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Liceo delle scienze umane

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Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Indirizzo: LI12, EA08 - SCIENZE UMANE - OPZIONE ECONOMICO SOCIALE Tema di: DIRITTO ED ECONOMIA POLITICA e SCIENZE UMANE Titolo: Lavoro e società sotto il profilo giuridico e sociale PRIMA PARTE La dimensione del lavoro in tutte le sue sfaccettature chiama in causa non soltanto la popolazione attiva nel suo insieme ma anche, e soprattutto, la sua fascia giovanile che appare come la più vulnerabile rispetto alle oscillazioni e alle contraddizioni economiche e sociali della società contemporanea. In particolare, negli ultimi anni, si registra lo sviluppo di due distinte categorie di giovani che presentano caratteristiche, tendenze e percorsi agli antipodi tra di loro, per ciò che concerne l'impegno sia lavorativo che formativo. Per definire tali categorie sono stati utilizzati gli acronimi di Neet (Not in education, employment or training) e Eet (Employed-Education, employment or training): ci si riferisce, nel primo caso, ai giovani (Neet) che hanno rinunciato ad impegnarsi nella ricerca di un lavoro e di una formazione qualificante, restando in una condizione di inoccupazione; nel secondo caso, ai giovani (Eet) che riescono a superare la crisi, sfruttando le competenze acquisite e guardando all’attività d’impresa e al mondo del web. Con riferimento ai documenti allegati e sulla base delle sue conoscenze, il candidato esprima le proprie riflessioni in merito alle cause ed alle conseguenze delle due condizioni di Neet e Eet. Documento 1 NEET - Not in Education, Employment or Training, secondo gli istituti di statistica, “bamboccioni” secondo un termine provocatorio entrato nel vocabolario corrente a rappresentare ragazzi sfiduciati, che non fanno nulla e vivono in famiglia. A livello europeo, i giovani che non sono inseriti in un percorso scolastico o formativo e che non sono neanche impegnati in un’attività lavorativa, i cosidetti Neet appunto, sono un fenomeno da qualche anno censito dalle statistiche e oggetto di ricerca perchè segno di preoccupante degrado della situazione dell’occupazione, soprattutto nelle fasce più giovani. Il Neet infatti è un individuo tra i 15 e i 29 anni che non lavora, non studia, non partecipa ad attività di formazione, neanche seminari, conferenze o corsi di lingua. Il prolungato allontanamento dal mercato del lavoro e lo “scoraggiamento” nella ricerca di un impiego ne fanno una categoria a rischio di esclusione sociale, perché ha difficoltà a entrare o rientrare nel mercato del lavoro. Il Neet è diventato simbolo di una generazione che si ritiene “senza speranza”, che vive alla giornata, spesso sulle spalle della famiglia di origine, e non riesce a realizzare piani per costruirsene una propria o comunque per la creazione di una vita autonoma. In Italia i Neet sono più di due milioni, il 22% della popolazione tra i 15 e i 29 anni, con un picco che sfiora il 25% tra le donne e livelli molto più elevati al Sud. Sono individui per lo più con un titolo di studio medio-basso, anche se, con la crisi degli ultimi anni, hanno fatto ingresso in questa categoria giovani con diploma di scuola superiore o laurea. La quota di Neet in Italia è nettamente superiore alla media europea che si ferma al 15% del totale ed è più che doppia rispetto a paesi come la Germania.


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Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Per l’economia europea l’inattività di questi giovani è diventata una sfida da affrontare perchè segno di uno spreco di risorse: Eurofund stima che, se questi giovani riuscissero a entrare a far parte del sistema produttivo, il PIL europeo crescerebbe dell’1,2%, quello italiano addirittura del 2%. È per questo che governi e Unione Europea elaborano provvedimenti per arginare il fenomeno. [...] In Italia [...] sono stati messi a punto agevolazioni fiscali per i nuovi imprenditori, incentivi per gli operatori che investono in fondi di venture capital o per coloro che promuovono start up. I risultati di tutto ciò non sono però ancora visibili. Alessandra CARINI, Le parole chiave del lavoro. Neet, in L. Gallino, Vite rinviate. Lo scandalo del lavoro precario, Laterza, Roma-Bari, ed. digitale, marzo 2014, pag.66

Documento 2 Non solo Neet: ecco i giovani italiani che ce la fanno […] I giovani che lavorano valgono 46,5 miliardi di euro, il 2,8% del Pil. I giovani con una età compresa tra 15 e 29 anni che lavorano sono 2.630.000, pari all'11,7% degli occupati complessivi, e incidono sui redditi da lavoro per il 7,3%: un valore pari a 46,5 miliardi di euro, cioè il 2,8% del Pil. Con differenze tra lavoro dipendente e indipendente: incidono per l'8% dei redditi da lavoro dipendente e per il 5,3% dei redditi da lavoro autonomo. [...] Ecco gli Eet, i giovani che ce la fanno: vincono la crisi con servizi avanzati e web. Non siamo solo il Paese dei Neet. Oggi i titolari d'impresa giovani sono 175.000, di cui il 24,7% presente nel NordOvest, il 15,7% nel Nord-Est, il 18,5% nelle regioni centrali, mentre nel Mezzogiorno la quota raggiunge il 41,1%. È vero che tra il 2009 e il 2016, a fronte di una riduzione complessiva del 6,8% dei titolari d'impresa in Italia, la componente più giovane degli imprenditori, con una età fino a 29 anni, subisce una compressione del 19,1%, perdendo poco più di 41.000 giovani aziende. Ma ci sono settori in crescita in cui le imprese guidate dai giovani mostrano invece un saldo positivo. La dinamica positiva vede crescere del 53,4% il numero dei giovani titolari d'impresa nei servizi d'informazione e altri servizi informatici, del 51,5% nei servizi per edifici e paesaggio, del 25,3% nei servizi di ristorazione. Nelle attività legate alla gestione di alloggi per vacanze e altre strutture per soggiorni brevi l'incremento è del 55,6%. Raddoppiano, inoltre, i giovani imprenditori nelle attività di supporto per le funzioni d'ufficio e i servizi alle imprese (+113,3%). Considerando solo i settori in cui si manifesta una dinamica positiva, tra il 2009 e il 2016 i titolari d'impresa giovani aumentano del 32%, passando da 27.335 a 36.079. Sono questi gli Eet (EmployedEducated and Trained), quelli che ce la fanno, sfruttano le competenze acquisite e guardano all'attività d'impresa. Fonte: Comunicato Stampa del CENSIS, Roma, 3 novembre 2016, dal sito del CENSIS, http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=121080

SECONDA PARTE Il candidato sviluppi due tra i seguenti quesiti: 1. In che modo le Nuove Tecnologie hanno trasformato il lavoro? 2. Come vengono sanciti nella Costituzione il diritto al lavoro, alla formazione professionale e all’imprenditorialità? 3. Quali strategie in ambito sociale e quali strumenti normativi possono essere adottati dallo Stato per favorire l’occupazione e l’iniziativa imprenditoriale giovanile? 4. Quali sono gli elementi essenziali di una delle teorie relative all’organizzazione del lavoro? __________________________ Durata massima della prova: 6 ore. È consentito l’uso del vocabolario di italiano. È consentito l’uso dei seguenti sussidi: Costituzione Italiana; Codice Civile e leggi complementari non commentati. È consentito l’uso del vocabolario bilingue (italiano-lingua del paese di provenienza) per i candidati di madrelingua non italiana.


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