San Michele in Bosco vs la sede della Furla

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14 BOLOGNA CRONACA

DOMENICA 14 FEBBRAIO 2016

VILLA BELLARIA, SEDE DELLA FURLA

SAN MICHELE IN BOSCO

L’azienda di pelletteria è nata nel 1927 e oggi è presente in 64 Paesi. Nel 2012 il fatturato è stato di 212 milioni. L’ottocentesca Villa Bellaria fu acquistata e ristrutturata dalla società negli anni Novanta.

Il giardino ‘Remo Scoto’ appartiene all’amministrazione comunale, che ne ha affidato la manutenzione alla Global Service. Venne ristrutturato nel 2010, riportandolo alle forme originarie tardo-ottocentesche.

IL PARCO / 1

Santa Urna Liberatrice ha smontato le tende DA LASSÙ il panorama della città toglie il fiato e accende l’anima. Il belvedere di San Michele in Bosco è uno spettacolo della natura, un tesoro da intenditori. Peccato che fino a pochi giorni fa una decina di disperati avessero piantato le tende, letteralmente, nel parco pubblico sottostante, con i relativi annessi e connessi: rifiuti, escrementi, panni stesi. «Uno schifo», la sintesi dei residenti, a due passi (in salita) dal centro storico. Il bivacco esisteva dall’autunno scorso, nell’indifferenza delle autorità, sorde a denunce e segnalazioni della gente. Con la lodevole eccezione della presidente del Quartiere Santo Stefano, Ilaria Giorgetti, che già aveva fatto eseguire dai vigili due sgomberi, purtroppo inefficaci: gli occupanti abusivi erano tornati in fretta sotto tende e cartoni. IL TERZO repulisti è arrivato in settimana, e i cittadini sperano che, se non definitivo, si riveli più duraturo. È l’auspicio anche di Palazzo d’Accursio, in particolare dell’assessore al welfare Amalia Frascaroli, che ha dato la lieta novella venerdì in consiglio comunale. «L’unico modo per contrastare le occupazioni abusive nei parchi è quello di intervenire tempestivamente», ha spiegato il probabile numero uno della lista civica che appoggerà Merola alle prossime elezioni. Un’affermazione che fa sorridere se si pensa che l’hotel sotto le stelle di San Michele in Bosco, come da resoconto dei vicini di casa, funzionava a pieno regime da quattro mesi... Sicché alla fine, onestamente, la miracolosa stagione dei «tempestivi» sgomberi ha un’unica patrona: Santa Urna Liberatrice.

di GIANNI GENNASI

IL PARCO / 2

Spunta un’altra rotonda, le borse vanno in crisi A SAN LAZZARO va in scena l’ennesima puntata del duello tra piante e cemento, tra siepi e ruspe. L’amministrazione comunale guidata da Isabella Conti esproprierà 300 metri quadri del parco di villa Bellaria per realizzare una rotatoria stradale. Ma come? Il sindaco che ha bloccato la ‘colata di Idice’ si è convertito all’asfaltismo e dà il via libera alle auto, distruggendo un tesoretto verde? Contrordine, compagni ambientalisti? No, la faccenda è più complessa e delicata. A PORTARLA alla ribalta delle cronache è un azionista della Furla, storica azienda di pelletteria che proprio a villa Bellaria, al centro di un piccolo eden, ha la sede, legale e di rappresentanza. Marco Furlanetto, membro della società-famiglia che ha creato il marchio noto nel mondo, si è messo di traverso: «Vogliono realizzare proprio sul terreno di nostra proprietà la 23esima rotonda cittadina, quando poco distante esiste un prato incolto del Comune di Bologna. Per noi sarebbe un danno grave, anche di immagine, per cui abbiamo pensato di trasferirci negli uffici di Milano, in galleria Vittorio Emanuele». Il consiglio di amministrazione si riunirà a fine mese per decidere. IL TRASLOCO, va da sé, nuocerebbe anche a San Lazzaro, che in un colpo solo perderebbe un simbolo della moda italiana e un facoltoso contribuente. Ma la Conti replica a muso duro e non lascia spazio a mediazioni: la rotatoria si ha da fare e si farà proprio lì, perché più avanti il terreno è in pendenza. Davvero un pessimo momento, per le borse.


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