fiato che appunto rap­ presenta il requisito numero uno per un atleta che vuole affermarsi nella dura discipli­ na del fondo. Luigi Conti ha confidato, dopo la splendida affermazio­ ne di Roma ,che desidera far parte della rappresentativa italiana per i Giochi Olimpici di Melbourne. Certamente sul­ l’impegnativo percorso della gara di domenica scorsa ha spezzato qualche lancia m suo favore e non verrĂ  certamente dimenticato dai tecnici della FIDAL al momento della com­ pilazione delle liste per la trasferta olimpica. L'intera famiglia del CSI at­ tende la realizzazione dei buo­ ni propositi formulati dalla nuova speranza del fondo ita­ liano e, augurandogli pieno successo nelle prossime com­ petizioni su pista nella gara dei 5.000 dove si Ăš giĂ  rivelato nel ’55, aspetta la prima buo­ na occasione per consegnargli il « distintivo d’oro » riservato ai suoi « azzurri ». * * ‱


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