ASSESSORATO CONTRASTO ALLE DISUGUAGLIANZE E TRANSIZIONE ECOLOGICA: PATTO PER IL CLIMA, WELFARE, POLITICHE ABITATIVE, POLITICHE GIOVANILI, COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO, RELAZIONI INTERNAZIONALI, RAPPORTI CON LâUE
Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 in relazione allo svolgimento in sicurezza delle ATTIVITĂ DEI CENTRI SOCIALI, DEI CIRCOLI CULTURALI E RICREATIVI in Emilia-Romagna
1. FinalitĂ Lâobiettivo del presente protocollo è fornire linee guida e indicazioni operative, omogenee sul territorio regionale, finalizzate a incrementare lâefficacia delle misure precauzionali di contenimento da adottare per contrastare lâepidemia di COVID-19 per le attivitĂ dei centri sociali, dei circoli culturali e ricreativi, in funzione dellâavvio della cd. Fase 2 di riapertura delle strutture e delle attivitĂ dopo il lock-down, con lâobiettivo di tutelare la salute degli operatori, dei volontari e degli utenti. Il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione. Il presente Protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della precauzione e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni delle AutoritĂ sanitarie. La specificitĂ rappresentata da centri sociali, dei circoli culturali e ricreativi è la pluralitĂ delle attivitĂ che vi vengono svolte, spesso anche contemporaneamente, e lâincontro e la permanenza nei locali dei frequentatori per fini genericamente riferibili a finalitĂ aggregative e di socializzazione. Pertanto le misure devono coniugare la possibilitĂ di svolgere le diverse attivitĂ preservandone le caratteristiche di socialitĂ , con lâesigenza di garantire la sicurezza dei gestori, del personale, dei volontari e dei frequentatori, mitigando la possibilitĂ di contagi durante i contatti che avvengono in dette attivitĂ . Il presente documento è redatto dalla Direzione Generale Cura della Persona Salute e Welfare sentite le organizzazioni del Terzo settore. Ă opportuno che le misure proposte nel presente documento siano poi adottate da ogni centro o circolo individuando le misure piĂš efficaci in relazione alle caratteristiche specifiche di ogni struttura e le procedure specifiche per mettere in atto dette misure, comprese le attivitĂ di comunicazione e informazione per responsabilizzare frequentatori, lavoratori e volontari sullâadozione di comportamenti corretti che limitino la probabilitĂ di contagio. Si evidenzia altresĂŹ lâimportanza della responsabilitĂ individuale da parte dei frequentatori nellâadozione di comportamenti rispettosi delle misure di sicurezza e prevenzione e, a tal fine, lâesigenza di una adeguata informazione rivolta ad essi. Si evidenzia che per le attivitĂ svolte allâinterno dei centri/circoli da associazioni ed organizzazioni di volontariato a favore delle persone con disabilitĂ , laddove non siano previsti specifici protocolli, valgono le disposizioni di carattere generale della normativa nazionale e regionale, quali ad esempio il principio del rispetto delle regole di distanziamento interpersonale di almeno un metro (salvo quanto specificato dallâart. 9 del DPCM 17 maggio 2020 in merito a persone con disabilitĂ ) e dellâutilizzo dei dispositivi di protezione. Possono inoltre essere prese a riferimento, per quanto applicabili alle specifiche attivitĂ , le disposizioni previste nel âProgramma regionale per la
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